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Il georgismo come filosofia della prassi libero-scambista

di Davide Leonardi

Le sorti filosofiche del libero mercato (su quelle politiche stendiamo un velo pietoso) devono molto, se non tutto, alla scuola economica austriaca che allinizio del secolo scorso vinse la battaglia sul fronte socialista da una parte e su quello della scuola storica tedesca dallaltra, sostanzialmente restituendo lonere della prova alla pianificazione statale: il mercato sa quello che fa, non sar tutto rose e fiori, ma nessun essere umano pu fare di meglio. Nulla che gi non sapesse Adam Smith, ma la catallassi di Hayek decisamente e pi consapevolmente cibernetica della mano invisibile. In pratica lintervento pubblico dannoso perch interferisce con una complessa rete di regolazione omeodinamica che gestisce informazioni inacessibili nella loro globalit ai singoli elementi che la compongono. Von Hayek un austriaco sui generis, ma gli effetti collaterali dellintervento pubblico sono descritti anche dallaustriaco per eccellenza - il radicale L. Von Mises - in termini che anticipano il pensiero sistemico della moderna medicina funzionale. I prezzi per gli austriaci, sono come i nostri ormoni, neurotrasmettittori e linfociti, che interagiscono in una complessa catena di azioni e retroazioni finalizzate a mantenere in equilibrio il sistema. Ogni molecola che si lega a un recettore segnala la propria abbondanza e innesca meccanismi che ne inibiscono la produzione; viceversa un recettore libero ne segnala la scarsit e stimola meccanismi di produzione. Lanalogia con lazione dei prezzi sui livelli di domanda e di offerta palese, anche se in entrambi i casi la realt molto pi complessa di cos: le risposte al segnale sono multidimensionali e interdipendenti e leffetto finale di compensazione modulato da una lunga catena o network di valvole di regolazione interrelate, in grado cos di gestire informazioni disperse. Lelevato grado di complessit tipico dei sistemi spontanei, evolutisi naturalmente, come gli organismi viventi, lecosistema, il mercato o il diritto consuetudinario. Anche il pi complesso degli automi appare primitivo se paragonato ad essi. Vi , quindi, molto pi che una semplice similitudine tra il lassaiz faire della scuola austriaca e lautoguarigione auspicata dalla medicina olistica. Le crisi economiche recessive, come le patologie acute, sono la manifestazione esteriore del processo di ripristino dei valori-norma in seguito a una loro accidentale perturbazione. Non vanno interpretate come fallimenti del sistema (patologie), ma viceversa come dimostrazione della sua capacit di mantenere lomeostasi (salute). Analogamente possiamo paragonare lintervento pubblico alle cure allopatiche, che nellillusione di migliorare la situazione dallesterno interferiscono con il processo omeostatico, mettendo a repentaglio lequilibrio a lungo termine del sistema. Non curioso che la dottrina economico-politica individualista per eccellenza si sia sbarazzata di Hegel e Marx adottando una visione olistica? Daltronde non sul piano della libera scelta individuale che oggi il mercato deve cercare consenso; i diritti del singolo sono cari anche alla maggior parte dei suoi detrattori, ma essi sono preoccupati degli esiti inintenzionali che le scelte individuali in forma aggregata possono determinare a livello macroeconomico. Dunque su quello stesso piano che gli austriaci hanno dovuto e saputo battersi. Questo aspetto non viene quasi mai esplicitato nelle parole dei neoliberali e ancora meno dei libertari che, forse per un recondito terrore di derive organiciste,

non sembrano intimamente convinti della natura sistemica della realt che li circonda. Se cos fosse essa dovrebbe essere spunto non solo di argomentazioni filosofiche, ma anche di riflessioni sulla strategia politica. In altre parole, se il mercato il meccanismo fisiologico con cui un sistema economico si mantiene in equilibrio, lassenza di mercato deve essere analizzata come patologia del sistema, ed a livello di sistema che bisogna pensare le strategie di cura. Purtroppo la maggior parte dei pensatori neoliberali confonde lindividualismo metodologico con un individualismo ontologico, ma affermare che lordine pu nascere spontaneamente e preterintenzionalmente dallinterazione di individui non significa affatto che esistono solo questi ultimi. Viceversa riconoscere a un insieme propriet che non sono riconducibili a quelle delle sue parti non significa negare lesistenza di queste ultime, n tanto meno la loro importanza e - in questo caso specifico - la loro dignit e il loro primato sul piano etico. Significa semplicemente fare i conti con la realt: non sono individui inclini a credenze stataliste, ma il sistema in quanto tale ad opporre resistenza allaffermazione del libero mercato. Il materialismo storico rappresenta una primitiva intuizione circa i limiti della forza delle idee rispetto allequilibrio del sistema, ma il sistema in Marx ancora troppo umanizzato e individuato negli interessi economici di gruppi specifici di persone, ovvero la classe sociale dominante. In questo senso il marxismo lantenato nobile delle moderne teorie complottiste e non del pensiero sistemico. I sostenitori delle teorie complottiste sono per lappunto coloro che non hanno ancora capito il modello olistico-cibernetico della realt e si ostinano a vedere nei limiti dellazione individuale una volont di controllo da parte di ipotetici poteri occulti. Con questo non voglio negare che possano esistere piani segreti per il controllo del mondo, ma gli eventuali cospiratori condividerebbero, in tal caso, la stessa megalomane ignoranza dei loro delatori circa limpossibilit di realizzare simili piani. Ad ogni modo non un caso se fu proprio il giovane Marx a elaborare il concetto di filosofia della prassi, che in sostanza una presa di coscienza dei limiti dellattivit culturale come mezzo di rivoluzione economico-politica. Viceversa, sul fronte liberale, la ragionevolezza e ladamantina coerenza delle idee liberoscambiste tale da illudere molti libertari che la loro diffusione sia sufficiente a determinare la crisi dello Stato e lavvento del libero mercato. La realt che a fronte di una crescente affermazione degli argomenti a favore del libero mercato, non solo lo Stato sempre pi pervaisvo, ma lo sono anche le incoerenti e irrazionali ideologie stataliste di ogni specie. Questa impotenza del liberalismo non pu essere spiegata con una debolezza del pensiero liberale, che invece sempre pi agguerrito. Essa piuttosto il sintomo di una inadeguatezza del sistema socio-economico ad evolversi in senso liberale. In questottica, il libertario minarchico o anarchico che si batte contro lintervento pubblico senza se e senza ma, assomiglia un po troppo a quei naturopati integralisti che curerebbero qualsiasi patologia eliminando ogni medicinale, affidando la guarigione al corpo del paziente semplicemente ripristinando uno stile di vita naturale ex abrupto. Purtroppo il paziente malato colui che per definizione non in grado di guarire da solo e applicare ad esso regole salutari per un organismo gi sano pu invece peggiorarne lo stato e determinarne anche la morte. Dallaltra parte abbiamo lestremismo uguale e contrario di chi crede solo nella medicina allopatica e ritenendo impossibile la salute senza medicinali continuer a drogare il paziente aggravando la sua assuefazione e dipendenza, allontanandolo di fatto dallo stato di salute naturale. La verit non sta nel mezzo, ma la transizione s. La transizione da un mercato drogato di danaro pubbblico e dirigismo a uno veramente libero, cio sano, pu avvenire solo se si comprendono la vera natura e le cause della patologia.

Secondo la leggenda, Pasteur, linventore degli antibiotici, in punto di morte diede ragione al collega e avversario Claude Bernard: il microbo nulla, il terreno tutto. Questa massima naturopatica il fondamento di tutta la medicina olistica. Il terreno linsieme delle mucose linfatiche, alveo anatomico nel quale neurotrasmettitori, ormoni e cellule immunitarie colllaborano con la microflora per difendere il nostro organismo dagli insulti esterni. Un terreno sano un terreno nel quale ciascuna specie di simbionti occupa la sua nicchia ecologica in equilibrio con le altre. Quando per qualche motivo una predomina, si ha la perdita della capacit di mantenere lomeostasi e linsorgere della patologia non appena se ne presenta loccasione, ad esempio un virus. In questo caso un antibiotico pu essere necessario per reprimere linfezione virale, ma esso indebolisce ulteriormente le nostre difese naturali rendendoci pi vulnerabili al prossimo attacco, e quindi sempre pi dipendenti dagli antibiotici stessi in un circolo vizioso che assomiglia ancora una volta a quello descritto dagli austriaci in merito allintervento pubblico. Tuttavia la situazione non si risolve semplicemente eliminando lantibiotico e lasciando fare alla flora batterica, perch questultima gi alterata di suo e forse lo proprio a causa di un uso sconsiderato di antibiotici. Una terapia sensata cercher prima di tutto di ripristinare il terreno (se necessario anche con lausilio di integratori e farmaci ad hoc) e, man mano che ci avviene, proceder alleliminazione a scalare dei medicinali allopatici nella misura in cui migliorano le difese immunitarie del paziente. Anzi, sar lorganismo stesso, una volta ricosituito il terreno, a liberarsi naturalmente e spontaneamente dai farmaci. Se invece il medico olista eliminasse da un giorno allaltro gli antibiotici, il paziente andrebbe incontro a crisi infiammatorie cos forti da rischiare lesioni tissutali che a loro volta potrebbero degenerare in patologie croniche; a questo punto al paziente non rimane altro che rimettersi nuovamente nelle mani di un medico allopatico, il quale lo riempir di medicinali in dosi ancora pi massiccie, denigrando la medicina olistica con il triste consenso del paziente, scottato da tanto fanatismo. Quello che accade in politica non molto diverso. Cure liberiste durto provocano quasi sempre scompensi sociali tali da far dubitare della bont e financo della possibilit di prosperare su un mercato libero, rafforzando la fiducia nel keynesismo, nel protezionismo e nellassistenzialismo. Uno degli assiomi neoliberali che il mercato guarisce le ferite. L inevitabile impoverimento di singoli soggetti o anche di intere categorie di persone in seguito a liberalizzazioni, privatizzazioni, tagli alla spesa pubblica, ecc. secondo il suddetto assioma transitorio, e laddove il mercato viene liberato le nuove opportunit che si aprono leniscono nel tempo i danni di chi ha perso una posizione di tutela, privilegio e sfruttamento. Ancora una volta lanalogia con lideologia naturista illuminante: la fiducia nella capacit di guarigione da qualsiasi malattia di un corpo liberato da medicinali e stili di vita malsani arriva nei casi pi ingenui a negare la realt e a vedere in ogni reazione del paziente una crisi di guarigione. Alcune di queste discipline danno una tale preminenza alla pulizia degli organi emuntori, che arrivano a stimolare forme di disintossicazione cos violente da lasciare lorganismo pulito, ma debilitato. Spesso proprio il terreno, in particolare le mucose intestinali, a fare le spese del fanatismo e della paranoia igienista, sicch digiuni e purghe finiscono per depauperare la flora batterica al pari - se non peggio - di un antibiotico. Non deve stupire quindi che la prospettiva del libero mercato, vista da una societ gravemente malata e imbottita di farmaci statalisti fino al midollo, appaia come un orrore economico. Per vincere queste resistenze, il liberista deve imparare la strategia dalla medicina integrata, ma allo

scopo occorre capire nella nostra metafora medica che cosa rappresenta il terreno dei naturopati per il mercato. Ebbene, il terreno ... il terreno! La terra, le risorse naturali sono il grande assente nelle dottrine economiche, stataliste o liberiste che siano. Tra anarco-capitalisti che invocano il mercato quale funzionamento fisiologico di una comunit economica sana, e statalisti alle prese con il paziente reale, che malato e non pu permettersi il mercato puro, la chiave di volta per uscire dal circolo vizioso laccesso alle risorse naturali. In Progress and Poverty Henry George sottolinea proprio come liniqua distribuzione della terra sia lo squilibrio primario sul quale attecchisce e prospera il virus della povert, ma lo stesso Hayek in Capitalism and Historians a ricordare che le aberrazioni del libero mercato del lavoro, nei primi secoli dellInghiliterra industriale, derivarono innanzitutto dagli espropri di massa delle terre rurali comuni, avvenuta in seguito allemanazione delle enclosure laws e che gi Locke denunciava nel suo Trattato sul Governo. Il principale e pi vasto, serio movimento di opposizione al libero mercato (oggi ribattezzato globalizzazione dai suoi detrattori) ha le sue radici nellAmerica Latina, dove gli espropri rurali sono storia contemporanea, dove masse di contadini e popoli interi sono stati privati delle loro terre e delle loro ricchezze naturali. Ripulito dalle sue propaggini occidentali, da quei figli di pap che amano spaccare vetrine in calzamaglia nera, il movimento no global non sta dicendo che il libero mercato cattivo, ma che non ce lo possiamo permettere se non ci dotiamo prima di un terreno sano e robusto. Senza il pari accesso a quella che la nostra fonte primaria di sostentamento e di libert dazione, i rapporti di forza tra gli attori del mercato vengono alterati e la libert contrattuale produce macelleria sociale. Viceversa, ricostituito il terreno, esso dar luogo a meccanismi naturali di autoguuarigione, a partire dai processi di rigetto e disintossicazione da quelle droghe che sono le legislazioni sociali e gli inteventi pubblici in economia. E inutile, tatticamente sbagliato e dannoso tentare di imporre una vita sana a un paziente malato. Occorre invece curare prima il paziente e lasciare poi che sia questi a trovare da solo le regole di vita che lo manterranno in salute: la lotta per il libero mercato, oggi, quindi in primo luogo la battaglia socialista per il pari diritto alla terra!