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Pinch Analysis Molti sistemi energetici di impiego industriale sono costituiti da reti di scambiatori di calore, cio sistemi nei

quali uno o pi fluidi di processo subiscono molteplici riscaldamenti e raffreddamenti, scambiando calore uno con laltro e/o con lesterno. Esempi di questo tipo di sistemi sono: impianti chimici, sistemi di refrigerazione, sistemi di recupero termico in centrali termoelettriche. In questi sistemi tipicamente esistono vincoli che devono essere soddisfatti; in particolare la temperatura dei fluidi di processo in alcuni punti scelta sulla base di considerazioni tecniche (es. temperatura di un fluido da fornire a unutenza, temperatura alla quale far avvenire una reazione chimica, ecc.) La Pinch Analysis una tecnica che pu essere utilmente impiegata per la sintesi di questi sistemi, cio per scegliere la configurazione che pu essere adottata. Le configurazioni del sistema che consentono di soddisfare i vincoli (temperature alla quale i fluidi devono trovarsi in alcuni punti) sono di norma molteplici. La sintesi del sistema pu essere effettuata in modo che siano soddisfatte una o pi funzioni obiettivo: minimo fabbisogno di energia, minima superficie di scambio termico, controllabilit, ecc.
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Identificazione degli obiettivi La prima fase di un processo di sintesi consiste nellidentificare gli obiettivi (in letteratura identificati come target) che devono essere raggiunti dal sistema. Gli obiettivi sono espressi in termini di temperature alle quali necessario portare i fluidi e di flussi termici richiesti a tale scopo.

2 3
30C 30C

150C 140C 170C

80C

60C

30C

20C

135C

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Identificazione degli obiettivi La caratterizzazione dei fabbisogni di energia termica per il riscaldamento e il raffreddamento dei flussi fatta considerando i processi di scambio termico isobari. Il flusso termico espresso:

= G c p T
I flussi di massa coinvolti nei vari processi devono essere caratterizzati sulla base del prodotto portata per calore specifico a pressione costante. Qualora il calore specifico di un fluido vari sensibilmente con la temperatura, opportuno frazionare lintervallo di temperatura T associato al riscaldamento/raffreddamento in sotto-intervalli:

= G c p ,i Ti
i =1

Nel caso dellesempio riportato, il prodotto Gcp per i flussi di massa riportato in tabella Flusso Gc [kW/K] 1 4.0 2 1.5 3 3.0 4 2.0

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Definizione di vincoli e condizioni al contorno Prima di iniziare il progetto della configurazione necessario che siano definiti i vincoli da rispettare e le condizioni al contorno. I vincoli si riferiscono tipicamente alla minima differenza di temperatura accettabile tra il fluido caldo e il fluido freddo. Questa specifica ha principalmente motivazioni di carattere economico: una riduzione della differenza di temperatura minima comporta un aumento delle superfici di scambio termico e quindi maggiori costi impiantistici. Tuttavia una riduzione di temperatura minima comporta in generale un migliore utilizzo delle risorse. Questo aspetto sar specificato meglio nel seguito. Nellesempio si considera Tmin=10C Le condizioni al contorno si riferiscono principalmente alle modalit con le quali il processo in esame scambia energia con lesterno. In questo caso si considera che si abbiano a disposizione: vapore a 200 C e acqua di raffreddamento a 15 C.

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Calcolo del fabbisogno di energia metodo grafico La seconda fase del processo consiste nel determinare il fabbisogno di energia legato al processo produttivo da realizzare. Il fabbisogno dipende strettamente dalla configurazione che sar realizzata. E utile che siano identificati un valore massimo e uno minimo. Il fabbisogno massimo quello che si ottiene utilizzando unicamente le risorse esterne per il riscaldamento dei fluidi freddi e per il raffreddamento dei fluidi caldi. Nel caso dellesempio si ha:

Il fabbisogno massimo : Riscaldamento F1+F4 = 240+230 = 470 kW Raffreddamento -F2-F3 = 180+330 = 510 kW Questi flussi possono essere riportati su un diagramma T-

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Calcolo del fabbisogno di energia metodo grafico

470 kW

510 kW

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Calcolo del fabbisogno di energia metodo grafico Per il calcolo del fabbisogno minimo si pu procedere determinando la Composite Curve. La costruzione fatta separatamente per i fluidi caldi e quelli freddi. Per ciascun intervallo di temperature si determina il flusso termico complessivamente scambiato nellintervallo. Per i fluidi freddi si ha: T4 T2 T3 3=(Gc1) (T4-T3) 2=(Gc1+ Gc4) (T3-T2) 1=(Gc4) (T2-T1)

T1

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Calcolo del fabbisogno di energia metodo grafico La stessa curva va costruita anche per i fluidi caldi.

Le due curve sono riportate sullo stesso diagramma. La curva relativa al fluido freddo traslata orizzontalmente fino a quando la minima differenza di temperatura tra due punti con la stessa ascissa non pari al valore scelto (10C).

T=10C

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Calcolo del fabbisogno di energia metodo grafico Il punto in cui ha luogo la minima differenza di temperatura tra fluido caldo e fluido freddo definito pinch point. Fabbisogno minimo di calore 20 kW PINCH

Fabbisogno minimo di freddo 60 kW Qualora gli intervalli di temperatura siano frazionati in sotto-intervalli, questi devono risultare nella tabella utilizzata per la costruzione della curva composita.

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Il pinch point Il pinch point consente di rappresentare il sistema come composto da due parti: al disopra del pinch il sistema si comporta come un pozzo termico (riceve calore dallesterno); al disotto del pinch il sistema si comporta come un serbatoio termico (cede calore allesterno); il bilancio termico per queste due parti ottenuto senza scambio termico al pinch point.

i minimo
Calore dall esterno SERBATOIO TERMICO POZZO TERMICO

nullo
Calore allesterno

u minimo
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Il pinch point Un processo inefficiente richiede che sia fornita al sistema un maggiore flusso termico. Questo comporta anche la necessit di cedere allesterno un maggiore flusso termico: MORE IN MORE OUT

i minimo +

SERBATOIO TERMICO

POZZO TERMICO

u minimo +
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Il pinch point Si possono ricavare alcune semplici regole da tenere presente nel tracciamento della rete di scambiatori di calore, al fine di raggiungere lobiettivo di minimizzare il fabbisogno di energia: - Non trasferire calore attraverso il pinch point. - Non riscaldare dallesterno i flussi al disotto del pinch point. - Non raffreddare dallesterno i flussi al disopra del pinch point.

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Il pinch point Ci sono altri elementi che devono essere considerati nella progettazione di reti di scambiatori di calore, oltre allottenimento del minimo fabbisogno di energia: - Numero di componenti che costituiscono la rete. Il numero di scambiatori di calore influenza il costo del sistema, ma anche altri aspetti descritti nei punti seguenti. - Controllabilit del sistema. Pu essere opportuno che il sistema abbia un certo numero di gradi di libert, in modo che possa essere fatto funzionare in modo corretto anche in condizioni differenti da quella di progetto. - Nel caso di repowering di impianti esistenti necessario tenere presente il numero di modifiche da effettuare. Questi elementi possono suggerire configurazioni del sistema non ottimali dal punto di vista del fabbisogno energetico del sistema.

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Calcolo del fabbisogno di energia metodo algebrico La determinazione del pinch point e del fabbisogno minimo di energia termica (caldo e freddo) pu essere condotta utilizzando una procedura algebrica. Questa procedura ha numerosi vantaggi, tra i quali: -pu essere pi agevolmente implementata su calcolatore; -permette di tenere conto della dipendenza del calore specifico dalla temperatura. Accanto agli intervalli di temperatura individuati in precedenza per la costruzione della Composite Curve, se ne introducono di nuovi cos ottenuti: le temperature estreme di ciascun processo subito dai fluidi freddi sono incrementate di 1/2Tmin; le temperature estreme di ciascun processo subito dai fluidi caldi sono diminuite di 1/2Tmin. Queste nuove temperature sono indicate di seguito con T*. A titolo di esempio, le temperature T* di ingresso e uscita del fluido 1 sono T*i = 80+5 = 85C e T*u = 140+5 = 145C, mentre per il fluido 2 si ha: T*i = 150-5 = 145 C e T*u = 30-5 = 25C. Tutti i processi di riscaldamento e raffreddamento sono rappresentati in un diagramma. Tali processi sono riportati come se avvenissero tra le temperature T* appena definite.
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Calcolo del fabbisogno di energia metodo algebrico T* 165C 145C 140C 85C 55C 25C 170C 1 2 3 4 5 20C 30C 140C 150C 135C

1
80C

3 2
60C

Per ciascun intervallo di temperatura T* si calcola il flusso entalpico complessivamente disponibile:

Gh = (T*i-T*i+1)(GcC-GcF) = (T*i-T*i+1) Gc
nella quale F e C indicano rispettivamente i fluidi freddi e caldi. Valori positivi di Gh indicano che in quellintervallo c un surplus di potenza termica, che pu essere sicuramente impiegato nellintervallo seguente, in quanto la temperatura nellintervallo i-esimo superiore alla temperatura nellintervallo i+1; inoltre tra fluido caldo e fluido freddo garantita la differenza di temperatura almeno pari a Tmin. Valori negativi di Gh indicano un deficit di potenza termica nellintervallo.
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Calcolo del fabbisogno di energia metodo algebrico

T*1=165C T*2=145C T*3=140C T*4=85C T*5=55C T*6=25C Il surplus di calore disponibile allintervallo i pu essere utilizzato per il riscaldamento del fluido freddo dellintervallo i+1.

Fluidi caldi Fluidi freddi

Intervallo i

T T* + Tmin/2 T* T T* - Tmin/2

Intervallo i+1

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Calcolo del fabbisogno di energia metodo algebrico A questo punto possibile costruire un diagramma che illustra la cascata termica. Per li-esimo intervallo di temperatura si tiene conto della cumulata dei surplus e deficit di calore relativi agli intervalli precedenti. Cumulata fino allintervallo i-1 (per i=1 rappresenta il flusso fornito dallesterno) T*i Intervallo i T*i+1 Gh,i Gh,i Surplus o deficit allintervallo i

Gh,i+1=Gh,i + Gh,i

Si parte con lipotesi che per il processo che avviene nellintervallo 1 non sia necessario fornire calore dallesterno. Non sono accettabili valori negativi della cumulata dei flussi termici Gh. Si aumenta il flusso termico fornito dallesterno, fino a quando tutti i valori di Gh non diventano maggiori o uguali a zero.
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Calcolo del fabbisogno di energia metodo algebrico Dallesterno (vapore) 165 C 1 145 C 2 140 C 3 85 C 4 55 C 5 25 C Allesterno (acqua di raffreddamento) 60 kW 60 kW 2.5 kW 62.5 kW -82.5 kW -20 kW 75 kW 55 kW -15 kW 40 kW Non accettabile 0 kW

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Calcolo del fabbisogno di energia metodo algebrico Dallesterno (vapore) 165 C 1 145 C 2 140 C Pinch: 80 C per i flussi freddi 90 C per i flussi caldi 3 85 C 4 55 C 5 25 C Allesterno (acqua di raffreddamento) 75 kW 75 kW -15 kW 60 kW 20 kW 60 kW 80 kW 2.5 kW 82.5 kW -82.5 kW 0 kW

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Rappresentazione del sistema La rappresentazione della rete fatta utilizzando lo schema riportato di seguito. Fluido caldo 3 170 C 60 C

Fluido freddo 140 C 80 C 1

Riscaldamento dallesterno 140 C H 240 kW 80 C 1

Raffreddamento dallesterno 3 170 C C 60 C

330 kW
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Rappresentazione del sistema Scambiatore di calore 3 170 C 140 C 1 1 240 kW Questa rappresentazione consente di variare in modo agevole il collegamento tra i diversi flussi esaminando cos nuove configurazioni. 90 C 80 C

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Sintesi del sistema con fabbisogno minimo La rete pu essere separata in due sistemi, come mostrato in precedenza: al disopra del pinch e al disotto del pinch. Nel caso di fabbisogno minimo, i due sistemi soddisfano il bilancio di energia, senza scambio termico in corrispondenza del pinch. 3 2 170 C 150 C 90 C 90 C 80 C 80 C 90 C 90 C 80 C 80 C 60 C 30 C 20 C 80 C 3.0 kW/K 1.5 kW/K

135 C 140 C

4 2.0 kW/K 1 4.0 kW/K

Al disopra del pinch i flussi caldi sono raffreddati dalla temperatura alla quale sono resi disponibili fino alla temperatura corrispondente al pinch point. Un discorso analogo vale, al disotto del pinch, per il riscaldamento dei flussi freddi. Si noti che il flusso 1 entra alla temperatura corrispondente al pinch. Questa una regola generale quando il calore specifico costante: il pinch si verifica in corrispondenza dellintroduzione di un flusso (freddo o caldo).
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Sintesi del sistema con fabbisogno minimo Il disegno del sistema pu essere iniziato dal pinch. Al disopra del pinch non si deve operare raffreddamento scambiando calore con lesterno. Il raffreddamento dei fluidi caldi deve essere operato attraverso scambio termico con i fluidi freddi. Occorre determinare due accoppiamenti tra con i fluidi freddi che consentano di portare i fluidi caldi fino al pinch. Come primo tentativo, possibile accoppiare i flussi 3 e 4. 3 170 C 90 C 3.0 kW/K

80 C T

2.0 kW/K

3 4

Laccoppiamento non fattibile.

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Sintesi del sistema con fabbisogno minimo Poich Gc del fluido caldo maggiore di Gc del fluido freddo, la differenza di temperatura tra i due fluidi nello scambiatore tende a diventare inferiore al valore minimo accettabile (Tmin). Si esamina ora la possibilit accoppiamento tra i flussi 3 e 1. 170 C 90 C di realizzare un

3.0 kW/K

140 C

80 C

4.0 kW/K

T
1

Laccoppiamento in questo caso fattibile.

E possibile allora definire una prima regola per la definizione della configurazione corrispondente al minimo fabbisogno di energia: Gccaldo Gcfreddo
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Sintesi del sistema con fabbisogno minimo E raccomandabile iniziare il tracciamento della rete di scambiatori con un accoppiamento che soddisfi completamente il fabbisogno di uno dei flussi. Questo significa che uno dei fluidi portato fino alla temperatura corrispondente al pinch (fluido caldo nella zona al disopra del pinch) oppure fino alla temperatura posta come obiettivo (fluido freddo nella zona al disopra del pinch). Laccoppiamento 1-3 rende possibile il soddisfacimento dei fabbisogni di entrambi i fluidi, infatti il fluido 3 pu essere condotto fino al pinch e il fluido 1 fino alla temperatura di obiettivo (140 C). Si tratta di una coincidenza particolarmente utile. Il secondo accoppiamento dovr essere realizzato tra i flussi 2 e 4. 2 150 C 2 2 90 C 80 C 4 1.5 kW/K 2.0 kW/K

Questo accoppiamento non consente unicamente il soddisfacimento del fabbisogno relativamente al raffreddamento del flusso 2.
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Sintesi del sistema con fabbisogno minimo Il riscaldamento del fluido freddo (4) richieder un apporto esterno che, come prevedibile, sar pari a 20 kW. 150 C H 125 C 20 kW 90 C 80 C 4 1.5 kW/K 2.0 kW/K

2 2 90 kW

135 C

Il tracciamento della rete deve essere completato considerando la parte al disotto del pinch point. Come gi sottolineato, al disotto del pinch si ha un solo fluido freddo e due fluidi caldi. Gli accoppiamenti vanno formulati in modo che i fluidi freddi siano portati dalla temperatura alla quale sono resi disponibili fino alla temperatura di pinch mediante recupero termico dai fluidi caldi. Per il riscaldamento dei fluidi freddi non deve essere utilizzata alcuna risorsa esterna.

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Sintesi del sistema con fabbisogno minimo Al disotto del pinch possibile definire una regola utile per il tracciamento della rete, in modo analogo a quanto fatto per il sistema al disopra del pinch: Gccaldo Gcfreddo Questa condizione verificata per laccoppiamento tra i fluidi 3 e 4: 3 90 C 80 C 3 3 4 3.0 kW/K 2.0 kW/K

Nellipotesi di raffreddare completamente il fluido 3 fino alla temperatura fissata come obiettivo (60C), possibile determinare la temperatura alla quale il fluido freddo entra nello scambiatore 3. 3 90 C 80 C 3 60 C 4 3.0 kW/K 2.0 kW/K

35 C 3 90 kW

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Sintesi del sistema con fabbisogno minimo Il soddisfacimento della condizione di fabbisogno minimo richiede che il fluido freddo sia riscaldato dalla temperatura di 20 C (temperatura alla quale reso disponibile) fino ai 35 C (temperatura di ingresso nello scambiatore 3), attraverso scambio termico con il fluido caldo 2. Questo scambio viola la regola secondo la quale al disotto del pinch Gccaldo dovrebbe essere maggiore di Gcfreddo . Tuttavia questo accoppiamento lunico disponibile, inoltre necessario considerare che questa regola tanto pi vincolante quanto pi ci si trova vicino al pinch point. In questo caso si sta considerando uno scambio termico lontano dal pinch point, in quanto il fluido 4 non deve essere portato alla temperatura di pinch ma ad una temperatura sensibilmente inferiore (35 C). In questa condizione la violazione della regola data possibile. 2 90 C 35 C 4 70 C 4 1.5 kW/K 2.0 kW/K

4 20 C 30 kW

Il fluido 2 deve essere ulteriormente raffreddato attraverso uno scambio termico con lesterno.
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Sintesi del sistema con fabbisogno minimo

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3 2 90 C 4 70 C

170 C 1 90 C 3

60 C

3.0 kW/K

150 C

30 C 1.5 kW/K C 60 kW 20 C 4 2.0 kW/K 80 C 1 4.0 kW/K

135 C H 125 C 35 C 4 80 C 3 2 90 kW 90 kW 30 kW 20 kW 140 C 1 240 kW

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Minimo numero di componenti Il costo di una rete di scambiatori di calore influenzato da due parametri: 1) superficie totale di scambio termico; 2) numero di scambiatori di calore. Entrambi dipendono dalla configurazione scelta; il primo dipende principalmente dalla minima differenza di temperatura tra fluido caldo e fluido freddo (Tmin). Scopo di questa sezione quello di determinare la rete caratterizzata dal minimo numero di scambiatori di calore. Il minimo numero di componenti pu essere determinato avvalendosi di un teorema sviluppato nellambito della teoria dei grafi, noto come teorema generale di Eulero per le reti. Definiti N nodi della rete, che nel caso delle reti di scambiatori di calore pari al numero totali di fluidi (i fluidi caldi, i fluidi freddi e le risorse esterne, cio le utilities), il numero di collegamenti tra i nodi, cio il numero di componenti u, : u=N+M-S nella quale M il numero di percorsi chiusi (maglie) e S il numero di sottosistemi, cio di sistemi indipendenti che possono essere costruiti.

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Minimo numero di componenti Il minimo numero di componenti si determina riducendo a zero il numero di percorsi chiusi e massimizzando il numero di sottosistemi presenti. Tuttavia la presenza di pi sottosistemi una condizione difficilmente realizzabile. Questo si verifica quando possibile chiudere in modo completo il bilancio di entalpia tra un numero di flussi inferiore al numero totale di nodi (per tutti i flussi identificati nel sottosistema si esaurisce completamente il fabbisogno termico, portando fluidi caldi e fluidi freddi alla rispettiva temperatura di obiettivo e, nel caso in cui siano coinvolte risorse esterne, queste devono essere completamente utilizzate. Si consideri il sistema in figura. Ciascun nodo identificato dal numero corrispondente al fluido e al fabbisogno necessario per riscaldare o raffreddare quel fluido. Nella parte superiore sono indicati i fluidi caldi, in quella inferiore i fluidi freddi. H e C identificano le risorse esterne per riscaldamento e raffreddamento. Fluidi caldi 30 kW H1 70 kW 1 90 kW 2

Fluidi freddi
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3 40 kW

4 100 kW

C1 50 kW
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Minimo numero di componenti Il bilancio complessivo deve essere chiaramente soddisfatto, nel senso che la somma del fabbisogno termico per riscaldamento e la somma del fabbisogno termico per raffreddamento devono essere uguali. Nel caso del sistema di esempio qui considerato, possibile identificare due sottosistemi, in quanto la somma dei fabbisogni termici per il raffreddamento di H1 e 1 (30 + 70 = 100 kW) pari al fabbisogno termico per il riscaldamento del fluido 3. Conseguentemente anche il bilancio tra il fluido 2, 3 e C1 soddisfatto. 30 kW H1 30 3 40 kW 40 70 4 100 kW 50 C1 50 kW u=4 70 kW 1 90 kW 2 N=6 M=0 S=2

In questo caso il minimo numero di collegamenti (e quindi il minimo numero di componenti) 4.


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Minimo numero di componenti Di seguito riportato un secondo esempio; indicata la rete con il numero minimo di scambiatori di calore e reti non ottimali. 35 kW H1 35 10 70 kW 1 60 40 90 kW 2 50 N=6 M=0 S=1 u=5

3 45 kW

4 100 kW

C1 50 kW

In questo caso non possibile ottenere pi sottosistemi, pertanto il numero minimo di componenti 5. 35 kW H1 35 3 45 kW
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70 kW 1 10 50 4 100 kW 50 10

90 kW 2 40 C1 50 kW

N=6 M=1 S=1 u=6

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Minimo numero di componenti Si consideri a questo punto lesempio per il quale stata ricavata la configurazione corrispondente al minimo fabbisogno di energia. Si gi sottolineato che in questa particolare condizione, il sistema pu essere trattato come costituito da due sistemi indipendenti: al disopra e al disotto del pinch point. Tra i due sistemi non c scambio termico. Per il sistema al disopra del pinch si hanno 5 flussi (4 + 1 risorsa esterna) mentre il numero di sottosistemi che si possono ottenere 2 in quanto il fabbisogno per il raffreddamento del fluido 3 pari al fabbisogno per il riscaldamento del fluido 1. Il numero minimo di scambiatori di calore : umin = (4+1) + 0 2 = 3 Per il sistema al disotto del pinch si hanno 4 flussi (il fluido 1 non presente in questa parte e si ha 1 risorsa esterna), mentre il numero di sottosistemi che si possono ottenere 1. Il numero minimo di scambiatori di calore quindi: umin = (3+1) + 0 1 = 3 Complessivamente sono necessari 6 scambiatori di calore.

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Minimo numero di componenti Nel caso in cui il sistema complessivo non soddisfacesse la condizione di minimo fabbisogno di energia, attraverso il pinch point sarebbe trasferito, come mostrato in precedenza, un flusso termico . In questa situazione, il sistema non pu pi essere trattato come composto da due parti. Il numero minimo di componenti si determina considerando tutti i flussi (4+2) e considerando che i fabbisogni di ciascun flusso non consentono di ottenere pi di un sottosistema. Si ha quindi: umin = (4+2) + 0 1 = 5 Pertanto possibile ridurre di 1 unit il numero di scambiatori di calore rispetto al caso di impianto con fabbisogno minimo. Questo significa anche che nella rete di scambiatori tracciata in precedenza, vista come un sistema unico, presente un percorso chiuso (M = 1). Di seguito si proceder con lindividuazione del percorso chiuso e la successiva eliminazione, cos che il numero di componenti risulti ridotto.

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Minimo numero di componenti In figura illustrato il percorso chiuso. 3 2 H 20 kW 1 2 3 4 C 60 kW 4 1

4 3 2 90 kW 90 kW 30 kW

1 240 kW

Utilizzando la rappresentazione caratteristica della teoria dei grafi, si ha: 20 kW H 330 kW 3 90 20 1 240 kW
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240

180 kW 2 90 60

30

4 230 kW

C 60 kW
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Minimo numero di componenti Leliminazione del percorso passa attraverso leliminazione di un collegamento da scegliersi tra 2-2 e 4-4. Si supponga di eliminare il collegamento 4-4. E necessario trovare un modo alternativo di sottrarre 30 kW dal fluido 2 e di fornire 30 kW al fluido 4. Una soluzione interessante potrebbe essere quella di trasferire questo flusso termico attraverso lo scambiatore rappresentato dal collegamento 2-2. Questa soluzione non praticabile, come illustrato di seguito 3 2 H 20 kW 1 2 70 C 3 C 60 kW 3 90 kW 1 4

65 C 2 120 kW

1 240 kW

A valle del collegamento 2-2 la differenza di temperatura tra i due fluidi risulterebbe inferiore al minimo accettato. Di seguito si analizza come possibile procedere per ripristinare Tmin.
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Minimo numero di componenti Per modificare il sistema possibile procedere identificando un percorso attraverso la rete lungo il quale intervenire per ripristinare il valore corretto di Tmin. Di seguito indicheremo questo percorso come percorso di intervento. Un percorso di intervento include flussi e componenti in modo che si realizzi una delle seguenti condizioni: - percorso chiuso; - percorso aperto, che ha inizio in corrispondenza di una risorsa esterna (H o C) e ha termine in corrispondenza di unaltra risorsa esterna (H o C). Qualora non fosse disponibile nessuna delle precedenti opzioni, necessario aggiungere uno scambiatore H o C. Si consideri di ridurre (o aumentare) il flusso termico scambiato attraverso un componente che si trova in un punto del percorso di intervento individuato. E necessario che un altro scambiatore di calore o una risorsa esterna fornisca quella quantit. Questa operazione produce effetto su tutti i processi presenti nel percorso di intervento. Di seguito sono proposti alcuni esempi di percorso di intervento. Si pone in evidenza come, variando di una quantit X>0 il flusso termico in uno degli scambiatori, questa quantit X si sommi o si sottragga a tutti i processi di scambio termico coinvolti nel percorso di intervento individuato.
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Minimo numero di componenti

1 2

2 3 2 L2+X 4 4 L4-X 3 L3+X 3 4 4 3

1 L1-X 1 2 L1-X H1 H2 L2+X 3 L3+X

3 4 L4-X 4

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Minimo numero di componenti

1 2 2

4 5 4 L4+X 5 L5-X 4 L6+X C6 3

L1+X H1

3 L3-X

Loperazione di rilassamento del sistema si effettua una volta che sia stato eliminato un componente. Nel caso in cui, una volta eliminato il componente, il numero di scambiatori non sia ancora pari a quello minimo, loperazione di rilassamento pu portare alleliminazione di un ulteriore componente. Nel caso qui in figura, questo pu essere ottenuto nei casi in cui X = L3 o X = L5. Anche negli esempi precedenti possibile eliminare un componente (in entrambi i casi X = L1 o X = L4). In questi casi conviene eliminare il componente nel quale si trasferisce il flusso termico minimo.

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Minimo numero di componenti Si consideri il sistema utilizzato come esempio, nella configurazione ottenuta con leliminazione del collegamento (scambiatore) 4-4. In figura riportato il percorso di intervento. 3 2 H 20 + X 1 2 T2 3 C 60 + X 4 1

2 65 C 3 90 kW 120 - X

1 240 kW

La quantit X deve essere scelta in modo che sia possibile ripristinare il valore di Tmin. Questo si ottiene portando T2 a 75 C. Si osservi che la temperatura del fluido 4 tra gli scambiatori 2-2 e 3-3 (65 C) non pu essere variata in alcun modo, in quanto lo scambiatore 3-3 non fa parte del percorso di intervento, pertanto il flusso termico scambiato in 3-3 rimane inalterato.
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Minimo numero di componenti Il sistema corrispondente al numero minimo di scambiatori che soddisfa la condizione sulla differenza minima di temperatura tra fluido caldo e fluido freddo riportato in figura. 3 2 1 2 75 C 3 C 67.5 kW 4 1

~121 C H 2 65 C 3 27.5 kW 112.5 kW 90 kW 1 240 kW

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Scelta della differenza di temperatura minima E gi stato discusso leffetto del numero di scambiatori sul costo del sistema e sulla sua complessit. Un secondo parametro che gioca sul costo del sistema dato dalla minima differenza di temperatura. In figura mostrato qualitativamente, per una certa configurazione del sistema, leffetto della variazione di Tmin sul costo complessivo. Costo

Tmin E possibile determinare il valore ottimo di DTmin, corrispondente al minimo costo annuo. Un procedimento consiste nel calcolare la superficie di scambio termico complessivamente necessaria al variare della differenza di temperatura minima.

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Scelta della differenza di temperatura minima Un procedimento semplificato consiste nel considerare la curva composita. H H T

Variazione di T 100% Variazione di T piccola C

Quando la variazione di pendenza della curva corrispondente al fluido caldo o al fluido freddo sensibile in corrispondenza del pinch, leffetto della variazione della differenza di temperatura minima sul costo molto pi marcato nelle vicinanze del pinch point piuttosto che nella restante parte del sistema. In questo caso possibile procedere con lottimizzazione del sistema considerando unicamente la regione in prossimit del pinch.
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Scelta della differenza di temperatura minima Questo significa che possibile procedere ad analizzare gli scambiatori di calore che si trovano in prossimit del pinch point, facendo variare la differenza di temperatura minima e determinando la superficie di scambio termico necessaria. La curva composita consente inoltre di valutare leffetto che produce la variazione della differenza di temperatura minima sul fabbisogno di energia del sistema (H e C). Questa operazione fornisce un valore indicativo della Tmin da adottare. Unaltra possibilit considerare dei valori di esperienza (20 C nei processi chimici, 5 C nei sistemi di refrigerazione, 15 C negli evaporatori ed essiccatori). E poi possibile affinare il risultato una volta che stata determinata la rete corrispondente al fabbisogno minimo e si procede alleliminazione dei percorsi chiusi. Leliminazione di un percorso chiuso produce una riduzione della Tmin. Loperazione che segue il rilassamento del sistema, che consiste nellaumentare il Tmin. In questa fase la configurazione del sistema fissata, quindi possibile determinare leffetto della variazione della differenza di temperatura sul costo degli scambiatori.
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Scelta della differenza di temperatura minima Lanalisi dellesempio utilizzato dallinizio di queste note permette di approfondire ulteriormente le considerazioni legate alla forma delle curve composite. Il pinch point si verifica in corrispondenza del ginocchio della curva associata ai fluidi freddi. La curve dei flussi caldi ha invece, nel tratto dove ha luogo il pinch point, un andamento rettilineo. La variazione della differenza di temperatura minima, provocher un allontanamento delle due curve, ma senza modificare ci che determina la posizione del pinch point. Questo si verificher sempre in corrispondenza della variazione di pendenza dei fluidi freddi, cio sempre per una temperatura dei fluidi freddi di 80 C. Al variare della differenza di temperatura ci che cambier sar esclusivamente la temperatura dei fluidi caldi. Di seguito si mostrano 3 curve composite corrispondenti a 3 differenti valori di differenza di temperatura minima.

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Scelta della differenza di temperatura minima DT = 10 C Fabbisogno calore = 20 kW Fabbisogno freddo = 60 kW

DT = 20 C Fabbisogno calore = 65 kW Fabbisogno freddo = 105 kW

DT = 50 C Fabbisogno calore = 200 kW Fabbisogno freddo = 240 kW

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Scelta della differenza di temperatura minima Gli accoppiamenti possibili al pinch point (immediatatemte al di sopra e al di sotto) restano gli stessi che erano stati identificati in precedenza, dal momento che i fluidi presenti non cambiano. Questo significa che la rete degli scambiatori di calore non cambier drasticamente, soprattutto per quanto concerne i recuperatori di calore. Di seguito sono mostrate le reti a corrispondenti a DT=20 C e DT=50 C

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Sintesi del sistema con fabbisogno minimo (Tmin=20C)

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3 2 100 C C 105 kW

170 C 1 3

100 C

60 C 30 C 20 C

3.0 kW/K 1.5 kW/K 4 2.0 kW/K

150 C

135 C H 117.5 C 80 C 3 2 35 kW 120 kW 75 kW 132.5 C 140 C 1 H 210 kW 30 kW

80 C 1 4.0 kW/K

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Sintesi del sistema con fabbisogno minimo (Tmin=50C)

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3 2 130 C C 150 kW

170 C 1 3 C 90 kW

130 C

90 C

60 C 30 C

3.0 kW/K 1.5 kW/K

150 C

20 C

4 2.0 kW/K 80 C 1 4.0 kW/K

95 C 135 C H 80 C 3 2 80 kW 120 kW 30 kW 110 C 140 C 1 H 120 kW 120 kW

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Scelta della differenza di temperatura minima E possibile a questo punto determinare la superficie di scambio termico per ciascuno scambiatore. Questa operazione va effettuata gli scambiatori di recupero termico e (se limpianto nuovo e non un retrofit di un impianto esistente) anche per heaters e coolers. Questa operazione richiede la conoscenza del coefficiente globale di scambio termico in ciascuno scambiatore, che dipende da una serie di fattori. In prima approssimazione si pu considerare dipendente dalla tipologia di fluidi che scambiano calore (gas-gas, gas-liquido, liquido-liquido, ecc). Per semplicit si considereranno unicamente i recuperatori di calore e si assume un coefficiente globale costante di 100 W/m2K. Di seguito sono riportate le superfici di scambio nei tre casi:

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Scelta della differenza di temperatura minima La scelta della differenza di temperatura ottima pu essere effettuata determinando il costo della rete di scambiatori di calore e confrontandola con il risparmio ottenibile dal minor fabbisogno di energia primaria. A titolo di esempio si riporta di seguito il grafico associato ai costi di investimento della rete di scambiatori di calore, considerando il costo di investimento C=1400*(A^0.55). Si riportano inoltre i risparmi annui considerando che la rete sia alimentata esternamente da una caldaia con rendimento medio 0.85, con un costo del gas naturale di 0.7 /m3 e un funzionamento dellimpianto per 3000 ore annue (ore equivalenti di funzionamento). Per il freddo si considera lutilizzo di acqua di fiume.

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Scelta della differenza di temperatura minima Nel caso specifico si osserva come il rapporto tra il costo di investimento e il risparmio di gestione diminuisca con laumentare della differenza di temperatura (2.3 nel caso di DT=10 C, 1.8 nel caso di DT=20 C, 1.6 nel caso di DT=50 C)

Investimento Fuel annuo

In pratica, laumento della differenza di temperatura minima privilegia il tempo di ritorno dellinvestimento che tende a ridursi, ma fa anche ridurre il VAN finale ottenuto.

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Scelta della differenza di temperatura minima In alcuni casi una riduzione della differenza di temperatura minima non produce effetti positivi sul fabbisogno di energia. Si consideri il seguente esempio. H T

C Si riduca la differenza di temperatura minima fino ad annullare il fabbisogno C. H T

TTHR

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Scelta della differenza di temperatura minima Una ulteriore riduzione della differenza di temperatura minima non causa alcuna riduzione di fabbisogno. T H1 H2

H1 + H2 = H. Per tutti i valori di Tmin compresi tra 0 e TTHR, il fabbisogno non dipende dal valore di Tmin. Fabbisogno H C

TTHR
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Tmin
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Scelta della differenza di temperatura minima Se il valore scelto di differenza di temperatura minima si colloca nellintervallo tra 0 e TTHR la scelta della configurazione molto pi libera in quanto non presente il vincolo associato al pinch point. Si noti che il fatto di aver scelto una differenza di temperatura minima inferiore a TTHR consente di utilizzare per la quota H1 una risorsa esterna avente una temperatura inferiore rispetto a quanto accadrebbe se si utilizzasse unicamente la risorsa H.

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Utilizzo di molteplici risorse esterne Fino a questo punto stato esaminato unicamente il caso in cui il fabbisogno del sistema sia soddisfatto attraverso una sola risorsa calda e una sola risorsa fredda. 1000 kW -400 kW 200 kW 800 kW -800 kW 0 kW 700 kW 700 kW 100 kW -200 kW 600 kW 400 kW 1000 kW 800 kW 600 kW T 200 C 170 C 140 C

40 C

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Utilizzo di molteplici risorse esterne Nelle aree segnate il flusso termico trasferito allinterno del processo produttivo. Nel caso di impiego di una sola risorsa calda e una sola fredda, queste devono trovarsi a temperatura rispettivamente superiore a 200 C e inferiore a 40 C. T

Nel caso in cui sia disponibile una risorsa esterna a temperatura compresa tra 140 C e 170 C, possibile utilizzarla per il riscaldamento dei fluidi nellintervallo compreso tra il pinch point e 140 C.

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Utilizzo di molteplici risorse esterne In questo caso 600 kW possono essere forniti dalla risorsa H1 e 400 kW dalla risorsa H2. H2 = 400 kW T H1 = 600 kW

Se una risorsa esterna fosse disponibile tra la temperatura di pinch point e 140 C, questa potrebbe fornire un fabbisogno inferiore a 600 kW, come indicato in figura. T H2 > 400 kW

H1 < 600 kW

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Utilizzo di molteplici risorse esterne Limpiego di una seconda risorsa calda determina la presenza di un ulteriore pinch point, che chiameremo utility pinch. 400 kW T 600 kW Utility pinch Il diagramma mostra come si origini il nuovo pinch point. 400 kW -400 kW 200 kW 600 kW -800 kW 0 kW 700 kW
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0 kW 200 kW

Utility pinch.

Pinch point.

Separazione di flussi La figura riportata di seguito mostra una parte di impianto al disopra del pinch point. 1 2 3 H H 80+T 80+T ? 90 C 90 C 90 C 80 C 80 C Tmin=10C

Tutti e tre i fluidi caldi devono essere portati alla temperatura corrispondente al pinch point. Per ottenere una rete corrispondente al minimo fabbisogno di energia, non pu essere utilizzato un raffreddamento con lesterno, ma unicamente uno scambio con i flussi freddi. Se si effettuano i due accoppiamenti illustrati in figura, il flusso 1 non pu essere collegato con alcun altro flusso, in quanto il vincolo sulla differenza di temperatura minima non sarebbe soddisfatto.
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Separazione di flussi Per poter tracciare la rete corrispondente al fabbisogno minimo necessario che uno dei flussi freddi sia separato in due flussi. 1 2 3 H 80+T H 80+T 90 C 90 C 90 C 80 C 80 C Tmin=10C

Questo esempio consente di definire una regola da utilizzare al disopra del pinch point: il numero dei flussi caldi deve essere minore o uguale al numero di flussi freddi

Nflussi caldi Nflussi freddi


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Separazione di flussi Si consideri un secondo esempio. 1 90 C 80 C 80 C Tmin=10C Il fluido 1 non pu essere accoppiato con nessuno dei fluidi freddi in quanto sarebbe violata la regola secondo la quale, al disopra del pinch point, il fluido caldo deve essere accoppiato con un fluido freddo caratterizzato da un prodotto Gcp maggiore, cio: Gccaldo Gcfreddo 4.0 kW/K 3.0 kW/K 3.0 kW/K

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Separazione di flussi E possibile soddisfare il vincolo precedentemente ricordato separando il flusso 1 in due flussi. 90 C 1 90 C 80 C 80 C Tmin=10C 2.0 kW/K 2.0 kW/K 3.0 kW/K 3.0 kW/K

Come mostrato pi avanti, la separazione dei flussi va fatta tenendo conto delle portate e del calore specifico dei due fluidi con i quali si effettua laccoppiamento.

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Separazione di flussi Si consideri un terzo esempio, nel quale si hanno due fluidi caldi e due freddi. 1 2 ? 12.0 kW/K 2.0 kW/K Una possibilit per poter realizzare laccoppiamento del fluido 1 con un altro fluido quello di dividere il flusso 3: 1 2 3.0 kW/K 7.0 kW/K 8.0 kW/K 4.0 kW/K 2.0 kW/K
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3.0 kW/K 7.0 kW/K

Separazione di flussi E possibile un ulteriore accoppiamento, tra il flusso 1 e il flusso 4, nonostante il prodotto Gcp per il fluido caldo sia superiore a quello del fluido freddo. Questo possibile in quanto laccoppiamento non realizzato in corrispondenza del pinch point. 1 2 3.0 kW/K 7.0 kW/K 8.0 kW/K 4.0 kW/K 2.0 kW/K

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Separazione di flussi Per la parte del sistema al disopra del pinch point, possibile definire la seguente procedura: Se il numero di flussi caldi maggiore del numero di flussi freddi necessario dividere un flusso freddo. Se il prodotto Gcp di un fluido caldo maggiore di quello relativo a un fluido freddo, necessario dividere un flusso; generalmente il flusso da dividere il flusso caldo. Per quanto riguarda il sistema al disotto del pinch point valgono regole speculari rispetto a quelle scritte per la parte al disopra del pinch point.

Nflussi caldi Nflussi freddi


Gccaldo Gcfreddo Se il numero di flussi caldi minore del numero di flussi freddi necessario dividere un flusso caldo. Se il prodotto Gcp di un fluido caldo inferiore a quello relativo a un fluido freddo, necessario dividere un flusso; generalmente il flusso da dividere il flusso freddo.

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Separazione di flussi Si vuole ora applicare la procedura illustrata al seguente esempio. 1 2 5.0 kW/K 1.0 kW/K 4.0 kW/K 3.0 kW/K Il fluido 1 non pu essere accoppiato direttamente con nessuno dei fluidi freddi. Il flusso 1 pu essere separato in due flussi: (5.0 - X) e X.

5.0

X 5.0 - X

4.0

1.0

3.0

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Separazione di flussi Affinch tutti i flussi possano essere accoppiati necessario separare il flusso 4 in una frazione Y e una frazione (3.0 Y), come illustrato nel seguente schema.

5.0

X 5.0 - X

4.0 Y 3.0

1.0

3.0 - Y

I valori di X e Y devono essere trovati in modo che siano soddisfatti tutti i vincoli introdotti fino a questo momento, ad esempio: 5.0 3.75 1.25 1.0 In tutti i casi si ha Gccaldo Gcfreddo
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4.0 1.5

1.5

3.0

Separazione di flussi Si intende a questo punto introdurre un ultimo esempio, in modo da mostrare alcuni criteri da tener presenti in lontananza dal pinch point. Si considerino i seguenti flussi: 1 500 C 480 C 460 C 300 C 180 C 160 C 2 3 30 kW/K 10 kW/K 10 kW/K

Tmin=20C

Il pinch point si verifica in corrispondenza dellingresso del fluido 1. Il fabbisogno della rete pu essere soddisfatto interamente con scambi interni, senza ricorrere a risorse esterne. La rete interamente al disotto del pinch point; in corrispondenza del pinch, lunico accoppiamento possibile tra i flussi 1 e 2. Se venisse utilizzato il fluido 1 per riscaldare completamente il fluido 2, la temperatura di uscita del fluido 1 dallo scambiatore di calore sarebbe di 400 C, cio insufficiente per scaldare il fluido 3 fino a 460 C.

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Separazione di flussi

500 C 480 C

400 C

300 C 180 C

30 kW/K 2 10 kW/K

3000 kW 460 C

160 C 3 10 kW/K

Senza separazione di flussi la rete pu essere disegnata come riportato di seguito 1 500 C 480 C 480 C 420 C 2400 kW 340 C 1200 kW 440 C 360 C 300 C 180 C 30 kW/K 2 10 kW/K

600 kW 460 C

160 C 3 10 kW/K 1800 kW

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Separazione di flussi In alternativa possibile procedere separando il flusso 1 in due flussi: 300 C 1 500 C 480 C 3000 kW 460 C 3000 kW 300 C 180 C 15 kW/K 15 kW/K 2 10 kW/K

160 C 3 10 kW/K

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