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DOMANDE CHE NESSUNO FA (e risposte che nessuno da)

Il CorrierEconomia del 12 aprile 2010 apre con un articolo di Sergio Rizzo e quattro di Isidoro Trovato. Vertono tutti sulle stesse questioni angosciose: Il ritardo nei pagamenti, tanto da parte di imprese private quanto pubbliche, dei loro fornitori, le cui operazioni vengono strangolate, quando non uccise, da codesta pratica. La mancanza cronica di liquidit, alla quale segue lindebitamento obbligato in banca: C meno liquidit e dobbiamo indebitarci lamenta Mauro Baruzzi dellimpresa familiare omonima. Leffetto danneggiante inversamente proporzionale alle dimensioni di una impresa: quanto pi piccola e puntuale nellassolvere i suoi impegni, tanto pi colpita ne viene dallo Stato, delle banche e delle grandi imprese private. Nemo custodit ipsos custodes: Le tasse e imposte colpiscono senza remore e senza piet, la delinquenza degli enti pubblici nellassolvere i loro obblighi rimane impunita: Il patto di stabilit era stato creato per evitare ai comuni di sforare il proprio budget. Ma il risultato che, verso fine anno, quando si accorgono di aver raggiunto il limite massimo di spesa, i comuni e tutti gli altri enti locali sospendono i pagamenti di tutte le fatture e li rimandano allanno successivo. Questo perch cos vengono contabilizzati nel bilancio dellesercizio successivo. Cos Antonella Gabriellini di Toscana Costruzioni.

Trovato quasi butta la spugna: Fare in modo che le imprese riscuotano almeno una parte dei loro crediti potrebbe rappresentare una via di uscita Ma come riuscirci senza squilibrare ulteriormente i conti pubblici, non ancora chiaro. E non lo sar mai, mi si permetta di aggiungere, perch leconomia nella quale ci dibattiamo non naturale. Ne sono un sintomo i rimedi proposti. Cominciamo da Rizzo: Non rispettate i tempi? Scatti la multa, tuona il titolo. E la stessa politica che sguinzaglia i vigili urbani a multare chi parcheggia dove pu senza che il municipio pensi alla soluzione razionale: costruire parcheggi sotto ad ogni strada, cos da avere circolazione sopra e parcheggio sotto. Ma non ci sono fondi! esclama chi ha imparato economia dagli scagnozzi dellusura. Vi ritorneremo. Poi diventa poetico: I cittadini evadono le tasse perch sono troppo alte e le tasse sono troppo alte perch i cittadini le evadono. Bello, come la storia dellex-capitano della Royal Navy ritirato a Zanzibar, che sparava un colpo di spingarda puntualmente a mezzogiorno. Quando un ospite gli chiese come facesse ad avere il tempo esatto, Ah, quando mi reco in citt per approvvigionarmi sempre passo dallorologiaio locale, che ha un cronometro pienamente affidabile. Lospite si reca a Zanzibar citt e va dallorologiaio. So che avete un cronometro che marca il tempo con esattezza. Come

fate? Ah, c un ex-capitano della Royal Navy che dallaltro lato dellisola spara un colpo esattamente a mezzogiorno Circolo vizioso che gode di credito grazie allassenza della logica dalla squola italiana. Continuiamo con Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato: Abbiamo bisogno di norme severe contro i cattivi pagatori che mettono in ginocchio le piccole imprese strette in una morsa di oneri finanziari, costi amministrativi per disincagliare i crediti in sofferenza, perdite di tempo, oneri legali per ottenere la riscossione del credito agendo per via giudiziaria. Che non serve, finisce Rizzo, giacch rivolgersi al giudice civile semplicemente inutile, per non dire controproducente: le cause in Italia durano decenni, e una piccola impresa che cita in giudizio una grande impresa difficilmente avr altre commesse. Questa la giungla italiana, dove la regola della lealt ha lasciato il posto alla legge del pi forte. Per quanto si pu ancora andare cos prima che il sistema collassi? Le soluzioni proposte sono tutte violente: norme severe, sanzioni, multe, insomma la giungla. Per nessuno fa le domande, radicali nel senso etimologico del termine, che andrebbero fatte per trovare luscita dal labirinto. La questione fondiaria, il lavoro e la tassazione Fu Jean Baptiste Colbert (1619-1683), ministro capo del Re Sole, a dire che larte del tassare consiste nello strappare ad un anatra il massimo numero di penne con il minimo di sibili. Colbert ebbe solo il merito di dire apertamente quel che faceva, giacch a farlo vi erano stati i baroni predoni dei secoli anteriori, che confiscavano gli utili dei mercanti di passaggio con lo stesso criterio di mazzimizzazione degli introiti e minimizzazione della voglia del mercante di restarsene a casa o di cambiare strada1 . Di Colbert sappiamo che riusc a sviluppare ogni aspetto della vita nazionale, ma sappiamo anche che mor amaramente deluso, e odiato dal popolo a causa delle tasse opprimenti.2 Ciononostante, gli economisti odierni sono colbertiani fino allosso. Facciamo la prima domanda che nessuno fa: possibile una tassazione che risponda a criteri di giustizia? Nei trattati di economia la questione non si pone neanche: si d per scontato che lunica differenza tra Colbert e i predoni privati fosse che lui rubava legalmente e loro no. Anche il pirata catturato da Cesare lo sapeva: Io lo faccio con un piccolo naviglio e mi chiami pirata. Tu lo fai con vascelli da guerra e ti fai chiamare imperatore. Ammetto che non facile dirimere la questione in un regime intellettuale e morale che si andato disfacendo della verit da quattro secoli a questa parte, dando cos origine allo iuspositivismo, per il quale la legge dice il solo criterio di azione, anche
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Lo stesso facevano i burocrati del Celeste Impero. Gli esempi storici non mancano Le due citazioni sono del Chambers Biographical Dictionary, voce COLBERT.

se la legge autorizza limmoralit pi sfrenata. Lo iuspositivismo ci ha per di pi regalato (!) una pletora di diritti accompagnata da una corrispondente carestia di doveri. Chi quindi parteggia per lo iuspositivismo non legga oltre; in quel regime non vi soluzione alcuna ai problemi sotto considerazione. Per lo iusnaturalismo, dove la giustizia segue tutta e solo dalla verit delle cose, giustizia vuol dire corrispondenza tra diritti e doveri, tanto privati quanto pubblici. Per cui se lo Stato ottempera ai suoi doveri, ha il diritto di ricuperare i costi di ottemperanza con le tasse. In caso contrario lo Stato estorce, con pi o meno violenza, come il barone predone dei tempi andati. Facciamo dunque la seconda domanda che nessuno fa: quali sono i doveri dello Stato? Neanche qui facile rispondere inequivocamente, giacch dai tempi di Jean Bodin (c. 1530-1596) regna una confusione crescente tra Stato e Governo, al punto che pochi oggi sono in grado di farsi la domanda, non parliamo poi di rispondervi. dovere primario dello Stato governare, cio espletare cinque funzioni inalienabili: 1. Amministrare la giustizia: distributiva (dello Stato verso i cittadini), legale (viceversa), commutativa (tra cittadini) e sociale (di tutti verso il bene comune). 2. Difendere la comunit politica dallaggressione esterna. 3. Punire i malviventi e premiare i cittadini esemplari. 4. Emettere il circolante necessario perch i cittadini possano pagare le tasse; 5. Proteggere i cittadini stranieri residenti nel suo territorio in cambio di una equivalente protezione ai suoi cittadini residenti allestero. Lo Stato pu non deve- espletare anche funzioni alienabili, ma sussidiariamente, cio nella misura in cui liniziativa privata non arriva: educazione, agricoltura, trasporti, ecc.ecc. Ma limitiamoci alla tassazione: lo Stato, per espletare quei doveri, ha il diritto di tassare per ottenerne i mezzi. E qui viene la terza domanda che nessuno fa: perch chi pu evade le tasse? Diamo unocchiata agli imponibili: 1. 2. 3. 4. La produzione di ricchezza, colpita dallimposta diretta sul reddito; Il consumo, colpito dalle imposte indirette; Le transazioni domestiche, colpite dallIVA; Le transazioni esterne, colpite dalle dogane.

La gente evade le tasse con leconomia sommersa non per slealt ma per legittima difesa. Le somme evase vengono ri-immesse nel circolo sanguigno delleconomia reale, che favorisce la produzione e gli scambi. Per questo non il punto. Il punto linnaturalit dei quattro imponibili, verso i quali il contribuente sente una ripugnanza viscerale. Se fossero secondo natura, il contribuente non solo pagherebbe spontaneamente, ma perfino in anticipo. Ci possibile, come vedremo; ma prima facciamo la quarta domanda che nessuno fa: esiste un imponibile naturale?

Lo Stato moderno, disposto (a parole) a difendere lultimo metro di territorio con la forza delle armi, ha effettivamente abdicato la sovranit sul territorio ai terratenenti, che si guardano bene dallo sbandierarla, ma la esercitano di fatto, o pagando salari da fame ai loro dipendenti, o esigendo il canone pi alto possibile dai loro affittuarii. Si noti che il prezzo di un terreno, urbano o rurale, direttamente proporzionale non alle strutture costruitevi su dal possessore, ma alle attivit svolte attorno ad esso da una folla di operatori economici. In un villaggio abbandonato, per esempio, quel prezzo nullo. Lo Stato moderno, inoltre, ha abdicato, da Waterloo in poi, la sovranit sul denaro, oggi emesso dalla BCE per il contante e dalle banche commerciali per il credito. Lo Stato si limita a coniare gli spiccioli, sui quali stampiglia la reivindicazione di sovranit. Per di pi, lo Stato prende in prestito tanto il credito quanto il contante dal sistema bancario, tassando i cittadini per pagarne linteresse (esponenziale composto). Ne segue che lo Stato moderno non governa pi: governicchia, intrufolandosi in questioni che dovrebbero riguardarlo solo sussidiariamente, ma che invece lo tengono occupato a tempo pieno, e per finanziare le quali non ha altra uscita che tassare e tartassare il valore aggiunto dallo sforzo di chi lavora. Ci lo si chiama governance ben sapendo che governo unaltra cosa. E chi lavora si difende come pu: con leconomia sommersa, con la criminalit organizzata (e impunita), eccetera. Chiunque lavora ha bisogno di terra sotto i piedi, ma ci non significa esserne proprietario. La ragione anchessa naturale: la terra non manufatturato umano, e non res nullius per la semplice ragione che non res ma locus , o se si vuole, situs3 . Per cui, come la verit, essa non appartiene a nessuno, ma tutti hanno il diritto di usare, vita natural durante, quella superficie di cui hanno bisogno per lavorare. Superficie che non ha ragione di essere sempre la stessa. Res nullius non la terra, ma La Terra, il pianeta, la cui area pi che sufficiente perch ogni uomo libero possa trovare dove sviluppare i suoi talenti e desideri. Se fosse libero. Non lo perch una legislazione perversa gli nega quel diritto. La Questione Fondiaria fa da una delle due ali di un uccello infernale di malaugurio, della quale si pu leggere in Tito Livio per poi vederla fare da sfondo a qualsiasi libro di storia di qualsiasi luogo e periodo. Quanto meno lautore dello scritto ne percepisce limportanza come causa determinante di guerre, trattati, matrimoni dinastici, colonialismo, elezioni papali, rivoluzioni, esecuzioni capitali e chi pi ne ha pi ne metta, tanto pi costui riveler al lettore attento, e solo a lui, i drammi per non dire le tragedie della sperequazione fondiaria. Quattro ne sono le conseguenze innaturali. La recintazione conduce, prima o poi, al latifondo. I gestori meno abili di una propriet non ci metteranno molto a venderla, facendola cos fondere con quella di chi ci sa fare e che offre loro una certa somma. Questa una ragione per cui nessuna riforma agraria basata sulla recintazione abbia mai avuto successo.

Non chiedo scusa a nessuno per luso di termini aristotelici. Sono gli unici che permettono una sana filosofia, cio il mettere ciascuna realt al suo posto.
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Il latifondo deprime i salari tanto di chi vi lavora dentro quanto fuori, spingendo il margine di coltivazione sempre pi lontano dai centri di consumo4 . Ecco una seconda ragione del fallimento delle cosiddette riforme agrarie: il costo delle distanze non compensa il beneficio della propriet. Per massimizzare la rendita, il sovrano latifondista deve poter contare su un pool di disoccupati, cos da poter mantenere bassi i salari, e su tariffe doganali che lo proteggono dalla concorrenza, cos da poter mantenere alti i prezzi di vendita. In genere ottiene i due scopi manipolando le politiche governative. Ecco perch la disoccupazione non sparisce. Man mano che la societ si va dividendo in un gruppo poderoso (ma necessariamente piccolo) di terratenenti e un gruppo spodestato, ma in continuo aumento, di nullatenenti, la lotta di classe, che non affatto invenzione marxista: basta leggere Tito Livio per chiunque la voglia capire. Lo spargimento di sangue, sia di guerra intestina sia estera provocata da chi vuole proteggere i privilegi ingiusti a tutti i costi, inevitabile.

Limposizione fiscale del terratenente, cio laumento del canone degli affittuari e la diminuzione dei salari dei suoi dipendenti, gli permette anche di monetizzare come rendita tutti i vantaggi dei servizi sociali. Ad ogni miglioramento di infrastrutture, di amenit pubbliche, di tecnologia, ecc., capace di indurre gli agricoltori a restarsene dove sono invece di migrare, il terratenente o aumenta il canone di affitto o deprime i salari dei dipendenti, o entrambe le cose quando la propriet abbastanza grande da permetterlo. La storia della questione fondiaria lunga. I patrizi e i plebei di Roma lottavano proprio per questo. Ad ogni minaccia di rivolta, i patrizi facevano in modo di sviare lattenzione della gente verso uninvasione nemica, frequentemente provocandola. Nella storia ecclesiastica la stessa questione incombe massiccia, dalla donazione di Pepino di Heristal (756)5 alla scomparsa degli Stati Pontifici (1870). 6 La questione fondiaria alla base della tensione mai risolta tra sovrano7 , nobilt e plebe, nonch di fenomeni come la sovrappopolazione, la criminalit organizzata e la guerra come valvola di scarico della lotta di classe. La cosiddetta sovrappopolazione effetto diretto, a volte drammaticamente istantaneo, dellespulsione dei piccoli usufruttuar terrieri a vantaggio dei grandi terratenenti. Chi al tanto della questione vede la confisca dei monasteri inglesi da parte di Enrico VIII Tudor sotto unaltra luce. Il Il latifondio ha sempre avuto come contropartita la schiavit: oggi, derrate pagate 0.06/kg alla produzione si rivendono a 1,20/kg al mercato. 5 O anche di Costantino per chi preferisce. E irrilevante chi sia stato a fare le donazioni per primo. 6 Per pi di 1000 anni ogni papa cingeva due corone: quella di capo della Chiesa e quella di re degli Stati Pontifici. Gli interessi delle due non sempre coincidevano, per dirla con moderazione. Forse lepisodio pi grottesco fu la guerra di Sua Maest Cristianissima Filippo II di Spagna a Papa Paolo IV per la contea di Paliano nel 1555. 7 Questo termine vale tanto per i re e principi di una volta quanto per presidenti , chairmen e simili titoli odierni.
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regime di propriet monastica, bench si accollasse i servizi sociali (sanit, educazione, albergheria ecc.), non era naturale: era un latifondo benevolo. Si trasform in latifondo malevolo in soli tre anni (1546-49). I poveri, prima accuditi da una armata di 10.000 monaci, vennero completamente disattesi dai nuovi proprietari, che ancora oggi difendono i loro privilegi ingiusti con il cane da guardia chiamato Camera dei Lords che ringhia verso la House of Commons. I liberi yeomen di un tempo divennero, tra il 16o e il 19o secolo, straccioni affamati che si affollavano nelle citt durante la rivoluzione industriale8 . Lo stesso occorreva con lemigrazione degli extremeos che andavano a ripetere lusurpazione fondiaria in America dopo averla subita in Spagna; con i ragazzi che Don Bosco raccoglieva per le strade di Torino, e con la massiccia emigrazione dalle Due Sicilie a cavallo tra il 19o e 20o secolo, a causa della politica fondiaria sabauda. Gi, perch cosa fare con limprovviso straripare di proletari, proletarie e proletarietti di ambo i sessi? Non c che limbarazzo della scelta: dal Modest Proposal di Jonathan Swift (1667-1745), cio servire i loro neonati come manicaretto prelibato alle tavole dei ricchi; a quella di Malthus (1766-1834) (che ancora viene presa sul serio), di convincerli ad avere meno figli; al Terrore, il cui vero scopo fu una drastica riduzione della popolazione francese9 ; allemigrazione irlandese, volontaria verso lAmerica o forzata verso lAustralia (anche per il furto di un fazzoletto), alla coscrizione di centinaia di migliaia di disoccupati come carne da cannone, e alla facile incarcerazione (gli U.S.A. ne ospitano 3 milioni nelle patrie galere, circa l1% della popolazione). E via dicendo. Se lo Stato moderno impotente quindi a sottomettere terratenenti e banchieri, perch i cittadini, tenuti alloscuro di storia e di altro, non lo sostengono. Si limitano a votare di tanto in tanto, ma ormai ovvio che dopo ogni elezione le politiche non cambiano, e nel frattempo divertimenti senza fine li tengono occupati a non pensare. Rispondiamo ora alle domande che nessuno fa. La Terra Franca Limponibile naturale non il valore aggiunto dallo sforzo di chi lavora: il valore sottratto alle risorse naturali del Paese, sulle quali uno Stato dovrebbe esercitare una sovranit reale. Codeste risorse sono in primis il suolo, e in secundis il sottosuolo, lo spazio aereo, lo spettro elettromagnetico, e linquinamento del medio ambiente. Tassandole, lo Stato lascerebbe il 100% del reddito da lavoro nelle tasche di chi lo produce, e incamererebbe il 100% della rendita da suolo spoglio, prodotta dalla comunit e ritornante ad essa in concetto di servizi di pubblica amministrazione. Per quello che riguarda il sottosuolo, lo Stato agirebbe da acquirente esclusivo, contrattando il prezzo della risorsa e rivendendola sul mercato tanto interno quanto esterno in concorrenza con altri stati che godessero delle stesse risorse. Cobbett non fa mistero di come la cosiddetta Riforma fosse la scusa ideale per arraffare quelle terre. 9 Lo afferma Nesta Webster (1876-1960) in World Revolution, Britons 1971.
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Il canone, si noti, sarebbe modesto, dato che non coprirebbe che le spese di pubblica amministrazione; come finanziare le infrastrutture lo vedremo fra poco. vero che la storia non fatta di se e di ma, ma come esperimento mentale si ritorni agli eventi storici appena accennati e ci si chieda se uno solo di essi si sarebbe svolto come si svolse ad essere esistito un regime di Terra Franca, come qui proposto sulla scia di Henry George (1839-1897) in Progress and Poverty (1879) e Silvio Gesell (1862-1930) in Natrliche Wirtschaftsordnung (1906)10. Ma sarebbe sufficiente listituto della Terra Franca perch il contribuente pagasse anche quelle poche tasse a cuor leggero, come ventilato su? Non senza risolvere la Questione Monetaria, come si vedr nella seconda parte di questo saggio. La Questione Monetaria, il lavoro e la tassazione Paradosso Il problema pi paradossale che assilla il mondo, sviluppato o no, da 200 anni a questa parte, la disoccupazione. LItalia in particolare ha un perenne ed inestinguibile numero di disoccupati,11 nonostante non manchi il lavoro da fare. Cosa manca? Si rileggano i paragrafi iniziali: manca denaro per finanziare il lavoro. Ora si ripeta ad nauseam: C lavoro, ci sono i materiali e c gente disposta a lavorare; manca il denaro fino ad interiorizzarne lassurdit. La disoccupazione ce la stiamo trascinando dietro per lo meno dalla Rivoluzione Francese, ed evidente che si sia riacutizzata con lavvento delleuro. Tutti notano che questa moneta non ha mantenuto una sola delle promesse facenti bella mostra di s nel Trattato di Maastricht, ma nessuno sembra capire. Bisogna capire in primis perch leuro non funziona e non funzioner mai, e solo in secundis quale la soluzione naturale del problema. 2600 anni di dipendenza monetaria: la triplice superstizione di Creso Dobbiamo alla decisione (solo in apparenza innocua) di questo re di Lidia (m. 546 a.C.) di imprimere il sigillo reale su un pezzo di metallo prezioso per garantirne il peso, tre superstizioni o incantesimi che dir si vogliano, che in 26 secoli di storia oscillano dal grottesco al tragico quando non allassurdo, come i due millenni e mezzo che ci sono voluti per cominciare ad accorgersene. La prima una contraddizione pratica: spendere, o risparmiare, sono un aut aut radicale senza mezzi termini.
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I due autori sono tab nelle facolt di economia di tutto il mondo. Tre milioni ufficialmente. Quanti siano costoro in realt difficile affermare.

Una seconda superstizione, che solo oggi si comincia a sfidare, che linformazione detta moneta debba essere monopolio di Stato. La terza, data per scontata, che ad un paese debba corrispondere un solo tipo di moneta. Una contraddizione dopo laltra Una contraddizione pratica non affatto innocua. Non pu fare altro che generare illusioni e perpetuare falsit, quando non far scorrere fiumi di sangue, come purtroppo occorre da sempre. Cominciamo con la credenza, diffusissima, che essere ricco equivale a avere molto denaro. Quando per con molto denaro non c niente da comprare, come avvenuto storicamente non poche volte, la ricchezza torna al suo alveo naturale: il capitale umano con le sue conoscenze e abilit, tanto manuali quanto intellettuali. Ecco perch dicevano gli antichi greci che il saggio porta la sua ricchezza dentro di s. Orbene, coniando un metallo prezioso, lattenzione dei possessori di moneta viene poderosamente attratta dal materiale, non dalla stampigliatura. Succede tutto il contrario con coloro che ne hanno bisogno per lavorare, ai quali importa linformazione stampigliata, e niente affatto il metallo. I primi tendono a tesoreggiarla, i secondi a spenderla. La cartamoneta mantiene la superstizione. Si paragoni un biglietto nuovo con uno sudicio e puzzolente dello stesso taglio. Quale dei due viene speso per primo? unaltra maniera di dire che il biglietto lercio favorisce leconomia reale in proporzione diretta al numero di volte che cambia di mano rispetto al biglietto nuovo. Questo punto, cio che un tipo di moneta tanto pi efficace quanto meno valore intrinseco possiede, di importanza capitale, anche se le facolt di economia si ostinano nel farne caso omesso, come fanno caso omesso di Proudhon (1809-1865) e di Gesell (1862-1930), gli scopritori di codesto principio pi di un secolo fa. La stessa contraddizione falsifica le decisioni politiche prese alloscuro dello stesso principio. Ogni esperto in questioni monetarie fa di tutto perch il paese mantenga la stessa stabilit tanto nei prezzi e salari interni quanto nelle transazioni esterne. Per la moneta, con la sua contraddizione pratica mezzo di scambio/portavalori non si fa domare da nessuno, esperto o no. Favorendo la prima funzione, la quantit di circolante deve seguire la produzione interna di beni e servizi. Perch la stessa moneta mantenga un tasso di cambio stabile con lestero, bisogna che le economie di quei paesi con i quali si mantengono relazioni commerciali abbiano parametri identici. Chiaramente ci non pu mai succedere. Per cui vige, da sempre, una contraddizione pratica tra una moneta forte (come leuro), progettata con il secondo fine, e la stabilit dei prezzi e dei salari allinterno. La stabilit interna richiede una moneta abbondante e che circoli rapidamente.

La contraddizione di vecchia data. Pochi sanno che Mussolini cadde in questa stessa trappola nel 1926. Alla presa di potere, nel 1922, il Duce aveva ereditato una lira forte, il cui tasso di scambio con la sterlina britannica (sola riserva a quei tempi) era di 90:1. La sua politica di sviluppo aveva fatto circolare la lira, creando prosperit e abbondanza ma spingendo il tasso di scambio tra lira e sterlina a 154:1 in quattro anni. E qui bisognava salvare il prestigio internazionale dellItalia.12 E fu Quota Novanta. La deflazione salv lastrazione lira, condannando per al fallimento migliaia di piccole imprese, asfissiate dalla mancanza di ossigeno che per loro il contante. Lo stesso avveniva in Spagna, e allo stesso tempo. Leconomista catalano Manuel Revents i Bordoy (1888-1942)
era profondamente costernato dalla situazione monetaria angustiosa che infuriava in Spagna nel 1930, nel fare attenzione sulla difficolt che comportava il cambio della peseta con le divise straniere, in termini che non distruggessero il commercio sia allinterno che allestero.

Il neretto mio. Costernato, ma senza capire, Revents, imbattendosi nella stessa contraddizione in cui si era imbattuto Mussolini quattro anni prima, menava colpi alla cieca incolpando i funzionari statali della Monarchia di insufficiente autorit, di mancanza di fiducia eccetera. E non osservava che i record monetari del secolo anteriore mostravano risultati identici.13 Non era questione n di incapacit n di cattiva volont. Qualunque cosa avessero fatto, la stessa, insolubile contraddizione avrebbe sempre ribaltato le aspettative pi ottimistiche. Anche costoro menavano colpi alla cieca, quando non per disperazione.14 Non quindi affatto sorprendente che leuro, progettato per valicare frontiere, abbia causato disastri nelleconomia interna di tutti i paesi che lo hanno adottato. Aspettarsi stabilit monetaria in paesi tanto diversi come la Germania e la Grecia, per non parlare dellItalia, una chimera che non si realizzata in nove anni e non si realizzer mai. Ecco perch la disoccupazione infuria dovunque. Ebbene, la scarsezza di contante non legge di natura, ma imposizione politica. Il contante si emette non in funzione dei bisogni delleconomia reale, ma in funzione delle riserve della Banca Centrale. Come funziona linganno: Banca Centrale, Governo e Popolo

Perch una moneta forte debba fare il prestigio di un paese rimane un mistero inspiegato. 13 La relazione si trova in Pensamiento Jurdico y Econmico de Manuel Revents i Bordoy. Maria Encarnacin Gmez Rojo, Cap. IV. 14 ancora pi divertente constatare come lautrice succitata continui a non capire neanche lei.
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Per quasi 3000 anni il popolo andato sopportando, muto e impotente, le vessazioni di faraoni, imperatori, re e principi incantati da Creso. Costoro coniavano moneta quando trovavano metalli preziosi e facevano morire di inanizione leconomia quando non ne trovavano pi. La moneta la si coniava come mezzo di scambio, per in tutta la storia nessun governo mai riuscito ad impedire che risparmiatori e usurai (per il nostro discorso sono lo stesso) la sottraessero dalla circolazione per interessi particolari. La scarsit di moneta, ancora oggi infuriante, causa principale, anche se non unica, del disordine economico che affligge tutti i paesi ancora sotto lincantesimo di Creso. Da Waterloo (1815) le banconote vengono emesse non dai governi ma dalle banche centrali a volte maldenominate nazionali. Le banche commerciali emettono credito. Leuro lha fatta finita con la sovranit monetaria dei paesi europei che lo hanno adottato. Pochi sanno e forse si scandalizzeranno a leggere- che listituto della Banca Centrale di conio marxista. Fu proprio il capoccia dei confusionari come lo chiamava Henry George,15 a proporre, nel Manifesto Comunista del 1848,
La centralizzazione del credito nelle mani dello Stato per mezzo della creazione di una Banca centrale con monopolio esclusivo.

E cos la liquidit, il cui uso interessa la stragrande maggioranza dei cittadini, viene emesso non secondo i loro interessi, ma secondo quelli di possessori, esportatori e importatori. Una scarsezza permanente e asfissiante di contante richiede che lo sostituisca il credito. Ma questo lo concedono le banche, e non ai piccoli operatori economici ma ai grossi conglomerati, internazionali o domestici. Ne segue la bolscevizzazione delleconomia: lartigiano, il piccolo commerciante, lagricoltore a conduzione diretta, prima languiscono e poi spariscono, per riapparire nelle periferie di citt in cerca proprio di contante. Ed ecco il perch delle megalopoli mostruose in tutto il mondo, invariabilmente circondate da baraccopoli formicolanti di umanit. Quando poi il credito va a finire nella speculazione, come accade dal 1990, si gonfia una bolla di sapone finanziaria di proporzioni gigantesche16, inevitabilmente destinata a scoppiare come abbiamo appena visto. E la recessione attanaglia il mondo. La Grande Illusione

1839-97. Il suo Progresso e Povert (1879) ha venduto pi copie di tutte le opere di Marx messe insieme. Per leconomia ufficiale continua ad ignorarlo. La prima (e ultima) traduzione italiana risale al 1891. 16 A met 2008 si era perduto il conto: si stimava il valore della bolla da un minimo di 615mila miliardi a un massimo di 1200mila miliardi di dollari.
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Molti continuano a credere che Banca Centrale e Governo facciano la parte di placidi buoi che tirano il carro, e che il popolo la faccia da cocchiere che vigila perch i due lo tirino nella stessa direzione. La realt che il popolo a farla da bue, la Banca Centrale da cocchiere, e il Governo da frusta. Ci si deve al fatto che nessuna politica monetaria mai stata capace di far corrispondere la quantit di contante + credito ai bisogni delleconomia di produzione e di scambio. Il denaro entra ed esce dal mercato secondo i ghiribizzi di risparmiatori, speculatori, usurai, lavandai di moneta sporca, e malfattori di ogni risma, per non ce ne mai, ripeto mai, abbastanza per chi ne ha bisogno per lavorare. Chi paga alla fin dei conti sempre il popolo. Deve proprio essere sempre cos? E che lItalia debba trascinarsi dietro tutti quei problemi senza risolverne uno? No. Esistono alternative. La scarsezza di circolante, che consolida al potere coloro che ne controllano il monopolio, innecessaria. Lusura Questa pratica secolare non , come comunemente si crede un eccessivo tasso di interesse17. Lusura il tributo che chi ha bisogno di denaro come mezzo di scambio deve pagare a chi lo sottrae dalla circolazione come mezzo di risparmio. Lusura nasce agli scambi, non ai prestiti. Lo si verifichi in un qualsiasi mercato ortofrutticolo verso mezzogiorno. Le ortaglie vengono cedute a prezzi stracciati, pena il vederle appassire prima di sera. Lo stesso vale per i saldi di fine stagione: da un giorno allaltro i negozianti riducono i prezzi fino ad un 50%, sotto pena di fallimento per non poter pagare laffitto al terratenente e gli interessi allusuraio. Lusura, pertanto, non che forma di potere, che immancabilmente spacca una nazione in due tra ricchi e poveri, cio tra chi ha accesso al credito e il resto. Essa stata lo strumento di privilegi ingiusti, crisi economiche e politiche, guerre, rivoluzioni, lotta di classe, povert nel bel mezzo dellabbondanza, e della questione sociale. Lusura soggiace praticamente ad ogni problema economico e politico. La ragione di base risiede nella prima superstizione di Creso: uno stesso pezzo di carta che rappresenta domanda e offerta al medesimo tempo, fa s che la domanda, sostenuta da denaro indeperibile, conceda al suo possessore un vantaggio indebito sullofferta, sostenuta... dai danni del tempo, cambi di moda, tarli, umidit, funghi, ratti, ladri e via dicendo. Lofferta costretta a pagare il tributo di usura alla domanda, o abbassando i prezzi fino al livello impostole dalla domanda, o pagando un interesse convenuto per Questa definizione, fraudolenta, di Jeremy Bentham (1748-1832). Per sbugiardarla basta chiedersi: a che punto comincia il supposto eccesso? Dice Rizzo che nel 2004 il premier Silvio Berlusconi arrivato ad affermare che evadere tasse troppo alte rientrerebbe nel diritto naturale. come chiedersi quando un certo numero di peli sul mento di un uomo pu chiamarsi barba.
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luso del denaro a prestito. Lusura, quindi, non ha niente a che vedere con teorie di fecondit, produttivit, utile, lucro cessante, denaro che lavora, interesse eccessivo o sfruttamento. Da questa imposizione primaria, il suo potere passa a tutto ci che scambiano domanda e offerta, dal capitale ai minimi oggetti di consumo. Quando la domanda non soddisfatta dallammontare del tributo, come in periodi di prosperit, si ritira dal mercato, causando ristagno economico, deflazione, disoccupazione e depressione, come avvenne nel 1932-39 e sta avvenendo adesso. Il credito bancario Si tende a chiamare denaro tanto il contante quanto gli assegni bancari, confondendoli permanentemente. vero che ceteris paribus si comprano le stesse cose tanto con un biglietto da 100 euro (dollari, sterline, yen, rubli o quel che sia) quanto con un assegno per lo stesso importo. Si rifletta per che lassegno non fa che trasferire informazioni da un conto bancario ad un altro, una sola volta. Il biglietto da 100 euro trasferisce beni e servizi per 100 euro ogni volta che cambia di mano. Nel caso ipotetico ma non impossibile che quello stesso biglietto venga scambiato tre volte al giorno per un anno, lo stesso pezzo di carta farebbe muovere beni e servizi per pi di 100mila euro. Questo il significato di liquidit, posseduta dal contante ma non dal credito. Il credito bancario nacque, e ancora esiste, per supplire alla cronica mancanza di denaro liquido. E Creso induce la gente a risparmiare proprio il mezzo di scambio, ritirato dalla circolazione o sotto il proverbiale materasso o nel fidatissimo (prima del disastro del 2008) conto in banca.18 Lespansione del credito a spese del contante negli ultimi due secoli19 riuscita a mettere fuori combattimento i piccoli e medi operatori economici. Per cui si d il paradosso che ha accesso al credito chi non ne ha bisogno. Il credito extra bancario La cambiale, come lassegno, trasferisce informazioni da una parte contraente allaltra. Il suo uso esclusivamente dovuto alla scarsezza di liquido. Per la cambiale non si estingue dopo un solo scambio come lassegno bancario. Circola. Pu essere rigirata a terzi, diverse volte fino alla scadenza o al protesto. La cambiale quindi una pericolosa concorrente del sistema bancario, che continua a far di tutto per ostacolarla, screditarla, avvilirla e toglierla di mezzo. Si cos creata unatmosfera di paura e diffidenza verso questo utilissimo strumento di credito, la mentalit di Paperon de Paperoni, le cui montagne di monete doro strangolano leconomia. Disney per questo non lo dice, se per ignoranza non sta a me dirlo. 19 Le proporzioni sono oggi sui 95% di credito contro 5% di contante. La crisi finanziaria cos deleteria perch coinvolge il credito, mentre la questione del signoraggio, che colpisce solo il contante, irrilevante.
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capace di monetizzare ricchezza altrimenti condannata al ristagno dalla mancanza cronica di liquidit. Lasservimento dello Stato ai poteri usurai facilmente misurabile dalla legislazione sulla cambiale. Uno Stato forte e indipendente la favorisce, avallandola legalmente e incoraggiandone la circolazione. Uno Stato debole e asservito allusura ostacola la cambiale, tassandola. Per la cambiale nacque in tempi di bassa tecnologia. Dal 2007 in auge, grazie allalta tecnologia della telefonia mobile, un flusso rapidissimo di liquidit, che sta causando un vero mal di testa alle banche. La liquidit telefonica allevia la situazione in maniera inversamente proporzionale agli ostacoli postile da banche e da governi.20

La riserva frazionaria Ai guai sopra enunciati si aggiunge una frode inaugurata dalla Banca di Amsterdam esattamente 400 anni fa21, cio che su una scarna base di contante, le banche emettono credito per 10-12 volte di pi, chiamando loperazione riserva frazionaria. Sottraendo cos ulteriore contante dalleconomia reale, il credito bancario favorisce non questa ma la speculazione, che irretisce senza posa gli incantati da Creso. La qual frode, per, in tono minore. Quella in tono maggiore il modus operandi dei cosiddetti prestiti bancari. Quando si presta veramente alcunch, bisogna necessariamente disfarsene. Le banche dicono di prestare denaro depositato dai loro clienti, ma in realt si guardano bene dal farlo. Autorizzano invece il prestatario ad emettere denaro sotto forma di creazione di credito, firmand un assegno per far passare linformazione ivi scritta al conto del ricevente. Confondendolo con un prestito, il firmatario si impegna a restituire una somma-capitale mai esistita e a pagare interesse, per il quale per la banca non gli permette di emettere niente. Linteresse deve estrarlo o dalla ricchezza da lui stesso prodotta, (lavorando di pi), o da quella prodotta da un altro, o indebitandosi ulteriormente. Risultato: se dieci prestatari prendono in prestito (emettono capitale) per 100 ciascuno per un totale di 1000, e devono restituire 1100 alla maturazione dellinteresse, uno di loro prima o poi andr in bancarotta. Ed ecco la crescita innaturale, forzata e continua di una economia da usura. Leuro non scappa neanche ad una delle anomalie suddescritte. Le conseguenze non sono affatto incoraggianti. Delinquenza. I criminali sono coloro che vengono attratti non tanto dalla funzione di mezzo di scambio quanto da quella di portavalori.

In Kenya questo fenomeno, chiamato M-PESA, ha aumentato il reddito di famiglie povere di un 30%. 21 1609-1819. Quella banca fall per la stessa ragione per cui scoppiata la bolla finanziaria del 2008: un eccesso di pezzi di carta rivendicanti la doppia funzione di portavalori/mezzo di scambio. Allepoca il fenomeno fu locale; oggi planetario.
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C disoccupazione perch costa meno non impiegare che contrarre debiti. Senza debito ed interesse, non solo vi sarebbe lavoro per tutti, ma anche i prezzi si manterrebbero stabili. Il loro aumento senza tregua dovuto allimplacabile aumento esponenziale dellinteresse composto, mal chiamato inflazione. Per di pi, una riserva di disoccupati fa il gioco di usurai e terratenenti, come gi visto. Povert. I ricchi con il loro stile di vita ultralussuoso, i poveri nella miseria. Ristagno economico. Non si costruiscono infrastrutture per mancanza di denaro, che oltre a pagare gli interessi su un debito pubblico parassita e innecessario, fluisce nellalveo della speculazione invece che in quello della produzione. Corruzione. Il burocrate che sollicita la mazzetta, o il commerciante che usa misure truccate, lo fanno per impadronirsi di contante-portavalori. Servilismo. Se il governo italiano governasse invece di governicchiare, potrebbe liberarsi dalle imposizioni della finanza internazionale riaffermando la sovranit monetaria, che come vedremo consiste nel dare priorit al contante mezzo di scambio e zero al credito.

Ma lo schieramento delle difficolt imponente. Per sconfiggerlo necessario spezzare il triplice incantesimo di Creso una volta per tutte. Vediamo come. La Moneta Franca Il Concetto Il genio che mise a nudo la contraddizione pratica della forma di moneta convenzionale e ne propose il rimedio fu Silvio Gesell (1862-1930), commerciante tedesco trasferitosi in Argentina negli anni 1880-90. Costui propose una doppia separazione: prima, quella della moneta dai metalli preziosi; seconda, quella dellunit monetaria dalloggetto che la rappresenta. La prima separazione ebbe luogo in due tappe: il 21 settembre 1931 il Premier britannico MacDonald, con le lagrime agli occhi, annunziava che il Regno Unito rinunciava al sistema aureo per sempre. Avevano forzato il passo prima la Grande Guerra, e poi lammutinamento della flotta Atlantica ad Invergordon. Il sistema aureo cadde dappertutto eccetto che negli Stati Uniti. A spezzare lincantesimo fu De Gaulle, quando pretese oro per la pletora di pezzi da 100 dollari rifilati dagli USA alla Francia come moneta di riserva.22

250 anni prima aveva preteso lo stesso il Principe di Conti con John Law (1671-1729), facendone crollare la banca. Law aveva capito lincanto di Creso, Conti no.
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Il 15 agosto 1971 il Presidente Nixon buttava la spugna. Non cera oro sufficiente, e il sistema aureo and a finire nel dimenticatoio della storia.23 Gesell fu discepolo di Proudhon (1809-65), il primo ad accorgersi che la moneta, lungi dallaprire le porte del mercato, fa da chiavistello che le sbarra. Proudhon aveva visto il problema, sbagliandone per la soluzione. Con domanda e offerta in perenne squilibrio, aveva proposto di far salire lofferta al livello della domanda, aumentando la produzione di capitale fino alla sparizione dellinteresse. Gesell mise allo scoperto il punto debole dellargomentazione di Proudhon: lofferta soffre i capricci del tempo; la domanda, spalleggiata dalla moneta, no. possibile per farglieli soffrire, facendo cos scendere la domanda a livello dellofferta. Come? Emettendo una moneta deperibile, cio con data di emissione e di scadenza, da mantenere in circolazione con unimposta sul valore facciale dello 0,1% per settimana, o 5,2% annuale.24 La chiam Freigeld (moneta franca) cio affrancata da usura, e pertanto da debito, da interesse, da inflazione e da deflazione. la stessa idea del biglietto sporco e puzzolente di prima. Esaminiamo il successo, sebbene di breve durata, della Moneta Franca. La Prova del Fuoco Il primo successo ebbe luogo a Schwanenkirchen, in Germania, nel 1930. Herr Hebecker, proprietario di una miniera di carbone, la manteneva aperta in piena depressione economica emettendo Wra come mezzo di scambio. I minatori ricevevano il 90% della paga in Wra, e chi accettava Wra poteva redimerli in carbone. Ogni buono Wra subiva la svalutazione25 programmata geselliana per favorirne la circolazione rapida. La cosa funzion cos bene da attrarre lattenzione del Cancelliere Heinrich Brning (1885-1970). Costui non perdette tempo a cassare Schwanenkirchen e a passare decreti-legge di emergenza contro lemissione di qualsiasi moneta non ufficiale.26 Il protagonista della seconda storia fu Michael Unterguggenberger (1884-1936), borgomastro di Wrgl, cittadina del Tirolo austriaco. Dopo un paziente lavoro di avvicinamento e di convinzione presso i piccoli impresari, negozianti e professionisti di Wrgl, il 5 luglio 1932 proclamava:

Le due date dovrebbero campeggiare nei libri di testo di economia come date di vera liberazione. Non lo fanno perch poderosi interessi creati continuano a estrarre oro dalle viscere della terra per seppellirlo nei sotterranei delle banche, cos continuando a fomentare la superstizione di Creso. 24 Questo tasso non obbligatorio. Limportante che non sia n tanto alto da scoraggiare laccettazione, n tanto basso da incoraggiare la tesaurizzazione. 25 Si svaluta loggetto che rappresenta lunit monetaria, non il suo potere dacquisto. 26 Il 1 marzo 2010 la citt di Lipsia ha cominciato ad emettere la sua moneta regionale, sulla scia di pi di 50 esperimenti locali.
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La causa principale del barcollo delleconomia la bassa velocit di circolazione della moneta. Questa progressivamente sparisce dalle mani dei lavoratori come mezzo di scambio. Filtra invece nellalveo dove scorre linteresse, finendo con laccumularsi nelle mani di pochi, che invece di riversarla sul mercato per acquistarvi beni e servizi, la trattengono per specularvi su.

Il municipio emise un totale di 32.000 Besttigter Arbeitswerte (Certificati di Lavoro) che scadevano dopo un mese dallemissione a meno di non rinnovarne la validit con un bollino del valore dell1% sul facciale, acquistabile in municipio. Questo, da parte sua, accettava i certificati come pagamento di imposte. In pratica, la circolazione raggiunse una media di 5.300 scellini, cio un irrisorio due scellini o meno a persona, che per procuravano lavoro e prosperit alla cittadina di Wrgl pi di quanto lo facessero i 150 scellini/persona della Banca Nazionale. Come aveva predetto Gesell, la velocit di circolazione era limportante: scambiandosi circa 500 volte in 14 mesi, contro le 6-8 volte della moneta ufficiale, quei 5.300 scellini mossero beni e servizi per ben due milioni e mezzo. Il municipio, con le casse continuamente piene da un lato e vuote dallaltro, costru un ponte sul fiume Inn, asfalt sette strade, rinnov le fognature e le installazioni elettriche, e costru perfino un trampolino di salto con sci. Per avere unidea del potere di acquisto, lo stipendio del borgomastro era di 1.800 scellini mensili. Quei 5.000 scellini furono il sangue delleconomia locale, agendo proprio come i cinque litri del corpo umano, che in quantit di 50 grammi ad ogni sistole ne fa circolare ben cinque tonnellate nelle 24 ore. Ai primi del 1933 circa 300.000 cittadini della provincia di Kufstein erano l l per estenderne lesperimento. Per gli scienziati alla Banca Nazionale erano intenti a provare che lesperimento doveva essere verboten. Eccone le ragioni scientifiche:
Bench lemissione di certificati di lavoro sembri avallata al 100% da una quantit equivalente di moneta ufficiale austriaca, le autorit sovrintendenti, cominciando dallarea amministrativa di Kufstein fino allufficio governativo del Tirolo, non devono permettersi di sentirsi soddisfatte. La cittadina di Wrgl ha ecceduto i suoi poteri, dato che il diritto di batter moneta in Austria privilegio esclusivo della Banca Nazionale, come per art. 122 del suo statuto. Wrgl ha violato quella legge.27

Wrgl appell. La Corte Suprema cass lappello e mise fine allesperimento. Tornarono la disoccupazione, la miseria e la fame. Impossibile affermare o negare- che il secondo conflitto mondiale si sarebbe evitato dando retta a Gesell. un fatto che furono i voti dei disoccupati a portare Hitler al potere. La Moneta Franca quindi puro mezzo di scambio senza funzione alcuna di portavalori. Lultimo passo sarebbe quello di istituzionalizzarla, sfidando il potere finanziario.

Wrgl non aveva violato alcuna legge. I certificati non sostituivano lo scellino ufficiale; ne riempivano la lacuna scavata dalle attivit parassitarie, dal risparmio alla speculazione.
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Matrimonio Euro-Lira Franca La zona Euro una Unione Monetaria, le cui due intenzioni fondazionali, espresse nel Trattato di Maastricht, sono: Mantenere i prezzi stabili; Allocare efficientemente le risorse economiche per mezzo del libero commercio.

pi che evidente, dopo nove anni, che non si realizzato nessuno dei due pii desideri, e che le cose vanno di male in peggio. Sappiamo perch: non esiste un solo esempio storico di successo congiunto delle due contraddittorie- intenzioni in regime di moneta portavalori. Per di pi, con il libero commercio non si importano solo le derrate del paese esportatore; si importa anche la sua legislazione sul lavoro. Ecco perch i salari di tutti i paesi che liberamente importano manufatturati cinesi si stanno abbassando al livello dei lavoratori cinesi. Ecco anche il perch delle rilocazioni di impianti, del fallimento di piccole industrie non pi protette da tariffe doganali, e della crescente frustrazione dei produttori in paesi abituati ad alti livelli salariali. Prima delleuro vi era stata lUnione Monetaria Latina, nei 50 anni 1865-1915. N questa n altre lungo il 20 secolo hanno funzionato. I soliti esperti continuano a biasimare le politiche fiscali, la mancanza di autorit centrali, il signoraggio, il non aver creato una unione politica prima di una monetaria, e simili. Uno di costoro perfino raccomanda:
La flessibilit dei salari e dei prezzi condizione sine qua non. Lassenza di questa una minaccia allesistenza di qualsiasi unione.28

Dice che una unione monetaria deve necessariamente danneggiare la sicurezza economica di chi lavora. Le ragioni del fallimento di codeste unioni, nate con le migliori delle intenzioni, vanno cercate nel non aver percepito che bisogna spezzare tutti e tre gli incantesimi una volta per tutte, non uno alla volta. Che si tratti di incantesimi ce lo insegna lEstremo Oriente, in una lezione imperitura di pratica monetaria. Il sapek di rame che per 40 secoli lubrific leconomia del Celeste Impero fino al 1911, godeva di accettazione dalla Malesia al Giappone. Veniva coniato in grandi quantit, che sebbene sostenessero il pieno impiego, non permettevano di tesoreggiare. La Cina non monetizz mai loro, con il risultato (taciuto dai soliti esperti) che rimase immune dalla depressione degli Anni Trenta. Nelle dogane giapponesi, ai primi del 20o secolo, si pagava con sacchetti pieni di miscugli di monete, senza aprirli per verificarne il contenuto. Era una tacita ammissione della irrilevanza del valore intrinseco. Nel 1900, otto libbre (3,6kg) di sapek valevano un dollaro.
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Sam Vaknin, Ph.D. in htp://samvak.tripod.com/nm032.html

Per di pi, una gran quantit e tipi di monete estere erano andate apparendo nei porti cinesi dalla met del 16 secolo; nellimmenso entroterra il sapek continuava a circolare incontrastato. Lo stresso avviene oggi in Panama, dove il domestico balboa circola insieme al dollaro USA, e in Svizzera, nel Regno Unito, ecc. Questi paesi sono de facto in regime monetario doppio. Leuro viene accettato nei paesi europei ancora fuori dalla Zona: chi vende sa che se non li accetta non vende. Laccettazione la sola cosa che importi. LItalia (come qualsiasi altro paese) ha i mezzi per rompere i tre incantesimi di Creso. Come? Con la Lira Franca, idealmente nazionale, ma anche regionale o municipale, non invece delleuro, ma insieme ad esso. Si potrebbe obiettare che il Trattato di Maastricht obbliga lItalia ad aderire alleuro come sola moneta a corso legale. E sia. Leuro oggi, e sar domani, sola moneta a corso legale. Il che vuol dire che commette reato chi rifiuta euro contanti in pagamento di beni e servizi. Ma non commetterebbe reato chi rifiutasse di accettare la Lira Franca, emessa in Italia e per lItalia per colmare la lacuna da sempre prodotta dai succhiatori di quel misterioso ingrediente detto portavalori. Il popolo garantirebbe la sua circolazione semplicemente accettando Lira Franca, la quale assesterebbe il colpo di grazia allusura una volta per tutte. Ultimo Contrattacco A che cosa agganciarla? A qualsiasi unit conveniente (euro, dollaro, lira di una certa data ecc.). Che quantit emetterne? Data lalta velocit di circolazione, basterebbero 2 lire per abitante, diciamo 120 milioni. Circolando 500 volte in un anno, e non essendo tesoreggiabile, questa somma farebbe muovere beni e servizi per ben 60 miliardi. E senza indebitare nessuno29. Chi non volesse accettarla sarebbe liberrimo di farlo. La Lira Franca, libera da debito e da interesse, non contemplerebbe fondi, riduzione di costi, analisi costi-benefici, risparmi di tempo, e altri termini usurai ai quali siamo tanto abituati da non riflettere quanto siano assurdi. Il costo di unopera verrebbe misurato in ore di lavoro, non pi in unit monetarie. Qualsiasi pagamento avverrebbe in contanti e alla consegna, senza scadenze di fine mese. I risparmi in Lira Franca si depositerebbero in istituzioni pubbliche o private, che per sarebbero costrette a riimmetterli rapidamente nel circolo sanguigno delleconomia reale. Non si potrebbe n specularvi su, n arricchirsi, n contraffarla, n derubarla, n, insomma, vivere da parassita di chi lavora. Questo il punto algido. Due poderosi ostacoli si opporrebbero alla Lira Franca con tutti i mezzi a loro disposizione.

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Sparirebbe per primo quello sconcio chiamato debito pubblico.

Il primo, esterno, sarebbe la Banca Centrale Europea, che per fortuna si trova a pi di 1000 km di distanza, e gli italiani sono 60 milioni, non gli sparuti 4000 abitanti di Wrgl del 1932. Quello interno lo costituirebbe la pletora di nullafacenti con posti di lavoro lautamente retribuiti. Dal basso in alto: Lira Franca Privata Esistono esempi di moneta franca privata come i buoni Frequent Flyer, emessi dalle linee aeree, che permettono di acquistare non solo biglietti per voli ma anche giornali, riviste e alimenti negli aeroporti o in volo. Codesti buoni scadono proprio come la Moneta Franca, per non mensilmente ma tutto in una volta. Il che vuol dire che qualunque entit che produce beni e servizi che godono di una certa domanda, come Herr Hebecker di Schwanenkirchen 80 anni fa, in grado di emettere i suoi certificati franchi con i quali stimolare leconomia locale:30Municipii, Regioni, compagnie di trasporto, di elettricit, di telefonia mobile, ecc. Basterebbe quindi che lo Stato accettasse Lire Franche in pagamento di tasse e imposte, lasciando che le entit intermedie operassero senza ostacoli burocratici. Dallalto in basso: Lira Franca Pubblica Nel caso di Lira Franca emessa dallo Stato: La Lira Franca farebbe da livellatore, colmando la lacuna da sempre dovuta allo scarseggiare di mezzo di scambio con funzione parassitaria di portavalori. Listituto emittente goderebbe di ununica funzione: regolare i prezzi emettendo Lira Franca quando questi cadono, o ritirandola quando aumentano. La Lira Franca garantirebbe un potere dacquisto stabile nel tempo, ad interesse 0% nelle tasche altrui, a -6% nelle proprie. Dato il carattere perituro e lalta velocit di circolazione, non se ne troverebbero mai grandi somme. I falsari non avrebbero alcun vantaggio, e quindi interesse, a contraffarla e spacciarla. E non favorirebbe neanche truffatori, grassatori e malfattori di ogni risma. Costoro o continuerebbero con leuro, o si renderebbero conto che alla fin dei conti lavorando guadagnerebbero di pi che rubando. La Lira Franca assorbirebbe il 100% dei disoccupati. Gli extracomunitari dovrebbero continuare a cercarsi chi li paghi in euro, dato che mandare a casa moneta deperibile e non convertibile non servirebbe a nulla. Le dogane diverrebbero ridondanti. Il commercio diverrebbe davvero libero.


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Le economie locali soffrono non perch non arrivi contante, ma perch quando questo esce non ritorna pi.

Una moneta tesoreggiabile favorisce la concorrenza e lindividualismo pi sfrenati. La non tesoreggiabile Lira Franca favorirebbe necessariamente la solidariet, la confidenza, la generosit, e la consapevolezza che meglio dare che ricevere. Non esisterebbe pi laberrazione di considerare il lavoro come costo di produzione. Qualsiasi abilit, da parte di chiunque, italiano o no, verrebbe offerta a chi la pagasse immediatamente in contanti di Lira Franca.

Il Lavoro La scarsezza di manodopera forzerebbe una drastica revisione di politiche antifamiglia, dal controllo delle nascite allaborto, ecc., che piagano lItalia. Con la Lira Franca si potrebbe perch no?- pagare uno stipendio alle madri con figli dai 0 ai 6 anni, alla pari con gli stipendi che oggi si elargiscono loro per lavorare fuori di casa. Esse avrebbero la scelta, e quindi la libert, se lavorare a casa o fuori. E si potrebbe anche perch no?- pagare gli studenti per lavori ben fatti invece di costringerli al lavoro coatto in quelle prigioni a tempo parziale fraudolentemente dette scuole, cos abituandoli allidea che il lavoro produce reddito.

Il Parassitismo Una istruzione corrotta ha instillato nei pi una mentalit dipendente, distruggendo cos quello spirito di iniziativa che un tempo contraddistingueva gli Italiani. Per cui oggi si cerca non lavoro, ma il posto che garantisca uno stipendio fisso a fine mese, che si sia lavorato o no. La Lira Franca assesterebbe un colpo, se non mortale, per lo meno gravissimo a codesta mentalit. Chi insistesse a farsi pagare onorari superiori alla media potrebbe s farlo, ma senza poterli tesoreggiare. Gli stipendi pubblici non eccederebbero quelli privati. Guadagnerebbe di pi solo chi lavorasse di pi. Non sarebbe pi possibile ostacolare chi riesce nella vita semplicemente perch ha pi voglia di lavorare. Precariato e povert involontaria In regime di qualsiasi moneta portavalori fare il precario poco meno che una disgrazia. In regime di Lira Franca, il lavoro a tempo parziale diverrebbe la norma; ma invece di essere la gente ad inseguire posti di lavoro inesistenti, sarebbero i lavori (non i posti), numerosi e ben retribuiti, ad inseguire chi li volesse espletare. Le conseguenze sarebbero desiderabilissime, impensabili in regime di euro. Prima, la libert personale. Perch mendicare giorni di vacanza da un datore di lavoro?

Espletato un contratto, uno si prenderebbe qualsiasi vacanza prima di compromettersi con un altro. Seconda, la qualit delle prestazioni. Non sarebbe pi possibile nascondersi dietro lanonimato di un conglomerato per fare il meno possibile con uno stipendio garantito a fine mese. A prestazione scadente, pagamento scadente o nullo. Terza, sarebbe possibile separare gli inabili dagli svogliati. I primi li sosterrebbe la famiglia, o nellassenza di questa, la carit pubblica o privata; i secondi farebbero la fame, o li si invierebbe ai lavori forzati (ma ben retribuiti). Quarta, sparirebbero quelle istituzioni che sfruttano la disoccupazione come fonte di introiti, dai sindacati alle cooperative di consumo, uffici collocamento ecc. Senza legislazione alcuna, La Lira Franca farebbe da Ercole che da solo lav le stalle di re Augeas. In regime di moneta portavalori si arriva al paradosso che la maggioranza manca delle necessit esistenziali, mentre una minoranza gode di eccessi sconcertanti, come yacht da 3000 tonnellate. In regime di Lira Franca tutti guadagnerebbero il sufficiente per mangiare, vestirsi e coprirsi. Sarebbe certo possibile ostentare ricchezza, ma ricchezza da lavoro, non da sfruttamento, corruzione e altre forme di disordine morale ed economico. Infrastrutture La Lira Franca muoverebbe le montagne, letteralmente. Alla domanda: Quanto costerebbe questo tunnel (sbancamento, terrapieno, autostrada ecc., la risposta sarebbe x ore-uomo di lavoro. Solo la scarsezza di manodopera o il non bisogno limiterebbero la costruzione di infrastrutture. Valga lo stesso per la sistemazione di frane e di tutti i possibili problemi legati allaccidentata orografia italica. Autonomia Nazionale Chi paga, d ordini. Senza violenza contro niente e nessuno la Lira Franca, moneta naturale ma brutta secondo i canoni usurai, a poco a poco toglierebbe potere alleuro, non nel senso di abolirlo, ma di ridurne luso alle transazioni intereuropee, che dopo tutto sono quelle per cui fu progettato. Le tempeste pi furiose della grande finanza internazionale non smuoverebbero minimamente le profondit delleconomia di produzione e di scambi italiana spinta in avanti dalla sua Lira Franca. Chi arrivato fin qui non si fermi: cerchi di identificare quanti pi problemi pu, macro- o microeconomici, irrisolvibili dagli istituti di Terra Franca e di Moneta Franca. Se dovesse identificarne anche uno, mi scriva. Silvano Borruso silbor@strathmore.ac.ke

1 maggio 2010