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IL TOTALITARISMO NEL XXI SECOLO

Che cos' il totalitarismo, quali sono le sue leve di potere, i suoi metodi e meccanismi di
funzionamento e come si manifesta nella nostra societ.
di Alessio Roberto Messina
Il termine totalitarismo fu coniato nella prima met degli anni venti per definire ci a cui i
fascismi aspiravano: la totale identificazione tra stato e societ. Fu successivamente utilizzato per
designare in genere regimi assoluti di massa. In pratica uno stato totalitario non solo controlla la
societ dal punto di vista istituzionale ma interviene, tramite l'uso combinato di un potente apparato
repressivo e dei mezzi di comunicazione di massa, su ogni aspetto della vita dei cittadini. Ma che
cos' che lega il totalitarismo con la nostra vita presente e lo differenzia dai regimi autoritari che
lhanno preceduto? E come mai trova un terreno tanto fertile allora come oggi? Qual l'alchimia in
grado di incantare milioni di persone?
Che cos un totalitarismo
La fortuna dei totalitarismi cominciata quando ampi strati dellopinione pubblica
iniziarono a perdere la fiducia nello stato democratico come tutela degli interessi nazionali e
garanzia del benessere dei cittadini e con la perdita d'identit individuale dovuta allesplosione
industriale e al relativo inurbamento, elementi che, di fatto, negavano limportanza dellindividuo
come tale che era considerato come semplice automa, entit-per-produrre (Marcuse). I
totalitarismi hanno sfruttato questa situazione mantenendo lo Status Quo ma facendo in modo che i
soggetti ne avessero la percezione opposta tramite, ad esempio, le manifestazioni notturne, tanto
care al Nazismo, che grazie ad unaccuratissima scenografia davano alla massa la sensazione fisica
di appartenenza alla comunit, di compattezza, di forza ed efficienza del regime.
Laltra faccia della medaglia era rappresentata dallapparato repressivo (Gestapo, S.S., O.V.R.A., ad
esempio) in grado di annullare, di fatto, qualsiasi tipo di opposizione intervenendo negli aspetti pi
intimi della vita privata e pubblica dei cittadini instaurando un regime di terrore. Un altro degli
aspetti fondamentali della societ totalitaria, e che lo rende nuovo rispetto ai regimi autoritari
passati, rappresentato dalluso spregiudicato dei mezzi di comunicazione di massa attraverso i
quali il regime orienta il consenso: film, cinegiornali, programmi radiofonici, messaggi di
propaganda e bollettini che enumerano i successi del regime rappresentano alcuni dei pi importanti
assi nella manica proprio perch hanno una diffusione capillare e possono essere facilmente
controllati dalla censura che filtra i diversi tipi di messaggi a seconda del loro utilizzo, quando non
costruisce direttamente fatti con lintento di provocare un certo tipo di reazione.
Quindi se da una parte abbiamo lapparato repressivo, che tramite la strategia del terrore previene
od elimina il dissenso, dallaltra abbiamo quello propagandistico che si occupa di orientare il
consenso e uno dei cardini del totalitarismo sta proprio nella capacit di coniugare questi due
elementi, di rendere gradevole il soggiogamento, di fare in modo che la massa lo apprezzi e ne
diventi dipendente, che lo consideri lunica soluzione possibile e qui sta lanello di congiunzione tra
i fascismi degli anni 2040 e la nostra societ.
Per le ragioni che abbiamo visto sopra, e dal momento trae origine dalla mobilitazione delle masse,
si pu affermare che il totalitarismo si una degenerazione del sistema democratico con ovvie
differenze: la democrazia presuppone la libera partecipazione delle masse alla vita politica, mentre
il totalitarismo tende allorganizzazione coercitiva, rifiuta la violenza come strumento per la
risoluzione dei conflitti dinteresse e non prevede n il razzismo tipico del Nazionalsocialismo n
lodio di classe alla base del sistema Stalinista.
Hanna Arendt, nel suo celebre Le origini del totalitarismo, indicava nella combinazione tra
consenso e terrore il nucleo fondamentale dei sistemi totalitari e nella perdita dinteresse nellazione
politica (ovviamente non violenta) da parte dei cittadini la chiave della buona riuscita dello stesso.

La societ di massa come chiave del totalitarismo


Quindi non si pu spiegare il totalitarismo senza parlare di ci che effettivamente permise (e
permette tuttora) uno stato che nega, di fatto, le liberta individuali: appunto la societ di massa.
Questo fenomeno, che possiamo definire come aggregato omogeneo in cui i singoli tendono a
scomparire, vide la luce alla fine del XVIII secolo quando, dopo la rivoluzione francese, le masse
popolari entrarono violentemente sulla scena politica ma fu solo alla fine del XIX secolo che
cominciarono a delinearsi i caratteri che interessano la nostra analisi quando, cio, lesplosione
industriale e linurbamento che ne deriv favorirono laggregazione, peraltro anonima e
impersonale, in cui i rapporti sociali facenti capo alle piccole comunit religiose e politiche
cedettero il passo a quelli relativi alle grandi istituzioni nazionali. Si pass dallautoconsumo
alleconomia di mercato e, dato che la massa composta da individui che hanno, perlopi, uguali
interessi economici ed uguale estrazione sociale e culturale, alluniformazione delle mentalit.
Molti sociologi hanno descritto il fenomeno della societ di massa, chi ritenendo che rappresentasse
la liberazione del popolo dalloppressione politica chi, per contro, evidenziando i rischi di questo
tipo di societ in cui lindividuo perde valore come tale. Il primo che tent di trattare la materia in
termini scientifici fu Gustave le Bon che nel suo saggio La psicologia delle folle, del 1895,
mostr una viva percezione di questa nuova realt, delle sue potenzialit e una analisi della
tendenza al comportamento irrazionale della folla stessa. Riassumendo il suo discorso possiamo
dire che egli riteneva che, mentre il potere dei vari regimi susseguitisi nei secoli prima o poi venisse
a cadere, il nuovo potere delle masse surclassasse nettamente qualsiasi altro sovrano; che il fatto di
associarsi ha permesso alle folle di farsi unidea, se non molto giusta, almeno molto precisa dei
propri interessi, e di prendere coscienza della propria forza e che avessero relegati i politici al
ruolo di semplici espressioni della volont popolare. Insomma le Bon ha una visione ottimistica
della societ di massa. Quello che stupisce della sua analisi la descrizione che egli fa della
psicologia delle folle: ossia descrive le masse come poco inclini al ragionamento e, al contrario,
adattissime allazione ed evidenzia il fatto che esse abbiano una volta aggregatesi, una sorta di
anima collettiva, che le facolt intellettive degli individui che la compongono tendano ad
assopirsi e che questo provochi una certa instabilit emotiva, un comportamento molto
dipendente dalla suggestione del momento. La Storia ha dimostrato che, contrariamente a quanto
affermasse le Bon ( Questa mutevolezza rende le folle molto difficilmente governabili, specie
quando una parte dei poteri pubblici finita nelle loro mani ) il Potere, il Sistema, sempre
riuscito a stabilire un domino sulle masse proprio facendo leva sulla loro suggestionabilit. Quindi
se vero che per un certo periodo, brevissimo peraltro, la massa ha indiscutibilmente avuto un certo
peso politico anche vero che il Potere stesso ha finito col prendere nuovamente il sopravvento
mostrando la sua straordinaria capacit di adattamento: il meccanismo con cui riesce a mantenere il
suo primato molto semplice e lo vedremo in seguito.
Sigmund Freud, nella Psicologia delle masse e analisi dellio, del 1920 affronta dal punto di vista
psicoanalitico il rapporto tra massa ed individuo e delle ragioni che spingono questultimo a
comportarsi diversamente quando si trova aggregato nella folla e lo fa con unimportante novit:
ricerca nel singolo stesso le motivazioni dellaggregazioni e delle differenze che ne derivano ed
afferma che gi nei rapporti tra un singolo ed un'altra sola persona si delineano i caratteri della
psicologia collettiva. Amplia inoltre il concetti, gi espressi da le Bon, di suggestione e prestigio del
capo rendendoli conseguenti lun laltro ed introduce la libido nellanalisi dei comportamenti di
massa ritenendo che essa, deviata dalla sua meta originaria trovi sfogo nellaggregazione
mantenendo per la sua carica originaria. Secondo Freud quindi nella massa il singolo rinuncia al
proprio modo dessere personale e si lascia suggestionare dagli altri, ci avviene probabilmente
perch in lui vi un bisogno di stare in armonia con gli altri anzich in contrapposizione essi e
quindi forse si comporta cos per amor loro.
Dagli scritti di Freud e le Bon hanno preso le mosse Max Horkheimer e Theodor W. Adorno,
colleghi, con Herbert Marcuse, allIstituto per la ricerca sociale di Francoforte ed autori del saggio
Lezioni di sociologia in cui i due studiosi integrano le due opere precedenti e passano in rassegna

le interpretazioni che si sono susseguite del concetto di massa. In pratica sostengono che, soprattutto
nelle masse altamente organizzate, si opera una traslazione inconscia di dipendenze erotiche,
deviate rispetto al suo carattere originario. Si verifica cio unidentificazione con la figura paterna
che per viene traslata nella figura di un capo, figura che non necessariamente una persona ma
pu anche trattarsi di unidea (o ideologia, con connotazione chiaramente negativa). A questo punto
i due sociologi affermano che non bisogna quindi considerare la figura del capo come un esterno
alla massa, un tamburino isolato, ma come un soggetto interno ad essa quando non un prodotto
della massa stessa e, in relazione a questa affermazione sostengono che il ruolo dei mezzi di
comunicazione di massa come espressioni del dominio non facciano in realt altro che
amplificare una preesistente disponibilit alla dedizione ideologica, che trova poi il suo oggetto
nellideologia presentata dai mezzi di comunicazione di massa alle vittime, consapevoli o
inconsce.
Cerchiamo ora di spiegare il meccanismo con cui il Sistema, una volta adattatosi alla novit della
Massa, riesca, come detto, a ristabilire il suo primato. Abbiamo visto che gli individui componenti
la massa hanno una comunanza di bisogni, idee ed interessi: quando un capo riesce a farsi interprete
della folla e personifica le idee della stessa trasformandole in unideologia allora si attua il
meccanismo della suggestione, le masse diventano dipendenti da questa figura verso cui viene
deviata lenergia libidica. A questo punto accade che la riunione sotto la struttura ideologica creata
della figura del capo diventi coatta e si stabilisca quindi la necessit sia dellapparato repressivo che
di quello propagandistico che hanno il compito di eliminare i gi pochi soggetti in grado di
contrastare il Potere, almeno potenzialmente, e di rafforzare la convinzione ideologica in quelli
meno accorti.
La perdita dellio
Degli effetti della societ di massa sullindividuo si occup anche Luigi Pirandello, uno dei
pi rappresentativi autori italiani. I testi narrativi e drammatici di Pirandello insistono su alcuni temi
fondamentali. Lo scrittore siciliano ha una concezione vitalistica del mondo; secondo Pirandello la
nostra realt tutta vita, noi facciamo parte di un flusso continuo e incandescente di vita, in cui
siamo indistinti: ma quando luomo si vuole separare da questo flusso indistinto, per assumere una
propria forma e carattere, egli comincia a morire, questa sorta di maschera che ci creiamo
unillusione. Questa forma che ci attribuiamo pu essere unica per noi, ma pu essere diversa per
ciascuna persona che guarda, ed una maschera che ci impone il contesto sociale. Sotto questa
maschera c lindefinito, limmutabile, non c nessuno.
Questa frantumazione dellio un riflesso di quello che stava accadendo nella societ dei primi
anni del secolo: infatti la massiccia industrializzazione, il formarsi di enormi metropoli, riducono il
singolo a uninsignificante rotella di un meccanismo: lindividuo non conta pi come prima, si
disgrega, si smarrisce, si indebolisce e si perde a causa della mancanza delle certezze che aveva
nell800. Pirandello uno degli interpreti pi acuti di questo sentimento.
La presa di coscienza di questa inconsistenza dellio suscita nelluomo un senso di orrore e
smarrimento, lavvertire di non essere nessuno provoca solitudine ed angoscia: luomo si vede
attribuirsi delle forme, delle maschere che non gli appartengono, ma che gli vengono affidate dalla
societ, e che vengono sentite come una trappola.
La societ quindi gli appare come una enorme pupazzata, in cui lindividuo viene impoverito,
svuotato e condotto alla morte.
Listituto in cui si manifesta per eccellenza la trappola della forma che imprigiona luomo la
famiglia, con il suo grigiore, la sua ipocrisia, gli odi, i rancori, che si mescolano alla vita degli
affetti oscuri. Laltra trappola per Pirandello la condizione sociale e il lavoro, soprattutto per il
piccolo borghese. A queste due trappole Pirandello non d via duscita, il suo pessimismo totale ed
affiancato a idee conservatrici se non reazionarie.
Lunica via di uscita da questa trappola mortificante la fuga nellirrazionale, e quella che viene
chiamata da Pirandello la Filosofia da lontano: gli eroi pirandelliani infatti sono straniati dalla vita

sociale, si escludono da essa perch hanno capito il suo carattere fittizio e la guardano come se fosse
lontanissima, osservano ironicamente gli uomini vivere la propria vita dallalto della loro
consapevolezza.
Oltre che alla visione della societ, il vitalismo ci porta ad altre conseguenze, come il relativismo
conoscitivo. Infatti, essendo la societ in perpetuo divenire, impossibile coglierla da una
prospettiva privilegiata: quindi il reale multiforme, ognuno ha la sua verit che nasce dal proprio
modo di vedere le cose: ne deriva una sostanziale incomunicabilit tra gli uomini che non possono
intendersi tra di loro perch ognuno ha una sua visione della realt e che non possono capire come
la vedono gli altri il che porta a conflitti che nella societ organizzata comportano listituzione di
unautorit superiore, lo Stato che poi, in un modo o nellaltro, diventa dominazione.
Pirandello, secondo la sua concezione vitalistica e la sua crisi gnoseologica, pu essere indirizzato
nellambito del Decadentismo, ma non cos, giacch alla base di questo movimento vi una
condizione spirituale misticistica che tende ad unire tutta la realt, compresi gli uomini, in una fitta
rete di corrispondenze; tutto ci lopposto del pensiero di Pirandello che intendeva il particolare
come una particella isolata, perch non esiste un Tutto universale. Di conseguenza lepifania dei
decadenti (cio unimprovvisa rivelazione dellessere) non pu essere presa in considerazione in
Pirandello poich non esiste un Essere unitario.
Dalla visione del mondo nascono anche la concezione dellarte e la poetica di Pirandello. Possiamo
trovarle in vari saggi, di cui il pi importante Lumorismo che composto da una parte storica e
da una parte teorica in cui viene espresso il concetto di umorismo stesso.
Lopera darte secondo Pirandello nasce dal libero movimento della vita interiore, e quindi la
riflessione, che una forma del sentimento, resta invisibile. Nellopera umoristica invece la
riflessione non si nasconde, non una forma del sentimento, ma come un giudice di fronte ad
esso: da qui nasce il sentimento del contrario. Pirandello fa un esempio molto chiaro: Se vedo
una vecchia signora con i capelli tinti e tutta imbellettata, avverto che il contrario di ci che una
vecchia signora dovrebbe essere. Questo avvertimento del contrario il comico. Ma se interviene
la riflessione, e suggerisce che quella signora soffre a pararsi cos e lo fa solo nellillusione di poter
trattenere lamore del marito pi giovane, non posso pi solo ridere: dal comico (avvertimento del
contrario) passo allatteggiamento umoristico (sentimento del contrario). La riflessione
umoristica trae cos sia il tragico sia il comico dalla realt: secondo Pirandello il tragico e il comico
non vanno mai separati.
Secondo Pirandello lumorismo si trova nellarte di tutti i tempi, ma soprattutto nellarte
contemporanea, quella novecentesca, che non costruisce immagini unitarie e ordinate del mondo,
ma tende a disgregare criticamente la realt, facendo emergere stridori, incoerenze, contrasti.
Questa anche la poetica, la definizione del programma artistico di Pirandello: Pirandello nelle sue
opere non rappresenta la realt in modo unitario e organico, ma la scompone criticamente; inoltre i
testi pirandelliani sono tutti testi umoristici, in cui il comico e il tragico sono uniti
indissolubilmente.
Come il Totalitarismo si manifesta oggi
Abbiamo visto come il nostro Sistema possa considerarsi unentit a s, in grado di evolversi
ed adattarsi a diverse situazioni, che esso tenda allautoconservazione e per farlo ricorra a diverse
strategie: un uso spregiudicato del mezzo di comunicazione di massa per eccellenza, la televisione;
la concessione di una serie di piccole libert apparenti che danno lillusione del vivere democratico;
la tecnologia che sta diventando sempre pi invasiva; uno stato di perenne insicurezza che ramifica
nellintimo di ciascuno; lassorbimento di qualunque espressione della libert di pensiero, quale
larte ad esempio che viene a perdere qualunque significato profondo.
Abbiamo visto anche come sin dallepoca dei regimi totalitari si fosse capito il ruolo fondamentale
del potere delle immagini associate ad un particolare tipo di contesto. Se prima il regime poteva far
conto solo su radio e cinegiornali che, tra laltro, non avevano, soprattutto gli ultimi, la diffusione
necessaria, oggi la televisione nella casa di chiunque e i programmi che propone sono diversificati

quasi per ogni tipo di spettatore, che quindi riceve un messaggio perfettamente mirato ma
soprattutto la pubblicit, che si pu dire abbia occupato il posto della propaganda di regime, ad
inculcare nella mente dello spettatore il messaggio utile al Sistema: Larresto della televisione e dei
media che laffiancano potrebbe quindi contribuire a provocare ci che le contraddizioni inerenti del
capitalismo non provocarono: la disgregazione del Sistema. La creazione di bisogni repressivi
diventata da lungo tempo parte del lavoro socialmente necessario- necessario nel senso che senza di
esso il modo stabilito di produzione non potrebbe reggersi. Qui non sono in gioco n problemi di
psicologia n di estetica ma piuttosto la base materiale del dominio. Queste parole da Luomo ad
una dimensione di Herbert Marcuse ci fanno capire quale importanza abbia assunto il Media per il
buon funzionamento del Sistema. La televisione diventa una perfetta bambinaia, la compagnia per
la casalinga, una voce umana per lanziano pensionato che cos riempie la sua solitudine; la vita di
ognuno di noi non quasi pi prescindibile da essa. Marcuse parla di base materiale del dominio
ma non bisogna pensare ad un dominio coercitivo: ci che il Sistema manda tramite la televisione
non una serie di imposizioni:il dominio ha laspetto rassicurante di una serie di consigli;
illuminante direi losservazione critica delle pubblicit trasmesse, ad esempio, durante le fasce
orarie definite protette, quelle in cui la televisione seguita per lo pi da bambini: abbiamo, per
dirne uno, lo spot che pubblicizza una linea di bambole che sembrano non vivere altro che per
feste, scarpe e trucchi alla moda (o cool per dirla all americana), niente di nuovo sotto il sole, le
polemiche sulleffetto della Barbie sulla mente delle ragazzine sono vecchie quanto la bambola
stessa, quello che stupisce (o dovrebbe farlo) il ritmo serrato con cui questi proiettili vengono
sparati, quasi senza soluzione di continuit e soprattutto il fatto che questo avvenga nella fascia
protetta: piuttosto contraddittorio che gli organi di controllo facciano di tutto per evitare scene di
guerra, di morti e di sesso, che comunque fanno parte,bene o male, della vita reale, agli occhi
innocenti dei bambini e non muovano un dito per evitargli questo fuoco di fila. Per non parlare di
quello che viene proposto agli adulti, ma qui il discorso diventerebbe pi lungo e complesso,
baster far riferimento allo sfruttamento che viene fatto dellimmagine della famiglia a fini
commerciali, ad esempio nelle pubblicit rivolte alle casalinghe, quali quelle di detersivi o
disinfettanti, che fanno leva sul naturale istinto di protezione che ogni donna ha per la sua famiglia (
Come abbiamo gi considerato, la famiglia riveste un ruolo importante nel funzionamento della
societ di massa in quanto riproduce in piccolo lo schema della societ di massa stessa. A titolo di
commento personale da notare come questo strida con i recenti fatti di cronaca in cui lideale di
famiglia viene messo a dura prova).
Il filosofo parla anche di creazione di bisogni repressivi il che ci porta allanalisi di unaltra arma
fondamentale del Sistema: la tecnologia.
Creare un bisogno repressivo pu significare fare in modo che i soggetti della dominazione sentano
la necessit di possedere determinati oggetti il quale uso porta un vantaggio neanche troppo
nascosto al Sistema stesso. Lesempio pi lampante quello dei telefoni cellulari di cui ormai sono
dotati anche i bambini. E abbastanza noto che rilevare la posizione di una persona tramite il suo
apparecchio cellulare semplice, eppure nessuno sembra protestare contro questo controllo
indiscriminato che avviene quasi costantemente. Larticolo che segue, tratto dal sito della BBC d
una dimostrazione di quanto detto:
Cellulari e sorveglianza
La prossima generazione di telefoni cellulari render molto pi facile per la polizia esercitare una
sorveglianza nascosta sui cittadini, affermano gli attivisti britannici per le libert civili.
Essi avvisano che la tecnologia, inserita nei telefoni, che rivela la posizione e i diritti concessi alla
polizia tramite la Legge britannica sulla Regolamentazione dei Poteri Investigativi (RIP) permette
che
i
possessori
di
tali
telefoni
potranno
e
saranno
controllati.
Riconoscendo tali implicazioni, le compagnie telefoniche stanno cercando un sistema per consentire
ai clienti di nascondere dove si trovano premendo un bottone. Quantunque i cellulari GSM esistenti
possono essere utilizzati come congegni di localizzazione, possono soltanto dare una posizione
entro cento o duecento metri. Le pi nuove tecnologie di telefonia mobile come la General Packet

Radio Services (GPRS) e Universal Mobile Telecommunication Services (UMTS) hanno inseriti dei
sistemi di localizzazione anche pi precisi. Caspar Bowden, direttore della Fondazione per la
Ricerca sulla Politica dell'Informazione, avverte che la Legge sulla Regolamentazione dei Poteri
Investigativi appena approvata potrebbe far s che i dati vengano usati per uno scopo pi sinistro.
Egli afferma che la Legge RIP considera le informazioni usate per localizzare i telefoni come "dati
sulle comunicazioni" e che la polizia non ha bisogno di un mandato per ottenerli. Quindi la polizia
potrebbe usare questa informazione per effettuare su chiunque una sorveglianza nascosta usando tali
telefoni. Fonte BBC News Online.
Ma il concetto di bisogno repressivo descritto da Marcuse ben pi ampio, generalizzando
possiamo dire che implichi la cessione di una vasta parte di libert nelle mani del Sistema per avere
determinati vantaggi. Possiamo definire come bisogno repressivo anche il bisogno di sicurezza. Il
meccanismo molto semplice: si ricorre ad uno stato di tensione quasi perenne per cui i soggetti di
dominio lasciano al Potere il compito di proteggerli, un adattamento del contratto di sottomissione
teorizzato da Hobbes; un esempio ne il terrorismo, soprattutto quello islamico: un tipo di nemico
che non si vede, non a caso associato ad unarma subdola come i nervini, un nemico che pu colpire
chiunque, ovunque ed in qualsiasi momento, ma soprattutto un nemico che mira non gi ad una
dominazione di tipo politico od economico, ma a distruggere un intero sistema di vita, quello
occidentale, con tutte le sue conquiste in campo scientifico, politico e filosofico. I nazisti avevano
gli ebrei contro cui scatenare lodio dei tedeschi, gli occidentali degli anni della Guerra Fredda i
comunisti e viceversa: il XXI Secolo vede lo scontro tra due schemi di pensiero totalmente antitetici
e il Sistema sfrutta il terrore e linsicurezza creato da un nemico di tali caratteristiche al fine di
mantenere il potere. Ma senza andare troppo in l possiamo rilevare il nemico anche nella
microcriminali che imperversa nei grandi come nei piccoli centri il che autorizza le autorit
allinstallazione dei sistemi video a circuito chiuso, per fare un esempio, ad ogni incrocio,
situazione che si gi profilata in Gran Bretagna come descritto nel seguente articolo tratto da un
altro sito web:
Sistemi di sorveglianza
La tendenza ai sistemi di sorveglianza a circuito chiuso (CCTV ) ha origine nel Regno Unito nel
1985: infatti, dopo un anno particolarmente brutto per il calcio inglese e complice linflusso e
limmagine negativa apportata dai famigerati hooligans, il Football Trust (associazione fondata
dalle squadre di calcio inglese) autorizz linstallazione di sistemi di controllo a circuito chiuso in
92 club. Il passo successivo fu fatto dalla Polizia britannica, la quale install sistemi di CCTV
mobile
lungo
tutta
lInghilterra.
Nella totale assenza di regolamentazioni o linee guida, la polizia trov molteplici utilizzi per questo
sistema. La voce si sparse in fretta e il boom dei sistemi CCTV era fatto: ottimo appoggio quando si
trattava di presentare levidenza delle prove ai processi, il sistema era perfetto anche come tecnica
di
controllo
sociale.
Telecamere iniziarono a spuntare nel centro di Londra cos come nelle piazze principali di varie
citt, e i cittadini inglesi accolsero con piacere questi strumenti, meritevoli di dare una maggior
sicurezza alle donne che tornavano dal lavoro alla sera, o ai bambini nei giardini.
Scuole, ospedali, biblioteche, piazze, vie, negozi.... Ovunque una telecamera ad osservare la folla, le
strade,
le
automobili
e
le
relative
targhe
degli
automezzi.
Sebbene i sistemi CCTV siano utilizzati in altri paesi, nessuno di questi ha avuto unevoluzione
come il Regno Unito: levoluzione tecnologica stata tale che si arrivati ad un punto per il quale
in molti centri urbani questa rete pu essere considerata onnipresente. Si arrivati a considerarli
parte integrante del controllo e della lotta alla criminalit: non dimentichiamoci che, quando il
mondo intero rimase shockato per le immagini dellassassinio di un bambino da parte di due suoi
amici di 10 anni, lultima immagine di James Bulger portato via dal centro citt verso i binari
abbandonati dove fu poi ritrovato proveniva dai sistemi CCTV del centro di sorveglianza dello
shopping center di Liverpool. Le immagini stesse furono usate come prova durante il processo.
Le reti CCTV oggi

Oggi lindustria della sorveglianza visiva britannica spende tra i 150 ed i 300 milioni di sterline
lanno, con un parco di telecamere tra i 200.000 ed i 400.000 pezzi. LHome Office britannico stima
che circa il 95% delle citt e dei paesi inglesi si stiano dirigendo verso i sistemi di controllo CCTV
per la sorveglianza di aree pubbliche, parcheggi e zone residenziali. La crescita di questo mercato
quantificata
dal
15
al
20%
lanno.
Le telecamere stesse sono cambiate - e di molto - dal 1985 ad oggi. Anche in questo caso, come per
le reti del patto UkUsa, la tecnologia progredita, permettendo telecamere antivandalismo, di
ridottissime misure, con capacit di motion detection e con potenti zoom e dispositivi ad
infrarossi,
consentendo
cos
anche
la
visione
notturna.
La progettazione degli stessi sistemi cambiata ed ha sposato tecniche militari di protezione: le
nuove installazioni sono effettuate in modo tale che ogni telecamera controlli sempre la postazione
adiacente, fornendo cos un controllo incrociato antivandalico ed evitando problemi di sabotaggio, i
quali sono sempre esistiti ma raramente sono denunciati, specialmente in Irlanda del Nord. Il
governo conservatore di John Major promosse tenacemente lintroduzione di questi sistemi, ed il
governo
Blair
ha
continuato
per
la
stessa
strada.
Qual il risultato, oggi? La pi grande rete centralizzata di controllo sulla folla, sui luoghi di
comune interesse, sugli avvenimenti di maggior rilievo; un piano su scala nazionale, per il quale
entro cinque anni lInghilterra completer la costruzione del pi grande sistema di sorveglianza e
controllo del traffico stradale il quale, quando sar terminato, identificher e seguir le tracce ed i
movimenti
di
praticamente
tutti
i
veicoli
della
nazione.
Socialmente, questa tecnologia ha influenzato - e non di poco - le abitudini degli inglesi: nella citt
di Brighton, ad esempio, la polizia concede la licenza per i superalcolici o per un locale pubblico
solamente se lo stesso dotato di sistema CCTV interfacciato con la polizia locale.
Abbiamo quindi una tecnologia che fornisce la soluzione a problemi quali vandalismo, uso di
droghe, alcolismo, molestie sessuali o razziali, creazione di disordine pubblico...I sistemi sono stati
anche
utilizzati
per
monitorare
dimostranti
durante
manifestazioni.
I problemi nascono per dallinterfacciamento di questi dati con i database...
Quello che il governo inglese non dice che tutte le telecamere inglesi sono state interfacciate a due
strumenti estremamente potenti: il Plate Tracking System e il Facial Recognition System. Il Plate
Tracking System (P.T.S.) permette alle telecamere, mediante linterfacciamento con data base
esterni, di riconoscere le targhe delle autovetture, e ricercare quindi gli automezzi indicati dal
sistema
centrale.
Il Facial Recognition System (F.R.S.) permette invece di individuare e riconoscere tra la folla dei
visi, delle facce le cui immagini sono immagazzinate negli archivi centrali di pi Intelligence o
corpi di polizia, nazionali ed internazionali. La tecnologia pi utilizzata il Mandrake System, il
quale in teoria pu riconoscere le caratteristiche facciali di un viso nel momento stesso in cui
appaiono sullo schermo, la Video Surveillance sta diventando uninfrastruttura nazionale
Pensiamo per se queste tecnologie fossero utilizzate per scopi commerciali: immaginiamo le
targhe delle automobili dei dirigenti di importanti compagnie e multinazionali, continuamente
seguite e rilevate; immaginiamo personaggi politici o di rilievo nazionale ed internazionale,
costantemente
monitorizzati
nei
loro
spostamenti.
Limpatto che i sistemi CCTV e le tecnologie correlate hanno creato nei confronti dei diritti, delle
libert, della privacy e della vita pubblica del singolo individuo dunque molto, molto profondo. La
distanza, la differenza tra la tutela del cittadino e il calpestare i diritti privati di un essere umano
molto piccola. fonte: www.internos.it.

Letteratura, arte e totalitarismo : presa di coscienza e assorbimento


Con una straordinaria capacit di vedere tra le righe dei fatti storici molti autori descrissero,
ovviamente con la licenza di scrittori di fantascienza, scenari di questo tipo. E il caso di George
Orwell che con il suo 1984 sconvolse lopinione pubblica dei suoi anni e di quelli successivi. Da
notare che lopera fu pubblicata pi di cinquantanni fa, nel 1948, e descrive la storia di un uomo,
Winston Smith, che si rende conto che nella situazione in cui vive c decisamente qualcosa che non
va. Vive a Londra, in Oceania, stato continentale che comprende praticamente tutte le potenze
occidentali. Lassetto politico di questo mondo totalitario con il Partito che, nella personificazione
del Grande Fratello, controlla ogni aspetto della vita dei sudditi, da quelli pubblici fino allintimit
dei sogni. Il nostro cerca di ricostruire come doveva essere la vita prima dellavvento del Grande
Fratello e riesce persino a trovare degli alleati ma il suo tentativo di sovversione fallisce
miseramente: la donna che ha al suo fianco una rivoluzionaria dalla vita in gi, ossia linteresse
per la libert fine al mantenimento di una certa indipendenza personale, e laltro alleato altri non
che una spia del Partito; Smith e la sua donna vengono presi, torturati e distrutti psicologicamente al
punto da essere convertiti senza riserve al Partito: Egli amava il Grande Fratello come termina lo
stesso romanzo. Certamente lo scritto di Orwell tende a caricare molto determinati aspetti del
totalitarismo ma risulta interessante notare, per la nostra analisi, come sia facile rilevare nel
romanzo dettagli che molto si avvicinano alla nostra societ odierna: la descrizione di come il
Potere riesca a ramificare fin nellintimo delle persone, lonnipresenza dei mezzi di comunicazione
di massa e il perenne stato di tensione rappresentato da una guerra eterna tra lOceania e gli altri due
blocchi in cui Orwell divide il mondo, Eurasia ed Estasia, e lo scopo di questa tensione continua:
catalizzare le energie dei sudditi, distrarli dalla situazione interna e fare in modo che essi cerchino la
loro sicurezza nel Grande Fratello e nel Partito.
1984 is a sort of trick because it was written in 1948; it is set in 1984 because Orwell wants to warn
people about a possible danger that it is possible to find in that years. The utopian novel is set in the
future with an ideal description of a perfect social and political government, this system is ideal and
can't be true.
Thanks to the two World Wars the mentality of the people gave a sense of disillusion. So the
utopian tradition turned in a distopian novel, something to avoid ( the totalitarism ).
In 1984 we can find London set in a totalitarian dimension where the political leader is a figure that
maintains his power using slogan like: " The Big Brother is watching you! ". The Big Brother
embodies the figure of a perfect dictator. The dictator decided to change books and articles of the
past for personal interests. In this dimension there is a supreme enemy Goldstein, a fictional image
that is necessary for the contrapposition of the dictator's control.
The protagonist is Winston Smith, a stereotype of an ordinary man. He is a sort of hero. He carries
out the manipulation of the facts by rewriting books and newspaper. Smith lives in a small flat
controlled by cameras, so he hasn't privacy. In this flat there is a corner where the cameras couldn't
record his life. Only in this corner he is free. In this new world people speaks a new language that is
characterised by neologism. Winston rebels against the degrading work and begins to dream of
smashing the system. He joins a secret society against totalitarism and he has a brief love-affair
with an other rebel, Julia. At the end he is arrested and he is brain-washed into conformity again.
Altri autori hanno affrontato, in modi diversi, la stessa tematica: citer Aldous Huxley con Il
mondo nuovo e il saggio ad esso legato Ritorno al mondo nuovo che descrivono una futuribile
societ divisa per classi genetiche e totalmente dedita allindustrializzazione tant che Henry Ford
prende il posto di Dio e la Modello T del Crocefisso. Abbiamo poi Ray Bradbury con il suo
Fahrenheit 451, esplorazione di un mondo in cui leggere reato e pensare diversamente dalla massa
considerato pericoloso. Va notato che tutti e tre i romanzi citati sono ambientati in mondi in cui la
tecnologia supersviluppata ed ha il duplice ruolo di mezzo di divertimento e mezzo di
dominazione. Tirando una semplice somma di quanto scritto in queste pagine possiamo affermare
che la combinazione tra mass media e tecnologia sostituisce e supera in capacit la combinazione

tra ideologia e repressione propria dei regimi totalitari del XX secolo, soprattutto la tecnologia che
ha preso il posto della Gestapo: se prima lapparato repressivo instaurava un regime di terrore ora il
controllo avviene con lassenso dei soggetti stessi per cui la repressione non si rende pi necessaria.
Anche larte ha rappresentato un modo per denunciare una situazione di oppressione. E il caso, ad
esempio dell realismo espressionista tedesco che, durante gli anni del Nazionalsocialismo ha
tentato, purtroppo senza successo, di rappresentare il dissenso degli artisti intellettuali non asserviti.
Se alluscita dalla Grande Guerra Paesi come Italia o Francia hanno potuto rifugiarsi, artisticamente
parlando, nell ritorno allordine dellarte neoclassica ignorando le devastazioni del presente, gli
artisti tedeschi, non disponendo di un modello di chiarezza e sicurezza, non hanno potuto far altro
che dar voce alle angosce prodotte dalla consapevolezza di quanto, per mano della ricca borghesia,
stava accadendo: lavvento del Nazismo che, agli occhi delle classi dirigenti, avrebbe rappresentato
la rivincita della Germania. Considerando lorientamento decisamente a sinistra della corrente
artistica in questione, bisogna dire che lespressionismo viene rifiutato sul piano teorico perch
accusato di essere volto pi al dramma personale dellartista che non a quello collettivo ma, per
contro, fornisce, grazie alla deformazione della realt oggettiva, lo strumento ideale di unarte
decisamente volta alla battaglia sociale. Tra gli artisti pi rappresentativi di questa corrente citer
Otto Dix che ha rappresentato, avendo combattuto sul fronte, i disastri della guerra; George Grosz
che, con uno stile ancora pi aggressivo e semplificato (luso di disegni dal tratto semplice ed
essenziale serve a rendere il messaggio pi semplice ed immediato) ha rappresentato il contrasto tra
la borghesia, opulenta e strumentalizzatrice, e la classe operaia oppressa; John Heartfield
(anglicizzazione, in segno di protesta, di Johann Herzefeld) che usa il fotomontaggio come forma
di lotta politica. Nelle sue opere raffigura, con straordinaria efficacia, le contraddizioni del regime
Nazista con risultati a volte umoristici (nel senso pirandelliano del termine): il caso di Il senso
del saluto hitleriano, Millionen stehen hinter mir, milioni stanno dietro di me, col chiaro gioco
sulla parola milioni. Infatti la frase, usata a scopi propagandistici, stata capovolta da Heartfield
ad indicare la quantit di denaro versate dai borghesi nelle casse del partito.
Nel 1937 fu organizzata dal partito Nazista la Mostra darte degenerata. Lo scopo evidente di
quella manifestazione fu quella di gettare nel ridicolo prima e di eliminare sia le opere che i loro
autori poi. Infatti i pezzi furono esposti corredati da commenti sprezzanti e messe in vendita a
prezzi esorbitanti per poi essere dati alle fiamme. Alla luce di quanto visto riguardo la societ di
massa nelle pagine precedenti possiamo dire che la mostra abbia avuto anche ( forse soprattutto )
lintento di scoraggiare gli intellettuali liberi da qualunque tipo di azione, di mostrare la forza di
coesione del regime a chiunque, tra le persone normali, avesse ancora dubbi e di alimentare lodio
per il diverso, del non allineato tra quanti fossero, al contrario, convinti sostenitori di Hitler. Ma nel
nostro tempo che si pu dire dellarte che comunque dovrebbe mantenere il carattere di
campanello dallarme, di voce fuori?
Per rispondere a questa domanda bisogner far riferimento al filosofo Walter Benjamin, anchegli
teorico presso lIstituto per le scienze sociali a Francoforte, il quale elabor linteressante concetto
di auraticit dellopera darte ossia il contesto specifico in lopera sorge e pu essere apprezzata,
contesto che la rende unica e irripetibile. Grazie alle possibilit offerte dalla tecnologia in grado di
riprodurre allinfinito un opera e quindi di renderla a buon mercato, fruibile da tutti, lauraticit
viene ad estinguersi: lo spettatore, di qualunque estrazione culturale, diventa passivo di fronte
allopera stessa che diventa a questo punto lennesimo prodotto del Sistema, estrapolato dal suo
contesto quindi innocuo e strumentalizzabile.
Lartista che interpret meglio questo processo fu Roy Lichtenstein, rappresentante della pop-art
che, inizialmente, trov limmagine della mercificazione nel fumetto che ingrandisce, estranea dal
loro contesto e, riproducendo a mano la tecnica tipografica, surrealizzati. Suo scopo rivelare il
carattere meccanico e per nulla personale di qualcosa di prodotto in serie. Infatti negli anni
successivi al periodo fumettista Lichtenstein comincia a lavorare anche sulle opere darte
imitandole o inserendole in composizione in segno di denuncia del carattere commerciale che larte
ha ormai acquisito: si pensi alle orde di turisti ai musei che vedono le opere esposte con

superficialit, quasi alla stregua di uno spot pubblicitario, del costo esorbitante di alcuni pezzi, che
cos diventano status symbol alla merc di abili mercanti, o ancora alle pubblicazioni a dispense,
pensate per un pubblico medio che quindi vedr lopera in modo medio ( o mediocre ) per cui gli
verr preclusa la possibilit di ragionare sullopera, di chiedersi perch? che lo scopo principale
dellarte.
Come accennato precedentemente, il Sistema ha assorbito larte: possiamo dire che larte sia
diventata innocua, una bomba senza innesco, almeno per la maggior parte delle persone.
Conclusione
Siamo arrivati alla fine della nostra analisi: che cosa emerso da queste pagine? Che il
totalitarismo ancora presente, lo sempre stato, cambia forma, si adatta alle nuove situazioni che
la Storia propone, impara dai suoi errori ma mantiene alcuni caratteri di base, il pi importante
dei quali probabilmente la capacit di passare inosservato o meglio, di essere cos evidente da
oscurare qualsiasi possibile termine di paragone, di far passare per libert e democrazia la
dominazione pi subdola: quella concessagli dai suoi stessi soggetti dal momento che perdono
linteresse per la possibilit di dire come la pensano, la politeia
Il totalitarismo, il Sistema, non quindi la contingenza di un dato periodo storico o il risultato della
volont di un singolo, in seno alla societ organizzata stessa e, manifestandosi, assorbe qualunque
libert decisionale lasciando ai soggetti solo lillusione della libert tramite la concessione di piccoli
spazi recintati in cui i soggetti possano sfogare la propria repressione, basta analizzare i
comportamenti della media degli automobilisti o di chi fa uso della violenza nellambito del tifo
sportivo o nelle manifestazioni di piazza. Insomma, la totalitariet della nostra societ e facilmente
ravvisabile nella vita di tutti i giorni, basta analizzare criticamente i fatti e confrontarli con i
caratteri dei totalitarismi del XX secolo chiedendosi perch?.
Alessio Roberto Messina