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1/31/2014 Bioarchitettura - Wikipedia

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Bioarchitettura
agosto 2014.
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La bioarchitettura, secondo la definizione dellIstituto Nazionale di Bioarchitettura
(INBAR), l'insieme delle discipline che presuppongono un
atteggiamento ecologicamentecorretto nei confronti dell'ecosistema. In una visione
caratterizzata dalla pi ampiainterdisciplinarit e da un utilizzo parsimonioso delle risorse,
la bioarchitettura tende a integrare le attivit dell'uomo alle preesistenze ambientali ed ai
fenomeni naturali, al fine di realizzare un miglioramento della qualit della vita attuale e
futura.
[1]
Le teorie della Bioarchitettura si diffondono nella met degli anni 1970, grazie
allimpegno di alcuni studiosi contro limpiego di materiali e sostanze nocive artificiali nelle
costruzioni. Dalla fine degli anni 80 la bioarchitettura ha tentato di riunificare diverse
discipline: studi su impostazioni filosofiche e approcci progettuali preesistenti come quelli
dellarchitettura organica. La bioarchitettura analizza le condizioni del benessere delle
persone in rapporto alle abitazioni e ai luoghi su cui queste sono edificate. La
Bioarchitettura prevedere una cooperazione tra varie discipline, cerca di: 1 dare una
risposta sullorigine di alcuni mali che insidiano luomo e lambiente; 2 trait de union tra
edilizia moderna ed edilizia della tradizione; 3 una corretta pratica costruttiva in cui tutti i
materiali componenti abbiano requisiti di bioecologicit.
La bioarchitettura, pratica architettonica rispettosa dei principi della sostenibilit, ha
l'obiettivo di instaurare un rapporto equilibrato tra l'ambiente ed il costruito, soddisfacendo i
bisogni delle attuali generazioni senza compromettere, con il consumo indiscriminato delle
risorse, quello delle generazioni future. Con il diffondersi della coscienza ambientale, una
certa parte di progettisti interessati alle relazioni tra consistenza formale e funzionamento
del sistema costruito ha cominciato a sperimentare un nuovo linguaggio per l'architettura in
grado di esprimere i caratteri del rispetto ecologico e del miglioramento delle condizioni di
vivibilit senza dover per questo accettare il prezzo di una riduzione dei valori qualitativi ed
estetici. Un grande passo avanti nelle sperimentazioni stata la valorizzazione di una
serie di principi fondamentali come l'ombreggiamento, la ventilazione, l'isolamento termico,
il raffrescamento, la deumidificazione, la protezione dalle precipitazioni, la riduzione delle
dispersioni termiche, l'illuminamento naturale, la captazione solare, recuperando anche
soluzioni architettoniche millenarie nate dall'adattamento ambientale delle pi diverse
etnie. I problemi che si pongono gli architetti, sempre pi attenti a ogni aspetto formale,
tecnico e metodologico della bioarchitettura, sono quelli di progettare edifici in cui non
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siano pi distinguibili i sistemi solari attivi da quelli passivi ma in cui l'intero sistema
edificato rappresenti la soluzione insieme formale e tecnica al problema climatico locale;
impiegare alcune risorse naturali come l'acqua, la luce, il suono, la vegetazione; e infine
realizzare architetture reattive, capaci cio di adeguarsi nel tempo alle condizioni
esterne. Nelle opere di nuova generazione ricorrente la sperimentazione di materiali
scelti tra quelli con rendimento pi elevato, costo minore e impatto ambientale pi limitato
come il legno, la pietra, la calce, il gesso. Ci vuol dire conoscere i processi di produzione
del materiale stesso cio i costi energetici, di trasporto, di ricaduta di eventuali emissioni
nell'atmosfera e sostituire colle, pitture, smalti e vernici di origine chimica con prodotti che
utilizzino pigmenti naturali, cera d'api ecc. Particolare cura posta nell'indagine geologica
del sito scelto per la costruzione nell'individuare gli elementi visibili (cavi di alta tensione,
corsi d'acqua, faglie del terreno) e gli elementi perturbativi (radioattivit globale, gas radon,
inquinamento elettromagnetico).
La bioarchitettura non una semplice sommatoria di specifiche discipline e tecnologie
verdi, ma rappresenta piuttosto una visione olistica dellarchitettura che obbliga al
confronto con le specifiche realt locali, al fine di guardare con rinnovata sensibilit la
continuit con la storia, le tradizioni, il paesaggio e privilegiare leco-sostenibilit e la bio-
compatibilit. Il termine bioarchitettura deriva dalla traduzione dal termine tedesco
Baubiologie e, prima del suo utilizzo corrente, si temeva che potesse confondersi con il
termine bioingegneria che non riguarda affatto ledilizia, bens il campo della medicina. La
registrazione del termine da parte dellINBAR induceva questultimo a ritenersi il
depositario della locuzione e di poterne far uso esclusivo per la progettazione in Italia. Il
termine depositato per la didattica e le pubblicazioni e non pu essere utilizzato per fini
commerciali dai soci che sono comunque qualificati come bioarchitetti o esperti in
bioarchitettura. Per queste ragioni sono stati coniati altri termini come bioedilizia o edilizia
bioecologica, a cui fanno riferimento altre organizzazioni professionali come lAssociazione
Nazionale Architettura Bioecologica (ANAB). LINBAR, nata nel 1988, unassociazione
culturale di professionisti, tecnici ed esperti che operano nellambito della Bioarchitettura e
dello sviluppo sostenibile. Ha sede a Roma ed articolato a livello territoriale in sezioni
provinciali. LANAB, la cui sede legale a Milano, nata nel 1989 per iniziativa di un
gruppo di architetti sensibili alle questioni ambientali ed allarmati dalla continua
depredazione del territorio e dallutilizzo in edilizia di materiali rischiosi per lambiente e la
salute delle persone. Sia lINBAR che lANAB operano per qualificare i progettisti e gli
operatori delledilizia, per dare un nuovo indirizzo a questo settore, rivolto al rispetto delle
esigenze delluomo e dellambiente attraverso: la formazione, organizzando specifici corsi
e linformazione, con convegni, seminari, viaggi di studio, ecc. Cercano altres di
sensibilizzare la societ sulla necessit di riqualificazione ecologica del territorio e della
riconversione ecologica della produzione di materiali di costruzione. Infine, per garantire
progettazioni e realizzazioni secondo i canoni ecologici, certificano gli interventi edilizi.
A Roma si costituita la Fondazione Italiana di bioarchitettura e antropizzazione
sostenibile dellambiente della quale fanno parte una quarantina di soci tra architetti,
ingegneri, medici ed esponenti della vita culturale. Lobiettivo di questa fondazione quello
di edificare e abitare secondo criteri bio-ecologici e della sostenibilit. Il direttivo guidato
dalla fondatrice della rivista Bioarchitettura, Witti Mitterer, seguace dall'architetto Ugo
Sasso, fondatore dell'organizzazione nel 1992. Costruire un edificio che rispetti l'ambiente
e che soddisfi contemporaneamente le esigenze dell'uomo non semplice ed per questo
che potremmo seguire alcuni consigli:
1. RAPPORTO EDIFICIO AMBIENTE, non si pu costruire un edificio non
considerando ci che lo circonda ossia il contesto in cui esso si trova;
2. LE PREESISTENZE, Impossibile ignorarle, lombra che generano sul nascituro
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edificio potrebbe essergli letale in inverno quando si ricerca il guadagno solare
lilluminazione naturale. E vale anche il viceversa;
3. LORIENTAMENTO; importante scegliere con cura la disposizione dell'edificio;
4. DISPOSIZIONE DEGLI AMBIENTI, opportuno disporre gli ambienti di servizio a
nord e quelli pi utilizzati durante la giornata a sud.
5. MATERIALI, bisognerebbe utilizzare materiali naturali, riciclati e riciclabili.
6. SCHERMI SOLARI, per difendere labitazione dai raggi solari che aumentano
significativamente il carico termico estivo, bene predisporre dei semplici sistemi
per la protezione dal sole.
7. TECNOLOGIE PER IL RISPARMIO ENERGETICO, qualora tutte le soluzioni di
climatizzazione passiva non bastassero per rendere un semplice edificio una
bioarchitettura, si potrebbe integrare nelledificio un impianto fotovoltaico, eolico o di
produzione di biogas. Per risparmiare sulla climatizzazione, potrebbe essere utile
un impianto geotermico.
Indice [nascondi]
1 Differenze tra edilizia tradizionale e Bioedilizia
2 Esempi di Bioarchitettura
2.1 Contestualizzazione dellabitazione nel luogo in cui viene costruita
2.2 Privilegiare la qualit della vita ed il benessere psico-fisico delluomo
2.3 Salvaguardare lecosistema
2.4 La natura e l'ecologia
2.5 Impiegare le risorse naturali (acqua, vegetazione, clima)
2.6 Non causare emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico, rifiuti)
2.7 Concepire edifici flessibili e riadattabili nel tempo con interventi di ampliamento o
cambiamento di destinazione
2.8 Prevedere un diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili
2.9 Utilizzare materiali e tecniche ecocompatibili, preferibilmente appartenenti alla cultura
materiale locale
3 Tecniche progettuali per la riduzione dei consumi energeticificanti
4 Note
5 Bibliografia
6 Voci correlate
7 Altri progetti
8 Collegamenti esterni
Differenze tra edilizia tradizionale e Bioedilizia
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In una costruzione tradizionale, economicamente parlando, la mano dopera per la
costruzione incide, per oltre il 60%, mentre lincidenza del costo dei materiali, rimane
sotto al 40%, nella costruzione con la bioedilizia, questo rapporto viene completamente
rovesciato, e quindi saranno i materiali d' alta qualit impiegati, ad incidere per oltre il 60%
sul costo della costruzione, mentre lincidenza della mano dopera si ferma al solo 30-
40%. Una casa costruita con criteri di bioedilizia, viene realizzata preferendo materiali
ecocompatibili che svolgono una funzione attiva sullambiente, favorendo la traspirabilit
delle pareti, rispettandone, il profilo igrometrico, debellando cos la formazione di muffe ed
umidit. Particolare e grande attenzione viene data alla coibentazione acustica e termica,
che aumentano in maniera esponenziale il confort ambientale dovuto allottimo isolamento
acustico, ed ha un consistente risparmio energetico, dovuto allalto isolamento termico
che si traduce anche in un consistente risparmio sulle spese per riscaldamento in inverno
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e di condizionamento in estate. Le strutture realizzate in Bioedilizia hanno maggiore
resistenza sismica, oltre che ai forti venti perch oscillano ma non crollano e sono
saldamente ancorate, grazie a dei sistemi di fissaggio speciali in acciaio, a solette o ad
interrati costruiti in cemento armato. Le strutture in legno massiccio hanno superato le
prove sismiche in Giappone con la simulazione di un terremoto del 10 grado della scala
Richter. Le strutture costruite in edilizia tradizionale sono molto pesanti, sono molto rigide
e per nulla flessibili quando sono realizzate in cemento armato, per cui non resistono a
forti sollecitazioni sismiche. Inoltre le tamponature fatte di mattoni forati nel caso di
minima torsione della struttura esplodono frantumandosi in migliaia di schegge creando
effetti e danni devastanti. Le strutture realizzate in Bioedilizia sono inoltre resistenti al
fuoco, poich il legno brucia solo se sottile ed arieggiato, altrimenti non brucia, ma
carbonizza lentamente. Una parete in legno massiccio dopo 90 minuti sottoposta
allazione di una fiamma a 1000 gradi aumenta la temperatura sul lato opposto di soli 1,8
gradi. Una parete in cemento armato sottoposta alla stessa prova dopo soli 30 minuti
aumenta la propria temperatura di 400 gradi perch lacciaio conduce il calore molto pi
rapidamente attraverso il cemento. In questo stato la struttura in cemento armato o in
acciaio crolla, collassando su se stessa. Nelle strutture in Bioedilizia non esistono ponti
termici. Nelle strutture in edilizia tradizionale lutilizzo di materiali ferrosi (es. balconi)
facilitano il passaggio del caldo e del freddo dallesterno allinterno dellabitazione. Infine
una delle caratteristiche vincenti delle strutture realizzate in Bioedilizia quella di avere
costi assolutamente certi e determinati al momento della firma del contratto. Il costo al mq
varia a seconda del tipo di struttura che si intende realizzare, ma comunque sempre
inferiore al costo della stessa struttura realizzata in edilizia tradizionale con materiali di
buona qualit. In costi di una struttura realizzata in edilizia tradizionale non possono
essere quantificati e determinati a priori e sono imprevedibili poich dipendono da molti
fattori incerti: principalmente i lunghi tempi di realizzazione, le variazioni (normalmente
aumenti) dei costi dei materiali, gli inevitabili imprevisti in cantiere, il costo della mano
dopera. In parole semplici quando ci si imbarca nella realizzazione di una struttura in
edilizia tradizionale si sa quando si inizia, ma non si sa quando si finir e soprattutto
quanto si spender.
Esempi di Bioarchitettura [ modifica | modifica sorgente ]
Oggi numerosi edifici e complessi edilizi sono stati realizzati in Europa e sono entrati a far
parte della storia della Bioarchitettura, tra questi evidenziamo:
1. linsediamento ecologico di Gartnerhof in Austria, progetto di Helmut Deubner;
2. la sede della banca NMB ad Amsterdam, progetto di Alberts e Van Huut
3. Abitazioni sociali in Holzstrass i Linz in Austria, progetto di Herzog;
4. il quartiere Scharbruhl a Tubinga, progetto di Eble;
5. Residenze Bedzed a Sutton a Londra, progetto di Dunster.
In Italia a Capannori (Lucca), di recente, sono state realizzate le prime case popolari
sostenibili. Esse sono caratterizzate da una struttura portante in legno e grandi spessori di
isolante termico in strati multipli di pannelli di lana di roccia, legno mineralizzato e fibra
vegetale di canapa. Nessuno dei materiali impiegati risulta nocivo alla salute o inquinante,
sintetico o irritante.
Un progetto importante di bioarchitettura ha portato alla premiazione dell'architetto
austriaco Anna Heringer e l'architetto tedesco Eike Roswag per aver creato un nuovo
concept scolastico, sociale oltre che architettonico: la METI School handmade a Rudrapur
in Bangladesh. Il METI (Modern Education and Training Institute) un particolare sistema
educativo che tiene conto della stretta e costante relazione tra ambiente e territorio. Al
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piano terra della scuola, costruito interamente in bioarchitettura con spessi muri di terra
cruda, si trovano tre aule ognuna con il proprio accesso verso un sistema organico a
grotte nella parte posteriore della classe. Le grotte sono spazi importantissimi per
lequilibrio psicofisico degli alunni: il loro interno, tutto in materiali naturali, fatto per
essere sfiorato, per accoccolarvisi dentro, per ritirarsi come in una sorta di pensatoio
isolato o per trovarsi in piccoli gruppi a ragionare o conversare. Tutto questo completa un
progetto di bioarchitettura che di sostenibile non ha solo il comportamento della
costruzione in s ma tutto il processo di produzione, oltre alla qualit della vita di chi vi
passer linfanzia a studiare, a dimostrare che lapproccio sostenibile un approccio non
solo tecnico ma soprattutto psicologico.
Oggi esistono svariate definizioni di citt sostenibile che pongono l'accento sulla
sostenibilit. L'OCDE, in un suo studio del 1996, punta soprattutto sulla volont da parte
dei cittadini e delle forze politiche ed economiche di creare una citt sostenibile: Una citt
ecologica si distingue per il grado d' integrazione delle preoccupazioni relative all'ambiente,
all'interno del processo di decisione, dia quelle assunte dal settore pubblico che al settore
privato... questa capacit di trovare ed applicare soluzioni ai problemi dell'ambiente che
fa una citt ecologica, in essa gli abitanti sono trattati in maniera continuativa e preventiva,
le preoccupazioni relative all'ambiente fanno parte integrante di un'ampia gamma di
politiche ed attivit settoriali e la massima attenzione riservata alla qualit della vita dei
suoi cittadini. Lo scopo dev'essere quello di integrare obiettivi sociali, economici ed
ambientali per giungere ad uno sviluppo sostenibile. Possiamo schematizzare gli obiettivi
di una pianificazione sostenibile: 1- Conservare le risorse ambientali garantendone un uso
non dissipativo; 2- Puntare ad una efficienza ecologica dei bilanci energetici e ridurre gli
inquinamenti attraverso la riduzione della mobilit, l'efficienza energetica delle costruzioni,
lo smaltimento e il riciclaggio dei rifiuti; 3- Migliorare la qualit della vita degli abitanti delle
citt, garantendo adeguate condizioni di vivibilit e la sicurezza dell'ambiente urbano; 4-
Favorire la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali inerenti l'assetto della citt e
dell'ambiente; 5- Ricercare l'integrazione fra obiettivi di riqualificazione ambientale, sviluppo
economico ed equit sociale.
A causa delle modifiche introdotte nellecosistema terra dalle esalazioni provenienti dalle
varie attivit industriali, dagli effetti dei gas di combustione dei nostri motori delle nostre
centrali termiche abbiamo generato sul globo terraqueo effetti devastanti tali da richiedere
per la loro risoluzione un impegno considerevole da parte dei governi e dei singoli cittadini.
nata cos lesigenza e la necessit di un nuovo e pi corretto approccio ambientalista di
tutte le attivit antropiche sul pianeta. La bioarchitettura rappresenta un tentativo di
riunificare una molteplicit di discipline legate allarchitettura e alla tecnologia edile,
finalizzato ad assicurare la realizzazione di un organismo edilizio capace di creare idonee
condizioni di salubrit e cercare di ridurre gli impatti con lambiente e lo sperpero o il
cattivo utilizzo delle risorse ambientali. La bioarchitettura dunque lidea filosofica da cui
derivano tutte le altre definizioni (bioedilizia, architettura sostenibile, bioclimatica) e,
sostanzialmente, individua un approccio ad una progettazione integrata che tiene conto di
tutti quei fattori che consentono la realizzazione di ambienti sani ed a misura duomo. Si
fonda su alcune semplici ma importanti regole di sostenibilit e di equilibrio tra costruzioni
ed ambiente in modo da soddisfare le esigenze delluomo di oggi senza compromettere
quelle delle future generazioni. Compito della bioarchitettura quello di sviluppare progetti
per il risparmio produttivo, prestando attenzione al ciclo di vita dei materiali ed al valore del
loro riuso e riciclo. Ma le proposte progettuali di utilizzo dei materiali compatibili con
lambiente ed accettabili socialmente ed economicamente richiedono
contemporaneamente un nuovo modo di fare architettura, basato su principi che vanno
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diffusi per determinare opportuni cambiamenti socio-culturali ed un nuovo modo di essere
del progettista-costruttore.
Alcuni dei principi progettuali alla base della bioarchitettura sono:
ottimizzare il rapporto tra l'edificio ed il contesto. Compito dell'architetto, come
affermaChristian Norberg-Schulz, creare luoghi significativi per aiutare l'uomo ad
abitare, ci attraverso la comprensione ed il rispetto del genius loci lo spirito del sito;
privilegiare la qualit della vita ed il benessere psicofisico dell'uomo;
salvaguardare l'ecosistema;
impiegare le risorse naturali (acqua, vegetazione, clima);
non causare emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico, rifiuti);
concepire edifici flessibili e riadattabili nel tempo con interventi di ampliamento o
cambiamento di destinazione d'uso;
prevedere un diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili;
utilizzare materiali e tecniche ecocompatibili, preferibilmente appartenenti alla cultura
materiale locale.
Affinch tali principi possano integrarsi tra loro necessaria una progettazione che si
avvalga del contributo di numerosi specialisti. L'industria delle costruzioni ha un
forteimpatto ambientale a causa dell'altissimo consumo energetico, delle sue emissioni
nell'atmosfera, dell'inarrestabile consumo del territorio e del diffuso utilizzo di materiali di
origine petrolchimica che determinano gravi problemi di inquinamento durante tutto il loro
ciclo di vita.
Fine primario della bioarchitettura dare all'edilizia un nuovo indirizzo rivolto al rispetto
delle esigenze dell'abitante e dell'ambiente.
Contestualizzazione dellabitazione nel luogo in cui viene costruita
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Compito primario della Bioarchitettura, come afferma il grande architetto Christian Norberg
Schulz, creare luoghi significativi per aiutare luomo ad abitare, ci attraverso la
comprensione ed il rispetto del Genius Loci, lo spirito del sito. Un luogo non mai isolato,
fa sempre parte di un ambiente pi globale e deve essere concepito come un insieme di
elementi che determinano un complesso dinterazioni fisiche ed emotive, intellettuali e
spirituali. Prima di progettare e costruire o restaurare edifici, progettare centri urbani,
pianificare un territorio dovrebbe essere doveroso, innanzitutto, rapportarsi profondamente
con lessenza del luogo. Lidentificazione di questidea di essenza interiore del luogo fu
coniata dai Latini con il Genius Loci, che potrebbe tradursi semplicemente come lo spirito,
il nume tutelare di ogni luogo, ovvero ogni luogo ha un suo nume tutelare, ha uno spirito
che lo protegge e lo incanta. Il Genius Loci un mito e come tutti i miti un linguaggio
simbolico ed importante capire come in esso contenuta lidea che il luogo contenesse
in se stesso lessenza della sua autoregolazione, ovvero la sua peculiare vocazione.
Secondo Christian Norbey Schulz ""proteggere e conservare il Genius Loci significa
concretizzare lessenza in contesti storici sempre nuovi. Si pu anche dire che la storia di
un luogo dovrebbe essere la sua autorealizzazione"". Il luogo cos inteso rappresenta uno
spazio geografico unico, diventato storico nel tempo con una sua identit che suscita
sensazioni e suggestioni non riproducibili. Al contrario, un luogo che abbia perso tali
caratteristiche, per manomissioni o trasformazioni umane, diventa uno spazio anonimo,
senza identit, senza pi memoria ed anima. Un tempo luomo adattava la sua opera alle
vocazioni naturali del luogo, ma da troppo tempo ormai fa lesatto contrario, adatta cio
alle proprie esigenze ogni condizione naturale, avviandosi verso un mondo senza luoghi e
senza legami topografici, facendo perdere la memoria dei luoghi, ovvero la loro vocazione.
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La strada da percorrere sarebbe quella di recuperare il vecchio concetto di Genius Loci al
fine di progettare cambiamenti tali da non sconvolgere lidentit estetica ma anche
intrinseca dei luoghi, pur attuando quelle trasformazioni ritenute necessarie. importante
inoltre:
Catalogare ed analizzare le tipologie architettoniche, le strutture urbane locali
tradizionali, nonch gli elementi archeologici o di valenza culturale presenti nelle aree
urbane e nelle zone rurali adiacenti.
Considerare le caratteristiche storiche degli insediamenti nell'individuazione di nuove
funzioni e cercare di preservare i vecchi edifici
Integrare nei piani monumenti e gli alberi secolari.
Promuovere l'uso di tecniche sostenibili per la gestione dell'acqua, dei rifiuti e
dell'energia quando previsto il riutilizzo di vecchi edifici per nuove funzioni.
Prolungare la vita delle strutture adottando progettazione flessibile e Multifunzionale
Privilegiare la qualit della vita ed il benessere psico-fisico
delluomo [ modifica | modifica sorgente ]
Lobiettivo primario della bioarchitettura la progettazione di edifici per il benessere psico-
fisico delluomo, perduto ormai da anni a causa dellutilizzo di molti materiali tecnologici di
cui non si conoscono ancora gli effetti che producono e che hanno allontanato luomo da
quel vecchio sistema di vita saggio e naturale a cui oggi si vuole tornare. La progettazione
di edifici che riescano a soddisfare le esigenze fisiche, biologiche ed anche spirituali di chi
ci abita deve saper coniugarne sapientemente struttura, servizi, colori ed odori realizzando
unarmoniosa interazione tra uomo ed ambiente. Tale necessario interscambio tra interno
ed esterno delle abitazioni dipende da una buona traspirazione della casa, che deve avere
condizioni interne igieniche e salutari, mentre invece molte abitazioni moderne sono
diventate degli involucri chiusi, senza contatti con lesterno, che le rendono decisamente
malsane. Inoltre, le emanazioni da sostanze plastiche, vernici ed altri materiali, le finestre
e le porte ermeticamente chiuse, i materiali isolanti, gli strati impermeabili di vernici e
collanti sintetici avvolgono la casa e non la lasciano respirare quando invece essa come
la pelle: deve poter respirare.
Salvaguardare lecosistema [ modifica | modifica sorgente ]
Il concetto di eco-sostenibilit specifica come utilizzare le risorse naturali senza eccedere
nel loro consumo, per evitare un totale depauperamento della natura. Ledilizia utilizza
molti materiali che richiedono grandi quantit di energia per essere prodotti, realizza
processi costruttivi che spesso interagiscono in modo sbagliato con le abitazioni,
consumando cos dal 30% al 40% di tutte le risorse naturali ed energetiche. Ledilizia,
pertanto, con riferimento alla produzione dei materiali, allutilizzo del territorio ed alla
gestione degli edifici rappresenta una delle principali cause dinquinamento. Da anni per
tale settore ha iniziato ad applicare validi criteri di sostenibilit, orientati ad armonizzare
lambiente costruito con lambiente naturale. Un edificio si considera eco-compatibile se
lintero processo edilizio osserva i principi della tutela ambientale, a partire dal progetto,
passando per la realizzazione, luso e finanche alla demolizione. La salvaguardia
dellambiente richiede alla bioarchitettura unattenta valutazione, con il supporto delle
istituzioni, dei fabbisogni abitativi, per ridurre al minimo lutilizzo del territorio ed il
cambiamento del paesaggio con corretti interventi per il recupero del patrimonio edilizio
esistente. Ledificio, gi in fase di progettazione, dovr essere concepito in modo che sia
flessibile e riciclabile nel tempo fino alla fine del suo ciclo di vita, in cui potr essere
smontato e gran parte dei suoi elementi e materiali riutilizzati. La soluzione costruttiva
deve consentire linserimento in un contesto per sfruttare al meglio le caratteristiche
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climatiche locali: dal sole, al vento, alle precipitazioni atmosferiche, in modo che vengano
ridotti al minimo i consumi energetici e con essi limpatto ambientale. Ledificio passivo
sfrutta quindi lapporto naturale del sole per il riscaldamento tramite aperture finestrate,
lucernari, pareti esposte al sole ed eventualmente anche con la realizzazione di serre
solari che fungono da collettori solari. Per il raffreddamento sfrutta la circolazione naturale
dellaria attraverso un corretto dimensionamento e posizionamento delle finestrature,
lorientamento delledificio e lutilizzo di schermature solari. Ledificio attivo per il
riscaldamento utilizza sistemi tecnologici come pannelli solari, anche per produrre acqua
calda sanitaria e pannelli fotovoltaici. Per quanto riguarda i materiali utilizzati, essi devono
essere naturali, privi di radioattivit e sostanze nocive e devono durare nel tempo, infatti la
loro sostenibilit si riferisce ad un minimo impatto ambientale nellintero ciclo di vita
La natura e l'ecologia [ modifica | modifica sorgente ]
La presenza e la qualit degli elementi naturali sono condizioni fondamentali per la tutela
del territorio e della sua valenza estetica. Le aree che presentano specifiche qualit
naturali e paesistiche o sono parte di strutture ecologiche importanti, dovrebbero venire
escluse dalle previsioni di nuovi insediamenti. L'ampliamento delle aree urbane dovrebbe
basarsi sul rispetto delle aree protette. Ogni misura volta a preservare e migliorare la
qualit ecologica dovrebbe venire integrata nella progettazione urbanistica fin dalle prime
fasi. La pianificazione urbana e territoriale pu essere uno strumento per mantenere o
aumentare il numero e la dimensione degli spazi verdi e per stimolare la biodiversit. Gi in
passato gli antichi Etruschi e Romani abbellivano le loro case con giardini sui tetti,
attualmente questa tecnica potrebbe diventare una soluzione eco-sostenibile che
porterebbe non solo alla riduzione dell'inquinamento urbano ed a benefici energetici ma
andrebbe anche a mitigare il grigio del cemento. Questa tecnica viene utilizzata in
Germania, Austria e Svizzera da circa 20 anni e si suddivide in tecnica estensiva, per la
quale sono previste prevalentemente piante grasse e tecnica intensiva che corrisponde ad
un vero e proprio prato verde.
Impiegare le risorse naturali (acqua, vegetazione, clima)
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Limpiego di risorse come acqua, vegetazione e clima porta ad un approccio bioclimatico
della progettazione architettonica che significa integrazione tra architettura, tecnologia e
contesto ambientale. Lindagine sullambiente naturale parte dallidentificazione della
posizione geografica, del clima e dei parametri meteorologici. La posizione geografica
consente di calcolare i parametri solari, laltimetria, la vegetazione e la vicinanza di mari,
fiumi, zone montagnose. Il microclima, il clima locale ed i parametri meteorologici
permettono di determinare il controllo climatico passivo delledificio e lo sfruttamento di
fonti rinnovabili quali, il sole per lirradiamento e la dinamica delle ombre, il vento per
barriere, ventilazione e raffrescamento. La presenza di vegetazione e dei bacini dacqua
possono essere sfruttati per il controllo del microclima in funzione passiva del
riscaldamento e del raffrescamento degli edifici. La vegetazione, che pu essere utilizzata
per eventuali ombreggiature, influenza la ventilazione e la salubrit dellaria e la presenza
dellacqua mitiga gli sbalzi di temperatura e influenza lumidit relativa del luogo.
Non causare emissioni dannose (fumi, gas, acque di scarico,
rifiuti) [ modifica | modifica sorgente ]
molto diffusa la consapevolezza sulla problematica dellinquinamento dellaria esterna
nelle citt, ma dellaria contenuta allinterno delle abitazioni e nei luoghi di lavoro non
industriale spesso si ignora il suo reale inquinamento. Studi compiuti in Italia ed allEstero
dimostrano che nei luoghi chiusi dei Paesi sviluppati sono presenti diverse sostanze
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inquinanti pi rilevanti di quelle esterne, per cui in tali luoghi la situazione pi pericolosa
anche perch le persone vi trascorrono l80-90% del proprio tempo. Le cause
dellinquinamento degli ambienti interni sono di varia natura e spesso tra di loro correlate.
Numerose sono le sorgenti di sostanze inquinanti e particolarmente importanti sono le
fonti costituite dai materiali di costruzione, da materiali utilizzati per larredo ed il corredo,
da impianti di riscaldamento e condizionamento, dai prodotti per pulizia e manutenzione.
Uno dei gruppi pi rilevanti di inquinanti costituito dai Composti Organici Volatili (VOC),
le cui fonti principali di emissione sono rappresentati da vernici, solventi, adesivi, colle, con
cui sono trattati materiali di costruzione e di arredamento. Anche i rivestimenti tessili sono
inquinanti, in quanto prima assorbono sostanze inquinanti costituite da VOC, gas ed odori
presenti nellaria poi, non appena la temperatura aumenta, li rilasciano nellambiente. Per
prevenire linquinamento interno bisogna agire su pi fronti a partire dalla progettazione
delledificio. La scelta di materiali naturali non inquinanti, la traspirabilit delledificio, la
copertura ventilata, la localizzazione degli impianti, il controllo della ventilazione con la
predisposizione del doppio affaccio, la razionalizzazione dei consumi energetici e la
programmazione della manutenzione possono ridurre notevolmente lemissione di
sostanze nocive. Anche linformazione agli utenti sui prodotti da utilizzare in casa e sulle
attivit da considerare nocive, potrebbe ridurre notevolmente linquinamento.
Concepire edifici flessibili e riadattabili nel tempo con interventi di
ampliamento o cambiamento di destinazione
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Per un corretto approccio progettuale oggi necessario valutare il comportamento di un
edificio non solo in termini di consumi energetici e di impatto ambientale ma anche
prendendo in considerazione la produzione, la demolizione ed il riciclaggio. Negli anni
passati si tendeva a conservare limmagine delle citt, delle forme e dei volumi che
rappresentavano la tipicit dei luoghi e larchitettura valutava come infinita la durata delle
strutture e dei materiali. Tali idee molto convenzionali dovrebbero oggi essere superate
facendo riferimento a sistemi ecologici per la progettazione e costruzione di edifici con
lutilizzo massimo di risorse naturali. Ledificio non dovrebbe pi essere concepito come un
immobile a durata infinita, ma un costruito smontabile e modificabile nel tempo sia nei
suoi aspetti estetici che funzionali, posizionato pro-tempore in un luogo, realizzato con
materiali che potranno sopravvivere ad esso ed essere utilizzati per realizzare modifiche,
per la costruzione di altri edifici o comunque in altri cicli produttivi. Per realizzare una tale
tipologia di edifici in fase di progettazione dovrebbe essere previsto lutilizzo di materiali per
i quali sia possibile un disassemblaggio, ovvero che, una volta concluso il loro ciclo
funzionale, sia realizzabile la loro separazione con la minima spesa per ottenere il
quantitativo massimo di materiali riutilizzabili ed il minimo di rifiuti. Concettualmente, si
dovrebbe pensare di progettare un edificio costituito da strati di materiali uniti da una
giunzione meccanica o incollati con adesivo debole o, comunque, con connettori
reversibili. In fase di progettazione si dovrebbe prevedere anche il grado di disassemblaggio
dei materiali e le relative tecniche da adottare, nonch la possibilit del riciclo di materiali
eventualmente anche per usi diversi. Il riutilizzo dei materiali dovrebbe essere previsto
anche nel caso di demolizione totale delledificio. La demolizione rappresenta una fase
rilevante del processo edilizio come tutte le altre e gi in fase di progettazione dovrebbe
essere prevista, al fine di ottimizzare il recupero selettivo dei materiali ed il loro riciclo. La
flessibilit e riadattabilit nel tempo delledificio da considerarsi quasi totale nel
prefabbricato, che rappresenta lultima frontiera nel mercato immobiliare. I prefabbricati
ormai hanno raggiunto una valenza estetica rilevante, possono essere assemblati in pochi
giorni e rappresentano forse la ricerca pi avanzata a livello architettonico ed
ingegneristico: possibile attuare dei cambiamenti sia rispetto al layout della casa, sia
1/31/2014 Bioarchitettura - Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Bioarchitettura 10/12
dopo linstallazione, tutto facilmente riadattabile.
Prevedere un diffuso impiego di fonti energetiche rinnovabili
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Tra le fonti energetiche rinnovabili (energia solare termica e fotovoltaica, energia eolica,
energia dalle biomasse, energia idraulica, energia geotermica) alcune hanno un rilievo
applicativo molto importante nella bioarchitettura, in sostituzione o integrazione delle fonti
tradizionali molto inquinanti. Lenergia che si consuma per la produzione dei materiali, per
la costruzione e lesercizio degli edifici pari al 40% del consumo globale di energia e sta
aumentando notevolmente negli ultimi anni per le attivit connesse al riscaldamento e
raffrescamento delle abitazioni. Tale rilevante incidenza ha dato forte impulso allo sviluppo
di tecnologie sempre pi avanzate e durevoli che hanno consentito, grazie anche ad
incentivi statali, la realizzazione di strutture abitative dotate di impianti fotovoltaici per la
produzione di energia elettrica, riducendo le spese di esercizio, conferendo allimmobile un
valore aggiunto e apportando un contributo alla tutela ambientale. Anche se possibile
realizzare impianti micro eolici, il miglior modo per produrre piccole quantit di elettricit
per il fabbisogno di un edificio luso di impianti fotovoltaici, attraverso lutilizzo di moduli
generalmente fissati sul tetto. Lintegrazione tra architettura e sistema fotovoltaico oggi
non va vista come una possibilit per diffondere questa nuova tecnologia, ovvero come
sviluppo industriale, ma come una necessit ambientale e di risparmio che determina un
nuovo modo di progettare e costruire. Anche lutilizzo di pannelli solari facilmente
integrabili nella struttura delledificio per produrre acqua calda contribuisce a ridurre i
consumi energetici e le spese ed a migliorare la qualit della vita, concorrendo a ridurre
linquinamento.
Utilizzare materiali e tecniche ecocompatibili, preferibilmente
appartenenti alla cultura materiale locale [ modifica | modifica sorgente ]
La valutazione del ciclo di vita o Life Cycle assessment (LCA) di un prodotto una
metodologia in grado di individuare e analizzare gli impatti ambientali a partire dalla
produzione, dallutilizzo fino allo smaltimento e, sulla base dei risultati, di indicare le
soluzioni tecniche necessarie per minimizzare il danno ambientale. LILCA pu essere
utilizzata per stimare limpatto ambientale complessivo di un prodotto per confrontare
prodotti simili e per individuare possibili miglioramenti allinterno di un ciclo produttivo. Un
materiale ritenuto ecocompatibile se il suo utilizzo non comporta effetti negativi per
lambiente e in generale deve avere alcuni requisiti fondamentali:
- deve essere prodotto attraverso processi energeticamente efficienti con ridottissime
emissioni inquinanti;
- non deve emettere sostanze tossiche negli ambienti dopo la messa in opera;
- deve avere una lunga durata ed una alta riciclabilit al momento dello smaltimento;
- deve avere igroscopicit e traspirabilit;
- deve essere esente da radioattivit;
- deve essere di provenienza locale.
La scelta dei materiali in bioarchitettura deve privilegiare quelli di provenienza locale, al fine
non solo di ridurre i costi e linquinamento dovuto al trasporto, ma anche perch
generalmente sono pi adatti alle caratteristiche climatiche del luogo. Dovranno altres
essere selezionati i prodotti pi largamente collaudati e utilizzarli in funzione della loro
vocazione strutturale ed estetica senza fare forzature. I materiali migliori da usare in
bioarchitettura sono certamente quelli naturali perch estremamente sicuri per gli utenti
finali e durante le costruzioni. Se utilizzate con idonee tecniche costruttive non
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comportano alcun problema in termini di ponti termici, umidit, trasmissione del rumore,
assicurano bassi consumi per riscaldamento e raffrescamento, non producono
generalmente inquinamento e sono facilmente riciclabili.
Tecniche progettuali per la riduzione dei consumi
energeticificanti [ modifica | modifica sorgente ]
definita come "casa passiva" la casa energeticamente autosufficiente cio che non
consuma energia. Se consideriamo la sola fase di utilizzo dell'edificio, la casa passiva ha
un impatto zero sullambiente, non consumando energia per riscaldare gli ambienti. La
casa passiva, attraverso unattenta progettazione basata sull'alto isolamento termico e
sull'eliminazione dei ponti termici, riesce a sfruttare lenergia proveniente dallesterno (sole)
e quella prodotta al suo interno da elettrodomestici e dalle stesse persone che vi abitano,
rinunciando cos all'impianto di riscaldamento.
Tali soluzioni sono molto costose e convenienti nei climi rigidi del nord Europa, mentre
nelle nostre latitudini occorrono soluzioni progettuali che considerano anche il
raffrescamento per le esigenze estive. L'edificio pu avvalersi delle energie rinnovabili: per il
riscaldamento si possono utilizzare i pannelli solari termici (o collettori solari), gli impianti
a biomassa o la geotermia a bassa entalpia. Per l'energia elettrica si possono utilizzare
ipannelli fotovoltaici, oppure sfruttare l'energia eolica con impianti di mini o micro eolico, o
un impianto piccolo idroelettrico se disponibile un corso dacqua con caratteristiche
adeguate.
L'utilizzo di queste tecnologie consente di ridurre le emissioni in atmosfera di CO
2
e di altri
gas inquinanti
[2]
. Regole da seguire per limitare il consumo di energia:
Integrare le politiche energetiche nei piani urbanistici ed attuativi.
Promuovere un ambiente edificato che abbia consumi energetici efficienti e sia in
armonia con l'ambiente naturale (ad es. nelle regioni fredde rivestendo con il vetro le
facciate a sud esposte al sole e con mattoni quelle esposte ai venti dominanti).
Definire e applicare gli standard per l'orientamento degli edifici, per l'illuminazione dei
locali, per l'utilizzo dei materiali e del verde per l'ombreggiamento.
Progettare i nuovi edifici orientandoli in modo da consentire una buona illuminazione e
un buon soleggiamento naturale.
Ridurre la dimensione delle facciate esposte ai venti freddi
Nelle zone montane evitare la previsione di nuove aree edificabili in zone non raggiunte
dal sole nei mesi invernali.
Promuovere linee guida per la progettazione di interni, nonch per l'installazione di
impianti di riscaldamento e ventilazione che siano coerenti con l'orientamento degli
edifici.
Realizzare protezioni naturali per conservare energia (ad es. riporti di terreno) e
utilizzare la struttura degli edifici in modo da evitare la creazione di correnti d'aria e
ridurre i vortici.
Prevedere la messa a dimora di piante rampicanti che ricoprano le facciate esposte a
sud proteggendole dai raggi solari estivi, utilizzando rampicanti a foglie caduche che in
inverno consentano l'esposizione delle facciate al sole.
Non realizzare edifici in prossimit di alberi che ne limitino l'esposizione al sole, ma
evitare di sacrificare alberi a tale scopo.
Promuovere l'installazione di sensori luminosi (soprattutto negli spazi pubblici) che
accendono e spengono la luce al momento opportuno
Note [ modifica | modifica sorgente ]
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1. ^ Tratto dallo Statuto dell'Istituto Nazionale di Bioarchitettura
2. ^ Nel 2008 il Comune di Porretta Terme ha ristrutturato un edificio da destinare a Centro
Civico per anziani utilizzando le tecniche della Bioarchitettura, con il riciclaggio dei
materiali edili e l'utilizzo di numerosi impianti a energie rinnovabili per rendere l'edificio
energeticamente autosufficiente.
Bibliografia [ modifica | modifica sorgente ]
Bianca Bottero (a cura di), Progettare e costruire nella complessit. Lezioni di
Bioarchitettura, Liguori, Napoli, 1994
Lloyd Jones, Atlante di Bioarchitettura, Utet, Torino, 1998
Uwe Wienke, Dizionario dell'edilizia bioecologica, DEI, Tipografia del Genio Civile, 2001
Giuseppe Fera, Urbanistica teorie e storie, Gangemi editore,Roma, 2002
Giordano Luca, Casa ermetica o traspirante?, Alinea editore,Firenze, 2008
Voci correlate [ modifica | modifica sorgente ]
Architettura sostenibile
Ambiente costruito
Architettura bioclimatica
Architettura organica
Bioedilizia
Ecovillaggio
Permacultura
Sostenibilit
Altri progetti [ modifica | modifica sorgente ]
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Collegamenti esterni [ modifica | modifica sorgente ]
Bioarchitettura in Tesauro del Nuovo Soggettario , BNCF, marzo 2013.
ANAB
professionisti risparmio energetico
http://www.bioarchitettura-rivista.it