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Chi non grida la verit ` a quando sa la verit ` a,

si fa complice dei falsari e degli imbroglioni

Charles P eguy
Reportage documentatissimo sui meccanismi oscuri che stanno
dietro il palcoscenico della ricerca sul cancro. I motivi del fal-
limento, le persecuzioni ai ricercatori deviati, il giro daffari, le
coperture politiche e lassiante propaganda di terapie pesante-
mente nocive.
Uno strumento di notevole utilit ` a per capire, o affrontare con co-
scienza, uno dei fenomeni oggi pi ` u preoccupanti per la salute
umana.
La ricerca di metodi di cura che possano far fronte a quella che ormai
` e diventata una vera e propria epidemia ` e stata repressa, sin dallini-
zio, dalle esigenze economiche delle case farmaceutiche che, come tutti
i sistemi basati sul protto, mirano ad aumentare la quantit` a di merci
vendute. E in tutti i modi possibili.
`
E questo il panorama del mondo della ricerca sul cancro che lautore
traccia, basandosi su molte fonti autorevoli, ricostruendo le dinamiche
di boicottaggio, repressione e irrisione che da decenni vengono utilizza-
te negli ambienti scientici per distruggere qualsiasi tentativo concreto
di dare una soluzione razionale ed efcace al problema.
Oltre alle persecuzioni nei confronti di ricercatori onesti e al documen-
tato giro di affari intorno al cancro, attraverso le pagine del libro, ci
si potr` a accertare anche dellillogicit` a scientica dei ritrovati odierni di
cui si avvale la medicina ufciale per far fronte a questa malattia. Basti
pensare alla chemioterapia, da varie fonti della stessa medicina ufcia-
le dichiarata inefcace e, ciononostante, impiegata per qualsiasi tipo di
processo tumorale.
Una raccolta di testimonianze sconvolgenti sulle coperture politiche di
un business favoloso, la repressione delle cure efcaci e la propagan-
da falsamente umanitaria che mira a spillare denaro a cittadini in
buona fede.
La dichiarazione di guerra contro il cancro fu sancita il 23 dicembre 1971
con la rma, da parte del Presidente Richard M. Nixon, del National Can-
cer Act. Ci ` o diede inizio a un programma per la lotta al cancro, per il quale
sono stati spesi nora $ 25 miliardi (equivalenti a 50.000 miliardi di Lire).
Le Scienze n. 307, marzo 1994, p.73
PREFAZIONE
La malattia dello scorbuto, dovuta semplicemente a una carenza di vitamina C, e
lanemia perniciosa, derivata da una carenza di vitamina B
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, erano un tempo fatali
per coloro che ne venivano colpiti.
Se una epidemia di scorbuto scoppiasse oggi, invece di quattro secoli fa, do-
po quanto tempo la vitamina C diverrebbe un rimedio approvato dalla medicina
ufciale per questa malattia fatale? Oppure, dopo quanto tempo si riuscirebbe a
provare scienticamente che il rimedio ` e una cura a base di arance? Approvare un
rimedio ` e una procedura che oggi costa centinaia e centinaia di milioni di dollari.
Solo le multinazionali possono permetterselo. La vitamina C non ` e brevettabile,
per cui non possiamo prevedere che qualcuno si faccia carico delle enormi spese
del processo della sua approvazione come terapia. Chi scegliesse di consiglia-
re unarancia per curare una malattia cos` seria, anzi fatale, dovrebbe aspettarsi
di essere accusato di ciarlataneria. Non c` e spazio per queste cose nella ricerca,
nellindustria farmaceutica, nella medicina ufciale.
`
E totalmente non scientico sostenere che un corpo ben alimentato sia pi` u
capace di resistere alla malattia di un corpo alimentato meno bene.
Dott. Elmer Nelson, direttore del Dipartimento di Nutrizione dellFDA,
USA 1989
La trappola in cui oggi potrebbe cadere anche lo scorbuto ` e un sistema di
cura monopolizzato, dove le soluzioni che giungono al malato sono ltrate invi-
sibilmente da un meccanismo di comuni interessi economici, un sistema in cui
diventa ufciale solo ci` o che genera protto e dipendenza. Un monopolio capace
di sfornare per noi solo farmaci chemioterapici che vanno da altamente tossici a
cancerogeni.
Ci` o che fa venire il cancro lo guarisce! Guardi a quale paradosso siamo
arrivati. Vals e Pantellini, 1997
Le arance rappresenterebbero un terribile nemico per i farmaci antiscorbuto
eventualmente brevettati e venduti dalle multinazionali, un pericolo mortale per la
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loro fetta di mercato. Lindustria riuscirebbe a trovare il farmaco miracoloso bre-
vettabile? Oppure in breve tempo lo scorbuto diventerebbe sinonimo di medicina
senza speranza o di male del secolo?
Questo ` e ci` o che ` e avvenuto e continua a essere perpetrato per il cancro. La
tanto pubblicizzata lotta al cancro ` e un tentativo di far guarire il malato usando co-
me soli strumenti chemio, radioterapia e chirurgia. Ecco il paradosso: si tratta il
cancro, una malattia causata da gravi situazioni biologiche decitarie e da disfun-
zioni del sistema immunitario, con rimedi chemioterapici che sono notoriamente
devastanti per il sistema immunitario, tossici e anti-vitaminici. Ma ormai questo
va avanti da 50 anni.
Abbiamo provato a usare chemioterapia, chirurgia e irradiazioni in tutte le
forme e in tutte le combinazioni. Siamo arrivati al punto in cui dobbiamo
far fronte direttamente a un problema davvero grave. E se non fossero
possibili ulteriori progressi signicativi con la chemioterapia?
`
E da molti
anni che ci diamo da fare, ma non ` e cos` che si risolver` a il problema del
cancro: serve invece un notevole passo in avanti. John Bailar, Scientic
American, aprile 1994
Ma la lotta al cancro ` e veramente un insuccesso?
Date le premesse, non potrebbe essere diversamente, poich e le tecniche ufcial-
mente consentite consistono nel trattare uno squilibrio generale dellorganismo e
una situazione carenziale di alcuni elementi con una guerriglia al sintomo locale.
Mi ` e stato chiesto come io possa sconggere il cancro mentre 600.000 dot-
tori e ricercatori negli USA non ci riescono. Se una persona, avendo perso
una moneta nella notte buia, va a cercarla a due isolati di distanza perch e
solo l` a c` e un lampione sulla strada, allora io non mi meraviglio che non
la trovi. Hanno la chemio e vogliono imporre solo quella. Ma allora non
possono pretendere di trovare la soluzione.
Harvey Bigelsen, 1999
0.1 Cosa ` e il cancro e cosa dovrebbe essere una
terapia anticancro?
Di certo la chemioterapia ufciale non si basa sul principio di ristabilire le condi-
zioni siologiche, che se alterate favoriscono la crescita del tumore, n e sul prin-
cipio di non colpire il resto dellorganismo, cio` e agire selettivamente sulle cellule
tumorali e non su quelle sane.
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Migliorare le condizioni siologiche. . . e . . . non sulle cellule sane non
rientra assolutamente nellapproccio delloncologia ufciale. Le terapie che si
basano su questi due principi sono denite complementari e sono osteggiate dalle
istituzioni ufciali.
Quanti pazienti vengono salvati con la chemioterapia?
Quante persone sono oggi vive perch e hanno adottato un approccio nutrizionale e
complementare?
Proponiamo a voi e ai vostri amici un quadro semplice e ricco di notizie, dove
ogni pagina ` e una porta per uscire dalla trappola, dove ogni rimedio comple-
mentare ha due caratteristiche: ` e a portata di mano ed ` e straordinariamente
efcace.
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Capitolo 1
Chemioterapia: breve cronologia
1953: Leminente oncologo Cornelius Rhoads annuncia:

Sono convinto che nel
prossimo decennio avremo un chemioterapico attivo contro il cancro, come
la penicillina lo ` e per le infezioni batteriche

. Denver Post, 3 ottobre 1953


1955: La chemioterapia entra in uso nella medicina convenzionale. Chirurgia e
radioterapia hanno dato risultati deludenti sui pazienti di cancro e questo
fatto ha favorito lavvento dellera della chemio. Dai farmaci chemioterapi-
ci ci si aspetta che arrestino la veloce riproduzione delle cellule tumorali e,
perci` o, vincano il cancro.
Un intervento chirurgico radicale non costituisce una risposta ade-
guata al problema del cancro, poich e il bisturi non elimina tutte
le possibili vie di propagazione. Dott. O. Theron Clagett, famoso
chirurgo della clinica Mayo, 1 marzo 1955
Il radio non cura il cancro. Distrugge una parte dei tessuti con un
certo raggio, ma non il resto del tumori, n e ferma la proapagazione
del cancro attraverso il sangue. Dott. Francis Carter Wood, vice-
presidente della American Cancer Society
Il 14 dicembre 1955: un altro eminente chirurgo, Sir Stanford Cade, ribadisce
davanti al Collegio Reale dei Chirurghi di Manchester lauspicio di Cor-
nelius Rhoads:

Quelli chiamati cancri inoperabili chirurgicamente ces-
seranno di essere considerati inoperabili grazie alle recenti scoperte del-
la chemioterapia

. Egli sostiene di non credere pi` u nella convenienza di


amputare il seno a una donna sofferente di cancro alla mammella.

Ho
visto no a 25.000 casi di amputazioni della mammella e in tutti i casi
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il cancro ` e riapparso prima o poi in una zona meno facilmente operabile
dellorganismo

.
Gli agenti attivi per la chemio che furono usati nel primo decennio erano ba-
sati sulliprite, gas velenoso di cui si disponeva di buone scorte avanzate
dallarmamentario bellico dopo la seconda guerra mondiale. Queste so-
stanze si rivelarono essere troppo tossiche e nel migliore dei casi ottenevano
una risposta solo temporaneamente, e cos` entrano in gioco le multinazionali
produttrici di chemioterapia, la Bristol-Myers in prima la.
1970: Nei casi di tumori al seno, chirurgia radicale o chirurgia parziale? Alli-
nizio lasportazione chirurgica radicale era solitamente raccomandata alla
maggior parte delle donne con tumore al seno (qualsiasi fosse lo stadio),
poich e la vita delle pazienti era a rischio e la terapia pi` u forte era vista
come la pi` u sicura. Solo dopo 25 anni di polemiche verr` a denitivamente
stabilito da una serie di studi epidemiologici (1988-1995) che i due metodi
danno gli stessi risultati in termini di incidenza di metastasi e periodo di
sopravvivenza.
1975: Il Prof. Jones, dellUniversit` a del Colorado, dimostra per la prima vol-
ta, in uno studio su ampia scala durato 23 anni, che per gli ammalati di
cancro che si sono riutati di sottoporsi a qualsiasi terapia tradizionale
la sopravvivenza media ` e stata di 12 anni e mezzo, mentre quelli che
si sono sottoposti alla terapia tradizionale (chirurgia, radiazione e che-
mioterapia) sono morti in media entro 3 anni. Tale constatazione ` e stata
confermata, da allora, pi` u volte nella letteratura medica.
1980: Gli analisti Robert Houston e Gary Null, dopo aver studiato le linee di
condotta, attivit` a e propriet` a delle maggiori associazioni di ricerca per il
cancro, giungono alla conclusione che queste si sono trasformate in orga-
nizzazioni, la cui attivit` a ` e in funzione della propria sopravvivenza e la
cui sopravvivenza dipende dallo stato di non-guarigione delle vittime di
cancro. Essi scrivono: Una soluzione al cancro signicherebbe la conclu-
sione dei programmi di ricerca, lobsolescenza dellesperienza accumula-
ta, la ne dei sogni di gloria personale; il trionfo sul cancro azzererebbe
a monte i rifornimenti di fondi destinati alle associazioni non prot per il
cancro, minaccerebbe a morte le attuali istituzioni cliniche rendendo obso-
leti la costosa chirurgia, la radiologia e le terapie chemioterapiche nelle
quali cos` tanto denaro, training e apparecchiature ` e stato investito. Tale
paura, anche se inconscia, pu` o causare resistenza ed ostilit ` a ad approcci
alternativi proporzionatamente al fatto che essi sembrino terapeuticamente
promettenti. La nuova terapia deve essere ridicolizzata, negata, scoraggia-
ta e non riconosciuta a tutti i costi, indipendentemente dai risultati dei test
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e preferibilmente senza neanche un test. Come ora mostreremo, ci ` o si ` e
vericato ripetutamente e quasi sistematicamente.
1 gennaio 1982: Chemioterapici tossici per infermiere e farmacisti, secondo
recenti studi presentati dalla eminente rivista Journal of the American Medi-
cal Association ` e stato dimostrato che il personale ospedaliero che prepara
e somministra alcuni chemioterapici ` e esposto al loro effetto cancerogeno.
1985: Il prof. John Cairns dellUniversit` a di Harvard pubblica una critica deva-
stante su Scientic American:

A parte rari tipi di leucemia, non ` e possibile
rilevare alcun signicativo cambiamento dellincidenza di morti per cancro
a seguito delluso su ampia scala di chemioterapia. Non ci sono evidenze
che la chemioterapia possa curare i vari tipi di cancro che oggi afiggono
la societ` a

.
1986: Il McGill Cancer Center invia un questionario a 118 dottori che hanno se-
guito casi di cancro ai polmoni trattati con chemioterapia.
`
E chiesto loro
di immaginare che essi stessi siano stati colpiti da cancro e viene loro do-
mandato quale dei 6 farmaci chemioterapici sceglierebbero. L81% degli
oncologi intervistati afferma che non acconsentirebbe a essere sottopo-
sto a chemioterapia con Cispatin, latin, un farmaco chemioterapico ora
largamente in uso. Il 74% di essi sostiene che riuterebbe qualsiasi tipo
di chemioterapia. Perch e? Linefcacia del trattamento chemioterapico
` e evidente e gli effetti distruttivi sullorganismo sono inaccettabili.
Settembre 1986: Erik Eckhom riporta sul New York Times che il National Can-
cer Institute sta per cambiare i suoi metodi di valutazione dei farmaci che-
mioterapici: il vecchio metodo che si basava su leucemia indotta in topi di
laboratorio, viene sostituito con quello su cellule umane cancerose coltivate
in laboratorio: Finora i ricercatori avevano selezionato le sostanze chi-
miche per la chemioterapia osservando gli effetti prodotti su topi con una
particolare forma di leucemia animale. Questo metodo, che ha portato ad
alcuni chemioterapici ampiamente usati, in generale non riesce a far ar-
rivare a farmaci che funzionino contro le forme di cancro maggiormente
minacciose per la popolazione mondiale.
Il cancro ` e una malattia dai molti volti, racchiude diremo cento malattie
distinte. Ci` o che funziona per un tipo di cancro non funziona necessaria-
mente per un altro.
`
E un concetto abbastanza semplice. Eppure in tutti
questi anni, lNCI ha usato questi studi su leucemia P338 nei topi come se
fossero decisivi nello stabilire se un trattamento funziona o meno su tumori
solidi.

Il test di valutazione in vivo su topi semplicemente non sta pro-
ducendo frutti contro le forme di tumori pi ` u rilevanti

afferma il dott John


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A.R. Mead, responsabile al National Cancer Institute per lo sviluppo dei
chemioterapici.

Nel sistema che sta per essere adottato, tutti i composti
verranno testati in provetta su diversi ceppi di cancro umano coltivati in
vitro

.
Potrebbero essere fatte due considerazioni importanti. In primo luogo, co-
loro che avevano usato la sperimentazione su topi ammettono che bisogna
trovare qualcosa di meglio e che i risultati sono insoddisfacenti. In secondo
luogo ci chiediamo quanti farmaci di limitata utilit` a siano stati messi in giro
e quanti ancora ce ne siano, che si basano su trentanni di ricerca minata
alle fondamenta da un metodo sbagliato.
1987: Molte terapie complementari per il cancro, cosiddette non tossiche, bus-
sano alle porte della medicina convenzionale. C` e molta resistenza da parte
del mondo farmaceutico, ma soprattutto il processo di approvazione dellen-
te per la salute americano FDA richiede un investimento di svariate centi-
naia di milioni di dollari. Ci` o costituisce un ostacolo insormontabile per
terapie che pure danno luogo a impensabili remissioni di cancro a piog-
gia. 42 parlamentari del Congresso USA chiedono che si faccia chiarezza
sulle terapie alternative che potrebbero essere usate per il cancro. Tra le
altre cose, viene fatto notare che neanche la chirurgia ` e approvata come
trattamento per il cancro, anzi NEANCHE UNO STUDIO con il tradi-
zionale gruppo di controllo ` e stato effettuato per valutarne i risultati a
lungo termine. Neanche la chemioterapia ` e approvata, ma ` e solo in fase
sperimentale (dura ormai da 40 anni).
1990: Lo studioso di biostatistica del cancro, professor dott. Ulrich Abel, dellU-
niversit` a di Heidelberg, pubblica un articolo scientico (Healing Journal,
No. 1-2, Vol. 7) nel quale afferma:

Sebbene i chemioterapici portino
a una risposta diminuzione di massa del tumore questa riduzione non
produce un prolungamento della sopravvivenza del paziente. A volte, anzi,
il cancro ritorna pi ` u aggressivo di prima, poich e la chemio favorisce la cre-
scita di ceppi tumorali resistenti. Inoltre la chemio danneggia gravemen-
te le difese dellorganismo, tra cui il sistema immunitario, spesso i reni e
il fegato

. Secondo i dati presentati dal dott. Abel, i pazienti trattati con


chemioterapia ottengono risultati signicativamente minori in termini di so-
pravvivenza, rispetto a pazienti non trattati con la medicina convenzionale,
raggruppati e confrontati per tipo e stadio di tumore.
Dopo anni di ricerca in oncologia Abel arriva a questa conclusione:

Una-
nalisi bilanciata e imparziale della letteratura medica mostra un indice di
successi terapeutici quasi nullo dei trattamenti impiegati convenzionalmen-
te nel trattare forme avanzate di tumori solidi

. Abel conclude inoltre,


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dopo aver intervistato centinaia a di oncologi:

Quello che pensano real-
mente non sembra essere quello o che consigliano alla gente

.
Abel cita studi che hanno mostrato

che molti oncologi non accetterebbero


la chemioterapia se avessero il cancro loro stessi

. The Cancer Chronicles,


dicembre 1990
1991: Loncologo Albert Braverman scrive:

Nessun tipo di tumore solido che
era considerato incurabile nel 1975 ` e curabile oggi. Molti oncologi racco-
mandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tumore, con aspetta-
tive che il sistematico fallimento non scoraggia

.
Qual ` e il perch e della crescita della chemioterapia nonostante tali falli-
menti?

Uno sguardo alle relazioni reciproche nanziarie tra il pi ` u grande
centro di ricerca al mondo, lo Sloan-Kettering Cancer Center (MSKCC) e
le aziende che guadagnano miliardi di dollari vendendo chemioterapici
` e molto signicativa: James Robinson III, presidente della Commissione
dei Supervisori e Manager del MSKCC, ` e il direttore della Bristol-Myers
Squibb, la maggiore produttrice mondiale di farmaci chemioterapici. Il vi-
cepresidente del MSKCC, Richard Gelb, ` e il Presidente della Commissione
dei Manager della Brystol-Myers. Richard Furlaud, un altro manager del
MSKCC, ` e un ex presidente della Bristol Myers. Paul Marks, Presidente
del MSKCC, ` e un manager della Pzer

. Samuel Epstein, The Politics of


cancer revisited, East Ridge Press, 1990.
1992: Il farmaco tamoxifene, usato in studi clinici su donne con cancro della
mammella si rivela essere causa di tumori allutero. Il marketing della so-
stanza prodotta dalla Zeneca continua, anzi le vendite aumentano perch e i
dottori lo consigliano come mezzo di prevenzione, per ridurre la possibilit` a
di insorgenza del cancro al seno. La Zeneca spende un milione di dollari per
la campagna USA il mese della prevenzione del cancro della mammella.
Ottobre 1993: Secondo uno dei pi` u noti chirurghi americani, il dottor Gerald
Chodak, le statistiche dimostrano che vittime di cancro alla prostata
non sottoposte ad alcuno di tali trattamenti, dopo dieci anni, hanno
lo stesso livello di sopravvivenza di quelli che hanno subito lintervento
chirurgico. I pazienti ai quali ` e stato diagnosticato un tumore prostatico
a lento sviluppo, potrebbero essere messi in attesa guardinga, senza cio` e
fare nulla, anzich e essere sottoposti a trattamenti radiologici o chirurgici
inutili e che comportano effetti collaterali quali limpotenza, lincontinenza
e la morte. Anche per i carcinomi polmonari trattare con la chemio si rivela
non solo inutile, ma dannoso (d.ssa Rossini, novembre 1995).
1994: Rinomati oncologi internisti hanno man mano assunto prese di posizioni
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distaccate e critiche verso i risultati ottenuti dalla chemio: Hossfeld 1990,
Bonadonna 1990, Mende 1992, Possinger 1993, Kaufmann 1994, Kleeberg
1994. Addirittura nellopera classica americana sulloncologia, (DeVita et
al., edizione 1993), vengono rimosse le affermazioni di successi riportate
nelle precedenti edizioni.
Luglio 1995: Si dimette il direttore dellIstituto britannico per la ricerca sul can-
cro, dott. Michael Baum; egli non nasconde ai giornalisti la sua motivazio-
ne:

Dal 1990, da quando abbiamo introdotto il programma di mammo-
graa a livello di massa, la mortalit ` a per tumore al seno non ` e diminui-
ta. Il programma su cui sono stati investiti ingenti somme di denaro ` e un
fallimento completo

. Il Giornale, 4 settembre 1995


In Italia, la regione Lombardia rende noti i dati sui decessi nel periodo 1984-
1991: il cancro ` e ora diventato la prima causa di morte tra i maschi. In Italia
una persona su 32 moriva di cancro ad inizio secolo. Oggi 30 persone su
cento muoiono di cancro. Il cancro ` e la prima causa di morte in Australia e
Gran Bretagna, la seconda nel resto dei paesi industrializzati.
Marzo 1996: Proprio come la mastectomia radicale (cio` e il trattamento pi` u for-
te) era stata per lungo tempo privilegiata dai dottori rispetto allasporta-
zione parziale (cio` e solo dei noduli cancerosi), molti dottori hanno di re-
cente mostrato di privilegiare la terapia intensiva rispetto alla chemioterapia
standard. Eppure, una Commissione di esperti che lavora per lOMS, cio` e
lEmergency Care Research Institute, dopo aver esaminato oltre 1500 studi
scientici, fa notare che non solo la procedura non d` a risultati, ma in media
accorcia il periodo di sopravvivenza dei pazienti. Il Wall Street Journal ti-
tola: Enormi spese per trapianti di midollo osseo non necessari nei casi di
tumori al seno.
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Capitolo 2

Non li lascer` o morire

2.1

Non li lascer` o morire

:
cos` un oncologo scopre le terapie non
convenzionali
Palazzo del Congresso USA, intervento del dott. Seymor Brenner
Estratto da: U. S. Congressional Ofce of Technology Assessment (OTA)
Terapie del cancro non convenzionali trascritto dallincontro della
Commissione OTA, 9 marzo 1990
600 Pennsylvania Ave. SE Washington, D.C.
BRENNER: Sono un oncologo ed essenzialmente faccio radioterapia. Ho
fatto questo per 39 anni. Ho uno studio molto ben avviato, dove arrivano dai
100 ai 150 pazienti al giorno. Nonostante questo sono frustrato perch e, in 39
anni di esercizio di medicina e di trattamento di cancro, non ho visto signicativi
progressi. A causa di questa frustrazione ho studiato e valutato personalmente,
negli ultimi 5 anni, metodi alternativi per trattare il cancro.
Stanno morendo a milioni di cancro, ogni anno. Finora niente di veramen-
te utile ` e stato fatto. Non abbiamo niente da perdere prendendoci limpegno di
valutare le terapie alternative.
Ora mi chiederete, come sappiamo che questi metodi altemativi funzionano?
Anzi, mi direte, ho letto, ho pensato, ho sentito che non funzionano questi metodi
alternativi. Uno dei tanti che ho investigato ` e il dottor Revici a New York, un
medico 94enne soggetto a molti attacchi e critiche perch e segue anche strade
al di fuori della medicina convenzionale. Vorrei proprio descrivere i pazienti
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 8
che ho seguito personalmente mentre egli li guariva, pazienti che rimanendo
nel mio studio sarebbero morti. Ho chiesto a unequipe di patologi indipendenti
di lavorare con me, controllando la diagnosi istologica, cos` che non siano messi
in dubbio la diagnosi o il tipo e stadio della malattia.
Paziente n 1: un uomo di 43 anni. Ricoverato al Memorial Hospital, Sloan-
Kettering. Cancro della cistifellea diagnosticato al Memorial Hospital. Gli
fu detto:

Il solo modo in cui pu` o essere trattato ` e se tiriamo via la cisti-
fellea e la sostituiamo con un contenitore esterno

. Egli riut` o. And` o dal


dott. Revici nel febbraio 1980. Nellottobre 1990 il paziente ritorn` o al Me-
morial Hospital per una citoscopia. Citoscopia negativa. Era guarito! La
cistifellea era intatta, non cera cancro.
Paziente n 2: donna di 29 anni, anchessa ricoverata allo Sloan-Kettering. Ope-
rata al Memorial Hospital nel 1983. Aveva un cordoma, cio` e un tumore al
cervello. Il tumore fu resecato non completamente, e a ci` o fece seguito un
ciclo di radioterapia. Le condizioni della paziente progressivamente peg-
giorarono dopo lintervento chirurgico e durante i 12 mesi successivi. La
paziente fu vista dal dott. Revici nel 1984. A quel tempo la maggior parte
delle funzioni motorie era impedita ed era costretta su una sedia a rotelle.
La stessa paziente, oggi, nel 1990, dopo aver avuto due bambini ` e in
perfetta salute. Il solo problema che ha ` e che cammina con laiuto di un
bastone. Un vero miracolo.
Paziente n 3: donna di 30 anni operata allUniversit` a di New York per carcino-
ma alle ovaie. Fu effettuata salpingo-ovoforectomia bilaterale e isterecto-
mia. La maggior parte del tumore fu rimossa. La paziente fu sottoposta a
chemioterapia, che continu` o per sei mesi. Nel novembre del 1985, fu ef-
fettuato un secondo intervento chirurgico. Aveva un tumore pelvico con
metastasi omentali. La biopsia fu effettuata solo a scopo diagnostico. La
paziente and` o dal dott. Revici nel gennaio 1986. Il 1 gennaio 1990 era
guarita.
Paziente n 4: 50enne con adenocarcinoma del polmone sinistro. Il tumore non
era resecabile. Fu trattato con radioterapia, che ` e unalternativa alla chi-
rurgia accettata e, sfortunatamente le condizioni del paziente peggiorarono.
And` o dal dott. Revici nellottobre del 1981. Ora siamo nel 1990 e aiutatemi
voi a dire quale ` e la sopravvivenza per i casi di carcinoma al polmone non
resecabile. Perci` o qualcosa deve essere successo con il metodo alternativo,
per cui un paziente condannato sulla carta arriva a sopravvivere nove anni e
pi` u.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 9
Paziente n 5: uomo 34enne che fu sottoposto ad amputazione del ginocchio si-
nistro per un tumore gigante al femore. Nel 1979 sub` una toracotomia
destra per la rimozione di due noduli. Nel 1980, i raggi X al torace mo-
strarono un nuovo nodulo di 1,5 cm e numerosi piccoli noduli nel polmone
destro. I referti medici mostrarono anche una massa renale maligna di una
dozzina di centimetri. Nellottobre dello stesso anno il paziente and` o dal
dott. Revici. Ecco un altro che ` e guarito completamente dal cancro.
Ho altri casi come questi. Ma prima che consumi cos` tutto il tempo conces-
somi per questo intervento davanti alla commissione del Congresso USA, voglio
cercare di comunicarvi una cosa. In pratica quello che voglio dire alle persone qui
presenti consiste in questo: una paziente 27enne ` e venuta nel mio studio la scorsa
settimana. 27 anni con un bambino di 3 anni e un marito. Il suo problema era
un carcinoma al seno con metastasi al cervello, e cos` mi ha detto:

Voi potete
salvarmi, promettetemelo

.
Ora, io so che non posso curare quella persona. Che cosa faccio? Non lo so
se il dott. Revici, o il dott. Burzynski, o il dott. Burton, o qualcuno di loro pu` o
curarla, ma sono stanco di vedere persone arrivare nel mio studio, chiedere di
non morire, e io non ho niente da offrire loro.
Io so che laffermazione che i metodi alternativi non funzionano ` e erronea. Se
qualcuno di voi della commissione ` e interessato, ho 150 casi clinici di pazienti
che sono stati guariti. Posso confermare il tipo e lo stadio del tumore, la diagnosi
terminale mia e degli altri oncologi e posso mostrarvi i dati con lucidi, immagini,
referti e altro. . . sono vivi e senza tumore, le loro diagnosi terminali risalgono dai
3 ai 10 anni fa, pazienti che sarebbero morti se fossero rimasti nel mio studio e
avessero avuto come strumenti solo quelli che io potevo offrire loro.
Ecco cosa vi ho portato, e che sarei lieto esaminaste: ho qui i dossier di 25
casi guariti dal dott. Burynski, 25 casi della clinica Gerson, 25 del dott. Revici,
25 del dott. Nick Gonzales.
So tutto di chemioterapia e radioterapia, usati in diversi schemi e combinazioni
e perci` o non mi piace quando vedo una giovane di 27 anni che mi dice:

Non
lasciatemi morire, dottore

e io non ho niente da darle.


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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 10
2.2 La medicina senza speranza:
quando entra in casa di un oncologo
Estratto da: Healing lessons, di Sidney Winaver, Positive Press, 1998
Sidney Winaver ` e uno stimato professionista nella ricerca e nella cura del
cancro presso uno dei pi` u famosi centri del settore a livello mondiale: lo Sloan-
Kettering di New York. Lironia della sorte vuole che sua moglie Andrea venga
colpita proprio dal tipo di cancro a cui lui ha dedicato anni di ricerche. Unac-
curata analisi della letteratura scientica non lascia scampo per il tipo di tumore
di Andrea: le terapie convenzionali riusciranno solo a far diminuire la massa tu-
morale, ma la resistenza ai chemioterapici e lindebolimento dellorganismo far` a
presto ritornare il tumore in forma pi` u virulenta di prima.
Io e tutti gli altri che mi raccomandavano il trattamento della Mayo Clinic
sapevamo cosa dicevano le statistiche. I farmaci pi ` u potenti, usati sin dallinizio,
avrebbero tenuto in vita Andrea solo per poco. Mi infuriavo al pensiero che il
coro che ci spingeva verso il protocollo della Mayo Clinic non credesse nella
possibilit` a che Andrea guarisse, o che in qualche modo si potesse bloccare il
cancro.
Bob aveva detto che era probabile che il trattamento con i chemioterapici pro-
posti nel protocollo Mayo producessero una risposta completa. Ma una risposta
totale o completa, a dispetto del signicato che la parola implica, non signi-
ca spesso guarigione. La chemioterapia non pu` o eliminare ogni singola cellula
cancerogena. Alcune cellule possono rivelarsi resistenti al particolare agente
chimico che viene usato. Anche se il tumore di Andrea rispondeva positivamen-
te, non potevamo concludere che fosse sparito del tutto, perch e diminuendo la
massa diventava impossibile alle apparecchiature scoprire se ne rimanessero
residui. Le cellule cancerogene recidive potevano rimanere raggruppate in ag-
glomerati microscopici, moltiplicandosi no a diventare nuovamente visibili alle
analisi dello scan e ai test sanguigni. Lesperienza insegna, a questo punto, che
gli agenti chimici che si sono dimostrati efcaci nella prima fase, probabilmente
non produrranno pi ` u lo stesso effetto positivo. Le cellule del cancro sopravvissute
si dimostreranno pi ` u resistenti. In tal caso diventerebbe pi ` u difcile di prima riu-
scire ad eliminarle, e probabilmente continuerebbero a riprodursi rapidamente.
Dopo il trattamento, se ` e andato tutto bene e si ` e avuta una risposta completa,
inizia lattesa. Certi cancri, come quello al seno, possono apparire molti anni
dopo. Comunque con cancri molto aggressivi, come il tipo endocrino di Andrea,
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 11
o il cancro ai polmoni, lassenza di una ricomparsa per due o tre anni potrebbe
indicare una remissione a lungo termine o una guarigione.
Le statistiche nude, dopo aver decodicato abbreviazioni, metodi, annotazioni,
sono chiare per il dott. Winaver.
I pazienti arrivavano a una remissione di otto mesi e a un periodo di soprav-
vivenza di quattordici mesi. La maggior parte di essi aveva solo una risposta
parziale. Anche quei pazienti con una risposta completa mostravano segni di tu-
mori ricorrenti alcuni mesi pi ` u tardi, alla ne il tasso di mortalit ` a era del 100%.
Nessuno dei pazienti curati sopravviveva. Andrea mi guard` o con unespressione
incredula.
Uno come potrebbe essere ottimista, con queste premesse?
Hai ragione dissi ma ` e la nostra migliore possibilit` a. Cosaltro possiamo
fare?
Non so. Qualcosa. Deve esserci qualcosa.
Guardai ai mesi che il protocollo offriva, e fui daccordo con lei. Volevamo di
pi` u. Pi` u tempo, pi` u vita.
Comincer` o a studiare dissi far` o delle ricerche.
Il giorno seguente e quelli a venire, usai ogni singola risorsa a mia dispo-
sizione. Misi in azione i risultati degli anni che avevo trascorso ad organizzare,
studiare, dare conferenze e incontri nazionali e internazionali sul cancro gastroin-
testinale, mi sentii fortunato ad aver intessuto contatti in tutto il mondo che rispon-
devano tutti alle mie telefonate. Passai ore al telefono con medici e ricercatori
scientici nel tentativo di recuperare i dati pi` u aggiornati. Parlai a lungo col dot-
tor Charles Moertel, loncologo che aveva guidato liter del protocollo della Mayo
Clinic [che sembrava il migliore di tutti], il dottor David Johnson, che come ca-
po del reparto di oncologia del Vanderbilt University Hospital di Nashville, aveva
condotto uno studio simile con analoghi risultati. Commissionai ricerche infor-
matiche alla biblioteca medica, consultai abstract di ogni studio umano e animale
che lasciava intravedere un barlume di speranza. Contattai ricercatori di case far-
maceutiche che potessero darmi informazioni sui nuovi farmaci che erano ancora
in fase di sperimentazione. Ero diventato uno Sherlock Holmes medico. Neanche
un granello di polvere era troppo piccolo da studiare, se solo dava un briciolo di
speranza. Dicevo tutto ad Andrea alla ne di ogni giornata. Lei si aggrappava
ad ogni parola. Ma ogni ricerca giungeva alla stessa conclusione: nessuna
terapia farmacologica era efcace a lunga scadenza.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 12
La determinazione a vivere porta Andrea a scegliere di seguire altre strade e il
dott. Winaver assiste a questo tentativo di afancare agli strumenti della medicina
convenzionale un arsenale di terapie alternative, da lui inizialmente aspramente
osteggiate. I risultati danno ragione a sua moglie e la conclusione del libro ` e
questa:
Ecco perch e la medicina complementare ` e il meglio di ci ` o che
potevamo fare. La medicina complementare ` e una medicina che
combina la scienza convenzionale con unampia gamma di altre co-
noscenze per produrre un insieme assai pi` u valido della somma di
queste parti. Riconosco inoltre che la medicina complementare ` e un
arricchimento di esperienza vecchio come il mondo, da applicarsi al
trattamento e alla prevenzione della malattia. Allinizio ero scetti-
co. Ora il mio scetticismo ` e stato vinto dai risultati e dallintelligente
determinazione di Andrea.
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Capitolo 3
La persecuzione delle alternative e la
farsa della ricerca sul cancro
3.1 La persecuzione delle alternative (non tossiche)
del mercato
Terapie anticancro: il Congresso USA spronato ad indagare
Palazzo del Congresso USA, Intervento di Ray Miller
Estratto da: U. S. Congressional Ofce of Technology Assessment (OTA)
Terapie del cancro non convenzionali
trascritto dallincontro della Commissione OTA, 9 marzo 1990
600 Pennsylvania Ave. SE Washington, D.C.
MILLER: Quasi 4 anni fa, il Senatore John Dingell, presidente della Commis-
sione Energia e Commercio del Senato, insieme ad altri 42 membri del
Congresso chiesero che fosse effettuato uno studio per valutare il ruolo e
lefcacia delle terapie alternative per il cancro. Tale studio fu richiesto al-
lOTA. LOTA immediatamente afd` o la supervisione dello studio al dott.
Roger Herdman, un ex presidente dello Sloan Kettering, istituto di ricerca
sul cancro, che da sempre ` e ostile alle terapie complementari.
Nella prima versione, rilasciata nel luglio 1988, la commissione cerc` o di
perpetrare un rafnato inganno, affermando che nella letteratura medica
mondiale si era riusciti a trovare solo uno studio che riferisse buoni risultati
13
LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 14
di un qualche trattamento alternativo per il cancro. Volumi e volumi di stu-
di pubblicati, precedentemente inviati alla Commissione OTA ma ignorati,
furono inne mostrati ai dirigenti dellOTA, che opportunamente estesero
il periodo di tempo e la portata dellinchiesta. Appelli perch e venisse mo-
dicata la composizione della Commissione furono ignorati. La National
Health Federation (NHF) fece notare una fragrante violazione del codice
di condotta dellOTA, cio` e il fatto che il dott. Herdman fosse in possesso
di azioni di borsa legate al destino delle terapie convenzionali per il can-
cro (75.000 dollari investiti in Oncogene Science Inc.), che in pochi an-
ni avevano portato a guadagni quasi centuplicati, e che non erano note le
implicazioni che questo poteva avere.
I posti disponibili nella Commissione dindagine su terapie non convenzio-
nali per il cancro si sono riempiti cos` presto che fu riutato laccesso a
Linus Pauling, due volte premio Nobel. Ne parlammo sia con Roger Herd-
man, sia con Gibbons, e mi fu data lincredibile risposta: non c` e bisogno di
metterlo nella commissione perch e

sappiamo da che parte sta, Linus Pau-


ling

. Raccomandammo allora al Senatore Charles E. Grassley di chiedere


bilateralit` a nella composizione della Commissione. Le procedure dellOTA
e questo rapporto OTA sono di per s e un caso e noi intendiamo proporre
al Congresso che lo indaghi.
La nuova versione, datata 12 febbraio 1990, fa raggiungere allarte della
distorsione un livello raramente vericatosi da parte di esponenti di un ente
responsabile. La modalit` a di accusa senza dare lopportunit` a di difendersi
che comparve nella prima versione ` e stata ora ampliata a qualsiasi studio
sugli effetti positivi delle terapie, che sono sistematicamente e inessibil-
mente sminuiti, storpiati. Gli studi dei fautori della terapia sono oscurati e
gli studi di altri ricercatori indipendenti che confermano tali effetti positi-
vi sono ignorati. Il solo aspetto sul quale il rapporto ` e esauriente sono le
informazioni e le voci negative, soffermandosi su ogni denigrazione priva
di consistenza e insinuazione infondata derivante da immaginazioni deli-
ranti dei pi` u incalliti acchiappaciarlatani. Poich e nge neutralit` a men-
tre abbonda di calunnie, il rapporto pu` o valere ai suoi autori il titolo di
Acchiappa-Ciarlatani, Quackbuster of the Year.
Cos`, alla modica cifra di molte centinaia di migliaia di dollari governativi,
dopo aver posposto senza alcuna giusticazione la pubblicazione del rap-
porto per pi` u di 3 anni, la commissione OTA ` e arrivata a questa stupefacente
conclusione:

Non sar` a mai possibile, n e ` e necessariamente auspicabile,
valutare FORMALMENTE tutti, o anche la maggior parte dei trattamenti
non convenzionali usati su pazienti con cancro

. (pag. 29, capitolo 11)


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. . . come una foglia nel vento. . .
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 15
`
E in questo che ` e consistito tale lavoro della commissione OTA? Permettere
al Congresso di fare una domanda che sapevano sin dallinizio non li avreb-
be obbligati a dare una risposta?

Se possono far in modo che formuliate la domanda sbagliata, non sono


obbligati a cercare una risposta

, ` e una citazione dal magnico libro di


Thomas Pynchon, Gravitys Rainbow.
Rispettosamente, io vi esorto a ripudiare allunanimit` a, fermamente e im-
mediatamente, le conclusioni di questo rapporto OTA e a fare qualcosa,
spiegare al Congresso che tipo di risposte potreste dare voi, formalmente o
anche non formalmente. Grazie.
ROSEMARY STEVENS [Presidentessa Commissione OTA su terapia non con-
venzionale per il cancro]: Per prima cosa, credo che mentre lopinione di
qualcuno ` e che questa Commissione OTA sia composta solo da individui
faziosi contrari ai metodi alternativi, altri possono avere unidea diversa, al-
tri possono credere quello che propendono a credere.
`
E una questione di
opinione. E noi, come commissione, siamo molto interessati a sentire tutti
questi punti di vista.
MILLER: Allora posso fare solo una domanda?
STEVENS: Certamente.
MILLER: Lei pensa che Linus Pauling avrebbe dovuto essere invitato a prendere
parte a questa commissione? Insignito del Premio Nobel per due volte, non
una, ha dato la sua disponibilit` a, sicuramente era un candidato! Perch e gli ` e
stato negato laccesso alla commissione?
`
E stata sua la decisione?
STEVENS: Non ` e stata una mia scelta. I membri della commissione sono stati
selezionati dallOTA con la normale procedura. Cerano sicuramente altre
persone che avrebbero potuto essere selezionate o non selezionate.
MILLER: Gentile Presidente, stiamo parlando di pesi massimi. Quando si
forma una commissione si possono avere 57 pesi leggeri e un peso mas-
simo. E un peso massimo pu` o mettere al loro posto tutti i 57 pesi leggeri.
E se noi ora vediamo il direttore della American Cancer Society in questa
stessa commissione, allora io voglio qualcuno come Linus Pauling dallaltra
parte della bilancia.
STEVENS: Lei ha toccato dei punti molto importanti, perci` o volevo fare unaltra
domanda. Lei afferma che questa relazione non sta formulando la domanda
corretta. Qual ` e per lei la domanda giusta da porsi?
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 16
MILLER: Io credo che la prima domanda giusta da porsi consista nel chieder-
si approssimativamente quante persone ci sono oggi negli Stati Uniti che
hanno avuto remissioni da cancro, parlo di quelle che sono guarite perch e
sono ricorse a metodi non convenzionali. Una domanda semplicissima, cui
si sarebbe potuto rispondere con costo marginale, una frazione minusco-
la di quello che costa questa commissione, e avremmo potuto trovare tale
risposta approssimativa in 10 giorni.
Quante ce ne sono? Sembra che questa domanda non passi proprio per la
mente delle persone incaricate di queste indagini. Vorrei sapere quante ce
ne sono in questa aula.
VOCI DALLA SALA: Uno qui. Io. (Altre voci)
MILLER: Ecco ora so che ce ne sono gi` a 1, 2, 3, 4.
E suggerisco che il vostro staff contatti queste persone e inizi a contarle. Il
dott. Brenner di New York oggi ha portato le schede cliniche di 150 casi e
Michael Culbert, presidente della Commissione per la Libert` a di Scelta in
Medicina, unorganizzazione con sede in California, afferma che 5000 casi
sono disponibili su richiesta, solo nel suo stato.
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3.2 La Farsa della ricerca sul cancro continua
anche di fronte al Congresso USA
Palazzo del Congresso USA, Intervento di Ralph Moss
Estratto da: U. S. Congressional Ofce of Technology Assessment (OTA)
Terapie del cancro non convenzionali
trascritto dallincontro della Commissione OTA del 9 marzo 1990
600 Pennsylvania Ave. SE Washington, D.C.
RALPH MOSS: Il mio nome ` e Ralph Moss. Dal 1974 al 1977 sono stato vi-
cedirettore delle Pubbliche Relazioni al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center.
Oggi sono editore della rivista Cancer Chronicles e autore di sei libri nel campo
del cancro, tra cui Cancer Syndrome (Sindrome del cancro, N.d.A.) e Cancer
Industry (Lindustria del cancro, N.d.A.).
Questo rapporto OTA su Terapie non convenzionali per il cancro, che avreb-
be dovuto svelare come alla ricerca sul cancro sono state messe le catene e la mu-
seruola, ` e diventato invece parte della farsa. Se rimane cos`, ritarder` a lo studio di
terapie non tossiche per il cancro ancora per molti anni a venire.
Nel giugno 1974, ho fatto una delle pi` u importanti esperienze della mia vita.
Mi recai ai Laboratori Walter in Rhine, New York, e intervistai il dott. Kanematsu
Sugiura, uno degli scienziati con pi` u esperienza e riconoscimenti del Memorial
Sloan-Kettering. Non mi passava minimamente per la testa lidea che ci fosse
qualcosa da scoprire l`. Tantomeno su metodi non convenzionali. Il mio mo-
do di pensare relativamente alle questioni mediche era totalmente convenzionale,
ortodosso. Direi che ero un credulone. Pensai solo che il dott. Sugiura mi avreb-
be fornito un ottimo personaggio e fosse perfetto da mettere sul Centre News, il
quotidiano che arrivava a tutti gli impiegati. Alla ne dellintervista gli chiesi:

Che cosa sta facendo ora?

. Dovete sapere che era piccolino, cos` anziano, un


personaggio! Pensai che sarebbe risultata una simpatica appendice spiegare alle
persone che egli stava ancora lavorando nonostante avesse superato gli 80 anni di
et` a. Egli rispose:

Oh, lavoro sullamigdarina

. Ci misi un secondo per capire


che stava parlando di amigdalina, la vitamina B
17
, nota anche come Laetrile!
Era proprio la sostanza per cui io ero incaricato di rilasciare dichiarazioni e rap-
porti alla stampa, e quello che sostenevo era che i risultati erano completamente
negativi nei nostri studi.
E io gli chiesi cosa ci fosse da lavorare su tale sostanza dal momento che non
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 18
funzionava. Egli prese allora dagli scaffali un volume di una serie che partiva
dagli anni 30: stampati in quel volume molto chiaramente, egli mi mostr` o i suoi
esperimenti nei quali i tumori smettevano di crescere durante il trattamento.
Beh questo ` e sorprendente, dissi io, ed era sorprendente per me soprattutto perch e
avevo da sempre affermato esattamente lopposto. Che non serviva assolutamente
a nulla. Che lAmerican Cancer Society aveva provato che fosse inutile.

E questa non ` e la cosa pi ` u importante. La cosa pi ` u importante ` e che arresta


le metastasi. La diffusione del tumore

. E mi mostr` o studi dove, mentre l80%


dei topi di gruppi di controllo avevano metastasi ai polmoni, ottenuti con i metodi
standard seguiti al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, solo il 20% dei topi
trattati con vitamina B
17
sviluppavano metastasi.
Immaginate che rivelazione sia stato per me tutto ci` o, perch e mi diceva che
qualcosa di molto strano accadeva in quei luoghi. Mi spiegava che cera in atto
un piano per nascondere e falsare i risultati sulla vitamina B
17
. Appena un
anno dopo, nel 1975, il dott. Stock avrebbe dichiarato al Medical World News
che, alla ne di tutti gli studi effettuati,

abbiamo visto che lamigdalina [cio` e
vitamina B
17
,] ha dato risultati negativi in tutti gli studi animali testati

.
Per riassumere in qualche parola una storia alquanto lunga, io dissi BASTA a
questa farsa e a questa frode, e il giorno lavorativo successivo fui licenziato perch e
incapace di portare avanti le responsabilit` a base del mio incarico: cio` e mentire
come portavoce del Memorial Sloan Kettering.
Ora: NEL VOSTRO RAPPORTO DOVE SONO GLI STUDI DI SUGIURA?
Pi` u volte nel rapporto dite che

le informazioni presentate su ciascun trattamento


sono, nella maggior parte dei casi tutto quello che si poteva trovare, cio` e non una
selezione o una scelta di parte della letteratura

, ecco. . . a pagina 1, 32/33, e


nelle pagine dellintroduzione 2, 6, 7.
Veramente? Ci sono dieci pagine sullamigdalina. Avete trovato lo spazio per
mettere tutti i minimi particolari e informazioni negative, persino le voci riguar-
danti la John Birch Society. Ma non avete spazio per parlare, neanche un po,
del pi` u grande e approfondito e probabilmente il migliore, di tutti gli studi mai
condotto in un laboratorio su metodi non convenzionali!
`
E sparito. Il piano per falsare e nascondere ` e oggi in atto come lo ` e stato
nel 1975. Ho sentito qualcuno dire che, comunque vada, questo rapporto ` e un
passettino in avanti. Non fatevi ingannare. So esattamente che cosa sta accadendo
qui. Vorrei ricordare a voi, gli autori, una cosa: la repressione alimenta il fuoco
della resistenza. Maggiore ` e la repressione e maggiore sar` a la resistenza.
Vi ricordate di Ron Wolin, il socio fondatore dellassociazione Fondo per lA-
zione Legale per i Diritti dei Pazienti? Egli era uno dei pazienti guariti da Bur-
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 19
zynski, egli era quello che stava sul lettino dello studio del dott. Burzynski a
Houston quando la FDA entr` o e prese con se qualcosa come 11.000 documenti e
se li port` o via. Ron guard` o mentre queste schede cliniche lasciavano per sempre
lo studio, in seguito fond` o unorganizzazione che costrinse il governo a subire
uno smacco in tribunale.
Lo stesso giorno di quella irruzione, il 17 luglio 1985, coincidenza o meno,
veniva fatta chiudere la clinica per cancro del dott. Burton alle Bahamas. E questa
volta Frank Wiewel era l ` a, che assisteva a tale atto di repressione.
`
E bastato
che un solo uomo assistesse a questo sopruso. Egli ` e ora capo di due centri
per il cancro. E ricordatevi anche di me. Per voi io sono uno di quelli che
` e capitato al posto sbagliato nel momento sbagliato. Non ho paura che voi
possiate spingervi anche oltre. Volete continuare cos`? Benissimo. La resistenza
sar` a proporzionale. Se riscriverete un rapporto completamente aggiornato, solo
cos` potrete salvare la reputazione dellOTA.
Vi lascio le copie di una relazione scritta in cui il dott. Robert Houston
riassume le obiezioni su questa versione del vostro rapporto. Grazie.
Allegato
Le seguenti irregolarit` a sono state rilevate nel rapporto della Commissione OTA,
febbraio 1990.
1. Accuse senza accortezza di vericare qualsiasi replica
Abbiamo davanti pagine e pagine di triviali accuse contro ognuna delle terapie al-
ternative senza possibilit` a di replica a tali assurdi ragionamenti e voci di corridoio.
Il lettore, oltre a essere tenuto alloscuro delle argomentazioni dei fautori di tali
terapie, ha cos` limpressione che le voci negative siano in realt` a fatti accertati e
non contestabili.
Per esempio sono dedicate due pagine allattacco della terapia anticancro del
dott. Burzynski da parte di Blackstein e Bergsagel, mentre in solo un rigo si parla
dellesistenza di una replica da parte del dott. Burzynski (p. 5-29). Questa replica
di 14 pagine era in possesso della Commissione OTA e nonostante fosse stato
assicurato a Burzynski che le sue argomentazioni sarebbero state incluse, ci` o non
avvenne. Il lettore allora non potr` a mai venire a sapere che radiologi e oncologi
indipendenti avevano confermato passo passo tutti i casi di remissione che
Blackstein e Bergsagel avevano denito falsi.
N e c` e un accenno sulla replica del dott. Pauling (Nutr. Rev. 44:28, 1986)
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 20
allo studio della clinica Mayo che dimostrava linutilit` a della vitamina C: Pauling
faceva notare che in questo studio a lungo termine effettuato dai suoi avversari la
somministrazione di vitamina era stata interrotta dopo solo 2 mesi e che entrambi
i gruppi furono trattati con 5 FU. Stiamo parlando di dolo, non di riproduzione di
esperimenti per confermare un qualsiasi effetto.
Insomma non viene dato modo di difendersi su informazioni e conclusioni
fornite dagli opponenti.
2. Offuscamento degli studi con risultati favorevoli
LOTA sostiene che il dott. Burzynski ha pubblicato solo 4 studi clinici. Ma
la sua attuale bibliograa ne conta 14, di cui 10 su riviste mediche specializzate
indipendenti. Gli articoli includono documentazioni e foto con i raggi X di casi di
complete remissioni nei pi` u avanzati stadi di cancro, il tutto ` e ignorato dallOTA.
Allo stesso modo lOTA sostiene che il dott. Revici non ha mai pubblicato
articoli scientici, ma questo non ` e vero, e persino lAmerican Cancer Society
cita tali studi pubblicati da Revici in riviste indipendenti.
La Commissione OTA mostra solo 1/4 dellabstract di Burton del 1965 e, sen-
za far capire loperazione che ha fatto, omette la parte centrale di frasi chiave (p.
5-58). Relativamente allabstract di Burton del 1962 lOTA afferma:

Il grup-
po trattato sopravvisse pi ` u a lungo, ma i dati non furono mai presentati e que-
sto studio non fu mai pubblicato nella sua interezza

(p. 5-55). Invece i dati di


sopravvivenza erano forniti in quello studio e si trattava di un periodo di soprav-
vivenza 17 volte quello dei gruppi di controllo; tutti i dati erano disponibili sia
nella pubblicazione del 1962 che in quella del 1963. Relativamente allo studio
del 1962, lOTA afferma che

non furono presentati dati sperimentali, che le sue
conclusioni erano state puramente speculative

. Eppure lincaricato OTA, il dott.


Phillips, afferm` o che nella relazione a lui commissionata relativamente a questo
studio su animali,

i dati presentati sono razionali e supportano le conclusioni
degli autori

.
3. Soppressione degli studi che confermavano i dati originari dei fautori
delle terapie
LOTA omette qualsiasi menzione a studi indipendenti effettuati da altri gruppi
e di ricerca che confermino gli effetti delle terapie. I risultati di Pauling sulla
vitamina furono confermati, per esempio, da uno studio con gruppo di controllo
in Giappone (Morishige, J. Int.Ac.Prev.Med. 5:54, 1978). Le guarigioni con la
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 21
terapia di Kelley furono corroborate da un approfondito studio su 50 casi clinici
dal prof. Nicholas Gonzales. Effetti antitumorali degli antineoplastoni in animali
furono riscontrati sia in Giappone che allUniversit` a della Georgia. La vitamina
B
17
, previene le metastasi secondo quanto dimostrato dagli studi di Sugiura e
Schmid allo Sloan-Kettering Cancer Centre, ed ` e stato dimostrato che rilascia
prodotti ad azione selettiva sulle cellule cancerose, che fanno regredire i tumori
nella maggior parte dei pazienti (Kochi, Ca Treat. Rep. 69: 533, 1985).
Questo rapporto OTA potrebbe essere scelto come il manuale perfetto per
esemplicare le tecniche di repressione nella valutazione medica.
4. Gli standard di approvazione sono appositamente viziati
`
E estremamente raro che remissioni spontanee avvengano in casi di carcinomi con
metastasi vericati da referti clinici e recentemente lNCI, e persino lOTA, hanno
riconosciuto che questo ` e vero e che in alcuni casi non c` e bisogno delle due fasi
di approvazione I e II. Allora perch e non si passa direttamente alla fase III e si
abolisce questo ostacolo immane dal punto di vista economico che tiene fuori le
terapie alternative dalla sperimentazione e dal processo di approvazione?
Vorrei ricordare allOTAun altro compito che rimane, cio` e valutare la chirurgia
ed approvarla come terapia per il cancro, perch e nora per la chirurgia non ` e
stato effettuato nessuno studio su larga scala con gruppi di controllo, eppure
essa rientra nei trattamenti convenzionali.
Viene sottolineato spesso nel rapporto che tutte queste tecniche alternative non
sono state soggette a tutti i tre stadi di approvazione FDA e quindi il loro effetto
positivo non pu` o essere provato dal punto di vista della medicina ufciale. Questo
processo di approvazione per` o, pu` o costare mezzo miliardo di dollari o pi` u, di
questo non se ne parla. Del fatto cio` e che c` e un ostacolo, e che questo impedisce
alle tecniche di essere valutate come la medicina ufciale pretende e ci` o, a loro
modo di vedere, inuisce su fatto che si possa dire che una terapia sia efcace.
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3.3 La spartizione e limmobilizzazione
della scienza
Se non mettiamo la libert ` a di cure mediche nella costituzione, verr` a
il tempo in cui la medicina si organizzer` a piano piano e senza farse-
ne accorgere in una dittatura. E il tentativo di limitare solo ad una
classe di persone larte della medicina rappresenter` a la Bastiglia
della scienza medica.
Benjamin Rush, rmatario della Dichiarazione dIndipendenza USA
Cosa accadde a seguito di questo incontro della Commissione OTA con i rap-
presentanti delle terapie complementari? Furono resi noti anonimamente verbali e
comunicazioni scritte interne dellOTA in cui esplicitamente era censurato chi da-
va spazio a studi della letteratura medica che valutavano in modo positivo gli effet-
ti delle terapie complementari. I dubbi peggiori di cui si era parlato nellincontro
del 9 marzo erano confermati da prove.
Nel settembre successivo a questa riunione, lOTA nalmente rilasci` o un ag-
giornamento del proprio documento sulle terapie complementari per il cancro
(Unconventional Cancer Treatments, GPO #052-003-01203-3).

Con grande sorpresa di tutti, questo aggiornamento conteneva signicative


correzioni, che andavano tutte nella direzione di imparzialit ` a indicata da noi

,
esult` o Moss. LOTA aveva nalmente scoperto lesistenza di ulteriori 200 ar-
ticoli scientici che dimostravano lefcacia dei trattamenti complementari per
il cancro. Il Sommario, le Opzioni e le Raccomandazioni erano state riscritte
completamente dai responsabili OTA.
Si tratta di un documento storico in cui per la prima volta viene ammesso
che

la medicina ufciale da sola non riesce a coprire le necessit ` a di migliaia
di vittime di cancro

e che queste crepe della medicina ufciale potevano essere


riempite con quello di buono che cera nella medicina complementare.
La Commissione OTA invi` o le raccomandazioni e le proposte emerse dal dibattito
e dal documento al National Cancer Institute (NCI), ma lNCI fece come se niente
fosse successo.
Ci sono una serie di blocchi stradali per le speranze di riconoscimento del-
le terapie complementari per tumori. In primo luogo lFDA che, richiedendo
un investimento di centinaia e centinaia di milioni di dollari per lapprovazio-
ne, garantisce il monopolio delle multinazionali; in secondo luogo c` e lNCI, che
distribuisce i fondi governativi per la ricerca sul cancro.
Il National Cancer Institute ` e lunico anello della catena che non deve soddi-
sfare gli azionisti in attesa di protti. Eppure le cose non cambiano molto.
`
E molto
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 23
difcile per le nuove idee sopravvivere al meccanismo di nanziamento dellNCI.
Perch e abbia luogo il nanziamento ad un centro di ricerca o universit` a, si deve
seguire un complicato intrico creato dal National Cancer Act del 1971. Questo
coinvolge la nomina della divisione governativa cui ` e afdata la valutazione di un
progetto; il controllo e la valutazione da parte di 10-15 ricercatori non governativi
(chiamati Inital Review Group); una visita del centro di ricerca da parte di respon-
sabili governativi; una riunione per votare e assegnare al progetto un numero di
priorit` a; aspettare che il National Cancer Advisory Board (NCAB) prenda in con-
siderazione il progetto e le valutazioni gi` a fatte, una valutazione di nanziamento
da parte del responsabile gestione nanziamenti; negoziazioni e rassegna nale
(NCI, 1986).
Durante tutto liter, burocrati e consiglieri esterni dellente sono chiamati ad ag-
giornare la valutazione sulla richiesta e una forte opinione negativa a una qualsiasi
delle numerose giunzioni importanti pu` o severamente danneggiare le possibilit` a
di successo. Per esempio, se il NCAB decide di ribaltare una raccomandazione di
approvazione o disapprovazione per ragioni al di fuori del merito scientico, que-
sta scelta ` e decisiva. Per aggiudicarsi un nanziamento, il richiedente deve essere
appoggiato dagli esperti ufciali nel campo e quasi per denizione deve lavorare
nellambito delle strutture che hanno una reputazione per un certo tipo di ricerche
ben accettate.
In un certo senso, ogni persona che approva una richiesta mette la propria repu-
tazione in gioco. La cosa pi` u sicura e pi` u diplomatica ` e dare priorit` a a quelle
applicazioni che provengono dai ricercatori pi` u convenzionali ed accettati dal si-
stema, provenienti da centri di ricerca che hanno le stesse caratteristiche. Come
segno di ducia che lNCI ha in questi centri, essi ricevono visite di controllo
meno frequentemente. Se qualcosa va storto, chi ha accordato il nanziamen-
to pu` o giusticare la sua scelta in quanto listituto aveva unottima reputazione
nellambito del sistema.
Approvare richieste di nanziamento da parte di piccoli istituti di ricerca ` e una
iniziativa difcile e pericolosa per qualsiasi burocrate o consigliere.
`
E piena di
pericoli: se il progetto diventa un fastidio per il sistema stesso, inevitabilmente si
cercher` a di capire chi ha approvato la richiesta a monte.
Una nuova richiesta di nanziamento deve quindi essere approvata da una
grande variet` a di scienziati, burocrati e uomini daffari. Inoltre, deve avere le
caratteristiche di raccogliere un consenso di opinioni tra tutte queste persone di-
verse. Inevitabilmente tale applicazione deve inserirsi in un ambito convenzionale
e lontana dai conni prestabiliti che se oltrepassati possono risultare fastidiosi per
i pi` u.
Queste enormi costrizioni (Lane Adams, vice Presidente ACS, novembre
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 24
1978) rendono estremamente difcile, se non impossibile, che unidea radical-
mente nuova sia approvata dallNCI.
Per sopprimere i nuovi metodi, il normale funzionamento dei meccanismi
di nanziamento ` e sufciente: questi meccanismi eliminano i rischi e, nella
maggior parte dei casi, non servono forzature per bloccare qualcosa.
Quando Pauling e Cameron documentarono sorprendenti risultati con
la terapia di megadosi di vitamina C su pazienti con cancro, il Natio-
nal Cancer Institute insistette che potevano essere considerati solo se
avessero cominciato da zero partendo da studi su animali, prima che
quegli stessi studi clinici potessero essere duplicati e confermati. Que-
sto signicava aspettare almeno venti anni, ma Pauling accett ` o e fece
domanda per un modesto nanziamento dallNCI. Cinque volte questo
premio Nobel, autore di oltre 400 studi scientici, fece domanda per
i nanziamenti dellNCI. Quattro volte la sua richiesta fu respinta uf-
cialmente. Una volta non fu respinta, tecnicamente, ma poich e in questo
caso fu dato al progetto di Pauling una bassa priorit ` a, in pratica non fu
mai nanziata.
Ralph Moss, The Cancer Industry, 1980
Un altro fattore che porta alla soppressione di molte nuove idee ` e quello umano
e i difetti relativi allego di coloro che sono capo dellestablishment del cancro
(pregiudizi, voglia di protagonismo, competizione, ecc.). Queste persone hanno
una lunga lista di riconoscimenti e spesso non vogliono condividere il prestigio o
mettere in discussione le loro idee.
La storia della scienza ha dimostrato che un nuovo concetto non dovrebbe
essere automaticamente respinto semplicemente perch e ` e attaccato dagli esperti
del settore. A volte un attacco o una forte polemica ` e come il naturale pianto che
segue il parto di una splendida idea neonata.
Lestablishment medico non riconosce che il cancro sia una malattia caren-
ziale, tale ipotesi ` e stata respinta gi` a nel 1940. In effetti la maggior parte dei
chemioterapici, metotrexato per fare un nome, sono noti anti-vitaminici.
(Shimkin 1977:405)
Poich e la medicina ufciale non crede in generale che il cancro sia causato da
un qualche fattore decitario, possiamo prevedere gravi difcolt` a per terapie quali
quelle con vitamina B
17
, vitamina A, vitamina C, che sostengono di voler fornire
gli elementi nutrizionali necessari.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 25
Laurance Rockefeller scrisse sulla relazione annuale ai soci dello Sloan-
Kettering Centre:

C` e una tendenza sempre maggiore, abbastanza
comprensibile in un periodo di cos` grande competizione a seguito della
diminuzione di stanziamenti governativi, che favorisce lassegnazione
di nanziamento a programmi di ricerca sicuri e solidi. Ci ` o signi-
ca che sar` a da ora in poi molto pi ` u difcile ottenere supporto per
scommesse azzardate

.
Lindustria conduce la propria ricerca ma, allo stesso tempo, per un motivo
o per laltro, ha interessi nel mondo della ricerca indipendente e universitaria.
partire dagli anni 70 le universit` a sono state sovvenzionate in maniera sempre
pi` u ragguardevole dallindustria.
Nel 1975 la multinazionale chimico-farmaceutica Monsanto diede al Dipar-
timento di Medicina dellUniversit` a di Harvard un nanziamento di 23 milioni
di dollari per il supporto nei vari campi di ricerca, tra cui il cancro. (Harvard
University Gazette, 7 febbraio 1975). Lo stesso anno la Brystol-Myers cre` o un
programma di nanziamento di 2,5 milioni di dollari in cinque centri di ricerca
sul cancro di cinque universit` a: Baylor, Chicago, Johns Hopkins, Stanford e Yale.
Le aziende farmaceutiche, inoltre, effettuano donazioni ristrette a centri me-
dici i cui obiettivi di ricerca sono attentamente, chiaramente delineati in anticipo.
Questa ` e una pratica ormai consolidata: nel maggio 1977, per esempio, la Ortho
Pharmaceutical Corp. ha dato allo Sloan-Kettering 25.000 dollari in donazio-
ni ristrette; American Hoechst Corp., Pennwalt, Eli Lilly Sandoz, Hoffmann-La
Roche, Ives Lab, Squibb e Newport Pharmaceuticals Intemational, tutte contri-
buirono con le loro donazioni ristrette. Il Programma di ricerca ed educazione
dello Sloan-Kettering Institute del 1987-88 include donazioni superiori a 25.000
dollari da parte di Bristol-Myers, Dow Chemical, Du Pont de Nemours, Hoechst-
Roussel Pharmaceuticals, Eli Lilly, Merks & Co, Pzer, Sandoz, Schering Plough
Foundation, Smith Kline e Squibb.
Tutti i ricercatori hanno bisogno di denaro per portare avanti il loro lavo-
ro. Il nanziamento ` e lo stipendio stesso su cui il ricercatore vive. Cosa resta
ai ricercatori e alle universit` a se si escludono i fondi governativi (erogati come ab-
biamo visto negli USA dal National Cancer Institute)? Resta la ricerca nanziata
dalle industrie che, in alcuni campi, oggi raggiunge il 90% del budget totale.
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3.4 Una mano di poker dove lapertura minima ` e
una puntata di 100 milioni di dollari
Laura Lee Radio Show, 1994
(Talk show radiofonico creato da Laura Lee a partire dal 1990
e seguito da milioni di americani)
Laura Lee: La chemioterapia ` e la procedura standard per il trattamento di tutti
i tipi di cancro, ma i risultati che se ne ottengono non sono molto incorag-
gianti. . .
Ralph Moss:
`
E utile solo nell 1.5% dei casi secondo una commissione OMS
del 1980 e nel 2% dei casi secondo una rassegna di 1500 pubblicazioni
scientiche effettuata dal prof. Jones dellUniversit` a della California.
Laura Lee: Com` e possibile, allora, dottor Moss, che sia considerata la terapia
standard per curare il cancro?
Ralph Moss: Stiamo parlando di grossi protti. Parlare di cancro signica par-
lare di 1/9 del budget totale per la salute negli USA. Le ultime cifre dellA-
merican Cancer Society parlano di 107 miliardi di dollari spesi nella lotta
al cancro.
Laura Lee: Laltro gigante della ricerca, lAIDS, arriva appena a 4 miliardi di
dollari. . .
Ralph Moss: Queste sono le cifre relative alla ricerca medica. E le persone?
Per il cancro stiamo parlando di oltre un milione di casi lanno negli
USA, senza contare tumori alla pelle che probabilmente fanno un altro
milione da soli.
Laura Lee: Un milione di nuovi casi senza contare i tumori alla pelle?!
Ralph Moss: Gi` a. Circa 630.000 persone muoiono ogni anno di cancro ne-
gli USA, altre 850.000 in Europa; si pu` o parlare di una vera epidemia.
E qual ` e allora la dimensione dellindustria del cancro? La chemio costa
decine di migliaia di dollari, a volte centinaia. Un trapianto di midollo
osseo, che ` e un particolare tipo di chemioterapia o radiazione pu` o ar-
rivare a 150.000 dollari per paziente, e quasi mai serve a qualcosa. Il
25% muore come diretta conseguenza del trattamento. . .
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 27
Laura Lee: Perch e si continua su questa strada?
Ralph Moss: Se si esaminano i vertici del pi` u importante centro di ricerca sul
cancro nel mondo, il Memorial Sloan-Kettering (MSK), si scoprir` a che lin-
dustria farmaceutica ha una posizione dominante. Una multinazionale, in
particolare, la Bristol Myers, che produce tra il 40 e il 50% dei tratta-
menti chemioterapici nel mondo, ha dirigenti che ricoprono cariche al
vertice dell MSK.
Laura Lee: E ci` o non costituisce conitto dinteressi?
Ralph Moss: Vendono allMSK i loro farmaci, eppure sembra che il fatto che
loro stessi, i produttori di chemioterapici, siano lMSK non costituisca un
conitto di interessi! Secondo il regolamento interno, sarebbe un conitto
dinteressi solo se fossero stipendiati da entrambi, industria e MSK, ma loro
sono stipendiati solo dallindustria, e per lMSK sono volontari.
Basta vedere ci` o che avviene. Nixon cre` o nel 1971 una Commissione USA
sul Cancro, il cui primo presidente, Benno Schmidt, prima arriv` o a dirigere
lMSK e poi, usando tutti questi anni ai vertici, cre` o la propria personale
azienda farmaceutica, con guadagni di decine di milioni di dollari.
Ecco di cosa stiamo parlando. Una trappola creata appositamente per
generare protti. Con 50 anni di lavaggio del cervello ci spingono su que-
sta strada, dicendo che la pillola magica ` e dietro langolo.
`
E una battaglia
in cui il malato di cancro non vince.
LAmerican Cancer Society raccoglie 400 milioni di dollari lanno co-
me fondi per la ricerca sul cancro. Come li usano? Dove sono le terapie?
Dove sono le guarigioni? Dov` e la ricerca genuina? Che cos` e al centro del-
le ricerche? Non certamente il paziente. Quello che succede nelle cellule
tumorali in provetta non ` e nemmeno lontano parente di quello che avviene
nelle cellule tumorali dellorganismo di qualcuno. Centinaia e centinaia di
generazioni pi ` u tardi, le cellule tumorali in provetta non assomigliano
neanche minimamente a cellule tumorali umane. Sono entit` a che cresco-
no in provetta, cellule immortali condizionate diversamente rispetto a cellu-
le umane in un organismo. Comunque, se uccide i tumori prima che uccida
gli animali [fase II protocollo di approvazione], e fa rimpicciolire i tumori,
allora si pu` o dire che ` e stato trovato un nuovo agente attivo. E la ricerca
sul cancro si basa totalmente su questo approccio. Ecco di cosa stiamo par-
lando. Un sistema, astratto, accademico, crudele, inumano che diventa
quasi obbligatorio per il malato di cancro. Molto fumo ` e gettato ne-
gli occhi, ma in denitiva ` e una grossa bugia quella che c` e in qualche
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 28
modo una correlazione tra restringimento del tumore e prolungamento
della vita del paziente.
Laura Lee: Lindustria del tabacco sembra cerchi di inuenzare i vertici di questi
istituti per la lotta al cancro?
Ralph Moss: Due manager di spicco dellistituto MSK a New York sono anche
direttori esecutivi della multinazionale Philip Morris ed un altro manager
proviene dai vertici della Nabisco. La ricerca sul tabacco non ` e stata certo
fatta da loro! AllMSK non sono certamente interessati al tabacco, roba
vecchia, sono interessati al P53 ed altri strani geni che trovano nei vetrini di
laboratorio. Un altro esempio ` e la famiglia Tish, che oltre a possedere una
marca di sigarette, ha fatto costruire lospedale Tish della New York
University, che svolge ricerche sul cancro. Ecco chi ` e incaricato di curarvi
dal cancro: gli stessi che ve lo hanno dato! Ma non vi cureranno perch e
non ne hanno i mezzi. Vi daranno forse la speranza di altri 3 mesi di vita
distruggendovi con la chemio, e la chiameranno la cura.
Laura Lee: Preferirei allora morire tranquillamente nel mio letto.
Ralph Moss: Non fumando, solo allora non ci saranno pi ` u buona parte dei
tumori ai polmoni. Ma due esempi relativi allinltrazione dei venditori di
tabacco nelle le della medicina ufciale non bastano a rendere lidea del-
linteresse che il mondo dellindustria ha nei vertici della medicina ufciale.
Se si esaminano i vertici dellMSK, vi si ritroveranno tutti i personaggi
che contano dellindustria petrolchimica. Come sono niti l`? Pochissi-
ma ricerca ` e effettuata sulleffetto delle sostanze dubbie dellindustria
chimica. Si dice solo che alcuni sospettano che linquinamento petrolchi-
mico potrebbe essere una delle primarie cause di cancro, ma che ci` o non
` e confermato o supportato da ricerca.
`
E normale che non sia supportato: i
nanziatori e i direttori della ricerca sul cancro hanno interesse a mantene-
re gli scienziati lontani dallargomento, e mantenerli focalizzati su farmaci
guaritori, qualcosa che sia brevettabile, che abbia mercato.
Pu` o sviluppare un nuovo farmaco solo chi pu` o sborsare alla Federal &
Drug Administration (FDA) centinaia di milioni di dollari. Ecco cos` e una
situazione monopolizzata.
Laura Lee: Quindi nessun ente piccolo pu` o permettersi questo.
Ralph Moss: Non ci si pu` o entrare in alcun modo.
`
E come giocare una mano di
poker dove lapertura minima ` e una puntata di 100 milioni di dollari.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 29
Laura Lee: Solo i pezzi grossi possono permettersi di giocare. E il mercato
del cancro continua ad essere interessante perch e ` e visto come unindustria
dallenorme potenziale di crescita.
Ralph Moss: I risultati degli studi in questo campo dipendono da quello che ser-
ve. Si possono stipendiare i ricercatori per fare questo tipo di ricerca. In
pi` u ci sono quelli assoldati per attaccare qualsiasi trattamento non tos-
sico che ` e troppo scomodo e per fornire risultati fasulli, per dare alle
persone vitamine sintetiche con cancerogeni
1
, e ci` o basta a provare che le
vitamine causano cancro invece di curarlo. C` e di tutto. Basta far pesare il
denaro sul giusto piatto della bilancia. Il National Cancer Institute ` e stato
smascherato pubblicamente diverse volte: ` e cos` compromesso in re-
lazione al coinvolgimento in risultati palesemente fasulli e pilotati, che
veramente sembra che questo tipo di corruzione non possa conoscere
limiti.
Laura Lee: La cosa veramente terribile ` e che i dirigenti dellindustria valutino il
proprio tornaconto pi` u del benessere e della vita delle persone.
Ralph Moss: Proprio perch e ` e stata creata una situazione in cui costa centina-
ia di milioni di dollari sviluppare e far approvare un nuovo farmaco, que-
sto farmaco deve per forza dare dei ritorni economici, e quindi deve essere
qualcosa di brevettabile.
Laura Lee: Infatti le sostanze naturali non possono essere brevettate.
Ralph Moss: La FDA ` e sicuramente un ostacolo dove si vanno ad infrangere le
speranze commerciali di tante buone idee e terapie, pi` u efcaci, economi-
che, non tossiche, ma appunto, non brevettabili. Un ostacolo che pu` o supe-
rare solo chi ha i soldi e parte con lidea di voler fare ancora pi` u soldi. Non ` e
casuale. Bisogna cambiare le regole del gioco, lapertura minima di questa
partita a poker deve essere alla portata di tutti, soprattutto dei pi` u bravi. Ce
ne sono non pochi di bravi ricercatori che avevano nuove terapie molto, pro-
mettenti da proporre, ma le leggi del mercato li mettono sistematicamente
fuori corsa.
Laura Lee: Un esempio?
Ralph Moss: Le tossine di Coley: sono batteri che forzano lorganismo a crea-
re febbre e con ci ` o liberarsi delle tossine e del cancro allo stesso tempo.
I tumori non sono quasi per niente vascolarizzati, quindi, aumentando
1
vedi Sugar Blues 2. Nuovi veleni senza calorie aggiunte, Macro Edizioni, 2000
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 30
la temperatura a corporea si blocca completamente il loro metaboli-
smo. C` e un ospedale Coley in Cina.
`
E valido in Cina, ma non qui. La
tecnica fu scoperta allo Sloan-Kettering ne 1893 e i risultati erano stati ec-
cellenti su oltre 1000 pazienti trattati. Di questi uno aveva avuto un sarcoma
allet` a di 13 anni. Oggi ha 95 anni. La tecnica di Coley ` e eccezionale. Nei
casi terminali di avanzati tumori al seno sono state ottenute complete
guarigioni nel 50% dei casi usando questa tecnica.
Laura Lee:
`
E un atto criminoso non parlarne.
Ralph Moss: Non ` e tutto. Se parliamo della terapia Coley usata insieme alla
chirurgia, allora credo che stiamo parlando del 100% di sopravvivenza per
i tumori al seno.
Laura Lee:
`
E criminoso che ci` o non sia incorporato nelle procedure standard.
Ralph Moss: Sicuramente ` e criminoso. Ho pensato a ci` o ogni momento degli
ultimi anni. E tutti lo sapevano e lo sanno allo Sloan-Kettering. Essi han-
no persino inserito la foto di Coley nel loro materiale pubblicitario, come
pioniere dellimmunologia, ma non hanno mai fatto ricorso alla sua tecni-
ca. Il loro interesse ` e svilppare FARMACI, qualcosa dietro cui far ruotare
la loro industria, non importa se persino i loro farmaci immunologici so-
no altamente tossici, distruttivi del sistema immunitario, incredibilmente
costosi.
Laura Lee:
`
E un business enorme.
Ralph Moss: Si, il proverbio dice:

Chi paga il suonatore, decide la musica

e
qui ` e lindustria dei farmaci che paga i suonatori. Sapete quanto guadagna
il presidente dellMSK?
Laura Lee: 400.000 dollari?
Ralph Moss: Questi sono gli avanzi. Il presidente dell MSK guadagna 2
milioni di dollari allanno. Per essere precisi, 2 milioni e duecentomila.
Laura Lee: Perch e il New York Times non parla di questo?
Ralph Moss: Il presidente della commissione direttiva della Bristol Myers (cio` e
la principale azienda che produce farmaci anticancro), ` e anche un direttore
dellMSK, ed ` e anche uno dei direttori del New York Times. Quante delle
persone nei posti che contano non hanno un cognato oncologo, o non pos-
sono esporsi per questo o quel motivo, o conoscono qualcuno che fa parte
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 31
di questa commissione o azienda o altro? Chi parla di questa macchina dai
protti colossali?
Sono centosette miliardi di dollari, allanno, e non ce ne libereremo facil-
mente.
Per concludere, se c` e una cosa che voglio che voi ricordiate, ` e questa: se
mai vi capitasse di trovarvi nella situazione che il vostro dottore racco-
mandi chemioterapia, a voi o a qualcuno della vostra famiglia, chiede-
tegli di farvi vedere gli studi che dimostrano che la chemio allunga la
vita del paziente no a dieci anni o lo guarisce.
Laura Lee: Avete tutto il diritto di fare domande. Che percentuale di pazienti
muore per diretta conseguenza della tossicit` a della chemio?
`
E vero che le
garanzie di successo sono quelle che abbiamo visto? Quali sono i vantaggi
di una cura che trasforma la morte in agonia e che pu` o portarvi a spendere
no allultimo centesimo?
Ralph Moss: Consultate gli studi voi stessi. Ecco cosa sostengono i dati: nel ca-
so di leucemia mieloide acuta, il 40% dei pazienti muore per la tossicit` a
del trattamento [chemioterapia intensiva]. Ora, la percentuale di quelli
che col trattamento sopravvivono a 5 anni ` e 10 volte minore. Queste ci-
fre sono spietate, ma nessuno ve ne parla. Eppure siete voi la posta in palio.
In un casin` o chi di voi metterebbe in gioco il proprio denaro con percentuali
di successo cos` misere? Quanti dei vostri dottori oncologi metterebbero sul
piatto la loro vita per quello che vi danno?
Molti dottori non hanno migliori opzioni da presentarvi. Molti hanno pau-
ra. Le praterie pi` u larghe hanno recinti elettrici ed essi hanno paura di al-
lontanarsi dal branco perch e potrebbero arrivare vicino ai conni della zona
delimitata, scoprendo cos` dun colpo, come ` e accaduto al dott. Jonathan
Wright o al dott. Burzynski, che il prezzo da pagare ` e alto, quando si nisce
contro una di quelle linee elettriche che fanno da conne. Perci` o c` e una
specie di autocensura. Ho visto questo centinaia di volte. Parlando ad
oncologi e dottori, essi sono aperti di vedute ed interessati come indi-
vidui, ma come gruppo essi non si muoveranno no a che i loro leader
non si smuovono, perch e fare questo ` e qualcosa di molto pericoloso per
un oncologo. Il successo o il fallimento di una carriera dipende dal non
allontanarsi dai colleghi e dai meccanismi di valutazione del nanzia-
tore. Sporgersi con tutto il collo fuori ` e fatale, sempre!
I signori oncologi non metterebbero sul piatto neanche le loro carriere
per migliorare la qualit` a del trattamento offerto alle vittime di cancro.
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. . . come una foglia nel vento. . .
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Capitolo 4
Percentuali di che?
4.1 La cura delle statistiche
Il prof. John Bailar, biostatistico dellUniversit` a di Harvard, intervenne nel 1994
allincontro annuale della Commissione USA sul cancro. Insieme a Smith, del-
lUniversit` a dello Iowa, egli aveva analizzato i dati sul cancro degli ultimi 30
anni. Risultato: sempre pi` u persone erano colpite da cancro, sempre pi` u persone
morivano di cancro (sebbene i dati di mortalit` a fossero aggiustati tenendo con-
to della crescita e invecchiamento della popolazione), eppure molte pi` u persone
sopravvivevano pi` u a lungo. Come spiegare questo paradosso?
Bailar e Smith contestarono lintroduzione da parte dellNCI del para-
metro di sopravvivenza relativa. Laggettivo RELATIVO fa subito lievita-
re le statistiche di sopravvivenza di 7 o 8 punti percentuali! Ci` o ` e avvenuto
dalla mattina alla sera nel mezzo degli anni 60. Iniziando a usare linciden-
za di sopravvivenza relativa, fu registrato un aumento improvviso del 10% della
sopravvivenza.
I dati diventano relativi perch e esiste una stima di morti previste. Tra le cose
pi` u rilevanti, usando i dati relativi, se un paziente con cancro muore per unaltra
causa, investito da un camion, di polmonite (a causa degli effetti della chemio),
o di febbre, o di infezioni, nelle statistiche egli risulta un caso di guarigione. Gli
effetti della chemio sono mortali in molte categorie di cancro, ma queste stesse
fatalit` a, diventando le statistiche relative, danno un aspetto migliore ai risultati
ottenuti dalla chemio.
Questo cambiamento di riferimento rende problematico, come minimo, il con-
fronto delle statistiche presenti con quelle passate. Se si omette di parlare di questo
cambiamento, ` e come dire che le arance e i ori sono la stessa cosa. Tale invi-
32
LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 33
sibile cambiamento del sistema di misura fa aumentare i dati di sopravvivenza.
Inoltre, il confronto con il passato ` e improponibile, come fa notare il dott. Jones
all 11 incontro annuale della American Cancer Society in New Orleans, marzo
1969, perch e alcune forme semimaligne cutanee sono state solo da qualche
anno classicate come cancri. Facendo ci ` o, il numero di casi che avevano una
lunga sopravvivenza sono aumentati istantaneamente.
Bailar e Smith sottolinearono pecche ancora pi` u determinanti nellelaborazio-
ne statistica del National Cancer Institute (NCI). Una cosa importante ` e che lNCI
ha, negli ultimi, anni scelto arbitrariamente di riportare solo le cifre sui bianchi.

Lincidenza di morte per cancro della popolazione di colore ` e aumentata di uno


straordinario 77% negli ultimi 30 anni. Includere le persone di colore avrebbe si-
gnicato rovinare le statistiche

. La soluzione dellNCI era stata allora di metterli


in un gruppo separato e non sommabile al totale.
Bailar e Smith fecero notare, inoltre, che

i dati sui cancri ai polmoni sono
dichiaratamente omessi

. Anche questi avrebbero abbassato in modo disastroso


le statistiche. LNCI giustica questa esclusione dicendo che lelevata incidenza
di mortalit` a in questo tipo di cancro non ha niente a che fare con lefcacia o
linefcacia dei trattamenti applicati. Ma sullaltro piatto della bilancia ci sono
alcune forme di cancro la cui incidenza ` e diminuita per motivi ugualmente non
correlabili con i trattamenti convenzionali, e che quindi bisognerebbe escludere
allo stesso modo dalle statistiche. Ma ci` o non avviene.
Inne, bisogna notare le maggiori capacit` a di rilevazione anticipata di cancri
che esistono oggi rispetto a dieci o venti anni fa. Non si possono confrontare so-
pravvivenze a 5 anni di studi effettuati decenni fa con quelli recenti per il semplice
motivo che il momento della diagnosi ` e oggi molto anticipato: se oggi in media
i pazienti possono essere diagnosticati un anno prima rispetto al passato, allora in
media i pazienti avranno una sopravvivenza maggiore di un anno rispetto al pas-
sato.

I pazienti vivono pi ` u a lungo per le statistiche, anche se per essi il decorso
del cancro ` e invariato

(Houston 1987).
Ci sono poi alcune pecche nel modo di presentare i singoli studi scientici o
i dati elaborati dagli ospedali. Gli oncologi possono selezionare i loro casi, per
esempio, e scegliere solo quei pazienti che pensano abbiano le maggiori probabi-
lit` a di sopravvivenza.

Se si esaminano da vicino i casi operati da un chirurgo
che ha una percentuale di sopravvivenza straordinariamente elevata, si scoprir` a
quasi sicuramente che il chirurgo ha riutato di operare molti pazienti con una
minore possibilit` a di sopravvivenza a lungo termine. Le incidenze di sopravviven-
za nel cartellino di chirurghi di capacit ` a uguali possono essere basse a causa del
numero di casi difcili cui non si sono voluti sottrarre

. McGrady, The savage


cell, 1964, p. 310
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. . . come una foglia nel vento. . .
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 34
La maggior parte dei dottori ci tengono ad avere unelevata percentuale di so-
pravvivenza: tali statistiche possono essere decisive nel determinare lallocazione
dei nanziamenti governativi, promozioni o afuenza di altri pazienti. Lo stesso
vale per i centri di ricerca. Nel corso di studi clinici e della sperimentazione di
nuovi agenti attivi

i casi pi ` u difcili possono essere mandati a morire da qualche


altra parte

.
Un famoso protocollo sulla chemioterapia che attualmente viene largamente
usato per curare i cancri al seno, aveva scelto per un ampio studio SOLOquel-
le donne per cui la massa tumorale era stata ridotta del 60% dopo la prima
sessione di cura. Nonostante questa eclatante omissione, la differenza di so-
pravvivenza senza tumori fra le pazienti sottoposte a trattamento e quelle non
sottoposte era soltanto del 12%. Valutando i dati originari, risulta chiaro
che la chemioterapia probabilmente riduce la probabilit` a di sopravvivenza!
E questo trattamento ` e quello attualmente considerato la cura standard per
le donne affette da cancro al seno. Robert Mendelsohn, prof. di Medicina e
Presidente Commissione di abilitazione medica, Universit` a dellIllinois
Sempre pi` u spesso nella letteratura medica si parla del problema (o, a secondo
dei punti di vista, della tecnica) della chiusura anticipata del trial clinico, con
valutazioni intermedie rispetto al punto nale precedentemente pianicato, che
massimizza e, addirittura, capovolge totalmente la valutazione di un determinato
protocollo chemioterapico (Hughes, AD., Pocock S.J., Regole per interruzione
dei trial clinici e valutazione dei problemi che questi presentano, Statistics in
Med, n. 7, 1231 42, 1988).
Insomma i titoli trionfalistici dei giornali (

il 50% dei tumori oggi guari-


sce

, La Stampa, 12 aprile 1995) nascondono una realt` a dove lottimismo sembra


davvero ingiusticato.
Nel 1900 una morte su 27, negli USA, era attribuibile al cancro, una su 16 nel
1920, una su 12 nel 1930, una su nove nel 1940, una su sette nel 1950, una su 6
nel 1960-70, una su cinque nel 1988, una su tre nel 1998. In Italia landamento ` e
stato lo stesso: da una morte per cancro su 32 nel 1911, si ` e passati a una su 19
nel 1931, una su 8 nel 1951, una su 4 nel 1971, una su 3 nel 1991 (dati ISTAT). In
pratica 600.000 vittime allanno negli USA e oltre 150.000 in Italia.
Nel 1992, ci` o fu oggetto di analisi da parte di 69 esperti molto rispettati nel
mondo della medicina, cancerogenesi, epidemiologia e salute pubblica, in una
relazione inviata al Congresso USA:
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 35
Esprimiamo le nostre preoccupazioni poich e le istituzioni di cancro nanziate
dal pubblico e dal governo, cio` e il National Cancer Institute (NCI), lAmerican
Cancer Society (ACS) e una ventina di noti centri per il cancro hanno sviato
e confuso la gente e il Congresso USA continuando a ripetere che stiamo vin-
cendo la guerra contro il cancro. Inoltre questi enti hanno sistematicamente
minimizzato o ignorato le prove che mostrano la relazione casuale di esposi-
zioni evitabili a cancerogeni industriali e inquinanti nellaria, cibo, acqua e
luogo di lavoro.
Lestablishment del cancro e le principali aziende farmaceutiche hanno ripe-
tutamente fatto affermazioni stravaganti ed infondate relativamente a straor-
dinari miglioramenti nel trattamento e cura del cancro. Tali affermazioni so-
no generalmente basate sulliniziale riduzione di massa tumorale (risposta
tumorale) piuttosto che sul prolungamento della sopravvivenza, senza con-
siderare la qualit` a della vita che ` e spesso devastata da trattamenti altamente
tossici.
A partire dal 1975 il giornalista Daniel Greenberg analizz` o da vicino le cifre
rilasciate dal National Cancer Institute e intervist` o oncologi e ricercatori. Egli
scopr` un

quadro molto pi` u nero di quello che di solito viene dipinto alla gente
dalle istituzioni di ricerca sul cancro

. Greenberg not` o che

oggi il paziente, che


in teoria dovrebbe beneciare del germogliare della ricerca sul cancro avviata
negli anni 50, ha invece approssimativamente le stesse percentuali di probabilit ` a
di sopravvivere cinque anni di un paziente il cui cancro fosse stato scoperto prima
che la ricerca sul cancro fosse iniziata

Gli studi pubblicati relativamente alle terapie convenzionali per il cancro


mostrano dei miglioramenti solo nel trattamento della leucemia infantile. La so-
pravvivenza a 5 anni di tutti i tipi di leucemie, per` o, rimane tragicamente bassa
[4%]. Il periodo medio di sopravvivenza nelle statistiche governative si misura
ancora in mesi, non in anni, e questo nonostante i risultati apparentemente otti-
mi per la leucemia

. A critical look at Cancer coverage, Columbia Journalism


Review, 1975
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 36
4.2 Come ti trucco le statistiche
Estratto da: Comunicati Andromeda, 20 febbraio 1998
Le statistiche sul cancro, provenienti da alcuni registri nazionali e centri di
ricerca specializzati, sono estrapolate allintera popolazione. Vediamo come si
potrebbe provare a truccarle:
4.2.1 La diagnosi precoce
I parametri sui quali si basa la casistica dei malati di cancro sono stati scelti in
modo da ottimizzare i risultati dei trattamenti convenzionali. Innanzitutto per
paziente guarito si intende colui che non ` e morto dopo 5 anni.
Nel 1984 H. Bush, del Regional Cancer Center di London in Ontario (USA),
spieg` o sulla rivista Science il motivo per cui le statistiche di sopravvivenza del
cancro sembravano migliori di quanto fossero in realt` a:

Queste statistiche stan-
no migliorando non tanto grazie ad un miglior trattamento, ma a causa delle
diagnosi sempre pi ` u precoci, le quali fanno semplicemente partire prima il pe-
riodo dei cinque anni

.
`
E evidente quindi, alla luce del termine di cinque anni
sopraconsiderato, che pi` u precoce ` e la diagnosi pi` u risulter` a alta la percentuale
dei guariti.
Un esempio: un paziente dopo anni di terapie dannosissime e dolorose, ha una
ricorrenza del cancro e muore a sei anni dalla diagnosi. Il paziente ` e uno di quelli
guariti.
4.2.2 I tumori fasulli
`
E stato documentato che i Pap test danno unelevata percentuale di falsi po-
sitivi. Cio` e la diagnosi ` e tumore, ma il tumore non c` e. In parecchie occasioni, e
le statistiche canadesi e americane lo confermano, si ` e provveduto a togliere lu-
tero, in base ad una diagnosi errata o addirittura in forma preventiva, in numerosi
casi di cancro niente affatto reali, ma solo sospetti.
Ci` o sembrerebbe totalmente assurdo, se non fosse per il fatto che lopera-
zione, oltre a generare protto alloncologo, migliora anche la sua percentuale
di successo, in quanto la donna operata, di un cancro inesistente, risulter` a
guarita.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 37
4.2.3 Ogni dimissione ospedaliera risulta una guarigione
Se una persona viene dimessa dallospedale si dice che ` e in remissione.
Quando ritorna viene curata e viene dimessa unaltra volta. Se ogni
dimissione viene considerata come un dato positivo, allora i risultati
migliorano. Un individuo pu` o essere registrato in remissione ripetuta-
mente, diciamo 9 volte, e verr` a registrato morto una volta sola: allora
si avr` a un 90% di guarigione e il 10% di mortalit ` a. La fortuna dei me-
dici ` e che si muore una volta sola. . .
Da unintervista a dott. Di Bella, gennaio 1998
4.2.4 Solo un periodo limitato di tempo ` e considerato ai ni
della casistica: quello dei cicli di chemioterapia
Il parametro su cui si basa la storia clinica del malato di cancro, la risposta al far-
maco (cio` e la riduzione della massa neoplastica e delle metastasi eventualmente
presenti), crea tutta una serie di situazioni paradossali.
Facciamo un esempio: il microcitoma polmonare ` e un tumore particolarmen-
te maligno e le cellule tumorali sono altamente indifferenziate (riproducono cio` e
esclusivamente se stesse). Dopo 6 cicli convenzionali di chemioterapia che dura
circa sei mesi, che viene chiamata chemioterapia di prima linea, si pu` o ottenere
anche la scomparsa della massa neoplastica. Il paziente risulta guarito. Se a
distanza di altri sei mesi compaiono metastasi (in questo caso in genere sono epa-
tiche o cerebrali), cio` e se il tumore riesplode, e in modo non controllabile, quella
stessa persona gurer` a come un nuovo paziente, perch e quello di prima risulta
guarito. Nel caso in questione, poi, si inizier` a una terapia detta di seconda linea
che non sar` a pi` u specica (cio` e con gli stessi chemioterapici) come la precedente
poich e, se la prima ` e fallita, si sa che il cancro si ` e difeso creando cloni di cellule
resistenti a quel farmaco (cos` come succede con gli antibiotici). La possibilit` a
di azzeramento della patologia, vista la diffusione del male, non esiste pi` u. Nella
casistica per` o rimane che quel tumore ` e scomparso. Esiste poi una chemioterapia
di terza linea, detta anche, assurdamente, di salvataggio, che non ` e altro che
un bombardamento nale realizzato con un cocktail di chemioterapici della serie
tanto per fare qualcosa.
4.2.5 Paziente operato = paziente clinicamente guarito
Un altro esempio: a una paziente con un tumore della mammella (un carcinoma in-
ltrante) viene effettuata unasportazione chirurgica. Poi viene effettuato un pro-
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 38
tocollo di 6 cicli di chemioterapia detta di prevenzione al ne di eliminare even-
tuali cellule che possano essere sfuggite allintervento chirurgico. Lintervento ` e
riuscito e il paziente ` e guarito. A questo punto due sono le possibilit` a:
a. A distanza di mesi o anni compaiono metastasi. Ci` o signica che la pre-
venzione chemioterapica ha fallito.
b. A distanza di 5 o 10 anni il tumore non si presenta pi` u. Ma si sarebbe ripre-
sentato se non si fosse fatta la chemioterapia? Dato che in moltissimi casi
esso si ripresenta, dobbiamo dedurre che non ` e certo la chemioterapia ad
inibirlo (semmai il contrario, visti i possibili effetti cancerosi collaterali!).
E in ogni modo, in base a quale principio scientico e riproducibile le terapie
chemioterapiche ricevono una approvazione ufciale come terapie riconosciute,
mentre le altre terapie (atossiche e naturali) rimangono fuori? [vedere Il principio
della monopolizzazione della scienza].
4.2.6 Le casistiche non seguono il paziente, ma restano
nellospedale
Un altro esempio di come si costruisce la casistica ` e il seguente: un paziente viene
dimesso dopo un ciclo di chemio da un ospedale e risulta guarito. A distanza di
un anno si presentano delle metastasi: a questo punto, per le pi` u svariate ragioni,
non torna a farsi curare nello stesso ospedale, ma in un altro. Risulter` a un nuovo
caso. Quello precedente ha avuto esito favorevole, ` e guarito!
Ecco perch e, come avete visto, il 50% dei tumori oggi guarisce e il restante
50% si cura!!!
(Speciale Di Bella, gennaio 1998, in abbinamento con Il Resto del Carlino, Il
giorno, La nazione, Zan Editori)
4.2.7 Una testimonianza sconvolgente sullelaborazione dei
dati statistici sui tumori
Annalisa Parisi, che ha lavorato due anni come segretaria di reparto in Oncologia
al S. Camillo di Trento (oggi ` e dipendente dellAzienda USL) ha provato a de-
nunciare lo scandalo delle statistiche sui malati di tumore truccate presso politici
e assessori, ma senza trovare ascolto.

Le statistiche racconta, le fanno a modo
loro

.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 39

La verit ` a ` e che per le statistiche, piccole o grandi che siano, prendono solo
i gruppi di pazienti che fanno pi ` u comodo

. E a proposito della guarigione del


marito [grazie al protocollo Di Bella] aggiunge:

Ne ho visti morire tanti con lo
stesso tumore di Guido, anche al primo stadio. Anche se erano molto meno gravi
di mio marito, per loro la chemioterapia ` e stata inutile

.
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Capitolo 5
Cancro: Diavolo del Secolo
5.1 Cancro: Diavolo del secolo
Immaginate che tutto quello che ` e stato detto sullindustria del cancro, la necessit` a
di generare protti, la soppressione di metodi non convenzionali, la cattiva fede
dellindustria, ecc. che tutto questo sia vero. Siccome non ` e facile immaginarsi
un establishment, immaginatevi che ci sia qualcuno che sia in grado di decidere
tutto quello che avviene, e questo non pu` o essere che il diavolo del cancro.
CONCORSO A DIAVOLO DEL SECOLO
(Il diavolo del cancro ` e stato invitato a spiegare perch e si ritiene degno di essere
premiato Diavolo del Secolo. Egli ha appena nito di mostrare tutti i documenti
presentati in questo manuale ed ora viene sottoposto a domande dagli altri diavoli
che, per aumentare le proprie possibilit` a di successo, cercano di farlo apparire in
cattiva luce di fronte alla giuria)
Luciferus (presiede la giuria che assegner` a il premio): Grazie per la relazione,
diavolo del cancro. Vediamo se ci sono domande.
(Rumore infondo allaula)
Diavolo delle vaccinazioni: Fatemi parlare. . . (il diavolo si fa spazio tra una cal-
ca movimentata) Fatemi parlare, Luciferus deve sapere. Il premio spetta a
me non a lui (cos` dicendo guadagna il corridoio della platea e si trova di
fronte alla giuria). Eminente capo, cosa farebbe se venisse a sapere che le
cifre di cui il diavolo del cancro si vanta davanti a voi sono merito mio, non
suo?
40
LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 41
Luciferus: Non ti avevo mai visto prima, vieni pi` u vicino.
Diavolo delle vaccinazioni:

La causa principale, se non la sola del mostruo-
so aumento di cancro ` e stata la vaccinazione

Dott. Robert Bell, Vice-


Presidente della International Society for Cancer Research, direttore del
British Cancer Hospital, 1994
Luciferus: Cosa hai da dire (rivolgendosi al diavolo del cancro)?
Diavolo del cancro: Egregio Capo, ` e naturale che il diavolo delle vaccinazioni
parli cos`: ` e giovane, non sa come funziona questo concorso. Ho aspettato
millenni e millenni che arrivasse il momento giusto per candidarmi: io e la
mia equipe. Non dimentico in questo momento memorabile i miei prezio-
si collaboratori, il diavolo dellamianto, il diavolo delle perdite radioattive,
il diavolo degli elettrodotti, il diavolo delle sigarette e molti altri. Ma al
diavolo delle vaccinazioni non ` e stata ancora spiegata la differenza che c` e
tra un collaboratore e il responsabile principale del progetto. Diavolo delle
vaccinazioni, d pure a Luciferus chi ti diede lidea di partire?
Luciferus: Diavolo? (rivolgendosi al diavolo delle vaccinazioni)
(Il diavolo delle vaccinazioni rimane in silenzio)
Diavolo del cancro:
`
E stata una mia idea quella di andare a devastare il sistema
immunitario di corpicini umani in fase di sviluppo. Ho pensato che ci` o po-
tesse portare i dati di tumori infantili a livelli soddisfacenti anche per il pi` u
esigente dei diavoli. Per sicurezza ho fatto s` che un MINUSCOLO 2% di
mercurio fosse usato in questi vaccini e che i genitori fossero obbligati per
legge a vaccinare i neonati (con laiuto del diavolo della politica).
Caro diavolo delle vaccinazioni, devo ammetterlo, tu sei stato un collabora-
tore insostituibile, ma questo concorso non ` e per te. Cercher` o di vincere il
premio anche in nome di quello che tu hai fatto.
(Il diavolo delle vaccinazioni volta le spalle al palco e si dirige mesto verso
luscita infondo alla sala).
Diavolo del cancro: I miei collaboratori sanno benissimo che io non potrei di-
menticare mai, neanche in mille millenni, quello che abbiamo ottenuto in-
sieme. Anche i nostri avversari intessono le nostre lodi.
Lindustria dellamianto ha per decenni soppresso e manipolato con suc-
cesso informazioni sulla cancerogenicit ` a ed altri effetti nefasti dellamian-
to. Coinvolti in questa rete di cospirazioni sono stati manager ai vertici
dellindustria, personale medico e della ricerca, avvocati, compagnie di
assicurazioni, associazioni corporative, consiglieri scientici e laboratori
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 42
commerciali. Samuel S. Epstein, Harvard Medical School, presidente del
Rachel Carson Trust.
Diavolo del DNA: A me per` o, il diavolo del cancro non ha mai suggerito niente.
E qui si sta parlando anche del mio lavoro! Io lavoro su generazioni dopo
generazioni, il mio lavoro ` e silenzioso, ma il diavolo del cancro non pu` o
appropriarsi in modo cos` indebito anche dei miei successi. Il cancro ` e
anche e soprattutto una questione ereditaria.
Diavolo del cancro: Se tu avessi ragione, caro collega, allora lepidemia del can-
cro sarebbe scoppiata nel secolo diciannovesimo o prima. Come mai non ` e
accaduto? Lo spiego io. Per lopera svolta cos` egregiamente dai miei colla-
boratori: il diavolo degli additivi chimici nel cibo, il diavolo dei pesticidi,
il diavolo della benzina verde e tutti gli altri. La nostra opera ti ha faci-
litato la vita e ti far` a raggiungere risultati insperati. Come puoi chiederci di
ringraziarti, tu devi essere eternamente grato a noi!

Il cancro ` e una questione ereditaria

I miei emissari non perdono occa-


sione per affermare ci` o. Ma qui, tra di noi, non c` e bisogno di continuare a
mentire. Guardate il confronto dei dati statunitensi e giapponesi sul cancro.
Entrambi i paesi hanno livelli di industrializzazione, educazione e standard
medici simili. Sorprendentemente, i due paesi mostrano andamenti quasi
esattamente opposti quando si confrontano forme speciche di cancro. Per
esempio, il cancro della mammella, del colon e della prostata sono frequenti
negli Stati Uniti, ma rari in Giappone. Al contrario il cancro dello stomaco
` e frequente in Giappone, ma raro negli Stati Uniti.
Io posso spiegare ci` o: alcuni miei collaboratori furono mandati in Giappo-
ne, altri negli Stati Uniti. Certo, se avessi pensato che avrebbero fatto uno
studio cos` approfondito avrei cercato di omogeneizzare meglio possibile i
fattori ambientali, ma a quel tempo ritenevo giusto e produttivo che ogni
diavolo andasse dove pi` u si sentiva a suo agio.
Sicuramente voi ora direte che il diavolo del DNA ci ha messo la mano, i
giapponesi sono diversi geneticamente dagli americani. Chiedete a lui stes-
so. Se fosse vero anche le popolazioni giapponesi emigrate avrebbero dovu-
to conservare incidenze simili a quelle della loro terra di origine. E invece
vedete che succede. Nel volgere di due generazioni, fra i giapponesi immi-
grati nelle Hawaii e in California si ` e avuta una frequenza di cancro della
mammella che si avvicina a quella della popolazione bianca delle Hawaii
ed ` e molto pi` u elevata di quella della popolazione giapponese. Al contrario,
lincidenza di cancro dello stomaco ` e notevolmente pi` u bassa fra gli hawa-
iani di ascendenza giapponese rispetto a coloro che vivono in Giappone. Un
aumento della frequenza di cancro alla mammella ` e stato riscontrato anche
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in popolazioni immigrate negli Stati Uniti dalla Polonia, dove il rischio era
rimasto basso.
In Grecia lincidenza di cancro allintestino ` e molto bassa. Tuttavia, in
quelle persone che si sono trasferite dalla Grecia allAustralia, nel corso
di 16 anni, lincidenza del cancro allintestino ` e aumentata del 3%. Questo
perch e hanno adottato lo stile di vita australiano. Inoltre i greci bevono pi` u
vino e meno birra, usano meno sale. In Australia invece, queste sostanze
sono consumate in gran quantit` a, cos` come abbondano i cibi sottoposti a
processi chimici, mentre ` e limitato luso di frutta e verdura.
Diavolo dellAIDS:
`
E stato un grave errore quello di permettere che tali studi
fossero effettuati. Come puoi ambire ad un premio cos` prestigioso dopo un
simile errore? Ci` o non sarebbe dovuto accadere. Ora si sa che lincidenza
di cancro della mammella negli USA potrebbe essere ridotta, attraverso la
prevenzione ambientale almeno a quella asiatica, che ` e cinque volte inferio-
re, cio` e ogni anno invece di 185.000 vittime se ne avrebbero 35.000, cio` e
150.000 donne in meno colpite da questo tipo di cancro solo negli USA.
Diavolo del cancro: Gi` a, purtroppo davanti a questo e altri studi simili, anche gli
amici del National Cancer Institute hanno dovuto ammettere pubblicamente
limportanza centrale dei fattori ambientali nello sviluppo del cancro.
Sapete bene che luomo ha risorse che a volte sfuggono alla nostra compren-
sione.
`
E unanguilla che sfugge di mano anche al pi` u abile di noi, persino a
Luciferus ` e capitato spesso.
Ma tutto ci` o che ci ha ricordato il diavolo dellAIDS va a favore della mia
candidatura. Credete che la pubblicazione di questi studi abbia causato pro-
blemi a me o ai miei collaboratori? Il fatto che i nostri oppositori abbiano
in mano questi dati e che non riescano a cambiare la situazione va tutto a
merito della nostra abilit` a di diavoli, non credete?
Anche per questo il titolo di Diavolo del Secolo spetta a me. Non era fa-
cile, ma ci siamo riusciti. Guardate i fondi che sono stati devoluti per la
ricerca sul cancro. Quale percentuale ` e stata destinata alla ricerca sulla
prevenzione? Forza ditemelo voi. . . Neanche l1%.
(Un attimo di silenzio: il diavolo del cancro a fatica nasconde il suo com-
piacimento).
C-e-n-t-o-c-i-n-q-u-a-n-t-a-m-i-l-a vittime di cancro della mammella allan-
no, solo negli USA.
Come potrebbero loro, lindustria farmaceutica, rinunciarci? E con il mio
aiuto non devono farlo.
Non ` e difcile, sapete. Basta che tutti quelli coinvolti agiscano come se
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 44
fosse obbligatorio ed inevitabile che ci siano tutte queste vittime.
Esiste un sintomo, il sintomo ` e la malattia, la malattia ` e il sintomo, il
sintomo ` e la malattia, la malattia ` e il sintomo, il. . .
Luciferus: Ma che sta succedendo, diavolo del cancro?
Diavolo del Cancro: Oh, mi scusi, sono talmente abituato a usare questa tecni-
ca di convincimento che mi sono dimenticato che qui non c` e necessit` a di
usarla. Comunque, tutta la ricerca scientica ` e stata sguinzagliata alle co-
stole del fenomeno visibile tumorale, il sintomo, e questo fatto di per s e
viene usato come una dimostrazione e una prova inconfutabile che non ci si
debba preoccupare daltro.
Luciferus: Un ottimo lavoro, se si mandano tutti a caccia del sintomo, anche
se si riesce a ridurre la massa tumorale temporaneamente, il decorso della
malattia non viene per niente turbato.
Diavolo del Cancro: ANZI. Senza lattacco decisivo dei chemioterapici sullor-
ganismo (fegato, intestino ecc.), il cancro non potrebbe mai ritornare allat-
tacco pi` u forte di prima su un terreno biologico che non pu` o pi` u arginare
niente di niente.
Un esempio? Negli USA il medico applica la cura standard trattando un
paziente affetto da cancro al colon con il FluoroUracil 5 (5-FU). Egli verr` a
ricompensato con un rimborso assicurativo che va dall80 al 100%. Ci` o av-
viene nonostante il fatto che molti articoli pubblicati su prestigiose riviste
mediche abbiano mostrato che il FluoroUracil 5 non ` e efcace. Lo stesso
medico non avr` a rimborso per il trattamento del paziente con dosi elevate di
vitamina C. In pratica, andr` a a rischio di perdere la propria licenza medica.
Ma sapete qual` e la battuta che si fa sul prodotto 5-FU, tra i miei emissa-
ri e anche qualche oncologo? 5-FU = 5 Feet Under (5 piedi sotto terra).
Cio` e nella bara! (risata diabolica). Il paziente ` e spacciato.
`
E trattato dagli
oncologi con qualcosa che gli d` a una sicurezza: una morte con agonia.
Diavolo dellotturazione dentale al mercurio: Ho visto alla televisione impor-
tanti associazioni non prot raccogliere fondi. Esse hanno un ampio con-
senso e potrebbero alimentare ricerche non convenzionali in rimedi naturali,
non brevettabili, e quel che ` e peggio, efcaci.
Diavolo del cancro: Ma via, di cosa state parlando. . . Questi enti si chiamano
American Cancer Society, Imperial Cancer Research Fund, ecc.. Li tengo
sotto stretto controllo, anzi a volte ci creano problemi per il volerci aiutare
troppo clamorosamente, guardate qui cosa dicono:
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 45
Uno dei pi` u grandi miti degli ultimi anni ` e che c` e unepidemia di cancro
causata da esposizione a materiali radioattivi, inquinamento, pesticidi e
additivi alimentari. La verit ` a ` e che questi fattori hanno poco a che fare con
la maggior parte dei cancri. Anzi, gli additivi alimentari possono avere un
effetto protettivo, particolare per il cancro allo stomaco. Imperial Cancer
Research Fund, ICRF, Preventing and curing cancer, 1997
Lassociazione per la ricerca sul cancro britannica, lICRF, dovette ammet-
tere, interrogata dai giornalisti, che non cera alcuno studio che supportas-
se questa affermazione, che fosse solo lopinione di Richard Doll, pezzo
grosso dellindustria del cancro in Gran Bretagna e nostro grandissimo
amico. La sua carriera ` e una storia molto istruttiva; tra le altre cose egli
ha provato scienticamente che

non si pu` o ritenere che la diossina sia un
pericoloso contaminante degli erbicidi

e che

non ` e vero che lavoratori
dellindustria dellamianto hanno un elevato rischio di cancro

. Richard
Doll ` e lo stesso che diede un contributo decisivo alla uorizzazione delle
acque in Gran Bretagna.
Il pi` u delle volte, per` o, le associazioni di raccolta fondi per il cancro fanno
semplicemente quello che chiediamo loro di fare.
`
E una meraviglia.
Suggerimenti: evitate cibi che non vi interessano: cavolori, broccoli, fa-
gioli, ecc. . .
Usate primi piatti pronti da scongelare, friggete, servitevi di piatti take-
away quando vi ` e possibile o piatti da mettere semplicemente nel microon-
de.
Ricette selezionate: gelato, bevande gassate, formaggio spalmabile, sal-
sicce, hot dog, strutto o grasso per pasticceria, zucchero, farina bianca,
sale, ortaggi cotti o in scatola, cioccolata, caff` e, sostituti del caff` e, bevande
gassate, pane bianco, dolci quanti se ne desiderano, cibi in scatola o cibi
cotti (inscatolati o congelati), caramelle, gelatine, marmellate. (Da: Nu-
trizione per pazienti che ricevono chemioterapia e radioterapia, prodotto e
distribuito dallAmerican Cancer Society presso i suoi iscritti USA 1974)
LAmerican Cancer Society, per statuto, dovrebbe sciogliersi nel mo-
mento in cui viene trovata la soluzione al cancro. Da soli hanno un
budget di 450 milioni di dollari allanno. Pensate che essi stiano vera-
mente lavorando per licenziarsi? Quello che stanno cercando, tra le altre
cose, non esiste! Non esiste un farmaco magico, brevettabile, per il can-
cro. E chi si trova ai vertici della American Cancer Society? I manager
delle principali aziende farmaceutiche e ospedali.
Luciferus: Trovo questo molto interessante ed istruttivo: come tu e i tuoi col-
laboratori riusciate a far usare miliardi nella ricerca e nel trattamento
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 46
senza che venga cavato un ragno dal buco. Se luomo spende migliaia di
miliardi per andare sulla Luna, egli ci riesce. Ma, grazie alla tua opera, ci` o
non accade con il cancro.
Diavolo del cancro: Se il compito assegnatomi fosse stato quello di debellare il
cancro, una malattia epidemica, allora io avrei proceduto con lo studiare le
condizioni in cui lepidemia di cancro non si sviluppa. Ma il mio compito ` e
lopposto. Perci` o io seguo la direzione opposta. Incoraggio a spendere mi-
liardi per studiare il processo di mutazione, la divisione incontrollata delle
cellule, osservando la cellula cancerosa in crescita sulle spalle di milioni di
animali sofferenti, avvelenati e condannati a morte. Nessuno osa chiedersi
qual ` e il contesto nel quale le popolazioni che sembrano non essere state
mai colpite dal cancro hanno vissuto.
Luciferus: Gi` a! Nessuno.
Diavolo del cancro: Il National Cancer Institute e tutti gli altri enti nazionali che
distribuiscono i fondi governativi della ricerca anticancro sono una garanzia
per il monopolio e sono strettamente imparentati ai manager dellindustria
farmaceutica e ai vertici di Wall Street. I ricercatori non hanno altro scam-
po che chiedere a loro (accattivandoseli con un tipo di ricerca e di risultati
convenzionali) oppure allindustria direttamente. Chi rimane? Le associa-
zioni non-prot per la raccolta fondi per il cancro. Sono miei amici, persino
pi` u stretti, ma abbiamo gi` a parlato della American Cancer Society e della
Imperial Cancer Research Fund.
Diavolo dello zucchero bianco: Il diavolo del cancro sostiene la tesi che ` e riu-
scito ad ottenere la collaborazione degli enti per la salute governativi. Ma
guardate cosa scrive la rivista Forbes del 13 gennaio 1977: LEPA, ente
per la salute statunitense, ha multato la multinazionale chimica Monsanto
di 198.000 dollari per aver tenuto nascosti i dati sulla cancerogenicit ` a di
un suo erbicida, il Santogard PVI.
Diavolo del cancro: Il diavolo dello zucchero bianco mi invita a nozze. Ma lo
sapete quante sostanze cancerogene sono presenti sul mercato, oggi? Che
cosa pensate vi sia nelle bevande gassate light o nelle caramelle senza
zucchero? Aspartame e saccarina [vedi Sugar Blues 2. Nuovi veleni senza
calorie aggiunte, Macro Edizioni, aprile 2000]. E gli oltre 40 cancerogeni
attualmente ammessi in preparazioni cosmetiche e farmaceutiche? E i 53
pesticidi cancerogeni approvati dalla Federal & Drug Administration negli
USA? E i pesticidi banditi che sono utilizzati nel terzo mondo?
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. . . come una foglia nel vento. . .
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 47
Ogni anno vengono prodotte circa 5 milioni di tonnellate di solventi cloru-
rati, 20 milioni di tonnellate di pesticidi. Dal 1945 ad oggi sono stati sinte-
tizzati circa 10 milioni di tipi diversi di composti nuovi, cio` e non esistenti
in natura. Attualmente negli USA vengono registrati ogni ora 70 composti
nuovi. Oltre 70.000 composti nuovi sono entrati nei cicli produttivi e in
parte diffusi come beni di consumo. Nel 1940, nei soli Stati Uniti la produ-
zione di sostanze chimiche organiche di sintesi era di 0,5 miliardi di chili;
nel 1950, tale cifra era arrivata a 15 miliardi, a 225 nel 1980.
`
E vero, la Monsanto ha perso una battaglia in tribunale. Ma lo sapete cosa
risult` o in aula? La Monsanto avrebbe dovuto pagare 19,7 milioni di dollari
di compensazione. E invece la EPA chiese solo la centesima parte di quello
che avevano chiesto i giudici. Cosa potrebbe provare meglio di ci` o la forza
della Monsanto presso il governo degli Stati Uniti e linltrazione dei miei
emissari?
Diavolo del razzismo: Si parla tanto di Stati Uniti, Stati Uniti, ma io ho visto una
cosa che ` e veramente insopportabile: ogni anno, ormai ` e diventata unabi-
tudine negli USA, parte il mese della prevenzione del tumore al seno. Ne
parlano televisione, giornali, si fanno conferenze. Non passer` a molto tempo
prima che questa situazione ti scapper` a di mano, diavolo del cancro.
Diavolo del cancro: Impossibile.
Diavolo del razzismo: Perch e?
Diavolo del cancro:
`
E stata una mia idea. Sono proprio un diavolo!
Diavolo del razzismo: Una tua idea!?
Diavolo del cancro: S`, s`, mia. Avete visto chi ` e lo sponsor unico dellevento?
La Zeneca Pharmaceuticals. E che cosa produce la Zeneca? Tamoxifene.
`
E
un farmaco ormonale che ormai ` e diventato ufcialmente sinonimo di pre-
venzione del cancro al seno. Un leggero effetto secondario ` e che le donne
trattate possono sviluppare tumori secondari allutero. Ma, ripeto, ` e solo un
lieve cancerogeno. Per` o se la prevenzione si facesse davvero come dico io
(a tappeto, su tutte le donne) potremmo avere un aumento complessivo di
casi di cancro totali.
`
E matematico: ne causa molti pi` u di quelli che prever-
rebbe.
Ma la cosa pi` u bella ` e questa: abbiamo monopolizzato la parola prevenzio-
ne, anzi ` e come se lavessimo brevettata e possiamo usarla solo noi. Ah. . .
tu sei interessato alla prevenzione? Bene, eccoti il tamoxifene!
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 48
Diavolo della bomba atomica: Caro diavolo del cancro, non vorrai usare artefa-
zioni della realt` a anche con noi!? Perch e non ci parli del gruppo di ricerca
del dott. Mark Skolnik, Universit` a dello Utah, che nel 1994 annunci` o di
aver scoperto il gene associato con il cancro della mammella, lo BRCA1. La
Myriad Genetics Inc. ha immediatamente brevettato il gene. Lazienda vor-
rebbe sviluppare un test diagnostico capace di rivelare il gene difettoso nelle
donne che hanno una predisposizione genetica al cancro alla mammella.
Diavolo del cancro: Ogni tanto devo lasciare che un ricercatore annunci qualco-
sa. Che cosa fareste voi se vi chiedessero continuamente che ne fanno i
miliardi di dollari annualmente stanziati per la ricerca? Io allora dico: ecco,
vedete questo ` e il gene collegato al cancro del colon. Questaltro ` e il gene
del cancro della mammella, ecc. Ma fermatevi a considerare cosa signica
questa scoperta di geni per noi e cosa signica per il paziente. Scoprire un
gene, dice Claudio Stern, biologo alla Columbia University di New York, ` e
come provare a imparare una lingua straniera da un dizionario monolingue.
Si memorizzano le parole, ma non si sa niente del contesto nel quale queste
parole sono usate.
Vogliono usare il test diagnostico brevettato? Bene, devono pagare or
di quattrini! Con tutto il denaro del mondo quanti test possono compra-
re? E quante donne hanno una predisposizione al cancro alla mammella.
Sicuramente meno del 5% dei casi totali.
I geni killer erano proprio ci ` o che mi serviva per allontanare il discorso
dallalimentazione: un retino per farfalle usato per pulire una macchia
dolio nellacqua. Cosa cera di meglio per diseducare ancora di pi ` u
dalle responsabilit` a verso la propria salute e a distogliere dalle opzioni
di prevenzione vera?
Non ci sono geni che impazziscono. Chiedetelo al diavolo delle sigarette,
al diavolo degli estrogeni nel latte, al diavolo dellamianto. Chi di voi so-
stiene questa tesi, io direi proprio che o si ` e completamente arrugginito il
cervello o dubito che sia un diavolo.
Ma ritorniamo alla telenovela dei geni. Si pu` o rendere ancora pi` u nebulosa
una situazione completamente oscura? Col mio aiuto ci` o ` e accaduto. Nel
1996 un gruppo di ricerca concorrente, Wooster & Stratton, scopr` un di-
verso gene associato al cancro della mammella, il BRCA2. Anche questo
fu brevettato. Inutile dire le polemiche tra i primi e i secondi brevettatori.
Chiss` a quanti altri ne avrebbero trovati se non si fossero resi conto, da
soli, che era meglio fermarsi a due.
Non ci sono dubbi che, dopo essersi messi daccordo, questi acchiappage-
ni riusciranno a portare sul mercato qualcosa che possa generare enormi
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protti, ` e questo il tipo di soluzioni che ci interessa: beneci praticamente
minuscoli, sviare dalle piste calde, monopolio, enormi protti.
Luciferus: Quanto tempo stimi che la tua opera continuer` a a dare questo tipo di
frutti?
Diavolo del Cancro: Ma per leternit` a, naturalmente (se esiste leternit` a).
Diavolo dellAIDS: Questo ` e troppo! Non ci sono elementi per dare una valuta-
zione cos` ottimistica.
Diavolo del cancro: Ippocrate diceva che coloro che si occupano della malat-
tia non devono farlo per denaro. Dal suo punto di vista aveva ragione.
Un tempo in Cina i medici venivano pagati solo no a quando il paziente
rimaneva in salute. Oggi il mondo farmaceutico e il sistema sanitario guada-
gnano solo proporzionatamente alla diffusione della malattia.

Il problema
con la prevenzione ` e che non produce entrate a nessuno, non ` e produttiva.
Nessun piano assicurativo della salute rimborsa un medico o un ospedale
per prevenire la malattia

. Credete, per caso che sia possibile, oggi o in


un futuro, ritornare al vecchio metodo cinese di pagare solo in assenza di
malattie?
Luciferus: Sono molto contento di te, diavolo del cancro. Questa giuria ` e mol-
to interessata ad avere le notizie dettagliate che hai preparato su scienza,
prevenzione e industria del cancro. Sono proprio curioso di sentire.
Diavolo del cancro: Bene. Vi parler` o del fatto che le terapie antitumorali
si sono rivelate cancerogene persino per le dita delle infermiere che le
somministravano ai pazienti. Leffetto cancerogeno non pu` o essere evi-
tato neanche con luso di guanti. Allora cosa pu` o succedere al paziente,
costretto a farsi iniettare o a ingerire simili sostanze?
Nel 1982 il National Cancer Institute ammetteva di

aver fatto cure spe-
rimentali per il cancro pi ` u mortali della malattia in questione

. Molti di
questi farmaci derivano da erbicidi e tinture, sostanze chimiche che
hanno causato morti pi ` u dolorose di quanto non avrebbe fatto la ma-
lattia. Insufcienza epatica, collasso renale e cardiaco, malattie delle vie
respiratorie, distruzioni del midollo osseo, danni al cervello, paralisi, infar-
ti, coma, sono stati alcuni degli effetti secondari accusati dai pazienti. Ecco,
io vi mostrer` o una tabella dei chemioterapici pi` u comuni e degli effetti col-
laterali. Vi mostrer` o anche come alcuni oncologi, istigati dai miei emissari
dellindustria, spingano il paziente verso la chemioterapia intensiva anzich e
quella standard, nonostante la scienza abbia chiaramente dimostrato che non
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 50
ci sono vantaggi neanche dal punto di vista della riduzione a lungo termine
della massa tumorale. La qualit` a di vita del paziente e la sopravvivenza a
dieci anni? Ma perch e, esistono? La scienza ha tralasciato di occuparsene!
Non sono parametri monitorati durante la sperimentazione di un farmaco.
Questa ` e la strada maestra per arrivare allInferno!
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Capitolo 6
Il paradosso della cura del cancro
con tossici e cancerogeni
6.1 Inizia lera della prevenzione rischiosa
Ottobre 1985: nasce negli USA il mese della prevenzione del cancro al seno. La
Zeneca Pharmaceuticals, produttrice dal 1977 del tamoxifene, ` e sponsor e
organizzatore unico di tale evento. Nel corso di ventanni arriver` a a spen-
dere un milione di dollari per la manifestazione (un trecentesimo della cifra
spesa per far approvare il farmaco tamoxifene dalla FDA).
2 settembre 1998: il tamoxifene diventa la quarta stampella delloncologia uf-
ciale, dopo chemioterapia, irradiazioni e chirurgia. Il verdetto del processo
di approvazione FDA, nonostante le accese polemiche di un numero cre-
scente di oppositori, ` e che il farmaco pu` o essere usato per la riduzione dei
rischi di cancro al seno. Gli oppositori sostengono che gli effetti secon-
dari del tamoxifene sono per lo meno dubbi. Il National Cancer Institute e
Zeneca negano che possano derivare rischi dalluso del farmaco.
Maggio 1999: in una conferenza stampa il dott. Schiff, dimissionario dal grup-
po di lavoro della American Society of Clinical Oncology (ASCO) per la
valutazione dei rischi del tamoxifene, afferma:

Non concordo con le rac-
comandazioni dellASCO e la pubblicit ` a del tamoxifene presso i medici. Se
i rischi e i beneci vengono confrontati, la prevenzione con tamoxifene non
` e nellinteresse delle donne

.
2 novembre 1999: il National Cancer Institute rende noti i risultati preoccupanti
di studi sugli effetti secondari del tamoxifene e il direttore dellNCI, dott.
51
LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 52
Richard Klausner, ` e accusato di aver deliberatamente ritardato la pubblica-
zione dei dati che erano in suo possesso gi` a prima dellapprovazione FDA.
Risultato: alcuni gravi effetti secondari del tamoxifene non sono stati messi
sul piatto della bilancia al momento dellapprovazione del farmaco.
30 novembre 1999: il National Cancer Institute nalmente si decide ad esprimer-
si sulla vicenda tamoxifene:

Per donne sopra i 60 anni di et ` a i beneci
sono maggiori dei rischi, per donne pi ` u giovani ` e vero il contrario, i rischi
sono maggiori dei beneci

.
La vicenda tamoxifene ` e stata denita

una caricatura della scienza ed una


parodia della prevenzione del cancro

. Vediamo perch e. Il tamoxifene ` e


un ormone sintetico derivato dal noto cancerogeno DES, dietil stilbestero-
lo. Una divisione dellOrganizzazione Mondiale della Sanit` a, la Interna-
tional Agency for Research on Cancer, lo ha recentemente classicato un
cancerogeno di tipo I per lutero.
Inoltre il farmaco induce tumori altamente maligni al feto nel 15% dei to-
pi trattati con una dose giornaliera di 20 mg, e nel 71% se la dose sale a
40 mg. 3 casi di tumori al fegato indotti da tamoxifene furono registrati in
uno studio svedese su 931 donne che ricevevano 40 mg di tamoxifene al
giorno. Le donne svedesi trattate con tamoxifene avevano anche una pro-
babilit` a 6,5 volte maggiore delle donne di controllo di sviluppare cancro
endometriale (23 casi). Il rischio fu giudicato dal ricercatore Peto non una
gran cosa. I ricercatori Yager e Shi, del Johns Hopkins Center e il Na-
tional Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project negli USA confermano
la potenziale cancerogenicit` a del tamoxifene, anche alle ovaie o nel tratto
gastrointestinale.
Un altro inconveniente del tamoxifene ` e che praticamente tutti i pazienti con
metastasi diventano resistenti al farmaco. Lo studio dellNCI e uno simile
condotto in Scozia dimostrarono che luso di tamoxifene per pi` u di 5 anni
pu` o in realt` a alimentare la crescita dei cancri al seno, nonch e di cancri in
altre locazioni.
Nel novembre 1995, il National Cancer Institute sospese improvvisamente lo stu-
dio con il tamoxifene (durato sette anni, ma che avrebbe dovuto arrivare a
10). In seguito lNCI avrebbe annunciato che la terapia con tamoxifene
non doveva assolutamente essere applicata per un periodo superiore ai 5
anni:

I risultati non indicano alcun benecio addizionale del tamoxifene
oltre i cinque anni, anzi suggeriscono che continuare a usarlo pu` o essere
dannoso

.
In questo studio delNCI, 33 delle 6000 donne che presero tamoxifene per
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 53
25 anni svilupparono cancro endometriale. 17 donne soffrirono di grumi
sanguigni nei polmoni e 130 furono colpite da trombosi dei vasi sanguigni.
Il tamoxifene pu` o anche

causare squilibri ormonali, osteoporosi, distur-
bi visivi causati da retinopatia (danno retinale), alterazioni della cornea,
danno al nervo ottico e cataratte. Tutti questi possono essere irreversibili,
anche se si interrompe il trattamento con il farmaco

. Physicians Desk
Reference, 1998; Zeneca Pharmaceuticals, p. 3175
Nel complesso, meno del 20% delle donne che prendono tamoxifene soffro-
no di gravi effetti secondari, ma questi effetti, quando avvengono, possono
essere letali o permanenti.
Inizia lera della prevenzione rischiosa.
Dora in poi non solo la chemioterapia ` e brevettata e tossica, ma anche la
prevenzione.

Se si confrontano i rischi con i beneci. . .



, diventa la parola dordine!

Roulette russa

, si sente dire dallopposizione.

Il tamoxifene ` e uno strumento con molti limiti

dice la d.ssa Napoli,



il
pericolo deriva dal fatto che non si spiegano bene le cose

.
Sui principali quotidiani nazionali, dottori in tutto il mondo hanno intessuto
le lodi del tamoxifene, una pietra miliare nella prevenzione del cancro al
seno.
I giornali annunciano, tra le altre cose, che il 50% delle donne guarisce dal
cancro al seno con il tamoxifene. In realt` a il Physicians Desk Referen-
ce della Zeneca stessa riporta che mettendo insieme i dati di tutti gli studi
effettuati, la sopravvivenza a dieci anni delle pazienti con cancro al seno
trattate con tamoxifene era del 51%, mentre donne cui era stato dato un pla-
cebo avevano una sopravvivenza a dieci anni del 45%. Cio` e la differenza
con il placebo ` e appena statisticamente signicativa.
Alcuni fautori del tamoxifene come trattamento chemioterapico sostengono
che

` e pi ` u facile curare i cancri uterini indotti che quello al seno

!! I
sostenitori della prevenzione sottolineano che

non ci si pu` o permettere di
rinunziare ai beneci del tamoxifene

.
Il quadro della situazione che viene offerto alla gente dalla Zeneca ` e decisa-
mente ristretto e incompleto. Ci sono molti fattori di rischio che potrebbero
essere portati allattenzione del pubblico, ma questo non si fa. In partico-
lare, la Zeneca AgriChemical Corporation produce pesticidi che causano
cancro al seno, tra cui laceticlor.

Mai nella campagna del mese della
prevenzione, fa capolino la parola cancerogeno, o pesticida, o radiazio-
ni. . .

Cynthia Pearson, National Womens Health Network, Washington.


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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 54
6.2 Chemioterapici tossici per
infermiere e farmacisti
Estratto da: JAMA (Journal of the American Medical Association),
1 gennaio 1982; Medical News:

Personale ospedaliero che maneggia
i farmaci anticancro esposto al loro effetto cancerogeno

Sebbene sia documentato che molti farmaci chemioterapici siano anche can-
cerogeni, i loro beneci terapeutici di solito [corsivo aggiunto da noi] bilanciano
i potenziali rischi per i pazienti con cancro.
Ma un recente studio dimostra che un rischio ingiusticato esiste per un
gruppo di persone esposte agli agenti chemioterapici: il personale ospedalie-
ro che li prepara.
Nove farmacisti lavorarono per sei giorni consecutivi preparando dosi che-
mioterapiche con apparecchiature a usso orizzontale che immettevano laria
ltrata addosso alle persone stesse che usavano tali dispositivi. Tra i farmaci
coinvolti cerano doxorubicina e ciclofosfamide. Dopo un giorno di esposi-
zione, i campioni di urina dei farmacisti mostravano una incidenza di muta-
genicit` a sempre pi` u elevata, che divenne signicativamente elevata (doppia di
quella naturale) dopo il quarto giorno. In unaltra fase dello studio, i farma-
cisti indossarono maschere approvate appositamente dallOSHA per tutelare
lesposizione dei lavoratori a sostanze aerosolizzate, ma con poco successo.
Neanche il proteggere le mani dei farmacisti con guanti usa e getta faceva di-
minuire lincidenza di mutagenicit` a, secondo le analisi sui campioni di urine.
Solo dopo che i farmacisti ebbero nito di preparare i farmaci con tali ap-
parecchiature in usso laminare, lincidenza di mutagenicit` a ritorn` o ai livelli
normali. Le conclusioni di questo studio sono che si dovrebbe fare attenzione
al potenziale mutagenico causato dallesposizione a questi farmaci.
In risposta a questi risultati lOspedale Anderson si ` e attrezzato con nuove
apparecchiature per la preparazione dei farmaci (usso verticale) e ha iniziato
a smaltire gli avanzi di chemioterapici, siringhe, aghi e tubicini endovena come
riuti speciali pericolosi da portare allinceneritore.
Questo studio ` e stato effettuato in seguito a numerosi precedenti esami cli-
nici che avevano suggerito che i lavoratori esposti a farmaci anti-cancro potes-
sero subire incontrollabili effetti. Due studi citologici su infermiere scandinave
che maneggiavano farmaci citotossici trovarono una maggiore incidenza di sister
chromatic exchanges.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 55
In un altro studio (Natl. IV Ther Assoc. 1980; 3.77), la responsabile del reparto
chemioterapie riport` o che molte sue colleghe, che preparavano i farmaci in am-
bienti scarsamente ventilati, soffrivano di stordimento, giramenti di testa, nausea,
mal di testa, perdita di capelli e tosse.
Il dott. Maggiore James Wilson, dei servizi emato-oncologici Centro Medico
Walter Reed dellesercito a Washington, avvis` o che

la tecnica di manipolazione
dei farmaci deve essere asettica. La contaminazione per contatto ` e decisamente la
cosa pi` u importante da evitare. Non posso sottolinearlo mai abbastanza, non en-
trate mai in contatto sico con il chemioterapico. Ho visto dottori ed infermiere
che facevano cadere il farmaco su di s e!

La Adriamicina [doxorubicina] si lega alle proteine della pelle e non va via


con lacqua

aggiunge Wilson,

emette anche uorescenza, cos` in una stanza
illuminata solo con luce ultravioletta si pu` o vedere che ` e ancora presente

.
Wilson ha aggiunto che gi` a due anni fa egli stesso ha fatto ordinare apparec-
chiature a usso verticale per rimpiazzare le pericolose apparecchiature a usso
orizzontale.
6.2.1 Effetti secondari di chemioterapici
Sul foglietto illustrativo di alcuni chemioterapici (Adriblastina, Eldisine, Fluo-
roUracile, Platamine, Purinethoil, Endoxan, Taxolo, Novantrone, Gemcitabina)
compare lavvertenza riportata qui di seguito.
Il prodotto, come del resto la maggior parte dei farmaci antitumorali ed
immunosoppressori, ha dimostrato propriet` a cancerogena negli animali in
particolari condizioni sperimentali.
Oltre agli effetti acuti di nausea, vomito e diarrea, a ogni chemioterapico sono
associati i seguenti problemi per il paziente:
Busulfan Depressione midollare; brosi polmonare; perdita di capelli; di-
sfunzioni alle ovarie; iperpigmentazione; leucemia; aberrazioni
cromosomiche; cataratta; epatite; attacchi epilettici e patologie
veno-occlusive.
Carboplatin Depressione midollare; perdita di udito; temporanea cecit` a corticale;
anemia emolitica; rare neuropatie periferiche (danno ai tessuti nervosi
e alterazione della sensazione cutanea).
Carmustine
(BCNU)
Malattie a carico del sangue quale diminuzione del numero di leu-
cociti e di piastrine (eventualmente cronica); brosi polmonare che
pu` o non essere reversibile; temporaneo danno al fegato; leucemia;
diminuzione di usso sanguigno attraverso il cuore.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 56
Cyclophosphamide Depressione midollare; perdita di capelli; sanguinamento ed inam-
mazione della prostata; sterilit` a temporanea; leucemia; cancro alla
prostata; disfunzioni cardiache; offuscamento della vista.
Doxorubicin HCI Depressione midollare; disfunzioni cardiache (che per alcuni an-
ni possono rimanere asintomatiche); perdita di capelli; inamma-
zione dei tessuti nella bocca; perdita di appetito; congiuntivite
(inammazione della palpebra degli occhi).
Etoposide (VP16) Depressione midollare; rash cutanei; perdita di capelli; neuropatia
subclinica; danno epatico.
Fluorouracil (5-FU) Depressione midollare; diarrea; difetti al cervello; battito cardiaco
irregolare; angina pectoris; perdita di capelli; macchie sulla pelle;
inammazione della palpebra dellocchio; attacchi cardiaci; attacchi
epilettici.
Ifosfamide Depressione midollare, sanguinamento o inammazione della prosta-
ta; perdita di capelli; danni renali; offuscamento visivo; allucinazioni;
problemi cardiaci; coma.
Melphalan Depressione midollare; inltrati e brosi polmonari; blocco
mestruale; sterilit` a; leucemia.
Methotrexate Depressione midollare; cirrosi e disfunzioni epatiche; danni renali;
inltrati e brosi polmonari; osteoporosi; perdita di capelli; macchie
cutanee; funzione mestruale irregolare; infertilit` a; linfoma.
Mitomycin Depressione midollare; perdita di capelli; danni a polmoni, fegato
e reni; blocco mestruale; sindrome emolitico-uremica; calcicazioni
nella cistifellea.
Mitoxantrone HCI Macchie verde-blu; depressione midollare; danni cardiaci; perdita di
capelli; danni alla pelle; danni a fegato e reni.
Tamoxifene Perdite vaginali; rash cutanei; trombocitopenia; ritenzione di uidi;
depressione; stordimento; mal di testa; diminuzione di acuit` a visiva;
patologie oculari; grumi sanguigni; cancro endometriale.
Thiotepa Depressione midollare; mestruazioni irregolari; leucemia; eccessiva
produzione di muco.
Tabella 6.1: Estratto da: Med Letter, 31 marzo 1995, vol. 37 (945)
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Capitolo 7
Lalternativa alla morte non ` e
una morte con agonia
7.1 Basta chemio!
Laura Lee Radio Show, 1997
(Talk show radiofonico creato da Laura Lee a partire dal 1990
e seguito da milioni di americani)
Ann Frahm: Non dimenticher` o mai quello che vidi sulla lavagna luminosa che
mostrava il mio scheletro: tumori ovunque, che coprivano cranio, costole;
spalle, sterno. Praticamente tutte le vertebre della colonna vertebrale erano
coperte di tumori. In una zona erano arrivate addirittura a erodere la colonna
vertebrale, le ossa pelviche avevano buchi enormi. Diagnosi: metastasi del
cancro al seno.
Laura Lee: Che cosa facesti in quel momento?
Ann Frahm: Sprofondammo per lo shock, io e mio marito. Ci lasciammo andare
al dolore per il fatto che potevo morire. Avevo due bambini di 7 e 10 anni.
Non ero pronta a correre questo rischio, perci` o decisi che avrei vinto, seb-
bene il dottore a quel punto non si aspettasse che io fossi sopravvissuta pi` u
di quattro mesi. Decisi che avrei fatto di tutto e che, se anche solo ad uno su
un miliardo ` e permesso di andare contro i pronostici, io almeno ci avrei pro-
vato. Cos`, per iniziare, feci quello che i dottori dicevano era necessario per
avere qualche speranza: mastectomia subito, radiazioni le prime settimane
per ridurre alcuni dei tumori pi` u grandi, quindi iniziai i cicli di chemiotera-
pia (una sessione ogni 10 giorni, durante larco di un intero anno). Dopo 9
57
LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 58
mesi ero diventata resistente ad uno degli agenti attivi chemioterapici, cos`
ne furono provati su di me diversi tipi, ma il mio tumore stava ricrescendo
cos` rapidamente, che il dottore disse:

Beh. . . c` e unultima speranza per
lei, e questa ` e fare un trapianto di midollo osseo

.
Laura Lee:
`
E quello in cui uccidono tutto il midollo osseo nel corpo e quindi
iniettano del nuovo midollo, precedentemente congelato.
Ann Frahm: La terapia consiste nel saturare il corpo con massicce dosi di che-
mio per una settimana. Sono quasi morta. Il 50% della funzionalit` a dei miei
reni la persi allora. Smisi di respirare attraverso uno dei due polmoni. . . In
pi` u polmonite. Ero coperta dalla testa ai piedi di funghi cutanei e anche
dentro. Ero un vero disastro.
Laura Lee: Che cosa centrano i funghi?
Ann Frahm: Centrano perch e furono causati dalle massicce dosi di antibiotici
cui dovetti sottopormi. Avevo tre tubicini che mi uscivano dal petto. Uno
portava costantemente antibiotici perch e i dottori sapevano che il germe
pi` u insignicante avrebbe potuto uccidermi, avendo distrutto i miei globuli
bianchi con il trattamento, ed ebbi circa un centinaio di trasfusioni nel corso
dei mesi che seguirono. Alla ne delle 52 settimane, dopo i nuovi test, mi
dissero con molto rammarico che il trattamento non aveva funzionato per
me! Il tumore non se nera andato. Non cerano globuli bianchi sopravvis-
suti. Non cera speranza per me, e fui mandata a casa a morire. Sarebbe
stato pi` u facile e meno doloroso lasciarsi andare alla disperazione, ma credo
in Dio e so che c` e sempre speranza, cos`, ecco un libro che mi fu dato da
leggere sulla correlazione tra alimentazione e cancro. Mi piace studiare
e capire un po tutto, cos` iniziai a cercare materiale da leggere. Mi sem-
br` o subito un discorso logico quello secondo cui tutti abbiamo cellule che
provocherebbero il cancro, ed ` e il sistema immunitario che costantemente
circoscrive questi eventi combattendo contro tali cellule (senza farmaci).
Ecco cosa era avvenuto! In qualche modo e in qualche parte il mio si-
stema immunitario era diventato cos` debole che il cancro si era stabili-
to nel mio corpo. Perci` o decisi di iniziare un programma che metteva
il, sistema immunitario al centro di tutto e trovai un buon nutrizio-
nista che fu disponibile ad accompagnarmi durante questo processo.
Iniziai questo programma. Ricordo che il giorno prima di cominciare an-
dai dal mio oncologo. A quel punto la velocit` a di crescita del cancro era
raddoppiata, stava andando veramente veloce, e gli dissi che avrei provato
la terapia nutrizionale.
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Laura Lee: Non avevi niente da perdere.
Anne Frahm: Per` o loncologo afferm` o che il mio cancro non aveva niente
a che fare con lalimentazione, ma stiamo parlando di un uomo che
vedevo mangiare cioccolata e caramelle a pranzo e bere lattine di bibite
in ogni momento della giornata.
Io quindi non vi diedi molto peso, ma lui cinque settimane dopo, avendo in
mano i risultati delle analisi, rimase assolutamente sbalordito.
Laura Lee: Cos` tanto fu il miglioramento in cinque settimane?
Ann Frahm: Non cera traccia di cancro. Lapproccio nutrizionale di Gerson
aveva funzionato.
Laura Lee: Via . . . stai dicendo che il cancro era scomparso? In cinque settima-
ne?
Ann Frahm: Gi` a, non ci si poteva credere.
Laura Lee: E chemio, radiazione e persino chemio intensiva con trapianto di
midollo osseo. . .
Ann Frahm: Il mio oncologo ammise dallinizio, forse perch e il mio era un ca-
so disperato, di non avere una cura per la guarigione, per` o poteva farmi so-
pravvivere cos` che riuscissi a far accadere qualcosa che mi guarisse. Aveva
ragione al 100% in questo.
`
E interessante ci` o. Il fatto di ammettere che aveva molto poco da offrir-
mi e che non dovevo far afdamento su di lui se volevo che accadesse
qualcosa contro i pronostici, poich e i dati statistici non vedevano come io
potessi guarire.
(Per sapere cosa ha fatto Ann Frahn in queste cinque settimane, consultare il capitolo sulla
terapia di Gerson in Basta Chemio, di prossima publicazione presso Macro Edizioni).
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 60
7.2 Gli oncologi non scelgono la chemio
Doncaster & Templestone News, Australia, 5 ottobre 1994
Nel 1986, il McGill Cancer Center invi` o un questionario a 118 dottori che ave-
vano seguito casi di cancro ai polmoni trattati con chemioterapia. Fu chiesto loro
di immaginare che essi stessi fossero stati colpiti da cancro e fu loro domandato
quale dei 6 farmaci chemioterapici avrebbero scelto. L81% degli oncologi in-
tervistati affermarono che non avrebbero acconsentito ad essere sottoposti a che-
mioterapia con Cisplatin, un farmaco chemioterapico ora largamente in uso. Il
74% di essi sostennero che avrebbero riutato qualsiasi tipo di chemiotera-
pia. Perch e? Linefcacia del trattamento chemioterapico ` e evidente e gli
effetti distruttivi sullorganismo sono inaccettabili.
Unindagine simile fu condotta tra 350 oncologi in Germania dal famoso pro-
fessore Ulrich Abel nel 1989. Risultato: quello che gli oncologi pensavano
realmente sui chemioterapici era molto diverso dalle comunicazioni fatte ai
pazienti e alla stampa.
7.2.1 Che terapia scelgono i dottori?
Novembre 1990: Yoshihiko Hochino, professore di Medicina allUniversit` a giap-
ponese di Fukushima, scopre di avere un tumore al colon, con metastasi al fe-
gato. Chirurgia, chemioterapia o irradiazioni hanno molto poco da offrire
ai pazienti con tale problema, il prof. Yoshihiko lo sa bene. Legge il libro del
dottor Gerson, Una terapia per il cancro e inizia il trattamento nutrizionale su di
s` e. A distanza di 4 anni egli non ha pi ` u il tumore ed ` e in ottima salute, pubblica
un articolo scientico in cui descrive il suo caso clinico.
Settembre 1994, incontro annuale della Cancer Control Society. La d.ssa
Lorraine Day spiega alla platea un caso clinico particolare, il suo. Anchessa
scelse di riutare chemioterapia, radiazione o chirurgia per il suo cancro al seno.
Ricorda di avere riutato quelle terapie convenzionali perch e, avendo studiato
buona parte della letteratura medica sullargomento, ne aveva dedotto che questi
trattamenti non erano efcaci! Daltronde,

non si pu` o distruggere il sistema
immunitario e guarire allo stesso tempo

.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 61
Avevo alle spalle 20 anni di pratica come medico chirurgo, e come dotto-
re non sapevo niente di nutrizione. Negli anni di studio universitario, non si
riceve neanche unora di informazione sulla nutrizione. In passato, devo am-
mettere, ho detto ai miei pazienti che la loro alimentazione non aveva niente
a che fare con la loro salute. Ero ignorante. Ero stupida come lo sono molti
altri dottori che hanno fatto gli stessi studi.
Fortunatamente, ho scoperto questo e altro relativamente alla medicina che
praticavo; tutto inizi` o quando scoprii di avere un tumore al seno. Riutai di
sottopormi a chemio pre-operazione e cos` nii per essere allontanata dai me-
dici che non avevano niente altro da offrire. Telefonai a Marylin Barnes che
era appena guarita da un melanoma allo stadio pi` u avanzato con carcinoma
cervicale, usando la terapia nutrizionale Gerson. Da l` inizi` o il mio viaggio.
Ho studiato molto da allora, interessandomi a tutto ci` o che parlasse di sup-
porto al sistema immunitario.
La terapia nutrizionale di Gerson ` e stata la base di tutte le misure che ho
preso per guarire. Non ho pi` u il tumore. Sono guarita completamente. Mi
sento molto bene e sono sicura che rimarr` o cos` per anni e anni.
La d.ssa Lorraine Day ha delle credenziali impressionanti: ` e un medico chi-
rurgo noto internazionalmente e autrice di manuali di medicina, ha insegnato
per 15 anni allUniversit` a della California, dove ` e diventata vicepresidente del
Dipartimento di Ortopedia.
`
E stata anche direttrice del reparto di chirurgia ortopedica allospedale di San
Francisco.
`
E stata invitata molto spesso a tenere lezioni e conferenze negli USA e
in tutto il mondo; ` e apparsa in numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, tra
cui in 60 Minutes, Nightline, CNN, Crossre, Oprah Winfrey e Larry
King Live.
7.2.2 Perch e i dottori sono convinti che chemio e chirurgia non
possono funzionare?
Marzo 1922: il dott. Robert Bell scrive sul Medical Research Record di New
York:

il cancro ` e una malattia del sangue e deve essere trattato come
tale. Per 17 anni ho operato i malati di cancro, ma ora mi sono reso conto
che il cancro ` e una malattia costituzionale, che si pu` o prevenire e curare
mediante una dieta adeguata e rafforzando la costituzione dellindividuo.
Per questo ho rinunziato alla parte pi ` u redditizia dellesercizio della mia
professione, cio` e la chirurgia sui pazienti con cancro

.
Aprile 1954: il dott. Nikolai Blokhin, dellAccademia Sovietica delle Scienze,
dichiara durante lo svolgimento di un congresso sul cancro, che

a seguito
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di una lunga serie di esperimenti, sappiamo che la comparsa di un tumore
canceroso non costituisce un fenomeno isolato, bens` la manifestazione
di una malattia di tutto il corpo. Gli scienziati sovietici pensano che il
cancro sia dovuto a tutta una serie di agenti, inclusi i fattori chimici e sici,
che possono provocare unalterazione del metabolismo e, in determinate
condizioni, dare origine a un cancro. Tutta una serie di esperimenti hanno
dimostrato che la crescita e lo sviluppo del tumore dipende in generale dallo
stato di salute dellorganismo

.
Settembre 1990: leminente oncologo dott. E. Mc Donald, dellAssociazione
nordamericana per la ricerca sul cancro scrive:

La cellula cancerosa ` e
semplicemente una cellula del corpo normale e comune costretta a vivere
in un mezzo sbagliato

, e chiarisce che

lacidicazione dei tessuti ` e una
caratteristica costante dei casi di cancro, uniti a una basso contenuto di
minerali e a unalcalinizzazione del sangue

.
Journal of Pharmacy, n. 607, 1990
1993: il dott. W A. Dewey, professore di medicina allUniversit` a del Michigan,
afferma:

In 45 anni di esercizio della professione non ho ancora visto un
solo caso di cancro, salvo epiteliomi benigni cutanei, debellato mediante la
chirurgia, i raggi X o il radio

.
1994: il dott. E. C. Folkman, oncologo, ricercatore e direttore redazionale di
Scientic Therapy, spiega che

quando come medico fui testimone della
terribile distruzione dei tessuti in un paziente dopo vari mesi di applicazioni
di aghi di radio, decisi che non ne avrei pi ` u raccomandato luso. Il rimedio
` e decisamente peggiore della malattia

.
14 febbraio 1994: alla dottoressa australiana Nelly Goldfeld, sottoposta quat-
tro anni prima ad asportazione chirurgica del tumore al colon, viene
pronosticato solo qualche mese di vita. Il tumore ` e ritornato in modo
pi ` u virulento di prima al fegato. Viene spiegato a Nelly che si potreb-
be provare un trattamento sperimentale con il laser, ma con pochissime
possibilit` a di una qualche efcacia. Nelly lascia lospedale spiegando che
avrebbe provato la terapia nutrizionale. Riempie la casa di frutta e
ortaggi, vitamine e si procura uno spremiagrumi e un sistema di puri-
cazione dellacqua potabile.

Il tumore ` e solo la punta delliceberg di
una situazione di malattia, perci ` o dopo la sua rimozione, se le cause della
malattia non sono state rimosse, ritorna sempre

.
Tornata allospedale per unulteriore analisi, appena 10 giorni dopo aver
comunicato che avrebbe provato a curarsi con lausilio dellalimentazio-
ne, Nelly ancora ricorda lespressione di sconcerto sul volto dell equipe di
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oncologi. Le dissero:

Beh, sembra che tu abbia messo paura ai tumori,
Nelly!

. Tre delle lesioni cancerose erano completamente scomparse, e


la quarta aveva subito una consistente diminuzioni di dimensione. Set-
te mesi dopo non c` e pi ` u traccia di tumore e Nelly riacquista laspetto
salutare e le guance rosa che ha sempre avuto.

Tecniche nutrizionali quali quella di Gerson non


sono facili e soprattutto richiedono motivazione e
forza di volont ` a. Richiede il 100% di impegno e di
ducia, e allinizio ho dovuto ricorrere a qualcuno
che mi aiutasse. Le analisi mediche parlano chiaro sul-
leffetto dellapproccio nutrizionale su di me. Ma il mio
caso dice Nelly non ` e un evento eccezionale. Ce ne
sono centinaia come me. Mi auguro che le persone leg-
gano a proposito di questa terapia disintossicante prima
di andare a farsi sottoporre a chemio o radiazione

.
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7.3
`
E ufciale: la chemio non allunga la vita!
Nel luglio 1980 muore lo sci` a dellIran, Reza Pahlevi; lagenzia Reuter riporta:
Il dott. Michael DeBakey, uno dei medici dello sci ` a, ha dichiarato che
la chemioterapia era responsabile della morte dellex sovrano iraniano.

`
E la chemioterapia intesa ad arginare il suo cancro che ha indebolito
la sua resistenza allinfezione, ed ` e linfezione, non il cancro, che alla
ne lo ha distrutto

, ha affermato il dott. DeBakey nel corso di unin-


tervista televisiva.
Un altro medico che conosce il caso ma ha voluto conservare lano-
nimato, ha precisato che linfezione fatale ` e insorta dopo la decisione
degli specialisti egiziani di aumentare la dose di chemioterapia!.
La Suisse, 29 luglio 1980
Cinque anni prima, il prof. Hardin Jones, siologo presso lUniversit` a della
California, present` o al Congresso di Cancerologia presso lUniversit` a di Berkeley
i risultati di una vasta indagine sulla letteratura medica sul cancro. I dati raccolti
da Jones durante 23 anni di lavoro dimostravano che i pazienti con cancro
che non si erano sottoposti alle tre terapie canoniche, chemio, chirurgia
e irradiazioni, erano sopravvissuti pi ` u a lungo di chi aveva ricevuto queste
terapie. In particolare le pazienti con cancro della mammella che avevano
riutato le terapie tradizionali mostravano una sopravvivenza media di 12
anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro
che si erano invece sottoposte alle cure complete.
A quel tempo potersi permettere economicamente i trattamenti oncologici era
fatale (vedi lo sci` a dellIran)!
Qual ` e laspettativa di vita delle pazienti alle quali hanno diagnosticato un
cancro della mammella se riutano di sottoporsi a trattamenti? Nessuno si affanna
a cercare una risposta a questa domanda banale.
`
E dato per scontato che non
abbiano altra scelta che quella che propongono loro.
I dati raccolti da Jones sulle pazienti non trattate ci permettono di avere
uninformazione sullaspettativa di vita di pazienti con cancro della mammella.
Contrariamente a quello che si vuole far credere il cancro della mammella
non` e una condanna a morte, ma una malattia con un lungo decorso e con la
quale si convive in media, senza chemio, per oltre 12 anni. Aggredire il tumore
non sembra unidea vincente, al contrario. Oltre a essere una spesa inutile per lo
stato, oltre a compromettere la qualit` a della vita del paziente, ha come risultato
inesorabile quello di accelerare lesito fatale del cancro.
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Unultima considerazione pu` o essere fatta, a partire dai dati raccolti da Jones,
sul silenzio pi ` u assoluto con il quale lestablishment del cancro ha accolto tale
analisi disastrosa dei risultati. Non sarebbe stato possibile confutare i dati con
altri dello stesso volume e stessa qualit` a. Lindustria del cancro doveva conti-
nuare la propria corsa, anche se ci ` o signicava mentire ad ogni costo, creare
aspettative infondate nella gente, ingannare chi donava i propri soldi.
Poco tempo dopo questo allarme lanciato da Jones, leminente rivista medica
britannica, The Lancet (13 dicembre 1975), pubblic` o uno studio condotto da quat-
tro ricercatori inglesi che riguardava 188 pazienti affetti da carcinoma inopera-
bile ai bronchi. La vita media di quelli trattati con chemioterapia completa
fu di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero
una sopravvivenza media di 220 giorni.
Nel 1990 un rapporto simile a quello del professor Jones viene pubblicato
dal biostatistico di cancro, prof. dott. Ulrich Abel, delluniversit` a di Heidelberg
(Healing Journal, No. 1-2, Vol. 7). Egli affermava:

Sebbene i chemioterapici portino a una risposta, cio` e una diminuzione


di massa del tumore, questa riduzione non produce un prolungamento
della sopravvivenza del paziente

A volte, anzi, il cancro ritorna pi ` u aggressivo di prima, poich e la che-


mio favorisce la crescita di ceppi tumorali resistenti. Inoltre la chemio
danneggia gravemente le difese dellorganismo, tra cui il sistema immu-
nitario, spesso i reni e il fegato

(Chemotherapy of advanced epithelial


cancer: a criticai survey, Hippokrates Verlag, Stuttgart, 1990).
Secondo i dati presentati dal dott. Abel, i pazienti trattati con chemioterapia
hanno risultati signicativamente minori in termini di sopravvivenza, rispetto a
pazienti non trattati con la medicina convenzionale, raggruppati e confrontati per
tipo e stadio di tumore.
Dopo anni di ricerca in oncologia, Abel arriva a questa conclusione:

Unana-
lisi bilanciata e imparziale della letteratura medica mostra un indice di successi
terapeutici quasi nullo dei trattamenti impiegati convenzionalmente nel trattare
forme avanzate di tumori solidi

. Abel conclude inoltre, dopo aver intervistato


centinaia di oncologi:

Quello che pensano realmente non sembra essere quello
che consigliano alla gente. Molti oncologi non accetterebbero la chemioterapia
se avessero il cancro loro stessi

. The Cancer Chronicles, Dicembre 1990.


Nel 1991 loncologo Albert Braverman scrive:

Nessun tipo di tumore solido
che era considerato incurabile nel 1975 ` e curabile oggi. Molti oncologi racco-
mandano la chemioterapia per praticamente qualsiasi tumore, con aspettative che
il sistematico fallimento non scoraggia

.
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7.4 Carcinoma polmonare: trattare o non trattare?
di Simonetta Rossini medico,
Aiuto Oncologia Medica Ospedale Regionale Torrente di Ancona
in: AA.VV, Atti del 1 Convegno Macrobiotica e scienza sul tema cibo,
ambiente, salute, Bagni di Nocera Umbra, 345 novembre 1995, Un Punto
Macrobiotico, Sforzacosta (MC), 1995, pp. 117120.
CHEMIOTERAPIA E RADIOTERAPIA NON AUMENTANO TANGIBILMENTE
LA SOPRAVVIVENZA, MENTRE DANNO LUOGO
A UNINFINITA SERIE DI EFFETTI COLLATERALI ANCHE GRAVI
`
E vero che per il carcinoma del polmone non a piccole cellule (per esempio
il carcinoma squamoso, ladenocarcinoma e il carcinoma anaplastico) lutilizzo
della radioterapia produce una regressione tumorale, ma la sopravvivenza a 5 an-
ni dei pazienti ` e molto bassa, inferiore al 10%, in quanto trattando la malattia
localmente i pazienti possono sviluppare metastasi a distanza.
Anche combinando la radioterapia insieme alla chemioterapia, il dato miglio-
re di sopravvivenza ` e di 13,8 mesi. Utilizzando diversi schemi di combinazioni,
anche con cisplatin, la sopravvivenza media aumenta al massimo di 3 mesi. Quin-
di le percentuali di risposta sono alte per la chemio [cio` e in molti casi c` e una
diminuzione di massa tumorale], ma la sopravvivenza non si modica di tanto.
Quasi tutti i chemioterapici presentano una tossicit` a midollare (con gra-
ve diminuzione delle piastrine e dei globuli bianchi) e hanno azione tossica a
livello di DNA. Per ovviare a questi problemi si ` e cercato di associare ai chemio-
terapici dei farmaci che stimolino e accelerino la generazione midollare di difese
immunitarie (soprattutto per avere pi` u globuli bianchi), per limitare la riduzione di
leucociti che si verica nei pazienti trattati con chemioterapia. La sovrapposizione
di nuove malattie o patologie a seguito della depressione del sistema immunitario
costituisce un rischio ed una possibilit` a che il paziente con carcinoma polmonare
deve assolutamente evitare. In alcuni casi la riduzione di leucociti viene arginata,
ma la risposta al trattamento e la durata della sopravvivenza non migliorano.
Nonostante questo la chemioterapia viene ancora utilizzata dagli oncologi e
studiata dai ricercatori. Al massimo possono rivendicare un incremento medio
di sopravvivenza di un mese e mezzo con schemi terapeutici comprendenti il
cisplatino. Questi risultati sono insoddisfacenti.
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7.5 Prostata: trattare o non trattare?
7 marzo 1994 su: Corriere Salute, p. 22, di G. Masini
In seguito a una serie di studi scientici riguardanti in tutto 828 uomini affetti da
tumore alla prostata, uno dei pi` u noti chirurghi americani, il dottor Gerald Chodak
dellUniversit` a di Chicago, ` e arrivato a una conclusione per lo meno sconcertante:
molti pazienti, ai quali ` e stato diagnosticato un tumore prostatico a lento svi-
luppo, potrebbero essere messi in attesa guardinga, senza cio` e fare nulla,
anzich e sottoporli a trattamenti radiologici o chirurgici. Il fatto ` e che le tera-
pie possono comportare effetti collaterali, quali limpotenza, lincontinenza e
la morte. Le statistiche dimostrano che quelli che non si sono sottoposti ad alcu-
no di tali trattamenti sono vivi dopo dieci anni in condizioni buone quanto quelle
dei malatiche hanno subito lintervento chirurgico e gli ` e andata bene. Non si trat-
ta di abbandonare ogni trattamento, ha detto il dottor Chodak; si tratta invece di
informare bene il malato in modo che egli possa scegliere.
23 agosto 1995 Journal of Amer Med. Ass., Cancro alla prostata lento:
lasciatelo in pace
Gli uomini che raggiungono let` a della pensione con un cancro alla prostata
a crescita lenta hanno le stesse prospettive di vita di coloro che non hanno il
cancro. Questi i risultati dellUniversit` a del Connecticut, che smentisce i dottori
che consigliano ai pazienti di sottoporsi a intervento o irradiazioni.
4 novembre 1995 The Lancet
Il 90% dei casi di cancro alla prostata non diventano mai signicativi clinicamen-
te, afferma Philip Dunn fondatore della Prostate Help Association. La percen-
tuale di sopravvivenza a 10 anni tra i pazienti che non avevano ricevuto alcun
trattamento era del 91,5% contro il 77% dei pazienti sottoposti a irradiazioni.
9 dicembre 1995 The Lancet
La chirurgia totale per il trattamento di cancro alla prostata riesce solo a far dif-
fondere la malattia, secondo uno studio dellUniversit` a di Oxford pubblicato sulla
rivista medica Lancet del 9 dicembre 1995. I ricercatori hanno scoperto che
i chirurghi causano involontariamente la diffusione di cellule cancerose in
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 68
altre parti del corpo, durante loperazione chirurgica alla prostata. Moni-
torando 14 interventi chirurgici consecutivi, sono state scoperte, nel sangue di
12 pazienti, cellule tumorali provenienti dalla prostata a seguito delloperazione.
Questi stessi pazienti non avevano mostrato alcuna cellula tumorale in circolo nel
sangue prima dellintervento chirurgico.
Marzo 1997 Alternative Medicine Digest n. 17, p. 99
Nel 1996 uno studio, condotto da Grace e Lu-Yao su 3494 uomini trattati con
rimozione della prostata, ha rivelato che nel 35% dei casi si dovette far ricorso a
un ulteriore intervento (radioterapia, rimozione dei testicoli o terapia di supporto
ormonale) entro 5 anni per lo stesso problema o complicazioni. Secondo il dott.
Gerald Chodak, del Weiss Memorial Hospital di Chicago, linformazione che c` e
la possibilit` a di ulteriori interventi

non ` e generalmente data ai pazienti

quando
si raccomanda loro loperazione chirurgica alla prostata. Laltra informazione
che non viene data alla maggior parte dei pazienti, con cancro alla prostata ` e
che esistono efcaci terapie alternative, non invasive, naturali, per arrestare
e curare il cancro alla prostata senza far ricorso per niente alla chirurgia.
(Estratto da: McKeown, L.A., Elevata percentuale di successivi interventi dopo la
rimozione della prostata, in: Medical Tribune, 21 marzo 1996, n. 13).
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7.6 Chemioterapia intensiva a confronto con
chemioterapia standard
Emergency Care Research Institute, marzo 1996
Questa guida ` e offerta gratuitamente alle vittime di cancro con la speranza di
aiutare a fare le scelte corrette e di rispondere ai loro dubbi. LECRI ` e un istituto
indipendente da 30 anni, un ente di ricerca non prot nel campo della salute che
collabora con lOrganizzazione Mondiale della Sanit ` a.
Il team ECRI di esperti e ricercatori, guidato dal dott. Nelson Erlick, ha effettuato
unanalisi degli studi pubblicati nella letteratura medica relativamente al cancro
al seno no al 1994 (oltre 1500). Questa rassegna ` e maturata dopo un anno di
lavoro di un folto numero di scienziati.
Basandosi su tutti i dati disponibili per tumori al seno ` e stato trovato che:
1. Nella fase iniziale della terapia c` e una incidenza di risposta pi` u elevata
con chemioterapia intensiva e trapianto di midollo osseo che con la chemio-
terapia standard. In parole povere la massa di tumore diminuisce. Per` o,
la risposta non dura a lungo e il cancro ricomincia successivamente
a progredire.
2. La chemioterapia standard offre alle pazienti con metastasi del cancro al
seno un tempo di risposta pi` u lungo (cio` e il numero di mesi nel quale la
diminuzione di massa dura) e inoltre pi` u pazienti sopravvivono per un anno
rispetto a quelli trattati con chemioterapia intensiva con trapianto di midollo
osseo (TMO).
3. La ricerca scientica su chemioterapia intensiva con TMO non identica
alcun sottogruppo della popolazione in cui tale trattamento pu` o garantire
un periodo di non progressione del cancro maggiore di quello di gruppi di
controllo.
Elevate dosi di chemio sono tossiche per il midollo osseo, che produce i globu-
li del sangue che combattono le infezioni. Perci` o la chemioterapia intensiva rende
le pazienti molto pi` u vulnerabili alle infezioni rispetto a quello che gi` a accade per
la chemioterapia standard. La chemioterapia ` e persino pi` u tossica; pu` o permanen-
temente danneggiare labilit` a della paziente di creare le cellule del sangue e pu` o
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renderla vulnerabile a infezioni che mettono a rischio la sua vita. Infezioni posso-
no essere spesso causate da minuscoli organismi che normalmente non provocano
la malattia in persone sane.
Alcune pazienti non riescono a sopravvivere molto a lungo e muoiono alcuni
mesi dopo aver ricevuto chemioterapia intensiva con TMO. Perci` o quelle a rischio
ricevono trasfusioni di sangue o stimolazione di colonie/fattori di crescita, cos` che
possano sopravvivere per un po pi` u di tempo (alcuni mesi o pi` u).
Lidea della procedura di chemioterapia intensiva nacque da studi su animali
effettuati negli anni 60. Entro il 1986, circa 2.500 vittime di varie forme di can-
cro erano state sottoposte a chemioterapia intensiva con TMO. Entro il 1992, la
chemioterapia intensiva era stata usata circa 19.000 volte. Tra il 1989 e il 1992
negli Stati Uniti e Canada, la chemioterapia intensiva fu pi` u usata per metastasi al
seno che per linfomi non-Hodgkin.
I medici spesso discutono con le pazienti se e come la chemioterapia intensiva
possa portare a prolungare lo stadio di non progressione del cancro. In alcuni casi
succede che il trapianto di midollo osseo sia proposto come

la sola possibilit ` a
di guarigione

.
Alcune pazienti tendono a dedurre che pi ` u forte ` e la dose, pi ` u efcace
sar` a lattacco mortale al cancro. Questa logica fa apparire la chemioterapia
standard larma pi` u debole dellarsenale della battaglia contro il cancro. Per` o
questa logica non ` e supportata dai risultati della ricerca medica.
Inoltre ` e importante considerare che in nessun caso nella letteratura medi-
ca pubblicata ` e stato affermato che chemioterapia intensiva signica o comporta
guarigione dal cancro.
Dedurre che una terapia ` e buona perch e ` e nuova, o perch e ` e pi` u costosa, non ci
d a linformazione pi` u importante dal punto di vista della paziente:

La terapia
servir` a a mantenere o migliorare la qualit ` a della vita?

.
Bisogna fare domande. Sempre.
Domandare i dati sulla riduzione di massa tumorale, domandare i dati sul-
la durata della riduzione di massa. Domandare quali delle vostre caratteristiche
personali fanno pensare a un tipo di terapia piuttosto che a un altro.
Domandare di parlare a una o pi` u pazienti, come voi che abbiano completato
il trattamento per avere unidea di che cosa ne pensino loro.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 71
7.7 Cosa dovrei chiedere al dottore
prima di decidere sulla terapia?
Emergency Care Research Institute, marzo 1996
La statistiche, i risultati di studi medici, possono essere presentati in molti
modi, specie nel campo dei tumori. Spesso vi possono essere dati statistici che non
signicano molto per i pazienti. Per esempio, se anche un reparto chemioterapico
vi desse unelevata incidenza di risposta, cio` e per molti pazienti c` e stata una
risposta, ci` o signica solamente che allinizio la massa tumorale ` e diminuita.
Ci` o non signica che la vita dei pazienti ` e stata prolungata.
Ci` o non signica che il cancro ha risposto completamente,
cio` e ` e scomparso.
Un esempio: la chirurgia pu` o temporaneamente far scomparire il cancro, la
scomparsa del tumore viene registrata nei dati come risposta, ma ci` o non ci dice
nulla sulla guarigione del paziente.
Ricordate che la risposta in pratica signica che il tumore si ` e rimpicciolito,
non che il paziente ` e guarito o sopravvissuto. Questa rassegna EGRI dimostra
anzi che il restringimento della massa tumorale durante la chemio non si correla
con il prolungamento della sopravvivenza della vita.
Ecco allora i parametri per le statistiche che vi riguardano:
Risposta = diminuzione di massa
Incidenza di risposta = percentuale di pazienti per cui c ` e una
diminuzione di massa tumorale
Durata di risposta = quanto tempo tale diminuzione dura
Risposta completa = massa tumorale non pi ` u rilevabile
Risposta parziale = riduzione di massa tumorale almeno del
50%
Inoltre: la sopravvivenza a 1, 2, 3 o 5 anni oppure la sopravvivenza
senza progressione di cancro.
Ci sono due parametri che non incontrerete mai nella letteratura me-
dica: guarigione e qualit ` a della vita. Di tutti i parametri sopracitati si parla
ampiamente, ma su questi due non c` e nulla.
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I pazienti spesso ritengono importante il dato sulla durata di non progressione
del tumore (cio` e quando il tumore ` e stato rimosso, ` e stato ridotto in massa o non
si sta allargando pi` u). Ma questo non signica che il paziente ` e guarito.
Un dato di 15 mesi di non progressione del cancro che cosa ci dice? Po-
trebbe essere che il paziente sia stato troppo male per tornare alle sue normali
attivit` a? Sarebbe utile chiedere di parlare con qualcuno che sia gi` a stato sotto-
posto allo stesso trattamento nello stesso ospedale, per avere unidea dellimpatto
sulla qualit` a della vita.
Nella letteratura medica su chemioterapia intensiva con trapianto di midollo
osseo per casi di cancro con metastasi, le statistiche pubblicate hanno spesso fatto
apparire i risultati migliori di quello che erano.
La cosa pi` u importante che abbiamo scoperto durante questa valutazione ECRI
` e che erano esclusi dalle statistiche quei pazienti che erano morti a seguito di
complicazioni da trattamento entro 30 giorni dal trapianto di midollo. Questi
pazienti sono deniti dai ricercatori con il termine di decessi prematuri. Lin-
cidenza di decessi prematuri dei pazienti con cancro al seno con metastasi ` e stata
riportata in 31 studi pubblicati tra il 1984 e il 1994. La media era del 10% dei
pazienti, totali negli studi pubblicati tra i1 1992 e il 1994. Lincidenza media di
decessi prematuri solo nel 1994 era stata del 17%.
In altri casi, pazienti morti per uninfezione non risultano come morti per
il cancro [praticamente compaiono dalla parte dei pazienti guariti].
Negli studi esaminati sono stati scelti solo quei pazienti che avevano avuto
buone risposte al trattamento iniziale di chemioterapia. Ci` o costituisce vizio
di selezione sul risultato nale e non dovrebbe avvenire perch e rende difcile
valutare se la nuova terapia ` e realmente migliore della terapia standard.
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Capitolo 8
Scienza o politica?
8.1 Garantire lindustria del cancro
anche in Italia
Comunicato Andromeda n. 48, 1998
Ci dicono che le sperimentazioni dei farmaci per il cancro avrebbero lo scopo
di garantirci nei confronti dei ciarlatani e dei dispensatori di facili illusioni, e
mentre il Ministro della Sanit` a fa queste dichiarazioni, proprio un componente
della commissione oncologica creata dallo stesso ministero dichiara candidamente
al Tg3 del 10 gennaio 98:

Conoscevamo gi` a i buoni risultati della somatostatina ma non se ne ` e


fatto nulla perch e le case farmaceutiche non erano interessate a portare
avanti la sperimentazione

!
Ma chi garantiva i cittadini quando venivano approvati dalla CUF (Com-
missione Unica del Farmaco) farmaci e vaccini a suon di miliardi di tangenti?
Quella stessa CUF che nel frattempo, per ben cinque volte, in modo sprezzante e
sbrigativo, respingeva il metodo Di Bella?
Dovera lapparato medico-sanitario che nel periodo della gestione De Lorenzo-
Poggiolini non ha visto niente non ha sentito niente non ha detto niente?
E che garanzia scientica possono dare strutture medico sanitarie che in
modo strisciante, in questo decennio, hanno rinunciato ad affrontare la pre-
venzione primaria (e cio` e la rimozione delle cause connesse allinquinamento
73
LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 74
dellaria, dellacqua, della terra e del cibo) per afdarsi a una prevenzione far-
macologica a base di terapie (basti per tutte ricordare il famigerato tamoxifene)
che favoriscono solo interessi economici?
La questione Di Bella, imposta in questi mesi prepotentemente allatten-
zione della stampa e delle televisioni ` e la punta delliceberg di un movimento
estremamente diffuso, dalle dimensioni impensate. Da oltre un decennio opera in
Italia una miriade di associazioni che ci ha visti in prima la nella battaglia per
una corretta informazione sulla salute e per la libert` a di scelta terapeutica n dal
1989 con i primi convegni Andromeda e poi, dal 92, con la creazione, assieme
a tanti pazienti del dott. Zora e del dott. Pantellini, di CARTAduemila a partire
dalla persecuzione giudiziaria a carico del dott. Zora culminata nel suo arresto.
Anche noi, come i pazienti o i terapeuti che lavorano con Di Bella, abbiamo
subito perquisizioni, minacce e ricatti. Ma siamo contenti di aver contribuito a
questa crescita della coscienza collettiva.
Assieme ai malati, e ai loro parenti, cominciano a far sentire la loro voce anche
molti medici che, da tempo, hanno optato per metodi di prevenzione e cura non
violenti, ma che no ad oggi non avevano trovato la forza di rendere pubbliche le
loro opzioni.
Sempre pi ` u malati cercano nella cosiddetta Medicina Alternativa, se non
la guarigione, una migliore qualit` a della vita. Ecco quindi le le di pazienti
negli ambulatori dei vari Di Bella, Pantellini, Zora, Hamer e via dicendo. Si
passano la voce dei miglioramenti o delle guarigioni avvenute, si danno i numeri
di telefono, gli indirizzi, non pi` u come carbonari . . . un tam tam che sda le reti
telematiche:

Aspetta a fare la chemio, prova con Zora . . . avevano dato per
spacciato mio marito ed ` e dieci anni che sta. . .

,

Telefona a Di Bella: il glio
di una mia amica sta molto meglio

Prova con lascorbato di potassio . . . ti d` o


il numero di Pantellini, almeno cos` sei sicuro che non soffre

.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 75
8.2 Kankropoli
di Alberto Mondini
Alcuni anni fa la straziante realt` a del tumore si impose alla mia attenzione. Mi
resi conto dellimmensit` a delle sofferenze siche e mentali provocate da questa
malattia. Constatai, inoltre, linutilit` a e latrocit` a delle terapie correnti. Scoprii,
cosa peggiore di tutte, che il tono emotivo dellumanit` a di fronte al cancro non
era disperazione, era sceso ancora pi` u in basso, no a una specie di rassegnata,
impotente apatia.
Cos` decisi di fondare lARPC (Associazione per la ricerca e la prevenzione del
cancro) e, con questo strumento, di percorrere no in fondo e a ogni costo la strada
che avrebbe dovuto mettere ne alla malattia cancro.
Ci` o che ho scoperto in questi anni ` e unincredibile, allucinante realt` a che ha
superato ogni mia previsione, congettura, sospetto, fantasia. Pertanto, in piena
coscienza di tutti i pericoli e di tutte le responsabilit` a che tale atto comporta, ho
deciso di rendere pubblico il materiale che ho raccolto.
Queste sono le sconvolgenti conclusioni a cui portano i documenti contenuti in
questo dossier (Kankropoli, la maa del cancro, ARPC, Torino, 1997):
1. Attualmente nella pratica corrente non viene usata alcuna terapia valida per
i tumori.
2. Esistono da anni efcaci ed economiche terapie e tecniche di diagnosi pre-
coce ideate da geniali ricercatori spesso con scarsi mezzi economici.
3. Esiste una precisa volont` a intesa a impedire che esse vengano usate. Questa
volont` a viene attuata, contro questi ricercatori, con tutti i mezzi possibili,
siano essi legali o illegali, quali indifferenza, privazione di fondi, calun-
nie, diffamazione, persecuzioni (queste sono le pi` u usuali) professionali e
giudiziarie, minacce di morte, omicidio.
4. In queste azioni criminali sono coinvolte molte persone e organizzazioni
che spesso ricoprono posti di potere, quali: uomini politici, magistrati,
funzionari di forze di polizia, dirigenti di case farmaceutiche, alti fun-
zionari statali della sanit` a, medici, professori universitari, ricercatori,
associazioni e tanti altri. Ovviamente la responsabilit` a di questi individui
per questa situazione ` e ampiamente diversicata nei ruoli e nel grado.
Alcuni di essi si prodigano attivamente con qualsiasi mezzo per mantene-
re lattuale situazione di inguaribilit` a dei tumori perch e essa permette loro di
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 76
usufruire di innumerevoli fonti di guadagno, tangenti comprese, che derivano
dai vari aspetti con cui oggi si presenta quel colossale affare che ` e il cancro: la
ricerca, la diagnosi, la terapia, le associazioni per la raccolta fondi, la produzione
e la vendita di farmaci e di apparecchiature, gli ospedali, le universit` a, il Servizio
Sanitario Nazionale, ecc. Essi formano di fatto unassociazione a delinquere di
dimensioni internazionali. Altri conoscono bene la situazione, ma tacciono
per paura di perdere i loro privilegi. Inne altri ancora, (i pi` u) credono che si
stia facendo il massimo e il miglior sforzo per debellare questa malattia; pertan-
to assecondano e aiutano in completa ducia ci` o che viene imposto con segreta
violenza.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 77
8.3 Il monopolio
Molte terapie anticancro rimangono fuori dalla medicina convenzionale perch e ` e
stato creato un ostacolo di alcune centinaia di milioni di dollari per lapprovazione
del farmaco che non tutti possono permettersi. Possono superare questa barriera
solo quelle terapie che lindustria farmaceutica decide di approvare.
Il grado di efcacia della terapia e limpatto sulla qualit` a di vita del paziente
sono i parametri su cui si basa la scelta dellindustria?
`
E una situazione di scienza monopolizzata, dunque, e la scienza ha assunto
le sembianze pi` u gradite ai produttori di chemioterapici, tanto che i criteri di va-
lutazione dei farmaci sono stati manipolati. Non pi` u guarigione, ma riduzione
della massa tumorale, non pi` u impatto sulla qualit` a della vita, ma sopravvivenza
a cinque anni.
Una scienza che appone il sigillo di approvazione solo sui prodotti dei pro-
pri mecenati garantisce la soppressione di eventuali concorrenti. Ecco cosa dice
Linus Pauling, due volte premio Nobel, che ha cercato inutilmente di proporre
la terapia ortomolecolare alla classe degli oncologi:
Tutti dovrebbero sapere che la guerra al cancro ` e una grossa frode e che il
National Cancer Institute e lAmerican Cancer Society sono stati negligenti
nei loro doveri verso quegli americani che li supportano.
Eliminate dal mercato le terapie dei concorrenti, soprattutto quelle economi-
che, efcaci e non tossiche (quale quella ortomolecolare proposta da Pauling) tale
mercato ` e pi` u facile da gestire e da far accettare. Il prossimo passo ` e facile da at-
tuare. La denizione di situazione di monopolio ` e quella in cui il prezzo, potendo
essere stabilito a piacimento, viene fatto lievitare stratosfericamente.
Oggi un farmaco che si paga mille costa si e no dieci alla casa farmaceutica.
Prof. Di Bella, Speciale Di Bella, p. 30, gennaio 1998
Ma ` e vero che le case farmaceutiche cercano di non farsi concorrenza tra di
loro?
1989: due grosse aziende farmaceutiche si fondono nella Smith Kline Bee-
cham; in seguito si fonderanno anche con la American Home (48mila miliardi di
fatturato annuale).
1995: avviene la fusione Glaxo Wellcome (27mila miliardi).
1998: la Smith Kline Beecham (126mila miliardi) si fonde con Glaxo
Wellcome (180mila miliardi) per un capitale risultante di oltre 300mila miliardi
(tre volte la Fiat).
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 78
Le fusioni continuano ad avvenire tra aziende farmaceutiche presenti sullo
stesso tipo di mercato: Pharmacia Upjone (1995), Sandoz e Ciba Geigy (Novar-
tis, 1996), Astra Zeneca (1998).
I bilanci risultanti sono dellordine del prodotto interno lordo di molti Stati
occidentali. Questi colossi non nascono dallesigenza dei pazienti, ma dalle-
sigenza di creare monopolio e quindi protti sempre maggiori.
Non solo i governi non intervengono su questa situazione di monopolio, ma
diventano addirittura i paladini del business.
Le strutture politico sanitarie, succubi di questo mercato, vidimano le pro-
poste, erogano le risorse, costruiscono binari e stazioni per far giungere a
destinazione i tanti prodotti dellindustrialismo farmaceutico.
Comunicati Andromeda, 20 febbraio 1998
In Italia si arrivano a spendere circa 60.000 miliardi ogni anno per la cura dei
pazienti oncologici. La chemioterapia, la chirurgia e le irradiazioni diventano te-
rapie di stato e i medici specialisti sono

accessori dellindustria farmaceutica,
allo stesso modo in cui gli assistenti di volo lo sono per le compagnie aeree

.
James Carter, Racketeering in Medicine, Hampton Roads Publishing, 1992.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 79
8.4 Esiste la libert` a di scelta?
di M. Schar-Manzoli, Associazione Stop al Cancro, 1997
Olivia Pilhar ha male alla pancia e i genitori la portano dal medico. Una sto-
ria cominciata banalmente, come molte altre. La diagnosi ` e tremenda: si tratta
di cancro, un tumore di Wilms ai reni! La bambina viene trasportata durgenza
allOspedale St. Anna di Vienna dove vengono proposte le terapie ufciali: che-
mioterapia, intervento chirurgico, radiazioni.
Qualcosa sciocca i genitori di Olivia e non si tratta solo della diagnosi. In ospe-
dale, nel reparto dei bambini cancerosi, vedono qualcosa che li spaventa: piccole
vittime senza capelli in preda a dolori terribili, semiparalizzati dai trattamenti far-
macologici e radianti, incapaci persino di bere un sorso dacqua, creature senza
speranza nelle mani di medici che forse non sanno neppure quello che fanno, che
seguono gli schemi di una medicina ufciale senzanima.
No, Olivia non dovr` a sopportare tutto questo! Listinto di una madre e di un pa-
dre spinge i coniugi Pilhar a riutare quel genere di terapie e cercare altri mezzi
terapeutici nella medicina alternativa.
Il prof. Gadner dellospedale St. Anna informa del fatto il dott. Jurgensen,
che aveva ordinato il ricovero in ospedale. Questultimo avverte immediatamente
il Tribunale dei Minori. Due settimane dopo i genitori di Olivia sono privati della
patria potest` a!
`
E come se si dicesse: vostra glia non ` e pi` u vostra glia, lei ormai
appartiene allo Stato ed ` e lo Stato che decide cosa fare di lei, come curarla. Un
tutore ` e nominato dallo Stato per Olivia, nella persona del dott. Zimper: lo Stato
le ha dato un nuovo padre. I genitori decidono allora di lasciare lAustria e por-
tano la bambina in Spagna. Ma a questo punto, braccati dallINTERPOL, scoperti
dai giornalisti, vengono costretti a consegnare la loro bambina.
Olivia ` e trasportata dalla forza pubblica allOspedale di Vienna, dove ` e immedia-
tamente messa in uno stato letargico e le vengono initte chemioterapia e radiazio-
ni. Poco dopo linizio della cura deve essere messa sotto respirazione articiale.
Sul suo petto sono applicati tre elettrodi, ha una sonda inlata nel naso che arriva
no ai polmoni; unaltra sonda, che arriva no allo stomaco, serve per la nutrizio-
ne. Ha dei cateteri inlati nelle vene per pompare farmaci no al sangue. A causa
dello stress e del massiccio attacco di farmaci, le difese immunitarie di Olivia
crollano; contrae una polmonite che viene curata con antibiotici. La conseguenza
` e un nuovo crollo delle difese immunitarie.
Le viene somministrata una cura chemioterapica a base di Adriblastina e Vincri-
stina. Sembra che allospedale nessuno sappia che questi cosiddetti antitumorali
non solo non guariscono i tumori, ma possono provocare ileo paralitico (bloc-
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 80
co intestinale), depressione midollare, atroa ottica per degenerazione delle bre
nervose del nervo ottico, dolori mandibolari e altre malattie e disturbi.
Prima di essere portata di forza allospedale, Olivia mangiava da sola, camminava
e giocava. Malgrado la malattia, conduceva ancora una vita normale. Dopo due
giorni di ospedale, Olivia era ridotta a uno zombi e ai suoi mali si era aggiunta
una grave infezione polmonare.
Il padre ` e stato interdetto dallentrare nellospedale, la madre non pu` o restare che
unora al giorno con la sua bambina che, pochi giorni dopo il ricovero, ` e quasi
in stato di coma. Il 6 agosto 1995, il padre riesce a penetrare nellospedale e fo-
tografa la glia accanto alla madre, ma linfermiera tenta di impedirglielo e tre
inservienti lo mettono alla porta. Helmut Pilhar, contro la volont` a dellospedale,
pubblica la fotograa, dove, oltre a Olivia, si vedono altri bambini che sono sotto
i trattamenti della chemioterapia in preda al vomito e alle vertigini. Nel frattempo
anche la madre non pu` o restare con Olivia che un quarto dora al giorno.
Oltre alla chemioterapia, Olivia deve subire le radiazioni col rischio di sviluppare
altri tumori e di incentivare quelli gi` a esistenti. Infatti i pazienti irradiati per affe-
zioni maligne possono contrarre cancro alla vescica, allutero, al retto, leucemia,
linfoma, osteosarcoma, ecc. Si pu` o in sostanza affermare che unalta percentuale
di cancerosi muore a causa della chemioterapia e delle radiazioni e non a causa
del cancro.
Che questo sia giusto oppure sbagliato, il punto ` e se il paziente ha ancora il
diritto e la possibilit` a di scegliere, anche nel campo del cancro. Agli occhi dello
Stato austriaco, la colpa dei coniugi Pilhar, ` e stata quella di aver rinunciato alla
medicina ufciale, con le sue chemioterapie, interventi chirurgici e irradiazioni.
Per il cancro vi ` e una sola cura: la medicina di Stato. Strano che questo non
compaia nella costituzione. Il problema si pone quindi nei seguenti termini: esiste,
nei nostri paesi democratici e civilizzati la libert` a di scelta terapeutica? Non esiste.
Come non esiste in Austria, non esiste in Svizzera (vedasi per esempio la nuova
legge di assicurazione-malattia LAMAL) e non esiste neppure negli altri paesi.
Anche gli Stati pi` u democratici gestiscono in modo totalitaristico il settore della
salute perch e i governi sono manipolati dalle grosse industrie farmaceutiche che
determinano le scelte dei partiti e quelle di molti politici.
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8.5 La legge ` e con i Di Bella!
Intervista a Luigi Mele, giurista e paziente di Di Bella
(Speciale Di Bella, Zan Editore, 1998)
Domanda: La Federazione Nazionale degli Ordini ha dichiarato guerra ai medici
che praticano la terapia Di Bella, imputandoli di colpa professionale.
Avv. Mele: La colpa professionale ` e un attributo di un reato, che ` e colposo o
doloso. Ma se non c` e reato non c` e neanche la colpa professionale.
Domanda: E questo i legali della Federazione dei Medici lo sanno?
Avv. Mele: Io questo non lo so.
Domanda: Perch e i medici che seguono Di Bella possono stare tranquilli?
Avv. Mele: Larticolo 12 del nuovo codice di deontologia medica consente al me-
dico la piena libert` a professionale. Poich e parla di responsabilit` a, non ci pu` o
essere responsabilit` a se non ` e riconosciuta la libert` a. In sostanza nessuno
pu` o essere riconosciuto responsabile di un atto se in precedenza non gli ` e
stata riconosciuta la libert` a di scelta nel compierlo. Il successivo art. 82
parla di pratiche alternative e innovative. Il professor Di Bella percorre una
strada innovativa, non alternativa. Questa norma, sulla scia della libert` a,
consente di seguire sentieri innovativi al di fuori delle consolidate esperien-
ze scientiche. Daltra parte se non fosse cos` non ci sarebbe progresso, e
non solo in campo medico. Provi a pensare ai grandi clinici: se avessimo
aspettato le autorizzazioni non avremmo avuto il progresso. E a Di Bella
vogliono tarpare le ali.
Domanda: Torniamo alla libert` a terapeutica.
Avv. Mele: Larticolo 32 della Costituzione dice che nessuno pu` o essere obbliga-
to a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Ma aggiunge
che la legge non pu` o prescindere dal rispetto della persona umana. Inoltre,
larticolo 32 spiega che la Repubblica tutela la salute come fondamentale
diritto dellindividuo e interesse della collettivit` a. Linteresse della colletti-
vit` a consiste, nel nostro caso, nel fatto che la terapia Di Bella, al di l` a della
sua dimostrata efcacia, farebbe risparmiare allo stato i 60 mila miliardi
allanno che si spendono per la chemioterapia.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 82
8.6 Considerazioni nali del diavolo del cancro
CONCORSO A DIAVOLO DEL SECOLO
(Il diavolo del cancro ha concluso la sua rassegna in cui ha presentato i motivi
per cui si ritiene degno di essere premiato Diavolo del Secolo)
Luciferus: Hai detto una cosa allinizio della tua presentazione, diavolo del can-
cro, che mi ha colpito molto. . . Hai detto che il cancro ` e diventato una
malattia incurabile perch e lindustria farmaceutica ha imposto che venisse
curato con metodi assurdi (guerriglia ai sintomi locali).
Non so cosa pensare. Il merito ` e tuo o del diavolo dellindustria farmaceu-
tica? Il diavolo dellindustria farmaceutica ` e un candidato certamente indi-
pendente, anzi vorrei che ci parlasse brevemente degli splendidi risultati da
lui recentemente ottenuti.
Diavolo dellindustria farmaceutica: Comincer` o, per brevit` a, dal 1971, con il
Paracetamol, un analgesico innocuo per il quale vennero ricoverati in
un solo anno in Inghilterra 1500 consumatori; poi abbiamo lOralbilex, che
caus` o danni renali tra cui molti con esito mortale; lIsoproterenol, uno spray
che uccise 3500 asmatici in Europa, America Latina e Australia; il Meta-
qualone, lo psicofarmaco che procur` o squilibri mentali tra cui centinaia con
esito mortale; il MEL/29 che caus` o cataratte; il Cloramfenicolo che con
la pretesa di guarire il tifo (sempre evitabile mediante misure igieniche) si
rivel` o responsabile di fatali alterazioni del sangue; lo Stilbestrolo che ha
prodotto un nuovo tipo di cancro in giovani donne per via genetica, dopo
essere stato somministrato alle madri durante la gravidanza con lassicura-
zione che avrebbe assicurato un parto esente da brutte sorprese. Nel 1976,
il Flamanil, spacciato dai laboratori Salvoxyl-Wander della Sandoz come
antireumatico venne ritirato dal mercato perch e si dimostr` o capace di pro-
vocare sincopi nei consumatori.
Pochi mesi pi` u tardi, il gigante britannico ICI (Imperial Chemical Indu-
stries) annunci` o che aveva iniziato a indennizzare le vittime (o le loro fami-
glie) per il suo tonicardiaco Eraldin e si giustic` o dicendo che il farmaco
era stato lanciato soltanto dopo sette anni di prove intense (come sempre
su animali). Nel frattempo, centinaia di consumatori avevano sofferto danni
irreversibili agli occhi e allapparato digerente e molti ne erano morti. Nel-
lestate 1977, la Ciba-Geigy Corporation, ritir` o dal mercato statunitense il
suo antidiabetico Phenphormin. Ci erano voluti 18 anni per accorgersi che
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 83
aveva causato un migliaio di decessi ogni anno. In Gran Bretagna e Stati
Uniti, Primodos, Amenorone forte, Bendectin e Debendox hanno ripetuto il
dramma del Talidomide, facendo nascere bambini deformi. Preludin e Ma-
xiton (anfetamine), utilizzati come eccitanti del sistema nervoso centrale e
per causare inappetenza, sono stati ritirati dal mercato perch e riconosciuti
responsabili di gravi disturbi cardiaci e nervosi. I barbiturici Nembutal, Se-
conal e molti altri, usati oggi come sonniferi, turbano gli effetti del sonno,
reprimendo il periodo di sogno e, alla lunga, aggravano linsonnia invece
di guarirla. La Fenacetina, analgesico presente nella composizione di 200
specialit` a (ad es. la Veganina), intesa a combattere linuenza, la febbre, i
dolori, provoca a lungo andare blocco, distruzione e tumori renali, nonch e
emolisi del sangue. Lanalgesico Amidopirina, che ha provocato numerosi
incidenti mortali del sangue (tra cui lagranulocitosi, sovente preludio alla
leucemia) ` e stato proibito in molti paesi, ma non in tutti. Si trova in pi` u
di 160 specialit` a diverse (Salgidal, Optalidon, ecc.). Il Marzine, prescritto
contro la nausea e il mal di mare, ` e stato ritirato in vari paesi per avere pro-
vocato gravi danni, soprattutto nei bambini. Si ` e scoperto che la Reserpina,
utilizzata contro lalta pressione sanguigna, triplica il rischio di contrarre
il cancro alla mammella, soprattutto nelle donne sopra i cinquantanni. I
sulfamidici possono causare leucemie, anche in dosi ridotte.
Nellagosto 1978, un tribunale di Tokio ha condannato tre fabbricanti di far-
maci, tra cui la liale giapponese della Ciba-Geigy, al pagamento di un in-
dennizzo equivalente a 40 miliardi di lire per le 133 vittime del Cliochinolo,
alla ne del primo di una ventina di processi attualmente in corso per que-
sto medesimo prodotto che ha creato una gravissima malattia del sistema
nervoso denominata SMON (neuropatia mieloottica subacuta), inesistente
in passato.
`
E stato accusato di avere provocato 30.000 casi di paralisi degli
arti inferiori e cecit` a e migliaia di morti nel solo Giappone, e numerose altre
vittime sparse in tutto il mondo. Ciononostante, prodotti contenenti Cliochi-
nolo continuano a essere spacciati in vari paesi sotto nomi diversi (Entero-
Vioformio, Mexaform, Interstopan) per guarire o prevenire diarree. Al
processo di Tokio, specialisti convocati dal Tribunale, come lo svedese Olle
Hansson dellUniversit` a di Goteborg, hanno testimoniato che il Cliochino-
lo non solo pu` o avere effetti catastroci, ma non possiede alcun valore
terapeutico. Insomma rappresenta unennesima truffa, lucrosa per le
case farmaceutiche, pericolosa per i consumatori. C` e tempo ancora per
parlare dei pi` u recenti. . . almeno del Prozac, per il quale la FDA negli USA
ha registrato 15.000 reazioni avverse. . .
(Luciferus fa insistentemente cenno di no al diavolo, non c` e tempo)
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 84
Diavolo dellindustria farmaceutica: Beh. . . allora mi fermo. Questi erano al-
cuni dei medicamenti sperimentati preventivamente su milioni di animali
di varie specie, approvati da una scienza a pagamento, come impone un
Legislatore succube dellIndustria pi` u lucrosa e perniciosa al mondo.
Diavolo dellotturazione dentale al mercurio: Il diavolo dellindustria farma-
ceutica ha citato furbescamente solo alcuni farmaci, che rappresentano una
frazione microscopica di quelli presentati ogni anno sul mercato. E quelli
che funzionano?
Diavolo dellindustria farmaceutica: Nel 1978 il governo dello Sri Lanka in-
caric` o il suo esperto, il dott. Bibilet di redigere una lista dei farmaci
indispensabili, di cui andava autorizzata limportazione ad esclusione
di tutti quelli superui o dannosi. Non appena il prof. Bibilet ebbe
reso nota la lista di soli 34 farmaci che una commissione medica de-
niva necessari, intervenne lambasciatore americano, minacciando che
se fosse stata ridotta limportazione dei farmaci il suo governo avrebbe
sospeso gli aiuti economici e le derrate alimentari allo Sri Lanka. Cos`
il governo fu costretto a rinunciare al programma del prof. Bibilet. Vorrei
sottolineare (a mio merito) che gli aiuti economici americani ai paesi del
terzo mondo vengono nanziati dal contribuente americano, mentre i
protti delle vendite dei medicinali conuiscono nelle casse delle grosse
multinazionali, che negli Stati Uniti, come negli altri paesi industrializ-
zati impartiscono ordini al governo. Questo scandalo, insieme con molti
altri, tra cui lo spaccio nel Terzo Mondo di medicinali gi` a ritirati altrove
per la loro riconosciuta dannosit` a, ` e stato rivelato in una trasmissione della
BBC inglese nellautunno del 1979. In realt` a la BBC ha diplomaticamen-
te parlato solo degli avversari della casa farmaceutica inglese ICI, sulle cui
pratiche io ho notizie ancora pi` u entusiasmanti.
Diavolo del razzismo: Ma nessuno si ribella? Nessun governo? In nessuno
Stato?
Diavolo dellindustria farmaceutica: Sono contento di avere la possibilit` a di
spiegarvi anche questo e, anche in questo caso brevemente, vorrei richia-
mare alla memoria una pagina di storia clamorosa: il presidente del Cile,
Salvador Allende, egli stesso medico, tenta di mettere in atto una ra-
dicale riforma sanitaria, intesa a ridurre i privilegi della corporazione
medica con misure di prevenzione primaria delle malattie, leducazio-
ne sanitaria popolare e la drastica riduzione dellimpiego di farmaci.
Questa riduzione viene suggerita dalla commissione medica appositamente
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 85
nominata, secondo la quale non esistono al mondo che una ventina di me-
dicinali che abbiano un valore terapeutico dimostrabile e che pertanto la
lista dei farmaci comprati allestero andava ridotta di conseguenza.
I vertici dellestablishment medico-farmaceutico (o meglio io stesso, diavo-
lo delle case farmaceutiche) videro subito in pericolo i propri diritti allege-
monia e al privilegio, no ad allora indiscussi. Perci` o organizzarono una se-
rie di scioperi del Sindacato Medico, i quali, aggiungendosi agli scioperi dei
camionisti e con il sostegno della CIA statunitense, come il governo ame-
ricano ha nel frattempo ammesso ufcialmente, effettu` o il sanguinoso ro-
vesciamento del governo Allende e linstaurazione di un regime favorevole
al sistema tradizionale e alle importazioni dei prodotti delle multinazionali
americane e, in prima linea, dei prodotti farmaceutici.
LOrdine dei Medici di Santiago ha pubblicato, otto giorni dopo il golpe,
un lungo elenco di suoi iscritti classicati secondo che fossero giustiziati,
arrestati, ricercati. Erano medici che si erano opposti allo sciopero del-
lagosto 73, che avevano sostenuto i diritti popolari nei consejos, che aveva-
no operato per la democratizzazione degli ospedali, che avevano accettato di
aprire a nuove istanze popolari le facolt` a universitarie di medicina. Insieme
al presidente Allende, in quel sanguinoso colpo di stato vennero assas-
sinati quasi la totalit` a dei medici che avevano fatto parte della commis-
sione rea di avere raccomandato il drastico ridimensionamento della
farmacopea.
Diavolo del cancro: I successi di cui il diavolo dellindustria farmaceutica si van-
ta coinvolgono, nei casi pi` u spettacolari e drammatici, un numero di indi-
vidui decine e decine di migliaia di volte inferiore a quello delle vittime
di cancro in un anno. Encomiabile, ma non si pu` o candidare qualcuno
allo stesso concorso dove io sono presente, e sperare che le cifre non lo
ridicolizzino. Luciferus mi chiede cosa ha signicato laiuto del diavolo
dellindustria farmaceutica per me.
Cosa ha signicato laiuto dellindustria farmaceutica per il diavolo della-
nemia perniciosa? Che cosa ha signicato per il diavolo del lupus o per il
diavolo di altri malanni? Ognuno ne trae il benecio che si merita. Per me
` e stato molto importante. Per altri meno capaci ` e stato quasi insignicante.
A proposito di questo vorrei chiedervi: quando si scopre che un farmaco
uccide o danneggia le persone, cosa si fa? Si bandisce! Questo ` e avvenu-
to per tutti i farmaci appena elencati con enfasi dal collega dellindustria
farmaceutica.
Ebbene come valutate il fatto che i trattamenti oncologici ufciali, in par-
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. . . come una foglia nel vento. . .
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 86
ticolare i chemioterapici venduti dallindustria, per quanto inefcaci, siano
durati tutti questi anni? Pochi farmaci hanno questo tabellino.
Persino leminente rivista medica The Lancet, nel 1994, descrisse il falli-
mento delle terapie convenzionali:

Se uno dovesse credere a tutta la montatura dei massmedia, il trionfa-


lismo della classe medica negli studi scientici pubblicati, e le scoperte
decisive anticancro immancabilmente annunciate a suon di tromba quasi
ogni settimana dalle associazioni per la ricerca del cancro, ci si potrebbe
meravigliare quasi che ci sia ancora qualcuno al mondo che muoia oggi
di cancro. Le terapie convenzionali, chemioterapia, radiazioni e chirurgia,
sono state spinte no ai loro limiti, in tutte le combinazioni o dosi, ma ci ` o
non ha cambiato la nullit ` a dei loro risultati

.
Questo gi` a si sapeva da decenni, ma fatemi il nome di un altro trattamento
ridicolizzato dal Lancet che ` e sopravvissuto 7 anni.
(Silenzio in aula. Il diavolo del cancro capisce che ogni resistenza ` e stata
appianata e non ci sono pi ` u motivi da discutere)
Diavolo del cancro: Per concludere, io credo di aver meritato il titolo di Diavolo
del Secolo. Provate a pensare come sarebbe, cosa farebbe, come vivrebbe
una civilt` a che considera il cancro una reazione difensiva della cellula, una
civilt` a che ha digerito questo concetto, lo ha acquisito nella propria cultura,
lo vive, lo respira.
Pensate ad un uomo che non crede pi ` u che il cancro sia un incidente, un
brutto incontro, ma sa che egli stesso pu` o provocarlo, e vive in modo da
non costringere la cellula a tale reazione estrema.
Pensate ad una civilt` a che capisce di aver trascurato il proprio essere e il
proprio corpo; capisce che il cancro deriva anche dallaver dimenticato la
propria identit` a, la propria provenienza, che deriva dallessersi creduti on-
nipotenti, dallaver creduto di avere tutti i diritti del mondo; una civilt` a che
capisce che non si pu` o percorrere qualsiasi strada.
Luciferus: Ma ` e necessario dipingere questo quadro?
`
E terribile.
Diavolo del cancro: Tutto questo non deve necessariamente avvenire. Non n-
ch e io continuer` o la mia opera. Non ` e un caso che lepidemia del cancro
sia esplosa solo ora. Sapevo che, un giorno o laltro, lo stesso uomo che
a suo tempo ha accettato lofferta della mela ci avrebbe chiesto, con tutte
le proprie forze, un potere illimitato. Lo chiamano progresso tecnologico.
Come vi ho mostrato oggi, ` e il potere del diavolo, e attraverso di esso io lo
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. . . come una foglia nel vento. . .
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 87
tengo lontano dal Potere Illimitato che ogni persona porta dentro di s e, ma
quello non ` e a me che lo pu` o chiedere.
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. . . come una foglia nel vento. . .
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 88
8.7 Chiedete sempre di vedere la letteratura medica
che supporta quel protocollo
8.7.1 Come la mettiamo con il vostro oncologo?
Lultima cosa di cui una persona colpita da cancro ha bisogno ` e un conitto.
`
E
molto probabile che la vittima di cancro gi` a abbia intorno persone che le creano
conitti e, soprattutto, che non riesca a sottrarsi a queste situazioni. Da questo
punto di vista il cancro ` e il momento in cui tutti i nodi pi` u grossi vengono al
pettine. Solo se si riesce a trovare la chiave giusta, questi smetteranno di pesare
come macigni sul proprio stato di salute.
Passare a una delle terapie complementari indicate in Basta chemio (di prossi-
ma pubblicazione presso Macro Edizioni) sar` a per voi un motivo di conitto o un
momento di crescita personale e di interazioni nuove con gli altri?
Per quanto riguarda i vostri amici e parenti potete difendervi facendo legge-
re loro questo manuale e Basta chemio: sono molto convincenti e solidi, e vi
aiuteranno e vi daranno forza.
Per quanto riguarda loncologo, qui il conitto sembra inevitabile. Per` o que-
sto pu` o comunque essere un momento di crescita. Noi vi consiglieremo qual-
che estratto di letteratura medica da mostrargli. Se loncologo accetta il con-
fronto, signica che vuole crescere (e quindi interagendo con lui state aiutando
altri suoi futuri pazienti). A seguito della lettura di questi testi trasparenti e con-
frontabili appartenenti alla letteratura medica che vengono presentati in questo
capitolo, egli andr` a a documentarsi e cercher` a con attenzione la letteratura medica
pro-chemioterapia, cos` da potervela mostrare.
Insistete! Chiedetegli di farvi vedere studi originali che dimostrino lallunga-
mento della vita [attenzione: non remissione o sopravvivenza a 5 anni [vedi Come
ti trucco le statistiche nell pagine precedenti] nei gruppi di pazienti trattati con
i protocolli che lui vi propone (rispetto ai gruppi di pazienti non trattati). Solo
allora metterete la vostra vita nelle mani del medico!
8.7.2 Remissione non signica sopravvivere pi ` u a lungo.

La remissione del 50% del tumore non ` e sufciente a migliorare laspettativa di


vita nei pazienti con malattia in stadio avanzato

. Ellenberg e Hamilton, 1989

La percentuale di risposta [remissione] da sola non ` e un buon parametro con


il quale valutare beneci di una terapia nei casi di carcinoma della mammella.
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. . . come una foglia nel vento. . .
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 89
Non predice la sopravvivenza, n e leffetto che il trattamento ha sulla qualit ` a della
vita del paziente

. Macaulay e Smith, 1986

Oltre a questa mancanza di correlazione tra la percentuale di risposta [re-


missione] e la sopravvivenza del paziente, c` e anche da sottolineare una pi ` u ge-
nerale incapacit` a della chemioterapia nellinuenzare positivamente i dati di so-
pravvivenza per pazienti con carcinoma della mammella

. Sledge e Antman,
1992

In tutti gli studi che abbiamo passato in rassegna, grande enfasi ` e stata po-
sta sulla percentuale di risposta [remissione], che rappresentava spesso il solo
parametro per valutare il benecio terapeutico di un protocollo. Ci ` o ` e molto
preoccupante

. Macaulay e Smith, 1986

La chemioterapia pu` o allungare la vita oppure pu` o rafforzare la malignit ` a


del tumore? I chemioterapici possono favorire la diffusione di metastasi attra-
verso vari meccanismi: indebolimento del sistema immunitario, danneggiamen-
to della vascolarizzazione, effetto tossico sullorganismo, formazione di ceppi di
cellule tumorali resistenti

. Mcmillan e Hart, 1987


`
E stato provato (sia in vitro che in vivo) che le cellule cancerose possiedono
un potenziale metastatico maggiore dopo la chemioterapia. Chiedete alloncologo
di farvi leggere gli studi che dimostrano il contrario. Le cellule che non sopravvi-
vono alla chemio crescono in modo pi` u aggressivo, e ci` o spiegherebbe quello che
stiamo per presentarvi, cio` e il mancato aumento dellaspettativa di vita, persino
nei pazienti che hanno avuto remissioni in seguito a chemioterapia.
8.7.3 Carcinoma avanzato del pancreas
Mediante chemioterapia incrociata con pi` u agenti attivi venivano raggiunte per-
centuali di risposta di oltre il 30% (Scheithauer 1984, OConnel 1985, Meyer
1987, Brennan 1993), ma il confronto con gruppi di pazienti non trattati mostrava
che, anche nei casi di remissione, non cera stata una sopravvivenza maggiore.
Frey, 1981: 152 pazienti maschi con carcinoma non operabile, dopo tratta-
mento con 5-FU + CNU, hanno avuto un tempo medio di sopravvivenza di 3,0
mesi rispetto al gruppo di controllo (con identica prognosi) non trattato che aveva
una sopravvivenza di 3,9 mesi.
Schniztler, 1986: 13 pazienti non operabili, trattati con 5-Fu + BCNU, avevano
una sopravvivenza a 15 settimane del 7,9%, inferiore cio` e alla sopravvivenza del
9,3% di 17 pazienti non operabili, non trattati, del gruppo di controllo.
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. . . come una foglia nel vento. . .
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 90
8.7.4 Carcinoma ovarico
101 pazienti trattate con un dosaggio standard di cisplatino hanno avuto la stessa
sopravvivenza media di 306 pazienti trattate con un elevato dosaggio di cisplatino
(Bella 1992 e Colombo 1993). Lo stesso risultato ` e stato riportato da Conte (1993)
nellambito di una valutazione su 123 pazienti.
Ozols (1994) mostra studi su pazienti con stadi avanzati di carcinoma ovarico
in cui leffetto complessivo sulla sopravvivenza della chemioterapia basata sul
platino era stato insignicante.
8.7.5 Carcinoma della mammella metastatizzato
Secondo il manuale Diagnostica, terapia e assistenza del carcinoma mammario,
Centro Tumori di Monaco di Baviera (1994),

al momento attuale non sono tut-
tavia vericabili chiari vantaggi nel tempo di sopravvivenza attraverso chemiote-
rapie ad alti dosaggi

.
106 pazienti trattate con chemioterapia intensiva (VMFCP) avevano una so-
pravvivenza media di 14 mesi, 96 pazienti trattate con la stessa miscela di che-
mioterapici, ma a basso dosaggio, avevano lo stesso una sopravvivenza di 14 mesi
(Hoogstraten, 1976).
102 pazienti trattate con chemioterapia ad alto dosaggio (Epi, 100 mg/m2)
avevano una sopravvivenza di 44 settimane, contro una sopravvivenza media di
46 settimane per 100 pazienti sottoposte a chemioterapia a basso dosaggio (Epi,
50 mg/m2) (Habeshaw, 1990).
93 pazienti trattate con chemio intensiva (Epi 120 mg/m2) avevano una so-
pravvivenza media di 18,8 mesi, mentre 104 pazienti trattate con chemiotera-
pia a basso dosaggio (Epi 60 mg/m2) avevano una sopravvivenza di 19,3 mesi
(Marshner, 1994).
Tripathy e Henderson (1994) scrivono che

sebbene i trattamenti chemiotera-


pico e ormonale possano portare ad una incidenza di risposta maggiore rispetto
al solo trattamento ormonale, un benecio in termini di sopravvivenza non ` e stato
dimostrato

. Le stesse conclusioni vengono ottenute in studi analoghi: Macaulay


e Smith (1986), Kiang (1985), Forbes (1992).
Sledge e Antman (1992) hanno confrontato i dati di chemio intensiva con che-
mio standard derivanti da 14 studi. La loro conclusione ` e la stessa di altri autori
contemporanei (Walters 1991, French Epirubicin Study Group 1991) e cio` e che
nei gruppi sottoposti alla terapia pi` u aggressiva si distingueva una percentuale di
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 91
risposta chiaramente pi` u elevata, ma che non corrispondeva ad una durata di vita
pi` u lunga rispetto a pazienti nelle stesse condizioni sottoposte a minori dosi di
chemio.
Chlebowski e Lillington (1994) passano in rassegna 141 studi randomizza-
ti nel carcinoma mammario in stadio avanzato, presentati dal 1984 al 1993 nei
congressi annuali dellAmerican Society of Clinical Oncology. Anche secondo
questa loro rassegna non esiste alcuna evidenza di effetti di prolungamento della
vita attraverso la chemioterapia.
Dai risultati terapeutici della combinazione di pi` u chemioterapici sul carcino-
ma della mammella con metastasi, Patel (1986), Petru e Schmahl (1988) hanno
tratto un quadro negativo: non solo nelle pazienti trattate con una combinazio-
ne terapeutica non era riconoscibile alcun progresso nel periodo di studio (1975-
1986), ma i tempi medi di sopravvivenza non erano stati migliori neanche rispetto
a quelli riferiti nelle pubblicazioni pi` u vecchie, del periodo 1942-1975.
Petru e Schmahl scrivono:

Pensiamo che da un punto di vista etico risulti
problematico applicare programmi di chemioterapia aggressiva nei casi di ma-
lattia metastatizzata, poich e non ` e stato possibile riscontrare alcun signicativo
effetto terapeutico in termini di prolungamento della sopravvivenza

.
Macaulay e Smith nel 1986 avevano fatto la stessa affermazione (

Non c` e
alcuna chiara evidenza che pazienti con carcinoma della mammella abbiano bi-
sogno di terapia chemioterapica, se non per contrastare la sintomatologia

), in
un periodo in cui la comunit` a scientica era ancora convinta della possibilit` a di
un prolungamento della vita attraverso la chemioterapia. Qualche anno pi` u tardi
(1993) nella nuova edizione dellopera classica americana sulloncologia (DeVita
et al.) vengono rimosse le affermazioni di successi della chemioterapia riportate
nelle precedenti edizioni.
Negli ultimi anni ha avuto luogo, per il tumore della mammella come in nessun
altro tipo di tumore, un radicale cambiamento di pensiero sul valore e i traguardi
della chemioterapia. Non pochi illustri oncologi ammettono oggi senza mezzi
termini che la chemioterapia del cancro alla mammella con metastasi non
prolunga, o non lo fa in modo considerevole, laspettativa di vita delle pazienti
(Kaufmann 1994) e in alcune pubblicazioni laspettativa di vita espressamente non
viene pi` u riportata fra i traguardi primari della terapia (Mende 1992, Harris 1993).
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 92
In Possinger (1993) si legge: Poich e nelle pazienti affette da carcinoma
mammario con metastasi non esiste alcuna possibilit` a di prolungare che-
mioterapeuticamente il tempo di sopravvivenza, riportare i dati di regres-
sioni tumorali, incomplete e solo temporanee, per avvalorare una procedura
terapeutica a base di sostanze citotossiche ` e unoperazione fuorviante e chia-
ramente non appropriata.
`
E di certo assolutamente falso che, nel carcinoma mammario metastatizzato,
per raggiungere un effetto ottimale la chemioterapia debba essere sommini-
strata a un dosaggio fondamentalmente elevato. Mentre gli effetti collatera-
li aumentano notevolmente a seguito dellaumento della dose, un signica-
tivo aumento delle percentuali di risposta e un prolungamento del tempo di
sopravvivenza non sono invece dimostrabili
8.7.6 Carcinoma del collo dellutero e dellendometrio
Nel caso di malattia con metastasi, con lausilio della terapia citostatica, princi-
palmente ametopterina, doxorubicina, bleomicina + mitomicina C e con combi-
nazioni terapeutiche con e senza cisplatino, si riesce ad indurre una percentuale
di risposta parziale del tumore di oltre il 40%, ma da studi randomizzati non de-
riva alcun sostegno relativamente a prolungamenti del tempo di sopravvivenza
(rassegne di Williams 1986, Thigpen 1987, Hoskins 1993, Omura 1994).
Bonomi (1995) effettu` o uno studio randomizzato in cui pazienti affette da ma-
lattia considerata incurabile furono sottoposte a dosi crescenti di cisplatino. Ri-
sultato: landamento nel tempo della sopravvivenza delle pazienti era identico per
tutti i gruppi trattati.
In un recente e vasto studio su 260 pazienti nello stadio IIb e IV (Tattersall,
1995), una sequenza di combinazione chemioterapeutica (cisplatino e epirubici-
na) e radiazione si ` e dimostrata addirittura signicativamente peggiore della sola
radioterapia.
Omura (1994) giunge alla seguente lucida conclusione:

Nonostante lampia
gamma di chemioterapici che sono stati valutati per il cancro dellutero, nessu-
no di questi ha avuto un impatto signicativo sulla malattia (anche nei tentativi
di chemioterapia pre-operatoria). Le combinazioni chemioterapiche non hanno
nora soddisfatto le attese

.
8.7.7 Carcinoma dello stomaco
Kingston (1978) ha valutato lefcacia dei chemioterapici 5-Fu + MeCCNU ri-
spetto a un trattamento placebo in pazienti con carcinoma gastrico inoperabile. I
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 93
gruppi erano ben bilanciati in riferimento a et` a, intervallo dalla prima diagnosi e
condizioni generali. Il gruppo di 95 pazienti sottoposti a chemio aveva un anda-
mento di sopravvivenza simile al gruppo dei 98 pazienti non trattati, ma alla ne
il gruppo non trattato dimostrava di cavarsela meglio.
Lunanime valutazione degli autori di articoli sinottici (Moertel 1975, QueiBer
e Flechtner 1986, Hockey e Fielding, 1986, MacDonald e Gohmann 1988) ` e che
la letteratura medica non evidenzia alcun prolungamento della vita attraverso la
chemioterapia per i carcinomi dello stomaco.
Sino al 1993 vi erano almeno 12 studi randomizzati che confrontavano la chemio-
terapia post-operatoria a pazienti di controllo non trattati (vedi rassegne di Kelsen
1991 e Alexander 1993). Il numero di pazienti di questi studi andava da 70 a 411.
In tutti gli studi con almeno 100 pazienti trattati non sono risultate riconoscibili
differenze nel tempo di sopravvivenza. La stessa conclusione viene raggiunta da
unanalisi effettuata da Hermans (1993) che comprendeva 2096 pazienti.
Nel 1994 il British Stomach Cancer Group effettu` o lo studio pi` u ampio mai
organizzato no ad allora. E il risultato fu ancora una volta che i pazienti trattati
con chemio avevano una sopravvivenza media uguale a quella dei pazienti non
trattati (Hallissey, 1994).
8.7.8 Carcinomi della regione testa/collo
Tannock 1984, Lehnert 1984, Dodion 1986, Ganzer 1987, Al-Sarraf 1988, Cho-
ski 1998, Clark 1988, Jacobs e Makuch 1990, Schalhorn 1993, Schantz 1993, tutti
questi mostrano che la chemioterapia post-operatoria non apporta alcun prolunga-
mento della vita rispetto ai gruppi di pazienti non trattati.
Stell e Rawson (1990), Chalmers e Lau (1992) ci presentano una rassegna su
un totale di 23 studi disponibili su chemioterapia pre-operatoria o post-operatoria
per carcinomi: ne risulta che non c` e alcuna differenza fra i gruppi trattati e quelli
non trattati. Addirittura, limitandosi agli studi randomizzati (cio` e in cui non cera
stata esclusione di partecipanti, e lesclusione di partecipanti dal gruppo trattato
signica che il decesso non viene attribuito al cancro e comunque implica un
ritocco positivo delle percentuali nali relative ai pazienti sottoposti a chemio),
Stell e Rawson hanno riscontrato un aumento del 5% di mortalit` a per il gruppo
sottoposto a chemioterapia rispetto a quello di controllo.
Stell e Rawson commentavano cos` nel 1990:

Considerando che la soprav-
vivenza complessiva per il carcinoma a cellule squamose della testa e collo non
` e migliorata in una generazione, ` e molto poco probabile che un miglioramento
signicativo possa avvenire in seguito alla manipolazione o combinazione delle
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 94
varie forme di trattamenti oggi disponibili

.
8.7.9 Carcinoma colorettale
Secondo Nicholls (1986) e Kane (1991), i gruppi di pazienti non trattati dimostra-
no di avere una sopravvivenza superiore a quella di pazienti sottoposti a chemiote-
rapia. Secondo Buyse (1988), la terapia chemioterapica del carcinoma colorettale
fa registrare un modesto contributo alla sopravvivenza nale, al massimo del 5%.
Un limitato aumento della percentuale di sopravvivenza nei 3 anni (83% invece
che 78%) ` e stato calcolato da Erlichmann (1994).
Anche i risultati raggiunti su 1523 pazienti con lapplicazione non-sistemica di
5-FU mediante infusione epatica nel carcinoma colorettale (Soybel 1987, Weber
1993) non mostrano alcun vantaggio nella sopravvivenza per la terapia e in due
di questi studi, in contrasto con leffettiva intenzione e formulazione degli studi
stessi, la percentuale di metastasi epatica ` e addirittura salita (Moertel, 1994).
Hine e Dykes, 1984: 52 pazienti sono stati inseriti in modo casuale o nel
programma terapeutico con 5-FU + CCNU o in un gruppo di controllo in cui
non veniva somministrata alcuna terapia immediata (10 di questi controlli hanno
in seguito ricevuto una limitata chemio per cercare di contrastare i sintomi). Le
curve di sopravvivenza di entrambi i gruppi erano praticamente identiche.
8.7.10 Carcinoma del polmone a cellule non piccole
Stewart ha presentato nel 1994 una rassegna di 14 studi randomizzati con com-
plessivamente 3971 pazienti sottoposti a chemioterapia per questo tipo di carcino-
ma. Per i 7 studi in cui sono stati applicati schemi contenenti cisplatino ` e risultato
un miglioramento della percentuale di sopravvivenza nei 5 anni dal 46% al 52%.
Di 5 studi su chemioterapici alchilizzanti ` e addirittura risultato un signicativo
svantaggio per il tempo di sopravvivenza che corrispondeva a un peggioramento
del 6% della percentuale di sopravvivenza nei 5 anni (Stewart, 1994).
Per il carcinoma bronchiale a cellule non piccole in stadio avanzato non esi-
stono buone indicazioni di un evidente inusso sulla prognosi esercitato dalla sola
chemioterapia (Abel 1995). Nel caso del carcinoma bronchiale a cellule non pic-
cole, vengono evidenziati in alcuni studi miglioramenti della sopravvivenza non
signicativi statisticamente che, oltre al fatto che necessitano una conferma, sono
cos` limitati che non giusticano automaticamente limpiego di una terapia tossica
protratta nel tempo. Questa valutazione viene condivisa dagli autori di numero-
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 95
si lavori sinottici: Bakowski e Crouch 1983, Mitrou 1986, Rankin 1986, Brower
1987, Liu 1993 e Hansen 1987.
Greco (1986) nellambito della valutazione dei pro e contro della chemiotera-
pia, giunge alla seguente conclusione:

Poich e lazione palliativa (cio` e il conte-
nimento dei sintomi dovuti al cancro) si pu` o considerare a oggi il solo obiettivo
della terapia chemioterapica, questa non deve necessariamente essere iniziata su
un paziente che ` e asintomatico o ha solo pochissimi sintomi

. condivido
8.7.11 Carcinoma bronchiale a piccole cellule
63 pazienti non sottoposti ad alcuna terapia per tumori non operabili avevano un
tempo di sopravvivenza di 8,4 mesi, 62 pazienti, con tumore limitato al torace,
trattati con radioterapia (60 Co 4000 rad in 13-14 frazioni in 28 giorni), avevano un
tempo di sopravvivenza di 8,3 mesi (Durrant, 1971). 67 pazienti con tumore non
operabile, non sottoposti ad alcuna terapia, avevano un tempo di sopravvivenza di
7,3 mesi, 61 pazienti con tumore non operabile, trattati con chemio (procarbazina,
2,5 mg/kg/giorno), avevano una sopravvivenza di 6,3 mesi (Laing, 1975b). 35
pazienti con tumore allo stadio 3, trattati con chemio (CCNU, 50mg/ 4 settimane),
avevano una sopravvivenza di 5,8 mesi (Lad, 1981).
George et al. (1986) hanno scritto:

Con solo modeste percentuali di remis-
sione, incapacit` a a lungo termine di azione palliativa (contenimento dei sinto-
mi della malattia), ed un modestissimo numero di sopravvissuti a 23 anni an-
che tra pazienti negli stadi iniziali della malattia, nessun trattamento pu` o essere
considerato standard per il carcinoma del polmone a piccole cellule

.
Nel decennio successivo, Klastersky (1995), fece un riassunto dei pi` u impor-
tanti studi che erano stati eseguiti:

Recentemente, sono stati tentati numerosi
diversi regimi chemioterapici, nella speranza di migliorare i risultati aumentan-
do lintensit ` a della dose. Tutti questi sforzi, dal pi ` u estremo (chemioterapia con
trapianto midollo osseo) al pi ` u semplice (raddoppiamento delle dosi), sono fal-
liti. Nessun risultato signicativo ` e stato ottenuto per aumento delle dosi che-
mioterapiche nel trattamento del carcinoma del polmone a piccole cellule, n e per
combinazione di singoli agenti

.
Kokron (1982) ha osservato:

Nel gruppo di controllo non trattato evidenti
vantaggi erano relativi alla qualit ` a della vita a seguito dellassenza degli effetti
collaterali dei chemioterapici e della pi ` u breve durata della fase terminale della
malattia bisognosa di assistenza e di alcaloidi

.
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Appendice A
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internet: http://m3.easyspace.com/aerrepic/. Associazione per la Ricerca e la Prevenzione
del Cancro. Associazione senza ni di lucro, cura la pubblicazione di dossier sul cancro
e raccoglie informazioni sui trattamenti alternativi di questa malattia tra cui quello del
dott. Zora. Conta circa duemila soci in tutta Italia e pubblica una rivista trimestrale di
divulgazione medica.
Associazione Attivecomeprima, Via Livigno 3, 20158 Milano, tel. 02/6889126 e
6889647. Gruppo femminile che aiuta le donne mastectomizzate a riprendersi psicolo-
gicamente e sicamente dalloperazione.
96
LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 97
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la, Via Papa Giovanni XXIII, 58100 Grosseto, cell. 0338/7721557. Laloe vera si ` e
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Associazione di Solidariet` a Jonathan, Fraz. Molinazzo 2, 27040 Mont` u Beccaria (PV),
tel. 0385/61303; referente Anna Gregorutti. Questa associazione ` e un perno di distribuzio-
ne di informazioni inerenti gruppi ed associazioni, terapie, convegni (Outadali), Rainbow
di medicina e incontri sulla salute anche sul tema HIV, AIDS e cancro.
Associazione Europea per le Terapie Naturali, Via S. Gregorio 6, 20124 Milano, tel.
02/29404778. Associazione di promozione e divulgazione delle terapie naturali. Si posso-
no avere nominativi di terapeuti.
Associazione Medica Italiana Kousmine (AMIK), dott. Fabrizio De Gasperis, Via F.lli
Maioni 14/c, 28021 Borgomanero (NO), tel. 0322/82124. Diffonde la terapia Kousmine
di intervento contro le malattie degenerative.
Associazione Nazionale Voglio vivere, Via Rimassa 70, 16129 Genova, tel. 010/5304595
e 5958259. Associazione di pazienti di Di Bella.
Associazione Nazionale Famiglie contro il Cancro, Via E. Conci 86, 38100 Trento, tel.
0461/913755. Terapia Di Bella.
Associazione Ricerca Aloe, Casella Postale 78, 01100 Viterbo. Studi sugli effetti della-
loe nella cura del cancro.
Bartolozzi, dott. Giuseppe, Viale Togliatti 13, 00053 Civitavecchia (RM), tel. 0766/542223.
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E il medico che ha fatto pi` u esperienza in Italia con i prodotti della terapia Regena,
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tel. 0461/772000. Utilizzo di svariate terapie dolci combinate insieme per la cura di
malattie anche gravi.
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di Medicina Omeopatica e formazione omeopati.
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(RA), tel. 0546/71045. Iridologia, aromaterapia, idroterapia, carbossiterapia, alimentazio-
ne, toterapia, agopuntura, ecc.
Centro Macrobiotico Italiano, Via Larga 7, 20122 Milano, tel. 02/58307416. Centro
macrobiotico.
Centro Omeopatico Italiano, Via Tadino, 30 20124 Milano tel. 02/29521282. Distributo-
re di rimedi omeopatici ma anche centro studi e formazione.
Centro per la diffusione della tradizione medica tibetana Kupen Lama Gancen, Via M. Polo
13, 20124 Milano, tel. 02/29010263. Organizza corsi di meditazione autoguaritiva e usa
rimedi medici tibetani.
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Ravenna), tel. 051/6704503. Centro studi di terapie alternative usate in sinergia.
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 98
COS (Centro Orientamento Salute) di Andromeda e Carta Duemila, Via Salvador Allende
1, 40139 Bologna, tel. 051/490439 051/548721 0534/62477, fax 051/491356, email:
andromeda@posta.alinet.it. Si occupa di affrontare e divulgare un approccio antimecca-
nicistico alla medicina. Pubblica vari dossier su diversi argomenti come cancro, aids, ecc.
molto interessanti.
Ecomercato srl, Largo Erfurt 2, 29100 Piacenza, tel. 0523/606868, fax 0523/609491,
email: ecomercato@tiscalinet.it . Presso questa ditta si pu` o reperire lo zapper automatico
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Federazione Italiana Medici Omeopatici, Via Sabotino 2, 00195 Roma, tel. 06/37516391.
Federazione di tutti i medici omeopatici italiani.
Fondazione Internazionale Vals e Pantellini, Via Mattioli 55, 50139 Firenze, tel. 055/499634.
Ricercatore che cura con lutilizzo dellascorbato di potassio. Ha al suo attivo diverse
pubblicazioni di cui molte raggruppate nel volume a cura di Brunetti Paolo e Papa Anto-
nio, Lascorbato di potassio nella cura e prevenzione delle malattie degenerative, Societ` a
Editrice Andromeda, Bologna, 1993.
Fra i tanti medici che impiegano lascorbato di potassio nella terapia dei tumori, oltre al
dottor Pantellini, ne segnaliamo alcuni che hanno accumulato vasta esperienza e notevole
perizia in questo genere di cura: Piter` a, dott. Fernando, Via Zara 9, 16145 Genova, tel.
010/3625331. Ricciuti, dott. Alberto, Via Tito Livio 23, 20137 Milano, tel. 02/5464749.
Santi, dott. Cesare, Via Teodosio 25, 20131 Milano, tel. 02/70635590.
Smadelli, dott. Glauco, Corso Vittorio Emanuele II 12, 41100 Modena, tel. 059/243117.
HCSa Studio Elisa Politti, P.za Indipendenza 8, 33052 Cervignano del Friuli (UD),
tel. 0431/372176, cell. 0348/7499418, email: elisap@iname.com. Nutrizione cellulare
e terapie naturali.
HG Naturklinik Michelrieth, L owensteinstn 15, D97828 Marktheidenfeld, Germania, tel.
0049 931 3903258. Clinica riconosciuta dalle casse-malattia private tedesche dove si pra-
ticano terapie globali per il corpo e lanima, digiunoterapia, riattivazione delle forze vitali
ecc.
Istituto A. Palatini, (diretto dal dott. Leonardo Campagnaro) Via Roma 222, 30030 Salza-
no (VE), tel. 041/5745815. Terapie naturali, digiunoterapia, idroterapia, piante medicinali,
fangoterapia, alimentazione biologica.
Istituto di Medicina Naturale, Via G. Dini 13, 61029 Urbino (PS), c.p. 166, tel. 0722/328175.
Associazione e scuola di naturopatia.
`
E possibile avere informazioni sui naturopati di
diverse zone dItalia.
Istituto Riza Psicosomatica, Via L. Anelli 1, 20122 Milano, tel. 02/5845961. Editore
della rivista Riza Psicosomatica, pubblica anche testi di medicina psicosica e organiz-
za convegni, corsi e giornate di studio sulle tecniche per ritrovare e mantenere salute e
benessere.
Klaus F. Kolmel, prof. Klaus F., Universitats-Haup Klinik, von Sieboldstrasse 3, 3400
Gottingen, Germany, tel. 0049 551 396 081, fax: 0049 551 396 092. Indirizzo dove
ottenere le Tossine di Coley, altro rimedio alternativo contro il cancro di provata efcacia.
Lagarde, dott. Philippe, email: lagarde@alfa.it
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. . . come una foglia nel vento. . .
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LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 99
Libera Universit` a Italiana di Naturopatia Applicata, Via Fuhrmann 74, 10062 Luserna
S.G. (TO), tel. 0121/954452. Scuola con equipollenza Diploma Europeo di Heilprakti-
ker. Sede corsi: Torino, Milano, Bologna, Roma. A questo referente ` e possibile chiedere
indicazioni per naturopati in diverse zone dItalia.
LUIMO, Viale Gramsci 18, 80122 Napoli, tel. 081/664640. Libera Universit` a Interna-
zionale di Medicina Omeopatica.
Lukas Klinik, Brachmattstrasse 19, 4144 Arlesheim BL, Svizzera. Clinica per la cura del
cancro con metodi non ufciali.
MIR, Dipartimento Salute e Ambiente, Via Milano 65, 25100 Brescia, tel. 030/317474,
fax 030/318558 (referente Alfredo Mori). Libert` a di scelta terapeutica e di vaccinazione.
Pontiggia, prof. Paolo, Casa di Cura Citt` a di Pavia, Via Parco Vecchio, 27 27100 Pavia
tel. 0382/433611 oppure 0382/580185 (S. Genesio ed Uniti PV). Uno dei principali
referenti per lipertermia anticancro in Italia.
Progetto Nutrizione Applicata, Via Alberto da Giussano 11, 20145 Milano, tel. 02/43998110.
Studio del dott. Pandiani, uno dei massimi esperti italiani per quanto riguarda la terapia
nutrizionale.
Scuola di Iridologia e Naturopatia Luigi Costacurta, Via Roma, 222 30030 Salzano (VE)
tel. 041/5745108. La prima scuola in Italia con i programmi analoghi a quelli delle scuole
tedesche per la formazione di Heilpraktiker. A questa associazione il malato pu` o chiedere
il nominativo di un naturopata della sua zona.
The Bristol Cancer Help Center, Grove House, Cornwallis Grove, Clifton, Bristol BS8
4PG, UK, tel. 0044 0272 743216. Clinica molto famosa con un approccio olistico al
cancro.
UCB Movimento Diffusione Igiene Naturale, Via P Pinetti 91/4, 16144 Genova, tel.
010/823427. Chiedere di Michele Manca: ` e un ottimo conoscitore delle realt` a me-
diche alternative. Hanno anche un centro di cura: Centro Scuola della Salute, Contrada
Asola 7, 62018 Potenza Micena (MC), tel. e fax 0733/671204. Centro igienista.
Un Punto Macrobiotico Associazione Nazionale, Bg. Sforzacosta 101, 62100 Macerata,
tel. 0733/202442. Referente nazionale delle associazioni macrobiotiche. Ha curato
pubblicazioni su cibo ambiente e salute, e si possono avere informazioni sul punto di vi-
sta macrobiotico sullargomento. Si possono chiedere informazioni per i diversi centri e
terapeuti in Italia.
Van Ewijk, dott. William, Autobiologics BV, The Placenta Research Foundation, JOL
2419, 8243 GN Lelystad, The Netherlands, tel. 0031 (0) 320 247 326, fax 0031 (0) 320
247 327, email: autobiologicsplacenta@wxs.nl. Medici in tutta Europa possono ottenere
informazioni sulla terapia Govallo e richiedere lestratto di placenta (VG1000 TM) (che si
` e dimostrato un ottimo anticancerogeno) a questo indirizzo.
Vergini, Dott. Raul, Via Varano Costa Nuova 2, 47016 Predappio (FO), tel. 0543 922116.
Minerali e magnesio per il rafforzamento del sistema immunitario.
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Appendice B
. . . dillo con un con un ore . . .
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Appendice C
. . . i malati superiori . . .
. . . Alla ne della consultazione chiesi a Navanish cosa pensava della situazione
della mia amica. Lei ` e una donna cos` forte da superare qualsiasi malattia se solo
lo vuole.
E mi spieg` o per la prima volta la teoria ayurvedica sui malati e sul potere
della mente di ristabilire la salute. Mi spieg` o che i malati si possono dividere in
tre categorie. I malati superiori, quelli medi e quelli inferiori.
I superiori hanno un atteggiamento positivo che si pu` o riassumere nella
frase: come mi ` e venuta (la malattia) se ne andr` a.
Questi malati guariscono sempre da qualsiasi patologia.
Anche dal cancro? Chiesi.
S`, anche dal cancro. Poi continu` o parlando dei malati cosiddetti medi
che hanno forza ma amano anche afdarsi allaiuto degli altri e alle coccole
delle persone vicine.
Questi hanno uguale possibilit` a sia di guarigione che di morte. Inne gli in-
dividui inferiori. Questi si disperano al primo segno di malattia, cominciano
a pensare che tutto andr` a per il peggio e si abbandonano completamente nelle
mani dei medici e dei parenti pi ` u stretti.
Tutti questi, in caso di cancro, muoiono.
Navanish aveva ed ha tuttora la capacit` a di distinguere questi tipi di malato:
. . . soltanto tastando il loro polso ed avvertendo dai palpiti la condizione dei vari
organi.
Gli chiesi di visitarmi e di darmi un consiglio.
La mattina presto, a digiuno, mi prese la mano destra e la tenne ben stesa
101
LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 102
tirandola verso lalto con la sua sinistra. Con lindice, il medio e lanulare appog-
giati sul mio polso, cominci` o a muoverli. Dur` o cinque minuti, alla ne mi disse
che anchio ero un individuo superiore e che la guarigione sarebbe stata certa.
Gli chiesi se mi consigliava qualche medicina ayurvedica. Mi disse chiaramente
che, avendo scelto la chemio, lAyurveda non poteva aiutarmi in questa fase, ma
che in seguito mi avrebbe prescritto qualcosa per rimettermi dallintossicazione
da farmaci.
. . . [brano estratto da La cosa pi ` u stupefacente al mondo - Avventure di un
malato esperto di Lugovico Guarneri]
dizioniPDF
. . . come una foglia nel vento. . .
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Appendice D
Braccia Oscillanti (Bai Bi)
Esercizio dal libro CHI KUNG di Yang Jwing-Ming
Negli ultimi cinquanta anni ` e stato sviluppato un esercizio basato sui principi del-
lo Yi Gin Ching che ` e divenuto molto popolare. Sebbene sia molto semplice, i
risultati che si possono ottenere da una sua pratica per ci` o che concerne il raf-
forzamento generale del corpo e la cura delle malattie, sono molto signicativi.
Da un punto di vista teorico ci` o pu` o essere spiegato dal fatto che, oscillando ri-
petutamente le braccia, i nervi e i canali energetici situati in corrispondenza delle
spalle, vengono ad essere stimolati ad un livello energetico superiore, per cui il
Chi, uendo nelle zone a minor potenziale, incrementa la sua circolazione.
Poich e una gran parte dei principali canali energetici termina nelle mani, lo-
scillazione delle braccia ne stimola la circolazione migliorando le condizioni degli
organi interni. Oscillare le braccia, non solo aumenta la circolazione del Chi, ma
incrementa altres` il usso sanguigno grazie al movimento ritmico e rilassato ver-
so lalto e verso il basso. Si tratta del medesimo principio che fa da sfondo alla
pratica del Wai Dan che abbiamo potuto studiare nel capitolo 2.
Negli ultimi cinquanta anni di esperienza, si ` e notato che sono molte le ma-
lattie curabili semplicemente attraverso la pratica frequente di questo esercizio; in
alcuni casi di cancro, addirittura, laumento della circolazione del Chi, ha potuto
aiutare le cellule degenerate a ripristinare il loro normale funzionamento.
Secondo la teoria energetica del Chi, il cancro ` e causato da una stagnazione
sia dellenergia che del sangue, che, a sua volta, da luogo a modicazioni della
struttura cellulare.
Alcuni tipi di cancro che si possono curare con la pratica di questo eser-
cizio, sono il cancro ai polmoni, dellesofago e delle ghiandole linfatiche, ol-
103
LImmensa Balla della Ricerca sul Cancro 104
tre ad altri disturbi, quali le alterazioni epatiche, le paralisi causate da alta
pressione sanguigna, lipertensione e i disturbi cardiaci e neurologici.
(a) . . . in avanti . . . (b) e . . . indietro . . .
Il metodo ` e molto semplice. Separate i piedi tra loro quanto lampiezza delle
spalle ed appoggiate la punta della lingua sul palato. Oscillate le braccia in avanti
no a quando non si trovano ad essere parallele al suolo con i palmi rivolti verso
il basso, per poi portarle di nuovo in basso e indietro questa volta con i palmi
rivolti verso lalto. Mantenete il corpo rilassato. Iniziate eseguendo da 200 a
300 ripetetizioni, per poi aumentare gradualmente no a raggiungere 1000 o 2000
ripetizioni, in modo da praticare almeno per un mezzora.
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. . . come una foglia nel vento. . .
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Indice
Copertina 1
Prefazione i
0.1 Cosa ` e il cancro e cosa dovrebbe essere una
terapia anticancro? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . ii
1 Chemioterapia: breve cronologia 1
2

Non li lascer` o morire

7
2.1

Non li lascer` o morire

:
cos` un oncologo scopre le terapie non
convenzionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
2.2 La medicina senza speranza:
quando entra in casa di un oncologo . . . . . . . . . . . . . . . . 10
3 La persecuzione delle alternative e la farsa della ricerca sul cancro 13
3.1 La persecuzione delle alternative (non tossiche) del mercato . . . 13
3.2 La Farsa della ricerca sul cancro continua
anche di fronte al Congresso USA . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
3.3 La spartizione e limmobilizzazione
della scienza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
3.4 Una mano di poker dove lapertura minima ` e una puntata di 100
milioni di dollari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
4 Percentuali di che? 32
4.1 La cura delle statistiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 32
4.2 Come ti trucco le statistiche . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
4.2.1 La diagnosi precoce . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
4.2.2 I tumori fasulli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 36
4.2.3 Ogni dimissione ospedaliera risulta una guarigione . . . . 37
105
4.2.4 Solo un periodo limitato di tempo ` e considerato ai ni
della casistica: quello dei cicli di chemioterapia . . . . . . 37
4.2.5 Paziente operato = paziente clinicamente guarito . . . . . 37
4.2.6 Le casistiche non seguono il paziente, ma restano
nellospedale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
4.2.7 Una testimonianza sconvolgente sullelaborazione dei
dati statistici sui tumori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
5 Cancro: Diavolo del Secolo 40
5.1 Cancro: Diavolo del secolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 40
6 Il paradosso della cura del cancro con tossici e cancerogeni 51
6.1 Inizia lera della prevenzione rischiosa . . . . . . . . . . . . . . . 51
6.2 Chemioterapici tossici per
infermiere e farmacisti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 54
6.2.1 Effetti secondari di chemioterapici . . . . . . . . . . . . . 55
7 Lalternativa alla morte non ` e
una morte con agonia 57
7.1 Basta chemio! . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
7.2 Gli oncologi non scelgono la chemio . . . . . . . . . . . . . . . . 60
7.2.1 Che terapia scelgono i dottori? . . . . . . . . . . . . . . . 60
7.2.2 Perch e i dottori sono convinti che chemio e chirurgia non
possono funzionare? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61
7.3
`
E ufciale: la chemio non allunga la vita! . . . . . . . . . . . . . 64
7.4 Carcinoma polmonare: trattare o non trattare? . . . . . . . . . . . 66
7.5 Prostata: trattare o non trattare? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67
7.6 Chemioterapia intensiva a confronto con
chemioterapia standard . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
7.7 Cosa dovrei chiedere al dottore
prima di decidere sulla terapia? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 71
8 Scienza o politica? 73
8.1 Garantire lindustria del cancro
anche in Italia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 73
8.2 Kankropoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
8.3 Il monopolio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 77
8.4 Esiste la libert` a di scelta? . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 79
8.5 La legge ` e con i Di Bella! . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
8.6 Considerazioni nali del diavolo del cancro . . . . . . . . . . . . 82
8.7 Chiedete sempre di vedere la letteratura medica che supporta quel
protocollo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 88
8.7.1 Come la mettiamo con il vostro oncologo? . . . . . . . . 88
8.7.2 Remissione non signica sopravvivere pi` u a lungo. . . . 88
8.7.3 Carcinoma avanzato del pancreas . . . . . . . . . . . . . 89
8.7.4 Carcinoma ovarico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90
8.7.5 Carcinoma della mammella metastatizzato . . . . . . . . 90
8.7.6 Carcinoma del collo dellutero e dellendometrio . . . . . 92
8.7.7 Carcinoma dello stomaco . . . . . . . . . . . . . . . . . . 92
8.7.8 Carcinomi della regione testa/collo . . . . . . . . . . . . 93
8.7.9 Carcinoma colorettale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94
8.7.10 Carcinoma del polmone a cellule non piccole . . . . . . . 94
8.7.11 Carcinoma bronchiale a piccole cellule . . . . . . . . . . 95
A Indirizzi utili 96
B Extra B: . . . dillo con un con un ore . . . 100
C Extra C: . . . i malati superiori . . . 101
D Extra D: Braccia Oscillanti (Bai Bi) 103
E . . . altri libri in PDF 108
Appendice E
. . . altri libri in PDF
Sono stati anche digitalizzati, tra gli altri, i libri che seguono e scaricabili con
eMule durante i week-end. Tutti eccellenti. Cercali ... Contento? Ti risparmio la
fatica di andare alla Biblioteca Comunale per prenderli a prestito.
Diversi libri sono dedicati al DIGIUNO, un rimedio che non costa nulla ...
approfondisci! Chiss` a, potr` a esserti utile.
Gli altri titoli:
Digiuno terapeutico dellAssociazione Igiene Naturale Italiana
Digiuno razionale, per il ringiovanimento sico mentale e spirituale del Prof.
Arnold Ehret
Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco del Prof. Arnold Ehret (Pre-
gevole per tante intuizioni valide e per quanto ` e scritto sul digiuno ma AT-
TENZIONE: la dieta di Ehret non vale per chiunque, con qualunque costitu-
zione sica ... e lui inoltre non distingue a seconda della costituzione sica,
non parla di canali energetici nel corpo, non sa nulla di prana/etere, non par-
la delle qualit` a energetiche dei diversi alimenti ... e questa dieta presuppone
comunque che si accompagni al digiuno e lunghi bagni di sole ... meglio
leggere anche qualche libro sulla dieta macrobiotica, prima di cacciarsi nei
guai).
Ipertensione e malattia circolatoria Come prevenirle e disfarsene naturalmente
senza ricorrere a medicine ma adottando un sistema di vita corretto, del dr.
Herbert SHELTON
Il digiuno pu` o salvarti la vita del dr. Herbert SHELTON (uno dei migliori li-
bri sullargomento). Tante malattie gravi, incurabili per la medicina uf-
ciale, possono essere guarite semplicemente digiunando e in breve tempo.
Occorre forza di volont` a.
Assistenza igienica ai bambini del dr. Herbert SHELTON
Sieri e Vaccini del dr. Herbert SHELTON
La Facile Combinazione degli Alimenti del dr. Herbert SHELTON [molto im-
portante combinare correttamente i cibi]
Tumori e Cancri e loro sparizione naturale per autolisi del dr. Herbert SHEL-
TON, c` e anche una critica feroce ma onesta alla cosidetta ricerca scientica
(e relativa fame di denaro senza mai ne) in campo oncologico (era il 1950)
tuttoggi attualissima. Si parla anche di errate diagnosi. Non ci fanno una
bella gura i medici. Shelton era un Igienista Naturale, non un medico.
Lantico segreto per ringiovanire
Lo Yoga della Nutrizione di M. Aivanhov
Il Vangelo Esseno della Pace scoperto da Edmond B. Szekely, un classico, poe-
tico. Tratta del digiuno e del corretto modo di alimentarsi.
La scoperta del Vangelo Esseno della Pace descrive come Szekely ha scoperto
il Vangelo Esseno della Pace.
Di cancro si pu` o guarire . . . con laloe arborescens preparata secondo la ricetta
di Padre Romano Zago.
Vegetarismo e Occultismo di Leadbeater. Dopo uno decide di non mangiare pi` u
la carne.
Alcool e Nicotina di Rudolf Steiner
Alimentazione per vivere sani di Rudolf Steiner
FLUORO, pericolo per i denti, veleno per lorganismo di L. Acerra [Un sacco
di balle ci vengono raccontate sui pregi del uoro nel prevenire la carie e
invece ` e un veleno. Save your ass]
SUGAR BLUES, il mal di zucchero, una dipendenza dal sapore dolcissimo di
William Dufty [un classico che mette in guardia dai gravi pericoli per la
salute derivanti dal consumo di zucchero rafnato]
Consigli pratici per una vita macrobiotica di Ferro Ledvinka
La dieta macrobiotica di Georges Ohsawa [libro davvero importante]
Latte e Formaggio, rischi e allergie per adulti e bambini di Claudio Corvino [con-
tro la disinformazioni della lobby dei produttori di latte & derivati]. Una
volta letto questo libro, uno di latte e derivati non ne vuole pi` u saper nulla.
Chi consuma questi prodotti, si ritrova, una volta avanti con gli anni con un
corpo intasato da riuti metabolici di varia natura ... a chili! Vai in giro,
guardati attorno e osserva! ... le panze ... e laddome sfatto/espanso delle
donne, in particolare, ... questo hanno ottenuto con la mozzarellina la sera,
assieme allinsalata o sulla pizza, col cacio sui maccheroni, con lo yogurt o
il latte a colazione.
Intestino Libero, curarsi e puricarsi con ligiene intestinale del dott. Bernard
Jensen, corredato da foto alquanto crude ed esplicite ... es. foto di corde di
muco nero e colloso ...
Essiac il famoso rimedio contro il cancro di Rene Caisse. Con Informazioni
anche su alghe Klamath, probiotici, enzimi digestivi
Noni, la pianta magica dei guaritori polinesiani di L ubecke e Hannes
Cucinare per il corpo e per lo spirito di Roggero Guglielmo [valido libro di cu-
cina macrobiotica con facili ricette]
Il segreto di Igea. Guida pratica al digiuno autogestito dellAssociazione Igie-
nista Italiana. Una guida semplice, chiara, completa. Utile anche a chi ha
problemi di dipendenza (tabacco, droga, cibo, farmaci . . . )
Le istruzioni per la pulizia del fegato con i Sali di Epson della dr. Hulda Clark.
Corredate da documentazione fotograca che mostra i calcoli biliari espulsi
applicando questo metodo facile, veloce, incruento e indolore e soprattutto
tremendamente efcace.
`
E molto importante dare la stura al fegato perio-
dicamente altrimenti tra i 65 e i 75 anni il processo si compie e il fegato va
a puttane e fai una brutta ne ... ma brutta davvero.
I MEDICI TACCIONO: e si capisce! Se questa pratica fosse diffusamente
conosciuta e adottata, centinaia, migliaia di interventi chirurgici non verreb-
bero pi` u eseguiti perch` e inutili e tonnellate di medicine non sarebbero pi` u
vendute. Ergo . . . centinaia, migliaia di medici a spasso . . . un business
minacciato!
Riessione: un bambino ha il fegato pulito ed efciente e porzioni modeste
di cibo gli sono sufcienti per crescere. Un adulto ha il fegato intasato e
consuma grandi quantit` a di alimenti che male assimila. Se pulisce il fegato
(anche 10-15 volte andr` a ripetuta la procedura, ad es. ogni 2 mesi), dopo,
avr` a bisogno di consumare molto meno cibo.
I Sali di Epsom sono in vendita in alcune erboristerie oppure su
www.ecosalute.it e costano davvero poco.
Ortotroa, larte di nutrirsi per forticarsi di A. Mosseri, igienista francese
Ortotroa, la salute con il cibo di A. Mosseri
Mangiate secondo le leggi della natura di A. Mosseri
Il miracolo degli alimenti vivi del dr. Kristine Nol sul crudismo (la Nol ` e cos`
guarita da un cancro al seno)
Il digiuno per la salute di Oswald e Shelton. Contiene in particolare il diario di
un digiuno di 28gg (con cui fu curato lasma)! e la descrizione di 100 casi
di (varie) malattie, curate col digiuno.
Miracoli, come fare accadere quello che vuoi di S. Wilde. Unopera che ti spie-
ga come funziona la realt` a. Non ` e proprio come appare!
LAcquario e lArrivo dellEt` a dOro di O.M. Ivanhov [fa riferimento allEra
dellAcquario che avr` a inizio a dicembre del 2012]
La Tossiemia, causa primaria di malattia del dott. Tilden
IL CERCHIO NON SI CHIUDE SE . . .
Se queste informazioni sono state utili a te e le trovi valide e se
provi il desiderio di ringraziare e mostrare la tua riconoscenza
allora sappi che il modo corretto di ringraziare consiste nel prodi-
garsi per diffonderle in altre direzioni condividere la Verit ` a con
tante altre persone in difcolt ` a a causa della diffusa opera di di-
sinformazione in atto, ad opera dei media soprattutto dando
continuazione cos` al lavoro di quanti hanno operato (senza sco-
po di lucro, i pi ` u) per portarle a te, attraverso . . . il tempo e lo
spazio.
Se hai capito, tanto meglio.