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02/04/2009 Il contenzioso medico-legale - Artico…

Il contenzioso medico-legale - Articoli - conTESTI.eu

Il contenzioso medico-legale
di Leandro Mallamaci

La medicina non è una scienza esatta, pur essendo rigorosamente fondata su presupposti scientifici. I
calcoli di una struttura in cemento armato risulteranno costanti, a parità di dati prefissati,
indipendentemente dal tecnico che li avrà eseguiti. Altrettanto non può essere affermato nei confronti di
una realtà a volte oscura (la malattia) che viene affrontata, di volta in volta, nella sua proiezione variabile
(l'individuo affetto). Questo ampio margine di soggettività e la peculiarità del rapporto medico-paziente
hanno costituito il punto di partenza per l'incremento di conflittualità in sede penale e civile per i casi di
malpractice. Per i medici non è certo facile ostacolare interessi professionali concorrenti o contrastanti,
rappresentati nella peggiore accezione da studi legali che nel mondo anglosassone operano in sedi
addirittura adiacenti al pronto soccorso. Rientra però nelle loro competenze il miglioramento della capacità
di comunicare, elemento determinante nei rapporti con il paziente, con i mass-media e con l'opinione
pubblica. Gli ordini dei medici e le società scientifiche dovrebbero mettere in atto delle iniziative culturali
per contribuire a ristabilire il rapporto fiduciario medico-cittadino su basi nuove di trasparenza e
condivisione di scelte e obiettivi terapeutici.

La medicina attuale ha in parte perduto la caratteristica ippocratica del presupposto di beneficenza, per
diventare sempre più medicina relazionale. Il dialogo con il paziente costituisce l'elemento centrale
dell'opera medica. La prestazione medica è ormai quasi sempre considerata obbligazione contrattuale,
ovunque sia resa, sia nel pubblico che nel privato, e si è manifestata la tendenza della giurisprudenza a
pretendere l'obbligatorietà di risultato prescindendo dai limiti delle conoscenze e dei mezzi, sia in campo
diagnostico che terapeutico.I progressi della medicina soprattutto di quella preventiva, hanno spostato
l'attenzione dall'individuo malato al sano, la cui aspettativa non è più quindi solo la salute, ma una migliore
qualità di vita.

La crescita delle possibilità diagnostiche e terapeutiche è stata rapida e costante: molte malattie sono quasi
scomparse o ne è stata ridimensionata la rilevanza sociale. I successi della medicina hanno portato a nuove
aspettative nei confronti della salute e ad una diversa percezione della malattia. Questa, infatti è un evento
spesso vissuto come drammatico nella vita psicologica, familiare e sociale di una persona, e obbliga tutti
ad un difficile confronto con gli aspetti più dolorosi dell'esistenza, come la sofferenza, il dolore fisico,
l'invalidità, la perdita e la morte. È vero che al medico è stato dato il compito di assistere la nascita e la
morte di una vita umana, ma ritengo che lo scopo dell'organizzazione sanitaria non possa essere una
onnipotente e narcisistica pretesa di sconfitta della morte.

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