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Aristocle
Guerrilla Santa


Data Reg: 31 Mar 2009
Localit: BERLVSCONIA
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Influenza: 8
Rif: Oswald Spengler
Citazione:
La metafisica speculativa, dimostrata o ritenuta dimostrata, mera filosofia o erudizione.
Noi qui intendiamo invece una metafisica vissuta, l'inconcepibile come certezza, il
sovrannaturale come avvenimento reale, il vivere in un mondo non tangibile eppure vero.
Non in modo diverso che Ges visse, in ogni istante. Egli non era un predicatore
moralizzante. Veder nella dottrina morale lo scopo ultimo della religione significa non
conoscere che cosa essa sia: ci da diciottesimo secolo, "illuminismo", filisteismo
umanistico. E' blasfemo attribuire a Ges intenzioni sociali. I suoi detti propriamente morali,
quelli che non gli sono stati semplicemente attribuiti, mirano soltanto all'edificazione
spirituale. Non contengono nessuna dottrina nuova. Fra di essi si trovano proverbi che allora
ognuno conosceva. La sua dottrina era esclusivamente l'annuncio delle cose supreme,
l'imagine delle quali riempiva di continuo il suo spirito: l'imminenza dell'ra nuova, l'avvento
dell'inviato celeste, il giudizio alla fine dei tempi, un nuovo cielo e una nuova terra. Egli della
religione non aveva altro concetto, n pu averlo ogni epoca che abbia una vera vita
interiore. La religione in tutto e per tutto metafisica, trascendenza, esser desti in un mondo
in cui la testimonianza dei sensi illumina soltanto l'esteriorit; religione vivere in e col
sovrasensibile, e ove la forza necessaria per un tale esser desti o, almeno, quella necessaria
per credere in esso manchi, la vera religione finisce. Il mio regno non di questo mondo -
solo chi sa misurare tutto il peso di un tale concetto pu capire i detti pi profondi di Ges.
Solo le epoche tarde, cittadine, non pi capaci di simili orizzonti, adattano una religiosit
residuale al dominio della vita esteriore sostituendo alla religione vera sentimenti e
inclinazioni umanitarie, ponendo la predica moralistica e l'etica sociale al posto della
metafisica. In Ges si trova esattamente il contrario: "Date a Cesare ci che di Cesare" -
vuol dire: conformatevi alle potenze che reggono il mondo della realt, subitele e non
domandatevi se esse siano "giuste". Ci che importa solo la salute dell'anima. "Guardate i
gigli della valle" - vuol dire: non curatevi della ricchezza n della povert. L'una vincola
quanto l'altra l'anima alle cure di questo mondo. "Non si pu servire Dio e Mammona" - con
Mammona s'intende tutta la realt. E' banale e vile interpretare tali esigenze cos che ne vada
perduta tutta la grandezza Ges non avrebbe fatto differenza di sorta fra il lavorare per il
proprio arricchimento e il lavorare per le comodit sociali di "tutti". Se egli ebbe un terrore
per la ricchezza e se la comunit cristiana originaria di Gerusalemme, che era un severo
ordine ascetico e non un club socialista, condann la propriet, in ci devesi vedere quanto
vi di pi opposto ad ogni "sentire sociale": tali attitudini non procedevano dall'idea che la
situazione in cui ci si trova nella vita esteriore tutto, ma da quella che essa nulla, non
dall'apprezzare esclusivamente la vita comoda nell'aldiqua, ma dall'assoluto disprezzarla.
Senonch deve pur esservi qualcosa di fronte a cui ogni felicit terrena diviene un nulla. E',
di nuovo, la differenza che corre tra Tolstoi e Dostoevskij. Tolstoi, spirito cittadino
occidentalizzante, in Ges ha visto soltanto un banditore dell'etica sociale e come tutto
l'Occidente "civilizzato" il quale pu s ammettere una ripartizione dei beni ma non la
rinuncia ad essi, ha ridotto il cristianesimo ad un movimento di rivoluzione sociale, per
mancanza di sensibilit metafisica. Dostoevskij, che era povero, ma che in alcuni momenti
fu quasi un santo, non ha mai pensato a riforme sociali - che avrebbe guadagnato l'anima
dall'abolizione della propriet privata?
Oswald Spengler, Il Tramonto dell'Occidente, Guanda, pp. 969-971
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La libert costa cara. Molto pi cara della schiavit. E non si paga n con l'oro, n col sangue, n
con i pi nobili sacrifici: ma con la vigliaccheria, la prostituzione, il tradimento, con tutto il
marciume dell'animo umano.