Sei sulla pagina 1di 9

L'appello si terr il 01/02/2012 alle ore 18.00 presso Aula 5.

Occupi la posizione 19

La prova orale si terr il 02/02/2012 alle ore 16.30 in aula 20

Cap. 1
I dieci principi dellEconomia
Leconomia una scienza che studia i modi in cui la societ gestisce le proprie risorse scarse o pi
precisamente possiamo dire che studia le scelte degli agenti economici riguardo alla gestione delle
risorse scarse e le regole e/o istituzioni che possono rendere migliori tali scelte.
Il problema economico fondamentale la Scarsit. Con tale termine intendiamo che la societ
dispone di risorse limitate, insufficienti per produrre tutti i beni e i servizi che i suoi membri
desidererebbero e allo stesso tempo per garantire a ciascuno di essi il massimo tenore di vita a cui
aspirano.
Lo studio delleconomia presenta sfaccettature differenti, ma tutte accumunate da alcuni concetti
fondamentali; vale a dire i dieci principi delleconomia.

Quattro sono i principi che regolano il PROCESSO DECISIONALE INDIVIDUALE (microeconomia):


- Principio 1. Gli individui devono scegliere tra alternative (trade-off)
Scegliere tra alternative vuol dire prendere delle decisioni necessarie a garantire una maggiore
equit tra i membri appartenenti ad un unico nucleo sociale. Un trade-off che la societ deve
affrontare quello tra efficienza ossia la propriet grazie alla quale una societ ottiene il massimo
risultato possibile date le risorse di cui dispone, ed equit ovvero ci che le permette di ripartire
tra i propri membri, secondo giustizia, i benefici che derivano dalluso di tali risorse.

- Principio 2. Il costo di qualcosa ci a cui si deve rinunciare per ottenerlo


Il costo di ogni azione si misura in termini di opportunit mancate, si parla dunque di costo-
opportunit, vale a dire ci a cui si deve rinunciare per ottenere un determinato bene.

- Principio 3. Gli individui razionali pensano al margine


Gli economisti di norma ipotizzano che gli individui sono razionali. Un individuo razionale si
mette, volontariamente e sistematicamente, nelle migliori condizioni possibili per raggiungere i
propri obiettivi. Essi prendono decisioni sulla base della comparazione tra costi e benefici
marginali, applicando, successivamente delle variazioni marginali, cio dei modesti cambiamenti
incrementali rispetto a un piano dazione predefinito.
In conclusione, lindividuo che decide al margine intraprende unazione se e solo se il beneficio
marginale dellazione superiore al relativo costo marginale.

- Principio 4. Gli individui rispondono agli incentivi


Un incentivo qualcosa (fatto o fenomeno) che induce un individuo a compiere unazione.
Il comportamento degli individui cambia in funzione degli incentivi che vengono loro offerti; nel
momento in cui essi decidono sulla base del confronto tra costi e benefici, rispondono agli
incentivi.

L INTERAZIONE TRA INDIVIDUI comprende i prossimi 3 principi; molte decisioni non


influiscono solo su chi le prende ma anche sugli altri (microeconomia):
- Principio 5. Lo scambio pu essere vantaggioso per tutti
Lo scambio permette di specializzarsi in ci che si sa fare meglio e allo stesso tempo fa si che si
possa usufruire di una maggiore variet di beni e servizi.

- Principio 6. I mercati sono di solito uno strumento efficace per organizzare lattivit economica
Uneconomia di mercato un sistema economico nel quale le risorse vengono allocate attraverso
le decisioni decentrate di una molteplicit di imprese e di individui che interagiscono nei mercati
dei beni e dei servizi. I mercati rappresentano uno strumento efficace per il coordinamento degli
scambi tra individui; venditori e compratori di beni e servizi operano nellinteresse del proprio
benessere.

- Principio 7. A volte lintervento dello stato pu migliorare il risultato prodotto dal mercato
Lo Stato ha potenzialmente le capacit di migliorare i risultati del mercato intervenendo
nelleconomia per promuovere lefficienza e lequit. Partendo dalla questione dellefficienza, se il
mercato lasciato a se stesso, non riesce ad allocare le risorse in modo efficiente si parla di
fallimento del mercato. Possibili cause di tale fallimento sono le esternalit, cio leffetto
dellazione di un soggetto economico sul benessere di altri soggetti non coinvolti e/o il potere di
mercato e dunque la capacit di un soggetto economico di influenzare sostanzialmente e
indebitamente i prezzi di mercato.

Gli ultimi 3 principi riguardano il FUNZIONAMENTO DEI SISTEMI ECONOMICI NEL LORO
COMPLESSO (macroeconomia):
- Principio 8. Il tenore di vita di un paese dipende dalla sua capacit di produrre beni e servizi
I cambiamenti del tenore di vita dipendono dalla produttivit, vale a dire la quantit di beni e
servizi prodotti da un individuo nellunit di tempo (generalmente unora). Il tasso di crescita della
produttivit di un paese determina il tasso di crescita del suo reddito medio, in base a ci
possiamo affermare che per far crescere velocemente il tenore di vita necessario che i
responsabili della politica economica, stimolino la produttivit.

- Principio 9. I prezzi aumentano quando lo stato stampa troppa moneta


La crescita della moneta la causa ultima dellinflazione; nel momento in cui lo Stato stampa
quantit eccessive di moneta, questultima perde di valore.

- Principio 10. Nel breve periodo i sistemi economici affrontano un trade-off fra inflazione e
disoccupazione
- Laumento della quantit di moneta nel sistema economico stimola il livello generale della spesa
e quindi la domanda di beni e servizi;
- Laumento della domanda nel tempo, pu indurre le imprese ad aumentare i prezzi, ma nel
frattempo spinge anche ad aumentare la quantit di beni e servizi da produrre e di conseguenza
ad assumere pi lavoratori per far fronte alla produzione;
- le nuove assunzioni causano una diminuzione del tasso di disoccupazione.
Sulla base di questo ragionamento, nel sistema economico esiste un trade-off tra inflazione e
disoccupazione.

Cap. 2
Pensare da economista
Gli economisti cercano di affrontare la disciplina a cui si dedicano con lobiettivit dello scienziato;
e da scienziati, formulano ipotesi e costruiscono modelli per semplificare una realt complessa e
facilitarne la comprensione.
Due semplici modelli economici sono il diagramma a flusso circolare, un modello schematico del
sistema economico che descrive il flusso di moneta e quello corrispondente di beni e servizi che
intercorre tra individui e imprese, attraverso i mercati; e la frontiera delle possibilit di
produzione. Questultimo un grafico che mostra le combinazioni di produzione che un sistema
economico pu raggiungere, date le risorse disponibili e lo stato della tecnologia. Una
combinazione detta efficiente se il sistema sfrutta completamente e nel migliore dei modi le
risorse disponibili; i punti che si trovano esattamente sulla frontiera delle possibilit di produzione
rappresentano livelli di produzione efficienti. Al contrario una combinazione di produzione
inefficiente se il sistema produce meno di quanto le risorse disponibili permetterebbero.

DUE BRANCHE DELLECONOMIA


Leconomia suddivisa in due discipline: la microeconomia cio lo studio di come gli individui e le
imprese formulano le proprie decisioni e delle loro interazioni nel mercato e la macroeconomia
ovvero lo studio dei fenomeni che riguardano leconomia nel suo complesso, come linflazione, la
disoccupazione e la crescita economica.

AFFERMAZIONE POSITIVA E NORMATIVA


Unaffermazione positiva una dichiarazione descrittiva che tenta di spiegare il mondo come
esaminando i dati empirici, mentre unaffermazione normativa una dichiarazione che a
differenza della precedente cerca di spiegare il mondo come dovrebbe essere e non si basa solo ed
esclusivamente sui fatti ma anche sulle opinioni.
Affermazioni positive e normative sono dunque molto differenti tra loro, ma possono essere
strettamente collegate nelle convinzioni individuali.
Cap. 3
Interdipendenza e benefici dello scambio
Ognuno di noi consuma beni e servizi prodotti da altri, nel proprio paese o altrove, da questo
possiamo sottolineare come linterdipendenza e lo scambio siano utili in quanto permettono a
ciascuno di specializzarsi in ci che sa fare meglio e contemporaneamente di godere di una
maggiore quantit e variet di beni e servizi.
Esistono due modi per soddisfare i bisogni di consumo: La scelta autarchica (auto-sufficienza)
consumando solo ci che si produce e la scelta della specializzazione e scambio (interdipendenza)
e quindi consumando ci che si ottiene in cambio di ci che si prodotto.
Gli agenti economici nella maggior parte dei casi optano per lo scambio e a questo proposito
esistono due modi per mettere a confronto la capacit produttiva di individui, imprese o nazioni.
Chi produce un bene usando una minore quantit di fattori di produzione, ha un vantaggio
assoluto nella produzione di quel bene.; chi invece presenta il minor costo-opportunit nella
produzione di un bene, gode di un vantaggio comparato ossia la capacit di produrre un bene a un
costo-opportunit inferiore rispetto ad un altro produttore.
I benefici dello scambio e della specializzazione non derivano dal vantaggio assoluto, ma dal
vantaggio comparato; infatti lo scambio porta benefici a tutti i partecipanti perch permette di
specializzarsi nella produzione del bene in cui gode di un vantaggio comparato facendo in modo
che la produzione totale delleconomia ed il benessere degli individui crescano.
Il principio del vantaggio comparato si applica alle nazioni come agli individui. Gli economisti
considerano il principio del vantaggio comparato un argomento a sostegno del libero scambio tra
le nazioni.

Cap. 4
Le forze di mercato della domanda e dellofferta
La domanda e lofferta sono le forze che fanno funzionare le economie di mercato , che
determinano la quantit venduta di ciascun bene e il relativo prezzo di vendita. Infatti per stabilire
quale effetto avr un evento, o un provvedimento di qualsiasi natura sulleconomia, la prima
domanda che bisogna porsi come influenzer la domanda e lofferta.
I termini domanda e offerta fanno riferimento al comportamento degli individui che interagiscono
in mercato, cio linsieme dei compratori e venditori di un determinato bene o servizio.
I mercati possono assumere varie forme; a volte sono organizzati in strutture sofisticate e a volte
no. In ogni caso, ogni compratore sa che ci sono diversi venditori dello stesso bene, e ogni
venditore consapevole che il suo prodotto simile a quello offerto da altri.
Il prezzo e la quantit di merce venduta, per, non sono determinati dal comportamento di un
singolo venditore o compratore, ma dallinterazione di una molteplicit di compratori e venditori
sul mercato. La maggior parte dei mercati sono concorrenziali, un mercato detto concorrenziale
se sono presenti un numero di compratori e venditori tali da rendere irrilevanti le decisioni del
singolo compratore o venditore ai fini della determinazione del prezzo di mercato. Il venditore non
controlla il prezzo, poich altri venditori offrono un prodotto analogo al suo; inoltre, ha uno scarso
interesse ad applicare un prezzo inferiore a quello corrente e se applica un prezzo superiore, i
compratori faranno i loro acquisti altrove.
Non tutti i beni e i servizi, per, si scambiano in mercati concorrenziali. Quando sul mercato sono
presenti pochi venditori che non sempre si fanno concorrenza aggressivamente e quindi i prodotti
offerti in vendita sono perfettamente sostituibili gli uni agli altri , si parla di oligopolio; quando
invece, sul mercato sono presenti venditori in grande quantit ma i loro prodotti non sono
perfettamente sostituibili per cui ogni venditore gode in qualche modo della possibilit di
determinare il proprio prezzo, si tratta di monopolio (es: mercato dei programmi per computer).

LA DOMANDA
Quando parliamo di domanda facciamo riferimento al comportamento del consumatore e
a quelle variabili che determinano la quantit domandata di un qualsiasi bene, ovvero la quantit
del bene che i compratori vogliono e possono acquistare.
Sono molti gli elementi che determinano la quantit domandata di un bene, ma uno di questi
gioca un ruolo fondamentale: il prezzo del bene.
La quantit domandata aumenta se il prezzo diminuisce e diminuisce se il prezzo aumenta,
affermiamo quindi che la quantit domandata inversamente correlata al prezzo.
Questo tipo di relazione applicabile alla maggior parte dei casi e viene chiamata legge della
domanda: a parit di altre condizioni, quando il prezzo di un bene aumenta, la quantit
domandata diminuisce.
Questa relazione facilmente dimostrabile grazie alla scheda di domanda (tabella) e/o alla curva
di domanda (grafico), entrambi, raccolgono i dati illustrando la relazione tra il prezzo di un bene e
la quantit domandata. La curva di domanda per, non essendo necessariamente stabile nel
tempo, ci illustra come al variare del prezzo, varia di conseguenza, la quantit domandata totale di
un bene.
Le variabili che possono provocare lo spostamento della curva di domanda sono:
- Il reddito (disporre di un minor reddito significa poter spendere meno): se la domanda di un
bene diminuisce al diminuire del reddito si dice che il bene in questione un bene normale.
Se la domanda aumenta al diminuire del reddito, ci troviamo di fronte a un bene inferiore.
-Il prezzo di altri beni: quando laumento del prezzo di un bene induce un aumento della domanda
di un altro bene, si dice che i due beni sono sostituiti.
Quando la diminuzione del prezzo di un bene induce un aumento della domanda di un altro bene
si dice che i due beni sono complementari.
-Le preferenze: gli economisti di solito non spiegano le preferenze degli individui dal momento che
queste, spesso, dipendono da fattori storici, culturali e personali che non rientrano nel dominio
delleconomia. Gli economisti, per, sono interessati a ci che accade quando le preferenze
cambiano.
-Le aspettative: le aspettative che ogni individuo pu avere sul futuro possono condizionare la
domanda attuale di un bene o di un servizio (se ci si aspetta di guadagnare di pi si pi propensi
a spendere una parte di quanto di solito viene riservata al risparmio).

Per analizzare il funzionamento del mercato dobbiamo determinare la domanda di mercato,


ovvero la somma di tutte le domande individuali di un dato bene o servizio.
Poich la domanda di mercato si determina per somma algebrica delle domande
individuali, la quantit domandata dal mercato dipende dagli stessi fattori che determinano
la domanda individuale: quindi, non solo il prezzo del bene ma anche dal reddito degli
acquirenti, dalle preferenze, dalle aspettative e dal prezzo degli altri beni. La domanda di
mercato dipende anche dal numero dei compratori: infatti, se ipotizzassimo lesistenza di
pi di due consumatori, la quantit domandata dal mercato per ogni dato prezzo sarebbe
maggiore.
La scheda di domanda di mercato data, dunque, dalla somma (in orizzontale) dei valori
relativi alla domanda individuale. Da ci deriva che la curva di domanda di mercato il
luogo geometrico che descrive la variazione della quantit totale domandata di un dato bene
al variare del prezzo.

LOFFERTA
Quando parliamo di offerta rivolgiamo la nostra attenzione al comportamento dei venditori.
La quantit offerta di un dato bene o servizio la quantit che i venditori possono e vogliono
vendere. Come per la domanda, anche in questo caso parliamo di legge dellofferta, vale a dire
che a parit di altre condizioni, la quantit offerta di un dato bene aumenta allaumentare del
prezzo. Ci dimostrabile mediante la scheda di offerta e/o la curva di offerta, entrambe sono la
rappresentazione, nel primo caso attraverso la raccolta di dati, nel secondo graficamente, della
relazione tra il prezzo di un dato bene e la quantit offerta. Poich un aumento del prezzo fa
aumentare la quantit offerta di un bene, la curva di offerta ha pendenza positiva.
La variazione del prezzo, per, provoca un movimento lungo la curva di offerta, mentre una
variazione di tutte le altre variabili genera uno spostamento della curva.
Le determinanti dellofferta individuale sono:
- Il prezzo: quando il prezzo di una merce alto lofferta ampia. Poich la quantit offerta
aumenta allaumentare del prezzo e diminuisce al suo diminuire, si dice che la quantit offerta ha
una correlazione diretta con il prezzo del bene. La relazione tra prezzo e quantit offerta detta
legge dellofferta: a parit delle altre condizioni, la quantit offerta di un dato bene aumenta
allaumentare del prezzo.
- Il costo dei fattori: quando il prezzo di uno o pi fattori aumenta, la produzione di
un bene meno redditizia, quindi, lofferta di quel bene diminuisce. Pertanto, affermiamo che la
quantit offerta ha una correlazione inversa con il prezzo dei fattori di produzione.
- La tecnologia: riducendo i costi di impresa, il progresso tecnologico fa aumentare la quantit di
merce offerta.
- Le aspettative: se il produttore si aspetta un aumento dei prezzi di una determinata merce
probabilmente aumenter la produzione per offrirla pi tardi ad prezzo pi elevato.

La quantit offerta sul mercato dipende dagli stessi fattori che condizionano lofferta
individuale (prezzo del bene, prezzo dei fattori di produzione, tecnologia a disposizione e
aspettative) ma anche dalla quantit di venditori presenti sul mercato: se i venditori
diminuiscono anche la quantit della merce da loro complessivamente offerta diminuisce.
Analogamente a quanto osservato per le curve di domanda, per ottenere la curva di offerta
del mercato, si devono sommare in orizzontale le curve di offerta individuali: ci significa
che lofferta di mercato la somma dellofferta di tutti i venditori.

LEQUILIBRIO
Il punto di intersezione delle curve di domanda e offerta nel piano cartesiano determina
lequilibrio.
Il prezzo di equilibrio cio il prezzo in corrispondenza del quale offerta e domanda si
equivalgono. Il prezzo di equilibrio viene a volte definito prezzo di mercato in quanto tutti i
soggetti attivi sul mercato sono soddisfatti: i compratori acquistano tutto ci che vogliono e i
venditori vendono esattamente il quantitativo che vogliono vendere.
Il comportamento di compratori e venditori conduce automaticamente il mercato verso
lequilibrio. Quando il prezzo corrente superiore a quello di equilibrio si ha un eccesso di offerta
che provoca una caduta del prezzo stesso; se il prezzo corrente inferiore a quello di equilibrio,
allora, si genera un eccesso di domanda che provoca pressioni verso lalto sul prezzo.
Per analizzare come un dato evento influenza un mercato, ricorriamo al modello di domanda e
offerta per esaminare le conseguenze su prezzo e quantit di equilibrio ovvero la quantit offerta
e la quantit domandata al prezzo di equilibrio. Per farlo si utilizza una procedura in tre fasi:
- stabilire se levento induce spostamenti della curva di domanda o di quella di offerta (o di
entrambe);
- stabilire in quale direzione si spostano le curve;
- confrontare il nuovo equilibrio con il precedente.
In una economia di mercato i prezzi sono i punti di riferimento rispetto ai quali vengono prese le
decisioni economiche e, in conseguenza, allocate le risorse. Per ogni bene esistente nelleconomia,
il prezzo garantisce il bilanciamento di domanda e offerta, e il prezzo di equilibrio stabilisce quanto
i compratori acquisteranno e quanto i venditori produrranno di quel bene.

Cap. 5
Lelasticit e le sue applicazioni
Lelasticit misura la sensibilit di venditori e compratori alle variazioni delle condizioni di mercato
e permette di analizzare offerta e domanda con maggiore precisione.
Esistono vari tipi di elasticit:
- elasticit della domanda al prezzo
- elasticit della domanda al reddito
- elasticit incrociata della domanda al prezzo
- elasticit dellofferta al prezzo

LELASTICIT DELLA DOMANDA AL PREZZO misura la variazione della quantit domandata al


variare del prezzo. La domanda di un bene elastica se la quantit domandata reagisce pi che
proporzionalmente a variazioni del prezzo; anelastica se la reazione meno che proporzionale.
Lelasticit della domanda al prezzo viene calcolata come rapporto tra la variazione percentuale
della quantit domandata e la variazione percentuale del prezzo:

variazione percentuale della quantit domandata


elasticit della domanda al prezzo = __________________________________________
variazione percentuale del prezzo

Se il valore dellelasticit < a 1, la quantit domandata reagisce meno che proporzionalmente


alle variazioni del prezzo, e si dice che la domanda anelastica. Se il valore dellelasticit > a 1, la
quantit domandata reagisce pi che proporzionalmente alle variazioni del prezzo, e si dice che la
domanda elastica. Se il valore dellelasticit = a 0, la domanda varia nella stessa percentuale
del prezzo, e si dice che con elasticit unitaria.
Nello studiare i cambiamenti dellofferta e della domanda in un mercato, una della variabili da
tenere in considerazione il ricavo totale, ossia lammontare complessivamente speso dai
consumatori e incassato dai venditori di un bene. In qualunque mercato il ricavo totale uguale a
PxQ, ovvero al prodotto del prezzo per la quantit venduta del bene. Il ricavo totale varia
muovendosi lungo la curva di domanda: se la curva di domanda anelastica, il ricavo totale
aumenta allaumentare del prezzo, se invece, la curva di domanda elastica, laumento del prezzo
provoca una diminuzione del ricavo totale.

LELASTICIT DELLA DOMANDA AL REDDITO la misura della sensibilit della quantit


domandata di un bene a una variazione del reddito del consumatore. Viene calcolata come
rapporto tra la variazione percentuale della quantit domandata e la variazione percentuale del
reddito:

variazione percentuale della quantit domandata


elasticit della domanda al reddito = __________________________________________
variazione percentuale del reddito

LELASTICIT INCROCIATA DELLA DOMANDA AL PREZZO la misura di quanto varia la quantit


domandata di un bene a fronte di una variazione del prezzo di un altro bene. Viene calcolata come
rapporto tra la variazione percentuale della quantit domandata del bene 1 e la variazione
percentuale del prezzo del bene 2:

variazione percentuale della


elasticit incrociata quantit domandata del bene 1
della domanda al prezzo = ____________________________________________
variazione percentuale del prezzo del bene 2
LELASTICIT DELLOFFERTA AL PREZZO misura la reattivit della quantit offerta di un bene
alle variazioni del suo prezzo. Viene calcolata come rapporto tra la variazione percentuale della
quantit offerta e la variazione percentuale del prezzo. Se il valore dellelasticit < a 1, la
quantit offerta reagisce meno che proporzionalmente alle variazioni del prezzo, e si dice che
lofferta anelastica. Se il valore dellelasticit > a 1, la quantit offerta reagisce pi che
proporzionalmente alle variazioni del prezzo, e si dice che lofferta elastica. Se il valore
dellelasticit = a 0, lofferta varia nella stessa percentuale del prezzo, e si dice che con
elasticit unitaria.
In conclusione possiamo dire che il modello di domanda e offerta pu essere applicato a diversi
tipi di mercato.