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Calabria - Futuro della professione medica, le osservazioni di

Mallamaci
di Maria Francesca Calvano • 15 Febbraio 2008 • Categoria: calabria

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Riprendiamo il dialogo sulla professione medica e sul futuro della sanità calabrese con Leandro
Mallamaci, medico pediatra e consulente tecnico d’ufficio del tribunale di Paola.
Ritiene che in conseguenza dell’incapacità gestionale, da lei denunciata negli interventi
precedenti, si arriverà ad un crollo della fiducia nei medici?
«La situazione che stiamo vivendo potrebbe essere come
un’onda violenta che si propaga all’infinito, ferendo la parte
che, in verità, andrebbe protetta: il paziente.
L’utente potrebbe perdere la fiducia nella struttura pubblica, e
richiedere maggiori controlli, accertamenti e cure ospedaliere,
spesso prescindendo dalla loro stretta necessità in termini
clinici.
La classe medica, a sua volta, si vedrebbe costretta ad
accoglierne le richieste pressanti, sia per motivi di coscienza
professionale che per cautelarsi dal continuo ed immotivato
ricorso alla giustizia in caso di diniego.
Facendo ricorso ad esami clinici e strumentali, spesso inutili e
costosi, già si registrano, con evidenza, notevoli aumenti della
spesa sanitaria nella fase di accertamento diagnostico. A ciò va
aggiunta l’ulteriore spesa per il momento terapeutico che, già
isolatamente, rappresenta dei costi quasi insostenibili.
Continuando a percorrere questa strada, si giungerebbe,
ineluttabilmente, al crollo del sistema sanitario pubblico».
Perché, secondo lei, le notizie della cosiddetta “malasanità”
trovano sistematicamente spazio sui giornali e nelle televisioni?
«Apparentemente si potrebbe supporre che l’opinione pubblica abbia un interesse particolare verso
questo tipo di notizia per la curiosità di conoscere i retroscena di situazioni riportate come “scandalose”
e socialmente non tollerabili. Si aggiunga che esiste ancora una forma di “accanimento” verso la classe
medica, alla quale non viene concesso alcun margine di errore. La realtà potrebbe essere ben altra.
Molte volte i mass media hanno la tendenza ad evidenziare i casi di presunta malpractice, trascurando
di chiarire la reale portata dell’ assistenza sanitaria effettuata con efficacia in tutto il territorio nazionale
anche in condizioni di disagio strutturale e carenza di organico. Vorrei sottolineare che “talora” i mass
media rappresentano l’espressione di soggetti privati, caste, poteri forti che, nel nostro paese,
supportano le strutture private con ingenti finanziamenti, depotenziando, in tal modo, il sistema
pubblico».
Dunque quali sono le sue conclusioni a proposito?
«Partendo dal presupposto che il sistema sanitario italiano è tra i più efficienti del mondo e che la sanità
pubblica nel nostro Paese è gratuita e gestita da una classe medica fra le più preparate dell’Occidente,
sarebbe opportuno, da parte dei media, sottolineare tali e determinanti aspetti anzichè alimentare la
sfiducia nelle Istituzioni Sanitarie Pubbliche con notizie allarmanti ed eccessivamente pessimistiche».
Maria Francesca Calvano
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2 Risposte »
1. Leandro Mallamaci on Maggio 26 2008 at 2:51 pm:
Fra qualche settimana a Paola si discuterà di contenzioso medico legale nell’ ambito di un
congresso medico. Anticipo il contenuto della mia relazione nel seguente link:
http://www.scribd.com/doc/13856890/Malpractice-e-Medicina-Difensiva
Leandro Mallamaci
2. ghostdog on Maggio 27 2008 at 5:25 pm:
Andiamo con disordine. Il paziente “standard” non si reca presso il pronto soccorso per
chiedere “un controllo o un accertamento”; per quello c’e’ il medico di base che prescrive cio’
che necessita, in materia di esami o di cure. Chi si reca al pronto soccorso lo fa perche’ ha un
problema URGENTE da risolvere. Un dolore sconosciuto, un trauma, un malessere di natura
non chiara. Se egli viene rimandato a casa con l’assicurazione che “tutto e’ a posto”, o che si
tratta di una “banale emicrania” e poi il malcapitato ci resta secco, mi pare ovvio e prevedibile
che i giornali ne diano notizia e che i parenti ricorrano al giudice. Non vedo cosa ci sia di strano
o patologico. Chiaro che tra queste tante persone che hanno una “urgenza” (si chiama -pronto-
soccorso, giusto?), esistono anche gli ipocondriaci. Sono sempre esistiti, basta frequentare il
teatro o il cinema.. non serve essere medico, per saperlo. Solo due esempi: Moliere e
D’Agata/Sordi. Ma non ho MAI visto un servizio in tv o letto sui giornali, che si sia occupato di
un caso meno che grave. Tutti decessi o gravi danni permanenti a carico di bambini, e tutti da
verificare. Ma non e’ un caso di “accanimento mediatico” nei confronti della classe medica.
Basti pensare ai temi della sicurezza e dell’immigrazione, o a quelli degl’incidenti stradali, per
accorgersi che il tasso di attenzione giornalistica (in termini di notizie riportate e titoli) e’
almeno 20 volte piu’ alto. Spettacolarizzazione? Certo, ma quando i medici te li ritrovi nei piu’
seguiti contenitori, a parlar di ogni campo dello scibile umano, spesso piu’ a sproposito che
altro (parlo in particolare dei vari Meluzzi, Crepez, e compagnia cantante), o a distribuir
colpevolezze dei piu’ efferati omicidi a destra e a manca, periziando impropriamente e in
diretta, quella non si chiama “spettacolarizzazione”? E come la vogliamo chiamare, allora?
Stesso discorso per la celeberrima “pinza nella panza” di eliesca memoria; se si lasciano garze e
altro dentro il paziente ricucito, cosa deve fare il medico (o il ferrista, o il responsabile
accertato), come la risolviamo? Le nostre piu’ sentite scuse e amen? Altro discorso potrebbe
vedermi concorde, caro Mallamaci, e cioe’: il sottolineare che non tutte le “professioni”
ripagano i cittadini per le loro colpe. Una per tutte: i magistrati. Questo storura andrebbe subito
corretta (ma ahime’ s’e’ gia’ tentato senza successo; le toghe son molto piu’ potenti dei camici,
direbbe il mio amico Colletto Bianco). Last, but not least: che noi si abbia punti di eccellenza,
posso essere d’accordo, ma che il nostro sistema sanitario sia “tra i piu’ efficienti del mondo”,
mi permetto di dubitarlo e anche fortemente. Ho avuto a che fare col sistema sanitario tedesco.
Altro passo, dottore.. altro passo. Cordialmente suo. P.S. Mi scuso ancora per il disordinato
intervento.
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