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La Calcografia Brevi cenni di storia e sulle tecniche dellincisione su metallo Breve storia dellincisione

Lincisione sempre stata considerata unarte minore: la mancanza di colore, loperazione di traduzione, il fine spesso popolare , sembrano togliere alla pratica incisoria dignit artistica. In realt, oltre ad avere un ruolo documentario importantissimo, la stampa possiede tutti i canoni della creazione artistica; La nascita della stampa darte, il cui impulso viene prima dalle possibilit di lauti guadagni con le rappresentazioni di santi venduti nei conventi, poi, con lintroduzione delle carte da gioco, gode delleredit diretta della stampigliatura mediante matrici lignee, la xilografia, nata probabilmente in Estremo Oriente e diffusasi in Europa attraverso le Fiandre e in Italia grazie a Venezia. Blocchi di legno incisi a rilievo venivano usati per decorare i tessuti, ma non giunta a noi alcuna testimonianza di uso delle matrici in legno su carta prima della seconda met del XIV secolo. Larte di incidere il metallo proviene in massima parte dallalta scuola del- la gioielleria; in particolare da quella fiorentina del 1400. Lorafo niellatore fiorentino Maso Finiguerra considerato il primo ad aver fatto uso nel 1450 di una nuova tecnica. Il niello era un incisione fatta su metallo, quasi sempre prezioso, argento, oro ecc. Riempiendo i segni incisi con una sostanza nera si metteva in risalto, sul metallo lucido, il disegno. Sembra che Maso abbia lasciato su un tavolo un niello coperto di un foglio di carta leggera e poi tutto coperto casualmente dai panni bagnati che una lavandaia distratta ha posto sul tavolo. Sia la pressione del peso della stoffa bagnata, sia la carta inumidita e perci morbida e ancora non secca la miscela del niello, ha fatto si che il disegno si sia stampato sulla carta. Era avvenuta una vera operazione calcografica. Si cominci a sperimentare questa tecnica e via via le matrici diventarono di rame, la tecnica usata il bulino. Incisione di una lastra con una punta metallica.. Lincisone su metalli ha nella tecnica a bulino la sua prima e diffusa espressione. Il primo rame a bulino di cui si ha traccia una Flagellazione di Cristo datata 1446 opera di un incisore tedesco. Il bulino avr sviluppo fino al tutto il Cinquecento e toccher il suo apice qualitativo nelle produzioni dei Carracci, assumendo unimportanza primaria nella diffusione della cultura e dellinformazione in campo religioso e politico, in quanto pi rapida per esecuzione e quindi di intervento pi tempestivo nel dibattito politico, rispetto alla pittura. Dopo Maso i grandi dellincisione sono il Pollaiolo e il Mantegna che fond una scuola importantissima. In Germania crescevano di fama i grandi incisori nordici.

Martin Schoen linventore del torchio calcografico. Incisore di grande prestigio Albert Durer pittore che stravolger la tecnica dellincisione e su legno e su lastra. Tra il 1503 e 1540 avvengono grandi evoluzioni della tecnica in particolare il Parmigianino inventa lacquaforte, matrice incisa tramite lacido. Acquaforte lantico nome dellacido nitrico, cos chiamato per il suo potere corrosivo. Il Seicento e il Settecento sono i secoli dellacquaforte per eccellenza: gli sperimentalismi iniziati nel secolo precedente portano allo sviluppo di nuove tecniche quali la maniera nera, lacquatinta e la stampa a colori, mentre le tecniche lineari tradizionali ed in particolare la xilografia vengono del tutto abbandonate. Il bulino che era stato il protagonista della grafica cinquecentesca viene ormai relegato alla sola stampa di traduzione e al ritratto. 1642 viene inventata la tecnica della maniera nera in Germania dallincisore Luigi di Siegen. La tecnica viene anche chiamata: mezzatinta o incisione a fumo. Alla fine del 1660 Giovanni Leprince e Franois Janinet inventano la tecnica dellacquatinta che verr usata con molta maestria dal Goya soprattutto nei celebri Capricci, il quale chiude la grande stagione dellincisione calcografica e apre la strada alla stampa originale e moderna. Le Fiandre rimangono il centro di maggiore sperimentalismo: vi operano artisti prestigiosi come Van Dyck e Rembrandt.. Lacquaforte in Italia raggiunge gli apici delle sue facolt espressive con i maestri del Settecento: CANALETTO, BELLOTTO, TIEPOLO, PIRANESI. Nel 1796 il tedesco Aloys Senefelder inventa la litografia che ben presto metter in crisi lincisione su metallo, soprattutto per scopi illustrativi, e oltre a questo contribu anche la scoperta della prima fotografia. Buona parte dei grandi artisti moderni si sperimentano con la tecnica incisoria da MARC CHAGALL, DERAIN, LEGER e NOLDE a KOKOSCHKA; da PICASSO, MIRO DALI a CARRA, MORANDI, CAMPIGLI, GUTTUSO. Gli incisori italiani sono tra i pi conosciuti al mondo. Larte della stampa originale acquisisce nuove caratteristiche a partire dalla seconda guerra mondiale; durante la prima met del secolo, infatti, rimane legata alle rigide convenzioni delle riproduzioni del XIX secolo, faticando ad uniformarsi ai nuovi ideali della pittura europea davanguardia. Fin dalla fine della seconda guerra mondiale, lincisione originale diviene materia accademica e i maestri di fama internazionale danno prestigio alle scuole in cui insegnano. Continua fino ai nostri giorni la tecnica tradizionale dell acquaforte con gli stessi metodi da Rembrandt, Durer, Goya, Piranesi ecc. Come prodotto esclusivamente degli artisti e solo raramente come illustrazione di libri pregiati, in limitate copie. Oggi la tecnica dellincisione ha raggiunto vette altissime come risultato tecnico e artistico e va solo merito degli incisori che vengono presi da questo affascinante lavoro.

Tecniche dellincisione

Lincisione lArte di ricavare in una superficie dura un disegno o meglio un immagine atta ad essere riprodotta in pi esemplari mediante la stampa a mezzo torchio.

Il laboratorio

Torchio calcografico; Vasca per lacido; Vasca per bagnare la carta; Piastra riscaldata; Asciugatoio; Inchiostri, tarlatana, veline, tampone, cere, vernici, solventi etc.. Bulini, punte, spatole;

La stampa si divide in tre grandi gruppi:


In rilievo. In piano. In incavo. Xilografia Litografia Calcografia

Incisione a rilievo
La Xilografia una tecnica incisoria a rilievo, in quanto tale risulta il segno destinato a ricevere linchiostro rullato tipograficamente sulla matrice. Le sue qualit grafiche si avvalgono di segni larghi e robusti, non incrociati e di spessore irregolare. Questa tecnica consiste nellintaglio, con uno strumento chiamato sgorbia, di una tavoletta di pochi centimetri seguendo un disegno precedentemente delineato dallartista. Sono usati prevalentemente legni morbidi (melo, pero, ciliegio) intagliati parallelamente (legni di filo) o trasversalmente le fibre (legno di testa): nel primo caso si ottengono linee e contorni piuttosto rigidi, nel secondo caso i risultati sono pi morbidi e simili a quelli dellincisione su metallo. Il legno inchiostrato viene poi pressato sul supporto e il risultato della stampa corrispondente al disegno intagliato sulla tavoletta, cos si avr che dove nella matrice le parti in rilievo saranno nere mentre i segni incisi saranno bianchi.

Incisione in incavo
Con calcografia si intendono tutte quelle tecniche di incisione del metallo che portano alla realizzazione di una matrice destinata alla stampa. Calcografia significa scrittura su rame (calcos = rame / grafo = scrivo) Tutte le tecniche calcografiche utilizzano il sistema della stampa in incavo. Ci vuol dire che sono le parti incise (incavate) a ricevere linchiostro e a determinare limmagine sulla carta durante loperazione di stampa (con luso del torchio). Le tecniche di incisione sul metallo che vengono raggruppate sotto la definizione comune di calco- grafia sono, in ordine di apparizione storica: il bulino, la puntasecca, lacquaforte, lacquatinta, la maniera nera, la vernice molle, la maniera allo zucchero, al sale, per arrivare alle tecniche sperimentali di Hayter.

Differenza di segno tra le tre tecniche


La differenza che nelle prime due lincisore che tramite le punte incide sulla lastra direttamente, detto metodo diretto. Mentre nellacquaforte lacido che incide, metodo indiretto. Nel bulino il segno nitido, puntasecca caratteristica le barbe, acquaforte segno netto e forte.

Il bulino
La tecnica del bulino la pi antica di tutte le tecniche calcografiche. Lincisione ottenuta direttamente, con uno specifico attrezzo dalla punta tronca ma tagliente, con sezioni diverse, triangolare quadrangolare, e trapezoidale, munito di un grosso manico su cui lincisore appoggia il palmo della mano, per spingerlo, con un potente movimento di spalla e di gomito, ad aprire nella lastra un solco dai contorni puliti e molto netti. Il segno risultante alla stampa molto nitido e forte.

La Puntasecca
Lincisione realizzata a puntasecca molto sottile perch lo strumento fine quasi quanto un ago. Il disegno si ottiene graffiando la lastra di zinco con una punta di acciaio. Nello scavare il solco, la punta, a differenza del bulino, non ne asporta il metallo, ma solleva i bordi del segno, dando origine, a dei rialzi detti barbe , ai quali dovuto lo speciale aspetto del procedimento. Nella stampa, oltre a riempire il segno inciso, linchiostro anche trattenuto dalle barbe, dando al segno un apparenza vellutata, morbida ed ombrata.

L Acquaforte
Acquaforte lantico nome dellacido nitrico, cos chiamato per il suo potere corrosivo. Unacquaforte si esegue effettuando dapprima una serie di operazioni sulla lastra di zinco. 1.Dopo aver limato i bordi e smussato gli angoli della lastra, si lava con detersivo in

polvere e alcool tramite una retina e poi si leviga con la cartavetrata finissima, in modo da togliere ogni residuo di grasso. 2.Si ricopre uniformemente la lastra con la cera nera, che resistente agli acidi, riscaldandola su una piastra, quando si raffredda si affumica tramite una lampada a petrolio. 3.Sulla lastra si disegna con punte di acciaio, asportando la cera in corrispondenza alle linee che costituiranno il disegno, senza lasciare alcun segno sul metallo,mettendo a nudo il metallo nei tratti dove il mordente, cio lacido, dovr esercitare la sua azione corrosiva, scavando i solchi destinati a ricevere linchiostro per la stampa. 4.Una volta eseguito il disegno, si esegue la morsura (1). Si immerge la lastra in un bagno dacido (nella bacinella ce una soluzione di 1/13 cio 13 parti di acqua e parte di acido). Leffetto della morsura dipende dal tempo di immer-sione , del grado di concentrazione dellacido. Pi forte deve essere il segno maggior tempo la lastra deve stare nellacido. 5.Terminata la morsura si procede alla pulitura della lastra, infatti bisogna levare la cera che era stata passata prima.La cera si leva con il petrolio, fare attenzione a non usare stracci rugosi che possano graffiare a lastra, cos verrebbero dei segni che disturbano con il disegno tracciato preceden-temente. 6.Ora si pu passare alla fase di stampa. Per eseguire la stampa occorre un torchio calcografico a scorrimento orizzontale, costituito da un piano metalli- co mobile pressato tra due grossi rulli mossi per mezzo di un ingranaggio. Le operazioni da eseguire sono le seguenti: 1.Si spalma linchiostro sulla lastra in modo che esso penetri in tutti i segni presenti. Poi occorre togliere linchiostro in eccesso prima con la tarlatana e poi con le veline, in modo che le parti lisce, che risulteranno chiare nella stampa finale, ne siano completamente libere. 2.Si posiziona la lastra sul piano del torchio, con il disegno rivolto verso lalto e sopra di essa si stende il foglio per la stampa, di carta speciale, inumidito in precedenza per ammorbidirlo in modo da tirare linchiostro dai solchi. Girando la stella del torchio i cilindri girano e il piano scorre, la carta e la matrice vengono pressate tra di loro. Una volta stampato il foglio si alza delicatamente con delle presine dagli angoli e si posiziona sullasciugatoio, si controlla se la stampa andata a buon fine. Per stampare le altre acqueforti si ripete loperazione sino al temine della tiratura. In questo modo si possono eseguire da ununica matrice un numero limitato di stampe, prima che la matrice si deteriori e diventi inutilizzabile. Tutte le stampe eseguite dalla stessa lastra vengono numerate rigorosamente e firmate dallartista, comprese anche le prove, con due numeri ( 1/20, 2/20 etc ) di cui il primo il numero della stampa e il secondo il totale delle stampe eseguite.

Laquatinta
Lacquatinta un procedimento che, astraendo dalle linee, volto ad ottenere valori di chiaroscuro attraverso la realizzazione di una fitta punteggiatura o di un minuscolo reticolo. Nelle parti del disegno che si vogliono trattare con questa tecnica, la lastra viene ricoperta tramite lo spolvero di una sostanza cerosa a granelli finissimi chiamata colofonia che si fissa

alla lastra con una fonte (lampada a gas o una grossa candela) di calore posta sotto la lastra. Immersa la lastra nellacido, questi morsurer solo negli interstizi esistenti tra un granello e laltro. Per ottenere le varie tonalit di colore si proceder con del- le morsure a copertura. Si parte dal bianco, che corrisponde alla lastra grezza e si va verso il nero. Perci con la vernice coprente si coprono i bordi e tutte le parti che devono rimanere bianche e si iniziano le morsure. Per ottenere il grigino chiaro si fa stare la lastra a bagno per 2 minuti, si esce la sciacquiamo, asciughiamo con uno straccio facendo attenzione a non levare la vernice,copriamo le parti con la vernice che devono essere colorate di grigino chiaro e la immergiamo di nuovo. Si fa stare la lastra a bagno per altri 2 minuti, e otteniamo il grigio pi scuro, si esce la sciacquiamo, asciughiamo con uno straccio facendo attenzione a non levare la vernice, copriamo le parti con la vernice che devono essere colorate di grigio scuro e la immergiamo di nuovo e cos via fino alla tonalit desiderata. Bisogna fare attenzione ai tempi che si calcolano, infatti se dobbiamo fare una morsura di 4 minuti e la lastra gi stata immersa per due minuti, la morsura successiva deve essere di 2 minuti se no non verr il colore desiderato. I tempi sono indicativi le differenze di morsura dipendono dalla gradazione dellacido. Finite le varie morsure la lastra prima va pulita con il petrolio, in modo da levare la vernice, e poi con lalcool etilico per levare la colofonia, sempre con uno straccio morbido o con della carta facendo molta attenzione a non rovinare la lastra. Dopodich si pu procedere alla stampa nel modo con cui si stampano le acqueforti come ho spiegato precedentemente. Per lassenza di impianto disegnativo, lacquatinta raramente adoperata da sola, ma viene invece associata alle altre tecniche incisorie.

Vernice molle
Detta anche comunemente cera molle, un incisione in incavo su metallo. La lastra, in questo procedimento, viene ricoperta con una cera composta da bitume giudaico, cera vergine e sego, risultando cos pi morbida. Appoggiando un foglio di carta velina sulla lastra incerata in modo da ricoprirla, lartista disegner sulla carta con una matita molto morbida. La pressione della matita determina ladesione della vernice alla carta nelle parti disegnate. Sollevando il foglio la lastra risulter scoperta nelle parti in cui la vernice ha aderito alla carta. Si immerge la lastra facendo molta attenzione a non lascia- re impronte si bordi della lastra. Si pulisce la lastra, si inchiostra e poi si procede alla stampa. Il particolare che si noter nella stampa che il segno sar simile alla traccia di una matita su carta ruvida.

La litografia

Caratteristiche:

La scoperta della litografia stata effettuata da Senefelder verso il 1796; La litografia una tecnica di stampa in piano;

Si basa sulla repellenza di due sostanze incompatibili, grasso e acqua, su di una superficie piana; La matrice di pietra, porosa e resistente allacqua; Stampa di una litografia a pi colori con luso della quadricromia e pi matrici.

Tecnica:

1. Granitura e pulitura della pietra; 2. Disegno sulla pietra (matrice) con la matita litografica, o pastello o inchiostro. La sostanza grassa con cui si effettua il disegno aderisce alla superficie porosa della pietra resistendo allacqua. 3. Dopo che il disegno si asciugato distribuire sulla pietra il talco. 4. Trattamento chimico della superficie della pietra, questa fase detta acidatura,. La gomma arabica e lacido nitrico sono le sostanze usate per questo trattamento sulla pietra litografica. 5. Si distribuisce una soluzione di gomma arabica e acqua con una pennellessa su tutta la lastra fino a coprirla interamente, dopo averla fatta asciugare si passa una soluzione leggera di acqua e acido nitrico, distribuendola sullintera superficie della pietra. 6. Si nota sulla pietra un effervescenza bianca dopo 4-6 secondi; questa la fase in cui si fissa il disegno sulla pietra. Dopo pochi secondi si lava la pietra con acqua abbondante e si ripete lo stesso processo per due volte ancora. 7. Si fa asciugare la pietra e si ripete la gommatura. 8. Cospargere la pietra con una miscela composta da una parte inchiostro da stampa e una parte di bitume giudaico diluiti con la trementina pura, in modo da riempire i tratti incisi del disegno. 9. Pulire il tutto con trementina, si noter che il disegno quasi scompare, e asportare lo strato di gomma arabica lavando con molta acqua. A questo punto la pietra pronta per essere stampata. 10. La pietra viene inchiostrata con un rullo in modo da inchiostrare solo le parti disegnate. Bagnare la pietra e poi caricare linchiostro con il rullo con passaggi regolari, paralleli ai lati della pietra e lungo le diagonali. 11. Inumidire la pietra e rullare finch limmagine risulti ben visibile. Per poter stampare la matrice di pietra usufruiamo di un torchio litografico a stella. Le parti che compongono il torchio sono: il carro, il coltello, il timpano , la vite. 12. Poggiare la pietra inchiostrata sul piano del torchio, e coprirla con un foglio di carta inumidito; 13. Abbassare il timpano sulla pietra. Spingere il carro in modo che la pietra sia appena sotto il coltello del torchio; 14. Si da la pressione, si gira la stella facendo scorrere il carro fino alla fine della pietra, si alza il timpano e si alza il foglio stampato (battuta) ecco compiuto il processo di stampa.

Una volta stampata, se si notano degli errori, si pu procede a delle correzioni o a delle aggiunte rifacendo gli stessi procedimenti.