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I Vichinghi in Groenlandia e in Nordamerica


di Marco Zagni - 12/12/2008 Fonte: centrostudilaruna [scheda fonte]

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La storia che stiamo per raccontare, come si sa, non ha mai avuto vita facile nel nostro Paese dato che, campanilisti come siamo e come naturale, dalle nostre parti si fatto sempre e letteralmente di tutto per farci dimenticare che invece sono circa quarantanni che la faccenda in questione stata dimostrata nel modo pi completo. Chi scrive ha gi da tempo compiuto due lunghi viaggi in Canada e pu confermare senza ombra di dubbio che tali avvenimenti sono da decenni materia di insegnamento nelle scuole elementari di quellimmensa nazione. In effetti proprio cos: dai primi anni sessanta che larcheologo norvegese Helge Ingstad (con 5 spedizioni archeologiche, fino al 1965) riusc efficacemente a dimostrare che resti di insediamenti vichinghi datati intorno allanno mille esistevano realmente lungo la costa nordamericana e in Canada. E pertanto quasi 500 anni prima di Cristoforo Colombo, degli Europei avevano raggiunto lAmerica. Di fatto per risult anche che gli esploratori nordici, da un certo punto di vista, non si erano nemmeno accorti della grande scoperta che avevano fatto. Come in tante altre occasioni nella storia avventurosa dellesplorazione , tutto era avvenuto praticamente per caso.

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I Vichinghi (Jomsvikings pirati vichinghi) erano un fiero popolo medievale di predoni del Nord Europa, capaci di costruire battelli straordinari con i quali compivano le loro scorrerie per mare e fiumi. Erano anche dotati di armi eccellenti per lepoca e partendo dalla loro mitica capitale, Jomsborg, ricolma di ori e preziosi depredati, e il cui porto era capace di contenere fino a 300 navi per la guerra di corsa, sciamavano per ogni dove: a Occidente verso lInghilterra e lIslanda, a Sud fino al Mediterraneo ed in Sicilia , a Ovest risalendo addirittura il corso del fiume Volga. Man mano che si susseguivano queste incursioni, le loro imprese, comunque sanguinarie e portatrici di lutti in ogni dove, diventavano sempre pi leggendarie, tant vero che furono trascritte in runico come Saghe e le pi importanti sono la Saga di Erik il Rosso (Eiriks Saga) e la Saga della Groenlandia (Groenlendinga Saga). Esse in sostanza descrivono la scoperta dellAmerica, il primo contatto con i nativi americani originari, abitanti di quella che fu poi chiamata dai Vichinghi Vinland (la Terra del Vino di bacca, o meglio, la Terra Fertile, che forse la traduzione pi esatta) e in definitiva la dimostrazione che, a differenza di Colombo, tale scoperta era avvenuta per metodici salti geografici e nellarco di un centinaio di anni. Tutto avvenne per balzi successivi: il punto di partenza per raggiungere lAmerica fu ovviamente la Norvegia ed in seguito attraverso le Isole Farer, lIslanda gi colonizzata e la Groenlandia. Quello che generalmente spingeva i Norvegesi verso la navigazione in Occidente, a colonizzare le isole atlantiche minori e poi lIslanda e la Groenlandia fino ad arrivare al tentativo di insediarsi in America del Nord, era stato il costante bisogno di terra, pascoli e nuovi spazi di pesca. Il primo vichingo a scorgere la Groenlandia, per esempio, fu probabilmente un uomo di nome Gunnbjrn , la cui nave il maltempo aveva trascinato fuori rotta dallIslanda, verso Occidente, intorno al 960 d.C. Ma senzaltro il primo ad insediarsi in Groenlandia fu il capo vichingo e predone Erik il Rosso.

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Erik (o meglio Eirik) era nativo dello Jaeder, che si trova nella Norvegia Sud-Occidentale. Il nostro uomo non era certo un santo anzi, semmai lesatto opposto. Nel 982 d.C., dopo che questo predone con i suoi degni compari si era lasciato andare ad unennesima serie di saccheggi ed omicidi, i suoi stessi concittadini lo misero al bando per tre anni, col divieto di rimanere in Norvegia ed in Islanda. Il Rosso aveva dimostrato di essere un sanguinario, ma non era affatto uno stupido ed in pi era un marinaio navigatore di razza come ce ne sono pochi, e con un manipolo di fedeli al seguito, conoscendo quello che era successo precedentemente al suo conterraneo Gunnbjrn almeno ventanni prima, riusc a raggiungere per primo la Groenlandia (la Terra Verde) , un posto glaciale e non molto ospitale e che quindi non era verde per niente, se non per il fatto che, avvistata durante il periodo estivo, lasciava intravvedere erbe, muschi e licheni, sotto la neve. Lesploratore non perse tempo e con i suoi uomini, trovato un fiordo favorevole per installare una prima base e alcune piccole fattorie (zona di Tunugdliarfik), cominci a rifornirsi di legname e alimentari con la caccia, la pesca ed il commercio con gli Eschimesi, i veri nativi del luogo da tempo immemorabile. In questo vero e proprio luogo di frontiera, ai confini del mondo, la vita dei primi colonizzatori era durissima, molto pi vicina alle prime gesta norvegesi dei Vichinghi e Normanni di due secoli prima, con i Drakkar sempre in mare a pescare, ed in terra gli uomini intenti a costruire abitazioni di legno. In confronto , la vita bucolica e agricola dei Vichinghi islandesi sembrava un paradiso. Ma Erik il Rosso ce la fece e, scaduto il periodo dellesilio forzato triennale, torn in Islanda a raccontare quello che aveva fatto.

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Proprio in quegli anni lIslanda aveva subito una grave carestia agricola ed Erik non fece pertanto molti sforzi per convincere molte persone, ricchi e poveri, agricoltori e pescatori, cacciatori e sfaccendati a veleggiare con lui per colonizzare definitivamente la Groenlandia, convivendo con gli Eschimesi. Si arm una flotta di trentacinque navi, con 2000 persone e centinaia di capi di bestiame, e si salp dallIslanda. In mare ci fu purtroppo una tempesta e solo una quindicina di Drakkar riuscirono a raggiungere la Groenlandia. Ma avventure e disgrazie del genere allora erano praticamente nella norma ed Erik con la sua gente riusc a costituire in Groenlandia, nel giro di poco tempo, il primo efficace luogo di insediamento stabile, ricordato ancora oggi dagli esperti con il nome di Insediamento Orientale (lattuale Julianehab) a Eiriksfjord. Qui Erik crebbe i suoi tre figli, il maggiore Leif Eriksson e gli altri due figli Thornvald e Thornstein. Ma Leif il personaggio che ci interessa di pi perch, secondo le saghe, fu proprio lui il primo a scoprire lAmerica. Non appena Leif aveva dimostrato di cavarsela da solo (e cio guidare unimbarcazione in mare aperto, secondo la buona tradizione Vichinga) i suoi genitori lo mandarono in Norvegia per studiare ed apprendere larte del commercio marittimo. Leif era in gamba, aveva voglia di affermarsi ed inoltre, dato che non era cos rigido e duro come suo padre, voleva anche studiare. Immancabile ci fu allora lincontro con la Chiesa di Roma, e Leif si fece battezzare, diventando cristiano. Eriksson torn cos in Groenlandia con un prete, che aveva lo scopo di cristianizzare gli insediamenti Vichinghi in quel luogo sperduto. Nonostante la freddezza dimostrata da suo padre, che non ne voleva sapere del cristianesimo, con i suoi preti buoni a nulla (si espresse proprio in questi termini) e perditempo, Leif riusc, con i favori di sua madre, a far erigere delle chiese sia nellInsediamento Orientale che in quello Occidentale, che nel frattempo era stato creato.

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In questo periodo siamo ormai intorno allanno 1000, proprio il periodo in cui Leif decise di intraprendere alcuni viaggi di esplorazione a Ovest. Da tempo si vociferava negli insediamenti che pi in l della Groenlandia doveva esserci qualche cosa . Un tale, di nome Bjarne Herjolfsson, sviato dalla solita improvvisa tempesta e spinto sempre pi a Ovest, aveva avvistato tempo prima una terra, ma non vi era approdato veramente. Era riuscito comunque a ritornare e a raccontare la sua avventura. Questo era tutto quello che Leif sapeva, ma per il momento gli bastava. Con una ciurma di 35 uomini, tra i quali alcuni di coloro che erano stati sullimbarcazione di Bjarne testimoni dellavvistamento della terra sconosciuta, part (la data esatta non si conosce) e veleggi verso Occidente in esplorazione. Con loro vi era anche uno del Sud (secondo i Vichinghi) , un tedesco di nome Tyrkir e amico di Eriksson. Dopo quattro giorni di navigazione durissima, pericolosa e contrastata aspramente dai marosi, Leif si imbatt dapprima in un ampio costone pietroso, una zona assolutamente inospitale che venne chiamata Helluland (la Terra delle Pietre) . Sarebbe lodierna Terra di Baffin. Continuando a veleggiare in direzione Sud questa volta, scopr una ampia costa lussureggiante e ricca di boschi. Questa zona certamente pi invitante venne poi chiamata Markland (la Terra dei Boschi): corrisponde allattuale Labrador. Ma Leif voleva andare ancora pi a Sud, e aveva ragione. Proseguendo nella navigazione costiera Leif Eriksson raggiunse una terza terra che gli sembro cos ricca e promettente che decise di sbarcare e tutti insieme vi si stabilirono, costruendo dapprima dei ripari di fortuna e poi delle capanne vere e proprie in un accampamento che venne chiamato Leifsbudir (Le Capanne di Leif). Nel frattempo si decise insieme di esplorare linterno e altre parti della costa. Da queste prime ricerche allinterno scatur lepisodio che pare abbia avuto a che fare con il nome che fu scelto in seguito per battezzare questo terzo territorio, Vinland, appunto (con la massima probabilit la parte settentrionale di Terranova, chiamata cos da Giovanni Caboto nel 1497). Ma potrebbe essere solo una leggenda.

Il tedesco Tyrkir, uno strampalato mattacchione, si era perso nei boschi e non lo si trovava pi. Ma Leif voleva trovarlo: non voleva assolutamente perdere i suoi uomini in un modo cos stupido, e poi aveva bisogno sempre di braccia da impiegare nel lavoro, perch erano in pochi. Dopo un po Tyrkir fu ritrovato, ma si comportava stranamente, diceva cose senza senso e non si reggeva in piedi. Sembrava ubriaco. Quando si riprese sostenne di avere trovato nel bosco delle viti e delle bacche con le quali aveva tratto un succo che, una volta bevuto, lo aveva inebriato. Ecco che da questo aneddoto la leggenda vuole che sia nato il nome di Vinland, la Terra del Vino. In realt in quelle zone di Terranova la vite non avrebbe mai potuto attecchire e pertanto gli esperti si sono limitati ad osservare che, per i primi esploratori Vichinghi , quella terra sembrava cos fertile che addirittura, a loro parere, si sarebbero potute coltivare delle viti e quindi il termine Vinland dovrebbe essere meglio tradotto con il significato di Terra molto fertile o Terra fertile da vino. In ogni caso Leif e la sua piccola spedizione svernarono nel Vinland in un clima tutto sommato accettabile e lestate successiva ritornarono in Groenlandia a raccontare la loro impresa, tutti pieni di apprezzamento per quelle terre, per lassenza di gelo, per lerba, i boschi e i frutti, per il legname ed i salmoni. Leif Eriksson avrebbe voluto ritornare al pi presto nel Vinland ma, purtroppo, nel frattempo suo padre il Rosso era morto e, come figlio maggiore, doveva subentrare necessariamente nella direzione del clan famigliare, come da buona tradizione nordica. Fu deciso che si sarebbe sobbarcato lonere dellimpresa suo fratello

Thornvald, che comunque era un uomo di valore.

Seguendo le indicazione di suo fratello, Thornvald riusc a raggiungere laccampamento nel Vinland che Leif aveva costruito nella prima spedizione e, senza indugio, condusse una spedizione esplorativa lungo la costa occidentale di Terranova. Raggiunse limbocco di un grande estuario e vi si diresse allinterno, in direzione Ovest. Poco dopo avvenne il primo incontro con i fieri indigeni nordamericani. Purtroppo le cose non andarono molto bene, dopo i primi tentativi di approccio. Gli indiani dAmerica non erano docili come gli Eschimesi e, in breve tempo, visto che i Vichinghi non erano certo tipi che ci pensavano due volte a tirar fuori asce e spadoni, il tutto fin in una violenta zuffa. Lunico caduto da parte vichinga fu proprio Thornvald, colpito da una freccia indiana. Senza altre perdite lequipaggio torn alle capanne di Leif dove vi trascorse linverno senza altri incidenti e la primavera successiva rifece vela per Eiriksfjord in Groenlandia , dove raccontarono a Leif tutto quanto era loro accaduto. La brutta avventura con gli indigeni americani (soprannominati Skraelingar dai vichinghi, termine dispregiativo che significa bruttoni urlanti) aveva lasciato il segno, e Leif, con suo fratello morto, non se la sent di dare il via ad un vero e proprio tentativo di colonizzazione del Vinland in prima persona. Chi allora tent veramente di colonizzare quella parte dellattuale Nordamerica fu un Normanno islandese di nome Thorfinn Karlsefni, un commerciante vichingo che aveva sposato tale Gudrid, una figliastra di Erik il Rosso. Circa 160 uomini e donne tentarono lavventura portandosi dietro nella traversata anche parecchi animali e riuscirono tutti a raggiungere il Vinland. Ma la vita per loro non fu per niente facile. Da unanalisi comparata che i vari esperti e studiosi hanno tratto dalle descrizioni delle due Saghe nordiche, possiamo dire con certezza che il tentativo di colonizzazione del Vinland dur tre anni, tre anni molto difficili. Non si riusc a stabilire una vera pace tra i nativi americani ed i vichinghi anzi, nellultimo periodo di permanenza scoppi una vera e propria guerra tra gli Skraelingar e i Nordici. Le linee di collegamento con la Groenlandia erano poi molto esili e molto lunghe, vi erano molti malumori e liti tra le stesse famiglie dellinsediamento ed infine il potenziale umano era veramente insufficiente per resistere sia alle pressioni degli indiani ostili che per rendere vivibile quel territorio.

Karlsefni, sia pure a malincuore decise alla fine di andarsene. Essendo un uomo di buon senso lislandese si era veramente reso conto che non poteva continuare a far vivere il suo gruppo nella paura di essere totalmente annientato dagli indigeni in combattimento. Questo tentativo di colonizzazione del Nord America si risolse pertanto in un sanguinoso e drammatico esperimento che in sostanza non ebbe seguito. Diversi ricercatori sono concordi nel sostenere che tutti questi viaggi cessarono completamente al pi tardi nel 1020 d. C. Altri archeologi sostengono che sporadici ulteriori approdi per meri motivi di caccia e pesca continuarono fino al XIII secolo ma possiamo sostenere che, in realt, veri e propri tentativi di colonizzazione non si verificarono pi e anzi, in seguito, nel corso del medioevo in Europa si perse completamente il ricordo di questi approdi avventurosi e delle tracce dei Vichinghi in Nordamerica. Questi coraggiosi navigatori nordici potrebbero essere stati veramente i primi nellera cristiana a raggiungere il Nuovo Mondo anche se, a dire la verit, negli ultimi tempi si sostiene da pi parti, e con insistenza, che in quello stesso periodo, o poco dopo, dallaltra parte del continente Nordamericano, sulle coste del Pacifico, potrebbero essere approdati degli esploratori cinesi del Celeste Impero. Ma ovviamente tutto questo, come si soliti dire, unaltra storia. ***

Bibliografia Essenziale C.W. Ceram, Il Primo Americano, Einaudi , Torino, 1972. Roberto Bosi, I Miti dei Vichinghi, Convivio / Nardini , Firenze , 1993. Gwin Jones, I Vichinghi, Newton Compton, Roma, 1995.

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