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Il giudizio medico di Paul Ricoeur Paul Ricoeur, filosofo francese, scomparso nel 2005 ma sempre vivo fino alla

mortecome egli stesso affermava, nel il giudizio medico sviluppa un grande confronto con due scienze, in particolare tra la bioetica e la medicina. Proprio nella conferenza internazionale a Copenaghen su Bioethics e Biolaw nel 1996, Ricoeur aveva affrontato il tema del giudizio nelletica medica. Egli si chiede: A quale tratto delletica fondamentale d visibilit e leggibilit letica medica?, sapendo che la risposta sta nella sollecitudine, ossia nel prestare soccorso a qualsiasi persona malata. Larte di curare si esercita sempre attraverso una relazione che mette al centro il diritto del malato di conoscere la verit sul proprio caso e di ricevere trattamenti adeguati. Questo libro rivela una riflessione sulla tipologia del giudizio medico e della buona medicina richiamando laristotelica equivalenza tra vita buona e vita felice. Vi un richiamo alla dimensione etica come stima di s che conferisce senso allesperienza relazionale tra medico e paziente che costituisce il necessario presupposto per comprendere la divisione del giudizio medico in tre livelli: il giudizio prudenziale applicato a singole situazioni, ove un paziente particolare posto in relazione con un medico particolare. Dunque allude al carattere relazionale del patto di cura tra il paziente e il medico che Ricoeur chiama patto di fiducia. Alla richiesta di chi soffre, il medico risponde con la promessa di curare che attiva in chi soffre la speranza e crea una relazione di fiducia che non ancora un contratto medico. Il patto di cura diviene cos una sorta di alleanza sigillata tra due persone contro il nemico comune, la malattia. Laccordo deve il suo carattere morale alla promessa, convenuta tra i due protagonisti, di rispettare fedelmente i rispettivi impegni. Nel giudizio medico che Ricoeur chiama deontologico avviene il passaggio dal patto di fiducia al contratto in cui lobbligo deontologico da parte del medico prioritario nel prestare soccorso a chiunque si trovi in condizioni di pericolo non solo ai propri pazienti ma ad ogni persona malata o ferita incontrata in una situazione di emergenza. Per Ricoeur la deontologia medica assolve a tre funzioni fondamentali: a) universalizzare i precetti trasformando gli impegni della fiducia in obblighi del segreto professionale cio universalizzare i precetti propri del patto di cura che lega paziente e medico; b) connettere gli obblighi deontologici in unarchitettura di diritti e doveri dei medici e dei pazienti; c) arbitrare i conflitti che possono originarsi sia dalle tensioni tra luogo della ricerca e luogo della clinica sia dalla questione del benessere personale del paziente. Il giudizio riflessivo oltre a mettere in gioco la nozione stessa di salute sia essa privata o pubblica in relazione alle nostre pi profonde convinzioni sulla vita e sulla morte, sulla nascita e la sofferenza, delinea lidea ricoeuriana dellidentit fragile come la caratteristica pi profonda del nostro esserci. Tale fragilit assai difficile da esplorare: quale rapporto fra desiderio di salute e desiderio della vita buona?

Come integriamo la sofferenza e laccettazione della morte con lidea che ci facciamo della felicit? Per Ricoeur la sofferenza non riguarda solo la pratica medica ma tocca e destabilizza il rapporto con se stessi, sicuramente la medicina ha posto la sofferenza e la speranza alla base in modo che possa guarire ed aiutare il malato essendo la medicina lunica pratica in cui in gioco salute mentale e fisica. Ad impegnare lun laltro medico e paziente un patto di cura basato sulla fiducia . Inizialmente medico e paziente sembrano vivere in una dissimmetria in quanto da un lato vi colui che sa e sa fare e dallaltro colui che soffre. Il paziente porta al linguaggio un lamento che sia descrittivo poich riassume il sintomo e sia narrativo in quanto racconta di coinvolgimenti, anche di persone, nella malattia. Il lamento, per, si trasforma in domanda che pu essere una domanda di guarigione, di salute, di immortalit o una domanda rivolta come appello al medico e su questa domanda si innesta la promessa di osservare, una volta accolto, il protocollo del trattamento proposto. In questo modo il patto di cura diviene una sorta di alleanza sigillata fra due persone contro il nemico comune, la malattia, questo per pu essere molto fragile in quanto subentra diffidenza e sospetto e la fiducia minacciata dal lato del paziente da una mescolanza di diffidenza e vede il ruolo del corpo medico come una sorta di abuso arrivando a sospettare che possa essere inadeguato per quella situazione. Inoltre ogni paziente domanda troppo ma allo stesso tempo diffida di colui nel quale ha posto fiducia.