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I FASCICOLI DEI DIOSCURI

RIVOLUZIONE TRADIZIONALE
ESOVVERSIONE
RIVISTA TRIMESTRALE DI STUDI TRADIZIONALI
3 Dcccmber MMDCCIL A.U.C.
Bona Dea
Dicembre 1996 e.v.
Stampata presso Tipolitografia 5M - Roma
Editrice THEMI
Chi nasconde la verit
complice del bugiardo
PRESENTAZIONE
Te difficolt economiche di cui i nostri lettori sono gi a conoscenza ci
Limpediscono di dar maggior spazio a questo numero conclusivo.
Tuttavia intendiamo colmare una grave lacuna, pubblicando l'ultimo fasci
colo del gruppo dei Dioscuri (cronologicamente il primo).
Riteniamo doveroso ed importante riproporlo perch nel corso degli anni so
no apparse riedizioni spurie nel contenuto e sicuramente manipolate "strategi
camente" con elementi atti a generare confusioni dottrinarie.
Restituiamo dunque questo testo all'intento originario convinti che possa es
sere, al di l del tempo trascorso, un chiaro orientamento a coloro che intendo
no sottrarsi alla sovversione mondiale in atto.
1
Vis etAmor
2
Perfetta vita e alto merlo in ciela...
Dante
RIVOLUZIONE TRADIZIONALE E SOVVERSIONE
D
a quando libert di stampa e democratizzazione della cultura hanno consentito, a
chiunque ne avesse la velleit, di diffondere le proprie idee, anche se infette e
contaminanti, la cacofonia delle idee profanatrici che sono alla radice del mondo moder
no si trasformata in un vero e proprio frastuono, tale da ottundere l'udito spirituale, se
fosse possibile, persino in coloro che lo posseggono per diritto di nascita. Tale apparente
stridore non tuttavia privo di un'interna finalit, al servizio della sovversione mondiale,
che non pu sfuggire a chi abbia lo sguardo sufficientemente esercitato. Quando si parla
di sovversione mondiale non occorre, e sarebbe grave errore farlo, pensare soltanto a dei
centri storici organizzati, a dei gruppi di uomini che, quasi dotati di facolt soprannatura
li, anche se negativamente orientate, siano coscienti dell'intero processo del divenire sto
rico e lo orientino lucidamente secondo finalit sovversive. Ragionare in tale modo signi
ficherebbe fermarsi a met strada, sostanzialmente sulla linea di una interpretazione pro
fana degli accadimenti storici, facendo per di pi il giuoco dell'avversario, il quale ha in
teresse a che gli sguardi di coloro che potrebbero resistergli, si ipnotizzino unicamente
su alcuni punti, irrigidendosi e perdendo la facolt di osservare attentamente l'insieme.
Certamente, occorre prestare la massima attenzione alle mosse di quelle organizzazioni
(es. massoneria, comunismo) che si sono dimostrate portatrici in alto grado di fermenti
disgregativi in senso antitradizionale. Tuttavia, l'uomo della Tradizione ben sa che la sce
na della storia non che un particolare luogo di scontro di due potenze trascendenti,
una luminosa e l'altra oscura, (i Deva e gli Asura della tradizione hind) per cui i rappre
sentanti umani delle correnti storiche sovversive non devono essere pensati tanto come
realmente "agenti", quanto piuttosto come in qualche modo "agiti" da parte delle forze
oscure che se ne servono. Tale non pu non essere la corretta impostazione dell'esame
degli accadimenti storici, se veramente ci si vuole chiamare, senza usare mezzi termini,
uomini della Tradizione. Riconosciuta la reale, effettiva esistenza del "non umano", oc
corre ricercarne le presenze dietro le quinte delle vicende umane, senza con ci abban
donarsi ad una sorta di fantastoria, ma affidandosi piuttosto alla guida di infallibili princi
pi spirituali, che consentano di individuare con chiarezza il senso ultimo dei multiformi
eventi storici. Si acquister allora, evitando ogni pericoloso irrigidimento, la facolt di
percepire l'azione della sovversione, ovunque essa si manifesti, seguendone freddamente
la contorte evoluzioni nel tempo e nello spazio. Tale facolt assolutamente necessaria a
chi milita sul fronte della Tradizione, in quanto gli consentir, oltre che riconoscere le
manovre del nemico nel suo campo, anche di smascherare ogni infiltrazione sovversiva
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all'interno delle proprie schiere, che soltanto passando inosservata pu esercitare la sua
azione nefasta.
L'uomo della Tradizione possiede, a guisa di confuciano "Asse che non vacilla", un si
curo criterio di verit, che gli consente di individuare la natura, luminosa od oscura, delle
forze in giuoco, a seconda che a detto Asse si adeguino oppure lo avversino. Tale crite
rio, tale "crivello" di verit, la divina trascendenza dello Spirito dell'Uomo e la conse
guente preminenza dell'Uomo sulla specie. Occorre affermare categoricamente che l'Uo
mo ha una potenzialit divina, in quanto una particolare manifestazione, su di un de
terminato piano di esistenza (quello soggetto alle condizioni dello spazio e del tempo)
dell'Assoluto metafisico, Pertanto, l'uomo potenzialmente suscettibile di una realizzazio
ne trascendente, cos come sussiste, ora e da sempre, "archetipicamcntc" conformato, on
de non abbisogna di alcuna evoluzione o progresso collettivi per ascendere spiritualmen
te o per giungere al punto in cui questa realizzazione trascendente diverrebbe possibile.
Certamente tale realizzazione stata sempre, specie nella sua pi alta forma di "Libera
zione", appannaggio di una lite molto ristretta, tuttavia tale possibilit sempre esistita,
come testimoniano le altissime figure di un Buddha, di un Plotino, di un Meister Eckhart,
ed esiste tuttora in embrione, anche se le condizioni negative dell'Et Oscura ne ostaco
lano in ogni modo la crescita. Ne consegue che il perseguire la realizzazione spirituale,
sia pure nel grado che la natura del singolo consente, e deve essere, senza scuse o ali
bi, il fine sommo di ogni esistenza umana costruttiva e deve essere altres in ogni modo
tutelato da ogni Civilt degna di tale nome, la quale pertanto non potr non collocare il
Sacro al vertice dei fini che si propone.
La presenza nell'uomo di una scintilla del Divino, superiore ed indipendente da ogni
realt di ordine naturale, e quindi incondizionata nei confronti di ogni e qualunque
processo di trasformazione della natura, rappresenta la pi sacra delle Verit conse
gnateci dalla Tradizione, ed sufficiente fare riferimento ad essa per riuscire a smasche
rare immediatamente l'intima natura, la segreta ragione d'essere della maggior parte delle
correnti di idee che i nostri contemporanei accettano senza reagire, con colpevole passi
vit. Cos, ci si appalesa subitamente la reale essenza di fenomeni quali la psicoanalisi, il
marxismo, il relativismo scientista, l'evoluzionismo, ecc.
Per delucid.re un poco il meccanismo di azione della sovversione ci limiteremo, a ti
tolo di esempio, dati i limiti imposti dal presente scritto, a fornire qualche accenno circa
l'efficacia, nel i-tondo contemporaneo, della suggestione evoluzionista.
Dal punto di vista strettamente scientifico-naturalistico, l'evoluzionismo o trasformi
smo, cio la teoria che afferma la derivazione diretta dell'uomo da specie animali inferio
ri preesistenti, sembrava un'ipotesi definitivamente in crisi, tanto che nel 1936 lo scienzia
to Paul Lemoine poteva scrivere nella Encyclopedie franaise (tomo V): "L'evoluzione
una sorta di dogma al quale i suoi sacerdoti non credono pi ma che conservano per il
popolo", mentre una altro scienziato, il Vialleton, dichiarava: "La parola Creazione deve
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riprendere il suo posto e sostituirsi ad Evoluzione, che non spiega niente" (L'Origine cles
tres vivant, Plon, pago 365. Ed. italiana: L'origine degli esseri viventi - L'illusione trasfor
mista, Milano, Soc. Ed. Libraria, 1935).
Tale era la situazione, quanto meno di crisi, dell'evoluzionismo, quando, in seguito ai
crolli spirituali succeduti al secondo conflitto mondiale, la sovversione ne effettu i! rilan
cio mondiale, impiegando su vasta scala una tecnica sinistra, e cio la cosiddetta stampa
di divulgazione scientifica, che consiste nell'esporre, in forma semplice e dogmatica, ac
cessibile anche alla comprensione di persone di cultura non specialistica, le peggiori de
viazioni dello scientismo moderno, senza nemmeno il beneficio della discussione critica, l,
che di norma accompagna le esposizioni pi serie di questa o quella teoria.
Tale campagna propagandistica bene orchestrata poteva tranquillamente scatenarsi,
malgrado non mancassero le voci di protesta di scienziati qualificati niente affatto dispo
sti ad accettare supinamente, senza reagire, il verbo evoluzionista. Scriveva infatti i! Dou
glas Dewar, a conclusione della sua magistrale e risolutiva opera "The transformist illusio
ne" (Dehoff Publications, Murfreesboro, Tennessee, 1957): "Nel 1921 Reinke scrisse:
l'unica affermazione, coerente con la sua dignit, che la scienza pu fare, dire che non
conosce alcunch a proposito dell'origine dell'uomo - Oggi, nel 1952, questa affermazio
ne cos vera come lo era quando Reinke la fece, ed os predire che sar altrettanto ve
ra nel 2002". Critiche gravi nei confronti dell'evoluzionismo venivano rivolte anche da al
tri scienziati. Ecco come si esprimeva, nei confronti del Neo-Lamarckismo (uno dei pila
stri dell'evoluzionismo) i! grande biologo jean Rostand: "Veramente, sarebbe tempo di ri
nunziare ad ogni illusione lamarckista e di finirla, una volta per tutte, con questo raccon
to di fate per persone adulte, che fa pensare alle famose - Histoires cornme a - di
Rudyard Kipling" (Iean Rostand, l'Evolution, Delpire, 1960 pagg. 80 e 83). Infine, non
pu tacersi quanto dichiarava 'i! chimico Robert E. D. Clark nel suo libro "Darwin - Prima
e dopo -" pubblicato nel 1948 e citato a pago Il del detto "Transorrnist Illusion". Il Clark,
evidenziando lo stridente contrasto della teoria evoluzionistica con la legge di entropia
(sulla quale si fondano tutte le scienze fisiche), misurante l'uniformit del processo di li
vellamento postulato dalla seconda legge della terrnodinamica, secondo cui l'Universo si
avvia progressivamente verso uno stato di paralisi, o morte termica (heath death), in cui
nessun evento potr pi aver luogo, scrive: "Se nelle epoche passate organismi complessi
si sono mai evoluti da altri pi semplici, tale processo ebbe luogo in contrasto con le leg
gi della natura e deve avere implicato ci che pu essere correttamente definito il - mira
coloso -". Ed oltre: "Guarda le difficolt direttamente in viso, e passa oltre! ... esattamen
te l'attitudine che molti moderni ancora adottano nei confronti dell'evoluzione. Interi libri
vengono scritti sull'argomento, nei quali i reali problemi implicati sono appena menzio
nati. La situazione poco lontana dal fantastico ed appare chiaro che una reazione pi
che doverosa".
Se tale la situazione della teoria evoluzionista, nei cui confronti una posizione di ri
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r fiuto imposta, a prescindere da altro, da semplici criteri di rigore scientifico, occorre
domandarsi perch tale aberrazione incontri tanto favore nel mondo contemporaneo, al
punto da aver fatto perfino breccia nel Cattolicesimo, famoso un tempo per la sua diffi
denza. E' noto, infatti, che lo scienziato gesuita Teilhard de Chardin ha fatto proprie le
pi grossolane tesi evoluzionistiche, con l'aggravante di averle rivestite di un alone di so
spetto misticismo e di averne improntato l'esposizione ad un falso entusiasmo da dispe
rati che, avendo perso la retta fede nella tradizione cui appartengono, tentano artificiosa
mente di fabbricarsene un surrogato.
Diceva il grande economista Maffeo Pantaleoni, nell'Introduzione al libro di Giovanni
Preziosi "Cooperativismo rosso - Piovra dello Stato" (Bari, Laterza, 1922) che il fatto che
le democrazie, con il suffragio universale, abbiano aperto le vie del potere alle masse, ha
lo stesso significato di una malaccorta aratura troppo profonda, che portasse a mischiarsi
allo strato superiore di fertile humus i sabbioni e le breccie del sottosuolo. Ci altret
tanto vero nel campo della cultura, ove la pesantezza davvero "tamasica" delle masse,
prive ormai della provvidenziale tutela che nelle Civilt tradizionali veniva esercitata dalle
lites sapienziali, le conduce ad assorbire con facilit gli esiziali fermenti pseudo-culturali
che la sovversione non cessa dal somministrare, secondo un piano le cui grandi linee
non possono sfuggire a chi abbia lo sguardo sufficientemente esercitato. Il pervenire del
le masse alla "cultura" ha come primo effetto la proiezione, nelle concezioni che ven
gono propalate, dei condizionamenti tipici delle masse stesse, prima fra tutti quella
che potrebbe definirsi una sorta di spontanea psicologia "gregaristica" (dal latino grex =
gregge).
Man mano che si discende dalla chiarit dell'lite all'inerte oscurit del sub-strato col
lettivistico dell'umanit, il tipo umahochesiincontra sempre meno--ca-pace e-propenso
"a porsi una problematica esistenziale individuale e si pensa invece come interamente
condizionato dai rapporti che intrattiene con i suoi simili e con l'ambiente che lo circon
da. Nel marxisrro, che pu definirsi la metafisica del plebeo, quanto sopra viene ampia
mente edanalitTcamente teorizzato, al punto chenegli agg-regati umani che si sono asso
ciati secondo la formula marxista, chi propugna una seria tematica esistenziale, esorbitan
te gli ortodossi schemi socio-economici, viene bollato quale antisociale, pericoloso out-si
der. A questo punto l'evoluzionismo viene perfettamente incontro a tali tendenze di mas
sa. Al posto dell'ardua costruzione di un personale, trascendente destino, ogni barlume
di autentica ansia metafisica, che eventualmente sussistesse ancora nell'essere umano,
viene pacificato con il dogma dell'immancabile, automatico ed irreversibile ascendere
dell'umanit, collettivamente considerata'!'. Cos la tendenza verso il sub-personale, mi
nacciosamente presente nell'uomo, che le Civilt tradizionali si erano sempre sforzate di
contenere, trova una formulazione pseudo-religiosa che cattura definitamente le forze an
cora suscettibili, malgrado tutto, di un orientamento verso l'Alto. Non sfugge, a chi si sia
in qualche modo occupato del mito evoluzionista, la carica di pseudo-religiosit che fini
sce quasi sempre con l'accompagnare le esposizioni che si promettevano scientifiche e
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distaccate. Segno certo, questo, che nel caso dell'evoluzionismo entra in giuoco una par
ticolare scelta, propria di un particolare tipo d'uomo; l2partenente morfologicamente agli
strati di--cuffu-raIT= ..
bresca da esso acqu.isito. Per la stessa ragione, -non pu in alcun modo stupire lo scorge
re unapesnte impronta evoluzionistica nella maggioranza delle correnti neo-spiritualisti
che mondomoderno, riconoscendovisi una volta di pi
che lerivoluzioni a
stesso come un valore autonomoe sviricolato nei confronti del "terreno" sociale
che l'ha generato. .
Come ogni voltafaccia nei confronti della cos anche
l'evoluzionismo, con l'apparente, mendace seduzione .di voler liberare l'uomo da trascen
denti preoccupazioni, comune del resto ad ogni forma di materialismo, lo espone imme
diatamente al pi tremendo dei pericoli. Se si cessa dal riconoscere nell'uomo (anche nel
pi abietto, come ha talvolta conclamato 1a Tradiz-ione hind) la presenzadi una scintilla
subit?,10. decade a livello di vile da plasmarsfscndoquanto
-parra opportunallaIdeologa dominante. Non a caso la trarinid inarx15t(i ha sem
pre intuito nell'evoluzionismolapresenza 'di un ed ancora
pi in-Sasso, segni fantastich'eriecli alcuni scientisti, che
farneticano di mutazioni biologiche da indurre artificialmente nell'essere umano, in guisa
da creare mostri dotati di super-cerebri, atti a competere con le invidiatissime calcolatrici
elettroniche.
Cos, le perversioni modernistiche traggono origine dal contatto sinergico di due
forze: l'opaca, tamasica pesantezza della massa e lo sfruttamento cosciente che di
tale tendenza fa la sovversione, avvalendosi di tutti gli strumenti di informazione che
la moderna tecnica le mette a disposizione. Come si detto all'inizio, .P discorsofattonei
confronti dell'evoluzionismopotrebbe essere ripetuto per altre aberrazioni (psicoanalisi,
scientista) tutte facentlparte--af unostessopianod attaccoall'au
rea catenadella Tradizione. Con I'cvoluzionismosi e' volutosoltanto indicare un panico
lare, significativo esempio, per poi risalire, dall'esempio, a considerazioni di carattere uni
versale ed affrontare il tema, di vitale interesse dottrinale e pratico, delle modalit di
Azione della Tradizione nei confronti delle manovre sovversive.
Succede spesso di avvertire, pressogliuomini della Tradizione, la presenza di una
sorta di angoscia della quantit. Questo sgomento deriva dal fatto che tali persone subi
scono, spessosenzaaverne coscienza, la suggestione materialistica del numero. La
constatazione che l'immensa maggioranza agli uominimoderni si fa trascinare supina
mente dalle varie mitologie sovversive, chela voce .. non appare niente
pi. di un sommesso richiamo, che ormai soltanto poche individualit particolarmente
induce.. a conclusioni di carattere pessimistico, ad
una sorta di scoramento che fiacca ogni energia ed inaridisce ogni entusiasmo.
. .- .. -_._------.- --._-_._--_._-_.----_.-----_.----
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Contro tale atteggiamento occorre, come primo rimedio, opporre la affermazione, ap
parentemente di una solare verit, e cio che gli uomini __Tradizione
portano la Destino Ineluttabile, Poich
coincidono, e poich di fuoridello__ v' nu11(;i , coloro che combattono la
'battaglia della Tradizione, e quindi dello Spirito, sfpongono all'ombra non di una ban
diera, ma dell'unica Bandiera degna di questo nome, le altre non essendo in realt che
miserabili stracci sventolati da larve. Gli unici, quindi, che dovrebbero provare sgolllent()
ed angoscia son,C) proprio coloro che} _in un modoo nell'altroIa in
quanto, con ci stesso,' SI sbarrano_ al reame della Verit per confinarsi nel sot
terraneo' notturno dominio delle ombre,
In secondo luogo, il potere del numero non che un'illusione, in quanto, persino
nell'ora di apparentetronfodellernasse, In realt sono invece ancora le
'stavolta non-pi luminose!__ 'che volgono la __ ruotadellastoria. Basta dare
-a sedicenti manipolata
attraverso i modemissimimezzi di informazione di massa, perconstatare come
ta libert conquistata dall'uomomoderno si riduca alla miserabile facolt di
.fra alternative gradteadunpadrone invisibile e potente, si chiami 'esso 'capi
tale o tecnocrazia, come avvienein Occidente, oppure burocraz-ia di partito altrove. Le
n1a?se, in fondo, per loro stessa natura rappresentano un passivo che soggiace all'azio
ne delle lites attive. Tuttavia, mentre nelle Civilt
sulle di rischiararne l'oscurit, consentendo loro, nei limiti del
possibile, la partecipazione ad un superiore mondo di luminosi valori, nell'epoca moder
na le lites della sovversione potenziano in ogni -modo il naturale impulso verso il basso
cui le masse naturalmente tendono.
Se vero, come vero, che le hanno una funzione la sto
ria si riduce all'effetto di scontri tra opposte ltes, luminose ed oscure. Si tratta per
tanto di una lotta tra opposte qualit e non tra qualit da una parte e quantit
dall'altra. Questo dovrebbe bastare, a coloro che hanno intelletto sufficiente, per capire
quali immense possibilit di successo possono dischiudersi al costituirsi di un elite tradi
zionale sapientemente strutturata ed agguerrita. Non si tratta pertanto, per una lite tradi
zionale, dicimentarsi con l'avversario sul piano dellaquantit, in quanto ci significhe
rebbe espor-si ad lin9-s1cura sconfitta, posto cheil mondo della quantit attualmente in
fluenzato-e-cr-olllTl1a!o dallasovversione, anche se sitratta di un domInio-che-,- essendo
IoridatOSllT-poiere dell'antitradizione, ha necessariamente un carattere precario e
transeunte.
Si tratta invecedi agire sulpiano dellaqualit, e poich Tradizione e Spirito coincido
no, ogni possibile azione- di una-elite tradizionale deve necessariamente fondarsi su di
un'intrinseca essepza spirituale. Poich l'agire spirituale eccellenza -statosempie
detto-un "Agire senza agire" su questopuntoche occorre un poco soffermarsi, prima
di trarre delleconclusionidi carattere pratico.
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senz(1 (letteralmente, dal implica l'idea di una azio
nechesi esplica mediante una irresistibile
f!lente,ben:siin virt di lIna naturale superiorjt. Il concetto occidentale forse pi vicino
del Motore Immobile di Aristotele. Ma forse,
per comprendere ci di cui si tratta, pi che acf1in-termine filosofico,---conviene riferirsi
all'immagine usata dall'Aligheri per designare la stessa realt, e cio "l'Amor__che
muoveIlSole altre si abbia cura di il da
"ogni sgnfcato passionale e psicologistico, per intenclerlo invece, come si conviene, qua
le Potenza per semplice pre
senzaxlic che veramente superiore, cos come un vero Capo di [1
__obbedito dai suoi. -Unsiffauo modo di agire eser
cita, unitamente all'effetto di attrarre, anche quello di orientare, improntando di s e con
ferendo quindi ogni forza che metteIn rnovimento. La sua azione pu
quindi esattamente essere paragonata a quella di un magnete in quantoanch'esso svol
ge la duplice funzione di attrarre-ed - ----
Trasferendosi tali significati nel concreto can1po dell'agire umano, chiaro che un
programma di deve necessariamente attuarsi mediante la pre
senza-di-un nucleoparticolarmente qualificato di persone e di idee capace di im
porsi per intrinseca superiorit e quindi di irraggiarsi vittoriosamente in ogni
campo, riconducendo a s dapprima soltanto i pi qualificati e coloro che cercano in
consciamente, senza trovarlo, un autentico Valore cui consacrare la propria esistenza, e
quindi le masse, sottratte alfine, per il loro stesso bene, al maleficio sovversivo.
Detto questo, si viene a toccare un punto particolarmente delicato. Si richiede, infatti, a
coloro che si rendono disponibili per una azione di ricostruzione tradizionale, di
il pregiudizio materialistico, abilmente insinuato dalla sovversione anche nell'animo dei mi
l'opera di espansione di un'Idea siano preventivamente peces
sari ecc .. Ci falso, in quanto la poten
za dell'Idea che finisce nel conferire, a coloro che ne sono portatori, quella Fortuna.Tn sen
col porre al loro servizio anchegli strumenti mate
riali di espansione. Affinch per l'Idea (in senso platonico, e non umanamente idealistico)
possa espandersi, occorre che essa cominci col porre radici profonde in un determinato
numero di uomini qualificati i quali hanno da costituire la prima lite dei portatori di Essa.
Come il lettore sagace avr gi intuito, il problema dell'azione tradizionale si traduce
in quello della Iormazionediun Ordine diuomini che sia qualche cosa di pi.. di un me
roschicrarnentopoliticoo ldeoTogic-():-Occ-orre -ckJChe-; -Si"formi
.negli -sre-ssl-quet1it che- i)"otrebbe definirsi una Weltanschauung creatrice, cio non
un'arida combinazione di concetti e di teorie, ma una "vlvldae"-v-lbfante-""v"isione del mon
do in grado di risvegliare, in chi l'abbia sufficientemente coltivata, un particolare ardore
dinamico e realizzatore.
Un _altro ostacolo che deve essere se si vuole procedere ad una rivoluzione
9
I
l
tradizionale, consiste nel disperato attaccamento, di natura passiva ed in fondo seritirnert__
tale, che alcuni nutrono verso forme storiche del passato.iancherecente. che,ltlffiisura
maggiore o minore, si sono __ Tale modo
di pensare facilmente riconoscibile perch si manifesta- improntato ad una sorta
di e di intima maliconia, accompagnantesi a considerazioni di
circa ogni possipJle di "una--az"ione
-iiaalzlona-Ie -nel mondomoderno. Nei che ma
scherare un interiore lassismo, cui serve di--iii5Iessendo molto pi comodo limitarsi a
rievocare nostalgicamente il passato, giustificando _5=0n l'ostilit _dei tempiogni __
debolezzae passivit. Chi scrive non ignora certo, n intende tac-ere, i pericoli e le diffi
colt designata come oscura dalla Sapienza tradizionale; ma anche
Verit tradizionale che proprio nella et oscura__vengonopreparati isemida __ sorger
l futuro, percu-r-maf,--nemffieno-ncll;epoca ferrea, --pazIone tra

Inoltre, nel detto atteggiamento passivo, vi un grave errore di prospettiva.
mo dellaTradizione, rivolgersi verso il12assato e non verso l'Alto _significherebbe voler
be-realTo Le forme
-'uri'-va1or-nenimiti rl"gorosl--ill cuoi -hanno attualizzato delle Verit tradizionali, al di l di
ci sussistendo soltanto caduche modalit temporali, destinate ad essere inghiottite dal
tempo. Ostinarsi in un disperato attaccamento a tali forme morte significa non avere
!! compreso la perenne attualit dci __ principi della Tradizione, che si prestano sempre ad
una formulazione originale, perfettamente aderenteaTkmpi, della quale costituiscono
l'intimaeperenne per questo che si preferisce parlare di Tra
dizione, anzich di Destra, risultando tale secondo termine troppo legato a vicende di ca
rattere temporale e richiamando esso, almeno nella accezione comune, volgari geometrie
parlamentari. Coloro che intendessero, malgrado tutto, continuare a parlare di Destra, an
che per il riferimento al significato di Rettitudine, in senso non moralistico bens metafisi
co che tale termine comporta, dovrebbero comunque sempre far seguire a tale sostantivo
l'aggettivo "tradizionale". Parimenti, l'azione tradizionale pu essere felicemente definita
come Rivoluzione tradizionale, perch ha lo scopo di ricondurre = (lat. "revolvere") il
mutcvole ccadiicriiorido delle vicende storiche ad orientafST-intomoalIl stabilit 'sovra
sensibile dell'Essere. Si dice Rivoluzione tradizionale e non conservatrice, perch in que
st'ultimo aggettivo risuona la stessa sfumatura, sopra denunciata, di una velleit di mante
nere forme storiche che gi hanno fatto il loro tempo, al punto che la parola Conserva
zione richiama subito alla mente l'idea di attaccamento a certi privilegi, anche soltanto
economici. Certamente. non v' in pratica alcun termine di cui non possa farsi un uso di
storto; tuttavia, si ritiene che il termine Tradizionale sia particolarmente protetto, perch
si riferisce all'idea dell'immutabile da un'epoca all'altra, soltanto dellepure
Essenze spirituali, senza ci-le--a-taIerrasmlssione si accompagni l'innaturale mantenimento
lt1vi"ia--dT--Yorme -storiche fatiscenti, anacronistiche ed ingombranti. Un'immagine plastica
di ci che qui si vuole intendere pu essere fornita dal Giappone anteguerra: un Impero
modernissimo, retto per al suo interno da una Dinastia di diritto divino ed animato da
una pura trascendente spiritualit Shinto-buddhista.
lO
__

In fondo, il vagheggiare forme sepolte nel passato non altro che sfaldamento lunare
e romantico, Lasciamoadun Gozzano i sospiri sulle cosechepotevano essere e non so
no state. Classico solare invece l'essere in grado di assumere in ogni tempo ogni
situazione, per- precaria,-- eviriIm-ent-e orientarla per quanto consentitoagli
..che nontramonta, con cui alcune Tradizioni hanno simboleggiato
la perenne luce
Non pu essere infine passato sotto silenzio un ulteriore errore, non privo di gravi
conseguenze, in C1Jj incorrono molte individualit della Destra, anche se tradizionalmente
orientate. Il discorso che fanno costoro all'incirca questo: non si pu sperare in alcun
successo finch tra noi sia sorto un Capo che ci guidi. Ora, a prescindere dal fatto che un
Capo non qualcosa che si debba attendere passivamente cos come si attende lo spun
tare di un fungo, si riscontra in tale atteggiamento lo stesso tentativo di creare un alibi al
la propria passivit, di cui si detto sopra. Dovrebbe essere chiaro, per chi fa dello Spiri
to il polo della propria esistenza, che ogni cosa accade soltanto quando ne sono state
create le premesse e pertanto che un vero Capo si manifesta soltanto quando vi un am
biente umano preparato a riceverlo. Cos C01TIe, nella via spirituale, detto che quando il
discepolo pronto, anche il Maestro pronto: un Capo non compare se i suoi seguaci
non sono in grado di meritarlo.
Quanto sopra dovrebbe bastare, per chi non soggiace alle suggestioni materialistiche,
a spronarlo ad impegnarsi senza indugi nell'opera di Rivoluzione tradizionale, con la
chiara consapevolezza che, cos facendo, proprizia nell'unico modo possibile l'avvento di
un vero Capo.
Deve essere inoltre detto che, per un Ordine tradizionale, personalit di eccezione, se
comunque sempre auspicabili, non sono di rigore indispensabili. L'uomo della Tradi
zione possiede per definizione qualcosa di pi prezioso di una guida umana singola, per
quanto dotata: un patrimonio dottrinale, dal quale pu desumere le modalit di enuclea
zione di una lite, con al vertice un Primus inter Pares, perpetuamente rinnovantesi,
non soggetto alla tragica irrepetibilit del caso singolo. Non questa l'occasione
per trattare pi ampiamente tale argomento. Tuttavia, a coloro che desiderassero una in
dicazione concreta, si potrebbe fare l'esempio dell'elezione del Gran Maestro nell'Ordine
dei Templari.
L'accenno al patrimonio dottrinale che l'uomo della Tradizione ha sempre posseduto
ed in qualche modo ancora possiede, ci conduce alle considerazioni conclusive ed in
qualche modo fondamentali del presente scritto, e cio a parlare delle direttive pratiche
da seguire per una ricostruzione tradizionale.
Innanzitutto assolutamente necessario e fondamentale, per chi si batte per la Ri
voluzione Tradizionale, di procedere su se stesso a quell"'opus remotionis" di cui scrive
Julius Evola nella conclusione dell'opera "Rivolta contro il mondo moderno" (Ed. 1969).
Il
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Occorre procedere con chirurgica determinazione a purificare la propria mente
da ogni idea, concezione, inclinazione che abbia le sue radici nel mondo moderno, e
poich in sostanza tale mondo non che il prodotto dell'azione delle due caste pi bas
se, purificarla da ogni idea, concezione, inclinazione che abbia, in modo manifesto od
occulto, una origine borghese o proletaria. Tale risultato pu raggiungersi soltanto me
diante un severo ed instancabile approfondimento, secondo le capacit di ognuno,
delle dottrine tradizionali. N si pensi che ci rappresenterebbe qualcosa di simile ad un
vano studio intellettualistico di tipo moderno. Si tratta, al contrario, non di semplice cul
tura nel senso moderno e depotenziato del termine, ma, conformemente al vero signifi
cato di tale parola (dal latino colere, coltivare), di una vera e propria "coltura" del
campo dell'anima, volta a prepararla ad accogliere il seme di pi alte conoscenze, se
condo il chiaro simbolismo agricolo delle antichissime tradizioni sapienziali italiche.
Il primo, pi immediato risultato che si otterrebbe da un simile lavoro sarebbe di ve
nire liberati di un tratto da molti falsi problemi, propri del mondo moderno, e che spesso
l'uomo della Tradizione assume, consciamente od inconsciamente, come propri. Cos,
per fare un esempio importante, si svuoterebbe immediatamente di contenuto la contrap
posizione fra borghesia e proletariato, riducendosi alle sue vere dimensioni di oscura
diatriba tra le due caste inferiori, cui venuta a mancare la guida delle caste pi alte.
Infatti, soltanto per le caste inferiori, mercantile e proletaria, il problema della distribuzio
ne dei beni economici pu acutizzarsi al punto da degenerare in lotta di classe. A coloro
che aspirano ad un pi alto, luminoso dominio, deve invece essere proposta come pietra
di paragone, necessaria e sufficiente a verificare la purezza della loro vocazione, l'ideale
di Nietzsche di "una casta superiore, distinguendosi per la sua assenza di bisogni: dun
que pi povera e pi semplice, ma in possesso della potenza". Occorre, in altre parole,
con lo studio delle dottrine tradizionali, mettere alla prova se stessi ed esaminare fred
damente fino a che punto si inquinati da idee di estrazione proletaria o, come pi
facilmente ed insidiosamente avviene, di estrazione borghese. noto infatti che la mag
gioranza delle impostazioni dottrinali e delle soluzioni proposte dall'attuale sedicente de
stra non oltrepassano i limiti di una scialba filosofia da benpensanti, senza alcun superio
re riferimento.
Portando avanti il detto "opus remotionis", rimuovendo dalla propria mente ogni sco
ria di ideologie moderne, si andrebbe ad acquistare una nuova sensibilit, una nuova,
spontanea reattivit alle suggestioni sovversive, anche se abilmente mascherate, come
spesso accade. Cos, gli uni riconoscerebbero intuitivamente gli altri, e, al di l di trascu
rabili divergenze dovute alle singole equazioni personali, si cementerebbe quell'unit de
gli Uomini della Tradizione, costituente di per se stessa una forza reale. Formatosi il bloc
co dei migliori, intorno ad esso si stratificherebbero progressivamente tutti coloro, e sono
moltissimi, che nel mondo moderno cercano un Centro che esso, per definizione, non
pu dare. A tale Centro di verticale, intransigente Tradizionalismo, attingerebbero ispira
zione esperti di singole discipline,. scientifiche, umanistiche e sociali, che nelle loro for
mulazioni si ispirerebbero alle dottrine tradizionali, con la conseguente formazione di tut
to un "corpus" sano, non inquinato, di orientamenti e soluzioni teorici e concreti che
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rappresenterebbe l'unica vera e possibile alternativa alle distruzioni operate dalla sovver
sione. Inoltre, gli uomini d'azione troverebbero in tale Centro una guida sicura a che il
loro agire, pur se rettamente intenzionato, non venga strada facendo deviato verso gli
oscuri vicoli ciechi delle soluzioni proposte dalla politica contemporanea.
N si pensi alla formazione di un Centro di pensiero tradizionale come a qualcosa di
astratto, in quanto ci significherebbe ricadere nel pregiudizio materialistico che ricondu
ce le cause degli eventi unicamente a fenomeni di carattere naturale. A tale ottusa conce
zione, noi opponiamo risolutamente lo insegnamento secondo cui ogni pensiero viven
te un mondo in preparazione e ogni atto reale un pensiero manifestato.
Per color poi che dubitassero degli effetti catartici dello studio delle Dottrine tradizio
nali, ricordiamo che, nell'Induismo, la meditazione su temi di carattere sapienziale costi
tuisce una delle modalit con cui si esercita dharana (meditazione), che a sua volta uno
degli strumenti di trasformazione in senso spirituale dell'essere umano.
A questo punto, poich questo scritto, pur se si rivolge in generale a tutti, destinato
in particolare ai militanti della tradizione, dobbiamo a questi dire specificamente quanto
segue. Abbiamo sempre dichiarato di volere ispirare la nostra azione agli insegnamenti di
un Maestro del pensiero tradizionale, julius Evola. Al riguardo occorre onestamente do
mandarci: fino a che punto ci stato una realt? Se vogliamo essere duramente sinceri
con noi stessi, dobbiamo rispondere che ci avvenuto in limiti assai ristretti e del tutto
inadeguati alle reali nostre possibilit. Moltissimi di noi riconoscono il valore dell'opera
di questo Autore, ma spesso ci fanno quasi in una sorta di torpore intellettuale come se
non realizzassero appieno l'immensa carica tradizionalmente rivoluzionaria e dinamizzan
te contenuta nelle sue opere, le uniche, e ci va detto a voce alta per risvegliare i dor
mienti, che forniscano alla condizione precaria dell'uomo moderno il punto di appoggio
e gli strumenti per risollevarsi. Quanti di noi hanno compreso che la rivolta spirituale
contenuta in tali opere di un tale radicalismo e di una tale intransigente audacia da de
gradare, al confronto, al livello di piatti conformisti a mala pena insoddisfatti tutti i cosid
detti contestatori oggi di moda, a cominciare dallo scialbo Marcuse? Chi ha avuto la lun
gimiranza di comprendere che l'apparire di scritti come quelli dell'Evola segna il tramon
to della egemonia della mediocrit civilizzata che da secoli appesta con le sue concezioni
mutile e soffocanti l'atmosfera spirituale di Europa e del mondo? Che soltanto per coloro
che ne impugnano i principi come una spada pu sussistere un Avvenire al di l dei
crolli di questo mondo senescente? Lasciamo al lettore di buona fede la risposta a questi
interrogativi e le conclusioni da trarne. Non nostra abitudine soffermarci sul passato,
che pi non ci appartiene, bens di rivolgerei al presente, l'unico su cui sia essenziale
avere un potere. Per il futuro necessario che le opere dell'Evola, da non assimilarsi in
nessun caso a quelle di un semplice scrittore politico, per quanto in regola con una vera
Destra, divengano oggetto di attenti studi e meditazione, sia al livello dei singoli, che a
quello di gruppi, da costituirsi in ogni centro, dandosi particolare e primario rilievo
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all'opera fondamentale "Rivolta contro il mondo moderno". Si parlato sopra intenzio
nalmente anche di "gruppi" perch chi scrive ritiene che lo studio in comune, sviluppan
dosi con il reciproco controllo critico dei presenti, consenta una assimilazione pi consa
pevole ed equilibrata delle dottrine esposte. Poich inoltre le Dottrine tradizionali in nes
sun modo e per nessun motivo possono essere assimilate ad una qualsiasi ideologia pro
fana, sempre contraddistinta da uno spirito ottusamente sistematico e chiuso, lo studio
meditato delle opere dell'Evola non deve in nessun caso tradursi in una sorta di passivo
indottrinamento, ben potendo - cos come giustamente concludeva Adriano Romualdi al
termine del suo scritto "Julius Evola: l'uomo e l'opera" (G. Volpe editore, Roma) - le ope
re dell'Evola essere "criticamente ripensate".
A tale scopo potr essere utile integrare lo studio dell'Evola con quello di altri impor
tanti Autori di intonazione variamente tradizionale, quali Ren Gunon, Titus Burckhardt,
George Dumzil, Mircea Eliade, ecc.. Occorre per sottolineare, nel modo pi categorico,
che le opere dell'Evola, oltre a contenere la formulazione primaria, pi importante ed in
sostituibile delle Dottrine Tradizionali, sono le uniche in cui all'esposizione dei principi si
accompagna l'indicazione concreta delle modalit di azione tradizionale necessarie all'at
tualizzazione di tali principi nel mondo del divenire storico, sino alla realizzazione di tali
principi nel mondo del divenire storico, sino alla realizzazione di uno Stato Organico, se
condo una precisa vocazione da dirsi originariamente ed inconfondibilmente romana.
noto infatti che tra i meriti dell'Evola vi anche quello di avere rammentato il destino di
Roma quale portatrice dell'Idea dell'Impero Sacro Universale e di avere tratto da tale ve
rit le necessarie conseguenze in ordine alle idee-forza che devono essere mobilitate per
una vera rivoluzione tradizionale. Cos facendo, pur restando preminente, nel nostro mo
vimento, il riferimento alla Tradizione secondo le indicazioni fornite da julius Evola, lo
studio approfondito degli altri Autori della scuola tradizionale eviter di ripetere, nei con
fronti dell'Evola, l'errore - a suo tempo dall'Evola stesso denunciato - in cui sono incorsi,
nei confronti del Gunon, alcuni tradizionalisti di formazione gunoniana, i quali' si sono
dati ad una sorta di commentario pedissequamente scolastico dell'opera del grande tradi
zionalista francese.
Da quanto si finora detto, il lettore pu gi trarre la conclusione cui si vuole giunge
re: spetta a gente nuova la missione di costituire il primo nucleo effettivo del det
to Centro Tradizionale, il quale, in un secondo tempo, dovr a sua volta divenire il
centro propulsore e coordinatore di uno schieramento sempre pi esteso. Il presupposto
di una tale azione, lo si gi detto, consiste in una chiarificazione dottrinale del no
stro Movimento in senso radicalmente tradizionale.
Al momento opportuno, se e quando tale obiettivo sar raggiunto, e cio quando si
sar costituito un insieme di individualit in grado di far fronte, per numero e qualit, ai bi
sogni di un'azione espansiva, verranno date le direttive pratiche ed anche disciplinari a che
tale espansione sia possibile. Come si vede, tutto dipende dalla misura in cui ciascuno di
noi sapr impegnarsi, nella misura delle proprie capacit e conforme alle proprie attitudini,
a che il nostro movimento tenda a manifestare quell'Ordine di cui fatale la comparsa.
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Poich l'autocritica non l'hanno inventata i marxisti, occorre ammettere che la manca
ta qualificazione del nostro movimento in senso decisamente tradizionale stata la causa
per cui diverse individualit, anche di notevole rilievo, che per qualche tempo sono state
con noi, hanno poi preferito orientarsi altrove, anche se le loro scelte le hanno condotte
in direzioni estremamente problematiche, per non dire senza via d'uscita. Si presenta
pertanto a proposito un breve cenno sui pericoli che incontra colui che ha aderito, per
un verso o per l'altro, ad una Weltanschauung di carattere tradizionale.
Uno di tali pericoli consiste in un ricollegamento passivo alla Chiesa Cattolica. In pro
posito occorre affermare nel modo pi netto che, qualunque sia l'atteggiamento persona
le che si voglia prendere dinanzi alla Chiesa, resta il fatto che essa soltanto una orga
nizzazione religiosa di tipo devozionale, oggi addirittura a sfondo moralistico sociale.
Contro tale verit nulla possono le operazioni da Procuste di coloro che, avendo attraver
sato una fase di adesione alla Tradizione ed essendosi poi ricollegati alla Chiesa Cattoli
ca, per il motivo di trovarvi sostegno e protezione si sforzano, per cercasi un alibi e far
tacere in loro la voce che reclama una Verit pi alta, di negare addirittura la realt
dell'esoterismo, i cui inconfondibili lineamenti si sforzano di circoscrivere a questo o
quell'aspetto della religione cristiana.
Un altro pericolo consiste nel collegamento alla Massoneria. Alcuni tradizionalisti di
indubbio valore, interpretando in modo passivamente letterale, e non alla luce dello spi
rito dell'intera sua opera, alcuni passi del grande Autore tradizionalista Ren Gunon, se
dotti dalle crepuscolari vestigia di simbolismo tradizionale che ancora sussistono nella
Massoneria, hanno fatto imprudente adesione a tale setta e, giuocando allo esoterismo
con grembiule e maglietta, confidano di aver ricevuto una iniziazione virtuale che al mo
mento opportuno (campa cavallo...) dovrebbe dare i suoi frutti. Costoro sembrano essersi
colpevolmente dimenticati del ruolo di importanza spesso determinante che da almeno
due secoli a questa parte la Massoneria ha svolto e svolge tuttora in ogni azione di carat
tere antitradizionale e sovversivo, nonch dello psichismo particolarmente inquinato e
pericoloso che assorbono, certo non "virtualmente", frequentando le Logge. Tuttavia, i ri
sultati della loro scelta interessano in fondo solo loro. A noi interessa soltanto mettere in
guardia chi abituato a tenere gli occhi aperti, affinch non cada negli stessi errori.
Dal canto nostro noi dobbiamo guardarci, come si detto e si ripete, dal circoscrivere
i nostri interessi ed i nostri convincimenti all'orizzonte limitato, anche se nobile, della De
stra politica europea. Senza rinnegamenti di sorta, noi dobbiamo per trovare l'energia
virile di sollevarei ad una Visione del Mondo pi augusta ed universale, non soggetta alle
mutevoli vicende del tempo e dello spazio e, alla luce di essa, discriminare quanto nel
nostro passato pot esservi di conforme a tale Visione, lasciando cadere il resto come
forma storica caduca. Se avremo la forza di fare tanto, acquisteremo anche la certezza di
batterci, col nostro insostituibile patrimonio di energie e di entusiasmo, per una "luce"
che non conosce tramonti.
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Infine, un avvertimento doveroso: coloro che giungono a conoscere le dottrine tradi
zionali, vengono anche a sapere della possibile trasformazione dell'uomo in senso spiri
tuale.
Ci non deve suscitare facili e pericolose illusioni. In tale dominio, di mille che cerca
no, uno trova e di mille che trovano, uno realizza. Per la maggioranza delle individualit,
anche se rettamente orientante, vige la "legge" che allo spirito ci si avvicina in modo in
diretto, pi per partecipazione che per realizzazione diretta. Non si pu pertanto, in que
sta sede, non sconsigliare chiunque, e specialmente i pi giovani, dall'intraprendere sen
za guida iniziative autonome di avventurose ricerche spirituali, avvalendosi magari di
quelle pseudo tecniche di realizzazione spirituale di cui la sovversione, per mezzo del
c.d. neospiritualismo, ha sparso in questo secolo ampie informazioni ovunque. In propo
sito e su argomenti connessi si legga la fondamentale opera di Ren Gunon "Il Regno
della Quantit e i Segni dei Tempi".
Se quanto abbiamo esposto risulta chiaro e se, in conseguenza di esso, si formato o
rafforzato nel lettore il convincimento che non pu esservi Autorit legittima se al potere
politico non connessa anche una qualit sacrale, non possiamo che concludere con la
esortazione del nostro Dante che suona altres come un fausto augurio: "Congiungasi la
filosofica autoritade con la imperiale, a bene e perfettamente reggere", ove l'agget
tivo "filosofica" sta a designare una superiore, pi che umana "Sapienza".
(l) Il Marxismo l'oppio dei popoli
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RIVISTATRIMESTRALE DI STlJDI TRADIZIONALI
Registrazione n. 273 del 20/6/94 presso il Tribunale di Roma
Direzione, redazione ed amministrazione:
P.zza dei Condottieri, 30 - 00176 Roma
Per i versamenti servirsi del C.C./P n. 71236004
intestato a "MOS MAIORUM" (specificare la causale del versamento)
Supplemento a MOS MAIORUM n. 4 anno II