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PIATTAFORME

OPM, la nuova rete metro regional di Telecom Italia

ALBERTO CIARNIELLO MASSIMO MONACELLI GUIDO MOSSOTTO GIOVANNI PICCIANO MARIO ULLIO DARIO UNIA

La necessit di infrastrutture pi scalabili ed efficienti, adatte a supportare al meglio e in tempi rapidi la transizione verso il broadband fisso e mobile secondo la strategia di convergenza recentemente intrapresa da Telecom Italia, ha portato alla nascita del Progetto Optical Packet Metro (OPM). Si tratta della prima infrastruttura di livello metro-regional del Gruppo che sar in grado di trasportare in modo unificato tutti i servizi di accesso, di scalare in capacit di banda e di offrire differenti qualit di servizio. OPM servir ambiti a livello metropolitano e regionale a partire dalle principali aree metropolitane nazionali, estendendosi quindi verso una copertura nazionale. Questo articolo introduce e descrive lo stato dellarte delle tecnologie impiegate, larchitettura target oggi definita, i passi per lo sviluppo dellinfrastruttura OPM ed i principali utilizzi a breve termine.

1. Introduzione
La nuova rete metro-regional di Telecom Italia uninfrastruttura convergente multi-servizio che utilizza tecnologie Ethernet allo stato dellarte, in grado di supportare i servizi di nuova generazione per i clienti residenziali, per i clienti Business, nonch servizi infrastrutturali (backhauling), quali quelli per UMTS e le sue imminenti evoluzioni High Speed. OPM nasce in particolare sia dalla necessit di ristrutturare lattuale architettura delle reti metroregional per adattarla in modo cost efficient alle esigenze dei nuovi servizi fissi broadband, sia dallindividuazione, nellambito dei progetti di integrazione tra reti fissa e mobile di Telecom Italia, dellopportunit di ottimizzare i costi infrastrutturali condividendo in tempi rapidi ununica infrastruttura

di trasporto a pacchetto per servizi di rete fissa e mobile. Con OPM il principio del delayering, ovvero la riduzione al minimo del numero di livelli utilizzati in rete per il trasporto e la gestione dei servizi end-toend, viene esteso dall OPB (Optical Packet Backbone)1 al trasporto metro-regional, con le collegate semplificazioni gestionali ed efficienze. Ad esempio i layer SDH ed ATM dellaccesso xDSL verranno gradualmente superati a favore di Ethernet e Wavelength Division Multiplexing (WDM). Lunificazione della infrastruttura di accesso potr portare, nel medio/lungo termine, alla con(1)

Per maggiori dettagli su OPB si veda larticolo del numero 2 2004 del Notiziario Tecnico Il backbone IP di Telecom Italia Wireline.

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centrazione di tutti gli sviluppi funzionali su OPM, superando progressivamente le altre infrastrutture attualmente utilizzate, eventualmente anche ribaltando su OPM i servizi residui forniti da altre reti, con attese efficienze di investimenti e di costi di gestione. Il pieno ed efficiente sfruttamento di OPM potr esservi con la progressiva riduzione delle esigenze di banda nativa a circuito: attualmente si stima che questo punto di arrivo si collochi attorno al 20% della banda complessiva in rete. In futuro OPM potr abilitare sia i servizi broadband a larghissima banda, quali le evoluzioni High Definition IPTV (HD-IPTV) con accessi fino a decine di Mbit/s per cliente, sia lo sviluppo del Mobile Broadband, costituendo lelemento fondante di accesso della Next Generation Network di Telecom Italia. OPM e OPB diventano gli abilitatori per levoluzione della rete di Telecom Italia verso la convergenza All IP tra fisso e mobile.

2. Stato dellarte delle reti metro-regional di Telecom Italia


Negli ultimi cinque anni lo sviluppo e levoluzione della rete metro-regional di Telecom Italia s ta to gu i da to princ ipa lmente dalla massiccia diffusione dei servizi broadband basati sulle tecnologie xDSL Backbone IP (x Digital Subscriber Line) ADSL, HDSL, SHDSL, SHDSL bonding - e sulle BRAS tecnologie FTTx (SDH, GbE), queste ultime utilizzate esclusivamente per la SWITCH ATM clientela business di fascia alta. Una panoramica delle Concentratore differenti soluzioni architetATM turali e tecnologiche oggi in IMA campo viene for nita nei (n x E1) paragrafi seguenti.

Nella figura 1 mostrata la tipica architettura di un PoP (Point of Presence) di accesso ATM, con un focus sulla raccolta di accessi broadband in tecnologia xDSL. Gli switch ATM vengono utilizzati anche per la raccolta di accessi broadband ad alta velocit (34 e 155 Mbit/s) con rilegamento dutente in fibra ottica e per la consegna agli OLO/ISP delle connessioni ATM relative ai servizi xDSL Wholesale. Nei 32 principali PoP di accesso ATM sono presenti apparati edge IP, per la fornitura di servizi IP e IP/MPLS, e, in un sottoinsieme limitato, sono presenti i nodi di transito ATM. Uno dei principali obiettivi di efficienza architetturale relativo alla rete di accesso xDSL quello di utilizzare il DSLAM come unico apparato di concentrazione per tutti gli accessi broadband, sia asimmetrici sia simmetrici. La disponibilit sul DSLAM ATM di porte per la gestione di link in tecnologia SHDSL e lutilizzo di apparati/modem per la remotizzazione su DSLAM di linee HDSL/SHDSL hanno permesso di raggiungere parzialmente questo obiettivo. Gli accessi IMA ATM nx2 Mbit/s (con n fino a 4) sono invece terminati su concentratori ATM, dislocati in un numero di PoP largamente inferiore a quello in cui sono presenti i DSLAM.

Rete di Transito ATM

Backbone IP

PE/Router di Accesso Verso OLO/ISP

DSLAM ATM SHDSL Rete di trasporto metro/regional

PoP di accesso

2.1 La rete di raccolta ATM


Lattuale architettura di rete metro-regional per lofferta di servizi broadband basata sul trasporto regionale SDH/PDH e su una rete di raccolta in tecnologia ATM (Asynchronous Transfer Mode), strutturata su due livelli: livello di accesso, costituito da DSLAM (Digital Subscriber Line Access Multiplexer) e concentratori ATM; livello di aggregazione, costituito da permutatori ATM.
SHDSL LTUs n coppie in rame

DSLAM ATM Dark Fiber

LTU (SHDSL)

SHDSL NTUs ADSL ATM BRAS DSLAM Asymmetric Digital Subscriber Line Asynchronous Transfer Mode Brodband Remote Access Server Digital Subscriber Line Access Multiplexer IMA = Inverse Multiplexing ATM LTU = Line Termination Unit = = = = NTU OLO PE PoP SHDSL = = = = =

NTU (SHDSL)

NTU (ADSL)

NTU (SHDSL)

Network Termination Unit Other Licensed Operator Provider Edge Point of Presence Symmetric High bit rate Digital Subscriber Line

FIGURA 1 Attuale architettura della rete di raccolta ATM.

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2.2 La rete di trasporto metro-regional


La componente di trasporto della rete metro-regional supporta non solo lofferta dei servizi di accesso alle reti dati ma anche i tradizionali servizi TDM: leased lines (CDA/CDF, CDN e circuiti parziali) per esigenze di clientela retail e per gli OLO (Other Licensed Operator); circuiti per la rete commutata (circuiti a 2 Mbit/s tra Stadio di Linea e Stadio di Gruppo Urbano, accessi a 2 e 155 Mbit/s per interconnessione fonia, accessi ISDN PRA), ... . In particolare, in figura 2 rappresentata lattuale architettura di accesso degli operatori radiomobili che affittano circuiti a 2 Mbit/s da Telecom Italia.

2.3 Le reti MAN GbE per la clientela business

NodeB UMTS BTS GSM Traffico e Segnalazione

BSC GGSN MGW MSC RNC SGSN

= = = = = =

Base Station Controller Gateway GPRS Support Node Media Gateway Mobile Switching Center Radio Network Controller Serving GPRS Support Node

Oltre alle reti di accesso xDSL, Telecom Italia ha iniziato nel 2001 lo sviluppo di reti di accesso FIGURA 2 Architettura di accesso della rete mobile. metropolitane in tecnologia Gigabit Ethernet per lofferta di servizi di connettivit metropolitana a larghissima banda (fino a 1000 Mbit/s) alla clientela La scelta di utilizzare la tecnologia Ethernet per business di fascia alta. Le reti MAN (Metropolitan la costruzione delle reti MAN stata guidata da Area Network) GbE sono attualmente dispiegate in molteplici driver: 24 citt, in cui sono presenti gli headquarter e/o le flessibilit nellallocazione della banda utilizsedi principali delle maggiori aziende ed enti naziozando la stessa interfaccia sulla terminazione in nali, sia del settore privato sia pubblico. La figura 3 sede cliente; mostra larchitettura di una rete MAN GbE per possibilit di offrire bit-rate elevatissimi, tecnoclientela business. logia non connection-oriented; ampia diffusione di chipset e connettori a basso costo (per sempio, SFP); IP Backbone IP Backbone costo per Mbit/s sensibilmente pi basso rispetto ad Router di PE accesso altre tecnologie di livello 2. Inizialmente le MAN conLivello Metro sentivano lofferta di servizi broadband alle sole sedi clienti connesse con local loop in fibra ottica; dal 2004 Livello Feeder stata avviata la fornitura di servizi di connettivit Rete di Trasporto SDH metropolitana di livello 2 o di connettivit IP/MPLS Dark Fiber Bonding anche a sedi clienti con Coppie local loop in rame, utilizin rame zando la tecnologia bonTerminazione ding SHDSL su pi coppie in rame (i sistemi attualSDH = Synchronous Digital Hierarchy mente impiegati in rete utilizzano il protocollo Multi FIGURA 3 Reti di accesso metropolitane su tecnologia Gigabit Ethernet. Link PPP come tecnica di bonding).

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Il bonding consiste nellimpiegare per uno stesso collegamento pi coppie in rame contemporaneamente in modo da realizzare un unico canale fisico ad elevata capacit.

100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30%

Trasporto Apparati di aggregazione

2.4 Le nuove reti di raccolta per il Trial IPTV

Nel corso del 2004 Telecom 20% Italia doveva decidere in che modo 0% sviluppare linfrastruttura di rete STM-1 GbE STM-4 trunk per supportare il lancio di servizi Video su IP. Si trattava di scegliere Clienti per DSLAM 600 2.000 2.000 tra la pi matura piattaforma ATM Sessioni VoD simultanee 15 50 50 su SDH (Synchronous Digital Canali TV 10 140 55 Hierarchy) e linnovativa ma pi scalabile piattaforma Gigabit DSLAM = Digital Subscriber Line Access Multiplexer Ethernet su xWDM (x Wavelength GbE = Gigabit Ethernet Division Multiplexing). Le reti di accesso ATM sono FIGURA 4 Investimento unitario normalizzato per la raccolta di un DSLAM. ottime per il supporto di servizi FR/ATM di livello 2, di servizi VPN IP/MPLS e di servizi Internet, sia per clientela retail che per il mercato wholesale, ma Sulla base dellevoluzione tecnologica e del presentano dei bottleneck relativamente allofferta confronto economico precedentemente descritti, la di servizi Video in modalit multicast (IP Broadcast scelta di TI per il servizio IPTV stata quella di sviTelevision) e in modalit unicast (IP VoD). Tali serluppare reti GbE con utilizzo di tecnologie xWDM vizi richiedono elevate quantit di banda sui flussi per la raccolta di DSLAM IP. La figura 5 mostra lardi uscita dai DSLAM e costringono il network provichitettura di rete in una delle citt dove stato der a ricorrere a complesse procedure operative aperto il servizio (Roma, Milano, Bologna e per lupgrade del flusso (da 34 a 155 Mbit/s o da Palermo). 155 a 622 Mbit/s); il passaggio a velocit di flusso Lo sviluppo di tali reti sta proseguendo per gerarchicamente superiori comporta significativi giungere a fine 2005 alla copertura complessiva di investimenti incrementali per lo sviluppo delle reti 21 citt. di trasporto metro-regional in tecnologia SDH. Sebbene la tecnologia Ethernet presenti allo 3. Evoluzione dei servizi e nuovi requisiti per la stato attuale alcuni limiti in termini di scalabilit rete Metro-Regional (massimo numero di identificativi di VLAN per singola MAN e massimo numero di indirizzi MAC Sebbene la domanda di servizi tradizionali TDM gestibili in hardware), limitati strumenti di OA&M e e FR/ATM sia attesa in progressiva riduzione nel di limitati meccanismi automatici di ripristino dai medio termine, questi servizi potranno essere ribalguasti (i tempi di ripristino dello Spanning Tree tati su OPM anche per risolvere eventuali problemi Protocol non sono predicibili), rappresenta tuttavia di obsolescenza delle reti legacy; per questo la la via preferenziale per offrire servizi Triple Play alla rete OPM dovr essere in grado di supportare sia i clientela residenziale, se paragonata alla tecnoloservizi innovativi sia quelli tradizionali. gia ATM. Nel seguito sono descritti i principali servizi che Dal punto di vista economico, il grafico normarichiedono il trasporto metro-regional distinguendo lizzato in figura 4 mostra come linvestimento unitra servizi per clienti finali e servizi infrastrutturali (o tario in rete metro-regional relativo a un DSLAM IP di backhauling). con interfaccia Gigabit Ethernet sia pari a circa la met di quello necessario per un DSLAM ATM con 3.1 Servizi per clienti finali interfaccia STM-4. Oltre al fondamentale aspetto economico, Il portafoglio di servizi per i clienti finali sta graoccorre rilevare che dal punto di vista tecnologico dualmente ampliandosi ed evolvendosi sia grazie sono ormai da qualche tempo disponibili sul meralla possibilit tecnologica di offrire servizi normalcato DSLAM IP e apparati di trasporto ottico in mente offerti da operatori di altro tipo (per esemtecnologia CWDM con interfacce Gigabit pio, TV) sia per un sempre maggiore orientamento Ethernet; inoltre gli apparati di aggregazione verso servizi basati su IP. Ethernet stanno gradualmente evolvendo per I servizi saranno sempre pi orientati alla tipolosupportare quelle funzionalit che trasformeranno gia del cliente (residenziale/consumer, business, Ethernet da tecnologia adatta alle reti locali a tecOLO, ...) piuttosto che alla tecnologia di base nologia carrier-grade .

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verso OPB

Metro co-locati con PoP OPB 10 GbE DWDM regionale @ 10G GbE Feeder co-locato con PoP OPB

Feeder remoto nellarea urbana

Rete ottica CWDM

IP-DSLAM DSLAM CWDM DSLAM DWDM GbE OPB PoP = = = = = = Coarse Wavelength Division Multiplexing Digital Subscriber Line Access Multiplexing Dense Wavelength Division Multiplexing Gigabit Ethernet GbE Optical Packet Backbone Point of Presence IP-DSLAM

FIGURA 5 Architettura di raccolta in una citt del trial IPTV.

(wired, wireless/mobile, interconnessione, raccolta/trasporto, ...) anche nellottica di convergenza delle reti fisse e mobili. Lofferta di servizi di Telecom Italia per la clientela residenziale si ispira al modello Triple Play, ovvero la capacit di offrire al cliente servizi dati, voce e video, integrati su un solo collegamento a larga banda. Lofferta Triple Play si compone dei seguenti servizi: Accesso a Internet su collegamento ADSL, con velocit di picco fino a 4 Mbit/s (e in futuro a velocit molto superiori grazie allintroduzione in rete di accesso della tecnologia ADSL2+); Voice over IP, mediante utilizzo di terminali cordless (DECT, WiFi) ovvero GSM/WiFi (UMA) collegati ad un gateway residenziale (un modulo aggiuntivo al classico modem ADSL, tramite il quale il cliente pu effettuare fino a due chiamate contemporanee VoIP oltre a quella a circuito RTG); IPTV, con fruizione di un canale video mediante STB (Set ToP Box) collegato da un lato al televisore e dallaltro allapparato di accesso a larga banda in sede cliente. Con il termine IPTV si intende un insieme di servizi video erogati su rete IP, quali bouquet di canali diffusivi in chiaro (Broadcast TV), eventi televisivi in modalit pay per view (per esempio, calcio), contenuti video selezionabili in un catalogo

disponibile on-line (Video on Demand) e servizi Internet disponibili sul televisore ( T-Web e T-Mail ). In futuro, con laumento della velocit del collegamento di accesso (con le tecnologie ADSL2+ e VDSL) e lottimizzazione della codifica dei segnali video (MPEG-4), sar possibile offrire al cliente pi canali video contemporanei. Il portafoglio di servizi dati di Telecom Italia per la clientela business pi ricco di quello per la clientela residenziale, e include servizi di livello 1 (circuiti diretti e canali ottici), di livello 2 ( VPN Frame Relay e ATM, Virtual LAN metropolitane Gigabit Ethernet) e di livello 3 (accesso a Internet e VPN IP/MPLS ). Anche per la clientela business esistono offerte di tipo VoIP (Voice over IP), di tipo centrexbased. Nellimmediato futuro sono inoltre previste offerte di servizi multicast su gruppo chiuso di sedi del cliente (Multicast VPN). Il quadro dei servizi per clienti resiGbE denziali/business completato dai servizi voce tradizionali, con impatto sulla rete metro-regional in termini di circuiti TDM tra i nodi di commutazione della rete IP-DSLAM telefonica tradizionale. Lofferta di servizi dati wholesale, dedicata agli OLO e agli ISP, ricalca quella retail, con laggiunta dei servizi di consegna e di trasporto interurbano, in modalit FR/ATM ovvero IP. Anche per quanto riguarda la tecnologia wireless e mobile i servizi oggi offerti da Telecom Italia sono orientati verso il Triple Play e basati su tecnologia GSM, UMTS, WiFi e presto potrebbero anche essere offerti su tecnologie di accesso innovative quali DVB-H2 e WiBro/WiMAX3. LUMTS, oltre a supportare servizi tradizionali (voce, dati e videochiamata), la base per lo sviluppo dei servizi Mobile Broadband di Telecom Italia. Presto sar introdotta la tecnologia UMTS High Speed (HSDPA) che porta la banda in accesso al singolo terminale oltre il Mbit/s con future evoluzioni previste sino allordine di grandezza di alcuni Mbit/s. Contemporaneamente sta progressivamente aumentando la domanda per servizi voce e dati su accessi dati ad alta velocit, dellordine di alcune centinaia di Kbit/s.
(2)

Acronimo di Digital Video Broadcasting Handheld, una tecnologia di radiodiffusione terrestre studiata per trasmettere programmi TV, radio e contenuti multimediali ai dispositivi hand held, come i pi comuni smartphone e i palmari PDA.
(3)

Acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access, un marchio di certificazione per prodotti che superano i controlli di conformit e interoperabilit per gli standard della famiglia IEEE 802.16, il gruppo di lavoro specializzato nell'accesso senza fili a banda larga in configurazione punto-multipunto.

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Parallelamente potranno essere realizzate infrastrutture per offrire accesso Wireless Broadband sia di tipo nomadico (Wifi, WiMAX 802.16d) sia in mobilit (WiBro/WiMAX 802.16e). Questi sono sistemi di accesso radio basati su IP per i quali possibile lintegrazione con i layer di controllo della rete sia fissa sia mobile. Le prestazioni di queste reti ne permettono limpiego, anche in funzione della banda di utilizzo, sia per laccesso sia per il backhauling WLL (Wireless Local Loop). Per quanto riguarda lo sviluppo dei servizi di broadcasting, Telecom Italia impegnata anche nello sviluppo del sistema DVB-H. Per le Olimpiadi di Torino del 2006 sar realizzato un trial del sistema. In seguito, anche grazie ad un accordo stipulato con Mediaset, partir lo sviluppo della rete di Broadcasting. La rete sar implementata in parte sfruttando le infrastrutture di radiodiffusione delloperatore televisivo ed in parte utilizzando le stazioni della rete mobile di Telecom Italia. Le caratteristiche della rete OPM e la sua evoluzione permetteranno il supporto efficiente dei nuovi servizi sia su rete fissa sia su rete mobile e anche dei nuovi servizi integrati fisso-mobile. A partire dal 2006, sar lanciato il primo servizio convergente che consentir di fornire servizi voce/dati con terminali dual mode GSM/WiFi sulla base della tecnologia UMA (Unlicensed Mobile Access).

3.2 Servizi infrastrutturali o di backhauling


La rete OPM, in quanto rete metro-regional, concepita soprattutto per abilitare il trasporto di servizi infrastrutturali determinati dalle reti di accesso. Le principali esigenze di trasporto che insistono sulla rete OPM sono costituite da: Flussi Gigabit Ethernet per il backhauling dei DSLAM IP; Flussi ATM a 2 ed n x 2 Mbit/s tra Node B UMTS ed RNC; Flussi Ethernet per il backhauling di DSLAM degli OLO/ISP che richiedono a Telecom Italia unbundling del local loop in rame ed housing/co-location per i loro apparati di accesso. In futuro sar valutata lopportunit di trasportare su OPM anche la decrescente esigenza di flussi di tipo legacy, quali flussi STM-1 per il backhauling di DSLAM ATM e circuiti TDM richiesti dagli OLO per costruirsi il proprio backbone. In tal modo si otterrebbe una graduale riduzione del numero di reti accompagnato da un processo di delayering architetturale. Lattuale tecnologia per la parte fissa della rete di accesso UMTS lATM, sul quale sono basati tutti gli apparati attualmente disponibili dai Vendor di riferimento. La progressiva trasformazione della rete mobile in rete all-IP porter allintroduzione di tecnologia IP anche in questo layer di rete; ad esempio interfacce di rete IP sono previste nel medio termine. Tuttavia, tenendo conto delle dimensioni previste nei piani UMTS per la rete TIM, nellambito del

Progetto di Integrazione Rete di Gruppo stata individuata lopportunit di accelerare la convergenza del trasporto di rete mobile su GbE saltando il passaggio intermedio di una infrastruttura basata su ATM. Gi a partire dai prossimi mesi, lampliamento di rete UMTS sar basato esclusivamente su OPM; in seguito la rete UMTS oggi esistente sar progressivamente ribaltata su OPM per giungere, entro tempi relativamente brevi, ad una infrastruttura delayered. Parallelamente sar accelerato lo sviluppo della tecnologia IP per UMTS. Una volta avviata la raccolta dei NodeB UMTS, altre interfacce della rete mobile 2G/3G potranno essere progressivamente migrate su OPM. In particolare potr essere raccolto: il traffico verso la core network a pacchetto. Non si intravedono criticit in un trasporto su Ethernet sia dellinterfaccia Gb (BSC-SGSN) sia dellinterfaccia Iups (RNC-SGSN). Queste interfacce, oggi basate rispettivamente su Frame Relay e ATM, potranno presto migrare su IP. il traffico UMTS verso la core network a circuito (interfaccia Iucs , RNC-MGW) oggi basata su ATM. Il traffico della rete di accesso GSM (interfaccia A tra BSC e MSC e Abis tra BTS e BSC), valutando opportunamente limpatto economico di tale implementazione. Ovviamente la rete OPM rappresenta la tecnologia ideale per il trasporto del traffico delle nuove reti Mobile Broadband/Broadcast (WiFi, WiMAX/WiBro, DVB-H) essendo il protocollo di trasporto basato su IP.

3.3 Requisiti della rete OPM


LOPM , come OPB (Optical Packet Backbone), una rete multi-servizio per la convergenza dei servizi, innovativi e legacy, fissi, nomadici e mobili, sia per clienti finali sia per esigenze infrastrutturali. I principali requisiti infrastrutturali possono essere riassunti nelle seguenti categorie: QoS: in termini di controllo dei ritardi end-toend, di jitter, di tecniche di policing e di shaping del traffico, di congestion control per poter supportare al meglio la pi ampia gamma di servizi possibile; Scalabilit: in termini di capacit dei link, di throughput e di MAC address gestibili dai nodi di aggregazione, di VLAN configurabili; Affidabilit: nodi di aggregazione carrier-class (completa ridondanza, architettura hardware modulare), meccanismi robusti e veloci di fault protection; Disponibilit: high availability dei nodi di aggregazione (in-service software upgrade, no-stop forwarding, stateful switch-over); Flessibilit: in termini di servizi e di protocolli supportati; OA&M: sulla componente di trasporto e soprattutto sui nodi di aggregazione.

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3.3.1 Requisiti per i servizi ai clienti finali

Nellambito dei servizi di rete fissa, opportuno concentrare lattenzione sui servizi Triple Play per il mondo consumer e sui servizi VPN per il mondo business. La fornitura di servizi IPTV richiede il supporto da parte dei nodi di aggregazione della rete OPM di funzionalit di multicasting (trasporto dei canali televisivi in modalit multicast dallHead End fino al DSLAM IP). altres necessario disporre di meccanismi di differenziazione dei traffici video, voce e dati. Con il modello Triple Play aumenta il numero di terminali a casa del cliente e di conseguenza il numero di indirizzi MAC. fondamentale che i nodi della rete OPM siano in grado di gestire elevate quantit di indirizzi MAC (a tendere centinaia di migliaia), attraverso memorie ad elevata capacit e/o meccanismi alternativi (per esempio, disabilitazione del MAC address forwarding). Un altro requisito fondamentale costituito dalla possibilit di estendere significativamente il massimo numero di identificativi di VLAN configurabili su una rete di livello 2 Ethernet, ben oltre il limite di 4.096 identificativi consentiti dagli standard IEEE 802.1 (12 bit disponibili nel formato di una frame Ethernet). Se per i clienti consumer si pu utilizzare ununica VLAN, per tutti i clienti attestati su un DSLAM IP, per i clienti business tale modello non proponibile, perch non garantisce la segregazione del traffico. I servizi di Virtual LAN metropolitana e di VPN IP/MPLS per i clienti business richiedono il supporto di VLAN trunking, di algoritmi di Rapid Spanning Tree per VLAN e di rate limiting per VLAN. Per i servizi di accesso di rete mobile UMTS (ed in parte anche GSM) necessario che la rete OPM riesca ad emulare efficacemente il trasporto ATM end-to-end tra Node B ed RNC con le diverse classi di servizio, a soddisfare gli stringenti requisiti di latenza (ritardo di attraversamento della rete end-to-end) tra punti di accesso ed i valori di Jitter al fine di non degradare le prestazioni richieste dai protocolli di accesso radio, particolarmente sensibili a tali parametri. La disponibilit di funzionalit di routing IP negli apparati posti in periferia permetter inoltre di gestire efficacemente la raccolta a livello regionale delle componenti di traffico dati su backbone a pacchetto mobile (SGSN). In futuro questa capacit consentir di migrare progressivamente la rete mobile verso un architettura all-IP con vantaggi nella gestione, nella flessibilit delle architetture per lo sviluppo della rete, con la realizzazione di server pool di gestione delle stazioni radio, e di routing del traffico anche per esigenze di O&M. Lo sviluppo della copertura UMTS e dei servizi a pacchetto su rete mobile richiedono banda crescente per il trasporto su rete fissa con costi contenuti, elevata qualit di servizio e diffusione sul territorio sufficientemente capillare.

Per i servizi DVB-H inoltre possono essere sfruttati gli stessi meccanismi di multicasting IP utilizzati per IPTV. Questi servizi necessitano di un e l e v a t o c o n t ro l l o d e i r i t a rd i d i t r a s m i s s i o n e essendo le reti di broadcasting mobile basate sulle tecniche di simulcasting per migliorare la qualit del segnale ricevuto in condizioni di mobilit, in-car, . Per i servizi nomadici (wireless fisso-mobile) sono richieste caratteristiche che non si scostano particolarmente da quelle per accessi ADSL, compresa la capacit di gestire bande minime garantite per i servizi VoIP e multimediali di qualit al terminale wireless convergente. Va sottolineato inoltre lelevato livello di affidabilit e prestazioni (in service performance) richiesto alla rete per i servizi di rete mobile in relazione allelevato numero di clienti potenzialmente attestati/serviti da una stazione radio base (sino a qualche migliaia), molto maggiore del numero di clienti normalmente serviti da un apparato di rete fissa.
3.3.2 Requisiti per servizi di backhauling

Per quanto concerne i servizi di backhauling, oltre alla disponibilit di interfacce Fast Ethernet e Gigabit Ethernet, le principali funzionalit che occorre introdurre ai confini della rete OPM sono: interworking Ethernet-ATM; circuit emulation. Linterworking Ethernet-ATM necessario per il trasporto su rete GbE dei flussi ATM originati dai Node B UMTS, dai DSLAM ATM e dai servizi di livello 2 ATM di tipo IMA (da 4 a 8 Mbit/s). La circuit emulation abilita al trasporto dei circuiti TDM su OPM. Soluzione che diventa sempre pi conveniente dal punto di vista economico quanto pi la domanda di circuiti TDM si riduce rispetto alle altre esigenze di servizi a pacchetto. Il backhauling dei servizi mobili, sia tradizionali sia innovativi, richiede che la rete OPM fornisca le massime performance per tutti i requisiti. La figura 6 evidenzia come per uno sviluppo rapido e flessibile delle reti esistenti e lintroduzione di nuove tecnologie di accesso radio richiesto il deployment di una rete di raccolta e trasporto che racchiuda tutte le caratteristiche descritte.

4. Tecnologie, soluzioni e nuovi standard emergenti


Le principali tecnologie utilizzabili per la realizzazione delle reti Metro/Regional possono essere distinte in tecnologie di puro trasporto di livello 1 e in tecnologie di trasporto e switching di livello 2 e 3 quali lEthernet e lMPLS, focalizzate principalmente per il trasporto di traffico IP. Relativamente al trasporto del traffico dei servizi legacy TDM e ATM su reti a pacchetto, gli enti di standardizzazione stanno analizzando e definendo, gi da alcuni anni, soluzioni che permettano di risolvere il problema in modo efficiente.

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Distribuited Service PoP Server MSC BSC MGW GGSN SGSN IPE GANC RNC ACR

Rete di Trasporto Metro Regionale

multipare 16 canali ottici, sistemi a lambda esterne come per il DWDM ma con la possibilit di impiegare OADM completamente passivi e quindi a basso costo. Le tecnologie L2/L3 emergenti sono descritte nei paragrafi successivi.

4.1 Ethernet Carrier Class


Ether net sta emergendo come nuova tecnologia per il trasporto e la commutazione di Nodi di accesso radio servizi IP a livello metro sfrutACR = Access Control Router IPE = Internet Protocol Encapsulator tando i principali punti di forza BSC = Base Station Controller MGW = Media Gateway che sono il basso costo, la BTS = Base Transceiver Station MSC = Mobile Switching Center DVBH = Digital Video Broadcasting Handled RAS = Radio Access Station semplicit di esercizio (soluGANC = Generic Access Network Controller SGSN = Serving GPRS Support Node zione plug and play) e la natuGGSN = Gateway GPRS Support Node rale compatibilit con i sistemi largamente diffusi a livello di FIGURA 6 Evoluzione dellaccesso della rete mobile. reti locali. Per essere c o nv e nie nt e mente applicata su larga scala, Recentemente sta emergendo, sia per il train un contesto di Service Provider, sono in corso sporto del traffico dei servizi legacy che di sviluppi per adeguare le sue caratteristiche al sodquello dei servizi IP innovativi (IPTV, VoIP,) una disfacimento di requisiti di gestibilit/controllabilit tecnologia che integra funzionalit di L1 e L2 in e robustezza per una evoluzione della tecnologia di un unico apparato con matrice agnostica in tipo Carrier Class anche grazie a molteplici attivit grado di gestire interfacce a pacchetto e a cirin corso in normativa (ITU, MEF) . cuito. Le principali evoluzioni necessarie per colmare i A livello 1 levoluzione dei servizi verso un limiti intrinseci della tecnologia Ethernet e permetmodello triple play che richiede una crescente terne limpiego in ambito metro regionale in architetquantit di banda per utente da trasportare in rete ture di rete in grado di fornire servizi triple play sono: a costi ridotti, comporta limpiego sempre pi dif funzionalit di OAM e Protection Switching fuso della tecnologia WDM in grado di multiplare mutuate da SDH per migliorare laffidabilit fino a 40 canali ottici a 10 Gbit/s su una coppia di della rete eliminando i problemi di convergenza fibre ottiche. Limpiego della tecnologia NG-SDH, in seguito a fault tipici del protocollo STP; caratterizzata da inferiore capacit di trasporto di aumentare la scalabilit a livello MAC address banda, sar limitato ad aree periferiche a bassa (vincolo tecnologico determinato dalla capacit penetrazione di servizi IPTV. delle memorie CAM -Content Addressable La tecnologia WDM ha un livello di maturit Memory); avanzata e permette ormai di trasportare una aumentare la scalabilit a livello di VLAN (oggi variet di segnali client eterogenei sia a circuito limitato a 4096). che a pacchetto. Per quanto riguarda le evoluzioni Il primo limite senzaltro il pi stringente da pi significative che stanno emergendo per il risolvere in quanto fondamentale raggiungere DWDM (Dense Wavelength Division Multiplexig) si elevati livelli di affidabilit e robustezza specialassiste al diffondersi di sistemi detti a lambda mente se ci si pone lobiettivo di far convergere su esterne che prevedono lintegrazione su apparati unica rete servizi per clienti residenziali, business, esterni allanello WDM (ad esempio su Switch GbE) OLO, servizi di rete mobile. di transceiver ottici con lunghezze donda coloPer quanto riguarda la scalabilit, la situazione rate (moduli SFP, Xenpak, XFP), mentre gli OADM meno critica in quanto rimanendo sulla tecnolosono equipaggiati con interfacce trasparenti in gia Ethernet possibile adottare meccanismi quali grado di accettare lunghezza donda esterne. il MAC learning disabling e il VLAN stacking che Limpiego di sistemi di questo tipo consente di eliconsentono di aggirare il problema. minare i transponder sul sistema WDM con riduOltre alle evoluzioni tecnologiche necessarie, la zione del numero di conversioni O/E/O e conseconvenienza dimpiego di Ethernet come tecnologuentemente dei costi. gia di trasporto in ambito metro regional, legata Relativamente alla tecnologia Coarse Wavelength anche al mix tra traffico di tipo dati (packetDivision Multiplexig (CWDM), tipicamente impiegata based) e traffico quasi sincrono (circuit-based). in contesti con distanze ridotte quali quello metroLeffcienza di Ethernet correlata alla prevalenza politano, levoluzione prevede sistemi in grado di della prima componente di traffico sulla seconda supportare canali ottici a 10 Gbit/s, sistemi capaci di sfruttando opportunamente il multiplexing statiBTS GSM DVB-H Node B UMTS AP WiFi RAS WiBRO WiMAX

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stico intrinseco nella tecnologia. Lofferta dei servizi a pacchetto potr quindi evolvere verso modelli nei quali sia garantita una QoS media globale piuttosto che la banda per singola connessione, mantenendo la qualit complessiva del servizio al singolo cliente coerente con le esigenze dei diversi tipi di utilizzo da parte delle applicazioni (siano esse real time ovvero interattive). Questo, di massima, possibile con una opportuna gestione degli accesi broadband, sia fissi sia mobili, in modo coerente con le applicazioni quali videotelefonia, videoconferencing, voce, desktop sharing, Internet Browsing, ..., che riescono ad adattarsi, entro certi limiti, a condizioni di variabilit della banda e della latenza.

4.3 Apparati con matrice agnostica


Si tratta di una nuova generazione di apparati in grado di supportare, in modalit integrata, funzionalit di: L2 switching in tecnologia Ethernet; trasporto di livello 1 in tecnologia SDH, xWDM. Ogni nodo in grado di gestire qualunque combinazione di tipo di traffico grazie alla presenza di una matrice agnostica in grado di commutare sia traffico TDM che a pacchetto, con possibilit di interfacciarsi con infrastrutture di trasporto sia di tipo SDH che di tipo ottico (xWDM). A livello 2 sono supportate tutte le funzionalit Ethernet principali (VLAN tagging e switching, STP, RSTP, per VLAN STP, Ethernet Link Aggregation, classificazione su base MAC, VLAN, priority bit) e anche alcune funzionalit di L3 (IGMP snooping e proxy, classificazione del traffico Ethernet su base IPv4 ToS). I punti di forza di questa tipologia di apparati consistono nel risparmio di interfacce di rete tra L2 switch e ADM/OADM, nel permettere lo sviluppo di un'unica topologia di rete per servizi triple play (DSLAM GE) e traffico TDM, nellelevata scalabilit e nella compatibilit con gli apparati SDH esistenti. Il limite di tali apparati risiede nel forte impatto che il loro impiego comporterebbe nelladeguamento dei sistemi di gestione e nei criteri di pianificazione e progettazione della rete. Lambito di impiego conveniente per questa tecnologia quello di aree periferiche con bassa penetrazione di servizi IPTV e contesti in cui si prevede un lungo periodo transitorio in cui coesistono traffici relativi a servizi TDM e a pacchetto.

4.2 MPLS
La tecnologia MPLS ha ormai raggiunto un elevato grado di maturit sia nellambito degli standard che in quello delle relative implementazioni. I principali vantaggi derivanti dallimpiego del MPLS in ambito rete Metro/Regional sono: la risoluzione dei problemi di scalabilit di VLAN, in quanto supera lattuale limitazione associata alla dimensione del VLAN ID e permette di attribuire agli stessi un significato locale; la riduzione del problema della scalabilit di MAC Address in quanto elimina la necessit del learning dei MAC address nei dispositivi interni della rete ma non in quelli alledge la possibilit di realizzare protezione veloci mediante lutilizzo delle tecniche MPLS Fast ReRouting (FRR), opzione alternativa a meccanismi di protection switching previsti nellevoluzione di Ethernet; la possibilit di trasportare servizi legacy (per esempio, ATM/FR) su Ethernet tramite meccanismi di trasporto basati su incapsulamento MPLS Pseudo-Wire, meccanismi che costituiscono la sola soluzione stabile disponibile ad oggi per tale tipo di trasporto. Come punti di attenzione occorre considerare che MPLS comporta: complessit aggiuntiva a livello di piano di controllo che implica processi di configurazione e manutenzione pi onerosi che richiedono il supporto di tool per permetterne lautomatizzazione; maggiori richieste di capacit elaborative per gli elementi di rete con conseguente riduzione delle prestazioni. Una variante del MPLS che si sta affermando recentemente la tecnologia VPLS. Tale tecnologia combina i meccanismi di trasporto di Ethernet su MPLS mediante le tecniche Pseudo Wire (PW) basate sullincapsulamento definito dal Draft Standard IETF Martini con funzioni di bridging (MAC learning e switching) realizzate dai dispositivi di edge della rete (PE). Il VPLS costituisce unopportunit per offrire servizi di LAN trasparente (TLS) anche su scala geografica, disponendo di infrastrutture IP/MPLS.

4.4 Soluzioni per il trasporto di servizi ATM e TDM su reti a pacchetto


Allinterno degli organismi di normativa il problema del supporto di servizi legacy su reti a pacchetto in corso di analisi da alcuni anni. In IETF in particolare stata approfondita ed in corso di finalizzazione la soluzione Pseudo wire Emulation Edge-to-Edge (PWE3). Larchitettura della soluzione rappresentata in figura 7 e descritta nella RFC 3985. In tale architet-

Servizio emulato Pseudo Wire Tunnel PSN Attachment Circuit PE1 CE1 PW2 Servizio legacy Customer Edge Provider Edge Packet Switched Network Pseudo Wire Servizio legacy PW1 PE2 CE2 Attachment Circuit

CE PE PSN PW

= = = =

FIGURA 7 Soluzione Pseudo Wire Emulation Edge to Edge (PWE3).

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tura i Customer Edge (CE) sono dispositivi dotati unicamente di interfacce di tipo legacy. I Provider Edge (PE) supportano sia interfacce di tipo legacy, sia interfacce a pacchetto e realizzano le funzionalit di interlavoro tra le due reti. Tra i PE vengono realizzati Tunnel PSN (tunnel end-to-end di livello 2), su cui vengono trasportati uno o pi circuiti Pseudo Wire Emulation Edge-to-Edge (PWE3) . Ogni PWE3 emula su rete a pacchetto gli attributi essenziali del servizio legacy; al momento sono considerati PWE3 ATM e Frame Relay le cui specifiche hanno raggiunto un certo livello di maturit; sono inoltre allo studio pi soluzioni alternative per quanto riguarda PWE3 per servizi TDM, su cui si registra ancora un notevole livello di incertezza. Il reference stack della soluzione PWE3 presentato in figura 8. Nella figura sono evidenziate le funzionalit del livello di incapsulamento Pseudo Wire: il payload convergence, strettamente legato al tipo di payload del servizio legacy da trasportare, il timing, necessario solo per alcune tipologie di servizi legacy, il sequecing, richiesto per garantire che venga preservata la sequenza di trasmissione dei pacchetti dopo la trasmissione sulla rete a pacchetto. Si osservi che la soluzione proposta indipendente dalla specifica tecnologia della rete a pacchetto: come esempio riportata listanziazione dello stack nel caso di rete a pacchetto IP.

Nella figura 9 viene riportato il mapping dello stack di riferimento nel caso sia utilizzato incapsulamento MPLS. In questo caso linserimento di una control word permette di compattare in modo efficiente tutte le informazioni di controllo, incluse indicazioni sulla lunghezza dellinformazione utile (al netto di eventuale padding), gestione della frammentazione e gestione della sequenza dei pacchetti.

Payload Payload Convergence Encapsulation layer Timing Timing Sequencing PW Demultiplexer PSN Convergence PSN Data-Link Physical Reference stack MPLS PSN PWE3 RTP = = = = Multi Protocol Label Switching Packet Switched Network Pseudo Wire Emulation Edge to edge Real Time Protocol RTP Flags, Frag, Len, Seq#, ... PW Label Outer label or MPLS-in-IP encap

FIGURA 9 Mapping stack di riferimento con MPLS.


Payload Payload Convergence Encapsulation layer Timing Sequencing PW Demultiplexer PSN Convergence PSN Data-Link Physical Reference stack MPLS PSN PWE3 RTP = = = = Multi Protocol Label Switching Packet Switched Network Pseudo Wire Emulation Edge to edge Real Time Protocol L2TP, MPLS, ... Not needed IP Data-Link Physical PWE3 su IP Payload Flags, Seq#, ... RTP

4.4.1 Trasporto di servizi ATM

FIGURA 8 Reference stack soluzione PWE3.

La specifica lascia inoltre aperta la possibilit di appoggiare le funzioni di convergenza direttamente su Ethernet utilizzando ad esempio come soluzione di multiplexing il protocollo IEEE 802.1q o sue future estensioni. Per altro la maggior parte dei costruttori si sta orientando in questa fase ad utilizzare MPLS come soluzione di multiplazione per il maggior livello di maturit degli standard e per la possibilit di trasportare il traffico cos incapsulato attraverso reti eterogenee.

Per quanto riguarda PWE3 ATM il riferimento attuale il draft IETF Encapsulation Methods for Transport ATM over MPLS Networks nel quale vengono considerate due modalit di mapping: N-to-one: uno o pi ATM VCC (o uno o pi VPC) vengono mappati su un singolo Pseudo-Wire; in questa soluzione lheader della cella ATM viene trasportato senza modifiche end-to-end; One-to-one: un singolo VCC (o un singolo VPC) viene mappato su uno Pseudo-Wire; in questo caso dallheader della cella ATM sono eliminati il VPI/VCI (il solo VPI nel caso di VPC) prima che la cella sia trasmessa sulla rete dati; VPI/VCI verr reinserito localmente sul PE su cui terminato lo Pseudo-Wire. Un punto di attenzione la gestione delle QoS. In ATM sono definite classi di servizio associate ad ogni connessione. Le classi di servizio definiscono il contratto di traffico per una data connessione: il contratto di traffico specifica sia le politiche di policing applicate al traffico in ingresso alla rete, sia in genere la banda che viene garantita ad una data connessione e le prestazioni in termini di ritardo o perdita di celle. In ATM data una connessione viene calcolato linstradamento in rete, viene configurata la cross connessione su ogni nodo attraversato e possono conseguentemente essere riservate le risorse associate. Ad esempio assicu-

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rare per una connessione una data banda minima richiede che, sulla porta di uscita di ogni nodo attraversato, lo scheduler abbia un tempo di servizio corrispondente. Passando ad una rete a pacchetto alcuni dei concetti precedenti rimangono validi, perch anche sulla rete a pacchetto vi saranno code sulle porte di uscita e vi saranno algoritmi di scheduling associati. Naturalmente nelle reti IP/Ethernet manca il concetto di connessione e conseguentemente non possibile calcolare un istradamento e riservare risorse su ogni nodo attraversato: gli unici nodi sicuramente attraversati saranno nel caso del PWE3 i PE di ingresso ed uscita. A questo tipo di problema cercano di ovviare la tecnologia MPLS e le associate soluzioni di Traffic Engineering (MPLS-TE), che vanno a valutare alternative di instradamento sulla base di richieste di risorse e fissano di conseguenza il percorso. Questa soluzione, pur essendo adeguata in linea di principio, risulta scarsamente percorribile, in quanto vengono meno molte delle semplificazioni attese nel passare da rete ATM a rete a pacchetto, con inevitabile lievitazione dei costi degli apparati e/o limiti di scalabilit degli stessi. Lalternativa a questo approccio quella di non gestire a livello di rete a pacchetto qualit differenziate per ogni singola connessione ATM trasportata, ma applicare una singola classe a tutto il traffico ATM. Questo permette di non avere funzionalit MPLS su tutti i nodi attraversati, ma eventualmente solo funzionalit di mapping su MPLS sui PE. Lo svantaggio di questo approccio che necessario trattare tutto il traffico ATM allo stesso modo allinterno della rete a pacchetto ovvero garantire a tutto il traffico basso ritardo e basse perdite.
4.4.2 Trasporto di servizi TDM

Nellambito del gruppo di lavoro PWE3 (Pseudo Wire Emulation Edge-to-Edge) IETF stato pubblicato il documento di requisiti per il trasporto di servizi a circuito su reti a pacchetto Requirements for Edge-to-Edge Emulation of TDM Circuits over Packet Switched Networks (PSN) [3] che definisce il contesto ed i requisiti specifici per lemulazione di circuiti TDM sullarchitettura di base PWE3 e analizza i possibili scenari relativi agli aspetti di sincronizzazione [3]. Sono invece ancora in versione draft (senza che vi sia una particolare convergenza su una o pi soluzioni) quattro diverse proposte di soluzione: Structure-Agnostic TDM over Packet (SAToP); Structur e-awar e TDM Circuit Emulation Ser vice over Packet Switched Network (CESoPSN); SONET/SDH Circuit Emulation over Packet (CEP); TDM over IP (TDMoIP). Il tema attualmente in fase di studio anche nellambito di altri enti quali il Metro Ethernet Forum (MEF) , nato per promuovere ladozione

delle tecnologia Ethernet in ambito metropolitano, e lMPLS and Frame Relay Alliance (MFA), unassociazione nata dalla cooperazione tra MPLS Forum e Frame Relay Forum, con lobiettivo di promuovere linteroperabilit degli standard. Infine, in ambito ITU, viene analizzata la tematica della sincronizzazione, ed in fase di redazione la raccomandazione G.pactiming Timing and Synchronization aspects in Packet Networks che definisce i requisiti per le funzioni di sincronizzazione degli elementi di rete e riassume le opzioni considerate ed il loro ambito di applicazione. Per maggiori approfondimenti si veda il riquadro sui Metodi di sincronismo per soluzioni di trasporto servizi TDM su rete a pacchetto. In generale il proliferare di documenti di lavoro indice di una scarsa attenzione da parte dei costruttori di riferimento verso queste soluzioni: in mancanza di un chiaro orientamento degli operatori verso la progressiva migrazione dei servizi TDM da PDH e SDH verso reti integrate a pacchetto, il mercato rimane di nicchia, dominato da startup che propongono le proprie soluzioni che stanno sviluppando senza che nessuna tecnologia riesca ad affermarsi. Le soluzioni presentano complessivamente una scarsa efficienza, in termini di rapporto tra banda trasportata e banda impiegata; in generale per contenere i ritardi di pacchettizzazione al di sotto di una soglia definita occorre limitare il numero di ottetti inseriti in ogni pacchetto: ne segue che lefficienza sar tanto piu bassa quanto minore il ritardo tollerato e la banda del circuito trasportato. Per garantire i parametri di qualit a livello di circuito, occorre assicurare basse perdite e basso jitter allinterno della rete dati. Questo comporta che il traffico TDM emulato deve essere isolato in una classe di servizio che venga accodata in ogni nodo di rete in una coda a bassa latenza e basse perdite. Le soluzioni TDM over packet potrebbero essere utilizzate nel breve termine in almeno due scenari: Collegamento in rete di clientela affari/executive con esigenze di servizi sia a pacchetto, sia a circuito: in questo caso limpiego di terminazioni di rete multiservizio che integrino funzionalit TDM over packet consente di utilizzare un solo collegamento fisico verso OPM; Raccolta di servizi a circuito in aree di saturazione della rete SDH con basse previsioni di crescita di traffico a circuito e nelle quali sia previsto lo sviluppo di OPM.

5. Architettura a tendere della rete Telecom Italia


Larchitettura a tendere della rete OPM finalizzata alla convergenza dei servizi fissi e mobili sia per la clientela residenziale che per quella business ed costituita da un'unica piattaforma di rete scalabile su cui convergono tutti i servizi multimediali (voce, dati e video) gestiti con qualit differenziata.

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Metodi di sincronismo per soluzioni di trasporto servizi TDM su rete a pacchetto

Metodi a rete sincrona

TDM CE

PE PSN

PE

TDM CE

Dal punto di vista tecnico il principale nodo da risolvere per limpiego delle soluzioni TDM (Time Division Multiplexing) su rete a pacchetto quello della sincronizzazione dei diversi apparati inclusi nella configurazione end-to-end, ovvero dei PE (Provider Edge) agli estremi della rete a pacchetto e degli apparati TDM a questa collegati. Attualmente non esistono soluzioni standard che dettino le modalit di implementazione per il recupero del clock, o che ne specifichino i requisiti di conformit. Comunque, gli organismi di standardizzazione hanno individuato i possibili scenari e i relativi criteri di clock recovery. Tali criteri possono essere suddivisi in due categorie principali: metodi a rete sincrona; metodi packet-based. Nei primi presente una sorgente comune di clock che sincronizza i PE e linformazione di temporizzazione viene recuperata dalla rete. I metodi packet-based, invece, estraggono il clock dai pacchetti che trasportano i dati del circuito, e possono essere sia sincroni - metodi differenziali, in cui si fa riferimento ad una sorgente comune di clock - sia asincroni - metodi adattativi, completamente indipendenti dai clock in rete. In aggiunta, va considerato il caso banale in cui, lesistenza di una sorgente di timing, disponibile ad entrambi gli apparati TDM, permette di mantenere la sincronizzazione del circuito senza applicare un vero e proprio metodo di clock recovery (figura A). Il PE di uscita in grado di ricostruire il segnale dai pacchetti ricevuti sullinterfaccia PSN, utilizzando il clock estratto dalla linea entrante: poich i CE (Customer Edge) fanno riferimento entrambi alla stessa sorgente, il segnale prodotto avr la frequenza di clock di quello originario.

Nei metodi a rete sincrona, lo stesso cronosegnale viene distribuito da un'unica sorgente ai due gateway. In questo caso sono i due PE ad imporre la frequenza di trasmissione ai TDM-CE (figura B). Questa soluzione pu essere utilizzata escusivamente quando non si richiede di preservare il clock del servizio degli apparati client.

fr

CE PE PSN TDM

= = = =

Customer Edge fr Provider Edge Packet Switch Network Time Division Multiplexing

FIGURA A Schema di principio metodi di sincronismo per tras-

porto TDM su pacchetto.

TDM CE

PE PSN

PE

TDM CE

Metodi PacketBased: metodi differenziali

fr CE PE PSN TDM = = = =

fr Customer Edge Provider Edge Packet Switch Network Time Division Multiplexing

fr

Se non disponibile una rete globale di distribuzione del clock, e dunque se

FIGURA B Schema di principio metodi a rete sincrona.

fs

TDM CE

PE fs - fr fs - fr

PE

TDM CE

fs

CE = Customer Edge PE = Provider Edge TDM = Time Division Multiplexing

fr

FIGURA C Schema di principio metodi differenziali con clock unico.

non si ha una sincronizzazione iniziale degli apparati TDM, ma necesssario mantenere il clock degli apparati client, legress PE pu ricevere le informazioni di temporizzazione per ricostruire adeguatamente il segnale, solo se tali informazioni provengono, in qualche modo, dalla rete a pacchetto. I metodi differenziali presuppongono

che i due PE abbiano un clock comune di riferimento. Linformazione di temporizzazione viene generata dal PE dingresso e viene trasportata attraverso la PSN, codificata in un campo dellheader RTP o dellheader AAL1, come differenza (Residual Time Stamp) tra la frequenza del servizio TDM e quella di riferimento (figura C).

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Il PE di destinazione aggiunge questo valore alla frequenza del clock sorgente per ottenere quello di servizio. Come ulteriore scenario, per questa classe di metodi, si potrebbe considerare il caso in cui la sorgente comune venga sostituita da una coppia di clock fisicamente distinti ma sufficientemente simili (figura D).

Dmax

fs

TDM CE

GW

GW TDM CE PSN

fs

Metodi Packet-Based: metodi adattativi

CE GW PSN TDM

= = = =

Customer Edge Clock A GateWay Packet Switch Network Time Division Multiplexing

Clock B

Diversamente dai precedenti, i metodi adattativi non richiedono alcun clock di riferimento: la sincronizzazione si ottiene basandosi unicamente sul tempo di inter-arrivo dei pacchetti nel PE duscita (figura E). Il PE che riceve in ingresso il flusso TDM, costruisce i pacchetti, senza includere alcuna informazione di temporizzazione, e li inoltra al PE remoto dove vengono raccolti nel buffer di de-jitter. Il livello di riempimento del buffer viene continuamente controllato in modo da misurare la sua deviazione dal valore medio. Questa informazione consente di determinare se il clock ricevente pi o meno veloce del clock trasmittente in maniera da adattare la frequenza del clock di trasmissione in base alla velocit media di arrivo dei pacchetti.

FIGURA D Schema di principio metodi differenziali con clock separati.

fs

TDM CE

GW

GW TDM CE

fs

PSN

CE FLL GW PLL PSN TDM

= = = = = =

Customer Edge Frequency Locked Loop GateWay Phase Locked Loop Packet Switch Network Time Division Multiplexing

fs PLL/FLL

FIGURA E Schema di principio metodi adattivi.

Edge IP

Edge executive

B-RAS RA/PE

GGSN

SGSN

MGW

RNC GTW

BSC Transito SDH Transito ATM

Switching Ethernet + WDM Raccolta ATM MSAN Residential Business MSAN UMTS 2Mbit/s B-Node Residential ATM Business Eth/IP Legacy TDM Other Licensed Operator Radio Network Controller Synchronous Digital Hierarchy Serving GPRS Support Node Time Division Multiplexing Universal Mobile Telecommunications System Wavelenght Division Multiplexing OLO (Wholesale ATM)

BTS ATM BRAS BSC BTS GGSN MGW MSAN = = = = = = =

UMTS Legacy TDM N.2 Mbit/s

OLO = Asynchronous Transfer Mode RNC = Broadband Remote Access Server SDH = Base Station Controller SGSN = Base Transceiver Station TDM = Gateway GPRS Support Node UMTS = Media GateWay WDM = Multi Service Access Node

FIGURA 10 Architettura a tendere: visione logica.

Nella figura 10 illustrata una possibile visione funzionale dellarchitettura target della rete metro/regionale che si articola su due livelli di nodi con funzionalit di puro L2 switching ed un livello di nodi edge IP con funzionalit IP/MPLS. La rete target potr offrire funzionalit di trasporto e di L2 switching per servizi di rete fissa e mobile, come: servizi di rete fissa: collegamenti tra MSAN (Multi Service Access Node) e nodi di edge IP per utenti residenziali e business; servizi di rete mobile: collegamenti dei nodi della rete di accesso 3G (tra Node B e RNC) e dei nodi della rete di accesso 2G (tra BSC e BTS) in futuro anche servizi WiMax e DVB-H.

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Le principali caratteristiche su cui si ritiene (con maggiore efficienza e aumento delle preimportante puntare nellevoluzione verso larchitetstazioni); tura target, attualmente in corso di approfondi maggior semplicit a livello di configurazione e mento, sono: gestione di rete rispetto a soluzioni IP/MPLS delayering della rete ottenuto tramite limpiego che richiedono processi di network creation di ununica soluzione di aggregazione maggiormente onerosi. Ethernet/ottico in sostituzione delle attuali piatAffinch sia possibile ottenere i vantaggi citati, taforme SDH, ATM e GBE, il trasporto di tutti i occorrer una maturazione della tecnologia servizi applicativi su IP inclusi eventuali servizi a Ethernet che porti a disponibilit di adeguate funcircuito residuali, funzionalit IP limitate a livello zioni evolute (OAM, protection switching, scalabidi nodi edge IP e di terminazioni di rete in sede lit VLAN e MAC, ) in grado di fornire soluzioni cliente, convergenza verso soluzioni single edge scalabili e affidabili per tutti i servizi fissi e mobili. IP (B-NAS, RA, PE); incremento significativo della banda trasportata 6. Architettura della rete OPM di Telecom Italia tramite limpiego generalizzato di soluzioni WDM per permettere il deployment di nuovi serLa una nuova rete costituita essenzialmente vizi ad alto consumo di banda (HDTV); da apparati multilayer switch in grado di trattare adozione di protezioni efficienti attraverso limgrandi quantit di traffico sia a livello Ethernet che piego di meccanismi multilivello innovativi e IP sia di mappare su Ethernet altre tipologie di trafsfruttando funzionalit di Ethernet OAM evolute fico quali ATM, Frame Relay, ed in prospettiva traf(monitoring e gestione rilevazione guasti basati fico PDH e SDH garantendo tutti i requisiti di servisu logiche mutuate dal mondo SDH) che perzio richiesti. mettono di implementare meccanismi di La nuova rete realizzata attraverso un core Automatic Protection Switching affidabili e puramente Ethernet e IP e funzionalit di bordo veloci in sostituzione del STP attualmente utilizdislocate negli apparati posti in sede Metro e nei zato; Gateway di Accesso (GTWA) in grado di mappare attestazione della clientela su doppio nodo edge su Ethernet, attraverso MPLS, altre tipologie di IP per garantire un adeguato livello di affidabitraffico quali ATM, TDM e Mobile. lit nei confronti di guasti di apparato o di cavo Larchitettura attuale della rete OPM di Telecom e di sopravvivenza a guasti catastrofici Italia descritta in figura 11. mediante lattestazione di tutta o parte della clientela in dual homing a livello di sede; presenza nel livello egde IP/MPLS IP di funzioni per BB PE accesso mobile (BSC, BNAS VPLS RNC); ATM, Mobile, TDM ottimizzazione dei costi BB complessivi di trasmisMetro Metro sione/commutazione PoP attraverso unopportuna Sede cerniera Sede cerniera dislocazione dei siti; Feeder disaccoppiamento tra le Feeder piattaforme di controllo Sede SGU del servizio e quella di Sede SGU trasporto/commutazione GTWA GTWA con vantaggi di flessibilit e indipendenza dai Sede SL Sede SL ATM = Asynchronous Transfer Mode fornitori. BB = BackBone I principali benefici che si CE = Customer Edge = Broadband Network Access Server BNAS potranno cogliere tendendo GTWA = Gateway A ATM verso unarchitettura basata IP = Internet Protocol TDM (CE) Ethernet MPLS = Multi Protocol Label Switching Mobile sullimpiego di un puro IP PoP = Point of Presence Ethernet Layer 2 switching anzich SGU = Stadio di Gruppo Urbano IP Sede Cliente SL = Stadio di Linea sullimpiego di nodi misti Sede Cliente TDM = Time Division Multiplexing L2/L3 con funzionalit IP e MPLS sono: soluzioni pi economiche FIGURA 11 Architettura di rete OPM. e affidabili in quanto basate su nodi che richiedono software pi Gli apparati della rete OPM sono distribuiti su 3 snelli (permettendo cos bassi costi e riducendo livelli principali: Metro, Feeder e Gateway di la probabilit di guasti dovuti a malfunzionaAccesso (GTWA). menti software) e minore capacit elaborativa

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Le reti OPM si sviluppano sul territorio metropoFeeder ed i DSLAM sono di tipo GbE ad 1 Gbit/s litano e regionale a partire dalle centrali sedi dei (figura 12). PoP (Point of Presence) del Backbone IP/MPLS Opzionalmente i DSLAM sono colocati con i OPB (Optical Packet Babcbone). Scopo principale nodi Metro o collegati a questi tramite anelli WDM. infatti di tali reti quello di convogliare il traffico Le interfacce tra i nodi Metro ed i DSLAM sono di raccolto dalla periferia verso le sedi dei PoP OPB tipo GbE ad 1 Gbit/s. in cui sono presenti le connessioni verso i princiGli accessi business in fibra ottica per servivizi pali nodi di rete che regolano laccesso ai servizi GbE (Ethernet e IP) prevedono la fornitura di un offerti tra cui i NAS broadband per i servizi residenapposito apparato di terminazione presso la sede ziali di acceso ad internet, i PE (Provider Edge) ed i cliente. Le interfacce tra i nodi Feeder e le terminaRouter di Accesso per laccesso a servizi VPN zioni di utente in fibra sono di tipo GbE ad 1 Gbit/s. MPLS e internet per clientela affari, i soft switch Le terminazioni dutente (CPE) hanno interfacce per il traffico VoIP, i video server per servizi Video, 10/100 e 1000 Mbit/s con accesso diretto al Feeder. le centrali RNC ed in generale i nodi di accesso ai Un terzo livello di aggregazione costituito dagli servizi offerti dalle reti radiomobili. apparati Gateway di Accesso (GTWA) collegati ai Il primo livello di apparati Multilayer switch della Feeder con n collegamenti GbE a 1 Gbit/s in single rete OPM costituito dagli apparati Metro posizioo eventualmente in dual homing (su due Feeder). nati nei PoP del BackBone IP/MPLS di Telecom Questi apparati sono installati generalmente nelle Italia (OPB) e svolgono principalmente la funzione principali centrali di unarea regionale (in generale di aggregazione del traffico raccolto dal livello sotsedi SGU) ed hanno la funzione di estendere i punti tostante e di interfacciamento della rete OPM di accesso della OPM per servizi business Ethernet verso i suddetti nodi di servizio. e IP e di offrire laccesso a servizi ATM, TDM (Circuit Le interfacce tra i nodi Metro ed i nodi di serviEmulation) e di rete Mobile (sfruttando funzionalit di zio sono principalmente di tipo GbE ad 1 Gbit/s. mapping su ethernet attraverso MPLS). In generale i I nodi Metro sono inoltre connessi ai router di GTWA possono raccogliere anche il traffico provebordo del Backbone OPB per permettere, tra laltro niente da DSLAM Ethernet. e come descritto nel seguito, la distribuzione di Nelle sedi Metro sono previste inoltre funzionacanali televisivi su IP multicast dallunico centro di lit di mapping/demapping di traffico ATM, TDM servizio (Head End) ai DSLAM GbE distribuiti su (Circuit Emulation) e Mobile analogamente a tutto il territorio nazionale. Le interfacce tra i nodi quanto previsto per i GTWA. Metro e i router del PoP OPB sono tipicamente GbE ad 1 Gbit/s. Gli apparati denominati Feeder possono essere colocati nei PoP OPB o posizionati in nodi cerMetro niera della rete trasmissiva ed 10 GbE hanno principalmente la funzione di aggregazione del traffico proveniente dai livelli pi periferici. Le interfacce tra nodi Feeder e nodi DWDM Metro sono principalmente di tipo GbE a 10 Gbit/s. Funzionalit di Feeder tipo link aggregation permettono, eventualmente, di affasciare su tali collegamenti pi interfacce dello 10 GbE stesso tipo per costituire una sinFeeder gola interfaccia logica di capacit 1 GbE equivalente. In presenza di guasto sul singolo collegamento o sulla singola interfaccia fisica, linterfaccia logica si riconfigura per sfruttare la capacit fisica residua. CWDM La magliatura tra i nodi Feeder ed i nodi Metro dimensionata per il supporto dei servizi previsti per lutenza business, residenziale e 1 GbE mobile. Nel caso di apparati Feeder non colocati con apparati Metro, il colGbE = Gigabit Ethernet CWDM = Coarse Wavelength Division Multiplexing legamento viene realizzato su anelli DWDM = Dense Wavelength Division Multiplexing WDM (sia Coarse sia Dense). I DSLAM sono colocati con i nodi Feeder o collegati a questi tramite FIGURA 12 Rete OPM: collegamenti fisici in tecnologia WDM. anelli WDM. Le interfacce tra i nodi

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POP OPB # 32 BB ATM

BB OPB

HE Video VoD

Rete UMTS Edge IP

GTW B Metro/regionale
MP LS

TDM

DWDM # 70 # 320 TDM (2H06) GSM (2H06) Accesso UMTS IMA ATM Business Residential Triple Play Asynchronous Transfer Mode BackBone Coarse Wavelength Division Multiplexing Digital Subscriber Line Access Multiplexer Dense Wavelength Division Multiplexing GateWay Multi Protocol Label Switching Optical Packet Backbone Time Division Multiplexing Universal Mobile Telecommunications System DSLAM IP GTW A CWDM Ethernet/IP

ATM BB CWDM DSLAM DWDM GTW MPLS OPB TDM UMTS

= = = = = = = = = =

FIGURA 13 Rete OPM: struttura core and edge.

un STB ( Set Top Box decodificatore dei segnali video) permette di accedere a servizi video. La connessione tra la suddetta CPE ADSL ed il DSLAM Ethernet attualmente di tipo ATM con banda pari a circa 4,8 Mbit/s. Dal centro di distribuzione dei servizi video broadcast ( Head End , sito in Roma), vengono trasmessi i flussi dei canali B T V ( B ro a d c a s t T V ) a g l i apparati Metro della MAN. Da questi apparati attrav e r s o i l p ro t o c o l l o I P M u l t i c a s t t a l i f l u s s i v e ngono distribuiti a tutti i Feeder della MAN di Roma e, attraverso OPB, a tutti i m e t ro e d i F e e d e r d e l l e altre MAN che si attestano negli altri PoP OPB. C i a s c u n F e e d e r re p l i c a quindi gli stessi canali verso tutti i DSLAM Ethernet ad esso collegati. Attraverso IP multicast quindi il flusso proveniente

Nella figura 13 i collegamenti dei DSLAM GbE ai GTWA (Gateway di Accesso) o al Feeder sono da considerarsi alternativi. Inoltre nella figura evidenziata la presenza di un apparato GTWB ( Gateway di Backbone - non esplicitamente rappresentato nella figura 11) che effettua loperazione inversa operata dagli apparati GTWA per ladattamento su Ether net, attraverso MPLS, di servizi ATM e TDM.

Server VOD Server VOD Switch L2 Head End IPTV

Sede cliente OPB Optical Packet Backbone Switch L2 TV If GbE CPE ADSL STB

L2, L3 Metro

L2, L3 Feeder

DSLAM

6.1 Architettura di trasporto dei servizi triple play (voce, TV, Internet)
La figura 14 descrive larchitettura di rete prevista per la fornitura dei servizi triple play attraverso la rete OPM. Lapparato posto in sede cliente CPE ADSL consente laccesso ad Internet ed ai servizi voce (VoiP) e, tramite
ADSL CPE DSLAM GbE IPTV OPB STB VOD = = = = = = = = Asymmetric Digital Subscriber Line Customer Premises Equipment Digital Subscriber Line Access Multiplexer Gigabit Ethernet Internet Protocol Television Optical Packet Backbone Set Top Box Video On Demand

PC

FIGURA 14 Architettura di rete per servizi Triple Play.

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dallHE per ogni canale BTV viene replicato nella re t e r a g g i u n g e n d o t u t t i g l i a p p a r a t i D S L A M Ethernet distribuiti sul territorio nazionale. I DSLAM Ethernet sono quindi in grado di elaborare le richieste provenienti dai dispositivi del cliente ed inviare, attraverso il collegamento in rame ADSL, un canale BTV per volta. Con limpiego di collegamenti ADSL2+ sar possibile ricevere pi canali contemporaneamente grazie ad una maggiore disponibilit di banda sul tratto in rame. I canali Video on Demand sono invece trasmessi dai Server VoD presenti in ciascun PoP OPB. La rete OPM veicola le richieste di ricezione di un dato contenuto VoD generate dal Set Top Box presente in sede cliente fino ai suddetti Server che quindi provvedono ad inviare un flusso di dati, relativo al contenuto video prescelto, dedicato al cliente che ne ha fatto richiesta. Anche in questo caso il traffico VoD trattato dagli apparati Feeder e Metro a livello IP. Il traffico relativo a servizi di accesso ad internet e voce sono invece trattati dagli apparati Metro e Feeder solo a livello 2 (switching Ethernet). Sono infatti configurate delle VLAN dirette dai DSLAM Ethernet agli apparati BRAS che trattano il traffico cliente a livello IP effettuandone lautenticazione e consentendone laccesso al servizio.

zione verso la soluzione All IP (figura 16). Si quindi deciso di utilizzare funzionalit MPLS di mapping ATM su Ethernet distribuite su apparati gateway ai bordi della rete (Gateway di Accesso, GTWA) ed in sede Metro (attraverso luso di appa-

Rete SDH

RNC

RNC = Radio Network Controller SDH = Synchronous Digital Hierarchy

FIGURA 15 Raccolta dei flussi UMTS tramite la rete SDH.

6.2 Architettura di backhauling UMTS su rete OPM

La realizzazione della rete UMTS di Telecom Italia avviata a partire dal 2002 , stata accelerata nel 2005 anche grazie alla disponibilit di terminali dual mode (GSM/UMTS) di qualit adeguata, adatta a servizi di massa PoP multimediali, VAS e Inter net. Con la migrazione della clientela GSM su piatBB OPB taforma UMTS prevedibile un progressivo incremento del traffico generato da questo segmento di rete di accesso nei prossimi anni. La modalit di raccolta dei flussi ATM tra stazioni radio UMTS (Nodi B) e Radio Network Controller (RNC:) stata basata fino al 2005 sul trasporto in SDH come descritto nella figura 15. I flussi E1 ATM dal Node B al RNC SGU sono trasportati utilizzando collegamenti 2M SHDSL su rame fino alla centrale pi GTWA vicina, quindi trasportati su rete SDH fino alla centrale sede di RNC dove i flussi E1 ATM sono raccolti su switch ATM e consegnati su interfaccia STM-1 allRNC. SL Nel prossimo triennio prevista la SL SDH progressiva disponibilit di tecnologia per BB = la migrazione su IP delle connessioni GTW = Nodi B - RNC (interfaccia IuB UMTS). OPB = 2M RNC = SL Nellambito dei progetti di integraSDH = zione tra rete fissa e rete mobile di SGU = SL = Telecom Italia, emersa lopportunit di anticipare lutilizzo di OPM anche per trasporto del traffico UMTS (sebbene attualFIGURA 16 Raccolta flussi UMTS tramite rete OPM. mente il traffico tra NodeB e RNC sia di tipo ATM) accelerando di fatto la transi-

rati GTWB Gateway di Backbone) per sfruttare il Core Ethernet della rete OPM. Se la centrale di afferenza di una stazione UMTS una centrale sede di apparato GTWA, i

RNC GTWB STM1 non canalizzata

BackBone Gateway Optical Packet Backbone Radio Network Controller Synchronous Digital Hierarchy Stadio di Gruppo Urbano Stadio di Linea

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flussi E1 raccolti sono attestati direttamente al sudIn particolare per traffico relativo a servizi voce detto apparato in grado di mappare i flussi ATM su sia fissi che mobili si utilizza un valore del campo MPLS (mappando una cella ATM in un pacchetto COS diverso da altri tipi di servizio quali ad esemMPLS) e quindi mappando i pacchetti MPLS in trame pio video o accesso ad internet. Ci garantisce che Ethernet. In questo modo il flusso in uscita dal il traffico relativo a servizi voce, pi sensibile ai GTWA (lato rete) di tipo Ethernet e pu pertanto ritardi di attraversamento della rete, sia trattato con essere trasportato da una rete puramente Ethernet. priorit superiore a tutte le altre tipologie di traffico. Se la stazione radio UMTS collegata ad una 6.3 Percorso evolutivo verso larchitettura a tendere centrale non sede di GTWA, i flussi E1 sono trasportati tramite rete SDH (o PDH) verso la centrale Partendo dallarchitettura di rete OPM in fase di sede di GTWA pi vicina. implementazione descritta nelle sezioni precedenti, Lapparato GTWA in grado gestire funzionalit per evolvere nella direzione dellarchitettura a tenATM IMA per stazioni radio che necessitano di dere, occorrer effettuare una serie di passi realizbanda superiore a 2 Mbit/s. zativi ai vari livelli di rete con tempistiche forteIl flusso Gigabit Ethernet in uscita dallapparto mente dipendenti dal livello di maturazione tecnoGTWA attestato alla rete di trasporto che veicola logica. il flusso GbE verso un Feeder della rete GbE. Il A livello di accesso, non appena tecnologicatraffico UMTS trasportato da tale flusso GbE mente sar disponibile l MSAN (Multi Service caratterizzato da un opportuno identificativo VLAN Access Node), nodo multiservizio per utenza resiinserito dallapparato GTWA. denziale e business con varie tipologie di interfacce Una soluzione alternativa alluso dellapparato tra cui xDSL, GE, GPON, wireless, si potr evitare GTWA, prevede la possibilit di installare a bordo di dispiegare in rete sia i GTWA che i DSLAM GE. del DSLAM IP una scheda nxE1 IMA che riceve in LMSAN infatti costituir levoluzione di DSLAM GE ingresso gli E1 ATM e, dopo averli mappati su e GTWA, integrando in un unico apparato le funzioMPLS, li invia verso laggregato GbE. Tale scheda nalit,attualmente distribuite su due. sarebbe quindi in grado di svolgere tutte le funzioni Un altro passo da compiere, sempre nellottica svolte dallapparato GTWA. di ununica soluzione di rete per tutti i tipi di servizi Lapparato GTWA pu ricevere in ingresso laumento dellaffidabilit tramite lintroduzione anche flussi GbE provenienti da DSLAM Ethernet della doppia interfaccia di uplink del DSLAM, installati nella stessa centrale. I flussi UMTS racimplementando la protezione di rete tra DSLAM e colti direttamente dalle interfacce E1 (o in alcuni Feeder a livello L2 con limpiego della funzionalit casi STM-1 sia canalizzata che non canalizzata) e i di link aggregation IEEE 802.3ad. flussi per servizi triple play raccolti tramite DSLAM Relativamente al livello di trasporto, levoluzione sono identificati da VLAN diverse sullinterfaccia verso la soluzione a tendere prevede che gli OADM fisica GbE del GTWA collegata al Feeder. sugli anelli WDM tra DSLAM e POP siano equipagLa VLAN che trasporta traffico UMTS, in uscita giati con if ottiche trasparenti senza trasponder dal GTWA, viene instradata attraverso la rete GbE con cui saranno invece equipaggiati le evoluzioni verso la centrale sede dell RNC che raccoglie il dei DSLAM e dei Feeder/Metro attuali. In questo traffico della stazione radio. In particolare la VLAN modo sar possibile risparmiare if elettrico/ottiche terminata sullapparato GTWB (Gateway di Backbone) che nella direzione del traffico dallantenna allRNC esegue la funzionalit inversa effetLSP VLAN tuata dallapparato GTWA (o dalla scheda nxE1 IMA installata a bordo del ATM ATM ATM ATM ATM ATM DSLAM Ether net), ossia MPLS MPLS MPLS SDH MPLS ETH ETH ETH ETH ETH ETH estrae il traffico ATM dai nxE1 GTWB GTWA pacchetti MPLS mappati su STM1 STM1 GbE 10 GbE ATM Ethernet. Il traffico ATM in ATM ATM RNC uscita dal GTWB viene conVI AN segnato alla centrale RNC LSP MPLS su interfaccia STM-1 non PW (Martini Tunnel) canalizzata (figura 17). La rete GbE assicura un PVC trattamento differenziato PVC = Permanent Virtual Circuit = ATM Synchronous Digital Hierarchy della qualit di servizio per il PW = Pseudo Wire ETH = Ethernet traffico trasportato, basato RNC = Radio Network Controller GTWA = GateWay A/B = Virtual Local Area Network VLAN = LSP Label Switched Path su un accorpamento, in funMPLS = Multi Protocol Label Switching zione del valore del campo COS, delle trame Ethernet in FIGURA 17 Mapping delle celle ATM relative ai flussi UMTS su rete OPM. uscita sulle porte degli apparati.

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e adottare OADM con CWDM passivi pi economici ed affidabili. Per quanto concerne gli apparati edge IP, uno step importante nellevoluzione verso una soluzione a tendere carrier class sar lintroduzione di apparati single edge in grado di implementare il Dual Homing dei clienti. Con tale meccanismo lattestazione di ciascun cliente avverr su due diversi nodi di servizio e, in caso di guasto, grazie a meccanismi di protezione Ethernet evoluti, sar possibile gestire il passaggio dei dati con il profilo del cliente da un nodo allaltro senza disservizio. La dislocazione dei due nodi di servizio in sedi differenti permetter di proteggere la rete anche da cause esogene. Infine, relativamente allimpiego di funzionalit IP o solo Ethernet nel livello core della rete metro/regionale, levoluzione verso una rete a regime di puro layer 2 pi semplice e quindi con costi minori, sar da compiere in base al livello di maturit che la tecnologia Ethernet sar in grado di raggiungere nei prossimi anni.

ABBREVIAZIONI

7. Conclusioni
In questo articolo stata introdotta la nuova rete OPM che Telecom Italia sta realizzando in ambito metro-regionale, basata sui protocolli Ethernet e IP, con le seguenti caratteristiche e prospettive dimpiego: OPM una rete basata su tecnologia Gigabit Ethernet e WDM che permette il trasporto di nuovi servizi Triple Play ad elevate esigenze di banda (high Speed Internet e IPTV) sempre pi basati su IP. OPM abilita laccelerazione dellintegrazione fisso-mobile su cui il Gruppo Telecom Italia si sta orientando, costituendo una unica infrastruttura di rete a pacchetto condivisa tra servizi di rete fissa e mobile per servizi disponibili su diversi tipi di terminali. Grazie allutilizzo del mappaggio su Ethernet di servizi ATM e TDM (attraverso luso di MPLS), lattuale rete OPM potr anticipare lunificazione del trasporto su ununica infrastruttura di rete a pacchetto Ethrente/IP anche se molti servizi non sono ancora completamente basati sul protocollo IP. In prospettiva la migrazione in atto dei servizi verso il paradigma IP render ancora pi conveniente lutilizzo della infrastruttura attualmente in corso di realizzazione. Il principio del delayering, cio la riduzione al minimo numero di livelli di rete utilizzati per il trasporto e la gestione dei servizi end to end, gi applicato al backbone IP OPB, con OPM viene esteso al segmento metro/regionale, permettendo di cogliere i relativi vantaggi in termini di riduzione costi e semplificazioni gestionali. In prospettiva OPM dovr disporre di meccanismi di recupero dei guasti stabili e veloci e politiche di QoS sempre pi sofisticate e flessibili, garantendo servizi di connettivit anche per una clientela esigente quale quella business.

ACR ADSL ATM BNAS BRAS BSC BTS CAM CE CPE CWDM DSLAM DVBH DWDM FLL FRR GANC GbE GGSN GTWA HE IETF IGMP IMA IPE IPTV LTU MAN MSAN MSC NTU OLO OPB OPM PE PLL PoP PSN PVC PW QoS RAS RNC RTP SDH SGSN SHDSL SL STB

Access Control Router Asymmetric Digital Subscriber Line Asynchronous Transfer Mode Broadband Network Access Server Broadband Remote Access Server Base Station Controller Base Transceiver Station Content Addressble Memory Customer Edge Customer Premises Equipment Coarse Wavelength Division Multiplexing Digital Subscriber Line Access Multiplexer Digital Video Broadcasting Handheld Dense Wavelength Division Multiplexing Frequency Locked Loop Fast ReRouting Generic Access Network Controller Gigabit Ethernet Gateway GPRS Support Node Gateway A Head End Internet Engineering Task Force Internet Group Management Protocol Inverse Multiplexing ATM Internet Protocol Encapsulator IP TeleVision Line Termination Unit Metropolitan Area Network Multi Service Access Node Mobile Switching Center Network Termination IUnit Other Licensed Operator Optical Packet Backbone Optical Packet Metro Provider Edge Phase Locked Loop Point of Presence Packet Switched Network Permanent Virtual Circuit Pseudo Wire Quality of Service Radio Access Station Radio Network Controller Real Time Protocol Synchronous Digital Hierarchy Serving GPRS Support Node Symmetric High bit rate Digital Subscriber Line Stadio di Linea Set Top Box

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STP TDM VLAN VoD VoIP WDM WiFi WLL xWDM

Spanning Tree Protocol Time Division Multiplexing Virtual Local Area Network Video on Demand Voice over IP Wavelenght Division Multiplexing Wireless Fidelity Wireless Mobile Access x Wavelenght Division Multiplexing

Giovanni Picciano si laureato in Ingegneria Elettronica, con indirizzo Telecomunicazioni, presso lUniversit La Sapienza di Roma, dove ha lavorato, presso il Dipartimento di Informazioni e Comunicazione, partecipando a progetti di ricerca per la progettazione di reti radiomobili di terza generazione in ambito ACTS. Dal 1996 opera nella Direzione Generale della funzione Rete di Telecom Italia dove si inizlamente occupato delle attivt di industrializzazione della piattaforma di sistemi di gestione utilizzati per il controllo della rete trasmissiva in tecnologia SDH e WDM (SGSDH-NM e EM). Ha inoltre curato le specifiche tecniche per la gestione della nuova rete nazionale ASON con piano di controllo GMPLS. Dal 2002 ha coordinato le attivit di industrializzazione degli apparati per reti metropolitane e regionali in tecnologia DWDM e CWDM e dei relativi sistemi di gestione. Dal 2004 coordina le attivit di industrializzazione delle reti Metro-Ethernet per la clientela Business e della rete OPM di Telecom Italia.

Alberto Ciarniello responsabile per Tecnologie e Piani nellambito di Innovazione e Tecnologie di Business della funzione Market Development, in precedenza si occupato nellambito di Network Planning di sviluppo architetture e tecnologie, dei piani tecnici per le iniziative di sviluppo internazionale e di controllo della gestione tecnica delle consociate estere. Laureato al Politecnico di Milano in Telecomunicazioni, ha lavorato presso i Laboratori della General Electric a Londra, in TILAB a Torino e distaccato per TIM presso l European Telecommunications Standar ds Institute (ETSI) a Sophia Antipolis (Francia) nellambito di progetti sui sistemi mobili innovativi.

Mario Ullio si laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino nel 1988. Nel 1990 entrato in CSELT (oggi TILAB) dove si inizialmente occupato di architetture e servizi per reti metropolitane. Dal 1993 al 1995 ha contribuito alla s t a n d a r d i z z a z i o n e d i re t i e s e r v i z i AT M allinterno degli enti di normativa internazionali (ITU-T ed ETSI) e ha partecipato alla realizzazione della rete pilota AT M i t a l i a n a e p a n e u r o p e a . D a l 1 9 9 6 h a s e g u i t o l e sperimentazioni di soluzioni di accesso IP basate su ADSL (progetti PRISMA, Torino 2000 ed Endeavour) e le successive fasi di deployment della rete e dei servizi commerciali per lutenza residenziale e business (Alice gi Superlinea ADSL, RING, Easy IP). Dal 2003 responsabile di un progetto TILAB sullevoluzione di medio/lungo termine delle reti metro.

Massimo Monacelli si laureato con lode in Ingegneria Elettronica, specializzazione Informatica, presso il Politecnico di Napoli nel 1996. Dopo unesperienza di due anni in una software house, nel ruolo di sistemista di rete, entrato in Telecom Italia nel dicembre 1997 nellarea Pianificazione e Controllo di Gestione, dove si occupato di valutazioni tecnico-ecnomiche di progetti innovativi. Dopo lesperienza in Data.com nel 2001, nella pianificazione tecnica delle reti dati, dal 2002 opera in ambito Pianificazione della rete fissa. Attualmente opera nella funzione Technical Planning, dove responsabile della definizione architetturale delle reti di accesso e metro regional.

Dario Unia si laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso lUniversit di Roma La Sapienza nel 1994. Dopo una breve esperienza presso unazienda di sviluppo di sistemi di supporto TLC, nel 1996 entrato in TIM nella Funzione di Pianificazione di Rete. Fino al 2000 ha svolto la funzione di Controller per lArea Rete nellambito del settore di Pianificazione e Budget con il ruolo di interfaccia verso altre funzioni aziendali (Amministrazione e Controllo e Pianificazione Strategica). Dal 2000 lavora presso il settore di Sviluppo Architetture e Tecnologie di Network Planning. Linizio della nuova attivit consisteva nella preparazione di Business Plan tecnici sia nazionali, per la Gara UMTS Italia e altri progetti, sia verso lestero (Gara per le licenze GSM in Brasile e Tunisia). Negli ultimi anni segue lo sviluppo architetture principalmente per la rete di accesso GSM/UMTS seguendo tutto il processo di pianificazione a breve termine e triennale e rappresentando il punto di riferimento per TIM nel progetto di Backhauling UMTS su rete OPM.

Guido Mossotto si laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino. Opera in TILAB (gi CSELT) dal 1991 dove si occupato inizialmente di impianti di commutazione, sviluppando moduli SW di Network Analysis e successivamente di reti di accesso a larga banda, partecipando a vari progetti internazionali. Da diversi anni si occupa di pianificazione di rete, di architetture evolutive e di valutazioni economiche di scenari basati su soluzioni di rete innovative. Attualmente responsabile del progetto TILAB Architetture di rete Wireline.

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