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ERIK SCHIEVENIN E DIEGO MARIN DIEGO GRUPPO PANGEA

DUE MILIONI DI ANNI RUBATI


LE PROVE CANCELLATE DALLARCHEOLOGIA UFFICIALE, A FAVORE DI UNET DELLHOMO SAPIENS MOLTO MAGGIORE AI 100.000 ANNI ACCETTATI
1 LIBRO ELETTRONICO

Gli autori di questo libro elettronico Diego Marin dmarin.math@gmail.com Erik Schievenin erikthered@hotmail.it

(Nella foto anche Ivan Minella ivanef89@gmail.com)

Idea, progetto grafico e adattamento dei testi (qualora ritenuto necessario) a cura della redazione di Tracce deternit. Supervisione di Simonetta Santandrea Fotografie fornite dagli autori 2011 di Erik Schievenin, Diego Marin e Gruppo Pangea. Tutti i diritti riservati. Edizione elettronica in download gratuito dal portale simonebarcelli.org

In copertina Cranio scoperto da Robert Broom nel 1947 a Sterkfontein in South Africa. E' un cranio molto ben conservato di un Australopithecus Africanus adulto. Si tratta del miglior campione noto di Africanus. Risale a circa 2,5 milioni di anni fa, con una capacit cranica di circa 485 cc..

"ATLANTIDI: I tre diluvi che hanno cancellato la civilt"

15.000 anni fa un incredibile evento astronomico spost i poli geografici e cambi lasse terrestre. I vulcani spenti furono attivati mentre la terra tremava e si spezzava, sanguinando magma dalle sue ferite. 200 generi di grossi mammiferi si estinsero per la morte di centinaia di milioni di animali. LAntartide, lAlaska e la Siberia Orientale venivano avvolte dai ghiacci, intrappolando in pochi istanti i loro abitanti, congelati con il cibo fresco nello stomaco. E luomo? Le vecchie calotte polari si scioglievano e il mare sollevava le sue onde, sbattendo rocce e navi sulla costa. Luomo osservava con gli occhi colmi di terrore gli tsunami del Diluvio Universale. La civilt e la specie umana si stavano estinguendo. La storia di Atlantide la storia dei superstiti, civilizzatori delle zone protette dal Diluvio, ex foreste abitate da uomini primitivi. Questi guardarono con ammirazione divina le capacit dei nuovi arrivati, dalla pelle bianca e gli occhi chiari, capaci di erigere immensi templi e piramidi. Le tradizioni concordano: ci parlano di grandi architetti, astronomi monoteisti, giunti in un tempo di caos per liberare il mondo dalle tenebre. Venivano dall Isola Bianca, dove il giorno e la notte duravano sei mesi, dove le stelle tracciavano cerchi nel cielo Li seguiremo da una calda Antartide fino al Per, al Messico e al Mediterraneo, raccogliendo le tracce della loro lingua, dei loro monumenti, della loro religione, scoprendo tutte le Nuove Atlantidi, fondate lungo il cammino

INDICE

pag. PREFAZIONE di Gianluca Rampini INTRODUZIONE degli autori Australopiteco Homo Habilis Homo Erectus Homo Sapiens Sapiens 5 10 13 31 37 48

PREFAZIONE IL RE E NUDO Nella fattispecie il re la teoria dellevoluzione. Quando Darwin formul la propria teoria si rese presto conto che mancava di prove sostanziali che la convalidassero. Egli stesso lo ammise nel capitolo Difficolt della Teoria nell Origine della specie specie. Origine Darwin sosteneva sostanzialmente che una delle pi valide obiezioni alla sua teoria fosse una scarsa disponibilit di fossili che testimoniassero la presenza dei cos detti stadi intermedi situazione che, per quanto riguarda luomo, ha condotto pletore di antropologi alla ricerca dell anello mancante. Leggendo in questo capitolo ci si imbatte molto spesso in frasi che pi o meno si possono riassumere con: Sono sicuro per che prima o poi questi fossili verranno trovati. Senza voler mancar di rispetto per chiunque abbia dedicato la propria vita professionale allantropologia basandosi sul lavoro di Darwin, mi sembra un assunto quanto meno azzardato. Chiunque altro al suo posto sarebbe stato deriso e rimandato a casa. Ma allora com possibile che una simile teoria abbia preso cos prepotentemente il proscenio arrivando a essere considerata una verit insindacabile? Per giunta nonostante sia contraria e severamente invisa alla Chiesa che ha visto le
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proprie idee creazionistiche derise e smontate completamente. Lungi da me dare ragione a questultima, a dire il vero non saprei a chi dar pi torto. Vi sono probabilmente pi ragioni che hanno determinato laccettazione incondizionata e la diffusione della Teoria dellevoluzione. Innanzitutto il periodo storico in cui il positivismo e la fiducia nella scienza cominciavano a sostituire la fede in Dio. Un contesto in cui la rivoluzione industriale necessitava di un sostegno che andasse al di l del puro e semplice risultato, qualcosa che giustificasse una nuova ideologia basava sulla supremazia del pi forte, che rendesse accettabile la corse alla supremazia in un mercato che per la prima volta cominciava a divenire globale. Centro di questo mercato erano ancora la Gran Bretagna e lEuropa che ancora risentiva dei postumi della Rivoluzione Francese, primo momento storico in cui la liturgia cristiana fu sostituita dal progresso e dalla scienza, in cui le croci furono sostituite da obelischi e piramidi, in cui alla gente fu mostrato come liberarsi senza troppi sensi di colpa di un Dio divenuto inutile. Essere atei divenne accettabile per coloro che incendiarono la rivoluzione ed i suoi fal filosofici non erano atei bens credevano nellesistenza di un Grande Architetto. La massoneria ritenne che era giunto il momento di inventarsi una nuova favola con cui addormentare il popolo. Abbandonata la storia
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trita e ritrita della religione, imposero la fede nella Scienza. Solo la Scienza aveva le risposte, solo la Scienza indicava la via. In questa situazione il lavoro di Charles Darwin, come si dice, cadde a fagiolo. Il suo nome non compare nelle liste dei personaggi celebri associati alla massoneria, quello di suo nonno per s. Personalmente ritengo che se anche non fosse propriamente iniziato, e non mi stupirei che lo fosse stato, di certo era vicino allambiente nella massoneria. Non voglio azzardare a dire che ledificazione del suo traballante castello teorico sia stato deliberatamente funzionale agli scopi della massoneria ma ci sono alcuni indizi, per cos dire, psicologici che potrebbero lasciar supporre una simile ipotesi. Quando cominci a lavorare, sostanzialmente in segreto, alla stesura della teoria, inizi a soffrire di numerosi disturbi psicosomatici che lo accompagnarono poi per decenni. Era lacerato da dubbi irrisolvibili come possiamo comprendere anche da alcune sue frasi: E solo

uno straccio di ipotesi, in cui vi sono tante incongruenze quante sono invece le parti sensate.... A un altro collega scrisse, Ho dedicato la mia vita a una fantasia.
Nella sua mente siffatti dubbi si contrapposero al dover render pubblica, e ovviamente sostenere apertamente, la propria teoria. Una discrasia tra pubblico e privato che potrebbe aver indotto una forma di distonia cognitiva, disturbo che avviene
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appunto quando si costretti, per varie circostanze, a dire, fare o vivere in un certo modo, essendo per intimamente convinti che sia sbagliato. Un po come essere vegetariani e lavorare in un macello per dar da mangiare ai propri figli. Mi domando cosa labbia spinto a farlo. Non poteva lasciar perdere se non era convinto? Aveva forse un impegno con qualcuno? Un patto con un diavolo che in cambio gli assicur notoriet e fama, un diavolo che invece del forcone impugnava il compasso e la squadra? Vale anche la pena ricordare che laffermazione della Teoria dellEvoluzione ebbe conseguenze ben peggiori, che non il deterioramento della salute di Charles. LEugenetica ne fu una diretta conseguenza cos come lidea che la razza pi forte dovesse eliminare quella pi debole. Il Razzismo, aberrazione umana che ha percorso tutte le epoche della storia, trov finalmente una base culturale su cui poggiare i propri granitici piedi. Non quindi solo una questione teorica o filosofica. In tutto questo, il lavoro fatto dal Gruppo Pangea un formidabile strumento al servizio di chi dubita della Teoria dellEvoluzione, di chi si trova a discutere dellargomento e ha bisogno di esempi concreti da citare, prove scientifiche cos care ai sostenitori della teoria. Uno strumento che mette in ordine una notevole mole di dati in modo chiaro ed
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esaustivo, unaccetta di Occam con qui abbattere il celebre albero che rappresenta lo scorrere dellevoluzione dai primati allhomo sapiens sapiens. Leggendo questo libro si capisce bene che quella schematizzazione non ha pi senso, che la storia umana va rivista e i dati per farlo ci sono. Questo libro lottima base di partenza per spingersi con slancio verso questa ricerca che non possiamo pi esimerci dal fare.
Gianluca Rampini

INTRODUZIONE Un manifesto pressapochismo A cavallo tra il XIX e il XX secolo, sotto lo stimolo delle opere darwiniane Lorigine delle specie (1859) e Lorigine delluomo (1871), hanno iniziato a emergere dagli scavi le ossa dei primi ominidi, la prova del collegamento tra luomo e la scimmia. Gi questo punto dovrebbe farci riflettere: un caso che gli ominidi siano apparsi sulla scena esattamente quando la comunit scientifica ne aveva bisogno? Non parliamo di un complotto: semplicemente, una certa predisposizione mentale, arricchita da spasmodico entusiasmo, avrebbe potuto far vedere quello che non cera. Quello che segue non un attacco alla teoria dellevoluzionismo, che condividiamo appieno, quanto piuttosto alle presunte prove che lhanno convalidata e al metodo dindagine utilizzato. Ci che apparve agli occhi degli antropologi fu inizialmente un cocktail di crani, mandibole o denti, senza dubbio classificabili quali appartenenti a scimmie antropomorfe o a gorilla. La loro vicinanza a ossa di tipo umano contemporaneo li indusse per a credere che entrambe le tipologie di resti appartenessero alla stessa specie: una nuova specie intermedia. A seconda dei casi tale specie fu battezzata Australopiteco, Homo Habilis o Homo Erectus.
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Poco a poco si sono costruiti dei modelli evoluzionistici e cronologici, che da queste presunte specie conducevano allHomo Sapiens. Le raffigurazioni dei nostri pelosi antenati riempirono le riviste, mostrandoli in posizione eretta mentre marciavano fieri nella savana o realizzavano i primi utensili. Troppo tardi emersero scheletri pi completi, i quali mostravano i reali femori, le mani, i piedi, eccetera, dei presunti ominidi. Erano questi la prova evidente che i presunti ominidi erano specie di scimmie o gorilla estinti, con mani e piedi adatti alla vita sugli alberi, a sospendersi e ad arrampicarsi. Provarono fuori da ogni dubbio la loro incapacit nel realizzare utensili. Nonostante ci i modelli non furono pi rivisti e curiosamente, quelle ossa di uomo moderno attribuite erroneamente agli ominidi, furono dimenticate. Furono dimenticate perch avrebbero costituito la prova che luomo moderno aveva convissuto per centinaia di migliaia di anni (forse milioni) con i presunti ominidi. Lautocensura dei paleoantropologi li condusse pi tardi a ridicolizzare, a tacciare dillusione o ad attribuire allincompetenza dello scopritore, i numerosi ritrovamenti di ossa e scheletri completi di uomo moderno, contemporanei agli ominidi fin oltre ai due milioni di anni fa. Sembra che lHomo Sapiens nellantichit si nutrisse dei presunti ominidi, fatto
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che spiega il diffuso ritrovamento di depositi misti di ossa duomo moderno e ominide. Quello che segue un piccolo sunto dei principali ritrovamenti che hanno portato alla realizzazione del modello evoluzionistico attuale, completo di critica e di nuove interpretazioni. A chi desiderasse una visione completa e maggiormente dettagliata dei ritrovamenti consigliamo la lettura di ARCHEOLOGIA PROIBITA, un libro di Michael A. Cremo e Richard L. Thompson, edito in Italia da Newton e Compton.
Gli autori

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Australopiteco Secondo lopinione attuale, lominide pi antico di cui si abbia notizia lAustralopithecus, risalente a quattro milioni di anni fa, nellet Pliocenica. Questa creatura aveva una statura compresa tra il metro e venti e il metro e mezzo, e una capacit cranica dai trecento ai seicento centimetri cubici. Si dice che dal collo in gi lAustralopithecus fosse molto simile agli esseri umani del giorno doggi, mentre il capo avrebbe mostrato fattezze in parte umane e in parte scimmiesche. Ritrovamenti: Nel 1924, Raymond Arthur Dart, antropologo delluniversit di Witwatersrand a Johannesburg (Sud Africa), ricevette da un suo amico geologo, il dottor R.B. Young1, alcuni frammenti di roccia contenti fossili animali. Provenivano da una cava di calcare a Buxton, nei pressi di una citt chiamata Taung, a trecentoventi chilometri circa da Johannesburg. Dart trov delle ossa facciali e il calco completo dellinterno di un cranio grande quanto quello di un grosso gorilla. Le ossa facciali componevano il volto di un bambino dalla dentatura completa quanto a denti da latte, con i molari permanenti sul punto di spuntare. Successivamente lantropologo osserv che il cervello del
1 Professore di Geologia all'universit di Manchester.

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bambino era inaspettatamente grande, circa cinquecento centimetri cubici: la capacit cranica media di un gorilla adulto ammonta a soli seicento centimetri cubici.
Raymond Arthur Dart, antropologo delluniversit di Witwatersrand a Johannesburg (Sud Africa). Nel 1947, in una galleria di Makapansgat, rinvenne frammenti di crani di australopitechi con cui si era nutrito un gruppo di Homo Sapiens.

Dart not lassenza dellarcata sopraccigliare pronunciata ed ebbe limpressione che i denti mostrassero qualche caratteristica umana. Inoltre, il foramen magnum, lapertura che consente il passaggio del midollo spinale, era situato al centro della base cranica, come negli esseri umani, invece di essere spostata allindietro come nelle scimmie antropomorfe adulte. Nonostante si tratti di una caratteristica comune anche ai gorilla, secondo Dart avrebbe suggerito che la creatura camminasse in posizione eretta e fosse pertanto un antenato
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delluomo. Dai fossili che accompagnavano il reperto, stim la sua et di circa un milione di anni. Lominide fu battezzato Australopithecus Africanus (scimmia antropomorfa dellAfrica meridionale) e molti studiosi al giorno doggi lo ritengono lantenato di tutte le forme di ominidi.
A sinistra: il teschio di un australopiteco bambino proveniente da una cava nei pressi di Taung nel Sud Africa. A destra: il teschio di un gorilla prima che lindividuo avesse raggiunto la piena maturit.

Tuttavia, Grafton Elliot Smith2, in una conferenza tenuta nel 1925 allUniversity College, dichiar come latteggiamento, la posizione della testa, la forma della mandibola e molti particolari del naso, del muso e del cranio dellAustralopithecus africanus, si ritrovassero essenzialmente identici nei cuccioli di gorilla e scimpanz di unet corrispondente al cranio di Taung. La stessa opinione era condivisa in Inghilterra da Sir

2 Anatomista australiano, ricopr la cattedra di anatomia presso l'University College di Londra.

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Arthur Keith3 e Sir Arthur Smith Woodward4.

Sir Arthur Keith, fisiologo e medico britannico; fu direttore dell' Hunterian Museum in Scozia.

G.W. Barlow, amministratore della cava di calcare a Sterkfontein, trov nel 1936 il calco del cervello di un australopiteco adulto. Successivamente, il dottor Robert Broom5 rinvenne nello stesso sito diversi frammenti del cranio e lo ricostru. Il deposito in cui il fossile era stato scoperto risaliva a unepoca databile tra i due milioni e duecento mila e i tre milioni danni. Nello stesso sito seguirono molte
3 Fisiologo e medico britannico, si laure in medicina all'Universit di Aberdeen. 4 Paleontologo inglese presso il Dipartimento di Geologia del Natural History Museum. 5 Medico e paleontologo sudafricano, professore di zoologia e geologia al "Victoria College" di Stellenbosch, Sud Africa.

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scoperte, compresa la parte inferiore di un femore. Nel 1946, Broom e G.W. Schepers6 descrissero questo femore come essenzialmente umano, stima riconfermata nel 1981 da Christine Tardieu7 che ne esegu uno studio diagnostico. Dal momento che il femore fu trovato isolato, non chiaro se appartenesse o no ad un australopiteco. Perci possibile che appartenesse a un ominide pi progredito, forse ad un essere umano anatomicamente moderno.

Cranio scoperto da Robert Broom nel 1947 a Sterkfontein in South Africa. E' un cranio molto ben conservato di un Australopithecus Africanus adulto. Si tratta del miglior campione noto di Africanus. Risale a circa 2,5 milioni di anni fa, con una capacit cranica di circa 485 cc.
6 Ricercatore sudafricano presso luniversit di Witwatersrand a Johannesburg (Sud Africa). 7 Paleoantropologa francese del Museo Nazionale d'Histoire Naturelle a Parigi.

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Interno delle grotte di Sterkfontein, Sud Africa.

Nel 1938, uno studente di nome Gert Terblanche, trov il frammento di un palato con attaccato un solo molare e diversi frammenti di cranio vicino alla fattoria Kromdraai, in Sud Africa. Ottenuto il fossile, Broom si rec sul posto e raccolse qualche frammento di cranio. Dopo averlo in parte ricostruito si accorse che apparteneva ad un esemplare diverso dallaustralopiteco di Sterkfontein, poich aveva i denti pi grossi e la mandibola pi grande: la nuova creatura fu chiamata Australopithecus Robustus. Il sito di Kromdraai si considera oggi risalente tra un milione e centomila e un milione e duecentomila anni fa. Broom trov anche un frammento di omero e un frammento di ulna (luno losso del braccio e laltro quello dellavambraccio) e li attribu con sicurezza allaustralopiteco sebbene aggiunse: Se

fossero stati trovati isolati con ogni probabilit qualsiasi anatomista del mondo avrebbe detto che erano indubbiamente umani.
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Unanalisi condotta da H.M. McHenry8 nel 1972 stabil che lomero proveniente da Kromdraai rientrava nel novero umano, in netto contrasto con un robusto omero di australopiteco scoperto a Koobi Fora in Kenya che, secondo McHenry, non rientrava nel novero umano. Forse lomero e lulna di Broom, cos come il femore di Sterkfontein, appartenevano a qualcun altro. Forse ancora una volta siamo di fronte ad un indizio della convivenza dellHomo Sapiens con i cosiddetti ominidi. Dopo la Seconda guerra mondiale, a Swarkrans, in Sudafrica, Robert Broom e J.T. Robinson trovarono: 1) i fossili di un Australopithecus Robustus dai denti grossi e forti, con una cresta ossea (cresta sagittale) sulla sommit del cranio. La cresta serviva per ancorare i possenti muscoli delle mascelle e la sua presenza esclude il Robustus (diversamente dal pur simile Africanus) dagli antenati delluomo. Al sito del ritrovamento oggi attribuita unet compresa tra il milione e duecentomila e il milione e quattrocentomila anni. 2) una mandibola di unaltra specie di ominide, pi piccola e di tipo pi umano di quella dellaustralopiteco. Al sito del ritrovamento
8 Professore di antropologia alla Davis University, California.

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oggi attribuita unet tra i trecentomila e cinquecentomila anni. Nel 1961, Robinson classific la mandibola di Swarkrans attribuendola allHomo Erectus. 3) una mandibola di tipo moderno, nello stesso deposito dei fossili di australopiteco.

A sinistra: il cranio di una femmina di scimpanz. A destra: cranio scoperto da Robert Broom a Sterkfontein, nel Sudafrica.

Negli anni successivi alla guerra, Broom trov un altro cranio di australopiteco a Sterkfontein. Scopr poi altri resti di una femmina adulta di australopiteco, comprese parti della pelvi, della colonna vertebrale e delle gambe. La loro morfologia, insieme con alcune caratteristiche dei crani di Sterkfontein, dimostravano, secondo Broom, che gli australopitechi camminavano eretti.
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Nel 1947, Raymond A. Dart, esaminando una galleria a Makapansgat, nel Sudafrica, trov frammenti di crani di australopiteco e altre ossa, insieme a tracce di focolari e ossa annerite. Lo studioso concluse che gli ominidi di quel sito usavano il fuoco. Emersero inoltre quarantadue crani di babbuini, ventisette dei quali avevano la fronte sfondata e altri sette mostravano colpi inferti sul lato sinistro della fronte. Da tali testimonianze, Dart cre unimmagine tremenda di questo tipo di Australopiteco, dipingendolo come un uomo-scimmia assassino, che spaccava le teste servendosi di un osso come arma primitiva, e cuoceva sul fuoco le carni delle sue vittime nella caverna di Makapansgat. I paleoantropologi odierni come un descrivono lAustralopithecus semplice divoratore di carogne, non un cacciatore, e lo considerano incapace di accendere il fuoco. E allora chi ha lasciato i segni di focolai se non luomo moderno, lunica specie attualmente ritenuta in grado di farlo? Forse, sia i crani dei babbuini che i crani di australopiteco costituivano dei trofei di caccia dellHomo Sapiens, unipotesi che trova conferma in un ritrovamento di Pechino di cui parleremo.

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Ingresso alla galleria di Magapansgat (Sud Africa).

Nel 1959, Mary Leakey9 simbatt nei frammenti di un cranio di un giovane maschio di ominide nello Strato I della Gola di Olduvai. Quando i pezzi furono ricomposti, il marito Louis Leakey si accorse che la creatura aveva una cresta sagittale: una sporgenza ossea che correva per tutta la lunghezza della sommit del capo e che lo classificava come Australopithecus Robustus.Tra i frammenti del cranio furono
9 Archeologa e paleoantropologa inglese dell'universit di Cambridge

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rinvenuti degli utensili di pietra, tali da indurre a pensare ancora una volta ad una convivenza con lHomo Sapiens.

Il paleontologo Richard Leakley, secondogenito di Louis Leakley (paleontologo britannico dell'universit di Cambridge).

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Questo spaccato del pendio settentrionale della Gola di Olduvai mostra il punto in cui nel 1913 H.Reck trov lo scheletro umano completo nello Strato II superiore. Lo strato II ha un'et compresa tra un milione e centocinquantamila e un milione e settecentomila anni.

La Gola di Olduvai (Tanzania) dove nel 1913 fu trovato, dal professor Hans Reck, uno scheletro di uomo moderno risalente a 1.150.000 anni fa.

La biografa di Leakey, Sonia Cole, sostenne che il reperto con la sua cresta da gorilla sulla

sommit del cranio e la fronte bassa, era ovviamente di gran lunga pi simile ai robusti australopitecidi sudafricani di quanto lo fosse agli uomini attuali, con i quali, per essere sinceri, non mostrava alcuna somiglianza.
La questione della cresta sagittale complica le
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cose: anche i maschi di gorilla e qualche maschio di scimpanz hanno creste sagittali, assenti nelle femmine. La moglie di Leakey disse nel 1971: La possibilit che lAustralopitecus Robustus e lAustralopiteco Africanus rappresentino il maschio e la femmina di una singola specie, merita una seria considerazione. Se fosse verificata questa ipotesi, significherebbe che generazioni di esperti si sono clamorosamente sbagliate a proposito degli australopitechi. Donald Johanson10, rinvenne nel 1973 ad Hadar, nella regione di Afar in Etiopia, la parte superiore di una tibia e un femore distale (estremit inferiore di un femore). Da come la tibia e il femore si adattavano luna con laltro, Johanson ritenne di aver trovato la giuntura completa di un ginocchio, non di qualche antica scimmia, bens di un antenato delluomo odierno. Il deposito che aveva restituito il fossile risaliva a tre milioni di anni fa. Lanno successivo, Alemayehu Asfaw, un etiope che lavora nel sito di Hadar insieme a Johanson, trov qualche mandibola fossile che, con laiuto di Richard Leakey, giudic appartenente al genere Homo. Johanson e Tom Gray11, nel novembre dello
10 Paleoantropologo americano, assistente e professore associato di antropologia alla Case Western Reserve University in Cleveland, Ohio, USA. 11 Paleoantropologo americano dell'universit di Chicago.

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stesso anno scoprirono dei frammenti di ossa appartenenti a un unico individuo (LUCY) che giacevano allo scoperto in superficie, in una gola vicino ad Hadar. Grazie a una combinazione di metodi di datazione (potassioargon, traccia di fissione e paleomagnetismo) si determin per queste ossa unet di tre milioni e mezzo di anni. Nel 1975, sul fianco di una collina, Johanson e la sua squadra rinvennero i resti fossili di tredici ominidi. Avevano unet geologia di tre milioni di anni.

Il lago Turkana, in Kenya, presso il quale nel 1972 Richard Leakley rinvenne nello stesso livello un cranio di Homo Habilis e due femori di uomo moderno.

Data la differenza tra il femore e lulna del primo ritrovamento ad Hadar e lo scheletro di
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Lucy, i tipi di ominide di Hadar dovevano essere due. Timothy D. White12, un paleontologo che aveva lavorato al lago Turkana con Richard Leakey13, convinse Johanson di trovarsi di fronte ad una nuova specie che battezzarono Australopiteco Afarensis. Si tratterebbe del pi vecchio australopitecide mai scoperto, che avrebbe poi dato origine a due stirpi: lAfricanus e il Robustus.

Ricostruzione dello scheletro di Lucy esposta al museo di storia naturale di Cleveland.

12 Paleoantropologo americano e professore di biologia integrativa presso l'Universit di Berkeley, in California. 13 Paleoantropologo e politico keniano, lavor per la Kenya Museum Society.

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I fossili di Hadar non includono un cranio completo di Australopithecus Afarensis, ma Tim White mise insieme le ricostruzioni parziali ottenendo un cranio che assomigliava moltissimo a quello di una piccola femmina di gorilla. Quanto al corpo, Randall L. Susman14, Jack T. Stern15, Charles E. Oxnard16 e altri, lo hanno trovato molto scimmiesco, contraddicendo lopinione di Johanson secondo il quale Lucy camminava eretta: la scapola era quasi identica a quella di una scimmia antropomorfa; la giuntura della spalla era volta verso lalto indicando che le braccia le servivano probabilmente per arrampicarsi sugli alberi e per appendersi ai rami. Le ossa del braccio erano come quelle dei primati che vivono sugli alberi, e i punti di collegamento con la colonna vertebrale presentavano caratteristiche tali da far pensare a muscoli dorsali e spalle davvero possenti. Le ossa del polso e la zona del palmo della mano erano anchesse adatte per potenti prese, e si poteva dire altrettanto delle ossa lunghe e curve delle dita. Anche i fianchi e le ossa delle gambe erano idonee alle arrampicate, e i piedi avevano dita ricurve, utili per aggrapparsi ai rami degli alberi. Se si ritiene che questominide si sia evoluto in un essere umano, si deve comunque
14 Professore di antropologia evolutiva all'Universit di Chicago. 15 Ricercatore sull'evoluzione del sistema muscolo-scheletrico primati presso l'Universit di Chicago. 16 Antropologo australiano dell'universit di Hong Kong.

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ammettere che il suo aspetto anatomico stato travisato per scopi propagandistici nellimmagine fornita da Johanson. Tra il 1950 e il 1960 Sir Solly Zuckerman17 pubblic estesi esami biometrici in cui sosteneva che lAustralopithecus non era cosi simile alluomo e Charles E. Oxnard alla fine del secolo aggiunse: piuttosto improbabile che uno qualunque degli australopitecidi potesse avere un qualsiasi legame filogenetico con il genere Homo. Secondo Oxnard il cervello, i denti e il cranio dellaustralopiteco erano del tutto identici a quelli delle scimmie. Losso della spalla sembrava adatto per sostenere il corpo appeso ai rami degli alberi. Le ossa delle mani erano incurvate come quelle degli orangutan. La pelvi sembrava essere del tipo giusto per camminare a quattro zampe e per eseguire acrobazie. Lo stesso poteva dirsi per il femore e la caviglia. Ci resta unimmagine di animali di media taglia, a proprio agio sugli alberi, in grado di arrampicarsi, di compiere qualche acrobazia e forse di servirsi delle braccia per appendersi ai rami. Le obiezioni di Zuckerman e Oxnard furono presentate nel 1973 in un simposio della societ di zoologia di Londra, senza risultato. Oxnard, come Louis e Richard Leakey, ritiene che luomo moderno risalga a unepoca molto pi remota di quanto sia comunemente ammesso, e richiama
17 Funzionario pubblico britannico, zoologo, consulente scientifico presso lo Zoological Society di Londra.

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lattenzione su alcuni ritrovamenti anomali di Homo Sapiens di cui parleremo. Zuckerman comment amaramente che ormai la voce

della pi alta autorit ha parlato, e al momento dovuto il suo messaggio sar inserito nei libri di testo di tutto il mondo.

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Homo Habilis
A sinistra: questo disegno mostra l'Homo Habilis come veniva rappresentato in genere prima del 1987. Dalla testa in gi, l'anatomia risulta essenzialmente umana. A destra: dopo che il primo individuo completo di Homo Habilis venne trovato nella Gola di Olduvai nel 1987, emerse una nuova immagine di questo ominide, di dimensioni minori e pi simile a una scimmia di quanto lo si ritenesse in precedenza.

La maggior parte dei paleoantropologi ritiene che l'Homo Habilis sia un diretto discendente dell'Australopithecus, dal quale si sarebbe separato circa due milioni di anni fa, agli inizi del Pleistocene. L'Homo Habilis doveva avere un aspetto molto simile al suo antenato, a parte una capacit cranica assai maggiore che va dai seicento ai settecentocinquanta centimetri cubici.
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Ritrovamenti: Nel 1960, Jonathan Leakey18, figlio di Luois Leakey19, trov il cranio e le ossa di una mano e di un piede di un ominide nella Gola di Olduvai, nel nord della Tanzania. O.J. Lewis20, ha dimostrato che il piede era simile a quelli degli scimpanz e dei gorilla. Riteneva che il piede fosse quello di un animale arboricolo, adatto alla vita sugli alberi. Randall L. Susman21 e Jack T. Stern22 si riferirono invece alla mano definendola adatta per restare sospesi e arrampicarsi. Tuttavia, le raffigurazioni dellHomo Habilis lo ritraggono, per usare le parole di Cremo e Thompson, mentre cammina eretto e fiero attraverso le savane africane. Un drastico cambiamento nelle raffigurazioni si ebbe nel 1987, a causa del ritrovamento di uno scheletro completo di Homo Habilis, troppo scimmiesco per candidarlo antenato delluomo Certo se solo non fosse apparso troppo tardi per cambiare gli schemi. Ne parleremo. Negli anni successivi al 1960 seguirono molte altre scoperte, soprattutto denti, frammenti di

18 Uomo d'affari e primogenito di Louis Leakey, appassionato di paleoantropologia. 19 Paleontologo britannico dell'universit di Cambridge. 20 Anatomista del Medical College allospedale St. Bartholomew di Londra. 21 Antropologia evolutiva dell'Universit di Chicago. 22 Ricercatore sull'evoluzione del sistema muscolo-scheletrico dei primati presso l'universit di Chicago.

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mandibole e di crani. Alcune di queste ossa furono trovate nello strato II della gola. L'anatomista sudafricano Philip Thobias23 attribu al primo cranio una capacit di seicentottanta centimetri cubici, troppo grande per un australopiteco e troppo piccola (di circa cento centimetri cubici) per un Homo Erectus. La nuova creatura fu chiamata Homo Habilis, cio capace, in quanto Leakley la riteneva il fabbricante di alcuni utensili rinvenuti nella gola. La scoperta di una creatura contemporanea ai primi australopitechi ma con un cervello pi grande, implicava secondo Leakley che l'Australopithecus non si trovasse sulla linea di discendenza diretta con l'uomo. E poich Erectus era considerato un l'Homo allora discendente dell'Australopithecus, anche l'Homo Erectus doveva escludersi dagli antenati dell'uomo. Nel 1972, il figlio di Louis Leakley, Richard24, scopr a Koobi Fora presso il lago Turkana, in Kenya, un cranio di ominide fatto a pezzi. Dopo la ricostruzione si not che la capacit cranica del reperto superava gli ottocentodieci centimetri cubici, risultando quindi maggiore di quella degli australopitechi. Richard Leakley attribu il fossile all'Homo Habilis. Lo strato in cui fu
presso

23 Paleoantropologo sudafricano e professore l'Universit di Witwatersrand a Johannesburg. 24 Paleontologo e secondogenito di Luois Leakey.

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scoperto si stendeva sotto il tufo, un deposito vulcanico che datato con il potassio-argon dava un'et di due milioni e seicento mila anni. Al cranio stesso fu attribuita un'et di due milioni e novecento mila anni, che lo rendeva contemporaneo del pi vecchio australopiteco. A qualche distanza da dove era stato trovato il cranio, ma sullo stesso livello, John Harris, un paleontologo del Museo nazionale del Kenya, scopr due femori del tutto umani, di cui uno associato a frammenti di tibie e fibule. Richard Leakley dopo un'attenta analisi concluse che i femori erano

diversi da quelli dell'Australopithecus e simili in modo stupefacente a quelli dell'uomo attuale. Non potevano essere riconosciuti al primo sguardo se confrontati con quelli dellHomo Sapiens, tenendo in considerazione la gamma di variazioni note per questa specie. Altri studiosi convennero con la sua
analisi, compreso B.A. Wood, anatomista alla Medical School del Charing Cross Hospital di Londra, il quale dichiar che i femori appartenevano al tipo di locomozione corrispondente allattuale deambulazione umana. Della stessa idea era G.E. Kennedy25. Purtroppo, rifiutando lidea di un Homo Sapiens vissuto due milioni di anni fa, la comunit scientifica attribu infine le ossa allHomo Habilis, contribuendo alla nascita di quelle raffigurazioni di cui abbiamo parlato
25 Paleoantropologo dell'Universit di New York.

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qualche riga indietro. Quando nel 1987 fu trovato il famoso scheletro completo, i cui femori differivano completamente dai femori in esame, nessuno si preso la briga di rivalutare questi ultimi. Gli studi effettuati dai paleoantropologi fino al 1987 attribuivano all'Homo Habilis un corpo essenzialmente umano, fatta eccezione per la testa, somigliante a quella di una scimmia. In quellanno, Tim White26 e Don Johanson27 scoprirono nella Gola di Olduvai il primo individuo completo di Homo Habilis, con le ossa del corpo chiaramente associate al cranio. I resti scheletrici mostravano che la creatura era alta soltanto un metro circa e aveva braccia relativamente lunghe. Johanson e collaboratori giunsero alla conclusione che gli scienziati avessero, negli anni precedenti, attribuito per errore allHomo Habilis molte ossa di arti. Detto questo, la transizione tra e lErectus coinvolgerebbe lHabilis cambiamenti morfologici addirittura estremi, compreso un forte aumento delle dimensioni, in soli duecentomila anni. Richard Leakley, applicando i normali tassi di crescita umana, ha calcolato che un Homo Erectus adolescente scoperto nel 1984 sarebbe

26 Paleoantropologo americano e professore di biologia integrativa presso l'Universit di Berkeley, in California. 27 Paleoantropologo americano, fu assistente e professore associato di antropologia alla Case Western Reserve University.

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arrivato a raggiungere un metro e ottanta circa di altezza una volta diventato adulto. L'ominide di Habilis adulto trovato alla gola di Olduvai, era alto appena un metro o poco pi.

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Homo Erectus L'Homo Erectus discende ufficialmente dall'Homo Habilis, facendo la sua comparsa circa un milione di anni fa. Con una statura dal metro e mezzo al metro e ottanta e una capacit cranica tra i settecento e i milletrecento centimetri cubici, possedeva una fronte sfuggente dalle arcate sopraccigliari massicce, grandi mascelle e grossi denti, e una mandibola priva di mento. Si crede che la sua area di diffusione si estendesse dall'Asia all'Africa, allEuropa fino a circa duecentomila anni fa. I paleoantropologi ritengono che in quanto ad anatomia gli esseri umani attuali (Homo Sapiens Sapiens) siano emersi a poco a poco dall'Homo Erectus. Ritrovamenti: Nel 1891, presso il villaggio giavanese di Trinil, sulle rive del fiume Solo a Giava, verso la zona centrale dell'isola, Eugne Dubois28 rinvenne un dente di un primate (terzo molare superiore destro) e una calotta cranica molto fossilizzata e dello stesso colore del terreno di origine vulcanica. La caratteristica saliente della calotta cranica era l'arcata sopraccigliare grande e sporgente sopra le orbite, come quella di una scimmia antropomorfa. Presentava inoltre una profonda sutura tra la volta inferiore e l'arcata

28

Paleontologo olandese dell'Universit di Amsterdam.

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superiore delle orbite, carattere che si trova solo nelle scimmie. Nel 1892, a 13 metri dai ritrovamenti del 1891, in mezzo a ossa di cervo, rinoceronte, iene, coccodrilli, maiali, tigri, ed elefanti estinti, Dubois trov un femore simile a quello di un uomo moderno. Nonostante la distanza tra i reperti, ritenne che il femore e la calotta cranica appartenessero ad uno stesso esemplare di scimpanz gigante estinto. Tuttavia, uno scambio epistolare con Ernst Haeckel, studioso tedesco che aveva predetto lesistenza e commissionato un ritratto dell anello mancante, lo convinse di aver trovato proprio la congiunzione tra luomo e gli antropoidi.
Eugne Dubois, paleontologo olandese dell'Universit di Amsterdam, con la moglie Anna Lojenga in una foto del 1887.

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Il volume del cranio di Giava si aggira tra gli 800-1000 centimetri cubici: per le scimmie odierne la media di cinquecento centimetri cubici, mentre per l'uomo attuale si aggira intorno ai mille e quattrocento centimetri cubici, il che pone il cranio a met strada tra i due. Tuttavia nel Pleistocene erano presenti molte specie di mammiferi con individui di taglia superiore a quella odierna: pertanto il cranio potrebbe appartenere a un gibbone eccezionalmente grande del Pleistocene medio ed esser cos pi sviluppato del cranio di un gibbone attuale. Secondo Dubois, il femore era quasi umano: questo gli fece concludere che l anello mancante camminava eretto, da cui il nome Homo Erectus. Non si deve dimenticare che il femore potrebbe non avere il minimo rapporto con il cranio, essendo stato recuperato in uno strato che conteneva centinaia di ossi di altri animali e a una distanza notevole dal luogo di rinvenimento del cranio; tali circostanze creano seri dubbi sul fatto che cranio e femore possano appartenere alla stessa creatura o a creature della stessa specie. Nel 1895, al congresso internazionale di zoologia a Leida, in Olanda, diversi scienziati non avvallarono le idee di Dubois, ritenendo lanimale una scimmia antropomorfa e sollevando seri dubbi sullappartenenza del femore allo stesso individuo. Considerazioni simili seguirono nel dicembre dello stesso anno presso la Societ
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per lantropologia, letnologia e la preistoria. Il presidente, dr. Virchow si rifiut di presiedere alla riunione dichiarando: Il cranio presenta

una profonda sutura tra la volta inferiore e larcata superiore delle orbite. Una tale sutura si trova soltanto nelle scimmie, non negli esseri umani. Perci il cranio deve appartenere a una scimmia antropomorfa. A mio parere questa creatura era un animale, un gibbone gigante o qualcosa del genere. Il femore non ha il minimo rapporto con il cranio. Lanatomista Kollman della Societ
Antropologica di Karlsruhe dichiar anchegli che si trattava di una scimmia. Questo dimostrerebbe non solo che lHomo Erectus Homo moderno, non un antenato delluomo moderno ma (data la presenza del femore di tipo attuale) che addirittura luomo moderno e lHomo Erectus hanno convissuto sul nostro pianeta. A conferma di ci giunsero i risultati della spedizione degli anni 1907-1908 organizzata dal docente di zoologia dellUniversit di Monaco, Emil Selenka, e da sua moglie, professoressa Lenore Selenka. Su quarantatre casse di fossili non fu ritrovato un solo nuovo frammento del presunto Homo Erectus. Emerse invece un dente sul quale George Grant MacCurdy29 ebbe a dire La spedizione Selenka ci ha procurato un dente che Walkoff definisce indubbiamente umano [in senso moderno] emerso da depositi pi antichi
29

Docente di antropologia a Yale.

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[Pliocene] di quelli nei quali fu recuperato il Pithecanthropus Erectus. La spedizione scopr inoltre negli stessi strati del rinvenimento di Dubois ossi spaccati di animali, carbone e tracce di focolari, segni interpretati dalla paleontologia ufficiale accademica come prove della presenza dellHomo Sapiens. Purtroppo oggi nessuno ne parla. Nel 1907, Daniel Hartmann, un operaio che lavorava per lUniversit di Heidelberg in una cava di sabbia di Mauer, in Germania, scopr una grossa mandibola in fondo a uno scavo a una profondit di venticinque metri circa, in ottimo stato di conservazione. Nel 1972, David Pilbeam30 stim, sulla base dei fossili tra i quali emerse il frammento, un'et compresa tra i duecentocinquantamila e i quattrocentocinquantamila anni fa. Stando a Frank E. Poirier31 (1977) e a T.W. Phenice32 (1972) i denti della mandibola possedevano caratteri pi conformi ai denti di un attuale Homo Sapiens che a quelli dell'Homo Erectus asiatico, comprese le dimensioni e la forma delle cuspidi. Sempre nel 1972, Pilbeam descrisse un osso

Curatore di paleoantropologia presso il Peabody Museum di Archeologia ed Etnologia. 31 Antropologo fisico con cattedra al dipartimento di Antropologia alla Ohio State University di Columbus. Attivo nella ricerca sullevoluzione dei primati nel deserto del Kuwait. 32 Dipartimento di Antropologia, Universit del Kansas.

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occipitale umano di tipo moderno rinvenuto a Vrtesszollos, un sito del Pleistocene medio in Ungheria. Secondo il ricercatore, losso avrebbe all'incirca la stessa et della mandibola succitata. Siamo ancora di fronte ad indizi che confermerebbero la presenza delluomo moderno nel primo Pleistocene, contemporaneamente a scimmie antropomorfe che erroneamente chiamiamo ominidi. Nel 1928, Davidson Black33, in una cava di calcare vicino la stazione ferroviaria di Chou Kou Tien, a quaranta chilometri da Pechino, rinvenne la met destra di una mandibola dall'aspetto primitivo con tre molari permanenti in situ. L'anno seguente simbatt in un cranio umano quasi completo, in parte affondato nella sabbia sciolta e in parte racchiuso in una solida matrice: aveva la fronte bassa e le ossa orbitali pronunciate e sporgenti come quelle di un Homo Erectus.

Antropologo canadese, professore di neurologia ed anatomia a Pechino.

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Davidson Black, antropologo canadese, professore di neurologia e anatomia a Pechino.

Nel 1931, nella stessa localit si rinvennero altri crani di Homo Erectus. Tutti questi reperti hanno unet compresa tra i 460 e i 230 mila anni fa. Henry Breuil34 e altri ricercatori riferirono di aver trovato negli stessi strati spessi piani di cenere e centinaia di utensili di pietra indici, anche secondo la paleontologia
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Archeologo, antropologo e geologo francese e professore di Preistoria al Collge de France.

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dellepoca, della presenza dellHomo Sapiens.

Henry Breuil, archeologo, antropologo e geologo francese, professore di preistoria al Collge de France.

ed eminenti studiosi mi hanno espresso, e non di concerto, lopinione che un essere fisicamente cos diverso dalluomo [] non fosse in grado di eseguire i lavori che ho appena descritto. In tal caso i resti scheletrici [] potrebbero considerarsi quali semplici trofei di caccia, attribuibili, cos come le tracce di focolari e di manifatture, a un vero uomo, i cui resti non si sono ancora trovati.
Dichiar Breuil: Nel 1934, lo studioso Franz Weidenreich35 scrisse una serie di relazioni riassuntive sui fossili dell'uomo di Pechino. Stando ai suoi
35 Anatomista e antropologo fisico. Professore allUniversit di Chicago e successore di Davidson come direttore del Laboratorio di Ricerca sul Cenozoico del Servizio Geologico cinese.

Numerosi

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resoconti, i resti fossili degli individui della specie Erectus, soprattutto i crani, fanno pensare che questa creatura sia stata vittima di pratiche di cannibalismo. Weidenreich osserv che a tutti i crani relativamente completi mancavano pezzi della parte centrale della base. Not che nei crani attuali della Melanesia si riscontrano le stesse

mutilazioni in seguito cannibalismo rituale.

pratiche

di

Franz Weidenreich, anatomista e antropologo fisico. E' stato professore allUniversit di Chicago e successore di Davidson come direttore del Laboratorio di Ricerca sul Cenozoico del Servizio Geologico cinese. Nella foto con Charles Falkenbask (a destra) durante lo studio dei fossili dell'uomo di Pechino.

Oltre alla mancanza di parte della base cranica, Weidenreich osserv altri segni che potrebbero attribuirsi a una deliberata violenza: alcuni crani mostrano tracce di colpi
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riscontrabili soltanto se tali colpi vengono

inferti quando l'osso si trova ancora in una condizione di plasticit, e indicherebbero


come le ferite descritte possano essere state procurate quando la vittima era ancora viva o morta da poco. Alcune ossa lunghe spezzate di Erectus rinvenute a Chou Kou Tien, recavano segni che secondo Weidenreich suggerivano l'intervento dell'uomo, forse per estrarne il midollo. Fece notare inoltre come si fosse operata una selezione delle ossa perch, a parte poche ossa lunghe, soltanto le teste vennero portate nelle caverne. Marcellin Boule, direttore dell'istituto di paleontologia umana in Francia, sugger la possibilit che l'Homo Erectus fosse stato cacciato da un'altra specie di ominide pi intelligente. Boule riteneva che la modesta capacit cranica di questa creatura implicasse che l'ominide non era abbastanza intelligente per aver fatto ricorso al fuoco e fabbricato gli utensili di pietra o di osso scoperti entro la caverna. Questi indizi confermano lipotesi di un Homo Sapiens che cacciava gli altri ominidi forse gi nel Pleistocene, come suggerito gi dai fossili di Australopiteco emersi a Makapansagat (Sud Africa). Abbiamo gi parlato della scoperta di due mandibole, una corrispondente al tipo Homo Erectus ed una al tipo Homo Sapiens, ritrovate a Swarkrans (Sud Africa) da R.Broom e J.T.
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La presenza della mandibola di Homo Sapiens in uno strato det compresa tra 1.200.000 e 1.400.000 anni fa indusse Robinson a ritrattare, attribuendo anchessa allHomo Erectus. Tuttavia, un confronto tra le due mandibole sufficiente a escludere la loro appartenenza alla stessa specie.

Robinson.

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Homo Sapiens Sapiens Secondo gli studi ufficiali, l'anatomia degli esseri umani attuali (Homo Sapiens Sapiens) emersa poco a poco dall'Homo Erectus. A un certo momento, tra i trecentomila e i quattrocentomila anni fa, il primo remoto Homo Sapiens avrebbe fatto la sua comparsa. E descritto come una creatura dalla grande capacit cranica, di poco inferiore a quella degli uomini attuali, ma portatore, seppur in misura minore, di alcune caratteristiche dell'Homo Erectus: un cranio massiccio, una fronte sfuggente e pronunciate arcate sopraccigliari. Gli scienziati sono soliti sostenere che l'Homo Sapiens Sapiens dallanatomia moderna comparve per la prima volta intorno ai quarantamila anni fa, sebbene molti autorevoli studiosi, alla luce di nuove scoperte nel Sud Africa e in altri luoghi, stiano ora spostando la data della sua comparsa ad oltre centomila anni fa. Rispettabili uomini di scienza del XIX secolo, scoprirono un certo numero di resti di scheletri di uomini dall'anatomia moderna in strati antichissimi, rinvenendo anche un nutrito numero di attrezzi di pietra di diversi tipi, cos come ossa di animali che recavano i segni di un intervento umano. Gli addetti ai lavori giunsero sempre alla conclusione che si trattava di una cosa impossibile ed escogitarono qualche sistema per screditare i ritrovamenti, facendoli passare per sbagli, illusioni o scherzi.

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Ritrovamenti: nel 1899, Ernest Volk36, scopr un femore umano in uno scavo per la posa di un tratto di binari a sud di Hancock Avenue, all'interno della cinta municipale della citt di Trenton, nel New Jersey. Il femore, completamente fossilizzato, fu trovato a poco meno di un metro e mezzo sotto la superficie, insieme a due frammenti di calotta cranica umana intatti. Volk asser che gli strati sovrastanti e quelli su ogni lato del reperto apparivano intatti. Le ossa umane bianche e gessose si uniformavano allo strato di sabbia bianca in cui erano incluse. Ci esclude uninfiltrazione dagli strati superiori di colorazione gialla e rossa. Lo strato in cui furono estratti questi reperti risale a centosettemila anni fa37. Secondo le teorie correnti, gli esseri umani della specie attuale avrebbero fatto la loro comparsa nel Sud Africa circa centomila anni fa, e sarebbero migrati in America da non pi di 30 mila anni. Nel 1888, a Galley Hill, nei pressi di Londra in Inghilterra, Jack Allsop, un operaio che stava effettuando degli scavi civili, rinvenne uno scheletro umano di tipo moderno saldamente incluso nel terreno, a circa due metri e mezzo

36 Procacciatore di reperti per il Museo Peabody di etnologia e archeologia americana alluniversit di Harvard. 37 Datazione riferita da Ron Witte dellistituto geologico del New Jersey.

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sotto una superficie di sabbia, humus e ghiaia e poco pi di mezzo metro al di sopra di uno strato di gesso. M.H.Heys, un insegnante che ebbe modo di osservare le ossa allinterno dei depositi prima che fossero rimosse si espresse in tal modo: Nessun individuo

dotato dintelligenza media potrebbe sollevare dubbi sul fatto che le ossa siano state coperte dalla ghiaia nello stesso momento in cui si depositata a formare lo strato.
Gli attuali criteri di studio farebbero risalire il sito di Galley Hill a circa trecentotrentamila anni fa. Nonostante le prove stratigrafiche riportate da Heys, Elliott38, K.P. Oakley39 e M.F.A. Montagu40, molti moderni paleoantropologi giunsero alla conclusione che lo scheletro doveva essere stato seppellito di recente nei depositi del Pleistocene medio.
Kenneth P. Oakley, paleontologo e geologo, noto per il suo lavoro sulla datazione relativa di fossili in base al fluoro contenuto.

38 Collezionista di oggetti preziosi. 39 Paleontologo e geologo, noto per il suo lavoro nella datazione relativa di fossili sulla base del fluoro contenuto. 40 Antropologo e saggista inglese dell'universit di Londra.

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Prevalse lopinione secondo cui le ossa, in quanto non fossilizzate, non potevano che risalire a pochi millenni prima. Si sostenne come la quasi completezza dello scheletro rappresentasse un indizio quasi certo di una deliberata sepoltura anche se, in realt, allo scheletro umano mancavano quasi tutte le costole, gli avambracci, le mani e i piedi. Scheletri meglio conservati sono stati ritrovati Erectus, lHabilis e per lHomo lAustralopithecus, senza che per questo la comunit scientifica sollevasse dei dubbi. Secondo Sir Arthur Keith41, anche volendo accettare lipotesi della sepoltura, questa avvenne quando lo strato di ghiaia pi basso costituiva la superficie di un territorio, cos che la datazione a 330.000 anni fa rimane invariata. Nel 1863, J. Boucher de Perthes7 scopr una mandibola umana anatomicamente moderna, nella cava di Moulin Quignon ad Abbeville, in Francia, in uno strato di sabbia nera mista a ghiaia, sotto cinque metri dalla superficie della cava. Insieme alla mandibola furono trovati degli utensili di pietra di tipo acheuleano che, data let dei siti dellAcheuleano ad Abbeville, farebbero risalire il frammento umano a trecentotrentamila anni fa. Allepoca, gli

41 Fisiologo e medico britannico, fu direttore dell' Hunterian Museum in Scozia.

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studiosi ritenevano l'uomo di Neandertal un immediato antenato dell'Homo Sapiens e non accettavano l'autenticit della Mandibola di Moulin Quignon. Questa, infatti, avrebbe implicato l'esistenza di essere umani con una anatomia simile a quella dell'uomo attuale in un periodo precedente gli uomini di Neandertal (li si fa risalire tra i 150 mila ai 30 mila anni). Oggi, lidea che il Neandertal sia il diretto antenato delluomo moderno passata di moda e non pi sostenuta nellambiente accademico. Tuttavia, la sua et di 330.000 anni continua a non far accettare la mandibola di Moulin Quignon. Molti anni dopo, nello stesso sito, de Perthes effettu nuovi scavi sotto losservazione di scienziati qualificati, rinvenendo molte altre ossa dall'anatomia umana moderna. Tali reperti costituiscono una dimostrazione significativa della presenza umana in Europa durante il Pleistocene medio, pi di trecentomila anni fa. Nel 1911, J. Reid Moir rinvenne uno scheletro appartenente ad un essere umano in tutto simile agli uomini del giorno d'oggi a Ipswish, nellEast Anglia, una regione dell'Inghilterra. Fu trovato a una profondit di meno di un metro e mezzo, tra uno strato di massi morenici tondeggianti di argilloscisto e i depositi sottostanti di sabbia glaciale: questa sabbia si depositata tra l'inizio della glaciazione angliana, risalente a circa
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quattrocentomila anni fa e l'inizio del periodo interglaciale hoxniano, databile a circa trecentomila anni fa. Nello stesso strato Moir trov alcuni utensili di pietra e tracce di focolari. Lassenza di fratture e sconvolgimenti conduce a credere che l'et dello scheletro di Ipswish possa variare in questo periodo, seppure la comparsa degli esseri umani del tipo attuale si ritiene non abbia avuto luogo nell'Europa occidentale prima di trentamila anni fa. Keith dichiar che le condizioni delle ossa erano simili a quelle degli animali fossili del Pleistocene trovati altrove nelle sabbie glaciali e aggiunse: Se lo

scheletro fosse stato anatomicamente primitivo nessuno avrebbe dubitato che avesse la stessa et della morena di argilloscisto.
Nel 1896, a Buenos Aires in Argentina, degli operai trovarono un cranio umano in un fosso perimetrale, scavato sul fondo di un bacino navale attraverso uno strato di toscanite, una roccia simile a un calcare molto duro. Secondo Ales Hrdlicka della Smithsonian Institution, la scatola cranica era del tutto identica a quella di un essere umano attuale. Il livello nel quale giaceva si trovava undici metri pi in basso del letto del Rio de la Plata, nella parte pi alta dello strato pre-ensenadiano, datato dai geologi odierni come minimo a un milione, un milione e mezzo di anni fa. Pur trattandosi di una chiara formulazione del
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discutibile principio di una datazione basata sulla morfologia, molti studiosi tra cui lo stesso Ales Hrdlicka, definirono il privo di ritrovamento geologicamente

significato, poich l'et del cranio umano non potrebbe arrivare a superare quella delle formazioni geologiche moderne, ancora incomplete...
Nel 1855, a Foxhall in Inghilterra, John Taylor raccolse una mandibola umana in una cava, in uno strato che si trovava cinque metri sotto il livello del terreno. Le condizioni del fossile, completamente infiltrato dall'ossido di ferro, si accordavano con la sua localizzazione in quello strato che non aveva meno di due milioni e mezzo di anni. Si tratta dello stretto strato dei reperti di Moir. Studiosi come Charles Lyell42, George Busk43, Richard Owen44, Sir John Prestwich45 e Thomas Huxley46 Si mostrarono scettici sulla notevole et del reperto e, secondo la testimonianza del paleontologo americano Henry Fairfield Osborn, non si presero nemmeno il disturbo di visitare il sito perch la forma della

42 Geologo scozzese dell'Universit di Oxford. 43 Zoologo e paleontologo, stato Hunterian Professor di Anatomia comparata e fisiologia al Royal College of Surgeons. 44 Sovrintendente delle collezioni di storia naturale del British Museum. 45 Geologo inglese, lavor presso la Geological Society di Londra. 46 Biologo britannico, stato presidente della Royal Society britannica.

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mandibola non era primitiva. Quasi nessuno


degli autorevoli studiosi del giorno d'oggi menziona questo ritrovamento. Nel 1913, il professor Hans Reck delluniversit di Berlino, mentre conduceva delle ricerche nella Gola di Olvudai in Tanzania, all'epoca Africa orientale francese, trov incluso in un solido blocco di sedimenti compatti un intero scheletro pienamente umano. La Gola di Olvudai formata da una sequenza di cinque strati: lo scheletro giaceva nella parte pi alta dello strato II, la cui et stimata attualmente a un milione e centocinquantamila anni. Questo strato era coperto dai detriti di un vivido colore rosso provenienti dallo strato superiori III e dal calcare di crostone desertico dello strato V. A quanto sembrava, nel sito lo strato IV era stato asportato dallerosione prima che si depositasse lo strato V.

Questo spaccato del pendio settentrionale della Gola di Olvudai mostra il punto in cui nel 1913 H.Reck trov lo scheletro umano completo nello Strato II superiore. Lo strato II ha un'et compresa tra un milione e centocinquantamila e un milione e settecentomila anni. 55

Reck consider con attenzione la possibilit che lo scheletro umano fosse arrivato nello strato II in seguito a una sepoltura, osservando che le pareti della tomba avrebbero avuto confini ben definiti, un margine che avrebbe mostrato nel profilo una linea di divisione dalla pietra intatta. Il riempimento della sepoltura avrebbe presentato una struttura anomala e una miscellanea di materiali di scavo eterogenei, nei quali sarebbero stati inclusi ben riconoscibili frammenti di crostone desertico. Non fu trovato nessuno di questi segni nonostante il pi accurato controllo. Louis Leakey47 visit il sito ed esamin lo scheletro, arrivando a dichiarare: Sono stato fortunato quanto basta per esaminare di persona lo scheletro a Monaco mentre era ancora intatto nella sua matrice originale, e ho potuto constatare lassoluta assenza di una tale mistura o di qualsiasi altro sommovimento. C. Forster Cooper48 e D.M.S. Watson49 dissero in una lettera del 1932 a Nature che forse i ciottoli dello strato III si erano scoloriti. Tuttavia A.T.Hopwood50 fece notare che la sommit dello strato II nella quale era stato trovato lo scheletro era a sua volta rossastra, dichiarando: il colore rossastro della matrice

contrasta

con

la

teoria

che

qualsiasi

47 Paleontologo britannico dell'universit di Cambridge. 48 Zoologo dell'universit di Camdbrige. 49 Zoologo dell'universit di Londra. 50 Professore presso l'universit di Camdbrige.

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inclusione nello strato II potesse essersi scolorita.


Utensili aurignaciani sono stati trovati nel livello pi basso dello strato V, risalente a 400.000 anni fa. Ci nonostante, studiosi come P.G.H. Boswell51, J.D. Solomon52 e T. Mollison53 conclusero che lo scheletro arriv da strati recenti tramite sepoltura. Essi furono in grado di fornire solo dubbie testimonianze e ragionamenti astratti, in quanto il sottile spessore dei sedimenti dello strato II, direttamente a contatto con il reperto, era intatto. Contraria allipotesi di una sepoltura tarda inoltre la consistenza dello strato II, dura come la roccia. Milioni di anni fa, durante il periodo del Pliocene, un mare caldo bagnava i pendii meridionali delle Alpi, depositando sul fondo strati di corallo e molluschi.

51 Geologo dell'Universit di Liverpool. 52 Professore di antropologia presso l'Imperial College of Science and Technology. 53 Professore di antropologia all'universit di Monaco di Baviera.

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Questo spaccato del Colle del Vento, nei dintorni di Castenedolo, in Italia, mostra una posizione stratigrafica generale degli scheletri trovati in luogo: 1) I fossili umani scoperti dal geologo Ragazzoni nel 1860 giacevano sul banco costituito da coralli e conchiglie, nel punto sottostante all'argilla blu del Pliocene medio, a sua volta coperta dall'argilla rossa (ferretto) dilavata dalla sommit della collina. 2) Il gennaio del 1880, altri fossili umani, appartenenti a tre individui (un uomo e due bambini), furono scoperti circa quindici metri dal sito del 1860. Le ossa giacevano sul banco di corallo ed erano coperte da circa due metri di argilla blu del Pliocene, sopra la quale si stendeva uno strato di ferretto. 3) Il febbraio del 1880, si rinvennero le ossa di una donna alla profondit di un metro, entro l'argilla blu, ricoperta di uno strato di sabbia gialla e di ferretto di un rosso vivido. In tutti e tre i casi, Ragazzoni and in cerca dei segni di una sepoltura ma non ne trovo alcuno.

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Nel 1860, a Castenedolo (Brescia), in una cava ai piedi del Colle del Vento, il geologo Giuseppe Ragazzoni rinvenne un cranio (completamente riempito da pezzetti di corallo cementati con l'argilla), giacente lungo un banco di corallo e conchiglie. Il cranio fu trovato insieme ad altre ossa del torace e delle gambe, in un punto sottostante all'argilla blu del Pliocene medio, a sua volta coperta dall'argilla rossa (ferretto) dilavata dalla sommit della collina (1). A questa prima 1 scoperta ne seguirono altre tra il dicembre del 1879 e il gennaio del 1880 (2), comprendenti 2 frammenti di crani e mandibole, qualche dente, parti della colonna vertebrale, costole e resti ossei di braccia, gambe e piedi. Le ossa furono trovate a una profondit di due metri, al confine tra il banco di conchiglie e corallo e la sovrastante argilla blu, disperse come se fossero state sparpagliate dalle onde del mare. Secondo Ragazzoni erano interamente coperte e colmate di argilla e minuscoli frammenti di corallo e di conchiglia, il che spazz via ogni dubbio che si potesse trovare di fronte a resti di persone sotterrate in una sepoltura. Il 16 febbraio venne alla luce un intero scheletro di donna anatomicamente moderno (3). Ragazzoni riporta: Lo scheletro completo 3

venne trovato nel mezzo di uno strato di argilla blu Tale strato di argilla blu spesso pi di un metro, ha conservato la propria
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stratificazione uniforme e non mostra alcuna traccia di sommovimenti. Lo scheletro aveva tutta laria di essersi depositato in una specie di fango marino, e non stato sepolto in un periodo successivo, poich in questo caso si sarebbero notate tracce della sabbia gialla sovrastante e dellargilla rosso mattone chiamata ferretto.
Largilla blu di Castenedolo datata dai geologi odierni tra i 3 e i 4 milioni di anni fa. Il professor Giuseppe Sergi, anatomista delluniversit di Roma, not che la maggior parte delle ossa (a parte lo scheletro di donna) era disseminata in mezzo alle conchiglie e ai coralli sottostanti largilla blu, come si sarebbe potuto verificare su ununica superficie piana. Ci viene a sostegno dellipotesi che questi corpi siano finiti su un basso fondale. Quando si sono decomposti, lacqua ha disperso le ossa. Tutti i citati ritrovamenti erano secondo Ragazzoni e Sergi incrostati di argilla blu del Pliocene e di frammenti di conchiglie e di corallo. Inoltre dichiar Sergi che lo scheletro quasi

completo della donna non stato trovato in un atteggiamento che potrebbe far pensare a una normale sepoltura, ma in una posizione contorta. A favore delle scoperte di
Ragazzoni si espresse anche Armand de Quatrefages54.

54 Antropologo presso il Museo Nazionale d'Histoire Naturelle.

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Negli anni compresi tra il 1850 e il 1860, a Savona, una citt della Riviera, degli operai scoprirono sul fondo di un fosso, alla profondit di tre metri, uno scheletro dall'anatomia in tutto simile a quella umana attuale. Lo strato in cui si trovava tale scheletro risaliva a tre o quattro milioni di anni prima. Arthur Issel55 comunic i particolari del ritrovamento al congresso di antropologia e archeologia preistorica di Parigi del 1867, dichiarando che luomo di Savona era

contemporaneo degli strati in cui venne trovato. Al congresso di antropologia e


archeologia preistorica del 1871, padre Deo Gratias, studioso di paleontologia, spieg che nel momento del ritrovamento, lo scheletro

era atteggiato in una posizione distesa con le braccia protese in avanti, la testa leggermente ripiegata verso il basso e il torso pi in alto rispetto alle gambe, come un uomo immerso nell'acqua. Non logico pensare che un corpo possa essere sepolto in una posizione simile: infatti sembrava pi la posizione di un corpo in balia delle onde. Il fatto di aver trovato lo scheletro di fianco a una roccia entro lo strato di argilla rende possibile che sia stato sospinto dal moto ondoso contro questo ostacolo. E aggiunse: Se si fosse trattato di una sepoltura, ci si doveva aspettare di trovare gli strati superiori mescolati con quello inferiore.
55 Professore di Geologia allUniversit di Genova

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Gli strati superiori contengono sabbie di quarzite bianca. Il mescolamento avrebbe ottenuto il risultato si schiarire in maniera evidente una ristretta zona dell'argilla del Pliocene in effetto sufficiente a suscitare qualche dubbio tra i presenti circa la fondatezza di un'et cosi remota come quella che veniva attribuita al reperto. Le piccole come le grandi cavit delle ossa dell'uomo erano riempite dall'argilla ormai compatta del Pliocene. Ci si sarebbe potuto verificare soltanto ai tempi del Pliocene stesso, quando l'argilla aveva ancora la consistenza del fango.
L'uomo quindi potrebbe essere annegato durante il Pliocene, in quanto il sito era un tempo coperto dalle acque basse del litorale di un mare, come dimostrato dalla presenza di conchiglie fossili vicino allo scheletro. Nel decennio tra il 1880 e il 1890, il dipendente del Museo di La Plata Santiago Pozzi trov un atlante (la prima vertebra a partire dall'alto della colonna vertebrale) in una formazione sul monte Hermoso del primo Pliocene. All'epoca era ancora coperto dal caratteristico loess di un marrone giallastro della formazione montehermosana, risalente in un'epoca compresa fra i tre e i cinque milioni di anni fa. Quando il loess fu rimosso, gli esperti studiarono con cura il reperto:

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Florentino Ameghino56 attribu l'atlante a un antenato dell'uomo, simile a una scimmia identificandone delle caratteristiche a suo dire primitive; Ales Hrdlicka dimostr tuttavia in maniera convincente che la sua forma era, in effetti, molto attuale; per secondo lui questo bastava a recente, supponendo una specie dintrusione nello strato antico in cui si era rinvenuta la vertebra. Concludendo, pi di tre milioni di anni fa in Argentina vivevano esseri umani di tipo anatomicamente moderno, poich sullatlante ci sono i segni di essere stato totalmente incluso in sedimenti della formazione montehermosana.
Florentino Ameghino, paleontologo e direttore del Museo Nazionale di Buenos Aires.

Nel 1921, il curatore del museo di Miramar

56 Paleontologo e direttore del Museo Nazionale di Buenos Aires.

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Lorenzo Parodi rinvenne nella localit argentina una mandibola umana con due molari, in una formazione Chapadmalalan del tardo Pliocene: era incastra nella barranca (gola o canyon) a grande profondit negli strati Chapadmalalan, circa allo stesso livello del mare. La mandibola pertanto risalirebbe a circa due o tre milioni di anni fa. E. Boman57 diede per scontato che la natura pienamente umana del frammento di mandibola trovato a Miramar fosse da attribuire senza possibilit di equivoci a un'et recente. Ma ci non esclude affatto la possibilit che questo fossile dimostri la presenza di esseri umani completamente sviluppati nell'Argentina del Pliocene. Nel 1974, B.A. Wood, descrisse un astragalo (osso della caviglia) trovato al lago di Turkana, giacente tra il tufo KBS e il tufo Koobi Fora che si trova subito sopra. Egli confront l'astragalo fossile con quello degli esseri umani moderni, risultando conforme in tutte le sue misure. Questo reperto conta da un milione e mezzo a due milioni di anni, ed all'incirca contemporaneo a creature distinte con i nomi Australopithecus Robustus, Homo Erectus e Homo Habilis. Lesame di Wood mostr significative differenze con gli astragali degli attuali boscimani cos che questo frammento osseo potrebbe appartenere ad un umano

57 Antropologo presso il Museo Louvre di Parigi.

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dall'anatomia attuale vissuto Pleistocene o nel tardo Pliocene.

nel

primo

Nel 1932, Luois Leakey58 annunci delle importanti scoperte avvenute a Kanjera e a Kanam, nei pressi del lago Vittoria, in Kenya. Leakey visit Kanjera insieme a Donald McInnes59, trovando asce di pietra, un femore umano e dei frammenti di cinque crani (con una morfologia identica a quella degli uomini d'oggi). Gli strati che contenevano i fossili corrispondevano allo strato IV della Gola di Olduvai, quindi risalenti a un periodo compreso fra quattrocentomila e i settecentomila anni fa. Nello stesso anno a Kanam, un raccoglitore di nome Juma Gitau, mentre lavorava a pochi metri da Leakey (che aveva gi trovato alcuni rozzi utensili di pietra), estrasse un blocco di travertino60 e spaccandolo con un piccone vide sporgere un dente da un frammento della roccia. Dopo aver spaccato ulteriormente il travertino intorno al reperto di Gitau, gli studiosi si trovarono di fronte a un frammento di mandibola umana con due premolari. Leakey ritenne che tale mandibola fosse molto simile a quella di un Homo Sapiens e annunci la sua scoperta su Nature. Gli strati di Kanam risalgono al primo Pleistocene, due milioni di

58 Archeologo e antropologo inglese presso l'universit di Cambridge. 59 Paleontologo e assistente di Luois Leakey. 60 Deposito roccioso di carbonato di calcio.

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anni fa. Nel marzo del 1933, la sezione di biologia umana dell'Istituto reale di antropologia, sotto la presidenza di Sir Arthur Smith WoodWard61, si riun per prendere in esame le scoperte di Leakey, giungendo alle seguenti conclusioni: 1) Geologiche - I fossili umani di Kanjera e di Kanam erano contemporanei agli strati in cui giacevano al momento della scoperta. 2) Paleontologiche - Gli strati di Kanam appartenevano al primo Pleistocene, mentre quelli di Kanjera risalivano almeno al Pleistocene medio. 3) Archeologiche Utensili di pietra erano presenti negli stessi strati dei fossili umani di Kanam e Kanjera. 4) Anatomiche I crani e il femore di Kanjera non mostravano alcuna caratteristica in contrasto con quelle attribuite all'Homo Sapiens. Quanto alla mandibola di Kanam, gli esperti di anatomia dissero di trovarla insolita sotto qualche aspetto, ma non seppero indicare alcun particolare incompatibile col tipo Homo Sapiens. Il geologo Percy Boswell mise in discussione i ritrovamenti fatti da Lakey, dal momento che gli sembravano poco chiare le condizioni geologiche del sito di scavo. Sostenne che "gli strati argillosi trovati in quella localit hanno spesso subito molti sommovimenti e slittamenti", e che la mandibola di Kanam, pur
61 Paleontologo inglese dell'Universit di Stato del Minnesota.

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essendo stata trovata in una formazione appartenente al primo Pleistocene, poteva esservi entrata in qualche modo dall'alto per un crollo degli strati o attraverso un crepaccio. Leakey non accett questa interpretazione giacch non era suffragata da nessuna prova e replic: "Lo stato di conservazione del fossile [la mandibola] identico sotto ogni rispetto a quello dei fossili del basso (primo) Pleistocene trovati insieme ad esso". A sostegno di Leakey, una conferenza sponsorizzata dallUNESCO, tenutasi a Parigi nel 1979, vide i trecento delegati accettare allunanimit il fatto che i crani di Kanjera facessero parte del Pleistocene medio. Nel 1962, Philip Tobias disse che la mandibola di Kanam somigliava molto pi vicino da vicino a un'altra mandibola del tardo Pleistocene medio proveniente da Rabat, in Marocco, e alle mandibole del tardo Pleistocene medio quali quelle delle Caverne dei Focolari nel Sud Africa e di Dire Daua, in Etiopia. Secondo Tobias, queste mandibole mostravano caratteristiche neandertaliane. Accettando questa teoria ci si trova ancora in territorio minato, con i Neandertal nel primo Pleistocene, pi di un milione e novecentomila anni fa. Stando agli studi ufficiale questi ominidi comparvero poco pi di quattrocentomila anni fa e sopravvissero fino a trenta o quarantamila anni prima dell'epoca attuale.
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In figura sono delineate alcune mandibole trovate in diverse parti del mondo: si noti che il contorno della mandibola di Kanam (h) simile a quella dell'esemplare della Border Cave in Sud Africa (f) riconosciuto come Homo Sapiens Sapiens e a quella di un attuale indigeno sudafricano (g). Tutte e tre condividono due caratteristiche chiave del mento dell'uomo odierno, e cio una lieve rientranza nella parte alta e lo sporgere alla base. Concludendo, i crani di Kanjera, considerati attuali sotto il profilo anatomico, potrebbero avere quindi un'et equivalente a quella dello strato VI dell'Olduvai, compresa tra i quattrocentomila e i settecentomila anni. Invece per la mandibola di Kanam le condizioni tassonomiche sono incerte, tanto che molti ricercatori attuali hanno esitato a definirla attuale, sebbene questa classificazione non possa essere del tutto esclusa. Se risale addietro nel tempo quanto la fauna di Kanam, che pi remota dello strato I dell'Olduvai, allora la mandibola di Kanam supera il milione e novecentomila anni di et.

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I contorni delle mandibole mostrati qui sopra (senza alcun rapporto in scala) sono stati tratti da fotografie pubblicate, tranne per la a) e la g), ricavati da disegni: a)Australopithecus, Omo, Etiopia; b)Homo Erectus, Heidelberg (Mauer), Germania; c)primo Homo Sapiens, Arago, Francia; d)Neandertal, Shanidar, Iraq; e)Homo sapiens rhodesiensis ("neanderthaloide", secondo P.V.Tobias), Caverna dei Focolari, Sud Africa; f)Homo Sapiens Sapiens, Border Cave, Sudafrica; g)Homo Sapiens Sapiens, odierno indigeno sudafricano; h)Mandibola di Kanam.

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