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CIL133 FOCUS

Progettare con il clima, progettare nel contesto:


tipologie, tecnologie e cultura materiale
La globalizzazione del settore delle costruzioni e la delega totale del comfort interno allimpiantistica hanno determinato,
nellultimo secolo, la realizzazione sempre pi pervasiva di edifici omologati e poco relazionati al loro contesto climatico, Testi di
culturale, materiale. Si fanno edifici uguali a Stoccolma e a Nairobi, a Shangai e a San Paolo, spazzando dun colpo approfondimento
principi costruttivi millenari (Butera, 2004): una sfida lanciata dalluomo alla natura, per dimostrare di essere capace di Il tema del rapporto tra edifi-
abitare indifferentemente in qualunque contesto e in qualunque clima. cio, contesto e clima stato
Per chiunque sia disposto a pagare la conseguente bolletta per lenergia consumata, ora possibile vivere in qualsiasi oggetto di ampia riflessione
tipo o forma di casa piaccia, in qualsiasi parte del mondo venga in mente di stare. Grazie agli impianti di climatizzazio- per studiosi di diversa matrice
ne si pu vivere sotto soffitti bassi nei Tropici, dietro pareti sottili nellArtico e sotto tetti non isolati nel deserto. Tutte le disciplinare. Alcuni di questi
regole per il controllo climatico attraverso la struttura e la forma sono rese obsolete (Banham, 1969). testi, pur datati, rappresen-
Ma oggi la questione ambientale impone un cambiamento radicale rispetto alluso indiscriminato di energia. Solo una tano ancora oggi un fonda-
progettazione rinnovata che, pur allinterno di un linguaggio e di modalit tecnico-costruttive contemporanee, sappia inte- mentale riferimento per chi si
grare scelte orientate allottimizzazione delle risorse locali (climatiche e materiche) pu aprire nuovi scenari di eco-efficienza. occupa di progettazione bio-
Dunque, il progettista, attraverso le sue molteplici scelte operate ai diversi livelli della conformazione, dellorienta- climatica. Si citano di seguito
mento, dei sistemi di involucro e di impianti, a operare nella direzione della riduzione dei consumi energetici, garantendo quelli ritenuti pi significativi.
al contempo il comfort abitativo.
Il rapporto tra clima e progetto
Princip di progettazione bioclimatica ed edifici passivi Victor Olgyay, nel suo libro
La progettazione volta al risparmio energetico e alla sostenibilit deve essere una progettazione attenta alle condizioni al Design with climate (1958),
contorno e capace di sfruttare le risorse che lambiente offre. Il risultato finale di tale atteggiamento necessariamente fonda le sue argomentazioni
unarchitettura fortemente connotata rispetto al contesto, per forma, tipologia, uso di materiali. Ci non significa che sulla bioclimatologia, disci-
debba essere necessariamente unarchitettura tradizionalista o vernacolare, in quanto le soluzioni morfologiche e tipologi- plina fondata da Kppen alli-
che e quelle tecnico-costruttive subiscono unevoluzione nel tempo in relazione allemergere di nuovi bisogni e allintrodu- nizio del Novecento che studia
zione di nuovi materiali e nuovi sistemi di edificazione. le connessioni tra clima e vita
Una progettazione attenta al contenimento dei consumi energetici e al comfort abitativo, capace di sfruttare le risorse e definisce il modo in cui
naturali locali e il clima, si fonda generalmente su un approccio bioclimatico, mirando a controllare contemporaneamente luomo costruisce la propria
tre livelli: climatico-ambientale, tipologico e tecnico-costruttivo. Se si cerca di leggere il filo rosso che lega le architetture casa tenendo conto dei vari
mediterranee rispetto a questi tre livelli, si possono individuare alcune tipicit. tipi di clima sulla terra. Pro-
Per quanto attiene al controllo degli aspetti relativi al rapporto tra edificio e ambiente, larchitettura mediterranea si gettare con il clima uno dei
da sempre dovuta confrontare con un clima caratterizzato da una notevole variet stagionale (di temperatura, umidit, primi testi che propone in ma-
ventosit, irraggiamento solare) che, dunque, sollecita la costruzione differentemente e impone soluzioni capaci di adattar- niera sistematica un approc-
si a tali variazioni stagionali. Oltre al clima mediterraneo, le singole costruzioni rispondono anche alle condizioni cio bioclimatico alla progetta-
microclimatiche del sito, ossia a specificit dei singoli luoghi in relazione anche alla conformazione dellinsediamento zione, definendo anche un
urbano o paesistico (che influenza, e a volte modifica, le condizioni climatiche tipiche di temperatura, umidit, vento- processo razionale per defi-
sit e irraggiamento solare, connotando il singolo contesto con condizioni locali). nire tipologie di edifici e forme
Per quanto attiene al controllo degli aspetti tipologici, le costruzioni mediterranee si caratterizzano per la ricerca di un di tessuto urbano per sistemi
equilibrio tra una forma compatta in inverno (in base al pi vantaggioso rapporto tra superficie e volume rispetto alle insediativi nelle varie aree cli-
dispersioni termiche) e aperta in estate (in base alla possibilit di favorire la ventilazione naturale), con spazi ad assetto matiche e proponendo un
variabile, aperto-chiuso, tra inverno ed estate (porticati, logge, patii, spazi filtro, serre). Per esempio, la tipica tipologia nuovo regionalismo slegato
mediterranea la casa a patio, compatta ma porosa. Altrettanto efficace anche la tipologia in linea o a schiera, che dalle morfologie della tradi-
permette di favorire la compattezza (intesa come addossamento di alloggi), ma anche di individuare due esposizioni privi- zione, ma rinnovato dalle ri-
legiate, ossia quella a sud (per permettere di usufruire degli apporti solari invernali) e quella a nord (per avere un fronte flessioni linguistiche del Movi-
fresco in estate che inneschi la ventilazione naturale attraverso ledificio). Particolarmente critici nelle architetture medi- mento Moderno.
terranee sono la distribuzione e lorientamento delle superfici trasparenti e il loro rapporto con la superficie opaca: la tra-
sparenza costituisce un aspetto importantissimo in relazione allottenimento di un adeguato livello di illuminazione natu- Il modello conservativo e i si-
rale e allo sfruttamento degli apporti solari diretti nel periodo invernale, ma richiede grande controllo dellirraggiamento stemi passivi Reyner Banham,
nel periodo estivo. Larchitettura mediterranea si connota, dunque, per la presenza di elementi di protezione solare, come nel suo libro The Architecture
aggetti e schermature. of the Well-Tempered Environ-
Per quanto attiene al controllo degli aspetti tecnico-costruttivi, larchitettura mediterranea si caratterizza per luso ment (1969), compie un inte-
passivo dellenergia solare tramite lo sfruttamento degli apporti solari in maniera diretta (finestre) o indiretta (accumula- ressante percorso storico, at-
tori di calore) e per la presenza di una adeguata massa capacitiva (e inerzia termica) per conservare il calore dei contributi traverso larchitettura mo-
invernali (la captazione solare senza inerzia inefficace, poich le ore di irradiazione dinverno sono poche e le superfici derna, evidenziando come in
trasparenti, durante le ore in cui non vengono irraggiate, sono molto disperdenti) e smorzare i picchi di temperatura (atte- quel periodo la ricerca di leg-
nuazione e sfasamento dellingresso dellonda termica) in estate. Larchitettura mediterranea , pertanto, unarchitettura gerezza e di trasparenza, do-
tradizionalmente massiva e massiccia, che si connota per luso di materiali ad elevata inerzia termica, come la pietra o il vuta allintroduzione di nuovi
laterizio, in una variegata gamma di soluzioni costruttive. materiali innovativi (strutture
Dunque, orientamento delledificio, forma delledificio, caratteristiche dellinvolucro sono gli aspetti su cui si deve puntiformi in acciaio e ce-
concentrare maggiormente il progettista. Una costruzione che sfrutta le caratteristiche al contorno si definisce passiva, da mento armato, vetro float,
distinguersi rispetto a quegli edifici che costruiscono artificialmente, tramite gli impianti (e dunque in maniera attiva), il ecc.), si sia potuta appoggiare
comfort allinterno degli ambienti (da non confondersi con il termine passivhaus, che fa riferimento a uno standard ener- su una notevole disponibilit
getico). Ledificio passivo un edificio che abbina la possibilit di usare fattori climatici favorevoli (captare energia solare energetica che ha permesso di
in inverno, veicolare flussi di vento in estate) con la capacit di conservare le condizioni favorevoli (immagazzinare calore trascurare le prestazioni
in inverno e freddo notturno in estate) e di ostacolare quelli sfavorevoli (isolare linterno dallesterno in inverno, scherma- termiche dellinvolucro, gra-
re la radiazione solare in estate), senza ricorrere a costose ed energivore integrazioni impiantistiche.
CIL133 FOCUS pagine XIII-XIV

Tipo e forma in relazione al clima zie alla presenza di impianti che


La forma delledificio spesso vincolata da una situazione urbana determinata e pianificata. Quando possibile, poter rigeneravano artificialmente
determinare progettualmente la forma delledificio permette di poterne anche controllare il comportamento termico. le condizioni di comfort interno.
Rafael Serra Florensa e Melena Roura Coch, nel libro Arquitectura y energia natural (1995), individuano due princi- Lo slegarsi dalla necessit di un
pali caratteristiche che definiscono la forma delledificio e che incidono sul suo comportamento energetico: la compattez- confronto con il contesto clima-
za e la porosit. tico ha quindi portato a una in-
La compattezza il rapporto tra superficie esterna dellinvolucro e dipendenza delledificio dal
volume delledificio. A una maggiore compattezza corrisponde un minor luogo di edificazione e a una
contatto con le condizioni esterne: ci implica una minore possibilit di dis- globalizzazione dei modi di co-
sipare energia (ideale durante linverno). Per favorire la compattezza del struire. La tradizione invece ri-
volume riscaldato risulta, per esempio, conveniente collocare allesterno gorosamente caratterizzata da
vani scala e balconi. una relazione profonda con il
La porosit la proporzione tra volume pieno e volume vuoto delle- contesto e con il clima.
dificio, data dalla presenza di patii. Un edificio con un elevato grado di Banham individua due modalit
porosit risulta dotato di molte superfici di scambio con lesterno: da un di controllo ambientale operato
lato questo significa una maggiore difficolt di isolamento dalle condizioni nelle costruzioni tradizionali per
esterne; dallaltro, per, risulta pi facile ventilare le zone interne (ideale garantire il comfort climatico:
durante la stagione estiva). il modello conservativo, in
Nei climi mediterranei, la compattezza vantaggiosa nel periodo inver- cui ledificio realizzato con
nale, mentre la porosit vantaggiosa nel periodo estivo: gli esempi pi murature spesse e massicce
interessanti di architettura mediterranea cercano di mediare tali opposti (elevata massa termica), in
obiettivi, progettando elementi ad assetto variabile che possano permettere modo da opporre alle condi-
la chiusura di atrii, patii, gallerie e verande nel periodo invernale, garanten- zioni esterne (climi freddi o
done, tuttavia, lapertura nel periodo estivo. caldi) un comportamento con-
La forma delledificio deve anche relazionarsi allorientamento. Nelle servativo dellambiente in-
architetture mediterranee, si predilige lesposizione a sud in quanto le super- terno, ossia di mantenimento
Alexandros N. Tombazis. Kifissia, Atene,
Grecia, 2001. fici cos disposte ricevono la massima radiazione invernale (bassa e dunque delle condizioni termiche (iner-
che entra in profondit allinterno delledificio anche in caso di presenza di zia termica);
sporti), mentre destate la superficie pi colpita la copertura e quelle il modello selettivo, in cui
disposte a est e a ovest (allalba e al tramonto). Gli edifici mediterranei si ledificio filtra le condizioni am-
caratterizzano per una conformazione che tende a privilegiare il fronte esposto a sud, in modo da captare i raggi solari bientali esterne attraverso gli
attraverso le vetrate in inverno, quando il sole basso, e schermare facilmente le superfici vetrate dai raggi solari in estate, elementi costruttivi del suo in-
quando il sole alto, con aggetti orizzontali (balconi, logge). Vengono, invece, limitati al massimo i fronti est e ovest, poi- volucro (finestre, schermature),
ch le aperture su tali lati portano scarsa energia in inverno, quando il sole debole e di durata limitata (il percorso solare in modo da favorire la ventila-
dinverno breve), e surriscaldamento in estate (soprattutto a ovest), quando il sole basso ed entra in profondit (e il zione (climi umidi) e impedire il
percorso solare pi lungo). Generalmente, il lato nord, che invece non riceve praticamente mai il sole (se non allalba e al surriscaldamento. Entrambi
tramonto in estate), caratterizzato da aperture ridotte al minimo, per evitare dispersioni, e da un significativo incremento questi modelli si basano su
dellisolamento termico delle pareti di involucro. metodi passivi, che puntano
sugli aspetti costruttivi: da un
Involucro e comfort termico nei climi mediterranei lato, isolando ledificio dalle-
La presa di coscienza degli sprechi energetici determinati da edifici in cui il benessere abitativo viene garantito dalla crea- sterno e utilizzando compo-
zione artificiale delle condizioni interne, tramite luso di impianti tecnologici, sta spostando lattenzione dei progettisti da nenti della costruzione caratte-
una dotazione impiantistica sempre pi pervasiva, sofisticata ed energivora, a rizzati da elevata massa termica
una progettazione dove linvolucro delledificio inteso come filtro di flussi di (modello conservativo) in modo
energia. Linvolucro ha dunque il compito, fra laltro, di modulare le condi- da mantenere dinverno il ca-
zioni ambientali esterne in modo da creare allinterno condizioni pi conforte- lore diurno durante la notte e
voli. un compito che ha svolto per secoli, tanto da differenziarsi in relazione destate il fresco notturno du-
alle condizioni climatiche (Butera, 2004). rante il giorno; dallaltro, la-
Il problema non infatti la sola efficienza energetica degli impianti, ma un sciando entrare la radiazione
ripensamento complessivo del sistema edificio. La produzione di energia sola- attraverso le parti vetrate din-
re e luso di impianti ad elevata efficienza (pompe di calore, caldaie a conden- verno, ma proteggendo ledifi-
sazione, impianti di cogenerazione) non sufficiente a contrastare gli sprechi cio in estate tramite aggetti e
imputabili alla costruzione di edifici connotati da forti consumi. schermature (modello selet-
Ancora Rafael Serra Florensa e Melena Roura Coch (1995) individuano tivo). Banham introduce, poi, un
sei principali caratteristiche che definiscono il comportamento energetico del- terzo modello, il modello rige-
linvolucro: isolamento, pesantezza, permeabilit, trasparenza, protezione dal nerativo, in cui ledificio viene
sole, colore. climatizzato grazie al ricorso a
Lisolamento si riferisce alla resistenza dellinvolucro al passaggio di impianti, dunque producendo
calore. In un edificio molto isolato, lo scambio energetico interno-esterno artificialmente le condizioni in-
ridotto e quindi si hanno poche dispersioni di calore durante linverno. terne desiderate, indipendente-
Naturalmente, lisolamento delledificio deve essere differente in relazione alla mente dal clima in cui collo-
zona climatica e agli orientamenti (occorre, ad esempio, un maggiore isola- cato e senza particolari accorgi-
mento delle facciate esposte a nord e della copertura). Ragionando solo sui menti tecnico-costruttivi.
flussi di calore uscenti in inverno ed entranti in estate, si generata una cor- Jos Antonio Coderch. Casa de la
Tale modello si basa su metodi
rente di pensiero che promuove lisolamento termico quale principale elemen- Marina, Barcellona, Spagna, 1992.
CIL133 FOCUS
to di controllo del comfort abitativo e di riduzione dei consumi energetici. Questa interpretazione, nata nel nord Europa,
sta spingendo alla realizzazione di ambienti iperisolati anche nelle aree mediterranee, con la convinzione che questo possa attivi, che si affidano prevalen-
permettere di realizzare edifici pi efficienti. Ma isolare, nei climi mediterranei, non basta. Linvolucro di legno, grazie al temente alluso di impianti che
suo potere isolante, riduce le dispersioni termiche verso lesterno. Quello di pietra o di mattoni fa qualcosa di pi: oltre creino le condizioni di comfort,
ad isolare, consente grazie allinerzia termica di accumulare e rilasciare calore, e quindi permette che durante la notte adeguando la propria fornitura
la temperatura interna resti superiore a quella esterna. In un edificio con muri molto spessi, se le finestre e le porte non in relazione alle dinamiche cli-
stanno sempre aperte, la temperatura interna in assenza di riscaldamento si mantiene pressoch costante, e molto vicina a matiche esterne. Questo mo-
quella media giornaliera esterna [] Nei climi caldi, linvolucro deve sfruttare lescursione termica giorno-notte, in modo dello, diffusosi nellultimo se-
da mantenere allinterno una temperatura intermedia fra i due estremi, e impedire lingresso della radiazione solare. Cos colo grazie alle innovazioni im-
in questi climi labitazione tradizionale fatta di muratura pesante per trarre profitto dallinerzia termica della struttura piantistiche e alla disponibilit
(Butera, 2004, p. 134). di energia, stato messo in crisi
La pesantezza associata al concetto di massa termica (legata ai tipi di materiali ed elementi costruttivi scelti per a partire dagli anni 60 dalle-
linvolucro): questa determina linerzia termica, ossia uno smorzamento (capacit della parete di attenuare allinterno del- mergere del problema energe-
ledificio i picchi e i minimi di temperatura esterna) e uno sfasamento (capacit della parete di far sentire pi tardi, nel tico-ambientale.
tempo, gli effetti termici che si verificano allesterno). Per questo, nelle architetture mediterranee sono tradizionalmente
presenti superfici pesanti, almeno negli orientamenti a sud, est e ovest e in copertura. La scelta di risposta inerziale delle- Il legame stabile tra comporta-
dificio deve essere effettuata in relazione alla funzione ospitata dalledificio e alle modalit duso e quindi, in inverno, al mento fisico delledificio e am-
tipo di regime di accensione e spegnimento dellimpianto di riscaldamento o alla necessit di raffrescamento estivo. biente Edward Allen, nel suo li-
Ma anche la massa da sola non basta. Lefficacia della massa termica nei climi mediterranei, in estate, legata allas- bro How Buildings Works. The
sociazione con la ventilazione naturale. Se non si realizza un adeguato free cooling notturno tramite la ventilazione natu- Nature Order of Architecture
rale, per scaricare durante la notte il calore accumulato dalla parete di giorno, la massa termica risulta inefficace ai fini (1980), mette in evidenza il
del comfort e del risparmio energetico. Ecco, allora, un altro elemento che caratterizza le architetture mediterranee: la ruolo del contesto ambientale
permeabilit dellinvolucro. nella progettazione al fine del
La permeabilit si riferisce alla presenza di aperture nellinvolucro, che permettono il passaggio dellaria, e dipende corretto funzionamento degli
dalle dimensioni e dalla posizione delle aperture stesse. Nelle architetture mediterranee, viene ricercata una ridotta per- edifici. Nellintroduzione af-
meabilit dinverno (per non dissipare calore) e una elevata permeabilit destate (per migliorare la ventilazione) tramite ferma: Larchitettura ha un suo
soluzioni ad assetto variabile. Le aperture verso sud, sud-est e sud-ovest consentono lingresso dellaria pi calda, mentre ordine naturale, un ordine non
quelle a nord dellaria pi fredda: se collocate su facciate opposte, esse favoriscono la ventilazione incrociata. Permeabilit condizionato da epoche, luoghi
e traspirabilit dellinvolucro sono importanti, in tutte le stagioni, anche in relazione al controllo dellumidit e della qua- o stili; pi durevole degli ordini
lit dellaria interna. Attualmente, vengono importati modelli abitativi caratteristici del nord Europa connotati da una ele- dorico e ionico degli antichi
vata impermeabilit per evitare dispersioni termiche; in questo modo, per, nei climi mediterranei caldo-umidi, si rischia Greci e pi ordinato del pi puro
un peggioramento della salubrit dellaria interna, rimediabile solo attraverso sofisticati impianti di ventilazione meccani- stile contemporaneo. lordine
ca. Tra le principali esperienze italiane di case a basso consumo energetico, viene spesso citata la Provincia di Bolzano e la della funzione fisica, dei modi in
certificazione Casaclima. Anche in questo caso, successivamente alla promozione di soluzioni costruttive iperisolate, si cui gli edifici funzionano. Gli
assistito a una regionalizzazione delle indicazioni progettuali nel momento in cui la stratega Casaclima ha comincia- stili passano e i linguaggi si mo-
to a diffondersi nel resto dItalia. Peter e Ruben Erlacher, nel libro Casaclima in muratura massiccia, enfatizzano i vantag- dificano, ma i principi fisici di
gi della costruzione massiccia in aree mediterranee e propongono un manuale di soluzioni costruttive per ottenere edifici a comportamento delledificio re-
basso consumo energetico basate proprio sulluso della massa termica. stano sempre immutati. Allen
Larchitettura mediterranea si confronta in maniera particolare anche con le gestione della trasparenza dellinvolu- prosegue illustrando come il
cro. Mentre le costruzioni nordiche si connotano per una elevata trasparenza, dettata dalla ricerca del massimo apporto funzionamento sia un corretto
di luce naturale, le architetture mediterranee sono caratterizzate da soluzioni chiuse, dove prevalgono le superfici opa- equilibrio tra possibilit tecni-
che o quantomeno le trasparenze schermate. Edifici eccessivamente trasparenti, nei climi mediterranei, creano ambienti che e capacit di comprendere
invivibili a causa delleffetto serra: la radiazione termica che attraversa il vetro viene assorbita dai materiali collocati nel- le condizioni al contorno, legate
lambiente interno e viene riemessa con lunghezze donda maggiori, non pi in particolare allambiente
in grado di attraversare il vetro: il calore viene cos catturato allinterno esterno, con le sue risorse e i
degli spazi. Se questo fenomeno pu essere vantaggioso in inverno, produce suoi vincoli.
surriscaldamento in estate, trasformando gli ambienti in veri e propri forni,
climatizzabili solo con costi energetici elevatissimi. Il progetto della dimen- Lidentit dei luoghi e il ruolo
sione, orientamento e posizione delle finestre deve dunque confrontarsi con dellarchitettura Christian Nor-
diversi altri, importanti aspetti: il guadagno solare invernale, il soleggia- berg-Schulz, nel suo libro Ge-
mento estivo e il conseguente surriscaldamento, lilluminazione naturale e i nius loci: paesaggio, ambiente,
possibili fenomeni di abbagliamento. Nelle aree mediterranee, le superfici architettura (1979), sostiene
trasparenti delledificio sono orientate a sud, sud-est e sud-ovest per favori- che la conoscenza scientifica e
re i guadagni termici dinverno, provvedendo ad adeguate schermature in il funzionalismo non bastano
estate. Le superficie trasparenti sono, invece, evitate negli orientamenti est e per fare unarchitettura, che in-
soprattutto ovest perch inefficaci dinverno, in quanto non irraggiate, e vece ha bisogno di basarsi su si-
problematiche in estate, poich il sole, basso alla mattina e alla sera, colpi- gnificati e simboli. Per cui intro-
sce in maniera diretta tali superfici. Anche le coperture trasparenti sono duce una concezione fenome-
poco diffuse nelle aree mediterranee per il surriscaldamento estivo e uno nologica, qualitativa, dellarchi-
scarso apporto termico invernale (il sole in inverno basso e non colpisce tettura, sostenendo che liden-
la vetrata, che diventa, dunque, una superficie disperdente anche di giorno). tit delluomo presuppone li-
Le architetture mediterranee sono prevalentemente opache in quanto un dentit del luogo. Dunque,
edificio molto trasparente pu captare grandi quantit di energia radiante, momento basilare dellarchi-
ma anche un edificio poco isolato per cui la perdita di calore per trasmis- tettura comprendere la voca-
Solinas Verd Arquitectos. Residenze sociali,
sione (di notte e dinverno) anchessa molto grande (a meno che non si zione del luogo, tramite una
Iznjar, Spagna, 2008. prevedano sistemi mobili di isolamento): di conseguenza, vi il rischio che
CIL133 FOCUS pagine XV-XVI

conoscenza della storia, della


cultura, della societ e delle
abitudini locali, poich i luoghi
ne sono profondamente intrisi.

Levolversi degli edifici tra ri-


cerca di comfort ed efficienza
energetica Federico M. Butera,
nel suo libro Dalla caverna alla
casa ecologica. Storia del
comfort e dellenergia (2004),
Camillo Botticini. Casa Sui Ronchi
a Brescia, 2003.
Ernesto Mistretta. Casa di campagna
a Marsala (Trapani), 2004.
compie un excursus attraverso
le principali innovazioni tecno-
logiche che hanno trasformato i
livelli di comfort delle abita-
zioni, migliorando da un lato le
di notte vengano disperse calorie pari a quelle guadagnate di giorno. Inoltre, nel periodo estivo, edifici troppo trasparenti condizioni di vita, ma, dallaltro,
rischiano di generare surriscaldamento e abbagliamento. Per questo, le architetture mediterranee si connotano per la pre- approdando anche alla realizza-
senza di aggetti e schermature in grado di ombreggiare, quando occorre, le superfici vetrate. zione di macchine energivore ir-
Le schermature possono essere fisse (aggetti, balconi, logge) o mobili e vengono scelte in relazione allorientamento: ragionevolmente sofisticate, ri-
di tipo orizzontale per le facciate esposte a sud (il sole alto) e di tipo verticale per le facciate esposte a est e a ovest (il spetto alle quali occorre un ra-
sole basso). Per garantire una ottimale efficienza energetica, esse devono essere dimensionate in modo da garantire lir- dicale ripensamento a fronte
raggiamento invernale e il totale ombreggiamento estivo. dei problemi ambientali che le-
Una progettazione attenta deve sempre verificare lefficacia delle schermature, in particolare nelle condizioni estreme, poca attuale ha evidenziato. I
ossia il solstizio estivo (quando il sole ha unaltezza di 67, alla latitudine di 45) e invernale (quando il sole ha unaltezza nostri antenati erano energeti-
di 22, alla latitudine di 45). camente efficienti, per neces-
Altra caratteristica importante nelle costruzioni mediterranee, il colore. Il colore (riferito principalmente agli sit, ma con pessime condizioni
involucri opachi) legato allassorbimento superficiale e quindi al trasferimento di energia ricevuta per irraggiamento: i di comfort; oggi possibile go-
colori scuri hanno un elevato coefficiente di assorbimento, mentre i colori chiari hanno un basso valore di assorbimento. dere di condizioni di comfort ot-
Dunque, i colori scuri assorbono maggiormente la radiazione solare (da evitare nei climi caldi), mentre i colori chiari la tenute artificialmente attra-
riflettono, riducendo la captazione di energia termica. verso gli impianti, indipenden-
Larchitettura mediterranea si caratterizza da un lato per luso di cromatismi chiari e dallaltro per la scelta di mate- temente dalla capacit di pro-
riali e superfici non riflettenti, che potrebbero creare fenomeni di abbagliamento nellintorno e surriscaldamento locale gettare correttamente.
(isole di calore). A tale proposito, si stanno moltiplicando gli studi relativi al controllo del microclima e del comfort degli
spazi aperti in relazione alle scelte progettuali relative non solo alla morfologia degli insediamenti ma anche ai materiali e La cultura tecnologica e mate-
ai colori scelti per le superfici che rivestono le pareti degli edifici e le pavimentazioni degli spazi aperti (Santamouris, riale come espressione del rap-
2000; Morello, Ratti, 2009). porto tra progetto di architet-
Nei climi mediterranei, la variabilit di temperature tra estate e inverno rende difficile la scelta di strategie progettuali tura e ambiente Marisa Bertol-
e di sistemi di involucro: per esempio, privilegiare la compattezza o la creazione di spazi buffer ai fini del contenimento dini e Andrea Campioli, nel libro
delle dispersioni termiche in inverno pu diventare sfavorevole in estate, perch limita la ventilazione naturale. Per questo, Cultura tecnologica e am-
la variabilit di assetto dellinvolucro spesso adottata come strategia efficace per garantire una risposta adeguata alle biente (2009), mettono in evi-
differenti condizioni esterne che si hanno durante lanno. Progettare involucri ad assetto variabile possibile grazie denza la centralit delle scelte
alluso di sistemi mobili che permettono di modificare il rapporto di pieni e vuoti, di trasparenza e opacit, di isolamento tecnico-costruttive nel progetto
dellinvolucro durante la giornata o nellarco delle stagioni. di architettura, sottolineando
come la tecnologia debba es-
Cultura materiale e soluzioni costruttive locali sere linguaggio culturale, ar-
Gli aspetti di controllo climatico e di funzionalit della costruzione non devono per mettere in secondo piano il ruolo chitettonico e non solo, perch
dellarchitettura come espressione culturale. Anche in questa accezione, il legame col contesto fondamentale. raccoglie in s, come prodotto fi-
Tale correlazione stata messa in evidenza dalla disciplina della cultura materiale, una disciplina di strutturazione nale, tutto il portato della loca-
recente (Moreno, Quaini, 1976; Pesez, Bucaille, 1978) che ricerca le connessioni tra tecniche e contesto geografico e stori- lizzazione geografica, della pro-
co, quali espressione della cultura di una collettivit, cio di una cultura condivisa, diffusa, interessata agli eventi che si duttivit, delleconomia, della
ripetono, alle situazioni correnti, stabili e costanti che caratterizzano una comunit. Larchitettura una delle principali sociologia, dellarte, dellantro-
espressioni della cultura di una popolazione, di un luogo, di unepoca, veicolata anche attraverso la scelta dei materiali e pologia, della sensibilit di un
delle soluzioni costruttive. Gli oggetti e le tecniche della cultura materiale sono la risposta degli uomini alle sollecitazioni luogo e di unepoca. Il testo
e alle provocazioni suscitate dallambiente, in un rapporto che implica, sin dallinizio, allo stesso tempo innovazione e propone ricerche e studi matu-
attaccamento alle soluzioni pi efficaci, sperimentazione e permanenza, in un cammino a volte equilibrato, a volte scon- rati in diversi ambiti disciplinari
nesso, che non sempre segno di progresso e di linearit razionale (Bertoldini, 1992). e che coinvolgono diverse scale
Molti progettisti contemporanei possono essere citati per questa loro capacit di reinterpretazione di saperi costruttivi locali. di approfondimento, dal territo-
Alexander N. Tombazis, Eduardo Souto de Moura, Alvaro Siza, Jos Antonio Coderch sono solo alcuni dei nomi eccellenti, rio ai prodotti edilizi, con l'obiet-
il cui lavoro, attento agli stimoli della contemporaneit, comunque fortemente radicato ai luoghi e alla cultura materiale. tivo di definire il ruolo essen-
Progettare oggi nei contesti mediterranei significa comprendere le ragioni legate al clima, alle risorse, ai materiali dei ziale del progetto di architettura
luoghi. Progettare in queste aree geografiche non impone un pedissequo riferimento alle forme delle architetture della tra- nellindividuare percorsi di mi-
dizione costruttiva di quelle regioni ma, piuttosto, una innovativa reinterpretazione delle ragioni che per secoli ne hanno glioramento rispetto ai problemi
guidato la realizzazione. ambientali locali e globali.
Monica Lavagna