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I regni del Nord

Lineamenti di storia della Scandinavia medievale (VIII-XIII secolo)


Francesco D'Angelo

1. Et vichinga, et medievale
Nel nostro immaginario collettivo, nel Medioevo la Scandinavia fu la patria dei
vichinghi, spietati predoni dei mari che veneravano Odino, Thor e Freyr e che
terrorizzarono l'Europa dall'VIII all'XI secolo. esistita per anche un'altra Scandinavia
dell'et di mezzo, una Scandinavia cristianizzata che ha visto la formazione di tre regni
distinti (Norvegia, Svezia e Danimarca) e il loro ingresso nel concerto delle nazioni
europee1. Il passaggio da una fase storica all'altra un punto di svolta importante che
nella storiografia contemporanea sottolineato dalle definizioni di et vichinga per la
prima ed et medievale per la seconda. I momenti fondamentali che segnarono questo
processo di trasformazione sono generalmente indicati proprio nella conversione al
cristianesimo, nell'unificazione politica dei tre regni sotto monarchie sempre pi salde,
nella codificazione e messa per iscritto del diritto consuetudinario e nella cessazione
delle spedizioni vichinghe occasionali, via via affiancate e poi sostituite da vere e
proprie guerre di conquista, organizzate e guidate direttamente dai re. Dal punto di vista
cronologico, le date con cui convenzionalmente si fa iniziare e terminare let vichinga
sono il 793, anno dellattacco al monastero inglese di Lindisfarne, e il 1066, anno della
battaglia di Stamford Bridge, in cui perse la vita il re norvegese Haraldr lo Spietato,
bench alcuni studiosi propendano per il 1100 come data-simbolo dell'inizio del
medioevo scandinavo.

2. I vichinghi
Nelle saghe islandesi si rinviene spesso la locuzione fara i vkingu, ovvero partire
per una spedizione vichinga, ma cosa significa esattamente il sostantivo vkingr? Con
questo termine si soliti identificare quegli abitanti della Scandinavia che, tra VIII e XI
secolo, presero parte a spedizioni di razzia, commercio, conquista o insediamento
1
La Scandinavia pu essere intesa in un senso pi stretto, comprendente esclusivamente Danimarca,
Svezia e Norvegia, ma anche in una accezione pi ampia, in uso soprattutto nell'inglese moderno, che
include Finlandia (che nel medioevo faceva parte della Svezia) e Islanda.

1
nellEuropa continentale (regno franco, impero tedesco, penisola iberica) e
nellAtlantico settentrionale (isole britanniche, Islanda, Groenlandia). Sulletimologia
della parola sono state avanzate diverse spiegazioni: se di origine norrena2, essa
potrebbe venire da vk, insenatura o fiordo, da cui vkingr con il significato di
pirata che se ne sta nascosto in un fiordo; unaltra ipotesi vedrebbe un collegamento
con il verbo vkja, girare da una parte, deviare, da cui deriverebbero il sostantivo
femminile vking, con il significato di allontanamento, e il sostantivo maschile vkingr
con cui si indicava colui che si assenta da casa e, per estensione, un guerriero di
mare che intraprende lunghi viaggi3.
Nelle fonti medievali, coloro che invece si diressero a est sono frequentemente
indicati come Rus, nome con cui le popolazioni slave, gli Arabi e i Bizantini
chiamavano gli scandinavi e che potrebbe derivare da un termine norreno con il
significato di coloro che remano; origine identica avrebbe anche il nome finlandese
per la Svezia, Ruotsi, dal momento che gli svedesi erano i pi attivi sulle rotte orientali4.
Infine variaghi o vareghi era il nome con cui, presso i Bizantini, erano conosciuti
quei guerrieri scandinavi che, tra X e XI secolo, si arruolarono come guardia del corpo
mercenaria dellimperatore dOriente; analogamente alla definizione di vichingo,
anche in questo termine insita una certa ambiguit tra guerriero e mercante, poich
esso deriva del norreno vringjar con il significato di uomini legati tra loro da un
accordo/contratto, con riferimento al giuramento che univa i gruppi di mercanti i quali,
prima di partire, si impegnavano a dividere tra di loro le spese e i profitti del viaggio5.
Un'altra questione tuttora dibattuta tra gli storici quella delle cause del movimento
vichingo, che sono sostanzialmente ricondotte a tre diversi fattori. Il primo di ordine
demografico: un aumento della popolazione, favorito da condizioni climatiche pi miti
rispetto al passato, avrebbe provocato una carenza di terra e una conseguente, massiccia,
emigrazione; si tratta per di una spiegazione parziale che sembra essere valida

2
Con questo termine (da norrnn o con il senso di nordico, norvegese) ci si riferisce alla lingua
delle popolazioni scandinave nei secoli VII-XIII, da cui discendono le lingue scandinave moderne; essa
comprendeva due dialetti, il norreno occidentale, parlato in Islanda e Norvegia, e quello orientale, parlato
in Danimarca e Svezia. Nelle parole norrene citate di seguito, il grafema / indica la spirale dentale
sonora, come nellinglese that, mentre il grafema / rappresenta la spirale dentale sorda come
nellinglese three.
3
J. Brndsted, I vichinghi, Torino 2001 (Harmondsworth 1960), pp. 32-35. Si veda anche S. Brink, Who
were the Vikings?, in S. Brink (ed.), The Viking World, New York 2008, pp. 6-7.
4
Ibid.
5
Brndsted, I vichinghi cit., pp. 31-32.

2
soprattutto per le regioni costiere della Norvegia occidentale. Il secondo fattore di tipo
economico: dalla fine del VII secolo lintensificazione dei traffici tra l'Inghilterra e il
continente e poi di quelli nella regione del Baltico favorirono lo sviluppo di grandi
insediamenti commerciali, da cui trasse beneficio anche la Scandinavia poich gli
scambi fra nord e sud resero i suoi abitanti familiari con le tecniche di navigazione
impiegate dagli altri mercanti e specialmente con la vela, fino ad allora sconosciuta agli
Scandinavi; questi contatti, inoltre, accrebbero le loro conoscenze sulle ricchezze
dell'Europa e sulle condizioni politiche dei vari regni e paesi. La terza causa di natura
politica: grazie alla posizione geografica della Danimarca, nella prima met del IX
secolo i suoi re erano riconosciuti come signori da molti capi locali nell'area dei canali
Skagerrak e Kattegat e del fiordo di Oslo, e per chi non voleva piegarsi al loro dominio
l'alternativa era cercare fortuna all'estero con la speranza di conquistare beni, ricchezze
o perfino terre6. Anche questa spiegazione, come quella demografica, per parziale e
pu essere valida solo per quelle aree che ricadevano sotto l'influenza dei re danesi.
Nella Scandinavia di epoca vichinga, soprattutto laddove non esisteva un forte
potere centrale come quello monarchico, la guerra poteva essere un mezzo di
promozione sociale individuale, poich chi tornava in patria portando con s un ingente
bottino vedeva aumentare la propria influenza e il proprio peso politico. In effetti,
almeno fino al X secolo inoltrato la quasi totalit delle incursioni vichinghe potrebbero
essere definite imprese private, nel senso che erano finalizzate alla razzia e/o
allinsediamento ed erano organizzate e guidate da capi locali che partivano con il loro
seguito e con chi desiderava unirsi a loro. Le spedizioni erano allinizio su piccola scala,
e andarono progressivamente intensificandosi: in Inghilterra, Irlanda e Francia si pass
da raid stagionali a razzie sempre pi frequenti, con le truppe scandinave che
svernavano sul posto e tornavano ad attaccare allarrivo della buona stagione; da qui
allinsediamento e alle conquiste territoriali il passo fu breve, mentre in altre regioni
dEuropa, come in Frisia, si ebbe da subito lo stanziamento degli invasori. Spesso
l'unica possibilit di far cessare gli attacchi era quella di consegnare ai vichinghi grandi

6
P. Sawyer, The viking expansion, in K. Helle (ed.), The Cambridge history of Scandinavia, I: Prehistory
to 1520, Cambridge 2003, pp. 106-109. Si veda anche J.H. Barrett, What caused the Viking Age?,
Antiquity, 82 (2008), pp. 671-685. Sulle origini del movimento vichingo sono ancora utili le
indicazioni di Brndsted, I vichinghi cit., pp. 26-31 e di G. Jones, I vichinghi, Roma 1995 (Oxford 1968),
pp. 151-170.

3
somme di denaro, che nell'Inghilterra anglosassone assunsero il nome significativo di
danegeld (tributo dei Danesi).
Tra l'VIII e il X secolo i vichinghi si insediarono sia in occidente - in Francia, in
Inghilterra (dove nell'878 diedero vita al Danelaw7), in Irlanda e nelle altre isole
britanniche - sia in oriente, dove attorno all'880 fondarono il regno dei Rus' di Kiev.
Parallelamente, questi mercanti-guerrieri colonizzarono anche isole fino ad allora
sconosciute o disabitate: il caso dell'Islanda (la Terra dei ghiacci) e delle Fr er
(Isole delle pecore), raggiunte alla fine del IX secolo da emigrati in maggioranza
norvegesi, e della Groenlandia (la Terra verde), scoperta nel 985 dal norvegese Erik il
Rosso e da questi cos chiamata nella speranza di attirarvi altri coloni. In effetti, nel giro
di pochi anni in Groenlandia sorsero tre insediamenti situati lungo la costa occidentale:
nonostante il nome, il Vestribyg o Insediamento Occidentale era situato in realt a
nord-ovest, mentre lEystribyg o Insediamento Orientale, situato pi a sud, giungeva
fin quasi a Capo Farewell, la punta meridionale dellisola; esisteva infine una terza
colonia pi piccola, lInsediamento di Mezzo, di cui sappiamo ben poco. Infine, attorno
all'anno 1000, dalla Groenlandia il figlio di Erik, Leif, raggiunse le coste del Nord
America, probabilmente l'odierna isola di Terranova, a cui fu dato il nome di Vnland,
ovvero Terra del vino, per via della vite selvatica che vi cresceva rigogliosa8.
Prima ancora che guerrieri, i vichinghi erano eccellenti marinai, e per lungo tempo
le loro imbarcazioni fornirono loro un vantaggio tecnologico sugli avversari. I secoli IX
e X rappresentano il periodo classico delle navi vichinghe: vennero introdotti lalbero a
vela e la chiglia, questultima al posto dellasse orizzontale che, in precedenza, fungeva
da base; la chiglia fu particolarmente importante perch permise ai marinai scandinavi
di affrontare anche il mare in burrasca. Le navi erano di forma stretta e lunga con un
basso pescaggio, ideale per risalire il corso dei fiumi; dotate di remi e di una vela
centrale, avevano un timone a dritta (tribordo) di poppa. Dal X secolo comincia la

7
Letteralmente legge dei Danesi, era una divisione territoriale dell'Inghilterra anglosassone nata in
seguito all'insediamento degli invasori danesi nel IX secolo e, come indica il nome, era soggetta alle leggi
danesi: ibid., pp. 350-353. Per una storia dei vichinghi nelle isole britanniche si veda K. Holman, La
conquista del Nord. I vichinghi nell'arcipelago britannico, Bologna 2014 (ed. or. Oxford 2007).
8
Tra il 1261 e il 1264, sotto re Hkon Hkonarson, la Groenlandia e lIslanda furono assoggettate alla
corona norvegese. A partire dal XIII secolo vi fu un progressivo peggioramento delle condizioni
climatiche nel nord Atlantico, che comport una diminuzione nei collegamenti tra la Norvegia e la
Groenlandia finch, allinizio del XV secolo, essi cessarono del tutto; ci costitu una delle cause
dellestinzione della colonia groenlandese. Sulla colonizzazione delle isole atlantiche si veda J. Marcus,
La conquista del nord Atlantico, Genova 1992 (Suffolk 1980).

4
specializzazione, con grandi navi mercantili (knrr) e da guerra (skei, langskip). I nomi
delle imbarcazioni, comunque, non devono essere considerati termini tecnici perch
nelle saghe del XIII secolo sono frequentemente usati in maniera intercambiabile9.
Spesso la forma della decorazione di prua poteva designare, per metonimia, lintera
nave: cos fu per il Bisonte (Visundr) del re norvegese lfr Haraldsson il Santo, e il
Lungo Serpente (Ormrinn langi) del re suo omonimo e predecessore, lfr Tryggvason.

Figura 1 - La Scandinavia, le isole britanniche e le colonie norvegesi nell'Atlantico

Principali imprese dei vichinghi nei secoli VIII-XI:


793: attacco vichingo allabbazia di Lindisfarne (Inghilterra);
807: i norvegesi attaccano lIrlanda;
834: attacco danese in Frisia;
839: i norvegesi fondano Dublino; prima di quest'anno i Rus avevano fondato
Hlmgarr, l'odierna Novgorod;
844: i vichinghi attaccano La Corua, Cadice e Siviglia;
845: i Danesi devastano Amburgo;
850: saccheggio di Londra e Canterbury;

9
Sulle navi vichinghe si veda J. Bill, Vikings ships and the sea, in Brink (ed.), The Viking World cit., pp.
170-180.

5
860: i vichinghi di Hastein saccheggiano Luni; i Rus assediano Costantinopoli;
878: trattato di Wedmore tra il capo vichingo Guthrum e il re anglosassone Alfredo
il Grande, e riconoscimento ufficiale del Danelaw;
885: i vichinghi assediano Parigi;
911: re Carlo il Semplice cede al capo vichingo Rollone (Hrlfr) parte della
Neustria, creando il ducato di Normandia;
991-995: raid danesi e norvegesi in Inghilterra;
1003: il re danese Sveinn Barbaforcuta attacca lInghilterra;
1013: Sveinn conquista lInghilterra;
1016: Canuto il Grande, re di Danimarca, conquista lInghilterra;
1028: Canuto il Grande conquista anche la Norvegia;
1066: Haraldr lo Spietato, re di Norvegia, muore in battaglia a Stamford Bridge.

3. L'et medievale e la formazione delle monarchie scandinave


A partire dalla seconda met del X secolo in Scandinavia ebbe inizio una duplice,
graduale trasformazione del potere: da una parte, in un processo di accentramento, esso
pass da locale a regionale e, infine, nazionale; dallaltra, da potere sugli uomini mut
in potere sul territorio. Listituzione monarchica, cos decisiva in questa fase di
transizione, si afferm dapprima in Danimarca (IX-X secolo), poi in Norvegia (XI
secolo) e infine in Svezia (XI-XII secolo)10. Determinante fu, in tutti e tre i casi, la
conversione al cristianesimo di quei sovrani che successivamente riuscirono a imporre
la loro autorit nei loro rispettivi paesi, poich la nuova religione non solo forniva un
esempio di rigida struttura gerarchica, ma portava con s il modello ideale di un regno
saldamente unito sotto un unico re cristiano, un modello che molti capi vichinghi
avevano potuto concretamente osservare durante le loro scorrerie in Francia e
Inghilterra. Da questo momento le imprese vichinghe private vengono affiancate e
sempre pi sostituite da vere e proprie guerre di conquista, organizzate e guidate

10
La bibliografia sulla formazione delle monarchie scandinave vasta, di seguito ci si limiter a
segnalare i contributi pi recenti e quelli in lingua italiana pi facilmente accessibili al lettore: C. Albani,
L'istituto monarchico nell'antica societ nordica, Firenze 1969. Per la Danimarca in et medievale si
veda M.H. Gelting, The kingdom of Denmark, in N. Berend (ed.), Christianization and the rise of
christian monarchy: Scandinavia, Central Europe and Rus' c. 900-1200, Cambridge 2007, pp. 73-120.
Per la Norvegia, S. Bagge - S.W. Nordeide, The kingdom of Norway, in Berend (ed.), Christianization
and the rise of christian monarchy cit., pp. 121-166. Per la Svezia, N. Blomkvist - S. Brink - T. Lindkvist,
The kingdom of Sweden, in Berend (ed.), Christianization and the rise of christian monarchy cit., pp. 166-
213.

6
direttamente dai re; il sovrano norvegese Olaf Haraldsson (1015-1030), con un passato
da vichingo alle spalle, giunse addirittura a proibire le spedizioni private, ben
consapevole del fattore destabilizzante rappresentato da chi ritornava in patria carico di
ricchezze e, magari, di ambizioni politiche. Alla fine dellXI secolo lepoca vichinga
giunse dunque al termine, non da ultimo anche a causa del rafforzamento di quei regni
che, fino a quel momento, erano stati il bersaglio dei predoni scandinavi e che ora,
invece, erano in grado di affrontarli e di respingerli con successo. Nei tre paesi nordici
la fine del periodo vichingo comport inevitabilmente una diminuzione delle risorse
dovute alle razzie, ragione per cui il baricentro delleconomia si spost maggiormente
sullo sfruttamento interno del suolo. In questa fase, inoltre, i re incentivarono
l'urbanizzazione, fondando nuove citt oppure ingrandendo e fortificando insediamenti
gi esistenti. Nonostante questa evoluzione, le monarchie nordiche mantennero a lungo
caratteri originali rispetto alle altre monarchie cristiane: esse infatti non conobbero il
feudalesimo se non in un'epoca tarda e in forme spurie, mentre il principio di
successione individuale al trono si afferm solamente nel corso del XII secolo.

Danimarca
La Danimarca (Danmrk, marca dei Danesi) fu la prima stabile monarchia
scandinava e ci ne fece il paese egemone per tutta l'et vichinga e ancora fino alla fine
dell'XI secolo. Harald Bltnn Denteblu (o Dentenero), primo re cristiano (c. 958-987),
rafforz il potere regio ed estese il suo dominio sulla Scania meridionale, oggi parte
della Svezia, e sullarea del fiordo di Oslo. Nel 1000 suo figlio Svein Barbaforcuta
rafforz ulteriormente il controllo sulla Norvegia e conquist, per breve tempo,
lInghilterra (1013). Il suo successore, Canuto il Grande, conquist lInghilterra nel
1016, e tra il 1018 e il 1028 cre il cosiddetto impero del Nord unendo Danimarca,
Norvegia e Inghilterra. Alla sua morte, nel 1035, limpero si sfald e, tra il 1042 e il
1047, la Danimarca fu governata da un re norvegese, Magns Olafsson. Con Svein
Estridsson (1047-1076), il paese riacquist lindipendenza, tuttavia le leggi di
successione, che davano a tutti gli eredi uguali diritti e prevedevano la possibilit di
reggenze condivise, indebolirono il potere monarchico. Solo nella seconda met del XII
secolo, dopo lunghe guerre civili, si afferm il principio della successione individuale al

7
trono. Nel XII secolo, inoltre, il regno si espander a oriente, conquistando e
convertendo con la forza le popolazioni baltiche ancora pagane.

Svezia
Il regno di Svezia deve il suo nome agli Sveoni (norr. Svar, da cui Svea riki, regno
degli Svar e quindi lodierno sved. Sverige) e nacque dalla graduale unione di due
regioni, lo Svealand, o terra degli Svar, e il Gtaland, o terra dei Gtar. Olof
Sktkonungr, il re del tributo (995-1022), fu il primo a essere chiamato re sia degli
Svar che dei Gtar, ciononostante la rivalit tra i due gruppi perdur almeno fino alla
fine del XII secolo. Contemporaneamente il paese fu coinvolto in lunghe guerre civili,
come i suoi due vicini; nel complesso, qui il potere monarchico incontr maggiori
difficolt nellaffermarsi rispetto a Danimarca e Norvegia. Fino al 1973 i re di Svezia
mantennero il titolo di re degli Svedesi, dei Gtar e dei Vendi. NellXI secolo i re
svedesi adottarono una politica dellequilibrio, sostenendo di volta in volta la potenza
pi debole nei conflitti tra danesi e norvegesi per impedire l'unificazione delle due
nazioni. Lespansione del regno segu la rotta a est, nel Baltico e nellodierna Finlandia,
questultima conquistata nel 1157 e convertita con la forza al cristianesimo.

Norvegia
Dei tre paesi scandinavi, la Norvegia lunico la cui denominazione (Nregr) non
ha allorigine alcun riferimento etnico: il nome, con il significato di via del nord (cfr.
ingl. Norway) riferito semplicemente a un itinerario forse suggerito da chi abitava al
suo meridione11. Nell872 Harald hrfagri (Chiomabella) unific il regno, ad
eccezione dellOslofjord, e i suoi dicendenti regneranno fino al 970, quando la Norvegia
verr divisa tra i conti di Lade (Trondheim) e Harald Dentenero, re di Danimarca. Nel
995 il vichingo Olaf Tryggvason conquist il potere, ma cadde nella battaglia di Svold
(999/1000) contro una coalizione danese-svedese-norvegese e il regno fu nuovamente
diviso, stavolta in due aree di influenza, una danese e una norvegese, con i conti di Lade
come reggenti. Nel 1015 Olaf Haraldsson unific tutto il regno, ma nel 1028 i magnati
si ribellarono al suo governo e invocarono re Canuto il Grande, che si present dinanzi

11
C. A. Mastrelli, Le fonti nordiche e il loro orizzonte geo-etnografico, in Popoli e paesi nella cultura
altomedievale. XXIX settimane di studio del centro italiano di studi sullalto medioevo, Spoleto 23-29
aprile 1981, vol. II, Spoleto 1983, p. 591.

8
alle coste norvegesi al comando di una grossa flotta anglo-danese; Olaf fugg allora in
Russia, e nel 1030, nel tentativo di riconquistare il trono, cadde in battaglia ucciso dai
suoi stessi sudditi. Un anno dopo, in seguito ai numerosi miracoli verificatisi sulla sua
tomba, Olaf fu proclamato santo12. Nel 1035, alla morte di Canuto il Grande, i
Norvegesi richiamarono in patria il figlio di Olaf, Magns, e con lui la monarchia
norvegese risorse. Nel 1066 re Haraldr lo Spietato, fratellastro di Olaf il Santo e unico
sovrano dal 1047, mor a Stamford Bridge nel tentativo di conquistare lInghilterra.
Dopo le lunghe guerre civili del XII secolo, la Norvegia emerger nel corso del
Duecento come una potenza nel Nord, instaurando solide relazioni diplomatiche con la
Santa Sede e con i pi importanti sovrani europei.

Altre date ed eventi importanti (XI-XIV secolo):


1027: Canuto il Grande a Roma per lincoronazione dell'imperatore Corrado II;
1104: nasce larcivescovato di Lund (Danimarca);
1107-1111: crociata di Sigurr Jrsalafari, re di Norvegia;
1153: nasce larcivescovato di Nidaros (Norvegia);
1163: unzione di Magns Erlingsson, re di Norvegia;
1164: nasce larcivescovato di Uppsala (Svezia);
1170: unzione di Canuto Valdimarsson di Danimarca;
1222-1232: Domenicani e Francescani arrivano in Scandinavia;
1262-1264: Hkon Hkonarson di Norvegia sottomette Islanda e Groenlandia.
1389: unificazione dei tre regni nell'Unione di Kalmar, voluta da Margherita I
di Danimarca; lunione termin nel 1523 con la secessione della Svezia.

4. La struttura della societ scandinava


Nei secoli che stiamo qui prendendo in esame la societ scandinava era
sostanzialmente omogenea sia dal punto di vista linguistico, sia da quello religioso e
culturale. Il perno di questa societ era il bndi (pl. bndr), il contadino o pi
propriamente libero proprietario terriero che, se necessario, poteva anche impugnare le
armi come un guerriero; alcuni di questi bndr potevano possedere una notevole

12
Su Olaf il Santo e il suo conflitto con il danese Canuto si veda F. D'Angelo, Il conflitto tra Olaf il Santo
e Canuto il Grande nelle cronache e negli annali danesi dei secoli XII-XIV, in Bullettino dell'Istituto
storico italiano per il medioevo, 117 (2015), pp. 289-316.

9
ricchezza e, di conseguenza, una non trascurabile influenza nella loro comunit. Al di
sopra dei bndr troviamo i magnati che, in Norvegia, sono chiamati hfingi (pl.
hfingjar, capo) ed hersir (pl. hersar, signore): si tratta di capi locali che in virt
dei loro possedimenti e della loro ricchezza potevano permettersi di mantenere un
seguito armato (hir); i pi importanti di loro potevano ambire al titolo di jarl (pl.
jarlar), cio conte e nei periodi in cui non era presente la figura del re (konungr),
erano loro a detenere il potere nel paese13.
La Scandinavia nellet vichinga, e ancora fino almeno al XIII secolo, non conobbe
il feudalesimo: i rapporti di potere e di fedelt personale non dipendevano, cio, dal
possesso della terra e dalla sua eventuale concessione, bens da quella che potremmo
definire una struttura patrono-cliente. Maggiore era la ricchezza e la potenza di un
capo, maggiore era il numero di uomini che ne riconoscevano il potere e lo
supportavano (anche militarmente, se necessario) in cambio di una ricompensa o della
sua protezione. Nelle societ scandinave di questi secoli mancava, inoltre, una delle
caratteristiche distintive delle societ feudali, ovvero lidentificazione tra il ceto
dominante e una classe di guerrieri di professione, come ha sottolineato Marc Bloch: le
societ dove sopravvisse un contadiname armato o ignorarono lorganizzazione
vassallatica, al pari di quella della signoria, o ne conobbero soltanto forme assai
imperfette14. Una novit nella direzione di un feudalesimo imperfetto fu, forse,
lintroduzione, in Norvegia, della carica di lendr mar (pl. lendir menn) o uomo che ha
ricevuto della terra, nella prima met dellXI secolo: questa carica, che sostitu quella
di hersir, era attribuita a quei magnati locali che, in virt della loro prominente
posizione sociale, erano visti dai re come preziosi alleati. Essi ricevevano in
concessione dal sovrano della terra appartenente alla corona, in una quantit pur sempre
minore di quella che detenevano in proprio, e attraverso la terra si instaurava uno stretto
legame tra i due. Il lendr mar da quel momento diventava il rappresentante del re, a cui
giurava fedelt, mantenendo intatta la sua autorit nel distretto di sua competenza e
svolgendo un ruolo fondamentale per la coesione del regno; questo funzionario regio

13
Sulla societ scandinava si veda R. Boyer, La vita quotidiana dei vichinghi (800-1050), Milano 1994
(ed. or. Paris 1992), pp. 53-72.
14
M. Bloch, La societ feudale, Torino 1987, p. 494. Come abbiamo visto i bndr scandinavi, liberi
contadini, potevano trasformarsi, alloccorrenza, anche in guerrieri.

10
aveva anche il dovere di accompagnare il re nelle spedizioni militari, portando con s il
proprio seguito armato15.
La vita politica della societ scandinava ruotava attorno a un organo fondamentale,
il ing (o thing secondo la grafia inglese) ovvero lassemblea degli uomini liberi, dove
tutti i partecipanti, fossero essi bndr, capi locali, jarlar o re, avevano diritto di parola;
il ing riuniva in s il potere legislativo e quello giudiziario, agendo sia da corte di
giustizia che da assemblea legislativa. Ogni distretto del paese (chiamato bygg in
Norvegia, herru in Danimarca) aveva la sua assemblea locale, mentre per le questioni
di maggiore importanza e/o gravit ci si rivolgeva ai ing regionali, che avevano
competenze pi ampie. Anche i sovrani dovevano tener conto delle decisioni dei ing, e
solo un re molto potente e/o popolare, la cui autorit nel regno era incontestata, poteva
ragionevolmente sperare di poter influenzare la volont delle assemblee pubbliche.
Menzione a parte merita il caso dellIslanda: colonizzata da esuli norvegesi nella
seconda met del IX secolo, non conobbe alcun re fino al tempo della sua sottomissione
alla Norvegia (1262). Il potere era nelle mani dei grandi capi locali, chiamati goar
(sing. goi), e lisola era divisa in Quarti (fjrungar), circoscrizioni territoriali che
prendevano il nome dai punti cardinali. Ciascun Quarto aveva il suo ing, mentre
lassemblea pubblica generale era chiamata Aling e si svolgeva annualmente nel mese
di giugno16.
L'idea che gli Scandinavi avevano della loro societ illustrata alla perfezione nel
poema conosciuto come Rgsula, il carme di Rgr, risalente forse al X secolo ma
tramandato da un manoscritto del XIV secolo, che narra l'origine delle classi sociali. Un
giorno Rgr (un altro nome del dio Heimdall), andando in giro come un viandante, si
present a una casa dallaspetto misero. Qui fu accolto da Ai (Bisnonno) ed Edda
(Bisnonna); Rgr mangi con loro e si trattenne per tre notti, poi riprese il viaggio. Nove
mesi dopo, Edda partor un figlio, rll (Schiavo), che aveva la pelle scura e i tratti
grossolani; rll spos r (Schiava), e i loro figli ebbero nomi come Garzone,
Grossolano, Puzzolente, Goffa, Stracciona. Frattanto Rgr giunse in unaltra casa,
abitata da Afi (Nonno) e Amma (Nonna), che avevano un aspetto ben curato ed erano

15
C. Krag, The early unification of Norway, in Helle (ed.), The Cambridge history of Scandinavia cit., p.
200.
16
Sull'Islanda si veda J. Byock, La stirpe di Odino: la civilt vichinga in Islanda, Milano 2012 (ed. or.
London 2001).

11
ben vestiti. Rgr si ferm per tre notti, e nove mesi dopo da Amma nacque un bambino
dalla pelle candida, Karl (Uomo libero); questi spos Snr (Nuora), e i loro figli ebbero
nomi come Uomo, Libero Contadino, Fabbro, Sposa, Donna Assennata. Rgr giunse in
una terza casa, abitata da Fair (Padre) e Moir (Madre), e di nuovo si ferm per tre
notti. Nove mesi dopo nacque un bambino, bianco con i capelli biondi, e fu chiamato
Jarl (Uomo nobile). Jarl impar le arti guerriere, e Rgr lo riconobbe come figlio e gli
insegn le rune. Jarl spos Erna (Vigorosa), e i loro figli furono Rampollo, Ragazzo,
Nobile, Erede. Ma ad eccellere era Konr (Discendente), il pi giovane (Konr ungr), che
conosceva le rune, comandava allacqua e al fuoco, conosceva il linguaggio degli
uccelli. Tutte le classi sociali, dunque, discendono dal dio Heimdall, e il re (konungr),
tratto dalla schiatta degli jarlar, non altro che un primus inter pares e non quindi
detentore di un potere assoluto17.

5. Le rune
Nell'antichit l'unica forma di scrittura conosciuta e praticata dalle popolazioni
germaniche, inclusi gli scandinavi, era quella runica, esclusivamente epigrafica, che
derivava dalle scritture italiche settentrionali e veniva eseguita incidendo superfici dure
come legno o pietra ma anche armi, monili e utensili. Il pi antico alfabeto runico fece
la sua comparsa alla fine del II secolo ed era composto da ventiquattro segni - le rune,
appunto - detto fuark (o futhark) dalla sequenza dei primi sei segni. Mentre nella
Germania continentale l'adozione della grafia latina port alla scomparsa della scrittura
runica, in Scandinavia essa continu a essere utilizzata e tra l'VIII e l'XI secolo,
all'inizio dell'era vichinga, il suo alfabeto fu semplificato e ridotto a sedici segni, il
cosiddetto fuark recente o breve18:


f ur khnias t bml

La scrittura runica aveva due impieghi principali: in primo luogo, essa era adoperata
per iscrizioni commemorative su bastoni, pietre funerarie o stele celebrative, una pratica

17
Sul Rgsula si veda Jones, I vichinghi cit., pp. 120-121 e G. Chiesa Isnardi, I miti nordici, Milano
1991, pp. 66-68.
18
Sulle rune si vedano le informazioni contenute in Boyer, La vita quotidiana dei vichinghi cit., pp. 40-
41, 238-244, e in Brndsted, I vichinghi cit., pp. 193-196.

12
che prosegu anche in epoca cristiana. Ne un esempio la stele di Gripsholm, in Svezia
(fig. 3), risalente al 1040/1050 circa, il cui testo - inscritto all'interno di una decorazione
serpentiforme - si segnala per la presenza di tre versi in un metro poetico molto antico e
frequentemente utilizzato in et vichinga, il fornyrislag o metro delle antiche storie:

Tola fece erigere questa pietra in ricordo di suo figlio Haraldr, fratello di Ingvarr.
Essi viaggiarono virilmente lontano alla ricerca doro
ed in oriente laquila cibarono;
19
morirono a sud nel Serkland .

Figura 2 - Stele di Gripsholm, Svezia

La pietra runica forse pi famosa per quella di Jelling, in Danimarca, innalzata da


re Harald Dentenero attorno al 960 in memoria dei suoi genitori, il re Gorm e la regina
Thyre. L'iscrizione si snoda lungo i tre lati della pietra (fig. 3) e, oltre a commemorare i
defunti Gorm e Thyre, celebra le imprese e i meriti di Harald: Re Harald fece erigere
questo monumento in memoria di Gorm, suo padre, e in memoria di Thyre, sua madre

19
Sulla stele di Gripsholm si veda C. Cucina, Vestr ok austr. Iscrizioni e saghe sui viaggi dei vichinghi, 2
voll., Roma 2000, vol I., pp. 29-31. L'espressione cibare l'aquila una kenning, ovvero una metafora,
che richiama l'uccisione di molti nemici sul campo di battaglia. Il Serkland (Terra dei Saraceni)
identificava una regione compresa tra il Mar Nero e il Mar Caspio e abitata da popolazioni
prevalentemente arabe.

13
quellHaraldr che conquist per s tutta la Danimarca e la Norvegia e rese cristiani i
Danesi.

Figura 3 - Pietra runica di Jelling - lato A

Gli altri due lati della pietra presentano anche delle decorazioni: sul lato B
raffigurata una grande bestia, forse un leone o un drago, attorno alla quale avvinghiato
un serpente (figg. 4a-4b); la decorazione del lato C, infine, rappresenta una crocifissione
(figg. 5a-5b), la pi antica in area scandinava e l'unica immagine del Cristo in
Danimarca fino al XIII secolo20.
Le rune potevano anche essere utilizzate per scopi divinatori o magici, per lanciare
un incantesimo o una maledizione, e in questo caso alla componente materiale,
l'incisione su un oggetto o una pietra, corrispondeva una verbale, la recita di una
formula. La loro connessione con la magia appare evidente nella stessa etimologia del
nome rn (pl. rnar), segreto, mistero, nonch nella credenza nella loro origine
divina: secondo la mitologia norrena, infatti, esse furono scoperte dal dio Odino dopo
che questi ebbe sacrificato se stesso impiccandosi ai rami di un albero (forse il frassino
Yggdrasill) e rimanendovi cos appeso per nove notti. Le rune, dunque, sono simbolo di

20
Sulla pietra di Jelling si veda C. Del Zotto, Considerazioni iconografiche sulla grande pietra runica di
Jelling (Danimarca), Rivista di cultura classica e medioevale, 50/2 (2008), pp. 375-383.

14
conoscenza superiore e potere magico, di un sapere per esoterico, riservato a pochi e
non destinato a essere reso pubblico21.

Figure 4a e 4b - Pietra runica di Jelling - Lato B

Figura 5a e 5b - Pietra runica di Jelling - lato C

21
Sul valore magico delle rune si veda Chiesa Isnardi, I miti nordici cit., pp. 100-104; si veda anche C.
Del Zotto, Maleficia vel litterae solutoriae. Il valore magico delle rune, Studi e materiali di storia delle
religioni, 76/1 (2010), pp. 151-186.

15
Se escludiamo le iscrizioni runiche, le pi antiche fonti scritte scandinave risalgono
alla seconda met del XII secolo e sono in latino, mentre tra XII e XIII secolo
compaiono le prime opere in norreno come saghe e raccolte di poemi, a cui si deve la
conservazione del patrimonio culturale dei popoli nordici precedente alla loro
conversione al cristianesimo. In particolare, tra le opere a carattere mitologico
ricordiamo la raccolta detta Edda poetica, cos chiamata per distinguerla da quella in
prosa composta nel XIII secolo dall'islandese Snorri Sturluson e contenente materiale
analogo. Proprio Snorri, a cui attribuita anche una raccolta di saghe dei re di Norvegia
nota come Heimskringla (Il cerchio del mondo), si distinse come uno dei pi
importanti scrittori del medioevo nordico insieme al danese Saxo Grammaticus, autore
dei Gesta Danorum (c. 1200)22.

6. Il paganesimo nordico
Secondo la cosmologia norrena l'universo composto da nove mondi, disposti
verticalmente lungo l'asse costituito dal frassino Yggdrasill. In alto si trovano saheimr,
il mondo degli sir, che risiedono nella fortezza di sgarr, e lfheimr, il mondo degli
Elfi. Al livello intermedio ci sono Migarr, la Terra di Mezzo ovvero il mondo degli
Uomini; Jtunheimr, la terra dei Giganti; Vanaheimr, il mondo dei Vanir; Niflheimr, il
mondo delloscurit e del gelo, che ospita le anime di coloro che non sono morti in
battaglia ed anche una dimora di Hel, figlia del dio Loki e di una gigantessa; e
Mspellsheimr, il mondo dei Giganti del fuoco. In basso, nel sottosuolo, si collocano
infine Svartlfheimr, il mondo degli Elfi neri e dei Nani, e Hel (o Helheimr), laldil
dove va chi in vita si macchiato di gravi colpe e dove regna Hel. Questi mondi sono
collegati tra loro da Yggdrasill (il destriero di Yggr), lalbero cosmico attraverso cui
si muove Odino (Yggr, ovvero il terribile, infatti uno dei suoi soprannomi): tra le
sue fronde si trova unaquila mentre tra le sue radici si annida il serpente Nhggr e i

22
Per una storia della letteratura scandinava nel medioevo si veda M. Gabrieli, Le letterature della
Scandinavia: Danese, Norvegese, Svedese, Islandese, Firenze - Milano 1969, pp. 9-124. Per una
traduzione italiana dell'Edda poetica si veda Il canzoniere eddico, a cura di P. Scardigli, Milano 2004;
dell'Edda in prosa e dell'Heimskringla attualmente esistono solo traduzioni italiane parziali: Snorri
Sturluson, Edda, a cura di G. Chiesa Isnardi, Milano 2003; Snorri Sturluson, Heimskringla: le saghe dei
re di Norvegia, a cura di F. Sangriso, Alessandria 2013. Dell'opera di Saxo sono stati tradotti in italiano
solamente i primi nove libri: Sassone Grammatico, Gesta dei re e degli eroi danesi, a cura di L. Koch e
A. Cipolla, Torino 1993.

16
due si scambiano continuamente insulti, riportati a entrambi dallo scoiattolo Ratatoskr.
Bifrst, larcobaleno, il ponte che unisce sgarr e Migarr23.
Gli di appartengono a due stirpi distinte: gli sir (o Asi), gli di sovrani, e i Vanir
(o Vani), divinit della fecondit. Primo tra gli sir Odino, padre degli di, dio dei
vivi ma anche dei morti, dio della sapienza e della magia, con caratteristiche quasi
sciamaniche; egli ha due corvi, Huginn (Pensiero) e Muninn (Memoria), che lo
informano su tutto quello che accade nel mondo. Suo figlio Thor, dio del tuono, il pi
forte degli sir: egli il protettore degli uomini e nemico giurato dei giganti. Altri sir
importanti sono Tr, dio della guerra e della giustizia; Heimdallr, detto il dio bianco,
guardiano di Bifrst e di sgarr nonch colui che, suonando il suo corno Gjallarhorn,
annuncer la fine del mondo; Loki, personaggio astuto e ambiguo, che a volte figura
come compagno di Odino e Thor, altre volte si contrappone a loro minacciando lordine
cosmico. Tra i Vanir, invece, spiccano Njrr, dio dei mari, e i suoi figli Freyr e Freyja:
il primo il dio della fertilit e governa la pioggia e lo splendore del sole; la seconda
la dea della fecondit, dellamore e della magia e a lei spetta la met dei caduti in
battaglia24. L'altra met dei caduti spetta a Odino e va a ingrossare la schiera di coloro
che, alla fine del mondo, combatteranno a fianco degli di:

Per i guerrieri, la vittoria o la morte in battaglia sono doni di Odino, e coloro che
muoiono in combattimento vengono accolti nella dimora chiamata Valhalla (Valhll,
Aula dei prescelti). L essi si chiamano Einherjar (forse [Coloro che] combattono da
soli). La Valhalla un luogo assai maestoso e facile da riconoscere: i pilastri, infatti,
sono aste di lancia, sul tetto, al posto delle tegole, vi sono scudi, le panche sono cosparse
di corazze. Sopra vi sospesa unaquila, un lupo pende impiccato alla porta occidentale.
detto che le porte della Valhalla sono ben cinquecentoquaranta; tuttavia, bench in quel
luogo vi sia una grandissima folla, non tanto difficile trovarvi posto quanto entrarvi. Il
cancello della Valhalla si chiama Valgrind (cancello dei prescelti), ma ben pochi sanno
come si apra il chiavistello; Govegr (sentiero verso le dimore degli di) forse la

23
Sull'origine e l'ordinamento dell'universo secondo la mitologia nordica si veda Chiesa Isnardi, I miti
nordici cit., pp. 47-85.
24
Per una descrizione dettagliata delle due stirpi divine e delle singole divinit si veda ibid., pp. 193-298.
Per quanto ormai datato e in parte superato, ancora un'utile lettura G. Dumzil, Gli di dei Germani,
Milano 1974 (ed. or. Paris 1959).

17
strada che vi conduce. Le Valchirie accompagnano i caduti nella Valhalla e servono loro
da bere la birra e lidromele25.

Contrapposti agli di troviamo i giganti (jtunn, pl. jtnar): sono gli esseri delle
origini, i primi abitatori del mondo, le forze del caos e dell'oscurit, i nemici degli di e
al contempo i loro progenitori, possessori di una saggezza antica e profonda26. Essi
rappresentano le forze primigenie della natura, difficili da domare senza una potenza
ordinatrice che li contrasti, incarnata dagli di, e sono i simboli del tempo che trascorre
e distrugge27: la presenza dei giganti alle origini del mondo e il loro ruolo decisivo alla
fine, quando combatteranno gli sir, emblema del divenire inesorabile28. Secondo
l'escatologia norrena, infatti, il mondo sar distrutto nel giorno del ragnark (fato degli
di), quando gli di andranno incontro al loro destino scontrandosi ciascuno con il
proprio avversario e ciascuno dando la morte all'altro: cos Odino sar divorato dal lupo
Fenrir, e sar poi vendicato da suo figlio Viarr; il serpente di Migarr
(Migarsormr), fino a quel momento nascosto nelle profondit oceaniche, emerger e
affronter Thor, e i due si uccideranno a vicenda; analoga sorte toccher a Tr contro il
cane infernale Garmr e a Heimdall contro Loki. Il mondo sar quindi consumato dalle
fiamme, ma dalle ceneri sorger una nuova terra che sar popolata da un'umanit
rigenerata29.
Una delle pi antiche testimonianze sulle credenze religiose degli scandinavi
quella di Adamo di Brema, un canonico tedesco autore, tra il 1072 e il 1076, dei Gesta
Hammaburgensis ecclesiae pontificum, una storia degli arcivescovi di Amburgo-Brema,
ai quali, dal IX secolo, era stata affidata la responsabilit di evangelizzare la
Scandinavia; nel quarto libro Adamo descrive ci che avveniva presso il grande tempio
di Uppsala, in Svezia:

Nobilissimum illa gens templum habet, quod Ubsola dicitur. In hoc templo, quod totum
ex auro paratum est, statuas trium deorum veneratur populus, ita ut potentissimus eorum
Thor in medio solium habeat triclinio; hinc et inde locum possident Wodan et Fricco. (...)
'Thor', inquiunt, 'praesidet in aere, qui tonitrus et fulmina, ventos ymbresque, serena et

25
Chiesa Isnardi, I miti nordici cit., p. 58.
26
Ibid., p. 317.
27
Ibid.
28
Ibid.
29
Ibid., pp. 186-192.

18
fruges gubernat. Alter Wodan, id est furor, bella gerit, hominique ministrat virtutem
contra inimicos. Tertius est Fricco, pacem voluptatemque largiens mortalibus'. Cuius
etiam simulacrum fingunt cum ingenti priapo. Wodanem vero sculpunt armatum, sicut
30
nostri Martem solent; Thor autem cum sceptro Iovem simulare videtur .

In realt l'attributo di Thor non era lo scettro bens il martello chiamato Mjlnir
(Stritolatore), che in seguito divenne il simbolo pagano per eccellenza in
contrapposizione alla croce cristiana.
Proprio grazie all'opera degli scrittori cristiani che per primi si confrontarono con
queste popolazioni, nonch grazie alle saghe, stato possibile ricostruire le forme di
culto e le pratiche religiose degli antichi scandinavi. Le pi importanti feste pagane
erano annuali: la festa delle notti d'inverno (vetrntr) che cadeva probabilmente alla
met di ottobre, la festa di jl, legata al solstizio invernale, la festa di primavera e quella
legata al solstizio d'estate (o festa di mezza estate). In queste circostanze erano compiuti
dei sacrifici (blt), durante i quali venivano immolati degli animali, prevalentemente
cavalli, accompagnati da abbondanti libagioni di birra, che insieme alla carne veniva
consacrata alla prosperit e alla pace (til rs ok friar). In tal modo gli alimenti erano
resi sacri e il banchetto rituale rendeva la comunit partecipe di quella sacralit poich il
cibo e le bevande diventavano gli intermediari tra il mondo profano che sacrifica e il
mondo sacro che riceve il sacrificio, rafforzando i legami di solidariet all'interno della
comunit e, al tempo stesso, assicurando la comunione tra la comunit e la divinit. A
guidare le celebrazioni era la personalit pi importante presente al banchetto, che
poteva essere il re o lo jarl - o un goi in Islanda - nel caso di una cerimonia pubblica,
oppure il capofamiglia (hsbndi) nel caso di feste limitate solo ad alcune famiglie o
agli abitanti di determinati distretti31.

30
Questo popolo ha un santuario particolarmente venerato che chiamato Uppsala. In questo tempio,
che interamente decorato in oro, il popolo adora le statue di tre dei: al centro della sala ha il suo trono
Thor, il pi potente di loro, a destra e a sinistra hanno posto Wotan e Fricco. (...) Thor dicono
domina sullatmosfera, governando i tuoni, i lampi, i venti e le piogge, il bel tempo e i prodotti dei
campi. Il secondo, Wotan, cio il Furore, il dio della guerra e infonde agli uomini il coraggio contro i
nemici. Il terzo Fricco che dona ai mortali la pace e il piacere dei sensi. Foggiano il suo idolo anche
con un grande fallo, invece Wotan rappresentato armato, come i nostri sogliono Marte, mentre Thor con
il suo scettro sembra assomigliare a Giove: Adamo di Brema, Storia degli arcivescovi della Chiesa di
Amburgo, a cura di I. Pagani, Torino 1996 (d'ora in poi Gesta), IV, 26, pp. 470-471.
31
Sulle pratiche religiose pagane si veda Boyer, La vita quotidiana cit., pp. 95-96, 188-192, 218-221.

19
7. La conversione della Scandinavia
La cristianizzazione della Scandinavia fu un processo lungo che si complet con
tempi e modalit diverse a seconda delle regioni e delle persone coinvolte. In linea
generale, la conversione procedette dall'alto verso il basso, partendo dai magnati e dai
re: molti capi, infatti, avevano conosciuto il cristianesimo durante i loro viaggi allestero
come vichinghi. La prima missione fu quella del monaco franco Anscario, che tra l826
e l831 si rec in Danimarca e Svezia fondandovi alcune comunit cristiane che ebbero
per vita breve; in seguito lattivit missionaria fu portata avanti soprattutto da monaci e
vescovi tedeschi e anglosassoni. Il periodo decisivo fu quello tra X e XI secolo, quando
la nuova fede fu imposta da quei re (come i norvegesi Olaf Tryggvason e Olaf
Haraldsson) con un passato da vichinghi che avevano visto i vantaggi che il
cristianesimo poteva dare a un sovrano. Gli aspetti teologici o dottrinari non erano
importanti per loro, mentre lo furono quelli di comunit e di lealt: difatti i re
utilizzarono il cristianesimo per costruire attorno a s una rete di clientele e relazioni
personali da contrapporre a quella dei loro avversari ancora pagani. La lotta con il
paganesimo, dunque, mirava anzitutto a colpire e recidere i legami religiosi che univano
i magnati pagani alle loro clientele.
I primi vescovi missionari erano itineranti e si spostavano con i re, mentre una
struttura ecclesiastica stabile si form solo alla fine dellXI secolo, e si consolid nel
corso del secolo seguente. In Islanda il cristianesimo fu accettato dallAling nel 1000,
per evitare una divisione della societ e lo scoppio di una guerra civile tra pagani e
cristiani. In un tale contesto operarono e predicarono, con alterne fortune, molti
missionari, di cui Adamo racconta le storie. Di alcuni, per, egli condanna la condotta e
gli eccessi in fatto di cibo e di donne; pi in generale, secondo Adamo, laccoglienza
che questi missionari ricevevano presso le popolazioni indigene, e quindi il successo
della loro predicazione, dipendeva in larga parte dal loro atteggiamento, come illustra
lesempio dellanglosassone Volfredo:

Per idem tempus sermo est, quendam ab Anglia nomine Wolfredum, divini
amoris instinctu Suediam ingressum, verbum Dei paganis cum magna fiducia
praedicasse. Qui dum sua praedicatione multos ad christianam fidem convertisset,
ydolum gentis nomine Thor, stans in concilio paganorum coepit anathematizare;
simulque arrepta bipenni simulacrum in frusta concidit. Et ille quidem pro talibus

20
ausis statim mille vulneribus confossus, animam laurea dignam martyrii transmisit
in coelum. Corpus eius barbari laniatum post multa ludibria merserunt in
paludem32.

Bench il ricorso all'ingiuria come mezzo di predicazione non fosse certamente una
novit in campo cristiano33, il chierico bremense sembra essere scettico sulla sua reale
efficacia e, al contrario, insiste a pi riprese sulla necessit che il clero adotti una
condotta irreprensibile, cosicch l'esempio favorisca la conversione dei pagani.
In Norvegia Olaf Tryggvason e Olaf Haraldsson si guadagnarono la fama di "re
missionari" per lo zelo - e in alcuni casi anche la violenza - con cui intrapresero la
cristianizzazione del loro popolo, e nelle saghe sono numerosi gli episodi in cui i due
sono alle prese con i pagani. In uno di questi si racconta di come Olaf Haraldsson il
Santo, che dopo aver conquistato il regno nel 1015 si era dedicato a un'intensa opera di
evangelizzazione, convert un certo Dale-Gudbrand, signore del distretto di Dale. Questi
era venuto a sapere dell'imminente arrivo del re e si rivolse ai propri uomini con queste
parole: Quell'uomo di nome Olaf sta arrivando a Loar e ci offrir un'altra fede rispetto
a quella che abbiamo, e far a pezzi tutti i nostri di, e sostiene di avere un Dio molto
pi grande e potente. strano che la terra non si apra sotto di lui quando osa dire cose
del genere, o che gli di gli permettano di vivere a lungo. Io credo che, se portassimo
fuori dal nostro tempio Thor, che risiede in questo luogo e che ci ha sempre aiutati, e se
questi vedesse Olaf e i suoi uomini, allora il Dio di Olaf, Olaf stesso e i suoi uomini si
dileguerebbero e di loro non rimarrebbe nulla. All'arrivo del re, Gudbrand gli si rivolse
cos: Noi non sappiamo di chi tu parli. Tu chiami con il nome di Dio uno che n tu n
altri avete mai visto. Ma noi abbiamo un dio che possiamo vedere ogni giorno; egli non
fuori adesso, perch il tempo piovoso. Egli ti sembrer potente e ti incuter timore, e
io credo che il terrore scender su di te quando lui arriver al ing. Ma poich dici che il
tuo Dio pu tanto, faccia allora in modo che domani il tempo sia nuvoloso ma senza

32
Si racconta che in quel periodo un anglo di nome Volfredo, spinto dallamore di Dio, si rec in Svezia
e con grande coraggio annunci ai pagani la parola di Dio. Con la sua predicazione aveva gi convertito
molti al cristianesimo, quando si mise a maledire il dio di quella gente chiamato Thor, la cui immagine si
ergeva nellassemblea dei pagani, e, afferrata unascia, ne ridusse il simulacro in frantumi. Per aver tanto
osato fu subito trafitto da mille ferite e invi al cielo la sua anima, degna della corona del martirio. Dopo
molti oltraggi, i barbari gettarono il suo corpo dilaniato in una palude: Gesta, II, 62, pp. 258-259.
33
Una simile strategia fu adottata nell'Oriente musulmano dall'eremita Pietro di Capitolia, in
Transgiordania, che, nel 715, desiderando ardentemente il martirio, coron il suo intento inveendo
pubblicamente contro Maometto e la sua fede: B.Z. Kedar, Crociata e missione. L'Europa incontro a
l'Islam, Roma 1991 (Princeton 1984), p. 29.

21
pioggia, cosicch possiamo incontrarci qui. Olaf allora si fece spiegare di nascosto
come era fatto lidolo e di quale materiale era composto e la mattina seguente, dopo
aver trascorso la notte in preghiera, si diresse al ing; il cielo era nuvoloso, e il re disse a
un suo uomo di porsi accanto all'idolo. Poi rivolse questo discorso a Dale-Gudbrand:
Molte cose ci hai detto questa mattina. Ti sei meravigliato di non vedere il nostro Dio,
ma noi crediamo che Egli verr presto da noi. Tu ci hai minacciati con il tuo dio che
sia cieco che sordo, che non pu aiutare n s stesso n gli altri, e che non pu andare da
nessuna parte se non trasportato da qualcuno; e io ora credo che tra poco andr
incontro al suo destino: volgete i vostri occhi a est, osservate il nostro Dio che avanza in
una grande luce!. In quel momento il sole squarci le nubi, e tutti i contadini
guardarono in quella direzione; subito luomo di Olaf colp l'idolo con un bastone,
mandandolo in pezzi, e da esso fuoriuscirono ratti, rospi e serpenti. Impressionato da un
simile prodigio, Dale si convert e insieme a lui la sua gente34.

8. Le relazioni con il papato: il caso di re Sverrir di Norvegia


Nella seconda met dell'XI secolo la chiesa scandinava si organizz stabilmente con
la nascita di diocesi fisse sotto la giurisdizione dell'arcidiocesi tedesca di Amburgo-
Brema, finch nel 1104 sorse una provincia ecclesiastica indipendente che comprendeva
tutte le diocesi nordiche ed aveva la sua sede metropolitana a Lund, nella Scania allora
danese. La nuova sistemazione dur fino al 1152/1153, quando la diocesi norvegese di
Nidaros (Trondheim) ottenne la dignit arcivescovile insieme alla giurisdizione su
Islanda, Groenlandia, Fr er, Orcadi ed Ebridi. Nel 1164, infine, fu creata l'arcidiocesi
svedese di Uppsala, che rimase tuttavia sottoposta alla primazia dell'arcivescovo di
Lund.
In questo contesto, le relazioni del clero e dei sovrani scandinavi con la Santa Sede
si fecero sempre pi regolari, e non mancarono momenti di conflittualit. Il contrasto
forse pi duro fu quello con re Sverrir Sigurarson di Norvegia (1177-1202), che
ottenne la corona al termine di una sanguinosa guerra civile: nel 1190 la sua volont di
porre la Chiesa sotto il proprio controllo e interferire nelle elezioni dei vescovi costrinse

34
La conversione della Scandinavia affrontata in L. Musset, La pntration chrtienne dans lEurope
du nord et son influence sur la civilisation scandinave, in La conversione al cristianesimo nellEuropa
dellalto medioevo,14-19 aprile 1966 (Settimane di studio del Centro Italiano di studi sullalto medioevo,
XIV), Spoleto 1967, pp. 263-325, e in R. Fletcher, La conversione dellEuropa: dal paganesimo al
cristianesimo, 371-1386 d.C., Milano 2003 (ed. or. London 1997).

22
l'arcivescovo Erik di Nidaros all'esilio in Danimarca. Da qui, nel 1194, Erik e
l'arcivescovo danese Absalon di Lund inviarono dei messaggeri a Roma per denunciare
la condotta del re:

Gli arcivescovi ottennero dal papa [Celestino III] la risposta che avevano chiesto, poich
il papa annunci la scomunica di Sverrir se questi non avesse permesso all'arcivescovo di
avere tutto ci che aveva richiesto e rivendicato. Questa lettera fu letta pubblicamente in
Danimarca per ordine dell'arcivescovo, e ogni domenica la scomunica di re Sverrir fu
proclamata nel coro [delle chiese]. Quando re Sverrir seppe ci, affront spesso la
questione nelle assemblee dicendo che si trattava di una invenzione dei Danesi e non di
un messaggio del papa, e che non credeva che, con le menzogne, Erik il Cieco avrebbe
35
messo fine al suo regno .

Sverrir, allora, decise di inviare a Roma il vescovo rir di Hamar e il magister


Rkarr con l'incarico di ottenere l'assoluzione dal papa, tuttavia i due morirono a Lund
sulla via del ritorno insieme al legato Fidanzio (1197), cardinale-presbitero di San
Marcello:

L'inverno seguente il vescovo rir e il magister Rkarr giunsero dal sud, da Roma, in
Danimarca, e con loro un cardinale di Roma, ma essi furono colti tutti da un improvviso
malessere e morirono l. In Norvegia non arrivarono subito notizie su cosa fosse successo
durante il loro viaggio, ma tempo dopo giunsero dei Danesi che portarono a re Sverrir la
lettera e il sigillo del papa e dissero che il vescovo rir e il magister Rkarr avevano
impegnato quella lettera, e asserirono anche che il vescovo e il suo compagno avevano
ricevuto da loro denaro in prestito. Essi consegnarono la lettera al re, il quale diede loro la
quantit di denaro che ritenne appropriata. Re Sverrir fece leggere pubblicamente la
lettera nel coro [delle chiese] e mostr il sigillo papale con la lettera. Nella lettera era
scritto che, non appena il papa aveva saputo con certezza che il re parlava pi
giustamente dell'arcivescovo, il papa aveva assolto il re e l'intero suo regno da ogni
scomunica. Il re disse che il cardinale, il vescovo rir e il suo compagno erano stati
ospiti da un certo prete, e che durante la sera del veleno era stato mischiato alle loro
bevande ed erano morti tutti36.

35
The saga of king Sverri of Norway, transl. by J. Sephton, London 1899 (repr. Felinfach 1994), cap. 121,
pp. 152-153.
36
Ibid., cap. 128, p. 158.

23
La risposta del papa non si fece attendere: nel 1198 Innocenzo III, scrivendo
allarcivescovo Erik, accus Sverrir di opprimere le chiese, perseguitare i chierici,
affliggere i poveri e accanirsi sui potenti; Sverrir, inoltre, per raggirare meglio voi e
tutto il popolo norvegese e per far credere che il suo regno avesse ottenuto la conferma
dellautorit apostolica, non ha avuto timore di falsificare una bolla di papa Celestino,
nostro predecessore di buona memoria, con la quale ha sigillato varie lettere, ma Colui
al quale ogni cosa manifesta ha smascherato la sua falsit37. Per tutti questi motivi, il
papa scagli linterdetto sulla Norvegia; Sverrir, tuttavia, non fece alcun passo indietro
nella sua politica ecclesiastica e non ottenne mai l'assoluzione dalla scomunica.

9. Conclusione: la Scandinavia, periferia della cristianit


Nonostante la graduale integrazione della Scandinavia nel contesto europeo, la
percezione del Nord come periferia, quindi regione estrema, della christianitas perdur
per tutto il medioevo. Cos nel 1078 papa Gregorio VII defin il re norvegese Olaf Kyrre
quasi in extremo orbe terrarum posit[us], cos come il danese Harald Hein era in ultimis
terrarum finibus positus. Un altro papa, Urbano II, nel concilio di Clermont (1095) us
toni ancora pi espliciti: Omnem illam barbariem quae in remotis insulis glacialem
frequentat Oceanum, quia more belluina victitat, Christianam quis dixerit?38, e gli
stessi scandinavi soffrirono a lungo di questo "complesso di marginalit". Ancora nel
XV e XVI secolo il nord Europa sar descritto come una terra misteriosa e selvaggia,
ostile e abitata da mostruose belve, alla cui esistenza crede persino uno svedese come
Olao Magno, l'ultimo arcivescovo cattolico di Uppsala prima della Riforma luterana.
Ma la definizione pi espressiva ed emblematica forse quella del veneziano Pietro
Querini - naufrago nei mari settentrionali nei primi anni Trenta del '400 - secondo il
quale Capo Nord chiamato in suo lenguaggio Culo mundi39.

37
C.R. Unger - H.J. Huitfeldt (eds.), Diplomatarium Norvegicum, vol. VI/1, Christiania (Oslo) 1865, n
7, pp. 10-11.
38
Chi oser chiamare cristiana tutta quella barbarie che risiede nelle isole remote che si affacciano
sulloceano glaciale e che vive come le belve?: J.P. Migne, Patrologia latina, vol. CLI, col. 572.
39
D. Balestracci, Terre ignote, strana gente. Storie di viaggiatori medievali, Roma - Bari 2008, p. 52.

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