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Non dovete credere solo perché alcune cose sono contenute in antichi manoscritti,

non dovete credere solo perché questa è la fede del vostro paese, non dovete credere
solo perché siete stati indotti a farlo dai vostri pavidi genitori e dai vostri maestri,
ma ragionate sulla verità delle cose, e se dopo averle analizzate ritenete che possano
essere buone, allora credeteci pure e vivete in armonia con esse.
Evitate però di costringere gli altri a farlo.

ALATEUS

IL BREVIARIO DEGLI ATEI

Questo testo è in regime di COPYLEFT. Pubblicazioni e riproduzioni sono libere purché il testo sia riprodotto in
versione integrale, con lo stesso titolo, citando il nome dell'autore e riportando questa scritta.

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INDICE

 PREFAZIONE - Dimenticare Dio


 PARTE I - Introduzione e Precisazioni Necessarie
 PARTE II - I Miti e le Credenze Storiche
 PARTE III - Il Mito di Gesù: L'Ultima Mistificazione
 PARTE IV - Le Favole Aggiunte: Pietro e Paolo
 PARTE V - L'Affermazione del Cristianesimo
 PARTE VI - Le Ipotesi più Comuni sulla Figura di Gesù
 PARTE VII - La Tavola delle Analogie
 PARTE VIII - Riferimenti, Bibliografia e Mappe

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PREFAZIONE - Dimenticare Dio
L'ateismo non è una "fede" e non si propone di fare opera di de-conversione, di de-
cristianizzazione, di de-islamizzazione o di altro. Semplicemente l'ateismo ignora il
concetto di dio e rifiuta tutte le stupidaggini che sul suo conto, nel corso di millenni,
sono state astutamente ed ingannevolmente diffuse da gruppi di ignobili parassiti
che, in suo nome, si sono attribuiti titoli quali: padre, iman, rabbi, guru ed altre vuo-
te qualificazioni del genere.
L'ateismo è una forma di ragionamento razionale che si oppone, da millenni, alla
truffa perpetrata dai "furbi" ai danni di chi non è in grado, o non vuole, ragionare.
L'unico dio, se così si può chiamare, è la vostra coscienza; la vostra capacità di vi-
vere in seno alla società alla quale appartenete, rispettando ed evitando di danneg-
giare il vostro prossimo.

Tutto qui!

L'incontrastabile ed assoluto potere della morte e la conseguente paura che essa


genera in tutti gli esseri animati (istinto di conservazione) è stato la fonte di tutte le
religioni.
L'idea insidiosamente indotta dai preti sulla esistenza e sull'immortalità dell'anima
ha resistito e si è diffusa solo perché sopiva, in parte, il timore (istintivo) della morte
e soddisfaceva, artatamente, ad una illusione molto potente coltivata dalla presun-
zione stessa degli uomini: un desiderio assurdo di immortalità:

il desiderio di essere "ricordati".

Ricordati da chi e perché?

Mettiamocelo bene in testa: solo pochi uomini che hanno lottato per il trionfo della
scienza, del razionalismo e l'affermazione delle arti (Copernico, Galileo, Shakespe-
are, Lavoisier, Einstein, Mozart ...ed altri) hanno conquistato il diritto di essere ri-
cordati. Solo loro e pochi altri...

Dobbiamo abituarci a pensare che la morte non è niente per noi, perché il bene ed il
male risiedono nel senso e la morte è la privazione del senso. Perciò la giusta consa-
pevolezza che la morte non è niente per noi ci rende apprezzabile la caducità della vi-
ta, non prolungandone il tempo all'infinito ma togliendoci il desiderio dell'immortali-
tà. (Epicuro)

Domandatevi: perché gli uomini dovrebbero avere un'anima e il vostro cane no?
Chi l'ha deciso per voi?
Si è persino cercato astutamente di giustificare l'esistenza dell'anima, basandosi sul
fatto che, qualche volta, una persona defunta possa apparire in sogno!!
Esiste una ben orchestrata confusione tra il concetto di anima e quello di una "dif-
ficoltosa digestione notturna"!
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Diciamolo ancora e più chiaramente: dio non esiste, non è mai esistito e non esisterà
mai; non è luce, non è ispirazione, non è regola sacra; non esistono regole dettate ed
allineate ad una sua presunta ed imposta condotta di vita e di comportamenti.

Dio è solo una favola; è il mostruoso caos intellettuale che i preti vi hanno scaricato
addosso.
Nella storia dell'umanità dio è solo un grande imbroglio, una nozione affiorata e
maturata in tempi relativamente recenti,

all'inizio del III millennio prima dell'era volgare.

In fondo un grande ritardatario se vogliamo dare un peso all'incerto ed ingannevo-


le concetto di tempo, legato al breve scorrere della vita umana, ma privo di signifi-
cato se rivolto alla realtà dell'universo.

L'idea del dio unico è nata da un naturale, quasi impercettibile, passaggio da primi-
tive forme di magia spicciola, esorcizzante (coltivata da sciamani-stregoni) a forme
più evolute, ma non meno bugiarde di pensiero, indotte dai furbi e poi riprese da
astuti ebrei che sono disinvoltamente passati dagli Elohim (spiriti), ad El (demiur-
go?), ad Eloi, ad Adonai per poi accomodarsi definitivamente e altrettanto disinvol-
tamente su Yhwh.
Provate dunque a chiedervi dov'era dio, prima del III millennio a.e.v.; prima che
fosse inventato!

Durante la sua esistenza l'uomo segue determinate regole che nascono dal fatto
stesso di dover convivere con i propri simili, di collaborare con loro facendo atten-
zione a non crearsi troppi problemi di convivenza. In fin dei conti l'uomo è un ani-
male sociale che deve confrontarsi con il suo prossimo evitando particolari motivi
di attrito; gli eventuali attriti vengono risolti mediante le leggi e le norme di com-
portamento che l'uomo stesso si è date, senza scomodare nessun dio. Già intorno al
1770 a.C., ci aveva pensato Hammurabi che, tenuto conto delle esigenze sociali dei
suoi tempi, formulò il primo codice della storia dell'umanità.

Quando il fantomatico Mosè (o chi per lui) disse, nel primo comandamento:

"Non avrai altro dio al di fuori di me"

era perfettamente cosciente di gettare le basi per la più grandiosa truffa mai opera-
ta ai danni del genere umano del mondo occidentale.

Affermare: "non avrai altro dio al di fuori di me" è una regola che affonda le sue
radici nella paura dei sempliciotti e, quindi, una legge fatta da scaltri individui, che
sfruttano questa paura, e perciò non è attribuibile a nessuna particolare divinità.

Thomas Jefferson, a suo tempo, affermava: Parlare di esistenze immateriali significa


parlare di nulla. Dire che l'anima umana, gli angeli, dio sono immateriali significa di-

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re che non sono nulla e che non ci sono né dio, né gli angeli né l'anima.

Constatazione che dovrebbe essere abbastanza ovvia, ma che non ha impedito, nel
corso dei millenni, a capziosi parassiti, ammantati di falsa saggezza e di prosopope-
a, di elaborare quella enorme sciocchezza nota come teologia, non scienza, non di-
sciplina e non filosofia che è servita a dare una base falsa ed inconsistente sulla qua-
le perpetrare l'inganno a danno di poveretti succubi di ancestrali paure e della loro
ignoranza.

Alcuni chierici, o pseudo filosofi, si sono affannati anche a dimostrare, con tortuosi
giri di parole, l'esistenza dell'inesistente.
Dopo essersi inutilmente affaticati su argomentazioni speciose quali quella cosmo-
logica, quella ontologica o quella di natura morale, sulla nozione assai relativa e in-
consistente di bene e di male, alla fine si sono resi conto della loro impotenza e han-
no cercato di ribaltare il problema:
se è vero che l'esistenza di dio non è dimostrabile, allora è anche vero che non è dimo-
strabile la sua inesistenza.
Argomentazione di comodo; una trappola nella quale sono caduti parecchi studiosi
scettici i quali non hanno tenuto conto che, razionalmente parlando, la dimostra-
zione compete a chi afferma qualcosa e non a chi la nega.
La premessa, falsa, che dio esiste è la base fondamentale per l'esistenza di diverse
forme di religione. Ma se questa premessa viene a mancare, che altro resta? Per
fortuna, già dal XVIII secolo, il Barone d'Holbach, con la sua opera "Il Buon Sen-
so" ha posto fine a queste assurde affermazioni.

Perciò mangiate, bevete, fumate, fate all'amore responsabilmente se volete, nei limi-
ti di un ragionevole comportamento ma, soprattutto, non versate soldi alle chiese
parassite che chiedono continuamente il vostro supporto. A tutte le vostre azioni c'è
un limite ragionevole che dovete razionalmente percepire, al di fuori della insidiosa
morale del prete sfruttatore.

Dopo il movimento illuminista del '700, dopo il comunismo, il liberalismo ed il posi-


tivismo scientifico dell' '800, s'è affermato, dall'inizio degli anni '60 del secolo scor-
so, il grandioso, anche se confuso, movimento della "New Age", dando vita ad una
estesa forma di controcultura che si è (finalmente!) opposta allo stagnante e melmo-
so immobilismo culturale imposto, da sempre, da una fradicia casta sacerdotale che
ha preteso, per millenni, di porsi come unico tramite tra l'uomo ed il "divino". So-
prattutto è stata ampiamente rigettata l'dea balzana del dio creatore; oggi l'uomo
tende ad accorgersi che lui s'è creato dio e non dio l'uomo ed a considerare se stesso
e la sua coscienza come il solo e vero aspetto "divino" e "sacralizzare" la propria
unica inimitabile e insostituibile personalità.
E dobbiamo anche dire che Internet, pur con tutti i suoi difetti e le sue inevitabili
storture, ha dato un significativo contributo nel far colloquiare gli uomini tra loro
senza l'ingannevole e occhiuta interpretazione del prete. La corrosione delle caria-
tidi religiose del passato, operata da Internet, è imponente.

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Ad ogni modo non è questa la sede per rinfocolare un dibattito di questa natura. Lo
scritto che segue si propone solo di analizzare e criticare, nei limiti del possibile,
uno dei prodotti più nefasti derivato da questi concetti:

la religione cristiana e tutte le sue infinite storture.

Questo non significa che le altre credenze siano meno corrotte, perverse e criticabili
del cristianesimo; indagare sulla loro natura è solo una questione di tempo e di di-
sponibilità.

Ogni religione porta in sé i germi della propria dissoluzione; quante religioni del
passato si sono dissolte nel nulla per questo salutare effetto di autodistruzione? E'
solo questione di tempo.
Occorre però tenere nel debito conto che le attuali religioni, in generale, ed il cri-
stianesimo in particolare, sono istituzioni ancora troppo radicate per poter pensare
di eliminarle in un tempo relativamente breve.
Le religioni, come il comune raffreddore, sono ormai diffuse in tutto il mondo. (D
.Dennet)
Questo però non impedisce di curarci, di prendere l'aspirina, in attesa che qualche
potente vaccino riesca a debellare definitivamente il vibrione della stupidità umana.

Dio è un prodotto dell'ignoranza che la scienza va lentamente ed inesorabilmente


sgretolando; è un concetto molto redditizio per pochi ma che perpetua la servitù di
molti.

Viviamo perciò serenamente dimenticandoci di dio!

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PARTE I - Introduzione e Precisazioni Necessarie

Questo testo non è esente da errori ed inesattezze.


Nel corso dei secoli la chiesa ha talmente mentito, imbrogliato e distrutte le carte che
risulta alquanto difficoltoso, a volte, separare la verità dal falso.
Qualsiasi suggerimento è pertanto gradito e bene accetto.

§ 1 - OGGETTO DEL LAVORO

Il contenuto di queste pagine è sostanzialmente una:

RACCOLTA IN ORDINE CRONOLOGICO

di fatti, eventi, accadimenti, circostanze, leggende, bugie e soprattutto sciocchezze


che hanno costituito, 2000 anni or sono, la base sulla quale si sarebbe poi sviluppato
il cristianesimo nelle sue molteplici sette.

Oggi, non sono in pochi a sostenere che Gesù Nazareno non sia mai realmente esistito
ma che egli sia soltanto una figura mitica e carismatica estrapolata da:

 concetti politico-religiosi non sempre in accordo tra di loro


 esposti in maniera più o meno credibile
 scritti in luoghi e circostanze non sempre chiari (ambiente greco- romano?)
 scritti in tempi alquanto lontani dalla presunta morte del soggetto
 scritti su supporti originali definitivamente perduti
 scritti da autori di dubbia identità e credibilità.

Accantonando i molti dubbi


ed ipotizzando una
reale presenza terrena di questo Cristo

lo scopo del lavoro, almeno nella prima parte, è dunque quello di raccogliere e cata-
logare, in forma cronologica e nei limiti del possibile, tutte le notizie riguardanti
fatti ed eventi relativi alla vita di Gesù Nazareno e di altri personaggi ad esso colle-
gati.
Una precisazione si rende subito necessaria:

sono stati elencati fatti ed eventi ma non le implicazioni dottrinarie e teologiche che da
esse possono derivare.

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Un esempio per tutti: interessa a questo testo rilevare il fatto che, in determinate
circostanze, Gesù possa aver pronunciato un discorso noto come "Discorso della
Montagna o delle Beatitudini", mentre non interessa minimamente al testo vagliare
o esprimere giudizi di natura dottrinaria, teologica o fideistica sul contenuto del di-
scorso stesso.

Questo è solo una RACCOLTA di eventi, che si ritiene siano o possano essere accadu-
ti, ed entro tali limiti vuole, possibilmente, restare.

§ 2 - LE FONTI

Qualsiasi fonte è accettabile se aiuta ad aggiungere qualcosa di più, o di nuovo, ri-


spetto a ciò che si sa o si crede di sapere.
Grosso modo si possono distinguere, per la loro natura, due tipi di fonti:

a. gli scritti di tutti coloro che, credenti, espongono i fatti in chiave dottrinaria,
esaltandone questo ultimo aspetto a scapito, quasi sempre, della precisione e
della verità;
b. gli scritti degli storici e di tutti coloro che, non credenti, risalgono ai fatti per
darne una valutazione storica, a volte anche ipotetica e del tutto agnostica.

Entrambe le fonti sono state prese in considerazione, nella misura in cui sono state
in grado di arricchire il contenuto del testo.

Tra le fonti di tipo a), oltre agli inevitabili vangeli canonici, sono stati considerati
anche quelli non canonici, tollerati, ignorati o, a volte, giudicati eretici dalla dottri-
na ortodossa. Tutto è utile e anche necessario per evitare di accettare, supinamente,
determinate tesi, generalmente false, consolidate nel tempo.

Precisazioni sui V A N G E L I
(I fondamenti del mito e della leggenda)

Si rende subito necessario qualche importante chiarimento.


Fin dall'ottocento gli studiosi ed alcuni teologi hanno dimostrato in maniera convincente come i
vangeli non siano resoconti attendibili di quanto realmente accadde 2000 anni fa. Furono tutti
scritti molto tempo dopo la morte di Gesù e anche dopo le lettere di San Paolo, dove non è men-
zionato nessuno dei presunti episodi della vita del Cristo.
Quando furono scritti i vangeli, molti anni dopo la morte di Gesù, nessuno sapeva neanche
dov'era nato. Ma in base ad una profezia dell'Antico Testamento (Mi 5,2) gli ebrei supponevano
e si aspettavano che il messia (poi negato!) sarebbe nato a Betlemme.
(Rif. 800)
Gesù non ha mai scritto nulla. Nessuno dei suoi ipotetici testimoni oculari: apostoli, seguaci,
ecc. ha lasciato una sola riga su questo enigmatico personaggio. I suoi apostoli pare fossero
persone talmente semplici da essere quasi sicuramente analfabeti.
Al di fuori dei soliti vangeli, nessuno ha mai testimoniato per iscritto gli eventi relativi alla sua

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nascita, ai suoi miracoli, al processo, alla sua morte o quant'altro lo riguarda.
Trattandosi di persona che avrebbe sconvolto il mondo e scompigliato la società di allora, con
centinaia o migliaia di seguaci, questo lascia quantomeno perplessi e pone seri dubbi sulla sua
reale esistenza.

Ammettendo, solo per ipotesi, che Gesù sia esistito allora doveva essere noto solo ai suoi parenti e
ad un ristretto, quanto discutibile, gruppo di beduini della Giudea.

Tutto ciò che si sa di lui è stato scritto qualche secolo dopo la sua presunta esistenza, facendo
man bassa su tutti i miti allora esistenti e noti nell'ambito dell'Impero Romano (e non solo),
con una fantasiosa costruzione a tavolino resa poi "ufficiale" e "credibile" dagli interventi au-
toritari di Costantino nel quadro del Concilio di Nicea.
Pertanto si può ritenere tutte le fonti che seguono artatamente false e prive di fondamento.

Ciò premesso, tutti i fatti, gli eventi, e quant'altro riportato come "Mito o Leggenda", pur es-
sendo necessariamente inattendibili, sono stati ricavati dalle seguenti fonti che restano co-
munque le uniche disponibili per addentrarci nella favola:

A. FONTI CANONICHE
o Vangelo secondo Matteo
o Vangelo secondo Marco
o Vangelo secondo Luca
o Vangelo secondo Giovanni
o Atti degli apostoli di Luca
o Lettere apostoliche di Paolo
o Apocalisse di Giovanni

B. VANGELI APOCRIFI
o Proto vangelo di Giacomo
o Vangelo dello pseudo Tommaso
o Vangelo dello pseudo Matteo
o Vangelo dell'infanzia arabo-siriaco
o Vangelo dell'infanzia armeno
o Libro sulla natività di Maria
o Storia di Giuseppe il falegname
o Vangelo degli ebioniti
o Vangelo dei nazarei
o Vangelo delle Toledoth (Vangelo degli ebrei)
o Vangelo di Pietro (ritrovato nel 1886?)
o Vangelo di Nicodemo
o Vangelo di Maria (ritrovato nel 1896?)
o Ciclo di Pilato (anafora, paradosis e morte)
o Dichiarazione di Giuseppe d'Arimatea
o La vendetta del Salvatore
o Vangelo di Bartolomeo
o Dormizione della S. Madre di Dio, di Giovanni il Teologo
o Transito della Beata Vergine, dello pseudo Giuseppe d'Arimatea
o Atti di Giovanni il Teologo
o Atti di Tommaso

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o La Didachè (Dottrina dei 12 Apostoli)
o Il Vangelo di Giuda

C. VANGELI GNOSTICI DI NAG HAMMADI (Alto Egitto/1945 e.v.)


o Vangelo di Tommaso (Didimo)
o Vangelo di Filippo
o Vangelo di verità (Valentino)
o Apocalisse di Pietro
o Libro segreto di Giovanni
o L'origine del mondo

D. VANGELI DUALISTICI
o Libro di Giovanni Evangelista

ATTENDIBILITA' E COMMENTI
Per quanto concerne i vangeli in generale occorre ricordare:

a. che si tratta di opere di fede, finalizzate alla diffusione di un credo, chiuse nel loro con-
testo e quasi sempre in disaccordo con gli eventi storici;
b. di nessun vangelo, canonico od altro, esiste lo scritto originale; oggi disponiamo solo di
copie di....copie, ecc. che durante i secoli hanno subito innumerevoli manipolazioni e
modifiche per adattare i loro contenuti alle esigenze ad agli interessi del clero;
c. i testi originali della maggior parte dei vangeli sarebbero stati scritti in ambiente gre-
co/romano ed in lingua greca. Essi erano rivolti a fruitori non ebrei e per essere tolle-
rati a Roma, e nei paesi sotto il suo dominio, dovevano eliminare qualsiasi riferimento
circa l'attività politica svolta da Gesù. La massima preoccupazione degli autori è stata
quella di addossare la colpa della condanna di Gesù agli ebrei anziché a Roma, fomen-
tando cosi un odio bestiale ed implacabile verso l'ebraismo deicida, destinato a durare
due millenni;
d. per quello che oggi si conosce, o si può arguire, nessun vangelo è stato scritto prima
della distruzione di Gerusalemme (70 e.v.); è molto probabile che i più antichi risalga-
no alla fine del II secolo, duecento anni dopo la nascita di Gesù;
e. i vangeli, in generale, non sono d'accordo su nessuno dei fatti più importanti della vita
di Gesù. Nessuno degli autori ha mai conosciuto Gesù ed ascoltato le parole che vengo-
no trascritte con tanta enfasi; i vangeli sono stati redatti su voci, racconti e miti ripresi,
in maggior parte, da altri culti.

Jerome Neyrey: la cosa più importante è che noi realisticamente non sappiamo chi abbia scritto i
vangeli.
(Rif. 344)

Rudolf Bultman: i racconti dei vangeli sono tali che noi non possiamo sapere nulla su ciò che
concerne la vita e la personalità di Gesù.
(Rif. 346)

Thomas Paine: quando i mitologisti della chiesa fondarono il loro sistema, essi raccolsero tutti

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gli scritti che poterono trovare e li rielaborarono a loro piacimento.
(Rif. 342)

C. Denni Mc Kinsey: Gesù è una figura mitica aderente alle tradizioni della mitologia pagana;
chiunque voglia credere che Gesù visse e camminò come un essere umano lo fa a dispetto delle
evidenze e non per causa loro.
(Rif. 348)

Voltaire: E' una questione grossa individuare i primi Evangeli. Quel che risulta [.....] è che nes-
suno dei primi padri della chiesa, fino ad Ireneo incluso, cita mai nessun passo dei quattro E-
vangeli che noi conosciamo.
(Rif. 410)

U. Ranke-Heinemann: I vangeli altro non sono che un tessuto di favole dannose e di "kitsch" di
cattivo gusto.
(Rif. ***)

Infine ricordiamoci di J.P. Goebbels, ministro responsabile della propaganda nazista, che 2000
anni dopo soleva dire ai suoi collaboratori: Non importa quanto sia grande la bugia che volete
raccontare. L'importante è che la raccontiate con ferma determinazione e soprattutto che la ripe-
tiate infinite volte e con convinzione; alla lunga la gente finirà col crederci.

ULTERIORI NOTE INFORMATIVE SUI VANGELI

A - SUI VANGELI CANONICI


Oggi, dopo infiniti rimaneggiamenti e ridefinizioni del Canone, sono quelli riportati nella ver-
sione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana e pubblicati nella Bibbia.
(Rif. 130)
I quattro vangeli considerati canonici sarebbero stati scelti, inizialmente da Ireneo di Lione
(metà del II secolo) in base a criteri alquanto singolari:

 dovevano essere quattro come i quattro punti cardinali (le 4 regioni del mondo)
 dovevano essere quattro come i quattro venti principali
 dovevano essere quattro come le prime quattro creature viventi e cioè:
o il leone (Marco),
o il vitello (Luca),
o l'unicorno (Matteo)
o l'aquila (Giovanni).

Oppure, secondo un'altra versione, quattro come gli esseri animati:

 il leone (Marco),
 il toro (Luca),
 l'uomo (Matteo)
 l'aquila (Giovanni).

E' il cosiddetto vangelo quadriforme secondo la stessa definizione di Ireneo di Lione.


Con il suo libro "Contro gli Eretici" Ireneo si scaglia violentemente contro gli ebrei accusan-
doli dell'assassinio del loro Signore; queste accuse verranno poi riprese da Costantino me-

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diante pesanti atti di discriminazione giuridici e razziali.

Si tramanda anche che, durante il concilio di Nicea, tutti i vangeli allora conosciuti (canonici
ed apocrifi) siano stati messi alla rinfusa su di un altare. L'intervento dello spirito santo fece
cadere a terra i vangeli "non autentici" risparmiando naturalmente quelli canonici a noi noti.
(Rif. 410)

E' certo che gli evangelisti non furono apostoli di Gesù; primo perché sono sovente in disso-
nanza (se non disaccordo) tra di loro; secondo perché avrebbero dovuto raggiungere una età
alquanto inconsueta per quei tempi. Ad esempio: Giovanni avrebbe dovuto vivere sino a 110
anni, Matteo almeno 70 anni.
Cosa poco probabile visto che, a quei tempi, la vita media era di circa 30 anni.
In questi ultimi anni è stata avanzata una nuova ipotesi: secondo l'Università di Tubinga, i
vangeli di Matteo, Marco e Luca sarebbero derivati da un precedente documento detto "Q"
(dal tedesco: quelle = fonte) del quale però poco si sa. Qualcuno ipotizza trattarsi di un proto-
vangelo, utilizzato dalla Nuova Chiesa di Gerusalemme, per memorizzare fatti ed eventi ri-
guardanti questo singolare messia (cosidetti Loghia).

In particolare:

- Vangelo di Marco sarebbe stato scritto a Roma dopo la distruzione del Tempio di Gerusa-
lemme. E' ritenuto il più antico dei tre vangeli sinottici.
Altri sostengono sia stato scritto in oriente (Siria?) forse in lingua aramaica.

- Vangelo di Matteo decisamente derivato da quello di Marco mentre dovrebbe essere il con-
trario se è vero che Matteo (Levi) era l'apostolo di Gesù.

- Vangelo di Luca su questo evangelista sono state fatte molte ipotesi:

 era un gentile,
 era un ebreo ellenizzato,
 era una donna,
 era un medico siriano, convertito da Paolo in Antiochia.

Si ipotizza anche che Luca abbia derivato il suo vangelo da quello gnostico attribuito a Mar-
cione. Luca è stato anche l'autore degli Atti degli Apostoli.

- Vangelo di Giovanni non sinottico, va decisamente contro corrente e descrive un Gesù del
tutto particolare rispetto agli altri tre vangeli.
Le differenze rispetto agli altri tre risultano sostanziali:

 diversità nella identificazione degli apostoli


 la resurrezione di Lazzaro è soltanto sua
 Gesù NON è stato processato e condannato a morte dagli ebrei.

Se è vero che era l'apostolo di Gesù (Giovanni figlio di Zebedeo) allora era un pescatore ebreo
analfabeta che avrebbe scritto questo vangelo all'età di 100 anni circa. In precedenza avrebbe
scritto l'Apocalisse.
Circola l'ipotesi che l'autore di questo vangelo e dell'Apocalisse sia stato un certo Cerinto, un
discepolo gnostico, che avrebbe sfruttato il nome di Giovanni per attribuire una certa credibi-
lità(?) ai suoi scritti.

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Per quanto riguarda l'Apocalisse è evidente che i motivi sono tratti da precedenti apocalissi
contenuti nel Vecchio Testamento e redatti da Daniele, Enoch, Baruc, Esdra ed Elia; altre a-
nalogie si incontrano anche nei testi scritti in persiano antico della religione dei zoroastriani.

Una ipotesi recente è quella di P. Benvenuto (Rif. 444), il quale sostiene che i compilatori dei
vangeli canonici si siano basati su precedenti documenti (pseudo vangeli?) quali:

a. Vangelo dei dodici (Gerusalemme): una raccolta di materiale evangelico a cura della
Nuova Chiesa di Gerusalemme, in ebraico e antecedente l'anno 36 e.v. (forse: la Dida-
che' ??)
b. Vangelo ellenista (Antiochia): traduzione in greco della raccolta a).
c. Vangelo paolino (Efeso/Filippi): traduzione in greco del materiale a) corredato con
concetti espressi da Paolo. Portato ad Efeso da Sila.
d. Vangelo dei timorati di dio (Cesarea): traduzione in greco del materiale a) con aggiunta
di passi catechistici, a cura di Filippo. E quindi:
o Marco, a Roma, avrebbe derivato il suo vangelo da b+c.
o Matteo, ad Antiochia, dopo la caduta di Gerusalemme, avrebbe derivato il suo
vangelo da b+d.
o Luca, in Grecia, intorno al 62 e.v., avrebbe derivato il suo vangelo da c.
o Giovanni, ad Efeso, intorno al 90-100 e.v., avrebbe compilato il suo vangelo in
maniera autonoma.

Una ulteriore ipotesi (da comprovare) sostiene che la prima forma scritta dei vangeli sia deri-
vata da una fonte primitiva detta Ur-Markus.

In particolare, per quanto riguarda il "Vangelo dei dodici" (a) occorre precisare:

 sino ad oggi nessuno ne ha rilevata l'esistenza certa


 se anche esisteva e se i vangeli sinottici fossero derivati da questo documento, allora bi-
sognerebbe ammettere che la Nuova Chiesa di Gerusalemme abbia, a suo tempo, rece-
pito le idee di Paolo, contrariamente a quanto si può arguire dagli Atti di Luca.

Per quanto poi concerne La Didachè (greco = insegnamento, dottrina, dottrina dei dodici apo-
stoli), si tratta di un documento, redatto in greco, ritrovato a Costantinopoli nel 1056 e rima-
sto sepolto sino al 1873 nell'archivio della Chiesa Metropolita di Gerusalemme. Non si conosce
l'autore di questo documento, probabilmente scritto in Siria; l'ipotesi più probabile è che sia
di scuola e di origine ebraica.
Riportato alla luce nel 1873 dal metropolita Filoteo Bryennios, venne indicato come un "ma-
nuale primitivo di diritto canonico", di istruzioni liturgiche e di catechesi. Qualcuno lo ritiene
di origine antichissima e suppone sia stato la fonte di ispirazione dei tre vangeli sinottici.
D'altro canto la chiesa non l'ha mai incluso nel Canone e cerca, quanto meno, di minimizzar-
ne l'esistenza anche se un brano dello stesso è riportato negli attuali breviari (Liturgia delle
Ore).

- Atti degli Apostoli testo attribuito a Luca, narra quanto accaduto nel periodo che va dalla
morte di Gesù alla misteriosa scomparsa di Paolo. La chiesa ritiene sia stato composto verso
la fine del primo secolo.

B - SUI VANGELI APOCRIFI


Sono oltre trenta lavori che hanno visto la luce in un arco di tempo molto ampio, dal II secolo
al XIX secolo. L'ultimo scoperto è il vangelo di Pietro ritrovato nel 1886 e.v. Alcuni di questi

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vangeli sono talmente fantasiosi e fiabeschi che vien fatto di chiedere a quali categorie di cre-
denti fossero indirizzati.
La loro prima stesura è comunque molto incerta. E' probabile siano stati scritti originaria-
mente in greco e poi più volte tradotti e ritradotti in copto, siriaco, ecc; non è neanche chiaro
da dove siano derivate le versioni in italiano oggi disponibili.
Trattarne diffusamente esula dai limiti di questo testo perciò, per maggiori informazioni, si
rimanda a M. Craveri: I Vangeli Apocrifi.
(Rif. 330)

C - SUI VANGELI GNOSTICI


Sono stati scoperti di recente (1945 in Egitto, a Nag Hammadi). Si tratta di 52 testi copti (tra
cui alcuni vangeli inediti) sepolti 1500 anni or sono in una giara di terracotta. Si ritiene che al-
cuni di questi testi, probabilmente copiati da originali greci, possano risalire al II secolo.
Probabilmente, dopo l'ordine di Atanasio, vescovo di Alessandria, di distruggere tutti i testi
ritenuti apocrifi, qualche monaco del monastero di Nag Hammadi, disubbidendo al vescovo
tolse dagli scaffali i 52 libri, li sigillò dentro una giara e li seppellì.

Sono stati tradotti inizialmente da Gilles Quispel e portati a conoscenza del pubblico nella me-
ta degli anni 50.

Le fonti di tipo b) FONTI STORICHE sono in realtà abbastanza scarne e poco il-
luminanti. Gli storici, almeno nei primi secoli del dopo Gesù, pare abbiano comple-
tamente ignorato l'esistenza e l'attività del nostro soggetto. Gli altri, moderni, lavo-
rano su ipotesi, sovente logiche e ragionevoli, quali oggi si possono formulare, alla
luce delle recenti scoperte archeologiche.

PRECISAZIONI SULLE FONTI STORICHE

A - STORICI EBRAICI -
In generale gli storici ebraici, contemporanei di Gesù o di generazione immediatamente se-
guente, ignorano completamente la sua esistenza e le sue vicende. I casi sono due: la chiesa,
nel corso dei secoli, ha sistematicamente revisionato i loro scritti e le successive traduzioni, in
quanto contenenti notizie non positive e contrarie ai dogmi teologici della chiesa stessa; oppu-
re si deve ammettere che il personaggio non era poi tanto rilevante da finire sugli annali stori-
ci o, addirittura, era inesistente.
Tra questi autori ricordiamo:

 PHILO JUDAEUS (Filone Alessandrino), nato nel 734 a.u.c.(20 a.C.) e morto nell'803
a.u.c.(50 e.v.), era a tutti gli effetti un contemporaneo di Gesù, vissuto nei dintorni di

14
Gerusalemme.
Ha scritto note dettagliate sugli eventi accaduti in Palestina in quegli anni; di Gesù ne-
anche una parola.

 GIUSTO DA TIBERIADE (opere scomparse rammentate da Pothius, patriarca di Co-


stantinopoli)

 GIUSEPPE FLAVIO nato a Gerusalemme presumibilmente nel 791 a.u.c.(38 e.v.) e


morto a Roma nell'853 a.u.c.(100 e.v.).
E' una delle fonti più citate anche se non mancano dubbi sulla genuina autenticità dei
suoi scritti. Dei testi originali di questo autore praticamente non esiste più nulla. Circo-
la una ipotesi, o il sospetto, che i suoi scritti sulla guerra giudaica siano stati manomessi
e falsati dalla chiesa e poi rimessi in circolazione sotto il nome di Esegippo.

Si dice anche che, recentemente, sia stata scoperta una versione della sua opera "Guerra
Giudaica" in lingua slava, risalente a vari secoli or sono, che pare sia fortunatamente
sfuggita alle manipolazioni del clero. La notizia non è comunque comprovata.

Il personaggio è comunque singolare. Riportiamo qui, fuori testo, una breve biografia
di questo storico.

INSERTO 01 - Giuseppe Flavio


Originariamente Yosef ben Matityahu ha-Kohen. Ebreo, appartenente ad una famiglia di sa-
cerdoti, aderente al movimento esseno, per qualche tempo governatore della Galilea e del Go-
lan, nel 66(e.v.) diventa un capo dei ribelli e si batte con accanimento contro i romani a Jota-
pata. Messo alle strette si rifugia in una grotta con 40 compagni e qui viene deciso il suicidio
collettivo per evitare di cadere in mano al nemico. Al termine di un reciproco ammazzamento
restano in piedi Giuseppe ed un compagno d'armi, i quali due, realisticamente si chiedono se
valga la pena continuare. Decidono così di consegnarsi ai romani, che pare abbiano apprezza-
to il gesto, considerata la brillante carriera e la vita comoda che la sorte riserverà a Giuseppe.

Trasferito a Roma, si fa notare per intelligenza e preparazione, tanto che viene adottato da
Vespasiano, assumendo il nome della famiglia Flavia. Viene nominato storico di corte con ap-
pannaggio e casa in Roma. Resta comunque attaccato alla religione ebraica e ad essa educa i
suoi figli.

In realtà, dopo l'adozione nella famiglia Flavia, cerca di far dimenticare i suoi trascorsi di in-
tegralista giudaico, assumendo posizioni pesantemente critiche nei confronti del movimento in
questione.

Ha scritto (in aramaico e in greco) due opere corpose: Guerra Giudaica (7 libri) e Antichità
Giudaiche (20 libri). Il breve cenno (abbastanza accattivante) che scrive su Gesù, nel volume
XVIII di Antichità Giudaiche, sa di falso, inserito ad arte a posteriori. Considerata la sua po-
sizione a Roma, se lo avesse veramente scritto, avrebbe quanto meno..... perso il posto.

Parecchi eruditi si sono mostrati sorpresi di non trovare nello storico ebreo Giosefo [Giuseppe]
nessuna traccia di Gesù il Cristo; poiché tutti gli studiosi seri ammettono oggi che quel breve

15
passo che ne fa menzione nella sua "Storia", è interpolato. Eppure il padre di questo storico a-
vrebbe dovuto essere fra i testimoni di tutti i miracoli di Gesù. Giosefo era di famiglia sacerdota-
le, parente della regina Mariamne, moglie di Erode: egli si diffonde in particolari minuti su tutti
gli atti di quel principe; tuttavia non dice una parola né della vita né della morte di Gesù; e, men-
tre non dissimula nessuna delle crudeltà di Erode, non parla della famosa strage di tutti i bambi-
ni da lui ordinata, in conseguenza della notizia che era nato un re dei Giudei. Il calendario greco
cristiano ci parla di quattordicimila bambini sgozzati in tale occasione; e sarebbe, di tutte le azio-
ni di tutti i tiranni del mondo, la più mostruosa che non trova esempio nella storia.

Eppure il più serio scrittore che mai abbiano avuto gli Ebrei, il solo stimato anche dai Romani e
dai Greci, non fa menzione di questo avvenimento tanto singolare quanto spaventoso. Non parla
neppure di quella nuova stella che comparve ad Oriente dopo la nascita del Salvatore: fenomeno
impressionante che non doveva sfuggire ad uno storico così bene informato; e così tace di quelle
tenebre che coprirono tutta la terra, in pieno giorno, e per la durata di tre ore, quando il Salvato-
re morì, di tutti quei sepolcri che in quel momento si aprirono e della folla dei giusti che risusci-
tarono.
(Rif. 410)
Questo è ciò che comunemente si pensa di Giuseppe Flavio.

La realtà però sembra essere ben altra. Intuita l'inutilità degli sforzi per abbattere l'agguerri-
to esercito romano decide di abbandonare i suoi compagni e di vendersi all'impero in cambio
dell'impunità ed altri concreti compensi; la nomea di opportunista e di traditore, che i giudei
gli attribuiranno, lo perseguiterà per tutta la vita.
Saltato quindi sul carro del vincitore e agli ordini di Tito, metterà a disposizione di quest'ul-
timo la sua esperienza e le sue conoscenze su fatti, strategie e comportamenti del movimento
ribelle, collaborando alla sua sistematica distruzione ed alla caduta di Gerusalemme.
Trasferito a Roma, con un bagaglio di numerosi testi sfuggiti alla distruzione, con l'adozio-
ne/premio della famiglia Flavia, acquisisce tutti i diritti di cittadino romano (che lo protegge
da eventuali tardive vendette) e darà corso alla compilazione delle opere che lo renderanno
famoso, sull'attendibilità delle quali torneremo in seguito.

B - STORICI LATINI -
Anche gli storici latini non rammentano Gesù e le sue vicende. Solo alcuni citano, quasi per
caso, i termini Cristo e cristiani. Ad esempio:

 SVETONIO - 69/140(e.v.) - nella sua opera biografica sugli imperatori romani, scri-
vendo di Claudio dice: ....l'imperatore Claudio scacciò da Roma i giudei che istigati da
Cresto (Cristo), erano continuamente in lotta.
A proposito di Nerone scrive ancora: ....furono puniti i cristiani, un gruppo di persone
dedite ad una superstizione nuova e malefica....

 TACITO - 55/120(e.v.) - parlando di Nerone cosi si esprime: ....mise avanti come rei
dell'incendio gente odiata per i suoi mali costumi, che il volgo chiama cristiani, e infine
inflisse loro i più raffinati supplizi. Quel nome essi derivarono da Cristo, che sotto il re-
gno di Tiberio fu mandato a morte dal procuratore Ponzio Pilato.

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Lo ignorano pure:

 PLUTARCO
 SENECA
 MARZIALE
 CASSIO DIONE
 PLINIO IL VECCHIO
 PLINIO IL GIOVANE
 e un'altra trentina tra i più noti

Come si può constatare tutti questi storici ignorano l'esistenza ed il nome di Gesù; solo un pa-
io di volte viene rammentato il titolo messianico Cristo (l'unto) e non certo in senso positivo;
gli vengono attribuite caratteristiche assai poco spirituali, considerandolo fonte di disordini e
di velleitarismo politico.
(Rif. 180,185,760,995)

Eppure il mitico Gesù avrebbe dovuto, con le sue gesta e i suoi miracoli, creare un notevole
scalpore ed essere, di conseguenza, annotato negli annali storici del mondo allora noto.

§ 3 - IL CALENDARIO

Il calendario è una nota dolente. Catalogare cronologicamente eventi di natura sto-


rica presuppone l'esistenza di un metodo di scansione del tempo (calendario) non
opinabile.
Purtroppo non è così; nel nostro mondo occidentale è invalso l'uso, indiscusso, del
calendario gregoriano, che è assai meno preciso di quanto si possa immaginare.
Quale valore si può attribuire ad a.C. e d.C. quando l'anno 1 di riferimento è messo
in dubbio?
In questo testo si e' comunque scelto di fare riferimento al calendario gregoriano
(e.v. = era volgare) integrandolo, a volte e quando necessario, con quello romano
(a.u.c. = ab urbe condita).
Nell'inserto che segue, sono riportati alcuni indispensabili chiarimenti sui calenda-
ri, evitando però qualsiasi riferimento al fenomeno della Precessione degli Equinozi,
scarsamente significativo data la brevità del periodo storico preso in esame (circa
7000 anni).

INSERTO 02 - Note sui calendari

- CALENDARIO ROMANO (Calendario di Numa)


E' basato su di una notazione cronologica e considera come anno iniziale 1 (non zero) il:
753 a.u.c., cioè l'anno della fondazione di Roma (ab urbe condita).
Il calendario di Numa (12 mesi e 355 giorni per anno) era derivato da quello iniziale di Romo-
lo che considerava solo 10 mesi e 304 giorni per anno.
Per convenzione le cronologie assumono come inizio anno il Primo Gennaio e non il 21 Aprile,

17
data della presunta fondazione di Roma.

- CALENDARIO GIULIANO
Il calendario, istituito da Giulio Cesare, è andato a regime nel 45-46 a.e.v. (ante era volgare)
ed è attualmente in ritardo di 13 giorni rispetto al calendario gregoriano. Anche questo calen-
dario considera come inizio anno il Primo Gennaio.
Secondo i suggerimenti del matematico alessandrino Sosigene, venne introdotto l'anno bisesti-
le. Ogni 4 anni, tra il 23 e il 24 febbraio, veniva inserito un giorno detto "Bis Sextus".

- CALENDARIO GREGORIANO
Studiato a Roma dall'astronomo Clavio, istituito da Gregorio XIII ed imposto, in tutti gli stati
cattolici, a partire dal 15 Ottobre 1582 e.v. sopprimendo 10 giorni dal precedente calendario
giuliano (dal 5 al 14 Ottobre compresi).
Considera come anno 1 (non zero) il presunto anno di nascita di Gesù (754 a.u.c.), come era
stato erroneamente determinato nel 540 e.v., dall'abate russo ed astronomo Dionigi Il Piccolo
(Dionysius Exiguus) ed in seguito adottato dal monaco Beda, nel 725 a.u.c., come anno iniziale
dell'era cristiana.

L'errore è evidente; se, secondo Matteo, Gesù è nato durante il regno di Erode il Grande, vi-
sto che questi è morto nel 750 a.u.c., allora Gesù è certamente nato prima di questo evento.
Ma quanto prima? Questo testo ritiene che possa essere nato nel 747 a.u.c.; è solo una ipotesi,
condivisa da altri, che ci permette di conciliare l'evento con altri fatti storici concomitanti.

Questo calendario fu imposto con la forza (e con il massacro di centinaia di persone) in quei
paesi cattolici dove la chiesa era particolarmente forte. La chiesa giustificò i massacri soste-
nendo si trattasse di sprovveduti facinorosi i quali temevano di essere stati defraudati di 10
giorni di vita (!). I motivi erano ben altri; in questa occasione nobiltà e clero (voraci ed ingor-
di), pretesero il pagamento delle loro rendite parassitarie per l'intero mese di ottobre, mentre
coloro che tali rendite dovevano procurare dovettero provvedere con il 30 per cento di giorna-
te lavorative in meno.

Le rivolte che seguirono furono dovute al fatto che la maggior parte dei lavoratori erano pagati a
giornata mentre i proprietari di immobili riscuotevano le rendite mensilmente.
(Hans Rancke - University of Copenhagen).

Il calendario gregoriano si diffuse in Europa molto lentamente; nel primo ventennio del 1900
molti paesi europei utilizzavano ancora il calendario giuliano.

- CALENDARIO EBRAICO
E' un calendario lunare (anno di 354 giorni) allineato al calendario solare mediante un ciclo di
compensazione (ciclo di Metone) di 19 anni. Il mese può essere di 29-30 giorni. L'anno 1 (non
zero) corrisponde all'anno della creazione del mondo(?) 3760 a.e.v.

Corrispondenza mesi

Nisan (Abib) Marzo-Aprile


Ijjar (Ziv) Aprile-Maggio
Sivan Maggio-Giugno
Tammuz Giugno-Luglio
Ab Luglio-Agosto
Elul Agosto-Settembre

18
Tisri (Etanim) Settembre-Ottobre
Marchesvan (Bul) Ottobre-Novembre
Kisleu Novembre-Dicembre
Tebet Dicembre-Gennaio
Sebat Gennaio-Febbraio
Adar Febbraio-Marzo

- CALENDARIO DI QUMRAN (Calendario Esseno)


Aveva una durata di 365 giorni evidenziati su una meridiana scoperta a Qumran.

- CALENDARIO ASTRONOMICO
E' il più corretto in senso assoluto ed il meno pratico per le cronologie storiche. Infatti tiene
conto dell'anno zero, inserito tra l'uno a.e.v. e l'uno e.v..
Inizia dall' 1 Gennaio del 4713 a.e.v. enumerando tutti i giorni seguenti senza tenere conto dei
mesi e degli anni.

ALTRE PRECISAZIONI
- Un anno solare ha la durata di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 6 secondi. A questo proposito il
calendario gregoriano eccede, ogni anno di 24 secondi sull'anno tropico; fra 3500 anni occor-
rerà eliminare un giorno.
- Un anno lunare (ciclo di 12 lunazioni) ha la durata di 354 giorni, 6 ore, 48 minuti e 48 secon-
di.
- Il terzo millennio è iniziato nel 1993 e.v. se si considera che Gesù è nato nel 7 a.e.v. oppure,
tenuta ferma l'ipotesi di Dionigi, inizierà il Primo Gennaio 2001 e.v. e non il Primo Gennaio
del 2000 e.v.; questa è stata una licenza festaiola e commerciale alla quale i preti hanno dovu-
to abbozzare per non perdere la faccia.

- Secondo il rev. J. Lightfoot, Dio ha dato inizio alla creazione del mondo Mercoledì 23 Otto-
bre dell'anno 4004 a.e.v., alle ore 9.00 a.m.. Se i calcoli del reverendo sono esatti, dio si sareb-
be riposato il Martedì della settimana seguente in barba ai precetti sul riposo al Venerdì, al
Sabato o alla Domenica.
- Secondo l'arcivescovo inglese J. Ussher (La Creazione dell'uomo) Adamo è nato esattamente
Venerdì, 24 Marzo 4004 a.e.v.
- Secondo Beda la creazione è avvenuta nell'anno 3592 a.e.v.
- Secondo Eusebio la creazione è avvenuta nell'anno 5198 a.e.v.
- La ricorrenza del Natale è stata fissata al 25 Dicembre all'inizio del IV secolo su sollecitazio-
ne di Costantino il Grande e per eliminare la festa pagana dei saturnali.
- L'anno gregoriano 2000 e.v. corrisponde a:

anno romano (Numa) 2753


anno giuliano 2046
anno copto 1716
anno bizantino 7509
anno ebraico (Biblico) 5761
anno greco (Seleucide) 2312
anno islamico (Egira) 1378
anno Nabonassar 2749
anno indiano (Saka) 1922

19
anno buddista (Nirvana) 2544
anno giapponese 2660
anno cinese 4637
anno olimpico 2776
anno astronomico (circa) 6714

- Ma quanto è vecchio questo mondo? Con riferimento all'anno 2000 e.v., eccovi alcune "dot-
te" valutazioni:

Eusebio anni 7198


Genebrard anni 6900
Lightfoot anni 6004
Pico della Mir. anni 5958
Scaligero anni 5948
Metone anni 5761
Beda anni 5592

CORRISPONDENZE TRA CALENDARIO ROMANO E GREGORIANO


(Per gli eventi più significativi)

a.u.c. e.v. MITO STORIA


656 -98 Nascita di Giuseppe .
691 -63 Nascita di Gioacchino .
692 -62 . Roma conquista la Palestina
695 -59 Nascita di Anna .
705 -49 . Erode Antipatro prefetto di Giudea
710 -44 . Uccisione di Giulio Cesare
711 -43 . Erode il Grande tetrarca della Giudea
715 -39 . Erode il Grande re della Palestina
719 -35 . Inizio costruz. Torre Antonia
731 -23 Nascita di Maria .
734 -20 . Inizio ricostruzione Tempio
746 -8 Unione di Giuseppe e Maria .
747 -7 Presunta nascita di Gesù .
750 -4 . Morte di Erode il Grande
759 6 . Erode Antipa al potere
760 7 . Censimento fiscale
767 14 Morte di Giuseppe .
779 26 . Ponzio Pilato prefetto di Giudea
780 27 Inizio attività di Gesù .
783 30 Morte di Gesù .

20
784 31 Inizio attività apostoli .
789 36 . Ponzio Pilato lascia la Giudea
802 49 Morte di Maria .
815 62 Morte di Giacomo .
817 64 Morte di Paolo Incendio di Roma
818 65 Morte di Pietro .
819 66 . Moti di ribellione in Palestina
820 67 . Distruzione di Gamla
823 70 . Distruzione di Gerusalemme
826 73 . Caduta di Masada
869 116 . Moti di ribellione in Palestina
886 133 . Sconfitta di Bar-Kosba
888 135 . Fine delle rivolte in Palestina

§ 4 - LE DATE RELATIVE A GESU'

Sulle date di nascita e di morte di Gesù Nazareno ci sono decine di "dotte opinioni",
allo stesso tempo tutte valide e tutte criticabili che, indirettamente, avvalorano la
tesi che si tratti di un personaggio mitico e quindi difficilmente databile.
Quello che ci mette seriamente in imbarazzo è Luca, il quale afferma che Maria ha
avuto l'Annunciazione sotto Erode il Grande (morto il 4 a.e.v.) ed ha partorito du-
rante il censimento di Quirino (anno 6-7 e.v.)(!)
In effetti stabilire la data di nascita di Gesù è praticamente impossibile.

- NASCITA DI GESU' (secondo il mito)

L'unico documento che potrebbe dare delle indicazioni utili è il Vangelo secondo Luca il quale
però, come sostenuto, malgrado le affermazioni rassicuranti dell'autore, sbaglia in maniera
veramente eclatante.
A complicare le cose ci si mette poi anche Dionigi il Piccolo il quale, aggiungendo errore ad
errore, ci porta completamente fuori strada.

A conti fatti, sulla base della tabella che segue, ricavata da Luca, dalla data del concepimento
(annunciazione) a quella del parto, sarebbero trascorsi 11/12 anni. Se per il fedele questo po-
trebbe non essere un problema, è innegabile però il discredito che viene gettato sulla storicità
della figura di Gesù.

21
EVENTO RIFER. STORICO
1 - PROEMIO (Luca)
.....Tuttavia, anch'io, dopo aver inda-
gato accuratamente ogni cosa fin
dall'origine, mi sono deciso a scrive-
Da quello che segue non si direbbe
re con ordine, egregio Teofilo, affin-
abbia indagato molto.
ché tu abbia esatta conoscenza di
quelle cose intorno alle quali sei sta-
to catechizzato.
..........
- ANNUNZIO DELLA NASCITA
DI GIOVANNI BATTISTA
Erode, (il Grande) re della Giudea, è
Al tempo di Erode, re della Giudea,
nato nel 74(a.e.v.) e morto nel
.......Dopo quei giorni Elisabetta con-
4(a.e.v.) all'età di 70 anni.
cepì ma si tenne nascosta.......
..........
- ANNUNZIO DELLA NASCITA
DI GESU' Dopo sei mesi dall'annuncio ad Eli-
Al sesto mese Dio mandò l'angelo sabetta. Infatti Gesù sarebbe nato
Gabriele in una città della Galilea tre mesi dopo Giovanni Battista.
chiamata Nazaret, ad una vergine Quanto a Nazaret era un indirizzo
sposa di un uomo di nome Giuseppe, difficilmente reperibile, visto che a
della casa di Davide ...... quei tempi non esisteva.
..........
2 - NASCITA DI GESU'
In quei giorni uscì un editto di Cesa-
re Augusto che ordinava il censimen-
to di tutta la terra. Questo censimen-
Il censimento della Palestina è stato
to fu fatto da Quirino che era gover-
ordinato ed eseguito negli anni
natore della Siria........
6/7(e.v.)
.......Mentre si trovavano là, [Bet-
lemme] giunse per lei [Maria] il
tempo di partorire.......
..........
3 - LA PREDICAZIONE DI GIO-
VANNI BATTISTA
Questo riferimento corrisponde
Era l'anno quindicesimo del regno di
all'anno 27/28(e.v.) circa. E' uno dei
Tiberio Cesare; Ponzio Pilato gover-
riferimenti base su cui Dionigi il Pic-
nava la Giudea, Erode era tetrarca
colo si è servito per calcolare, sba-
della Galilea e suo fratello Filippo
gliando, l'anno di nascita di Gesù.
dell'Idumea e della Traconiti-
de;.........

I riferimenti attribuiti a Luca sono tratti da:


LA BIBBIA - Nuova versione dai testi originali
Edizioni Paoline S.r.l., 1987
Imprimatur: Frascati, 12-11-1982
Sac. Carlo Meconi, Vic. Gen.

22
Dovendo comunque iniziare da qualche parte, sono state scelte, per questo lavoro,
due date fondamentali:

- DATA DI NASCITA: la notte tra il 13 ed il 14 Novembre del 7 (a.e.v.) / 747(a.u.c.)

- DATA DI MORTE: ore 15 del 7 Aprile del 30 (e.v.) / 783(a.u.c.)

e non c'è nulla che possa far ritenere queste date peggiori o migliori di tante altre
che vengono continuamente proposte. La data di nascita ha comunque il pregio, se
così si può dire, di avvicinarsi molto alle ipotesi formulate, in proposito e in questi
ultimi anni, dalla chiesa, presumibilmente basate sulle deduzioni a suo tempo fatte
da Giovanni Keplero.
(Rif. 130,131)
Inoltre, queste due date si accordano, abbastanza bene, con quelle di concomitanti
eventi storici, databili con un certo grado di sicurezza. Questo, comunque, non vuol
dire che siano esatte: come si può dire quando è nato un individuo che probabil-
mente non è ...mai nato!

Ad ogni modo, ammettendone l'esistenza, il Gesù sarebbe vissuto su questa terra per
36 anni.

Altro motivo di imbarazzo è la reale durata della predicazione del Cristo:

 per Giovanni si tratta di un anno


 per Marco e Matteo due anni
 per Luca almeno tre (tre pasque?)

< H3>

Un illuminato teologo, Monsignor Bosquet di Vanves, ha calcolato che Gesù, nel corso delle sue
peregrinazioni in Palestina, abbia percorso una distanza di 2740 chilometri e 58 centimetri. Tutta
la nostra riconoscenza a Mons. Bosquet anche se quello che ci preoccupa un poco sono i 58 cen-
timetri.

In fondo, però, la cosa non ha molta importanza; quello che realmente importa è di
non dimenticare i fatti e gli eventi che si tramanda siano accaduti.

§ 5 - I PRESUNTI GENITORI DI GESU'

SEPHER TOLDOS JESCHUT (Una Ipotesi)


Per completezza di informazione riprendiamo il brano che segue dal Dizionario Fi-
losofico di Voltaire, alla voce Messia. Il brano risente molto del noto e viscerale at-
teggiamento antisemita dell'Autore; resta comunque il fatto che si tratta di un anti-

23
co e poco noto documento (vero o falso che sia) che questo testo, considerate le
premesse iniziali, non può esimersi dal riportare.

Fra tutte le opere dettate da questo loro accecamento, [degli ebrei] nessuna è così odiosa e stra-
vagante come l'antico libro intitolato: Sepher Toldos Jeschut, rimesso alla luce da Wagenseil, nel
II tomo della sua opera intitolata: Tela Ignea, ecc.
In questo libello si può leggere una storia mostruosa della vita del nostro Salvatore, forgiata con
tutta la passione e la malafede possibili. Così, per esempio, vi si trova che un certo Panther o
Pandera, abitante di Betlemme, essendosi innamorato di una giovine donna sposata a Jochanan,
ebbe da questo commercio impuro un figlio che fu chiamato Jesua o Jesu. Poi il padre di questo
bambino fu obbligato a fuggire, e si ritirò a Babilonia. Il piccolo Jesu da parte sua fu mandato a
scuola; ma, aggiunge l'autore, ebbe l'insolenza di star a testa alta e scoperta davanti ai sacrifica-
tori, invece di presentarsi davanti a loro a testa bassa e col viso coperto come era costume: atto
che destò grande riprovazione, e attirò l'attenzione sulla sua nascita spuria, esponendolo così
all'ignominia.
Questo Sepher Toldos Jeschut era conosciuto fin dal secondo secolo: Celso lo cita dandogli fede,
e Origene lo confuta nel suo IX capitolo.
Un altro libro anch'esso intitolato Toldos Jeschut, pubblicato l'anno 1705 dallo Huldrich, segue
più da presso l'Evangelo dell'infanzia, ma formicola di anacronismi e di grossolani errori. Fra
l'altro fa nascere e morire Gesù sotto il regno di Erode il Grande, e vuole che davanti a questo
principe sia stata mossa la causa dell'adulterio di Panther e di Maria madre di Gesù. L'autore,
che prende il nome di Jonathan e si dice contemporaneo di Gesù e abitante di Gerusalemme, dice
che Erode consultò a questo proposito i senatori di una città della terra di Cesarea.
(Rif. 410)

E' probabile che questa interpretazione sia stata tratta dal libro "Contro i Cristia-
ni" di Celso (II-III sec.) il quale recita:

.....tu t'inventasti la nascita da una vergine: in realtà tu sei originario da un villaggio


della Giudea e figlio di una donna di quel villaggio, che viveva in povertà filando a
giornata. Inoltre costei, convinta di adulterio, fu cacciata dallo sposo, falegname di
mestiere. Ripudiata dal marito e vergognosamente randagia, essa ti generò quale figlio
furtivo. ........Tua madre dunque fu scacciata dal falegname che l'aveva chiesta in mo-
glie, perché convinta di adulterio e fu resa incinta da un soldato di nome Pantera.

Alcuni autori ritengono di aver individuato questo misterioso Pantera in:


Tiberio Giulio Abdeo, detto Panthera, centurione dell'esercito romano, presente in Pa-
lestina prima del 9 (e.v.).
Sarebbe morto a 62 anni e sepolto nei pressi di Bingerbruck (Germania) dove è sta-
to trovato un monumento funebre a lui dedicato.
(Rif. 855, 330)

Un'altra interpretazione molto fantasiosa (forse troppo!) sostiene che Maria sia sta-
ta sedotta niente meno che da Tiberio (futuro imperatore) che da giovane si trovava
in Giudea. Questo giustificherebbe le ambizioni di Gesù ad essere proclamato re dei
giudei.

24
Una nuova versione dei fatti viene fornita da Luigi Cascioli, prelevata dal Vangelo
delle Toledoth (Vangelo degli Ebrei).
(Rif. 760)

Ai tempi del secondo santuario, essendo imperatore Tiberio, e ai tempi di Erode II d'Israele, re-
sponsabile di azioni malvagie, come è raccontato nello Josippon, in quei tempi c'era un uomo
della stirpe di David, chiamato Giuseppe, che aveva una moglie di nome Maria; egli era timoroso
di Dio ed era discepolo del Rabbino Schimon ben Shatach. Abitava vicino a lui un malvagio, di
nome Jochannan, trasgressore delle leggi ed adultero. Maria era una donna di bell'aspetto, ed il
malvagio Jochannan aveva posto gli occhi su di lei, voleva possederla. Così seguiva sempre la
donna ma in modo che lei non si accorgesse di nulla.
Il fatto avvenne nel mese di Nissan, alla fine della Pasqua, nel giorno di Sabato, a mezzanotte.
Poiché Giuseppe doveva recarsi al tempio per le cerimonie, questo malvagio si alzò di nottetempo
e si appiattò vicino alla porta della casa. Quando Giuseppe uscì, Jochannan entrò in silenzio e
giacque con Maria, mentre lei gridava, pensando che fosse il marito:
- Mio signore, mio signore, perché ti accoppi con me? Non lo sai che ho le mestruazioni e sono
impura? Allontanati da me, e non fare questa orribile azione, non suscitare l'ira divina. -
Ma il malvagio giacque con lei e lei rimase incinta di lui. Jochannan se ne andò via ma poco do-
po ritornò per ripetere la stessa azione. Maria si ribellò ancora e, sempre convinta che fosse il
marito, gli ripeté:
- Non ti è bastato offendere Dio una volta? Ora ritorni ancora? -
Il malvagio, dopo averla posseduta una seconda volta, se ne andò via dalla casa. La donna era
addolorata e piangeva, e si colpiva forte il volto per il peccato commesso.
All'alba Giuseppe ritornò a casa e trovò la moglie che piangeva e si lamentava. Le chiese cosa
avesse e lei gli rispose:
- Guai a noi e guai a mia madre che mi ha generato, e guai a te che hai commesso una così grave
trasgressione, sapendo che ero mestruata sei venuto da me due volte questa notte senza timore di
Dio! Cosa sarà di te il giorno del giudizio? -
Giuseppe così le rispose:
- Sei matta, forse hai fatto un sogno e hai pensato che fossi io! -
Ma Giuseppe aveva capito che il responsabile era il suo vicino ma non disse nulla alla moglie. Lo
stesso giorno andò dal rabbino Shimon ben Shatach suo maestro il quale, dopo averlo ascoltato,
gli disse:
- So che non hai testimoni, per cui la sola cosa che puoi fare per controllare se il figlio che na-
scerà sarà di Jochannan il malvagio, è di segnarti il giorno. -
Giuseppe, però, pensando che se fosse rimasto a Gerusalemme gli sarebbe venuta grande vergo-
gna e disprezzo per ciò che era avvenuto a sua moglie, la quale sarebbe rimasta incinta non certo
di lui che tutti sapevano non aver mai avuto contatti con lei, decise di partire per trasferirsi in
Babilonia lasciando la moglie nella sua casa.
Dopo nove mesi avvenne che Maria partorì un figlio a cui dette il nome di Giosuè che era il nome
di suo zio, fratello di sua madre. Lo circoncisero a otto giorni.
Maria non avendo mai saputo ciò che era veramente successo, rimase nella convinzione che Gio-
suè fosse il figlio di suo marito Giuseppe anche se tutti sapevano la verità perché Jochannan il
malvagio lo aveva raccontato alla gente del paese. Tutti parlavano di questo fatto, mentre lei non
ne sapeva nulla.
Quando il ragazzo crebbe lo mise in una scuola per studiare la Torah e quel bastardo era intelli-
gente tanto che in un giorno imparava ciò che agli altri non bastava un anno. Per questo che da
quel giorno i rabbini dissero:
- I bastardi sono intelligenti ma lo sono di più se figli di una mestruata. -
Giuseppe, marito di Maria, stava in Babilonia lontano da Gerusalemme due mesi di viaggio. Mai
chiese di lei né fece sapere ad alcuno la sua questione e colà rimase per tutta la vita.

25
Un giorno, durante una lite con i compagni, Giosuè venne a sapere da questi che era un bastardo
figlio di una mestruata. Ritornato a casa raccontò tutto alla madre, la quale, dopo essersi accer-
tata che il fatto fosse vero, rimase così sconvolta che gli tolse il nome Giosuè, suo zio, e lo chiamò
Gesù.

§ 6 - DEMOGRAFIA E NUMERI

Alcune cifre strabilianti ed assai poco realistiche che, ogni tanto ci vengono prospettate dagli
storici dell'antichità, possono avere due possibili giustificazioni:

 la difficoltà di comunicare, di accedere ad informazioni di prima mano ed


una visione, necessariamente parziale, del mondo in cui vivevano, può averli
indotti in errore, tanto da alterare determinati valori sino all'inverosimile;
 oppure la necessità di compiacere i loro mecenati, dei quali descrivevano le
gesta, esaltando le loro imprese a volte con cifre decisamente esagerate.

Pertanto, prima di procedere nella lettura delle cronologie riportate in questo testo,
occorre prendere visione di quanto contenuto nel seguente Inserto 03; aiuterà a ri-
dimensionare ed a rendere più comprensibili ed accettabili determinati eventi.

INSERTO 03 - Note Demografiche (secondo la scienza)


Secondo le ultime conoscenze scientifiche:

 l'universo avrebbe cominciato ad espandersi dai 14-15 miliardi di anni fa (Big-Bang);


 la vita sarebbe apparsa sulla terra da circa 4 miliardi di anni;
 l'apparizione dell'uomo (homo sapiens) risalirebbe ad oltre 160 mila anni or sono;
 da allora sarebbero vissuti sulla terra oltre 100 miliardi di individui definibili come umani
(umanoidi).

La seguente tabella, compilata sulla base di autorevoli fonti (Rif. 200,202,203,205,


208,210,215), mette subito in evidenza alcuni valori essenziali per la corretta valutazione degli
eventi, almeno in chiave demografica, accaduti ai tempi di Gesù.
(Le cifre in parentesi sono stimate e/o calcolate).

ANNO POPOLAZ. MOND. DETTAGLI


e.v. (Milioni) (Milioni)
-10000 (?) Primi tentativi di agricoltura
-8000 (10) Primi insediamenti agricoli permanenti
-5000 (100) Messa a coltura della Valle del Nilo
-4000 (125) Messa a coltura della Valle dell'Indo
-2500 (175) Prime applicazioni dell'uso dei metalli
-1000 (190) .

26
-600 (200) .
-300 (220) Di cui: Cina=50
Inizio dell'Era Volgare
Di cui:
Europa=35 di cui: Italia=4
1 (250)
India=45
Cina=58 (Primo censimento cinese)
Impero Romano=26
Di cui:
Europa=38
200 (255)
Vicino Oriente=18
Impero Romano=28/40(?)
400 (260) Di cui: Europa=32
600 (300) Di cui: Europa=30
Di cui:
800 (330)
Europa=35
Di cui:
1000 (365)
Europa=40 di cui: Italia=5
1200 (400) .
Di cui:
1300 (420)
Europa=70 di cui: Italia=12
1400 (435) .
1500 (450) Di cui: Europa=85
Di cui:
1600 (470)
Europa=89 di cui: Italia=13
1650 500 .
1700 (650) Di cui: Europa=125
Di cui: Europa=140
1760 (780)
(Cristiani=50)
Di cui:
1800 (820)
Europa=146 di cui Italia=18
1830 1000 .
Di cui:
1900 (1700)
Europa=295 di cui Italia=33
1950 2500 .
1976 4000 .
1989 5240 .
Di cui:
2000 6000
Europa=510 di cui Italia 57
Di cui:
2010 (6890)
Terzo Mondo=5670
2020 (7500) .
Di cui:
2025 (8000)
Terzo Mondo=6800

(Secondo Deevey Edward - The Human Population - vi è invece ragione di ritenere che fra
l'8000 e il 4000 (a.e.v.), come conseguenza della rivoluzione agricola, l'umanità sia aumentata di

27
circa 16 volte.)

Tenuto conto della tabella, si possono fare alcune osservazioni, anche se mancano molti ele-
menti per un calcolo preciso:

a. - nell'anno 754(a.u.c.), anno 1(e.v.), la popolazione dei territori conquistati e facenti


parte dell'Impero Romano era di circa 26 milioni di individui;
b. - la superficie dei territori conquistati poteva essere di circa 8/10 milioni di Kmq;
c. - la Palestina entro i suoi confini, come allora definiti, aveva una superficie di circa
20.000 Kmq, una parte estremamente modesta dell'impero;
d. - parte del territorio palestinese era di natura desertica e, quindi, più adatto alla pasto-
rizia che a consistenti insediamenti agricoli; si può perciò supporre una densità di po-
polazione, per Kmq, molto modesta.
e. - tutto il territorio palestinese era stato conquistato, ed era tenuto sotto dominazione,
con un impiego di truppe decisamente ridotto. Infatti l'esercito di occupazione era
composto da 3 coorti di legionari, pari a 1800 uomini, più altri 1200 militi facenti parte
della cavalleria o appartenenti a gruppi ausiliari composti da soldati greci, siriani e a-
rabi.
(Rif. 130)

Vagliando tutti gli elementi disponibili e tenuto conto di una miriade di fattori, qui non elen-
cati, si può, molto grossolanamente, stimare una popolazione palestinese residente compresa
tra 160.000 e 240.000 persone. L'incertezza è grande ma qualche conferma, indiretta, ci può
venire dall'esame di un altro aspetto: superficie e popolazione di Gerusalemme.

La città, a quell'epoca, affidandoci alle mappe contenute in Rif. 130, poteva avere, entro le
mura, una superficie di 1.500.000 mq. in proiezione orizzontale. A questo occorre togliere
135.000 mq. per lo spazio occupato dal Tempio ed almeno altri 200.000 mq. per spazi destinati
ad edifici pubblici, palazzi residenziali, fortificazioni ecc.; restano perciò 1.165.000 mq. desti-
nati a vie di comunicazione cittadine e case di abitazione, senza dimenticare che la città non è
in piano (si eleva sino a 750 metri s.l.m.) e, quindi, la superficie non è perfettamente godibile.
Anche se conti precisi non se ne possono fare, si può però ragionevolmente pensare che l'area
entro le mura e gli agglomerati fuori porta potessero ospitare dai 30.000 ai 35.000 abitanti.
R. Laurentin (Rif. 378) ritiene che gli abitanti di Gerusalemme potesse essere circa 25000.
Durante particolari festività religiose era probabile che tale popolazione raddoppiasse.

Un riferimento improprio ma orientativo: nel 424 (a.e.v.) Alessandro il Grande parte, per
raggiungere l'India, con un esercito di soli "23000 uomini".
(Rif. 250)

Alle soglie del terzo millennio i cristiani nel mondo sono circa un miliardo. Di questi circa 600
milioni appartengono alla setta cattolica; gli altri appartengono alle altre numerose sette qua-
li: protestanti, ortodossi, pentecostali, anglicani, ecc. Nella sola America del nord sono state
contate oltre 500 distinte forme di cristianesimo.

§ 7 - LE POSSIBILI CHIAVI DI LETTURA

A questo punto è inutile continuare ad ignorare il fatto che l'argomento trattato


28
(anche il modo di esporlo e gli inevitabili commenti) potrebbe essere recepito, da ta-
luni lettori, come dissacrante, irriverente ed anticlericale.
Anticlericale lo è sicuramente!
Anche se il recepire o meno certi messaggi, dipende molto dalla conoscenza, dalla
formazione e dal substrato culturale di chi legge.

Al di là di qualsiasi spunto polemico, si può affermare che esistono due possibili


chiavi di lettura per il contenuto di questo testo.
La prima può essere quella suggerita, indirettamente, da S. Ignazio di Loyola
(1491-1556 e.v.) che, ai suoi tempi, affermava:

- Noi dobbiamo essere pronti a credere che ciò che vediamo è bianco,
quando invece è nero, se la gerarchia della chiesa ha deciso così.

L'altra chiave la suggerisce Voltaire il quale, malgrado tutto ciò che si è detto di lui,
non era affatto ateo ma un deista convinto:

- Il dubbio è scomodo ma solo gli imbecilli non ne hanno.

29
PARTE II - I Miti e le Credenze Storiche

Questa prima parte della nostra cronologia intende ricordare, e dare il dovuto ri-
lievo, ai numerosi culti e alle credenze che si sono sviluppate, nel corso dei millenni,
a partire dalle primordiali manifestazioni di "fede" derivate dal culto naturale e
primigenio del "sole" e da quello della "dea madre" (i cosiddetti culti della fertili-
tà).

PERIODO: Preistorico

"Qualche decina di migliaia di anni or sono, un primate della famiglia delle grandi
scimmie, l'Homo Sapiens Sapiens, prese coscienza di sè e cominciò ad utilizzare la
straordinaria capacità di poter "opporre il pollice alle altre dita della mano"; questo
gli consentì di costruirsi strumenti ed utensili, più sofisticati del semplice primitivo
randello, atti a rendere più agevole e meno precaria la sua esistenza.
Quasi contemporaneamente, sempre in questo periodo, l'uomo sviluppò la capacità
di comunicare, articolando un certo numero di fonemi in sequenze logiche e coor-
dinate.
La possibilità di poter trasmettere messaggi e di riceverli permise all'uomo di svi-
luppare la cooperazione con i suoi simili, rendendo più efficaci le sue azioni, co-
struendo oggetti sempre più complessi, grazie allo scambio di reciproche esperien-
ze.

Il linguaggio articolato permise, ben presto, di andare oltre la comunicazione delle


banali e quotidiane esperienze, ma consentì di esprimere anche quelle fantasie, quei
fantasmi e quelle angosce che animavano la mente di questi primi uomini.
Ben presto gli uomini cominciarono a chiedersi il perché della loro esistenza e come
intervenire contro le forze di una natura sovente ostile ed, infine, la maggior parte
di essi si convinse della esistenza di cose impossibili da spiegare e con le quali era
necessario convivere.

La maggior parte ma non tutti.

30
Alcuni continuarono, quasi inconsciamente, a riproporsi domande di natura esi-
stenziale ed infine ai tanti perché qualcuno riuscì a dare una risposta che pareva
plausibile: "potenze misteriose ed esseri sovrannaturali dovevano governare ed in-
fluenzare le forze della natura."
(Rif. ***)

E' stata una delle idee più nefaste del genere umano: erano nati gli spiriti, gli dei, ma
era anche nata la convinzione di poterli in qualche modo influenzare con implora-
zioni, doni e sacrifici.
L'invenzione degli dei e la convinzione di poterli ammansire con regalie di cibi e di
animali sacrificali suggerì a qualcuno, più scaltro degli altri, di porsi come inter-
mediario tra gli uomini e gli dei, vantando qualità e poteri che esistevano solo nella
sua fantasia ma che gli altri, per ignoranza o per oscuri timori, non erano comunque
in grado di contestare.
Questo diede luogo alla seconda e più funesta invenzione dell'umanità: lo sciamano,
lo stregone, il sacerdote, il prete, o altro che dir si voglia.

All'inizio gli sciamani-stregoni si limitarono ad esercitare forme di magia primitiva


atte ad esorcizzare la cattiva sorte nella caccia, nella malattia (prime forme di me-
dicina che davano credibilità a chi le praticava), nella disgrazia ma, in particolare
combattere quel senso di stupefatto terrore che colpiva i nostri antenati quando so-
gnavano apparizioni di persone, a loro care, già defunte. Stava nascendo il concetto
di "anima".

Successivamente lo sciamano-prete, in cambio di riti propiziatori, sempre più com-


plessi e di sua invenzione, cominciò ad accaparrarsi i doni destinati agli dei, attri-
buendo a se stesso il merito di ciò che andava bene ed era normale e scaricando, con
subdole motivazioni, le colpe di ciò che non andava affatto bene, malgrado i riti, su
quelli che lo mantenevano, accusandoli magari di "poca fede".
Poco alla volta il sacerdote divenne sempre più esoso e prepotente, pretendendo sa-
crifici sempre più onerosi, sino a giungere ai sacrifici umani di vergini e di giovinet-
ti, scannati o bruciati vivi, per soddisfare l'ambizione di un potere disumano e la se-
te di ricchezza della classe sacerdotale.
In seguito, una lenta ma inarrestabile evoluzione, convinse infine gli uomini della
inutilità di certi barbari sacrifici, costringendo allo stesso tempo il prete a difendere
le sue posizioni di potere con motivazioni sempre più sottili, ambigue ed incom-
prensibili.
Si sostituirono così alle vecchie paure ancestrali, ormai in parte sopite,

le nuove frottole sull'anima, su chi governa il mondo, sull'aldilà, sul dopo la morte,
sulla vita eterna, ecc.

Il concetto di "magia" si stava lentamente evolvendo in quello più complesso di "re-


ligione". Religione che, a detta di Spinosa, per la maggior parte della gente significa
solamente professare il massimo rispetto per il prete ingannatore e profittatore che
31
si vanta di conoscere un dio misterioso e incomprensibile che solo lui conosce.
Occorreranno millenni prima che il concetto di religione venga a sua volta purifica-
to e ricondotto a quello di "scienza".
(Rif.710,752,***)

PERIODO: Protostorico

Nascono in questo periodo (alcuni sostengono tra il 15000 ed il 13000 a.C.) i "culti
solari", diffusi praticamente in tutto il mondo, con gerarchie sacerdotali e riti ben
organizzati.

Secondo alcuni autori anche la Massoneria risalirebbe a questo primitivo e indefi-


nibile periodo, ma si tratta evidentemente di un mito.
Sempre secondo il mito, la rete sovrannazionale delle confraternite massoniche sa-
rebbe il più antico e mai interrotto culto/credenza del mondo, risalente a migliaia di
anni or sono, al tempo in cui gli uomini cominciarono a costruire i primi edifici in
pietra.
La religione cristiana e la massoneria avrebbero, in fondo, una origine comune: en-
trambe derivano, direttamente o indirettamente, dagli antichissimi culti solari. La
differenza sostanziale tra i due culti è che la religione cristiana è una parodia del
culto del Sole, dove al posto del Sole stesso è stato messo un uomo chiamato il "Cri-
sto".
Nella Massoneria, invece il Sole è rimasto tale e la sua immagine è, ancora e sem-
pre, il grande emblema ornamentale delle Logge massoniche e dei relativi costumi
da cerimonia.
(Rif.710,374)

CULTI SOLARI E DELLA FERTILITA'


Questo è un breve accenno alle caratteristiche dei miti che risalgono alla notte dei tempi. Ven-
gono qui elencati solo alcuni concetti elementari che erano alla base dei primi culti solari ap-
parsi sulla Terra.

Il motivo per cui tutti i racconti mitici sono così simili tra di loro come, ad esempio, l'uomo-dio
crocifisso e risorto, che opera miracoli e che ha 12 apostoli, dipende dal fatto che tutte queste
narrazioni sono ispirate al moto del sole attraverso il cielo, e quindi su uno sviluppo millenario di
idee astro-teologiche, avvenute in ogni parte del mondo, in quanto i 12 segni dello zodiaco posso-
no essere osservati ovunque.

In altre parole, Gesù e tutti gli altri miti di analoga struttura, sono soltanto personificazioni
dell'entità solare e, tra questi, la favola evangelica è soltanto una piatta ripetizione di una comu-
ne ricetta mitologica, basata sul creduto movimento del sole intorno alla terra.
Molti degli uomini-dio crocifissi, in ogni parte del mondo, hanno in comune la data di nascita
fissata al 25 Dicembre. Questo è dovuto al fatto che i nostri antenati, attenti osservatori del cielo,
avevano notato (da una prospettiva geocentrica) che il sole si abbassa annualmente verso l'oriz-
zonte, sino alle date del 21/22 Dicembre, solstizio d'inverno, dove sembra restare fermo per circa
tre giorni, per poi riprendere nuovamente il suo percorso ascendente sino allo zenit del solstizio
d'estate. Durante questo periodo gli antenati credevano che il sole morisse (allegoricamente), per

32
tre giorni, per poi risuscitare il 25 Dicembre.

In sintesi:

 Il sole muore per tre giorni a partire dal 22 Dicembre, solstizio d'inverno, quando arresta
il suo movimento discendente, per poi tornare a nascere, o risuscitare, il 25 Dicembre, ri-
prendendo il suo movimento ascendente.
 In alcune zone della terra, il calendario, in origine, iniziava nella costellazione della Ver-
gine e quindi il sole risulterebbe partorito da una Vergine. (N.B.: La precessione degli e-
quinozi ha modificato questo concetto).
 Il sole è la "Luce del Mondo".
 Il sole cammina sopra le nubi e tutti lo possono osservare.
 Il sole che sorge al mattino è il "salvatore" del genere umano.
 Il sole porta una corona o aureola: la "corona di spine".
 Il sole cammina sulle acque (come riflesso).
 I seguaci del sole, "apostoli o discepoli" sono i 12 mesi dell'anno, o anche i 12 segni delle
costellazioni (zodiaco) attraverso i quali il sole stesso dovrà passare.
 Il sole a mezzogiorno, quando raggiunge lo zenit, si trova nella casa, o tempio dell'Altis-
simo.
 Il sole entra in ciascun segno dello zodiaco ogni 30 gradi sull'orizzonte; quindi il sole (fi-
glio di dio) inizia il suo ministero al trentesimo anno.
 Il sole è appeso ad una croce (crocifisso) e questo simboleggia il suo passaggio attraverso
gli equinozi e, cadendo a Pasqua l'equinozio di primavera, a quel tempo risorge.
(Rif.710)

Secondo alcuni gruppi di archeologi e di antropologi, in periodo preistorico, si sarebbero an-


che sviluppati culti dedicati alla "DEA MADRE", simbolo della fertilità. In questo periodo si
sarebbe costituita una civiltà a carattere tipicamente matriarcale (isola di Malta?).
Si tratta per ora di tesi piuttosto incerte che attendono ulteriori conferme.

In effetti il culto della Dea Madre si potrebbe far risalire almeno al 35.000 (a.e.v.), pertanto si po-
trebbe affermare che costituisca la religione più antica del mondo, la cui storia e la cui eredità si
perdono nelle nebbie del tempo.
Con la comparsa dell'uomo di Cro-Magnon, la prima specie riconoscibile come umana, intorno
al 35.000 (a.e.v.) si cominciano a vedere immagini e materiale iconografico che sembrano rap-
presentare la figura della dea.
(Rif. 725)

Quello che invece appare certo è che:

Le religioni dell'Egitto e della Babilonia, come le altre religioni antiche, erano in origine culti
della fertilità.
La terra era femmina, il sole maschio. Il toro era normalmente considerato come una personifi-
cazione della fertilità mascolina e comuni erano gli dei-tori. (A volte anche il gallo.)
In Babilonia, Ishtar (nota anche col nome grecizzato "Astarte"), la dea della terra, era la supre-
ma divinità femminile. In tutta l'Asia occidentale la Gran Madre era adorata sotto vari nomi.
Quando i coloni greci dell'Asia Minore trovarono i templi ad essa dedicati la chiamarono Arte-
mide e ne adottarono il culto.
Questa e' l'origine della "Diana di Efeso". Il cristianesimo la trasformò nella Vergine Maria e fu
un concilio tenuto ad Efeso (430-431 d.c.) che legittimò il titolo di "Madre di Dio", attribuito a

33
quella che viene chiamata "Nostra Signora".
(Rif. 382)

Uno o più furbastri, non si sa bene chi, come, dove e quando (probabilmente
nell'antichissima India), hanno inventato i concetti di "primo uomo", di "peccato o-
riginale" e ne hanno derivato il "bisogno di redenzione", ponendo le basi per lo svi-
luppo dei primitivi culti di stampo cristiano, che si sono susseguiti nel tempo sino ai
nostri giorni, consentendo a noi di godere della versione più aggiornata.
A proposito di peccato originale un autore ha dato una versione un po' scanzonata
di come sono andate le cose; d'altro canto riesce difficile mantenere una parvenza
di serietà su di un argomento del genere. E poi, scusatelo, si è dimenticato del ser-
pente!!

In uno di quei caldi e pigri pomeriggi d'estate, durante i quali la gente sonnecchia, si tedia e si fa
venire strane idee, due sbrindellati primitivi, (lui si chiamava Adamo, lei Eva), rubano una mela
nell'orto del loro Grande Vicino e se la mangiano.
L'avessero mai fatto!!
Il Grande Vicino si chiamava Dio, un tipo estremamente bizzoso, permaloso e vendicativo.
Seduta stante il Grande Vicino chiama il funzionario addetto agli sfratti, un certo Arcangelo Mi-
chele, il quale, senza tanti complimenti, caccia i due ladruncoli dalla loro comoda sistemazione
in località Eden. Ma non basta: il Grande Vicino è talmente offeso che condanna anche alla e-
terna dannazione tutti i discendenti a venire dei due poveri bamba.
Tutto per una mela! E' vero che, come è stato detto, si trattava di una mela che aveva lo strano
potere di infondere, per via gastro-intestinale, particolari conoscenze sulla natura del bene e del
male, ma la reazione del Grande Vicino è stata, ad ogni modo, estremamente esagerata. E poi se
ci teneva tanto, e conoscendo bene i suoi vicini (li aveva creati lui), non poteva recintare il suo
orto?
Comunque inutile piangere sul latte versato; sta di fatto che le due disgraziatissime creature ven-
gono così costrette a vivacchiare al meglio pascolando pecore. E tra un pascolo e l'altro fanno fi-
gli.
Considerati i genitori, anche i figli non potevano essere granché. Infatti il primo, l'Abele, era un
piccolo leccapiedi, un ruffianello che non perdeva mai occasione di insaponare il Grande Vicino,
forse nella segreta speranza di indurlo a far rientrare la famiglia nell'Eden. Il secondo, Caino,
era invece di tutt'altra pasta; molto irascibile e sempre pronto a farsi saltare la mosca al naso,
tanto che un giorno, in cui gli zebedei gli giravano più del solito, stende secco il mite Abele con
una randellata sul cranio.
Beh! Cosa credete sia successo? Niente di niente. Il Grande Vicino, con uno strano senso della
giustizia, che per una mela aveva condannato all'eterna dannazione miriadi di nuove generazio-
ni, di fronte ad un omicidio (anzi un fratricidio) si limita a dare un gran cicchettone al Caino e
poi lo abbandona al suo destino.
Del terzo figlio, Set, non c'è molto da dire: non era né carne né pesce.
................
................
(Rif.***)

Le figure di Caino e Abele sono una piatta ripetizione dell'analoga vicenda avestica di Manu e
Yima mentre l'evento del diluvio ha il suo preciso riscontro nei fatti narrati nel "Poema di
Gilgamesh".

34
Anche Noè fa bella mostra di sé nel mito babilonese di Ut-Napishtim.
Infine, a proposito del frutto proibito, chi ha detto che si trattasse di una mela? Solo i cattolici.
Gli ebrei sostengono che fosse un fico, gli ortodossi un'arancia, gli islamici un grappolo d'uva
o un calice di vino. In effetti la mela è un frutto nordico, portata in oriente solo a partire da
tempi abbastanza recenti.
C'è anche chi ha stabilito che Eva si sia tolta lo sfizio all'età di 80 anni, due mesi e 17 giorni.
(Rif.755)

Ora, è sulla base di questa colossale stupidaggine (peraltro, in parte, derivata dalla
più antica leggenda del "Giardino delle Esperidi" e delle mele d'oro) che una molti-
tudine di furfanti, scansafatiche, autoproclamatosi ministri di Dio ed operando nel
contesto di molteplici religioni e culture, hanno per millenni assurdamente terroriz-
zati, colpevolizzati ed asserviti al loro bieco potere miliardi di individui.

Le figure di Adamo ed Eva appartengono e derivano da numerose altre culture.


Nella versione induista ADIMA ed HEVA, precedono di migliaia d'anni la corri-
spondente versione ebraica.
Nelle versioni sumerica e babilonese del mito del Giardino dell'Eden, la coppia ori-
ginale era stata creata attribuendo ai personaggi la stessa ed uguale importanza al-
lora attribuita alla grande dea Aruru. La versione sumerica è nata 2000 anni prima
che la Bibbia fosse compilata ed è contenuta in un documento (Cilindro della tenta-
zione) oggi conservato presso il British Museum di Londra.

Nella versione ebraica la donna diviene inferiore ed assoggettata all'uomo e consi-


derata come la maggior colpevole del peccato originale.

Origene, 1700 anni fa, a proposito del mito del Giardino dell'Eden scriveva: "Nes-
suno può essere "tanto folle" da ritenere questa allegoria come la descrizione di un
fatto reale.". Dichiarazione incauta; infatti Origene venne in seguito scomunicato e
milioni di persone si dimostrarono esattamente "tanto folli".

Benché assurdo questo mito ha ancora molto potere su di un gran numero di indi-
vidui di mente ristretta, deliberatamente mantenuti nella ignoranza da obsoleti
fondamentalismi. Anche adulti educati, a volte insistono sul fatto che un Dio onni-
sciente abbia creato il mondo per scopi suoi propri e imperscrutabili.
(Rif.520)

#1 - ANNI: 4000-3500 (a.e.v.)(?)

In questo periodo nasce e si sviluppa in Egitto il culto di Iside, di Osiride e successi-


vamente quello di Horo.

Le leggende di Iside e di Osiride e Horo risalgono a migliaia di anni addietro e molti popoli,
per millenni, hanno creduto che Osiride fosse una persona reale, vissuta fisicamente, secondo

35
alcuni, ben 22.000 anni or sono(!)
Il culto di Iside di Osiride e di Horo era comunque largamente diffuso in tutto il mondo anti-
co, compresa Roma.
Secondo le più comuni credenze egiziane Osiride ed il suo figlio Horo erano personaggi fon-
damentalmente intercambiabili: Io e mio Padre siamo Uno.
Tra tutti gli dei "salvatori" adorati all'inizio dell'era cristiana, Osiride ha contribuito con
molti particolari alla definizione della figura del Cristo. Già molto vecchio in Egitto, Osiride
fu poi identificato con altri dei egiziani a lui vicini e, poco alla volta, finì per assorbirli tutti;
gli sono state attribuite oltre 200 definizioni divine ereditate dagli altri dei.

Il culto di Osiride contribuì con numerose idee e concetti alla stesura della prima Bibbia e-
braica. Il Salmo 23 è la copia di un testo egiziano che nomina Osiride come il "Buon Pastore"
che conduce i defunti verso i verdi pascoli e le fresche acque della terra di Nefer-Nefer, che risto-
ra i corpi e le anime e dà loro protezione nella valle delle Ombre della Morte.
Anche la nota preghiera del Padre Nostro ha le sue ancestrali origini in un inno dedicato ad
Osiride/Amon: Oh Amon, Amon che sei nei cieli...
Alcuni autori hanno notato strabilianti somiglianze tra gli insegnamenti di Osiride e quelli dei
Vangeli; alcune frasi sono simili parola per parola. Esistono somiglianze anche nei riti come,
per esempio, l'elevazione dell'ostensorio.
Osiride, nella sua veste di Karast (KRST=Cristo) egiziano, esprimerebbe il concetto primo del
Cristo, ripreso successivamente dai movimenti gnostici e poi adottato a Roma.
Osiride era anche considerato il Dio del Vino e un maestro itinerante che portò la civiltà nel
mondo.
Nella sua passione Osiride fu vittima delle trame del fratello Set e dei suoi 72 accoliti. Come
per Gesù, la resurrezione di Osiride serviva a dare speranza a tutti quelli che credono nella
vita eterna.

La creazione del mondo, secondo quanto concepito dalla teologia egizia, ha dei risvolti quanto
meno singolari. Sentite questa: all'inizio c'era il caos; poi sul caos comparve RA (il dio sole) il
quale "tenendo il fallo in mano ed eiaculando sul caos" diede origine a due gemelli: l'aria e
l'acqua. Questi due gemelli successivamente diedero origine a Osiride e Iside ed infine questi ge-
nerarono Horo e Set.

A Luxor, nella Valle dei Templi, su alcuni edifici risalenti a circa il 1500 a.C., si possono vede-
re immagini relative all'Annunciazione, all'Immacolata Concezione di Iside ed ai Magi che of-
frono doni ad Horo. Nelle catacombe di Roma ci sono invece dei dipinti che rappresentano la
vergine Iside con in braccio Horo bambino. Questi prototipi della Madonna col Bambino sa-
rebbero opera di seguaci gnostici.
Nelle chiese cattoliche più antiche è facile vedere sopra l'altare maggiore un triangolo equila-
tero che racchiude un occhio; è un simbolo del culto egiziano che simboleggia l'onnipresenza
dell'occhio di Osiride.
(Rif. 710,761,520,***)

#2 - ANNI 2500-2000 (a.e.v.)

A Babilonia nasce e si sviluppa il culto di Adonis / Tammuz.

Gerolamo, uno dei primi padri della chiesa, sosteneva che Betlemme era stata, in origine un
luogo sacro dedicato al dio-salvatore Adonis, divinità solare della fertilità.

36
Adonis sarebbe nato centinaia di anni prima dell'era cristiana nella stessa grotta che, più tar-
di, si suppose fosse il luogo di nascita di Gesù.
Adonis è stato uno degli dei favoriti dai semiti e dagli ebrei ed ogni anno, durante la sua "pas-
sione", nel Tempio di Gerusalemme, le donne lamentavano la morte del "salvatore" rappre-
sentato con una corona di spine in capo e sacrificato nelle sembianze di un agnello. Nello stes-
so Tempio la dea Ishtar era adorata nelle sembianze di Maria, Regina del Cielo (Ezec.8:14).
Adonis/Tammuz fu importato da Babilonia dagli ebrei tornati dall'esilio ma questa divinità
pare fosse molto più antica. Il culto era stato derivato da quello del dio-salvatore dei sumeri
Dumusi, (Dumu-si-absu) il "figlio del sangue", il "signore dell'abisso". Tammuz conduceva al
pascolo le greggi celesti che si riteneva fossero le anime dei morti salite in cielo.

Il culto di Tammuz occupava una posizione centrale tra i sacri miti di Gerusalemme; il Nuovo
Testamento lo ha ridotto di rango e lo ha trasformato in un semplice apostolo di nome Tom-
maso.
Nella sua veste di dio della fertilità, Adonis era rappresentativo dello "spirito del grano". Bet-
lemme significava Casa del Pane, Casa del Grano o anche Casa del Pane di Grano. Questi si-
gnificati si sono persi nel mito cristiano facendo dire a Gesù, come al suo predecessore Horo,
"Io sono il pane della vita".(Gv 6:48)
(Rif.710,520)

#3 - ANNO: 2000 (a.e.v.) (circa)

Il culto di Baal nasce e si diffonde in Fenicia

Baal era un dio di origine fenicia il cui culto era molto seguito anche in Palestina, sino ai tempi
della distruzione di Gerusalemme. La "passione" di Baal è ben descritta su tavolette vecchie
di 4000 anni, oggi conservate al British Museum di Londra.
(Rif.710)

Per la precisione Baal non è il nome di un dio. In cananeo significa "signore" e veniva usato
come attributo ricorrente, o titolo, per le divinità ed infatti Yahve era anche chiamato Baal.
Il Baal qui menzionato ha un suo nome specifico: ALEIAN-BAAL.
Nella demonologia medievale esso divenne un diavolo, re dell'inferno, insegnante di ogni ge-
nere di conoscenza e comandante di 66 legioni demoniache. Cristianesimo ed ebraismo, infat-
ti, hanno sempre assimilato gli dei altrui a demoni inviati dall'inferno per essere adorati dagli
altri popoli (sulla scia dei ragionamenti del Deuteronomio); niente da stupirsi quindi che le
divinità cananee venissero considerate esseri demoniaci dai rabbini e che i Crociati e, più tar-
di, i Padri Pellegrini, per naturale rivalsa, considerassero i musulmani e gli indiani "adoratori
del diavolo".
(Rif.725)

#4 - ANNI: 2000-1000 (a.e.v.)

E' assodato che in questo periodo il culto di Mitra sia nato in India e si sia diffuso
rapidamente anche in Persia.

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Mitra è una divinità molto antica, (sicuramente attestata nel 1400 a.e.v.), il cui culto era diffu-
so sia in Persia che in India (Mitra-Varuna), ed ha anticipato il "salvatore" cristiano di pa-
recchi secoli. Il mitraismo è uno dei sistemi religiosi più vecchi della terra e le sue origini ri-
salgono all'epoca storica delle primitive razze persiane. Resta comunque difficile dire quando
questo culto sia nato; si hanno testimonianze di un culto similare su uno dei libri induisti
R_gveda: Il Libro Della Lode, dove viene individuato come Mitra-Varuna; unitamente ad
Ahura-Mazda e ad Anahita avrebbe fatto parte di una "Trinità Solare".
In effetti il culto di Mitra era, nei decenni che precedettero l'era cristiana, il più popolare ed il
più diffuso dei culti pagani.

Nel 65-63 (a.e.v.) le armate di Pompeo si convertirono in massa a questa fede e la introdussero
in tutto l'Impero Romano dando origine ai Misteri Mitraici di Roma. Il mitraismo si sviluppò
con grande rapidità attraverso tutto l'Impero e fu adottato, sostenuto e protetto dai numerosi
imperatori che precedettero Costantino.
Il mitraismo ha rappresentato il più grande ostacolo alla diffusione del nuovo cristianesimo e
quest'ultimo ebbe la meglio, di stretta misura e per motivazioni del tutto politiche.

Alcuni dei sotterranei del Vaticano risalgono a prima del 376 (e.v.) e sono quelli del preceden-
te tempio di Mitra. In quell'anno, il 25 Dicembre, il prefetto di Roma, su ordine dell'Impera-
tore, soppresse il culto di Mitra e consegnò il santuario al nuovo culto rivale. L'attuale com-
plesso del Vaticano è costruito sopra l'antico papato di Mitra e la gerarchia della chiesa è oggi
del tutto identica a quella mitraica originale; esistevano infatti dei "padri" che guidavano i
fedeli; il capo dei padri, una specie di papa, che era sempre vissuto a Roma, era chiamato
"Pater Patratus" o anche Papa o Pontefice Massimo.

La collina del Vaticano a Roma, considerata come sacra a Pietro, la "roccia" del cristianesi-
mo, in origine era consacrata a Mitra e a questo proposito sono stati rinvenuti parecchi reper-
ti. Alcuni autori sostengono che anche la improbabile casa di Paolo a Roma fosse anch'essa un
sito di culto mitraico.
I cristiani copiarono molti particolari della religione misterica di Mitra, come ad esempio:
- la struttura dell'altare
- l'ostia
- l'uso dell'acqua santa
- il segnarsi in fronte con le dita
- ecc.
A chi faceva notare queste coincidenze, i primi cristiani rispondevano che era stato il Diavolo
a creare questo stato di cose per confondere i fedeli!
Nei primi secoli dell'era cristiana, la mescolanza delle credenze di Attis con quelle di Mitra e,
più tardi, con quelle di Gesù avvenne lentamente nel tempo e senza soluzione di continuità.
Inoltre la sua influenza nella formulazione del credo zoroastriano è innegabile.

Il culto di Mitra era diffuso anche in Cina dove era conosciuto come "L'Amico" e rappresen-
tato nelle vesti di un Generale difensore dell'uomo in questa vita e protettore dal male nella
vita post-mortem.
I resti e le rovine dei templi mitraici sono reperibili ovunque: dalla Palestina al Nord Africa,
dai territori dell'ex impero romano sino all'Europa centro/settentrionale ed in Inghilterra.
(Rif.710,520,530,***)

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#5 - ANNI: 1400-1200 (a.e.v.)

Nasce in India e si diffonde velocemente il culto del "messia" indiano Krishna.

Le analogie tra il personaggio cristiano ed il messia indiano Krishna sono centinaia soprattut-
to se si prendono in considerazione i primi testi cristiani che attualmente sono considerati a-
pocrifi. Ma non è il caso di spingersi tanto oltre.
Il culto di Krishna era ben noto ai soldati greci al seguito di Alessandro Magno.
E' interessante notare che, come accaduto per Gesù, Budda ed Osiride, molti popoli hanno
creduto e credono ancora che Krishna sia stato un personaggio storico, anche se niente lo può
dimostrare.

La storia di Krishna, come è ricordata nelle antiche leggende e nei testi indiani, pervenne in
Occidente in parecchie occasioni e in tempi diversi.
Una teoria sostiene che il culto di Krishna prese la via per l'Europa all'inizio dell'800 (a.e.v.),
probabilmente portato dai fenici. Altri sostengono che questo culto fosse presente in Irlanda
molto prima di questa data esibendo prove etimologiche, linguistiche ed archeologiche a so-
stegno di questa primitiva migrazione. Resta comunque il fatto che il mito di Krishna fu rein-
trodotto nella cultura occidentale in parecchie e diverse circostanze, non ultima quella fornita
da Alessandro Magno dopo l'espansione del suo impero ed il suo soggiorno in India.

Si sostiene anche che questo culto sia stato nuovamente riportato in Occidente durante il I se-
colo (a.e.v.) da Apollonio di Tiana il quale, al ritorno da uno dei suoi viaggi, avrebbe recato
con sè una copia della storia di Krishna (il Diegesis) depositandola ad Alessandria. Quella che
segue è una versione di come si sarebbero svolti i fatti:

Era vissuto, nella antica India, un grande saggio, chiamato Deva Bodhisattva (= "divino destina-
to all'illuminazione"), di datazione incerta, il quale tra le altre cose ebbe a scrivere un racconto
mitologico su Krishna, a volte chiamato Chrishna: il DIEGESIS. Nel 38-40(e.v.) Apollonio, men-
tre viaggiava in Oriente, trovò tale storia a Singapore. Egli la considerò tanto importante da tra-
durla immediatamente nella propria lingua madre. Nel fare questo egli apportò al testo parecchi
mutamenti, secondo la propria personale comprensione e la propria percezione filosofica della
cosa. Al suo ritorno lasciò il manoscritto originale ad Alessandria e condusse con se la traduzio-
ne ad Antiochia.

Circa 30 anni più tardi un altro teologo, Marcione, ritrovò la traduzione; a sua volta egli ne
fece una copia, introducendo inevitabilmente altri cambiamenti. Questa copia fu portata a
Roma, intorno al 139-142(e.v.), dove venne ancora tradotta in greco ed in latino dando una
presumibile origine a quello che divenne il Vangelo del Signore di Marcione, successivamente
attribuito, impropriamente, all'apostolo Paolo e, in seguito a Luca.

Non tutte le opinioni dei ricercatori concordano.

Secondo Taylor, (Rif.712) "Il primo abbozzo delle mistiche avventure di Krishna fu portato
dall'India in Egitto e fu il Diegesis; la prima versione del Diegesis fu il Vangelo secondo gli Egizi
(i Terapeuti); la prima traduzione dalla lingua egizia a quella greca, allo scopo di diffonderlo al-
la nazioni d'Europa, furono i Vangeli Apocrifi; infine le versioni corrette, castigate ed autorizza-
te di queste compilazioni apocrife, furono i Vangeli dei quattro evangelisti.
(Rif.710, 711, 230, 712, ***)

39
#6 - ANNI: 800-701 (a.e.v.)

Appaiono in questo periodo i primi libri che verranno successivamente raccolti, in varia mi-
sura, nel corpo letterario noto come Bibbia. Sono libri (39+7) di composizione non omogenea
che rivelano generi letterari molto diversi e che presentano, a volte, delle marcate somiglianze
con altri testi e testimonianze culturali di quel pentolone di ideologie e di divinità che era il
Vicino Oriente, nella stessa epoca. Sono stati redatti in momenti e da autori diversi con il sup-
posto scopo di fornire una base storica alle vicende del popolo ebraico e della sua alleanza con
il suo Dio (YHWH = Io Sono).

Tutte le opere ed i loro autori rappresentano differenti scuole di pensiero e di intendimenti at-
ti a dimostrare come tutti i culti del passato, sorti nel Levante, fossero falliti per volontà e a
favore del Dio unico degli ebrei: EL (= "dio"), Eloah o Yhwh; in seguito: Adonai (= "signo-
re").
E' possibile individuare nell'insieme quattro fonti, o provenienze narrative, quali:

 Jahvista(J)
 Elohista(E)
 Sacerdotale(P)
 Deuteronomista(D)

Si sostiene che i primi cinque libri, la TORAH, (Pentateuco, Profeti, Scritti) siano
stati scritti, in parte, da Mosè, personaggio di dubbia esistenza e collocazione stori-
ca; gli originali sarebbero andati perduti e ritrovati dopo 600 anni(!) nel 622 a.e.v.
Gli ultimi due libri (Maccabei I e II) sono stati aggiunti molto tardi, tra il 100 e il
200 e.v.; naturalmente non fanno altro che aggiungere bugie alle tante altre scioc-
chezze già in circolazione.

In effetti la Bibbia è una raccolta di tradizioni orali, trasmesse nei secoli, accorpate
in una caotica miscela di ingenuità, di crudeltà, di perversioni e di stupidaggini de-
stinate a suscitare nei lettori istinti sadici e morbosi.

E' il racconto mitizzato delle gesta di alcune bande di protervi beduini ebrei (da
Eber = Errante) della protostoria.
I primitivi ebrei appartenevano al gruppo etnico degli Hapiru, un coacervo di pre-
doni e di mercenari dei quali si ha notizia per la prima volta nella Lettera di Shulgi
(papiro di Brooklin e di Leida) e nelle Lettere di Tell el Amarna.
Costretti a vagare nel deserto per innumerevoli secoli, cacciati e combattuti da tutti
i popoli per la loro brutale natura di ladri, predatori, assassini, razziatori e porta-
tori di paurose epidemie a causa della loro incredibile sporcizia; tant'è vero che il
loro onnipotente YHWH, ad un certo punto, sente il bisogno di insegnare loro alcu-
ni elementari comportamenti su come "defecare" (comportamenti istintivi persino
per i cani). Dal Deuteronomio 23/13:

Avrai un luogo fuori dall'accampamento e uscirai la fuori. Avrai un piolo nel tuo bagaglio e con
esso scaverai quando ti accovaccerai fuori, quindi ti volgerai a ricoprire i tuoi escrementi. Poiché
il Signore tuo Dio si muove in mezzo al tuo accampamento.........ed egli non deve vedere presso di
te alcuna indecenza;

40
Quanto alla circoncisione sembra sia stata più volte imposta secondo una tradizione cultuale
adottata dai popoli semitici. Stando al marchese di Sade (Le 120 giornate di Sodoma) la cir-
concisione aumenterebbe il piacere dell'atto sessuale.

Non esiste il minimo riscontro storico sulla esistenza di personaggi come Abramo,
Isacco, Mosè, Davide o su eventi quali l'Esodo o il crollo delle mura di Gerico. Il
Corano (Sura xxxvii) ignora la figura di Isacco e indica, come sacrificando Ismaele.
La versione ufficiale adottata dalla chiesa è la Vulgata, tradotta da S. Gerolamo, tra
il 390 e il 405(e.v.) e successivamente "riscritta" dal papa Sisto V nel 1590. Edizione
che avrebbe dovuto essere ritenuta come vera, legittima, autentica, inquestionabile
e approvata "con l'autorità conferitaci da Dio". Però, appena morto Sisto V, l'edi-
zione venne ritirata e sostituita con l'altra, sempre ispirata da Dio, di Clemente
VIII (1592-1605).

Malgrado le varie interpretazioni "divine" la chiesa ha osteggiato per secoli la let-


tura autonoma e libera della Bibbia, senza la mistificante interpretazione di un pre-
te. Questo atteggiamento si è protratto, in misura più o meno severa, sino all'inizio
del XIX secolo. Leggere liberamente la Bibbia era una cosa considerata alla stregua
di una eresia.

Davide e Salomone forse sono esistiti veramente, ma le loro figure bibliche sono quelle di due re-
eroi mitici (come Agamennone o re Artù) che non hanno ormai quasi più niente dei personaggi
originari.
Questa tesi è stata sostenuta, sin dal'antichità, dal filosofo greco Evemero (IV-III sec. a.e.v.), il
quale affermava che il mito è, nella sua essenza, un personaggio/evento storico che la fantasia
della gente ha successivamente idealizzato/dilatato e trasformato in leggenda (evemerismo).

Dobbiamo comunque liberarci dall'idea che il dio delle parti più vecchie dell'Antico Testamento
fosse un dio buono ed onnipotente.
Non era buono se non con chi fra gli ebrei l'adorava come suo nume tutelare; non era onnipo-
tente in quanto il suo potere era limitato alla Palestina (la sua "giurisdizione") mentre quando se
ne usciva si doveva sacrificare agli dei stranieri (a proposito vedasi II RE, cap.29,9 sgg. dove un
re pagano salva il suo paese sacrificando il figlio a Moloch, dio locale. (Vulgata-Ante 1545))
In effetti, agli inizi, gli dei delle religioni naturali non sono onnipotenti, perché nascono come
personificazioni di determinate forze naturali: il dio del cielo ha quindi un potere su fulmini e
pioggia, ma non certo sulla terra o sul mare.
(Rif.725)

Resta comunque il fatto che quest'opera sarà la base per lo sviluppo delle tre gran-
di religioni monoteistiche ("religioni del libro") del Mediterraneo e del Vicino-
Medio Oriente. La qual cosa non depone certo a favore di questi culti.

Esiste infine un'altro libro, importante per gli ebrei: si tratta del TALMUD. Diviso
in due parti: Mishnah e Ghemara: è una raccolta di materiale giuridico e di rituali
che regolano ogni aspetto della vita del fedele ebraico.

41
#7 - ANNI: 700-600 (a.e.v.)

In Persia Zoroastro codifica (o ricodifica) nell'Avesta i concetti fondamentali del


suo culto.
Più tardi molti di questi concetti verranno integrati nel corpo letterario della Bib-
bia.

Come è avvenuto per i fondatori di altre antiche religioni, molta gente ha creduto che Zoroa-
stro (nome grecizzato per Zarathushtra ovvero "il Vecchio Cammelliere") fosse una reale
persona fisica che diede origine alla religione persiana nel corso del 600 (a.e.v.) Al contrario,
alcuni studiosi asseriscono che il culto di Zoroastro sia esistito da almeno 10.000 anni prima
(!) e che in questo periodo si siano avvicendati almeno sette Zoroastri prima di giungere all'ul-
timo che prendiamo in considerazione.
(Rif. 190, 761)

E' ovvio che Zoroastro non è mai esistito e che si attribuisce a questo nome una summa di
concetti, di credenze e di miti provenienti da differenti etnie e per ciò si ipotizza che questo
nuovo credo (mazdeismo) sia stato imposto in Iran dal mitico Istaspe (per gli zoroastriani
d'India il padre del re Dario il Grande, quello di Maratona, per intenderci, e per la tradizione
il mecenate di Zoroastro) nel tentativo di ricondurre sotto "un solo dio" tutta una congerie di
credenze e di idolatrie presenti nel regno persiano. (E' quello che poi farà in seguito anche Co-
stantino I con il cristianesimo).
(Rif. 850)
Alcuni autori, che invece sostengono la reale esistenza di Zoroastro, hanno ipotizzato che fosse
un appartenente al casato di Deioce, antico re della dinastia di Media e che abbia avuto note-
vole influenza sulle decisioni politiche dell'imperatore persiano Ciro.

Il nome Zoroastro viene generalmente inteso anche come "Figlio della Stella" o anche "Figlio
dell'Astro", una attribuzione mitica assai comune e che deriverebbe dal nome di un antico
saggio indiano, Zuryastara, un legislatore politico-religioso, ricordato per aver introdotto in
India il culto del sole.
E' noto che il culto di Zoroastro ha permeato tutto il Medio Oriente, assai prima dell'era cri-
stiana e la sua influenza sul giudaismo e sul cristianesimo è stata rilevante. Similmente alla
prima forma del giudaismo, Zoroastro predicava il monoteismo dualista (se così si può defini-
re) ed aveva proibito il culto delle immagini degli dei.

E' opinione diffusa che il culto di Zoroastro sia un rifacimento del precedente culto mitraico e
che la divinità di Mitra sia stata conferita al nuovo dio Ahura-Mazda, continuando a ritenere
però Mitra come "figlio solare" dello stesso Ahura-Mazda, figlio destinato ad incarnarsi e ad
essere sacrificato per la salvezza dell'umanità.
Nella sua essenza la teologia di Zoroastro è di tipo dualista e poggia sull'eterno conflitto tra il
dio del bene (AHURA-MAZDA, in medio persiano Ormuzd) e il dio del male (Angra Mainyu,
in medio persiano AHRIMAN).
Questa dottrina non è esente da pesanti intolleranze di natura religiosa verso altri culti.
Gli appartenenti alla classe sacerdotale di questa religione erano chiamati MAGI.

La leggenda narra che Zoroastro abbia vissuto per qualche tempo, come un eremita, in una
grotta in cima ad un monte. Durante questo soggiorno ricevette, in stato di trance, dal dio Mi-
tra, i fondamenti del suo culto e li avrebbe trascritti dando origine ai cinque libri fondamenta-
li del suo credo, denominati AVESTA ("Ciò che è stabilito"):
- Yasna
42
- Visprat
- Yasht
- Vendidad
- Xorda Avesta.
(L'Avesta è poi integrata con libri scritti in medio persiano fra i quali il più importante è il
Bundahishn).
I 5 libri originali dell'Avesta sarebbero stati da lui stesso stampigliati a fuoco su 21 pelli di bue
che, per qualche tempo, vennero conservate dalle parti di Persepoli, sino a quando, nel
329(a.e.v.), caddero nelle mani di Alessandro Magno che, secondo discordi opinioni:

 dopo averli letti, sdegnato da ciò che contenevano, ordinò di bruciarli (??)
 dopo averli letti, entusiasta del loro contenuto, promosse la diffusione della nuova dot-
trina nei territori ellenici. (??)

In realtà Zoroastro, dopo essersene servito, ha spogliato la figura di Mitra ed ha conferito la


sua sovranità ed i suoi poteri al dio che gli faceva più comodo: Aura-Mazda.
I concetti contenuti nell'Avesta furono tramandati, per via orale, per quasi 900 anni, e poi, nel
600 (a.e.v.), vennero ritrascritti assumendo il nome di ZEND-AVESTA ("Commento a ciò che
è stabilito").

E' probabile che l'idea del Messia giudaico, quale evento futuro, sia stata mutuata da quella di
Saoshyant ed introdotta in Palestina dopo il ritorno degli ebrei dall'esilio di Babilonia.
(Rif.710,***)

Oggi i seguaci di Zoroastro ( detti Parsi) ammontano a circa 100.000, di cui 25.000 dislocati in
Iran e gli altri sparsi tra India e Pakistan. (Le torri del silenzio)

#8 - ANNI: 600-500 (a.e.v.)

Nasce in India una "particolare espressione" del buddismo destinata a diffondersi


anche nel bacino del Mediterraneo.

Al termine Buddismo si attribuiscono, oggi, molte specificazioni, come d'altra parte succede
anche per il cristianesimo. In realtà esistono vari livelli di esperienze mistiche classificate co-
me Buddismo.

Qui interessa prendere in considerazione le caratteristiche


di quel Buddismo (dottrina Mahayana) largamente diffuso nel Vicino Oriente,
nel bacino del Mediterraneo, e forse anche a Roma,
nei secoli che hanno visto la nascita del cristianesimo.

(N.B.- Questa versione del buddismo oggi può essere ritenuta apocrifa/eretica da alcuni gruppi di
buddisti aderenti a numerose sette di culto moderne.)

Budda è il nome italianizzato del sanscrito "Buddha" che vuol dire "illuminato".
La maggior parte della gente pensa che il Budda sia stato un personaggio nato intorno al 550-
566 a.e.v. a Kapilavastu (India) e morto nel 486 a.e.v., ma il personaggio comunemente raffi-
gurato come tale è, in realtà, una compilazione di leggende di uomini-dei e di pensieri di di-
43
versi santoni che hanno preceduto e seguito il periodo attribuito al Budda generalmente inte-
so:

SIDDHARTHA GAUTAMA / GOTAMA.

Gotama fu soltanto uno di una lunga serie di Budda, nati ad intervalli di tempo diversi, e che
tutti predicavano la stessa dottrina. Si conoscono i nomi di almeno 24 di tali Budda apparsi
prima che l'attuale Gotama fosse conosciuto.

Era comunemente ritenuto che, dopo la morte di ciascun Budda, la sua predicazione fiorisse
per un certo tempo per poi decadere. Dopo che ciò era accaduto un nuovo Budda rinasceva e
ricominciava a predicare la verità perduta (Dharma). Sembra molto probabile, alla luce di
questi concetti, che gli insegnamenti attribuiti all'ultimo Budda fossero già esistiti prima del
tempo in cui si crede che Gotama abbia vissuto.
E' generalmente ammesso che un altro Gotama, conosciuto come il primo dei buddisti, abbia
fondato un ordine antichissimo. Se questa circostanza fosse dimostrata vera, i detti e le azioni
dei differenti Gotama non potrebbero essere attribuiti a nessuna particolare persona.
A causa di questa mancanza di storicità e delle seguenti caratteristiche del mito buddista, che
non sono generalmente note, ma che hanno le loro antiche origini nei miti del passato, si può
con certezza ritenere che il Budda è un'altra personificazione di antiche ed universali leggen-
de.

In aggiunta alle caratteristiche di "maestro e salvatore", come sopra riportato, l'influenza del
buddismo sul cristianesimo comprende:
- la rinuncia (solo come idea!) al mondo ed alle sue ricchezze, incluso il sesso e la famiglia;
- la fratellanza tra gli uomini; (si fa per dire)
- la virtù della carità e della sopportazione; (imposta agli altri)
- la conversione (imposta a tutti).
Che il buddismo abbia preceduto la cristianità è innegabile come lo è anche la sua influenza
sul mondo prima dell'era cristiana. Affermatosi 500 anni prima del cristianesimo e largamen-
te diffuso nel Medio Oriente, il buddismo ha esercitato la sua influenza sul primitivo giudeo-
cristianesimo più di quanto i padri della chiesa vogliano ammettere. Storie sul Budda e sulle
sue molte reincarnazioni circolavano incessantemente nel mondo antico ad opera dei monaci
buddisti che viaggiavano in Egitto, in Grecia, in Asia Minore e nel Secondo Impero Persiano,
quattro secoli prima di Gesù, per diffondere le loro dottrine. La Palestina deve essere stata
permeata dalla ideologia buddista durante il primo secolo (e.v.).

A ben vedere è anche vero che le cerimonie e gli ornamenti delle religioni buddista e cristiana
sono più simili di quanto generalmente si ritenga.
Sembra che un certo numero delle parabole attribuite a Gesù siano state tratte direttamente
dal buddismo; per esempio quella del "figliol prodigo".
L'esistenza del buddismo nel Medio Oriente è stata confermata dagli stessi apologisti cristiani
quali Cirillo e Clemente di Alessandria i quali si riferivano ai buddisti come ai "preti di Per-
sia".
Infine, alcuni studiosi insistono sul fatto che il primitivo buddismo sia molto più antico della
stessa leggenda del Budda; in alcuni templi indiani, molto antichi e di molto precedenti l'era
del Gotama, ci sono delle pitture di un Budda rappresentato come appartenente alla razza ne-
gra, sia per il colore della pelle che per i tratti somatici del viso.
(Rif.710, 761, 770, 785, 230, 280, 781, 790, 520)

44
Marco Polo descrive la figura del Budda nel Cap. CLV del "Milione", chiamandolo SERGAMO
e dicendo di lui: "...s'egli fosse istato cristiano battezzato, egli sarebbe istato un gran santo appo
Dio".

#9 - ANNO: 500 (a.e.v.)

Nasce e si sviluppa in Grecia il mito di Ercole / Eracle.

Ercole è ben noto per le sue 12 "fatiche" che indicano come questo mito derivi direttamente
da precedenti culti solari. Le sue dodici fatiche simboleggiano il passaggio del Sole attraverso
le 12 case dello zodiaco. E' in fondo lo stesso Sole salutato giornalmente dai persiani e dagli es-
seni con la frase rituale Egli è risorto; la stessa formula che annuncia il ritorno di Gesù dall'ol-
tre tomba in Marco 16:6.
Ercole è nato nel solstizio d'inverno quando il sole raggiunge il suo nadir e la costellazione del-
la Vergine sorgeva, a quei tempi, ad oriente; viene sacrificato nell'equinozio di primavera (Pa-
squa) durante la Festa dell'Anno Nuovo, secondo il computo di antichi calendari.

La madre di Ercole era Alcmena. Il nome, derivato dall'ebraico Almah, significa "forza della
luna", secondo il culto di Gerusalemme, generatrice di sacri regnanti; questo titolo fu in se-
guito attribuito anche alla Vergine Maria (Alma Mater).
Malgrado fosse sposata Alcmena aveva conservato la sua verginità in quanto il di lei marito si
sarebbe astenuto da rapporti sessuali, per volere divino. Qualcosa di analogo al rapporto tra
Giuseppe e Maria.

A Tarso (presunta città natale di Paolo) si celebrava regolarmente il dramma sacro della mor-
te sul fuoco di Ercole e si sosteneva essere opera di grande virtù e saggezza l'offrire un corpo
sacrificale alle fiamme. Qualcosa di questo traspare anche in Paolo (1 Corinzi 13:3).
(Rif.710,520)

#10 - ANNO: 400 circa (a.e.v.)

In Egitto si sviluppa il culto di Serapide, naturale e scontata evoluzione dei prece-


denti miti di Osiride/Horo.

E' un'altra divinità la cui storia e' molto simile a quella di Gesù. Era chiamato il "Pastore di
Dio" e considerato un grande guaritore.
Serapide venne adorato in Egitto come una divinità suprema a partire dal V secolo(a.e.v.). Il
culto di Serapide, molto popolare, usava bardature, ornamenti e rituali che più tardi vennero
in buona parte assimilati dal cristianesimo: canti, luci, campane, vestiari, processioni e musi-
che.
Serapide rappresentava la trasformazione finale del salvatore Osiride in una figura monotei-
stica, virtualmente identica al Dio degli ebrei e dei cristiani. Questo strano dio tolemaico era
una combinazione dei caratteri propri del dio Osiride con quelli del bue Api. Così come Gesù
era un agnello sacrificale, Serapide era il "toro" sacrificale ed allo stesso tempo un dio in for-
ma umana. Egli veniva annualmente sacrificato per l'espiazione corale dei peccati d'Egitto.
Come si può intuire l'immagine di Serapide che, a suo tempo si ergeva nel Serapeo di Ales-

45
sandria, fu poi adottata dai cristiani come immagine di Gesù ed il culto di Serapide fu consi-
derato come quello professato in origine dai cristiani.
Stando ad una lettera inviata dall'Imperatore Adriano a Serviano (134 e.v.) si rileva che:
"Quelli che adorano Serapide sono parimenti cristiani;...e quelli che sono devoti di Serapide
chiamano se stessi vicari di Cristo.
(Rif.710,761,520)

Importanti ritrovamenti su questo culto sono dovuti all'egittologo francese Auguste Mariette,
fatti a Saqqara (Cairo), il 5/9/1852.

#11 - ANNI: 400-300 (a.e.v.)

In questo periodo ha avuto origine, in Grecia, il culto di Prometeo.

Su questo culto i riferimenti sono piuttosto scarsi. Si ritiene trattarsi di un mito migrato
dall'Egitto in Grecia anche se le vicende del dramma di Prometeo si svolgono sulle montagne
del Caucaso.

#12 - ANNI: 250-200 (a.e.v.)

Probabilmente in Grecia, nasce e si diffonde il culto di Dioniso / Bacco.

Si ritiene comunemente che il culto di Dioniso sia nato in Grecia, ma recenti studi tendono ad
identificare questo culto come un rifacimento tardivo del mito egiziano di Osiride, culto que-
sto che si era diffuso su larga parte del mondo antico, per migliaia di anni. Ci sono comunque
molte incertezze nello stabilire il periodo di nascita di questo culto e dei Misteri Eleusini.
La religione di Dioniso avrebbe quindi avuto un revival in Tracia, in Galazia ed anche in Fri-
gia dove convisse, per qualche tempo, con il culto di Attis.
Dioniso viene normalmente ricordato per le licenziose celebrazioni in suo nome (baccanali),
ma egli ebbe molte altre funzioni e contribuì parecchio alla definizione del personaggio di Ge-
sù. A Roma il suo nome fu latinizzato in Bacchus.
Nel 186 (a.e.v.) il senato romano condannò i Baccanali definendoli: prava religio.

Dioniso, come prototipo di Gesù, ebbe un centro di culto anche a Gerusalemme dove, durante
tutto il primo secolo (a.e.v.), fu adorato dai Giudei.
Le lettere simboliche di Dioniso erano IHS o anche IES, ancora oggi presenti nella liturgia e
nella iconografia cattolica; successivamente vennero trasformate in IESUS o JESUS. All'inizio
IES era il nome fenicio del Bacco o del Sole personificato e la sua etimologia dice che "I" va
intesa come l'UNO ed "ES" come FUOCO o LUCE ed in definitiva il significato è: l'Unica
Luce; qualcosa che si ritrova poi nel Vangelo di Giovanni.
A Creta Dioniso era chiamato Iasius, un altro nome equivalente a Iesus.

Durante le sacre funzioni dionisiache il sangue di Bacco era rappresentato dal vino ed il suo
corpo dal pane; questa iconografia (Eucaristia), proveniente dal paganesimo è stata, in seguito
adottata dal primo cristianesimo.
In tempi pre-cristiani, i preti trasformavano correntemente l'acqua in vino per indurre le
masse più sprovvedute a credere che essi possedessero dei poteri miracolosi.

46
A Corinto, dove si suppone che Paolo abbia predicato, esisteva un marchingegno nel quale si
versava acqua, che poi veniva nascostamente incanalata in altra direzione e sostituita da vino
che veniva fatto entrare da un altro condotto ben nascosto. Un altro apparecchio del genere
era in uso anche ad Alessandria.
(Rif.710, 280, 771, 510, 520)

#13 - ANNI: 223-187 (a.e.v.)

Antioco III, il Grande, si impossessa della Palestina; il suo successore, Antioco IV E-


pifane, provocherà una rottura con il potere sacerdotale di Gerusalemme (voleva car-
pirne il tesoro) ed inizierà una persecuzione antigiudaica. Secondo lo studioso A. Ca-
quot, sarà da questo episodio che inizieranno a manifestarsi le prime attese messiani-
che di un liberatore di Israele. Sopite durante la dinastia Asmonea, tali attese ritorne-
ranno prepotentemente alla ribalta sotto il dominio romano.
(Rif.725)

#14 - ANNO: 200 (a.e.v.)

Ha origine in Frigia il culto di Attis.

La storia di ATTIS, il figlio di un dio frigio, crocifisso e resuscitato, anticipa di secoli la storia
del salvatore cristiano e si è praticamente sviluppata nella stessa area che vedrà poi la nascita
della favola evangelica.
Venerato dai Frigi (una delle più antiche genti dell'Asia Minore) veniva rappresentato come
un uomo legato ad un albero (o inchiodato ad un palo) ai piedi del quale giaceva un agnello.
Lattanzio dice che "egli era un dio fattosi uomo, dedito a miracolosi interventi; ma in seguito
venne arrestato dalle guardie, per ordine dei giudici caldei, ed egli soffrì e morì amaramente con
chiodi e pali".

Il culto di Attis si affermò anche in quella regione nota come Galazia, e furono i seguaci di At-
tis quelli ai quali Paolo "avrebbe" indirizzato la sua Epistola ai Galati.
Attis fu popolare non solo in Frigia e nella Galazia ma anche a Roma dove egli e la dea Cibele,
la grande madre degli dei, ebbero per secoli un tempio dedicato e condiviso, che sorgeva sulla
collina del Vaticano.

Il dramma di Attis, celebrato ogni anno in primavera, era inteso come una ricorrente espia-
zione di sangue per redimere i peccati del mondo. In questa ricorrenza, il 22 marzo, veniva
abbattuto un albero di pino ed una immagine del dio era affissa ad esso, come quella di un
morto inchiodato ad un albero. Nel corso della cerimonia i sacerdoti si recavano ad una tom-
ba illuminata, contenente solo un lenzuolo mortuario (sindone!), perché il terzo giorno dalla
morte Attis era risorto dal sepolcro.
La somiglianza tra il mito di Attis e la favola cristiana è tale che i primi cristiani, per giustifi-
carsi, furono costretti a ragionamenti speciosi come quello di sostenere, anche in questo caso,
che era stato il Diavolo a creare il mito di Attis per sviare i cristiani più beoti dalla vera fede.
(Rif.710,190,240)

47
PARTE III - Il Mito di Gesù: L'Ultima Mistificazione

QUALCHE CHIARIMENTO

Prima di addentrarci nel dettaglio, affatto semplice, degli eventi che hanno genera-
to e costituito la base della leggenda di Gesù il Cristo, è necessario soffermarci su
alcune importanti considerazioni.

Come abbiamo visto nella precedente Parte II, nel corso dei millenni innumerevoli
religioni sono nate, si sono sviluppate ed alla fine hanno dovuto cedere il passo a
nuove credenze che sono cresciute sulla carcassa di quelle che l'hanno preceduta.
Se si osserva la storia delle religioni, tutte le volte che una religione rivelata s'è e-
stinta, lo ha fatto di fronte all'incalzare di un altro culto:

 lo zoroastrismo di fronte all'islam


 il cattolicesimo di fronte al luteranesimo
 ecc.

ma solo il cristianesimo occidentale è regredito a favore dell'agnosticismo, cosa spie-


gabile con due ordini di motivazioni:

1. Il cristianesimo occidentale, distinguendo fra lo stato laico e lo stato religioso,


fra cesare e papa, è stato, di conseguenza, lungamente travagliato dalla lotta
fra papi e cesari, finendo con l'indebolirsi, dapprima di fronte a varie sette di
nuova formazione, gli eretici prima e i protestanti dopo; in seguito, nel di-
scredito generato dalle lotte fra cattolici e protestanti, s'è fatto spazio l'atei-
smo.

2. Il cristianesimo e' una religione sui generis, con libri sacri (specie l'Antico Te-
stamento) che non c'entrano nulla con gli interessi organizzativi-repressivi
della Chiesa; con scarse capacità di controllo dell'intellighenzia, cui sono state
concesse (o non si sono potute negare) pericolose libertà nelle università del
medioevo - fondate dalla Chiesa stessa - donde sono usciti i vari Hus, Wyclif,
Lutero, Calvino: in effetti l'amore per la filosofia e la cultura è stato sempre
uno dei talloni d'Achille del cattolicesimo e ben diceva Gregorio Magno:

che bisognava vergognarsi di insegnare la grammatica, dacché tutte le religioni


si basano sull'ignoranza.

Non c'è stato nessun Copernico, nessun Ockham fra i bramini o i musulmani; il
giainismo ed il buddismo sono stati fondati da appartenenti alla casta dei guerrieri.
(Rif. 725)

48
UNA COSTRUZIONE

Il cristianesimo non si è sviluppato di colpo a seguito della presunta venuta di Gesù


ma da un concetto che esisteva da millenni, espresso in altri termini.
In effetti, come si può constatare dalla Tavola delle Analogie riportata a fine volu-
me, la religione cristiana è stata costruita su numerosi dei, religioni, sette, culti e riti
misterici che erano presenti sulla terra assai prima dell'attuale era cristiana, com-
preso il mondo ebraico, assai meno monoteista di quanto si voglia far credere, dove
gli israeliti adoravano numerosi dei, inclusi il sole, la luna, le stelle e tanti altri pre-
sunti ospiti del "cielo".

La base fondamentale di tutti i miti (e quindi del cristianesimo) si ritrova dunque


negli antichissimi culti solari. Non è un caso che si siano enumerati 12 patriarchi, 12
tribù d'Israele e 12 apostoli, essendo 12 il numero dei segni dello zodiaco, parte
fondamentale dei culti solari, in quanto questi segni identificavano le 12 "case" at-
traverso le quali il sole passa ogni giorno e le 12 ore del giorno e della notte.
Indubbiamente anche le 12 fatiche di Ercole, i 12 aiutanti di Horus, i 12 generali di
Ahura-Mazda ed i 12 apostoli di Gesù sono simboli dei segni zodiacali e non corri-
spondono a nessun particolare interprete del dramma che si sarebbe svolto sulla
terra nell'anno 30 (e.v.).

A questo proposito ricordiamo ancora che:


Le figure principali del cristianesimo derivano da divinità pagane esistenti in prece-
denza. Ad esempio, la triade padre-madre-figlio è presente in molte mitologie antiche:
gli egizi avevano Osiride, Iside ed Horo; i romani Giove, Giunone e Minerva; i sumeri
Enchi, Ninhursaga e Tammuz; i persiani Ahura Mazda, Anahita e Mitra, e via dicen-
do. Da notare che per i romani i due dei avevano una figlia anziché un figlio per lon-
tana eco dell'ormai remoto periodo matriarcale. Parallelamente altre mitologie aveva-
no una coppia invece del trio: i lidi con Cibele ed Atti, i greci con Demetra e Persefone
e così via.

Il fatto che alcuni popoli avessero un trio ed altri una coppia (senza il padre), avvenne
perché nella società in cui il maschio aveva maggior predominanza si affiancò in se-
guito alla madre, dea della natura, ed al figlio, dio della vegetazione, un dio maschio
che facesse da capofamiglia. Addirittura in alcuni popoli il dio paredro (= compagno)
della dea da figlio divenne marito perdendo così ogni alone di inferiorità o subalter-
nanza: è il caso dei palestinesi (Asera ed Aleian-Baal), degli hurriti ("Ma" ed il dio
delle tempeste), e forse anche dei paleomaltesi. Nella mitologia indiana post-vedica,
infine, le tre divinità trinitarie erano tutte maschili: Brama, Visnù e Sciva.

La Dea Madre, o Grande Madre, è stata probabilmente la prima divinità


immaginata dallo spirito umano; ma anche se ciò non fosse, il suo sim-
bolismo è tuttavia una caratteristica predominante nei reperti archeolo-
gici del mondo antico, dalle Veneri gravettiane ....alle iscrizioni del Me-
diterraneo orientale, dell'Asia occidentale, della valle dell'Indo e dell'E-
49
geo. Il culto si concentrò dapprima sul mistero della nascita, e perciò si mettevano in
particolare risalto le funzioni della donna ....gli attributi sessuali erano esagerati e
suggerivano l'idea della gravidanza e talvolta anche del parto. Il loro scopo era di sti-
molare la vita con un'abbondanza sempre maggiore, sia nel genere umano che negli
animali e nella natura, sicché la nascita e la generazione erano fuse in uno con la
conservazione delle risorse alimentari da cui dipendeva l'esistenza.

Con lo sviluppo dell'agricoltura e della pastorizia e man mano che il culto progrediva,
specialmente nel Vicino Oriente, si andò facendo sempre più chiaramente definita la
figura di una dea che personificasse le funzioni materne. In un primo tempo fu la dea
vergine che fece sentire la sua influenza predominante dall'India al Mediterraneo. In
Mesopotamia ....le forze produttrici della terra avevano fornito nei tempi preistorici
(quando la donna aiutava l'uomo a coltivare con zappe e vanghe, prima che venisse
inventato l'aratro ed essa sostituita dalle bestie atte a tirarlo) una classe divina in cui
predominava l'elemento femminile.
(E. O. James, Antichi dei mediterranei, cap. La dea Madre e le nozze sacre).
(Rif. 245)

Ora, il cristianesimo con il trio Dio-Spirito Santo-Figlio ricopre la posizione mitologi-


ca del trio post-maschilistico mentre colla copia Madre-Figlio ricopre la posizione mi-
tologica della coppia pre-maschilista.

Il dio supremo d'Israele, il cui nome fu "Geova" (finché non ci si accorse che era una
lettura sbagliata delle consonanti di "Iahve'" colle vocali di "Adonai"), non era sin-
golo (come sostengono i copti monofisiti) ma composto da più persone (cosa che ritro-
viamo nelle mitologie irlandese ed indiana) ed era nominalmente quello degli ebrei,
cioè quello dell'antico Testamento.
Il dio di Israele era inizialmente un dio delle colline, delle montagne e del cielo (cioè
delle cose alte come il fulmine, le nubi od il monte Libano, che svettando da lontano
sul piatto Israele doveva suggerire un senso di superiorità e di potenza, come l'Olimpo
sui Greci, l'Eta sui Cretesi, lo Jotunheim sugli Scandinavi, ecc.) ed era il patrono di
Gerusalemme - uno dei rilievi maggiori della Giudea - e della sua casa regnante, non-
ché ovviamente dei suoi sacerdoti i quali, durante il periodo dell'esilio babilonese lo
trasformarono in divinità unica ed onnipotente, sotto l'influsso delle idee zoroastriane
portate lì dai conquistatori persiani. A sua volta il zoroastrianesimo iranico nacque su
influsso del pensiero indiano: i popoli dell'altopiano iranico pare avessero maggiori
rapporti cogli indiani che coi mesopotamici; probabilmente perché venivano dall'Iran
gli hariia (anche noti come ariani, od arya, parola che significa "puri" o "nobili" e
dalla quale deriva il termine "Iran") che invasero l'India sottomettendo i popoli lì
precedentemente stanziati. Notare l'assonanza fra "Iran" ed "Hariia".
(Rif.725)

Per questi motivi e per quasi 2000 anni centinaia di milioni di persone, prive di at-
teggiamenti razionali, hanno creduto alla esistenza "storica" di un Figlio di Dio,
chiamato Gesù il Cristo, che sarebbe vissuto, avrebbe fatto miracoli, sofferto e mor-

50
to per una speciale espiazione di sangue, stabilita una volta e per sempre da Dio
stesso, creatore dell'intero cosmo.

In realtà la storia evangelica di Gesù non è il ritratto


puntuale di un maestro storico che camminò su questa
terra 2000 anni fa, ma un mito costruito sopra altri miti
ed altri dei che, a loro volta, erano personificazioni di miti
solari universali e di rituali ritrovati in antichissime culture,
diffuse in tutto il mondo, migliaia di anni prima
dell'era cristiana.

La favola di Gesù è servita solo ad amalgamare le numerose religioni, i culti e le set-


te dell'Impero Romano ed a creare una "religione di stato", istituita ed imposta con
la frode, l'inganno e la forza da parte dell'imperatore Costantino I.
Per due millenni una favola spuria ha così condizionato la mente e lo spirito
dell'umanità occidentale.

LA CONTESTAZIONE

Intanto occorre rammentare che l'esistenza terrena di Gesù era già stata messa in
dubbio e negata, sin dai primi tempi del cristianesimo, da alcuni "padri e dottori"
della chiesa stessa, come si può dedurre da certe parziali ammissioni:

Agostino: "Tutto ciò che è conosciuto come religione cristiana esisteva tra gli anti-
chi.....dall'inizio della razza umana sino al tempo in cui il Cristo si fece carne...."

Eusebio: "I nostri modi di comportamento unitamente ai nostri principi religiosi, non
sono stati inventati recentemente da noi, ma la maggior parte degli umani principi fu
costruita sui naturali concetti di coloro che amavano Dio nel remoto passato..."
(Rif.710,740)

Il gruppo dei primi critici-contestatori comprendeva molti gnostici, che si oppone-


vano fermamente alla fisicità del Cristo ed alla giudaizzazione dei loro testi allego-
rici e dei personaggi in essi contenuti.
Malgrado, nei secoli seguenti, la chiesa abbia brutalmente costretto al silenzio stu-
diosi ed esegeti del mito cristiano, gli studi sono continuati in sordina sino alla pri-
ma metà del '700 quando, grazie al movimento innovatore degli Enciclopedisti
francesi e poi, verso la fine dello stesso secolo, alla politica di decristianizzazione
della Rivoluzione Francese, molti scritti poterono essere resi pubblici.

Nel secolo seguente altri scrittori, specie di origine anglosassone (lontani dalle grin-
fie del Vaticano), poterono esprimere le loro opinioni dando vita ad una scuola di
pensiero ormai agguerrita ed inarrestabile. Uno dei capostipite di questa rinnovata
corrente è stato Robert Taylor (un prete anglicano!), che scontò parecchi anni di
carcere per "blasfemia", accusato di aver offeso, con le sue prediche, il "senso mo-
51
rale" della pudibonda e bigotta società vittoriana.
Ai nostri giorni lo stuolo di studiosi che contestano l'esistenza fisica del Gesù e' tal-
mente numeroso da non poter essere enumerato.

Queste note sono pertanto dovute, in gran parte, ai loro studi, anche se i frettolosi
ed incerti riferimenti non sempre rendono giustizia al loro contributo nella ricerca
di una verità troppo a lungo occultata.

Buon ultimo, ma non meno importante, è lo studioso Luigi Cascioli (Rif. 760) con la
pubblicazione del suo libro/denuncia "La Favola di Cristo - Inconfutabile dimostra-
zione della non esistenza di Gesù".
Il 18 Marzo 2006 l'Autore ha fatto ricorso al Tribunale dei Diritti dell'Uomo di
Strasburgo (pratica n. 14910/6) per denunciare l'inesistenza del Cristo e l'uso stru-
mentale ed ingannevole che la chiesa fa di questo personaggio. In precedenza il Ca-
scioli aveva promosso analoga denuncia presso Il Tribunale di Viterbo che si è af-
frettato ad ..."archiviare" la pratica.
Secondo Cascioli la figura mitica di Gesù sarebbe stata derivata dalla persona di
Giovanni, figlio primogenito di Giuda il Galileo, capo di una banda di rivoluzionari
indipendentisti palestinesi, originari di Gamala.

Quello che è difficile da comprendere è l'accanimento (ultima spiaggia?) con il qua-


le la chiesa ha sempre voluto sostenere l'esistenza fisica del personaggio Gesù, in-
trecciando la sua leggenda con la reale esistenza di personaggi storici dell'epoca
quali Tiberio, Erode, Quirino ed altri.

Se un individuo non ragiona ma "crede", è disposto a "credere", o vuole fermamente


"credere", lo fa indipendentemente da qualsiasi dimostrazione di natura storica: non
ha bisogno di prove.

Nessuno degli antichi che credevano ad Apollo, a Venere Afrodite, ad Attis, ad Osi-
ride si è mai sognato di ricercare i "certificati di nascita" di questi dei.
Allora perché questo accanimento? Forse per prevalere su altre credenze, eliminare
la concorrenza e dare una parvenza di credibilità ad un mucchio di frottole. Però
quando mai credibilità e fede hanno camminato a braccetto?
Tanto per dirne una: com'è possibile storicizzare l'evento di una ragazza che, resa
gravida da uno spirito santo, partorisce e resta vergine?

Probabilmente i primi predicatori dovevano cercare di far sembrare la vita del Cristo come real-
mente vissuta, per dare quella garanzia di veridicità che avevano le altre divinità, anch'esse prive
di "certificato di nascita" ma convalidate come buone da secoli di adorazione. Questa necessità
di verosimiglianza spinse i primi cristiani a mischiare la storia ed il mito.
(Rif.725)

52
UNA SEQUENZA TEMPORALE

La sequenza temporale che segue e completa questa parte non ha certo la pretesa di essere
corretta. Serve solo a focalizzare l'attenzione di chi legge sull'alternarsi di determinati eventi
che hanno attraversato il corso della storia.
Anche le date, in particolare quelle riferite alle epoche più remote, sono del tutto opinabili. E-
sistono numerose cronologie come questa anch'esse egualmente criticabili e quella che viene
proposta è solo una delle tante e descrive una sequenza

solo possibile e, a volte, incerta

di alcuni fatti connessi con la nascita del cristianesimo.

Per evitare fraintendimenti nel corso della lettura, si rendono ancora necessarie al-
cune puntualizzazioni.
Analizzando la natura e le caratteristiche delle varie religioni, passate e presenti, si
può tentare una classificazione delle stesse che, per quanto grossolana ed imprecisa,
è comunque utile per seguire un determinato filo logico del discorso:

A. Culti di tipo astro-teologico


Assai diffusi nel remoto passato, consideravano quali divinità il Sole, la Luna
ed altri Astri. I culti solari, largamente diffusi su tutta la terra, avevano una
loro ragion d'essere basata sulla primordiale banale constatazione che il sole
è la fonte primaria della vita sul pianeta.

B. Culti politeistici
Erano basati sulla credenza nella esistenza di Dei immanenti preposti ad in-
tervenire e ad esercitare la loro influenza sul particolare quotidiano dell'in-
dividuo; ad es. l'Olimpo degli Dei greci.

C. Culti su base morale/filosofica (Vie di liberazione)


Sono quelli tipici delle società orientali: buddismo, taoismo, confucianesimo,
shintoismo, ecc.

D. Culti di tipo misterico-rivelati (Culti di salvezza)


Sono nati, in gran parte, nel Medio Oriente e nel bacino del Mediterraneo.
Generalmente di tipo monoteistico, quali il Giudaismo ed i diversi tipi di pre-
cristianesimi, che si sono affermati nel corso dei secoli. Si tratta di credenze
basate su testi indicati come Parola di Dio ed anche Verità Assolute, che van-
no accettati come tali e che non possono essere messi in discussione.

Occorre ancora considerare alcune particolari Religioni Misteriche: esse sono quelle
seguite da sette che, pur appartenendo ad una delle classificazioni precedenti e se-
guendone i principi, per altro verso se ne discostano trasmettendo ai loro membri
insegnamenti di tipo esoterico. Ad esempio:

53
- Drusi, che diversamente dagli altri musulmani, credono nella metempsicosi
- Ismailiti
- ecc.

Da notare che: Non tutti gli ebrei considerano oggi l'ebraismo una religione in senso stretto, ma
bensì un insieme di norme tradizionali seguite, in varie forme, dalla più tradizionale a quella più
progressista, da persone unite da legami di sangue.
Nella sua nuova struttura rabbinica il giudaismo sarebbe un insieme di norme di "origine divi-
na" che regolano la condotta del credente, che le deve osservare se "vuole realizzare sè stes-
so".(?)
(Rif. 725)

Ed infine, in estrema sintesi, ecco alcune caratteristiche essenziali che un culto deve
avere per essere definito di "tipo cristiano":

a. La credenza nella esistenza di un Dio unico antropomorfo che per sua imper-
scrutabile volontà ha voluto, reso e stabilito che il genere umano, da lui stesso
creato, è "colpevole" (peccato originale) e perciò destinato alla dannazione
eterna, salvo redenzione.

b. In una determinata epoca "pseudo-proto storica" Dio ha un ripensamento e


manda sulla terra un "Salvatore" (figlio di Dio, figlio dell'uomo, profeta, un
Cristo) predestinato a diffondere la parola divina, che tutti gli uomini devono
seguire, e con il compito di riscattare e redimere, con il sacrificio della pro-
pria vita, i peccati del mondo, indicando agli uomini stessi, la via della salvez-
za e della vita eterna.

c. La credenza che esista un termine alla vita di questo cosmo, all'avverarsi del
quale, dopo una grande baraonda (apocalisse), il Cristo ritornerà sulla Terra
(parusia prevista anche per altri "salvatori": Zoroastro, Krisna, ...), tutti i
morti risorgeranno, ritroveranno i loro corpi e verranno definitivamente
giudicati e destinati alla dannazione eterna o alla eterna salvezza. Nel frat-
tempo, in attesa di questo "giudizio universale", le anime dei morti sono
provvisoriamente sistemate in aree di parcheggio comunemente note come:
paradiso, purgatorio, inferno o altre simili.

Posto che per soffrire occorre avere un corpo sensibile al dolore e, visto che tali corpi
verranno riassegnati nel corso di questo fantomatico "giudizio", non è chiaro che cosa
ci facciano ora le "anime" dei defunti relegate all'inferno. Anche le anime possono es-
sere arrostite dalle fiamme infernali? E poi perché due giudizi? Non ne basta uno?
Infine, a confondere le idee, esiste una corrente di pensiero la quale afferma che l'in-
ferno non sarà eterno ma verrà abolito alla fine del mondo (apocatastasi) e tutte le a-
nime verranno "redente" (indulto universale) e andranno ad affollare il paradiso; altre
sette cristiane invece sostengono che solo 144.000 anime saranno ospiti definitivi del
paradiso, mentre tutti gli altri (migliaia di miliardi) se la vedranno brutta.

54
A tutto questo si collega un insano, mortificante e deprimente culto della
morte e dei trapassati, nonché l'adorazione di strumenti di morte (croce) e
immagini di atroci torture.

Alcuni scienziati hanno definito l'inizio del cosmo "Big Bang" e la sua presunta fine come il
"Big Crunch" (la grande contrazione, la grande "strizzata", la morte termica, conseguente al
continuo e costante incremento dell'entropia universale). Ciò che la chiesa ha cercato di inter-
pretare con l'allegra "canzoncina" Dies irae.......

Questi sono i tre punti fondamentali ai quali un individuo deve credere per potersi
definire cristiano, indipendentemente dal nome terreno assunto dal cristo sacrifica-
le, di cui al punto b): GESU', MITRA, KRISHNA o altro.

Infine, per quei particolari cristiani che aderiscono alla setta cattolica è ancora ne-
cessario "credere", senza alcuna possibilità di discussione, in alcuni importanti
princìpi (dogmi) quali:

 la trinità: coesistenza di tre persone in un dio unico (anni 325, 385 e.v.)
 presenza di una duplice natura e di una duplice volontà nel Gesù (anni 451,
680 e.v.)
 la perpetua verginità di Maria: ante partum, in parto, post partum (anno 649
e.v.)
 esistenza di particolari luoghi di permanenza eterna delle anime quali Para-
diso, Inferno e, dal 1439 e.v., di un nuovo luogo di permanenza temporanea
detto Purgatorio.
 transustanziazione del pane e del vino nel corpo del Cristo (anno 1563 e.v.)
 immacolato concepimento di Maria, da parte di Anna, o anche preservazione
di Maria dal peccato originale al momento del suo concepimento (anno 1854
e.v.)
 infallibilità del papa (anno 1870 e.v.)
(Questa è veramente buona: il papa, pur sempre un uomo, si ritiene infallibile
perché parla a nome di un dio in virtù di un'autorità a farlo che s'è attribuita da
solo!!!)
 assunzione del corpo di Maria in cielo (anno 1950 e.v.)
 esistenza di un "limbo" dove confluiscono le anime dei neonati abortiti o de-
ceduti prematuramente, prima di ricevere il battesimo. (anno ?? e.v.)

NOTA: L'esistenza del limbo è stata sostenuta per secoli dalla chiesa. Poi il 20/04/2007,
l'infallibile Benedetto XVI ha abolito, di sua iniziativa, questo strano luogo ed ha "tra-
sferito" le suddette anime in un angolo imprecisato del paradiso (??).

La religione cristiana si basa quindi su concetti e dogmi che vengono definiti sacri o
santi. Sono idee che non si possono minimamente criticare o discutere.

E' così e tanto vi basti!!

55
E' il famigerato "principio di autorità" inventato ed imposto dalla chiesa: è così per-
ché ciò è scritto sulla Bibbia, nei vangeli ... ecc.

Il benché minimo dubbio su qualcuna di queste "sacre verità" getta, inesorabil-


mente, l'anima del cattolico nelle braccia di Satana.

INSERTO 04 - Inferno e Paradiso


A proposito di Inferno (inteso come luogo di eterno dolore, e non come personaggio custode
dell'Ade), occorre rammentare che durante i lavori del Concilio Vaticano II (1962-1967) l'al-
lora titolare del Soglio di San Pietro, Giovanni XXIII, (papa di un certo carisma e che aveva
raccolto intorno a sè numerosi consensi) se ne venne fuori affermando che "l'inferno non esi-
ste" e che la punizione per i peccatori consiste nel vivere in eterno lontani dalla luce divina e
perciò privati della supposta beatitudine che ne deriva.

L'affermazione lasciò tutti di stucco generando gravi imbarazzi. Non si sa come la prese Gesù
che in vita sua terrena aveva molto insistito sulla fine che avrebbero fatto i peccatori, condan-
nati ad essere precipitati nella Gheenna del Fuoco; d'altro canto anche Dante si deve essere
rivoltato nella tomba, proprio lui che dell'inferno aveva minuziosamente descritto organizza-
zione e struttura!!
Il risvolto pratico fu una percettibile riduzione degli introiti di bottega in quanto molti si chie-
sero se valeva ancora la pena di pagare la tangente al prete per evitare di finire arrosto, ora
che le fiamme dell'inferno erano state dichiarate estinte. E' vero che restava sempre l'oppor-
tunità di tentare la conquista del paradiso ma questo pare non sia mai stato un grande incen-
tivo per le masse di fedeli. Se chiedete a molti praticanti di darvi una definizione sulla natura
e sul significato di paradiso rischiate di ricevere le risposte più strane.

Qualche tempo dopo, il papa successivo, Paolo VI, appena preso possesso della sua carica, si
affrettò a ribadire con molta energia che "l'inferno esiste, eccome!!"
La domanda che ora viene naturale è questa: cosa deve fare un fedele praticante di fronte a
due affermazioni fatte da due INFALLIBILI in netto contrasto tra di loro?

Forse non troverete nessun riferimento a tutto ciò negli atti ufficiali del Concilio Vaticano II,
ma li troverete sicuramente sulle pagine di quei giornali che all'epoca pubblicavano quotidia-
namente cronaca e resoconti dei lavori conciliari.

Comunque sia, a parte le esternazioni di Giovanni XXIII, è interessante notare come quasi
tutte le religioni siano concordi nel definire i loro "inferni" come luoghi di atroci sofferenze
che solo la mente perversa e corrotta del prete riesce ad immaginare.
Viceversa sulla definizione di "paradiso" le incertezze dominano; per alcune religioni il para-
diso nemmeno esiste. Per altre le idee sono confuse ed incerte. Nell'ebraismo solo determinate
correnti lo prendono in considerazione. L'unica religione con idee abbastanza concrete è l'I-
slam.
Il musulmano che muore in grazia di Allah accede ad un giardino di delizie dove viene nutrito
con latte, miele, vini prelibati (non alcolici naturalmente) e deliziato da vezzose fanciulle,
sempre vergini: le uri dai seni di alabastro. Alcuni ne enumerano 12, altri 40 oppure 70, altri
ancora affermano che il numero delle ragazze corrisponde al numero di Ramadan che il fede-
le ha devotamente osservato durante la sua vita terrena. Il paradiso di Allah dovrebbe dunque
56
essere un posto dove tutti copulano alla grande, come conigli!
Resta comunque incerta la sorte delle donne che muoiono in grazia di Allah.

Dopo quello che è successo in questi ultimi anni, è sempre più difficile definire la
teologia cristiana come "monoteista". La religione induista (certo non monoteista)
annovera 3306 divinità maggiori e minori. Il cristianesimo ne contava, anni fa, circa
1350 (santi, beati ed altre entità in grado di compiere interventi di natura divina).
Per l'esattezza a questi ne vanno aggiunti altri 465 proclamati dal solo papa Wo-
jtyla, nei suoi 27 anni di pontificato. Quindi, salvo errori ed omissioni, il totale am-
monterebbe, per ora (17/6/2002), a 1815.
(Rif. 440)

E' quindi sotto gli occhi di tutti come la religione cristiana abbia perso, da tempo, le
sue caratteristiche di religione dell'unico vero dio.
Essa è oggi una religione politeistica, di stampo neopagano, basata su una scala ver-
ticistica (come quella greco-romana facente capo all'Olimpo) che va dai beati, ai
santi, ai padri della chiesa sino alle alte gerarchie e alla trinità.
La cosa è ancora più evidente se si considerano i nove cori dell'angiologia "ufficia-
le" che comprende, in ordine ascendente: angeli, arcangeli, principati, potesta', vir-
tù, dominazioni, troni, cherubini e serafini.
Si pensi, infine, allo sterminato numero di santi, ognuno dei quali è abilitato a par-
ticolari protezioni e/o interventi a favore di: viaggiatori, naviganti, militari, com-
messi, carcerati, prostitute, animali e con particolari competenze su: mal di pancia,
anoressia, commercio di armi, fratture ossee e via dicendo.

Occorre poi rammentare che, mentre le religioni pagane o naturali si collocavano


all'interno della società ed i sacerdoti si inserivano, come i magistrati o i mercanti,
all'interno del tessuto sociale, al contrario i preti delle religioni rivelate - eccetto i
musulmani sunniti - tendono a formare una classe a sè separata dagli altri, poiché
appartenenti ad una istituzione nuova ed artificiale (in quanto formata sull'elabo-
razione di idee correnti ma non condivise da tutti) introducendo così la distinzione
tra potere temporale e potere spirituale.

Il loro dio deve imporsi dal nulla sui creduloni e quindi le sue caratteristiche devo-
no garantire:

 di essere un dio rassicurante, quindi onnipotente e buono. Quando qualcosa


va storto, la colpa è, o della poca fede dei credenti, o del diavolo, una creatura
sua nemica, naturalmente malvagia, creata da dio stesso (!!).
 di essere un dio più potente degli altri e quindi si inventano su di lui un sacco
di fandonie, tipo quella che ha creato il mondo, che domina il cielo e dal cielo,
che giudicherà le anime, ecc.;
 di essere un dio incomprensibile, di modo da giustificare col mistero divino
l'autorità dei sacerdoti e la loro incontrollabilità.

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Applicando una tecnica, collaudata da secoli di prevaricazioni, il condizionamento
comincia molto presto, con un rito di iniziazione (battesimo) imposto a pochi giorni
dalla nascita, complici i genitori pavidi, timorosi, accecati dalla stessa superstizione
e supini al conformismo, prosegue poi nella prima infanzia e nella giovinezza, for-
nendo risposte assurde alle prime domande sull'origine del mondo, sulla vita e sulla
morte, sul bene e sul male, tali da distruggere sul nascere i primi tentativi di pensie-
ro logico e razionale. Non per nulla J. de Maistre predicava: Dateceli dai cinque ai
dieci anni e saranno nostri per tutta la vita.
Il cristianesimo (come d'altra parte anche l'islam) insegna ai bambini che occorre
credere senza discutere e che questo atteggiamento "bovino" è una grande virtù:
non bisogna mai argomentare sul perché si crede!
La razionalità del giovane viene così mortificata sul nascere e l'individuo reso
schiavo da credenze irrazionali che ne fanno un ilota devoto al clero.

Molti, alla fine, si aggrappano alla religione non perché sia consolante, ma perché
sono vittime di un sistema educativo che non ha offerto loro la possibilità di una vi-
sione laica della vita.
(Rif. 800)

Titillando quindi l'ignoranza del prossimo, si perviene al successo e miriadi di po-


veracci fuggono dalla realtà (a volte scomoda per chi non vuole ragionare) affidan-
dosi alla nuova religione. E' da notare che più un popolo è civilizzato ed oppresso,
più sfornerà movimenti mistico-religiosi. India, Cina, Medio Oriente, Egitto, Euro-
pa Medioevale, Indiani d'America fine anni '80, ne sono la conferma.

Poiché i preti sono separati dal resto della società, essi sono inizialmente visti, dai
potenti, come una minaccia e poi, o accettando il fatto che la maggioranza s'è data
alla nuova fede, o subodorando l'affare, o perché finalmente i preti vincono e pren-
dono il potere (spesso per breve tempo essendo più uomini di cervello e di ventre
che di azione), i regnanti li accettano all'interno della propria struttura di potere.
Scelta criticabile e pericolosa perché quando il potere politico è debole, i preti si
fanno avanti per dominare: per tutto il medio evo nel mondo cristiano ci saranno
scontri di potere fra regnanti e preti. Come pure in Cina e nella Giudea monarchi-
ca.

Alla fine i poteri politici prevalgono ed i preti o vengono integrati nella società per-
dendo il loro status separato e privilegiato (ebrei, protestanti), o diventano una do-
cile sezione dell'amministrazione, limitata al potere spirituale (regni cristiani, regno
di Giuda, ecc.), ad essa legata per combattere le nuove tendenze innovatrici, che
comunque non riescono o non vogliono scalzarla dalla sfera spirituale, dove si è au-
tolimitata.
Comunque, la cosa peggiore che possa capitare è quando si crea il connubio "dio e
patria". A questo punto non c'è più limite al terrore, alla sopraffazione, all'intolle-
ranza più miope ed a mostruosi bagni di sangue.
(Rif.725)

58
LE FONTI MITICHE (Le Leggende)

Dilungarci sulle fonti mitiche che hanno contribuito all'impianto teorico del cristia-
nesimo sarebbe oltre modo lungo e tedioso. Rammentiamo solo le principali; quan-
to basta per affermare che gli autori dei testi fondamentali del cristianesimo non
hanno dovuto lavorare molto di fantasia per infiorare i loro scritti di motivazioni
sovrannaturali, ad uso e meraviglia (e consolazione) di quanti disposti a crederci.
Come forse si è già intuito, essi hanno attinto, a piene mani, da leggende orientali,
all'epoca ben note a Roma che, con grande condiscendenza, ospitava e tollerava set-
te e riti di svariata natura e provenienza. Uno dei punti di merito dei conquistatori
romani è sempre stato quello di rispettare i culti praticati nei paesi occupati, senza
cercare di introdurre una religione "ufficiale" di stato che, d'altro canto, nemmeno
esisteva.

E' del tutto evidente che la maggior parte dell'impianto mitico cristiano si basa su
diverse credenze, specialmente per ciò che concerne i concetti di trinità, spirito san-
to, apostoli e seguaci, ecc. Il concetto di trinità, come già detto, ha anche degli inne-
gabili ed inequivocabili agganci con la trimurti induista.

Nella Trimurti induista Brama, Visnù e Sciva rappresentano rispettivamente il Creatore, il


Preservatore e il Distruttore. Essi identificano, in definitiva le tre forme di un unico brahman.

Non si può ignorare che tutti gli dei del sole pre-cristiani hanno, quasi tutti, in comu-
ne:

 un dio come padre;


 una vergine sposata(?) come madre;
 la loro nascita è stata annunciata da una stella;
 sono nati intorno al solstizio d'inverno;
 hanno avuto dei tiranni che hanno cercato di ucciderli;
 hanno cercato di ucciderli con estesi infanticidi;
 hanno avuto una morte violenta;
 sono risorti dalla morte;
 quasi tutti sono stati visti dopo la risurrezione;
 si sono trattenuti sulla terra per 40 giorni dopo la risurrezione.
 ed altre significative coincidenze e similitudini

Il tutto in buona parte confermato da San Giustino Martire in una sua lettera ai
pagani.
P. Campbell (Rif. 160)

Una osservazione curiosa: sembra che pur di attribuire una nascita miracolosa alle loro divi-
nità, i profeti non s'accorgano di adorare dei ...bastardi. La cosa è palesemente assurda se si
considera che, presso quasi tutte le religioni, l'adulterio è sempre malvisto e perseguitato.

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Il mito degli angeli cristiani deriva da precedenti credenze zoroastriane, mentre il mito
dei diavoli trova la sua origine nei Deva induisti.
Lo scienziato tedesco Max Muller (Oxford University), autore di un'opera nel campo
della mitologia comparata, sostiene che tutti gli antichi miti delle culture protoindoeu-
ropee, o ariane, come quelli zoroastriani, indiani, greci derivano in sostanza da miti
primitivi imperniati sul culto del sole.
(Rif. 446)

Un mito, di per sè, non e' necessariamente una cosa malvagia. Ha un potere allegorico e metafo-
rico. Può accrescere il godimento del credente. Può essere essenziale per i risultati. Fu utile, per
esempio, il mito del diritto divino dei re. E sono utili i miti del Natale, della Pasqua e quelli di al-
tre religioni.
Ma c'è una regola, non scritta, che separa il professionista dal dilettante; l'adepto dal profano.
Solo il secondo è ingannato dai miti. Il primo no.
(R. Hersh)

Indagando un poco sui singoli aspetti rileviamo ancora che:

In fatto di annunciazioni Maria non è stata la sola ad usufruirne, abbiamo anche:

 SARA (moglie di Abramo) per la nascita di Isacco


 ANNA (moglie di Gioacchino) per la nascita di Maria
 ELISABETTA (moglie di Zaccaria) per la nascita di Giovanni Battista

solo per citare le più note.

Sulla morte e risurrezione (dopo tre giorni, o al terzo giorno) si ricordano:

 MITRA (Persia)
 OSIRIDE (Egitto)
 TAMMUZ (Mesopotamia)
 ADONE (Siria)
 ATTIS (Frigia)
 DIONISO-BACCO (Grecia)
 ERCOLE (Grecia)
 SAMHEIN (Irlanda)
 BALDUR (Scandinavia: dopo 40 gg.)

Ercole, in particolare, figlio del dio Zeus e della fanciulla Alcmene, dopo la risurre-
zione, sale direttamente all'Olimpo con le prerogative di un dio tra gli dei.
Ed ancora ATALIDE, figlio di Mercurio, che moriva e resuscitava tutte le volte che
gli faceva comodo.

Su "particolari" concepimenti e "parti" verginali si registrano:

60
 ISIDE che genera HORO (Egitto)
 MYLITTA che genera TAMMUZ (Mesopotamia)
 MYRRHA che genera ADONIS (Siria)
 NANA (Cibele?) che genera ATTIS (-200 e.v.) dopo aver mangiato un frutto
speciale
 DANAE che genera PROMETEO, fecondata da una pioggia d'oro
 DEVAKI che genera KRISHNA (c.-1200 e.v.)
 SEMELE che genera DIONISO (Bacco)
 SARA che genera ISACCO
 ELISABETTA che genera GIOVANNI B.
 ALCMENA che genera ERCOLE
 MAYA (Mayadevi) che genera BUDDA (Sakiamuni)
 ed altri ancora, derivati da molteplici mitologie

Quasi tutti gli "dei/salvatori" del passato sono nati in una grotta.
Le grotte erano universalmente considerate come il grembo della terra, quindi un
posto logico ed ideale per la nascita simbolica di un dio o per una rigenerazione.

Sulla nascita al 25 Dicembre:

occorre ricordare che questa data (solstizio d'inverno!) coincide, almeno nell'emi-
sfero settentrionale, con la fine della caduta del sole sull'orizzonte e con l'inizio del-
la sua rinascita. Questa data è sempre stata considerata, presso tutte le civiltà pri-
mitive, come un giorno fausto che preludeva al ritorno della buona stagione. Un
giorno ideale per far nascere un dio, compreso l'ultimo arrivato, quello cristiano! Si
ritiene che in questo fatidico giorno siano nati anche:

ADONE Siria
ALBAN ARTHUAN Celti
AMATERASU Giappone
AMON-RA Egitto
ATTIS Frigia
ATUM-ATUN Egitto
BACAB Yucatan
BALDUR Scandinavia
BEL-MARDUK Babilonia
DAZHBOG Slavonia
DIONISO-BACCO Grecia-Roma
DUMUSI (Tammuz) Sumeri
DUPLJAJA Illiria
DUSARES Nabatei
ELABABALUS Siria
FREYR Scandinavia
GEOLA Sassoni

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HELIOS Grecia
HORO Egitto
HUITZILOPOCHTLI Centro America
INTI-RAYMI Incas
ITZAMNA Yucatan
KRISHNA India
MITRA Persia
OSIRIDE Egitto
QUETZALCOATL Messico
SAMHEIN Irlanda
SCING-SHIN Cina
SERAPIDE Egitto
SHAMASH Babilonia
SOLE-APOLLO Troia
SURYA India
TAMMUZ Mesopotamia
TRUNDHOLM Danimarca
UTU BABBA Sumeri
YULE Germania
ZOROASTRO Persia

La data di nascita di Gesù è stata fissata tra il 24/25 Dicembre del 753 a.u.c. (anno:
1 e.v.) dal papa Giulio I, intorno al 337 e.v., su imposizione di Costantino I, per eli-
minare la festa pagana dei Saturnali (anche: festa del sole, rinascita del sole, natale
del sole invincibile, Dies Natalis Solis Invicti).
Ovviamente non tutti sono d'accordo; alcune sette cristiane di matrice ortodossa ce-
lebrano questa ricorrenza il 6 Gennaio.
Sul giorno e sul mese di nascita di Gesù sono state formulate, nel corso dei secoli,
oltre 136 ipotesi che proponevano, di volta in volta, date come:

 Gennaio 6 (Clemente Alessandrino)


 Gennaio 6 (Epifanio vescovo di Salamina)
 Gennaio 10 (id. Clemente Alessandrino)
 Marzo 28 (S. Cipriano in disputa con S. Ippolito)
 Aprile 23 (S. Ippolito in disputa con S. Cipriano)
 Maggio 20 (id. Clemente Alessandrino)
 Aprile/Settembre (Rev. Jack Barr)
 Agosto xx (Rev. H. Browne)
 Settembre 15 (Rev. Lightfoot)
 Settembre 20/30 (R.T. Beckwith)
 ecc. ecc.

Il natale è diventato una ricorrenza festiva a partire dal:

62
 354(e.v.) a Roma
 375(e.v.) ad Antiochia
 430(e.v.) ad Alessandria d'Egitto
 ecc. ecc.

Sulle manifestazioni astrali:

anche ZOROASTRO sarebbe nato mentre era in corso una congiunzione di pianeti;
il vecchio cammelliere sarebbe nato a Battra (nord-est della Persia) nel -630(e.v.).
Filosofo e profeta ha fondato una religione dualistica (quella dei Parsi, Mazdeismo)
basata sul testo sacro Avesta. Attualmente questa religione conta circa 32500 adepti
in Iran ed altri sparsi nell'India.

Sulla risurrezione:

gli iniziati ad antichissimi culti, sorti in Persia, Mesopotamia ed Egitto, ritenevano


di poter prendere contatto con l'aldilà facendosi seppellire vivi, in stato di sonno
ipnotico, in una cripta ed a volte in compagnia di altri morti, per tre o quattro
giorni. Alcuni, che si risvegliavano in anticipo, ne uscivano completamente pazzi di
angoscia e di terrore.

Gesù non è stato il solo ad essere inviato sulla terra come salvatore del mondo.
Prima di lui se ne contano almeno altri 26, tra i quali Krishna, Mitra, Zoroastro
ecc.
Lo studioso Kersey Graves ne esamina 16 nel suo libro "I sedici salvatori crocifissi
nel mondo."
(Rif. 220)

Occorre inoltre ricordare che KRISHNA (incarnazione terrena di VISNU'), come


salvatore è apparso almeno 1200 anni prima che i vangeli fossero concepiti:

La volontà dei Deva fu compiuta; tu concepisti nella purezza del cuore e dell'amore
divino. Vergine e madre salve! Nascerà da te un figlio e sarà il salvatore del mondo.
Ma fuggi, poiché il re Kansa ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel
seno. I nostri fratelli ti guideranno dai pastori, che stanno alle falde del monte Me-
ru....ivi darai al mondo il figlio divino....
(Rif. 165,345)

L'Unzione:

è un rito antichissimo con diverse valenze:

 in oriente, mediante questo atto, i re ittiti ed i nobili egiziani venivano consa-


crati alle loro divinità;

63
 nel caso specifico di Gesù, l'unzione attribuiva al soggetto dignità regale, se-
condo antiche tradizioni bibliche a partire da Saul unto come re d'Israele.
(Rif. 130)

Il Battesimo:

anche questo è un rito molto antico con significato di "immersione purificatrice".


Era praticato, presso molti popoli, dai sacerdoti a favore degli iniziati ai diversi cul-
ti:

 in Egitto = culto di Iside


 in Frigia = culto di Attis
 in Babilonia = culto di Marduk
 in Grecia = culto di Dioniso e Demetra
 in Persia = culto di Mitra
 ..............

Gli induisti praticano qualcosa di analogo, nel fiume Gange, da tempo immemora-
bile.

E' ancora il caso di ricordare che a Nauplia (Grecia meridionale) esisteva una fonte
detta "Canato" nella quale si credeva che Era, bagnandosi ogni anno, ridiventasse
vergine. (Pausania, Periegesi, libro II, cap.38). Questa fonte è stata poi identificata
con una sorgente che si trova nel monastero di Santa Monì, presso il borgo di Pro-
nia.

Per inciso, dal leggendario ciclo dei Cavalieri della Tavola Rotonda risulta che an-
che Re Artù ebbe una nascita "fuori dal normale" a seguito di operazioni magiche
e conseguenti corna al marito della di lui madre. Alla Tavola Rotonda sedevano
"12" seguaci (apostoli) e come Gesù anche Artù morì in seguito ad un tradimento.
Ora si attende il suo ritorno in terra, insieme ai suoi seguaci, dal regno di Avalon,
una dimensione parallela controllata dalle divinità pagane.
(Rif. 725)

TAVOLA RIEPILOGATIVA degli dei mitici che hanno influito sulle origini delle
credenze cristiane (escluso ovviamente quelli americani):

Resurr.
Divinità Area Paternità Maternità Nascita
3 GG.
. . . Nome Vergine Luogo Anno 25/12 .
Adone Siria . Ishtar Si . . Si Si
Atalide Grecia Mercurio . . . . . (Si)
Attis Frigia . Nana Si . -200 Si Si
Bacab America . Chiribirias . . . Si .

64
Baldur Scandinavia . . . . . Si (40gg.)
Dioniso-Bacco Grecia . . Si Stalla . Si Si
Ercole Grecia Zeus Alcmene . . . . Si
Freyr Scandinavia Odino Freya . . . Si .
Horo Egitto Osiride Iside Si . . Si .
Huitzilopochtli America . . . . . Si .
Indra Tibet . . Si . -700 . .
Isacco Palestina Jhwh Sara No . . . .
Krishna India (Visnù) Devaki Si . -1200 Si Si
Mitra Persia . . Si Stalla -600 Si Si
Osiride Egitto . . . . . Si Si
Perseo Caucaso . Danae Si . . . .
Quetzalcoatl America . . . . . Si .
Samhein Irlanda . . Si . . Si Si
Sansone Palestina Jhwh . No . . . .
Shamash Palestina . . . . . Si .
Tammuz Mesopotamia . Militta Si . . Si Si
Zoroastro Persia . . Si . -630 Si .

Il testo riporta una mappa della "Palestina" mediante la quale potete avere un'idea
(stimata) di come fosse il territorio ai tempi della nostra cronologia. (Anno 750
a.u.c.)

Dopo tutte le necessarie (a volte tediose) premesse siamo ora pronti ad addentrarci,
cronologicamente, in quegli anni cruciali che descrivono nascita, vita, miracoli e mor-
te del presunto Gesù, ispiratore, ma non fondatore, del cristianesimo.
E' una cronologia folle, aberrante, farneticante nella quale è difficile separare le pre-
sunte verità dagli atteggiamenti più deliranti e offensivi del buon senso comune.
Il testo è ricco di riferimenti storici che aiutano, ogni tanto, a ritornare con ...i piedi
per terra. Gli altri richiami (Rif.) servono soprattutto ad individuare gli autori di tutte
le sciocchezze qui elencate.

65
ANNO: 98 (a.e.v.) - 656 (a.u.c.)

001 - NASCITA DI GIUSEPPE


A Betlemme nasce Giuseppe, padre putativo di Gesù.
(Rif. 055)

LA FAMIGLIA DI GIUSEPPE (Secondo il mito)


Nato a Betlemme nel 656(a.u.c.)
Morto a Nazaret il 20 luglio del 767(a.u.c.) all'età di 111 anni (secondo i copti: 26 del mese di
Epep).
Appartenente alla tribù di Giuda, secondo dottrina, era figlio di Giacobbe a sua volta discen-
dente di Davide.
Esercitava l'attività di falegname, carpentiere, artigiano edile ma pare fosse anche investito di
qualche prerogativa sacerdotale presso il Tempio di Gerusalemme; cosa poco probabile non
essendo un levita.
Si sposa, in prime nozze, all'età di 40 anni e mette al mondo 6-8 figli:
- Giuda (Tommaso, Taddeo)
- Joseto
- Simeone (Simone)
- Giacomo (detto il Minore)
- Lidia
- Lisia (Assia)
- (Tamara?)
- (Ester?)
Resta vedovo a 89 anni (745 a.u.c.), dopo 49 anni di matrimonio, quando Giacomo il Minore è
ancora in tenera età.
A 90 anni (746 a.u.c.) il sommo sacerdote del tempio gli affida in custodia Maria, con regolare
contratto di fidanzamento, in attesa delle previste nozze.
All'età di 109 anni, passato indenne attraverso gli eventi messianici che hanno coinvolto la
famiglia, si ritira a vivere con Maria e con i figli Giacomo il Minore e Giuda, essendo tutti gli
altri figli ormai sposati.
A 110 anni (766 a.u.c.) un angelo lo avvisa che dovrà morire entro un anno. Dopo la sua mor-
te, gli angeli avvolgono la sua anima in un panno di seta e la portano in cielo. Il corpo invece
viene sepolto nella stessa tomba del padre Giacobbe.
Una supposta genealogia mitica:

Davide
|
|
|
(....?) Giacobbe
| |
|______________|
|
|
Giuseppe
_____________________|__________________
| |
+ +
(....?) (Maria)
| |

66
Simeone Gesù
: :
Giuda Giovanni(?)
:
Joseto
:
Giacomo Min.
:
(Tamara?)
:
(Ester?)
:
Lisia(Assia)
:
Lidia

ANNO 63 (a.e.v.) - 691 (a.u.c.)

002 - NASCITA DI GIOACCHINO


In questo anno nasce Gioacchino, futuro padre di Maria.
(Rif. 025,035,050)

LA FAMIGLIA DI MARIA (Secondo il mito)


. GIOACCHINO, il padre
originario della Galilea e appartenente alla tribù di Giuda. Proprietario di mandrie e greggi,
era considerato immensamente ricco (non c'era altri come lui nel popolo d'Israele). La sua ric-
chezza era tale che gli permetteva di essere molto generoso, tanto da dividere i suoi proventi
in tre parti:
- una parte da destinarsi ai poveri
- una parte veniva versata al clero
- il rimanente era dedicato alle esigenze familiari e dei dipendenti.
Si era sposato a venti anni con:
. ANNA, la madre
figlia del sacerdote Isachar, originaria di Betlemme, tribù di Levi. Per i primi venti anni di
matrimonio non ebbe figli, per infecondità del marito. Come donna era ritenuta molto avve-
nente, tanto che dopo la nascita di Maria e la morte di Gioacchino, si sposa altre tre (?) volte e
ricupera il tempo perduto, generando altri otto figli.
(Rif. 025,035,050)
Dopo la morte di Gioacchino, Maria (figlia unica) avrebbe quindi ereditato una immensa for-
tuna; fatto alquanto stridente con il racconto della vita di privazioni, che si ricava dagli auto-
ri, canonici e non. E poi perché avrebbe dovuto sposare un presunto nullatenente (di 90 anni)
con tutto ciò che le sue ricchezze potevano permetterle in fatto di matrimonio?
Infine, a rincarare la dose dei dubbi, abbiamo Maometto, che nel suo Corano, identifica Ma-
ria come discendente della famiglia di AMRAM.
(Rif. 135)
La genealogia che segue è ricavata da quanto - vero o fantasioso - gli autori riportano nei loro
vari testi ed è tutta da verificare.

67
Occorre ricordare sempre la naturale e necessaria propensione della chiesa ad alterare, travisare
e falsificare fatti, nomi e circostanze nell'intento di attribuirsi una certa "credibilità" ormai da
molti messa in dubbio.

Isachar
+
(....?)
|
|
_____________________|_________________
| |
| |
Anna Emerina
| +
| (.....?)
_________________|____________________________ |
| | | | |
+ + + + |
(Gioacchino) (Salome) (Cleofa) (.....) |
| | | | |
| | | (?) |
Maria (a) Maria (b) Maria (c) Elisabetta
Verg. di Salome di Cleofa +
+ + + (Zaccaria)
(Giuseppe) (Zebedeo) (Alfeo) |
| | |
GESU' | | GIOVANNI
: | | BATTISTA
Giovanni Giacomo Giacomo
(?) Il Maggiore Il Minore
: :
Giovanni Giuseppe
Evangelista Il Giusto
:
Filippo
:
Giuda
Taddeo
:
Simone
:
Cleofa J.

Secondo alcuni autori, a)-b)-c) dovrebbero essere le Tre Marie canoniche; secondo altri invece
il gruppo dovrebbe comprendere Maria Maddalena ed escludere Maria di Salome.

Buona parte degli affreschi di Giotto, nella cappella degli Scrovegni di Padova, dedicati alla vita
di Maria, sembra ispirata ai racconti dei vangeli apocrifi.
Anche Maometto (Corano, Sura XIX) narrando di Maria e della nascita di Gesù, si riferisce a
fonti contenute in vangeli apocrifi.
(Rif.725)

68
ANNO 62 (a.e.v.) - 692 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
ARRIVANO I ROMANI
Pompeo, conquistata la Siria, conclude anche la conquista della Palestina e l'annette all'Impero
quale Protettorato.

ELEZIONE DI IRCANO II
Pompeo risolve in Palestina il conflitto sorto tra Aristobulo II e Ircano II, entrambi Asmonei pre-
tendenti al trono di Gerusalemme. Viene scelto Ircano II.

ANNO 61 (a.e.v) - 693 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
TUMULTI IN PALESTINA
L'esclusione di Aristobulo II provoca disordini in Palestina. Per sostenere Ircano II Pompeo in-
terviene e presidia militarmente il paese. Ircano II resta sul trono affiancato dal controllore di fi-
ducia dei romani: Antipatro.

ANNO 59 (a.e.v.) - 695 (a.u.c.)

003 - NASCITA DI ANNA


Questo è il supposto anno di nascita di Anna, madre di Maria.
(Rif. 025,035,050)

ANNO 58 (a.e.v.) - 696 (a.u.c.)

004 - LE NOZZE DI GIUSEPPE


All'età di anni 40 Giuseppe si sposa, in prime nozze, con ..? e nel corso degli anni
genera sei-otto figli:

 Giuda (Tommaso, Taddeo)


 Joseto

69
 Giacomo (il minore)
 Simeone (Simone)
 Lisia (Assia)
 Lidia
 [Tamara ?]
 [Ester ?]

(Rif. 055)

Notizie sulla prima moglie di Giuseppe non ce ne sono.


Qualcuno, con molta fantasia, ha ipotizzato che questa prima moglie, anch'essa di nome Ma-
ria, fosse la sorella maggiore di Maria Vergine, che sposerà poi Giuseppe in seconde nozze.
Tutto questo non si accorda con la storia dell'immacolato concepimento di Anna, in virtù del
quale Maria sarebbe stata concepita pura e senza peccato originale, secondo la strana trovata,
confermata dal dogma della Immacolata Concezione di Pio IX, nel 1854.
E poi come si giustifica la differenza di età tra le due presunte sorelle?
(Rif. 995)

ANNO 55 (a.e.v) - 699 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
EZECHIA
Ezechia (medico, zelota originario di Gamala), un galileo pretendente al trono di Gerusalemme,
scende in campo per estromettere Ircano II. Il proconsole di Siria Gabinio interviene con le sue
truppe, riportando l'ordine sul territorio.

ANNO 52 (a.e.v.) - 703 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
CLEOPATRA
In questo anno Cleopatra VII diventa regina d'Egitto.

ANNO 49 (a.e.v.) - 705 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
ANTIPATRO

70
Antipatro, controllore di Ircano II, in assenza di quest'ultimo, impegnato in una guerra contro i
Parti, viene nominato amministratore della Giudea.

ANNO 44 (a.e.v.) - 710 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
ERODE ANTIPATRO
Erode Antipatro, figlio di Antipatro, amministratore della Giudea, nel corso di un ennesimo
scontro, sconfigge ed uccide in battaglia Ezechia.
Il posto di Ezechia viene preso dal figlio Giuda detto il Galileo.

[Nell'inserto che segue potete trovare chiarimenti sui brevi ma intricati sviluppi della Dinastia
Erodiana.]

INSERTO 05 - Dinastia Erodiana (Secondo la Storia)


Il re seleucide Antioco IV, temendo la diffusione del giudaismo nell'area mediterranea, proibì
le pratiche giudaiche e cercò di distruggere le sacre scritture. Nel 587 a.u.c. (167 a.e.v.) Giuda
il Maccabeo, figlio del sommo sacerdote, guidò la rivolta degli ebrei contro Antioco IV. Venne
trovata una soluzione con la creazione della dinastia Asmonea, di origine greca, ma convertita
al giudaismo.
Successivamente, l'ascesa al potere di Erode il Grande pose fine alla dinastia Asmonea.

I personaggi che maggiormente interessano questa cronologia sono sottolineati. [+ nozze , = fi-
gli]

Dal ceppo di ERODE ANTIPATRO:

A + B = C + D = E + F = G
.
ERODE
1
Antipatro
+ Cipro(A) = Fasael + Salampsio = Antipatro . . . .
2 . . . . . . . = Alessandro . . . .
3 . . . . . . . = Erode . . . .
4 . . . . . . . = Alessandra . . . .
Agrippa
5 . . . . . . . = Cipro(B) + Agrippa I =
II
6 . . . . . . . . . . . = Berenice
7 . . . . . . . . . . . = Drusilla
8 . . . = Giuseppe + Olimpia = Mariamne(C) . . . .
9 . . . = Ferora + ignoto = tre figli . . . .

71
10 . . . = Salome + Giuseppe = Antipatro + Cipro(C) = ???
11 . . . . . + Costobaro = Berenice + Aristobulo = ???
12 . . . . . . . . . + Teudione = ???
13 . . . . . + Alessia = ??? . . . .
ERODE
14 . . . = IL . . . . . . . .
GRANDE

Dal ceppo di ERODE IL GRANDE:

. A + B = C + D = E + F = G
ERODE
Anti-
15 IL + Doris =
patro
+ (ignota) = Div.figli . . . .
GRANDE
Mariamne Ales- Ales-
16 . +
(A)
=
sandro
+ Glafira =
sandro
. . . .
Tigrane
17 . . . . . . . = IV . . . .
(Armenia)
Aristo- Erode di Mariamne
18 . . . =
bulo
+ Berenice(1) =
Calcide
+
(C)
= ???

Agrippa
19 . . . . . . . = Agrippa I + Cipro(B) =
II
Bere-
20 . . . . . . . . . . . =
nice
21 . . . . . . . . . . . = Drusilla
Aristo-
22 . . . . . . . =
bulo
+ Iotape = ???

Erode Fi-
23 . . . . . . . = Erodiade +
lippo
= Salome

Erode An-
24 . . . . . . . . . +
tipa
= ???

Mariamne
25 . . . . . . . =
(D)
. . . .
26 . . . = Salampsio + Fasael = ??? . . . .
Anti-
27 . . . = Cipro(C) +
patro
= ??? . . . .
Mariamne Erode Fi-
28 . +
(B)
=
lippo
+ Erodiade = Salome + Filippo = ???

29 . . . . . . . . . + Aristobulo = ???
Erode
30 . + Maltace =
Archelao
+ Mariamne(E) = ??? . . . .
31 . . . . . + Glafira = ??? . . . .
Erode (Figlia di A-
32 . . . =
Antipa
+
reta IV)
= ??? . . . .
33 . . . . . + Erodiade = ??? . . . .

72
Mariamne
34 . . . = Olimpia + Giuseppe =
(C)
. . . .
35 . + Cleopatra = Filippo + Salome = ??? . . . .
36 . . . = Erode . . . . . . . .
37 . + Pallade = Fasael . . . . . . . .
38 . + Fedra = Rossana . . . . . . . .
39 . + Elpide = Salome . . . . . . . .
40 . + cugina(?) . . . . . . . . . .
41 . + nipote(?) . . . . . . . . . .

- ERODE ANTIPATRO - Si considerava un discendente diretto del profeta Esaù ed era origi-
nario dell'Idumea (regione a sud della Giudea). Aveva sposato Cipro(A), una principessa ara-
ba della tribù dei Nabatei.
Nel 705 (a.u.c) viene nominato amministratore della Giudea; manterrà questo incarico sino al
711(a.u.c.) quando verrà assassinato. Sposato una sola volta, ha avuto 5 figli uno dei quali è
Erode Il Grande.

- ERODE il GRANDE - Nato nel 680 e morto nel 750 (a.u.c) all'età di 70 anni. E' una delle fi-
gure più controverse della dinastia erodiana. Ben deciso a mantenere saldamente in pugno il
potere, si libera dalle congiure di palazzo facendo uccidere:
- la madre Cipro(A)
- la seconda moglie Mariamne (A) (nel 725 a.u.c.)
- il figlio primogenito Antipatro
- il figlio Alessandro
- il figlio Aristobulo
- il cognato Gionata (fratello di Mariamne (A))
- almeno altri 4 parenti prossimi
- decine di ufficiali della sua guardia personale, implicati in diverse congiure.
Con l'uccisione della moglie Mariamne (A) e del cognato Gionata la dinastia Asmonea si è
praticamente estinta.
Si è sposato 10 volte generando un numero imprecisato di figli (oltre 14).
Salito sul trono, nel 711(a.u.c.), come tetrarca (= capo di un quarto) della Giudea, nel
715(a.u.c.) viene designato, da Ottaviano Augusto, re di tutte le provincie della Palestina.
Congiure dinastiche a parte, Erode il Grande si distingue anche per atti di insospettata gene-
rosità. Si tramanda che si travestisse da popolano per mescolarsi al popolo e rendersi conto
della sua miseria, e che abbia venduto buona parte dei suoi averi per sfamare i poveri durante
la carestia del 729-730(a.u.c.).

Diede un notevole impulso alle opere pubbliche promuovendo:

 la costruzione di numerosi templi, in diverse località della Palestina, dedicati agli dei
greci e romani, per venire incontro alle esigenze di culto delle popolazioni non ebrai-
che;
 la costruzione di un tempio in Samaria in onore dell'imperatore Ottaviano che era sta-
to divinizzato;
 la costruzione della città di Cesarea;
 la costruzione della Torre Antonia (719 a.u.c.);

73
 la trasformazione edilizia di Gerusalemme con nuovi edifici, giardini e la sistemazione
viaria della città alta (731 a.u.c.);
 la costruzione di nuove mura a difesa di Gerusalemme;
 il rifacimento del Tempio e la sistemazione della relativa spianata di circa 140.000 me-
tri quadrati; i lavori iniziati nel 735(a.u.c.) hanno comportato l'impiego di 10.000 lavo-
ratori e sono stati terminati nel giro di 18 mesi.
(Rif. 172)

Un fatto è certo: dovette dare prova di notevole abilità e capacità di governo considerato che il
suo regno è durato ben 39 anni (6 come tetrarca + 33 come re).

- ERODE (FILIPPO) - Figlio di Erode il Grande e di Mariamne (B), non ha mai avuto grandi
incarichi. Vissuto prevalentemente a Roma con la moglie Erodiade e la figlia Salomè.

- ERODE ARCHELAO - Figlio di Erode il Grande e di Maltace, alla morte del padre (750
a.u.c.) riceve da Roma l'incarico limitato di Etnarca (= sovranità regionale limitata) della I-
dumea, Giudea e Samaria. Manterrà tale incarico sino al 759 (a.u.c) quando viene deposto ed
esiliato da Ottaviano Augusto.
Sposato due volte con Mariamne (E) e con Glafira, si ignora il numero degli eventuali discen-
denti.

- ERODE ANTIPA - Figlio di Erode il Grande e di Maltace, alla morte del padre (750 a.u.c.),
viene nominato dai romani tetrarca della Galilea e della Perea. Manterrà l'incarico sino al 793
a.u.c. quando verrà deposto ed esiliato da Caligola.
Sposato in prime nozze con una principessa araba (una figlia di Areta IV, re di Petra), si reca
in visita a Roma, dal fratello Erode (Filippo), e qui ha un colpo di fulmine. Rapisce la moglie
del fratello, Erodiade e la nipote Salomè e le conduce a Gerusalemme.
Scaccia dal palazzo la prima moglie (per questo Areta IV gli dichiara guerra e lo batte!) e vive
more uxorio con la cognata. Non ha avuto discendenti.

- (ERODE)FILIPPO IL TETRARCA - Figlio di Erode il Grande e di Cleopatra, alla morte


del padre (750 a.u.c.) riceve l'incarico di tetrarca della Traconide e della Iturea. Manterrà tale
incarico sino al 787(a.u.c.) anno della sua morte.
Sposa Salomè, figlia di Erode(Filippo) e di Erodiade. Non ha avuto discendenti.

- ERODE GIULIO AGRIPPA I - Figlio di Aristobulo e di Berenice, è nipote di Erode il


Grande. Nel 791(a.u.c.) viene nominato da Caligola tetrarca delle regioni ad oriente del Lago
di Tiberiade (il Golan). Mantiene l'incarico sino alla sua morte avvenuta nel 797(a.u.c.)
Sposato con Cipro(B) genera tre figli: Agrippa(II), Berenice e Drusilla.

- ERODE AGRIPPA II - Figlio di Erode Giulio Agrippa I e di Cipro(B) è pronipote di Erode


il Grande. Nominato re dai romani nel 802(a.u.c) rimane in carica sino all'844(a.u.c.). Non ha
mai avuto poteri effettivi; era una carica più che altro onorifica.

74
ANNO 43 (a.e.v.) - 711 (a.u.c.)

005 - MATRIMONIO
Gioacchino ed Anna si sposano.
(Rif. 025,035,050)

Riferimento Storico:
MORTE DI ERODE ANTIPATRO
Erode Antipatro viene assassinato; gli succede il figlio Erode il Grande, come Tetrarca della
Giudea.

ANNO 40 (a.e.v.) - 714 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
ERODE IL GRANDE SUL TRONO
Erode il Grande viene nominato re delle seguenti provincie della Palestina (Canaan): Giudea,
Galilea, Samaria, Decapoli e Transgiordania.
Ircano II, rientrato dalla prigionia, viene assassinato con tutti gli altri discendenti degli Asmonei.

ANNO 37 (a.e-v.) - 717 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
DISTRUZIONE DI QUMRAN (Prima versione)
Un violento terremoto distrugge Qumran, sede della più importante comunità essena. L'insedia-
mento viene abbandonato per qualche decina di anni.

DISTRUZIONE DI QUMRAN (Seconda versione)


Erode il Grande attacca e distrugge l'insediamento esseno di Qumran. Gli esseni avevano violen-
temente contestata l'ascesa al trono di Erode il Grande in quanto ritenuto "straniero" (idumeo) e
non appartenente alla discendenza di Davide, secondo la tradizione e la Legge Mosaica.

Parlando di esseni, conviene anticipare qualche notizia su quella che è stata, per la
chiesa, una delle più imbarazzanti scoperte degli ultimi anni.

75
INSERTO 06 - I Manoscritti di Qumran

A - MANOSCRITTI DI QUMRAN (Documenti storico-cultuali)


Le vicende accadute intorno a questa importante scoperta sono emblematiche di come la chie-
sa abbia proceduto e proceda sistematicamente alla eliminazione di ciò che preferisce non si
sappia. Il potere clericale, basato su determinate e false credenze, inculcate con forza (e con
ferocia) nel corso di due millenni, difende se stesso, nascondendo determinate verità; mante-
nere la gente nell'ignoranza ed in uno stato perenne di pecorinismo nazareno significa difende-
re i propri privilegi economici, finanziari e politici.

La prima scoperta risale al 1947 ed è stata fatta casualmente da un pastore beduino, in una
grotta in località Khirbet Qumran, sulla riva occidentale del Mar Morto; consisteva in 7 rotoli
completi, contenuti in giare di terracotta, nonché altri frammenti, molti dei quali venduti dai
beduini sul mercato clandestino delle antichità. Successivamente la zona venne battuta alla ri-
cerca di nuovi reperti; le grotte esplorate furono 270 e, si dice, ma non è certo, che i rotoli ri-
trovati siano stati oltre 40 ai quali vanno aggiunti altri 800 reperti.
Si suppone che questi reperti fossero stati sepolti nell'imminenza della guerra giudaica e trat-
tasi di scritti prodotti, in linea di massima nella prima metà del I secolo (e.v.).

Per una serie di disgraziate circostanze (guerre in Israele), i primi rotoli e l'autorizzazione a
nuove ricerche furono affidate alla cosiddetta "banda del domenicano", capeggiata dal mona-
co DE VAUX e ben presto tutti i reperti finirono nelle mani di questa presunta "commissione
di esperti" che avrebbe avuto il compito di tradurli e renderli di pubblico dominio.

Il contenuto dei rotoli fu ritenuto esplosivo non tanto perché contenenti particolari notizie sul
cristianesimo (in fondo sono tutti testi ebraici), ma perché riportavano alla luce quella realtà
essena che la chiesa ha sempre voluto artatamente ignorare. Quindi, in combutta con il Vati-
cano e con la forzata connivenza del governo israeliano, che aveva altri gravi problemi per le
mani, la commissione, per 50(!) anni non fece quasi nulla se non occultare tutto il materiale
impedendone anche la riproduzione fotografica. Il materiale venne classificato in due catego-
rie:

- reperti biblici
- reperti settari (questi ultimi naturalmente top secret)

e solo nel 1996, dopo una ennesima protesta di studiosi ed accademici di tutto il mondo ed una
interrogazione presso il Parlamento d'Israele, si cominciarono a diffondere le prime copie fo-
tografiche dei documenti. Cinquanta anni di protervo occultamento di un patrimonio storico!
Tra i rotoli più importanti ed oggi noti, vanno segnalati:
- Apocrifo della Genesi
- Rotolo del Tempio
- Rotolo della guerra

76
- Commentario ad Abacuc
- libro dei Giubilei
- Regola dell'assemblea
- Regola della comunità
- Rotolo di rame
- Documento di Damasco
- ed altri

Il rotolo di rame è particolarmente importante perché contiene un inventario criptato di tutti


i tesori del Tempio, nascosti dai sacerdoti, in 64 nascondigli segreti, in previsione dell'attacco
romano a Gerusalemme.
Il Documento di Damasco, già noto per una copia rivenuta al Cairo molti anni prima, è im-
portante perché lascia chiaramente intendere come "Damasco" fosse uno dei tanti nomi che
indicavano la comunità essena di Qumran.
Attualmente questi reperti sono esposti al pubblico nello speciale padiglione SHRINE OF
THE BOOK ( il Santuario del Libro) dello Israel Museum di Gerusalemme.

Se giudichiamo quanto raccontano il Nuovo Testamento, i Vangeli e gli Atti degli Apostoli come
fatti storici indiscutibili, allora è impossibile rendere giustizia, in senso scientifico ai Rotoli. E' la
dottrina cristiana in realtà a dettare le regole. (P. R. Davies)
(Rif. 347,772,374,376)

B - IL PAPIRO MAGDALEN
A proposito di questo papiro, uno studioso ci manda la seguente segnalazione che riteniamo
un utile complemento a quanto esposto in merito ai reperti di Qumran.
Ho da poco letto un libro,(Testimone oculare di Gesù - Carsten P. Thiede e Mattew D'Ancona)
dove si parla di tre frammenti di codice di papiro, trovati nel 1901 a Luxor da un cappellano in-
glese, che poi li donò all'Università di Oxford, dove aveva studiato, appunto all'Istituto Magda-
len. Questi frammenti sono stati studiati anche con il microscopio a scansione laser, per indivi-
duare anche le minime tracce di inchiostro, oltre che comparandoli con molti altri manoscritti, in
particolare quelli di Qumran.
Gli autori parlano anche del frammento 7Q5 di Qumran analizzato in modo analogo. Com'è noto
è accertato che 7Q5 contiene un brano del Vangelo di Marco. Ebbene i tre frammenti contengo-
no brani del Vangelo di Matteo. L'esame al radiocarbonio non è stato fatto perché i frammenti
sono troppo piccoli e comunque il margine di errore, 10% circa, lo rende inutile.
Comunque il confronto paleografico dice che la scrittura risale allo stesso periodo di alcuni testi
greci di Qumran, quindi anche 7Q5, e di alcuni frammenti trovati ad Ossirinco; questi ultimi
possono essere datati con certezza al 66 d.C. mentre per i testi di Qumran non ci sono problemi,
non sono posteriori al 70 d.C. In altre parole sembra che i Vangeli di Matteo e di Marco esistes-
sero come tali nel primo secolo d.C. Probabilmente nella prima metà, visto che alla fine del I sec.
e l'inizio del II, lo stile di scrittura sarebbe stato leggermente diverso.
Questo non dà, come ammettono gli autori, attendibilità storica ai Vangeli in senso moderno, pe-
rò è evidente che per costruire un mito simile in pochi decenni doveva esserci un ambiente cultu-
rale molto vivace. (F. Fornasier)

Il fatto che lascia alquanto perplessi è come siano stati "datati" alcuni di questi frammenti e
come sono stati interpretati i segni che essi riportano.
Sulla datazione fatta con il radiocarbonio (non sempre possibile) su frammenti tanto piccoli, il
margine di errore sposta il periodo di più/meno due secoli, quindi praticamente inutili quando
si vuole giocare sui quei limiti molto ristretti che farebbero comodo alla chiesa.
Quanto all'estrapolazione di interi brani da qualche decina di caratteri visibili e leggibili sui

77
frammenti stessi, dipende dalla buona volontà di chi ...estrapola; sembrano, a volte, esercizi
da Settimana Enigmistica!

C - POSTILLA - In data 10/9/2001, sul quotidiano LA STAMPA, pag. 11, sono apparsi alcuni
articoli nei quali si annuncia l'intenzione della chiesa di "ritoccare" la Bibbia alla luce di
quanto contenuto nei rotoli scoperti a Qumran; gli stessi per 50 anni gelosamente nascosti. Si
sta profilando una ennesima e disinvolta manipolazione di quella che viene comunemente
propinata come "parola di Dio".
Si afferma anche che, probabilmente, Gesù ha vissuto con gli Esseni per 18 anni, nella comu-
nità di Qumran; questo farebbe del nostro personaggio un capo partigiano, un guerrigliero a
tutti gli effetti come ipotizzato da alcuni studiosi da almeno un secolo prima!!!
(Rif. 450)

ANNO 35 (a.e.v.) - 719 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
LA FORTEZZA ANTONIA
Erode il Grande inizia la costruzione della Fortezza Antonia (Torre Antonia) situata su uno dei
lati del Tempio. La fortezza diverrà sede del presidio romano di Gerusalemme.

Il testo riporta una mappa di ""GERUSALEMME" mediante la quale potete avere un'idea
della città, come si presume fosse ai tempi della nostra cronologia. (Anno 800 a.u.c.)

ANNO 33 (a.e.v.) - 721 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
NOZZE DI CLEOPATRA
Cleopatra VII sposa Antonio

78
ANNO 30 (a.e.v.) - 724 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
SUICIDIO DI CLEOPATRA
Cleopatra VII ed Antonio si suicidano. L'Egitto passa sotto il diretto controllo di Roma e diventa
una Provincia dell'Impero.

ANNO 24 (a.e.v.) - 730 (a.u.c.)

006 - L'UMILIAZIONE DI GIOACCHINO


Durante la celebrazione della festa della Dedicazione (Dicembre) Gioacchino si reca
al Tempio con le consuete generose offerte. Il sommo sacerdote Isachar (suo suoce-
ro) lo fa avvisare in pubblico, dallo scriba Ruben, che le sue offerte e la sua presen-
za nel Tempio non sono più gradite causa la sua infecondità.
(Rif. 035,045,050)

Secondo le tradizioni e la legge ebraica di allora, la sterilità era considerata una maledizione
divina e pertanto invalidante per coloro che ricoprivano una carica pubblica o di natura reli-
giosa (sacerdoti). La sterilità della moglie era un valido motivo per l'annullamento del matri-
monio. Si riteneva che un individuo sterile e quindi maledetto da YHWH offendesse, con la
sua presenza nel Tempio, la divinità. Per le donne, inoltre, era un segno della maledizione di-
vina anche rimanere semplicemente nubili e vergini. La religione cristiana ha, con il mito di
Maria, capovolto questo concetto.
L'episodio è comunque strano; se veramente Gioacchino era uno dei maggiori contributori
del Tempio come poteva il clero rifiutare le sue consistenti offerte? Perché lo suocero Isachar
non ha agito con maggiore discrezione?
Pare poi che le sacre scritture considerassero, come maledetto, anche chi in Israele non gene-
rasse figli maschi.
Resta comunque il mistero su quali erano i reali contrasti tra i due.

INSERTO 07 - Le più importanti feste ebraiche


Alcune delle più importati feste ebraiche celebrate ai tempi di Gesù, limitatamente a quelle a
volte citate nel testo.

PASQUA - 14/15 di Nisan - (Dio è passato). Ricorda e commemora la liberazione dalla schiavi-
tù d'Egitto. E' una festa mobile che si celebra tra metà Marzo e metà Aprile. La celebrazione
e' immediatamente seguita dalla festa degli Azzimi che dura 7 giorni.

79
PENTECOSTE - Sette settimane dopo Pasqua - (Il cinquantesimo). Si celebra 50 giorni dopo
la Pasqua. Durante la festa il sommo sacerdote offriva al Tempio pani confezionati con farina
di grano nuovo. Durata un giorno.

CAPANNE - 15-23 di Tisri - (Tabernacoli). Si celebra sei mesi dopo la Pasqua, a inizio di Ot-
tobre e dura 8 giorni. Ricorda e commemora la costruzione delle capanne da parte degli ebrei
in fuga dall'Egitto.

DEDICAZIONE - 25 di Kisleu - (Luminarie). Commemora la purificazione del Tempio dopo


la profanazione di Antioco IV, re di Siria, avvenuta nel 587 (a.u.c.). Si celebra a Dicembre e
dura 8 giorni. Durante questo periodo, ogni sera, vengono accese speciali luci in tutte le case.

JOM KIPPUR - 10 di Tisri - (Espiazione e perdono). Al decimo giorno del settimo mese. E' la
cerimonia dell'espiazione collettiva delle colpe di tutta la comunità. A quei tempi i peccati ve-
nivano metaforicamente caricati su di un animale (capro espiatorio) oppure anche su di un
criminale od uno schiavo. In seguito la vittima veniva spinta a morire nel deserto.
Questa pratica del capro espiatorio (Hazazel) è stata copiata da analoghi riti egiziani.

Durante alcune di queste feste (Pasqua, Capanne, Dedicazione) gli ebrei maschi erano tenuti a
recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme e versare l'obolo al Tempio, di mezzo siclo d'argento.
(Rif. 172)
Chi non poteva muoversi doveva comunque versare l'obolo ai collettori disposti presso le Si-
nagoghe periferiche.

Mezzo siclo d'argento era il corrispettivo di una giornata e mezza di lavoro; il tributo era dovuto
tre volte l'anno in occasione della Pasqua, Pentecoste e festa delle Capannne

007 - LA RICERCA DI GIOACCHINO


Gioacchino, umiliato, consulta i registri delle 12 tribù di Israele, per controllare se
veramente era il solo a non aver generato figli.
La ricerca non gli giova.
(Rif. 025)

LE DODICI TRIBU' (Secondo il mito)


Tribù facenti capo ai discendenti di Giacobbe:
- Aser
- Beniamino
- Dan
- Gad
- Giuda
- Issacar
- Levi
- Neftali
- Ruben
- Simeone

80
- Zabulon
Tribù facenti capo ai discendenti di Giuseppe:
- Efraim
- Manasse
In effetti le dodici tribù sarebbero tredici. Normalmente non viene contata la tribù di LEVI,
priva di territorio proprio e con i relativi componenti sparsi in varie città della Terra Promes-
sa. In particolare, i leviti sarebbero i discendenti di Levi, terzo figlio di Giacobbe e di Lia la
"cisposa", figlia di Labano. Ai tempi di Mose avevano acquisito il monopolio dell'esercizio del
sacerdozio.

008 - GIOACCHINO SI ISOLA....


Pubblicamente umiliato, Gioacchino raduna le sue mandrie e con i suoi pastori si
ritira in "terre lontane".
(Rif. 035,045,050)

Si ritira sotto una tenda nel deserto digiunando per 40 giorni e 40 notti.
(Rif. 035)

009 - ....ED ANNA SI DISPERA


Anna, sola e priva della consolazione dei figli, piange per l'abbandono del marito e
lo teme morto.
(Rif. 035)

010 - ANNUNCIAZIONE AD ANNA


Un angelo appare ad Anna e la consola annunciandole che, per grazia divina, par-
torirà una figlia, il nome della quale sarà Maria, destinata ad essere consacrata al
Tempio. Esorta Anna ad incontrare il marito, alla Porta Aurea di Gerusalemme,
quando egli sarà di ritorno.
(Rif. 025,035,045,050)

N.B. - Nel 730(a.u.c.) non esisteva in città una Porta Aurea. Gli autori fanno probabilmente
riferimento alla Porta d'Oro (Porta di Susa?), che verrà aperta durante la ricostruzione del
Tempio, ordinata da Erode il Grande nel 734(a.u.c.).
Di questa straordinaria annunciazione è stata data "sicura" conferma, nel 1854, da Pio IX
che, con il dogma dell'Immacolata Concezione, ha definito Maria come persona umana conce-
pita senza peccato.
Questo lascia presumere che il coito con intento procreativo, predicato dalla chiesa, sia co-
munque un peccato.

011 - ANNUNCIAZIONE A GIOACCHINO


Così, come per Anna, anche a Gioacchino appare un angelo che gli annuncia la
prossima nascita di una figlia e lo invita a tornare a casa e ad incontrare Anna
presso la Porta Aurea.
(Rif. 025,035,045,050)
81
012 - GIOACCHINO HA DEI DUBBI
Gioacchino ha qualche dubbio su quanto gli è stato annunciato. Malgrado le esor-
tazioni dei suoi pastori esita a partire. Allora l'angelo gli riappare nuovamente nel
sonno e lo convince a togliere le tende.
(Rif. 035)

013 - AVVISO PER CONOSCENZA


Come era accaduto per Anna e Gioacchino, un angelo appare anche al sommo sa-
cerdote Isachar e lo informa della futura nascita di Maria. (In fondo lui è il nonno).
Lo invita pertanto ad accettare, di buon grado e secondo la legge, le offerte di Gio-
acchino, essendo caduto l'impedimento della infecondità.
(Rif. 045)

014 - VIAGGIO DI RITORNO ED INCONTRO (Giugno)


Dopo 30 giorni di viaggio, con bestiame al seguito, Gioacchino è nuovamente a Ge-
rusalemme. La moglie, tempestivamente informata da un angelo, sul giorno del ri-
torno, lo attende alla Porta Aurea.
Convenevoli, ringraziamenti e lodi al Signore per la grazia ricevuta.
(Rif. 045)

015 - IL BANCHETTO
Gioacchino invita un gran numero di amici e conoscenti ad un grandioso ricevi-
mento per festeggiare il suo ritorno ed il prossimo lieto evento.
(Rif. 045)

016 - PRIMA OFFERTA AL TEMPIO


Gioacchino offre al Tempio agnelli, capretti e vitelli promettendo di consacrare la
nascitura al Signore.
(Rif. 045)

017 - SECONDA OFFERTA AL TEMPIO - AUSPICI


Al completamento del sesto mese di gravidanza (Novembre), Gioacchino rinnova le
offerte di animali al Tempio. Durante il sacrificio, dall'arteria di un agnello sgorga
latte anziché sangue; da ciò vengono tratti favorevoli auspici sulla futura nascita.
(Rif. 045)

ANNO 23 (a.e.v.) - 731 (a.u.c.)

018 - NASCITA DI MARIA (Febbraio)


Tutte le fonti lasciano intendere che il parto sia avvenuto regolarmente al nono me-
se. Solo l'autore del "Vangelo Armeno" ci informa categoricamente che Maria è
nata di sette mesi e quindi alla fine del 730.
82
(Rif. 045)

019 - MARIA: SEI MESI, SETTE PASSI (Agosto)


Avendo Maria compiuto i sei mesi, Anna la pone per terra per vedere se cammina:
Maria fa sette passi e ritorna tra le braccia della madre. Allora Anna prende una
insolita decisione:

 fa costruire un "santuario" nella camera da letto


 rinchiude Maria in tale santuario perché non venga contaminata da nulla di
impuro
 ingaggia sette fanciulle, ebraiche e vergini, per farla trastullare.
(Rif. 025)

ANNO 22 (a.e.v.) - 732 (a.u.c.)

020 - MARIA COMPIE UN ANNO


Al compimento del primo anno Gioacchino offre un grande ricevimento invitando
un numero sterminato di persone:
"...i sacerdoti, gli scribi, il consiglio degli anziani e tutto il popolo d'Israele...".
Scopo della festa: presentazione della bambina e ricevimento delle consuete benedi-
zioni.
(Rif. 025)

ANNO 21 (a.e.v.) - 733 (a.u.c.)

021 - LA FRETTA DI GIOACCHINO


Al compimento dei due anni l'impaziente Gioacchino ritiene giunto il momento di
affidare Maria al Tempio, temendo che possa in seguito essere rifiutata. Anna, con-
siderata la tenera età della figlia, è di parere contrario e consiglia di attendere.
(Rif. 025)

ANNO 20 (a.e.v.) - 734 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
LA COSTRUZIONE DEL NUOVO TEMPIO
Erode Il Grande ordina il rifacimento del Tempio di Gerusalemme.

83
022 - MARIA ENTRA NEL TEMPIO
All'età di tre anni, preceduta da uno stuolo di fanciulle recanti fiaccole accese, Ma-
ria entra nel Tempio. Esegue una graziosa danza sul terzo gradino dell'altare e poi,
senza voltarsi, sale di corsa i quindici gradini che conducono all'ingresso del ritiro.
(Rif. 025, 035, 045, 050)

Si trattava probabilmente di una scuola di elite, retta dai sacerdoti e destinata all'educazione
delle ragazze di un certo rango: figlie di re, di sacerdoti e di alti dignitari.
Non è chiaro dove la scuola fosse dislocata; certo non nel Tempio che, distrutto da Nabucodo-
nosor nel 167(a.u.c.), doveva essere, nel 734(a.u.c.), per condizioni e struttura alquanto mode-
sto. La costruzione del nuovo Tempio, iniziata in questo anno e terminata negli anni 785-
790(a.u.c.), sicuramente dopo la morte di Gesù, non poteva ospitare nel suo interno una scuola
di questo genere.
Nelle sue linee essenziali, questa scuola doveva essere simile ad analoghe istituzioni greche,
dove l'istruzione comprendeva anche oratoria, poesia, pittura, musica e per finire la danza,
l'educazione fisica ed il tiro con l'arco.
Maria entra nella scuola del Tempio a pieno titolo in quanto figlia di Gioacchino, uno degli
uomini più ricchi della Palestina e nipote di Isachar, sommo sacerdote.
(Rif. 130)

ANNO 19 (a.e.v.) - 735 (a.u.c.)

023 - MARIA ORFANA (?)


All'età di quattro anni Maria sarebbe rimasta orfana di padre e madre.
(Rif. 045)

La notizia della morte di Gioacchino e di Anna, quì riportata, contrasta con quanto sostenuto
da altri autori e con quanto contenuto in altre parti del testo.

ANNO 14 (a.e.v.) - 740 (a.u.c.)

024 - VITA DI MARIA NEL TEMPIO


Dotata di precoce intelligenza e di notevole maturità di carattere, Maria diventa
presto oggetto di ammirazione e viene additata come esempio di preclare virtù. Il
ritmo quotidiano della sua vita era così scandito:

 dal mattino all'ora terza: preghiera


 dall'ora terza alla nona: lavori di tessitura

84
 dopo l'ora nona di nuovo preghiera in attesa della refezione, servita da un
angelo.

Oltre a ciò trovava il tempo per lo studio e la meditazione della Legge Mosaica, per
il canto dei salmi davidici e per la conversazione con diversi angeli che la ubbidiva-
no in tutto. A volte eseguiva anche guarigioni di ammalati, con il tocco della mano.
(Rif. 035)

025 - IL NUTRIMENTO DI MARIA


Durante tutti gli anni della sua permanenza nel Tempio, Maria ha sempre distri-
buito la sua quotidiana razione di alimenti ai poveri. Essa si nutriva prendendo
giornalmente il suo cibo dalla mano di angelo.
(Rif. 025, 035)

ANNO 11 (a.e.v.) - 743 (a.u.c.)

026 - PRE-ANNUNCIAZIONE
Nel Tempio, appare a Maria un angelo, il quale si abbandona prima ad una serie di
prodigi e poi annuncia a Maria che, tempo tre anni, concepirà un figlio destinato a
salvare il mondo. Maria ha ora 12 anni.
(Rif. 100)

ANNO 9 (a.e.v) - 745 (a.u.c.)

027 - UNA PROPOSTA DI MATRIMONIO


Avendo Maria compiuto i quattordici anni, un certo sacerdote Abiathar offre mu-
nifici doni ai responsabili del Tempio affinché Maria venga concessa in sposa al
proprio figlio. Netto rifiuto da parte di Maria alle pressioni dei sacerdoti.
(Rif. 035)

Infatti, durante la permanenza nel Tempio, ha fatto voto di verginità, in contrasto con le co-
muni credenze che ritenevano tale stato una maledizione divina.

028 - VEDOVANZA DI GIUSEPPE


Muore la prima moglie di Giuseppe, dopo 49 anni di matrimonio. Giuseppe ha ora
89 anni.
(Rif. 055)

85
ANNO 8 (a.e.v.) - 746 (a.u.c.)

029 - ZACCARIA DIVENTA SOMMO SACERDOTE


Muore il sommo sacerdote Eleazaro e Zaccaria, figlio di Barachia, subentra nell'in-
carico.
(Rif. 045)

030 - L'ETA DELLA DISCREZIONE


La permanenza delle vergini nel Tempio era prevista per un massimo di 12 anni.
Avendo Maria ed altre 12 ragazze maturato il tempo per lasciare il ritiro, il consi-
glio dei sacerdoti deve prendere una decisione in merito alla loro collocazione.
(Rif. 050)

031 - IL SORTEGGIO
Le versioni sull'evento sono discordanti.
In sintesi: il sommo sacerdote, ispirato da un angelo, emana un bando in tutta la
Giudea ordinando a celibi e vedovi di presentarsi al Tempio muniti di bastone per-
sonale (o tavoletta con inciso il nome).
Maria e le 12 vergini vengono esibite in pubblico; si ritirano i bastoni (tavolette) la-
sciando il compito di decidere l'affidamento alla potestà divina.
I bastoni (tavolette) vengono poi restituiti ai legittimi proprietari con la relativa in-
dicazione dell'avvenuta assegnazione.
Dal bastone (tavoletta) di Giuseppe esce una colomba bianca, quale segno di parti-
colare favore divino, essendogli stata assegnata in custodia (e in previsione di future
nozze) Maria.
(Rif. 025, 035, 045, 050)

L'episodio ha tutte le caratteristiche di una vendita di schiave all'incanto.


Ricorda molto alcune usanze greche dell'epoca; le ragazze allevate in scuole di elite e con ga-
ranzia di verginità, venivano cedute, per cifre altissime, a personaggi facoltosi e di rango, in
qualità di concubine di lusso.
Il contratto poteva anche essere a tempo determinato o contenere clausole di riscatto.
Aspasia, compagna e consigliera di Pericle, per quasi 40 anni, da giovane aveva seguito questa
trafila.

032 - GIUSEPPE DISSENTE


Giuseppe è molto preoccupato per ciò che la sorte gli ha riservato. (Se le date sono
esatte ha 90 anni!) Giuseppe si schermisce dicendosi troppo vecchio, carico di figli e
possibile oggetto di derisione, considerato il divario di età con la giovane promessa.
(Rif. 025, 035, 045, 050)

033 - GIUSEPPE VIENE CONVINTO


Giuseppe viene aspramente rimproverato dal sommo sacerdote e minacciato di un
possibile intervento della collera divina. Alla fine si convince.
86
(Rif. 025, 035, 045, 050)

034 - DOVE VA MARIA - (Prima versione)


Celebrato il rito di promessa di matrimonio Giuseppe torna a Betlemme per i pre-
parativi delle nozze. Maria ritorna in Galilea (?), a casa dei suoi genitori, con altre
sette fanciulle che le sono state destinate come dame di compagnia.
(Rif. 050)

035 - DOVE VA MARIA - (Seconda versione)


Scortata da cinque dame di compagnia: Rebecca, Sefora, Susanna, Abigea e Cael
(Zahel) Maria si insedia nella casa di Giuseppe.
(Rif. 035, 045)

036 - DOVE VA MARIA - (Terza versione)


Nel mese di Maggio, dopo regolare contratto di matrimonio, Maria entra a far par-
te della famiglia di Giuseppe mediante la tradizionale cerimonia ebraica di acco-
glimento.
(Rif. 378)

Su quello che poteva essere il rapporto pre-matrimoniale o matrimoniale tra Giuseppe e Ma-
ria la chiesa non è mai stata chiara. Su questo particolare ci soccorre la segnalazione di un no-
stro collaboratore:

Ho letto che gli ebrei, quando si sposavano, facevano un fidanzamento seguito da un primo ma-
trimonio; e se la donna restava incinta, facevano un secondo definitivo matrimonio. Nel periodo
tra il fidanzamento ed il primo matrimonio la ragazza era chiamata "almah", che erroneamente
è stato tradotto con "vergine" nel caso della madre di Gesù. Durante (o poco tempo prima?) i
due matrimoni, la donna ungeva il marito con olio profumato e le due unzioni, raccontate nei
Vangeli, sarebbero da interpretare in questo senso.(F. Fornasier)

La verginità, per gli ebrei, era comunque una condizione sine qua non per il matrimonio; la
sua mancanza era motivo di divorzio e, in casi più gravi, motivo di condanna a morte della
ragazza mediante lapidazione.

037 - GIUSEPPE PARTE PER LAVORO


Sistemata Maria in casa, Giuseppe parte per impegni di lavoro a Cafarnao (o a Sef-
foris?). Non è chiaro quale attività svolgesse: se falegname, carpentiere o costrutto-
re edile.
Maria si prende cura di Giacomo il Minore, ultimo nato dal precedente matrimonio
di Giuseppe, ancora in tenera età.
Inoltre, con le altre cinque dame, provvede alla tessitura di un nuovo velo per il
Tempio.
(Rif. 025, 045, 050)

Sefforis era la capitale in costruzione di Erode Antipa, distante qualche chilometro da Naza-
ret(?). Successivamente venne chiamata Tiberiade in onore di Tiberio Imperatore.

87
038 - L'ELEZIONE DI ZACCARIA VIENE CONTESTATA
Dopo averlo eletto i sacerdoti si rendono conto che Zaccaria non ha figli e mettono
pertanto in dubbio la validità della nomina, a causa della sua infecondità.
(Rif. 045)

039 - ZACCARIA CERCA UNA SCAPPATOIA


Zaccaria invoca la grazia divina per avere un figlio ma senza nutrire troppe spe-
ranze, considerato che all'epoca aveva 120 anni e la moglie Elisabetta 98 anni.
(Rif. 045, 135)

040 - ANNUNCIAZIONE A ZACCARIA


Le preghiere di Zaccaria vengono ascoltate. Un angelo gli appare nel Tempio e gli
annuncia che la moglie avrà un figlio; il suo nome dovrà essere Giovanni.
(Rif. 015, 045)

041 - ZACCARIA HA QUALCHE DUBBIO


Di fronte a tanta notizia Zaccaria viene colto da comprensibili dubbi e chiede
all'angelo una qualche prova. L'angelo lo rimprovera per la sua poca fede e come
prova lo rende muto sino al compimento del lieto evento.
(Rif. 015, 045)

La privazione della parola, anziché nove mesi, sarebbe durata solo tre giorni.
(Rif. 135)

042 - ANNUNCIAZIONE AD ELISABETTA


(Il 20 del mese di Tishri)
L'arcangelo Gabriele annuncia ad Elisabetta, incredula, la prossima nascita di
Giovanni.
(Rif. 045)

ANNO 7 (a.e.v.) - 747 (a.u.c.) * GESU': ANNI 0

043 - PRIMA ANNUNCIAZIONE A MARIA


Mentre Maria si trovava presso la fonte (o in casa, non si sa bene), le appare un an-
gelo (Gabriele) che le annuncia il concepimento di un figlio per opera dello spirito
santo. Maria ne è profondamente turbata ma l'angelo la tranquillizza.
I soliti "bene informati" ci dicono che questo è avvenuto all'ora terza di Mercoledì,
15 del mese di Nisan.
(Rif. 005, 015, 025, 035, 045, 050, 135)

044 - SECONDA ANNUNCIAZIONE


Qualche tempo dopo (tre ore o tre giorni), un bellissimo giovane (angelo in forma
corporea) penetra in casa di Maria e le conferma l'annuncio del concepimento divi-
88
no, risolvendo tutti i dubbi e le perplessità della giovane.
(...il verbo di Dio penetrò in lei attraverso l'orecchio...)
(Rif. 035, 045, 135)

Per opportuna informazione: Maria non era una donna ma bensì un angelo, inviato preventi-
vamente in terra da Dio, per ricevere il figlio. Il concepimento di Gesù non è avvenuto nel ventre;
Gesù è entrato nel corpo di Maria da un orecchio ed è uscito dall'altro!! Questo, per lo meno, è
quanto sostenuto nell'ambiente della setta catara e riportato nello pseudo libro di Giovanni
(Conceptio per Aurem).
(Rif. 145)
Secondo Tertulliano, invece, la fecondazione di Maria fu operata mediante un raggio lumino-
so.
Altri infine sostengono che il concepimento sia avvenuto per bocca (Conceptio per Os).

Invece, stando al Vangelo di Giuda, Gesù (l'Autogenerato?) sarebbe figlio della Grande Dea
Madre Barbelo che lo avrebbe concepito mediante un penetrante sguardo del Dio primitivo,
unico e ineffabile, da non confondersi con El, il dio dell'Antico Testamento.
(Rif. 475)

045 - PRE-AVVISO AI MAGI


Prevedendo una regolare gravidanza di nove mesi, un angelo si reca in oriente per
sollecitare i magi a mettersi in viaggio.
(Rif. 045)

046 - MARIA SI RECA DA ELISABETTA (Febbraio-Marzo?)


Maria si mette in viaggio e raggiunge Ain-Karim (monti della Giudea), per fare vi-
sita alla cugina Elisabetta, la quale è in attesa (sesto mese) della nascita di Giovan-
ni.
(Rif. 025, 045)

Se, come dicono i vangeli, il viaggio è iniziato a Nazaret, il percorso è stato di 150 Km., a dorso
di mulo. Cosa alquanto sconsigliabile per una donna sola ed incinta.
Se invece Maria si trovava a Gerusalemme (Betlemme) allora il percorso si riduce a 20-25 chi-
lometri.

047 - LE RACCOMANDAZIONI DI ELISABETTA (Marzo-Giugno?)


Elisabetta si rende conto della gravidanza di Maria e le raccomanda di custodire il
segreto sul suo stato e di non uscire di casa onde evitare malintesi, sospetti e pette-
golezzi da parte di estranei.
(Rif. 045)

048 - NASCITA DI GIOVANNI (Giugno-Luglio?)


In questo mese nasce Giovanni il Battista.
(Rif. 015, 020)

GIOVANNI IL BATTISTA (Secondo il mito e la leggenda)


- Padre: ZACCARIA, a sua volta figlio di Barachia, discendente di Aronne.
- Madre: ELISABETTA, parente di Maria per vincolo con la di lei madre Anna.

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Nasce ad Ain-Karin, paese situato in una zona montuosa a circa 7-8 Km. da Gerusalemme,
nel Maggio del 747(a.u.c.), sei mesi prima del cugino in secondo grado Gesù.
Si dice sia cresciuto come un asceta nella zona desertica della Giudea, rivestito di pelli e man-
giando ciò che la natura gli offriva, come locuste e miele selvatico.
Intorno ai 30 anni inizia a predicare, lungo il Giordano (nei pressi di Gerusalemme), prati-
cando il battesimo e profetizzando l'avvento di un nuovo messia.
Aspramente critico nei riguardi di Erode Antipa e del suo concubinaggio con la cognata Ero-
diade, viene arrestato e rinchiuso nella fortezza di Macheronte, sulla sponda orientale del Mar
Morto. Dopo parecchi mesi di carcere, Erodiade e la figlia Salomè ottengono, da Erode Anti-
pa, che venga decapitato. (Presumibilmente nell'Agosto del 781 (a.u.c.))
(Rif. 015, 135)

Una nota estemporanea. Sono in molti a meravigliarsi del fatto che Giovanni Battista si nutrisse
di locuste mentre trovano perfettamente naturale che i francesi vadano pazzi per le lumache alla
parigina.
Le locuste sono, ancora oggi, consumate in alcuni paesi dell'Africa sud-orientale. Naturalmente
vengono saltate in padella con un filo d'olio, sino a renderle croccanti; un pizzico di sale e spezie
secondo i gusti. Pare che anche gli esseni non le disdegnassero.
Il problema, forse, non è quello di mangiarle ma di.... acchiapparle.

GIOVANNI IL BATTISTA (Secondo un'altra ipotesi storica)


Storicamente di Giovanni Battista non si sa nulla, eccetto una breve notizia, riportata da Giu-
seppe Flavio, sulla base della quale è possibile formulare le seguenti, discutibili, ipotesi.
Giovanni aderisce e condivide, sin da giovane, gli ideali di riscatto e di liberazione della Pale-
stina professati dalla comunità essena. Su tale decisione potrebbe aver pesato il fatto della
morte del padre Zaccaria, avvenuta anni prima, per mano della famiglia degli Erode ma il
fatto è del tutto improbabile.
Vive la propria giovinezza nel deserto, a Qumran, con la comunità essena che lo accoglie di
buon grado in quanto:

 quale discendente di Aronne ha tutte le carte in regola, secondo la profezia biblica, per
assumere la figura del messia religioso che dovrebbe porsi a capo dell'attuale e corrotta
classe sacerdotale, mentre:
 Gesù, discendente di Davide, si porrebbe come messia politico a capo del movimento
per la cacciata dei regnanti erodiani, considerati come usurpatori e collaborazionisti
degli occupanti romani.

E' il concetto della duplice attesa messianica coltivato dagli esseni.


Giovanni era un profeta di tendenze radicali ed Erode Antipa lo fa giustiziare perché rappre-
sentava una seria minaccia alla precaria stabilità politica del regno.

Oggi, nei territori meridionali dell'Iraq, esiste ancora una setta che non riconosce la suprema-
zia di Gesù ma che segue, con scrupolo e convinzione, gli insegnamenti di Giovanni il Battista.
Sono comunemente detti Mandei, ma essi si definiscono Nazareni (Nazorei) con riferimento
all'omonima antichissima setta e non alla città di Nazaret.

Che a quei tempi qualcuno si vantasse di discendere in linea retta da Davide è una cosa che la-
scia alquanto perplessi. Stando alla lettera di ciò che è riportato nella Bibbia (Libro dei Re) que-
sto Davide sarebbe stato uno dei più efferati farabutti che la storia ci abbia tramandato. Il fatto
che sia riuscito a sedersi su di un trono non toglie nulla alla sua mostruosa protervia. Tanto per
paragone: è come se oggi qualcuno si vantasse di discendere da Hitler. Resta comunque il fatto

90
che non esiste nessuna prova archeologica o storica dell'esistenza del regno di Davide. Nessun
testo contemporaneo del Medio Oriente ne parla; si tratta di uno dei tanti miti inventati dagli au-
tori della Bibbia.
(Rif. 130)

049 - CIRCONCISIONE DI GIOVANNI (Luglio?)


Otto giorni dopo la nascita, Giovanni viene circonciso ed il padre Zaccaria riacqui-
sta l'uso della favella.
(Rif. 015, 045, 135)

050 - MARIA RITORNA A CASA (Luglio?)


Dopo tre mesi di permanenza presso Elisabetta e dopo aver assistito alla nascita di
Giovanni Battista, Maria ritorna a casa.
(Rif. 015, 025, 378)

051 - IL RITORNO DI GIUSEPPE (Luglio-Agosto?)


Dopo prolungata assenza Giuseppe ritorna, pronto a sposare Maria, secondo la so-
lenne promessa fatta al Tempio al momento dell'affidamento. Quando si rende con-
to che Maria è gravida si dispera e cade in uno stato di profonda desolazione e di
paura. A nulla valgono le proteste di innocenza di Maria, le spiegazioni sul "singo-
lare" intervento divino e le testimonianze di buona fede delle cinque dame di com-
pagnia.
(Rif. 025, 035, 045, 050, 055)

052 - PENSANDO AD UNA SOLUZIONE (Agosto-Settembre?)


Giuseppe teme sopratutto la punizione che il Sinedrio potrebbe infliggergli per non
aver custodito nel dovuto modo la giovane che gli era stata affidata. Pensa pertanto
come togliersi dai guai, evitando il disonore ed anche il ridicolo, escogitando alcune
possibili soluzioni quali:

 il ripudio
 l'occultamento di Maria in un luogo segreto
 la pubblica denuncia dell'inganno (soluzione drastica che avrebbe potuto
comportare anche la lapidazione della ragazza).
(Rif. 025, 035, 045, 050, 055)

053 - UN ANGELO TRANQUILLIZZA GIUSEPPE (Agosto-Settembre?)


Nella notte, durante il sonno, un angelo (Gabriele?) appare in sogno a Giuseppe e lo
induce a più ragionevoli consigli. Infatti Giuseppe trattiene presso di sè Maria. Se-
condo alcuni autori i due si sposano subito.
(Rif. 005, 025, 035, 045, 050, 055)

054 - ARRESTATI! (Agosto-Settembre?)


Lo scriba Anna, recatosi in visita a casa di Giuseppe, si accorge della gravidanza di
Maria e si affretta ad informare i sacerdoti. Il sommo sacerdote Zaccaria fa arre-
stare i due presunti colpevoli.

91
(Rif. 025, 035, 045)

055 - GIUDIZIO ED ASSOLUZIONE (Agosto-Settembre?)


In sede di giudizio Giuseppe viene praticamente accusato di violenza carnale (o
quasi!), mentre Maria, qualora Giuseppe si dimostri innocente, rischia un'accusa di
adulterio e quindi tenuta per legge a rivelare il nome dell'eventuale seduttore. Con-
siderato che i due imputati insistono nel dichiararsi innocenti, vengono sottoposti
ad uno strano test di verità, consistente nel compiere sette giri intorno all'altare del
Tempio, dopo aver bevuto un disgustoso intruglio ("acqua amara di maledizione").
Usciti entrambi indenni dalla prova vengono assolti e liberati.
(Rif. 035, 045)

Giacomo, nel suo proto-vangelo, dà una versione dei fatti un po' diversa:
"quando Maria rimase incinta durante un'assenza del marito, e quello se ne lamentò, i sacerdoti
fecero bere ad ambedue l'acqua di gelosia e tutti e due furono dichiarati innocenti".
(Rif. 025)

056 - UN RIFUGIO DISCRETO (Settembre-Novembre?)


Malgrado l'assoluzione, Giuseppe non si sente tranquillo e ritiene più opportuno
appartarsi agli occhi del mondo sino al termine della gravidanza di Maria.
Secondo il Corano, a ciò avrebbe provveduto lo stesso Zaccaria, nascondendo Ma-
ria in un casolare segreto dove veniva nutrita giornalmente da "angeli del cielo".
(Rif. 045, 135)

057 - CENSIMENTO E VIAGGIO A BETLEMME (Novembre?)


Per adempiere agli obblighi imposti dal censimento delle popolazioni, decretato da
Ottaviano Augusto, Giuseppe si pone in viaggio con Maria alla volta di Betlemme,
luogo di origine della sua casata.
(Rif. 015, 025, 035, 040, 045, 050, 055)

CENSIMENTI (Secondo la Storia e un'Ipotesi)


Da tempo si sta facendo strada la convinzione che, nel periodo della nascita e dell'infanzia di
Gesù, i censimenti organizzati in Palestina siano stati due, anziché uno, come generalmente si
ritiene.

PRIMO CENSIMENTO (747 a.u.c.) Riportato solo per dovere di cronaca.


Per ora è solo una ipotesi, non storicamente confermata.
E' stato un censimento di natura demografica, tendente a rilevare la consistenza numerica
della popolazione palestinese, suddivisa nelle varie tribù. Che fosse di natura demografica lo
indica il fatto che i capi di casato furono chiamati a censirsi nel loro luogo di residenza abitua-
le.
e questo giustificherebbe lo spostamento delle popolazioni (almeno dei capi di casato).
Un censimento di natura fiscale sarebbe stato organizzato in tutt’altro modo.
Nell'anno di nascita di Gesù: 747(a.u.c.), mancando in Palestina un procuratore incaricato, il
censimento ordinato da Ottaviano Augusto, venne fatto sotto la supervisione del Governatore
di Siria, Sanzio Saturnino e del console di Siria, Publio Sulpicio Quirino.
Naturalmente i vari autori dell'epoca ne danno versioni a volte completamente distorte.

92
Alcuni esempi ripresi da M.Craveri:
Rif. 330

 Proto vangelo di Giacomo:


Ora venne un ordine dell'imperatore Augusto che fossero censiti tutti gli abitanti di Bet-
lemme di Giudea.
 Vangelo dello pseudo Matteo:
Avvenne poi, dopo qualche tempo, che si fece un censimento, per decreto di Cesare Augu-
sto, per cui ognuno doveva dichiararsi nel suo luogo di origine. Questo censimento fu fat-
to dal preside della Siria Quirino.
 Vangelo arabo-siriaco:
Nell'anno 309 dell'era di Alessandro, decretò Augusto che ciascuno si facesse registrare
nella sua città.
 Storia di Giuseppe:
Frattanto uscì un decreto da parte del re Augusto che si facesse un censimento di tutta la
terra, ciascuno nella sua città di origine.

SECONDO CENSIMENTO (760 a.u.c.)


Storicamente certo, era di natura fiscale e catastale. La Giudea era divenuta Provincia Impe-
riale e pertanto si poneva il problema di accertare i redditi ed imporre le consuete imposte.
La decisione viene presa nel 759(a.u.c.) con decreto di Ottaviano Augusto. Il censimento è sta-
to eseguito nel 760(a.u.c.) sotto la supervisione di Publio Sulpicio Quirino, divenuto nel frat-
tempo governatore di Siria, e con la collaborazione del procuratore della Giudea, Coponio.
E' stata forse sfruttata la precedente esperienza maturata da Quirino durante il primo censimen-
to?
Resta comunque un fatto strano: i redditi dovrebbero essere rilevati nel luogo dove vengono pro-
dotti senza provocare estesi spostamenti della popolazione.

Betlemme, circa 10 Km da Gerusalemme. (Beth-Lehem = Casa del Pane).


A quell'epoca contava un migliaio di abitanti.
Censimento a parte, Gesù doveva nascere a Betlemme, mentre invece non è vero. E' un falso
conclamato dei vangeli per la necessità di accreditare a Gesù una certa dignità messianica, se-
condo quanto previsto da vecchie profezie bibliche di Isaia e Michea; inoltre, anche lui, doveva
nascere nello stesso luogo dove era nato il suo sedicente antenato Davide. Oggi, alcuni teologi
cattolici tendono a disconoscere la nascita a Betlemme.
(Rif.995)

Secondo E. B. Szekely:
Dobbiamo prima di tutto stabilire quali città NON sono state quelle di nascita. Gesù non è nato a
Betlemme di Giudea che fu scelta per accordarsi con la Legge mosaica e con quanto contenuto
in alcune profezie.
Betlemme è stata scelta anche per motivi di opportunità dinastiche e di legittimazione messianica.
Non è neanche nato a Nazaret. Il nome reale della città natale è stato eliminato. Il nome storico e
la posizione geografica del luogo di nascita di Cristo e' GAMALA......
(Rif. 362)

058 - LA NASCITA DI GESU' (Notte tra il 13 ed il 14 Novembre)


Qui le cose si complicano. Le versioni sull'evento sono molteplici e vale quindi la
pena di dettagliare:

93
 Il viaggio verso Betlemme è iniziato a Nazaret (percorso presunto Km 150 a
dorso d'asino)
(Rif. 015, 050, 055)

Un autore, il quale sostiene che il viaggio sia iniziato a Nazaret, ci informa che la cop-
pia era dotata di:

o un'asina
o una tenda composta da tre pali e da un telo grigio
o altre dotazioni quali: pane, frutta, coperte, un vestito per ciascuno, pannolini e
camicine.

Il viaggio è durato tre giorni e due notti; la prima notte è stata passata in tenda, la se-
conda notte in una locanda. Per la terza notte, che è quella del parto, hanno raggiunto
la stalla alle ore 20; la stalla era di metri 7 per 4.
(Questo è ciò che si dice essere bene informati!)

Un altro eminente Autore, che concorda sul percorso Nazaret-Betlemme, sostiene trat-
tarsi di una "giovane coppia" e ci descrive Giuseppe come uomo robusto (....)che non
dimostra più di 20 anni, mentre a Maria attribuisce un'età di circa 15 anni.
E' una versione che si discosta notevolmente dalle comuni credenze e che vale la pena
segnalare in quanto l'Autore, oltre che giornalista, risulta membro di alcune Accade-
mie Pontificie di Roma.
(Rif. 378)

Un'altra perplessità: se Betlemme era il luogo di origine di Giuseppe è ragionevole


pensare che ci fosse qualche parente, conoscente o amico in grado di ospitare la coppia,
evitando loro di finire in una stalla.

 Durante il viaggio Maria ha delle strane visioni che alterano il suo compor-
tamento. Un angelo, apparso all'improvviso, tranquillizza i viaggiatori.
(Rif. 025, 035)

 Il viaggio verso Betlemme è iniziato a Gerusalemme (percorso Km 10)


(Rif. 035, 040, 045, 055)

 Non hanno fatto nessun viaggio perché la coppia risiedeva a Betlemme


(Rif. 005)

 Giuseppe e Maria hanno viaggiato soli


(Rif. 015, 035, 040, 050, 055)

 Giuseppe e Maria hanno viaggiato con Josè, figlio di Giuseppe.


(Rif. 045)

 Giuseppe e Maria hanno viaggiato accompagnati da alcuni precedenti figli di


Giuseppe
(Rif. 025, 045)

94
 Il parto è avvenuto prima di assolvere agli obblighi del censimento
(Rif. 025, 035, 040)

 Il parto è avvenuto dopo aver assolto agli obblighi del censimento


(Rif. 045, 055)

In questo caso Gesù è sfuggito al censimento? Sarebbe rimasto uno sconosciuto non
censito?

 Il parto è avvenuto in una grotta


(Rif. 025, 035, 040, 045)

 Il parto è avvenuto in una stalla


(Rif. 015)

 Il parto è avvenuto nella casa di Betlemme


(Rif. 005)

 Il parto è avvenuto in un palmizio (Corano)


(Rif. 135)

 Il parto è avvenuto in una casa di Gerusalemme


(Rif. 172)

Quest'ultima è una versione tarda di origine islamica.


La casa si trovava nell'angolo sud-orientale della spianata del Tempio e faceva parte
delle antiche stalle di Re Salomone(?).
Si racconta che nel 1047 e.v., il viaggiatore persiano Nasir-I-Xushraw in visita a Geru-
salemme, abbia visitato detta casa ed abbia scoperto i segni impressi dalle unghie di
Maria su alcune colonne alle quali si era aggrappata durante il travaglio del parto (!!!).

 Il parto è avvenuto dopo sette mesi di gravidanza e non al nono mese


(Rif. 070)

 Maria non è stata assistita durante il parto


(Rif. 040, 055)

 Maria è stata assistita durante il parto da:


o i figli di Giuseppe
(Rif. 025, 045)

o da diversi angeli
(Rif. 035)

o dall'arcangelo Gabriele
(Rif. 135)

95
 Il parto è stato del tutto indolore ed è avvenuto a mezzanotte circa. Alla na-
scita Gesù aveva occhi azzurro scuro e capelli chiari.
(Rif. 995)

 Dopo la nascita sono intervenute le seguenti levatrici o presunte tali:


o Zelomi e Salomè
(Rif. 025, 035)

o Eva (sic!) la compagna di Adamo, (riscattata al cospetto di Dio dalla


prodigiosa nascita) e
da Salomè (?)
(Rif. 045)

o una vecchia (?)


(Rif. 040)

 Una delle levatrici ha voluto constatare di persona il permanere della vergini-


tà di Maria dopo il parto. Per punizione la sua mano è stata rinsecchita; suc-
cessivo pentimento, perdono e guarigione. Chi era l'incredula:
o Salomè
(Rif. 025, 035, 045)

o una vecchia
(Rif. 040)

Dopo i Concili di Costantinopoli del 553 e quello Lateranense del 649(e.v.), i


dubbi sulla verginità di Maria sono stati "definitivamente" dissipati. I Concili
stessi hanno "decretato" la perpetua ginecologica verginità di Maria: ante par-
tum, in parto, post partum.

(Però che schifo!!! L'idea che una sporca mammana giudea si metta a frugare,
con mano infetta, nella intimità di una ragazza che ha appena partorito, è tale da
suscitare il vomito anche nel più ottuso dei credenti.)

059 - IL PRIMO MIRACOLO(?)


Una vecchietta, attirata dalla luce che emana dalla grotta, entra e, dopo i compli-
menti di rito, chiede a Maria di essere guarita da una paralisi che l'affligge da lun-
go tempo. Maria le dice di porre le mani sul bambino e la paralisi sparisce all'istan-
te.
(Rif. 040)

060 - LE PRIME PAROLE (Prima Versione)


Subito dopo la nascita Gesù si rivolge a Maria precisando la natura del suo ruolo
terreno. Conferma di essere stato mandato in terra per la salvezza del mondo, come
le era stato precedentemente annunciato dall'arcangelo Gabriele.
(Rif. 040)

96
061 - LE PRIME PAROLE (Seconda Versione)
Dopo il parto nel palmizio, Maria torna a casa con Gesù. Stupore e perplessità dei
congiunti che Gesù tempestivamente tranquillizza parlando loro dalla culla, preci-
sando gli scopi della sua venuta in terra.
(Rif. 135)

062 - LA PRIMA POPPATA


Mentre Eva esulta per la nascita del bambino, Gesù si alza dalla mangiatoia ove era
stato deposto, succhia il primo latte dal seno della madre e poi torna tranquillamen-
te a sedersi nel fieno.
(Rif. 045)

063 - ANNUNCIO DEGLI ANGELI ED ADORAZIONE DEI PASTORI


Gli angeli annunciano al mondo la nascita di Gesù. I pastori che erano nelle vici-
nanze, dapprima spaventati e poi incoraggiati dagli angeli stessi, si dirigono verso il
luogo della nascita guidati da una grande stella.
(Rif. 015, 035, 040, 045)

STELLE E COMETE (Secondo la Storia e la Scienza)


La stella cometa, che si arresta sulla stalla (grotta) dove è nato Gesù, è una immagine tanto
suggestiva quanto falsa. Gli autori, canonici e non, che descrivono questo evento, (dopo qual-
che centinaio di anni dalla sua manifestazione), fanno riferimento, in maniera alquanto im-
precisa e per sentito dire, ad eventi astronomici accaduti ai tempi della nascita e, per loro na-
tura, ripetitivi.

- Nell'anno 748(a.u.c.)- inverno, si è verificata una congiunzione di Giove con Saturno, nella
costellazione dei Pesci. Quando questo fenomeno accade, l'unione delle due sorgenti luminose
riflesse produce una luminosità pari a 5 volte la loro somma, per un normale effetto di diffra-
zione della luce. Il fenomeno è ripetitivo e si manifesta, puntualmente ogni 854 anni.

- Nell'anno 749(a.u.c.)- primavera, è avvenuta un'altra congiunzione di Giove, Saturno e Mar-


te, sempre nella costellazione dei Pesci. Keplero, a suo tempo, ha studiato questo fenomeno,
determinandone la frequenza in 794 anni, 4 mesi e 12 giorni.

Questi eventi, che si sono verificati a pochi mesi di distanza l'uno dall'altro, hanno probabil-
mente messo in moto astronomi ed astrologi dell'epoca, determinati a spostarsi per studiare il
fenomeno a loro agio.

064 - IL TERZO GIORNO


Maria cerca una sistemazione migliore; esce dalla grotta con il bambino ed entra in
una stalla. Gesù viene deposto nella mangiatoia, riscaldato ed adorato da un "bue"
e da un "asino".
(Rif. 035)

La chiesa non ha mai precisato chi fosse il proprietario del bue. Quanto all'asino si presume
fosse quello di Giuseppe.

97
065 - IL SESTO GIORNO
La famiglia si trasferisce a Betlemme e vi sosta per due giorni.
(Rif. 035)

066 - CIRCONCISIONE (22 Novembre)


Nell'ottavo giorno dalla nascita Gesù viene circonciso secondo la Legge Mosaica.

 Esegue l'operazione la levatrice Salomè che conserverà il prepuzio in una


ampolla di olio di nardo.
(Rif. 015, 035, 040)

 Esegue l'operazione una vecchia ebrea che si prende, come ricordo, il cordo-
ne ombelicale (??) di Gesù e lo conserva in una ampolla di olio di nardo. Suc-
cessivamente, questa ampolla verrà acquistata da "Maria la peccatrice", la
quale se ne servirà per l'unzione, riportata in seguito.
(Rif. 040)

 Esegue l'operazione un uomo, non meglio identificato.


(Rif. 378)

Il nardo era una essenza balsamica ottenuta da un albero ormai estinto da lungo tempo.

067 - IL DICIOTTESIMO GIORNO


La famiglia si trasferisce a Gerusalemme.
(Rif. 040)

068 - LA CONSACRAZIONE AL TEMPIO (24 Dicembre)


Trascorsi i 40 giorni previsti dalla Legge Mosaica per la purificazione di Maria,
Gesù viene condotto al Tempio per la sua consacrazione. Vengono eseguiti i sacrifi-
ci di rito con due tortore (o due colombi) e pagato il consueto riscatto di 5 sicli d'ar-
gento.
(Rif. 015, 035, 045)

Il sacrificio delle tortore prevedeva che l'officiante le uccidesse aprendo loro la testa con l'un-
ghia del pollice. (Lev.1/14)

IL NOME DI GESU'
Una tabella che riporta alcuni dei nomi e degli appellativi con i quali viene comunemente in-
dicato il personaggio GESU'.

ITALIANO ARAMAICO EBRAICO GRECO ARABO


Gesù Yeshoua Jeshu Iesus .
Dio salva Yehoshuà Yesu . .
. Yehosua Iesus . .
. . Jehshua . .
Nazareno (1) Nazoraios Nazoraios Nazoraios .
. . Yeshua Ha Nostsri . .

98
. . Yeshua Ha Nozri . .
Cristo . Cristos Christos .
Messia Mashiah Mashiha . .
. . Maschia . .
Maestro . Rabbi . .
Emmanuele
. Immanuel . .
(Dio è con noi)
Galileo . Galilaios Galilaios .
Salvatore . Soter Soter .
Figlio di Dio Bar Abba . . .
Figlio del Padre Bar Abba . . .
Figlio del Maestro Bar Naba . . .
Figlio di Giuseppe . Jesus Ben Yoseph . .
Figlio del Falegname . Naggar Bar Naggar . .
Hazrat Issa
Figlio di Maria . . .
Ibin-e-Maryam
Messia figlio Al Masih
. . .
di Maria Ibin-e-Maryam
Figlio di Pandira (2) . Yesu Bar Pandira . .
Figlio di Jochanam (3) . Yesu Bar Jochanam . .
Figlio di prostituta . Yesu Bar Stada . .
Falegname . Ben Charsch Etaim . .
Resuscitato . . . .
Signore . . . .
Pesce (Acronimo) . . Ichthys .
Colui che ... . Otho Isch . .
Un certo ...
. Pelomi . .
Quel tale ...
Appeso
. Talui . .
(crocifisso)
Immach Schemo
Maledetto . . .
Vezikro (ISCHV)
Profeta Issa . . . Al Nabi Issa
Parola di Dio . . . Kalimat Allah
Spirito di Dio . . . Ruash Elohim

(1) Il termine deriva da "Nazir" (il separato) un termine che, a quei tempi, indicava l'appar-
tenenza ad una particolare setta.
(2) Per Pandira/Pandera/Pantera: Vedi Genitori Gesù
(3) Per Jochanam: Vedi Genitori Gesù

069 - IL VECCHIO SIMEONE


A suo tempo lo spirito santo aveva rivelato a Simeone, uomo giusto e di provata fe-
de, che non sarebbe morto senza prima avere visto il nuovo messia di Israele.
Durante la consacrazione di Gesù, Simeone (112 anni) riconosce in lui il messia e
chiede a YHWH di poter finalmente morire.
99
(Rif. 015, 035, 040, 045)

070 - LA PROFETESSA ANNA


Anna, figlia di Fanuele della tribù di Aser(?), dopo la vedovanza ha sempre vissuto
nel Tempio raggiungendo l'età di 84 anni.
Anche lei riconosce in Gesù il nuovo liberatore di Gerusalemme.
(Rif. 015, 035, 040)

NOTA - Di quale tribù parla Luca? La tribù di Aser era scomparsa, assieme ad altre 10, dopo
la distruzione del regno d'Israele e la deportazione a Babilonia
(-586 e.v.).

071 - ARRIVANO I MAGI (Fine anno?)


In data non precisata (comunque non dovrebbe essere oltre il 9 Gennaio 748 a.u.c.),
arrivano i Magi e si attendano nei dintorni di Gerusalemme.
(Rif. 025, 035, 040, 045)

Alcuni autori sostengono che i Magi siano arrivati nella tarda primavera dell'anno 748(a.u.c.)
o, addirittura, due anni dopo la nascita.

INSERTO 08 - I Magi (Secondo la leggenda e il mito)


Su questi fantastici personaggi si è scritto di tutto; potevano essere:

 astrologi
 astronomi
 esoteristi
 indovini
 maghi
 principi
 regnanti
 sacerdoti esseni
 sacerdoti di Zoroastro
 e quanto altro si vuole.

Si racconta fossero tre fratelli:

 MELKON = re dei persiani


 GASPAR = re degli indi
 BALTHASAR = re degli arabi

oppure che fossero:

 MELCHIORRE (Ram, Melkon), discendente di SEM, maharaja indiano; cede il go-


verno a suo fratello e parte con il compagno di viaggio ed amico Tsekinata.

100
 GASPAR(R)E (dall'iranico Gashspar), discendente di CAM, re dell'Armenia; era un
seguace della dottrina di Zoroastro. Abdica, in favore del fratello Ntikran, per dedicar-
si ai suoi studi ed alle sue ricerche.
 BALDASSARRE (Balthasar, Valtasassour), discendente di JAFET. Era un re arabo.

Nei primi secoli del cristianesimo alcune sette hanno dibattuto per decenni per stabilire se i
magi si conoscevano tra di loro, prima di iniziare il viaggio, oppure se si sono incontrati per la
prima volta a Gerusalemme; discussione veramente fondamentale!

Altre sette primitive hanno sostenuto, per qualche tempo, che i magi fossero 2, oppure 4, op-
pure 12 come gli apostoli, oppure 60.

Una menzione a parte merita il Mago Artaban, proveniente dal nord Europa. Vari inconve-
nienti ritardarono il suo viaggio ed arrivò a Gerusalemme dopo 33 anni, in tempo per vedere
Gesù in croce.

Tra le tante leggende si ricorda anche il ritrovamento dei corpi dei Magi, da parte di Elena,
madre di Costantino, nel 315 e.v. In prima istanza sarebbero stati trasferiti a Costantinopoli,
poi a Milano come dono al vescovo Eustorgio. Dopo la conquista di Milano, ad opera di Fede-
rico Barbarossa, i resti vennero trasferiti nella cattedrale di Colonia, dove oggi si dovrebbero
trovare. (?)

Uno studio interessante identifica i Magi come sacerdoti della setta essena, che avrebbero ac-
colto nella loro comunità il bambino Gesù, figlio illegittimo di una donna (Maria?), la quale
sarebbe stata ripudiata dal marito per aver commesso adulterio con un soldato romano di
nome Pantera.
Era usanza comune dare rifugio nella comunità ai bambini ed alle donne abbandonate.
Il compito dei Magi, nella comunità essena, era quello di scrutare il cielo per individuare la
stella che avrebbe dovuto annunciare l'arrivo del Messia di Aronne.

Infine la chiesa sta cercando, ultimamente, di ricuperare un personaggio scomodo e un po'


frastornante per i "fedeli": si tratta di Babbo Natale:

 ergo Santa Claus


 ergo Sanctus Nicolaus
 ergo Sinterklaas
 ergo Saint Nick
 ergo San Basilio
 ergo San Martino
 e infine San Nicola presule di Mira, (oggi Demre-Turchia), a suo tempo partecipante al
Concilio di Nicea. Si dice fosse un generoso e disinteressato donatore.

In realtà Babbo Natale è un personaggio del tutto moderno, inventato dallo scrittore Clarke
Moore, nel 1809 in USA, e poi ripreso nel 1949, come Saint Nick, da H. H. Sundblom, per
pubblicizzare i prodotti della Coca-Cola.

Per la cronaca le renne di Babbo Natale si chiamano:

 Blitzen
 Comet
 Cupid

101
 Dancer
 Dasher
 Donder
 Prancer
 Vixen

e non è detto che la chiesa non trasformi Babbo Natale in un santo e le renne in "animali sa-
cri" quali l'agnello di dio, la colomba, ecc.

Sin verso il 1950 l'elargitore di doni natalizi era un certo "Gesù Bambino", un patetico perso-
naggio che le nuove generazioni ormai non ricordano, al quale era necessario scrivere una let-
terina di buoni propositi e di attaccamento alla fede, per ricevere qualcosa in dono.

E' persino inutile rammentare che l'usanza di scambiarsi (o elargire) doni durante il solstizio
d'inverno, ha origini antichissime e rientra nelle consuetudini di tutti i culti primitivi che han-
no preceduto il cristianesimo. Persino i cinesi avevano il loro "babbo-natale": Shengdan Lao-
ren.

In questi ultimi anni abbiamo assistito a molteplici manifestazioni di insofferenza, da parte


del clero, per le celebrazioni "pagane" di Hallowe'en, difficilmente recuperabili da parte della
chiesa; figuriamoci poi la Befana! Resta il fatto che intorno a queste manifestazioni circola
una montagna di denaro e dove c'è odor di soldi la chiesa non può restare indifferente: dona
nobis partem!
(Rif. 790, 755, 757, 485)

ANNO 6 (a.e.v.) - 748 (a.u.c.) * GESU': ANNI 1

072 - I MAGI: LORO SEGUITO E DOTAZIONI (Versione I)


I Magi sono giunti a Gerusalemme soli o con una modesta scorta.
Si tratta di Melchiorre (accompagnato dall'amico e compagno Tsekinata), Gaspar-
re e Baldassarre.
(Rif. 005, 025, 035)

073 - I MAGI: LORO SEGUITO E DOTAZIONI (Versione II)


I Magi sono giunti a Gerusalemme scortati da un poderoso esercito di 12000 (!) ca-
valieri che si accampano intorno alla città.
(Rif. 045)

Caspita! In questo caso i 3000 uomini, che componevano l'esercito di occupazione romano in
Palestina, devono aver avuto qualche serio problema, ma la storia non ne fa cenno.

074 - I MAGI SI INFORMANO


La stella, che ha guidato i Magi dal lontano oriente, si è temporaneamente occulta-

102
ta, pertanto gli stessi sono costretti a chiedere informazioni su dove si trovi il neona-
to messia Gesù.
(Rif. 005, 025, 035, 045)

Come mai occultata? Intervento divino o tempo nuvoloso?

075 - ERODE SI PREOCCUPA E CONVOCA I MAGI


Le voci che corrono sulla nascita del nuovo messia e l'arrivo dei Magi mettono in
agitazione Erode il Grande il quale fa convocare i Magi stessi per essere adeguata-
mente informato.
(Rif. 005, 025, 035, 045)

076 - INCONTRO DI ERODE CON I MAGI


Erode chiede ai Magi in base a quale profezia essi hanno dedotto la nascita del nuo-
vo salvatore di Israele. I magi affermano di possedere, in patria, un libro mitico ri-
salente ai tempi di Adamo, che solo loro sono in grado di consultare.
(Rif. 005, 035, 045)

077 - IL TERREMOTO
Erode non è soddisfatto di quanto i Magi gli hanno riferito ed ordina alle sue guar-
die di arrestarli. All'improvviso un grande terremoto scuote il palazzo e lo fa crol-
lare provocando 62 morti.
(Rif. 045)

078 - LIBERAZIONE / CONGEDO DEI MAGI


I sudditi, terrorizzati, implorano Erode di liberare i Magi, a scanso di altre sciagu-
re. Erode libera/congeda i Magi pregandoli di informarlo, non appena trovato il
bambino, perché anch'egli desidera rendergli omaggio.
(Rif. 005, 035, 045)

079 - I MAGI TROVANO GESU'


La stella-guida dei Magi riappare in cielo e li conduce alla casa di Betlemme dove si
trova Gesù.
(Rif. 005, 035)

080 - ADORAZIONE ED OFFERTA DONI


I Magi adorano Gesù e gli offrono in dono, ciascuno, una moneta d'oro e poi, anco-
ra: oro, incenso e mirra.
(Rif. 005, 025, 040, 045)

Tre libbre per ciascuna qualità corrispondenti a circa un chilogrammo. La mirra è una resina
orientale utilizzata come balsamo curativo, come analgesico o per la composizione e la conser-
vazione dei cadaveri.

081 - SUPPLEMENTO DONI


Oltre ai precedenti doni ne sarebbero stati elargiti altri e precisamente:

103
 da parte di Melchiorre: aloe, mussolina, porpora, pezze di lino e un libro
preziosissimo, scritto e sigillato dalla mano di Dio;
 da parte di Gasparre: nardo, altra mirra, cannella e cinnamono;
 da parte di Baldassarre: argento, pietre preziose, zaffiri e perle.
(Rif. 045)

A proposito del libro, trattasi di una pergamena, scritta a caratteri d'oro e sigillata, che Ada-
mo aveva ricevuto da Dio in persona, dopo la cacciata dal paradiso terrestre.
Adamo affidò, in seguito, il libro al terzo figlio Set, affinché lo tramandasse ai posteri; nella
pergamena, che "nessuno aveva mai letto", era prevista, con un anticipo di 4000 anni, la venu-
ta di Gesù in terra. ("La Caverna del Tesoro": libro apocrifo vetero-testamentario).
Quanto agli altri doni, se davvero i Magi hanno tanto largheggiato, il successivo viaggio in E-
gitto avrebbe dovuto compiersi senza troppi problemi economici.

082 - RICAMBIO DONI


Maria ricambia gentilmente i doni dei Magi offrendo loro una delle fasce usate per
il bambino. Questa fascia si rivelerà, in seguito, essere incombustibile.
(Rif. 040)

083 - I MAGI SE LA SVIGNANO.....


Avvertiti in sogno da un angelo circa le malvagie intenzioni di Erode, i Magi ripar-
tono alla chetichella e tornano a casa.
(Rif. 005, 025, 035, 040, 045)

084 - ....ED ERODE SI ARRABBIA DI NUOVO


Accortosi che i Magi si sono eclissati, Erode si infuria nuovamente e li fa inseguire
con l'ordine di ucciderli.
Fatica sprecata.
(Rif. 035)

085 - ERODE ORDINA LA STRAGE


Erode, irritato dai precedenti eventi e sobillato da un individuo malvagio di nome
Beghor (Satana?), ordina che vengano uccisi tutti i bambini, al di sotto dei due an-
ni, della città di Betlemme e dintorni.
(Rif. 005, 025, 035, 045, 055)

La strage degli innocenti è un evento mai accaduto e che non poteva accadere.
In primo luogo: un evento del genere avrebbe lasciato una traccia negli annali storici.
In secondo luogo: Erode il Grande non poteva permettersi tanto; le sue azioni erano sorve-
gliate e controllate dagli occupanti romani.
Terzo: i romani ci tenevano all'ordine pubblico e non avrebbero corso il rischio di una som-
mossa popolare, giustificata solo dalle futili paure di Erode.
Infine, la strage degli innocenti è una vecchia fandonia, mutuata da antiche mitologie orientali
e inserita ad arte in questo contesto.
Per quanto non esistano riferimenti storici o cenni di alcun genere, un autore, tenuto conto
della presunta consistenza della popolazione di Betlemme, ha valutato in 20-25 il numero dei
bambini maschi che avrebbero potuto essere uccisi, se la strage fosse avvenuta nei termini de-

104
scritti da alcuni vangeli.
(Rif. 352)

086 - LA FUGA DI ELISABETTA


Elisabetta, temendo per la sorte di Giovanni, fugge con il figlio in montagna. Quan-
do si sente allo stremo delle forze, improvvisamente si apre una caverna luminosa
dove madre e figlio possono rifugiarsi custoditi da un angelo.
(Rif. 025)

087 - MORTE DI ZACCARIA


Erode è fortemente convinto che Giovanni, figlio di Zaccaria, possa essere il nuovo
messia. Seriamente deciso ad ucciderlo e non riuscendo a trovarlo, fa interrogare
più volte Zaccaria senza risultato; alla fine lo fa assassinare nel Tempio.
(Rif. 025)

Quì l'autore fa una gran confusione ed inserisce in questo contesto un evento accaduto 75 anni
dopo!
Durante l'assedio di Gerusalemme (823 a.u.c.) un sacerdote di nome Zaccaria, figlio di Barac,
venne ucciso nel Tempio da un gruppo di militanti zeloti.
Lo Zaccaria di questo evento aveva nel 748 a.u.c. 122 anni; se quello ucciso nel 823 a.u.c. fosse
stato la stessa persona avrebbe dovuto avere ben 197 anni!
(Rif. 185)

088 - FUGA IN EGITTO (?)


Non tutti gli autori concordano sulla strage degli innocenti e sulla fuga in Egitto. Se-
condo il Vangelo di Luca, non è successo niente; secondo il Protovangelo di Giacomo,
Gesù è stato nascosto in una "mangiatoia di buoi" sino a cessato pericolo.
(Rif. 025)

089 - AVVISO DI PERICOLO


Un angelo avverte tempestivamente Giuseppe dell'imminente pericolo e lo esorta ad
abbandonare il paese.
Come prima soluzione Giuseppe si rifugia ad Ascalona e poi ad Hebron dove, nel
giro di sei mesi, organizza, con tutta tranquillità, il viaggio in Egitto.
(Rif. 005, 030, 035, 045, 055)

090 - INIZIA IL VIAGGIO


Giuseppe, Maria e Gesù partono verso l'Egitto.
Secondo alcuni autori erano soli, altri affermano fossero accompagnati da una cer-
ta Salomè, altri ancora accompagnati da tre ragazzi, una ragazza, carri e bestiame.
(Rif. 045, 055)

091 - PERMANENZA FUORI ISRAELE E RITORNO


Il viaggio e la permanenza in Egitto, secondo i vari autori, sarebbero durati da uno a
tre, quattro e persino dieci anni, con soste più o meno prolungate nei posti più dispa-
rati.
Gli eventi che seguono sono correlati all'età di Gesù più che ai luoghi dove tali eventi
105
si sarebbero verificati.

092 - I DRAGHI
Alla fine del primo giorno di viaggio la famiglia decide di riposare in una grotta.
Dalla grotta escono improvvisamente numerosi draghi, con grande spavento dei
viaggiatori.
Il neonato Gesù, che era in braccio alla madre, scende e si avvicina tranquillamente
ai draghi che all'inizio lo adorano e poi si allontanano discretamente.
(Rif. 035)

093 - LEONI E LEOPARDI


Nel secondo giorno di viaggio i viaggiatori vengono scortati da uno stuolo di leoni e
leopardi che li proteggono e indicano loro la strada.
(Rif. 035)

094 - LA PALMA SERVIZIEVOLE


Nel terzo giorno di viaggio Maria manifesta il desiderio di gustare i frutti di una al-
tissima palma.
Giuseppe (92 anni) si rifiuta categoricamente di arrampicarsi ed allora Gesù, dal
grembo della madre, ordina alla palma di curvarsi.
Dopo aver raccolto i frutti, Gesù ordina alla palma di raddrizzarsi. La palma ubbi-
disce e dalle sue radici sgorga anche una sorgente d'acqua limpidissima.
(Rif. 035)

095 - LA PALMA PREMIATA


Dopo aver pernottato sotto la palma i viaggiatori riprendono il loro cammino. Pri-
ma di ripartire Gesù gratifica l'albero per i servizi resi: un angelo ne stacca un ra-
mo e lo porta in cielo.
(Rif. 035)

096 - TELETRASPORTO IN EGITTO (Sotine)


Per alleviare la fatica dei viaggiatori Gesù fa sì che, in un solo giorno, venga coperta
una distanza per la quale sarebbero stati normalmente necessari almeno trenta
giorni. Sosta in Egitto a Sotine (nome di fantasia, città inesistente).
L'Egitto era allora una Provincia romana.
(Rif. 035)

Teletrasporto a parte, il viaggio da Betlemme ai confini con l'Egitto, a dorso d'asino, non ri-
chiedeva più di 8-10 giorni.

097 - CROLLANO GLI IDOLI (Sotine)


Maria ed il bambino entrano in un tempio contenente 365 statue dedicate a falsi i-
doli. Al loro ingresso tutte le statue si frantumano al suolo.
(Rif. 035)

106
098 - IL FIGLIO DEL SACERDOTE
Altro tempio dove Satana, per mezzo di un idolo, comunica con il sacerdote addet-
to.
Questo sacerdote aveva un figlio di tre anni posseduto dai demoni e solito quindi a
indicibili comportamenti. Una fascia di Gesù, stesa ad asciugare e posta in capo
all'indemoniato, lo guarisce facendogli vomitare corvi e serpenti.
Naturalmente anche la statua dell'idolo crolla.
(Rif. 040)

099 - I BRIGANTI FUGGONO


Prosegue il viaggio e la famiglia giunge in una località infestata da ferocissimi bri-
ganti. All'avvicinarsi dei nostri si leva un frastuono tale che i briganti si danno alla
fuga terrorizzati, abbandonando bottino e prigionieri in attesa di riscatto.
(Rif. 040)

100 - L'INDEMONIATA NUDA


Altra città. Una donna, uscita di notte per attingere acqua, era caduta in preda a
Satana e vagava nuda per ogni dove.
Maria interviene e fa fuggire il demonio.
Seguono gratitudine ed ospitalità come si conviene in questi casi.
(Rif. 040)

101 - LA SPOSA MUTA


Il viaggio prosegue ed i viaggiatori giungono in una città dove si stanno celebrando
delle nozze. Satana, che non è d'accordo sugli sponsali, interviene e rende muta la
sposa. Maria pone il bambino in braccio alla sposa che riacquista immediatamente
l'uso della parola.
(Rif. 040)

102 - LA DONNA ED IL SERPENTE


In un'altra città: una donna era andata a lavare i panni al fiume e Satana, in forma
di serpente, si era impossessato di lei facendola soffrire orribilmente. Maria porge il
bambino alla donna che lo abbraccia e Satana fugge da lei.
(Rif. 040)

103 - LA GIOVINETTA LEBBROSA


Una giovinetta lebbrosa viene lavata con l'acqua che era stata usata per il bagno di
Gesù. La giovinetta guarisce e decide di unirsi alla famiglia e seguirla nel viaggio.
(Rif. 040)

104 - DRAMMA AL CASTELLO


In un castello viveva un famosissimo principe, la moglie del quale aveva partorito
un bimbo lebbroso.
Il principe, sconvolto, aveva ordinato alla moglie di ucciderlo o di affidarlo a qual-
cuno che lo portasse lontano dal castello.

107
La giovinetta dell'evento precedente interviene presso la principessa disperata assi-
curandola che il bambino verrà guarito.
Si ripete la cura del punto precedente ed il bimbo guarisce.
Ospitalità e generosi doni.
(Rif. 040)

105 - IL MARITO IMPOTENTE


In un'altra città i viaggiatori chiedono ospitalità ad un uomo, recentemente sposato
che, a causa di un sortilegio, non aveva ancora potuto avere rapporti con la moglie.
L'uomo li ospita e la sola presenza della famiglia sotto lo stesso tetto scioglie l'in-
cantesimo. Grandioso banchetto.
(Rif. 040)

106 - L'UOMO TRASFORMATO IN MULO


I nostri viandanti vengono ospitati in una casa dove tre donne piangenti accarezza-
no, baciano e nutrono amorevolmente un mulo, rivestito con un ricco manto.
Le tre disperate raccontano che quello è il loro fratello il quale, in procinto di spo-
sarsi, era stato trasformato in mulo dal sortilegio di donne gelose e malvagie.
Sino ad allora nessun mago era riuscito a sciogliere l'incantesimo.
(Rif. 040)

107 - IL MULO TRASFORMATO IN UOMO


La solita giovinetta rincuora le tre donne e le consiglia di rivolgersi con fiducia a
Maria la quale, di buon grado, pone Gesù sul dorso del mulo e questo ritorna uo-
mo.
Normalizzate le cose, l'uomo in questione, che era un bel giovane, sposa la provvi-
denziale giovinetta. Tutti felici e contenti.
(Rif. 040)

108 - TITO E DUMACO


Attraversando una zona deserta la famiglia si imbatte in due briganti: Tito (Demas)
e Dumacco (Gesta).
Dumaco vorrebbe depredare i viandanti ma Tito si oppone e offre a Dumaco, di ta-
sca sua, 40 dracme, a titolo di riscatto, affinché possano proseguire il loro viaggio.
Gesù annuncia profeticamente che i due briganti saranno destinati a seguirlo sulla
croce.
(Rif. 040)

109 - VERSO MATARIEH


Proseguendo il viaggio verso Matarieh (12 km. da Eliopoli) i viandanti passano nei
pressi della "città degli idoli" che si trasforma in colline di sabbia.
(Rif. 040)

110 - LA FONTE DI MATARIEH


In questa città Gesù fa sgorgare una fontana dove Maria lava la sua tunica.

108
(Rif. 040)

ANNO 5 (a.e.v.) - 749 (a.u.c.) * GESU': ANNI 2

111 - AL CAIRO
Secondo l'autore del Vangelo Arabo-Siriaco, Gesù, Giuseppe e Maria avrebbero so-
stato a lungo in un quartiere del Cairo (Misr-Mesrin). Durante questa permanenza
sarebbero stati fatti parecchi miracoli dei quali si è persa memoria.
(Rif. 040, 045)

ANNO 4 (a.e.v.) - 750 (a.u.c.) * GESU': ANNI 3

Riferimenti Storici:
MORTE DI ERODE IL GRANDE
Il 13 marzo muore a Gerico Erode il Grande. Aveva 70 anni.
(Rif. 780)

COSTITUZIONE DI TETRARCHIE
I romani dividono la Palestina in tetrarchie ed affidano ad Erode Archelao l'incarico limitato di
tetrarca della Giudea.

RICOSTRUZIONE DI QUMRAN
Dopo la morte di Erode il Grande la comunità esseno-zelota rioccupa il territorio e ricostruisce
l'insediamento di Qumran, precedentemente distrutto.

RIVOLTE
La datazione è incerta. In questo anno sarebbero scoppiate alcune rivolte, sgominate dal deciso
intervento del Governatore Quintilio Varo. Esse sarebbero state guidate da:

 Giuda il Galileo che, sconfitto, si rifugia sulle montagne del Golan;


 Simone di Perea, sconfitto e crocifisso;
 Athrongas, sconfitto e crocifisso.
(Rif. 995)

INSERTO 09 - Gestione del Potere in Palestina (Secondo la Storia)


Tavola riassuntiva dei nomi di coloro che esercitavano autorità e potere in Palestina ai suppo-
sti tempi di Gesù.

109
ANNI ROMA SIRIA PALESTINA
(Governatori/ (Prefetti/
e.v. a.u.c. (Imperatori) (Sovrani)
Legati) Procuratori)
-57 697 Pompeo Gabinio . Ircano II
-47 707 G. Cesare . . Ircano II+Erode Antipatro
-27 727 Ottav. Augusto . . Erode il Grande
-16 738 Ottav. Augusto M. Vis. Agrippa . Erode il Grande
-13 741 Ottav. Augusto M. Tizio . Erode il Grande
-9 745 Ottav. Augusto Sanzio Saturnino . Erode il Grande
-6 748 Ottav. Augusto Quintilio Varo Sabino ? Erode il Grande
Erode Antipa +
-4 750 Ottav. Augusto Quintilio Varo . Archelao +
Filippo
Erode Antipa +
1 754 Ottav. Augusto Gaio Cesare . Archelao +
Filippo
Erode Antipa +
4 757 Ottav. Augusto Vol. Saturnino . Archelao +
Filippo
Erode Antipa +
6 759 Ottav. Augusto Sulpicio Quirino Coponio
Filippo
Erode Antipa +
9 762 Ottav. Augusto Sulpicio Quirino Marco Ambibulo
Filippo
Erode Antipa +
12 765 Ottav. Augusto C. M. Cretico Annio Rufo
Filippo
Erode Antipa +
14 767 Tiberio C. M. Cretico Annio Rufo
Filippo
Erode Antipa +
15 768 Tiberio C. M. Cretico Valerio Grato
Filippo
Erode Antipa +
26 779 Tiberio C. M. Cretico Ponzio Pilato
Filippo
34 787 Tiberio C. M. Cretico Ponzio Pilato Erode Antipa
35 788 Tiberio L. Vitellio Ponzio Pilato Erode Antipa
36 789 Tiberio L. Vitellio Marcello Erode Antipa
37 790 Caligola L. Vitellio Marullo Erode Antipa
40 793 Caligola P. Petronio E. Capitone .
41 794 Claudio I P. Petronio ? Erode Agrippa I
42 795 Claudio I . . Erode Agrippa I
44 797 Claudio I . Cuspio Fado .
46 799 Claudio I . Tiberio Aless. .
48 801 Claudio I . Ventidio Cumano .
49 802 Claudio I . Ventidio Cumano Erode Agrippa II
52 805 Claudio I . Antonio Felice Erode Agrippa II
54 807 Nerone . Antonio Felice Erode Agrippa II
55 808 Nerone C. U. Quadrato Antonio Felice Erode Agrippa II
60 813 Nerone . Porcio Festo Erode Agrippa II

110
62 815 Nerone . Albino Erode Agrippa II
64 817 Nerone Cestio Gallo ? Gressio Floro Erode Agrippa II
66 819 Nerone . Tito Erode Agrippa II
68 821 Galba ecc. . Tito Erode Agrippa II
69 822 Vespasiano . Tito Erode Agrippa II
70 823 Vespasiano . Lucilio Basso Erode Agrippa II
73 826 Vespasiano . Flavio Silva Erode Agrippa II
74 827 Vespasiano . . Erode Agrippa II
79 832 Tito . . Erode Agrippa II
81 834 Domiziano . . Erode Agrippa II
91 844 Domiziano . . .
96 849 Nerva . . .
98 851 Traiano . . .
117 870 Adriano . Giulio Severo .
* * * . . .
* * * . . .
* * * . . .
306 1069 Costantino I . . .
337 1100 Costantino II . . .

112 - LO SCIVOLO (Cairo/Mesrin)


Al Cairo Gesù, che ha 2 anni e 4 mesi, si unisce, per giocare, ad altri bambini del
posto. Sempre per gioco, Gesù si getta da un abbaino e scivola a terra, senza danno,
abbracciato ad un raggio di sole.
(Rif. 045)

113 - LE STATUE URLANTI (Cairo/Mesrin)


A Mesrin esistevano delle statue magiche che avevano il potere di urlare quando un
nemico si avvicinava alla città. Tali statue però avevano preso l'abitudine di urlare
anche quando si avvicinava Gesù.
Giuseppe viene interrogato in proposito, dimostra di non saperne nulla ma poi ri-
tiene più prudente cambiare alloggio per evitare altri guai ed altri sospetti.
(Rif. 045)

114 - IL PESCE SECCO (Cairo/Mesrin)


Alloggiati presso una vedova. Gesù pone un pesce essiccato e salato in una bacinella
e lo fa rivivere e nuotare. La vedova ammattisce dallo spavento e li caccia di casa.
(Rif. 030)

111
115 - UN DISASTRO
In un'altra città, dove esisteva un grandioso tempio dedicato ad Apollo e ad altri
idoli.
Durante una grande festa, mentre il tempio era gremito di gente, Gesù entra e pro-
voca il crollo dell'edificio e di tutti gli idoli. Bilancio 291 morti.
Per intercessione di Maria e le suppliche degli scampati, Gesù fa risuscitare 182
persone mentre le altre 109 (sacerdoti e ministri di Apollo) non vengono giudicate
degne di salvezza.
(Rif. 045)

E' stata una vera fortuna, per noi posteri, che durante il suo soggiorno al Cairo, Gesù non si
sia mai spinto a Giza, tra le piramidi, la sfinge ed altre meraviglie del passato.

ANNO 3 (a.e.v.) - 751 (a.u.c.) * GESU': ANNI 4

116 - L'OSPITALITA DI ELEAZAR


La famiglia viene ospitata per qualche mese (forse al Cairo) da un nobile signore di
nome Eleazar, anch'egli esule dalla Giudea da 15 anni.
Eleazar ha un figlio di nome Lazzaro e due figlie Marta e Maria. Il soggiorno ter-
mina quando un angelo appare a Giuseppe e lo avverte che ora è possibile tornare
in Israele.
(Rif. 045)

117 - SULLA VIA DEL RITORNO (Moab)


Sulla via del ritorno Gesù e la famiglia sostano in una città presso il Mar Morto.
Anche quì la presenza di Gesù provoca il crollo di numerosi templi tra lo sgomento
e la disperazione degli abitanti.
(Rif. 045)

118 - L'OCCHIO DESTRO (Moab)


Gesù fa amicizia con i bambini del luogo e partecipa ai loro giochi. Durante un liti-
gio un bambino ne colpisce un altro schiacciandogli l'occhio destro. Gesù interviene
e lo guarisce all'istante.
(Rif. 045)

119 - GLI OCCHI DEI BAMBINI (Betlemme)


Una grave malattia colpisce agli occhi i bambini del luogo e li porta alla morte. Ma-
ria interviene e guarisce i bambini aspergendoli con l'acqua del bagno di Gesù.
(Rif. 040)

120 - LE MOGLI RIVALI (Betlemme)


Due donne, mogli (?) dello stesso uomo, erano in disaccordo tra di loro. Una di que-

112
ste, Maria, aveva un figlio di nome Cleofa che era stato in precedenza guarito da
Maria V. facendogli indossare una tunica confezionata con una fascia di Gesù.
Un giorno la moglie rivale getta Cleofa in un forno per la cottura del pane; la tuni-
ca miracolosa spegne le fiamme ed il bambino rimane illeso.
La megera però non demorde e getta il bambino in un pozzo. Il bambino viene ri-
trovato tranquillamente seduto sulla superficie dell'acqua.
Alla fine arriva la giusta punizione: la rivale stessa inciampa e cade nel pozzo frat-
turandosi la testa e "tutte le ossa".
(Rif. 040)

121 - LA GUARIGIONE DI BARTOLOMEO (Betlemme)


Una madre aveva due figli gemelli; caduti entrambi ammalati uno era già morto
mentre l'altro, Bartolomeo, agonizzante, viene risanato coricandolo nel letto di Ge-
sù e ricoprendolo con i suoi vestiti.
(Rif. 040)

122 - LA DONNA LEBBROSA (Betlemme)


Una donna lebbrosa viene guarita da Maria mediante aspersione con l'acqua del
bagno di Gesù.
(Rif. 040)

123 - LA PRINCIPESSA LEBBROSA (Betlemme)


Una principessa era stata ripudiata dal principe suo consorte perché scoperta affet-
ta da lebbra.
La lebbrosa del punto precedente convince la principessa a recarsi da Maria.
Viene naturalmente risanata con la solita cura. Splendidi doni.
(Rif. 040)

124 - IL DRAGO VAMPIRO (Betlemme)


Una giovane era caduta preda di Satana che la tormentava, presentandosi a lei sot-
to forma di drago e succhiandole tutto il sangue, sino a ridurla come un cadavere.
La principessa del punto precedente consiglia la madre della giovane di condurla a
Betlemme da Maria. L'indemoniata viene aspersa con l'acqua del bagno e poi rice-
ve in dono una fascia del corredo di Gesù, da porsi in capo non appena il drago si fa
vivo. Infatti, alla successiva apparizione, la fascia comincia a sprizzare fuoco e
fiamme e fa fuggire il demonio per sempre.
(Rif. 040)

125 - ANCHE GIUDA HA DEI PROBLEMI (Betlemme)


Giuda (Iscariota) da bambino era posseduto da Satana che scatenava in lui paurose
crisi di furore.
Un giorno Giuda era seduto, per strada, alla destra di Gesù, quando fu assalito dal
demonio ed in preda a furia cieca colpi Gesù nel fianco destro. Gesù si mise a pian-
gere e ciò fece fuggire Satana sotto forma di un cane rabbioso.
(L'autore ci informa che lo stesso punto, in cui Giuda colpì Gesù, verrà poi trafitto
dalla lancia durante la crocifissione).
113
(Rif. 040)

ANNO 2 (a.e.v.) - 752 (a.u.c.) * GESU': ANNI 5

126 - LE VASCHE DI FANGO


Un giorno in Galilea, presso il Giordano, Gesù si trastullava alla costruzione (con il
solo uso della parola) di vasche e fossatelle di fango nelle quali faceva scorrere ac-
qua melmosa che, a fine percorso, ne usciva purissima.
Un ragazzo invidioso, figlio dello scriba Anna, distrugge per dispetto, con un basto-
ne, il gioco di Gesù il quale, infuriato, lo maledice e lo fa cader morto all'istante.
A fronte delle vibrate proteste dei genitori del morto, Maria convince Gesù a per-
donare l'accaduto ed egli risuscita il ragazzo morto con un calcio nel sedere.
(Rif. 030, 035, 040)

127 - I PASSERI DI FANGO


Dopo quanto sopra Gesù impasta dodici passeri di fango e li fa volare. Di ciò viene
aspramente rimproverato perché era giorno di sabato, notoriamente dedicato ad
onorare il Signore.
(Rif. 035, 040)

128 - UN RAGAZZO COCCIUTO


Ma non finisce qui. Il figlio dello scriba Anna torna alla carica e distrugge nuova-
mente le vasche di fango.
Nuova furia di Gesù che lo fa secco per la seconda volta. Nuove proteste e preghiere
come da copione precedente. Alla fine Gesù risuscita nuovamente il ragazzo solle-
vandolo per un orecchio.
(Rif. 035)

129 - L'URTO (Finisce bene)


Mentre Gesù cammina per il paese, un ragazzo giunge di corsa e lo urta in una
spalla. Gesù si infuria, lo maledice e lo fa morire sul colpo.
Giuseppe ed i genitori del ragazzo lo rimproverano aspramente; Gesù risponde per
le rime ai rimproveri di Giuseppe poi cambia idea e risuscita il malcapitato pren-
dendolo per un orecchio.
(Rif. 035)

130 - L'URTO (Finisce male)


Altra versione del fatto precedente. Gesù, oltre al ragazzo, ammazza ( o rende cie-
chi) anche i genitori venuti a protestare.
Quando Giuseppe lo rimprovera per l'accaduto Gesù si ribella rinfacciandogli di
non essere il suo vero padre.
(Rif. 030)

114
131 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il primo maestro)
Il rabbino Zaccheo, favorevolmente colpito dall'intelligenza del bambino, convince
Giuseppe a mandarlo a scuola da lui.
Gesù si oppone dicendo di non averne affatto bisogno, considerata la sua "origine".
Comunque, a scuola, si dilunga in una puntigliosa disquisizione sui valori simbolici
connessi alla lettera alfa.
Zaccheo si stupisce e rinuncia prudentemente all'incarico.
(Rif. 030, 035, 040)

132 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il secondo maestro)


Questa volta è il rabbino Levi che cerca di indurre Gesù allo studio. Gesù tiene un
atteggiamento scostante ed il maestro, irritato, gli dà una bastonata in testa, con un
ramo di storace (pianta balsamico-resinosa orientale).
Gesù lo fa immediatamente stramazzare al suolo.
(Rif. 030, 035, 040)

133 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il terzo maestro)


Un terzo rabbino, amico di Giuseppe, chiede gli venga affidato Gesù per una ade-
guata istruzione.
Gesù si reca a scuola e, tra lo stupore degli astanti, incomincia a dissertare sulla
Legge Mosaica.
Si raduna una grande folla e Giuseppe, temendo che anche questo maestro faccia la
fine del precedente, prende Gesù e lo riporta a casa.
(Rif. 030)

134 - I PANNI DI SALEM


Gesù, giocando con altri bambini, entra nella bottega del tintore Salem e butta tutti
i panni, in attesa di tintura, in una tinozza colma di colore indaco.
Alle grida di protesta del povero tintore Gesù estrae i panni dalla tinozza, ognuno
tinto nell'esatto colore che gli competeva.
(Rif. 040)

135 - ZENONE CADE DAL TERRAZZO


Gesù ed alcuni bambini stavano giocando su di un terrazzo quando uno di essi, Ze-
none, precipita nel vuoto, si uccide e Gesù viene accusato di aver spinto il compa-
gno.
Per discolparsi Gesù risuscita Zenone e lo fa testimoniare a proprio favore.
Terminato il processo e riconosciuta l'innocenza di Gesù, questi fa nuovamente mo-
rire Zenone e poi fugge. (Zenone: anche Abias figlio di Thamar, oppure Sinoo)
(Rif. 030, 035, 040, 045)

136 - I PASTICCI DI GIUSEPPE


Giuseppe non era granché come falegname; sbagliava sovente il taglio delle assi ed
era compito di Gesù intervenire per allungarle e riportarle alla giusta misura.
Giuseppe aveva anche lavorato, per due anni, alla costruzione di un trono che gli
era stato commissionato da un certo "re di Gerusalemme".
115
Dopo due anni di indefesso lavoro salta fuori che le misure sono sbagliate e Gesù in-
terviene a sistemare l'opera tirandola da tutte le parti.
(Rif. 040)

137 - IL LEGNAIOLO
Un giovane stava spaccando della legna quando la scure gli cade di mano e lo feri-
sce gravemente ad un piede. Stava per morire dissanguato quando Gesù interviene
e lo risana in un baleno.
(Rif. 030)

138 - GIOCHI D'ACQUA


Seduto presso una fontana Gesù getta della polvere nell'acqua e questa diventa co-
lor sangue; poi spruzza i vestiti di alcuni bambini macchiandoli di rosso. Commos-
so dai loro pianti provvede poi a far sparire le macchie.
(Rif. 045)

139 - LA SORGENTE NELLA ROCCIA


Gesù conduce alcuni bambini fuori città, in gita, nel deserto. Il caldo si fa insoppor-
tabile ed alcuni bambini ne muoiono.
Gesù prontamente interviene:

a. fa sgorgare una sorgente da una rupe


b. risuscita i bambini morti
c. popola di pesci l'acqua raccolta ai piedi della rupe
d. accende, senza fuoco, alcuni rami, affinché i pesci possano essere arrostiti e
mangiati.
(Rif. 045)

140 - IL BIMBO MORTO NEL DESERTO


Un bimbo di tre anni (Moni figlio di Saruhi), partecipante alla precedente gita, si
perde nel deserto e muore.
Si ripete il caso di cui al punto precedente. Gesù viene incolpato della morte del
bambino e quando il corpo viene ritrovato lo fa risuscitare per essere discolpato.
Risolto il problema, riammazza il bambino.
(Rif. 045)

ANNO 1 (a.e.v.) - 753 (a.u.c.) * GESU': ANNI 6

141 - SIMONE IL CANANEO


Un bimbo recatosi in montagna, per raccogliere legna, viene morso da una serpe ed
è in pericolo di vita. Gesù rintraccia la serpe e la costringe a risucchiare il suo stesso
veleno e poi la uccide con una maledizione.

116
Gesù predice al bambino salvato che, in futuro, egli diverrà suo discepolo.
(Rif. 040)

142 - L'ACQUA NEL MANTELLO


Maria, un giorno, manda Gesù ad attingere acqua alla fonte con una brocca. Acci-
dentalmente la brocca si rompe ma Gesù porta l'acqua a Maria raccogliendola nel
suo mantello.
(Rif. 030, 035, 040)

143 - CAPRETTI
Alcuni ragazzi si rifiutano di giocare con Gesù ed allora egli li trasforma in capret-
ti. Le mamme naturalmente piangono e si disperano sino ad indurre Gesù a ritra-
sformarli in ragazzi.
(Rif. 040)

144 - UN BUON RACCOLTO


Un giorno Gesù prende una manciata di frumento e la semina. Giunto il tempo del-
la mietitura la raccolta sarà di tre cori di frumento (660 litri) che egli donerà ai po-
veri.
(Rif. 035)

145 - IL PASSERO D'ARGILLA (Madiam)


Per accattivarsi la simpatia di alcuni bambini della città di Madiam, Gesù modella
un passero d'argilla, ci soffia sopra e lo fa volare.
(Rif. 045, 135)

146 - I PASSERI D'ARGILLA


Secondo un'altra versione i passeri in questione sarebbero stati 12.

(Rif. 030)

147 - MOSCHE, ZANZARE, ECC. (Madian)


Gesù getta per aria una manciata di polvere e questa si trasforma in un enorme nu-
golo di mosche e di zanzare, con grande fastidio per gli abitanti e gli animali dome-
stici della città.
Per infastidire in particolar modo i bambini, Gesù getta loro addosso vespe e api
generate da palline di argilla.
(Rif. 045)

ANNO 1 (e.v.) - 754 (a.u.c.) * GESU': ANNI 7

148 - GIUSEPPE ED IL RE
Nella città di Bothosoron (?) Giuseppe si reca in visita dal re Barjesus che lo acco-
117
glie con grande affetto e benevolenza, gli offre un banchetto e gli concede il permes-
so di esercitare, in città, il suo mestiere di falegname.
Inoltre il re si accolla l'onere delle lezioni che l'insegnante Gamaliele impartirà a
Gesù affinché possa apprendere le "lettere".
(Rif. 045)

149 - VICENDE SCOLASTICHE - (Il quarto maestro)


Gesù si reca a scuola da Gamaliele e si ripete quì la dissertazione sui valori simboli-
ci delle lettere dell'alfabeto.
(Rif. 045)

150 - GIACOMO E LA VIPERA


Giacomo, fratellastro di Gesù, viene morso da una vipera e sta per morire. Gesù in-
terviene e lo guarisce soffiandogli sulla morsicatura. La vipera scoppia.
(Rif. 030, 035, 040)

151 - IL BIMBO MORTO


Una donna del vicinato piange disperatamente il suo bimbo morto. Gesù gli pone
una mano sul petto e lo fa rivivere.
(Rif. 030)

152 - IL MURATORE MORTO


Durante la costruzione di una casa un muratore muore a causa di un grave inciden-
te. Gesù lo prende per mano e lo risuscita.
(Rif. 030)

ANNO 2 (e.v.) - 755 (a.u.c.) * GESU': ANNI 8

153 - DA GERICO AL GIORDANO


Mentre percorre la strada che da Gerico conduce al Giordano, Gesù entra in una
caverna abitata da ferocissimi leoni.
Quando tutti lo danno per spacciato ecco che esce dalla caverna con un codazzo di
leoni che giocano con lui.
Poi Gesù continua il suo cammino verso il fiume accompagnato dalle belve.
(Rif. 035)

154 - COME MOSE'


Giunto al fiume le acque del Giordano si aprono e Gesù lo attraversa con il suo se-
guito di leoni.
(Rif. 035)

Sono rimasti in pochi a credere che le acque del Mar Rosso si siano aperte per lasciar passare
Mose ed i suoi seguaci. La chiesa stessa dà, dell'evento, versioni meno fantasiose, supponendo

118
che il passaggio sia avvenuto su fondali sabbiosi di paludi, saltuariamente asciutte per normali
avvicendamenti stagionali. Queste paludi, scomparse dopo il taglio del canale di Suez, erano
impraticabili per i pesanti carri da guerra dell'esercito egiziano.
(Rif. 130)
Non è chiaro se sia riferito a questo episodio: secondo San Giustino (Dialogo con Trifone), che
assicura di aver appreso la notizia di prima mano dagli apostoli, Gesù scendendo nel Giorda-
no si sarebbe aperto un passaggio facendo bollire ed infiammare le acque del fiume.

Pare comunque che il Giordano fosse un fiume abituato a questi "favori". Si era già aperto in
precedenza al passaggio di Giosuè, di ritorno dall'Egitto, con relativa Arca.

Dopo la morte di Gesù, un altro individuo, solito far stranezze sulle rive del Giordano, sarà un
certo Theodas (Teuda), altro profeta poco fortunato, il quale si vantava con i suoi 400 seguaci
di poter attraversare il fiume senza bagnarsi i piedi.
Nell'825(a.u.c.) circa, i romani sempre sospettosi e diffidenti, dispersero i suoi sprovveduti di-
scepoli, gli tagliarono la testa e la disposero in bellavista sulle mura di Gerusalemme, infilzata
su una lancia.

Altri sedicenti messia (che allora spuntavano come i funghi) furono Dosidee (samaritano) e un
certo Meandro, finiti regolarmente giustiziati.
(Rif. 780)

155 - UN FANTASTICO RACCOLTO


Mentre Giuseppe stava seminando il grano in alcuni suoi campi, Gesù semina un
solo chicco di frumento. Il raccolto risulterà poi essere di 100 cori (22000 litri!) che
Gesù distribuirà ai poveri del villaggio.
(Rif. 030)

156 - GIUSEPPE SBAGLIA NUOVAMENTE....


Giuseppe viene incaricato da un ricco cliente di costruire un letto e, come al solito,
sbaglia le misure ed una asse risulta essere più corta del dovuto. Provvidenziale in-
tervento di Gesù che rimedia stirando adeguatamente l'asse in questione.
(Rif. 030,035)

157 - ....E POI ANCORA


Questa volta lo sbaglio da correggere si riferisce niente meno che a un padiglione
ordinato dal re. Solito rimedio.
(Rif. 045)

ANNO 3 (e.v.) - 756 (a.u.c.) * GESU': ANNI 9

158 - IL RICCO GIUSEPPE


A Cafarnao era morto un uomo ricchissimo di nome Giuseppe e tutta la città ne era
addolorata. Gesù suggerisce a Giuseppe (padre) di intervenire a ridar la vita al suo
omonimo indicandogli le modalità di intervento.

119
Giuseppe (padre) esegue:
si reca dal defunto, gli copre il viso con un suo fazzoletto e pronuncia la frase "ti
salvi Gesù".
Naturalmente il morto risuscita.
(Rif. 035)

ANNO 4 (e.v.) - 757 (a.u.c.) * GESU': ANNI 10

159 - GESU' VA A LAVORARE


Trovandosi a Tiberiade, Giuseppe affida Gesù al tintore Israele affinché cominci ad
imparare un mestiere. Gesù sembra ben disposto ed ascolta con attenzione gli inse-
gnamenti del maestro.
(Rif. 045)

160 - ISRAELE PARTE


Dopo qualche tempo Israele decide di fare un viaggio di affari ed affida a Gesù i
capi di vestiario da tingere, affinché provveda al lavoro durante la sua assenza.
Consigli e raccomandazioni a non finire che Gesù accetta di buon grado. Ed alla fi-
ne Israele parte.
(Rif. 045)

161 - COMINCIANO I GUAI


Israele è appena partito che Gesù prende tutti i capi da tingere, in diversi colori, e li
caccia in una tinozza colma di colore azzurro. Poi abbandona la bottega e se ne va a
giocare.
(Rif. 045)

162 - GIOCHI SCATENATI


Raggiunti i compagni di gioco Gesù si scatena e:

 sloga loro gli arti


 li acceca soffiando loro sul viso
 li terrorizza trasformando un pezzo di legno in un serpente
 li rende sordi ficcando loro le dita nelle orecchie
 arroventa una pietra, soffiandoci sopra, e glie la getta addosso
 porta i compagni sulla riva del lago e cammina sulle acque.

Alla fine Giuseppe lo cattura e lo riporta a casa rimproverandolo aspramente.


(Rif. 045)

163 - ISRAELE RITORNA


Ritornato a casa Israele allibisce e, malgrado Gesù ripristini i vari capi nei dovuti
colori, gli tira dietro uno staio di legno che, cadendo a terra, si trasforma immedia-

120
tamente in un albero da frutta.
Gesù scappa e si nasconde sulle rive del lago e si consola passeggiando sulle acque.
(Rif. 045)

164 - ISRAELE CHIEDE VENDETTA


Israele, sempre più infuriato, accusa Gesù di furto di fronte a tutta la città.
Si organizzano le ricerche del colpevole che Gesù elude facilmente assumendo sem-
bianze diverse (bambino, giovinotto, vecchio).
Ad ogni buon conto, in mancanza del colpevole, viene arrestato Giuseppe.
(Rif. 045)

165 - RITORNA LA PACE


Sbollita un poco l'ira, Israele si rende infine conto di non aver subito danni e che
nulla gli è stato rubato. Allora si pente di essere stato troppo impulsivo, ritira la de-
nuncia e tutto ritorna normale.
(Rif. 045)

ANNO 5 (e.v.) - 758 (a.u.c.) * GESU': ANNI 11

166 - MALACHIA E MICHEA


Gesù incontra due fratelli, Malachia e Michea, che si stanno azzuffando per una
questione di eredità. Udite le rispettive ragioni Gesù riesce a riconciliarli.
(Rif. 045)

167 - IL MASSO
Gesù conduce un gruppo di ragazzi in un luogo dove si trova un grande masso con
una cima molto elevata. Ad un suo cenno il masso si piega e Gesù si siede sulla cima
che subito si rialza. Ad un successivo cenno il masso si piega nuovamente e Gesù ri-
discende.
(Rif. 045)

168 - IL GIOVANE ACCECATO


Si sparge la voce del precedente miracolo e Gesù viene fermato da un giovane, desi-
deroso di conoscere l'autore di tanto prodigio. Gesù non è disposto a dargli retta e
pertanto gli soffia sul viso e lo acceca.
A seguito delle disperate implorazioni del malcapitato gli restituisce la vista.
(Rif. 045)

169 - IL BAMBINO NEL POZZO


Mentre alcuni bambini giocano intorno ad un pozzo uno di essi, Gionata (?), ci cade
dentro e muore. Il giudice ritiene Gesù responsabile dell'accaduto. Segue il solito
copione già narrato nei punti precedenti.
(Rif. 045)
121
170 - LE BROCCHE NEL POZZO
Trovandosi presso un pozzo, dove tutta la gente andava ad attingere acqua, Gesù
afferra le brocche di alcuni bambini in attesa e le getta nel pozzo dove affondano.
I bambini rimangono stupiti ed impauriti ma Gesù fa riaffiorare le brocche dal
fondo e le restituisce.
(Rif. 045)

171 - L'ALBERO SI PIEGA


Prodigio del tutto simile a quello del masso.
(Rif. 045)

172 - UN RAGAZZO MAL MESSO


Un giorno Gesù incontra un ragazzo:

 lebbroso
 epilettico
 senza dita delle mani
 senza dita dei piedi.

Messo a nudo e steso per terra, Gesù lo cosparge con la polvere del suolo ed imme-
diatamente il ragazzo torna come nuovo, vispo e sano come un pesce.
(Rif. 045)

173 - IL RAGAZZO DI EFTHAIEA


Andando da Emmaus verso il villaggio di Efthaiea, Gesù incontra un giovane leb-
broso, coperto di piaghe ed implorante l'elemosina. Interessato al caso di questo
giovane, dopo una lunga discussione in tema di fede e medicina, Gesù lo guarisce.
(Rif. 045)

ANNO 6 (e.v.) - 759 (a.u.c.) * GESU': ANNI 12

Riferimenti Storici:
PUBLIO SULPICIO QUIRINO
Publio Sulpicio Quirino, in precedenza console, viene nominato governatore della Siria.

CESAREA
La città di Cesarea diventa capitale della Giudea che passa sotto la diretta amministrazione di
Roma quale Provincia Imperiale.
Come procuratore viene nominato Coponio e si decide di attuare un (nuovo ?) censimento di na-
tura fiscale.

ERODE ARCHELAO
Erode Archelao viene deposto ed esiliato.

122
ERODE ANTIPA
Erode Antipa viene nominato tetrarca della Galilea e della Perea.

174 - HIRAM IL SIRIACO


Gesù incontra nel villaggio di Buboron(?) un uomo, trentenne, di nome Hiram,
proveniente dalla Siria ed al momento gravemente ammalato e totalmente indigen-
te. Lunga discussione su problemi di fede e successiva guarigione.
(Rif. 045)

175 - KHOIRATAR E GOHARTAR


Erano due soldati venuti in Palestina al seguito dei Magi e qui rimasti. Gesù li in-
contra mentre stanno litigando sulla spartizione di certi guadagni. Si intavola una
lunga chiacchierata in tema di fede ed alla fine Gesù li riconcilia.
(Rif. 045)

176 - IL MEDICO MENDICANTE


Essendo prossima la festa della Pasqua, Gesù si mette in cammino verso Gerusa-
lemme ed incontra un vecchio medico, a sua volta figlio di un medico, assai malan-
dato: storpio, semicieco e sordo. Incapace di curare se stesso si era ridotto alla
mendicità.
Gesù ottiene da lui una professione di fede nella trinità (!!!) e poi lo guarisce.
(Rif. 045)

177 - GESU' TRA I DOTTORI


Conclusa la festa della Pasqua, Giuseppe e Maria si mettono in cammino verso casa
ma dopo un giorno di marcia si accorgono che Gesù non è con loro. (Alquanto di-
stratti!!)
Tornano preoccupati a Gerusalemme e dopo tre giorni di ricerche lo trovano al
Tempio, seduto tra i dottori, gli anziani e gli scribi intento ad interrogarli ed a ri-
spondere alle loro domande.
Gesù suscita la meraviglia e l'ammirazione dei presenti per le sue conoscenze sui li-
bri della Legge, sull'astronomia e sulle scienze naturali in genere.
(Rif. 015, 030, 040)

178 - RITORNO A CASA


Gesù ritorna con la famiglia a Nazaret e non da più segni di attività.
Dopo il frenetico avvicendarsi di eventi miracolosi relativi alla prima infanzia,
scende il silenzio sui successivi 18/20 anni della vita di Gesù. Riapparirà sulla scena
nell'anno 779 (a.u.c.).

123
ANNO 7 (e.v.) - 760 (a.u.c.) * GESU': ANNI 13

Riferimenti Storici:
CENSIMENTO FISCALE
Viene attuato il Censimento Fiscale, condotto da Quirino e da Coponio.

LA RIVOLTA DI GIUDA IL GALILEO


Giuda il Galileo guida la rivolta contro il censimento fiscale; questo provoca a Gerusalemme, du-
rante la festività pasquale, un pesante eccidio di pellegrini.
Giuda il Galileo ne esce sconfitto e ucciso.
Prenderanno il suo posto i figli:

 Giovanni (il primogenito) (forse il Gesù secondo recenti ipotesi)


 Simone
 Giacomo il Maggiore
 Giuda
 Giacomo il Minore
 Giuseppe
 Menahem.

Giuseppe Flavio, nel II Libro della sua opera Guerra Giudaica, parla di Giuda il Galileo (fi-
glio di Ezechia e presunto padre di Jeshu) come di un falso profeta che aveva raccolto intorno
a sè circa 30000 seguaci. La cifra va notevolmente ridimensionata.
---------------------------------
Se si accetta l'idea, ormai abbastanza diffusa e documentata, che il presunto messia fosse

un partigiano esseno/zelota,

allora la figura di Gesù potrebbe essere individuata in

Giovanni, il primogenito di Giuda il Galileo.

(Rif. 760)

GIUDA IL GALILEO E IL SADDUC


Durante la rivolta contro il censimento, Giuda il Galileo (fondatore del movimento zelota) sa-
rebbe stato affiancato da un misterioso sacerdote indicato come il "Sadduc". Ciò sarebbe in
linea con il concetto esseno del duplice messia; in questo caso:

 Giuda, discendente di Davide, è il messia politico


 Il Sadduc, discendente di Aronne, è il messia religioso.

124
INSERTO 10 - La Società Palestinese (Secondo la Storia)
Ai tempi riferiti a Gesù la società palestinese era prevalentemente pastorale, integrata da una
modesta presenza contadina e di pescatori; la presenza di artigiani e commercianti era al-
quanto limitata, sufficiente alle contenute esigenze della popolazione. In complesso il tenore di
vita era abbastanza basso, al limite della miseria.
D'altro canto, all'epoca, il paese non consentiva molto di più.
Su quanto conosciuto intorno al 1760 e.v., (anche se non probante) Voltaire così si esprimeva:

Ho parlato con alcuni uomini di tutte le nazioni che venivano di là; e tutti mi hanno detto che la
situazione di Gerusalemme è spaventosa; che il paese d'intorno è tutto sassi; che le montagne so-
no nude; che il famoso fiume Giordano non è più largo di quaranta o cinquanta piedi; che il solo
distretto buono di quel paese è Gerico...
Insomma, tutti ne parlano come parlava san Gerolamo, che abitò così a lungo a Betlemme, e che
dipinge quella contrada come il rifiuto della natura; egli dice che d'estate non c'è neppure l'ac-
qua da bere.
(Rif. 712)

LA LINGUA
La lingua normalmente parlata era l'aramaico seguito dal greco, quest'ultimo limitatamente a
certi strati della popolazione. La lingua ebraica non era quasi mai parlata; serviva unicamen-
te per la lettura dei testi sacri, scritti in ebraico antico.

IL GOVERNO
Dopo la conquista del territorio da parte dei romani, le condizioni di governo nelle varie pro-
vincie erano alquanto mutevoli. Roma lasciava una certa autonomia nel campo amministrati-
vo e nella gestione di problemi di natura tipicamente interna; a tale scopo nominava (o elimi-
nava) re, tetrarchi ed etnarchi secondo le esigenze e le emergenze del momento. I governanti
locali disponevano di milizie proprie (in genere mercenarie) ma non in misura sufficiente da
preoccupare gli occupanti.
Le elites locali erano, in larga parte, costituite da rappresentanti delle famiglie sacerdotali in-
sediate dagli occupanti.

LE RELIGIONI
Non è corretto ritenere che la religione mosaica, (giudaismo), fosse l'unica praticata nel paese.
Per quanto preponderante, essa spartiva la presa sulla mente dei palestinesi, con altri culti
come quelli di:

 Baal
 Zeus/Giove
 Iside
 Adonis
 Serapide
 e molti altri.

Resta comunque il fatto che, all'epoca, il giudaismo era il più praticato, almeno in Giudea e a
Gerusalemme, e godeva di una certa protezione da parte dei Romani che influenzavano, per
motivi politici, la nomina dei sacerdoti alla direzione del tempio.

125
A questo proposito, una menzione a parte meritano i samaritani, abitanti la regione centrale
della Palestina (Samaria) che separa praticamente la Galilea dalla Giudea.
Rispetto all'ortodossia verso la Legge Mosaica come la intendevano i giudei, i samaritani era-
no considerati degli scismatici in quanto ritenevano loro stessi i veri prescelti da dio alla guida
del popolo ebraico; avevano costruito sul Monte Garizim un Tempio, un luogo di culto (dedi-
cato anche a molte divinità pagane) in contrasto ed in opposizione alle autorità religiose del
Tempio di Gerusalemme.

LA POPOLAZIONE
Secondo un recente studio (W. Harris - Columbia University) il livello culturale della popolazio-
ne era minimo. L'85-90% della popolazione era analfabeta. Alcuni sapevano leggere ma non
scrivere. Quelli che sapevano leggere e scrivere (sacerdoti, scribi, pubblicani) erano una minima
parte della popolazione attiva.

Difficile dunque stabilire una ripartizione della popolazione in gruppi sociali, religiosi, caste,
partiti o altri raggruppamenti. Si possono annoverare solo alcuni gruppi principali.

 EBIONITI - (Ebionim, Evyonim = poveri, umili, anche: sciocchi). Praticamente la


maggioranza della popolazione.
Persone generalmente povere e, per necessità, di costumi molto morigerati, molti pro-
babilmente vegetariani. Erano ritenuti poco più che plebe e, pur assommando anche
artigiani e piccoli commercianti, comprendevano pastori, agricoltori, salariati, mano
d'opera disponibile e schiavi.
Gli ebioniti consideravano Gesù come un profeta-rivoluzionario, incaricato da YHWH
di porre fine alle ingiustizie sociali che opprimevano il paese. Come un "Che Guevara".
Simili a loro erano anche gli appartenenti a particolari sette: i Nicolaiti e gli Encratiti
(Encratici). Si presume fondati da un certo Nicola (un diacono legato ai primi apostoli)
che rifiutavano l'uso del vino e celebravano l'eucaristia con pane ed acqua.

 SACERDOTI - Si può dire fosse un "mestiere" elitario ed ereditario. Solo gli apparte-
nenti alla tribù di Levi, che non disponevano di un territorio proprio, potevano accede-
re al sacerdozio a pieno titolo. Esisteva anche una categoria di sacerdoti di rango infe-
riore, detti Leviti. Il sommo sacerdote del Tempio era nominato dal re o dal tetrarca in
carica. Esercitava le funzioni sacerdotali per un anno, poi poteva essere sostituito o ri-
confermato con il sovrano beneplacito.

 FARISEI - (i Perushin, i separati). Appartenenti ad una corrente religiosa, conserva-


trice e fortemente nazionalista, fondata poco tempo prima della nascita di Gesù dal
rabbino Hillel, contemporaneo di Gamaliele.
Erano cultori, quasi fanatici, delle tradizioni orali della Legge (Talmud) e seguivano
scrupolosamente precetti minuziosi, perdendosi a volte in un formalismo esasperato. Si
consideravano una casta elitaria e snobbavano le altre categorie quali scribi, pubblica-
ni e popolani in genere, da loro considerati impuri.
I farisei credevano nella risurrezione come ad un privilegio riservato unicamente agli
ebrei morti in Palestina. Quelli morti fuori sede sarebbero stati segretamente portati
presso Gerusalemme per ritrovare le loro anime (!!!)
Malgrado le diatribe e le invettive lanciate contro di essi (Vangeli Canonici, Atti), in
fondo, per il loro nazionalismo, erano i più vicini all'idea messianica di Gesù.
Non si può comunque dire che fossero un gruppo monolitico. Attraverso un gioco di
sottili "distinguo" erano divisi in almeno 7 gruppi:
o le spalle larghe
o i vacillanti

126
o gli sbattitesta
o gli umili perfetti
o i farisei di calcolo
o i farisei della paura
o i farisei del dovere

 SADDUCEI - (Tsedukim) Costituivano una setta ed appartenevano ad una corrente re-


ligiosa, non proprio conservatrice. Si consideravano aristocratici internazionalisti e la
loro formazione culturale aveva una matrice fortemente ellenica. Erano cultori della
Legge originale di Mose (Torah), cosa che li metteva in posizione diametralmente op-
posta a quella dei Farisei. Erano fermamente convinti che l'anima morisse con il corpo.

 SCRIBI - (Soferim) Categoria di persone con molte affinità con i Farisei. Non erano sa-
cerdoti e neanche Leviti però svolgevano un ruolo importante come "Dottori della
Legge" della quale erano commentatori autorevoli.

 PUBBLICANI - Erano in pratica funzionari dello Stato e dato che lo Stato, a quei tem-
pi, si manifestava solo attraverso la riscossione delle imposte, erano visti come il fumo
negli occhi, vessatori del popolo e conseguentemente grandi peccatori.

 MILITARI - Escludendo naturalmente le truppe romane di occupazione, si possono


rammentare le Guardie del Tempio al soldo dei sacerdoti (oggi qualcuno le chiamereb-
be Guardie Svizzere) e le Milizie Ausiliarie dei governanti in carica, normalmente trup-
pe mercenarie di provenienza estera.

 ESSENI - Fantasmi inquietanti, recentemente affiorati dalle brume dei secoli, sui quali
varrà la pena di soffermarsi più avanti.

179 - NASCITA DI SAULO


Si suppone che in questo anno, Saulo sia nato a Tarso in Cilicia.
Le opinioni sono discordanti e indicano anni diversi, dal 758 al 763(a.u.c.).
(Rif. 130)

ANNO 8 (e.v.) - 761 (a.u.c.) * GESU': ANNI 14

ANNO 9 (e.v.) - 762 (a.u.c.) * GESU': ANNI 15

Riferimento Storico:
MARCO AMBIBULO
Marco Ambibulo viene nominato Prefetto della Giudea.

127
ANNO 10 (e.v.) - 763 (a.u.c.) * GESU': ANNI 16

ANNO 11 (e.v.) - 764 (a.u.c.) * GESU': ANNI 17

ANNO 12 (e.v.) - 765 (a.u.c.) * GESU': ANNI 18

Riferimento Storico:
ANNIO RUFO
Annio Rufo viene nominato Prefetto della Giudea.

ANNO 13 (e.v.) - 766 (a.u.c.) * GESU': ANNI 19

180 - PRE-ANNUNCIO A GIUSEPPE


Un angelo annuncia a Giuseppe che dovrà morire entro un anno.
(Rif. 055)

ANNO 14 (e.v.) - 767 (a.u.c.) * GESU': ANNI 20

181 - MORTE DI GIUSEPPE


Giuseppe muore a Nazaret all'età di 111 anni.
Durante l'agonia la sua anima si trasferisce nella gola, poi si libera e alcuni angeli
l'avvolgono in un panno di seta e la portano in cielo, mentre il corpo viene deposto
nel sepolcro del padre Giacobbe.
(Rif. 055)

Riferimento Storico:
TIBERIO IMPERATORE
Muore Ottaviano Augusto e gli succede Tiberio.

ANNO 15 (e.v.) - 768 (a.u.c.) * GESU': ANNI 21

ANNO 16 (e.v.) - 769 (a.u.c.) * GESU': ANNI 22

128
ANNO 17 (e.v.) - 770 (a.u.c.) * GESU': ANNI 23

ANNO 18 (e.v.) - 771 (a.u.c.) * GESU': ANNI 24

Riferimento Storico:
NOMINA DI CAIFA
Caifa viene nominato sommo sacerdote; manterrà questa carica sino al 790(a.u.c.)
(Rif. 130)

ANNO 19 (e.v.) - 772 (a.u.c.) * GESU': ANNI 25

ANNO 20 (e.v.) - 773 (a.u.c.) * GESU': ANNI 26

ANNO 21 (e.v.) - 774 (a.u.c.) * GESU': ANNI 27

ANNO 22 (e.v.) - 775 (a.u.c.) * GESU': ANNI 28

ANNO 23 (e.v.) - 776 (a.u.c.) * GESU': ANNI 29

ANNO 24 (e.v.) - 777 (a.u.c.) * GESU': ANNI 30

ANNO 25 (e.v.) - 778 (a.u.c.) * GESU': ANNI 31

ANNO 26 (e.v.) - 779 (a.u.c.) * GESU': ANNI 32

Riferimenti Storici:
NOMINA DI PONZIO PILATO
Ponzio Pilato giunge a Cesarea (Giudea), inviato da Tiberio per rivestire la carica di Prefetto del-

129
la Provincia. Suo superiore diretto è il Governatore della Siria, Cretico.

PONZIO PILATO PROFANA IL TEMPIO


Poco dopo il suo arrivo in Palestina Pilato (presumibilmente senza malizia) ordina che la Torre
Antonia venga addobbata con stendardi raffiguranti le insegne di Roma ed immagini degli dei
dell'olimpo romano.
I giudei la giudicano una profanazione del Tempio adiacente e nasce una mezza sommossa. Una
delegazione si reca da Pilato per protestare e questi si affretta a far togliere gli stendardi.
(Rif. 172)

Il testo riporta una mappa del "TEMPIO" quale poteva essere dopo la ricostruzione. (Anno
820 a.u.c.)

INSERTO 11 - Il Tempio
Praticamente non esiste nessuna prova storica dell'esistenza del primo Tempio eretto da Sa-
lomone; il sospetto che si tratti di uno dei tanti miti è più che giustificato. Alcuni autori hanno
ipotizzato che si trattasse di una costruzione precaria in legno o addirittura di un tendone.

Quanto all'Arca lo scrittore G. Hancock sostiene la tesi, alquanto fantasiosa, che si trattasse di
una specie di pila o di un accumulatore in grado di produrre effetti elettromagnetici che allora
potevano essere considerati prodigi divini.

Visto che poi nessuno è in grado di dimostrare, documenti o reperti alla mano, che Mosè sia ef-
fettivamente esistito, le basi del monoteismo giudaico appaiono quindi alquanto inconsistenti.

In quanto al Tempio che egli [Salomone] fece costruire, e che gli Ebrei hanno stimato come la
più bella opera del mondo, i Bramante, i Michelangelo e i Palladio, se avessero visto quella co-
struzione, non l'avrebbero certo ammirata. Era una specie di piccola fortezza quadrata, che rin-
chiudeva un cortile, e in questo cortile c'era un edificio lungo quaranta cubiti [m. 22], e un altro
di venti [m. 11]; e sappiamo soltanto che questo secondo edificio, che era propriamente il tempio,
l'oracolo, il Sancta Sanctorum, aveva anche 20 cubiti di larghezza, e venti di altezza. Non c'è og-
gi architetto in Europa che non considererebbe una tal costruzione come un monumento di bar-
bari.
(Rif. 712)

Nel 308(a.u.c.) l'imperatore Ciro consente il ritorno in patria ad alcuni ebrei esiliati a Babilo-
nia, guidati dal principe giudeo Sesbassar, il quale provvede alla ricostruzione del Tempio.
La costruzione, terminata nel 313(a.u.c.), viene successivamente migliorata, con il consenso di
Artaserse II, da Neemia e da Esdra.
Nel 734(a.u.c.) Erode il Grande ordina il rifacimento dell'edificio portandolo al suo massimo
livello di splendore. Il locale del Debir, mancando l'Arca, viene lasciato vuoto ma si continua a
considerarlo il luogo in terra dove YHWH manifesta la sua presenza; un punto di riferimento
per tutti i giudei credenti.
Il Tempio venne definitivamente distrutto dai romani nell'822(a.u.c.); sulla sua area ora sorge
una moschea.

130
Il Tempio era ricoperto da lastre d'oro e all'alba rifletteva la luce con tanta intensità da abbaglia-
re coloro che lo ammiravano. Per chi arrivava a Gerusalemme appariva da lontano come una
montagna bianca di neve perché le parti non ricoperte d'oro erano di marmo bianchissimo.
(Rif. 180)

Del Tempio non è rimasto che un muro (Muro del Pianto), meta odierna di pellegrinaggio e di
devozione per gli ebrei.
Il Tempio, centro del potere sacerdotale, era il simbolo dell'unità del popolo ebraico e meta
obbligata di pellegrinaggio, di tutti gli ebrei maschi, durante le principali festività religiose.

Il Tempio era una prerogativa di Gerusalemme. Nelle altre località il culto veniva esercitato
nelle sinagoghe di costruzione molto più modesta.
La sinagoga veniva costruita orientando la porta principale verso Gerusalemme e poteva ave-
re una superficie di 200-300 mq. In questo locale le funzioni, condotte da un anziano (non sa-
cerdote), consistevano principalmente nella lettura delle scritture, il giorno di sabato, nella
preghiera collettiva e nella istruzione religiosa. Arredi d'obbligo: un armadio per custodire la
Torah, un candeliere a sette bracci e uno scanno di legno ove sedeva il lettore della Torah.
Nelle prime sinagoghe era previsto anche un matroneo, cioè una zona separata riservata alle
donne.

La costruzione del Tempio fu motivo per l'abolizione, forzosa e cruenta, dei culti delle alture
largamente praticati dai samaritani sulle sommità di numerosi monti del paese.

Mentre ai nostri giorni è perfettamente naturale che politica e religione siano poteri separati
(ma non sempre, almeno in Italia), che a volte seguono vie parallele ed altre no, ai tempi di
Gesù politica e religione erano in perfetta simbiosi; erano una cosa sola. Per questo il Tempio,
oltre a essere il centro religioso, era anche il centro politico che orientava e pilotava le decisio-
ni dei governanti locali (Roma permettendo). Strettamente collegato al Tempio era il Sinedrio,
ad un tempo organo giuridico e consiglio supremo di Israele in materia politico-religiosa, a-
gendo s'intende nell'ambito delle libertà concesse dagli occupanti romani. Era composto da
due sezioni:
- il Gran Sinedrio di natura politica,
- il Bet Din di natura religiosa.
Il Sinedrio era presieduto dal sommo sacerdote di turno ed era composto da 71 membri com-
prendenti:
- sacerdoti
- anziani
- scribi

Tra gli aspetti meno sacrali del Tempio occorre ricordare che sulla spianata che circondava
l'edificio e sotto i porticati si svolgeva il più grande mercato della Palestina.
Si poteva comprare di tutto: dal bestiame alle vivande, dagli ornamenti preziosi alle più mo-
deste suppellettili domestiche.
La casta sacerdotale gestiva una enorme quantità di denaro, facendo funzioni che oggi po-
trebbero essere definite di tesoreria pubblica o di banca nazionale. I sacerdoti accettavano in
deposito denaro di terzi e lo reinvestivano finanziando imprese commerciali o facendo prestiti
ad usura. Quella dei cambiavalute era una funzione affidata ai laici, in quanto il Tempio rico-
nosceva e gestiva unicamente monete in corso e circolanti sul territorio palestinese: le valute
estere dovevano essere convertite. Era considerata valuta estera anche la moneta romana!

Durante le principali ricorrenze religiose, quando sulla spianata si accalcavano migliaia di

131
persone, l'ordine pubblico era assicurato dal presidio romano che schierava i suoi uomini lun-
go i porticati che circondavano il complesso Tempio/Mercato.

182 - PREDICAZIONE DI GIOVANNI BATTISTA


Dopo aver vissuto a lungo nel deserto, Giovanni Battista riappare sulle rive del
Giordano (Betania di Transgiordania o presso Gerico?) ed inizia il suo ciclo di pre-
dicazioni. Veste una pelle di cammello e si nutre di locuste e miele selvatico. Pratica
il rito del battesimo.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 060)

183 - POLEMICHE DI GIOVANNI BATTISTA


Giovanni Battista non è sempre molto compiacente con chi si reca ad interrogarlo
durante le sue predicazioni. E' particolarmente critico nei confronti di Erode Anti-
pa e della sua convivente Erodiade.
(Rif. 015)

ANNO 27 (e.v.) - 780 (a.v.c.) * GESU': ANNI 33

184 - BATTESIMO DI GESU'


Gesù si fa battezzare da Giovanni Battista, inizialmente assai turbato ed esitante. A
fine battesimo una colomba bianca (spirito santo) scende su Gesù.
Voci declamanti dal cielo.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 060)

185 - LE TENTAZIONI NEL DESERTO


Dopo il battesimo, Gesù viene sospinto dallo spirito santo nel deserto (dalle parti di
Qumran ?) dove resta per 40 giorni, a digiuno e tentato per tre volte dal diavolo.
Vinte le tentazioni, alcuni angeli lo servono di cibo e bevande.
(Rif. 005, 010, 015)

Un essere umano può restare sino a 40 giorni senza mangiare a condizione però che beva.
Senza bere non si va oltre i sei giorni. Nel deserto, in particolare, necessitano dai 5 ai 6 litri di
acqua al giorno.

186 - GESU' LA VEDE BRUTTA


Tornato a Nazaret (?) si reca, il sabato, nella sinagoga e si alza a leggere il libro del
profeta Isaia. A fine lettura annuncia che la profezia di Isaia si è avverata e lascia
intendere essere lui il nuovo messia.
I presenti si indignano e lo trascinano sul ciglio di un burrone (?) decisi a scaraven-
tarlo nel vuoto; Gesù riesce a liberarsi e si allontana indenne.
(Rif. 015)

132
Nazaret si trova in Galilea e dista circa 120 Km da Gerusalemme e 25 Km dal Lago di Tibe-
riade. Si estende su di un terreno piano, vagamente ondulato, dove non c'è traccia di burroni
o precipizi ove gettare un qualsiasi incauto messia.
Oltre a tutto, non è certo che esistesse ai tempi di Gesù. Giuseppe Flavio, preciso e puntiglioso
nelle sue descrizioni della Palestina di allora, ne ignora completamente l'esistenza. Se esisteva,
doveva essere un insignificante gruppo di tuguri ed il suo nome è stato utilizzato, in seguito,
per confondere le idee sul significato dello scomodo termine NAZARENO. Tutto lascia sup-
porre che invece di Nazaret si trattasse della località di GAMLA.
(Rif. 176, 180)

GAMLA or GAMALA (Secondo la Storia)


Malgrado le precise descrizioni di G. Flavio, l'esistenza di questa città e' stata ignorata (ad ar-
te?) sino al 1967, quando, durante la "guerra dei sei giorni", alcuni militari israeliani ne sco-
prirono le rovine, sulle alture del Golan, quasi a picco sul Lago di Tiberiade ed a 200 Km da
Gerusalemme.

Stando a quanto ci dice Giuseppe Flavio:


(Rif. 180):
si affacciava a mezzogiorno e la sua sommità meridionale, elevandosi ad una smisurata altezza,
formava la rocca della città, sotto cui un dirupo privo di mura piombava in un profondissimo
burrone. Era vicina alla sponda del Lago di Tiberiade.

Secondo D.Donnini (da una recente relazione di viaggio):


(Rif. 176)

 si trova sulla sponda orientale del lago;


 era la patria di Giuda il Galileo e di tutta la sua setta: i galilei appunto, i quali, nonostan-
te l'appellativo, non venivano dalla Galilea ma dal Golan; (Gaulanitide in greco)
 oggi mostra i resti di una sinagoga di quel periodo, collocata al centro di un villaggio sul
monte; le rovine sono situate non lontane dalla riva golanita del Lago di Tiberiade ed, a
meno di 5 minuti di cammino, da uno spaventoso precipizio.

187 - SCELTA DEI PRIMI APOSTOLI


Le modalità di scelta dei primi apostoli variano secondo gli autori:

a. inizialmente sono quattro ed esattamente SIMONE (Pietro) ed il fratello


ANDREA, pescatori, nonché GIACOMO e GIOVANNI figli di Zebedeo,
anch'essi pescatori, scelti da Gesù sulle rive del lago di Tiberiade;
(Rif. 005, 010)
b. sono gli stessi del punto a) che si convincono a seguire Gesù dopo aver assisti-
to ad una pesca miracolosa;
(Rif. 015)
c. il primo apostolo ANDREA (il Protoclita) sarebbe stato affidato a Gesù da
Giovanni Battista. Successivamente si aggregano SIMONE, FILIPPO DI
BETSAIDA e BARTOLOMEO (Natanaele);
(Rif. 020)

133
d. i primi apostoli furono sette, scelti a Cafarnao nella casa di SIMONE (Pietro)
e cioè:
o i fratelli GIACOMO e GIOVANNI figli di Zebedeo
o i fratelli SIMONE e ANDREA
o TADDEO, SIMONE ZELOTA e GIUDA ISCARIOTA, ebioniti.
(Rif. 060)

188 - L'INDEMONIATO DI CAFARNAO


Mentre predica nella sinagoga di Cafarnao un uomo, dallo "spirito immondo", a-
postrofa duramente Gesù.
Gesù lo riprende severamente e lo spirito immondo abbandona l'uomo e fugge.
(Rif. 010, 015)

189 - LA SUOCERA DI PIETRO


La suocera di Pietro soffre per una gran febbre; Gesù la guarisce all'istante toc-
candola con una mano.
(Rif. 005, 010, 015)

190 - IL LEBBROSO
Un lebbroso chiede a Gesù di essere guarito ed egli lo accontenta toccandolo con
una mano; poi gli raccomanda di recarsi da un sacerdote per la certificazione della
guarigione.
(Rif. 005, 010, 015, 135)

191 - IL PARALITICO
Gesù si trova a Cafarnao e la casa che lo ospita è assediata da una folla di postulan-
ti. Un paralitico, steso su una barella, viene introdotto nella casa attraverso un var-
co praticato nel tetto; Gesù lo guarisce.
(Rif. 005, 010, 015)

192 - LA CHIAMATA DEL PUBBLICANO


Matteo (Levi), figlio di Alfeo, espressamente invitato da Gesù, abbandona il banco
delle gabelle e si aggrega al gruppo degli apostoli.
(Rif. 005, 010, 015)

193 - A CENA CON MATTEO


Gesù partecipa ad una cena, a casa del pubblicano Matteo, ora apostolo, in compa-
gnia di persone ritenute poco raccomandabili e si pone al centro di aspre critiche da
parte di scribi e farisei.
(Rif. 005, 010, 015)

IL METABOLISMO DI GESU'.
A proposito di mangiare, S. Valentino (c. 270 d.C.) ci informa che:
il cibo che Gesù mangiava non si corrompeva all'interno del suo corpo.......Mangiava e beveva

134
come un uomo ma, considerata la sua natura essenzialmente spirituale, lo faceva in maniera
particolarissima, non restituendo gli alimenti.
(Rif. 760)

194 - LA SCELTA DEGLI APOSTOLI


Gesù si reca su di un monte e dopo una notte di preghiera nomina definitivamente i
12 apostoli:

 Simone(Pietro) e Andrea, fratelli


 Giacomo e Giovanni, fratelli figli di Zebedeo (anche: figli del tuono)
 Filippo di Betsaida
 Bartolomeo
 Matteo (Levi), ex pubblicano
 Tommaso
 Giacomo, figlio di Alfeo
 Simone (detto anche Lo Zelota o Il Cananeo)
 Taddeo (Giuda), figlio di Giacomo
 Giuda Iscariota, ex pubblicano
(Rif. 010, 015)

INSERTO 12 - GLI APOSTOLI (Secondo il mito e la leggenda)


I quattro evangelisti non sono molto d'accordo sul nome degli apostoli di Gesù e neanche sul
loro numero. La seguente tavola mette in evidenza le differenze.

MATTEO MARCO LUCA GIOVANNI


Simone(Pietro) Simone(Pietro) Simone(Pietro) Simone(Pietro)di Giovanni
Andrea fr. di Simone Andrea Andrea fr. di Simone Andrea fr. di Simone
Giacomo di Zebedeo Giacomo di Zebedeo Giacomo Giacomo di Zebedeo
Giovanni fr. di Giacomo Giovanni fr. di Giacomo Giovanni Giovanni di Zebedeo
Filippo Filippo Filippo Filippo di Betsaida
Tommaso Tommaso Tommaso Tommaso(Didimo)
Giuda Iscariota Giuda Iscariota Giuda Iscariota Giuda Iscariota di Simone
Bartolomeo Bartolomeo Bartolomeo *
Giacomo di Alfeo Giacomo di Alfeo Giacomo di Alfeo *
Matteo(pubblicano) Matteo Matteo *
Simone(cananeo) Simone(cananeo) Simone lo zelota *
Taddeo (coraggioso) Taddeo (coraggioso) Giuda fr. di Giacomo *
* * Simone(zelota) *
* * Giuda di Giacomo *
* * * Natanaele da Cana
* * Mattia *

135
* * * Discepolo prediletto

Utilizzando fonti diverse si possono ottenere le seguenti schede indicative, di natura ovviamen-
te mitica, dove traspare, con una certa evidenza, l'appartenenza di alcuni di essi al movimento
combattente jahvista.

PIETRO

Altri nomi: Kepha, Cefa, Simone Bar-Jona (Bar-Jona=partigiano/terrorista), Boanerghes (Figlio del Tuono)
Paternità: Giovanni
Maternità: =
Nascita: a Betsaida e residente a Cafarnao
Attività: pescatore
Coniugato: sì
Parentele: fratello di Andrea
Missioni: Antiochia, Corinto e Roma
Prima versione: giustiziato in Palestina nel 799 a.u.c. (46 e.v.) da Tiberio Alesandro
Decesso: Seconda versione: giustiziato a Roma nell'820(a.u.c.). Catturato dal prefetto Agrippa, per ordine di
Nerone, viene crocifisso a testa in giù.

ANDREA

Altri nomi: (Il Protoclita)


Paternità: Giovanni
Maternità: =
Nascita: a Betsaida e residente a Cafarnao
Attività: pescatore
Coniugato: ==
Parentele: fratello di Simone-Pietro
Epiro, Grecia, Tracia, Armenia, Georgia, Scizia (Russia).
Missioni:
Ha fondato la Chiesa di Costantinopoli.
Decesso: arrestato a Patrasso, flagellato ed ucciso su una croce ad X

GIACOMO

Altri nomi: Figlio del Tuono (partigiano)


Paternità: Zebedeo
Maternità: Maria di Salomè, sorellastra di Maria V.
Nascita: Betsaida
Attività: pescatore
Coniugato: ==
Parentele: cugino di Gesù; fratello dell'apostolo Giovanni
Missioni: ==
Decesso: passato a fil di spada (o decapitato) a Gerusalemme, probabilmente nel 795(a.u.c.)

136
GIOVANNI

Altri nomi: Giovanni il Minore, Figlio del Tuono (partigiano)


Paternità: Zebedeo
Maternità: Maria di Salomè, sorellastra di Maria V.
Nascita: Betsaida
Attività: pescatore
Coniugato: ==
Parentele: cugino di Gesù; fratellastro dell'apostolo Giacomo
Patmos ed Efeso. Evangelista, ha scritto anche l'Apocalisse; si è preso cura di Maria V. dopo la
Missioni:
morte di Gesù
ad Efeso di morte naturale, nell'853(a.u.c.). Si racconta che, dopo la morte, Giovanni si agitasse di
Decesso:
continuo nella tomba, facendo alzare ed abbassare la terra che lo copriva.

FILIPPO

Altri nomi: ==
Paternità: Tolomeo(?)
Maternità: ==
Nascita: Betsaida
Attività: probabile maestro di filosofia
Coniugato: ==
Parentele: probabile fratello di Bartolomeo
Missioni: Grecia (Delfo), Lidia, Tunisia e Frigia
Decesso: a Ierapoli, inchiodato ad un albero a testa in giù

BARTOLOMEO

Altri nomi: Bar-Tolmay (figlio di Tolomeo in aramaico), Natanaele


Paternità: Tolomeo
Maternità: ==
Nascita: Betsaida(?)
Attività: Rabbino
Coniugato: ==
Parentele: probabile fratello di Filippo
India, Etiopia e Armenia. Scritti apocrifi: Le Interrogazioni, L'apocalisse di Bartolomeo, Vangelo di
Missioni:
Bartolomeo
Decesso: scorticato in Licaonia

TOMMASO

Altri nomi: Didimo (il Gemello), Giuda il Gemello, Giuda il Cananeo


Paternità: ==
Maternità: ==

137
Nascita: Antiochia(?)
Attività: costruttore edile, architetto
Coniugato: ==
Parentele: ==
Missioni: Persia e India. Scritti apocrifi: Apocalisse di Tommaso, Atti di Tommaso, Vangelo di Tommaso
in India, ucciso a pugnalate (o a colpi di lancia) su ordine di un certo Gondophares (o re Mazdai?).
Decesso:
Si dice che la sua tomba a Madras sia stata, in seguito, trovata vuota (risuscitato?),

MATTEO

Altri nomi: Levi


Paternità: Alfeo
Maternità: ==
Nascita: Cafarnao
Attività: pubblicano, esattore fiscale, letterato(?)
Coniugato: ==
Parentele: ==
Missioni: evangelista, avrebbe scritto uno dei 4 vangeli canonici
Decesso: ==

GIACOMO

Altri nomi: Giacomo il Minore, Giacomo di Alfeo, Giacomo il Sadoqita, Giacomo il Giusto
Paternità: Alfeo
Maternità: Maria di Cleofa, sorellastra di Maria V.
Nascita: ==
Attività: falegname a Nazaret con Giuseppe
Coniugato: ==
Parentele: cugino di Gesù e fratello di Taddeo
Missioni: ha scritto un'epistola canonica e l'aposcrifo Proto Vangelo di Giacomo
Decesso: a Gerusalemme, lapidato e finito con una bastonata

TADDEO

Altri nomi: Giuda, Lebbeo, Giuda lo Zelota, il Coraggioso


Paternità: Alfeo
Maternità: Maria di Cleofa, sorellastra di Maria V.
Nascita: ==
Attività: falegname
Coniugato: si
Parentele: cugino di Gesù e fratello di Giacomo il Minore
Missioni: Giudea, Mesopotamia e Persia
Decesso: a Suamyr (Persia); ucciso a bastonate per ordine dei sacerdoti

138
SIMONE IL CANANEO

Altri nomi: Simone lo Zelota


Paternità: ==
Maternità: ==
Nascita: Cana
Attività: ==
Coniugato: ==
Parentele: ==
Missioni: ==
Prima versione: martire a Roma
Decesso:
Seconda versione: giustiziato in Palestina

GIUDA ISCARIOTA

Altri nomi: Giuda di Simone Iscariota, Giuda il Sicario


Paternità: Simone Iscariota
Maternità: ==
Nascita: Qerrijoth (Giudea)
Attività: Addetto alla Casa dei Tributi; dipendente di Matteo il Pubblicano
Coniugato: si
Parentele: ==
Missioni: potrebbe aver scritto Il Vangelo di Giuda(?)
Prima versione: suicida
Decesso:
Seconda versione: assassinato

SIMONE LO ZELOTA

Altri nomi: Vedere Simone il Cananeo

NATANAELE

Altri nomi: Vedere Bartolomeo

GIUDA DI GIACOMO

Altri nomi: Nessuna informazione

139
MATTIA

Altri nomi: La ruota di scorta ?


Missioni: Figura amorfa. Sarebbe il tredicesimo apostolo che avrebbe sostituito Giuda Iscariota.

195 - DISCORSO DELLA MONTAGNA (DELLE BEATITUDINI)


Da una collina, alta 150 metri, nei pressi di Cafarnao, Gesù enuncia alla folla il suo
celebre discorso messianico.
(Rif. 005, 015)

Secondo Matteo il discorso fu fatto da una "montagna" mentre, secondo Luca, venne enuncia-
to in pianura.

196 - IL SERVO DEL CENTURIONE (Cafarnao).


Gesù guarisce a distanza il servo di un centurione romano.
(Rif. 005, 015)

197 - LA TEMPESTA SEDATA


Mentre Gesù e gli apostoli si trovano in barca sul lago di Tiberiade, si leva una fu-
riosa tempesta che mette in serio pericolo l'imbarcazione. Gesù si alza in piedi e
"rimprovera" severamente gli elementi scatenati che istantaneamente si calmano.
(Rif. 005, 010, 015)

NOTA - Lago di Tiberiade detto anche Lago di Genezaret o Mare di Galilea. Misura 21 per
11 Km, pari a 165 Kmq. Si trova in una depressione a 210 metri sotto il livello del mare.

198 - LA TAVOLA IMBANDITA


Su richiesta degli apostoli, Gesù fa scendere dal cielo una tavola imbandita alla
quale tutti possono nutrirsi.
(Rif. 135)

ANNO 28 (e.v.) - 781 (a.u.c) * GESU': ANNI 34

Riferimento Storico(???):
ARRESTO ED UCCISIONE DI GIOVANNI BATTISTA
Giovanni Battista, nel corso delle sue predicazioni, ha superato certi limiti e messo in allarme
Erode Antipa. Il carisma di Giovanni Battista è tale che Erode teme possa essere causa di una ri-
volta popolare; pertanto lo fa arrestare e decapitare a salvaguardia dell'ordine pubblico. Erode
ha esitato parecchio prima della condanna, temendo una reazione incontrollata degli esseni.
Giovanni Battista era conscio del fatto che la comunità di Qumran vedeva in lui il messia religio-
so destinato a riformare la casta sacerdotale del Tempio; questo forse lo ha indotto a tirare trop-
po la corda.
(Rif. 185)
140
199 - I PORCI DI GADARA
Zona a sud-est del lago di Tiberiade. Gesù incontra un indemoniato (due secondo
Matteo), che asserisce di chiamarsi "Legione" e chiede di essere liberato dai demo-
ni che lo perseguitano.
Gesù trasferisce i demoni in un branco di 2000 (!) maiali che, impazziti, corrono ad
affogarsi nel lago, distante alcuni chilometri.
Gli abitanti del luogo, preoccupati per la salvaguardia dei loro allevamenti, prega-
no Gesù di andare a compiere prodigi da qualche altra parte.
(Rif. 005, 010, 015)

Considerato che il Levitico (11.7) proibisce categoricamente agli ebrei di mangiare carne di
maiale, a che cosa serviva questo colossale allevamento?
Si trattava comunque di maiali da corsa visto che da Gadara al Lago di Tiberiade ci sono al-
meno 12 chilometri.
(Rif. 130)

200 - L'EMORROISSA
Una donna (Bernice), che soffriva da 12 anni di incessanti emorragie, guarisce toc-
cando il mantello di Gesù.
(Rif. 005, 010, 015)

201 - LA FIGLIA DI GIAIRO


Gesù risuscita, con il tocco della mano, una fanciulla di 12 anni, figlia del capo della
sinagoga Giairo, con la frase: telita qumi! (ragazza sorgi!)
(Rif. 005, 010, 015)

202 - DUE CIECHI


Gesù guarisce due ciechi toccando loro gli occhi.
(Rif. 005, 010)

203 - IL MUTO INDEMONIATO


Gesù caccia il demonio dal corpo di un muto che riacquista anche la favella.
(Rif. 005)

204 - LE NOZZE DI CANA


Durante una festa di nozze, a Cana, verso la fine del banchetto viene a mancare il
vino.
Gesù, sollecitato da Maria, trasforma in vino l'acqua contenuta in sei giare di circa
tre metrete l'una. (Totale 700 litri).
Lo sposo è un presunto parente di Bartolomeo.
(Rif. 020)

NOTA - Alcuni ritengono che, in realtà, queste siano state le nozze di Gesù.
Per inciso, anche Dioniso era solito a prodezze del genere: trasformare l'acqua in vino.

205 - A CAFARNAO
Gesù si trasferisce con discepoli e parenti a Cafarnao, ospite di Pietro. Questo luogo
141
diventerà una specie di base tattica per le sue successive attività.
(Rif. 020)

206 - DISPUTA SUL BATTESIMO


Tornato in Galilea anche Gesù inizia a praticare il battesimo. A tal proposito nasce
una disputa tra i discepoli di Giovanni Battista e quelli di Gesù.
(Rif. 020)

207 - PRIMA CACCIATA DEI MERCANTI


Recatosi a Gerusalemme (con sei apostoli), per celebrare la Pasqua, Gesù caccia dal
Tempio i mercanti che con i loro commerci profani offendono la sacralità del luogo.
(Rif. 020)

Utilizzata una frusta, fatta con un mazzo di cordicelle, con la quale Gesù avrebbe cacciato dal
Tempio qualche centinaio di persone, se ci limitiamo ai soli mercanti e, soldati romani per-
mettendolo.
Particolari tecnici e di fattibilità a parte, da questo episodio sarebbero nati i primi seri attriti
tra Gesù ed i sacerdoti, gli scribi ed i farisei.
L'unico che pare apprezzare le idee di Gesù è il fariseo Nicodemo, il quale interverrà in sua
difesa davanti a Pilato e concorrerà alle spese per il suo funerale.

208 - L'ARRESTO DI GIOVANNI BATTISTA


Erode Antipa ordina l'arresto di Giovanni Battista per le pesanti critiche, fatte in
pubblico, circa la convivenza di Erode stesso con la cognata Erodiade. L'arresto
avviene ad Ennon-Salin, sulle rive del Giordano.
(Rif. 005, 010, 378)

209 - LA MANO ATROFIZZATA


Un muratore, con una mano atrofizzata, entra nella sinagoga e chiede a Gesù di es-
sere risanato. Gesù lo guarisce sollevando le proteste e l'indignazione dei farisei per
aver operato il miracolo di sabato.
(Rif. 005, 010, 015, 065)

Tutto sommato, pare che ai giudei non importasse proprio nulla dei miracoli ma che, sostan-
zialmente, non fossero operati di ...sabato!!!

210 - UNA MANCIATA DI SPIGHE


Passando di sabato attraverso alcuni campi, i discepoli di Gesù raccolgono alcune
spighe per sfamarsi. Polemica con i farisei per il mancato rispetto del sabato festivo.
(Rif. 005, 010, 015)

211 - I PARENTI SI PREOCCUPANO


I parenti di Gesù sono piuttosto perplessi e preoccupati per il comportamento del
loro familiare; arrivano addirittura a pensare che sia fuori di testa o posseduto dal
demonio.
Quando lo trovano, mentre predica circondato da una folla di discepoli, Gesù li di-

142
sconosce ed indica i discepoli come suoi veri parenti.
(Rif. 005, 010, 015)

Questo è un punto delicato: pare che Gesù avesse almeno quattro fratelli ed un numero im-
precisato di sorelle.
Secondo Matteo (3,31):
Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simo-
ne? E le sue sorelle non stanno qui da noi?
Su questo argomento la chiesa è sempre stata alquanto, se non totalmente, evasiva. Ammette-
re che Maria abbia potuto avere altri figli (e con chi?) contrasta con il concetto di "perpetua
verginità" della Madonna stabilito d'autorità nel 649 (e.v.). Si propende pertanto a lasciar
credere che fossero figli nati dal primo matrimonio di Giuseppe.

Tra le altre incertezze, nel Nuovo Testamento, di individui di nome "Giacomo" ce ne sono pa-
recchi:

 Giacomo il Maggiore
 Giacomo il Minore
 Giacomo di Alfeo
 Giacomo di Cleope (Clopa)
 ecc.

La confusione è massima e quindi cercare di collocare questi "Giacomo" nella loro giusta luce
risulta, a volte, un lavoro veramente improbo. Non parliamo poi delle varie "Maria".

In effetti solo il mito sostiene la tesi che Giuseppe si sia sposato due volte. Al contrario un ri-
cercatore ci segnala quanto segue:
"Noi sappiamo che il vangelo di Matteo fu scritto in greco, ed in greco "Adelphos" significa let-
teralmente ed etimologicamente "fratello carnale, nato dallo stesso grembo". Di conseguenza
Matteo non poteva riferirsi ai fratellastri di Gesù; anzi denotava volutamente il fatto che essi e-
rano consanguinei".(E. C.)
Questo giustifica anche quanto riportato precedentemente sulla famiglia di Gesù.
Resta comunque il fatto che, a partire dal IV secolo, la Chiesa ha fatto di tutto per contestare
la consanguineità dei fratelli di Gesù e per sostenere, ad oltranza, la verginità di Maria. Com-
plice anche Eusebio con la sua addomesticata Historia Ecclesiastica.
(Rif. 240)

212 - IL FIGLIO DELLA VEDOVA


A Naim, presso la porta della città, Gesù si imbatte nel funerale del figlio unico di
una madre vedova. Lo risuscita.
(Rif. 015, 135)

213 - LA PECCATRICE (Maria di Magdala).


Gesù viene invitato a pranzo in casa del fariseo Simeone. Mentre si trova a tavola
arriva una "peccatrice pentita" che si umilia ai suoi piedi e poi lo onora cospargen-
dolo con prezioso olio profumato di nardo, prelevandolo da un vaso di alabastro.
Gesù perdona i peccati della donna non senza sollevare alcune perplessità da parte
degli astanti.
Secondo alcuni autori doveva trattarsi di una donna molto ricca appartenente alla

143
tribù di Beniamino.
(Rif. 015)

Maria Maddalena, nota anche come Maria di Magdala in quanto originaria e/o proveniente
dalla città di Magdala (La Colombaia, il Paese delle Colombe).
Questa unzione è riportata solo da Luca; gli altri evangelisti ne parlano altrove.

214 - LE DONNE AL SEGUITO


Durante i suoi spostamenti Gesù era seguito, oltre che dagli apostoli, anche da al-
cune donne:

a. secondo Luca: Maria di Magdala, Giovanna moglie di Chuza (un ammini-


stratore di Erode), Susanna e molte altre.
(Rif. 015)
b. secondo Filippo: Maria V., sua sorella(?) e Maddalena sua consorte.
(Rif. 120)

La presenza della Maddalena non era gradita a tutti.


Simone Pietro disse loro: "Maria si allontani di mezzo a noi, perché le donne non sono degne
della vita!" Gesù disse: "Ecco, io la trarrò a me in modo da fare anche di lei un maschio, affin-
ché anch'essa possa diventare uno spirito vivo simile a voi maschi. Perché ogni donna che diven-
terà maschio entrerà nel Regno dei Cieli."
(Rif. 115)
Questo è ciò che ci dice il vangelo gnostico di Tommaso e sembra quindi che la misoginia della
chiesa abbia origini molto lontane.

Un aspetto singolare della vicenda è quello che si rileva in Luca 8,1-3 dove, dopo aver elencato
le donne al seguito, egli afferma "Esse li servivano con i loro beni." Questo lascia supporre che
Gesù fosse finanziato dal suo seguito femminile, donne facoltose, e questo spiegherebbe la li-
bertà di movimento attraverso la Galilea, Samaria e Giudea di Gesù stesso e dei suoi apostoli.
Tutto sommato viaggiare costava e dovevano pur mangiare!

Il tradizionale senso dell'ospitalità che molti cercano di far passare come una generosa qualità
dei nostri avi non sempre è vero (soprattutto tra i giudei). In questo caso poi non si trattava di
un semplice e sprovveduto viandante, ma di una banda tumultuosa ed esagitata, composta da
numerosi elementi molto turbolenti e assai poco raccomandabili, prepotenti e ...famelici.
(Rif. 015, 115)

INSERTO 13 - La Moglie (Secondo il Mito)


Gesù era sposato?
Il Vangelo di Filippo (Rif. 120) è, in proposito, abbastanza categorico. Testualmente:

(.32) Erano tre che andavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella e la Madda-
lena, che è detta sua consorte. Infatti era "Maria" sua sorella, sua madre e la sua consorte.

(.55) La consorte di (Cristo è Maria) Maddalena. (Il Signore amava Maria) più di tutti i discepoli

144
e la baciava spesso sulla (bocca).

Il dubbio verte sulla identità della Maddalena. Potrebbe trattarsi di:

a. Maria di Magdala, la "pentita" dell'evento descritto in precedenza e successivamente


sposata o convivente;
b. Maria Maddalena di Betania, sorella di Lazzaro.

Alcuni autori ritengono più probabile la versione a) e sostengono che Maria di Magdala, mol-
to ricca, non fosse una prostituta e facesse parte della tribù di Beniamino. Le nozze sarebbero
avvenute a Cana e in questa occasione la di lei suocera Maria V. si preoccupa del benessere
degli invitati che rischiano di rimanere senza vino.
In effetti la nomea di prostituta, di peccatrice anche se pentita, le fu appioppata dal papa
Gregorio Magno (591 e.v.) con apposito proclama. Nel 1969 la chiesa fece una dichiarazione, a
detti stretti, affermando che la Maddalena non era una "prostituta" ma solo una "donna per-
duta"; una sottile distinzione che pochi hanno capito.
Una lettera trovata in un monastero di Gerusalemme, nel 1959, dallo studioso Morton Smith,
riapre il problema. In questa lettera, del 200 e.v., il vescovo Clemente di Alessandria evidenzia
al suo collega Teodoro la presenza, nel Vangelo di Marco, di alcuni passi che riguardano il
matrimonio di Gesù e che andrebbero eliminati a salvaguardia dell'ortodossia dell'insegna-
mento cristiano.

Si racconta anche che Maria Maddalena, dopo la crocifissione di Gesù, sia fuggita dalla Pale-
stina, rifugiandosi in una comunità ebraica, nel sud della Francia (Sainte Beaume in Proven-
za), portando nel suo grembo una "figlia": Sara.
Su una vetrata posta nella cattedrale di Chartres (c. 1145 e. v.) si ha la più antica rappresen-
tazione della vita di Maria Maddalena in Francia.

Questa mitica figlia, Sara, di sangue reale, in quanto discendente della casa di Davide, sarebbe
stata la leggendaria capostipite della dinastia dei Merovingi.
Questa è una panzana colossale! Intanto non è certa l'esistenza di Davide come sovrano: lo at-
testa solo la Bibbia. E, comunque, dalle genealogie contrastanti e strampalate riportate da
Matteo e Luca, si può solo sicuramente certificare la natura plebea di Gesù e non altro.

Infine, Filippo, al punto 32, solleva un altro problema: quello sulla possibile esistenza di una
sorella di Gesù. Infatti come si interpreta la frase "sua sorella": sua di Maria o sua di Lui?

Una ulteriore conferma del matrimonio ci viene dai Vangeli nei quali Gesù viene sovente
chiamato RABBI (maestro). Nell'antica Palestina per avere diritto all'appellativo di Rabbi oc-
correva essere sposati ed avere dei figli. I matrimoni venivano solitamente combinati dai pa-
dri i quali avevano l'obbligo di cercare per i figli una moglie socialmente adeguata e conve-
niente.

Da qualche tempo è in corso una discussione volta a chiarire chi fosse il famoso "discepolo
prediletto", tante volte citato nei vangeli ma mai nominato. Alcuni sostengono trattarsi di Gio-
vanni Evangelista altri, invece, indicano Maria di Magdala altri ancora propendono per Laz-
zaro (Eleazar).

L'ammettere che Gesù fosse sposato costituisce uno dei più gravi imbarazzi per la chiesa, che
basa la sua dottrina su un figlio di dio alieno da qualsiasi pulsione sessuale.
A dare una pedata nel formicaio ci ha recentemente pensato lo scrittore Dan Brown, con il suo

145
delirante romanzo di fantastoria "Il codice da Vinci". Pur trattandosi di opera di pura fanta-
sia, la sua pubblicazione è stata sufficiente per agitare le acque stagnanti delle menzogne cle-
ricali nonché a puntare il dito sui traffici finanziari del Vaticano (Opus Dei).

215 - LA MISSIONE DEI DODICI


Gesù conferisce ai suoi 12 apostoli i poteri e le facoltà necessarie per cacciare i de-
moni ed operare guarigioni. Gli apostoli partono in coppia per visitare tutti i villag-
gi e predicare l'avvento del regno di Dio.
(Rif. 005, 010, 015)

216 - MORTE DI GIOVANNI BATTISTA - 29 Agosto.


Malgrado le insistenze di Erodiade, Erode Antipa è restio a far giustiziare Giovanni
Battista, prigioniero a Macheronte da lungo tempo. Alla fine Erodiade, con l'aiuto
della figlia Salomè, la spunta ed Erode ordina la decapitazione del prigioniero.
(Rif. 005, 010)

217 - PRIMA MOLTIPLICAZIONE DI PANI E PESCI


A Betsaida Gesù predica ad una folla di 5000 (!) uomini, più donne e bambini al se-
guito. Giunta la sera, Gesù risolve il problema logistico di nutrire la folla "moltipli-
cando" cinque pani e due pesci, i soli disponibili. A folla soddisfatta restano ancora
12 ceste di cibo non consumato.
(Rif. 005, 010, 015, 020)

In questo caso il vero miracolo è stato quello di riuscire a concentrare, nello stesso luogo e nel-
lo stesso giorno, una folla di circa 10000 persone (la popolazione di una piccola regione). Con i
sistemi di comunicazione ed i mezzi di trasporto di allora, non deve essere stata impresa da
poco.
Secondo Lattanzio (uno dei padri della chiesa) questo evento sarebbe stato previsto, molto
prima, niente meno che dalla Sibilla Eritrea, in questi termini:
"con cinque pani e due pesci nutrirà 5000 uomini nel deserto e, raccogliendone le briciole, ne
riempirà dodici panieri".

218 - GESU CAMMINA SULLE ACQUE


Gesù decide di attraversare il lago di Tiberiade ed invita i suoi discepoli a preceder-
lo in barca. Egli li raggiunge in seguito camminando sulle acque. Anche Pietro vuo-
le provarci ma rischia di affogare.
(Rif. 005, 010, 020)

219 - GENEZARET
Approdato dalle parti di Genezaret Gesù compie innumerevoli miracoli.
(Rif. 005, 010)

146
220 - IL POZZO DI GIACOBBE
Gesù sta attraversando la Samaria per tornare in Galilea. Presso il Pozzo di Gia-
cobbe (città di Sichar) chiede da bere ad una donna samaritana che si stupisce della
richiesta. Un Giudeo non avrebbe mai rivolto la parola ad una samaritana (causa i
forti attriti esistenti tra giudei e samaritani). Gesù si rivela alla donna quale profe-
ta.
(Rif. 020)

221 - PREDICHE AI SAMARITANI


La donna samaritana diffonde la notizia della presenza di Gesù e questi si trattiene
due giorni presso il Pozzo di Giacobbe per predicare alla folla di samaritani ivi ac-
corsa.
(Rif. 020)

222 - GUARIGIONE A DISTANZA


Mentre Gesù si trova a Cana, il funzionario regio Chuza giunge da Cafarnao pre-
gando Gesù di andare a salvare il figlio morente.
Gesù opera la guarigione a distanza.
(Rif. 020)

223 - LA PISCINA DI BETESDA (Piscina dei 5 portici).


A Gerusalemme esisteva una piscina miracolosa nella quale, ad intervalli regolari,
un angelo ne agitava le acque; il primo a tuffarsi, dopo l'intervento, ne usciva gua-
rito da qualsiasi male. Gesù guarisce un uomo ammalato da 38 anni che non era in
grado di tuffarsi da solo.
(Rif. 020)

224 - MIRACOLI A CORAZIN ED A BETSAIDA


In queste due città Gesù compie ben 53 miracoli.
(Rif. 065)

225 - MALEDIZIONI
Gli abitanti delle due dette città, malgrado i 53 miracoli, si ostinano ad ignorare il
messaggio salvifico di Gesù e perciò egli le maledice, aggiungendovi, per buona mi-
sura, anche Cafarnao.
(Rif. 005)

226 - LA FIGLIA DELLA CANANEA


Trovandosi dalle parti di Tiro, Gesù caccia i demoni che possedevano la figlia di
una cananea (Rachele), ivi residente.
(Rif. 005, 010)

227 - IL SORDOMUTO
Partito da Tiro verso Sidone, Gesù guarisce un sordomuto mettendogli le dita nelle

147
orecchie e umettandogli la lingua con la sua saliva.
(Rif. 010)

Tiro e Sidone sono situate in territorio siriano e rappresentano itinerari inconsueti per Gesù
che, secondo il Nuovo Testamento, avrebbe privilegiato nei propri spostamenti i territori della
Palestina. Cosa ci faceva da quelle parti?

228 - GUARIGIONI PRESSO IL LAGO


Tornato sulle sponde del lago di Tiberiade Gesù guarisce un grande numero di
ammalati.
(Rif. 005)

229 - SECONDA MOLTIPLICAZIONE DI PANI E DI PESCI


Gesù sfama una turba di 4000 uomini, più donne e bambini, moltiplicando sette
pani e pochi pesci disponibili. A fine pasto residuano sette corbelli di cibo non con-
sumato.
(Rif. 005, 010)

230 - IL CIECO DI BETSAIDA


Passando per la città di Betsaida Gesù guarisce un cieco sputandogli negli occhi e
imponendogli le mani.
(Rif. 010)

231 - IL PRIMATO DI PIETRO


Gesù conferisce a Pietro il primato sugli altri apostoli, i supremi poteri spirituali e
lo pone a fondamento della sua chiesa.
(Rif. 005, 010, 015)

232 - TRASFIGURAZIONE
Gesù, con tre apostoli (Pietro, Giacomo e Giovanni), sale su di un alto monte (Ta-
bor) e qui si "trasfigura". Durante tale evento si incontra anche con Mose ed Elia.
(Rif. 005, 010, 015)

233 - L'INDEMONIATO EPILETTICO


Gesù risana un ragazzo indemoniato ed epilettico che i suoi apostoli non erano riu-
sciti a guarire.
(Rif. 005, 010, 015)

234 - IL TRIBUTO AL TEMPIO


A Cafarnao Pietro, su esortazione di Gesù, provvede al pagamento del tributo al
Tempio, con una moneta rinvenuta nella bocca di un pesce appena pescato.
(Rif. 005)

148
ANNO 29 (e.v.) - 782 (a.u.c.) * GESU': ANNI 35

235 - IL RIFIUTO DEI SAMARITANI


Gesù parte dalla Galilea verso Gerusalemme, preceduto da alcuni messaggeri che
hanno il compito di agevolarlo, con il suo seguito, nel cammino e nelle soste.
Un villaggio di samaritani rifiuta di accoglierli. La qual cosa manda in bestia gli
apostoli che minacciano di incendiare l'abitato.
(Rif. 015)

Per quello che si può supporre, il rifiuto dei samaritani è abbastanza comprensibile. E' ormai
evidente che Gesù non si muoveva da solo, come uno sprovveduto profeta. Aveva un codazzo
di discepoli, apostoli, donne e fanatici integralisti, di tutto rispetto, che si muovevano come
"cavallette" nell'ambito dei territori palestinesi provocando, forti del loro numero, notevoli
devastazioni a spese delle popolazioni contadine.

236 - SETTANTADUE DISCEPOLI


Visto quanto sopra, Gesù manda avanti a sè una staffetta di 72 discepoli, per tasta-
re il terreno nelle città e nei luoghi dove intende recarsi.
(Rif. 015)

237 - IL RITORNO DEI DISCEPOLI


I 72 discepoli ritornano e riferiscono sull'esito della loro missione.
(Rif. 015)

238 - OSPITALITA DI MARIA E MARTA


Durante il viaggio verso Gerusalemme Gesù viene ospitato da due sorelle: Maria e
Marta (a Betania?)
(Rif. 015)

Betania = Casa di Anania. Era nota anche come Al-Ayzariyah cioè Casa di Lazzaro. Si trova a
4 km sud-ovest di Gerusalemme.

239 - GUARIGIONE DELL'INDEMONIATO


Gesù guarisce un uomo che il demonio aveva reso muto. Alcuni presenti però lo ac-
cusano di operare miracoli per mezzo di Belzebù.
(Rif. 015)

Il potere di scacciare i cosiddetti "demoni" era molto diffuso tra i giudei all'epoca di Gesù;
molti di essi esercitavano questo potere ficcando strane erbe "consacrate" nel naso degli in-
demoniati ed è probabile che i demoni fossero espulsi da.... fragorosi sternuti.
Nei secoli successivi i demoni furono sempre meno numerosi e quelli rimasti divennero appal-
to di alcuni preti birboni (i cosiddetti esorcisti). Ai nostri tempi i "demoni" sono oggetto di
stretta competenza della psichiatria.

240 - LA DONNA DEFORME


Mentre si trova in una sinagoga Gesù guarisce una donna curva e rattrappita da 18
149
anni. Nasce una polemica con il capo della sinagoga che lo accusa di non rispettare
il sabato.
(Rif. 015)

241 - GUARIGIONE DI UN IDROPICO


Sempre di sabato, in casa di uno dei capi dei farisei, Gesù guarisce un uomo idropi-
co.
(Rif. 015)

242 - DIECI LEBBROSI


Entrando in un villaggio Gesù incontra 10 lebbrosi e li guarisce. Uno solo di essi, un
samaritano, gli dimostra la sua riconoscenza.
(Rif. 015,135)

243 - ZACCHEO
A Gerico Gesù si fa ospitare in casa di Zaccheo, capo dei pubblicani. Scandalo da
parte dei benpensanti, essendo Zaccheo ritenuto un grande peccatore.
(Rif. 015)

244 - IL CIECO DI GERICO


Uscendo dalla città, Gesù guarisce Bartimeo, un mendicante cieco. (Secondo Matteo
i ciechi sarebbero stati due).
(Rif. 005, 010, 015)

245 - LA FESTA DELLE CAPANNE (Ottobre)


Gesù giunge, in incognito, a Gerusalemme per la festa delle Capanne. Durante la
festa però svela la sua presenza ed inizia a predicare nel Tempio. Sacerdoti e farisei
ne chiedono l'arresto ma le guardie non eseguono l'ordine.
(Rif. 020)

246 - LA LAPIDAZIONE DELL'ADULTERA


Scribi e farisei tendono nuovamente un tranello contro Gesù chiedendogli di espri-
mersi sulla condanna da infliggere ad una donna colta in flagrante adulterio. La ri-
sposta è classica: Chi è senza peccato.....
(Rif. 020)

247 - IL CIECO NATO


Gesù guarisce un uomo, cieco dalla nascita, spalmandogli gli occhi con fango impa-
stato con la sua saliva ed ordinandogli poi di lavarsi nella piscina di Siloe.
(Rif. 020, 135)

Anticamente si riteneva che nella saliva si concentrasse l'essenza dell'anima.


(Rif. 995)

248 - FESTA DELLA DEDICAZIONE (Dicembre)


Mentre Gesù si trova nel Tempio, durante la festa della Dedicazione, i giudei tenta-

150
no prima di lapidarlo e poi di arrestarlo. Gesù si sottrae all'aggressione e lascia Ge-
rusalemme, recandosi oltre il Giordano.
(Rif. 020)

249 - RESURREZIONE DI LAZZARO


Supplicato da Marta e Maria, Gesù si reca a Betania e risuscita il loro fratello Laz-
zaro morto, da 4 giorni.
(Rif. 020, 135)

Alcuni ritengono si sia trattato di un esperimento, comune a quei tempi, tra gli iniziati di pra-
tiche esoteriche. Si tratterebbe di riduzione al minimo, mediante ipnosi, delle funzioni meta-
boliche e successivo richiamo in vita.
Nel corso di questi esperimenti si faceva uso, a volte, anche di sostanze psicotrope, quali la psi-
locibina, elemento attivo di alcuni funghi allucinogeni. (J.M.Allegro)
(Rif.384)
Lazzaro aveva anche una terza sorella di nome Rut, sposata con il fariseo Asher-ben, che ave-
va una locanda a Gerico; era stata cacciata di casa dal marito perché seguace di Gesù.

Altri autori, basandosi su alcuni frammenti di un vangelo poco noto e di dubbia provenienza
(Vangelo Segreto secondo Marco - Vangelo dei Carpocraziani?), hanno ipotizzato che Lazza-
ro fosse stato sepolto vivo, colpevole di essere omosessuale.
Essere sepolti vivi era la pena prevista dai sacerdoti giudei per atti di pederastia e Lazzaro era
incappato in questa condanna a seguito di una denuncia fatta dalla sua stessa sorella Maria di
Betania.
(Rif. 390)

250 - LA CONDANNA DEL SINEDRIO


Gesù, con le sue predicazioni, è ormai diventato un elemento scomodo e destabiliz-
zante per i sacerdoti ed i farisei. Convocato il Sinedrio, capeggiato dal sommo sa-
cerdote Caifa, Gesù viene condannato a morte in contumacia. Con questa condanna
il Sinedrio cerca di prevenire le eventuali reazioni dei romani alle esternazioni mes-
sianiche del nuovo leader.
(Rif. 020)

251 - IL RITIRO AD EFRAIM


Informato della condanna, Gesù abbandona temporaneamente la vita pubblica e si
ritira con gli apostoli ad Efraim.
(Rif. 020)

Efraim (oggi Taybeh) era una città ideale come rifugio. Da sempre ribelle alle autorità centra-
li, disponeva di rifugi segreti, gallerie e cunicoli dove i ricercati potevano facilmente nascon-
dersi.
(Rif. 378)

151
ANNO 30 (e.v.) - 783 (a.u.c.) (30 e.v.) * GESU': ANNI 36

252 - IL FURTO DEI TESTI SACRI


Uno dei due ladroni che accompagneranno Gesu sulla croce, Demas (Tito), aveva,
qualche tempo prima, rubato i libri della Legge, custoditi nel Tempio dalla profe-
tessa Sarra, figlia di Caifa.
(Rif. 085)

253 - IL TRASFERIMENTO DEI LADRONI


Demas (Tito) e l'altro ladrone Gesta (Dumaco), arrestati e condannati a morte a
Cafarnao, per tutta una serie di misfatti, vengono tradotti a Gerusalemme per or-
dine di Pilato.
(Rif. 085)

254 - ACCORDI CON GIUDA


La folla minaccia di rivalersi su Sarra e di bruciarla viva in quanto, mancando i te-
sti sacri, era praticamente impossibile celebrare la Pasqua.
Anna e Caifa si accordano con Giuda affinché venga gettata su Gesù la colpa del
furto. Per il servizio Giuda riceve "ufficialmente" 30 monete d'oro più un altro lau-
to compenso versato, sotto banco, dai due sacerdoti.
(Rif. 085)

255 - L'UNZIONE DI BETANIA (Sabato, 1 Aprile)


Gesù si trova a Betania ospite di Simone il Lebbroso (il Fariseo), amico anche di
Marta, Maria e Lazzaro.
Durante la cena, una donna (Maria?) prende un vasetto di alabastro e versa sul ca-
po di Gesù una libra di profumo di nardo puro del valore di 300 denari.
Tutti i presenti, Giuda in particolare, si scandalizzano per l'enorme spreco.
(Rif. 005, 010, 020)

L'unzione era uno dei riti previsti per il conseguimento della dignità regale. Di qui la successi-
va accusa a Gesù di essersi proclamato "Re dei giudei".
A conferire la dignità regale sarebbe stata Maria Maddalena, probabile discendente della tri-
bù di Beniamino e supposta consorte di Gesù. Se, come alcuni autori sostengono, Maria Mad-
dalena era molto ricca, allora questo presunto spreco ha una sua valida giustificazione.
I 300 denari dovevano corrispondere al controvalore di circa 1155 grammi d'argento e, se-
condo Giovanni, ad un quantitativo di profumo pari ad una libbra.

INSERTO 14 - Unità di Misura


Alcune delle unità di misura usate in Palestina ai tempi di Gesù:

MONETE
- GHERA: un ventesimo di siclo; oro o argento; grammi 0.6

152
- SICLO: unità base; oro o argento; grammi 11.4
- MINA: pari a 50 sicli; argento; grammi 570
- TALENTO: pari a 60 mine; oro o argento; chilogrammi 34.27
- DENARO: argento; grammi 3.85 (era la paga corrente per un giorno di lavoro)
Esistevano anche molte altre unità frazionarie, in rame o in argento, quali: dramma, di-
dramma, asse, quadrante, statere ecc.

MISURE DI PESO
- LIBBRA: pari a grammi 327
- TALENTO: misura variabile da 20 a 40 chilogrammi

MISURE DI LUNGHEZZA
- CUBITO: pari a centimetri 45-55 (variabile: dal gomito alla punta del dito medio)
- BRACCIO: pari a centimetri 185
- STADIO: pari a metri 185
- MIGLIO: pari a metri 1478

MISURE DI CAPACITA'
- XESTES: pari a litri 0.3
- METRETA: pari a litri 39.5
- KOROS: pari a litri 525

MISURA DEL TEMPO


Per gli ebrei il nuovo giorno iniziava al tramonto ed era così ripartito:
- Prima vigilia (dal Tramonto e per la durata di 3 ore)
- Seconda vigilia (di 3 ore)
- Terza vigilia (di 3 ore)
- Quarta vigilia (dalla terza all'alba, +/- 3 ore)
- Ora prima (dall'alba e per la durata di 3 ore)
- Ora terza (dall'ora prima, (c. ore 9 del mattino) per 3 ore)
- Ora sesta (da mezzogiorno alle ore 15)
- Ora nona (dalle ore 15 sino al tramonto, +/- 3 ore)
A Gerusalemme il segnale del nuovo giorno veniva dato, con suon di tromba, dai sacerdoti del
Tempio.

256 - LA CONDANNA DI LAZZARO


A causa del fatto precedente e di altri stretti rapporti con Gesù, il Sinedrio condan-
na a morte anche Lazzaro.
(Rif. 995)

257 - L'ASINO DI BETFAGE (Domenica, 2 Aprile)


Gesù è deciso di rientrare nuovamente in Gerusalemme. Manda pertanto gli apo-
stoli in un vicino villaggio (Betfage) per procurargli un asino, sul quale nessun uo-
mo abbia mai cavalcato.
(Rif. 005, 010, 015)

L'asino era considerato la cavalcatura delle persone autorevoli. Se a questo si aggiunge l'au-
toproclamazione a re d'Israele, mediante l'unzione, c'è quanto basta per portare sacerdoti,

153
scribi, farisei, ecc. al massimo furore. Questa è la prima apparizione pubblica di Gesù come
messia di fatto.

258 - LA BARDATURA DELL'ASINO


Trovato l'asino, questo viene bardato ed addobbato con i mantelli degli stessi apo-
stoli.
(Rif. 005, 010, 015, 020)

259 - ENTRATA IN GERUSALEMME


Gesù entra trionfalmente in Gerusalemme preceduto e seguito da turbe di discepoli
osannanti. Durante la marcia di avvicinamento Gesù formula cupe previsioni sul
destino della città e dichiara di essere in grado di distruggere il Tempio e di rico-
struirlo in tre giorni.
(Rif. 005, 010, 015, 020)

Gesù, nelle sue predicazioni amava i toni apocalittici. Per lui la fine del mondo e la sua rina-
scita erano imminenti:
"In verità vi dico: vi sono alcuni quì presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio
venire con potenza."(Marco)
".... In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenu-
te." (Marco)
(Rif. 010)

260 - I GRECI DEVOTI


A Gerusalemme Gesù si intrattiene con alcuni greci "devoti" che desiderano cono-
scerlo.
(Rif. 020)

Questi greci sarebbero stati inviati dal re di Edessa Abgaro V, molto ammalato (lebbra, got-
ta?). Il re offre a Gesù protezione ed asilo politico in cambio di una sua miracolosa guarigione.
Gesù gli scrive una lettera declinando l'invito ma promettendo l'invio di un suo discepolo. In
altra versione si dice che Gesù inviò ad Abgaro un proprio ritratto, alla vista del quale il re
guarì immediatamente.
(Rif. 995)

261 - RITORNO A BETANIA


Gesù si reca in visita al Tempio e poi in serata ritorna a Betania con i 12 apostoli.
(Rif. 010)

262 - IL FICO MALEDETTO (Lunedi, 3 Aprile)


Uscendo da Betania, per tornare a Gerusalemme, Gesù scorge un fico con i rami
privi di frutti; Gesù lo maledice.
(Rif. 005, 010)

Atteggiamento alquanto bizzarro visto che i fichi, nell'emisfero a nord dell'equatore, matura-
no normalmente tra Giugno e Settembre. Ad Aprile non è stagione di fichi.

154
263 - SECONDA CACCIATA DEI MERCANTI
Giunto al Tempio Gesù caccia i mercanti che con la loro presenza offendono la sa-
cralità del luogo.
(Rif. 005, 010, 015)

264 - GUARIGIONI DIVERSE


Gesù opera, nel Tempio, parecchie guarigioni di ciechi e storpi tra i commenti indi-
gnati dei sacerdoti e degli scribi. Ritorno a Betania.
(Rif. 005)

265 - DICHIARAZIONE DI AUTORITA' (Martedì, 4 Aprile)


Nuovamente al Tempio. Anziani, scribi e sacerdoti chiedono a Gesù di precisare chi
gli ha conferito l'autorità in base alla quale egli agisce ed opera in modi così incon-
sueti. Gesù nega la risposta.
(Rif. 005, 010, 015)

266 - UNA GIORNATA IMPEGNATIVA (Mercoledì, 5 Aprile)


Stando ai vari autori, in questo giorno Gesù si sarebbe espresso su molteplici argo-
menti che qui vengono elencati solo per memoria:

 predicazione mediante diverse parabole


 tributo a Cesare
 i sadducei e la risurrezione
 primo comandamento
 il messia figlio di Davide
 ipocrisia di scribi e farisei
 l'obolo della povera vedova
 sette invettive contro scribi e farisei
 delitti e castighi degli ebrei
 discorso escatologico, dottrinario.
(Rif. 005, 010, 015)

267 - LA CONGIURA - ULTIMI ACCORDI CON GIUDA (Versione A)


Anziani e sacerdoti sono giunti al limite della sopportazione. Si riuniscono per esco-
gitare il modo migliore di uccidere Gesù. Vengono presi accordi con Giuda per la
cattura del messia. (Qui si parla di 30 sicli d'argento).
(Rif. 005, 010, 015)

268 - LA CONGIURA - ULTIMI ACCORDI CON GIUDA (Versione B)


I sacerdoti e gli anziani tengono consiglio nel palazzo di Caifa e decidono di cattu-
rare Gesù ed ucciderlo prima di Pasqua. Anania, membro del Sinedrio, propone di
contattare Giuda per farsi rivelare il luogo delle riunioni notturne di Gesù.
Caifa consegna ad Anania 100 denari, pari a 30 sicli e cioe' circa 350 grammi di ar-
gento.
Anania si reca a Betania e contatta, in segreto, Giuda proponendo uno stratagem-
155
ma: fare incontrare Gesù con i sacerdoti per discutere (di cosa?).
Giuda riceve i 30 sicli che allora equivalevano al valore di uno schiavo in buone
condizioni fisiche.
(Rif. 995)

Secondo Giuseppe di Arimatea, Giuda era un infiltrato nel gruppo degli apostoli, retribuito
giornalmente dai sacerdoti.
Di più: Giuda era il cassiere del gruppo e ne gestiva la borsa; sposato con una donna avida di
denaro, veniva continuamente istigato a sottrarre contanti dalla cassa comune.
(Rif. 085)

269 - LA PREPARAZIONE DELLA CENA (Giovedi, 6 Aprile)


Gesù fiuta il pericolo e dà precise istruzioni agli apostoli sul luogo segreto ove dovrà
svolgersi la cena pasquale. Manda pertanto Pietro e Giovanni, in città, ad incontra-
re segretamente un uomo con una brocca d'acqua (Giuseppe d'Arimatea?) che li
avrebbe guidati alla casa di un amico fidato (Nicodemo?)
(Rif. 005, 010, 015)

270 - IL LAVACRO DEI PIEDI


Prima di dare inizio alla cena Gesù provvede personalmente al lavaggio dei piedi
dei suoi apostoli.
(Rif. 020, 065)

271 - LO SVOLGIMENTO DELLA CENA


Secondo i vari autori, durante la cena Gesù interviene e si sofferma sui seguenti ar-
gomenti:

 preannuncia il tradimento da parte di uno degli apostoli


 istituisce l'eucaristia
 prevede il rinnegamento di Pietro
 annunzia la discesa del paraclito ( lo Spirito di Verità che procede dal padre)
 ammonimenti vari agli apostoli
 preghiere

Durante lo svolgimento della cena Giuda si allontana e si reca dai sacerdoti.


A fine cena Gesù invita categoricamente i presenti a munirsi di una spada in previ-
sione di ciò che dovrà avvenire.
(Rif. 005, 010, 015, 020)

La cena da un punto di vista pratico.


Gesù arriva con altri 10 apostoli verso le ore 22.30. La sala è dotata di bassi divani e di una
tavola semicircolare, apparecchiata con piatti di colore scuro e con uncini in funzione di for-
chette.
Gesù è sdraiato al centro con Pietro alla sua destra e Giovanni alla sinistra. Secondo la con-
suetudine, allora in atto, il menu comprendeva:

 agnello cotto tra le lattughe (da mangiarsi in piedi, secondo la tradizione)


 contorno di verdure amare
156
 charoset (composto da datteri, uva e aceto)
 pane azimo
 vino

(Il 7 Aprile 2007, nel corso delle solite carnevalate pasquali, il massimo dirigente della setta cat-
tolica Ratzinger ha affermato, che nel corso di questa sacra abbuffata, Gesù NON ha mangiato
l'agnello!
Delusione generale da parte dei cattolici, degli ebrei, dei pastori ma soprattutto dei beccai no-
strani che su questa ricorrenza ci contano molto.
Parola di "infallibile"!!!)

La sacra cena era un rito molto importante della comunità essena. Comprendeva la benedi-
zione del pane azimo e del vino da parte del capo famiglia.

Secondo la tradizione ebraica la cena avrebbe dovuto svolgersi Venerdi, 7 Aprile (15 di Nisan).
Gesù ha in effetti anticipato la cena di un giorno (14 di Nisan). Se, come alcuni ritengono, Gesù
era esseno allora ha seguito il calendario esseno di Qumran.

Se effettivamente si trattava della tradizionale cena pasquale (rito tipicamente familiare) co-
me mai mancano le donne che fanno parte della famiglia di Gesù e che lo hanno seguito nelle
sue peregrinazioni attraverso la Palestina?

272 - IL CANTO CORALE


Prima di recarsi al Getsemani per il riposo, gli apostoli si dispongono in cerchio te-
nendosi per mano, mentre Gesù nel mezzo, canta una litania alla quale gli apostoli
rispondono con un ritornello.
(Rif. 128)

273 - ATTESA AL GETSEMANI


Gesù si reca a trascorrere la notte, con i suoi apostoli, in un podere appartato (orto
di Getsemani) dove, in precedenza, era solito riunirsi segretamente con i suoi disce-
poli.
Il podere distava circa 600 metri dalle mura di Gerusalemme. Si ritira in preghiera,
sudando sangue, assistito e confortato da un angelo. Rimprovera i suoi apostoli che,
malgrado le sue esortazioni, non riescono a stare svegli.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 065)

Forse la cena era stata piuttosto abbondante e la sonnolenza degli apostoli può essere in parte
giustificata.
Quanto a "sudare sangue" trattasi di un fenomeno non molto frequente, ma ben noto in cam-
po medico, detto ematoidrosi, cioè sudorazione ematica, che può manifestarsi nel corso di stati
emozionali violenti oppure in soggetti affetti da disturbi ematologici.

274 - ARRIVA LA TRUPPA


Giuda arriva scortato da una coorte di soldati romani e da una folla di gente arma-
ta e munita di fiaccole, reclutata dai sacerdoti.
(Rif. 005, 010, 015, 020)

157
Una coorte romana era composta da circa 600 uomini. Tenuto conto di questi e della folla al
seguito, si può presumere che almeno 1000(!) uomini abbiano partecipato alla cattura di Gesù.
E' evidente che non si voleva arrestare solo un "messia" ma stroncare un tentativo di rivolta.

275 - IL RICONOSCIMENTO
Gesù viene riconosciuto dalle guardie:

 perché si presenta da sé
(Rif. 020)
 perché Giuda lo indica con un bacio
(Rif. 005, 010, 015)

276 - TENTATIVO DI RESISTENZA


Pietro cerca di opporsi all'arresto. Con un colpo di spada taglia l'orecchio destro di
un certo Malco (un servo del sommo sacerdote). Gesù lo rimprovera e riattacca l'o-
recchio a Malco.
(Rif. 015, 020)

277 - LA FUGA DEI DISCEPOLI


A questo punto le cose precipitano. I discepoli e gli apostoli che erano con Gesù
fuggono disordinatamente. Uno di essi scappa nudo lasciando, nelle mani di chi
cerca di trattenerlo, il lenzuolo che indossava in quel momento. Fortunatamente il
padrone del podere di Getsemani, un certo Massaliano, gli dà poi di che rivestirsi.
(Rif. 005, 010)

Gerusalemme è situata ad oltre 700 metri sul livello del mare e nel mese di Aprile le notti sono
ancora abbastanza fredde. Chi è questo singolare personaggio (discepolo, apostolo o ...altro)
che sfida il freddo della notte in deshabillé, nell'orto di Getsemani, proteggendo le sue puden-
da con un leggero lenzuolo invece della tradizionale tunica e del manto di lana? Perché un ab-
bigliamento cosi inconsueto?
Che facesse molto freddo è anche confermato dal fatto che Pietro, poco dopo, rischierà grosso
pur di scaldarsi al fuoco nel cortile di Caifa. (v. oltre)

278 - L'ARRESTO (Giovedi, 6 Aprile; presumibilmente ore 24)


Gesù viene legato e scortato a destinazione.
(Rif. 005, 010, 015, 020)

279 - GESU' VIENE CONDOTTO ALLA CASA DI ANNA (Venerdi, 7 Aprile)


Anna era lo suocero di Giuseppe Caifa. Caifa, in quell'anno, era il sommo sacerdote
di turno.
(Rif. 020)

280 - PIETRO SEGUE A DISTANZA


Pietro segue il corteo, a debita distanza, con un altro discepolo (Giovanni?)
(Rif. 005, 010, 015, 020)

158
281 - PIETRO NEL CORTILE DI ANNA
Pietro entra nel cortile di Anna mediante l'aiuto dell'altro discepolo che conosceva
bene la portinaia del palazzo.
(Rif. 020, 065)

282 - INTERROGATORIO DI ANNA


Gesù risponde alle domande di Anna con tono polemico.
(Rif. 020)

283 - GESU' VIENE SCHIAFFEGGIATO


Una delle guardie schiaffeggia Gesù per il tono poco riguardoso tenuto nei confron-
ti di Anna.
(Rif. 020)

284 - GESU' VIENE SCORTATO DA CAIFA


?....?
(Rif. 005, 010, 015, 020, 085)

Trasferimento inutile considerato che Anna e Caifa vivevano nella stessa casa.

285 - L'ATTESA ED IL RINNEGAMENTO DI PIETRO


In attesa, nel cortile di Caifa, Pietro rischia di essere scoperto e nega di essere un
apostolo di Gesù.
Alla terza negazione un gallo canta, Gesù getta uno sguardo su Pietro e questo fug-
ge pieno di vergogna.
(Rif. 005, 010, 015, 020)

286 - L'ATTESA E GLI OLTRAGGI


In attesa di comparire davanti a Caifa, le guardie che custodiscono Gesù, lo derido-
no e lo percuotono.
(Rif. 015)

287 - RIUNIONE DEL SINEDRIO (Venerdì, 7 Aprile - appena giorno)


Si riuniscono i capi del popolo, i sacerdoti e i dottori in legge. Gesù viene condotto
davanti al Sinedrio. Presiede Caifa vestito in pompa magna. Era detto anche Tri-
bunale di Gazith, situato presso il muro ovest del Tempio, l'attuale muro del pianto.
(Rif. 015, 378)

Questo processo era praticamente e formalmente impossibile. E' stato introdotto nei vangeli
per gettare la colpa della morte di Gesù sugli ebrei "deicidi". La storia la scrivono i vincitori.

PROCESSI EBRAICI (LA STORIA)

Qualsiasi processo, per avere un minimo di credibilità, non può prescindere da certe regole
procedurali e deve garantire un minimo di difesa per l'accusato.
Riprendiamo da W. Fricke (Rif. 370) alcuni punti essenziali in merito ai processi ebraici:

159
- I processi non potevano essere svolti in una abitazione privata ma nell'apposita area del Tem-
pio, detta Beth Din.
- I processi non potevano essere svolti di notte.
- I processi non potevano essere svolti alla vigilia di una festività importante, come la Pasqua.
- La sentenza non poteva essere pronunciata sulla base di una sola confessione estorta.
- La sentenza di morte non poteva essere pronunciata se non erano trascorse almeno 24 ore
dall'interrogatorio.
- Il capo d'accusa non costituiva necessariamente un reato di blasfemia.

L'espressione BAR-ABBA (figlio del padre, figlio di dio) era un appellativo molto comune,
all'epoca; veniva sovente aggiunto al nome dell'interessato in segno di deferenza. D'altro can-
to, secondo la Torah, tutti gli ebrei sono figli di dio (Bar-Abba) ed anche Gesù era un ebreo.
Gli ebrei potevano eseguire liberamente sentenze di morte senza dover ricorrere ai romani
per esserne autorizzati. Basta ricordare:
- le numerose sentenze dei diversi Erode a carico di ebrei
- l'uso corrente della lapidazione come punizione per le adultere
- la lapidazione di diversi apostoli tra i quali Giacomo Il Giusto
- l'uccisione di Giovanni Battista a Macheronte
- ed altri...
In occasione di particolari festeggiamenti romani (es. un nuovo imperatore), veniva a volte
concessa una amnistia che però riguardava solo i reati minori.

288 - PARTECIPANTI DI SPICCO


Tra i partecipanti al Sinedrio si segnalano in particolare:

 Anna
 Caifa
 Semes
 Dathae
 Gamaliele
 Giuda
 Levi
 Neftalim
 Alessandro
 Giairo
 Siro.
(Rif. 080)

289 - CAPI DI ACCUSA


Le accuse formulate contro Gesù, sia presso il Sinedrio che presso Pilato, sarebbero
state le seguenti:

 Aver bestemmiato per essersi dichiarato figlio di Dio (Bar-Abba)


(Rif. 005, 010, 015)
 Aver minacciato la distruzione del Tempio (e sua riedificazione in tre giorni)
(Rif. 005, 010)

160
 Avere eseguito guarigioni di sabato
(Rif. 080)
 Aver rubato i libri sacri
(Rif. 085)
 Essere nato da adulterio
(Rif. 080)
 Essere stato la causa prima della strage degli innocenti dell'anno 748 a.u.c.
(Rif. 080)
 Essersi proclamato re dei Giudei.
(Rif. 080)

290 - FALSI TESTIMONI A CARICO


Durante l'udienza presso il Sinedrio vengono rintracciati ed ascoltati alcuni falsi te-
stimoni. Solo Nicodemo tenta una debole difesa in favore di Gesù.
(Rif. 005, 010)

291 - COMPORTAMENTO DI GESU' DAVANTI AL SINEDRIO


Alle domande che gli vengono poste Gesù non risponde oppure risponde in maniera
evasiva.
(Rif. 005, 010, 015)

292 - LE VESTI STRACCIATE


Gesù alla fine dice, o lascia intendere, di essere figlio di Dio. Caifa la considera una
enorme bestemmia e si straccia le vesti.
(Rif. 005, 010)

293 - CONDANNA A MORTE


Il Sinedrio giudica Gesù meritevole di morte.
(Rif. 005, 010)

Potrà sembrare una stranezza ma, secondo l'antica Legge Mosaica, quando un colpevole ve-
niva condannato a morte all'unanimità, questi doveva essere immediatamente liberato, per
sospetta faziosità del tribunale. Nel caso specifico di Gesù la condanna a morte era formal-
mente valida perché mancavano almeno due voti all'unanimità: quello di Nicodemo e quello
di Giuseppe d'Arimatea. D'altro canto, secondo la legge, una condanna a morte poteva essere
pronunciata solo dopo 24 ore dall'interrogatorio.

294 - NESSUNA CONDANNA


Secondo Giovanni non c'è stato nessun processo ebraico e nessuna condanna a mor-
te. Gesù, dopo un primo sommario interrogatorio da parte di Anna, è stato inviato
a Caifa affinché lo custodisse in attesa di comparire innanzi a Pilato.
(Rif. 020)

161
295 - NUOVI OLTRAGGI
Dopo la condanna del Sinedrio Gesù viene percosso, gli sputano in faccia e lo dileg-
giano. In seguito viene rinchiuso nelle cantine di casa Caifa.
(Rif. 005, 010)

296 - UNA DELEGAZIONE DA PILATO


Tenuto consiglio, una delegazione del Sinedrio si reca da Pilato per rinnovare le ac-
cuse contro Gesù e chiedere l'esecuzione della condanna capitale. I componenti la
delegazione sono gli stessi elencati in precedenza.
(Rif. 005, 010, 080)

La residenza abituale dei Procuratori romani era a Cesarea. Non è noto per quali motivi Pila-
to fosse presente a Gerusalemme e dove si trovasse: nel suo palazzo o alla Torre Antonia, sede
del presidio romano.
La richiesta di esecuzione capitale fatta a Pilato viene giustificata asserendo che gli ebrei, sotto
dominazione romana, non potevano eseguire una sentenza di morte (negazione dello Jus Gla-
diis).
Non è esatto; era solo vietato agli ebrei eseguire condanne a morte mediante la spada o la cro-
ce. Avevano invece la facoltà di procedere alla lapidazione, allo strangolamento ed alla decapi-
tazione con la scure. (v. Giovanni Battista)

Un cortese collaboratore ci precisa:


Lo "jus gladii" si applicava alla sola Giudea ed entrò in vigore dopo la morte di Erode il
Grande. Ne da testimonianza lo scrittore giudeo Giuseppe Flavio nelle "Antichità Giudaiche",
Libro 20 - Cap. 9.
(G.S.)

297 - LE RICHIESTE A PILATO


La delegazione accusa Gesù di varie colpe tra le quali quella di essersi dichiarato re
dei giudei. Viene chiesto a Pilato di dare corso all'esecuzione della condanna a mor-
te.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 085)

298 - LA MOGLIE DI PILATO


La moglie di Pilato, Claudia Procula, ha fatto un sogno premonitore. Avverte per-
tanto il marito di non immischiarsi in quella che viene ritenuta una bega tra giudei.
(Rif. 005, 080)

299 - PILATO CERCA DI DESTREGGIARSI


Memore dell'ammonimento della moglie e non ravvisando particolari colpe a carico
di Gesù, Pilato si dichiara incompetente ad esprimere un giudizio.
(Rif. 080)

300 - CONVOCAZIONE DI GESU'


Pressato dalle insistenze dei giudei, Pilato ordina ad un suo corriere/messo di con-
durre Gesù in sua presenza per interrogarlo.
(Rif. 080)

162
301 - IL MANTELLO DEL CORRIERE
Il corriere introduce Gesù facendolo camminare sul suo mantello steso a terra.
(Rif. 080)

302 - I GIUDEI PROTESTANO


I giudei protestano per l'atto di formale ossequio reso a Gesù con il mantello.
(Rif. 080)

303 - LE INSEGNE SI INCHINANO


Quando Gesù entra le insegne imperiali, rette da 12 portainsegne, si inchinano ri-
verenti senza che i portainsegne se ne rendano conto.
(Rif. 080)

304 - ALTRA PROTESTA DEI GIUDEI


I giudei protestano vivamente contro i portainsegne per l'omaggio reso a Gesù.
(Rif. 080)

305 - SOSTITUZIONE DEI PORTAINSEGNE


I portainsegne si discolpano; Pilato vuole essere conciliante e chiede ai giudei di
reggere essi stessi le insegne.
(Rif. 080)

306 - LE INSEGNE SI INCHINANO ANCORA


Gesù viene introdotto una seconda volta e le insegne si inchinano nuovamente mal-
grado gli sforzi dei giudei.
(Rif. 080)

307 - PRIMO INTERROGATORIO DI PILATO


Pilato interroga Gesù circa la sua pretesa di considerarsi re dei giudei e sulle altre
accuse che il Sinedrio muove contro di lui. Risposte evasive di Gesù.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 080)

308 - TESTIMONI A FAVORE


Durante l'interrogatorio di Pilato si presentano spontaneamente alcuni testimoni a
favore di Gesù:

 Nicodemo
 un ex paralitico
 un ex cieco dalla nascita
 un ex storpio
 un ex lebbroso
 Bernice, ex emorroissa

Proteste e contestazioni a non finire da parte dei giudei.


(Rif. 080)

163
309 - PILATO NON RAVVISA COLPE
Pilato è sempre più perplesso e non riesce a capire di quali colpe possa essere accu-
sato Gesù.
(Rif. 015, 020, 080)

310 - INVIO AD ERODE ANTIPA


Quando viene informato che Gesù è originario della Galilea, Pilato cerca di liberar-
si del problema e lo manda da Erode Antipa, competente per giurisdizione.
(Rif. 015, 080)

Alcuni autori sono dell'avviso che il personaggio inviato ad Erode non fosse quello interrogato
da Pilato. Notare, sulla mappa di Gerusalemme, che i palazzi di Pilato e di Erode erano pro-
spicienti.

311 - ERODE CURIOSO ED INTERESSATO


Erode desiderava da tempo conoscere Gesù ed assistere a qualcuno dei suoi prodigi.
(Rif. 080)

312 - LA TUNICA BIANCA


Gesù non e' propenso a compiere prodigi per il divertimento di Erode. Questo si
spazientisce, lo fa rivestire con una tunica bianca e lo oltraggia con i suoi soldati.
Comportamento strano: la tunica bianca era la veste degli adepti esseni, simbolo di
dignità sacerdotale.
(Rif. 015, 080)

313 - RINVIO A PILATO


Gesù viene rinviato, nuovamente, al giudizio di Pilato.
(Rif. 015, 080)

314 - SECONDO INTERROGATORIO DI PILATO


Su insistenza dei giudei Pilato interroga ancora Gesù.
(Rif. 015, 080)

315 - NESSUNA COLPA


Malgrado tutto Pilato non riesce a giudicare Gesù colpevole, mentre i giudei conti-
nuano a chiedere la sua morte, minacciando una sommossa.
(Rif. 080)

316 - PILATO PROPONE UNA SCELTA


Secondo una tradizione (inventata dalla chiesa), Pilato aveva il potere di graziare,
in occasione delle feste pasquali, un condannato a morte.
Un altro condannato, in attesa di esecuzione, era un certo Barabba, reo di ribellione
ed omicidio. Richiesti di esprimere la loro preferenza i giudei chiedono a gran voce
la liberazione di Barabba e la crocifissione di Gesù.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 065)

164
INSERTO 15 - Barabba (Secondo il Mito)
Occorre anzitutto premettere che Barabba o Bar-Abba non è un nome ma un appellativo, un
titolo e significa "figlio del Padre" e per estensione di significato "figlio di Dio". Visto come
sono andate le cose, dalla Genesi in poi, possiamo considerarci tutti Barabba!
Possiamo ritenere che Barabba sia un personaggio di pura invenzione degli autori evangelici.
Non viene indicato come un delinquente comune (un ladrone) bensì come un partigiano che si
era battuto, a mano armata, contro gli oppressori romani. Sarebbe stato catturato ed impri-
gionato durante una sommossa scoppiata in Gerusalemme, che aveva causato una vittima.
Barabba sarebbe quindi stato accusato e condannato a morte per questo omicidio e per sov-
versione.

Stando così le cose, da un punto di vista politico, Barabba era molto più colpevole di Gesù Na-
zareno, che si era limitato a dichiararsi "figlio di Dio (Barabba) e ad autoproclamarsi "re dei
Giudei". Come era dunque possibile uno scambio del genere riportato nei vangeli?
Oltre a tutto il resto anche Barabba si chiamava Gesù, quindi ci troviamo di fronte a due in-
dividui, processati quasi contemporaneamente, per la stessa colpa di insubordinazione nei
confronti dell'impero. Uno si chiamava Gesù Barabba (detto il Nazareno) e l'altro Gesù Ba-
rabba (detto il Lestos).
Nelle edizioni antiche, del Vangelo di Matteo, (Rif. 150) si legge testualmente:

Avevamo in quel tempo un prigioniero famoso, Gesù Barabba, il quale era stato messo in carcere
in occasione di una sommossa scoppiata in città e di un omicidio.

Nelle edizioni moderne (Rif. 005, 130) invece si legge:

in quel tempo c'era un prigioniero distinto di nome Barabba....

L'aggiustamento è notevole quanto ingenuo. Bruciare le biblioteche (come quella di Alessan-


dria) in genere non serve a nulla: appaga solo i cretini che lo fanno, ma certe memorie co-
munque restano!
Allora quale dei due Barabba l'avrebbe scampata? Il Corano (Rif. 135) afferma che Gesù Na-
zareno non è stato crocifisso.

Anche altri autori sostengono la tesi che a finire sulla croce sia stato Gesù Barabba (il Lestos)
mentre Gesù Barabba (il Nazareno), ottenuta la libertà, avrebbe continuato a predicare per
altri 11 anni, ed al dodicesimo si sarebbe trasfigurato, nel corso di un grandioso evento, du-
rante il quale avrebbe rivelato ai suoi discepoli alcune fondamentali verità (?).
(Rif. 126, 175, 390, 995)

NOTA - Secondo il diritto romano e nell'ambito delle sue funzioni di procuratore, Pilato non
aveva nessun potere di grazia. Se avesse applicato questa supposta tradizione si sarebbe reso
responsabile di un grave errore, o quanto meno di un abuso di potere, nei confronti dei suoi
diretti superiori. E poi, se di scelta si trattava, c'erano anche i due ladroni, Gesta e Disma, da
far entrare in concorso.
A parte ciò Pilato era ben consapevole di dover reprimere, con estrema durezza, qualsiasi ten-
tativo insurrezionale e condannare qualsiasi sedicente liberatore, o messia. Non avrebbe mai
condizionato i suoi poteri ad un referendum popolare. Da questo mitico episodio del ballot-
taggio si è sviluppato un odio assurdo contro gli ebrei accusati di "deicidio". Solo nel 1962
Giovanni XXIII (bontà sua!) discolperà gli ebrei da questa accusa.

165
Alcune recenti tesi sostengono che Pilato non ha dovuto fare nessuna scelta. Agendo molto
pragmaticamente, e nell'ambito delle sue competenze, avrebbe semplicemente:

a. liberato Gesù Nazareno perché le accuse a suo carico erano inconsistenti;


b. condannato a morte Barabba per sedizione ed omicidio.

Se e' andata così la grande figura del figlio di dio che si sacrifica per redimere l'umanità crolla
come un castello di carte.

317 - PILATO SE NE LAVA LE MANI


Pilato si lava pubblicamente le mani dichiarandosi, con questo gesto, non responsa-
bile della morte di Gesù che egli continua a ritenere innocente.
(Rif. 005, 080)

Il Pilato che si lava le mani è una immagine retorica molto bella e suggestiva ma ha un grosso
difetto: Pilato era tutt'altro che uno sprovveduto!

318 - LA SENTENZA: QUELLA DI PILATO


La sentenza di Pilato prevede, secondo la legge, che Gesù venga flagellato prima di
essere crocifisso (flagellazione con 49 colpi di flagrum).
(Rif. 080)

INSERTO 16 - Sentenza di Pilato (Secondo il Mito)


Questo documento, datato 1580(e.v.), è conservato a Simanca (E), presso l'Archivio Generale-
Segreteria di Stato- L847/F1.
La versione riportata è ripresa dal volume di M. Craveri - I Vangeli Apocrifi.
(Rif. 330)
Sulla attendibilità storica del documento il giudizio è lasciato a chi legge; in buona sostanza
sembra un'altra tessera del mosaico di bugie, costruito, nel corso di due millenni, a sostegno di
determinate tesi sulla vita di Gesù.

Sentenzia che diede Pilato contra Cristo nostro Signore -


Copia de la sentenzia che diede Pilato contra cristo nostro signore ritrovata nela cita de Laquila
inoabruzo, de lanno 1580 in Certte antiquita di marmori dove si trovorno doi Cassete, una di fer-
ro, nela quale vi era una carta bregamina et selcrito in littre ebreia Che se in terpetato deliu fra-
schritto tenore:
Lanno 17º de tiberio Cesare Enperador romano et di tutto il mondo monarcha in vittisimo et nel-
le olimpiade 121 et nelle Chiade 24 et nella Creiacione del Mondo secondo il numero e compar-
timento deli ebrei quattro volte 1147 dela propaggine del romano Inperio lanno 73 et de la libe-
racione dela servitu de la Babilonia lanno 430 et dela restitutucione del saqro inperio lanno 497
sotto li conzoli del pontechie Romano lucio pisano et marzio silaurico pro cunzoli delo in vocio
valerio palestino plubico governadore de giudeia quinto flavio sotto il riggimento et governo dela
Cita Jerosalem presidente gratissimo pocio pilato reggente dela bassa galilea herodiade anti pa-

166
trircha et pontifice del sommo sacerdocio anna et caifas: alesmael mastro del tempio Rabaham
ambel: irachino Centurione de conzoli et de la Cita di Jerosale quinto Cornelio Sublemio et sesto
ponpilio Ruffo nel mese de Marzo sotto il di 25.
Yo Ponzio pilato qui presidente de linpero romano dentro al palazo de larchiresidenza giudico
connanno sentenzio a la mortte Jesu chiamato Christo Nazareno de la turba de patria galilea
homo sedicioso dela legge Mosaica Contra lo magnio inperador tiberio Cesare ditermeno et pro-
nunzio per questo che la morte sua sia nella Coroce con chiodi a hosanza di rei per che qui Con-
gregatosi molti homini richi et poveri non ha cessato di conmovere tumulto per tutta la galilea
facendosi figliolo de iddio Rre de israel con minaciar la roina di Jerosalem e del saqro inperio
con dinegare lo tributo a Cesare doversi, et averio ancora auto ardire de intrare con palme e
triunfo e conpaquiato da la turba como Rre dentro de la Cita di ierosalem nel sacro tempio, onde
comando al mio Centurione quinto Cornelio conduca publicamente por la Cita di ierosalem esso
iesu Christo ligato e flaggelato di porpora vestito e coronato di pondente spine, con la propia
Croce ne li omeri accio sia esenpio a tutti li mali fattori e con lui voglio siano condotti doi ladroni
homicidi et uscirano per la porta giancarola ora detta antoniana conduca seco giesu al plubico
monte di scelirati chiamato Calvario dove crucifisso e morto il corpo resti su la Croce come spet-
tacolo di tutti li malvaggi et su la Croce sia posto il titolo in tre linguaggi ebreo greco et latino
Ebreo iesu aloi chisidin - Greco iesus nazareno - Latino iesus nazarenus Rex iudeoro.
Comandamo ancora che nesciuno de qual si voglia stato sosia ardischa temerariamente inpedire
tal giusticia per noi comandata administrata et esiguita con ogni rigore secondo li decreti e legge
del Romani come ebrei sotto pena de Rebelione alinpero Romano.
Testimoni di questa nostra sentenzia li dodeci tribui de Israel: Ravan-Daniel - Rabani II - Joan -
Barbosisabet - Preticlani.
Per il sommo sacerdocio Raban - Judas - Boncasato.
Per li farisei Rolian - Simon - Daniel.
Raban - Mordogin - Boncortassitis.
Per linperio et presidente di roma: lucio sextilio amostro Silio.
Notari di questa publica Criminali per li libri: Nastan - Restena.

319 - LA SENTENZA: QUELLA DI ERODE


Stando al Vangelo di Pietro parrebbe che la sentenza sia stata emessa da Erode An-
tipa e che la stessa sia stata eseguita dalle sue guardie.
(Rif. 075)

320 - I GIUDEI CORROMPONO I FLAGELLANTI


I giudei corrompono quattro soldati (o tre?) affinché la flagellazione venga eseguita
con particolare violenza e crudeltà.
(Rif. 065)

321 - LA FLAGELLAZIONE
Gesù viene denudato, legato ad una colonna e flagellato da tre soldati (o quattro),
muniti di fruste a molte code e pesi terminali.
(Rif. 005, 010, 020)

322 - LA PARODIA
Dopo la flagellazione, i soldati organizzano una specie di parodia di incoronazione
del sedicente re dei giudei:

167
 rivestono Gesù con un manto di porpora, simbolo di dignità regale
(Rif. 005, 010, 020, 075)
 gli pongono in capo una corona di spine (o un cestello di rovi intrecciati come
simulacro di mitra regale), fissata con un laccio
(Rif. 005, 010, 020, 075, 080)
 gli mettono nella mano destra una canna come simulacro di scettro regale
(Rif. 005, 080)
 si abbandonano ad una serie di beffe e di oltraggi.
(Rif. 005, 010, 020, 075)

Che mattacchioni questi romani! Sarebbe stato più naturale che la parodia l'avessero inscena-
ta i giudei: loro avevano parecchi motivi per farlo.

323 - PILATO NON DESISTE


Dopo i trattamenti inflitti, Pilato esibisce Gesù (ecce homo), alquanto malridotto,
agli ebrei pensando che la punizione già subita fosse sufficiente a soddisfare la loro
sete di vendetta. Niente da fare. Gli ebrei insistono a gran voce per la crocifissione.
(schelappo!!!)
(Rif. 020, 080)

324 - ANCORA UN COLLOQUIO


Pilato parla ancora con Gesù sperando, in qualche modo, di trovare una via di sal-
vezza. Gesù non lo aiuta molto e viene quindi condannato a morte.
(Rif. 020)

325 - PARTENZA PER IL GOLGOTA (ore 11.30)


Gesù viene spogliato dalla veste di porpora e rivestito con i suoi panni.
Caricato della croce, si avvia verso il Golgota, seguito da altri due condannati e
scortato dai soldati romani. Percorso in salita di circa 1000 metri. Aprivano il cor-
teo alcuni sinedristi, seguiti da Gesù, dai due ladroni e da quattro soldati romani.
(Rif.005, 010, 015, 080)

Il Golgota era detto anche il "Cranio" perché si supponeva che in quel luogo fosse stato sepol-
to il cranio di Adamo. Si trattava di una vecchia cava abbandonata dalla quale emergeva un
piccolo rilievo roccioso di circa 4 metri di altezza.
(Rif. 378)

326 - LA VERONICA
Una donna, Veronica (sorella dell'ex emorroissa Bernice?), asciuga il volto trafelato
di Gesù, con uno scialle (vera eicon). I tratti del volto rimangono impressi sul tessu-
to come in un ritratto. (Immagine acheropita ?)
Si tramanda che questo scialle sia stato poi donato a re Abgar, sovrano di Edessa, dal
13 al 50(e.v.)
(Rif. 090)

327 - PRECETTAZIONE DEL CIRENEO


Durante il percorso i soldati fermano un contadino, Simone il Cireneo (con i suoi
168
due figli Alessandro e Rufo) e li obbligano a caricarsi della croce di Gesù.
(Rif. 005, 010, 015, 080)

Le cadute durante il percorso, che fanno parte del rituale della "via crucis", non sono mai av-
venute. Fanno parte di una "pia" sceneggiata introdotta dal clero qualche secolo dopo.

328 - LA CHIAMATA DI MARIA


Giovanni, uno dei discepoli di Gesù, che aveva assistito agli eventi descritti, corre a
chiamare Maria che era rimasta del tutto ignara.
(Rif. 080)

329 - MARIA ACCORRE


Maria accorre accompagnata da Marta, Maria Maddalena, Salomè ed altre donne.
(Rif. 080)

330 - LAMENTAZIONE DI MARIA


Maria si lamenta e piange sulla sorte del figlio. I giudei cercano di allontanarla.
(Rif. 080)

331 - ARRIVO AL CALVARIO


Il corteo arriva al luogo previsto per le esecuzioni, una cava abbandonata fuori le
mura.
(Rif. 080)

332 - LA SPOGLIAZIONE
Gesù viene privato dei suoi indumenti. Solo una fascia, probabilmente offerta da
uno dei presenti, gli cinge le reni. (Panno di pudicizia / subligacum)
(Rif. 080)

333 - LA BEVANDA
Viene offerta a Gesù una bevanda a base di vino e mirra (vino e fiele) ma egli la ri-
fiuta.
(Rif. 005, 010)

Era una specie di narcotico, un tranquillante o un anestetico affinché il condannato non si agi-
tasse troppo durante l'affissione alla croce.

334 - CROCIFISSIONE (Venerdi, 7 Aprile - ore 12)


Gesù viene affisso al patibulum. Le modalità di esecuzione variano secondo gli au-
tori. Comunque si ritiene che sia stato inchiodato ai palmi.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080, 085)

169
INSERTO 17 - La Croce (Secondo la Storia)
La croce, intesa come segno, è un simbolo solare antico quanto l'uomo che lo disegnava sulle pa-
reti delle grotte preistoriche e come lo si trova presso tutte le culture, primitive e civilizzate, cri-
stiane e no, per rappresentare di solito il sole e la vita.
(Rif. 490)

La croce è diventata il macabro simbolo della fede cristiana a partire dal III secolo e viene og-
gi rappresentata nella forma stereotipa che tutti conoscono: la croce latina. In realtà non era
così; la croce non aveva la forma di una "...croce" ma di uno degli strumenti riportati in figu-
ra, quindi una I, una Y, una T,

oppure poteva consistere in un traversino sorretto da due pali terminanti a forcella. Il braccio
orizzontale era detto Patibulum, quelli verticali Stipes.
Anche San Francesco, un santo molto scomodo per la chiesa, era convinto che la croce del cri-
sto fosse a forma di T.
Di solito alcuni stipes erano tenuti pronti, solidamente conficcati nel terreno ove normalmente
avvenivano le esecuzioni. Il condannato, avviato al luogo di esecuzione, portava con se solo il
patibulum orizzontale (20-25 Kg.); questo (se si ammette l'uso dei chiodi nella crocifissione)
per un motivo pratico molto semplice: in carcere, secondo l'apertura di braccia del condanna-
to, venivano predisposti nel patibulum i due fori destinati a ricevere i chiodi che trapassavano
i palmi. Data la natura grossolana dei chiodi, forgiati a mano, di forma trapezoidale e sezione
quadra, senza l'accorgimento descritto, sarebbe stato molto difficoltoso farli penetrare nel le-
gno. A parte il fatto che la chiodatura era raramente applicata e si preferiva di gran lunga la
legatura con spezzoni di funi rudimentali.

Il condannato, intontito da una mistura di vino e mirra, disteso a terra, veniva dapprima lega-
to al patibulum per le braccia e per i polsi e poi (eventualmente) inchiodato; due robusti ese-
cutori sollevavano il tutto ed incastravano il patibulum nello o negli stipes.
L'operazione successiva, se il patibulum era troppo alto ed il condannato non poggiava i piedi
per terra, era quella di disporre un apposito supporto (un sasso, un traversino) alla base dello
(dei) supporti verticali. L'inchiodatura dei piedi non veniva quasi mai praticata perché di dif-
ficile esecuzione ed oltre tutto si cercava di limitare la perdita di sangue al minimo, certo non
per delicatezza, ma per prolungare al massimo la permanenza sulla croce, prima della morte.
Era essenziale che i piedi del condannato poggiassero per terra al fine di prolungarne al mas-
simo l'agonia; gli stipes erano quindi abbastanza bassi tanto che quelli che assistevano all'ese-
cuzione arrivavano con il capo al petto o al viso del condannato con il quale potevano facil-
mente parlare.

La crocifissione era una pena destinata unicamente a chi si ribellava contro l'autorità impe-
riale ed agli schiavi. Era sempre eseguita in pubblico in modo da servire come esempio; un
cartiglio appeso al collo della vittima portava la motivazione della condanna. I romani la con-
sideravano una punizione vergognosa ed infamante.

L'agonia sulla croce poteva durare, in casi particolari, anche 2-3 giorni; la morte era dovuta a
collasso conseguente ad anossia causata dalla lunga immobilizzazione (tetano dei crocifissi). In
casi particolari si fratturavano le gambe della vittima per impedire, durante la notte, che pa-
renti ed amici lo liberassero e ne favorissero la fuga. Questo supplemento di sofferenza poteva
abbreviare l'agonia in quanto il condannato per respirare tendeva a sollevarsi puntando sui

170
piedi.
La morte poteva essere molto più rapida nei rarissimi casi di chiodatura ai polsi (nello spazio
di Destot, in mezzo alle ossa del metacarpo). In questo caso il chiodo lede il nervo mediano ed
il fortissimo dolore provoca lo svenimento del condannato ed una accelerazione del processo
di anossia.
Se Gesù fosse stato inchiodato ai polsi allora molti degli eventi che seguono non potrebbero es-
sere giustificati.

Comunque Giovanni dichiara esplicitamente che Gesù è stato inchiodato ai palmi.


(Rif. 020)

Le prime immagini della croce, scoperte dagli archeologi, erano in realtà graffiti di origine anti-
cristiana, mentre l'arte delle catacombe usava solo simboli astratti per la raffigurazione del Cri-
sto. La croce veniva considerata come un osceno strumento di tortura, un ricordo di abietta umi-
liazione e di morte.
Solo al tempo di Costantino si cominciò a mostrarla come un simbolo trionfante di vittoria sul
male. Ci vollero quasi altri mille anni prima che gli artisti medioevali osassero rappresentare il
Cristo morto appeso alla croce.

La crocifissione viene ancora oggi eseguita nelle isole Filippine. Tutti gli anni, nel periodo pa-
squale, la televisione ci propone orripilanti documentari sull'argomento.
E' consuetudine che in alcune di queste isole, (in particolare nel villaggio di Gua Gua, isola di
Pampanga, la preferita dai turisti) durante la Pasqua, un certo numero di sprovveduti bigotti,
imbottiti di alcool e di droghe, si facciano legare ed, a volte, inchiodare su una croce, sulla
quale restano esposti per qualche ora. Ai loro piedi gruppi di fanatici pregano, si commuovo-
no, organizzano pic-nic e si ubriacano quanto basta.
Passata la fiesta i crocifissi vengono deposti, medicati e rianimati con energici trattamenti.

Tra le tante sciocchezze si cerca di far credere che la croce sia stata costruita:

 con il legno dell'albero del peccato originale


 con il legno di un ulivo cresciuto sulla tomba di Adamo
(Rif. ***)

335 - ELEVAZIONE
Durante l'elevazione ci si accorge che la buca scavata nel terreno (?) non e' suffi-
ciente e la croce pencola pericolosamente. Alcuni "volenterosi" modificano la buca.
(Rif. 995)

336 - IL CARTIGLIO
Per ordine di Pilato, sopra la croce viene affisso un cartiglio recante la pseudo mo-
tivazione della sentenza in tre lingue:
"Gesù Nazareno re dei giudei".
(Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080)

171
337 - PROTESTE PER IL CARTIGLIO
I giudei non ritengono appropriata la dicitura del cartiglio e protestano presso Pila-
to. La protesta non viene accolta.
(Rif. 020, 080)

338 - I DUE LADRONI


Nel contempo anche i due ladroni vengono messi in croce ai fianchi di Gesù.
(Rif. 005, 010)

La croce era la pena per chi si ribellava all'autorità di Roma. Quindi questi due condannati
non erano "ladroni" ma, probabilmente, partigiani zeloti; altrimenti sarebbero stati uccisi in
altro modo: spada o strangolamento.

339 - LE TENEBRE
A partire dalle ore 12 e sino alle ore 15, il sole si oscura e le tenebre avvolgono la
terra. Nicodemo riferisce a Pilato, alquanto preoccupato, che si tratta di una eclissi
di sole.
(Rif. 005, 010, 015, 075, 080, 085)

Nicodemo ha detto una sciocchezza. La Pasqua è una festa mobile che cade sempre con la luna
piena, diametralmente opposta al sole. Non poteva quindi trattarsi di una eclissi.
Ammesso, solo per discutere, che si sia trattato di una eclissi di sole, tenuto conto delle velocità
relative della terra e della luna rispetto al sole stesso, l'oscuramento non poteva durare più di
quattro-sette minuti.

340 - SPARTIZIONE E SORTEGGIO


I soldati romani si spartiscono i vestiti di Gesù. La tunica, tessuta in un unico pezzo,
viene sorteggiata.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080)

Tanto per precisare, i soldati romani, oltre a quelle di Gesù, si spartiscono anche le vesti dei
due ladroni. Non era un atto di brutale ladrocinio; i soldati erano autorizzati a farlo da
un'apposita legge (Lex Pannicularia).
Era una specie di indennizzo o di sovrassoldo per l'adempimento della funzione poco piacevo-
le di carnefici.
La Lex Pannicularia è applicata anche ai nostri giorni: i boia moderni ricevono un adeguato
indennizzo per ogni esecuzione di sentenza capitale. Nei secoli passati, agli inquisiti per eresia,
venivano carpiti tutti i beni, mobili ed immobili e divisi in parti adeguate tra:

 inquisitore
 scribi
 delatori
 testimoni di comodo
 esecutori
 quota pontificale.

In realtà, i soldati romani cosa si sono divisi? Secondo gli usi i Giudei vestivano una tunica a
pelle ed un mantello, entrambi di lana. In particolare, non si sa con precisione se Gesù portas-

172
se sandali e a chi sia toccata la tunica.
(Rif. 378)

341 - OLTRAGGI DELLA FOLLA E DEI SOLDATI


La folla che assiste all'esecuzione beffeggia e deride Gesù. I soldati lo percuotono
con colpi di canna sulla testa.
(Rif. 005, 010, 015, 080)

342 - LA DERISIONE DEI DUE LADRONI


Anche i due ladroni, crocifissi ai suoi fianchi, lo deridono per la sua impotenza e la
sua incapacità di sottrarsi al supplizio.
(Rif. 005, 010)
Alla fine però il ladrone alla sua destra, Disma, ha un ripensamento e si pente della
sua condotta e dei suoi peccati.
(Rif. 075)

343 - LE DONNE
Assistono alla crocifissione:

 Maria V., Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, Salo-



(Rif. 005, 010)
 Maria V., Maria Maddalena, Maria di Cleofa
(Rif. 020)

344 - AFFIDAMENTO DI MARIA


Gesù, dalla croce, affida Maria alle cure dell' apostolo Giovanni.
(Rif. 020, 080)

345 - ALLONTANAMENTO DELLE DONNE


I giudei, infastiditi dai lamenti di Maria, l'allontanano dalla croce, con le altre don-
ne e con Giovanni.
(Rif. 080)

346 - IL LADRONE ALLA SINISTRA (Gesta/Dumaco)


Questo ladrone non si dà pace ed inveisce contro Gesù. Dopo la morte si trasforme-
rà in un orrendo mostro.
(Rif. 080, 085)

347 - IL LADRONE ALLA DESTRA (Disma/Demas/Tito)


Il ladrone di destra, pentito dei suoi peccati, riceve da Gesù:

 la promessa di un posto in paradiso


 l'incarico di recarsi, appena morto, dai cherubini e dalle dominazioni, che
custodiscono il paradiso, per portare un suo messaggio

173
 la facoltà di dimorare in paradiso, non solo come anima ma conservando an-
che il suo corpo, reso incorruttibile.

Qualche ora dopo, al momento della deposizione, il corpo di Demas risulterà scom-
parso.
(Rif. 015, 080, 085)

348 - GLI ULTIMI MOMENTI


Gesù manifesta il desiderio di bere e gli viene offerta una spugna imbevuta di aceto.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080)

349 - LA MORTE (Venerdì, 7 Aprile - ore 15)


Gesù lancia alcune ultime invocazioni e poi muore.

 Secondo Marco: un forte grido: Eloì, Eloì, lemà sabactani?


 Secondo Matteo: un alto grido: Elì, Elì, lemà sabactani?
 Secondo Luca: Padre nelle tue mani consegno il mio spirito.
 Secondo Giovanni: Tutto è compiuto.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080, 085)

Se la frase esatta riportata è: "Eloì, Eloì, lemà sabactani?" allora si può arguire che Gesù par-
lasse normalmente in aramaico.

350 - DUBBI SULLA MORTE DI GESU'


Non tutti concordano con i vangeli. Ad esempio:

 I musulmani non credono che Gesù sia morto sulla croce ma che sia stato li-
berato (Sura 4:157)
.... e per aver detto: "Abbiamo ucciso il Cristo, Gesù figlio di Maria, messaggero
di Dio", mentre ne lo uccisero, ne lo crocifissero, bensì qualcuno fu reso ai loro
occhi, simile a Lui....che, per certo, essi non lo uccisero.
Secondo alcune versioni del Corano, Gesù si sarebbe fatto sostituire sulla
croce da una terza persona. Doveva essere un tipo molto volenteroso! Alcuni
sostengono si trattasse di Simone il Cireneo.
 Gli Ahmadis, membri di una setta islamica, basandosi sulla quarta Sura del
Corano e su altre fonti, ritengono che Gesù non sia morto in croce. Deposto
ancora vivo e guarito con un unguento miracoloso (il marhan-i-Isa), si sareb-
be recato a predicare il vangelo tra le tribù perdute d'Israele, in Afghanistan
e nel Kashmir dove sarebbe poi morto alla venerabile età di 120 anni.
(Rif. 135, 995)

Qui si innesterebbe un'altra ipotesi, che in questi anni appare insistentemente nella letteratu-
ra corrente: Gesù, sfuggito in qualche modo alla crocifissione, si sarebbe rifugiato in Oriente
dove avrebbe continuato la sua predicazione. Ovviamente questa ipotesi è tutta da verificare.

 Papia sostiene che Gesù continuò la sua missione e morì in età avanzata.

174
 S. Ireneo nel trecento sosteneva che Gesù era morto a 50 anni.

 Secondo il Vangelo degli Ebrei Gesù avrebbe iniziato la predicazione a 46 anni e sarebbe
morto a 49 anni.

Da più autori è stato poi rilevato l'esiguo numero di ore (15 ore!) intercorse tra la cattura di
Gesù e la sua morte. Trascurando molti fatti non salienti, rimane da comprimere in 12 ore lo
svolgersi dei seguenti eventi:

1. cattura al Getsemani..(ore 00.00)


2. trasferimento alla casa di Anna
3. interrogatorio di Anna
4. trasferimento alla casa di Caifa
5. attesa che si riunisca il Sinedrio
6. svolgimento del processo presso il Sinedrio
7. formazione della delegazione che si reca da Pilato
8. trasferimento di Gesù davanti a Pilato
9. primo interrogatorio di Pilato
10. trasferimento di Gesù presso Erode Antipa
11. interrogatorio di Erode Antipa
12. trasferimento di Gesù davanti a Pilato
13. secondo interrogatorio di Pilato
14. ballottaggio con Barabba
15. flagellazione e parodia
16. trasferimento dal Pretorio al Golgota
17. affissione alla croce ed elevazione..(ore 12.00)

In qualsiasi modo si consideri la cosa, tutto questo ci dà l'impressione di un film che scorra ad
una elevata ed anormale velocità . Avrebbe senso se si fosse trattato di una esecuzione som-
maria (tipo corte marziale), nel qual caso sarebbero significativi solo i punti 1,12,15,16 e 17.
E poi anche la morte dopo solo tre ore lascia alquanto perplessi.

351 - EVENTI STRAORDINARI


Alla morte di Gesù si sarebbero verificati i seguenti fatti straordinari:

 la lacerazione della cortina del santuario del Tempio


(Rif. 005, 010, 015, 080)
 lo scoperchiamento di numerose tombe e relativi cadaveri (circa 12000!) va-
ganti per le vie della città
(Rif. 005, 080)
 il crollo di una grande architrave del Tempio
(Rif. 065)
 migliaia di ebrei che improvvisamente si convertono (circa 8000)
(Rif. 065)
 un grande terremoto che scuote la terra
(Rif. 085)
 il crollo del santuario e del pinnacolo del Tempio
(Rif. 085)

175
 tremano le colonne del cielo e l'aria è sconvolta
(Rif. 103)
 i giorni, le ore e le notti perdono la loro regolarità
(Rif. 103)
 le fiamme dell'inferno si estinguono
(Rif. 103)
 la Geenna diventa fredda
(Rif. 103)
 gli angeli dell'inferno si disperdono
(Rif. 103)
 la Morte perde ogni potere.
(Rif. 103)

La cortina del santuario del Tempio (detta anche velo) separava la zona proibita del Tempio
(santo dei santi) dalla parte riservata all'accesso pubblico.

352 - DISCESA DI GESU' NELL'ADE (Tartaro, Amenti, Inferno).


Appena morto, ed ancora in croce, Gesù scende nell'Ade.
Due gemelli, Leuco e Carino, risuscitati come riferito al punto precedente ed inter-
rogati dal Sinedrio, forniscono un dettagliato resoconto scritto di come si sono svolti
i fatti.
Sintetizzando il loro racconto:

a. concitata discussione tra Satana ed Inferno che paventano l'arrivo di Gesù e


quindi predispongono la chiusura delle porte di accesso all'ade;
b. le porte non resistono e Gesù entra trionfalmente nell'Ade;
c. Gesù cattura Satana, lo lega e lo consegna ad Inferno perché lo custodisca;
d. incontro con Adamo e con suo figlio Set che giacciono nell'ade da 5500 anni;
e. incontro con patriarchi, profeti, antenati, ecc.;
f. Gesù pianta la sua croce nel centro dell'ade;
g. Gesù conduce Adamo e tutti gli altri personaggi menzionati al punto e) in pa-
radiso e li affida alle cure dell'arcangelo Gabriele.
(Rif. 080, 100)

Per quanto precisi e puntigliosi nella loro relazione, Leuco e Carino hanno dimenticato un
particolare importante che, per nostra fortuna, ci viene ricordato da Tommaso.
Dopo il punto g) i personaggi interessati vengono fatti "morire" una seconda volta per poter
concedere loro l'impagabile privilegio di risuscitare la domenica seguente contemporanea-
mente a Gesu.
(Rif. 115)

353 - LA VERSIONE DI BARTOLOMEO


Bartolomeo invece sostiene che Gesù, sceso nell'Amenti:

 ne spezzò le catene
 estinse il fuoco
 tolse via tutti, lasciandolo deserto

176
 legò con cura il "vergognoso", tutti i ministri di Satana ed il malefico Melkir
 liberò Adamo
 mandò libero ogni uomo
 curò le ferite inferte dal maligno alle creature.
(Rif. 103)

Visto che abbiamo incontrato Adamo (anche se quì è solo una digressione), riportiamo, dal
Vangelo di Filippo, una particolare versione della Genesi.
.83 - Adamo è stato fatto da due vergini: lo spirito e la terra vergine. Per questo motivo, Cristo è
stato generato da una vergine: per riparare alla caduta che è avvenuta alle origini.
.84 - Ci sono due alberi in mezzo al Paradiso: uno produce animali, l'altro produce uomini. A-
damo ha mangiato dell'albero che produce animali ed è diventato animale ed ha generato anima-
li. Per questo (i figli) di Adamo venerano dei che hanno forma di (animali). L'albero (di cui A-
damo ha mangiato) i frutti è l'albero della (conoscenza. Per questo i peccati sono divenuti) nu-
merosi. Se egli avesse mangiato (dell'altro albero), i frutti (dell'albero della vita), che produce
uomini, (gli dei venererebbero) l'uomo.
(Rif. 120, 330)
Un grave sbaglio, non c'è che dire!

354 - MORTE DI GIUDA - Prima versione.


Visto come sono andate le cose, Giuda si pente del suo tradimento e cerca di restitu-
ire i trenta sicli ai sacerdoti.
I sacerdoti rifiutano di riprendere il denaro ed allora egli lo getta nel tempio e fugge
a casa.
Colloquio con la moglie con la quale paventa ciò che potrebbe accadere alla previ-
sta risurrezione di Gesù. La moglie prende la cosa con leggerezza e dichiara di non
credere possibile la risurrezione.
Improvvisamente un gallo, che stava arrostendo in un tegame, stende le ali e canta
tre volte; a questo punto Giuda si spaventa a morte e si impicca.
(Rif. 005, 080)

355 - MORTE DI GIUDA - Seconda versione.


Giuda pentito getta le monete d'argento ai sacerdoti e corre ad impiccarsi.
I sacerdoti utilizzeranno il denaro per comprare un appezzamento di terreno, il
"campo del vasaio" da destinarsi alla sepoltura degli stranieri.
Il terreno verrà ribattezzato "campo del sangue".
(Rif. 005)

356 - MORTE DI GIUDA - Terza versione.


Con i soldi del tradimento Giuda si compra un campo. "Precipita" nel campo stes-
so, si spacca in due e sparge intorno le sue viscere.
Il campo assumerà il nome di Akeldama ossia campo del sangue.
(Rif. 140)

357 - MORTE DI GIUDA - Quarta versione.


Giuda viene ucciso, qualche giorno dopo, da seguaci di Gesù (forse da Pietro) e le
sue viscere vengono sparse in giro come monito per tutti i traditori.

177
(Rif. 995)

358 - IL PERMESSO DI SEPOLTURA


Maria prega Giuseppe d'Arimatea (fariseo e membro del Sinedrio) di ottenere da
Pilato il permesso per un rapida sepoltura di Gesù, nella tomba di nuova costruzio-
ne, offerta dallo stesso Giuseppe.
La tomba è ubicata presso il Calvario, nel giardino di Sloam. Giuseppe d'Arimatea
chiede a Nicodemo di accompagnarlo da Pilato ma questi, timoroso, si rifiuta di se-
guirlo.
Pilato, alla richiesta di Giuseppe d'Arimatea, manifesta qualche perplessità ma alla
fine concede il debito permesso.
(Rif. 010, 015, 020, 080)

Secondo Pietro, il permesso di sepoltura sarebbe stato richiesto a Pilato ed anche ad


Erode, prima ancora che Gesù fosse crocifisso.
(Rif. 075)

Su Giuseppe d'Arimatea la chiesa ha sempre steso un velo di mistero.


Su questo personaggio circolano diverse ipotesi:

 era uno zio di Gesù (zio paterno o materno?)


 era uno zio di Maria Vergine
 era un fratello di Gesù
 era un membro del Sinedrio
 era un grande amico di Ponzio Pilato
 era un ricco mercante di stagno.
(Rif. 995)

Dove si trovasse poi la città (località) di Arimatea nessuno lo ha ancora scoperto!!

Quanto al permesso di sepoltura e a tutto quel che segue, siamo di fronte ad una colossale bu-
gia. Secondo la legge romana allora vigente

i crocifissi non avevano diritto alla sepoltura

I loro corpi erano abbandonati sul patibolo, per parecchi giorni, alla mercé di avvoltoi, corvi,
ecc. che ne spolpavano la carcassa. Quello che restava veniva in seguito bruciato e le ceneri
accuratamente disperse. Del suppliziato non doveva restare nulla. D'altro canto, nei secoli se-
guenti, la stessa norma fu applicata dalla chiesa nei confronti di coloro che erano condannati
al rogo.

359 - FRATTURA DELLE GAMBE E COLPO DI LANCIA


I giudei chiedono a Pilato di affrettare la morte dei condannati al fine di poter ri-
muovere l'indecoroso spettacolo prima della festività del sabato. Pilato ordina per-
tanto che vengano loro spezzate le gambe. L'ordine viene eseguito sui due ladroni;
quanto a Gesù un soldato (Longino) ne accerta la morte con un colpo di lancia nel

178
costato.
(Rif. 020, 080)

La morte in croce era caratterizzata da una agonia molto lunga. L'esitazione di Pilato nel
concedere il permesso di sepoltura era dovuta al breve periodo di permanenza di Gesù sul pa-
tibolo.

La frattura delle gambe poteva anche affrettare la morte del condannato; certamente ne au-
mentava le sofferenze.
L'operazione veniva eseguita, a titolo cautelativo, onde impedire che, di notte, parenti ed ami-
ci deponessero il condannato ancora vivo e ne favorissero la fuga.
Longino (soldato o centurione?) è stato in seguito proclamato santo martire. Ricorrenza: 15
Marzo (Mantova-Brunswick).
(Rif. 440)

Periodicamente viene proposto sugli schermi televisivi un filmato (DER GRAAL), molto lun-
go ed altrettanto noioso e farneticante, dove gli autori tedeschi piangono lacrime di coccodril-
lo sui fasti e nefasti del passato regime nazista e, tra le altre cose, si vedono alcune immagini
della presunta lancia di Longino.
Questa "reliquia", affiorata dalle brume della storia una decina di secoli or sono, sarebbe
passata per le mani di numerose famiglie di nobili bricconi teutonici per poi approdare nella
Cancelleria del Terzo Reich dove pare che il cattolicissimo Adolfo Hitler la tenesse in gran
conto. Lo affermano gli autori del filmato ma è tutto da dimostrare!!
(Rif. 995)

360 - MATERIALI PER LA SEPOLTURA


Giuseppe d'Arimatea, unitamente a Nicodemo, provvede all'acquisto di quanto ne-
cessario per la sepoltura e cioè:

 cento libbre di mirra e aloe (Nicodemo)


 una pietra sepolcrale nuova (Giuseppe d'Arimatea)
 un lenzuolo (sindone) (Giuseppe d'Arimatea)
(Rif. 020, 080)

Cento libbre di mirra e aloe corrispondono a circa 33 chilogrammi e dovevano costare un pa-
trimonio.
E' una quantità sufficiente per comporre la salma di un elefante.
Se erano tutti convinti che Gesù sarebbe risorto a che cosa serviva tanta roba?
I magi, che passavano per essere munifici e generosi, si erano limitati ad una offerta di sole tre
libbre (un chilogrammo) di mirra. Quanto al sudario era una pezza lunga m. 4.36 e larga m.
1.10, tessuta a spina di pesce su un telaio a quattro pedali, di fattura probabilmente siriaca.
(Rif. 378)

361 - MARIA MADDALENA SI RIBELLA


Durante la preparazione del corpo per la sepoltura, Maria Maddalena piange e
manifesta il suo sdegno, minacciando di recarsi a Roma dall'imperatore per chiede-

179
re una tardiva giustizia.
(Rif. 080)

Difficilmente avrebbe potuto farlo. Non essendo cittadina romana non aveva alcun diritto di
appellarsi a Cesare. E poi Tiberio non risiedeva a Roma ma a Capri (Villa Iovis).

362 - LA PREPARAZIONE DELLA SALMA

 Gesù è stato deposto nella tomba semplicemente avvolto in un lenzuolo fune-


bre (sindone).
(Rif. 005, 010, 015)
 Secondo Giovanni, Gesù è stato deposto nella tomba avvolto con bende intri-
se di aromi.
(Rif. 020)

Se Giovanni ha ragione allora la Sindone è un falso conclamato.

363 - LA SEPOLTURA (Venerdì, 7 Aprile - in prima serata)


Gesù viene deposto nel sepolcro. Secondo Luca "era la vigilia di Pasqua e già co-
minciava a sorgere il sabato".
Provvedono e/o presenziano alla sepoltura, oltre a Giuseppe d'Arimatea:

 Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo e di Giovanni


(Rif. 005)
 Maria Maddalena e Maria di Joset
(Rif. 010)
 "le donne venute dalla Galilea"
(Rif. 015)
 Nicodemo
(Rif. 020)
 Nicodemo, Maria V., Maria Maddalena, Salomè ed "altre donne"
(Rif. 080)

Si dice che, durante la deposizione e le operazioni di sepoltura, Giuseppe d'Arimatea abbia


raccolto alcune gocce del sangue di Gesù nella coppa usata per l'ultima cena. Dopo la distru-
zione di Gerusalemme, Giuseppe d'Arimatea emigrerà in Inghilterra portando con sè la cop-
pa, probabilmente una tazza di onice. Da questo episodio hanno origine le varie leggende sorte
intorno al Graal.

La prima leggenda nota è Il racconto del Graal di Chrétien de Troyes, apparsa intorno al 1180
e poi ripresa e sviluppata sotto forma di romanzo (racconto cavalleresco), da Robert de Bo-
ron, Il libro del Graal, agli inizi del 1200. Quest'ultimo è, in definitiva, un testo "esoterico" di
matrice celtica dove elementi di natura religiosa (Trinità, Spirito Santo, ecc.) si fondono libe-
ramente con concetti magici e favolistici che vanno da Re Artù, al Mago Merlino, alla Fata
Morgana, a Perceval ed altri.

Quello che lascia perplessi è come poteva Gesù ancora sanguinare se era morto da qualche
ora.

180
A parte questo, considerata la breve permanenza in croce di Gesù e la fretta di Giuseppe d'A-
rimatea nel volerlo deporre, è stato ipotizzato un vero e proprio giallo (tradotto alcuni anni or
sono in un film L'inchiesta): Giuseppe d'Arimatea avrebbe deposto Gesù ancora vivo e, con la
complicità di Longino, avrebbe simulato la sepoltura mentre Gesù veniva nascostamente affi-
dato a terzi che avevano l'incarico di rimetterlo in sesto.

Leggende e fantasie a parte, oggi pare che una specie di Graal sia conservato presso la catte-
drale di Valencia. L'8 novembre 1982 il papa Giovanni Paolo II ha reso i dovuti onori a que-
sta presunta reliquia.
(Rif. 995)

Secondo le usanze di allora il sabato iniziava verso le ore 18 del venerdi quando la tromba del
Tempio, suonata da un sacerdote, imponeva la sospensione di ogni attività.

364 - RICHIESTA DI SORVEGLIANZA (Sabato, 8 Aprile - mattino)


I Giudei temono che gli apostoli possano trafugare il corpo di Gesù per poi sostene-
re che è risorto; viene pertanto chiesto a Pilato di far sorvegliare la tomba. Pilato
incarica per la sorveglianza:

 Petronio (?) ed un centurione con alcuni soldati, dotati di tenda


(Rif. 075)
 un corpo di guardia di 50 soldati
(Rif. 080)
 un corpo di guardia di 550 (!) soldati (l'intera guarnigione di Gerusalemme?)
(Rif. 090, 378)
 un corpo di guardia.
(Rif. 005)

365 - SETTE SIGILLI


I soldati incaricati della sorveglianza sigillano l'ingresso della tomba con sette sigil-
li.
(Rif. 075, 080)

366 - ARRESTO DI GIUSEPPE D'ARIMATEA (Sabato, 8 Aprile - sera)


Conosciuta la parte svolta da Giuseppe d'Arimatea nella sepoltura di Gesù, Anna e
Caifa lo fanno imprigionare in attesa di condannarlo a morte. Giuseppe d'Arimatea
viene rinchiuso in una cella di massima sicurezza dalla quale è impossibile fuggire.
Essendo Giuseppe un membro del Sinedrio, il suo comportamento viene considera-
to come un vero e proprio tradimento.
(Rif. 080, 085)

367 - PERMANENZA NEL SEPOLCRO


Stando a quello che ci racconta Bartolomeo, la breve permanenza di Gesù nel se-
polcro non è stata molto tranquilla.
Dopo il decesso di Gesù, la Morte si reca nell'Amenti (inferno) per prendere posses-
so della sua anima. Non riuscendo a trovarla, si introduce nel sepolcro con i suoi sei
figli (Gaio, Trifone, Orfiat, Ftimon, Sotomi, Comfion) e interroga più volte il corpo

181
di Gesù che le risponde con un ghigno.
Mentre la Morte insisteva con le sue domande, il corpo di Gesù venne trasportato
in cielo sul carro dei cherubini, con un grande seguito di angeli, vegliardi e domina-
zioni. A questo punto la Morte non sa più che fare e manda la Pestilenza nell'A-
menti per dar l'allarme, ma essa giunge tardi.
(Rif. 103)

368 - RISURREZIONE (Domenica, 9 Aprile - mattino)


Su come sia avvenuta la risurrezione e l'uscita di Gesù dalla tomba esistono le ver-
sioni più disparate e fantasiose.
I vari autori riferiscono di terremoti, voci celesti, guardie tramortite, apparizioni
angeliche, ecc.
Comunque sia andata, resta il fatto che domenica mattina, sul presto, la tomba era
vuota.
(Rif. 005, 010, 015, 020, 075, 080)

Un punto dovrebbe essere chiarito; al di là di ciò che la chiesa ha sempre voluto farci intende-
re, e se la matematica non è un'opinione, Gesù non è resuscitato dopo tre giorni o al terzo gior-
no. La sua permanenza nel sepolcro è stata di circa 36 ore.

369 - CORRUZIONE DEI SOLDATI


Avuta notizia della scomparsa di Gesù, i sacerdoti versano una grossa somma di
denaro ai soldati perché spargano la voce che il corpo è stato trafugato, con un col-
po di mano, dai suoi discepoli.
(Rif. 080)

370 - LIBERAZIONE DI GIUSEPPE D'ARIMATEA


Gesù, insieme al buon ladrone Disma, libera Giuseppe d'Arimatea dal carcere, sol-
levando, per i quattro lati, l'edificio della prigione. Lo riporta a casa ordinandogli di
rimanervi per 40 giorni.
(Rif. 080, 085)

371 - GESU' ARRIVA IN CIELO


Allorché Gesù giunge in cielo, il Padre gli pone in capo una "corona di gloria e di
benedizione" di tale splendore da illuminare tutta la terra.
Il Padre invita alla cerimonia anche Adamo ed Eva che vengono festeggiati da tutti.
Risulterebbero assenti Caino, Abele e Seth.
(Rif. 103)

372 - PRIMA APPARIZIONE DI GESU' RISORTO (Domenica, 9 Aprile - mattina)


Uscito dal sepolcro, Gesù si solleva in aria e vola sul Calvario dove incontra Maria
Vergine, la consola e poi sparisce.
(Rif. 995)

373 - GESU' RISORTO APPARE ALLE BUONE DONNE (Domenica, 9 Aprile -

182
mattina)
Gesù appare ad un gruppo di donne che, di buon mattino, si recavano al sepolcro
per meglio comporre la salma. Gesù annuncia loro che si recherà in Galilea.
Le donne erano:

 Maria Maddalena e Maria madre di Giovanni


(Rif. 005, 010, 020)
 Maria Maddalena, Maria di Salomè, Maria di Cleofa e Giovanna moglie di
Chuza
(Rif. 995)
 Maria Maddalena, Giovanna moglie di Chuza, Maria di Giacomo ed altre
donne
(Rif. 015)
 Maria Vergine, Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo, Salomè, Maria
e la sorella Marta, Susanna, Berenice e Lea (la vedova di Nain).
(Rif. 103)

Arrivate al sepolcro incontrarono un certo Filogene che parlò loro della re-
surrezione.

374 - CONSTATAZIONE DI PIETRO E GIOVANNI


Gli apostoli Pietro e Giovanni, avvertiti da Maria Maddalena, corrono al sepolcro
per constatare la scomparsa di Gesù. Essi vedono soltanto "alcune bende sparse per
terra".
Quindi, secondo (Giovanni 20,2-5), la "sindone" e' un reperto inventato.
(Rif. 015, 020)

Pietro e Giovanni incontrano presso il sepolcro un gruppo di angeli che confermano


la resurrezione di Gesù.
(Rif. 995)

375 - APPARIZIONE A MARIA MADDALENA


Gesù appare a Maria Maddalena ma le impedisce di toccarlo. (noli me tangere!)
(Rif. 010, 020)

Nei primi secoli del cristianesimo, ai tempi di Origene, alcuni sostenevano che la resurrezione
e l'apparizione a Maria Maddalena fossero frutto della folle fantasia di quest'ultima, impazzi-
ta per la morte del compagno.

375.1 - VERSO EMMAUS


Dirigendosi verso Emmaus, Gesù si accompagna con due discepoli (Zaco e Cleofa)
che, inizialmente, non lo riconoscono. Quando lo riconoscono i due si precipitano a
Gerusalemme per informare gli apostoli.
(Rif. 010, 015)

183
376 - APPARIZIONE AGLI APOSTOLI (Domenica, 9 Aprile - sera)
Gesù appare agli apostoli, che si tenevano prudentemente nascosti, e cena con loro.
Gli autori non concordano sul numero dei presenti:

 11 secondo Marco e Luca


 10 secondo Giovanni (manca Tommaso)
 10 secondo il Vang. dei Nazarei (manca Giacomo)
(Rif. 010, 015, 020, 065)

377 - L'ASSENZA DI TOMMASO


L'assenza di Tommaso, nel corso della precedente apparizione, era dovuta al fatto
che questi si era recato al suo paese, essendogli morto il figlio Siofane.
Tommaso si affretta a resuscitare il figlio, nel nome di Gesù e pertanto l'arcangelo
Michele provvede a restituirne l'anima.
Tommaso coglie l'occasione per farsi raccontare dal figlio come vanno le cose
"dall'altra parte".
(Rif. 103)

378 - OTTO GIORNI DOPO


Gesù riappare agli apostoli otto giorni dopo. In questa occasione Tommaso si toglie
i dubbi toccando le piaghe di Gesù.
(Rif. 020)

379 - ULTIMA PESCA MIRACOLOSA


Gesù si incontra sul lago di Tiberiade con Pietro, Tommaso, Natanaele, i figli di
Zebedeo ed altri due.
Inizialmente non viene riconosciuto. Invita Pietro, deluso da una magra pesca, a
gettare nuovamente le reti. Vengono pescati 153 grossi pesci.
(Rif. 020)

380 - APPARIZIONE SUL MONTE


Gesù raduna gli apostoli e i discepoli) sul monte Mamilch (Amalech). In questa oc-
casione viene visto anche da:

 Finees sacerdote
 Adas rabbino
 Aggeo levita

I tre si affrettano a riferire la cosa a Gerusalemme.


(Rif. 005, 080)

381 - LA VISTA DELL'ADE


Sollecitato dagli apostoli, Gesù li conduce in località Cherudek. Qui la terra si spa-
lanca e gli apostoli possono vedere gli orrori dell'Ade. Svenimento generale.
(Rif. 100)

184
382 - LA VISTA DEL DIAVOLO
L'apostolo Bartolomeo chiede a Gesù di poter vedere Satana. Gesù ordina all'ar-
cangelo Michele di suonare la sua tromba ed ecco che il demonio appare, avvinto da
catene di fuoco e tenuto a bada da 660 angeli. Secondo l'autore le misure del demo-
nio sono:

 altezza: 1600 cubiti (880 metri)


 larghezza: 40 cubiti (22 metri)
 apertura alare: 80 cubiti per ala (le due ali: 88 metri)

Il Demonio racconta a Bartolomeo la "patetica" storia della sua decadenza da an-


gelo del Signore ad angelo del Male.
(Rif. 100)

Se Bartolomeo ha preso le misure esatte, il diavolo dovrebbe avere la forma e l'aspetto di un


lungo biscione dotato di due misere alucce. Una creatura straordinariamente longilinea.

383 - STATISTICHE
Interrogato da Bartolomeo Gesù fornisce i seguenti dati "statistici":

 decessi giornalieri in tutto il mondo: 3000


 nascite giornaliere in tutto il mondo: 3001
 anime di deceduti giornalieri, ritenute "giuste": 153
 anime accolte immediatamente in paradiso: 3 su 153
(Rif. 100)

384 - ULTIMA APPARIZIONE


Dopo 40 giorni dalla resurrezione Gesù appare agli apostoli, di buon mattino, e fà
colazione con loro. Dopo colazione salgono sul Monte degli Ulivi dove Gesù impar-
tisce loro le ultime raccomandazioni per la loro futura missione apostolica. Erano
presenti a questa riunione anche Lazzaro, la moglie di Pilato ed il soldato Longino.
Gesù parla agli apostoli in una lingua incomprensibile e, solo in un secondo tempo,
resa palese.
(Rif. 103, 995)

Quello che lascia un po' perplessi è il bisogno di Gesù di fare colazione, dopo morto.

385 - ASCENSIONE
Gesù sale in cielo dopo 40 giorni dalla sua risurrezione. Prima di inalzarsi lascia
una impronta del suo piede su di una pietra.
(Rif. 010,015,080,995)

Lo hanno fatto anche molti altri prima di lui!

Quello che proprio non si comprende (ovviamente per mancanza di fede) è il motivo per cui Gesù
non abbia ostentato la sua resurrezione di fronte a tutto il mondo.

185
Ormai morto e resuscitato e quindi immune dalle offese terrene dei suoi nemici (giudei, romani),
perché non ha comprovato le verità da lui sempre predicate di fronte a tutto il creato?
Se lo avesse fatto, tacitando per sempre gli increduli e gli uomini di poca fede, ora tutto il mondo
sarebbe cristiano e scritti come quello che state leggendo non avrebbero ragione d'essere. Tutti si
sarebbero arresi di fronte al suo divino splendore.
Invece ha fatto solo qualche fuggevole apparizione ad alcuni poveri citrulli, ad alcune povere
cretine, mentre una universale ostensione della sua divinità avrebbe potuto dominare il mondo.
Una delle tante irrazionalità della religione spiegate come misteri della fede!!

386 - RELAZIONE DI PILATO A TIBERIO


Pilato riferisce per iscritto, a Tiberio, gli eventi e le circostanze che lo avrebbero co-
stretto a condannare Gesù, malgrado i suoi dubbi sulla colpevolezza dello stesso.
(Rif. 090)

Comunicazione del tutto improbabile. Pilato non poteva rivolgersi direttamente a Tiberio
scavalcando il suo diretto superiore Vitellio, Governatore della Siria.

387 - LETTERA DI PILATO AD ERODE


Pilato si lamenta con Erode Antipa e lo ritiene in qualche modo responsabile di a-
verlo indotto a condannare Gesù. Gli riferisce anche che sua moglie Procula ed il
legionario Longino hanno potuto vedere ed ascoltare Gesù mentre predicava, dopo
essere risorto.
(Rif. 090)

388 - LETTERA DI ERODE A PILATO


Erode Antipa è in un mare di guai e li riferisce puntigliosamente a Pilato:
- ha perso una figlia piccola, Erodiade, in circostanze davvero strane; mentre gio-
cava la bimba è caduta nelle acque di un fiume. La madre l'ha afferrata per il capo
ma la testa della bambina si è staccata e le è rimasta tra le mani, mentre il corpo è
stato trascinato via dalla corrente;
- il figlio Lesbonace è ormai in fin di vita per una misteriosa malattia;
- egli stesso, Erode, è immobilizzato dalla idropisia ed afflitto da vermi che gli esco-
no dalla bocca;
- inoltre la sfortunata madre della piccola Erodiade ha perso anche l'occhio sini-
stro.
Infine Erode dichiara di non fidarsi più dei sacerdoti leviti e prega Pilato di volersi
personalmente occupare dei suoi prossimi funerali.
(Rif. 090)

389 - SOSTITUZIONE DI GIUDA


Gli apostoli reitegrano il loro numero (12), sostituendo Giuda con un nuovo aposto-
lo designato con sorteggio. Il nuovo apostolo è Mattia.
(Rif. 140)

390 - SPIRITO SANTO E GLOSSOLALIA


Gli apostoli si riuniscono e lo spirito santo scende su di loro in forma di fiammella.

186
Dopo l'evento gli apostoli si mettono a parlare in tutte le lingue allora conosciute
senza averle mai studiate.
La folla che assiste all'evento e li ascolta li ritiene ubriachi.
(Rif. 140)

Pare che questo fenomeno si manifesti anche oggi, durante le riunioni di una particolare setta
cristiana (Pentecostale). In sede di preghiera collettiva, lo spirito santo scende su alcuni fedeli
e questi iniziano a pregare in lingue totalmente sconosciute.
Almeno, questo è ciò che sostengono i settari.

Di diverso avviso è Dario Fo (Nobel per la letteratura) che nel suo testo "Mistero Buffo" indaga
e mette in chiaro la tecnica del "grammelot": un parlare apparentemente coerente ma privo di
senso, in uso presso i giullari medievali.

391 - PRIMO DISCORSO DI PIETRO


Pietro assicura i giudei che gli apostoli non sono sbronzi e tiene alla folla un lungo e
convincente discorso.
Alla fine del discorso 3000 giudei si convertono e si fanno battezzare.
(Rif. 140)

392 - GUARIGIONE DELLO STORPIO


Presso la "Porta Bella" del Tempio Pietro guarisce un uomo di 40 anni, storpio dal-
la nascita.
(Rif. 140)

393 - SECONDO DISCORSO DI PIETRO - ARRESTO


La guarigione precedente richiama nel Tempio una grande folla e Pietro, con Gio-
vanni, coglie l'occasione per un altro lungo discorso.
I sacerdoti intervengono ed ordinano l'arresto dei due.
(Rif. 140)

394 - GIUDIZIO IN SINEDRIO


Pietro e Giovanni, tradotti davanti al Sinedrio ed accusati di predicare in nome di
Gesù, si difendono al meglio.
Alla fine vengono minacciati di ritorsioni in caso di altre predicazioni e rilasciati.
(Rif. 140)

RIORGANIZZAZIONE
Dopo la morte di Gesù e superato un periodo di comprensibile sbandamento, il gruppo
esseno-zelota degli "apostoli" si riorganizza e ricomincia ad operare. Si viene a costi-
tuire una comunità settaria, politico-religiosa, di stampo nazionalista (la Nuova Chie-
sa di Gerusalemme) che ha, come scopo primario, quello di destabilizzare la casta sa-
cerdotale al potere e sostituirsi ad essa. Oggi organizzazioni di questo tipo vengono
chiamate PARTITI.
La Nuova Chiesa di Gerusalemme è la prima comunità mista, di matrice giudaico-
cristiana che cerca di mettere d'accordo la legge mosaica con la emergente, ma anco-
187
ra confusa, dottrina nazionalista cristiana.
I membri di questa comunità/setta vengono indicati come Zelanti della Legge, di asso-
luta ortodossia ebraica. Si assiste ad uno strano scontro ideologico: la classe sacerdo-
tale al potere e gli zelanti predicano, in fondo, le stesse cose; l'unica differenza è il
pulpito dal quale predicano, o vorrebbero predicare.
Per la Nuova Chiesa di Gerusalemme sostituirsi alla classe sacerdotale al potere non è
solo una missione moralizzatrice; si tratta anche di controllare il notevole flusso di
denaro che confluisce annualmente nelle casse del Tempio.
Il capo della comunità sarà per qualche tempo Pietro, sostituito poi da Giacomo Il
Giusto ed infine da Giovanni il Minore (le cosidette "colonne"), sempre in contrasto
tra di loro, prima, e con Paolo dopo. Questo naturalmente se si ammette l'esistenza
storica di questi strani personaggi o, almeno di loro sostituti.
Dopo la distruzione di Gerusalemme e la conseguente diaspora (135 e.v.) questo mo-
vimento si estinguerà polverizzandosi in numerose sette che il Concilio di Nicea di-
chiarerà, poi, eretiche. (Rif. 140,172,185)

ANNO 31 (e.v.) - 784 (a.u.c.)

395 - CHE FINE HA FATTO PILATO?


Le versioni in argomento sono molteplici e talmente fantasiose da rendere impossi-
bile una classificazione cronologica degli eventi.
L'anno scelto, il 784 a.u.c., vale come qualsiasi altro.

396 - LA FINE DI PILATO - Prima versione.

 Tiberio, ricevuta la lettera di Pilato, si infuria e manda un emissario (Ra-


ab/Rachaab), con 2000 soldati di scorta, per arrestarlo.
 Tiberio riceve ed ascolta con comprensione Maria Maddalena, venuta a Ro-
ma per protestare contro la crocifissione di Gesù.
 L'emissario ha ordini categorici di:
a. passare a fil di spada tutta la popolazione dei Giudei
b. portare in catene a Roma, oltre Pilato, anche:
 Archelao (figlio di Erode Il Grande?)
 Filippo (figlio di Erode Il Grande?)
 Caifa ed Anna
 e tutti i "capi giudei"
 L'emissario fa uccidere tutta la popolazione maschile dei giudei e fa violenta-
re ed ingravidare tutte le donne dando così origine ad una nuova satanica
razza.
 Durante il ritorno a Roma, presso Creta, Caifa muore; si cerca di seppellirlo
ma la terra lo rifiuta e lo risputa fuori.

 A Roma:

188
 Anna viene avvolto in una pelle di bue ed essicato al sole;
 Archelao e Filippo vengono impalati;
 I capi giudei vengono passati a fil di spada;
 Pilato viene rinchiuso in un antro munito di una sola fessura;

Tiberio, mentre è a caccia, scocca una freccia contro una gazzella. Manca però il
bersaglio e la freccia vagante entra nella fessura dell'antro e uccide Pilato.
(Rif. 090)

397 - LA FINE DI PILATO - Seconda versione.

 Tiberio ordina che Pilato venga condotto in catene a Roma.


 Tiberio interroga Pilato in senato; appena il nome di Gesù viene pronunciato
tutti gli idoli che adornavano l'edificio cadono in frantumi.
 Tiberio ordina a Liciano, governatore della "provincia orientale", di stermi-
nare la maggior parte dei giudei e rendere schiavi i superstiti.
 Tiberio ordina ad un suo ufficiale, Albio, di decapitare Pilato.
 Sul luogo dell'esecuzione, mentre Pilato si raccomanda l'anima agli dei, una
voce dal cielo lo rassicura e gli promette che sarà accolto tra i beati.
 Un angelo raccoglie il capo mozzato di Pilato; la moglie Procula, che aveva
assistito all'esecuzione, muore anche lei di paura. Vengono seppelliti insieme.
(Rif. 090)

398 - LA FINE DI PILATO - Terza versione.

 Tiberio è molto ammalato. Avendo sentito degli straordinari miracoli di Gesù


manda un suo incaricato, Volusiano, in Palestina affinché accompagni Gesù a
Roma.
 Volusiano arriva a Gerusalemme troppo tardi, ad esecuzione avvenuta.
 Volusiano incontra, per caso, una donna di nome Veronica la quale afferma
di possedere una tela miracolosa sulla quale Gesù aveva impresso i tratti del
suo volto.
 Volusiano ritorna a Roma con Veronica e la tela. Appena Tiberio guarda il
ritratto di Gesù guarisce da tutti i suoi mali.
 Pilato giunge a Roma in stato di arresto.
 Condannato a morte, Pilato si suicida con un coltello.
 Il corpo di Pilato viene legato ad un masso e gettato nel Tevere. Eventi stra-
ordinari e paurosi, provocati da spiriti maligni, inducono i romani a ripesca-
re il corpo di Pilato per sistemarlo altrove.
 Il corpo di Pilato viene portato a "Vienne" e gettato nel "Rodano". Anche
qui si verificano gli stessi eventi paurosi del punto precedente.
 Il corpo di Pilato viene seppellito nel territorio di Losanna (Monte di Pila-
to??) ma anche qui gli spiriti del male continuano ad infastidire gli abitanti.

189
 Infine il corpo di Pilato viene sprofondato in un lago circondato da alte mon-
tagne. (Laghetto di Pilato, sui monti Sibillini??)
(Rif. 090)

399 - LA FINE DI PILATO - Altre versioni.


Le versioni precedenti non esauriscono certo l'argomento della fine di Pilato. A
parte ciò che riportano alcuni vangeli apocrifi, nel corso dei secoli, parecchi scritto-
ri trattarono questo soggetto dando origine a tutta una serie di manoscritti assai
fantasiosi e privi di qualsiasi accettabile riferimento storico:

 Morte di Pilato che condannò Gesù


 Anafora
 Paradosi
 La guarigione di Tiberio
 La vendetta del Salvatore
 ...

Lo scopo ultimo di questa strana letteratura era, in buona sostanza, quello di sca-
gionare i romani ed addossare agli ebrei la colpa della condanna di Gesù.
(Rif. 465)

400 - COMUNIONE DI BENI


Intanto gli apostoli si organizzano e si danno da fare. Gli aderenti alle prime comu-
nità, fondate da Pietro, praticavano la comunione dei beni. I possidenti vendevano
case e terreni e depositavano il ricavato ai piedi degli apostoli.
L'usanza della comunione dei beni era tipica della setta essena di Qumran.
(Rif. 140)

401 - ANANIA E SAFFIRA


Anania e Saffira, coniugi, aderenti alla nuova comunità di Gerusalemme retta da
Pietro, vendono un podere per deporne il ricavato ai piedi degli apostoli. Pruden-
temente però mettono nascostamente da parte una quota del ricavato.
Pietro se ne accorge e li fa immediatamente morire.
(Rif. 140)

La setta nota come "Nuova Chiesa di Gerusalemme" era in realtà una propaggine del movi-
mento insurrezionalista esseno-zelota. Il conferimento di tutti i propri beni alla setta era un
obbligo tassativo per tutti coloro che volevano far parte del movimento.
A parte gli introiti, questo garantiva il movimento da eventuali ripensamenti degli aderenti e
dalla loro defezione.
Resta il fatto che questo potrebbe essere il primo esempio di quell'atteggiamento predatorio
che caratterizzerà il cristianesimo nei secoli a venire.
Se avete tempo e voglia varrebbe la pena di informarsi su fatti e misfatti di "pie" consorterie
quali i gesuiti, i francescani e, buon utimi, quelli dell'Opus Dei.

190
402 - MIRACOLI IN MASSA
Gli apostoli si riunivano normalmente nel portico di Salomone ed in tali occasioni
venivano a contatto con innumerevoli ammalati ed indemoniati che erano pronta-
mente guariti.
(Rif. 140)

403 - ARRESTO ED EVASIONE


Naturalmente sacerdoti e sadducei non vedendo di buon occhio quanto sopra, deci-
dono di far arrestare i 12 apostoli.
Di notte un angelo apre le porte del carcere e libera i prigionieri.
(Rif. 140)

404 - IL GIUDIZIO DEL SINEDRIO


Constatata la fuga, i 12 vengono prontamente rintracciati nel Tempio, dove erano
tornati a predicare come se nulla fosse.
Condotti nel Sinedrio vengono nuovamente invitati a smettere di predicare in nome
di Gesù, sottolineando l'invito con una congrua dose di bastonate.
Dopo la bastonatura vengono rilasciati.
(Rif. 140)

405 - LA SCELTA DEI SETTE


Gli apostoli decidono di delegare una parte dei loro impegni quotidiani a sette nuo-
vi incaricati (diaconi) e scelgono:
Stefano, Filippo, Procoro, Nicamore, Timone, Parmenas e Nicola.
(Rif. 140)

ANNO 33 (e.v.) - 786 (a.u.c.)

406 - GIRO DI VITE


La predicazione degli apostoli preoccupa sempre di più le autorità di Gerusalemme
che decidono di porre un freno alla cosa, con tutta una serie di provvedimenti per-
secutori ed arresti.
In questo periodo Saulo (Paolo) si fa notare come uno dei più zelanti persecutori
della nuova dottrina. Molti discepoli ed apostoli cominciano a lasciare Gerusalem-
me per diffondere il loro credo in aree più sicure della Palestina e altrove.
(Rif. 140)

407 - SIMONE MAGO


Simone Mago praticava le sue arti magiche in Samaria. Nell'intento di aggiungere
ai propri poteri anche quelli conferiti agli apostoli dallo spirito santo, si fa battezza-
re da Filippo e poi tenta di convincere Pietro e Giovanni a trasmettergli detti poteri,
in cambio di denaro. Categorico rifiuto degli apostoli.
(Rif. 140)
191
INSERTO 18 - Simone Mago (Tra Mito e Storia)
A Simone Mago viene attribuito il non invidiabile primato di avere inaugurato il malcostume
della "simonia", destinato a perdurare nei secoli, in seno alla chiesa.
In realtà Simone Mago è sempre stato inviso ai predicatori di culti monoteisti in quanto, nella
sua filosofia, negava decisamente il concetto di "immortalità dell'anima".
Luca, nei suoi Atti (8,9-25) lo indica come cultore dello gnosticismo.

Anche se alcuni autori sono propensi a ritenere Simone Mago come un personaggio reale,
mancano nondimeno precisi riferimenti storici sulla sua esistenza in vita e sulle sue opere. E'
quindi probabile si tratti di un personaggio inventato da Marcello, senatore ai tempi di Nero-
ne Imperatore (54-67 d.C.), e poi ripreso tardivamente da Luca negli Atti degli Apostoli (c.
180 d.C.).
Dalle fonti citate si desume sia nato in Samaria nei primi anni dell'era volgare e morto a Ro-
ma nel 64-65 e.v.
Col termine Mago non si deve intendere un facitore di prodigi ma bensì un appartenente alla
classe sacerdotale (Magi) del culto di Zoroastro.
In questa sua veste avrebbe contribuito alla formazione della concezione dualistica di Dio (un
dio del bene coesistente ed eternamente opposto alla figura di un dio del male) e sarebbe l'i-
spiratore, con altri, dei primi vangeli dualistici e della setta manichea.
La sua attività di sacerdote e medico/guaritore si svolge, per i primi anni, in Samaria, dove sa-
rebbe stato battezzato dall'apostolo Filippo, aderendo in parte ai concetti messianici della
Nuova Chiesa di Gerusalemme.

Trasferitosi successivamente a Roma, ospite nella casa del senatore Marcello, diviene consi-
gliere "spirituale" dell'Imperatore Nerone, che pare tenesse in gran conto i suoi insegnamenti
di carattere filosofico e gnostico.
Catturato da un gruppo di giudeo/cristiani, facenti capo a Pietro ed a Paolo, anche essi a Ro-
ma in quel periodo (??), viene scaraventato giù da una torre ma se la cava, fracassandosi ma-
lamente una gamba che, in seguito gli verrà amputata, con una operazione mal riuscita che lo
condurrà alla morte.
Nerone, molto addolorato, ordina solenni onoranze funebri ed individua in Pietro il responsa-
bile del misfatto; per questo delitto Pietro sarebbe stato condannato ad essere crocifisso a te-
sta in giù.
(Rif. 140,146,390,995)

408 - BATTESIMO DELL'EUNUCO


Sulla strada di Gaza, Filippo incontra un etiope, eunuco ed alto funzionario della
regina d'Etiopia.
Filippo induce l'etiope al battesimo e poi scompare.
(Rif. 140)

192
ANNO 35 (e.v.) - 788 (a.u.c.)

< H3>

Riferimento Storico:
LA RIVOLTA DEI SAMARITANI
Un presunto messia (uno dei tanti) eccita gli animi della gente di Samaria, già scismatica nei
confronti dell'autorita' sacerdotale del Tempio, ed organizza un grande raduno presso il santua-
rio del Monte Garizim, con la scusa di mostrare ai fedeli alcune reliquie appartenute a Mosè.
Ponzio Pilato, messo sull'avviso e temendo che la riunione fosse fomentata da intendimenti di ri-
bellione contro l'Impero, ordina l'intervento della cavalleria della Quinta Legione Macedonica
che fa strage della folla giunta al monte.
Molto elevato, anche se incerto, il numero delle vittime; si suppone da 6000 a 10000 morti(???).

ANNO 36 (e.v.) - 789 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
RIMOZIONE DI PONZIO PILATO
A seguito degli eventi accaduti sul Monte Garizim una delegazione di Samaritani si reca dal Go-
vernatore della Siria Vitellio per chiedere giustizia contro l'eccidio ordinato da Pilato. Ritenuto
responsabile di un eccesso non giustificato, Ponzio Pilato viene rimosso dal suo incarico e inviato
a Roma per essere giudicato. Dopo la sentenza viene confinato a Vienne (Gallia) dove finirà i
suoi giorni.
Secondo lo storico della chiesa Eusebio si sarebbe suicidato.

LAPIDAZIONE DI STEFANO
Stefano era a capo di una comunità di ebrei ellenisti, rientrati in patria ed aderenti alla Nuova
Chiesa di Gerusalemme. Durante le sue predicazioni Stefano attacca pesantemente i sacerdoti del
Tempio accusandoli, tra le altre cose, di essere "idolatri".
La reazione non tarda: Stefano viene arrestato e lapidato e la comunità di ebrei ellenisti, che a
lui faceva capo, viene espulsa dal paese.
Gesù, secondo Stefano, era l'ultimo, in ordine di tempo, dei profeti annoverati dalla Bibbia.
(Rif. 995)

409 - ARRESTO E LAPIDAZIONE DI STEFANO


Stefano si fa notare per i suoi prodigi e per i miracoli compiuti tra il popolo. Arre-
stato, viene sottoposto a giudizio in Sinedrio; durante il giudizio si lascia andare ad
un lungo discorso in propria difesa che irrita ancor più i sacerdoti e quindi del tutto
controproducente. Viene pertanto condannato alla lapidazione, anche con l'appro-
vazione di Saulo (Paolo), allora non ancora convertito.
Durante la lapidazione Stefano "si addormenta" e passa così dal sonno naturale a
quello eterno, sotto una grandinata di sassi.
(Rif. 140)

193
410 - CONVERSIONE DI SAULO (Una prima versione)
Saulo parte da Gerusalemme, verso Damasco, con l'incarico di arrestare il maggior
numero possibile di seguaci di Gesù.
Presso Damasco una luce sfolgorante lo acceca e lo fa stramazzare al suolo, mentre
una voce celeste lo invita a cessare le persecuzioni contro i cristiani.
Viene condotto cieco a Damasco dagli uomini della sua scorta.
(Rif. 140)

Saulo era alle dipendenze del sommo sacerdote di Gerusalemme e quest'ultimo non aveva nes-
sun potere di ordinare arresti in territorio siriano. Quindi non si tratterebbe di Damasco in
Siria ma di Damasco sul Mar Morto. In realtà Damasco sarebbe sinonimo di Khirbet Qum-
ran, anche se si è sempre cercato di mascherare questo particolare.
(Rif. 710)

411 - BATTESIMO DI SAULO


A Damasco Saulo viene visitato da un certo Anania, inviato dal Signore, che gli re-
stituisce la vista e lo battezza. In questa occasione Saulo assume il nuovo nome di
Paolo.
(Rif. 140)

412 - LA FUGA DI PAOLO


Paolo comincia subito a predicare, in Damasco, con la stessa foga sino ad allora de-
dicata alla persecusione dei seguaci di Gesù. La cosa lascia a bocca aperta i giudei
di Damasco che, dopo qualche giorno, decidono di farlo fuori.
Viene salvato, nottetempo, da alcuni discepoli che lo calano all'esterno delle mura
cittadine dentro ad una "sporta".
(Rif. 140)

413 - PIETRO A LIDDA


Pietro, a Lidda (piana di Saron), guarisce un uomo di nome Enea, paralitico da 8
anni.
(Rif. 140)

414 - PIETRO A GIAFFA


A Giaffa, Pietro risuscita una vedova di nome Tabita (= Gazzella). Alcuni sostengo-
no invece trattarsi della cucitrice Dorcas.
(Rif. 140)

415 - PIETRO E LA TOVAGLIA


A Giaffa Pietro è ospite di Simone, conciatore di pelli. Mentre, un po' affamato, at-
tende che gli preparino del cibo, cade in "estasi" e vede, per tre volte, una grande
tovaglia che va su e giù per il cielo. La tovaglia contiene animali di ogni sorta; una
voce celeste invita Pietro ad uccidere ed a mangiare ciò che vuole ma egli si rifiuta.
(Rif. 140)

416 - PIETRO E CORNELIO

194
A Cesarea Pietro battezza Cornelio, un centurione romano. Si tratta del primo pa-
gano (non giudeo e non circonciso) ad essere convertito alla nuova fede.
Pesanti critiche a Pietro, da parte dei discepoli circoncisi, per aver concesso la
"grazia", riservata ai soli giudei, ad un indegno pagano.
(Rif. 140)

417 - SAULO A QUMRAN (DAMASCO) (Un'altra versione)


Saulo, malgrado i suoi precedenti di persecutore del movimento esseno-cristiano,
decide di entrare a far parte di questa comunità e si reca all'insediamento di Qum-
ran. Durante il viaggio cade da cavallo; è probabile fosse epilettico.
Accettato, con qualche perplessità, nella comunità, si sottopone al previsto periodo
di noviziato di tre anni.
(Rif. 995)

ANNO 38 (e.v.) - 791 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
ERODE AGRIPPA
Erode Agrippa viene nominato da Caligola tetrarca delle regioni ad est del lago di Tiberiade (Go-
lan).

ANNO 39 (e.v.) - 792 (a.u.c.)

418 - PAOLO A GERUSALEMME


Paolo, tornato a Gerusalemme, cerca di aggregarsi ai discepoli di Gesù (Nuova
Chiesa di Gerusalemme) i quali lo accolgono con grande diffidenza, considerati i
suoi precedenti.
Infine riesce a farsi accettare tramite la mediazione di Barnaba. Inizia a predicare e
si crea un sacco di nemici che decidono di ucciderlo.
Alcuni discepoli lo salvano trasferendolo a Cesarea e poi a Tarso.
(Rif. 140)

ANNO 40 (e.v.) - 793 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
ERODE ANTIPA
Erode Antipa viene destituito da Caligola ed esiliato nei Pirenei.

195
ANNO 41 (e.v.) - 794 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
ERODE AGRIPPA I
Erode Giulio Agrippa I viene nominato re della Palestina.

CLAUDIO IMPERATORE
Claudio I diventa imperatore.

ANNO 42 (e.v.) - 795 (a.u.c.)

419 - ARRESTO E FUGA DI PIETRO


Erode Giulio Agrippa I fa arrestare Pietro e lo chiude in carcere, legato con due ca-
tene, in mezzo a due soldati.
Di notte arriva un angelo che scioglie le catene e lo conduce fuori città, attraverso
una porta di ferro che si "apre da sola".
Recatosi a casa di Maria, madre di "Giovanni detto Marco"(?), stenta a farsi rico-
noscere.
Scoperta la fuga Erode fa ammazzare i carcerieri.
(Rif. 140)

ANNO 43 (e.v.) - 796 (a.u.c.)

420 - MISSIONE DI BARNABA E PAOLO


Mentre si trovano presso la comunità di Antiochia (Siria), lo spirito santo indica i
due personaggi come prescelti per future importanti missioni.
(Tra gli adepti della comunità di Antiochia si annovera anche un certo Mehaem,
compagno di scuola di "Erode il tetrarca")
(Rif. 140)

421 - PIETRO A ROMA


Dopo la fuga dal carcere di Gerusalemme, Pietro giunge a Roma dove continua le
sue predicazioni presso la comunità ebraica.
(Rif. 995)

422 - GIACOMO IL GIUSTO


Dopo la fuga di Pietro da Gerusalemme, la comunità esseno-zelota (Nuova Chiesa
di Gerusalemme) viene diretta e governata da Giacomo il Giusto (il Pio, il Saddiq, il
Minore).

196
(Rif. 140)
Secondo le ipotesi più accreditate Giacomo era figlio di Yoseph e pertanto fratello
di Jeshu.

Una descrizione di Giacomo secondo Eusebio di Cesarea.


Vestiva una tunica di lino, non bevve mai alcool, non mangiò mai carne, non si tagliò mai i ca-
pelli, non si rase mai, non fece mai un bagno. Aveva le ginocchia dure come quelle di un cam-
mello per il tanto che stava inginocchiato a pregare.
L'abito di lino bianco era quello usato dai sacerdoti del Tempio. Giacomo si era attribuito le
funzioni sacerdotali?

ANNO 44 (e.v.) - 797 (a.u.c.)

Riferimenti Storico:
MORTE DI AGRIPPA I
Muore Erode Giulio Agrippa I, re della Palestina

ARRESTO DI PIETRO
Secondo Giuseppe Flavio, il Procuratore romano Cuspio Fado ordina l'arresto di Pietro (Simo-
ne) e del fratello Giacomo, per sedizione.
Per quanto concerne il nominato "Giacomo" ci sono alcune incerte opinioni sulla sua identità;
molti studiosi sostengono trattarsi di Giacomo il Maggiore.
(Rif. 180)

Il viaggio di Pietro a Roma e tutto ciò che ne segue è solo un falso inserito, nel 1429, da Poggio
Bracciolini, segretario di Papa Martino V.
(Rif. 760)

423 - MORTE DI AGRIPPA I


Discutendo con alcuni emissari delle città di Tiro e Sidone, per risolvere certi dissi-
di, Erode Giulio Agrippa I viene colpito da un angelo e muore divorato dai vermi.
(Rif. 140)

ANNO 45 (e.v.) - 798 (a.u.c.)

424 - MATTEO RACCOGLIE DATI ?


Matteo avrebbe cominciato a redigere, in aramaico (?), una prima raccolta parziale
di avvenimenti e di predicazioni di Gesù.
(Rif. 130)

425 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO - CIPRO


Paolo, Barnaba e Giovanni (come aiutante), giungono a Cipro.
Mentre intrattengono il procuratore romano Sergio Paolo, interviene un mago, tale
197
Elimas Bar-Iesus, che cerca di distogliere il procuratore dalle chiacchiere di Paolo.
Paolo si arrabbia ed acceca il mago; il procuratore, esterfatto si affretta a conver-
tirsi.
(Convertirsi a cosa?)
(Rif. 140)

426 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO - ANTIOCHIA DI PISIDIA


Giovanni manifesta forti dissensi sulla natura delle predicazioni, abbandona i com-
pagni e torna a Gerusalemme. Paolo e Barnaba proseguono il viaggio sino ad An-
tiochia di Pisidia.
Paolo tiene un paio di prediche ma subito dopo i due missionari vengono cacciati
dalla città.
(Rif. 140)

427 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO - ICONIO


Paolo e Barnaba giungono ad Iconio dove si trattengono a predicare per lungo
tempo, finché sono costretti alla fuga per evitare la lapidazione.
(Rif. 140)

ANNO 46 (e.v.) - 799 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
CONDANNA DI PIETRO (SIMONE)
Il procuratore TIBERIO ALESSANDRO fa giustiziare PIETRO (Simone) e il fratello GIACO-
MO (il Maggiore?), figli di GIUDA IL GALILEO e presunti parenti di Gesù (secondo l'ipotesi
storica).
(Rif. 180, 760)

Secondo S. Isidoro da Siviglia, Giacomo (il Maggiore) sarebbe morto in Spagna, a Composte-
la, e sulla sua tomba sarebbe stato eretto il famoso santuario.

428 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO - LISTRA


Paolo e Barnaba giungono a Listra. Qui Paolo guarisce uno zoppo dalla nascita sol-
levando l'entusiasmo popolare.
Qualche tempo dopo alcuni Giudei aizzano la folla e Paolo viene lapidato e trasci-
nato fuori città quasi morto.
(Rif. 140)

ANNO 48 (e.v.) - 801 (a.u.c.)

198
429 - PRIMO VIAGGIO DI PAOLO - CONCLUSIONE
Dopo aver toccato Derbe ed altre lunghe peregrinazioni, anche in luoghi preceden-
temente visitati, Paolo e Barnaba giungono ad Antiochia (Siria) dove si trattengono
con i discepoli di questa città per lungo tempo.
(Rif. 140)

ANNO 49 (e.v.) - 802 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
ESPULSIONE DEGLI EBREI
L'imperatore Claudio I emana un editto che ordina l'espulsione di tutti gli ebrei da Roma.

NOMINA DI ERODE AGRIPPA II


Claudio I nomina re Erode Agrippa II senza conferirgli particolari poteri. E' una figura di so-
vrano del tutto simbolica.

430 - ANTEFATTO
Quando Gesù era ancora in vita, Maria gli aveva chiesto la grazia di essere avvisa-
ta, almeno tre giorni prima di morire, per potersi adeguatamente preparare al tra-
passo.
(Rif. 110)

431 - L'ANNUNCIO
Mentre sta pregando presso il sepolcro di Gesù l'arcangelo Gabriele appare a Ma-
ria, le dona un ramo di palma e le annuncia la sua prossima morte.
(Rif. 105,110)

432 - LA PREPARAZIONE
Nella casa di Betlemme, assistita da tre giovinette: Sefora, Abigea e Zaele, Maria si
prepara all'evento e convoca presso di se parenti ed amici.
(Rif. 105,110)

Stabilire dove abitasse Maria, negli ultimi anni della sua vita, è un'impresa ardua. Supponia-
mo Betlemme, ospite dei suoi nipoti, figli delle sorelle Anna ed Emerina. Visto come la chiesa
ha imbrogliato le carte, questa è solo un'ipotesi di comodo.
Quanto ad Abigea, Sefora e Zaele, più che giovinette, dovevano ormai essere delle attempate
zitellone. Per contro Susanna e Rebecca dovrebbero essere defunte da tempo.

433 - ARRIVA GIOVANNI


Giovanni evangelista, al quale Gesù, dalla croce, aveva affidato Maria, si trovava in
quei giorni ad Efeso. Lo spirito santo provvede a trasportarlo a Betlemme su di una
nuvola.
(Rif. 105,110)

199
434 - ARRIVANO GLI ALTRI APOSTOLI
Tutti gli altri apostoli ancora viventi, sparsi in varie parti del mondo per predicare,
vengono teletrasportati a Betlemme, adagiati su delle nubi. Quelli già morti (An-
drea, Filippo, Luca, Simone il cananeo e Taddeo) vengono risuscitati e raggiungono
anch'essi la casa di Maria. Presente anche Paolo; assente Tommaso.
(Rif. 105,110)

435 - EVENTI STRAORDINARI


Stuoli di angeli, serafini e santi primigenii raggiungono la casa di Maria. Il sole e la
luna si posizionano sulla casa stessa.
(Rif. 105)

436 - MIRACOLI
Una grande folla stupita accorre da Gerusalemme e molti ammalati, ciechi, storpi,
sordi e lebbrosi guariscono all'istante toccando i muri esterni della casa.
(Rif. 105)

437 - I SACERDOTI REAGISCONO


Venuti a conoscenza dei fatti i sacerdoti giudei mandano a Betlemme un gruppo di
uomini incaricati di arrestare Maria e gli apostoli.
La spedizione fallisce perché, dopo un miglio di strada, il gruppo viene paralizzato /
accecato da un intervento divino.
(Rif. 105,110)

438 - TRASFERIMENTO A GERUSALEMME


Temendo il peggio e per evitare l'intervento del governatore romano, sollecitato dai
sacerdoti, lo spirito santo trasporta su di una nube Maria e gli apostoli e li deposita
in una casa segreta di Gerusalemme.
(Rif. 105)

439 - MARATONA DI CANTO


Raggiunta la nuova sistemazione gli apostoli si pongono in piedi, intorno a Maria, e
cantano ininterrottamente inni e salmi, per cinque giorni di seguito.
(Rif. 105)

Una cantata a 12 voci, per cinque giorni consecutivi, non è certo il modo migliore per passare
inosservati.

440 - IL FUOCO
Dopo 5 giorni si sparge la voce della loro presenza ed una folla di giudei, istigata dai
sacerdoti, cerca di incendiare la casa.
Però una grande fiamma esce dall'abitazione e brucia vivi un grande numero di
malintenzionati.
(Rif. 105)

441 - ARRIVA GESU

200
Gesù arriva (di domenica) accompagnato da una moltitudine di angeli e cherubini.
Convenevoli, preghiere ed ultime benedizioni.
(Rif. 105,110)

442 - MORTE DI MARIA


Maria muore all'età presunta di anni 71. Dopo la morte la casa si riempie di luce e
di profumo e la terra trema.
(Rif. 105,110)

443 - IL TRASPORTO
Gli apostoli provvedono al trasporto della salma al sepolcro. Gli autori non concor-
dano sul percorso e sulla destinazione:

 dal monte Sion alla valle di Giosafat, secondo Giuseppe d'Arimatea


 da ?....? al Getsemani, secondo Giovanni Teologo.
(Rif. 105,110)

444 - UN EBREO IMPRUDENTE


Durante il trasporto un ebreo di nome Jefonia (oppure Ruben) si avventa sul fere-
tro. Un angelo interviene e gli taglia le due mani con una spada di fuoco.
Pianti, pentimento, perdono e le mani tornano al loro incauto proprietario.
(Rif. 105,110)

445 - ASSUNZIONE
Dopo aver deposto il corpo nel sepolcro si manifesta una grande luce ed il corpo di
Maria viene traslato in cielo dagli angeli.
Per alcuni: Maria e' stata deposta nel sepolcro di sabato ed assunta la domenica
mattina seguente.
(Rif. 105,110)

Sulla assunzione corporea in cielo non ci sono più dubbi: abbiamo l'autorevole conferma nel
dogma del 1950 di Pio XII.
Dopo quello di Demas, di Gesù e di Enoch (e forse di Elia) il corpo di Maria è il quarto a ri-
siedere fisicamente nello spazio senza che nessuno abbia mai stabilito dove sono realmente al-
locati.
Gli astronauti dovrebbero fare attenzione.
Questo se non si vuole tenere conto dell'assunzione leggendaria di Romolo, che però Tito Livio
dichiarava esplicitamente essere una fola.
(Rif. 995)
Il culto di Maria venne istituito all'inizio del 1500(e.v.); è stata una delle iniziative della con-
troriforma.

446 - RITARDATARIO ED INCREDULO


Mentre il corpo di Maria sale in cielo incrocia con una nube che sta trasportando
Tommaso. Alle sue implorazioni Maria gli getta, come ricordo, una fascia che le
cingeva il corpo. Comunque, sceso a terra, Tommaso vuole esaminare la tomba per
togliersi i soliti dubbi.

201
(Rif. 110)

447 - RITORNO
Terminate le onoranze funebri tutti gli apostoli vengono riportati alle rispettive re-
sidenze mediante l'uso delle solite nubi.
(Rif. 110)

ANNO 50 (e.v.) - 803(a.u.c.)

Riferimento Storico:
UNA TRAGICA PROVOCAZIONE
Durante lo svolgimento della Pasqua, uno dei soldati romani di guardia sul tetto del portico, im-
provvisamente si denuda e comincia a far gesti osceni ai devoti pellegrini.
Lo scandalo è enorme; nasce una grande agitazione durante la quale decine di ebrei vengono
calpestati a morte nel cortile.
(Rif. 172)

448 - CONCILIO DI GERUSALEMME


In seno alle diverse correnti facenti capo alla Nuova Chiesa di Gerusalemme si ri-
propone il solito problema. Si tratta di decidere, per conto di YHWH, se anche i pa-
gani convertiti ma non circoncisi, sono meritevoli o meno della salvezza eterna.
Prevale la corrente del si.
(Rif. 140)

Così, come Luca lo pone negli Atti, sembra un problema di lana caprina. La circoncisione è
l'atto fondamentale di adesione all'ebraismo come il battesimo lo è per il cristianesimo. Non si
è cristiani senza il battesimo come non si è ebrei senza la circoncisione.
Ciò premesso, il far dipendere la salvezza, che un eventuale dio puo' decidere di elargire, dallo
stato di conservazione del pene, sembra un'idea quanto meno .....stravagante!

Si avverte una certa aria di scisma nella Nuova Chiesa di Gerusalemme.

449 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - INIZIO


Dopo una furiosa litigata con Barnaba, in merito alla scelta dei compagni di viag-
gio, Paolo parte in compagnia di Sila. Giunti a Listra si aggrega un terzo compa-
gno, Timoteo, previa circoncisione dello stesso.
(Rif. 140)

450 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - FILIPPI


Qui Paolo, Sila e Timoteo se la vedono brutta. Per aver tolto i "poteri divinatori"
ad una indovina del luogo, i magistrati li fanno caricare di legnate e li sbattono in
prigione.
Durante la notte un terremoto spalanca le porte del carcere e scioglie i ceppi dei
prigionieri.
Paolo fa pesare sui magistrati la sua cittadinanza romana e questi, dopo essersi scu-
202
sati, li fanno accompagnare fuori città.
(Rif. 140)

ANNO 51 (e.v.) - 804 (a.u.c.)

451 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - TESSALONICA


Anche qui una sollevazione popolare costringe Paolo, Sila e Timoteo a lasciare la
città, di notte, diretti a Berea. Costretti a fuggire anche da Berea, Paolo si separa
dai suoi compagni e prosegue per Atene.
(Rif. 140)

452 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - ATENE


Ad Atene Paolo predica dall'Aeropago con modesti risultati e qualche commento
canzonatorio.
(Rif. 140)

453 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - CORINTO


Paolo si trattiene a Corinto per 18 mesi, ospite di una famiglia di ebrei, cacciati da
Roma per ordine dell'imperatore Claudio I; si trattava di un certo Agullo, (Agullo-
Aquila(?) e della moglie Priscilla). Paolo collabora all'attività di questa famiglia
(fabbricanti di tende).
Poi le cose si guastano, a causa delle solite predicazioni e Paolo viene trascinato da-
vanti a Gallione Giunio, procuratore dell'Acaia.
Gallione rifiuta di occuparsi di squallide beghe inerenti a problemi di fede ebraica e
lo rimanda libero. Paolo parte per Antiochia (Siria).
(Rif. 140)

ANNO 52 (e.v.) - 805 (a.u.c.)

454 - SECONDO VIAGGIO DI PAOLO - TERMINE


Il secondo viaggio di Paolo termina praticamente a Corinto. Durante il viaggio, ol-
tre alle predicazioni, Paolo avrebbe scritto la prima e la seconda lettera ai Tessalo-
nicesi.
(Rif. 140)

ANNO 53 (e.v.) - 806 (a.u.c.)

455 - TERZO VIAGGIO DI PAOLO - INIZIO

203
Lasciata Corinto, Paolo inizia un terzo viaggio, toccando numerose località della
Galizia e della Frigia. Si ferma ad Efeso per circa due anni, sino a quando scoppia
un tumulto, provocato dagli artigiani argentieri del luogo, contrari, per motivi eco-
nomici, alle predicazioni di Paolo.
(Rif. 140)

456 - TERZO VIAGGIO DI PAOLO


Continuano i viaggi di Paolo. E' il viaggio più lungo e del quale si sa poco. Durerà
sei anni, durante i quali Paolo continuerà a diffondere la sua nuova teologia provo-
cando reazioni a volte violente.
(Rif. 140)

ANNO 54 (e.v.) - 807 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
NERONE IMPERATORE
Il 13 Ottobre Nerone diventa imperatore con il titolo di Pater Patriae.

ANNO 58 (e.v.) - 811 (a.u.c.)

457 - TERZO VIAGGIO DI PAOLO - TERMINE


Dopo aver lasciato Efeso nell'anno 808(a.u.c.), Paolo passa per la Macedonia e la
Grecia e sosta qualche tempo a Troade, dove risuscita un ragazzo (Eutico) che, ad-
dormentato su una finestra(!!), era caduto dal terzo piano. Poi si dirige a Mileto ed
alla fine a Cesarea.
Durante questo viaggio Paolo avrebbe scritto quattro lettere:

 prima e seconda lettera ai Corinzi


 lettera ai Galati
 lettera ai Romani
(Rif. 140)

Strani costumi quelli di Troade! Di solito sulle finestre ci dormono i gatti.

458 - PAOLO A GERUSALEMME


Malgrado fosse stato vivamente sconsigliato da amici e discepoli, Paolo parte per
Gerusalemme dove si incontra con Giacomo il Giusto ed altri apostoli e relaziona in
merito ai precedenti viaggi.
(Rif. 140)

459 - RIMPROVERI E PURIFICAZIONE


204
La chiesa di Gerusalemme, retta da Giacomo il Giusto, rimprovera Paolo perché
nelle sue predicazioni sostiene la non necessità della circoncisione e non sempre si
dimostra ligio alla Legge di Mosè. Gli viene chiesto di assogettarsi ad un rito di pu-
rificazione di sette giorni.
(Rif. 140)

460 - ARRESTO DI PAOLO


Nel Tempio, mentre si purifica, Paolo viene riconosciuto da alcuni rigidi osservanti
della Legge i quali aizzano i presenti contro di lui provocando una vera e propria
sommossa.
Mentre stanno per ucciderlo, viene salvato da un tribuno (Claudio Lisia) e da alcu-
ni soldati romani, che lo prendono in consegna, in stato d'arresto.
(Rif. 140)

461 - DISCORSO DI PAOLO


Prima di essere condotto in carcere dai soldati romani, Paolo chiede il permesso di
tenere un discorso, in propria difesa, alla folla tumultuante.
Il discorso non convince, il tumulto aumenta ed il tribuno lo mette in salvo in ca-
serma.
(Rif. 140)

I romani erano sempre molto guardinghi e pronti ad usare le armi di fronte a qualsiasi tumul-
to o atteggiamento contrario all'autorità dell'impero.
Come mai il tribuno Lisia si assume la responsabilità di far parlare Paolo di fronte ad una fol-
la palesemente ostile e tumultuante?

462 - CITTADINO ROMANO


In caserma, per evitare maltrattamenti e pesanti interrogatori, Paolo si dichiara cit-
tadino romano.
(Rif. 140)

463 - DAVANTI AL SINEDRIO


Comunque il tribuno vuole vederci chiaro e capire cosa stia veramente succedendo;
conduce Paolo davanti al Sinedrio per sentire quali esatte accuse gli vengono mosse.
Altro discorso di autodifesa che non convince nessuno e provoca una altro tumulto.
Paolo viene ricondotto in caserma sotto la protezione dei romani.
(Rif. 140)

464 - LA CONGIURA DEI QUARANTA


Quaranta giudei decidono di uccidere Paolo e si impegnano a tale proposito con un
giuramento solenne. Si mettono d'accordo con i sacerdoti e gli anziani al fine di e-
scogitare uno stratagemma per avere Paolo a portata di pugnale.
(Rif. 140)

Sarebbe interessante sapere su cosa hanno giurato i 40 congiurati. Certo non sulla testa di
YHWH perché, oltre che blasfemo, sarebbe stato poco pratico. Infatti, secondo l'apostolo Bar-

205
tolomeo (sempre ben informato) YHWH ha ...12 teste.
(Rif. 995)

465 - IL NIPOTE
Un nipote (figlio di una sorella di Paolo) venuto a conoscenza della congiura, si reca
in caserma e mette in guardia Paolo ed il tribuno romano.
(Rif. 140)

466 - TRASFERIMENTO A CESAREA


Il tribuno si preoccupa e decide di trasferire, nottetempo, il prigioniero a Cesarea,
sotto buona scorta, 470(!) uomini:

 n. 200 soldati
 n. 70 cavalieri
 n. 200 lancieri

Il tribuno scrive una lettera di accompagnamento al Governatore Felice, spiegando


le circostanze dell'arresto, della congiura e della inconsistenza delle accuse a carico
del prigioniero.
(Rif. 140)

Un sesto dell'esercito romano di occupazione per scortare Paolo? Praticamente tutto il presi-
dio di Gerusalemme sarebbe restato sguarnito.

467 - PROCESSO
Il governatore Felice imbastisce un processo chiamando, come accusatori, il sacer-
dote Anania ed alcuni anziani, assistiti dall'avvocato Tertullo.
Autodifesa di Paolo ed il processo si conclude con un nulla di fatto. Paolo resta pri-
gioniero a Cesarea (per evitare altri tumulti da parte ebraica), godendo di una cer-
ta libertà di movimento. La prigionia durerà due anni.
(Rif. 140)

ANNO 60 (e.v.) - 813 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
PORCIO FESTO
Il nuovo governatore Porcio Festo giunge a Cesarea in sostituzione di Antonio Felice.

468 - NUOVO PROCESSO A PAOLO


Il governatore Festo, giunto in Palestina in sostituzione di Felice, viene sollecitato
dai giudei affinché Paolo venga consegnato a loro.
Festo organizza un nuovo processo ma Paolo se la cava, in quanto cittadino roma-
no, appellandosi al giudizio di Cesare. Festo consente che Paolo venga condotto a
Roma per appellarsi all'imperatore.

206
(Rif. 140)

469 - PAOLO ED ERODE AGRIPPA II


Il re Erode Agrippa II e la sorella Berenice, informati da Festo sullo strano caso di
Paolo, chiedono di poterlo conoscere ed ascoltarlo.
Paolo si difende alla grande raccontando ad Agrippa II ed agli altri convenuti, la
storia delle sue vicende e della sua "conversione". Agrippa II si convince della sua
innocenza.
(Rif. 140)

Berenice, vedova, diverrà la concubina di Tito, durante la sua presenza in Palestina, nel corso
della guerra giudaica.
(Rif. 140,995)

470 - IN VIAGGIO PER ROMA


Paolo ed alcuni altri prigionieri vengono affidati al centurione Giulio affinché li
scorti a Roma.
Nel corso del viaggio la nave naufraga nei pressi di Malta; tutti salvi.
Durante la permanenza di tre mesi a Malta, Paolo guarisce il padre di un certo Pu-
blio, che lo ospitava, mediante la imposizione delle mani.
(Rif.140)

ANNO 61 (e.v.) - 814 (a.u.c.)

471 - PAOLO A ROMA


Giunto a Roma, vengono concessi a Paolo gli arresti domiciliari, con un soldato di
guardia.
Paolo approfitta della relativa libertà per fare opera di proselitismo. La prigionia
durerà due anni.
(Rif. 140)

ANNO 62 (e.v.) - 815 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
NOMINA DI ALBINO
Muore il procuratore Porcio Festo e Albino viene nominato prefetto della Giudea.

MORTE DI GIACOMO - PRIMA VERSIONE.


L'apostolo Giacomo Il Giusto (il Minore) viene lapidato su istigazione dei sacerdoti del Tempio.
(Rif. 140,147)

LA VENDETTA
207
La reazione del gruppo esseno-zelota alla uccisione di Giacomo è immediata. Un commando
vendica la morte dell'apostolo ammazzando il sommo sacerdote Anano.

472 - LETTERA DI GIACOMO IL MINORE


Giacomo "fratello del signore" scrive una lettera, di natura teologica, alle 12 tribù
d'Israele.
(Rif. 140)

473 - MORTE DI GIACOMO IL MINORE - PRIMA VERSIONE


L'apostolo Giacomo "fratello del signore", mentre si trova nel Tempio, viene assali-
to da scribi e farisei, gettato fuori, lapidato e finito con una bastonata in testa.
(Rif. 147)

Durante il periodo in cui Giacomo il Giusto (il Minore) fu a capo della comunità esseno-zelota
(Nuova Chiesa di Gerusalemme), fu costretto a combattere su due fronti:
- contro Paolo che, allontanandosi sempre più dalla Legge Mosaica, crea una propria imma-
gine di Gesù ed una propria dottrina;
- contro i sacerdoti del Tempio, collaboratori dei romani, in combutta con i regnanti erodiani.
Alla fine Giacomo fa uno sbaglio. Si attribuisce le funzioni di sacerdote, si reca al Tempio, ve-
stito con la tunica di lino bianco ed attacca violentemente il sommo sacerdote Anano (figlio di
Annas), nominato da Erode Agrippa II. La reazione dei sadducei, sostenitori di Anano, è
scontata ed immediata, con esito tragico.
(Rif. 185,995)

474 - MORTE DI GIACOMO IL MINORE - SECONDA VERSIONE.


Il prefetto della Giudea Albino ordina l'esecuzione, mediante lapidazione, dell'apo-
stolo Giacomo il Giusto (il Minore) per istigazione alla guerra santa.
(Rif. 995)

Ipotesi poco probabile. Se giudicato sovversivo Giacomo, secondo la legge di Roma, avrebbe
dovuto essere crocifisso.

ANNO 63 (e.v.) - 816 (a.u.c.)

475 - PAOLO LIBERATO


Trascorsi i termini di due anni di arresto domiciliare Paolo viene liberato. Durante
il periodo della prigionia avrebbe scritto parecchie lettere:

 ai Colossesi
 a Filemone
 agli Efesini
 ai Filippesi
(Rif. 140)

208
ANNO 64 (e.v.) - 817 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
INCENDIO DI ROMA
Mentre Nerone si trova ad Anzio un violento incendio, provocato dalla calura, dalla siccità e dal-
le precarie condizioni edili dell'Urbe, distrugge una buona parte della città, gremita di baracche e
di tuguri abitativi.
Le autorità identificano alcuni responsabili tra gli appartenenti ad impopolari gruppi settari giu-
deo/messianici e Nerone li fa mettere a morte.
SVETONIO:....furono puniti i cristiani, un gruppo di persone dedite ad una superstizione nuova
e malefica....
TACITO:....mise avanti come rei dell'incendio gente odiata per i suoi mali costumi, che il volgo
chiama cristiani....

ALBINO
Il prefetto ALBINO lascia la Giudea.

475.1 - I MARTIRI
Il mito dei primi martiri cristiani parte da un supposto passaggio di Tacito in cui lo
storico attribuisce a Nerone di aver fatto uccidere una grande moltitudine di cri-
stiani, nel 64 d.C. a Roma.

Questo passaggio è un falso, uno dei tanti compiuti dagli antichi padri. In effetti si
tratta di un passaggio interpolato da Melito, vescovo di Sardi, intorno al 170 d.C.
(Rif.525)

Lo stesso Tacito (55-120 d.C.) ebbe a chiedersi se le vicende di Tiberio, Caligola,


Claudio e Nerone non fossero state falsificate, nel raccontarle, dai suoi stessi colle-
ghi che lo avevano preceduto.
(Rif.799)

Nel 240 d.C. Origene affermò, con raro candore, che pochissimi cristiani sono morti
per la loro fede e che essi sono facilmente enumerabili.
(Rif.705)

Le storie sui martiri cristiani, imputate a Nerone e ad altri Imperatori, sono state
inventate molto più tardi, nel nono secolo (e.v.); prima di allora non si conoscono
documenti che parlino di questi martiri. In realtà i nomi dei presunti martiri sono
stati presi a caso da antiche pietre tombali e la storia è stata scritta, su ordinazione
della chiesa di Roma, riprendendo in parte il contenuto da uno dei Libri dei Mac-
cabei, libro successivamente espuntato dal canone per evitare imbarazzanti riferi-
menti.
(Rif.510)

A parte poi la banale considerazione che all'epoca il movimento neo-cristiano non

209
era ancora nato e quindi, se esecuzioni ci furono, si poteva al più trattare di soggetti
turbolenti appartenenti a sette giudeo-messianiche o giudeo-cristiane e perciò ereti-
ci dal punto di vista della futura ortodossia; in realtà si è trattato di qualche fanati-
co e intollerante mestatore giudeo che cercava di imporre le sue idee revansciste.
Letteratura asservita, cinema e televisione hanno fatto il resto.

Sul deprecato incendio di Roma la chiesa, nei secoli successivi, ha avuto


buon gioco per diffondere le più stupide menzogne.
L'incendio è scoppiato tra il 18 ed il 19 di un mese di Luglio particolar-
mente torrido, preceduto da un periodo di persistente siccità. L'acqua era
scarsa ed i rifornimenti idrici precari.
Nerone, che si trovava ad Anzio, torna immediatamente a Roma per con-
trollare la situazione ed organizzare l'assistenza per la massa di cittadini
rimasti senza tetto. Molti vengono ospitati in edifici pubblici ed altri siste-
mati in baracche provvisorie, erette su suolo pubblico con materiali distri-
buiti gratuitamente. Nerone ordina anche la distribuzione a prezzi conte-
nuti e a volte gratuita del grano, molto abbondante, stoccato negli edifici dell'annona.
L'incendio viene domato dopo sei giorni e sei notti. Viste le proporzioni dei danni, la città ver-
rà ricostruita sulla base di un nuovo piano regolatore e con materiali incombustibili, compre-
so il nuovo palazzo imperiale (Domus Aurea), in quanto il precedente è stato anch'esso di-
strutto dalle fiamme.
Come in tanti casi del genere, il popolo chiede un capro espiatorio e Nerone, su suggerimento
di Poppea Sabina, manda a morte un gruppo di settari giudeo-messianici, invisi alla maggior
parte della popolazione per i loro tumultuosi scostanti atteggiamenti e odio dichiarato verso
una società che pure li ospitava.
(Rif. 155,799,***)

Il parlare male di Nerone, da parte degli storici "ufficiali" conniventi con il potere clericale, è
un fatto largamente scontato. Quanti si ricordano che Nerone è stato per anni educato da Se-
neca e che tutta la sua educazione era permeata dalle idee di questo grande filosofo stoico?

In questi ultimi tempi però si nota una timida inversione di tendenza. Pubblicazioni e docu-
mentari televisivi tendono a rivalutare il personaggio e a dargli una nuova collocazione stori-
ca, meno servilmente clericale.

ANNO 65 (e.v.) - 818 (a.u.c.)

476 - MORTE DI PIETRO (?)


Secondo alcuni autori in questo anno Pietro sarebbe stato giustiziato a Roma. Si
tratta di una notizia palesemente falsa. Pietro (Simone) è stato giustiziato da Tibe-
rio Alessandro nell'anno 46 e.v., in Palestina.

ANNO 66 (e.v.) - 819 (a.u.c.)

210
Riferimenti Storici:
PRIMI MOTI DI RIBELLIONE
L'insofferenza verso l'occupazione romana e verso la connivenza con Roma da parte delle auto-
rità civili e religiose, ha superato i limiti di guardia. Da Gamla (citta' di Giuda il Galileo) vengo-
no organizzate le prime azioni militari in tutta la Palestina.

PROVVEDIMENTI DI GRESSIO FLORIO


Il procuratore Gressio Florio fa giustiziare 2000(!) ebrei rivoltosi nell'anfiteatro di Cesarea (Ci-
fra del tutto improbabile).

LE GESTA DI MENAHEM: Masada


Altro figlio di Yoseph (?), all'inizio della rivolta, si distingue subito come uno dei capi rivoltosi
più audaci. Con uno straordinario colpo di mano entra nella fortezza di Masada, saccheggia l'ar-
senale e la trasforma in una roccaforte ribelle.
(Rif. 185)

ANNO 67 (e.v.) - 820 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
CONQUISTA DI GAMLA
22 Novembre: i romani penetrano nella città di Gamla e ne distruggono la torre di guardia.

DISTRUZIONE DI GAMLA
24 Novembre: i romani completano la distruzione di Gamla e uccidono 4000(!) ribelli che difen-
devano la città. Altri 5000(!) si suicidano in massa per non arrendersi.
(Rif. 185)

N.B. - Le cifre sono palesemente irreali. Come si potevano stipare nella rocca di Gamla 9000
persone?

LE GESTA DI MENAHEM: Il Messia


Approfittando di una situazione di sbandamento e di generale incertezza, Menahem, affiancato
da Eleazar Ben-Jair, conquista facilmente Gerusalemme, uccide il Sommo Sacerdote Anania e si
autoproclama messia/re dei giudei.
(Rif. 185)

LE GESTA DI MENAHEM: La Contestazione


Le fazioni conservatrici e filo romane di Gerusalemme non apprezzano il gesto di Menahem. Si
organizzano e dopo qualche giorno riescono a sopraffare gli uomini di Menahem e a "detroniz-
zarlo"
(Rif. 185)

LE GESTA DI MENAHEM: Fine del Sogno


La reazione dei conservatori esplode furibonda:
- fanno strage di tutti gli uomini di Menahem che non riescono a fuggire in tempo

211
- Menahem si nasconde a Gerusalemme nel quartiere di Ofel; viene scoperto ed ucciso dopo mol-
ti supplizi.
(Rif. 185)

ELEAZAR A MASADA
Sfuggito al massacro di cui al punto precedente, Eleazar Ben- Jair si rifugia nella fortezza di
Masada, ne prende il comando e difendera' la rocca, contro i romani, per ben due anni.
(Rif. 185)

Eleazar Ben-Jair (Lazzaro) era fortemente coinvolto nella politica di rivendicazione esseno-
zelota messa in atto da Giuda il Galileo.
Se le ipotesi sono attendibili egli era cognato di Jeshu e di Menahem (fratello di Jeshu). Elea-
zar era figlio di Giairo (Jair) e dovrebbe corrispondere a quanto riferito da Giuseppe Flavio
in merito a questo personaggio.
(Rif. 185)

477 - ULTIMI ANNI DI PAOLO


Dopo la liberazione avenuta nell'816(a.u.c.), Paolo si reca ad Efeso, dove prosegue
la sua attività apostolica. Nuovamente arrestato, viene rispedito a Roma. Durante
questi anni avrebbe scritto le seguenti lettere:
- prima lettera a Timoteo
- lettera a Tito
- seconda lettera a Timoteo
- lettera agli ebrei
(Rif. 130)

478 - PRIMA LETTERA DI PIETRO


Da Roma Pietro avrebbe scritto una lettera indirizzata ai gruppi di pseudo-cristiani
dislocati nell'Asia Minore
(Rif. 130)

479 - MORTE DI PIETRO


Pietro viene condannato a morte ed ucciso a Roma il 29 Giugno.
(Rif. 130)

La crocifissione di Pietro, a Roma ed a testa in giù, ha tutta l'aria di essere la solita "pia" fa-
vola.
E certamente lo è considerato che manca qualsiasi, serio, riferimento storico.
In primo luogo la giustizia romana non prevedeva certe fantasie nelle esecuzioni capitali: al
contrario, gli esecutori erano sempre molto pragmatici. In secondo luogo la presunta lettera,
citata al punto 478, sarebbe stata scritta e spedita da Babilonia.
Se Pietro si trovava a Roma quale interesse poteva avere per i gruppi pseudo-cristiani dell'A-
sia Minore?
A parte la banale constatazione che era stato giustiziato in Palestina da almeno 24 anni!
(Rif. 410)

480 - MORTE DI PAOLO


Tradotto a Roma Paolo viene condannato a morte. L'esecuzione sarebbe avvenuta
il 26 Giugno in località Tre Fontane. Sarebbe stato sepolto in una tomba della via
212
Ostiense dove oggi esiste la basilica eretta in suo onore da Costantino I.
(Rif. 130)

E' una delle più spudorate "bufale" del nascente movimento cristiano.

481 - PRIMI VANGELI (?)


In questo anno sarebbero nati il vangelo di Marco, il vangelo di Matteo, quello di
Luca e gli Atti degli Apostoli.
(Rif. 130)

ANNO 69 (e.v.) - 822 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
DISTRUZIONE DI QUMRAN
Vespasiano distrugge definitivamente l'insediamento esseno di Qumran.

VESPASIANO IMPERATORE
Il Primo di Luglio Vespasiano viene eletto imperatore.

ANNO 70 (e.v.) - 823 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
DISTRUZIONE DI GERUSALEMME
A Settembre Tito, figlio di Vespasiano, porta a termine l'assedio di Gerusalemme e distrugge la
città. Nello sfacelo generale la Nuova Chiesa di Gerusalemme ed i suoi ultimi dirigenti svanisco-
no nel nulla.
(Rif. 185)

DISTRUZIONE DEL TEMPIO


L'ultima roccaforte di Gerusalemme, il Tempio, difeso da militanti esseno-zeloti, dopo giorni di
assedio, capitola, viene conquistato e distrutto completamente.
(Rif. 185)

LA DIASPORA
Dopo la caduta di Gerusalemme decine di migliaia di ebrei lasciano il territorio palestinese cer-
cando salvezza e migliori condizioni di vita nei paesi circostanti (peraltro tutti territori romani!).

Sugli ultimi due eventi si sono scritte molte esagerazioni:

 l'uccisione di 1.100.000 (!) giudei, cosa palesemente assurda, visto che la popolazione
dell'intera Palestina si aggirava intorno alle 240.000 unità
 durante gli ultimi giorni di assedio al Tempio, Tito (secondo G. Flavio) avrebbe fatto
crocifiggere almeno 500 giudei al giorno. Se ciò fosse vero i problemi organizzativi non
devono essere stati indifferenti in quanto occorreva provvedere:

213
a. uno spazio di almeno 6000 mq.
b. una quantità enorme di legname, chiodi e funi
c. l'impegno di almeno 150-200 soldati a tempo pieno, distratti dalla loro primaria
funzione di combattenti
d. un efficiente sistema di smaltimento dei cadaveri per evitare il diffondersi di
paurose epidemie.

La guerra di repressione della rivolta palestinese è stata condotta con tre legioni, fatte affluire
in Palestina dai territori limitrofi Siria, Egitto e Cilicia. Ogni legione era composta da poco
più di 6000 uomini (6000 fanti e 120 tra cavalieri, ausiliari, ecc.) quindi un totale di 18000 uo-
mini dislocati in tutti i punti più "caldi" del territorio; l'assedio di Gerusalemme dovrebbe
aver comportato l'impiego di 5000-6000 uomini della Decima Legione Fretensis.

Le altre legioni interessate a domare la rivolta erano la:


- Quinta Macedonica
- Quindicesima Apollinaris

Durante l'assedio di Gerusalemme, una certa Maria di Betezuba, impazzita per la fame, ammaz-
za il suo figliolo e ne mangia una parte, offrendo il resto ad alcuni miliziani zeloti, entrati in ca-
sa, che fuggono inorriditi. Giuseppe Flavio riporta l'episodio aggiungendo il commento di Tito il
quale, irritato dalla determinazione e dalla ostinazione dei giudei nella ribellione, li dichiara
"degni di tanto cibo".
(Rif.185)

Anzitempo ed in previsione della distruzione del Tempio, i sacerdoti hanno avuto cura di na-
scondere, in decine di nascondigli diversi, le notevoli ricchezze sino ad allora accumulate. Il
Rotolo di Rame (MANOSCRITTI DI QUMRAN) ci fornisce un inventario dettagliato e cripta-
to sia delle ricchezze che dei luoghi segreti scelti per occultarle. Tra le varie ricchezze nascoste
ed elencate nel rotolo si calcola esistessero anche 65 tonnellate di argento e 26 tonnellate d'oro.
Dopo la distruzione del Tempio questo tesoro non venne ritrovato e Tito se ne tornò a Roma
con un bottino piuttosto deludente.
(Rif. 772)

Su questa vicenda sarebbe poi nata la (?)leggenda-storia(?) della immensa ricchezza ritrovata
dai Cavalieri Templari, durante lunghi anni di scavi tra le rovine del Tempio (c.1119-1130
e.v.). Una ricchezza che nel 1307-1313 e.v. sarebbe poi stata causa del loro massacro e della lo-
ro estinzione.

ANNO 71 (e.v.) - 824 (a.u.c.)

Riferimenti Storici:
PAGARE LE TASSE
Vespasiano decreta che ogni ebreo, ovunque residente nei territori dell'Impero, deve pagare una
tassa pro-capite di due dracme. Dopo la distruzione del Tempio il pagamento dei relativi tributi,
da parte degli ebrei, era venuto meno. Vespasiano vuole riattivare questo flusso di denaro a favo-
re dell'amministrazione di Roma.
(Rif. 185)

214
MOTI AD ALESSANDRIA
Dopo la sconfitta molti rivoltosi, zeloti e sicari, si erano rifugiati in Egitto, con le rispettive fami-
glie. Ad Alessandria molti di essi cominciano ad istigare gli ebrei della comunità locale alla rivol-
ta contro Roma e la nuova tassazione. Arrestati in 600 (compresi donne e bambini) vengono tor-
turati dai romani per costringerli a riconoscere Cesare come loro imperatore e dio; nessuno cede.
(Rif. 185)

ANNO 73 (e.v.) - 826 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
LA CADUTA DI MASADA
In Aprile cade Masada, assediata per oltre due anni da Vespasiano, da Tito ed infine da Flavio
Silla. Comandava la fortezza Eleazar Ben-Jair, il quale, resosi conto dell'impossibilità di resistere
ancora, convince i superstiti al suicidio collettivo. Muoiono in questo modo 955(!) persone. Dolo
due donne e tre bambini, che si erano prudentemente nascosti, scampano al massacro.
(Rif. 185)

ANNO 81 (e.v.) - 834 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
DOMIZIANO
Domiziano diventa imperatore. Fa perseguitare i discendenti di Davide e quindi imprigionare i
nipoti di Giuda Il Galileo. Gli arrestati erano considerati rivoltosi e combattenti messianici per il
ristabilimento sul trono della "vera" stirpe regale d'Israele.

ANNO 90 (e.v.) - 843 (a.u.c.)

482 - SECONDA LETTERA DI PIETRO


E' uno scritto apocrifo ad opera di un discepolo di Pietro che avrebbe cercato di in-
terpretare il pensiero dell'apostolo.
(Rif. 130)

ANNO 95 (e.v.) - 848 (a.u.c.)

483 - GIOVANNI A PATMOS


L'apostolo Giovanni viene confinato nell'isola di Patmos a causa delle sue manife-

215
stazioni di natura messianica. Durante questo soggiorno avrebbe redatto il testo
dell' Apocalisse.
(Rif. 130)

ANNO 98 (e.v.) - 851 (a.u.c.)

Riferimento Storico:
TRAIANO IMPERATORE
Il 27 Gennaio Traiano viene eletto imperatore.

ANNO 100 (e.v.) - 853 (a.u.c.)

Attorno a questo anno la comunità rabbinica di IAMMIA stabilisce quali devono esse-
re i libri canonici della Bibbia ebraica. A questo proposito occorre notare:

a. come solo la fazione moderata dei farisei sia sopravvissuta alla caduta di Geru-
salemme; cioè quella corrente riformatrice vicina al popolo e lontana dalla
templocrazia sadducea e dai zeloti (corrente vicina ai farisei ma usa all'azione
violenta). I farisei trasformeranno la figura del rabbino (rabbi = padre) da sem-
plice uomo di prestigio a prete, quale punto di riferimento religioso della socie-
tà, ed in pratica segneranno, come una loro matrice, la cultura ebraica dalla
guerra giudaica sino ad oggi;
b. come solo allora si sia deciso quali dovessero essere "i libri della Bibbia", oltre
ai primi cinque già noti. Quindi Gesù, Paolo, Davide, Salomone, Esdra, Giuda
Maccabeo ed Erode non sapevano - e non potevano sapere - quali fossero i loro
"libri santi", al di fuori del Pentateuco.
(Rif.725)

484 - MORTE DI GIOVANNI - OPERE


L'apostolo Giovanni muore a Patmo (o a Efeso?). Durante gli ultimi anni di vita a-
vrebbe redatto il suo vangelo. Gli sono attribuite anche tre lettere, probabilmente
risalenti al periodo che va dall'848 all'853 (a.u.c.).
(Rif. 130)

216
PARTE IV - Le Favole Aggiunte: Pietro e Paolo

LA LEGGENDA DI PIETRO

Per questo mitico personaggio è necessario essere d'accordo su alcune premesse:

 Il termine "pietro" non è un nome; esso è soltanto un attributo, una qualifi-


cazione, un soprannome dato ad un personaggio di comodo, il cui primitivo
nome è SIMONE; su questo i quattro vangeli canonici non lasciano dubbi.
 I dubbi ivece nascono quando si tenta di capire il significato attribuito al
qualificativo "pietro".

L'abitudine di usare questo termine, con diversi significati, per riferirsi ad un de-
terminato personaggio lo ha, alla lunga, trasformato in un nome proprio che,
nell'ambito del mito cristiano, si è sostituito a quello di Simone.
In realtà, secondo Giuseppe Flavio (Antichità Giudaiche) Simone (Pietro) ed il fra-
tello Giacomo, figli di Giuda il Galileo, sono stati giustiziati da Tito, nel 44/46 e.v., per
sedizione.

Il personaggio di Pietro, considerato come custode del paradiso, ha origine nel "Li-
bro Egiziano dei Morti", dove viene menzionato come Petra, detentore delle chiavi
dell'aldilà egizio.
Su questo personaggio sono stati creati molti miti, attribuendo al suo nome molte-
plici significati derivati da culti che risalgono alla notte dei tempi.

217
Nella pratica dei culti solari, anche il fallo, come il sole, era considerato il "Salvatore del
Mondo" tenuto conto della sua funzione per la perpetuazione della specie ed il fallo era sim-
boleggiato da una pietra eretta, da una colonna o da un pilastro, come ancora oggi in uso
nell'ambito delle credenze induiste.
Questo culto era assai comune anche in Israele, se si deve dare credito alla Bibbia (Genesi
28:10,35:14) dove Giacobbe è descritto impegnato nella pratica molto antica di ungere il sacro
pilastro, simbolo fallico.
Il Vaticano preserva una statuetta di bronzo (in figura) raffigurante un gallo dotato di un e-
norme pene di natura umana al posto del becco. Sul piedestallo si legge l'iscrizione greca:
"Salvatore del Mondo".

[N.B. - Il disegno riprodotto è tratto da una immagine pubblicata da B. Walker, (Rif.510) e ripor-
tata anche in (Rif.710)]

Cattivi pensieri: E' forte la tentazione di scorgere in questo simbolo l'atteggiamento e


la propensione che la chiesa ha sempre avuto nei confronti dei suoi fedeli.

Sempre a proposito di simboli fallici, Anatole France (Nobel 1922, per la letteratu-
ra) argutamente affermava che "i campanili sono come delle siringhe protese verso i
culi nudi dei cherubini"

Anticamente, assai prima del cristianesimo, gli Ierofanti (preti/profeti che annun-
ciavano la venuta di un qualsiasi cristo) erano chiamati anche Petr, con il significa-
to di "roccia". In Egitto erano detti Petor o Pator).
Petr era il nome della roccia sulla collina del Vaticano dove fu costruito, inizialmen-
te, il tempio della religione mitraica.
Il termine Pietro non significa solo "pietra" o "roccia" ma anche "gallo" e , per e-
stensione di significato pene o fallo, parole comunemente usate, ancora oggi, per in-
dicare le funzioni vitali e riproduttive maschili.
Il gallo fu uno dei simboli attribuito a Pietro, il cui nome quindi ha anche il signifi-
cato di principio maschile (pater) e di pilastro fallico (pietra). Per questo, l'immagi-
ne del gallo, in passato, venne spesso piazzata sulla cima dei campanili, costruzioni
considerate da qualcuno alla stregua di simboli fallici, come gli obelischi, le colonne,
ecc.

A Roma, prima che le sette cristiane prevalessero, era diffuso il culto del dio Giano,
rappresentato con delle chiavi in mano. E' molto probabile che la storia di Pietro

218
sia stata derivata anche da questo culto (Le Chiavi del paradiso).
Occorre infine rammentare che, secondo determinate interpretazioni, il termine
"pietro" è stato considerato come sinonimo anche di "fede", per cui il passo evan-
gelico (Matteo 16,18):
".....tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia chiesa...."
andrebbe letto ed inteso come:
"....tu sei la fede e su questa fede io edificherò la mia chiesa....".
Interpretazione pericolosamente riduttiva che mette in dubbio il "primato" di Ro-
ma e del Soglio di Pietro.

Il passaggio di Pietro, e la sua morte a Roma, rientrano quindi nelle tante falsità
della "pia frode". Questa storia fu deliberatamente inserita nelle scritture, nel III
secolo circa, come un punto di forza per favorire il primato della chiesa romana
contro le chiese orientali, molte delle quali si vantavano di essere state fondate da
qualche importante apostolo.
Successivamente, nel 1429 e.v., il celebre falsario Poggio Bracciolini, segretario di
papa Martino V, si dedicò a vere e proprie forzature dei cosidetti "testi sacri", per
esaltarne la figura e portarla agli attuali livelli di "devozione".
Di certo sino intorno al 150-165(e.v.) questa figura era del tutto sconosciuta ai "pa-
dri della chiesa", come Giustino Martire (100-165 e.v.), che non ne fanno mai men-
zione. I primi accenni vengono fatti da Ireneo verso il 200(e.v.)
(Rif.710,385,510,520)

Da anni, la chiesa romana si affanna a scavare, a dritta e a manca, alla ricerca di


qualche "osso" per giustificare il suo "primato".
La pretesa scoperta del sepolcro di Pietro sotto la basilica vaticana, fatta nel 1939
dall'archeologa Margherita Guarducci, e poi strombazzata trionfalmente da Pio
XII nel 1950 si è, alla fine, rivelata per quella che era: una grandiosa e ben orche-
strata bufala.
In seguito c'ha provato anche Paolo VI, che nel 1968, nella sua veste di "infallibile"
ha "certificato" l'autenticità di un mucchietto di ossi di dubbia provenienza.

Secondo Pausania (Periegesi, libro III) due antichissime statue di Afrodite, conservate a Spar-
ta, erano scolpite molto rozzamente in legno di pero e avevano una forma "simile a delle co-
lonne".

SAULO DI TARSO (PAOLO) (Tra Mito, Ipotesi e Storia)

Per quanto riguarda la nascita si dice sia nato a Tarso in Cilicia (Anatolia) ma la
data di nascita è incerta. Probabilmente è nato intorno al 760 a.u.c. (13 anni dopo la

219
nascita di Gesù).
Comunque san Gerolamo non è d'accordo e indica come luogo di nascita il borgo di
Giscala in Galilea.
(Rif. 712)

Secondo santa Tecla: era di persona corta e robusta, largo di spalle e con le gambe
piegate (deformi), quando camminava le sue ginocchia si toccavano ed era costretto a
procedere a piccoli passi. Aveva fronte larga, la testa calva, soppraciglie unite e naso
aquilino.
Non si può quindi dire che fosse un adone.
(Rif. 127)

Non si conosce molto riguardo la famiglia. Si ipotizza fosse una famiglia aristocrati-
ca e molto facoltosa, (tribù di Beniamino?) da sempre legata a Roma e che quindi
godeva della cittadinanza romana, quella cittadinanza che Saulo sa sfruttare molto
bene nei momenti più significativi della sua storia.
Detto per inciso, i romani erano molto cauti nel concedere la cittadinanza di Roma
agli stranieri, perciò si può supporre che la famiglia fosse legata a Roma da partico-
lari e forti interessi (tra l'altro: fabbricanti-fornitori di tende militari per l'esercito
imperiale). Resta però da considerare il fatto che Tarso è diventata colonia romana,
sotto l'imperatore Caracalla, verso il 970 a.u.c., e cioè 150 anni dopo la presunta
morte di Paolo. Da dove veniva dunque questo ambito privilegio di cittadino roma-
no? Si trattava alfine di una famiglia giudea di tendenze farisaiche.

....il tribuno gli disse: "Dimmi, tu sei romano?" Ed egli rispose: "Si".
"Io - riprese il tribuno - ho acquistato questa cittadinanza a caro prezzo".
E Paolo: "Io invece vi sono nato".
(Rif. 140)

La sua cultura doveva essere molto vasta. Educato dalla famiglia in base ai precetti
della Torah e della Legge Mosaica, la sua educazione è stata sicuramente integrata
con quella cultura di stampo ellenistico allora assai diffusa in Cilicia.
Inviato nella sua prima giovinezza a Gerusalemme, frequenta la prestigiosa scuola
di Gamaliele. Pare avesse una totale padronanza della lingua greca, della lingua e-
braica e di quella aramaica.

Ancora molto giovane, grazie probabilmente agli appoggi di cui godeva, diventa un
agente fiduciario del sommo sacerdote del Tempio. Occupava quindi una posizione
di rilievo e se in quel periodo ha conosciuto Gesù, lo ha conosciuto stando in campo
opposto ed operando per il controllo ed il contenimento delle rivendicazioni mes-
sianiche degli esseno-zeloti.
Resta comunque legittimo il sospetto che non abbia conosciuto effettivamente Gesù.
In effetti solo dopo tre anni dalla morte del Cristo entrerà in contatto e cercherà di
confrontarsi con quelli che si ipotizza lo abbiano conosciuto.
Saulo è molto zelante nel compimento dei suoi doveri acquistando così una fama
pesantemente negativa tra i sostenitori del movimento messianico. Tutto questo si-
220
no al 789(a.u.c.) anno in cui Saulo riflette seriamente sul proprio avvenire. Prossi-
mo ai 30 anni, ambizioso, arrivista, profondamente umiliato dal suo ex maestro
Gamaliele, che gli rifiuta la figlia in sposa a causa delle sue deformità, si rende con-
to:

a) che al servizio del Tempio le prospettive per il suo futuro non sono poi tanto esal-
tanti;
b) che la marea montante del movimento esseno-zelota ha in sè qualcosa che la sua
intelligenza è in grado di incanalare e mettere a frutto.

Questo considerato, parte alla chetichella alla volta di Kirbet Qumran (Damasco) e
chiede di entrare a far parte della comunità. Si può solo immaginare la sorpresa
degli esseni di fronte a tanta richiesta da parte di un personaggio con una fama co-
me la sua. Comunque alla fine viene battezzato (rito di ingresso) e si assoggetta pa-
zientemente al noviziato di tre anni, durante i quali assorbe i principi del movimen-
to esseno e, a tutti gli effetti, diventa egli stesso esseno (o almeno così pare). Le peri-
pezie che seguono al suo primo ritorno a Gerusalemme, gli incarichi ricevuti dalla
Nuova Chiesa ebraica, i viaggi e le polemiche sono già stati riportati nei rispettivi
anni della cronologia.

Quello che occorre rilevare è che sin dall'inizio Paolo (ora lo si può chiamare così)
si rende conto che la cosidetta "Nuova Chiesa di Gerusalemme" è solo una conven-
ticola di zombi che si alimenta di sterili polemiche e di battibecchi con la casta sa-
cerdotale del Tempio, mentre lui, Paolo, ha idee ben più grandiose: creare una
nuova corrente religiosa che, pur essendo di matrice ebraica, possa essere diffusa
ed accettata anche da altri popoli. La Nuova Chiesa Ebraica di Gerusalemme, per
quella orgogliosa forma di chiusura mentale e sociale (che sarà, nei secoli, causa di
infinite persecuzioni)

"noi siamo il popolo eletto"

si rivolge esclusivamente alle comunità ebraiche, sparse un po' dovunque nel bacino
del Mediterraneo, per aizzarle contro l'autorità del Tempio; Paolo invece vuole ri-
volgersi anche ai "non circoncisi" proponendo loro un nuovo culto su basi che non
contrastino e non mettano in allarme l'attento e sospettoso governo di Roma.

E poi, a proposito di "popolo eletto", stando a quanto riporta la Bibbia (Giosuè 24,2-24) Ja-
hvè non ha eletto gli ebrei come suo popolo prediletto ma sono stati gli ebrei a eleggere Jahvè
come loro dio, su sollecitazione di Giosuè, nella grande radunanza di tutte le tribù d'Israele a
Sichem. Bisognava pure definire un qualcuno a cui tutto attribuire e da cui tutto derivare.
(Rif. 130)

Per quanto si possa dire, l'ipotetico Gesù era un ebreo ortodosso e come tale sareb-
be rimasto sino all'ultimo; non ha mai avuto l'intenzione di creare una nuova reli-
gione. Gesù mirava al sodo ed aveva obiettivi molto terreni ed assai poco celesti:

221
avrebbe puntato al trono di Israele e a null'altro.

Paolo è persona intelligente e scaltra. Sa benissimo che le masse possono essere go-
vernate, più che con lo scettro (o le armi), con i miti, le paure indotte e le grandi il-
lusioni. Si mette perciò alacremente all'opera e pesca, a piene mani, nel ricco reper-
torio dei miti del passato, da quelli egizi a quelli della Mesopotamia, a quelli dell'in-
sorgente messianesimo. Si inventa una quantità di miracoli che attribuisce a Gesù
trasformandolo, poco alla volta, in una specie di dio. Fa esattamente ciò che faceva-
no i romani divinizzando i loro imperatori anche se poi, a volte, si dimostravano
degli emeriti citrulli, per non dire bestie! Una occhiata alle FONTI MITICHE puo'
chiarire da dove sono derivate determinate basi della teologia cristiana-paolina.

Nel fare questo Paolo entra inevitabilmente in conflitto con la classe dirigente della
Nuova Chiesa di Gerusalemme, ancorata al rigido rispetto della legge mosaica, ma
non dell'autorità del Tempio.

Le predicazioni di Paolo, di natura deviante e con poco in comune con le idee con-
servatrici coltivate in seno alla Chiesa di Gerusalemme, preoccupano molto il
gruppo dirigente della comunità.
Lo scontro è violento; Paolo viene accusato di inventare, di sana pianta, una nuova
teologia che ha sempre di meno in comune con la fede giudaica e la Legge di Mosè;
viene accusato di attribuire a Gesù, che non ha mai conosciuto, parole ed atti che
quest'ultimo non si sarebbe mai sognato di dire o fare.
Il problema per Giacomo il Giusto, che ormai è il capo indiscusso della comunità di
Gerusalemme, è quello di capire sino a che punto sia utile convertire i pagani alla
dottrina ebraica della Nuova Chiesa di Gerusalemme.
Come conservatore è probabilmente più propenso a riservare questo "privilegio"
agli appartenenti al "Popolo Eletto". Per Paolo invece il problema è un altro: e-
spandersi anche tra i pagani o accettare un inevitabile declino. Paolo non capisce, o
non accetta, l'idea settaria e ristretta del messia di Aronne che dovrebbe risolvere le
beghe con i sacerdoti del Tempio; Paolo pensa ad un messia da proporre, a livello
mondiale, basato su altri presupposti e con finalità di ampio respiro.
Comunque il concilio di Gerusalemme del 58 e.v. si chiude senza grandi decisioni;
in pratica ognuno resta ancorato alle proprie idee.
(Rif. 995)

Malgrado ciò la Nuova Chiesa di Gerusalemme esita a liberarsi di un "apostolo tan-


to scomodo" e questo per un buon motivo. Qualsiasi setta, culto o credenza per af-
fermarsi ha bisogno di una struttura, di una organizzazione per la diffusione del
credo e quindi ha bisogno di denaro. E Paolo è la persona adatta per fare quattrini.
Affabulatore spigliato, energico e convincente, nei suoi tre lunghi viaggi, raccoglie
una quantità considerevole di contributi che versa regolarmente nelle casse della
Nuova Chiesa di Gerusalemme.
Gli ebrei, fuori dalla Palestina, avevano mantenuto il loro legame con il Tempio di
Gerusalemme, legame che, al lato pratico, si concretizzava con il versamento di un
contributo annuale di mezzo siclo d'argento.
222
Paolo, con la sua abilità, riesce a deviare in parte questo flusso di denaro racco-
gliendolo per la Nuova Chiesa di Gerusalemme. Tutto questo potrà apparire poco
apostolico ma Luca, negli Atti degli Apostoli (11,29), implicitamente ne da confer-
ma: le chiama "elemosine".
(Rif. 140)
Paolo nelle sue epistole le definisce esplicitamente "collette".

E' difficile stabilire sino a che punto Paolo sia riuscito a portare avanti le sue bugie
ed il suo progetto di fondatore di un nuovo culto; un fatto è certo: dopo di lui alcuni
altri (evangelisti) hanno raccolto il testimone ed hanno proseguito nella realizzazio-
ne del progetto continuando a divinizzare, a tappe e per circa tre secoli, la figura di
Gesù.
Una cosa che ha sempre messo in fastidioso imbarazzo sia i cristiani che gli ebrei, è
il fatto che, malgrado tutto, Paolo, come Gesù, è sempre stato fondamentalmente
ebreo. Anche se con le sue predicazioni ha messo in discussione alcuni principi della
legge mosaica non vuol dire che abbia rinnegata la sua primitiva matrice di stampo
farisaico.

Tra le altre cose occorre segnalare che "secondo lo storico della chiesa Eusebio di
Cesarea ed altri, Paolo si sarebbe (non si sa bene quando) sposato con una certa Evo-
dia."

Che fine abbia fatto Paolo realisticamente non lo sa nessuno. Dopo le ultime disav-
venture a Gerusalemme ed il suo trasferimento a Roma, sembra svanito nel nulla.
Lo stesso Luca, che negli Atti degli Apostoli ne esalta le gesta, termina la sua pre-
sunta testimonianza lasciando aperta la questione.
(Rif. 140)
Un fatto è innegabile; durante il suo soggiorno a Cesarea e durante gli "arresti do-
miciliari" a Roma ha goduto di strani inconsueti privilegi. Di quale considerazione
godeva Paolo presso il governo romano e perché?

Dopo due anni di permanenza a Roma Paolo, che ormai ha 56-57 anni, sparisce dal-
la circolazione. Che fine abbia fatto resta dunque un mistero. L'ipotesi più accredi-
tata, ma sempre opinabile, è che il governo di Roma (Nerone) lo abbia trasferito in
un soggiorno definitivo e più "tranquillo" in Spagna.

NOTA - Secondo R.H. Eisenmann: Paolo, aristocratico e molto agiato, godeva di conoscenze in
alto loco con il potere dirigente. In confidenza con i governatori di Cesarea e con Erode Agrippa
II, poteva essere un agente di Roma. Fornisce informazioni ed il potere lo protegge, gli attribui-
sce una nuova identità e denaro e questo spiegherebbe la definitiva sparizione, non giustificata
negli Atti degli Apostoli.
(Rif. 343)
Da considerarsi come una battuta: forse la CIA ha origini antichissime.

Durante gli ultimi anni è certo che abbia affinato le basi della sua costruzione teo-

223
logica, fondando una setta proto-cristiana, dagli imprevedibili sviluppi e meno "e-
sclusiva" dell'ebraismo, lasciando ad altri seguaci il compito di formalizzarla e dif-
fonderla. In fondo la dottrina di Paolo, che predicava la sopportazione agli oppres-
si, agli schiavi ed ai reietti, in vista di una immancabile ricompensa post-mortem,
non doveva dispiacere al governo di Roma, sempre in lotta contro le rivendicazioni
e gli aneliti di libertà delle popolazioni sotto il giogo dell'impero.

E' ora necessario ed opportuno tornare coi piedi per terra.


In questi ultimi anni i dubbi, le perplessità e le incongruenze che sono sorte su questo
singolare "missionario" mettono in forse la sua "reale esistenza" ed insinuano il
dubbio che si tratti di un personaggio di pura invenzione, dietro al quale siano state
mascherate ben altre realtà.

Una analisi attenta ed accurata dei Rotoli di Qumran e dei Vangeli gnostici di Nag
Hammadi, ha recentemente indotto lo studioso R.H. Eisenmann alla formulazione
di una nuova suggestiva tesi.
Paolo sarebbe stato "l'Uomo di Menzogna" che, nell'ambito della setta essena, si sa-
rebbe contrapposto a Giacomo, fratello di Gesù e "Maestro di Giustizia" della stessa
setta.
(Rif. 343)
Paolo avrebbe quindi provocato uno scisma nella setta e, dopo essere stato cacciato
dalla comunità, avrebbe dato origine ad un nuovo movimento "La Setta degli Apo-
stolici" di matrice fortemente gnostica. Qualche secolo dopo la burocrazia clericale
di Roma avrebbe ripulito le idee di Paolo dalla loro componente gnostica, trasfor-
mandolo nel personaggio di comodo oggi a tutti noto.

Resta sempre il fatto che tesi e supposizioni sul personaggio Paolo sono tante e tali
da indurre, in definitiva, a mettere in dubbio la sua stessa esistenza. Fino a che pun-
to i documenti di Qumran e di Nag Hammadi hanno una valenza storica oltre che
mitica?

Considerando le cose da un altro punto di vista e fermi restando alla favola evange-
lica, Paolo non sarebbe quindi uno dei 12 Apostoli, ma il più eminente convertito
dopo la morte di Gesù. Egli avrebbe operato come missionario e pastore ed anche
come un instancabile raccoglitore di quattrini dei Gentili che consegnò poi alla
Nuova Chiesa di Gerusalemme, di matrice esseno-cristiano-giudaica.
In realtà non esiste la minima prova storica che questo personaggio sia nato, vissuto
e morto come Luca ci racconta nel suo "Atti degli Apostoli". Anzi, certe reticenze
dello stesso Luca confermano che si tratta di un personaggio inventato, presumi-
bilmente intorno al 180-220 d.C., dopo la stesura dei primi vangeli.

E' quasi certo che il nome fittizio di Paolo costituisca solo un punto di aggregazione
e di riferimento in cui convergono idee e principi maturati nei primi secoli
di un cristianesimo ancora incerto e privo di precise identità.
224
Nessun storico ne parla; Giuseppe Flavio (37-95 e.v.), che ha vissuto a Roma nello
stesso periodo di tempo, attribuito all'analoga permanenza di Paolo, non ne fa al-
cun cenno. Lo stesso si può dire di Plinio il Giovane (62-113 e.v.), Tacito (55-120
e.v.) o Svetonio (69-140 e.v.). Le epistole di Paolo, che sono una parte importantis-
sima del Nuovo Testamento e che dovrebbero essere i primi documenti cristiani,
per uno strano caso non parlano quasi mai di Gesù, anche se si vuol far credere che
Paolo sia vissuto durante e dopo l'avvento di questo cristo e che quindi avrebbe do-
vuto conoscere bene la sua vita ed i suoi miracoli.
Si può invece facilmente constatare come queste epistole siano una farraginosa mi-
scela di concetti spirituali ripresi da vari culti, sette, religioni e scuole misteriche e-
sistenti da centinaia o migliaia di anni prima del cristianesimo.
Paolo non parla mai di Pilato, dei romani, di Caifa o del Sinedrio, di Erode o di
Giuda, delle pie donne o di qualsiasi altra persona od eventi, tanto menzionati nei
vangeli "ufficiali" della chiesa, e tantomeno della nascita straordinaria del Salvato-
re, delle parabole e dei suoi strabilianti miracoli.

Come si può pensare che un predicatore del nuovo messia possa andare per il mon-
do a convertire la gente nel nome di Gesù senza citare una sola volta i suoi detti o le
sue parabole? Il fatto in se stesso che non ci sia un solo detto di Gesù, riportato dai
vangeli e che sia stato citato da Paolo nelle sue lettere è inammissibile e fatale per la
storicità sia di Gesù che del suo presunto apostolo/missionario.

(Ci sono poi delle cose veramente eclatanti. Nella prima lettera a Timoteo Paolo parla del lavoro
di Marcione intitolato "Antitesi". Questa lettera, secondo la chiesa, sarebbe stata scritta intorno
al 65-66 e.v. Posto che Marcione è vissuto dal 85 al 160 e.v., ed è stato espulso dalla chiesa di
Roma nel 144 e.v. per eresia, se ne deduce che la letterina a Timoteo è stata scritta prima che
Marcione stesso nascesse!)
(Rif.***)

Una ipotesi abbastanza attendibile, ma da dimostrare, è quella che attribuisce le lettere


paoline all'opera di Marcione. (H. Detering-Der Gefaelschte Paulus-1995)

Recenti studi propendono oggi ad attribuire a Marcione l'invenzione del personag-


gio di Paolo di Tarso.
(Rif. 145)

E, per quello che è dato capire, gli eventi della vita di Paolo sono stati integrati, solo
successivamente, nel Nuovo Testamento ed i particolari sono stati derivati anche
dalla vita di APOLLONIO DI TIANA, (detto il "Nazareno").

L'intero gruppo dei documenti "paolini" costituirebbe dunque una rozza falsifica-
zione. Nessuna lettera può essere attribuita a questo "Paolo": si tratta unicamente
di esercizi mal riusciti di pseudoepigrafia basati sul presupposto che la maggior
parte della gente "beve tutto" senza minimamente ragionare.

225
Lo storico Seneca era fratello di Gallio, proconsole di Acaia, precisamente nell'epo-
ca in cui Paolo avrebbe predicato in tali contrade. Malgrado Seneca abbia descritto
minuziosamente gli avvenimenti del suo tempo, non fa il minimo cenno di questo
"straodinario predicatore". La storia della vita di Paolo ha lo stesso senso mitologi-
co di quella di altri personaggi che lo hanno preceduto. Come altri personaggi Pao-
lo è una finzione, una delle tante "pie frodi".
Recentemente, alcuni studiosi hanno creduto ravvisare la reale esistenza del perso-
naggio Paolo, attraverso l'analisi e l'interpretazione degli scritti ritrovati a Qumran
ed a Nag Hammadi. Si tratta di stabilire sino a che punto questi documenti, di tipo
mitico-cultuale, possono essere ritenuti validi e probatori sul piano storico.

Già a partire dal secolo XIX, parecchi studiosi hanno iniziato a mettere in dubbio
l'autenticità delle lettere 1 e 2 a Timoteo e la lettera a Tito sostenendo siano state
scritte, a suo nome, da altri seguaci cristiani.
Quello che era stato aggiunto, di inedito, è il presunto titolo di "cittadino romano",
nell'intento di rendere il nuovo personaggio gradito ai potenti di Roma.

A confermare il sospetto che la figura di Paolo possa essere solo una mera inven-
zione, occorre chiarire la figura di Apollonio di Tiana, nato il 13
Marzo del 2 (a.e.v.) a Tiana (Thyana), in Cappadocia e morto
vecchissimo, presumibilmente nel 102 (e.v.).

E' uno di quei personaggi eccezionali passato attraverso le più


straordinarie esperienze che, spesso, sconfinano nella leggenda.
La prima storia della vita di Apollonio, filosofo neopitagorico,
venne scritta da Filostrato (165/70-245/249 e.v.), molto tardi, nel 210 e.v., al tempo
di Settimio Severo, su commissione dell'imperatrice Giulia Domna e sulla base di
precedenti racconti, tradizioni orali e su appunti scritti dal suo discepolo Damis di
Ninive; caso strano, Filostrato non fa nessuna menzione di un qualsiasi Gesù Cristo
che avrebbe dovuto essere un contemporaneo molto importante di Apollonio, se
non un rivale; anzi Filostrato attribuisce ad Apollonio alcuni presunti miracoli che
successivamente i Vangeli attribuiranno a Gesù.

Presente a Roma, Apollonio ne fu cacciato due volte, per ordine di Nerone e di Do-
miziano, che non gradivano le sue predicazioni. In seguito, fu paragonato ad un
"Cristo pagano", secondo quanto riferisce Eusebio di Cesarea, nella sua "Storia Ec-
clesiastica"; Caracalla fece costruire un tempio in suo onore mentre Alessandro Se-
vero gli fece erigere una statua nella sua cappella privata.
Molti particolari della vita di Paolo coincidono con quelli della vita di Apollonio,
compresi i percorsi dei viaggi, che sono del tutto identici.
Il fatto stesso che si suppone Paolo nativo di Tarso si accorda con la circostanza che
Apollonio ha passato una parte della sua giovinezza, per motivi di studio, in questa
città.

Come per Paolo, i viaggi di Apollonio partivano da Antiochia.


Apollonio visitò anche le regioni orientali dove raccolse diversi libri incluso quello
226
(il Diesegis) contenente la storia di Krishna. Al suo ritorno dall'India risalì l'Eufra-
te su di un battello sino a Babilonia e poi via terra raggiunse Antiochia.

I viaggi successivi fatti ad Efeso, Atene, Corinto ed altre località della Grecia de-
scrivono lo stesso percorso attribuito ai viaggi di Paolo.
Come Paolo, Apollonio fu arrestato a Roma ed espulso per le sue idee; come Paolo,
non ha mai predicato ai giudei in Palestina ma solo ai gentili. Gli sono state attri-
buite un sacco di definizioni quali: gimnosofita, buddista, bramano, nazareno, te-
rapeuta, gnostico e mago.
Si isolò dal mondo all'eta' di 80 anni vivendo segretamente, presumibilmente ad E-
feso, sino a 102 anni e, come per Mosè, Gesù e Pitagora, la sua tomba non è mai esi-
stita oppure non è mai stata trovata.
(Rif.710, 140, 711, 530, ***)

PARTE V - L'Affermazione del Cristianesimo


(Il lato nascosto e infame della fede)

In questo periodo ha inizio la fase


"pre-costantiniana"
della storia del cristianesimo
(secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II).

Negli anni che vanno dal 100 al 115 (e.v.) si ritiene siano nate parecchie correnti di
pensiero intese a sintetizzare in nuovi culti quelli che erano i fondamenti delle cre-

227
denze più diffuse nell'ambito dell'Impero Romano.
Sovente questi pensieri rappresentavano, nelle loro manifestazioni messianiche, più
che un bisogno spirituale, un anelito alla libertà ed alla indipendenza dal giogo di
Roma.
Non a caso questi movimenti si manifestano in quella fascia di territori che si esten-
de dall'Egitto all'Anatolia. E' la classica illusoria, consolante politica del "Dio è con
noi - Dio lo vuole" opposta al prepotere romano ed anche alla soffocante invadenza
dell'integralismo giudaico del "popolo eletto", esercitato prima dal Tempio di Ge-
rusalemme e poi attraverso la diaspora, che insospettiva ed infastidiva quelli che
"eletti" non erano e neanche ci tenevano ad esserlo.
Questi nuovi culti, basati sullo sperato avvento di un "Salvatore", possono essere
definiti di tipo

giudeo-cristiano / giudeo-messianico

o pre-cristiano (Nuova Chiesa di Gerusalemme) ed alcuni dei loro contenuti ver-


ranno, più tardi, recepiti nel nuovo cristianesimo.

Nel 34 d.C. Tiberio cerca di porre un freno alle intemperanze ed ai disordini, fo-
mentati a Roma, da gruppi di appartenenti a sette giudeo-messianiche; 4000 giudei
vengono deportati in Sardegna e destinati al lavoro in miniera.
(Rif. 799)

Nel generale fermento di iniziative di questo periodo, destinato a durare sino alla caduta di
Gerusalemme, è nota l'attività sovversiva, in Palestina, di diversi predicatori e briganti, fra i
quali figura anche un certo "Gesù", capo brigante attivo nei pressi di Tolemaide. Notare che
il nome "Gesù" e' una successiva versione di "Giosuè" ed entrambi derivano dalla radice J-
Sh-W; si possono quindi considerare come dei sinonimi.
(Rif. 710,725)

ANNO 116 (e.v.)

Riferimento Storico:

SOLLEVAZIONE DEGLI EBREI


Una nuova sollevazione degli ebrei viene domata dalle truppe di Traiano.

ANNO 117 (e.v.)

Riferimento Storico:

ADRIANO IMPERATORE
In Agosto Adriano viene eletto imperatore.

228
ANNO 130 (e.v.)

Riferimento Storico:

LA VISITA DI ADRIANO
L'Imperatore Adriano visita la Palestina e rimane fortemente impressionato dalle rovine, ormai
quasi disabitate, di Gerusalemme.
Ordina che la città venga ricostruita e ribattezzata AELIA CAPITOLINA.
(Rif. 172)

ANNO 132 (e.v.)

Riferimenti Storici:

SIMONE BAR-KOSBA
(anche: Barcho-Kheba, Simone il Magnifico, il figlio dell'astro, il figlio della stella) l'ultimo de-
gli esseno-zeloti a perseverare nella guerra messianica di liberazione della Palestina; i Giudei lo
consideravano un nuovo messia, un cristo. Dotato di larghi mezzi e fiducioso in alleanze, che poi
verranno a mancare, organizza una grandiosa rivolta, mettendo in crisi l'esercito romano, me-
diante una nuova tecnica di guerriglia (mordi e fuggi).

GIULIO SEVERO
Giulio Severo, inviato dall'imperatore Adriano e dotato di un cospicuo esercito di 12 legioni(!)
contrattacca i rivoltosi.

Dodici legioni, circa 73000 uomini, è un esercito che non si era mai visto prima, soprattutto in
Palestina. La cifra va decisamente ridimensionata, anche se i romani dovettero faticare non
poco per ripulire il paese dai ribelli. Si dice abbiano dovuto espugnare una cinquantina di for-
tificazioni e passare al setaccio quasi mille centri abitati.

Secondo stime dello storico Starr Chester G., l'esercito romano raggiunse i 300000 uomini, dislo-
cati su tutti i territori dell'Impero, nel III secolo (e.v.). E' probabile, ma non certo, che l'esercito
abbia raggiunto i 600000 effettivi nel IV secolo.

ANNO 133 (e.v.)

Riferimento Storico:

SCONFITTA DI SIMONE BAR-KOSBA


Stretto in una morsa dall'esercito romano Simone Bar-Kosba viene definitivamente sconfitto ed
ucciso nella roccaforte di Beitar (Biter), vicino a Gerusalemme.

ANNO: 135 (e.v.)

Dopo la distruzione finale di Gerusalemme e lo sfacelo del mondo giudaico, uno dei
culti giudeo-cristiani, quello della Nuova Chiesa di Gerusalemme, si dissolve; una

229
modesta parte di questo culto, alcune idee, verranno importate a Roma da elementi
non solo giudei.

Riferimenti Storici:

FINE DELLA RIVOLTA


Giulio Severo spegne gli ultimi focolai di rivolta e pone fine all'ultima guerra messianica di libe-
razione.

AELIA CAPITOLINA
Conformemente alle istruzioni impartite dall'Imperatore Adriano, il legato Tinneio Rufo dà ini-
zio alla ricostruzione della città. E' un piano di lavori talmente innovativo che cancellerà prati-
camente tutte le traccie di quella che era Gerusalemme ai tempi di Gesù. Sull'area dell'ex Tem-
pio sorgeranno parecchi templi dedicati agli dei del Campidoglio Romano. Sull'area del calvario
e del presunto sepolcro di Gesù verrà costruito un tempio dedicato alla dea Afrodite.
(Rif. 172)

ANNI: 139-144 (e.v.)(?)

Marcione si trasferisce da Antiochia a Roma, portando con se una copia del Diege-
sis (v.Apollonio). A Roma il libro viene tradotto in greco ed in latino e costituirà la
base comune per la stesura di altri vangeli tra i quali il Vangelo di Marcione.
Pare sia stato lo stesso Marcione a diffondere, in questo periodo, notizie sulle ipote-
tiche figure di Paolo di Tarso e di Luca, sino ad allora illustri sconosciuti.
Nel Vangelo di Marcione il messia non è nato a Betlemme ma "disceso da Cafarna-
o" nell'anno 15 del regno di Tiberio; secondo l'autore non si trattava di un uomo in
carne ed ossa ma di un puro spirito. Dichiarazione incauta che gli costerà l'allonta-
namento dalla setta di Roma che propendeva per la figura di un messia, mezzo uo-
mo e mezzo dio, morto su di una croce.
Durante il suo soggiorno a Roma Marcione avrebbe anche tentato di definire un
canone di tutti gli scritti utili alla nuova religione, escludendo completamente i libri
del Nuovo Testamento.

Marcione, teologo e filosofo greco, nato sul Mar Nero, a Sinope (ex Ponto Eusino) nel 85 e.v. e
morto nel 165 e.v..
Armatore benestante, dotato di larghi mezzi, venne scomunicato dallo stesso padre per le sue
idee religiose di connotazione decisamente gnostica e fortemente critica verso il dio del Vec-
chio Testamento, al quale attribuiva caratteristiche pesantemente negative, considerandolo un
essere vendicativo, troppo severo e geloso, alla stregua di un demone. Il cristo sarebbe stato
invece figlio di un altro dio la cui essenza era sconosciuta e indefinita, se non indefinibile.
Nel 140 e.v. raggiunge Roma ed entra, (dopo aver versato una barca di soldi) in qualità di ve-
scovo, nella comunità giudaico-esseno-cristiana locale, dalla quale verrà poi allontanato nel
144 e.v., sempre a causa delle sue idee, dando luogo al primo scisma nella storia della cristia-
nità e creando una nuova corrente religiosa, il marcionismo, destinata a durare per qualche
secolo.
E' assai probabile che dal vangelo di Marcione sia stato ricavato quello di Luca che, in buona
parte (almeno 3/4), è del tutto simile al primo.

230
Alcuni studiosi ritengono che le lettere di Paolo siano dovute a questo autore.
(H. Detering-1995)

ANNI: 150-160 (e.v.)

In questo periodo si verifica una scissione tra gli "pseudo- cristiani" (la maggior
parte ebrei della ex Nuova Chiesa di Gerusalemme che non aderivano più alla sina-
goga) i quali cominciano a distinguersi in "materialisti" (sostenitori dell'incarna-
zione = nuovi cristiani) e "gnostici" i quali asserivano che il messia spirituale in re-
altà non era un uomo ma che dell'uomo aveva assunto solo le apparenze.
A seguito di ciò si rilevano i primi accenni al nome Gesù, dopo 120 anni dalla sua
presunta morte. Nessun scrittore ne aveva mai parlato prima di questa epoca.
Vengono fatti risalire a quest'epoca alcuni vangeli gnostici (copti) ritrovati a Nag
Hammadi (Egitto), nel 1945. Erano stati sepolti per motivi non ben chiari, nel
500(a.e.v.).

ANNI: 166-174 (e.v.)

In questi anni avrebbe pontificato il primo papa di Roma: papa Sotero.


In barba a quello che sostengono gli storici del cristianesimo, i precedenti papi ed
esattamente:

 Pietro (30-64 e.v.)


 Lino (67-76 e.v.)
 Anacleto I (76-88 e.v.)
 Clemente I (88-97 e.v.)
 Evaristo (97-105 e.v.)
 Alessandro I (105-115 e.v.)
 Sisto I (115-125 e.v.)
 Telesforo (125-136 e.v.)
 Igino (136-140 e.v.)
 Pio I (140-155 e.v.)
 Aniceto (155-166 e.v.)

non sono mai esistiti, o almeno nessun storico indipendente li ricorda. Non esisten-
do ancora una religione cristiana in senso proprio, non potevano conseguentemente
esistere papi cristiani. Al più, qualcuno può essere stato un capo-setta di raggrup-
pamenti esseno-zeloti o di giudei che, avendo rifiutata la legge mosaica, erano in
cerca di una nuova identità cultuale.

ANNI: 170-180 (e.v.)

Appaiono i vangeli attribuiti ai quattro evangelisti:

231
 Il Vangelo di Luca, nel 170 e.v. circa
(Rif.500)
 Il Vangelo di Marco, nel 175 e.v. circa
(Rif.525)
 Il Vangelo di Matteo, nel 180 e.v. circa
(Rif.500)
 Il Vangelo di Giovanni, nel 178 e.v. circa
(Rif.750,500)

Malgrado i successivi e patetici tentativi della chiesa di retrodatare la nascita di


questi testi, resta il fatto che prima queste date nessuno ne aveva mai sentito parla-
re.

Questi vangeli, basati in buona parte (o copiati) da quello di Marcione, giudaizzano


e storicizzano la figura di Gesù, attribuendogli anche una discendenza dinastica
giudaica. Molto probabilmente sono stati scritti, su ordinazione, per affermare la
supremazia della setta neo-cristiana romana sulle altre numerose sette esistenti.
L'attribuzione a tre dei presunti apostoli è grossolanamente falsa e serve solo a dare
una certa credibilità ai testi. E Marco da dove è saltato fuori?

Nessuno di questi testi contiene accenni sulla nascita e sull'infanzia di Gesù.

Queste notizie verranno aggiunte in seguito, sui vangeli di Matteo e di Luca, a par-
tire dal III-IV secolo, introducendo le figure di Maria e di Giuseppe.

Qualche tempo dopo Ireneo di Lione negherà, in prima istanza, la validità di questi
vangeli, sostenendo che Gesù era morto all'età di 50 anni e non a 33 anni. Poi Ire-
neo viene richiamato all'ordine, ritratta e si adegua.

E' certo che questi vangeli sono stati scritti originariamente in greco - in quanto i
nomi usati sono tutti di derivazione greca - e non si conosce nessuna traduzione in
altre lingue prima del 200 e.v.
(Rif.500)
Alcuni esperti sostengono che il Vangelo e l'Apocalisse di Giovanni siano stati scrit-
ti dallo gnostico Cerinto.

Di Cerinto si conosce molto poco. Nato ad Efeso o ad Antiochia, nel II secolo e.v. (alcuni sosten-
gono fosse di origine egizia), era praticamente un contemporaneo del presunto Giovanni Evange-
lista.
Avrebbe scritto un Vangelo ed una Apocalisse che, in seguito, vennero riscritti da Giovanni per
"mondarli" della loro forte connotazione gnostica ed eretica ed allinearli, almeno in parte, alla
credenza ortodossa cristiana che allora si stava affermando. Oltretutto Cerinto non credeva che il
mondo fosse stato creato da Dio ma bensì da un Demiurgo oppure da alcuni angeli.

Non è comunque chiaro (Cerinto a parte) come il vangelo di Giovanni abbia potuto
entrare a far parte del canone della chiesa romana malgrado la sua spiccata conno-
tazione gnostica, poco compatibile con i principi del nuovo culto che si andava cre-
232
ando.

Il vangelo di Marco divenne poi la base sulla quale fu fondato il primo nucleo della
chiesa copta. Particolarmente diffusa in Egitto, nel corso dei millenni la chiesa cop-
ta resistette con determinazione ai tentativi di assorbimento della chiesa cattolica e
a tutt'oggi dispone di una propria gerarchia: un papa (non infallibile), vescovi, mo-
naci, ecc.

Comunque quello che è importante notare è il fatto che nessuno dei presunti padri
della chiesa, prima di questi anni ha mai parlato, o scritto, o fatto riferimento a questi
testi, per il semplice motivo che non esistevano.
(Rif.530)

Il primo vangelo, in senso assoluto, potrebbe quindi essere stato quello di Marcione,
in seguito cacciato dalla setta di Roma per eresia (gnostico).

Giustino Martire, uno dei più importanti padri della chiesa, nei suoi scritti (150
e.v.) per sostenere la divinità del Cristo, cita centinaia di volte il Vecchio Testamen-
to ed altri libri apocrifi ma MAI i vangeli. Ignora completamente il nomi di Matteo,
Marco, Luca e Giovanni.
(Rif.750,500,530)

Nella prima metà del XVIII secolo (e.v.), lo storico L. A. Muratori scopre un docu-
mento, giacente presso la Biblioteca Ambrosiana, che riporta il primo riferimento
storico dei vangeli.
Si tratta del Codice Muratoriano (pubblicato nel 1740), nel quale vengono, per la
prima volta, citati Luca e Giovanni. E' stato stimato che il documento originale, sul
quale si basa la notizia, risalga al 170 e.v. circa.

Si suppone che il concetto di resurrezione corporea di Gesù sia nato con la stesura di questi
vangeli. Prima di questo periodo pare che nessuno abbia mai accennato a tale evento. Co-
munque è una considerazione non certa.

Il vangelo di Filippo, rinvenuto a Nag Hammadi, nega sostanzialmente la resurre-


zione corporea di Gesù.

ANNI: 180-190 (e.v.)

Era inevitabile che la stesura dei vangeli (canonici e non) suscitasse reazioni con-
trarie da parte degli esponenti della cultura pagana.
Il più noto di questi contestatori della nuova teologia è stato CELSO, autore di
un'opera intesa a smontare, pezzo per pezzo, le sciocchezze diffuse con i vangeli: La
dottrina verace.
Secondo Celso, quello che i vangeli spacciavano per "figlio di dio", non era altro
che il figlio adulterino di una filatrice e/o sarta ebrea (sposata con un carpentiere),

233
sedotta da un soldato romano di nome Panthera (Pondera). Madre e figlio seguono
succesivamente il soldato trasferito in Egitto e qui il ragazzo sarebbe stato iniziato a
quelle arti magiche di cui farà grande uso durante la sua "strana carriera" di
pseudo profeta.
Celso ritiene che i presunti miracoli di Gesù, che si era proclamato figlio di una
vergine, non sono altro che giochi di prestigio e/o bugie inventate dai suoi furbi se-
guaci; nega la resurrezione di Gesù, che in realtà nessuno ha visto, e si chiede per-
ché Gesù stesso, dopo risorto, non si è fatto vedere dai suoi nemici, se non altro per
confonderli e disorientarli. Come immortale che cosa aveva da temere?

Su Celso, filosofo di formazione platonica, le notizie sono scarse. Il clero cristiano si è dato at-
tivamente da fare per distruggere tutte le sue opere.
La sua esistenza e la sua attività ci sono note perché altri autori, dopo di lui, lo hanno citato e
riportato nei loro scritti, per sostenere o contestare le sue opinioni (Origene, Porfirio, ecc.).

Alcune delle sue affermazioni:


E' noto che tutto quello che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti a segito
delle critiche che vi venivano rivolte.
Colui al quale avete attribuito il nome di Gesù, in realtà non era altro che il capo di una banda di
briganti.

Oltretutto di individui chiamati Gesù, nome molto comune, in quegli anni ne ven-
gono ricordati parecchi: sacerdoti, figli di sacerdoti, dignitari ed anche un capo-
banda di un gruppo di briganti operanti dalle parti di Tolemaide.
(Rif. 710)

ANNI: 190-199 (e.v.)(?)

Si suppone che in questo periodo abbia visto la luce una delle più grandi baggianate
di tutta le letteratura cristiana dei primordi: l'Apocalisse (= rivelazione) del presun-
to Giovanni.
Il testo era nato per terrorizzare i seguaci forse più tiepidi, prendendo a prestito
quanto già scritto su vari libri di questo genere, non ultimo quello di Zoroastro.

Un fatto è incontestabile: questo libro è stato una fonte di ispirazione inesauribile per gli scrit-
tori di libri del terrore e per i produttori di film dell'orrore di Hollywood.

ANNO 193 (e.v.)

Riferimento Storico:

NOMINA DI SETTIMIO SEVERO


Settimio Severo viene nominato imperatore.

234
ANNO 202 (e.v.)

Riferimento Storico:

PERSECUZIONE DI SETTIMIO SEVERO


L'imperatore Settimio Severo emana un bando di proscrizione e di persecuzione contro le sette
giudeo-cristiane.

ANNI: 203-240 (e.v.)

Cominciano ad apparire le prime immagini del Cristo:

 Un maestro seduto tra i discepoli


 Un pastore con il gregge
 Un pastore con un agnello sulle spalle (dal culto di Serapide)
 Un agnello inchiodato su di una croce
 Disegni di pesci stilizzati (dal culto di Afrodite e di Apollo).

Queste immagini non sono mai riferite al personaggio Gesù, il nome del quale, af-
fiorato nella seconda metà del secolo precedente non è ancora noto e diffuso, ma ad
un presunto "Unto del Signore, ad un Signore, ad un Cristo".

La setta neo-cristiana di Roma ha inventato, molto probabilmente all'inizio del 200


d.C, (Rif.710,500) la strana figura del "missionario" Paolo, alias Saulo di Tarso, de-
scritto negli Atti degli Apostoli di Luca. Che sia una invenzione o una scopiazzatu-
ra, lo dimostrano, come al solito, la mancanza di qualsiasi riferimento storico, le in-

235
certezze dello pseudo autore Luca e alcune pesanti incongruenze, già descritte nella
Parte IV del presente testo.

Una precisazione: su questo periodo non tutti sono d'accordo. Alcuni autori ritengono che le epi-
stole di Paolo siano di poco precedenti la compilazione dei quattro vangeli.
(Rif.710)
Questo spiegherebbe il fatto che nelle epistole i vangeli non vengono mai menzionati.

ANNI: 240-250 (e.v.)

Intorno a questi anni la comunità giudeo-cristiana che faceva capo alla setta che al-
lignava a Roma contava:

 Un vescovo (episcopo=papa?)
 46 presbiteri (preti e/o anziani del culto)
 14 diaconi (serventi del culto)
 50 lettori, esorcisti e portatori del credo
 5000 adepti (pistoi = credenti battezzati)
 42 accoliti (energumeni = in attesa di battesimo)

su di un totale di circa un milione di abitanti. Questa comunità non disponeva di


chiese costruite su suolo pubblico.
(Rif.710,***)
Origene era convinto che i cristiani fossero una esigua frazione degli abitanti del
mondo da lui conosciuto. Egli li stimava in circa il due per cento della popolazione.

Anche se erano pochi a Roma, come sostiene Origene, nondimeno le sette giudeo-
cristiane risultavano estremamente fastidiose. Sparse in tutti gli angoli dell'Impero,
queste sette apparivano assai pericolose per l'ordine pubblico:

 sempre pronte ad azzuffarsi tra di loro per delle quisquiglie dottrinarie, ma:
o compatte quando si trattava di osteggiare l'intero Pantheon degli dei
romani
o compatte nel rifiuto di obbedienza all'Imperatore, in quanto divinizza-
to
o compatte, la maggior parte di esse, nella loro politica di revanscismo
giudaico.

L'imperatore Quinto Decio, preoccupato dal fatto che questi gruppi svolgevano so-
vente azioni fortemente rivoluzionarie, prese la decisione (come aveva fatto Tiberio)
di deportarne qualche migliaio in Sardegna, a lavorare nelle miniere.
(Rif.710,799)

In questi anni vengono prodotti decine di vangeli, da parte delle innumerevoli sette
neo-cristiane. Molti di essi verranno considerati apocrifi nel corso del Concilio di
236
Nicea; altri dureranno alcuni secoli e verranno poi eliminati dalla chiesa per motivi
del tutto contingenti e opportunistici.

La falsificazione di documenti e l'uso della "Pia Frode" vengono sostenuti ed istitu-


zionalizzati dal padre della chiesa e storico Eusebio (260-340 e.v.). In uno dei suoi
scritti definisce un manuale pratico del "pio" falsificatore intitolato:
Come può essere legittimo ed opportuno usare il falso come una medicina e per il be-
neficio di coloro che vogliono essere ingannati.

Tra i più sfrontati falsificatori occorre rammentare anche Ambrogio da Milano,


che sotto il nome di Esegippo riscrisse una versione addomesticata di "Guerre Giu-
daiche" di Giuseppe Flavio.
Comunque Eusebio non ha inventato nulla: qualcosa del genere era già stata ipotiz-
zata e suggerita da Platone nel suo libro La Repubblica.
(Rif.710,530)

ANNO 253 (e.v.)

Riferimento Storico:

VALERIANO
Valeriano viene nominato imperatore.

ANNO 258 (e.v.)

Riferimento Storico:

PERSECUZIONE DI VALERIANO
L'Imperatore Valeriano cerca di porre fine alle tumultuose discordie che nascono tra le varie
correnti "giudeo-cristiane" in seno alle comunità ebraiche, ordinando arresti, condanne ed e-
spulsioni.

ANNO: 274 (e.v.)

L'imperatore Aureliano introduce a Roma il culto del Dio Sole, cercando di impor-
lo come culto di stato. Edifica un tempio/santuario dedicato a questa divinità e pro-
clama il 25 Dicembre giorno di festa in onore del nuovo dio, del quale, l'imperatore
stesso si è fatto supremo sacerdote.
(Rif.799)

ANNO 284 (e.v.)

Riferimento Storico:

237
DIOCLEZIANO IMPERATORE
Il 17 Settembre Diocleziano viene eletto imperatore

ANNO 303 (e.v.)

Riferimento Storico:

PERSECUZIONI DI DIOCLEZIANO
Diocleziano emana un decreto per la soppressione delle sette giudeo-cristiane.

Diocleziano è passato alla storia come uno dei più accaniti persecutori dei cristiani. Sono solo
bugie dovute a certi storici asserviti al clero.
Diocleziano, sposato con una cristiana, è stato nei primi 17-18 anni del suo regno, alquanto tol-
lerante verso i movimenti giudaico-cristiani. Acconsentì che a Nicomedia, di fronte al suo pa-
lazzo, fosse costruita una delle più grandi chiese dell'antichità.
Le cose si guastarono sia per le pressioni di Galerio (che dei cristiani aveva la massima diffi-
denza), sia per l'atto sconsiderato di un cristiano protervo e fanatico che con un gesto offensi-
vo cercò di mettere in dubbio l'autorità imperiale di Diocleziano. La reazione dell'imperatore
fu conseguente:
- abbattimento della chiesa di Nicomedia
- arresto e condanna di 200 capi fanatici sparsi su tutto il territorio dell'impero.
(Rif. 410)

INSERTO 19 - I Martiri (Secondo la Storia)


Uno dei più importanti fiori all'occhiello ostentato dalla chiesa, per nobilitare le sue origini, è
quello dei poveri martiri cristiani che entrano nell'arena delle belve, o si fanno crocifiggere,
cantando inni sacri, forti della loro incrollabile fede.
Peccato che tutto questo sia falso; questi morti ammazzati, a partire dall'inizio del 47 (e.v.) si-
no all'Editto di Milano del 313 (e.v.), potevano essere incolpati di tutto meno che di essere
"cristiani", almeno nel senso che noi normalmente attribuiamo a questo termine.
Il cristianesimo, inteso come teologia purgata dalle idee messianiche degli ebrei, inventato dal-
lo pseudo Paolo di Tarso, è diventato religione, in senso stretto, dopo l'Editto di Milano ed il
Concilio di Nicea. E' stato in questo concilio che Costantino I, con mano ferma ed un occhio ai
propri interessi, ha fissato le regole del nuovo ordinamento religioso ed ha sopratutto stabilito
che cosa era opportuno e lecito credere e che cosa doveva invece essere rigettato del baillamme
di idee e di superstizioni che si erano cristallizzate intorno all'idea primitiva di Paolo: defini-
zione del "Credo di Nicea".

Ancora prima ma sopratutto dopo la distruzione di Gerusalemme, migliaia di ebrei lasciano


la Palestina portandosi dietro un bagaglio di frustrazioni, di rabbia ed una grande voglia di
rivalsa. Sono, in genere, ebrei di fede ortodossa ma non mancano rappresentanti irrequieti
della Nuova Chiesa di Gerusalemme: esseni, zeloti ed altri che cercano riparo dalle inevitabili
ritorsioni che Roma aveva a loro riservate se fossero rimasti in patria.
Nel cuore stesso dell'Impero, a Roma, nascono comunità sovente tumultuose, lacerate inter-
namente da lotte su problemi di ortodossia verso la Legge Mosaica, ma compatte quando si
tratta di rivendicare l'indipendenza della loro terra natale. E' fatale che manifestazioni di ir-

238
redentismo finiscano, a volte, in sommosse e tumulti violenti; ed è comprensibile che l'Impero
difenda il suo potere ricorrendo all'uso della croce, in particolare verso quegli elementi resi-
dui della Nuova Chiesa di Gerusalemme (esseni e zeloti), ormai acefala, che si definiscono cri-
stiani in quanto guardano a Gesu il Cristo come ad un martire del movimento messianico di
liberazione e non certo come al figlio di dio.

Attribuire a queste vittime l'etichetta di martiri della fede cristiana è stato uno dei tanti giochi
di prestigio del potere clericale.
Quelli che si è cercato di spacciare come cristiani erano solo degli appartenenti turbolenti alle
miriadi di sette giudee (non sempre ortodosse) come farisei, sadducei e scribi; i cosidetti cri-
stiani si distinguevano, dagli altri, per la loro matrice messianica-rivoluzionaria. A parte gli
atteggiamenti di alcuni facinorosi che fomentavano disordini cercando di insinuare il germe
dell'intolleranza religiosa in una società largamente multicultuale.
L'Imperatore Claudio I aveva cercato di risolvere, al meglio, il problema dell'ordine pubblico
espellendo tutti gli ebrei da Roma (802 a.u.c.) ma il successo dell'operazione fu effimero. Usci-
ti dalla porta, dopo qualche decennio, gli ebrei rientrarono dalla finestra riproponendo il pro-
blema di una comunità, per sua stessa natura, ingovernabile.

Infine quanti sarebbero stati questi "veri" martiri cristiani? Secondo la chiesa, qualche mi-
gliaio; secondo coloro, che si sono presi la briga di spulciare gli annali storici, qualche decina.
Affermazioni difficili da conciliare.
Si possono facilmente contare i cristiani che sono morti per la loro religione, perché n'è morti
pochi, e soltanto di tanto in tanto, a intervalli.(Origene-III Libro contro Celso)
Occorre ancora rammentare che, in questi specifici casi, era abbastanza semplice evitare la
croce ed essere rimessi in libertà. La legge di Roma richiedeva unicamente che l'accusato di-
chiarasse, in pubblica assise, di riconoscere il Cesare in carica come suo imperatore. (Salvo
ovviamente il sussistere di altre gravi accuse come, ad es., l'omicidio.)
I cittadini di Roma, liberi di professare qualsiasi religione, erano comunque tenuti, per legge,
a rendere un omaggio rituale all'Imperatore considerato un semidio.
Coloro che si salvavano dalla condanna riconoscendo l'autorità di Cesare erano definiti LAP-
SI.
(Rif. 995)

Nell'impero romano il cristianesimo fu considerato dall'inizio come una corrente del giudaismo,
ma quando i "cristiani" dissero apertamente di non essere più membri delle sinagoghe, furono
trattati con disprezzo, come seguaci di una "religio" di fanatici che avevano commesso un grave
peccato di empieta' rompendo con la fede dei padri.
(Rif. 770)

ANNO 306 (e.v.)

Riferimento Storico:

COSTANTINO IMPERATORE
Costantino I viene eletto imperatore.

ANNI: 300-310 (e.v.)

239
Questo sarebbe il primo concilio, storicamente noto, della neo organizzazione cri-
stiana. La data è incerta; la riunione è avvenuta ad Elvira (presso Granada) ed era
limitata ai vescovi e ai presbiteri di Spagna.
Questo "santo" conciliabolo stabilì:

 alcuni tipi di comportamento a cui i cristiani erano tenuti e relativi peccati;


 leggi per l'abolizione dei riti pagani ancora in uso;
 basi canoniche per l'isolamento sociale delle comunità ebraiche allora esisten-
ti in Spagna e la loro ghettizzazione.

Le sinagoghe verranno definite "bordelli e tane di bestie impure possedute dai demo-
ni".

Il neo-cristianesimo comincia a "prendere le distanze" dal tumultuoso messianesimo


giudaico che ancora condiziona le nuove comunità.

ANNO 311 (e.v.)

Riferimento Storico:

EDITTO DI NICOMEDIA
Galerio emana un editto con il quale si concede ai cittadini la liberta' di praticare qualsiasi reli-
gione, compresa quella "neo-cristiana o giudeo-cristiana", come si manifesta nelle sue molteplici
sette e correnti.

La situazione politica a Roma è assai complessa. Di fatto l'impero è governato da


diversi esponenti del potere politico/militare:

 due a Roma: Massimiano e poi Massenzio


 quattro che governano le provincie dell'impero con le loro legioni: Costanti-
no, Galerio, Massimino e Licinio.

Però uno di essi, Costantino, nutre ben altre ambizioni: diventare imperatore asso-
luto; perciò guarda con interesse agli accoliti delle sette giudaico-cristiane, elementi
rissosi e pronti a menare le mani agli ordini di chi prometta loro un pasto quotidia-
no e la garanzia della impunità.
Come prima mossa Costantino, unitamente a Galerio, emette un editto che sospen-
de le persecuzioni dei cosidetti cristiani e ne arruola un discreto numero nelle sue
legioni. Si stà preparando per la sua marcia su ...Roma.

Celso (180 e.v.?) aveva dato una sua interpretazione dello spirito asociale e turbolento che a-
nimava gli appartenenti alle sette giudaico-cristiane.
I principi divulgati dai vangeli (nella misura che erano già noti) non avevano potuto attecchire
presso le classi borghesi colte, per la loro intrinseca pochezza.
Perciò era stato giocoforza, da parte dei caporioni di tali sette, aumentare la consistenza nu-
merica degli addetti rivolgendosi alle masse più emarginate della società: incapaci, morti di
fame, ladri, delinquenti, depravati, ecc. Per questi elementi il raggrupparsi aveva significato

240
sviluppare quell'istinto del "branco" che, in qualche misura, li metteva al riparo dai rigori
della legge.

Occorre notare come diversi autori abbiano più volte sottolineato che quella gentaglia, definita
da Marx "proletariato degli stracci", sia sempre stata un'ottima riserva di materiale umano per
agitatori ambiziosi - come ben si puo' notare nella Rivoluzione Francese - perché non avendo
niente da perdere s'attaccano a qualunque cosa. E poi finché Chiesa e Stato sono stati d'accordo
il cristianesimo e' stato un'eccezionale "instrumentum regni"; il problema è che nel cristianesi-
mo romano Chiesa e Stato non sempre sono stati d'accordo, col risultato di avere tutta una serie
di turbamenti, res novae, scismi, ribellioni e quant'altro.
(Rif. 725)

Stiamo entrando nella fase


"costantiniana"
della storia del cristianesimo
(secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II).

ANNI: 312-313 (e.v.)

Costantino, pur rimanendo fedele al culto del dio Sole, continua a strizzare l'occhio
alle sette neo-cristiane. In questo ha buon gioco in quanto Massenzio non nasconde
il suo attaccamento al culto ed alla cultura pagana.
A Milano (313 e.v.), d'accordo con Licinio, emana un editto in cui si riconosce alle
sette di matrice cristiana gli stessi diritti di quelle pagane introducendo, di fatto,
un'ampia libertà di culto (Editto di Milano).
In effetti gli affiliati alle neo-sette cristiane cominciano a rappresentare (nelle pro-
vincie dell'impero più che a Roma) una considerevole forza politica, tale da influire
qualche volta sulle scelte dello stato. Si stima rappresentassero il 5-8% della popo-
lazione dell'Impero.

Riferimento Storico:

EDITTO DI MILANO
Con questo editto Costantino I conferma quello di Galerio (del 311 e.v.) e lo amplia riservandosi,
comunque, il diritto e la facolta' di intervenire e di decidere, al posto dei vescovi, su qualsiasi
questione di natura teologica e sui problemi dottrinali e dogmatici che dividono le varie chiese
definite "cristiane".
Nasce con questo editto il Cesaropapismo. Il cristianesimo è ora, nella sua forma primitiva) una
delle religioni "ufficiali" dell'impero romano. (Religio licita)

241
LA SVOLTA.
Costantino I, a partire da questo anno, favorirà l'evoluzione della nuova teologia
promuovendone il distacco dalla sua origine messianico-giudaica.

INSERTO 20 - Costantino (Secondo la Storia)


Costantino I, detto il Grande, nato in Albania nel 1027 a.u.c., nel 1059 a.u.c.(306 e.v.), agguan-
ta il potere a York, approfittando di un vuoto di governo e con elezioni subito contestate dal
Senato di Roma. Le sue aspirazioni al potere assoluto sull'Impero di Roma non tardano a
manifestarsi.
Sconfitto Massenzio, consolida la sua posizione e fa il vuoto intorno a sè, temendo di essere o-
stacolato nei suoi progetti. Tanto per la cronaca:

 annega la moglie Fausta in bagno


 fa scannare il figlio primogenito Crispo
 assassina lo suocero
 ammazza il cognato
 accoppa il nipote Licinio di 12 anni
 elimina un numero imprecisato di ex amici e sostenitori.

Costantino si è comportato, in definitiva, come Erode il Grande (se non peggio) però quest'ul-
timo, nella storia "clerico-ufficiale", è stato considerato un demonio, mentre il primo è poco
meno che un santo.

L'impero è barcollante e Costantino è alla continua ricerca di nuove alleanze ed aiuti; preso
atto che nei territori dell'Impero, un individuo su 10 aderisce alle sette cristiane, cerca di con-
trollare ed incanalare questa massa di individui a proprio vantaggio.

Stabilita la sua capitale a Costantinopoli, nel 1078 a.u.c. ordina un concilio a Nicea cercando
(e riuscendo in parte) a mettere ordine nel marasma di idee di quelle innumerevoli sette che
allora si definivano cristiane.

Malgrado il suo interessato appoggio alla cristianità, pare sia rimasto fedele, sino all'ultimo
giorno, al culto del dio Sole. Alcuni sostengono che, in punto di morte, abbia prenotato un po-
sto di prima classe per l'al di là (non si sa mai!) facendosi battezzare da Eusebio, vescovo di
Nicomedia. In realtà Eusebio avrebbe approfittato della debolezza di Costantino sul letto di
morte. Se la cosa è vera allora Costantino è morto eretico perché Eusebio era vescovo della
setta ariana.
E' morto a Nicomedia il 22 Maggio del 1090 a.u.c.(337 e.v.); altri invece dicono sia morto a
Costantinopoli di lebbra.

Siccome i discendenti di Costantino regnarono dopo di lui, l'adulazione dei popoli romani, da
molto tempo abituati alla schiavitù, giunse ad un tale eccesso che quelli dell'antica religione ne
fecero un dio, e quelli della nuova ne fecero un santo: i cristiani celebrarono per molto tempo la
festa del suo nome, insieme con quella della madre.
(Rif. 712)

242
ANNO 314 (e.v.)

Riferimento Storico:

IL VIAGGIO DI EUTROPIA
Eutropia, suocera di Costantino I, compie un viaggio in Palestina, accompagnata da Eusebio di
Cesarea, alla riscoperta dei luoghi citati nella Bibbia.
(Rif. 172)

ANNO 315 (e.v.)

Riferimento Storico:

LE RICERCHE DI ELENA
Elena, madre di Costantino I, aderisce con entusiasmo alla nuova iniziativa politica del figlio e,
malgrado la tarda età, parte per la Palestina alla ricerca di luoghi e di reperti riguardanti l'origi-
ne del cristianesimo. Riesce a ritrovare:

 la stalla di Betlemme dove Gesù sarebbe nato


 la croce originale, con il cartiglio redatto da Pilato
 i chiodi della croce
 la lancia di Longino
 il punto esatto in cui sarebbe avvenuta l'ascensione
 i resti dei tre Magi.

Dopo la sua morte Elena verrà santificata.

NOTA - Quando si dice essere fortunati!


Ritrovamenti così importanti, dopo 300 anni dagli eventi ad essi collegati, potevano capitare
solo a lei, ad Elena. Non per sminuire le sue "pie" intenzioni ma si ha l'impressione che Elena
si sia fatta infinocchiare come una citrulla da un branco di astuti giudei che le hanno fornito
esattamente tutto quello che le "occorreva trovare".

Elena (ca.255-330 e.v.), di probabili origini britanniche, prima di diventare madre di Costantivo,
esercitava in Roma le funzioni di prostituta sacra presso il tempio della dea Astarte (Ishtar). Que-
ste prostitute erano considerate capaci di guarire alcune malattie; si riteneva che le loro secre-
zioni intime avessero dei poteri medicamentosi.
In un secondo tempo diventa concubina di Costanzo Cloro e dalla loro unione nascerà Costanti-
no. Poi per naturale "pia e cristiana" evoluzione diventerà santa e resterà tale sino alla meta del
1900.
Infatti, nel 1960 il Vaticano sopprime la festività del 3 Maggio dedicata alla "Invenzione della
Vera Croce" e alla sua protagonista Elena, ritenendo questo avvenimento "privo di fondamenti
storici".
A volte (raramente) persino i preti si vergognano delle loro stesse bugie.

Secondo quanto si racconta (o si spacciava per verità) Elena, a Gerusalemme, avrebbe toccato
con le tre croci rivenute sul Calvario (e ancora in piedi dopo 300 anni!) un cadavere che sarebbe
resuscitato, vispo e giulivo, al tocco della vera croce.

243
Per inciso, Astarte era una antica dea promotrice della fertilità di piante, animali e uomini. Il suo
culto includeva la prostituzione sacra maschile e femminile. Nel Medioevo il clero cristiano iden-
tificò con questa dea (femmina) il demone (maschio) Astaroth.
Rif.715,295,520)

INSERTO 21 - Reperti e Reliquie


Gesù non ha lasciato traccie materiali e concrete della sua esistenza.
- Non esistono evidenze fisiche della vita di Gesù: nessun manufatto, lavoro di carpenteria o
scritto di propria mano. Neppure resti mortali. Tutto ciò che si sa di lui è scritto da altri. Tutto fu
scritto dopo la sua morte. Nessuno degli scrittori ha mai incontrato Gesù. Questi scritti sono as-
solutamente falsi. Anche allora, come oggi, si viveva in un mondo infestato da credenze di demo-
ni, Ufo e Mostri di Lochness.-
Jim Walker (Rif. 366)

Eppure la chiesa ha sempre cercato di proporre (e sfruttare commercialmente) determinati


reperti privi di qualsiasi attendibilità e fondamentalmente falsi, sapendo che è la fede degli
sprovveduti a farli diventare sostanzialmente veri.

- IL PREPUZIO
Misteriosamente scomparso dopo la circoncisione, il reperto riappare a Roma all'inizio
dell'800 e.v. ritrovato dal papa Pasquale I (uomo davvero fortunato). Venne in seguito custo-
dito nella chiesa di Calcata, vicino a Viterbo, ove, per secoli attirò folle di "devoti" estasiati.
Improvvisamente, pochi anni or sono, il reperto sparì dalla chiesa e non se ne seppe più nulla.
La stampa, opportunamento addomesticata, evitò di dare troppo rilievo al fatto lasciando
credere che la reliquia fosse stata rubata.
Ma la cosa più eclatante è che, nello stesso periodo, in Francia, nella chiesa di Puy-en-Velay
veniva devotamente adorato un altro "autentico" prepuzio di Gesù.
(Rif. 712)
Altro prepuzio, che va per la maggiore, è quello conservato a Charroux (Francia) ed esposto
annualmente all'adorazione dei fedeli.
(Rif. 760)

- LA VERONICA
Riportiamo una notizia ANSA del 31/5/1999 che ci fornisce esaurienti notizie riguardo a que-
sta reliquia. Un altro colpo di fortuna nell'imminenza del Giubileo 2000.

Ho ritrovato il velo della Veronica - Londra


Il velo della Veronica, che, secondo tradizioni cristiane non riportate dai Vangeli, una donna det-
te a Gesù Cristo che saliva la "Via Crucis" per detergersi dal viso il sangue e il sudore e così vi
restò impressa la sua immagine, secondo il "Sunday Times" di ieri sarebbe stato ritrovato in un
monastero dei frati cappuccini a Manoppello, sull'Appennino in provincia di Chieti.
La scoperta è di Heinrich Pfeiffer, docente di Storia dell'arte cristiana all'università Gregoriana
di Roma, il quale oggi, secondo il giornale, farà una conferenza stampa per presentare i risultati

244
di oltre dieci anni di ricerche. Quasi quattro secoli dopo la sua scomparsa, ricompare così una
delle più pregiate reliquie della cristianità, considerata per secoli da milioni di cristiani come la
vera immagine del viso di Cristo. Tracce della leggenda della Veronica sono riscontrabili a parti-
re dal quarto secolo dopo Cristo, ma solo nel Medioevo essa viene messa in diretto rapporto con
le sofferenze di Cristo.
Dal XII secolo al 1608 la Veronica fu conservata a Roma, nella basilica di San Pietro. Nel 1608
papa Paolo V ordino la demolizione della cappella dove era conservata la reliquia, che fu data
agli archivi vaticani. Da allora non è stata più vista e il Vaticano non ha mai spiegato la sua
scomparsa.
A Manoppello Pfeiffer ha trovato un velo quasi trasparente, che misura 17 cm. per 24 cm.. Segni
marrone-rossastri sulla sua superficie tratteggiano la faccia di un uomo con barba e capelli lun-
ghi e gli occhi ben aperti, che diventa visibile a seconda dell'angolazione della luce. Secondo i
documenti conservati al monastero dei Cappuccini, la moglie di un soldato nel 1608 vendette il
velo, per ottenere il rilascio del marito dal carcere, a un nobile di Manoppello che lo cedette poco
dopo ai Cappuccini. Nel 1618 esso fu messo tra due lastre di vetro, e incorniciato da un listello di
noce sbalzato con argento e oro. Da allora è sempre rimasto lì.
L'immagine sul velo, assicura Pfeiffer, non è dipinta. Ma le sorprese non finiscono qui: ingran-
dimenti fotografici digitali del velo hanno permesso di confrontare il viso con quello della Sindo-
ne, il telo mortuario nel quale secondo un'altra importante tradizione cristiana fu avvolto il corpo
di Cristo deposto dalla croce. Le due immagini rappresentano strabilianti rassomiglianze, che
vanno dalla stessa forma del viso, ai capelli lunghi, a una ciocca di capelli sulla fronte, alla stes-
sa forma della barba.
Analisi di laboratorio aiuteranno a capire l'origine del velo di Manoppello, anche se è probabile
che i risultati apriranno furiose polemiche come avvenne con la Sindone, che nel 1988, con esa-
mi al carbonio-14 fu datata tra il 1260 e il 1390. (ANSA)

- LA SINDONE
A parte il fatto che qualche anno fa un bello spirito si è preso la briga di contarne oltre 40,
quella attualmente esibita in bottega è conservata a Torino.

Sottoposta nel 1988 ad esami mediante carbonio-14, si stabilì che la sua origine poteva collo-
carsi tra il 1260 ed il 1390; malgrado ciò viene periodicamente ostentata.
Oltre tutto le due immagini, la frontale e la dorsale, differiscono in lunghezza di ben quattro
centimetri.

Il Prof. A. Piazzoli, ordinario di fisica all'Università di Pavia, ritiene che:


"L'immagine della Sindone di Torino non può essere stata provocata da un corpo avvolto, né
morto né vivo, né sudato né spalmato, né dipinto, né emanante qualunque forma di un'improba-
bile radiazione. E ciò per una semplice ragione di geometria euclidea: l'impronta del volto (limi-
tiamoci a questo) stesa su un piano apparirebbe deformata, poiché il modello non era piano".

Recentemente due studiosi inglesi (C.Knigth e R.Lomas-Rif. 376) hanno avanzato una interes-
sante ipotesi. Ritengono che l'immagine riprodotta sul lenzuolo funebre sia quella di JAC-
QUES DE MOLAY (1294-1314), l'ultimo maestro della setta dei Templari, arrestato nel 1307
e inchiodato (per i polsi!) ad una porta, da uno zelante inquisitore, per farlo confessare e
...salvargli l'anima.

245
Altri ritengono trattarsi del Gran Maestro templare GUGLIELMO DI BEAUJEU (1273-
1291)

Infine, secondo il Vangelo di Giovanni Rif. 020 Gesù è stato inchiodato per i palmi e non per i
polsi.

Prima della Rivoluzione Francese esisteva una Sindone conservata all'interno della cattedrale
di Besançon. Questa reliquia veniva esposta una volta all'anno dal balcone dell'arcivescovado
provocando, a volte, scene di isteria collettiva. Per ordine della Convenzione Nazionale, nel
1793, questo grosso lenzuolo fu sequestrato ed inviato a Parigi dove venne frazionato in bende
e pannolini per la medicazione dei degenti dell'ospedale Hôtel Dieu.
Rif. 448

Un'altra Sindone, o qualcosa di simile, si trova (o si trovava) ad Urfa in Turchia (l'antica E-


dessa).

Al di là di ogni interpretazione cosa dimostra infine la Sindone? Che un ignoto individuo, in


epoca non definita, è morto, ma non che sia resuscitato. Mi pare si voglia trasformare un cu-
rioso, macabro reperto da museo in una testimonianza di fede.

- LA VERA CROCE
"Rinvenuta" nel 1068(a.u.c.), 315(e.v.), da Elena, madre di Costantino I, per quasi un secolo
venne ignorata come oggetto di culto, in quanto ai primi cristiani (seguaci di una forma di e-
braismo illegittimo ed apostata) non importava granchè di come era morto Gesù.
Solo dopo il 390(e.v.) la croce diventa simbolo ed oggetto di devozione della cristianità. Su
questo reperto si è detto di tutto salvo quando e come sia sparito dalla circolazione, il che fa
pensare che questa croce non sia mai esistita.
In compenso esiste in circolazione una quantità enorme di schegge della croce che se accorpa-
te basterebbero a costruire un vascello da 100 cannoni (Voltaire)

Nei pressi di Alessandria(Italia), intorno agli anni '50 del secolo scorso, esisteva ancora un
convento dove tutte le monache (ed erano tante!) possedevano una scheggia della vera croce.
(Rif. 712,995)

246
- ALTRE RELIQUIE
Sparse un po' ovunque e pubblicizzate quando serve a far soldi, vengono proposte alla devo-
zione dei fedeli:
. la lancia di Longino
. brani del vestito di Maria Vergine
. grummoli del suo latte
. forfora dei suoi capelli
. penne cadute dalle ali dell'arcangelo Gabriele durante le sue continue missioni in terra
. una camicia ed un sudario della Vergine (cattedrale di Chartres) . ecc. ecc.
Rif. 448

NOTA - LE MADONNE PIANGENTI


Anche se hanno poca attinenza con questa trattazione, meritano una nota. Anni or sono, pri-
ma della Perestroika, a Leningrado, presso il Museo di Storia delle Religioni (Ex Cattedrale di
Kazan - Nevskij Prospekt) era possibile far piangere alcune madonne, dipinte su icone, intro-
ducendo nell'apposita fessura, un monetina da 10 copeki.
(L'autore ne ha fatto personale esperienza).

Questa è una nota di agenzia ANSA del maggio 1999:


Intervista a Radio vaticana - Il gesuita boccia le Madonne piangenti "Sono tutte false".
Città del Vaticano. Madonne che piangono, stimmate, presunte possessioni diaboliche, spiriti-
smo: sono per lo più manifestazioni che si presentano in momenti di crisi religiosa dell'uomo che
ha "bisogno di aggrapparsi a qualcosa, di aver qualcosa al disopra di lui". L'ha spiegato alla
Radio Vaticana il gesuita Josè Maria Pilon, parapsicologo, autore di libri su questi fenomeni.
Per padre Pilon, che si basa più che altro sulla sua esperienza spagnola e non cita il caso di Civi-
tavecchia, tutti i casi di Madonne piangenti "alla fine si sono dimostrati falsi, cioè provocati arti-
ficialmente".(ANSA)

Le statue piangenti non sono una invenzione prettamente cristiana. Nell'antica Roma, in de-
terminate occasioni, si facevano piangere le statue di Giunone e di Minerva.
In India piangono la statua della dea Laksmi e quella della dea Parvati; quest'ultima ha pure
un regolare ciclo di "sacre" mestruazioni.

Risale probabilmente a quest'anno il primo decreto antisemita, con il quale si proi-


bisce, pena la morte, il proselitismo giudeo.
Questo decreto verrà, nel corso dei secoli, reiterato infinite volte, sino al Concilio
Vaticano II (1960) quando, guarda caso, verrà annunciato che gli ebrei sono i nostri
...più amati fratelli.

Questo è ciò che si dice: aver la faccia come il sedere!

ANNO: 324 (e.v.)

Costantino, sconfitto e ucciso Licinio, è diventato imperatore unico dell'impero ro-


247
mano. Dà pertanto inizio, a Bisanzio, ai lavori per la costruzione della sua nuova
capitale. I lavori termineranno nel 330 e.v. e la nuova città assumerà il nome di Co-
stantinopoli.

ANNO 325 (e.v.)

Costantino I si era avvicinato alle sette neo-cristiane per una serie di validi motivi:

a. aveva trovato, in un contesto di individui turbolenti, un importante aiuto per


risolvere i suoi problemi con Massenzio, al ponte Milvio;
b. il cristianesimo gli offriva la facile, ipocrita scappatoia dell'assoluzione per gli
omicidi a danno dei suoi familiari e dei suoi amici; cosa che non era riuscito
ad ottenere dal culto mitraico, che non vedeva di buon occhio un tale assassi-
no;
c. infine il completamento e l'appagamento della sua smodata ambizione di po-
tere: diventare, oltre che unico imperatore, anche pontefice (cesaropapismo),
concentrando in tal modo, nelle sue mani, tutti i poteri dello stato. Un impero
con un solo dio, una sola fede e un solo imperatore.

O forse, come qualcuno sostiene, si decise di mettere d'accordo le varie sette cristiane per motivi
di "ordine pubblico" interno, senza pensare più di tanto ad un suo personale tornaconto.
Opinione alquanto discutibile visti gli omicidi che la storia gli attribuisce.

Per ottenere questo era necessario fondere in una unica "religione di stato" tutti i
culti presenti in Roma e nei territori dell'impero.
Impresa non da poco! Costantino si mette in moto ed ordina un concilio straordina-
rio a Nicea (oggi Iznik) dove riunisce tutti i capi delle numerose sette neo-cristiane
(oltre 80!), provenienti da Alessandria, Antiochia, Atene, Gerusalemme, Roma, ecc.
Ma non basta: occorre anche la presenza dei rappresentanti dei culti piu' impor-
tanti dell'Impero Romano, che potrebbero rappresentare un serio ostacolo all'af-
fermazione di un "cristianesimo di stato", succube ed asservito al potere imperiale.

Riferimento Storico:

CONCILIO DI NICEA (20 Maggio)


Costantino I guida il concilio di Nicea (presso Costantinopoli) con un pugno di ferro ed obbliga i
convenuti ad un accordo sui dogmi destinati a diventare la base delle future istituzioni ecclesia-
stiche. I vescovi contrari alle sue direttive finiscono destituiti ed esiliati. Il risultato della votazio-
ne finale parla da se':
316 si e 2 no (Secondo di Tolemaide e Teona di Marmarica).

Per Costantino ed i suoi delegati non e' stata comunque una impresa di poco conto. All'inizio
del concilio si contavano circa 80 correnti "cristiane", sviluppatesi sul ceppo originario paoli-
no e su altre fonti, ognuna delle quali si riteneva depositaria della verita' e cercava di prevale-
re sulle altre a colpi di reciproche scomuniche. Tra queste correnti, dichiarate poi eretiche,
dopo la formalizzazione del Credo di Nicea, si annoveravano:

248
 Seguaci di Marcione
 Nicolaiti
 Encratici di Taziano
 Seguaci di Origene
 Seguaci di Ario
 Diverse sette gnostiche
 Carpocraziani
 Ofiti
 Modalisti
 Docetisti
 Adozionisti
 Montanisti
 Manichei
 Nestoriani
 Messaliani
 Fibioniti
 Donatisti
 Maroniti
 Nazareni/Mandei
 Culto di Apollo
 Culto di Demetra
 Culto di Dioniso/Bacco
 Culto di Giove/Zeus
 Culto di Mitra
 Culto di Krishna
 Culto di Osiride
 Culto di Horo
 Culto di Iside
 Seguaci del Sol Invictus
 Seguaci della Croce Rossa
 Figli del Sole
 Seguaci di YHWH
 Culto degli esseni
 Culto degli Zeloti
 Movimento Terapeuta
 Ordine della Mano Nera
 Ordine della Mano Rossa
 Ordine di Melchisedek
 Seguaci di Adonis/Tammuz
 Seguaci di Baal
 Seguaci di Zoroastro
 Buddisti
 Seguaci di Ercole/Eracle
 Seguaci di Serapide
 Seguaci di Prometeo
 Druidi
 Seguaci di Attis
 .......
 e tanti, tanti altri.

249
Comunque pare che anche Dio abbia dato una mano. Deposti su di un altare tutti i vangeli no-
ti (apocrifi e non), durante la notte il Padreterno fece fuori tutti gli apocrifi, lasciando intatti
quelli che ben conosciamo, vale a dire i testi nel Nuovo Testamento, a suo tempo indicati da
Ireneo di Lione.

Compito del concilio era dunque quello di unificare i vari culti, tra loro in eterno
conflitto, sotto una chiesa universale cattolica, che naturalmente sarebbe stata con-
trollata dall'imperatore. Si trattava, senza mezzi termini, di

stabilire, per gli appartenti alle nuove sette cristiane, che cosa e a quale dio credere
con il beneplacito imperiale.

Venne quindi riformulato e reso standard un credo cristiano accuratamente ripulito


da tutti quegli elementi di natura messianica strettamente legati al movimento jahvi-
sta.

Roma reclamava, naturalmente, l'autorità suprema, sul presupposto che la sua set-
ta più importante sarebbe stata fondata da Pietro, le cui presunte ossa vennero suc-
cessivamente sistemate in Vaticano e la statua di Giove convertita in quella di Pie-
tro. Cosa d'altronde facile perché avevano tutti e due la barba.
In un tipico movimento di sostituzione religiosa, tutti gli dei degli altri culti furono
assogettati al nuovo dio sotto forma di apostoli, di santi o di demoni.

Come è ben noto, durante questo concilio i termini Gesù e Cristo vennero fusi insieme
per la prima volta nella frase ambigua "Gesù Cristo"(non Gesù il Cristo), conciliando
le richieste delle numerose fazioni che si riferivano a:

 Hesus: dei Druidi


 Joshua/Jesus: per gli apostati israeliti della Nuova chiesa di Gerusalemme
 Horo/Iusa: degli egizi
 Ies/Iesios: per i seguaci di Dioniso/Bacco
 ........
 Krishna/Cristos: originari dell'India
 L'Unto: dei Giudei
 Krst: per gli egizi
 e tanti altri

E' accertato che la frase "Gesù Cristo" non ha mai costituito un nome e cognome
proprio, e non e' mai apparsa negli scritti degli autori greci e latini, prima di questo
concilio.
Gli scritti dei primi presunti padri della chiesa non parlano mai di Gesù. Sino al
Quarto Secolo era frequente e generalizzato il termine "IL CRISTO" ma non è mai
stata trovata una autentica menzione, prima di questo evento, di un "Gesù Cristo".
(Rif.771)
Occorre comunque rammentare che il processo di fusione e di unificazione delle

250
varie fazioni non fu immediato ma lungo e lento. Nei secoli che seguirono almeno
altri 21 concilii furono convocati per stabilire le politiche e le dottrine del culto uni-
ficato. Il più delle volte si trattò di rissose riunioni di ruffiani ignoranti e paludati,
ognuno dei quali tirava l'acqua al proprio mulino; alcuni di questi concilii finirono
in un bagno di sangue. Altro che divina ispirazione!
(Rif.750)

Il fatto che i documenti autografi originali dei vangeli, crifi ed apocrifi, non siano
più disponibili è probabilmente dovuto alla decisione del concilio di distruggere tut-
ti i testi non ritenuti validi ed adeguati al nuovo culto. Vecchia abitudine a suo tem-
po introdotta da Ireneo vescovo di Lione e da Atanasio vecovo di Alessandria. Si
parla comunque di 200 documenti eliminati.
In questo contesto si conservarono copie dei quattro vangeli ufficiali "canonici", al-
cuni vangeli apocrifi ed altri documenti sottoposti successivamente al famigerato
"ritocco" di Anastasio (506 e.v.)

Altro accordo fondamentale per il nuovo credo è stato quello di "stabilire d'ufficio"
che Gesù e Dio sono in sostanza la stessa cosa:

Io e il Padre siamo una cosa sola, consustanziali.

Qualcosa del genere era già stato affermato, circa 3500 (!) anni prima, nei testi del-
la religione egizia, riferita ad Osiride ed al figlio Horo:

Io e mio Padre siamo uno.

Affermazione dogmatica che, di fatto divinizza l'improbabile figura di Gesù e che,


in seguito, darà origine a tutta una serie di battibecchi di natura teologica.

I primi a farne le spese furono gli "Adozionisti" che ritenevano il Gesù nato da un
naturale rapporto sessuale tra Giuseppe e Maria. Solo in un secondo tempo, al
momento del battesimo impartitogli da Giovanni Battista, Gesù viene "adottato"
da Dio che gli conferisce i poteri necessari alla sua missione terrena.

Anche ai "Docetisti" non andò meglio. Questi ritenevano che Gesù fosse di natura
esclusivamente divina e che il suo sembrare umano fosse solo un'apparenza di co-
modo.

Una soluzione di compromesso fu proposta da Ario, il quale sosteneva che Gesù


(divino) fosse la prima cosa creata dal Padre e quindi già esistente sin dalla notte
dei tempi, ma non per questo uguale ne coeterno al padre stesso, ma a lui sottopo-
sto. Questa teoria non ebbe maggior fortuna delle altre ed Ario finì esiliato. Mal-
grado ciò l'arianesimo sopravvisse, semiclandestino, per alcuni secoli in particolare
tra i barbari neo-convertiti.

251
Questa nuova religione, testè nata, non unisce ne affratella le genti. Questa religione non ha
fatto altro che dividere il genere umano attraverso un razzismo estremo, il sessismo ed altri
particolarismi. Questa religione infatti si nutre sulla divisione tra i popoli, perché per esistere
necessita di un nemico da combattere, sia terreno che sovranaturale. Questa religione sostiene
che alcuni popoli sono speciali o eletti perché possiedono la vera fede, mentre gli altri sono
immorali e dannati e spesso insiste sul fatto che è dovere degli eletti distruggere gli altri. Co-
munque non è la sola: altre religioni sostengono gli stessi concetti.
(Rif.710,***)

E' interessante notare che solo le religioni rivelate tendono ad essere motivo di contenzioso e
di relative guerre.
Questo perché? Perché la religione rivelata, essendo a differenza dei varii paganismi naturali
appunto rivelata, stabilisce subito, nel suo formarsi, una distinzione fra il bene (i propri cre-
denti) ed il male (gli altri). I secondi sono deindividualizzati in funzione della loro alterità e
della loro possibile minaccia, quindi sono naturali nemici dei primi e se non vanno sterminati
(caso peggiore, non previsto apertamente) vanno comunque in qualche modo discriminati; la
cosa diventa grave se la religione rivelata acquisisce il potere e lo esercita in forma discrimi-
nante.

In generale per scatenare una guerra di religione occorre un regime politico interessato a co-
prire con motivazioni religiose interessi ed ambizioni proprie, oppure un proselitismo religio-
so capace di incendiare le masse, già tese a causa di tensioni sociali, e lanciarle verso l'esterno
(crociate dei poveri) o verso l'interno (progrom, caccia alle streghe, ecc.). Secondo una mia
personalissima opinione, nel primo caso la guerra avverrà comunque, nel secondo caso può
darsi che le tensioni sociali possano trovare altri mezzi di espressione; dipende dal caso.
Lo stesso si può dire delle ideologie politiche come nazionalsocialismo e comunismo, anch'esse
preoccupate di stabilire una differenza tra i "proprii" e gli "altri", naturali nemici da elimi-
nare appena possibile, con le buone o con le cattive.
(Rif.725)

DONAZIONE DI COSTANTINO
Durante il concilio di Nicea Costantino avrebbe firmato un atto che riconosce alla
chiesa autorità assoluta negli affari secolari. Questo atto, tenuto segreto, sarebbe
poi stato reso noto nell'VIII secolo dal papa Stefano III.

Questa è una delle tante vergognose bugie inventate dalla chiesa di Roma a tutela dei propri
interessi materiali. Si tratta unicamente di un falso clamoroso, come dimostrato, nel 1440, da
Lorenzo Valla.
L'unica concessione che sembra certa è stata quella di conferire alla chiesa la possibilità di e-
reditare i beni dei propri fedeli.

ANNO 326 (e.v.)

Riferimento Storico:

ELENA CI RIPROVA
Il vescovo di Aelia Capitolina, Macario, aveva sollecitato presso Costantino I il permesso di de-
molire il tempio di Afrodite, fatto costruire dall'Imperatore Adriano sul presunto luogo del calva-

252
rio e della sepoltura di Gesu. Costantino I acconsente e spedisce la madre Elena, in nuova "mis-
sione imperiale" ufficiale, per affiancare Macario e sovraintendere agli scavi.
Alla fine i lavori porteranno alla luce una tomba, scavata nella roccia, ed una massa rocciosa
calcarea ritenuta il calvario.
(Rif. 172)

Altre sette onorano un sepolcro ed un calvario diversi da quelli dei cattolici e degli ortodossi.
Questi luoghi sono stati scoperti nel 1881-1882(e.v.) dal Generale Charles "Cinese" GORDON
(l'eroe inglese ucciso a Khartum) sulla base di alcuni rilievi topografici eseguiti qualche anno
prima dall'archeologo britannico Wilson.
(Rif. 172)

RELIGIONE DI STATO
La religione cristiana diventa RELIGIONE UFFICIALE DI STATO dell'Impero
con gli Editti di Tessalonica (1134 a.u.c./381 e.v.) e di Costantinopoli (1144
a.u.c./391 e.v.), emanati dall'Imperatore Teodosio I, dietro suggerimento di Am-
brogio da Milano.

Con questi editti tutti gli altri culti vengono aboliti e dichiarati fuori legge; i loro
beni ed i loro templi sono confiscati e devoluti al nuovo clero; vengono naturalmen-
te abolite anche tutte le feste pagane, compresi i "frivoli e peccaminosi" giochi o-
limpici. Vengono eseguite le prime condanne a morte a carico dei presunti eretici.

Si sono intanto definite e consolidate le prime gerarchie nell'ambito della chiesa, co-
stituite da:

 EPISCOPI: vescovi, sovraintendenti.


 PRESBITEROI: preti, anziani della comunita'.
 DIACONOI: diaconi, serventi.
 PISTOI: credenti, iniziati, battezzati.
 ENERGUMENI: catecumeni in attesa di battesimo.
(Rif. 712)

ANNO: 331 (e.v.)

Eusebio, storico della chiesa, nella sua Vita di Costantino, ci informa di aver ricevu-
to personalmente dall'Imperatore, l'ordine di produrre 50 copie della Bibbia(?) cri-
stiana, da distribuire nelle chiese della capitale Costantinopoli. Ordine puntual-
mente eseguito da scribi professionisti presso lo scriptorium annesso alla chiesa di
Cesarea.

ANNO: 337 (e.v.)

253
Il papa Giulio I, per ordine di Costantino, fissa la data di nascita di Gesù al 25 Di-
cembre.

A Gerusalemme il vescovo Cirillo (?-386), contrariamente a quanto riportato sul


Vangelo di Giovanni, accenna alla probabile esistenza di un sudario di Gesù (Sin-
done).

ANNO 356 (e.v.)

In quest'anno viene genericamente sancita, in tutto l'Impero, la pena di morte per


tutti quelli che praticano ancora i riti pagani.

ANNI: 361-363 (e.v.)

Nel 361 Giuliano diventa imperatore a Roma e si dimostra subito e-


stremamente tollerante nei confronti di tutte le religioni e ristabilisce
la libertà di culto, con grande rabbia del clero cristiano che lo ribat-
tezzerà Giuliano l'Apostata".
Giuliano era stato educato, a suon di "frustate", alla religione cristia-
na da Eusebio, vescovo di Nicomedia, generalmente ritenuto un visci-
do intrigante.
Poco incline a certe imposizioni, Giuliano si dà, di nascosto, alla lettura ed allo stu-
dio dei testi della filosofia neoplatonica e si riavvicina alla religione degli antichi
dei, ritenendo il cristianesimo una religione violenta, ipocrita, ingannevole, domina-
ta da rozzi dogmi e da oscuri imbrogli di potere; un coacervo di superstizioni

buono per popolazioni di creduloni e per matrone in menopausa.

"Essi credono che l'Ellade sia morta. Da tutte le parti del mondo, i monaci neri si av-
ventano come corvi sul suo purissimo corpo di marmo, e vi frugano con i becchi come
in una carogna, gracchiando allegramente: "l'Ellade è morta!" Ma l'Ellade non può
morire; l'Ellade è nei nostri cuori. E' la divina bellezza dell'uomo sulla terra. Quando
essa si risveglierà, guai ai corvi di Galilea!"

Giuliano è stato autore di diversi libri, ormai perduti, tra i quali:

 Trattato contro i galilei


 Il nemico della barba (satirico)

Sulla morte di Giuliano si sono create molte leggende per mascherare quello che è
stato un omicidio perpetrato dal clero cristiano. Un turpe individuo, Atanasio ve-
scovo di Alessandria, mandante e anche autore di alcuni omicidi, istiga un soldato

254
ad ucciderlo. L'opportunità si presenta il 26 Giugno 363, in Mesopotamia, nel corso
di una battaglia contro i persiani; durante questa azione il milite approfitta dell'oc-
casione e pugnala alla schiena l'imperatore.
(Rif.799)

Mito e politeismo erano necessariamente legati perché facenti parte della espressione della capa-
cità immaginativa umana, mentre il monoteismo avversa tale capacità immaginativa imprigio-
nando lo spirito religioso dentro forme ed immagini statiche prefissate. (P.Trevisan)

In questo IV secolo e.v. il mondo occidentale, in particolare quello dell'Impero Ro-


mano, vive la frastornante situazione nella quale

"gli Dei non ci sono più e Dio non c'è ancora".

Sino ad allora l'Impero aveva garantito la libertà di culto, l'ateismo, la filosofia e la


ragione. Ora tutto questo viene a mancare ed inizia la barbarie.
(Rif. ***)

ANNO: 365 (e.v.)

Morto Giuliano, i cristiani riprendono saldamente il potere e stabiliscono la pena di


morte per coloro che praticano i riti pagani.

ANNO: 367 (e.v.)

Il vescovo di Alessandria Atanasio, in una lettera pastorale stabilisce quali sono i 27


libri da recepire nel Nuovo Testamento. Viene così fissato definitivamente il Cano-
ne della nuova religione cristiana, contenente anche i quattro vangeli detti canonici.
Ce n'è voluto del tempo!

ANNO: 376 (e.v.)

Il 25 Dicembre, su ordine dell'Imperatore, il Prefetto di Roma sopprime il culto di


Mitra e consegna il tempio nelle mani del culto rivale cristiano.

Si può affermare che in questo periodo comincia a prendere forma ed a consolidarsi la strut-
tura burocratica-temporale della chiesa cristiana. Similmente alla vita religiosa di tutti i tempi
(e di tutti i templi), anche in questa organizzazione sono presenti tre aspetti tipici:

 l'ascetismo contemplativo (dal quale sono nate religioni quali il buddismo ed il mani-
cheismo; per soddisfare questo aspetto l'Islam ha prodotto i Sufi ed il cristianesimo i
monasteri);

255
 la burocrazia templare (o sacerdotalità: da cui consegue la necessità di sfornare sacer-
doti capaci ed intraprendenti, con attitudini politiche per organizzare il culto);
 la profeticità che ha invasato parecchi religiosi inducendoli ad una quantità di profezie
apocalittiche. Potrebbe essere intesa come il lato attivo dell'ascetismo.

A metà strada fra la profeticità e la sacerdotalità sfuma la vasta galassia dei predicatori che
cercano di persuadere le masse a seguire la retta via, talvolta anche con predicazioni apocalit-
tiche.
Il sacerdote delle religioni rivelate ha bisogno di un predicatore che gli porti quattrini e pre-
stigio sociale dalle masse ma teme il lato inquietante dell'ascetismo ed anche il profeta che
tuona e scombussola quella società nella quale egli è perfettamente e comodamente inserito.
Per quanto riguarda il monaco, esso è visto dal sacerdote come un esempio inoffensivo da ad-
ditare alle masse.
(Rif. 725)

Inizia la fase
"post-costantiniana"
della storia del cristianesimo
(secondo il Concilio Vaticano II).

ANNO: 380 (e.v.)

A Tessalonica, il 28/2/380, l'imperatore Teodosio I il Grande emana un editto (De


fide catholica) che, in pratica, dichiara la nuova religione cristiana-cattolica quale
unica Religione Ufficiale dell'Impero.

A questo editto ne seguiranno molti altri (almeno 15) intesi a perseguire tutti quelli
che, pur proclamandosi cristiani, non accettano in toto quelle che sono le direttive
dell'ortodossia che si vuole imporre.
Ne fanno le spese i manichei, i marcioniti, gli ariani, apostati di vario genere e tanti
altri che vengono "devotamente" perseguitati, uccisi, accecati o condannati (questa
è una novità!) all'esilio in patria, cioè totalmente esclusi ed isolati dal resto della
comunità.

ANNI: 381-385 (e.v.)

Viene inventato lo Spirito Santo!!!


L'imperatore Teodosio I convoca a Costantinopoli un concilio nel corso del quale
256
viene stabilito e formalizzato il concetto di Trinità, aggiungendo lo Spirito Santo ai
due soggetti già esistenti: Dio e Gesù. Il Credo di Nicea ora recita:

Crediamo in un solo Dio Padre onnipotente, creatore di tutte le cose visibili ed invisi-
bili.
E in un solo Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, unigenito e nato dal Padre,
della stessa sostanza del Padre, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero da Dio vero,
generato e non creato, consustanziale al Padre, per mezzo di lui tutte le cose sono state
create,
in cielo e in terra; per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e si incarnò,
si fece uomo, patì e il terzo giorno resuscitò, sali al cielo, e verrà per giudicare i vivi e i
morti.
E credo nello Spirito Santo che procede dal Padre, e con il Padre e il Figlio
è adorato e glorificato.

Saranno necessari più di 1500 anni prima che Ernest Hemingway dia una sua in-
terpretazione di queste demenziali e folli affermazioni, proponendo il suo Nulla No-
stro...:

Nulla nostro, che sei nel nulla,


sia santificato il tuo nulla, venga il tuo nulla,
sia fatto il tuo nulla, dovunque nel nulla.
Dacci oggi il nostro nulla quotidiano, e rimetti a noi i nostri nulla,
come noi li rimettiamo agli altri nulla.
E non ci indurre nel nulla, ma liberaci dal nulla.
Amen

Nel 385 d.C. Teofilo, vescovo di Alessandria, con la compiaciuta approvazione di


Teodosio I, attacca e distrugge con le sue truppe, i monasteri che seguivano ancora
le idee di Origene.
Origene era stato dichiarato eretico perché aveva avuto l'ardire di sostenere che Dio
è una essenza puramente spirituale ed immateriale.
Evidentemente dominava ancora una grande confusione sulla "natura di Dio" mal-
grado la trovata trinitaria di Teodosio I e seguaci.
Tant'è vero che un certo Priscilliano e sei dei suoi fedeli vengono decapitati nella
città di Treviri per conclamata eresia derivante da tali incertezze.

ANNO: 391 (e.v.)

Al fine di nascondere il fatto che non esiste nessuna base storica per le sue bugie te-
ologiche, il clero cristiano si è reso colpevole di vergognosi crimini distruggendo, sin
dall'inizio, molte delle tracce degli storici dei primi secoli dell'era cristiana. Quel
poco che ci è pervenuto è talmente alterato e modificato da distruggerne, quasi
sempre, il suo valore storico.
257
(Rif.771)
Uno dei più grandi crimini della storia umana è stata la distruzione, nel 391 e.v., del
Tempio di Serapide e dell'annessa biblioteca, (nota come Biblioteca di Alessandria),
perpetrata da fanatici cristiani, guidati dal vescovo Teofilo (il piromane), con la
connivenza dell'Imperatore Teodosio I. La biblioteca conteneva circa 700 mila vo-
lumi, tra cui manoscritti babilonesi, assiri, fenici, persiani, composizioni buddiste,
scritti ebraici e papiri egizi. La biblioteca era il simbolo, per i cristiani, del mondo e
del sapere pagano.

Qualche tempo dopo, al fine di completare l'opera devastatrice, l'arcivescovo Cri-


sostomo eccitava i suoi fanatici esprimendosi in questi termini:

"Qualsiasi traccia dell'antica filosofia e della letteratura del mondo antico deve scom-
parire dalla faccia della terra".

Inizia quel processo secolare di egemonia culturale, da parte della chiesa, che mira
ad imporre ai credenti una forma di ubbidienza animale, escludendo qualsiasi for-
ma di libero ragionamento.
Questa politica, applicata per 10 secoli, fu confermata e ancora ribadita dal Conci-
lio di Trento, nel 1545-1563.
(Rif.771)
Per fortuna (si fa per dire) guerre, rivoluzioni e sommovimenti vari costrinsero, in
più occasioni, alla fuga le antiche confraternite pagane, che si portarono dietro i lo-
ro libri, impedendo così che molti di essi cadessero nelle mani dei devastatori catto-
lici.

Intanto è nata una nuova usanza: quella di arrostire i cosidetti eretici sul rogo. La
prima esecuzione avviene in Germania. Questa "moda" destinata a durare sino
all'inizio del 1800, verrà successivamente raffinata e migliorata dall'istituto della
"santa" inquisizione che verrà fondato da Gregorio IX nel 1231 (e.v.).

Il piacere sadico di mandare a morte, con orribili tormenti, i propri nemici (o presunti tali) è
sempre stata una costante nella storia della religione cristiana. Parecchi secoli dopo, ai tempi
della Rerum Novarum, Leone XIII scriveva:

"Tutti i governanti devono onorare il sacro nome di dio, e uno dei loro principali impegni deve
essere quello di favorire la religione. [...] La pena di morte è il necessario ed efficace mezzo af-
finché la chiesa consegua i propri fini, quando i ribelli cospirano contro di essa e i disturbatori
dell'unità ecclesiastica, specialmente gli ostinati eretici, non possono essere arrestati con nes-
sun'altra pena dal continuare a minare l'ordine ecclesiastico ed istigare gli altri ad ogni sorta di
crimine."

ANNI 392-400 (e.v.)

Sopprimere la libertà di culto a totale vantaggio della religione cristiana, provoca a

258
volte qualche tardiva e disperata protesta come quella avvenuta a Calama (Numi-
dia) che costerà almeno 60 morti.
Ma Teodosio impazza e decide di proibire pure i frivoli ...giochi olimpici.
A Roma poi anche i Senatori se la vedono brutta: Teodosio ordina loro di abiurare
il culto di Giove Capitolino; la statua della Vittoria viene rimossa dal Senato e sosti-
tuita con una croce.
In questi anni si cerca di porre fine alla generale confusione definendo quali scritti
devono far parte del canone della nuova religione. Nei convegni di Ippona e di Car-
tagine si stabilisce che i documenti essenziali sono:

 I quattro vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni


 Gli Atti degli Apostoli
 La lettera agli Ebrei
 La lettera di Giacomo
 Le due lettere di Pietro
 Le tre lettere di Giovanni
 La lettera di Giuda
 L'Apocalisse di Luca

In totale 27 scritti in seguito abbondantemente rimaneggiati.

ANNO 401 (e.v.)

Un altro personaggio, che oggi sarebbe molto probabilmente ospite di un reparto di


neurodeliri, si affaccia all'orizzonte: è Agostino, campione indiscusso di paranoia
mistico-religiosa.
O meglio: si tratta di Sant'Agostino, vescovo di Cartagine, ritenuto un "grande pen-
satore" e "dottore della chiesa". Suo è quel capolavoro di totale ipocrisia noto come
Confessioni.
Intanto partecipa attivamente alla distruzione di templi e statue pagane di Cartagi-
ne e dintorni; sono attività di selvaggia demolizione che di "mistico" sembra abbia-
no hanno assai poco.

Nel suo trattato "DE CIVITATE" - Sermone XXXVII, parlando di un suo viaggio in Etiopia,
il "dottore della chiesa" ci racconta:

- Io e quelli che erano con me vedemmo degli uomini e delle donne senza testa che avevano due
grandi occhi sul petto.
Ma, come se questo non bastasse, va poi oltre con altre amenità del genere:
- Il pavone pare favorito dall'Onnipotente dato che la sua carne non si corrompe e trionfa sulla
morte.
- In Cappadocia ci sono giumente che vengono ingravidate dal vento e i cui puledri vivono solo
tre anni.
- Le rane nascono dalla terra e non da genitori sessuati.

Poi, in un'altre occasioni, dà la misura di se stesso affermando:

259
"S'aggiunge un'altra forma di tentazione, pericolosa per molteplici ragioni. E' la curiosità vana,
ammantata dal nome di cognizione e di scienza."
E ancora:
Il buon cristiano deve stare in guardia contro i matematici e tutti coloro che fanno profezie va-
cue. Esiste già il pericolo che i matematici abbiano fatto un patto col diavolo per oscurare lo spi-
rito e confinare l'umanità nelle spire dell'inferno. (Ottantatrè Questioni Diverse)

Ecco un tipico padre della chiesa!

ANNO: 415 (e.v.)

Nel 415, Cirillo (?-444 e.v.) patriarca cristiano di Alessandria d'Egitto, (che aveva
ereditato la carica dallo zio Teofilo, il piromane) istigò le sue canaglie (monaci com-
battenti) a terrorizzare gli ebrei e ad uccidere la nota "maestra di filosofia" Ispasia
(Ipazia/Hypatia: 370-415 e.v.).

Ispasia (figlia di Teone, matematico e Rettore dell'Università di A-


lessandria), donna di grande saggezza versata in filosofia, matema-
tica e astronomia, aveva fondato una scuola assai rinomata, rivol-
gendo i suoi insegnamenti sopratutto alle giovani donne di Alessan-
dria, nell'intento di emanciparle dal soffocante atteggiamento ma-
schilista dell'epoca. Si dice fosse una donna bellissima votata alla
verginità.

Era inevitabile che il suo pensiero si scontrasse con quello gretto e grossolano di
questo protervo "dottore della chiesa".

Non potendo tenerle testa Cirillo ordinò la sua cattura e la mandò a morte, in una
chiesa, facendola scarnificare viva, mediante l'uso di conchiglie taglienti; infine i
suoi resti furono gettati in una cloaca (o bruciati). Tutto per la maggior gloria di
Dio.

Per questo diabolico atto Cirillo fu in seguito canonizzato dalla infallibile chiesa cri-
stiana (1882) ed ancora oggi viene celebrato ad Alessandria il 9 Febbraio e nelle
chiese latine il 28 Gennaio.

Ispasia era talmente stimata ed apprezzata per la sua brillante intelligenza che il
suo assassinio è stato considerato da molti autori come

la morte del MONDO e della CULTURA pagana.

Dopo la sua morte anche molti suoi discepoli furono uccisi, gli scritti bruciati ed i
suoi insegnamenti andarono in parte perduti. Alcuni suoi lavori, conosciuti anche
in Oriente, vennero tradotti in arabo e furono resi noti in Occidente dopo oltre mil-

260
le anni di silenzio.
(Rif.710,200,320)
A seguito del misfatto, la maggior parte degli studiosi e dei filosofi, seriamente im-
pauriti, lasciano la città che, poco alla volta, si traformerà in un borgo di incolti a-
nalfabeti, assogettati alla prepotenza del nuovo clero.

E' cominciato l'oscurantismo.

Risale a questo periodo una singolare affermazione di S.Agostino (354-430 e.v.):


"Non crederò nella verità dei Vangeli se l'autorità della chiesa cattolica non mi obli-
gherà a farlo."
(Rif.706)

ANNI: 430-431 (e.v.)

Si tiene, ad Efeso, per volere dell'imperatore Teodosio II, un concilio che darà una
prima formalizzazione al culto della Madonna, sino a questo momento in gran par-
te trascurato.
Si trattava sostanzialmente di stabilire se Maria Vergine, dichiarata d'ufficio Dei-
para, poteva essere considerata:

 Maria Christotokos cioè madre del "figlio" Gesù il cristo, oppure


 Maria Teotokos e cioè madre del "Dio" Gesù, oppure
 tutte due le cose.

Ne nacque un immenso "pasticcio" e qualcuno (un eretico naturalmente) suggerì


qualcosa come la iperdulia (iper-adorazione), cosa che non mancò di dare luogo ad
altre imbarazzanti perplessità:

 Maria, supposta creatrice del creatore, esisteva prima di Dio?


 Se Maria è la madre di Dio e di Gesu, a sua volta figlio di Dio e di Maria, si
può parlare di sacro, divino incesto?

Come si vede, si trattava di problemi del cavolo veramente gravi e fondamentali,


che non vennero risolti e furono la causa di nuove eresie che si trascinano ancora
oggi.

La croce comincia timidamente ad apparire quale emblema della cristianità; ha an-


cora una forma a T, sulla quale risulta legato il presunto Cristo.

Nel corso del concilio viene definitivamente dichiarata eretica la dottrina di Nesto-
rio che aveva trovato da ridire sugli attributi di Maria.

Allo scopo di addebitare ai "perfidi Giudei" la condanna a morte del presunto Ge-

261
sù, un certo Anania scrive un resoconto del processo (sono passati 400 anni!!!), di-
scolpando pienamente il buon Pilato e creando le premesse per la sua futura beati-
ficazione, unitamente alla moglie Procula.

I "corvi di Galilea", come definiti da Giuliano, procedono alacremente nella loro opera. In
tutto il bacino del Mediterraneo i templi dedicati agli antichi culti sono praticamente spariti;
molti sono stati distrutti, gli altri adattati e riconvertiti al nuovo culto.

ANNI: 440 (e.v.) e oltre

In questo periodo si accentua, particolarmente in Egitto e Siria, uno uno strano fe-
nomeno, già rilevato nella prima metà del 300.
Ai margini di importanti città, (dove è facile essere mantenuti) alcuni fanatici si is-
sano in cima a delle colonne (stiliti) o tra le biforcazioni dei rami di alberi (dendri-
ti), dai quali predicano le loro presunte verità su di una fede non ancora ben defini-
ta e, intanto, attendono offerte di cibo ed altri generi di conforto. Pare che alcuni
tra i più cocciuti ci abbiano anche lasciato la pelle.
Non è chiaro come provvedessero all'igiene e alle loro altre necessità fisiologiche
...meno confessabili.

ANNO: 451 (e.v.)

Si svolge il concilio di Calcedonia che cerca, con scarsi risultati, di dirimere la dia-
triba tra:
- nestorianesimo, che cerca di valorizare l'aspetto umano del Cristo
- monofisismo, che cerca di esaltarne l'aspetto divino.
Non è ancora ben chiaro chi sia questo Cristo!

ANNI: 506 ed oltre (e.v.)

L'imperatore d'oriente, Anastasio I, ordina, nel 506 e.v., una revisione generale di
tutti gli scritti fondamentali della religione cristiana, compresi gli scritti dei padri
della chiesa e la conseguente distruzione di tutti quei documenti ritenuti inadeguati
o pericolosi per la credibilità della giovane "religione di stato". Manca un bilancio
preciso di quanto sia andato perso. Alcuni autori ritengono che in questa occasione
siano spariti i supposti vangeli originali dei quattro evangelisti. (??)
(Rif.500)

Nel 512, Anastasio I viene in contrasto con la chiesa romana negando la natura u-
mana del Cristo, riconoscendone solo la natura divina. La chiesa romana era invece
saldamente attaccata al dogma trinitario, come formulato alla fine del IV secolo.
A causa di questo contrasto, scoppiano a Costantinopoli paurosi tumulti ed i segua-

262
ci dei due gruppi si accoppano tra di loro (centinaia di morti) per sostenere l'una o
l'altra delle tesi che, probabilmente, non riuscivano neanche a comprendere.

In effetti, esaminando i vangeli (almeno quelli canonici), pare che il Cristo si sia dimenticato
di dire se aveva o no una doppia natura, cosa che si è sempre cercato, ostinatamente, di attri-
buirgli.

ANNI 544 ed oltre (e.v.)

L'imperatore Giustiniano emette l' Editto dei Tre Capitoli che suona come ulteriore
condanna avverso le idee dei nestoriani, a scapito della chiesa di Costantinopoli.
Non tutti sono d'accordo e si apre un ennesimo motivo di scisma destinato a durare
sin verso la fine del 600.

In questo secolo avranno origine molte altre "eresie" dovute alla messa in discus-
sione del concetto trinitario. La chiesa si difenderà sempre ferocemente da questi
elementi disgregatori del suo potere; nel 527 (e.v.) verrà decretata la pena di morte
per i Manichei.

Nel corso degli anni seguenti la chiesa di Roma definisce lo standard iconografico
della immagine di Gesù, immagine destinata ad essere riprodotta per secoli e che
lentamente sostituisce le raffigurazioni precedenti, alcune delle quali originaria-
mente derivate dal culto di Serapide.
Questa immagine standard di Gesù sarebbe la stilizzazione di una figura, il Man-
dylion, che appariva su di un'altra presunta Sindone conservata ad Edessa (Ur-
fa/Turchia).

ANNO 590 (e.v.)

Il 3 Settembre del 590 viene nominato papa Gregorio I, in seguito santificato e defi-
nito "magno". Uno dei peggiori oscurantisti che la storia ricordi.
Nemico ed oppositore di tutte le scienze, del pensiero razionale, della cultura greco-
romana e della filosofia viene ricordato per una lettera (passata alla storia) inviata
al vescovo di Vienne (Francia) dove testualmente si legge:

"...abbiamo sentito una voce, che non posso riferire senza disonore; sembra che nella
tua congregazione si insegni la grammatica".

Aveva perciò tutti i numeri e le qualità per essere poi proclamato "santo e magno"!

ANNI: 600-699 (e.v.)

In questi anni il simbolo del crocifisso entra decisamente a far parte del bagaglio

263
dei simboli cristiani. Si elimina lentamente la croce a forma di T che viene sostituita
con la "croce latina", come siamo abituati a vederla.
Per qualche tempo l'occupante della croce sarà un agnello e non un uomo.
A Roma questo simbolo era stato importato dall'India alcuni secoli prima dell'era
cristiana. I primi cristiani avevano ripudiato il simbolo della croce perché ritenuto
pagano. Per le prime immagini di Gesù avevano preferito il simbolo del "Buon Pa-
store" che porta sulle spalle un agnello.

ANNO: 622 (e.v.)

E' l'anno d'inizio del calendario musulmano. Maometto (570-632 e.v.), insediato a Medina,
completa la stesura del Corano, testo sacro dell'Islam.

ANNI: 632-750 (e.v.)

I musulmani, guidati dai quattro califfi e dalla Dinastia Ommiade, conquistano l'A-
frica del nord, la Spagna ed il Vicino Oriente. Questo comporta, da parte del cri-
stianesimo, la perdita della Terrasanta, della Siria, di 3 dei suoi 5 patriarcati e di
alcune regioni da lungo tempo cristianizzate. Il patriarcato di Roma si avvale di
questa situazione che favorisce l'aumento del proprio prestigio in ambito europeo.

ANNO 646 (e.v.)

Il vescovo di Saragoza fa una strana ammissione: non dice che il sudario di Gesu
(Sindone) sia "autentico" ma bensì che non può essere definito "superstizioso" chi
crede che lo sia. Che sottigliezza!

ANNO: 649 (e.v.)

Un Concilio Lateranense fa proprie alcune conclusioni del precedente II Concilio di


Costantinopoli (553 e.v.) e decreta d'ufficio la verginità di Maria

prima del parto, durante il parto e dopo il parto di Gesù.

Dopo quasi 700 anni!! Ne consegue, e si sancisce, che tutti i riferimenti dei Vangeli
canonici a "fratelli e sorelle di Gesù" devono essere intesi come riferimenti a parenti
prossimi.
La solita enorme e proterva stupidaggine sviluppatasi da un errore di ...traduzione
e imposta ai devoti beoti.
In lingua ebraica vergine corrisponde a bethulah mentre almah significa solo "gio-
vane donna" o, se è permessa la licenza, "signorina" (non necessariamente vergi-

264
ne). Sono stati scambiati i ...termini.

ANNO 663 (e.v.)

A Withby, nel regno di Northumbria (attuale Yorkshire), avviene la riunione della


chiesa celtica con quella romana. I celti tagliati fuori dalla cristianità da una serie
di precedenti invasioni, avevano sempre nominati i propri vescovi, proclamati santi
e fondato monasteri senza alcun intervento dell'autorità romana. Ripristinati i con-
tatti con Roma viene a mancare quella tolleranza e quel rispetto che i celti avevano
sempre avuto nei confronti delle antiche tradizioni e dei culti pagani. L'ortodossia,
imposta dai vescovi papalini, finirà con il distruggere e far scomparire tradizioni
antiche di millenni.

ANNI 730-787 (e.v.)

Il Concilio di Ieria (754) approva il bando che impone la distruzione delle immagini
sacre, emesso nel 730 dall'imperatore di Costantinopoli Leone III e in seguito reite-
rato da Costantino V.
Nasce così "l'iconoclastia" che, con alterni sussulti, si trascinerà sino all'843, sopra-
tutto nei patriarcati sotto il controllo di Bisanzio.

Il papa di Roma non è d'accordo e, con il Secondo Concilio di Nicea (787 e.v.), abo-
lisce quanto disposto precedentemente a Ieria e ripristina l'uso e la devozione per le
immagini sacre.

ANNO: 800 (e.v.)

Il 25/12 il papa Leone III pone la corona imperiale sul capo di Carlomagno, re dei
Franchi. In fondo qualche riconoscimento gli era pur dovuto dopo tutto quello che
aveva fatto per la Chiesa!

 Carlomagno, nel 782 d.C., aveva convertito sbrigativamente, alla nuova fede,
la Sassonia.
Il metodo era stato semplice ed efficace: chi non accettava il battesimo veniva
immediatamente decapitato alla presenza, confortante et benedicente, dei
prelati rappresentanti la chiesa romana.
Circa 4500/5000 Sassoni furono così sterminati in pochi giorni.
 Si era scornato contri i mori ed i baschi a Roncisvalle.
 Per proteggere la Chiesa e convertire le masse era venuto alle mani con lon-
gobardi, bavaresi, frisoni ed ungari e li aveva devotamente massacrati.
 Aveva fissato i confini dello stato clericale, incorporando in questo fantoma-
tico regno l'Italia centrale e una buona parte di quella settentrionale.

265
Naturalmente si trattò di una grandiosa buffonata. Il fatto stesso che l'imperatore
ricevesse la corona dal papa era una prova, per i giuristi filo-pontifici, che il Potere
Spirituale era superiore al Potere Temporale.
Tardivo sussulto di malintesa ierocrazia.
Basandosi su questo ragionamento il papa si oppose (o cercò di controllarla), per
tutto il Medioevo ed oltre, all'autorità dei vari imperatori fomentando situazioni di
disordine e di torbidi interni.

ANNO 853 (e.v.)

In questo anno pare che il soglio di san Pietro sia stato occupato da una donna: la fantomatica
Papessa Giovanna che assunse il nome ...d'arte di Giovanni VIII. Nascondendo la sua natura
sotto abiti maschili, diventa segretario particolare di Leone IV(?) che, alla sua morte, la designa
come successore. Resa incinta da un suo amante, nasconde la sua gravidanza, ma finisce col
partorire in mezzo alla strada, durante una processione. Il popolo romano, sdegnato, la riduce in
poltiglia.
La chiesa, a partire dal suo successore Benedetto III, ha fatto il possibile e oltre per cancellarne
la memoria e tramandarla ai posteri come una leggenda.
Resta il fatto che in S. Giovanni Laterano esiste una sedia di marmo bucata con la quale, in tem-
pi andati, si controllava il sesso dell'erigendo papa.
(Fonte: Guglielmo di Occam)

ANNO: 865 (e.v.)

Viene ufficializzato dal papa Nicola I il "nuovo canone" della religione cristiana. E'
una ulteriore elencazione di libri da recepire o da ritenere come fondamentali per il
credo cattolico. Viene formalizzato anche l'elenco dei libri da rifiutare e da distrug-
gere perché non conformi ai principi teologici ortodossi.

ANNI 891-905 (e.v.)

Il 6/10/891 viene eletto papa Formoso (I?), deceduto il 4/4/896 a Roma.


Di lui si sa poco; quello che è certo è che deve averne combinate di tutti i colori, du-
rante il suo breve pontificato, tanto che i successori non hanno esitato a prendersi
qualche postuma soddisfazione.
Nell'896, il nuovo papa Stefano VI, lo fa riesumare, trascina il suo cadavere davanti
ad un sinodo (sinodo cadaverico) e lo fa condannare (per cosa? Forse era diventato
papa senza averne diritto?) e gli fa mozzare 3 dita. Dopo di che il cadavere viene
buttato nel Tevere, poi ripescato e riseppellito.
Ma non è finita! Nel 905, il nuovo papa Sergio III ci riprova; fa di nuovo riesumare
il cadavere, lo fa rivestire con i paramenti pontificali e nuovamente processare.
Alla fine la carcassa viene decapitata, mutilata di altre 3 dita e ancora gettata nel

266
Tevere.
La storia di santa madre chiesa è fatta anche di queste piacevolezze!!!

ANNO 910 (e.v.)

In Borgogna viene fondata l'abbazia di Cluny. Godendo di forti protezioni, questi


monaci avranno in seguito una notevole influenza sulle politiche papali.

ANNO: 965 (e.v.)

Il papa Giovanni XIII condanna a morte 24 cittadini romani che si erano ribellati
alle sue assurde imposizioni.

ANNO: 1000 (e.v.)

E' un anno fatidico, inquietante e di ...grandi abbuffate per il clero. Terrorizzando


il popolo bue con oscure, apocalittiche profezie che prevedono per questo anno la
fine del mondo (Mille e non più mille!), molti sprovveduti cercano una estrema via
di salvezza mediante donazioni e lasciti alla chiesa che garantisce loro, ovviamente,
un posto in paradiso.

La fantasia dei preti per arraffare quattrini agli sprovveduti ha dell'incredibile! L'ultima tro-
vata, di pochi anni fa, è stata quella di pretendere dal Comune di Roma, la destinazione al
"sacro ventre di nostro signore", delle monetine gettate dai turisti nella ...Fontana di Trevi.

ANNI: 1030-1099 (e.v.)

Il culto della Madonna ha stentato molto ad affermarsi anche a causa delle scioc-
chezze formulate a Efeso nel 430. Dopo le prime sollecitazioni risalenti al III Secolo,
ad opera di Teodosio II, è solo in questo secolo che la devozione per la Madonna
con il Bambino si consolida. E' una tardiva ripresa di un mito risalente al culto di
Horo, in parte già recepito dalle sette gnostiche e poi trascurato e passato in secon-
do ordine e quindi poco seguito. Per motivi mai spiegati molte delle madonne nate
in questo periodo sono dipinte di nero. Oggi, di queste madonne nere se ne contano
oltre 400, sparse un po' ovunque.

INSERTO 22 - La Donna e la Chiesa


Maria come ideale di modestia, di grazia, di verecondia e di umiltà viene additata come mo-
dello di vita per tutte le donne (escluse naturalmente quelle che, animatrici della porno-
teocrazia di Roma, bazzicano nelle alcove dei papi e dei prelati; basterebbe qui ricordare i ge-
nerosi, disponibili e benedetti grembi di Teodora e Marozia de' Teofilatti).

267
E' l'ennesimo tentativo di supremazia maschilista sulla donna, soggiogata all'autorità paterna,
fraterna e del marito. La donna sottomessa, priva dei propri slanci e delle proprie ambizioni,
diventa una bestia da ingravidare per generare altri citrulli da aggiogare al carro della chiesa.

L'idea che la donna (la metà del genere umano!) sia un essere inferiore ed indegno, da trattar-
si alla stregua di un animale, ha origini antiche, riportate nella Bibbia e riprese poi dalla teo-
logia cristiana.
Secondo questa teologia, il destino della donna è di obbedire, servire l'uomo e stare in silenzio.
Tutto questo perché, secondo quella massa di untuosi cretini, definiti padri della chiesa, è sta-
ta la donna a cedere alle tentazioni del serpente e a indurre l'uomo al peccato.

Paolo a questo proposito non scherza. Nella lettera 1 a Timoteo 2,11-15, è alquanto perento-
rio: "La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di in-
segnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché
prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna
che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a
condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia".

Anche Tertulliano da Cartagine (160-225 e.v.) non ha dubbi: "E non sai di essere Eva? In que-
sto mondo è ancora operante la sentenza divina contro codesto tuo sesso: è necessario che duri
anche la condizione di accusata. Sei tu la porta del diavolo, sei tu che hai spezzato il sigillo
dell'Albero, sei tu la prima che ha trasgredito la legge divina, sei stata tu a circuire colui che il
diavolo non era riuscito ad aggirare; tu, in maniera tanto facile hai annientato l'uomo, immagi-
ne di Dio; per quello che hai meritato, cioè la morte, anche il figlio di Dio ha dovuto morire: e
hai ancora in animo di coprire di ornamenti le tue tuniche di pelle?"

E ancora Filone di Alessandria (I sec. d.C.): "Poiché il progresso non è altro che la rinuncia al
genere femminile che viene trasformato in maschile; poiché il genere femminile è materiale, pas-
sivo, corporeo e percettibile ai sensi, mentre quello maschile è attivo, razionale, incorporeo e più
affine alla mente e al pensiero."

Occorre anche rammentare che per gli ebrei misogini le mestruazioni erano ritenute una gra-
ve impurità, per cui le donne in ciclo dovevano indossare particolari sonagli. (Lev. XV 19
agg.)

Origene era talmente terrorizzato dal diabolico pericolo del fascino femminile da arrivare ad
amputarsi da solo i testicoli.
Questa pratica (autocastrazione) venne in seguito proibita dal Concilio di Nicea (325), ed è sta-
to un vero peccato, viste le tendenze dei nostri "padri" moderni nei confronti dei loro parroc-
chiani minorenni.

Nei secoli seguenti alcune donne verranno santificate, per motivi di contingente opportunità e
convenienza (anche al cavallo si da lo zuccherino per tenerlo buono), ma l'idea della naturale
inferiorità della donna è tuttora dominante.

E' curioso come nel corso dei secoli i pittori abbiano sempre dipinta la madonna con i capelli
biondi; essendo una ebrea palestinese avrebbe dovuto essere di carnagione e di peluria scura.

Dobbiamo arrivare al XIX secolo per osservare una rinascita dei culti dedicati alle dee, ad e-
sempio la religione Wicca, che si basa su di un equilibrio di parità tra il dio e la dea, ridonan-

268
do al donna le sue originarie prerogative. Naturalmente la chiesa è corsa ai ripari definendo il
movimento Wicca come "stregoneria bianca".

L'ultima tesi sostenuta per l'emarginazione della donna è quella di Luitzen Egbertus Brouwer
(Olandese, 1881-1966. Autore di alcuni testi sull'Intuizionismo e Teoria del Punto Fisso).
Brouwer era un filosofo che ha vissuto e prosperato all'ombra del nazismo; uno dei pochi tol-
lerati dal cattolicissimo Hitler. Negli anni 30 del secolo scorso aveva colto il plauso della Ger-
mania nazista con la seguente dichiarazione:
L'usurpazione di un qualunque lavoro da parte della donna lo degraderà automaticamente ed i-
nesorabilmente, rendendolo ignobile. Quando tutto il lavoro produttivo sarà reso oscuro ed igno-
bile dal socialismo, verrà svolto esclusivamente da donne.
Nel frattempo gli uomini occuperanno il loro tempo secondo le loro capacità ed attitudini, dedi-
candosi agli sports, alla ginnastica, allo studio della filosofia, al giardinaggio, alla lotta, ad inta-
gliare il legno ed a tutto ciò che all'epoca sarà considerato un lavoro nobile, anche giocarsi al ta-
volo verde quello che le loro mogli avranno guadagnato.

Brouwer deve aver letto (e mal digerito) la storia del regno di Butua (Aline e Valcour di De
Sade), dove i negroni costringono le mogli a:
- lavorare come schiave
- soddisfare tutte le loro pulsioni proibite
- essere mangiate, tanto per variare la dieta
- ed altre amenità del genere.
(Rif.725)

Figliuol mio, bassa gli occhi a terra, non le guatare, ch'elle son mala cosa. (Boccac-
cio/Decamerone)

ANNO 1054 (e.v.)

Nel 1054 si conclude una grave crisi tra la Chiesa d'Oriente e quella romana. Si
trattava di accordarsi:

a. se il pane usato per la comunione doveva essere lievitato (Costantinopoli) o


azimo (Roma)
b. se il segno della croce andava fatto da destra verso sinistra o viceversa.

Problemi fondamentali e tali da far tremare le vene ed i polsi!!


Non essendo pervenuti a nessun accordo la chiesa di Costantinopoli si stacca defini-
tivamente da quella di Roma. (Scisma d'Oriente)

In realtà, a prescindere dalle stupide motivazioni assunte come pretesto, il motivo


vero dello scisma era dovuto alle pesanti ingerenze del papato romano intese ad
ampliare la sua sfera di influenza, a spese dei territori controllati dal patriarca di
Costantinopoli e, viceversa, dell'imperatore inteso a cercare di controllare tutte le
forze religiose del suo reame.
Due galli nello stesso pollaio! Le due parti avrebbero potuto dirimere la questione
con le armi ma Bisanzio era ormai troppo indebolito per un simile intervento ed il

269
papa non aveva né le risorse né gli uomini necessari.
E, neanche a dirlo, seguì il solito rituale di reciproche scomuniche, tra Leone IX ed
il patriarca Michele Cerulario, con invocazioni, allo stesso Dio, di annientare il ri-
vale.
Con una strana forma di rivalsa, il clero cattolico bandisce l'uso delle forchette, as-
sai diffuso nel Vicino Oriente, additando l'utile posata come simbolo e strumento
del demonio. L'uso della forchetta a tavola costituiva peccato riscattabile pagando
tre messe. Può sembrare incredibile ma questa proibizione si è protratta sino al
1600.

ANNO 1074 (e.v.)

Il papa Gregorio VII, in opposizione al movimento nicolaita da sempre favorevole


al concubinato e al matrimonio del clero, decreta il celibato dei preti. La cosa solle-
va un'ondata di proteste da parte di tutto il clero. Sarà necessario reiterare il decre-
to, con varie motivazioni e nel corso di diversi concili.

La permanenza in monasteri, conventi, seminari di struttura strettamente monosessuale ha,


da sempre, prodotto deviazioni di tipo omosessuale che, solo recentemente hanno cominciato
ad essere largamente note e, talvolta, apprezzate. In fondo è stata la chiesa a suggerire i
...Pacs, o i Di.Co. che oggi osteggia.

ANNI 1095-1291 (e.v.)

Il papa Urbano II, con l'appoggio di Bernardo di Chiaravalle, dà inizio ad uno dei
più spregevoli e miserabili misfatti di "santa madre chiesa": le crociate. Susseguite-
si, con alterne riprese, sin verso l'inizio del 1300, produrranno qualche milione di
vittime.

Bande di delinquenti, banditi, assassini, grassatori, tagliaborse e nulla-facenti gui-


dati da nobili farabutti in cerca di facile bottino e provenienti da tutta l'Europa cri-
stiana, si dirigono verso la Palestina con lo scopo conclamato di "liberare" i luoghi
santi e, a modo loro, ...ci riescono.

Come cavallette attraversano molti paesi europei, lasciandosi dietro una spaventosa
scia di sangue trucidando, en passant e un po' ovunque, dai 12000 ai 15000 ebrei, di
cui si rammentano:
- 800 vittime a Worms (Germania)
- 700 vittime a Magonza (Germania)
- 4000 ungheresi
nonché migliaia di vecchi, donne e bambini bruciati vivi nella città turca di Nikaia.
Ma non basta: il 3 Giugno 1098, dopo la conquista Antiochia, di Marra ed altre lo-
calità, il massacro viene esteso ad altre migliaia di vittime, con casi di cannibalismo

270
ad opera delle stesse schiere cristiane.
Alla fine giungono finalmente a Gerusalemme dove, nel 1099, il governatore (mu-
sulmano) della città tratta la resa con i fanatici del papa, a condizione che venga
comunque risparmiata la popolazione civile.

Neanche a dirlo! Appena entrati in città i crociati sfogano i loro istinti bestiali stu-
prando, violentando, uccidendo e distruggendo tutto ciò che si para loro inanzi.
Moschee e sinagoghe diventano il teatro di un immane massacro e, alla fine, i "sol-
dati di cristo" si riuniranno per un solenne Te Deum cosparsi e immersi nel sangue
dei massacrati. E dopo avranno l'enorme soddisfazione di dichiarare: "Tutto ciò
che respirava nella città è stato eliminato"

Un cronista dell'epoca (Albert Aquensis) riporta: "...e la davanti (al Tempio) si svol-
se una tale mischia cruenta che i cristiani si trascinavano nel sangue dei nemici fino
alle nocche dei piedi ... le donne, che avevano cercato scampo negli edifici alti e nei
palazzi turriti, furono buttate giù a fil di spada; i bambini, anche i neonati, li tiravano
a pedate dal petto delle madri, o li strapavano dalle culle, per poi sbatterli contro i mu-
ri o le soglie."
Per contro, Guglielmo di Tiro arcivescovo, dichiarava tutto soddisfatto: "...felici,
piangenti per l'immensa gioia, i nostri si radunarono quindi dinanzi alla tomba del
nostro salvatore Gesù, per rendergli omaggio e offrirgli il loro ringraziamento."

Le stime per Gerusalemme sono incerte, si presume che 40000/70000 persone siano
state massacrate nel solo mese di Luglio '99: in maggior parte donne e bambini.

Per inciso, e vale per tutta questa succinta cronologia, occorre ricordare che la "caccia all'e-
breo" a cura dei "volenterosi" cristiani non ha mai avuto soste. Per la maggior gloria di dio, si
calcola che dall'anno 1000 e sino all'anno 1890 circa, sia mediante cacce vere e proprie o con
progroms ed altre pie scuse, i devoti cattolici unitamente ai protestanti, agli ortodossi ed altre
bestie del genere hanno sterminato almeno 500000 ebrei sparsi un po' ovunque.
Di fronte a questi santi esempi il cattolico Hitler poteva essere da meno?

ANNO: 1119 (e.v.)

In questo anno viene fondato l'Ordine dei Cavalieri Templari, ufficialmente con lo
scopo di fornire scorta e protezione ai pellegini che si recano in Terra Santa. Ini-
zialmente l'ordine godette della protezione del monaco Bernardo di Chiaravalle (i-
stigatore delle crociate e poi santo) che ne dettò la Regola.
(Rif.376)

Ma Bernardo è infaticabile. Riesce a convincere i tedeschi a varcare l'Elba per con-


vertire gli idolatri slavi al convincente grido di "Battesimo o morte", istituendo altri
ordini cavallereschi di monaci-guerrieri (Teutonici-Ospedalieri-Portaspada), e-
stremamente agguerriti e determinati nelle loro imprese.

271
A tempo perso, manda anche al rogo chi non è d'accordo con le sue politiche, e cioè
Arnaldo da Brescia e Gilberto da Porrata, tanto per citare i più noti.

Lo sapevate che Bernardo si vantava di aver avuto il privilegio di succhiare il latte dal seno
nudo della Madonna? (Lactatio Bernardi)

ANNI DAL 1145 AL 1191 (e.v.)

La caccia agli ebrei da parte dei devoti cattolici non conosce sosta:

- nel 1145: 120 a Colonia e Spira (Germania)


- nel 1146: 100 a Sully e Ramerupt (Francia)
- nel 1171: 18 a Blois (Francia)
- nel 1191: 100 a Bray-sur-Seine (Francia)

ANNO 1182 (e.v.)

L'onda lunga del Scisma d'Oriente (1054) si abbatte nuovamente su Costantinopoli


La città ospita ora numerose colonie di mercanti latini (veneziani, genovesi, pisani,
amalfitani) che non prendono troppo sul serio le regole del clero ortodosso, per
quanto riguarda la natura del pane (azimo o lievitato) e altre sciocchezze religiose.
Gli ortodossi insorgono e "devotamente" massacrano migliaia di esponenti della
chiesa di Roma.
In realtà si è trattato di far fuori una concorrenza agguerrita che stava ormai occu-
pando troppo spazio nell'ambito mercantile della città.

ANNI: 1200 e oltre (e.v.)

Agli inizi del secolo Costantinopoli era talmente piena di reliquie da far pensare che
esistesse una vera e propria industria con le sue fabbriche. Ed in effetti di questo si
trattava.
Costantinopoli era un passaggio obbligato per i Crociati/Pellegrini che andavano o
venivano dai territori siro-palestinesi (meta: Gerusalemme), tutti desiderosi di por-
tarsi a casa una testimonianza della loro impresa.
Economicamente parlando, vista l'esistenza di una insistente domanda di mercato,
era inevitabile che l'offerta si organizzasse, inizialmente a spese dei citrulli e poi dei
furbi e degli speculatori che avevano fiutato l'affare.
Ebrei, veneziani e sopratutto genovesi, dopo la batosta del 1182, nuovamente ben
sistemati nei loro quartieri, cominciarono a darsi da fare.
Si producevano a ritmo serrato reperti facili da imitare, ma non solo quelli:

 Lettere scritte da Gesù, di proprio pugno

272
 Frammenti dell'oro portato dai Magi
 I cesti (12) che erano serviti alla raccolta degli avanzi, dopo la moltiplicazione
dei pani e dei pesci
 Troni di Davide, riccamente lavorati
 Le trombe di Gerico
 Cataste di tavole rudimentali provenienti dall'Arca di Noe
 Corone di spine
 Frammenti e chiodi della vera croce
 Tuniche e mantelli di Gesù
 Canne della flagellazione
 Spugne (un po' secche) che si dicevano imbevute di fiele ed aceto
 Tozzi di pane avanzati nell'ultima cena
 Peli della barba di Gesù
 Vesti di Maria
 Piume dell'Arcangelo Gabriele, (strappate dalla coda di infelici volatili)
 Ossi di "questo" o di "quel" personaggio
 Frammenti della mangiatoia di Betlemme
 Tante lance di Longino da armare una legione
 Ecc., ecc., ecc.

Tra gli articoli più costosi, che pochi potevano permettersi, c'erano gli "autentici"
prepuzi della Circoncisione di Gesù. Costosi perché era difficile procurarsi prepuzi
di neonati senza rischiare la galera e poi dovevano essere mummificati/essicati e
confezionati in pregiati contenitori di cristallo, oro e pietre dure. Se ne ricordano
un paio giunti in Europa, in epoche anche diverse, e proposti, per qualche secolo,
alla adorazione dei fedeli a Calcata (Viterbo) e a Puy-en-Velay (Francia).

In questo periodo si ritiene siano state confezionate almeno 26 "autentiche" Sindo-


ni.

Viceversa un articolo che proprio non "tirava" erano le giare della trasformazione
dell'acqua in vino: troppo pesanti, ingombranti e fragili da trasportare.

Si diceva: Chi vuol fare fortuna a Costantinopoli vende reliquie, chi vuol farla tor-
nando a casa le compra per poi rivenderle. Infatti qualsiasi stupidaggine arrivasse in
Europa, trovava subito qualche vescovo compiacente pronto ad "autenticarle" per
poi rivenderle a qualche ricco babbeo, oppure a collocarle nelle varie chiese come
specchietti per le allodole.
(Rif.710,757,***)

Intanto, in questo periodo, a Roma i fedeli potevano andare in deliquio ammirando


in Laterano:

 L'Arca dell'Alleanza
 Le tavole di Mosè
 La verga di Aronne
273
 Un'ampolla con la manna
 ....
 Il telo della Veronica
 Le teste di Pietro e Paolo
 Un abito della madonna
 Un vestito di Giovanni il Battista
 Il tavolo dell'ultima cena
 Pani e pesci avanzati
 L'immancabile frammento della croce
 Il cordone ombelicale e il prepuzio di Gesù.

I primi quattro reperti erano palesemente ostentati a dispetto e per l'indignazione


degli ebrei "deicidi". Oggi non è chiara la fine che hanno fatto questi "preziosi te-
sori".
(Rif.***)

Comunque se avete sei euro da buttare (tariffa 2004), e se siete disposti a farvi prendere per i
fondelli, potete sempre visitare le Catacombe di S. Sebastiano in Roma dove, alla fine del tour, vi
faranno ammirare una delle frecce che aveva trafitto il martire, nonché (e questo è veramente in-
teressante) l'impronta dei piedi di Gesù su di un sasso della via Appia Antica.
Se invece siete propensi al risparmio, potete ammirare gratis le suddette impronte anche in una
chiesa poco distante (chiesa del "Quo Vadis?"). Quello che veramente impressiona è la lunghez-
za di dette impronte che, oggi, potrebbe corrispondere in calzoleria, alla misura 48-50; con buona
pace dei ...regnanti inglesi.

E' stato detto che è la fede degli uomini a rendere credibili e venerabili anche le reliquie più
improbabili.
Verità sacrosanta!
Anni or sono, un giovane, fantasioso imprenditore americano, cavalcando l'onda emotiva cau-
sata dalla immatura scomparsa di una grande attrice, ha racimolato un bel po' di quattrini
esponendo, nella saletta di un club privato, un paio di mutandine di Marilyn Monroe. Però,
dopo qualche tempo, fu costretto a chiudere lo show perché le mutandine erano risultate false.
In realtà appartenevano a sua sorella che lo aveva denunciato in quanto non voleva dividere
equamente i profitti dell'impresa.
(Rif.***)

Il cattolicissimo Hitler ha speso un sacco di tempo, denaro ed energie per entrare in possesso
di una "vera" lama della lancia di Longino, ritenendo che essa, come molti altri "sacri" ogget-
ti, avesse dei poteri occulti. E' stato fortunato nelle sue ricerche, aiutato anche dallo scodinzo-
lante nunzio apostolico che, all'epoca, era gradito ospite nei saloni della Cancelleria del Terzo
Reich. Oggi questo straordinario reperto dovrebbe essere ancora conservato nella cattedrale
di Braunschweig.

ANNO: 1202 (e.v.)

Questo è l'anno della quarta crociata e del sacco di Costantinopoli, durante il quale
i "devoti crociati", istigati da Innocenzo III, mettono la città a ferro e fuoco per co-
274
stringere il Patriarca ortodosso a sottomettersi al volere di Roma e soprattutto con-
sentire ai ...mercanti veneziani di occupare posizioni di privilegio nel commercio
con i paesi orientali.
A chi interessa ancora Gerusalemme e il santo sepolcro, da tempo ormai devota-
mente spolpati?

INSERTO 23 - Le Eresie
Il periodo storico che va dall'anno 1000 al 1400 (e forse sino ai nostri giorni) segnala il fiorire
di un numero, difficilmente quantificabile, di una serie di predicatori che la chiesa dichiarerà
poi eretici, perseguitandoli e uccidendoli "devotamente". Si tratta di predicatori, ingenua-
mente illusi, determinati a diffondere una nuova concezione di idee in netto contrasto con le
abitudini e i costumi del loro clero contemporaneo.
In questo periodo, (come da sempre, per chi lo vuol vedere) la chiesa sta mostrando il suo vero
volto bugiardo e capezzatore, ostentando con protervia e senza pudore:

 la ricchezza cumulata dai preti e dal clero in generale


 la prepotenza dei vescovi
 la struttura incerta e traballante dell'istituzione
 l'ignoranza crassa del clero
 la supersizione
 l'oscurantismo
 l'arroganza del potere
 la negata risposta alle istanze vitali dei fedeli

portando con ciò ad innumerevoli ribellioni e al nascere di predicatori che (ingenuamente)


propongono un ritorno alle origini (comunque false) del cristianesimo.
Ricordiamo qui, fra i tanti:

 il movimento cataro ed il bogomolismo


 la predicazione valdese
 Gerardo Signorelli (bruciato nel 1300) che auspicava la povertà assoluta tra i preti
 frate Dolcino da Novara che si opponeva alla decima versata al clero
 Jan Hus (bruciato nel 1415) che si oppose alla mondanizzazione del clero
 e tanti (troppi) altri

ANNO: 1208-1255 (e.v.)

Il papa Innocenzo III bandisce la "crociata" contro l'eresia dei catari: il re di Fran-
cia, fiutando l'affare, raduna parecchie migliaia di cavalieri ambiziosi o disperati
che devastano le città della Francia meridionale e provocano migliaia di morti.

Lo scopo del re di Francia era di impadronirsi dell'attuale sud di questa nazione, allora conside-
rato come un paese a sé e tutt'altro desideroso di assogettarsi ai voleri di Parigi. Grazie a questa
crociata (combattendo contro la quale verranno sconfitti e moriranno il conte di Tolosa ed il re
d'Aragona), il Midi viene così umiliato, impoverito, devastato e privato dell'autonomia politica,
aprendo la strada alla Francia nazionale (che per tutta la modernità seminerà guerre e racco-

275
glierà tempesta per via delle ambizioni dei propri governanti).
La letteratura provenzale, che aveva partorito quelle canzoni che rallegrarono le corti di mezza
Europa medievale, finì praticamente di esistere di fronte all'imposizione forzata del francese. Da
notare che si è recentemente supposto che parecchi trovatori fossero catari, per via del loro can-
tare l'amore sublimato e masochista che rispecchia l'anelare cataro a dio.
(Rif.725)

La setta catara (anche albigesi, dalla città di Albi nella Linguadoca), allo scopo di
rendersi indipendente dalla struttura e dalla burocrazia sfruttatrice della chiesa
romana, aveva elaborato una propria teologia, improntata alle idee del pope Bogo-
mil, fondata sul dualismo Dio e Demonio (una ripresa del concetto manicheo del
bene e del male). Sviluppatasi rapidamente, già nel 1167, la setta aveva tenuto un
Concilio proprio diretto da un loro papa di nome Niceta.
A differenza dei cattolici essi, ritenevano l'uomo portatore di per sè stesso di "luce
divina" e negavano:

 la natura divina di Gesù


 la crocefissione e la resurrezione del Cristo
 la trinità e l'eucaristia
 l'efficacia della preghiera
 l'utilità del battesimo, comunione, cresima, estrema unzione e matrimonio
 l'utilità della gerarchia ecclesiastica

Per i catari Gesù era un profeta illuminato, sposato con Maria Maddalena, mentre
ritenevano Giovanni Battista un demone. I fedeli si dividevano in due categorie:
credentes e perfecti. Questi ultimi erano quelli che avevano ricevuto il consolamen-
tum, (battesimo adulto) cerimonia che mondava l'anima dai peccati e obbligava i
perfecti ad una vita di astinenza, di privazioni (in estremo: sino alla morte per fa-
me) ed alla predicazione del credo.

Si calcola che dal 1208 al 1255 (fine della "crociata") siano stati massacrati in Lin-
guadoca circa 100.000 persone di cui:

- 20000 a Béziers
- 5000 a Marmande
- molti altri in varie località della Linguadoca.

Nel 1244, nella fortezza di Montségur (Pirenei) i 210 catari, fatti prigionieri, venne-
ro condotti a valle e bruciati in un gigantesco rogo.
In Italia si rammentano inoltre i 200 catari arsi vivi a Bagnolo e nell'arena di Vero-
na, ancora nel Febbraio del 1278.

L'interesse intorno alla vicenda dei catari venne risvegliato, negli anni trenta del 1900, da uno
scrittore tedesco: Otto Rahn (1904-1939).
Rahn, membro delle SS e pseudo-storico, è stato l'autore di un libro di fanta-storia la: Crocia-
ta contro il Graal che attirò l'attenzione dei vertici della gerarchia nazista, sempre a caccia di
reliquie a sostegno delle idee nazionalsocialiste e dell'auspicato millenarismo del III Reich.

276
(Vedi anche: lancia di Longino, anni 359 e 1200).
Incaricato da Hitler e da Himmler, Rahn fece indagini e scavi dalle parti di Monteségur, alla
vana ricerca di questo fantomatico Graal e delle prove dell'esistenza di una "antichissima ci-
viltà ariana".
Ricerche inutili estese poi anche all'Egitto, al Tibet e al Nord Europa/Artico, sino ai primi an-
ni della II Guerra Mondiale.

In questo periodo prende consistenza anche l'"eresia" valdese, fondata nel 1176 dal
mercante lionese Pietro Valdo e che, inizialmente, sfuggirà alle persecuzioni tro-
vando rifugio nelle alte valli piemontesi. Valdo è stato condannato, per le sue predi-
cazioni, nel 1184 e poi scomunicato nel 1215.

ANNI: 1209 e oltre (e.v.)

Le crociate non bastano mai!!


Nel corso di questo secolo verrà creato l'ordine dei Cavalieri Teutonici e verrà dato
inizio alle Crociate del Nord, con lo scopo di "convertire con le armi" i pagani slavi e
baltici.
Questi nuovi banditi, armati sino ai denti e sotto l'egida della croce, devasteranno
con la consueta ferocia dei cattolici, le regioni dei Balti, dei Livoni e dei Lettoni
spingendosi, a volte, anche nei territori russi.

ANNO: 1210 (e.v.)

Innocenzo III concede a Francesco d'Assisi il permesso di istituire l'ordine dei fran-
cescani mendicanti.
Nella sua impostazione originale (come chiesa dei "poveri") durerà poco. Subito
dopo la morte di Francesco, l'ordine si affretterà a riformarsi seguendo gli andazzi
del tempo: inganno, avidità, cupidigia e sfruttamento dei credenti.
(Rif. 820)

Sulla storia e sulle vicende di questo presunto santo ci sarebbe molto da dire.
Il "poverello d'Assisi" era tutt'altro che una persona mite, una devota "pecorella di dio". In-
fatti, alla sua morte, la chiesa si affretterà a diffondere un falso testamento spirituale per ar-
ginare la sua nuova dottrina, pregna di connotazioni naturalistiche, magiche e druidiche, in
grado di infliggere, alla ottusa clericocrazia papale, notevoli danni di immagine e finanziari.

Oggi la punta dell'iceberg di questa vorace confraternita è rappresentata da S. Giovanni Ro-


tondo, il cui imponente flusso di quattrini fa gola, da sempre, allo stesso Vaticano. Sul suo
fondatore, padre Pio da Pietrelcina, il S. Uffizio ha, da tempo, sospettato, intuito una truffa ai
danni della stessa Santa Sede che cerca di porvi rimedio.
Malgrado il sospetto di truffa (per gli sprovveduti: truffa dell'acido fenico e della tintura di io-
dio), il "padre Pio" è stato recentemente proclamato santo. Come si può resistere all'imponen-
te flusso di quattrini che, annualmente, si riversa nelle casse degli astuti frati?

277
ANNO: 1215 (e.v.)

Il IV Concilio Lateranense dichiara la transustanziazione (vecchia pratica cara ai


credenti) essere un "dogma" della dottrina cattolica.
La transustanziazione è una cerimonia "magica", vecchia di millenni, (vedi i culti
di Osiride, Mitra, Dioniso, ecc.), mediante la quale un sacerdote trasforma ed attri-
buisce ad un pezzo di pane (ostia) le stesse qualità, virtù e poteri del corpo del dio
sacrificale di turno, in questo caso Gesù.
Lo stesso Concilio stabilisce che la comunione è un sacramento e la rende obbliga-
toria per tutti i fedeli.
Nel corso dei "lavori" vengono enunciate anche le prime norme di comportamento
per la lotta alle eresie; l'inquisizione (quella dura) è alla porte!

ANNI 1224-1230 (e.v.)

Da tempo è ormai diffusa e consolidata l'usanza (chiamiamola così) di arrostire gli


eretici sul rogo.
Alcuni sovrani: Federico II, Alfonso X e molti altri servi della chiesa, avevano uffi-
cializzato le necessarie procedure con decreti appositi, non coordinati e spesso in
contrasto tra di loro; perciò era quasi inconcepibile che, a parità di colpa, qualcuno
si accontentasse di applicare, al posto del rogo, il meno impegnativo taglio della lin-
gua o la marchiatura a fuoco.
L'intervento della chiesa, nel 1231, metterà fine a queste deplorevoli discordanze,
creando l'istituto dell'inquisizione dotato di regole ...ben precise.

ANNO: 1231 (e.v.)

Nasce ufficialmente il "Santo" Ufficio della Inquisizione che troverà volenterosi i-


mitatori anche presso la futura setta protestante. A partire da questa data e sino
all'inizio del 1800, si calcola che oltre un milione di persone siano state torturate e
bruciate sul rogo:

 Ufficialmente perché ritenute eretiche o praticanti arti magiche e stregoneria


 Ufficiosamente perché queste condanne comprendevano anche il sequestro
dei beni dei condannati a favore della chiesa.

L'inquisizione e la caccia alle streghe ed agli eretici hanno costituito un affare co-
lossale che ha procurato alla chiesa una incredibilmente solida posizione finanziaria
ed immobiliare.
L'istituto della inquisizione è tuttora vivo e si maschera sotto la "pia" dizione di
Congregazione per la dottrina della fede, della quale era prefetto il card. Ratzinger,
ora pontefice.
278
In pratica la chiesa ha reintrodotto l'uso del sacrificio umano agli dei, abbandonato agli albori
della storia e rifiutato dalla cultura pagana.
Solo che ora non si tratta più di giovinetti e di vergini; le vittime prescelte per il "sacrificio"
sono in genere persone che possiedono qualcosa (ma che non sono abbastanza ricche e potenti
per difenderlo) su cui il prete a messo gli occhi e che finirà inevitabilmente nelle casse della
chiesa.

A volte si trattava di poveri disgraziati odiati da tutti per via di assurdi pregiudizi. Raramente la
chiesa salverà queste persone, in quanto pochi inquisitori, a loro rischio e pericolo, cercavano
con serietà le prove della magia e della comunione con Satana. E siccome si dà il caso che la
magia non esista, è ovvio che davanti ad una ricerca approfondita ed accurata, quasi tutti i so-
spetti venissero a cadere, non potendo disporre di prove oggettive. Solo che in tal caso veniva a
cadere anche il "busines", che era poi ciò che contava.
(Rif.725)

ANNO 1234 (e.v.)

Quando si parla di persecuzione degli ebrei, il pensiero corre inevitabilmente a Hit-


ler. Ma lui, poveraccio, non ha inventato niente; da buon "cattolico" non ha fatto
altro che applicare la disposizione del Concilio di Arles (1234) che imponeva "l'ob-
bligo agli ebrei di portare su di loro un segno distintivo"
Che fosse un marchio o una stella gialla che differenza fa?

Nello stesso anno, a Steding (Germania settentrionale), il 27 Maggio 1234, uno


pseudo esercito "crociato", massacra cristianamente l'intera popolazione (si stima-
no da 5000 a 11000 vittime, compresi donne e bambini) che si era rifiutata di sotto-
stare ad una assurda pressione fiscale; almeno così si dice. Alla fine, però, case e
fattorie verranno subito riassegnate a miti e devoti cattolici!!!

ANNO: 1240 (e.v.)

Nel 1240 l'Europa occidentale fu messa a soqquadro da voci che parlavano di un


grande re del lontano oriente che marciava, senza trovare ostacoli, verso l'occiden-
te.
I regni islamici cadevano l'uno dopo l'altro sotto il suo dominio. Alcuni pensarono
che si trattasse dell'arrivo del leggendario "Prete Gianni" che veniva ad unirsi ai re
cristiani per distruggere l'Islam.
Gli ebrei d'Europa pensarono che il re d'oriente fosse il "figlio di Davide", il re
messia e si prepararono con giubilo ad accoglierlo. In effetti il re che stava arrivan-
do era il khan dei tartari (tatari/mongoli) Batu, nipote di Gengis Khan, che portò le
sua Orda d'Oro sino alle rive del Mar Adriatico.
Ma perché si pensava che stesse arrivando un nuovo messia o un salvatore? L'anno
1240 corrisponde all'anno ebraico 5000 e c'era chi riteneva che il messia sarebbe
arrivato proprio nel 5000". (R.Hersh)

279
Fascino o magia delle cifre tonde?

ANNI 1245-1270 (e.v.)

In questi anni imperversa un altro cattolico "d.o.c.": Luigi IX, re di Francia, che
verrà successivamente (1290) proclamato santo.
Si distingue per il suo assurdo bigottismo, come promotore di disastrose crociate e
come sadico torturatore di eretici.

ANNI 1245-1274 (e.v.)

Un nuovo astro fa la sua apparizione nel firmamento della chiesa e partorirà la sua
"Summa Theologica", ancor oggi un testo fondamentale per le sottigliezze teologi-
che della chiesa stessa.
Si tratta di Tommaso d'Aquino:

 dottore della chiesa


 dottore angelico
 patrono dei librai
 patrono dei fabbricanti di matite
 patrono delle università cattoliche
 protettore di studiosi e di studenti
 protettore dai temporali e dai fulmini
 protettore della castità

ed infine detto anche "bue ottuso" per il suo lento muoversi.


Comunque, per inquadrare tanto "dottore" basta questa preziosa "perla" ripresa
dalla sua

Summa Theologica (seconda parte) l'Eresia

che recita:

Per quanto riguarda gli eretici, ci sono due cose da considerare, una dal loro punto di vista,
un'altra dal punto di vista della chiesa. Coloro per i quali essi non solo meritano di essere sepa-
rati dalla chiesa colla scomunica, ma anche d'essere cancellati dal mondo colla morte. In effetti,
è molto più grave corrompere la fede che falsificare le monete che servono alla vita temporale. Di
conseguenza, se i falsi coniatori o gli altri malfattori sono immediatamente messi a morte dalla
buona giustizia dei principi secolari, tanto più gli eretici, specie se sono convinti d'eresia, posso-
no non solo essere scomunicati ma anche, molto giustamente, messi a morte.

ANNO: 1278 (e.v.)

A Londra vengono diffuse false accuse di omicidi rituali perpetrati dagli ebrei ai

280
danni dei cattolici. E' un'ottima scusa per impiccare 267 membri della sinagoga.

ANNO: 1300 (e.v.)

Uno straordinario atto di fede attribuito a Bonifacio VIII:

"Io dò importanza alla vita di un altro quanto ne posso dare ad un fagiolo. Gli uomini
hanno un'anima del tutto uguale a quella delle bestie. Il vangelo insegna più menzo-
gne che verità; il parto di una Vergine è assurdo; l'incarnazione del figlio di Dio è ri-
dicola; il dogma della transustanziazione è una pazzia. Le quantità di denaro che la
favola di Cristo ha apportato ai preti è incalcolabile. Le religioni sono state inventate
dagli ambiziosi per ingannare gli uomini. Gli ecclesiastici non possono comunicare
con il popolo perché la loro fede e la loro credenza non è la stessa. L'abbandonarsi ai
piaceri sessuali con una bambina o con un ragazzo è un atto da considerarsi privo di
peccato come stropicciarsi le due mani insieme. Il nostro scopo è quello di vendere
nelle chiese tutto ciò che gli idioti vogliono."

Queste sono le parole di papa Bonifacio VIII (1235-1303) riportate dallo studioso e storico Je-
an Villani che descrive questo papa come un prete crudele, ambizioso, vizioso, cupido ed egoi-
sta. Le parole pronunciate da Bonifacio VIII sono state riportate da Jean Villani (1276-1348)
nella sua opera "CRONICA" che scrisse in seguito ad un'idea che gli venne mentre si trovava
a Roma per il giubileo (1300) indetto da Bonifacio VIII. Jean Villani, contemporaneo di Boni-
facio VIII è considerato il maggiore esponente del 1300 della storia fiorentina con tutte le re-
lazioni che Firenze aveva avuto, dai tempi più antichi ai contemporanei, con il mondo esterio-
re. La "Cronica" comprende dodici libri. Le parole attribuite a Bonifacio VIII sono in uno
degli ultimi libri della serie. Villani non ha scritto in latino ma in italiano. La sua prosa viene
ritenuta così avanzata nello stile letterario da superare lo stesso suo contemporaneo Boccac-
cio.
(E. Montesi)

Ci riprovano!! La chiesa propaganda un nuovo movimento millenaristico (cioè una


tardiva fine del mondo) per cui un sacco di sprovveduti imbecilli destina i propri
beni, mobili e immobili, alla chiesa.

ANNI: 1307-1313 (e.v.)

In questi anni Clemente V, con la complicità del re di Francia Filippo IV (Filippo il


Bello), ordina la soppressione dell'Ordine dei Cavalieri Templari (Bolla 1312 Vox
in Excelso).
Il 13 Ottobre 1307, gli appartenenti all'Ordine (15000), accusati di eresia e strego-
neria, vengono arrestati, processati sommariamente e la maggior parte uccisi. Tutte
le proprietà dell'Ordine vengono sequestrate e finiscono, parte nelle mani della
chiesa (ordine dei Cavalieri Ospitalieri) e, il rimanente, nelle tasche di Filippo IV. Il

281
Gran Maestro dell'Ordine, Jacques de Molay, prima di essere ucciso (1314), viene
interrogato dall'Inquisizione, inchiodato ai polsi, ad una porta.

Il 21 Gennaio 1793, quando verrà giustiziato Luigi XVI, una voce levatasi dalla folla lì presente
esclamerà: "Jacques de Molay, sei vendicato!"
(Rif.376)

ANNO 1309 (e.v.)

Il papa Clemente V trasferisce, su esplicita e non discutibile richiesta di Filippo IV


(il Bello), la sede del papato ad Avignone. La sede ritornerà a Roma nel 1377 per i-
niziativa di Gregorio XI.

ANNI: dal 1340 al 1750 (e.v.)

Si apre un nuovo perverso businness per la "santa" chiesa: la caccia alle streghe ed
agli eretici. Lo scopo era quello di sequestrare ed incamerare i beni delle vittime a
favore del clero e di un ristretta minoranza di sicofanti (giudici, delatori, ecc.)
Nessun storico è mai riuscito a quantificare il numero delle vittime. Si parla di circa
1.500.000 disgraziati, orrendamente torturati, mutilati e bruciati sul rogo.

Questo è un argomento che ha costituito la base di centinaia di pubblicazioni.


Nell'ambito di questo testo ci limitiamo all'inserto seguente per sottolineare ancora la
bestiale protervia del clero.

INSERTO 24 - Il Diavolo (Satana) e le Streghe


Prima di quest'epoca il diavolo non era mai stato una figura troppo incombente per la massa
dei credenti. Malgrado il fatto che moltissimi "dotti" avessero scritto fior di trattati di "demo-
nologia", la massa lo riteneva come una figura paurosa e inquietante con cui, tuttalpiù, fare
eventualmente i conti se capitava di morire in stato di peccato e senza il nullaosta del prete per
l'aldilà.
L'opera di Dante poteva, al limite, titillare la mente dei nobili, degli aristocratici e di quelli
che sapevano leggere ma non certo quella del popolo analfabeta sottoposto alla continua e
pressante invadenza del prete.
A parte dunque il passato, si può dire che, a partire dal 1320, la letteratura clericale e gli scrit-
ti sul demonio si fanno sempre più frequenti e puntuali, facendo bene attenzione a mettere in
evidenza i complici stessi del demonio, residenti sulla terra, quali streghe, maghi, eretici, apo-
stati, ecc.. Si contano in parecchie decine i testi di questo genere prodotti tra il 1300 e la fine
del 1600.
Parecchi di questi vennero in seguito ristampati più volte ed alcuni di essi sono reperibili, an-
cora oggi, nelle librerie specializzate. Come si può non ricordare, ad esempio, il Malleus Male-
ficarum di Sprenger e Kramer, oppure dimenticare autori del calibro di Bernardo Gui, di Ni-
colau Eymerich, di Claude Tolosan, di Jean Vineti, di Bernardo Rategno, di Jean Bodin, di
F.M. Guazzo e di tanti altri che hanno contribuito ad attribuire una immagine bestiale al ge-
282
nere umano; almeno a quello cristiano.
Tutti questi autori contribuirono alacremente a definire una figura antropomorfa di Satana,
mettendo bene in evidenza, a volte, i suoi strordinari attributi ...sessuali.

E dato che il diavolo, poveraccio, non poteva fare tutto da solo, si pensò, ovviamente, di indi-
viduare in terra i suoi aiutanti (cioè streghe, maghi ed eretici vari) da catturare e punire con-
venientemente, attribuendo loro poteri diabolici quali il volo notturno, il sabba ed altre fanta-
siose capacità malefiche.
E' stata la naturale, assurda e "redditizia" reazione del prete, a partire dal 1300 e sino all'ini-
zio del 1700, al fatto che l'Europa (ma non solo) sia stata travagliata da una profonda crisi e-
conomica ed esistenziale dovuta, prima, alla paurosa peste nera che, a partire dal 1346, ha
spopolato tutti i paesi generando conseguentemente una estesa carestia ed una profonda crisi
economica, causa di centinaia di sollevazioni del mondo contadino ridotto alla fame; a questo
si deve aggiungere l'avvento del luteranesimo, le guerre di religione e la presa di coscienza
dell'esistenza di un papato marcio e decadente.
Alla domanda che il popolo si poneva:

perche dio è sordo alle nostre sofferenze?

venne facile la risposta:

perché il diavolo, suo potente nemico, lo impedisce.

Divenne allora cosa agevole al prete individuare astutamente gli aiutanti del diavolo in terra e
perseguitarli con la tortura ed il rogo

incamerando nel ventre della chiesa i beni delle vittime.

E' praticamente impossibile stabilire quante siano state le vittime di questa "cristiana" follia.
Si ritiene attendibile una stima di 1.500.000 persone, a partire dal 1340 al 1800 e oltre.
A seguito si elencano alcuni casi eclatanti, certamente non esaustivi. Per tutto il resto si ri-
manda ai numerosi studi specializzati riguardanti l'Europa e l'America.

- 1416 Como: 300 persone bruciate vive


- 1485 Bormio: 41 persone bruciate vive
- 1505 Cavalese: 14 persone bruciate vive
- 1507 Logrono (Spagna): 30 persone bruciate vive
- 1514 Bormio: 30 persone bruciate vive
- 1518 Valcamonica: 80 Donne bruciate vive

283
- 1562 Oppenau (Germania): 300 persone bruciate vive
- 1562 Wiesensteig (Germania): 63 persone bruciate vive
- 1562 Obermachtal (Germania): 54 persone bruciate vive
- ecc., ecc., ecc., ....

Dopo la vendita delle indulgenze ecco un altro business di tutto rispetto, durato almeno quat-
tro secoli.
(Rif. 825)

ANNI: dal 1348 al 1402 (e.v.)

A partire da questo anno la peste nera dilaga in Europa con conseguenze devastanti.
Diffusa dalle pulci dei ratti neri, si manifesterà in tre ondate sucessive (sino al 1402)
con effetti, sulla popolazione e sull'economia, oggi difficilmente immaginabili.

ANNO 1377 (e.v.)

Gregorio XI si libera dalla scomoda tutela dei re di Francia e riporta a Roma la


bottega di San Pietro.
E tanto per mettere le "cose a posto" aizza i suoi mercenari e fa massacrare i 2500
abitanti di Cesena accusati di essere ribelli antipapali.

ANNI: dal 1378 al 1415 (e.v.)

Ciò che è accaduto in questi anni è difficile e complesso da descrivere ed, in fondo,
va oltre le finalità di questa cronologia.
Diamo solo qualche breve cenno per rammentare la smodata foia di potere assolu-
to, che è sempre stata una costante del clero, e che ha indotto protervi individui a
scannarsi vicendevolmente al fine di deporre il loro deretano sul trono di Pietro.
Questo periodo è passato alla storia come il Grande Scisma d'Occidente sul quale la
chiesa ha fatto di tutto per sminuire, mascherare, alterare fatti e motivazioni allo
scopo di distrarlo dall'attenzione dei credenti più allocchi.
Visto che il papa dovrebbe essere il delegato del Cristo in terra, allora dobbiamo
supporre che il detto Cristo, in questi anni, si sia distratto ed abbia fatto una gran-
de confusione nell'attribuire le sue sante "deleghe".
Infatti, in questo periodo si sono avuti, a volte, due ed altre volte, anche tre papi
contemporaneamente che, ciascuno dalla propria precaria tana, si sono devotamen-
te combattuti, maledetti, delegittimati, scomunicati ed anatemizzati l'un l'altro ac-
cusandosi, a vicenda di essere, ognuno, antipapa all'altro.
Solo nel 1415 Martino V (1415-1431) è riuscito a rassettare la pattumiera della
chiesa, ritornando ad essere unico pontefice.
Solo per memoria, ecco un breve elenco dei galantuomini interessati:

284
NOME

A. ELEZ.

A. FINE

Urbano VI

1378

1389

Clemente VII

1378

1394

Bonifacio IX

1389

1404

Benedetto XIII

1394

1423

Innocenzo VII

1404

1405

Gregorio XII

1409

1415

Alessandro V

1409

1410

Giovanni XXIII

1410

1415

Clemente VIII

285
1423

1429

idem

1425

1430

(Rif. 725)

ANNO: 1380 (e.v.)

John Wycliffe (1328-1384) prete di Lutterworth, nel 1380 traduce la Bibbia in in-
glese e la consegna alla setta dissidente ed eretica dei "lollardi". La chiesa, che ha
sempre osteggiato la lettura libera della Bibbia, non glie la perdona e ancora, nel
1415, durante il concilio di Costanza, ordina che i suoi resti vengano esumati e dati
alle fiamme.

ANNO: 1389 (e.v.)

Circa 3000 ebrei di Praga sono stati macellati da uomini di "provata fede cattoli-
ca".

ANNO 1391 (e.v.)

In Spagna (Andalusia) una enorme "purga" si abbatte sugli ebrei qui residenti.
Circa 25.000-30.000 vittime, preventivamente marchiate secondo le "sante" dispo-
sizioni a suo tempo emanate dal Concilio di Arles (1234 e.v.), vengono in parte am-
mazzate e le altre ridotte in schiavitù. Solo a Siviglia si contano 4000 vittime.

ANNO: 1391 (e.v.)

La setta valdese comincia a preoccupare la "santa" inquisizione. A Graz (Austria)


100 valdesi vengono impiccati e successivamente bruciati.

ANNI: 1400-1450 (e.v.)

In questo periodo entra in uso, nella liturgia cristiana, l'ostensorio. Pare sia stato
introdotto da Bernardino da Siena (?) ma era, senza dubbio, uno strumento già in
uso presso gli antichi egizi, ai tempi di Akhenaton. Era l'immagine del disco solare,

286
dotato di raggi, simboleggiante il dio Aton.

ANNO 1456 (e.v.)

Termina l'assedio di Belgrado. Un'altra crociata dei poveri fomentata da Callisto


III. Per ripulire e riconsacrare la città alla "vera fede" vengono sterminati circa
80000 musulmani. Forse la cifra è storicamente esagerata, ma questo non toglie
nulla alle pie intenzioni dei devoti "missionari", inviati dalla chiesa e capeggiati dal
frate Giovanni da Capestrano.

ANNI: 1470-1500 (e.v.)

Sisto IV, papa dal 1471 al 1484, uno dei più grandi roditori della storia della chiesa,
ha un'idea brillante.
Riprendendo alcuni concetti, già espressi nel Concilio di Lione del 1274 ed in quello
di Firenze del 1439, questo re Mida con la tiara istituisce il PURGATORIO A PA-
GAMENTO, un'area di parcheggio e di decontaminazione delle anime che, in prima
battuta, non sono finite all'inferno. Pur nella sua perversione bisogna riconoscere
che l'idea rasenta la genialità.

Del purgatorio non si sa niente; non si sa quali anime ci siano finite dentro e per
quanto tempo ci debbano restare; l'unica cosa certa (lo dice il papa!!) è che, con
opportune donazioni alla chiesa, si può abbreviare alle anime il tedio dell'attesa,
anticipando la loro ascesa in paradiso.
Tariffe precise non ce ne sono. Si sa soltanto che acquistando indulgenze più o me-
no costose si abbrevia più o meno incisivamente la permanenza in purgatorio delle
povere anime.

Su questa trovata gli storici hano versato fiumi di inchiostro e quindi è inutile di-
lungarsi più di tanto. Si può solo aggiungere che è stato uno dei commerci più im-
mondi che il prete abbia inventato. Il fiume di denaro finito nelle tasche del papa è
sintomatico del livello di imbecillità e di plagio a cui le popolazioni erano state ri-
dotte da secoli di feroce superstizione.
Il Concilio di Trento (1545-1563 e.v.) garantirà l'allegro flusso di cassa conferman-
do questo santo dogma.

Difficile definire l'istituzione del Purgatorio come una ispirazione divina. I vangeli e i padri
della chiesa che pure hanno attribuito a Gesù un sacco di cose, non ne hanno mai parlato.

Ancora nel 1930, il suo successore, Pio X, disponeva di tabelle dove erano indicati i numeri di
giorni di purgatorio che gli esponenti della chiesa potevano ipocritamente condonare:

 200 i cardinali
 100 gli arcivescovi
 50 i vescovi
287
ANNI: dal 1484 al 1498 (e.v.)

Pare che questi siano gli anni d'oro dell'inquisizione cristiana. Infatti
in questo periodo Tomas de Torquemada (1420-1498) dà il meglio di
sé stesso. Confessore degli "illuminati" sovrani spagnoli si muove co-
me un cane sciolto mandando a morte parecchie migliaia di eretici e di
streghe. Tanto sciolto che persino il papa Innocenzo VIII si spaventa e
gli ordina di ritirarsi in convento dove finirà con lo schiattare nel
1498.

ANNI: 1485-1486 (e.v.)

A Guadalupe (Spagna) l'Inquisizione manda a morte 49 persone. Altri 31 ebrei so-


no stati giustiziati a Belalcazar, sempre in Spagna.

ANNO 1492 (e.v.)

In questo fatidico anno i "cattolicissimi" Isabella e Ferdinando, sovrani di Aragona


e Castiglia, utilizzando una tecnica ormai collaudata, decidono di "saldare" il loro
immenso debito contratto con i banchieri ebrei, scatenando contro di loro l'inquisi-
zione. Molti saranno eliminati ed altri costretti ad emigrare in tutta fretta. Non si è
mai saputo quanta parte di questa rapina sia finita nelle casse del clero.

ANNI: dal 1492 (e.v.) a circa i giorni nostri

Se si dovesse dare anche solo un cenno, men che sommario, delle "ignobili piacevo-
lezze" compiute dai Conquistatori Spagnoli e altri, questa cronologia proseguirebbe
all'infinito.
E' sufficiente questo breve cenno.
Istigati da "frati missionari portatori di pace, fede e salvezza eterna", orde di misera-
bili farabutti ammazzarono, stuprarono, squartarono, rapinarono, fecero sbranare
dai cani, torturarono e bruciarono, secondo una incerta stima, circa 150 milioni di
nativi (aztechi, maia, incas ed altri).

Ripeto: 150 milioni e la stima è largamente condivisa!

Occorreva però rispettare le regole, una certa procedura in omaggio alla quale, do-
po aver fatti prigionieri gli indigeni e prima di ammazzarli, doveva essere letto, in
una lingua a loro incomprensibile (lo spagnolo), uno dei più infami documenti mai
partoriti da mente umana: quella cristiana; era il cosidetto REQUERIMIENTO che,
tra le altre cose recitava:
288
...garantiamo e giuriamo, con l'aiuto di Dio e del nostro potere, di penetrare nel vostro
territorio e combattervi per sottometervi all'autorità e al dominio di nostra Santa Ma-
dre Chiesa...

ANNI: dal 1500 al 1600 (e.v.)

Ora tocca agli irlandesi. Definiti dai bravi cattolici un popolo di "selvaggi gaelici e
animali irragionevoli senza idea di dio e di buone maniere".
L'isola viene a più riprese aggredita da santi conquistatori, tra i quali Humphrey
Gilbert, che fece collocare sistematicamente, lungo le strade, decine di migliaia di
teste mozzate, monito e gloria del vero dio cristiano.

ANNI: dal 1500 al 1713 (e.v.)

Non avendo probablmente nulla di meglio da fare, una parte del clero imbastisce
una oziosa e secolare diatriba su un argomento quale quello della ...grazia divina.

 Per oltre due secoli i gesuiti di Molina sosterranno la possibilità, per l'uomo
di prodigarsi al fine di ottenere da dio la detta grazia.
 Sull'altra sponda Jansen (Giansenio), basandosi sulle scritture di S. Agostino
negherà questa possibilità lasciando a dio l'iniziativa di concedere tale grazia.

La follia terminerà nel 1713 con la distruzione dell'abbazia di Port Royal, ordinata
da Luigi XIV, e con la bolla Unigenitus di Clemente XI che abolirà il movimento
giansenista.

ANNI: dal 1513-1521 (e.v.)

Leone X, durante il suo pontificato, in un conato di onestà ebbe a dichiarare, con


una lettera al cardinale Bembo:
Tutti sappiamo bene quanto la favola di Cristo abbia recato profitto a noi e ai nostri
più stretti seguaci.
(Rif.760,712,520)

Lettera di papa Leone X al card. Bembo - Archivi vaticani - Corr. Leone X - Vol. 3° - Scaffale
41 - 2° piano inf.
Ovviamente il vaticano l'ha occultata, spostata, smarrita o distrutta e ne nega, naturalmente,
l'esistenza.

ANNO: 1517 (e.v.)

289
Ha inizio la riforma luterana. Con il sostegno discreto ma risoluto dei governanti di
Sassonia, Martin Lutero pubblica le sue 95 tesi che compendiano il rifiuto a seguire
ulteriormente i dettami e le imposizioni del papa romano e della chiesa cattolica.
Questa decisa presa di posizione è l'atto di nascita della nuova setta luterana (pro-
testantesimo).

Ma chi era veramente Martin Lutero? Si trattava di un frate cattolico agostiniano, aggregato
all'Università di Wittemberg che, il 31 Ottobre 1517, decise di ribellarsi alla voracità, all'in-
gordigia ed alle assurde imposizioni del papato di Roma.
Nel fare questo ebbe l'appoggio e la collaborazione di Filippo Melantone, altro ecclesiastico,
professore di greco presso l'Università di Tubinga e poi in quella di Wittemberg.
In seguito Lutero ebbe l'appoggio di Andrea Carlostadio, rettore della stessa Università, che
propose ipso facto l'abolizione:

 dei voti monastici


 del celibato per gli ecclesiastici
 della confessione auricolare
 del canone della messa
 delle immagini sacre

Era ora! Visto che per il clero romano, portare il cibo dell'anima al popolo significava sempre
lasciarlo con la pancia vuota; i contadini ed i cittadini, vittime ormai ben conscie di ciò, accet-
tarono senza esitare la nuova riforma.
La riforma non ebbe, al principio, una vita facile considerata la strenua e feroce reazione del
clero cattolico, saldamente incistato nei paesi di lingua germanica.
All'inizio ci fu il sostegno della nuova setta ANABATTISTA, poi ferocemente contestata che:

1. rifiutava il battesimo dei neonati, perché riteneva che lo Sprito Santo dovesse essere
accettato soltanto dalla cosciente volontà del fedele che lo riceveva
2. rifiutava la gerarchia ecclesiastica
3. si riconosceva in comunità i cui pastori venivano eletti dagli stessi fedeli
4. misconoscevano l'autorità dottrinale della chiesa e consideravano la scrittura (Bibbia)
come unica fonte di riferimento
5. rifiutavano di obbedire alle autorità secolari e pretendevano fossero le singole autorità
cristiane a governare le amministrazioni civiche
6. avversavano la ricchezza e tutte le forme secolari di culto, le immagini sacre, la chiesa e
i suoi paramenti, in nome dell'ugualianza di tutti i discendenti di Adamo.
(Una nuova forma di teocrazia che portò inevitabilmente alla loro eliminazione)

Era molto di più di quanto Lutero e i suoi seguaci si fossero proposti e questo condusse gli
Anabattisti ad una rapida decadenza ed alla persecuzione da parte degli stessi luterani.

E, alla fine, Lutero rivela sè stesso per quello che veramente è, con la seguente esternazione:

"La ragione è nemica giurata della religione e spesso mette in guardia i fedeli dalle sue insidie.
La ragione è la più grande nemica della fede; non aiuta mai la spiritualità, ma spesso e volentieri
combatte contro il verbo divino, trattando con disprezzo tutto quanto emana da dio. Chiunque
voglia essere cristiano strappi gli occhi alla ragione. La ragione dovrebbe essere eliminata in tutti
i cristiani".

Spero che i cristiani, cattolici e protestanti, non abbiano recepito il messaggio.


290
Quando poi si vuole litigare di motivi se ne trovano mille; per i protestanti divenne manifesta-
zione di fede aprire il guscio dell'uovo sodo dalla parte più appuntita, mentre i cattolici si fe-
cero un santo dovere di aprire l'uovo dalla parte più larga. Fare il contrario costituiva eresia!

ANNI: 1531-1534 (e.v.)

In Inghilterra, Enrico VIII non ha esitazioni: visto che Clemente VII gli nega il
permesso di sposare Anna Bolena, prende il toro per le corna e:

 si proclama capo della chiesa d'Inghilterra


 sposa Anna Bolena
 ricusa i vecovi designati da Roma
 espropria tutti i beni ecclesiastici
 perseguita in egual misura cattolici e protestanti
 dà origine ad un nuovo culto, simile al protestantesimo: la Chiesa Anglicana.

ANNO 1534 (e.v)

In questo anno, su iniziativa di Ignazio di Loyola, nasce una delle più pestifere e in-
quietanti consorterie partorite dalla chiesa cattolica: l'ordine dei Gesuiti. Una ma-
fia nell'ambiente mafioso della chiesa. Tant'è che nel 1777 la chiesa stessa sarà co-
stretta ad abolire l'ordine che la stava praticamente dominando e condizionando.
L'ordine venne, alcuni anni dopo, ripristinato su nuove basi.
Oggi il capo di questa setta, il papa nero continua ad inquietare le gerarchie vatica-
ne.

ANNI: Dal 1534-1549 (e.v.)

Peggio di Leone X si comportò Paolo III, come riferisce l'ambasciatore spagnolo


Mendoza, in termini inequivocabili:
Spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altro che il
sole, adorato dalla setta Mitraica, e Giove Ammone rappresentato nel paganesimo sot-
to la forma di montone e di agnello. Egli spiegava le allegorie della sua reincarnazio-
ne e della sua resurrezione mettendo in parallelo Cristo e Mitra. Egli diceva ancora
che l'adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zaratu-
stra offrivano al loro dio oro, incenso e mirra, le tre cose attribuite all'astro della luce.
Egli sosteneva che la costellazione della Vergine, o meglio ancora d'Iside, che corri-
sponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mitra, erano state prese come allegorie
per determinare la nascita di Cristo per cui Mitra e Gesù erano lo stesso dio. Egli osa-
va dire che non c'era nessun documento valido per dimostrare l'esistenza di Cristo, e

291
che, per lui, la sua convinzione era che non era mai esistito.
(Rif. 710)

Se lo dice un papa, poi definito infallibile!!!

ANNO 1536 (e.v.)

William Tyndale finisce sul rogo. Si era dedicato per anni a curare la stampa e la
diffusione, in diversi paesi, della traduzione inglese della Bibbia.

ANNI: 1538-1584 (e.v.)

Sono gli anni di vita di un singolare personaggio della chiesa: Carlo Borromeo, fat-
to poi, naturalmente santo.
Terrorizzato dal fatto stesso dell'esistenza del genere femminile (!) rifiuterà per tut-
ta la vita di avere contatti, pur solo verbali, con le donne anche se sue parenti. Fin
qui fatti suoi!
Quello che invece preme ricordare è il suo accanimento contro gli attori della
Commedia dell'Arte; nel corso della sua esistenza costringerà centinaia di compa-
gnie di attori a rifugiarsi all'estero dove, per fortuna, molte fecero ...fortuna (specie
in Francia), grazie alla loro indiscussa abilità. Si sa, i commedianti corrompono l'a-
nima candida degli spettatori, li distolgono dalle loro devozioni e inducono in loro
peccaminosi pensieri: vade retro Satana!
A tempo perso promosse anche centinaia di processi per stregoneria (Val Mesolci-
na) molti dei quali conclusi con i relativi roghi purificatori.

ANNO 1541 (e.v.)

Dopo un primo, fallito tentativo di Ulrich Zwingli, Giovanni Calvino consolida le


posizioni conquistate dal protestantesimo in Svizzera, porta alcune modificazioni e
da origine ad una nuova setta, consorella della prima, detta calvinismo.

ANNO 1543 (e.v.)

Andrea Vesalio, anatomista (e medico di Carlo V e Filippo II di Spagna), ha avuto


l'ardire di affermare, nel suo trattato "Fabbrica del Corpo Umano", che le costole
del corpo umano sono in pari numero sia nell'uomo che nella donna, in barba a
quanto riportato nella Bibbia.
Perseguitato dall'inquisizione, dovrà lasciare le corti d'Europa e morirà di stenti,
dopo essere naufragato, sulle coste dell'isola di Zante.

292
ANNI: 1545 - 1563 (e.v.)

Durante il Concilio di Trento la chiesa cerca di correre ai ripari contro l'invadenza


delle sette protestanti (controriforma). Vengono stabilite le regole per la celebrazio-
ne della messa in latino.
Prima di questa data, le cerimonie religiose celebrate nelle chiese, salvo poche rego-
le essenziali, erano lasciate alla discrezione dell'officiante.

Intanto il clero non si placa:

- nel 1545 in Provenza (Francia) vengono massacrati 2740 valdesi


- nel 1559 a Valladolid (Spagna) 15 protestanti vengono arsi vivi
- nel 1559 a Siviglia (Spagna) 14 protestanti finiscono sul rogo
- nel 1561 in Calabria, a Guardia Piemontese, San Sisto e Montalto, i cattolici mas-
sacrano 2000 valdesi.

ANNO: 1555 (e.v.)

Con la stipulazione della Pace di Augusta (25 Settembre) l'Europa viene pratica-
mente divisa in due sfere di influenza religiosa, secondo il principio cuius regio eius
religio e cioè chi comanda stabilisce qual'è la religione da praticarsi sul territorio.

Quando i cosidetti cristiani parlano di pace si deve sempre attendere un massacro imminente.
Le esigenze del ventre del prete vanno ben oltre quelle del normale buon senso. Puntualmente
questa pace sfocerà, nel 1618, nella paurosa "Guerra dei trent'anni".

ANNO: 1562 (e.v.)

Si manifestano in Francia i primi segni di guerra religiosa tra gli Ugonotti (prote-
stanti/calvinisti) e i cattolici saldamente radicati nel territorio.

ANNO: 1568 (e.v.)

Il tribunale dell'inquisizione spagnolo ha una straordinaria pensata: stabilisce che


vengano "eliminati" tre milioni di olandesi (allora le Fiandre erano sotto il dominio
spagnolo) in quanto protestani e ribelli a "santa madre chiesa". In virtù di questa
decisione circa 5000/6000 eretici verranno devotamente annegati dalle truppe di oc-
cupazione spagnole, altri 10000-11000 verranno resi schiavi.

ANNI: 1559-1571 (e.v.)

293
La pretesa di egemonia culturale della chiesa da origine, in questi anni, ad una delle
sue più proterve trovate: viene istituito e reso operante l'Indice dei Libri Proibiti,
che coinvolge non solo gli autori ma anche i detentori dei testi, passibili entrambi
d'accusa di eresia.
Molti autori supereranno l'impasse affidando la stampa dei loro volumi a stampa-
tori esteri, fuori dai territori cattolici.

Questo delirante indice è stato abolito solo nella seconda metà del XX secolo, non perché fosse
cambiata l'ottusa mentalità clericale, ma perché l'editoria, sfornando migliaia di titoli ha reso
troppo difficoltoso l'aggiornamento di questo vergognoso catalogo. (Pare che la sola editoria
italiana sforni, di questi tempi, da 100.000 a 120.000 nuovi titoli l'anno).

ANNO 1569 (e.v.)

Il teologo Sigmund Feyerabend, dopo una vita di studi e di ricerche, è giunto alla
conclusione che lo stuolo di demoni agli ordini di Satana ammonta a 26 trilioni di
unità. Rapportati ai circa 6 miliardi di individui che oggi fanno parte dell'umanità,
risulta che ognuno di noi, poveri mortali, supporta 4333 demoni.
Per questo, a volte, ci sentiamo così stanchi!

ANNO: 1572 (e.v.)

Per ordine di Pio V si scatena in Francia la caccia agli Ugonotti (protestanti).


Nella sola notte di S.Bartolomeo (24-25 Agosto) vengono scannate circa 20000 per-
sone (10000 nella sola Parigi!).
Due anni dopo (1574) anche il capo degli ugonotti, Gaspard de Coligny, verrà fatto
a pezzi a Montfaucon e gettato in pasto ai corvi.

ANNO: 1573 (e.v.)

Il vecovo cattolico Jurai Draskovic fa sterminare 5000 contadini croati, in rivolta


contro la chiesa.

ANNO: 1580 (e.v.)

La solerte inquisizione portoghese brucia sul rogo 224 ebrei.

ANNO: 1598 (e.v.)

294
Enrico IV, re di Francia, emana l'Editto di Nantes con il quale si sancisce la libertà
di religione degli ugonotti.

ANNO 1600 (e.v.)

Dopo sette anni termina il processo a Giordano Bruno e il filosofo viene bruciato, il
17 Febbraio, in Campo dei Fiori a Roma.

ANNI: dal 1618 al 1648 (e.v.)

E' stata chiamata la "guerra dei trentanni". Durante questo periodo cattolici e pro-
testanti, in nome di un dio inesistente ( e perciò becero ed indifferente), invocato da
entrambe le parti, si sono devotamente massacrati fra di loro, provocando lo ster-
minio di almeno il 40% della popolazione europea.
Nel 1631, nella sola città di Magdeburgo, rasa al suolo dai devoti cattolici, circa
30000 abitanti (metà della popolazione) verranno fatti a pezzi.
Questa folle mattanza, scatenata dai preti, termina nel 1648 con la Pace di Westfalia
dove vengono ribaditi alcuni dei principi già espressi nella Pace di Augusta del
1555. Tra una "pace" e l'altra si sono contati quasi 60 milioni di morti. La cifra non
è certa ma è indicativa di dove può condurre l'assurda sete di potere del clero e dei
suoi sicofanti.

ANNO 1620 (e.v.)

Nel mese di Luglio si scatena in Valtellina una feroce caccia ai protestanti che farà
600 vittime.

ANNO 1633 (e.v.)

Si conclude il processo a Galileo Galilei.


Nel corso del dibattito l'accusatore cardinal Bellarmino ha posto le basi per essere
poi proclamato santo, con la seguente uscita che ben riassume la fondamentale idio-
zia su cui poggia il cristianesimo:

Affermare che la terra gira intorno al sole è come affermare che Gesù non è nato da
una vergine.

ANNO 1655 (e.v.)

Truppe cattoliche penetrano nelle valli piemontesi e massacrano 1712 valdesi.


295
ANNO 1656 (e.v.)

Il filosofo BARUCH SPINOZA (1632-1677), nel suo "Trattato Teologico-Politico",


considerava il Vecchio Testamento come una raccolta incompleta e corrotta di do-
cumenti sulla storia del popolo d'Israele. Aveva notato che nel Pentateuco, che sa-
rebbe stato scritto dal mitico personaggio Mosè, si parla anche delle cerimonie di
lutto che gli ebrei avrebbero officiato per la morte di quest'ultimo e dei paragoni
tra il Mosè stesso ed i successivi profeti che ne avrebbero raccolta l'erdità e gli inse-
gnamenti. In buona sostanza Mosè avrebbe fatto la cronaca dei suoi funerali. Per
l'esattezza Spinoza sosteneva che l'autore del Pentateuco fosse stato Esdra, vissuto
almeno mille anni dopo.

Nel Trattato Spinoza sostiene che la vera religione consiste nella pratica di una
semplice pietà e che è del tutto indipendente dalle speculazioni pseudo filosofiche e
dagli elaborati sistemi dei dogmi, costruiti dai teologi, basati sulla superstizione e
sulla paura.

Concetti più che sufficienti per meritarsi una scomunica dai parrucconi della co-
munità ebraica di Amsterdam. Il Decreto di scomunica del 27/7/1656, riportato in
parte, sembra riemergere dall'Alto Medioevo:

Secondo la decisione degli angeli ed il giudizio dei santi bandiamo, scomunichiamo, malediciamo
e cacciamo Baruch de Espinoza con la maledizione con cui Giosuè maledisse Gerico, con la ma-
ledizione con cui Eliseo maledisse i fanciulli e con tutte le imprecazioni che stanno scritte nella
Legge.
Sia maledetto nel giorno, sia maledetto nella notte, sia maledetto quando si posa, sia maledetto
quando si leva, sia maledetto se esce, sia maledetto se entra. ..... Noi ordiniamo che nessuno ab-
bia rapporti orali o scritti con lui, che nessuno lo soccorra, che nessuno rimanga con lui sotto
uno stesso tetto, che nessuno gli si avvicini più di quattro passi, che nessuno legga uno scritto re-
datto o pubblicato da lui.

Gli ebrei di Amsterdam cercarono anche di assassinare Spinoza che se la cavò per
un soffio. Fino alla sua morte il filosofo conservò lo spesso mantello invernale lace-
rato da una coltellata, per fortuna non fatale.
Ci furono comunque altri, meno ottusi della comunità ebraica di Amsterdam, che
gli offrirono una cattedra all'Università di Heidelberg, un vitalizio ed anche una
pensione offertagli da Luigi XIV (il re Sole). Spinoza preferì continuare nel suo u-
mile mestiere di tagliatore di lenti, morendo di silicosi nel 1677.

ANNI: 1664-1729 (e.v.)

Il 9 Luglio 1729 l'Europa è sconvolta da uno scandalo eccezionale. Il parroco di E-


trèpigny (Ardenne), Jean Meslier (1664-1729), muore lasciando tre copie del suo te-
stamento, destinato a scuotere la chiesa alle sue fondamenta.
296
Dopo quarant'anni di cura della sua parrocchia, senza mai aver destato sospetti di
alcun genere, il prete rinnega il suo credo e chiede scusa ai suoi parrocchiani per
essere stato costretto ad ingannarli per quattro decenni.
I tentativi da parte della chiesa di bloccare la diffusione del testamento falliscono e
centinaia di copisti producono copie del documento rivendendole a prezzi altissimi
a tutte le corti d'Europa ed ai nobili che potevano permettersi l'ingente spesa.
Nel 1733 Voltaire si fa carico di una edizione ridotta del testamento che viene così
universalmente conosciuto. Nel 1937 diverrà un testo di riferimento per le scuole
superiori e le università dell'Unione Sovietica.

ANNO: 1680 (e.v.)

A Madrid l'inquisizione manda al rogo 20 ebrei.

ANNO: 1685 (e.v.)

Il re di Francia Luigi XIV revoca l'Editto di Nantes e, come conseguenza, circa 500
mila ugonotti abbamdonano il paese.

ANNO: 1686 (e.v.)

Nel mese di Maggio, truppe cattoliche penetrano nelle valli alpine piemontesi per
sterminare i valdesi. Si contano 2000 valdesi massacrati.

ANNO: 1691 (e.v.)

In Spagna a Maiorca, l'inquisizione condanna al rogo 37 ebrei.

ANNO 1697 (e.v.)

Uno studente scozzese, Thomas Aikenhead, viene impiccato ad Edimburgo per aver
sostenuto le idee di Spinoza sulle origini del Pentateuco.

Nello stesso anno 24 protestanti vengono giustiziati a Preslov, in Slovacchia.

ANNO 1766 (e.v)

Il 1° Luglio 1766, viene assassinato ad Abbeville il Cavaliere

Jean-Françoise Lefebvre d'Ormesson, chevalier de La Barre


297
studente di anni 19, colpevole di non aver salutato una squallida processione che sta-
va passando a due isolati di distanza.

Per questo motivo il cavaliere de La Barre fu condannato:

 all'amputazione della mano destra


 al taglio della lingua
 al rogo a fuoco lento.

Il monumento al cavaliere de La Barre, eretto a Montmartre, vicino alla insulsa


"bottega" del Sacro Cuore, la dice lunga sulla infinita protervia del clero.

ANNI: Dal 1780 ad oggi (e.v.)

Ai fini di ciò che queste pagine si propongono, e cioè:

 mettere in discussione e negare la reale esistenza fisica di Gesù


 indagare sulla nascita e sullo sviluppo di un culto formulato a tavolino, genera-
to e cresciuto come un parassita sulla carcassa di precedenti culture di stampo
ellenistico e latino
 sottolineare le infinite storture, le prevaricazioni e gli orrori che ne sono deriva-
ti in nome di un dio becero e bestiale

non è necessario andare oltre con questa sequenza temporale. Il resto è storia re-
cente e ben nota: dalla breve boccata di ossigeno della Rivoluzione Francese, agli
orrori perpetrati nelle ex colonie, alla connivenza del papato con il nazismo, ai
campi di sterminio cattolici in Croazia gestiti dai frati di San Francesco, ecc., ecc.
La sua sopravvivenza dipende ora, più che dalle solite bugie, spettacolarizzate dai
media ruffiani e dai condizionamenti che ancora riesce ad imporre ai governi na-
zionali, dalle incredibili ricchezze accumulate nei corsi dei secoli che agiscono pe-
santemente sulle politiche economiche e finanziarie del mondo moderno: la mafia
delle mafie.

Occorre solo ricordare che, in data:

18 Luglio 1870

298
un protervo e cretino imbecille, conosciuto come Pio IX ha dichiarato la propria

"infallibilità".

Da questa data ha avuto inizio la lenta ma inesorabile ed inarrestabile decadenza di


uno tra i più perversi sistemi religiosi che mai abbia afflitto l'umanità.

Questo grazie anche all'opera di:

CHARLES ROBERT DARWIN

che con i suoi studi e le sue ricerche (1871) ha praticamente e definitivamente scon-
volto, devastato e prosciugato il mare di melma su cui si fondano le tre cosidette
"religioni del libro", e non solo quelle!

(Lo sapevate che il Governo del Kansas proibisce l'insegnamento della Teoria di Darwin nelle
scuole statali?
Invece in Italia, culla di antiche civiltà e di clericocrazia, la teoria è stata "dimenticata" dai
programmi scolastici).

PARTE VI - Le Ipotesi più Comuni sulla Figura di Gesù (JE-


SHU)

299
NOTA INTRODUTTIVA
Quando si nega coerentemente l'esistenza di dio è implicito che venga negata anche l'esistenza
dei suoi eventuali figli, in qualsiasi modo generati e quindi ogni credo-religione-castello di car-
ta viene automaticamente relegato nel mondo delle ...fiabe.

Tuttavia, nel corso dei secoli, illustri personaggi: filosofi, storici e razionalisti si sono prodigati
a sottolineare la falsità della religone cristiana (e altre), prescindendo dall'esistenza o meno di
dio; eccezion fatta per l'Holbach e alcuni altri, tra i quali Voltaire che si definiva "deista".
Si ha l'impressione che alcuni di essi fossero più che altro anticlericali piuttosto che razionali-
sti e atei.

Nello svolgimento dei capitoli precedenti è stato assodato (almeno è sperabile) come il cristia-
nesimo sia una grandiosa bufala costruita raccattando concetti, bugie ed assurdità dalle pat-
tumiere di precedenti religioni che non hanno resistito al tempo e sono scomparse.
A questo proposito citiamo nuovamente:
THOMAS PAINE: "Quando i mitologisti della chiesa fondarono il loro sistema, essi raccolsero
tutti gli scritti che poterono trovare e li rielaborarono a loro piacimento".
(Rif.342)

Malgrado ciò, molti valenti studiosi si sono ultimamente dedicati alla ricerca di un altro ipote-
tico personaggio "ispiratore e fondatore", in sostituzione di quel Gesù, ormai obsoleto, che il
clero afferma essere il figlio di dio e il padre del cristianesimo.

Nel fare questo è stato difficile per tali studiosi evitare di cadere nella "trappola flaviana" per
l'ovvio motivo che non esistono altri riferimenti (salvo scarsi accenni) sui fatti che sarebbero
accaduti due mila anni or sono, in una miserabile contrada chiamata Palestina.
E' ormai scontato e risaputo come il clero, nel corso dei secoli, abbia falsificato, manipolato,
cancellato e modificato tutto quello che poteva dare fastidio e mettere in forse i "sacri princi-
pi" sui quali protervamente si mantiene.

Resta Giuseppe Flavio con i suoi "corposi" resoconti. Ora, perché i testi di Giuseppe Flavio:
a) dovrebbero essere attendibili e
b) essere miracolosamente sfuggiti alla foja censoria del clero?

Niente lo giustifica, nessun valido motivo.

Tanto per indenderci,

 Giuseppe Flavio era il solito giudeo opportunista, venduto, traditore e ruffiano al soldo
dei romani;
 quello che ha scritto a Roma è, in fondo, la storia scritta su commissione e secondo l'ot-
tica dei vincitori, che lo pagavano; altrimenti sarebbe stato cacciato.
 I Romani, nel corso della loro espansione, hanno conquistato il loro impero, non certo
per portare la civiltà ai barbari, ma semplicemente per raccattare tributi, imposte, ri-
sorse e prodotti a buon mercato atti a mantenere la bella vita dei crapuloni e degli
sfaccenfati di Roma;
 durante tale espansione, numerose forme di ribellione alle imposizioni dei nuovo pa-
droni, vennero a galla ed alle quali pochi storici hanno dato importanza, salvo per i fat-

300
ti della Palestina che nel corso dei millenni ha brillato per la sua immaginazione nel
creare e ricreare divinità, ognuna più assurda dell'altra.

Quindi tutti gli sforzi e le fatiche per ridefinire una figura di Gesù piu attendibile sul piano
umano e meno smaccatamente bugiarda di quella che la chiesa ci propina, sono lodevoli ed
apprezzabili ma, vista la precarietà delle fonti, restano comunque e, per ora, delle IPOTESI.

Oltretutto, così facendo, si corre il rischio di portare acqua al mulino della chiesa. Si è visto
recentemente con quel furbone di J.Ratzinger che ha dato alle stampe il suo patetico lavoro:
Gesù di Nazareth, dove con poco fiato e a denti stretti, dice e non dice che, forse, il figlio di dio
era un esseno.
Devastante "effetto Qumran"?!

Attenzione: basta un niente; o, meglio basta un dogma. Con questo facile e puttanesco stru-
mento una mignotta beduina è ridiventata vergine, è ascesa (tardivamente) in cielo, il papa è
diventato infallibile, il limbo è stato abolito, Gesù potrebbe diventare qualsiasi altra cosa, ecc.,
ecc.
Il fatto è che saranno solo in pochi ad accorgersene. Gli altri, i pecoroni, continueranno ad
andare in chiesa "ad adorare un pezzo di pane."

Dopo questa necessaria nota introduttiva vengono riportati alcuni tra i più recenti
studi sull'argomento.

UNA IPOTESI SULLA NASCITA DI JESHU

Il 7(a.C.) vale a dire il 747(a.u.c.) è l'anno in cui, con molta probabilità, sarebbe na-
to Jeshu ben Yoseph (= figlio di Giuseppe).
A parte l'indicazione patronimica, non si sa praticamente nulla sulla identità dei
genitori e degli altri suoi ascendenti; è probabile fossero originari di Gamla (Gama-
la).
Inoltre è opportuno rammentare che a quell'epoca il nome Gesù e/o Giosuè era
molto comune (Yehosuà in ebraico, Yesu in aramaico). Molti di essi erano sacerdoti,
altri ribelli e fuorilegge.
(Rif. 995)

Questa è una ipotesi sugli ascendenti ed affini del Jeshu che ci interessa, costruita in
base alle innumerevoli congetture che circolano sull'argomento. E' una ricostruzio-
ne ipotetica e come tale va considerata e criticata.
Jeshu risulterebbe discendente da una importante famiglia della Palestina setten-
trionale, stabilita a Gamla, nel Golan.
La famiglia si considerava erede del diritto dinastico al trono d'Israele, usurpato
prima dagli Asmonei e poi dagli Erodiani; i suoi membri si ritenevano diretti di-
scendenti di Davide.
301
(Davide ?)
:
:
:
Aristobulo II(?)
:
Ezechia :
| :
Giuda (.....) (.....) Jair
(Il Galileo) | | (Giairo)
|__________| |__________|
| |
(Jeshu(g)=Giovanni(a))___ |
| | |
| | |
Simone-|(b) | |-Eleazar
| | |(Lazzaro)
Giacomo-|(c) | |
| | |
Giacobbe-|(d) | |-Thamar
(Taddeo)| | | (Marta)
| | |
Giuda-|(e) | |-Myriam
| | | (Maria)
Menahem-|(f) | |
| | |
| | |
| | |
(2 figlie)-|(?) | |
| | |
| | |
| | |
| | (M.di Betania?)
| |____________(M. Maddalena?)
| (M.di Magdala?)
|__________________________________|
|
(Figli?)
:
:

Quello che forse rimarrà sempre un mistero è il nome della vera madre di Jeshu.
Con chi era sposato Giuda il Galileo?

Secondo una interessante ipotesi recentemente formulata (e mai smentita) dallo


studioso Luigi Cascioli (Rif. 760), questo autore individua nei sei figli di Giuda il
Galileo (a/g) i componenti di una banda di ribelli (boanerghes = figli della vendetta)
che operò in territorio palestinese, con lo scopo di coinvolgere la popolazione in una
ennesima rivoluzione, finalizzata a liberare la Palestina dal dominio romano e met-
tere sul trono di Gerusalemme uno dei discendenti (Giovanni/Jeshu?) della stirpe di
Davide.
La stessa ipotesi è stata recentemente confermata anche dallo studioso e ricercatore
Giancarlo Tranfo.
(Rif. 855)

302
Anche R.H. Eisenmann, già negli anni 80 del secolo precedente, aveva accennato a
tale possibilità, individuando in Gamala il possibile luogo di nascita di questo pre-
sunto messia.
(Rif. 343)

In particolare Simone (b) era noto anche come Barjona (il Latitante) o come Kefas
(Pietra) per la sua imponente corporatura.
Secondo Giuseppe Flavio, sia Giacomo(c) che Simone (Kefas)(b) furono crocifissi,
fra il 44 e il 46 (e.v.), dal procuratore di Tiberio, per costituzione di banda armata e
incitazione alla rivolta contro l'autorità dell'Impero.
L'appellativo di Nazareno (come nativo di Nazaret) fu adottato dalla chiesa nel IV
secolo per motivi di opportunità. In realtà Jeshu era detto Nazireo, cioè apparte-
nente alla comunità dei Nazirei, anch'essa impegnata nella propaganda contro la
dominazione romana. Tale attività si concretizzò appunto nella costituzione di una
banda di autonomisti (boanerghes) alla quale aderivano Jeshu e i suoi sei fratelli.
Sulla base di questa ipotesi Pietro non può essere stato il primo papa della cristiani-
tà essendo stato giustiziato a Gerusalemme almeno 18 anni prima.
L'assenza di Jeshu dalla scena palestinese, durante la sua adolescenza, ha dato ori-
gine ad innumerevoli ipotesi. In questo lavoro ne sono state prese in considerazione
solo due:

a. Ipotesi del viaggio


b. Ipotesi di Qumran

tutte riportate e riferite agli anni della vita del Nazareno. Ovviamente ognuna di es-
se esclude l'altra e si basa sul presupposto che il personaggio sia realmente esistito.

IL VIAGGIO DI JESHU

La partenza di Jeshu. (Anni 13)


Jeshu entra nella pubertà.
Un principe indiano, Ravanna d'Orissa, propone ai genitori di condurre il ragazzo
in India, per un adeguato periodo di studio e di formazione.
Lo conduce pertanto a Puri, città dell'Orissa, nel Golfo del Bengala, dove Jeshu ini-
zia lo studio dei libri sacri della religione induista (Veda), presso il tempio di Ja-
gannath, accanto al sacerdote Lamaas Bramas.
(Rif. 235,350,358)

E' molto probabile che, dopo la batosta subita da Giuda il Galileo (nel 7 e.v.), la famiglia ab-
bia pensato di mettere al sicuro i suoi rampolli, spedendoli in terre lontane, fuori portata dalle
ritorsioni delle truppe romane. Che poi Jeshu sia finito a Puri, nel Bengala, è un'idea ragione-
vole, sostenuta da alcuni autori, ma tutta da dimostrare.

303
(Rif. 185)

Jeshu a Benares. (Anni 17)


Terminati gli studi a Puri, Jeshu, accompagnato dal sacerdote Lamaas, viaggia a-
traverso la pianura del Gange sino a Benares.
A Benares inizia lo studio dell'arte medica con un guaritore del luogo di nome U-
draka.
(Rif. 235,350,358)

Morte di Yoseph. (Anni 20)


Una carovana, proveniente dalla Palestina, informa Jeshu sulla morte del padre
Yoseph.
Jeshu scrive una lettera indirizzata alla madre e la fa recapitare tramite un mer-
cante diretto a Gerusalemme.
(Rif. 235,350,358)

Problemi a Benares. (Anni 20)


Jeshu si è fatto notare dai sacerdoti locali per le sue idee rivoluzionarie che vanno
contro le tradizioni e gli interessi locali.
Jeshu, con i suoi discorsi, è in netta opposizione ai privilegi dei sacerdoti ed al si-
stema delle caste.
I suoi insegnamenti sono considerati scandalosi e lo si accusa di frequentazioni di-
scutibili: cortigiane e ladri.
(Rif. 235)

Congiura dei sacerdoti. (Anni 20)


I sacerdoti di Benares decidono di liberarsi di Jeshu e pertanto sovvenzionano un
sicario per ucciderlo. Avvertito in tempo dal compagno Lamaas, Jeshu fugge verso
le regioni himalayane.
(Rif. 235,350,358)

Jeshu a Kapavistu. (Anni 21)


Fuggito da Benares Jeshu giunge nella città di Kapavistu e viene ospitato dal sacer-
dote Vidyapati, presso il tempio buddista della città. Durante la permanenza cono-
sce anche il monaco Barata Arabo.
(Rif. 235,350,358)

Verso il Tibet. (Anni 22)


Jeshu lascia Kapavistu diretto verso Lasa, dove intende esaminare alcuni particola-
ri manoscritti che Vidyapati gli ha consigliato.
E' Vidyapati stesso a fornirgli una scorta ed una lettera di presentazione per il sag-
gio tibetano Meng-Ste che lo aiuterà a decifrare i manoscritti.
(Rif. 235,350,358)

304
Jeshu nel Kashmir. (Anni 24)
Lasciata Lasa, Jeshu giunge a Leh nel Ladak (Kashmir), dove si trattiene per qual-
che tempo, insegnando ed operando guarigioni.
(Rif. 235,350,354,358)

La permanenza in questo luogo sarebbe stata documentata in un manoscritto tibetano. Vicino


alla grotta-tempio di Amarnath esiste un tempietto costruito nel luogo dove si presume che
Jeshu abbia abitato. Il tempietto si chiama Takhte-Taus (ove dimorò il grande).
Si tratterebbe di stabilire chi era veramente questo "grande".
(Rif. 235,350,354,358)

Jeshu a Lahore. (Anni 25)


Jeshu riparte da Leh con una carovana di mercanti diretti a Lahore(?) (Non è certo
che a quei tempi questa città esistesse.)
In questa città è ospite del sacerdote bramino Ajainin, conosciuto, anni prima, a
Benares.
(Rif. 235,350,358)

Jeshu in Persia. (Anni 25)


Proseguendo il suo viaggio Jeshu giunge a Persepoli dove si trattiene per qualche
tempo dedicandosi all'isegnamento e praticando guarigioni.
I rapporti con il clero locale diventano ben presto tesi.
(Rif. 235,350,358)

Jeshu a Babilonia. (Anni 27)


Lasciata Persepoli Jeshu si reca ad Ur in Caldea, città natale di Abramo.
Jeshu predica, opera guarigioni e visita le rovine di Babilonia, accompagnato dal
saggio assiro Ashbina.
(Rif. 235,358)

Ritorno in patria. (Anni 27)


Jeshu ritorna in Palestina ove si trattiene per qualche mese.
(Rif. 235,358)

Jeshu in Grecia. (Anni 28)


Jeshu si imbarca per la Grecia dove soggiornerà ad Atene e a Delfo. Studia il feno-
meno dell'oracolo di Delfo e ne dà una sua interpretazione.
(Rif. 235,358)

L'interpretazione di Jeshu non è nota mentre invece è molto chiara la spiegazione del feno-
meno data recentemente da alcuni scienziati.
In realtà la Pizia profetava (o blaterava?) in stato di ebrezza dovuto ad inalazioni di etilene
emanato dal terreno sotto il tempio di Apollo.

305
(L.Ricci-Sole24ore.Marzo 2002).

Jeshu in Egitto. (Anni 30)


Dalla Grecia Jeshu si imbarca per l'Egitto. Si reca dapprima a Zoan e poi ad Elio-
poli per confrontarsi con un gruppo di maestri spirituali.
Chiede ai maestri di essere sottoposto a speciali prove per conoscere e superare le
tentazioni(!) della vita.
Superate positivamente le prove, si dedica per qualche tempo a studiare ed a lavo-
rare con i detti maestri.
(Rif. 235,358)

Ritorno a Gerusalemme. (Anni 31)


Dall'Egitto Jeshu ritorna in Palestina, a Gerusalemme. I viaggi di formazione e
studio sarebbero durati 19 anni.
(Rif. 235,358)

JESHU E LA COMUNITA' DI QUMRAN

Prima di addentrarci in questa particolare ipotesi, conviene chiarire, nei limiti del
possibile, la natura e la consistenza di questa particolare comunità oggi nota come
Comunità Essena.

INSERTO 25 - La Comunità Essena (Secondo Recenti Studi e Scoperte)


Nel tentativo di rispondere alla domanda di come e da chi sia stato creato il mito neo-cristiano
occorre spendere qualche parola su alcuni gruppi di presunti precursori, dei quali si conosce
poco e questo poco non è esente da incertezze e da contraddizioni.

Di questa setta, sino a qualche anno or sono, si sapeva quasi nulla. La chiesa, per secoli, ha
cercato di ignorare e di nascondere la loro imbarazzante esistenza (gli scheletri nell'armadio).
Dopo il ritrovamento dei rotoli di Qumran e dopo il tentativo, piuttosto goffo e protervo, di af-
fossarne i contenuti, anche la chiesa ha dovuto ammettere qualcosa, a denti stretti, cercando
di lasciare candidamente intendere trattarsi di una setta di asceti, devoti alla Legge, di mori-
gerati costumi e fondamentalmente pacifisti.
(Rif. 130)
Niente di più falso!. Comunque....

Quello che segue va letto con un certo distacco in attesa che successivi studi e nuove scoperte
portino ad una miglior conoscenza dei fatti.

CHI ERANO?

306
Gli esseni appartenevano al movimento nazionalista che combattè inizialmente contro l'occu-
pazione greca ed in seguito concentrò la propria attenzione contro gli occupanti romani. Ge-
neralmente si tenevano lontani dal potere centrale (insediamenti nel Golan, sul Mar Morto e
altri); su di essi si è saputo poco, sino a qualche anno fa, in quanto la chiesa ha sempre cercato
di ignorarne l'esistenza onde evitare imbarazzanti riferimenti con la figura del presunto Gesù,
figlio di Dio.

L'analisi e lo studio dei rotoli del Mar Morto promette, a breve termine, di dare loro una giu-
sta collocazione storica.
E' opinione diffusa che gli esseni di Qumran risalgano ad un periodo che va dal 300 a 250
a.e.v.
Secondo una leggenda gli Esseni di Qumran sarebbero i discendenti dei sacerdoti che custodi-
vano l'Arca, a loro volta discendenti dei sacerdoti di Akhenaton.

Sino a qualche decina di anni fa l'esistenza di questi gruppi era nota solo ad una ristretta cer-
chia di studiosi e di specialisti (che si guardavano bene dal parlarne); solo dopo la scoperta dei
rotoli di Qumran essi sono stati portati all'attenzione del grande pubblico. La chiesa, dal can-
to suo, ha sempre preferito (e imposto) di ignorarli.
Sulla base di conoscenze, ancora frammentarie, alcuni studiosi hanno posto l'attenzione sugli
esseni, quali possibili precursori del neo-cristianesimo. E' stato scritto che gli esseni sono stati
i "primi cristiani" e che il Cristo era un esseno, "Maestro di Giustizia" della setta. Anche Gio-
vanni Battista sarebbe stato un esseno preposto a predicare, battezzare ed a diffondere nel
mondo i fondamenti di questa dottrina.

Ovviamente, come per gli altri argomenti mitici, la teoria della origine essena dei cristiani è
sempre stata respinta dai fondamentalisti, perché essa presuppone la pre-esistenza di una
chiesa non fondata da Gesù. Oltre a tutto, avendo Gesù (come esseno) predicato la fine immi-
nente del mondo e l'avvento di un "regno di dio", diveniva ingiustificata ed inutile una nuova
organizzazione clericale di vescovi, preti, diaconi e di rituali, che già esistevano nell'ambito del
mondo esseno, e più che sufficienti per tirare avanti sino alla pronosticata fine. (.... In verità vi
dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute).(Marco)

Una nuova tendenza è quella di ritenere che i rotoli di Qumran siano stati scritti dagli zeloti
(zelanti della legge), piuttosto che dagli esseni considerati alla stregua di una fratellanza di ti-
po contemplativo. Secondo Origene gli zeloti erano un ramo che si era distaccato dal gruppo
esseno e questo spiegherebbe in parte la confusione di idee che si è generata intorno a queste
sette.
E' opinione diffusa che i rotoli di Qumran risalgano alla prima metà del I Secolo e.v. ma poco
o nulla di ciò che contengono lascia pensare all'opera di una setta pre-cristiana.
L'idea, da alcuni sostenuta, che indica negli esseni i veri fondatori del neo-cristianesimo è in-
comprensibile se si rammenta che esistevano già culti, organizzazioni e chiese (molto più salde
e sviluppate dell'esiguo movimento esseno) diffuse in ogni parte del globo conosciuto e ben at-
testate nell'area nella quale il dramma cristiano si sarebbe svolto: Siria, Galilea, Samaria, e
Giudea. In realtà, come si potrà constatare dalla Tabella delle Analogie, il mito del salvatore e
della sua dottrina è stato costruito su di una varietà di precursori pagani che vanno dai Miste-
ri Mitraici a quelli di origine ellenistica. Questo comunque non esclude l'influenza che gli es-
seni possano aver esercitato sulla formazione di questo nuovo credo.

La setta essena era una organizzazione politico-religiosa (anche se numericamente esigua)


molto potente, molto ricca e molto temuta. La setta, diffusa in varie parti della Palestina, era
in grado di far leva sulle masse per organizzare tumulti e sommosse contro i detentori, più o

307
meno legittimi, del potere.

Si trattava di una comunità di intransigenti nazionalisti nata, probabilmente all'epoca della


occupazione greca della Palestina (circa -190 e.v.), due secoli prima della nascita di Jeshu, nel-
la quale politica e misticismo risultavano componenti inscindibili. Il "Rotolo della Guerra",
ritrovato a Qumran non lascia dubbi sulla loro natura di combattenti.
Gli esseni venivano indicati, o si riconoscevano usualmente tra di loro, con diversi nomi:

. Osseni
. Figli della luce
. Sadoqiti (Giusti)
. Galilei (non nel senso di originari della Galilea ma in quello di ribelli e rivoltosi)
. I Santi (nel senso di separati, diversi)
. I Molti
. I Vivi
. Il Vino

mentre i non aderenti, o nemici, venivano indicati come Figli delle Tenebre, i Morti, l'acqua,
ecc.
Giuseppe Flavio fa un'ulteriore distinzione e definisce gli appartenenti al gruppo esseno, fa-
cente capo a Giuda il Galileo, come giudaiti in quanto seguaci di particolari pratiche religiose
che li distinguevano, almeno dal punto di vista cultuale, dalle altre sette.

COMPAGINE / GRUPPI -
Come in ogni gruppo politico di qualche respiro anche tra gli esseni esistevano correnti di
pensiero e di intendimenti che hanno dato vita ad alcuni importanti sottogruppi:

- Gli Zeloti - I cosidetti patrioti del Malkut Elohim (regno di dio). Gruppo esseno fondato e di-
retto da Giuda il Galileo (anche Yehuda, figlio di Ezechiele).
Come tutti gli altri gruppi esseni gli appartenenti erano particolarmente legati alle loro prati-
che religiose, cosa che non impediva loro, al momento opportuno, di combattere con molta de-
terminazione, in nome di YHWH, per la liberazione di Israele.
Erano particolarmente interessati all'avvento del messia politico.

- I Santi - Non meno intransigenti degli altri, in fatto di guerra santa messianica, avevano però
più contatti con il potere sacerdotale del Tempio e si potrebbe dire propendessero più all'uso
della diplomazia che non a quello delle armi. Questo non significa che fossero propensi a ti-
rarsi indietro; il "Rotolo della Guerra" in fin dei conti lo avrebbero compilato loro.
Particolarmente interessati all'avvento del messia religioso.

- I Sicari - Rappresentavano l'ala estremista del movimento di liberazione nazionale. Si chia-


mavano così perché molto abili a mescolarsi tra la folla e pugnalare all'improvviso gli espo-
nenti della classe conservatrice e collaborazionista. A volte di trattava di vere e proprie mis-
sioni suicide.
Per le loro azioni utilizzavano uno speciale pugnale, detto "sica", facilmente occultabile tra le
pieghe del mantello o della tunica.
La loro tecnica ha fatto scuola; due mila anni dopo Mao Tse Tung scriveva: Il partigiano deve
muoversi tra la folla come il pesce nell'acqua.

- I Nazareni - (Anche: Nazarei, nazorei, nazirei, naasseni). Questo gruppo ha, in seguito, dato
origine ad una setta religiosa ancor oggi attiva in Iraq: i Mandei, che non riconoscono Jeshu

308
ma seguono unicamente i precetti di Giovanni il Battista.
Jeshu, zelota per nascita, dopo il battesimo di Giovanni il Battista, sarebbe diventato a pieno
titolo membro del gruppo (o setta) nazareno.
Il gruppo era particolarmente interessato all'avvento del messia religioso.
Nazareno significa sostanzialmente "consacrato a dio". I nazareni seguivano determinate re-
gole di vita quali quelle di astenersi dal vino, non tagliarsi i capelli, ecc.

Neppure è improbabile che i primi cristiani siano stati detti nazareni nel senso di Nazirei, piutto-
sto che in quello di originari della città di Nazaret. Etimologia davvero poco credibile e che, pro-
babilmente, ha sostituito la prima solo quando l'antica origine dell'essenato cominciava ad essere
dimenticata.
(E.Ben Amozegh) (Rif. 364)

DOVE VIVEVANO? - In pratica un po' ovunque, prevalentemente nelle zone desertiche, lon-
tani dal potere centrale di Gerusalemme.
Gli insediamenti principali erano comunque quello di Gamla che contava su circa 1000(?) ap-
partenenti e quello di Qumran di circa 200-250 persone.
E' stato stimato che il movimento esseno, al suo massimo sviluppo, contasse circa 5000 ade-
renti. Tutto sommato abbastanza pochi per gli obiettivi che si erano proposti; si tenga però
conto che questa è una stima molto incerta e aleatoria, priva di riferimenti concreti.
Dopo la morte di Jeshu e l'assunzione al comando della Nuova Chiesa di Gerusalemme da
parte di Giacomo Il Giusto, la comunità di Qumran e la Chiesa di Gerusalemme si identifica-
rono come una entità unica. Giacomo era anche Maestro di Giustizia della comunità di Qum-
ran.

COME VIVEVANO? - Relativamente agli insediamenti più grandi, per entrare a farne parte,
occorreva farsi battezzare dal Maestro della comunità e poi sottostare ad un periodo di tre
anni di iniziazione (noviziato). Solo dopo questo periodo e rispettando determinate regole si
poteva essere considerati membri della comunità a tutti gli effetti.
Non era necessario risiedere in comunità, ma per coloro che lo facevano, la vita era scandita
da tempistiche e da norme rigorose, oggi note dal rotolo della "Regola della comunità" e da
quello della "Regola dell'assemblea".
Nelle comunità la proprietà privata non esisteva. I pasti erano consumati in comune e solo
dopo aver praticato i prescritti riti di purificazione.

All'inizio del pasto veniva praticato il rito eucaristico (rito di ringraziamento) con la condivi-
sione del pane e del vino.
Con sfumature, più o meno marcate tra i vari gruppi, gli esseni erano convinti che l'anima
fosse immortale. Dopo la morte l'anima dei buoni trasmigrava in una lontana contrada a cli-
ma mite, temperato e costante; l'anima dei cattivi era invece destinata ad una contrada di
clima opposto.
Era uso corrente praticare la confessione pubblica dei peccati e stabilire l'equa pena per il
peccatore. Nei casi più gravi si poteva arrivare anche all'espulsione dalla comunità.
Si dice, ma non è certo, che disponessero di notevoli conoscenze in campo medico e che prati-
cassero guarigioni mediante erbe officinali, argilla, diete particolari e digiuni.
Matrimonio e crescita dei figli erano puntigliosamente regolati. I riti religiosi comprendevano
anche sacrifici di animali.

A CHE COSA ASPIRAVANO? - Per prima cosa aspiravano alla conquista del potere ed all'e-
sercizio dello stesso a proprio vantaggio che, in termini più diplomatici, si traduceva nell'atte-

309
sa della venuta (o della individuazione) di due messia destinati a liberare il paese (doppia atte-
sa messianica) e cioè:

- un messia di Israele quale liberatore politico destinato a diventare il nuovo sovrano. In ac-
cordo con le profezie bibbliche, questo messia doveva essere un discendente di Davide (Jeshu
era discendente di Davide)
- un messia religioso destinato a moralizzare e dirigere la conventicola dei sacerdoti; secondo
le profezie doveva necessariamente essere un discendente di Aronne (Giovanni il Battista era
discendente di Aronne, un levita).

Che Jeshu fosse un discendente di Davide è tutto da chiarire. A parte il fatto che Davide (perso-
naggio o mito) sarebbe stato uno dei più efferati mascalzoni ricordati dalla Bibbia, occorre stabi-
lire di chi Jeshu era realmente figlio. Se Maria è stata fecondata da uno "spirito santo" la di-
scendenza da Davide viene a cadere, a meno che anche lo "spirito santo" fosse un discendente di
Davide.
Al clero mentitore l'ardua risposta.

In attesa che quanto sopra si avverasse, si preparavano con ferma determinazione allo scontro
inevitabile con la dinastia erodiana, corrotta e straniera (idumea) e con i sacerdoti, gli scribi i
farisei ed i sadducei considerati asserviti, complici e collaborazionisti degli occupanti romani.
Ultimo obiettivo era la cacciata dei romani e l'indipendenza d'Israele. Qualche tumulto, astu-
tamente provocato o qualche ben assestata pugnalata di qualche sicario, contribuivano a man-
tenere desta l'attenzione del popolo.

Il mondo è piccolo. Qualche decina di anni dopo la distruzione di Gerusalemme nasce in Cina
il movimento dei Turbanti Gialli. E' una setta politico-religiosa di ispirazione taoista che vede
in Zhang Jiao il "messia" destinato dal Cielo a prendere il potere in sostituzione della trabal-
lante dinastia Han. Zhang Jiao, di notevole carisma, grande propagandista e straordinario
guaritore, raccoglie intorno a sè oltre 350000 adepti che daranno del filo da torcere alle trup-
pe imperiali.
Le comunità che si formano, dedite al culto del dio Huanglao, seguono regole di convivenza
che paiono riprese dal rotolo "Regola della Comunità, compresa la confessione pubblica dei
peccati.
(Rif. 215)

Infine, ad aumentare la confusione, alcuni storici chiamavano gli esseni, o una parte di essi,
anche con il nome di eclettici, elcasaiti, ascetici e/o terapeuti.
In particolare i terapeuti erano i membri di una confraternita che aveva il suo quartier gene-
rale ad Alessandria d'Egitto, ma che erano presenti anche in tutto il bacino del Mediterraneo
dove avevano creato templi, parrocchie e gerarchie assai prima dell'era cristiana. I terapeuti
osservavano le stesse festività poi adottate dal cristianesimo e come questo usavano scritture e
libri che essi dicevano essere di ispirazione divina.
Altri scrittori invece sostengono che i terapeuti erano fondamentalmente pagani, politeisti e
"gnostici sincretisti" (ancora incertezze!) impegnati ad unificare in un solo dio i culti del sole,
della luna e delle stelle.

Per quello che è dato sapere i terapeuti erano una setta di incerta origine egizia. I terapeuti si
distinguevano dagli altri gruppi per i loro turbolenti riti para-religiosi che li conducevano a
fenomini di allucinata astrazione.
Erano dei grandi viaggiatori e coltivavano relazioni con comunità religiose dell'India.
Eusebio, storico della chiesa, afferma che "i terapeuti erano in possesso di frammenti di van-

310
geli pre-cristiani e di epistole da loro raccolte" e che questi presunti vangeli venissero da loro
considerati da un punto di vista strettamente allegorico e non letterale. Solo in un secondo
tempo il contenuto allegorico delle loro conoscenze venne trasformato con cieca fede in verità
ortodosse cristiane. Eusebio ha attestato che i monaci terapeuti erano "cristiani" assai prima
della nascita presunta di Gesù e che il Diegesis da cui i futuri evangelisti (Marcione compreso)
compilarono i loro vangeli, era uno degli scritti che per molto tempo aveva fatto parte delle
sacre scritture di questi visionari egiziani.
Secondo Filone i Terapeuti erano una enclave, una setta giudaica, in terra straniera, cosa che
mal si conciglia con l'affermazione che Marcione, anti giudaico, possa essere stato un membro
della confraternita terapeuta.

Si afferma che i terapeuti, grandi viaggiatori, fossero in contatto con confraternite di tipo con-
templativo indiane. Gli scambi culturali dovevano essere molto intensi. I viaggiatori terapeuti
avrebbero riportato parte delle loro storie dal nord-est dell'India e dalle coste del Malabar.
Alcuni storici sostengono che i primi terapeuti-gnostici avevano cercato di creare una nuova
religione che incorporasse gli insegnamenti di tutte le altre religioni, culti, filosofie e misteri
allora conosciuti, raccogliendo per primi i cosidetti "Detti del Salvatore" o "Logia Iesou" che
erano stati tramandati oralmente per millenni e che provenivano dall'India, Persia, Siria,
Giudea, Grecia, Egitto, ecc.
Che fine hanno fatto i terapeuti con i loro numerosi monasteri? E' probabile che essi siano
stati assorbiti nel grande calderone del Concilio di Nicea e che le loro strutture siano passate
alla nuova chiesa.
(Rif.710,240,376,280,***)

I GNOSTICI -
(Anche se riportati in questo contesto, essi non devono necessariamente essere intesi come com-
ponenti della comunità essena).

Per quanto riguarda le confraternite degli gnostici (i cultori/portatori della conoscenza) esse
avevano concentrato i loro sforzi nel tentativo di fondere insieme i principi allegorici/morali di
molte delle credenze dell'epoca, per dare vita ad un nuovo culto universale, avulso da qualsia-
si base storica e non giudeizzato, che conteneva in sè molti dei principi che poi entrarono a far
parte del neo-cristianesimo. Le credenze gnostiche ritengono necessaria, per la salvezza
dell'uomo, la vera conoscenza e in particolare la conoscenza di sè stessi. Era la reazione com-
prensibile di gruppi di credenti pagani al pesante condizionamento imposto dal giudaismo (il
popolo eletto).
Nella sua essenza la Gnosi è una forma di filosofia/religione, salvifica per l'uomo, indipenden-
temente da un qualsiasi concetto di redenzione situato al di fuori dell'uomo stesso.
E' errato ritenere che la "filosofia" o la "religione" dello gnosticismo siano nate solo durante i
primi secoli dell'era cristiana, esse invece risalgono a centinaia di anni prima. Alcuni affer-
mano che tra questi "portatori della conoscenza" si debbano annoverare anche Platone e Pi-
tagora.
Ad ogni modo si ritiene che questo movimento sia nato tra il I e II secolo (e.v.) e fiorito tra il II
e III secolo, sviluppatosi su un concetto di interpretazione negativa del dio creatore descritto
nell'Antico Testamento.
I quattro punti fondamentali sui quali si basava e si articolava la conoscenza gnostica erano:

 Scienza,

311
 Arte,
 Filosofia,
 Misticismo.

La costante che caratterizzava le varie correnti gnostiche era "l'elemento conoscitivo". L'ele-
mento conoscitivo è una illuminazione riservata a pochi iniziati, mediante la quale essi otten-
gono una conoscenza privilegiata del divino e della salvezza. La conoscenza privilegiata rende
pertanto inutili la così detta fede e le opere di carità. Si trattava quindi di un ribaltamento del
messaggio salvifico sostenuto dalla nascente chiesa di Roma e che porterà, inevitabilmente, al-
la estirpazione del pensiero gnostico.
Comunque, durante i primi secoli del neo-cristianesimo lo gnosticismo divenne un movimento
compatto e monolitico, avente lo scopo di amalgamare i culti e le ideologie che permeavano
l'Impero Romano e molti altri territori, dall'Europa all'India ed alla Cina.
Personaggi di spicco di questo movimento furono:

 Basilide operante in Alessandria d'Egitto (nel 117-161 e.v.) ed autore di Exegitica


 Valentino attivo a Roma (metà del II sec. e.v.) presunto autore del Vangelo Gnostico
della Verità, uno dei testi di Nag Hammadi.

A proposito di quanto sopra non si può trascurare un'altra idea, oggi molto diffusa. Jeshu sa-
rebbe stato affidato ad una comunità di Terapeuti, presente in Palestina, presso la quale a-
vrebbe conseguito notevoli conoscenze nel campo dell'alchimia, della chimica, della medicina
e di altre conoscenze scientifiche, conosciute ed affinate dagli stessi Terapeuti presso la loro
sede di Alessandria d'Egitto.

Jeshu tra gli Esseni.


Jeshu, a 12 anni, entra a far parte della comunità essena di Qumran, dopo essere
stato battezzato dal Maestro di Giustizia della comunità stessa (rito di ingresso).
Introdotto alla vita di questa comunità, di tipo monastico, negli anni che seguono e
sino all'età di 33 anni (780 a.u.c.), Jeshu si dedicherà all'apprendimento di varie di-
scipline ed all'affinamento dei suoi poteri di guaritore.
(Rif. 362)

La crisi politica.
L'uccisione di Giovanni Battista mette in crisi le speranze di rivendicazione matu-
rate nella comunità essena di Qumran. La comunità aveva visto in Giovanni Batti-
sta l'ideale del messia religioso mentre, nel contempo, intravvedeva in Jeshu l'altro
ideale di messia politico.
(Rif. 995)

La decisione.
Jeshu avverte di trovarsi ad un bivio e di dover prendere una decisione.
I lamenti in seno alla comunità sulla morte di Giovanni il Battista e la ricerca di un
nuovo candidato al messianesimo religioso lo infastidiscono e sono contrari al suo
312
temperamento, portato all'azione più che al temporeggiamento.
(Rif. 995)

Riunire le funzioni.
Jeshu decide di ignorare le tradizioni e le profezie e di proporsi come unico candi-
dato per assumere le due funzioni messianiche: quella religiosa e quella politica.
(Rif. 995)

La comunità si oppone.
A Qumran i componenti della comunità, rispettosi sino allo eccesso delle tradizioni
e dei precetti della legge mosaica, rifiutano l'idea di Jeshu. Anche Giacomo il Giu-
sto, fratello di Jeshu e membro molto rispettato della comunità, è di parere contra-
rio.
(Rif. 995)

Jeshu a Gamla.
Considerato l'atteggiamento negativo della comunità di Qumran Jeshu decide di
rivolgersi altrove. Si reca a Gamla, suo luogo di nascita e residenza della sua fami-
glia di origine. Qui gli zeloti hanno sempre dato prova di audacia ed hanno dimo-
strato di saper scendere in campo, quando necessario e senza troppo esitare.
(Rif. 995)

Il rifiuto di Gamla.
Il rifiuto degli zeloti di Gamla alla doppia candidatura di Jeshu è netto; talmente
netto e scandaloso da minacciare di gettarlo in un precipizio. Jeshu si salva come
può e lascia in fretta la località.
(Rif. 995)

Jeshu è solo.
Jeshu si rende conto di essere solo e di poter contare unicamente sulle sue forze.
Decide pertanto di proseguire nel suo risicato progetto organizzando un proprio
gruppo d'azione.
(Rif. 995)

Formazione dei primi nuclei.


Non deve essere stato troppo difficile per Jeshu mettere insieme un primo nucleo di
8-10 uomini scelti tra quelli ai quali la presenza di Roma era invisa e disposti a me-
nar le mani in cambio di una mera promessa di ricompensa futura.
(Rif. 995)

Servono soldi.
Fare un golpe costa un mucchio di soldi. Servono per fare propaganda, acquistare
armi, pagare spie, ecc.
Jeshu se ne rende conto e va a bussare quattrini presso quelli che ne hanno molti,
guadagnati senza sforzo e perciò disposti a rischiarli in imprese a dir poco azzarda-
313
te. I pubblicani (Matteo, Zaccheo, Giuda....), gente odiata ed invisa ai più, sono una
ottima fonte di finanziamento.
I particolari rapporti con Giuseppe d'Arimatea e con Nicodemo, personaggi en-
trambi facoltosi, lasciano presumere che questi fossero tra i finanziatori dell'impre-
sa.
Jeshu deve aver trovato qualche finanziamento anche dalle parti di Tiro e Sidone.
(Rif. 995)

Comizi e battesimi.
Ottenere l'attenzione ed il sostegno di un largo numero di persone è fondamentale.
Jeshu ed i suoi fedelissimi organizzano riunioni, per loro natura segrete, in varie lo-
calità della Giudea, dove Jeshu, dotato di notevole carisma, convince molti ad ade-
rire, almeno a parole, alla causa essena, praticando a volte anche il battesimo di
nuovi adepti.
(Rif. 995)

I legionari di Gadara.
Forse questo è un primo test per valutare l'attitudine e la capacità di battersi della
banda armata che Jeshu sta organizzando. Jeshu e seguaci sorprendono ed attac-
cano un gruppo di militi romani nei pressi di Gadara e li mettono in fuga verso il
lago. Gli abitanti del luogo, preoccupati per un possibile indiretto coinvolgimento e
per le ritorsioni da parte dei militari, "invitano" il gruppo ad abbandonare la zona.
(Rif. 995)

Schermaglie al Tempio.
Jeshu approfitta delle tradizionali ricorrenze religiose, che concentrano folle di pel-
legrini in Gerusalemme, per far sentire la sua voce e le sue ragioni al Tempio. I ri-
sultati non sono incoraggianti, i pericoli molti ma la sua scorta armata di discepoli
riesce comunque a trarlo d'impaccio.
(Rif. 995)

Prime reazioni.
Le gesta di Jeshu e dei suoi seguaci non sono passate inosservate. Il Sinedrio e pro-
babilmente anche l'autorità romana cominciano a prendere in seria considerazione
il problema.
(Rif. 995)

Eleazar.
Jeshu contava molto sul sostegno di Eleazar e del gruppo di nazionalisti che a lui
facevano riferimento. Eleazar Ben-Jair, (che è probabilmente suo cognato?), dopo
una prima adesione al progetto di Jeshu, si rende conto delle scarse possibilità di
riuscita e ritira il suo appoggio. Jeshu avvertito dalla moglie (Maria Maddalena?) si
reca a casa di Eleazar e lo convince a ritornare sulle sue decisioni.
(Rif. 995)

314
L'unzione di Betania. (Sabato, 1 Aprile)
In attesa del momento decisivo, Jeshu è segretamente ospite di Eleazar a Betania.
Tutte le decisioni ormai sono prese e per renderle, almeno simbolicamente, irrevo-
cabili, Maria Maddalena procede all'unzione di Jeshu, attribuendogli dignità regale
secondo le antiche tradizioni bibliche.
Non tutti sono d'accordo; non tutti credono nel successo di Jeshu e ritengono inop-
portuno anticipare abbastanza sconsideratamente i tempi.
(Rif. 995)

Entrata trionfale. (Domenica, 2 Aprile)


Una vera e propria dimostrazione di forza. Approfittando della imminenza della
Pasqua ebraica alcuni sostenitori di Jeshu si sono radunati a Gerusalemme senza
dare troppo nell'occhio.
L'entrata trionfale, oltre ad essere un gesto di sfida alle autorità, serve anche a ri-
svegliare l'attenzione della gente su cosa si sta preparando.
(Rif. 995)

La cacciata dei mercanti. (Domenica, 2 Aprile)


Forse Jeshu ha voluto strafare. Spalleggiato da una nutrita scorta, ha rovesciato le
bancarelle dei mercanti i quali, per evitare il peggio, non hanno reagito alla prepo-
tenza. Secondo Marco, Jeshu e seguaci avrebbero occupato militarmente, per un
certo periodo di tempo, una parte dell'edificio impedendo ai presenti l'accesso e l'u-
scita.
Comunque sia si tratta di una ipotesi molto azzardata: i soldati romani forse dor-
mivano?
(Rif. 010)

Mandato di cattura.
Era inevitabile dopo le ultime provocazioni di Jeshu e dei suoi seguaci.
Ponzio Pilato emette due mandati di cattura: uno contro Giacomo Il Giusto (fratel-
lo di Jeshu) sul quale peraltro non pesavano particolari accuse; il secondo a carico
di Jeshu con la descrizione del ricercato.
Secondo Giuseppe Flavio si ricercava:
....un uomo di età matura, dall'aspetto semplice e dalla complessione scura, non più
alto di tre cubiti, gobbo, con il viso lungo, il naso prominente e le sopraciglie unite al
centro, tali da rendere il volto torvo; i capelli sono radi, con la scriminatura al centro
secondo l'usanza dei nazirei e la barba poco folta.
(Rif. 185)

Siamo ben lontani dallo stereotipo del figlio di dio che la chiesa ci propina da secoli. L'altezza
di tre cubiti (m. 1.65) non deve comunque meravigliare più di tanto. L'altezza media degli in-
dividui è aumentata molto solo negli ultimi 100 anni. A quei tempi un individuo alto m. 1.65
non era certo un nano. Sono comunque in parecchi, tra gli autori dei primi secoli, a sostenere
che Jeshu fosse brutto (Origene, S.Giustino, S.Cipriano, ecc.).

315
Il monaco Epifanio invece sosteneva che Jeshu fosse alto m. 1.80 circa; in questo caso ci tro-
viamo di fronte ad un vero spilungone rispetto all'altezza media degli individui dell'epoca.
La chiesa ha definito lo standard iconografico di Jeshu nel VI secolo e da allora tutti i pittori
si sono adeguati a questo stereotipo.

Ultima cena. (Giovedi, 6 Aprile)


Jeshu è ormai braccato dalle autorità e deve tenersi nascosto. Organizza una riu-
nione definitiva con i suoi luogotenenti (apostoli) in un luogo segreto, dove vengono
discussi gli ultimi dettagli del piano rivoluzionario, da tempo programmato.
(Rif. 995)

Il piano insurrezionale.
Così come è stato formulato, il piano, di una ingenuità infantile, verteva sui seguen-
ti punti:

 portare il "quartier generale" della sommossa all'orto di Getsemani che, per


la sua posizione, permetteva di controllare a vista la Torre Antonia ed even-
tuali movimenti sospetti delle truppe di Roma;
 attuare alcune manovre diversive: incendi, chiassate, zuffe per distrarre l'at-
tenzione dei difensori, attaccare i depositi di armi e distribuire le stesse alla
folla di pellegrini accampati intorno a Gerusalemme per la ricorrenza pa-
squale. Tra questi pellegrini vi erano mescolati parecchi individui sostenitori
della causa di Jeshu;
 attaccare i romani e le guardie del Tempio ed impossessarsi dei punti chiave
della città;
 organizzare una difesa in previsione della inevitabile reazione delle truppe
romane dislocate a Cesarea ed in altre parti della Palestina.
(Rif. 995)

Il fallimento.
Il piano, così come era stato concepito, non poteva che fallire per tutta una serie di
buone ragioni:

 Jeshu confidava molto nella reazione delle masse di fronte ad una precisa e
concreta dimostrazione di forza. Questo è forse l'errore più grave: in fondo
cosa importava alle masse se sul trono d'Israele sedeva un idumeo oppure un
discendente di Davide? Per la massa la miseria sarebbe restata comunque la
stessa; perciò il popolo sarebbe rimasto indifferente a guardare per poi even-
tualmente accodarsi, osannando pecorinamente, al carro del vincitore;
 grave scarsità di armi disponibili anche solo per eseguire i primi attacchi ai
depositi militari;
 nessuna nozione sui rapporti di forza delle parti coinvolte. Era nota la consi-
stenza della guarnigione romana, delle guardie del Tempio e di quelle di E-
rode ma quanti erano, realisticamente, gli esseni, seguaci di Jeshu, convenuti
a Gerusalemme in vista di una possibile sommossa?

316
 da tempo Jeshu aveva messo in allarme le autorità con certe sue manifesta-
zioni, a dir poco fuori luogo, da parte di uno che sta progettando, in segreto,
un colpo di stato.

Ponzio Pilato gioca perciò d'anticipo trasferendosi a Gerusalemme per poter con-
trollare la situazione e disporre i provvedimenti necessari:

 arresto di Giacomo Il Giusto (sospetto di complicità)


 mandato di cattura contro Jeshu
 truppe in stato di allerta.

A Pilato manca solo una informazione per poter agire di sorpresa, bloccando Jeshu
ed i suoi, senza scatenare reazioni che avrebbero portato inevitabilmente ad un ba-
gno di sangue tra la numerosa folla che si era concentrata in città per la Pasqua.
Questa informazione la fornisce Giuda, l'unico che in tutta questa storia dimostra
di avere la testa sul collo ed un notevole senso della realtà. Giuda sa benissimo che
la cosa è destinata a fallire miseramente e rifiuta coscientemente di rendersi com-
plice di un inutile spargimento di sangue.

E' un fatto assodato che una qualsiasi massa di individui (cretini sociali frustrati)
che si aggregano tende ad autoeccitarsi e ad abbandonarsi ad atti di violenza. In
fondo è quello che succede oggi negli stadi. Già in altre occasioni i sodati romani e-
rano stati costretti a riprisinare l'ordine con pesanti interventi e numerose vittime.
(Rif. 995)

Un "Vangelo di Giuda" (recentemente scoperto in Egitto, ma del quale faceva già cenno Ire-
neo di Lione), testo sacro della setta gnostica dei Cainiti, giustifica il tradimento di Giuda e
l'assassinio di Abele come atti di salvezza dell'umanità previsti e voluti da dio; Giuda sarebbe
quindi stato uno strumento per la salvezza e la redenzione dell'uomo (?).

L'arresto. (Giovedi, 6 Aprile)


Un gruppo di soldati romani, coadiuvato da guardie del Tempio, sorprende Jeshu
ed i suoi fedelissimi a Getsemani, poco prima dell'inizio della rivolta. Un piccolo
tentativo di resistenza viene prontamente bloccato dallo stesso Jeshu che compren-
de subito di aver perso la partita prima ancora di cominciarla. Jeshu viene arresta-
to e condotto alla Torre Antonia, mentre gli altri si danno alla fuga.
(Rif. 995)

Il luogo nominato Getsemani (il frantoio) era particolarmente indicato per riunioni segrete o
come nascondiglio. Esistevano infatti numerose grotte, alcune anche grandi, come dimostrato
da recenti scoperte archeologiche del 1956.

Il processo. (Venerdi, 7 Aprile)


E' un processo militare, secondo legge marziale, senza tante garanzie per la difesa
dell'accusato, considerato un nemico perdente, sconfitto dal tempestivo intervento
dell'esercito imperiale.

317
D'altro canto si sa che Ponzio Pilato era un duro e non andava tanto per il sottile
quando si trattava di neutralizzare un nemico di Roma. Talmente duro e spietato
da giocarsi, in seguito, la carriera a Garizim.
Jeshu viene condannato alla croce dopo un breve, sommario interrogatorio.
Alla folla di esseni, delusi e sconcertati, che intanto rumoreggia fuori dal pretorio,
per la cattura dei due fratelli, Pilato offre lo "zuccherino": libera Giacomo Il Giu-
sto, sul quale non gravavano particolari accuse. Gli esseni apprezzano molto il gesto
in quanto Giacomo (maestro di Qumran) godeva di grande stima e rispetto mentre
lo stesso pare non potesse dirsi per Jeshu che, anche in famiglia, era considerato
una "testa calda".
(Rif. 995)

L'esecuzione. (Venerdi, 7 Aprile)


Jeshu viene flagellato e poi crocifisso con il cartiglio regolamentare recante la moti-
vazione della condanna.
Se Jeshu era effettivamente gobbo, come specificato nel mandato di cattura, allora
deve essere morto dopo poche ore per evidenti difficoltà respiratorie.
(Rif. 995)

PARTE VII - La Tavola delle Analogie

N.B. - La tabella non prende in considerazione gli eventuali contributi alla forma-
zione del neo-cristianesimo dovuti ai movimenti Esseni, Zeloti, Terapeuti e Gnosti-
ci. Questo argomento è stato sufficientemente trattato nella Parte VI - Inserto 23.

Inoltre, onde evitare un eccessivo appesantimento della trattazione, sono stati tra-
scurati molti altri "salvatori" del passato che in qualche misura hanno concorso al-

318
la formazione della favola cristiana. Solo per memoria:
ADAD, ALCIDE, BALI, BEDDRU, BREMRILLAHM, CADMO, CRITE, FETA,
FOHI, GANTAUT, HESUS, HIL, INDRA, ISCHY, ISSIONE, JAO, ODINO, QUI-
RINO, SALIVAHANA, SAMMONOCADAM, TAT, TAUT, THOR, VIRISHNA, XA-
CA, XAMOLXIS, ecc, ecc.

LA TAVOLA DELLE ANALOGIE

FATTI-PERSONAGGI-CONCETTI

FONTI

ANALOGIE

PERSONAGGI ED EVENTI CORRELATI

**

**

0010 - Gioacchino: il padre di Maria

0020 - Anna: la madre di Maria

0030 - Zaccaria: il padre di Giovanni Battista

Lc

0040 - Elisabetta: la madre di Giovanni Battista

Lc

0050 - Annunciazione a Zaccaria

Lc

319
.

0060 - Il dubbio di Zaccaria

Lc

0070 - Nascita di Giovanni Battista

Lc-Gv

0080 - Circoncisione di Giovanni Battista

Lc

IL PADRE TERRENO

0090 - Il nome del padre: Giuseppe

Mt-Mr-Lc-Gv

Horo

0100 - Il mestiere del padre: falegname

Mt-Mr-Lc-Gv

Krishna

LA MADRE

0110 - Il nome della madre: Maria

Mt-Mr-Lc-Gv

Horo

0115 - Consacrazione di Maria al Tempio

320
Mt-Mr-Lc-Gv

Adonis

0120 - Annunciazione angelica

Mt-Lc

Horo

0130 - Concepimento verginale

Mt-Mr-Lc-Gv

Horo
Mitra
Krishna
Zoroastro
Budda
Ercole
Prometeo
Dioniso
Attis
Adonis

0140 - Il fecondatore: lo Spirito Santo

Mt-Mr-Lc-Gv

Horo
Zoroastro
Prometeo

0150 - Visita di Maria ad Elisabetta

Lc

0160 - Il dubbio di Giuseppe

Mt

LA NASCITA

321
0170 - Censimento e viaggio a Betlemme

Mt-Lc

Krishna

0180 - Data di nascita: 25 Dicembre

Horo
Mitra
Krishna
Zoroastro
Ercole
Dioniso
Attis
Adonis

0190 - Localita': Betlemme

Mt-Lc

Adonis

0200 - Nascita avvenuta in una stalla/grotta (mangiatoia)

Lc

Horo
Mitra
Krishna
Zoroastro
Dioniso
Adonis

0210 - Nascita avvenuta in una casa di Betlemme

Mt

0220 - Mantenimento stato verginale post partum

0225 - Nascita annunciata da stella/cometa

Mt

322
Budda
Horo
Krishna
Zoroastro

0230 - Nascita annunciata da angeli

Lc

Krishna

0240 - Bambino adorato dai pastori

Lc

Horo
Mitra
Krishna
Zoroastro

0250 - Il nome: Gesù

Mt-Mr-Lc-Gv

Horo
Krishna
Dioniso

0260 - Circoncisione di Gesù

Lc

0270 - Consacrazione di Gesù al Tempio

Lc

0280 - Il riconoscimento del vecchio Simeone

Lc

0290 - Il riconoscimento della profetessa Anna

Lc

323
I MAGI

0300 - I Magi guidati da un astro

Mt

0310 - Arrivo dei Magi a Gerus./Convocazione di Erode

Mt

0330 - Adorazione dei Magi

Mt

Osiride
Horo
Krishna

0340 - Doni dei Magi: oro, incenso e mirra

Mt

Horo
Krishna

0360 - Premonizione e partenza dei Magi

Mt

0370 - Persecuzione di Erode

Mt

Krishna

0380 - Fuga in Egitto

Mt

324
0390 - Strage degli innocenti

Mt

Krishna

INFANZIA E GIOVINEZZA

0400 - Disputa con i Dottori nel Tempio

Lc

Horo
Zoroastro

0410 - Assenza di Gesù dai 12 ai 30 anni

Mt-Mr-Lc-Gv

Horo

ATTRIBUZIONI E QUALIFICHE

0415 - Figlio di Dio

Horo
Krishna
Attis

0417 - Signore

Krishna
Budda

0420 - Figlio dell'Uomo

Horo

325
0422 - Maestro

Budda

0425 - Unigenito

Ercole
Dioniso
Attis

0427 - Primigenito

Krishna

0430 - Salvatore

Mitra
Krishna
Dioniso
Attis
Adonis
Budda

0435 - Discendente da stirpe reale

Ercole
Budda

0440 - Dispensatore del Verbo

Budda

0445 - Il buon pastore

Osiride
Horo
Budda

326
0450 - Salvatore del mondo/del genere umano

Budda

0455 - Luce del mondo

Ercole

0460 - La via

Horo
Mitra

0465 - La verità

Horo
Mitra

0470 - La luce

Horo
Mitra

0475 - Il messia

Horo
Mitra

0480 - Pastore di Dio

Mitra

0485 - Agnello di Dio

327
0490 - Il Verbo

Krishna
Zoroastro
Ercole
Prometeo

0495 - Figlio del Padre

0500 - L'unto

Horo
Dioniso

0505 - Il Cristo

Osiride
Horo

0507 - Il re dei re

Osiride
Dioniso

0508 - Il redentore

Mitra
Krishna
Dioniso

0509 - Remissore dei peccati

Dioniso

0510 - Liberatore

328
.

Krishna

0511 - La resurrezione e la vita

Osiride

0512 - Puro Spirito

0513 - Il Logo

Mitra
Prometeo

0514 - Figlio del cielo

GIOVANNI IL BATTISTA

0520 - Predicazioni e battesimi

Mt-Mr-Lc-Gv

0525 - Polemiche di G.B.

Lc

Horo

0530 - Battesimo di Gesù a 30 anni

Mt-Mr-Lc-Gv

329
Horo
Krishna
Zoroastro

0535 - Arresto di G.B.

Mt-Mr

0540 - Uccisione di G.B.

Mt-Mr

Horo

TENTAZIONI E PERICOLI

0550 - Ritiro nel deserto e tentazioni di Satana

Mt-Mr-Lc

Horo
Zoroastro
Budda

0560 - Violenze a Nazaret sul ciglio del burrone

Lc

LA PREDICAZIONE

0570 - Dodici Apostoli

Mt-Mr-Lc-Gv

Horo
Mitra

0580 - Dispute degli apostoli sul battesimo

330
Gv

0590 - Discorso della montagna

Mt-Lc

Horo

0600 - Predicazione mediante parabole

Mt-Mr-Lc-Gv

Krishna
Budda

0605 - Predicazioni sulla venuta del regno di Dio

Mt-Mr-Lc-Gv

0610 - Prima cacciata dei mercanti

Gv

0620 - Preoccupazione dei parenti e loro disconoscimento

Mt-Mr-Lc

0630 - La peccatrice

Lc

0640 - Donne al seguito

Lc

0645 - Potere agli apostoli di fare miracoli

Mt-Mr-Lc

331
Krishna

0650 - La missione dei 12

Mt-Mr-Lc

0660 - Il pozzo di Giacobbe

Gv

0670 - Predica ai Samaritani

Gv

0680 - Maledizioni di varie città

Mt

0690 - Il primato di Pietro

Mt-Mr-Lc

0695 - Giovanni, il discepolo più amato

Gv

Horo
Krishna

0700 - Trasfigurazione sul monte

Mt-Mr-Lc

Horo
Krishna

0710 - Il tributo al Tempio

Mt

332
0720 - Il rifiuto dei Samaritani

Lc

0730 - La chiamata dei 72 discepoli

Lc

0740 - Ospitalità di Maria e di Marta

Lc

0750 - Ospitalità di Zaccheo

Lc

0760 - Festa delle capanne

Gv

0770 - Lapidazione dell'adultera

Gv

0780 - Festa della dedicazione

Gv

0790 - La condanna del Sinedrio

Gv

Krishna

0800 - Fuga ad Efraim

Gv

333
.

MIRACOLI - PRODIGI

0805 - Cacciata di demoni

Horo
Zoroastro

0810 - Guarigione di lebbrosi

Krishna

0815 - Miracoli / guarigioni di varia natura

Horo
Mitra
Krishna
Dioniso
Attis

0820 - Risanamento di paralitici

0825 - Guarigioni a distanza

0830 - Restituzione della vista ai ciechi

Krishna
Zoroastro

0835 - Resurrezioni diverse

334
.

Krishna

0840 - Resurrezione di Lazzaro

Horo

0845 - Risanamento muti e sordomuti

Krishna

0850 - Risanamento storpiature varie

0855 - Camminata sulle acque

Horo
Budda

0860 - La tempesta sedata

0865 - Trasformazione di acqua in vino

Dioniso

0870 - Moltiplicazione dei pani e dei pesci

GLI ULTIMI GIORNI

335
.

0900 - L'unzione di Betania

Mt-Mr-Gv

Krishna
Dioniso

0910 - L'asino di Bethfage

Mt-Mr-Lc

0920 - Entrata in Gerusalemme/Predicazioni

Mt-Mr-Lc-Gv

Dioniso

0930 - Incontro con i Greci devoti

Gv

0940 - Maledizione del fico

Mt-Mr

0950 - Predicazioni su argomenti vari

Mt-Mr-Lc

0960 - Preparazione dell'ultima cena

Mt-Mr-Lc

0970 - Lavacro dei piedi

Gv

336
0980 - La cena e l'Eucaristia

Mt-Mr-Lc-Gv

Osiride
Mitra
Zoroastro
Dioniso
Attis

ARRESTO - PROCESSI - ESECUZIONE

0990 - L'arresto al Getsemani

Mt-Mr-Lc-Gv

Baal

1000 - Il processo ebraico

Mt-Mr-Lc

Baal

1005 - Scherni ed oltraggi

Mt-Mr-Lc

Baal

1010 - Il processo romano

Mt-Mr-Lc-Gv

1015 - Salita al Calvario

Mt-Mr-Lc-Gv

Baal

1020 - L'esecuzione/Crocifissione (in primavera)

Mt-Mr-Lc-Gv

337
Osiride
Horo
Krishna
Zoroastro
Prometeo
Dioniso
Attis

1025 - La spartizione delle vesti

Mt-Mr-Lc-Gv

Baal

1025 - Morte per l'espiazione dei peccati del mondo

Mt-Mr-Lv-Gv

Osiride
Mitra
Krishna
Ercole
Prometeo
Attis

1030 - Due ladroni in croce

Mt-Mr

Horo
Krishna
Baal

1040 - Decesso (Solstizio di primavera/Venerdi)

Mt-Mr-Lc

Mitra
Ercole
Adonis

1045 - Eventi staordinari collegati alla morte

Mt-Mr-Lc

Krishna
Prometeo
Budda
Osiride
Ercole

338
1048 - Discesa negli Inferi

Apocrifi

Attis
Adonis
Dioniso
Ercole
Horo
Osiride
Zoroastro

1050 - La sepoltura

Mt-Mr-Lc-Gv

Horo
Mitra
Baal

1055 - Il Graal (Giuseppe d'Arimatea)

Apocrifi

Zoroastro

1060 - La resurrezione al terzo giorno e/o dopo tre giorni

Mt-Mr-Lc-Gv

Osiride
Horo
Mitra
Krishna
Ercole
Prometeo
Dioniso
Attis
Baal

1070 - Apparizioni dopo la resurrezione

Mt-Mr-Lc-Gv

Baal

1080 - Ascensione

Mr-Lc

339
Osiride
Krishna
Zoroastro
Ercole
Baal

1085 - L'impronta del piede

Apocrifi

ARGOMENTI COMPLEMENTARI

1090 - Il simbolo del pesce

Horo

1100 - Il simbolo della croce

Krishna

1110 - La madre con il bambino

Horo

1120 - L'agnello di Dio

Horo

1130 - Simbologia del Buon Pastore

1135 - Il concetto messianico

340
Zoroastro

1140 - Concetto di Trinità

Horo
Krishna
Mitra

1145 - Immortalità dell'anima

Zoroastro

1150 - Pietro

Prometeo
V.App.Pietro

1160 - Paolo

V. Apollonio

1170 - Gli angeli

Zoroastro

1180 - Satana - Demoni e Diavoli

Zoroastro

1190 - Il futuro ritorno in terra/Giudizio universale

Krishna
Zoroastro

1210 - Il peccato originale

341
.

1220 - Il segno della croce

Mitra

1230 - Il sacro cuore

Krishna

1240 - Il triangolo e l'occhio

Osiride
Horo

1250 - Il graal

Zoroastro

1260 - Inferno e Paradiso

Zoroastro

1270 - Il battesimo

Mitra
Zoroastro

1275 - La cresima

Mitra

1280 - L'ostia

Mitra

342
1290 - L'acqua santa

Mitra

ALCUNE SIGNIFICATIVE ANALOGIE

ISIDE - OSIRIDE
Tra le caratteristiche di questo culto si nota:

 0330 - La venuta di Osiride fu annunciata da tre Uomini Saggi (che portano i


nomi di quelle tre stelle della cintura di Orione che puntano direttamente alla
stella Sirio, ritenuta la stella di Osiride.
Egli era considerato:
o 0445 - Il Buon Pastore
o 0507 - Il Re dei Re
o 0511 - La resurrezione e la vita
o ........ - Signore dei signori
o ........ - Dio degli Dei
o ........ - Eterno ed immortale
 0980 - La sua "carne" era mangiata in comunione, sotto forma di focacce di
frumento: la pianta della verità
 1020 - Dall'inizio alla fine Osiride fu l'uomo-dio egiziano che soffrì
 1025 - e che morì
 1045 - Al momento della sua morte il sole si oscurò
 1048 - Osiride discese all'inferno
 1060 - Osiride risorse,
 1080 - per regnare eternamente in paradiso.

HORO
Passiamo ora al mito di HORO, considerato figlio di Osiride o anche una sua rin-
novata incarnazione.
Horo ha in comune con la storia di Gesù i seguenti punti:

 0090 - Il padre terreno di Horo si chiamava SEB (= Giuseppe)

343
 0110 - La madre di Horo, Iside era detta ISIS-MERI, o anche MATA-MERI
(Madre Maria)
 0120 - L'angelo Thot annuncia ad Iside che dovrà concepire Horo
 0130 - Iside ha concepito il figlio verginalmente,
 0140 - per intervento del Santo Spirito
 0180 - Horo è nato il 25 Dicembre
 0200 - E' nato in una grotta e/o mangiatoia
 0225 - La sua nascita è stata annunciata da una "stella d'oriente"
 0240 - Dopo la nascita Horo viene adorato dai pastori
 0330 - La sua nascita è stata assitita da tre "uomini saggi"
 0340 - I tre uomini saggi (Magi) gli offrono dei doni
 0400 - All'età di 12 anni Horo insegna nel tempio di Ptah
 0410 - Horo scompare dalla circolazione per 18 anni (dai 12 ai 30)

Horo era definito dai suoi seguaci come:

 0415 - Figlio unto di Dio


 0420 - Figlio dell'uomo
 0445 - Il Buon Pastore
 0460 - La via
 0465 - La verità
 0470 - La luce
 0475 - Il messia
 0500 - L'unto
 0505 - Il KRST (il Cristo)
 ........ - Fanciullo divino
 ........ - Iusa: il figlio prediletto
 ........ - PTAH (il padre)
 0520 - Horo è stato battezzato sulle rive del fiume Erida-
nus/Iarutana(Giordano) da "ANUP il Battista" (Giovanni)
 0530 - Horo ha ricevuto il battesimo a 30 anni
 0540 - Anup il Battista è stato in seguito decapitato
 0550 - Ha combattuto nel deserto per 40 giorni contro il demonio SET (Sa-
ta/Satana)
 0570 - Horo aveva 12 discepoli
 0590 - Horo pronunciò un sermone su di un Monte ed i suoi seguaci raccolse-
ro le sue parole e le tramandarono ai posteri come "I detti di Iusa"
 0695 - Due degli apostoli di Horo erano considerati suoi "testimoni" (assi-
stenti) e si chiamavano ANUP e AAN (i due Giovanni)
 0700 - Horo si è trasfigurato su di un Monte
 0805 - Ha esorcizzato i demoni
 0815 - Ha guarito molte malattie
 0840 - Ha risuscitato Al-Azarus (El-Osiris) dalla morte
 0855 - Horo ha camminato sulle acque
 1020 - E' stato crocifisso

344
 1030 - E' stato crocifisso tra due ladri oppure, secondo un'altra tradizione,
tra i due discepoli Anup ed Aan
 1048 - Dopo la morte è disceso all'inferno
 1050 - E' stato sepolto per tre giorni in una tomba
 1060 - Dopo tre giorni è risorto
 1090 - Nella sua simbologia era compreso il pesce,
 1120 - l'agnello,
 ........ - il leone
 1140 - La trinità egizia era composta da Osiride-Iside-Horo
 ........ - Horo è sceso in terra per "compiere la legge"