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LIBERT VO CERCANDO Chi ha imparato a maneggiare la vera filosofia quella dellessere sa che si tratta di una ferramenta utilissima per

er ordinare non solo le alte sfere della teologia come volevano gli Scolastici, ma tutto il campo dello scibile, dalle umili viti in unofficina meccanica a questioni di importanza sociale come leconomia e la politica. Se del sapiente ordinare,1 dello stolto disordinare, il che pu farsi in tre, e solo tre maniere: confondendo (prendere lucciole per lanterne), separando (fare i conti senza loste), o riducendo (Dio mi guardi da chi studia un libro solo). Ebbene luomo moderno, chino sotto le batoste sferrate allumano pensare dal nominalismo di Ockham in poi, naviga in un vero tsunami di errori filosofici, a cominciare da sei confusioni rampanti tuttoggi. Tutte sono degne di trattazione, ma mi limiter a quella di pi antica data e di massima importanza: la confusione tra libert e indipendenza. di moda, dagli ultimi 200 e passa anni, beffarsi del peccato di origine. Ora codesto dogma (= insegnamento) non filosoficamente dimostrabile, ma neanche filosoficamente falsificabile. Chi lo nega non pu che ricorrere alla beffa, allo sdegno, al dileggio, insomma a una gamma di emozioni che per lasciano la questione intatta, senza dar ragione del disordine osservabile a tutti i livelli. Lo stesso avviene a chi nega che luomo sia creatura. Deve rifugiarsi in ragionamenti rocamboleschi, affermazioni dogmatiche la cui autorit non va al di l della frode scientifica (lampante solo per chi sa di scienza), et similia. Cominciamo quindi con lanalisi di cosa voglia dire essere creatura. Lingegno umano ne ha prodotto uninfinit, di creature, nel corso dei secoli, sotto forma di aggeggi pi o meno utili. Tutte sono per accomunate dallo stesso principio: la dipendenza dalle specifiche del costruttore. Il Museo Smithsonian di Washington D.C. conserva centinaia di marchingegni costruiti chiss da chi, chiss quando, le cui specifiche sono andate perdute, e con esse la dipendenza, e con essa la loro utilit. Consideriamo un locomotore, un mostro che con le sue migliaia di cavalli di potenza in grado di trainare molte pi migliaia di tonnellate da A a B. Lo pu fare solo umilmente sottoponendosi, lui e il treno, a un paio di rotaie, di costo infinitamente inferiore, ma senza le quali si affosserebbe per sempre, incapace di sviluppare una bench esigua potenza. Una creatura quindi tanto pi libera di fare quello per cui stata progettata, quanto pi dipende dalle specifiche del progettista. E se indipendente, assolutamente inutile. Ora luomo, piaccia o no, creatura; razionale quanto si voglia ma creatura; il che vuol dire che il suo marchio di fabbrica la dipendenza. Sviluppiamone il concetto.

la frase iniziale nella Contra Gentes di S.Tommaso.

Le Rotaie Chi si muove sulle rotaie della Verit e del Bene anche in grado di contemplare il Bello, cos viaggiando libero e felice. Chi cerca di rendersene indipendente non fa che affossarsi in delusioni e subire guai pi o meno cocenti. Cominciamo dalla caduta originale. Cosa prometteva il Serpente ai progenitori? Indipendenza, camuffandola naturalmente da libert. Sarete come Dio, conoscitori del Bene e del Male. Tentatore e tentati sapevano benissimo cosa volesse dire conoscitori. un termine analogico, che la povert del linguaggio applica tanto allumano quanto al divino. La realt dietro al termine, per, diversa ai due livelli: luomo conosce adeguando lintelletto alla realt esteriore; Dio conosce creando quella stessa realt. Per cui i tre intesero che conoscere come Dio volesse dire essere in grado di decidere cosa fosse bene e cosa male. E mangiarono. Quella proibizione, si noti, era la sola specifica del Creatore, che serviva solo a ch le creature ammettessero di essere tali. Avevano tutto luniverso a disposizione, tranne quellalbero. Non era troppo, ma il desiderio di indipendenza, o forse di emulazione, li perdette. E conobbero. Ma cosa? Che erano nudi, e per di pi in preda ad un senso di vergogna mai provato prima. Il peggio era da venire. Dio li cercava: Adamo dove sei? Sono qui, dietro a un cespuglio, e sono nudo. E chi ti ha detto di essere nudo? Hai mangiato del frutto di quellalbero?

Era unofferta di pentimento, e quindi di salvezza, ma il gi ottenebrato intelletto non gli permise di capire. Avesse risposto: S, e me ne pento. Perdonami, le conseguenze sarebbero state diverse, anche se non siamo in condizioni di dire quali. Ma no: cominci un inutile esercizio di scaricabarile: La donna che Tu mi hai dato come se la colpa fosse del creatore e non sua; eccetera. Chi vuole unidea del pesantissimo giogo con il quale il Principe di questo mondo sottometteva la societ pagana storica (non la sua idea romanticizzata dei neopagani di oggi) legga Erodoto2 e decida se veramente volesse confarsi a quello stile di vita. Aristotele avrebbe intravisto la guerra civile che infuria nellintimo umano. Agostino, con laiuto della rivelazione, la elucid: Un uomo buono, anche se schiavo, libero; un malvagio, anche se re, schiavo. E quel ch peggio, non di un solo padrone, ma di tanti quanti sono i vizi che ha contratto3 Uomo libero e Uomo indipendente Lunica scelta creaturale, quindi, uno di due gioghi. Il secondo quello dolce e leggero promesso da Ges (e mantenuto solo per consenso personale). Che per del 10.000% pi pesante rispetto a quello originale: dieci comandamenti invece di uno.
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I nove libri sono in realt nove lunghi capitoli di uno stesso libro (tascabile) di 600 pagine. Niente paura. Citt di Dio IV 3.

La libert interiore dello schiavo di Agostino si gode accettando legami, cio volontariamente rinunciando alla propria indipendenza. E non solo rispetto ai comandamenti, ma anche a compromessi sociali come promesse mantenute, lealt indiscusse, prontezza a rendersi utile, senso del bene comune eccetera. La maturit di una persona misurabile non dai risultati di un esame che premia una memorizzazione di nozioni pi o meno inutili, ma dalla capacit e volont di accollarsi doveri: verso Dio, verso il prossimo e verso s stessi. Un dovere, personalmente e lietamente assunto, sintomo di libert interiore, non di servilismo. La vera maturit comincia in giovent per arrivare alla senilit non solo senza soluzione di continuit ma addirittura in crescendo. Una tale esperienza indimostrabile ad altri ma sperimentabile su di s. Rimane da dimostrare come lindipendenza creaturale sia sempre foriera di conseguenze non volute e invariabilmente sgradevoli, come la fame di ghiande del figliuol prodigo allestero. Ma per lo meno il ragazzo, rientrato in s, scopr la verit ed ebbe il coraggio di prendere le misure adatte. Pochi lo fanno oggi. E quanto peggio vanno le cose, tanto pi si persegue unindipendenza irraggiungibile, come la pletora di capricci ribattezzati diritti umani senza doveri corrispondenti e rivendicati ad infinitum da una marea di indipendentisti. La confusione di libert con indipendenza comincia normalmente con il rifiuto del Decalogo. Ma qui sopravviene un imprevisto: luomo non pu fare a meno di adorare. Perch? Perch creatura, e quindi ha un bisogno assoluto di sottomettersi a quello che giudica essere il Bene Supremo. E se quel Bene Supremo non chi deve essere, sar un altro: un idolo o idoli, come il re multischiavo di Agostino. Se gli idoli mantenessero le loro promesse, non ci sarebbe problema. Ma non lo fanno. Non lhanno mai fatto. Per cui un bel giorno crollano in una tempesta di cocci sullilluso che aveva creduto di potervisi appoggiare. Lesempio seguente uno su milioni. Conobbi PJG non pi giovane, ma ancora capace di sostenere viaggi di centinaia di chilometri nel 4 x 4 in cerca di specie botaniche che poi catalogava e pubblicava in lavori prestigiosi di ricerca scientifica. Non aveva famiglia. Ma passavano gli anni, e gli cominciavano a mancare le forze per sottomettersi alla routine di una professione esigente, anche se con il servizio di un autista. Arriv il giorno in cui let avanzata ebbe ragione della ricerca scientifica. Lidolo non era crollato: si era solo portato fuori tiro. PJG rientr in s, proprio come il figliuol prodigo, ma diversamente dal ragazzo, non aveva Padre a cui tornare: era ateo. Con la morte che si avvicinava a grandi passi, e senza risorse spirituali a cui attingere, la disperazione esplodeva in pianti sconnessi e improvvisi, mentre i tentativi di amici credenti che cercavano di portarlo sul piano soprannaturale fallivano uno dopo laltro. E mor disperato.

Ragione libera e Ragione indipendente Passando dal livello personale a quello sociale, la cerca inutile di indipendenza non meno innocua. Cominci con la rivolta contro la ragione e pertanto contro la verit delle cose con un dileggio sistematico della filosofia scolastica. Il dileggio rimane tale dopo cinque secoli, ripetuto acriticamente, con variazioni sul tema, da chi non ha mai imparato a pensare proprio per labbandono delle ferramenta della conoscenza: Dialettica, Grammatica e Retorica, quel Trivio che per mille anni fu la spina dorsale delleducazione nella Cristianit. Entra Descartes (1596-1650) e completa il ribaltamento. Con lui la ragione non si adegua pi allessere: lo crea. Si passa dal decidere cosa fosse buono e cosa no, a cosa sia vero e cosa no. La certezza delle matematiche offre lillusione di verit, per cui gli scienziati non sanno che farsene di elucubrazioni filosofiche non pi capaci di rendere ragione del cosmo. E si creano una filosofia tutta loro, chiamandola scienza, in realt una trappola di confusione, separazione e riduzione in cui loro stessi cadono senza neanche rendersene conto. Lannaspare nellerrore continua, ma il mondo della scienza ha imparato come nascondersi dietro le penne di pavone della tecnologia, che continua a basarsi sulla verit delle cose facendo caso omesso di teorie fallaci e pertanto inutili. Il Secolo dei Lumi segn lapogeo della ragione indipendente, da col portata a scorrazzare in politica, in economia, nella vita intellettuale e morale pi un lungo eccetera impossibile di esaurire qui. Andiamo per ordine. Libert e Indipendenza politico-giuridica Cera una volta un re!, s, proprio un re, che governava come si addiceva ai re. Ci voleva dire espletare cinque funzioni: a) amministrare la giustizia, cio punire i criminali e ricompensare chi faceva il suo dovere; b) fare rispettare lordine sociale per mezzo di leggi giuste; c) emettere la moneta con la quale permettere di pagare le tasse; c) difendere il territorio da possibili aggressioni, ed e) proteggere stranieri residenti sul suolo nazionale a cambio di protezione dei cittadini propr residenti allestero. Cerano anche funzioni minori, come stimolare leconomia, costruire infrastrutture, ecc. ma non erano funzioni di governo: erano funzioni di Stato, che Luigi XIV sbrigava da solo sedendo per 57 lunghi anni al tavolo di lavoro otto ore al giorno. Ecco perch diceva Lo Stato sono io. Per le funzioni di governo cerano le riunioni di gabinetto, dalle quali veniva rigorosamente escluso chiunque avesse potenziali conflitti di interesse. Il re aveva ereditato come Superintendente alle Finanze, dal reggente Mazzarino che se lera svignata in tempo, il Marchese di Belle le e Visconte di Vaux Monsieur Nicolas Fouquet. Sotto Mazzarino costui aveva fatto una bella ammucchiata di fondi pubblici con i suoi privati, e si era costruito un imponente chateau ancora oggi esposto allammirazione del pubblico. Forte della sua anzianit (aveva 46 anni contro i 23 del re) e del sostegno di centinaia di esattori dipendenti dal suo potere, Fouquet invit il sovrano alla festa di inaugurazione del rutilante chateau. Il re venne, vide, mangi, ringrazi e se ne and, mentre faceva mentalmente i conti in tasca al Superintendente.
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Il quale credeva di farla franca, ma poco dopo veniva arrestato (dal capitano DArtagnan) e processato. Ma non per direttissima: il processo dur tre lunghi anni, durante i quali vennero a galla le prove di malversazione aggravata e continuata. Sentenza, la confisca dei beni e lergastolo, che Fouquet scont a Pinerolo fino alla morte nel 1680. Cos governavano i re. Lo potevano fare perch le leggi servivano la virt della giustizia, definita da Ulpiano come volont costante di dare a ciascuno il suo. La quale in turno serviva la verit delle cose. Cos non governa lo Stato moderno, semplicemente perch non pu. Avendo Cartesio mandato la verit a quel paese, impossibile sapere che tipo di suo sia da dare a chi. Lo Stato moderno non governa: si limita a emettere leggi e leggine, praticamente nessuna in funzione del bene comune. Governare, infatti, vuol dire dirimere conflitti, che esistono perch lattaccamento di un gruppo a certi valori cozza con lattaccamento di un altro gruppo a valori diversi. Ma lo Stato moderno, democratico e costituzionale, non vuole conflitti: vuole consenso, che secondo Jrgen Habermas (1929- ) ultimo vate della modernit, deve essere raggiunto deliberativamente per contentare tutti: individui e gruppi che sono allo stesso tempo legislatori e soggetti alla legislazione. Si tratta di contraddizioni lampanti, ma solo per chi ragiona secondo la logica tradizionale. Habermas hegeliano, per il quale la contraddizione solo tesi e antitesi, da sintetizzare svignandosela fra le due con un artificio linguistico ad hoc. E cos lindipendenza filosofica, etica, linguistica, morale, giuridica e politica predica libert e razzola schiavit in crescendo. Tradizione e Modernit Siamo usi a trattare di modernit in termini cronologici: 1450 (Gutenberg) 1453 (i Turchi a Costantinopoli) o 1492 (Colombo in America). Scavando per in profondit, la sua origine va cercata nella prima delle tre tappe della Rivoluzione: lUmanesimo. Dietro alle brillanti produzioni letterarie degli Umanisti, nelle loro vite dove invariabilmente appare la voglia di disfarsi della dipendenza morale dai comandamenti, conseguentemente dovendo negare il peccato originale. La cosa non era di ieri: Pelagio lo aveva fatto mille anni prima, ma era stato condannato come eretico. Gli Umanisti lo negarono in pratica, vivendo come se si trattasse di una fola senza conseguenze. Ma qui si imbatterono in unaltro inevitabile aspetto della natura umana: il libero arbitrio di una creatura. Si faccia attenzione: ci che libero, in una creatura, il decidere quel che fare o non fare. Le conseguenze della decisione dipendono dalla natura dellassunto deciso. Se si sono scelti la verit e il bene, si continua ad esser liberi; se no, si sar alla merc di un idolo o idoli come visto nellintroduzione. Ecco perch le insulsaggini che ebbero a scrivere non furono che fuochi di paglia, inceneriti dai lanzichenecchi di Carlo V quando sconvolsero i loro piani nel sacco di Roma (1527). Non molto tempo fa leggevo di una professoressa di liceo turbata dallassoluta apatia
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della scolaresca verso codesti figuri. E che voleva? Che ammirassero un Petrarca che ci mette 80 pagine a lamentarsi degli amici che lo sparlano? O gli argomenti di un Pomponazzi che attacca un problema filosofico con il metodo dellautorit? Gli Umanisti lasciarono in eredit il rigetto del peccato originale, rigetto che avrebbe sempre di pi dilagato per andare a finire nei campi culturali suindicati. Nel secolo XVII John Milton (1608-1674), Protestante, ancora diceva: Il fine delleducazione riparare le rovine dei progenitori ricuperando la giusta conoscenza di Dio, per poi avendolo conosciuto amarlo, imitarlo ed essere come Lui.4 Furono les philosophes dellIlluminismo, con in testa Rousseau, a dichiarare guerra senza quartiere a quel dogma, e a ragione: avevano capito benissimo che nellassenza di un peccato di origine divengono ridondanti la redenzione, un redentore e una chiesa che ne continui lopera. Tre piccioni con una fava insomma. Non si pu negare il loro successo eclatante. Il peccato di origine sparito da tutti i campi dello scibile e del fattibile. Luomo moderno indipendente: da Dio, dal prossimo e ora anche da s stesso.5 Ma libero? Ci risponda Pierre Joseph Proudhon (1809-1865):
Essere governati vuol dire essere sorvegliati, ispezionati, spiati, diretti, legislati, regolamentati, recintati, indottrinati, predicati, controllati, pesati, misurati, censurati, comandati da uomini che mancano tanto del diritto di farlo quanto di conoscenza e di virt... Vuol dire, ad ogni operazione, a ogni transazione, a ogni mossa, essere notati, registrati, elencati, etichettati, timbrati, scrutati, preventivati, assessorati, patentati, licenziati, autorizzati, annotati, ammoniti, ostacolati, arrestati. Vuol dire, sotto pretesto di utilit pubblica, e in nome dellinteresse generale, venir tassati, addestrati, ricattati, sfruttati, monopolizzati, estorti, schiacciati, raggirati, derubati; e alla minima resistenza, alla prima lagnanza, repressi, multati, vilipendiati, infastiditi, braccati, rimproverati, bastonati, disarmati, strangolati, imprigionati, fucilati, mitragliati, giudicati, condannati, deportati, sacrificati, venduti, traditi e per colmo burlati, scherniti, oltraggiati, disonorati. Ecco il governo, la sua giustizia, la sua moralit!6

Il testo risale a pi di 150 anni fa. Aspetta ancora di far parte dei programmi ministeriali.

Silvano Borruso silvano.borruso@gmail.com 18 ottobre 2013

Recovering the Lost Tools of Learning, Douglas Wilson, recensito in The University Bookman, ritaglio senza data. 5 Pu decidere perfino di cambiare sesso 6 Ide gnrale de la rvolution au XIXe sicle.