Sei sulla pagina 1di 3

"La fattoria degli animali", George Orwell

Gli eventi: Ogni evento narrato nella favola rappresenta un preciso evento storico. La Rivoluzione degli animali e la cacciata di Jones rappresentano la Rivoluzione Russa del 1917 e il rovesciamento dello Zar. Il conflitto tra Napoleon e Palla di Neve riguardo all estensione della rivoluzione alle altre fattorie rappresenta il conflitto tra Trotzkij, che voleva esportare la Rivoluzione fuori dalla Russia, e Stalin, che invece sosteneva la teoria delSocialismo in un solo paese. Il mulino a vento invece rappresenta l'industrializzazione, e il conflitto tra i due maiali riguardo alla sua costruzione simboleggia il conflitto tra Trotzkij, che sosteneva l'industrializzazione della Russia, e Stalin, che al contrario puntava sullo sviluppo agricolo. La Battaglia del Chiuso delle Vacche rappresenta la guerra civile che oppose i bolscevichi alle armate bianche controrivoluzionarie (aiutate dalla Gran Bretagna e dalla Francia proprio come le fattorie vicine aiutano Jones) che si concluse nel 1920 con la vittoria dei bolscevichi. La vendita del legname a Frederick rappresenta il Patto Molotov-Ribbentrop del 1939, il tradimento di Frederick, che paga i maiali con denaro falso e poi attacca la fattoria, rappresenta il tradimento dell'alleanza da parte di Hitler, che attacc la Russia nel 1941 lanciando l'Operazione Barbarossa. La progressiva corruzione dei maiali e lo stravolgimento dei comandamenti rappresentano la deriva verso un dispotismo tirannico a cui and incontro la Russia sotto il regime di Stalin. I temi Rivoluzione e corruzione. L'Animalismo, la dottrina rivoluzionaria adottata dagli animali, basata sugli insegnamenti del Vecchio Maggiore come il Comunismo basato sugli insegnamenti di Karl Marx. A causa dei suoi riferimenti precisi La fattoria degli animali stata spesso considerata una satira nei confronti del solo Comunismo Sovietico. Alcuni vi riescono leggere, tuttavia, anche tratti distintivi di altri regimi: si distinguono particolarmente i tratti eziologici della nascita della corruzione e del perseguimento di interessi personali da parte dei detentori del potere in seguito al raggiungimento del medesimo. Secondo una lettura critica dell'Ideologia Comunista, il Vecchio Maggiore, nonostante le buone intenzioni, non capisce un elemento cruciale: convinto che le sue idee siano valide e moralmente elevate, e che la declinazione operata sia solo attribuibile agli individui corrotti che troveranno comunque il modo di piegarle ai loro scopi. Mentre per chi opera questa critica vero l'esatto contrario: il finale gi tutto contenuto nelle premesse e non esisterebbero un comunismo vero e uno ideale. Secondo costoro l'unico esempio di Comunismo stato lo Stalinismo, mentre, secondo altri, esistono esempi diversi di Comunismo. La corruzione evidente attraverso la modifica dei comandamenti: l'unico rimasto, totalmente stravolto, mostra quanto elitari siano diventati i maiali, e come gli ideali dell'Animalismo appartengano ormai al passato. Il messaggio Il messaggio della favola, la sua morale, che qualunque rivoluzione che si proponga di instaurare un'utopia destinata a fallire e a trasformarsi in tragedia, simile ad una distopia. Infatti, tutto il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe in modo assoluto.

"La fattoria degli animali", George Orwell - Apologia del potere


Alcuni sostengono che le cose non accadano mai per caso. Potrei essere anche sommariamente d'accordo con questa tesi e, teoricamente, potrei dire che, a me, avviene con i libri e con le citazioni. In un momento come questo, dove la discussione politica e giornalistica e' all'apice della totale autodistruzione, a me capitata in mano "La fattoria degli animali" di Orwell. Non che rifugga dal contenzioso sull'ideologia ma trovo che, spesso, da un lato o all'altro, come sostiene Orwell, pur di portare l'acqua al mulino della nostra causa, si tralasci quel che di brutto c'e' o c'e' stato in passato. C'e' una sorta di corsa al proselitismo e da qualsiasi parte ci si trovi si deve far numero gli uni con gli altri, si deve per forza accettare tutte le tesi e non si deve mai dire "ma". Cosi' avviene anche alla "Fattoria degli animali" ex "Fattoria Padronale" dove, innamorati dalla visione del vecchio maiale saggio chiamato "il Generale" su un mondo migliore e piu' libero per tutti, gli animali si ribellino al giogo umano per riprendere pieno possesso della propria vita. Quel che e' straordinariamente attuale, in questo racconto, e' la caratterizzazione della presa di potere. Ovvero il passaggio da schiavi alla ribellione ad una nuova forma di schiavit ovvero quella autonoma dove si e' schiavi ma convinti di essere liberi. Si potrebbe affrontare questo libro da piu' punti di vista i principali potrebbero essere suddivisi in due categorie o l'analisi della "presa di potere" oppure l'analisi del "valore della massa". Se da un lato la presa del potere ai giorni nostri alla merc dell'informazione al contempo il valore della massa, in una societ che l'informazione stessa, continua ad avvicinarsi pericolosamente allo zero assoluto. Mi spiego meglio, se da situazioni di totalitarismo come quelle che hanno caratterizzato la prima met del '900, dove non c'era libert di parola e pensiero e quindi l'adesione era presa come stato di fatto, oggi, con l'avvento della tanto agognata democrazia, dalla meta' del '900 in poi, si assiste ad una anestetizzazione del valore di libert di pensiero a favore non delle convinzioni dell'unita' che compone la massa ma dell'adesione di gruppo al pensiero altrui. E in effetti questa e' la nuova forma di schiavit moderna: la delega. Orwell, quindi, d una sua descrizione della presa di potere alquanto attuale descrivendone i passaggi graduali, fatti di condivisione delle motivazioni della massa che decide di cambiare modello di vita e mano a mano va ad incidere nelle classi sociali che tendono a delegare, vuoi per ignoranza e vuoi per pigrizia, il proprio pensiero o i problemi comuni lasciandoli ad altri. Cos se la tentazione di colui che detiene man mano pi potere e' pericolosa ma al contempo vizio connaturato alla natura mortale dell'uomo, la delega arriva a detenere un valore maggiormente condannabile. E l'informazione ne diviene l'oscuro manipolatore ad esempio smussando il valore di una legge assoluta, che passa da "Nessun animale uccider un altro animale" a "Nessun animale uccider un altro animale senza motivo", adeguandola cos alle necessit de momento. O anche lavorando e influendo sulla massa ritenuta pi ignorante, per cultura o per povert di pensiero, proponendo modelli che siano comprensibili e facilmente replicabili all'occorrenza, ripetitivi che rimangano ben impressi nella mente di coloro che devo portare il verbo come avviene con le pecore e il loro fastidioso ritornello "quattro gambe buono, due gambe cattivo!". Questi modelli, per, oltre a non essere risolutivi per il potere cui devono asservirsi, perch chi appartiene a questa categoria non e' in grado di andare oltre la lezione insegnata e quindi pu solo rumoreggiare ma non far nuovi proseliti, sono autodistruttivi nel momento in cui il potere vacilla perch, se e' facile il primo

addestramento, l'inversione di marcia richiede motivazioni credibili e se, nella "Fattoria" basta il cantastorie del potere, oggi, nella situazione odierna, l'informazione che pu contare sull'enorme volume di notizie condivise e condivisibili che fanno si che un articolo sia gi vecchio prima di uscire e che al contempo sia "dimenticabile", deve comunque scontrarsi con chi dall'altro lato confida invece nella continua sobillazione delle masse con modelli pi appetibili per accaparrarsi nuovi seguaci. Quel che Orwell non affronta, ma a cui nemmeno accenna una soluzione o anche una riflessione su che cosa sia meglio, il totalitarismo o la democrazia? Quando e come agire sulla forma di democrazia perch essa nella sua naturale evoluzione non divenga un totalitarismo travestito da repubblica? Dove riconoscere la voce contrastante che porti per ad una evoluzione e non sia solo forma di trasporto da una forma di schiavit all'altra? L'adesione ad un movimento deve per forza essere assoluta e asservita o sempre necessario mantenere la propria identit anche quando questa potrebbe andare a scapito dell'obiettivo finale e far vacillare il potere stesso? E' meglio una legislazione con valore assoluto che commetter comunque qualche ingiustizia? Oppure una pi aperta, smussata nei suoi valori assoluti, ma che lascia spazio alla natura "furba" dell'uomo che profitta di ogni occasione gli venga a portata di mano? Sono concetti che vengono aperti ma non svolti in questo racconto. Si prendono come dato di fatto e non si va oltre ed e' in questo adeguamento a favore della storia che Orwell commette un errore. In questo racconto infatti esistono tre categorie di personaggi "pi uno" della vita moderna: i furbi (individuati dall'intelligenza) il popolo (individuato dall'ignoranza intesa come non conoscenza o fatica di apprendimento) l'informazione che fa da congiunzione ai due mondi. Nella vita reale un valore cos assoluto non esiste. Non tutti coloro che hanno la conoscenza sono liberi dal proselitismo strisciante e succube ed e' altres vero che nel popolo non tutti sono asserviti. C' anche una sostanziosa fetta di appartenenti a quel "pi uno" che nel racconto e' ironicamente rappresentato dall'asino che impara, che sa, conosce, vede e ricorda ma se anche asseconda, non totalmente, il potere imposto ne registra al contempo i movimenti e gli errori, nonch le fandonie ma rifiuta di divenire forza di contrasto. Si potrebbe pensare anche qui in un atto di pigrizia. Ma, in effetti, e' solo un metodo attuato molti, con pensieri discordanti dalla massa di evitare il confronto teorico quando si sa bene che la massa asservita o la tendenza che ti circonda e' satura di informazioni pre-confezionate e si rischia di sentirsi ripetere a domande o riflessioni pi e pi volte con la stessa nenia come avviene con le pecore "quattro gambe buono, due gambe cattivo!".

Altro aspetto vincente di questo racconto e' rappresentato dalla descrizione del ruolo dell'informazione. Quella che utilizza la buona oratoria per distorcere, modificare anche il comune ricordo. E mentre al nostri giorni, l'informazione sembra dover essere battente e urlata nella "Fattoria" basta che sia diffusa. Non importa che essa sia compresa appieno, anzi questa e' la condizione auspicata, perch se non siamo padroni di quel che ci dicono, domani, quel che abbiamo mancato di capire oggi, avr un'altra forma o altri significati che ci si fa notare forse nella volta precedente non avevamo afferrato. Oggi, invece, l'oratoria e' andata a farsi benedire e anche la scrittura ha lasciato il passo all'urlato e al mero attacco, tralasciando il fatto che l'obiettivo del giornalista non dovrebbe essere chi sta attaccando, ma chi legge.

Era un libro che, all'epoca avevo marchiato come noioso, ma che con il tempo l'esperienza e forse anche l'attualit presente sui giornali, riviste,tv, radio e libri ha assunto significati nuovi.