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La Teoria dei Colori di Goethe

e i suoi rapporti con la Naturphilosophie del Romanticismo tedesco


Lo scopo dellopera criticare la teoria dei colori di Newton (=i colori sono tutti contenuti nella luce bianca e sono originati unicamente dalle diverse lunghezze donda della luce). Ridurre i colori a semplici lunghezze donda significa ridurli a semplici quantit misurabili fisicamente, ma i colori sono per Goethe delle qualit che si manifestano nella natura, non solamente dei numeri; Goethe vuole costruire una fisica qualitativa in antitesi alla fisica quantitativa newtoniana, che una fisica ridotta semplicemente a matematica, incapace quindi di cogliere la ricchezza della Natura. Al termine dellopera, Goethe dimostrer come, anche nella formazione dei colori, si manifesti la legge universale della Natura scoperta dai filosofi romantici, cio la legge di polarit. I colori sono originati, per Goethe, dallinterazione tra la forza positivoattrattiva e negativo-repulsiva, cio sono originati dallinterazione tra luce (=polo positivo) e oscurit (= polo negativo) e non sono quindi semplicemente contenuti nella luce bianca. Senza interazione tra forze opposte, senza dialettica, non pu esserci il fenomeno del colore; un semplice esperimento ce lo dimostra: x Secondo Newton, la luce bianca, passando attraverso il prisma, dovrebbe scomporsi nei vari colori dello spettro. Ebbene, si osservi una qualsiasi superficie totalmente bianca attraverso un prisma: nessun colore apparir mai. Ora si disegni una macchia nera (= principio delloscurit, polo negativo) sulla superficie bianca e si guardi il tutto attraverso il prisma: subito appariranno tutti i colori delliride e appariranno proprio nei margini sfocati che separano la macchia nera (=polo negativo) dalla superficie bianca (=polo positivo). Ci prova che i colori sono originati non dalla semplice luce bianca ma dalla sovrapposizione di luce bianca e oscurit. Nella prima parte dellopera Goethe prende in esame i colori fisiologici cio i colori che dipendono esclusivamente dal soggetto e sono prodotti dallattivit dellocchio. Gi nella formazione di questi colori si manifesta la legge di polarit. La fisiologia dellocchio obbedisce infatti ad un principio dialettico: se locchio stimolato a lungo da un certo colore che vede, appena la stimolazione cessa locchio tende a produrre da s il colore opposto a quello visto. Ci evidente anche solo in rapporto alla luce e alloscurit: si guardi a lungo, ad esempio, una finestra attraverso la quale si scorge il cielo luminoso; lintelaiatura della finestra appare ovviamente pi scura rispetto al cielo chiaro. Ora, si sposti lo sguardo su una parete o una superficie moderatamente illuminata, n troppo chiara, n troppo scura; dopo qualche secondo di attesa locchio produrr il fenomeno dialettico e ci sembrer di scorgere, come proiettata sulla parete o sulla superficie, limmagine della finestra in negativo: lintelaiatura apparir chiara e il cielo sullo sfondo apparir scuro. Lo stesso avviene se osserviamo a lungo un determinato colore, ad esempio, un quadrato rosso su una pagina bianca; spostando lo sguardo su unaltra superficie bianca, vedremo apparire, dopo qualche secondo, un quadrato di colore complementare, quindi opposto, a quello osservato, cio un quadrato verde (il rosso complementare del verde, il giallo complementare del violetto, larancio complementare del blu). Nella seconda parte dellopera, Goethe esamina i colori fisici, cio i colori oggettivi che si producono tramite il prisma di Newton. Qui Goethe enuncia la legge generale secondo la quale tutti i colori fisici sono prodotti dalla mescolanza di luce e oscurit. La mescolanza pi precisamente una sovrapposizione e i colori si originano nel seguente modo: 1. Se si osserva una superficie bianca (o la luce bianca) attraverso un mezzo torbido pi scuro (come un vetro, o come laria stessa che, essendo satura di pulviscolo, sempre pi scura del bianco puro) avr luogo unattenuazione della luminosit della superficie a tal punto che essa ci apparir gialla. Se la torbidezza, cio loscurit, del mezzo aumenta, apparir larancio (cio il giallo-rosso); in seguito, con un ulteriore aumento di torbidezza, si otterr il rosso. Lesempio pi lampante di questo fenomeno dato dal sole: esso dovrebbe sempre apparirci bianco ma siccome la sua luce bianca giunge a noi attenuata dalla torbidezza atmosferica, il sole ci appare giallo; man mano che esso discende verso lorizzonte si colora progressivamente di rosso in quanto la parte pi bassa dellatmosfera pi densa, quindi pi torbida. 2. Se, al contrario, si osserva una superficie nera (o loscurit) attraverso un mezzo torbido pi chiaro (come lo stesso vetro o laria purch siano illuminati da una luce incidente, in quanto senza questa sarebbe impossibile la visione) avr luogo unattenuazione delloscurit della superficie a tal punto che essa ci apparir violetta. Se la torbidezza, quindi la chiarezza, del mezzo aumenta, apparir il blu (o lindaco) e, con un maggiore aumento di torbidezza, lazzurro. Lesempio pi lampante dato dal cielo diurno che ci appare azzurro in quanto la pura oscurit dello spazio osservata attraverso la torbidezza pi chiara dellatmosfera illuminata dalla luce solare; quando si fa sera e la chiarezza dellatmosfera diminuisce, il colore del cielo vira progressivamente verso il blu, poi verso il violetto, fino ad apparire quasi del tutto nero. Possiamo riassumere cos lorigine dei colori fisici secondo Goethe: a) Chiaro (+) attraverso scuro (-) = Giallo Arancio Rosso b) Scuro (-) attraverso chiaro (+) = Violetto Blu (Indaco) Azzurro Con questa teoria Goethe non ha difficolt a spiegare lorigine dei colori spettrali che vengono prodotti quando un fascio di luce bianca attraversa il prisma di Newton. A causa della rifrazione, infatti, il fascio di luce bianca viene deviato nel prisma e si sovrappone secondo varie gradazioni all'oscurit che lo circonda: (a) ad unestremit dello spettro loscurit si sovrapporr come torbidezza scura alla luce bianca ed allora vedremo formarsi il rosso, larancio e il giallo; (b) dallaltra estremit dello spettro avverr il fenomeno contrario, cio la luce bianca si sovrapporr come torbidezza chiara alloscurit ed allora vedremo formarsi il violetto, il blu (o indaco) e lazzurro. Il verde invece, che appare sempre al centro dello spettro, dato semplicemente dalla mescolanza dei due colori contigui, cio del giallo da una parte e dellazzurro dallaltra (vedi schema sul retro).

Polo +

Lo spettro secondo Goethe

Polo Blu (Indaco)

Rosso

Arancio

Giallo

Verde

Azzurro

Violetto

Chiaro attraverso torbidezza scura

Mescolanza

Scuro attraverso torbidezza chiara

La legge della polarit evidenziata da Goethe fu fatta valere come legge generale della Natura da tutti i filosofi romantici tedeschi, come si pu notare dai seguenti schemi: il primo illustra la filosofia della natura di Schelling, il secondo evidenzia le correlazioni tra le varie parti e funzioni dellorganismo con le forze e gli elementi naturali.