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CONFERENZE

The Future of Research in Telecoms


Cambridge, 20-22 Giugno 2006

2. Levoluzione in corso non lineare ma dirompente Lintero settore delle telecomunicazioni sta attraversando un profondo cambiamento che non semplicemente tecnologico, anche se levoluzione tecnologica pu senzaltro essere indicata come uno tra gli elementi abilitanti. Il cambiamento relativo sia al comparto in s sia alle relazioni che questo ha con lintero mercato. Internet ha rimosso il principio della distanza dal prezzo. Con gradualit questo sta accadendo anche per il fisso. Nel mobile la distanza non esiste in ambito nazionale e per chiamate internazionali viene convertita in aree per cui si pu senzaltro dire che il concetto di distanza completamente distorto. In questi ultimi anni nuove tecn o l o g i e stan n o spi n g en do i maggiori Operatori a riprogettare le loro reti con piani che costituiscono vere e proprie rivoluzioni. Allo stesso tempo, per, si sta assistendo alla proliferazione di reti ai bordi di quella che una volta era lunica rete e che oggi spesso una pluralit di reti possedute (o affittate) da vari Operatori (non solo di telecomunicazioni). La conversione di qualunque informazione in bit e il fatto che la rete oggi trasporta solo bit crea una uniformit intrinseca e la grande capacit in qualche modo annulla la differenza nei requisiti di trasporto dei vari flussi di bit. Se, infatti, vero che la voce in bit richiede bassissima latenza, mentre per il download di un file questo non rilevante, anche vero che se la capacit della rete (e la uniformit di trasferimento) superiore ai requisiti imposti dalla voce il problema non si pone. Certo, in molti casi non , ancora, cos ma le reti che gli Operatori stanno progettando diverranno operative tra diversi anni fruendo di progressi tecnologici tali da annullare definitivamente

1. Introduzione Anche questanno si svolta, presso lUniversit inglese di Cambridge, la biennale conferenza internazionale sul tema The Future of Research in Telecoms basata sui risultati delle attivit condotte allinterno del Communications Futures Programme (CFP) del Massachusetts Institute of Technology ( M I T ) d i B o s t o n e s u l p ro gramma inglese affiliato Communications Research Network (CRN). Il focus delle gior nate, a cui hanno partecipato diversi esponenti del mondo ICT, era proprio quello di fare il punto su come evolver il mondo delle telecomunicazioni nei prossimi anni. Sebbene sia noto a tutti gli attori coinvolti che lo scenario ICT necessita di innovazione, la conferenza ha anche ribadito come la competizione agguerrita e la crescita di ritorni nel breve termine ha di fatto accresciuto la pressione sulle industrie telco a creare innovazione, indipendentemente dalla generale riduzione di investimenti nel settore R&D. I diversi interventi hanno anche sottolineato che le a t t i v i t R & D s u a rc h i t e t t u re , standard, servizi e nuovi modelli di business avranno profonde ricadute sul futuro delle industrie di telecomunicazioni, generando nuove opportunit di modificare le tradizionali catene del valore. In questo articolo di sintesi si riportano, a titolo di esempio, le attivit R&D svolte allinterno di due Working Group del CFP, a cui Telecom Italia partecipa attivamente.

queste diversit. Che piaccia o meno, la svolta si avuta alla fine degli anni Novanta: lofferta ha superato la domanda e anche in presenza di una domanda molto forte e crescente nei prossimi anni lofferta continuer ad essere superiore. Nel 2003 le reti di telecomunicazioni hanno trasportato circa 17 Exabyte di blah blah, pur avendo una capacit di oltre mille volte superiore. Per la fine della prossima decade possiamo anche immaginare, sovrastimandola, una domanda di trasporto di 1000 Exabyte (che equivale ad una banda di 10 Mbit/s per ogni abitante del pianeta utilizzata in continuo, 1 Erlang per linea), che include always on per tutti in ogni istante pi tutto il traffico generato dalle macchine pi tutto il traffico multicast (che con le nuove tecnologie virali abbatte radicalmente lutilizzo della rete): anche con una stima di questo genere la rete del 2020 avr un utilizzo di molto inferiore all1% della capacit complessiva. La conversione in bit di qualunque informazione e il costo sostanzialmente nullo del trasporto hanno creato una catena distributiva alternativa che ha costretto a ripensare molti biz. Questo acquister ancora maggior peso in futuro portando ad uno spostamento sulle infrastrutture di telecomunicazioni di molti biz. Buona e cattiva notizia per gli Operatori visto che questo spostamento porter non solo nuovo traffico pagante ma anche nuovi attori pronti ad aumentare una gi grande offerta e non con lobiettivo di guadagnare dal trasporto ma semplicemente con quello di impadronirsi della catena distributiva (ad esempio per veicolare pubblicit). Inoltre, e con questo chiudiamo la premessa, non sottovalutiamo la capacit offerta da un camion pieno di nastri magnetici (o altra tipologia di memoria, come ad esempio le memorie a polimeri). Uno di questi camion potrebbe

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trasportare in otto ore da Roma a Milano 30 milioni di memorie a polimero ciascuna contenente 1 TB, cio 30 EB equivalenti al doppio di tutto quanto stato trasportato da tutte le reti di telecomunicazione al mondo nel 2003. Mandare quei dati su di una fibra di ultimissima generazione richiederebbe pi di un anno . Questo per dire che oltre allo sviluppo delle reti di telecomunicazioni, in senso di reti di distribuzione, per molte catene di valore occorre anche considerare lo sviluppo di altre reti di distribuzione dei bit. chiaro che con questi presupposti sia lecito osservare il futuro delle telecomunicazioni da un punto di vista allargato che alla evoluzione della tecnologia associa quella del biz e soprattutto quella delle catene del valore. Ed proprio questo il motivo che ha spinto diverse aziende di telecomunicazioni ad associarsi al programma CFP (Communications Futures Program) lanciato a gennaio 2004 dal MIT (Massachussets Institute of Technology) insieme alla Universit di Cambridge (UK) e alluniversit della California. Al programma partecipano grandi operatori come BT, France Telecom, Deutsche Telecom, Telecom Italia, industrie manufatturiere di rete come CISCO e Nortel, manufatturiere di terminali come Motorola e Nokia . Telefonica e un grande operatore USA sono in procinto di associarsi. completa autonomia dei diversi dipartimenti, una galassia con scarsissime interazioni tra i sistemi componenti, e un legame molto lasco con gli sponsor che sostanzialmente avevano accesso ai risultati (e alla propriet intellettuale il MIT sostanzialmente non brevetta i suoi risultati) ma non potevano influire sulle direzioni della ricerca (a meno che non si trattasse di attivit specificatamente commissionate ma in questo caso non si ha pi un rapporto di sponsorship). Il CFP si basa su di un modello completamente diverso. La partecipazione coinvolge diversi dipartimenti, il Media Lab, il dipartimento di Telecomunicazioni, il dipartimento di Computer Science e la Sloan School of Management (e probabilmente coinvolger anche quello di Humanities nel prossimo anno). Il programma indirizzato da un comitato esecutivo cui partecipa un sottoinsieme degli sponsor (tra cui Telecom Italia) scelti sulla base dei contributi ideativi che possono portare (Telecom Italia era stato tra gli iniziatori dellidea e aveva contribuito nelle fasi iniziali con vari scenari di evoluzione tecnico economica, tramite il Future Centre) e si struttura in progetti, ciascuno pilotato da un responsabile accademico e da un responsabile di una industria per assicurare la costante presenza dei diversi punti di vista e interessi. Ciascun progetto si riunisce in audioconferenza ogni due settimane e con una riunione faccia a faccia ogni anno. In aggiunta, tutti i progetti presentano risultati e attivit in corso due volte allanno in una riunione plenaria che si alterna tra Europa e USA. Gli obiettivi sono principalmente quelli di far maturare delle riflessioni che poi vengono consolidate in documenti, disponibili a tutti, anche a chi non partecipa al programma, da utilizzarsi in varie sedi per contribuire alla evoluzione complessiva. Chiaramente il valore lo si ottiene da una reale partecipazione ai gruppi di lavoro, ai progetti, in quanto in questo modo che si vive il dibattito e si prende conoscenza dei diversi punti di vista, aspetto questo che scompare nei documenti finali. Le riflessioni si basano anche su sperimentazioni di laboratorio che dimostrano la praticabilit o meno di certe ipotesi. I p a r t e c i p a n t i a l p ro g r a m m a hanno accesso ai prototipi sviluppati e al software e possono adattarlo, eventualmente brevettando le variazioni, e utilizzarlo per il loro biz. Al momento sono attivi i progetti riportati nella tabella 1. Nel seguito si considerano, a titolo di esempio, due progetti, le Value Chain Dynamics e le Viral Networks. Lobiettivo non , ne pu essere, quello di entrare nel dettaglio delle tematiche e dei risultati (per questo prevista una giornata di studio a Torino in novembre), quanto quello di evidenziare il processo di riflessione che si viene a sviluppare, certamente applicabile a molte delle attivit del Gruppo Telecom Italia, ed anche a quelle di nostri clienti enterprise che vedono nel sistema delle telecomunicazioni e nella evoluzione della offerta di Telecom Italia unessenziale componente per il successo del loro business.
3.1 Va l u e C h a i n D y n a m i c s (Charles Fine, Sloan School - Dirk Trossen, Nokia Research)

3. Il programma Il MIT ha da sempre una tradizione di coinvolgimento dellindustria nei suoi programmi. Quasi il 50% dei suoi finanziamenti provengono dallindustria e diverse primarie aziende hanno scelto di impiantare dei loro centri di ricerca nel campus vicino a Boston. Tuttavia tutti i programmi prevedevano una

Anche se laffermazione pu apparire scomoda occorre prenderne coscienza: il futuro delle telecomunicazioni non sta nelle telecomunicazioni stesse ma nella loro capacit di migliorare altre catene di valore. La creazione di nuovi servizi che appartengono alla classe telecomunicazioni indispensabile per mantenere o incrementare quote di mercato ma certamente non crea nuovo valore nel settore. Viceversa riuscire a rendere efficienti le catene del valore in cui operano altri at-

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Nome del gruppo Optical BroadBand

Partecipanti MIT, BT, FT, Corning, Motorola, Nokia, Ovum, Novera, Telecom Italia

Attivit Attivit volta allo studio di soluzioni di reti ottiche di accesso di prossima generazione (Next Generation Optical Broadband) in accordo con le attivit svolte in ambito ITU-T ed FSAN. Focalizzato sullanalisi dellecosistema BB, nel corso dellanno ha definito il service concept Personal BB, ed ha continuato lanalisi di modelli economici per promuovere la diffusione del BB con la finalit di mantenere una redditivit perloperatore Telco. in corso un analisi sulla Network Neutrality. Obiettivo lo studio di reti in grado di aggregarsi in modo spontaneo ed apparire come una struttura fisica per le applicazioni. Al momento sono attivi gruppi di lavoro su come gestire gli attacchi DoS, il futuro di Internet routine, metodi per il supporto QoS. Obiettivo lindividuazione di soluzioni pratiche e la creazione di una lobby per facilitare la transizione verso un futuro dove la condivisione dello spettro sia spinta dal mercato piuttosto che dagli enti di regolamentazione. Un futuro ove, sia possibile la liberalizzazione dello spettro considerato sempre pi come una commodity e sia ad esempio possibile il paradigma di affitto dello spettro assegnato con licenza flessibile sia modelli open access. Obiettivo lindividuazione di nuove strategie per limitare i danni da attacchi DoS e di nuovi metodi per la definizione dellidentit dellutente al fine di migliorare la sicurezza e garantire la privacy. Nuovo gruppo ideato per condurre una ricerca che favorisca levoluzione di Internet come una piattaforma broadband aperta e competitiva in grado di rispondere alla necessit dinamiche del mercato.

BroadBand

MIT, Cisco, Comcast, Deutsche Telekom/T-mobile, FT, Intel, Motorola, Nokia, Nortel, Telecom Italia

Viral Communication Internet Architecture

MIT,BT, FT, Cisco, Motorola, Nokia, Nortel, Samsung, Telecom Italia ------------

Spectrum Policy

BT, Cisco, Echostar, FT, Intel, Motorola, Nokia, Nortel, Qwest, Samsung, Verizon, Telecom Italia, MIT

Security and Privacy

------------

Interconnection

in corso la ricerca dei partecipanti

BB DoS FSAN ITU-T QoS

= = = = =

BroadBand Denial of Service Full Service Access Network International Telecommunication Union-Telecommunications Quality of Service

TABELLA 1 Progetti attivi del CFP (Communications Future Program).

tori o cambiarle porta ad un nuovo valore per il settore delle telecomunicazioni. Tale paradigma stato fatto proprio da eMobility, la piattaforma tecnologica europea sul mobile, ed andr pertanto a caratterizzare la ricerca nel comparto ICT del 7 Programma Quadro sulla Ricerca (2007 - 2013) finanziato dalla Commissione Europea. Telecom Italia st definendo in tal senso un progetto (battezzato GREEN) su cui stato raccolto linteresse dei principali operati europei (Telefonica, Deutsche Telekom, France Telecom, Telia Sonera).

Linfrastruttura delle telecomunicazioni paragonabile alla infrastruttura stradale. Entrambe sono essenziali alla vita e al biz di oggi, inconcepibile esserne senza. Eppure questo non significa che la gente paghi direttamente per il loro uso, anzi, in generale non paghiamo per camminare su una strada. Esistono poi una pluralit di strade di propriet di privati in genere lasciate ad un uso pubblico, anche qui senza che venga richiesto alcun pagamento (gli hot spot WiFi sono un esempio nel settore telecomunicazioni). Esi-

stono anche strade pregiate, a pagamento, ponti, gallerie e autostrade. Il loro valore chiaramente percepito, in genere esiste una alternativa gratuita ma la maggioranza degli utenti ben disposta a pagare per usarle. Parimenti possiamo vedere nelle telecomunicazioni una disponibilit a pagare per servizi di mobilit . Uno dei punti messi in rilievo dal gruppo di lavoro che le telecomunicazioni non saranno pi trattabili come infrastruttura ma bens come una applicazione. E come ogni applicazione saranno soggette a evoluzioni immediate (nuove release di servizi di connettivit) e a continui superamenti da parte di applicazioni analoghe. Questo elemento ulteriormente ripreso, come vedremo dal progetto sulle Viral Networks. Visto che il valore si colloca nellevoluzione delle catene del valore il progetto, che ha visto coinvolta in funzione trainante la Sloan School of Management, occorre studiarne le dinamiche. Questo viene fatto con un approccio di tipo metodologico (toolkit), e quindi sperimentale di costruzione di modelli e della loro generalizzazione. Sono stati sviluppati modelli per le RFID (Radio Frequency Identification), la musica on line, il VoIP e, attualmente, partito lo studio per lIPTV. Il punto di partenza lapprendimento di una certa catena del valore, cio la comprensione dei concetti base e delle alternative. A questo segue la catalogazione, cio la identificazione di macro elementi che in qualche modo rappresentano le diverse caratteristiche del business tenendo conto della creazione di valore, del delivery e dei punti di controllo cio quelle parti che sono possedute (a vario titolo) da un attore e che lo mettono in condizione di proporre quel usiness, ad esempio per un Operatore la rete di accesso un punto di controllo che per pu essere messo in discussione da un contesto re-

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golatorio che lo obblighi a rilasciarlo ad altri. Lemergere dei punti di controllo avviene contestualmente alla decostruzione dei servizi analizzati nelle componenti che ne consentono lerogazione. A questo punto si mettono in relazione i diversi punti di controllo di aziende che operano nel settore. Ed proprio lanalisi delluso dei punti di controllo che permette di evidenziare il modello di business attuale o perseguito. In questa fase si attribuiscono dei valori ai control point, ad esempio le revenue generate, le dimensioni del mercato, il market share conseguito tramite quel control point, come indicato nella tabella 2 per il servizio VoIP. anche chiaro che una variazione dei punti di controllo porta ad una variazione del modello di biz. L a vari azi o n e u n a co n seguenza di fenomeni chiamati trigger ed il passo successivo porta proprio allo studio di questi trigger (levoluzione tecnologica evidentemente uno di questi e questo stato esplorato in profondit nel progetto europeo Fistera cui ha partecipato attivamente Telecom Italia). I trigger in generale portano al cambiamento sia nellambito di un punto di controllo sia, pi importante, nella aggregazione dei punti di controllo nel modello di bu si n ess i n qu anto v a nno a cambiare i valori associati (se il valore scende a zero ovviamente scompare il punto di controllo). stata fatta una classificazione dei trigger in sette categorie di cui quattro primarie, sufficienti a fornire una visione semplificata: tecnologia, regolamentazione, comportamenti, strategia di business e tre aggiuntive che portano ad una visione di tutto lecosistema andando a considerare anche aspetti collegati e precisamente: i cicli di business, la struttura del comparto, il mercato dei capitali (aspetti finanziari). Un esempio relativo al VoIP fornito in tabella 3. I trigger sono collegati tra loro in un modello chiamato degli ingranaggi per evidenziare come ciscun trigger sia in realt collegato agli altri (figura 1). Lesame di queste correlazioni porta a riflettere su quali siano i fenomeni in gioco e, su questa base, a prevedere chi possa avvantaggiarsi da un certo tipo di evoluzione. A questo punto si passa alla definizione del nuovo business model e allo studio della transizione dallattuale al futuro. Questa ovviamente un punto critico in quanto il modello di business attuale funziona e la transizione non deve tagliare il cash flow che questo sta generando.
3.2 Viral Networks

AT&T Service transactions Call signaling Bit transport Routing to PSAP Disability Access - TTY, TRS signaling Multiple phones - home wiring Wiretapping - Call recording Billing (tracking MOU)

Vonage Call signaling Routing to PSAP Phone number to SIP URI mapping Billing (flat rate, no MOU tracking)

Skype Call Signaling and Setup Namespace and Presence Features Preferential Routing for Quality

Delivery Local loop, national backbone, Phone Adaptor; SIP Server, infrastruc- international backbone, SIP Gateway, [Owned by ture CO, Class 5 and Class 4 other entities - DSL Adaptor or Cable Modem, BB network,PSTN or Wireless Infrastructure] Control points

Application Software

Local Loop, National Backbone Phone Adapter, PC Application Circuit Switching - 100 years Voice/Video/Data PC Application of Reliability, QoS Convergence SIP Signaling - virtual phone PSTN Features Name Space numbers, portability of Regulatory Compliance phone service Flat Rate Billing Local Loop, National Backbone Circuit Switching 100 years of Reliability, QoS PSTN Features Regulatory Compliance
Centra- Phone Adapter, PC Application lized

Control Points

PC Application Voice/Video/ SIP Signaling - virtual Centra- phone numbers, porta- CentraData lized bility of phone service lized Convergence
Distributed Centra Name Space lized

Distributed Distributed Centralized

Centra Flat Rate Billing lized Centralized Centra Phone Adaptor lized Centra SIP Server lized Centra SIP Gateway lized Centralized

Delivery Local Loop infrastructure National backbone International backbone CO Class 5 & class 4

Distri- Application software buted Centralized Centralized

Centralized

TABELLA 2 Decostruzione, esempio VoIP. La tabella si riferisce ad un sottoinsieme di servizi ed

evidenzia come diverse aziende utilizzino punti di controllo differenti.

Se per le Value Chain Dynamics laccento stato posto sullaspetto metodologico, per le Viral Networks laccento sullemergere possibile di un nuovo paradigma. Questo in qualche modo visibile, quasi ovvio, a livello logico in cui lavvento del peer to peer tra terminali in grado di elaborazione locale permette una tumultuosa creazione di servizi che non solo non chiedono nulla alla rete, se non il puro trasporto (neppure le funzioni di indirizzamento e nume-

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Technology - convergence - VoIP capable devices - voice quality - feature integration - service mobility options - number portability options - availability of virtual phone numbers - secondary phone numbers per line - security technologies - privacy technologies - encryption schemes - Latency - VoIP applications - arbitrage opportunity - new Features available - available features - size of namespace - PSTN interconnectivity - legacy feature Compatibility - broadband deployment - end-to-end IP networks - WiFi Hotspots - WiMax deployment - community networks

Regulation - propensity for deregulation - subsidies - barrier to entry - cost of regulation - unbundling local loop - congressional pressure - public pressure - lobbying - regulations - social regulation - economic regulation - interconnection charges - time to develop technology to meet - technology availble to meet - regulatory needs - feasibility of developing technology - regulatory delays - regulatory unclarity

Industry Structure - number of Namespaces - number of basic service providers - number of premium service providers - number of service providers - number of equipment providers - vertical disintegration - vertical integration - mergers and acquisitions Customer Preferences - demand for features - stickiness to service - concern for privacy - concern for security - tolerance for voice quality - perceived coolness - peer pressure Regulation - demand for features - stickiness to service - concern for privacy - concern for security - tolerance for voice quality - perceived coolness - peer pressure

Business Cycle - monthly price - Voice communications cost - cost pressures - pressure to reduce deployment costs - pressure to reduce operation costs - number of service providers - number of equipment providers - Number of developers - service and installation personelle Corp. Strategy - call blocking - economic arbitrage - lobbying - number of basic service providers - number of premium service providers - service availability - monthly price - price bundling - in-service calling plans - cost of registring on the namespace

TABELLA 3 Triggers, esempio VoIP

razione ), ma anche si ingegnano per superare le limitazioni della rete in termini di trasporto. Le strutture GRID (Global Resource Information Database) allesterno della rete sono un esempio di incremento della velocit di trasporto della rete dallesterno (non della capacit, ovviamente). Quello che accaduto e continua ad accadere a livello logico potrebbe accadere anche a livello fisico, cio la creazione di reti spontanee in grado di aggregarsi e apparire come una vera e propria rete fisica per le applicazioni. Laggettivo viral si riferisce alla caratteristica infettiva di questi sistemi, alla capacit di propagare le loro caratteristiche e funzionalit a sistemi con cui sono in contatto. Ed proprio questa caratteristica che porta alla creazione di una rete che si espande.

Competitiveness Regulatory Obligations And Cost

Surplus for Investment

Capital Market Dynamics

Anti-trust Anti-competition

Technology Shift

Corporate Strategy Dynamics

Vertical And Horizontal Integration

Industry Structure Dynamics

Technical Capability Regulatory Policy Dynamics Investment in Technology Moores Law And the Internet Technology Dynamics Rate Of Diffusion Business Cycle Dynamics

Experience Technology Adoption New Requirements

Price

Altering Technology choices

Customer Preference Dynamics

FIGURA 1 Relazioni tra trigger, il modello ad ingranaggi.

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La moda un esempio di Viral Networks. In questo caso la capacit di comunicazione di un messaggio (essere alla moda significa avere quel paio di scarpe, quel telefonino, ) che porta le persone ad adeguarsi e omologarsi. Il peer to peer stato lelemento abilitante per le Viral Networks. In questo caso un sistema entra in comunicazione con un altro, direttamente o attraverso una rete, e gli trasmette quelle caratteristiche che lo fanno diventare non solo parte di questa nuova costellazione ma lo attivano a diffondere le caratteristiche ad altri sistemi, lo trasformano cio in un virus . Un esempio di applicazione di questo paradigma una applicazione sviluppata nellambito del CFP, Vid Torrent. In questa applicazione ogni nodo di una rete funziona come punto di broadcasting di segnali video creando una struttura di distribuzione autonoma molto efficace e resistente. stata effettuata una sperimentazione andando a prendere un segnale televisivo prodotto da un broadcaster in Grecia (partite di calcio) e registrandone i contenuti su di un server al Media Lab di Boston. Ogni sistema che richieda un accesso a questo contenuto viene richiesto di diventare un nuovo repository per quel contenuto con limpegno a distribuirlo nel caso gli arrivi una richiesta. Questo impegno scritto nel contenuto stesso (viral) per cui chi scarica obbligato ad aderire alla richiesta. Non solo. Il contenuto viene spezzato in diverse parti e trasferito a vari sistemi lasciando poi a questi il compito di scambiarsi le varie componenti per ottenere il file completo. In questo modo la caratteristica di comunicazione con sistemi locali diventa un elemento fondamentale per ottenere il contenuto. Supponiamo che esista un mercato interessato a questi contenuti in Australia (emigrati greci appassionati di calcio). Una richiesta al server del Media Lab porta al trasferimento del contenuto. Da questo momento in poi successive richieste continuano ad essere monitorate dal server del Media Lab che via via crea una mappa dei partecipanti a questo contenuto, ma il trasferimento avviene tra i sistemi presenti in Australia. Il monitoraggio avviene tramite un crawler che segue le connessioni che si vengono a creare e che fa parte del pacchetto che si deve accettare quando si richiede laccesso alle informazioni. Questo meccanismo di rete di santAntonio per il broadcast interessante in quanto permette di decentrare i carichi della rete. Diventa ancora pi interessante se accoppiata ad una architettura che potrebbe essere messa in campo da un Operatore nella sua rete di distribuzione che consente di replicare i contenuti a livello di rete di distribuzione e di effettuare i broadcast a partire da questi. In questo modo si diminuisce il traffico sulla rete (visto che i broadcast non interessano le parti centrali della rete) e evitano sovraccarichi dovuti a molteplici richieste dalla periferia. Inoltre diventa possibile creare dei mashups, cio dei sistemi di correlazione di varie tipologie di informazioni che vengono ad aggregarsi alle informazioni richieste sulla base di elementi di specificit, sia relative alla localizzazione sia alla profilatura del cliente. Questo consente di aggiungere un valore percepito e anche di innescare flussi di revenues indiretti essenziali nel momento in cui il contenuto stesso tende a perdere un valore commerciale per il cliente finale (contenuto gratuito). Si noti che in assenza di questa funzionalit gestita dalla rete non solo si perde il controllo sui contenuti ma anche quello sui biz indiretti. Deutsche Telekom ha recentemente espresso interesse alla sperimentazione di questo paradigma sulla sua rete. Un ulteriore vantaggio (di sistemi basati su paradigmi distribuiti) lincremento di affidabilit del sistema complessivo. Ogni nodo conosce gli altri nodi che partecipano al multicast e se un nodo cade gli altri possono collegarsi ad altri nodi. Infatti esiste una bufferizzazione distribuita che permette di recuperare gap. Inoltre chi invia uno stream in realt ne invia diversi equivalenti a macchine diverse (tecnologia RAID). Il sistema rende economiche distribuzioni che hanno un mercato molto distribuito, non denso a sufficienza per giustificare un paradigma normale. Questo paradigma consente di aggregare degli stream e quindi permette di ribilanciare lasimmetria tra download e upload. Ogni nodo conosce quello che gli altri nodi gli stanno inviando e su questa base crea un contesto che aggiorna in modo dinamico. In pratica esiste una rete di distribuzione (multicast distribuito) a cui si somma una rete di sensori (Distributed Sensor Network) per essere a conoscenza del contesto; queste due reti, chiamate Peers comunicano e si adattano in continuazione. Un ulteriore esempio di applicazione, che complementa il precedente dal punto di vista del paradigma, quello di Fluid Voice. Il concetto quello del push to listen. I sistemi radio sono intrinsecamente multicast e lidea quella che tutti, in linea di principio, possono ascoltare tutti. Ciascuno ha la possibilit di regolare il volume dei vari canali che sente semplicemente avvicinando il proprio sistema allaltro in uno spazio virtuale. Una applicazione potrebbe essere quella di una squadra di pompieri che stia effettuando un intervento. importante che tutti sentano quello che i diversi componenti della squadra dicono. Sul cellulare di ciascuno pu apparire uno schermo che rappresenta la posizione dei vari pompieri e ciascuno pu avvicinarsi agli altri per ascoltare cosa viene detto. Dal punto di vista grafico si possono immaginare degli anelli concentrici con al centro la persona. Spostando le icone che identificano le diverse persone in un anello si ottiene un ascolto ad un certo volume.

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Il lavoro a livello CFP si concentrato sul livello fisico e sul modo di propagazione in modo da minimizzare lenergia complessiva emessa creando una specie di barriera fisica tra un gruppo ed un altro. Laggiunta di un terminale porta ad una riconfigurazione complessiva per mantenere minimo il livello di energia e costante la barriera. Ad esempio questa pu coincidere con un cantiere, con un cinema . Questo concetto pu essere esportato a livello sociale in cui appartenenti ad un gruppo quando arrivano ad essere nellambito delimitato dalla barriera si accorgono luno dellaltro e si sentono. Il sistema si presta in modo particolare a connessioni basate su hot spot WiFi (e in prospettiva a WiMax) anche se queste aree possono essere virtualizzate in un sistema cellulare, ma in questo caso si ha un consumo di banda. Al di l dei due casi specifici presentati il paradigma della Viral Networks trover una naturale estensione nel momento in cui si avr una proliferazione di micro celle (da WiFi a UWB, ma anche Bluetooth, ) e anche nella diffusione dei sensori. Piuttosto che avere un modello in cui la grande rete cresce inglobando una periferia in continua evoluzione, qualitativa e quantitativa, il modello delle Viral Networks prevede che queste nuove micro reti si auto-organizzino a formare reti di estensione sempre crescente (a volte adiacenti, a volte collegate tramite una rete pubblica). Questo pu essere visto in termini di minaccia per una progressiva sostituzione oppure in termini di una infrastruttura che non richiede ne CAPEX ne OPEX ad un Operatore ma che pu essere utilizzata per veicolare servizi aumentando quindi le potenzialit di biz. Inoltre la sua complessit pu dare origine a opportunit di biz nella capacit di gestione di questa complessit a favore di terzi. 4. Conclusioni Il programma CFP, di cui si potuto presentare solo alcuni aspetti, una occasione importante per essere protagonisti di una evoluzione che esplora scenari alternativi che non rimangono solo speculazioni sulla carta ma che vengono anche sperimentati. Al CFP si aggancia un importante programma di sperimentazione in campo, Living in the Future, che vedr un coinvolgimento di oltre 20.000 persone, in parte studenti del MIT e in parte persone residenti a Cambridge. Il programma partir a fine anno e i suoi risultati in itinere saranno visibili ai partecipanti al CFP. Esiste anche la possibilit di partecipare alle sperimentazioni richiedendo la sperimentazione di architetture e servizi, diventando cos partner di quel programma. Al momento solo Nokia ha gi dato la sua adesione mentre altri membri del CFP stanno considerando lopportunit di associarsi. Un elemento importante del CFP la possibilit di trasferire idee e prototipi nei laboratori delle aziende partecipanti per diventare una base di partenza per sviluppi proprietari, in questo caso soggetti a brevettazione e uso esclusivo. Il valore, quindi, non tanto nel risultato finale quanto nel coinvolgimento e partecipazione. Al momento la partecipazione coinvolge le aree Innovation and Engineering, Business Innovation, Market e Regulatory Affairs. Le audioconferenze bimensili sono annunciate sulla Intranet e sono aperte a tutti le persone di Telecom Italia.

roberto.saracco@telecomitalia.it

Un grazie a Raffaele De Peppe per i suoi suggerimenti allarticolo.

ABBREVIAZIONI

CFP

Communications Futures Programme CRN Communications Research Network DoS Denial of Service FSAN Full Service Access Network GRID Global Resource Information Database MIT Massachusetts Institute of Technology QoS Quality of Service RFID Radio Frequency Identification VoIP Voice over IP

Roberto Saracco si diplomato in Informatica e ha una laurea in matematica con un perfezionamento in fisica delle particelle elementari. Negli oltre trentanni in Telecom Italia ha partecipato a molti progetti di ricerca, in commutazione, reti dati, gestione della rete, occupando varie posizioni di responsabilit. Negli ultimi dieci anni i suoi interessi si sono spostati verso gli aspetti economici dellinnovazione. Attualmente responsabile per Trend & Scientific Communications in TILab. Dal 2001 al 2003 ha formato e condotto un gruppo di ricerca sulle implicazioni economiche dellevoluzione tecnologica al Future Centre a Venezia; ha guidato un progetto della World Bank/Infodev in America Latina che ha portato ad identificare oltre 100 proposte di innovazione applicata. Senior Member dellIEEE ed ha collaborato e diretto vari comitati tecnici. Nel 2002-2003 stato eletto VP per i Membership Services della Communications Society e dal 2005 responsabile per i rapporti verso le Societ Associate a questa (oltre venti in tutto il mondo). Ha partecipato a molti settori di standardizzazione nelle telecomunicazioni e attualmente conduce un team di ricerca composto da ricercatori di una dozzina di centri di Foresight europei, giapponesi e americani nellambito del progetto FISTERA per identificare traiettorie tecnologiche nei prossimi quindici anni. autore di molte pubblicazioni e libri.

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