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1)Presentazione (nome artista e/o gruppo, provenienza, orientamento sessuale, precedenti penali etc etc) Noi siamo Sparra

e Nepa di Sassari, al secolo Asthra Gubba, che nel nostro dialetto significa pi o meno letteralmente Altra Cosa. Ci siamo formati ufficialmente, in maniera abbastanza naturale, nellestate del 2006, dopo aver bazzicato assieme per un po, con varie serate e vari live passati assieme, nonch in seguito a un discreto numero di sfide di freestyle che ci hanno visto luno di fronte allaltro. Abbiamo unito le forze quando ci siamo resi conto di esserci, in un qualche modo, influenzati sufficientemente a vicenda per poter collaborare in maniera definitiva e con una certa coerenza, visto che comunque avevamo delle impostazioni artistiche di base non proprio parallele. Siamo riusciti cos a elaborare una sintesi dei nostri stili personali, Sparra ha preso qualcosa da Nepa e viceversa, e nel frattempo abbiamo costruito altre evoluzioni ancora. Non ci siamo seduti a tavolino per programmare questo processo, successo automaticamente e con tutta probabilit in modo inconscio. La nostra vita privata, vediamo abbiamo entrambi quasi 26 anni, e nonostante dovremmo essere gi sistemati la voce professione dice ancora studenti universitari. Conduciamo una vita tutto sommato regolare e non abbiamo precedenti penali, o almeno non li inventiamo per avere argomenti pronti per due o tre dischi.

2) Quando hai/avete iniziato e come hai/avete scoperto il rap? Qual il vostro background musicale? Nepa: Ho scoperto il rap nel 1995, attraverso i primi video su TMC2 e su Boogie Down via satellite, cominciando per a dipingere e a fare freestyle lanno seguente, e da li in poi consumando Aelle su Aelle, fondendo nello stereo i cd di Method Man & Redman, di Nas, dei Fugees, e di gruppi francesi storici come gli IAM e gli NTM. Ovviamente senza disdegnare il panorama italiano, e qui devo citare per forza gli artisti che mi hanno ispirato quando ero agli inizi: Kaos, Colle Der Fomento, Neffa, Bassi Maestro e gli OTR. Sparra: Pur avendo acquistato la musicassetta di Verba Manent di Frankie nel 1994, ho incominciato effettivamente verso la fine del 1996: allepoca vestivo oversize, pur non ritenendomi un b-boy n sapendo cosa ci significasse. Arrivato alle superiori ho conosciuto alcune persone che facevano parte della scena di Sassari, le quali mi hanno inserito subito nellambiente, insegnandomi tutti i rudimenti e le basi di ci che chiamiamo hip hop. Ho cominciato a rappare praticamente da subito, e i rappers che mi hanno indirizzato attraverso i loro lavori durante i miei inizi furono i Sangue Misto, il Wu-Tang Clan, Lou-X, i Mobb Deep, i Company Flow. Ho sempre ascoltato tutti i gruppi rap che potevo, da ragazzino ero un vero maniaco del genere. C da dire che poi la mia attivit di produttore mi ha portato ad avvicinarmi a tanti generi musicali diversi: ora come ora sono orientato verso le atmosfere del progressive rock e il suono degli anni 80.

3) Nei vostri pezzi si nota una grande attenzione verso un lessico abbastanza ricco e verso citazioni ricercate. E' un'attitudine naturale o proprio il frutto di una ricerca mirata? Guarda, noi cerchiamo innanzitutto di esprimerci in maniera spontanea, e ci vuol dire che se riteniamo che una strofa necessiti un certo approccio, sia dal punto di vista della ricerca lessicale che da quello dei riferimenti, utilizziamo le nostre conoscenze, ottenute attraverso vari canali (studio, interessi, riflessioni, nonch vari degeneri). Inseriamo nei testi questi rimandi quando riteniamo che siano funzionali al testo, senza nessuna forzatura quindi. Daltra parte ci troviamo talvolta a scrivere dei testi che richiedono anche una certa complessit, e il citazionismo in questi casi pu essere utile a caratterizzare una canzone, facendo appunto riferimento ad opere o pensieri altrui che completino il concetto che andiamo ad esporre. I riferimenti possono essere allora visti come dei links ipertestuali che portano alla mente dellascoltatore delle immagini che contribuiscono a conferire ulteriore senso e/o spessore al testo. Inoltre, lascoltatore pu cogliere la citazione, o scoprire in seguito la sua natura: in fondo un po come nel nostro genere musicale vengono scoperti i samples utilizzati dai produttori. Non facciamo altro che rendere nostra una delle tecniche salienti dellarte postmoderna, inserendo connessioni a ci che pi ci ha colpito e segnato, nel contesto di un cultura condivisa, sia essa pi o meno popolare.

4) Tecnica, contenuto, o entrambe le cose? Motiva la risposta Per forza di cose entrambe. Purtroppo ci si imbatte spesso in canzoni con contenuti importanti scritte in una maniera che risulta pesante allascolto o eccessivamente semplicistica, e in canzoni dal tasso tecnico altamente elevato ma dai significati superficiali, se non proprio inesistenti. Se vero che il rap una forma di comunicazione, occorre innanzitutto esprimere qualcosa che susciti un certo interesse, e ci non significa che sia necessario parlare ad ogni costo dei massimi sistemi delluniverso: si pu benissimo trattare un argomento leggero in maniera estremamente intelligente, e nel riuscire a farlo entra in gioco anche laspetto tecnico. Allo stesso tempo, si possono usare giochi di metrica o stili di scrittura non banali anche in ambiti e contesti considerati pi seri. Una cosa non esclude laltra, il fine ultimo sempre rendere al meglio il pezzo, di modo che i due aspetti, tecnica e contenuto, possano evolversi di pari passo, senza che uno dei due venga giocoforza trascurato. Noi cerchiamo di utilizzare il nostro bagaglio tecnico in maniera efficace, senza soluzioni artificiose, stiamo puntando pi sulle evoluzioni stilistiche, sulleffetto delle frasi e sulla loro elaborazione, sacrificando magari qualcosa negli incastri. Secondo noi anche le punchlines presentano degli aspetti tecnici non indifferenti, visto che per poterle esprimere in grazia di dio occorre comunque applicazione e il predisporsi ad una certa forma mentis. Le punchlines ben fatte si basano su uno studio delle parole

concernente la loro struttura semantica (e pragmatica, per usare un altro termine che fa molto intellettuale), sul come possono essere recepite dallascoltatore, e hanno effetti a seconda del loro livello di originalit. A volte bastano un paio di vocaboli in pi o in meno e tutta la costruzione va a farsi benedire. vero che punchlines sono state adoperate in misure esagerate e spesso fuori luogo, anche senza cognizione di causa, ma il loro utilizzo mirato a nostro modo di vedere unarma importante fra quelle a disposizione di un mc che si rispetti. 5) Un'altra caratteristica che salta subito all'orecchio ascoltando i vostri pezzi l'uso frequente di termini gergali del dialetto sassarese, se non addirittura di intere frasi. Frutto di scelta o attitudine? stata una cosa sorta in maniera naturale e spontanea, riflette il nostro modo di essere. In questi anni si molto discusso del fatto di utilizzare nel rap il sardo, o il dialetto della propria citt, tanto che ci capitato di leggere sul web di persone non sarde che erano convinte che il rap isolano fosse praticamente tutto dialettale. Fra di noi parliamo in italiano, la lingua che conosciamo meglio di tutte litaliano, per fare il rap usiamo di conseguenza litaliano. Le frasi in sassarese che utilizziamo nei nostri testi sono semplicemente quelle appartenenti al nostro vocabolario di tutti i giorni, e saltano fuori nelle situazioni in cui ci stiamo esprimendo in un linguaggio, per cos dire, pi popolare, mentre magari non le utilizziamo nei casi in cui la canzone richieda un altro tipo di impostazione e di registro linguistico. Forse, inconsciamente, un modo per rendere onore e rappresentare degnamente la nostra citt. Daltronde, ci sono certe frasi, certe parole, che per noi rendono mille volte meglio in sassarese che in italiano, specie quando ci va di sgrezzare, diciamo. 6) Ognuno concepisce il rap in maniera propria e personale. Per te cosa rappresenta? Quali sono il senso e il fine della tua musica? Sparra: A volte penso che se non avessi il rap mi sentirei un fallito. Magari non lo sarei, ma mi sentirei tale ugualmente. una di quelle cose che mi han reso quello che sono, una cosa di cui vado fiero. Non vado fiero di molte cose effettivamente. Non mi son mai chiesto se faccio musica pi per soddisfare me stesso o pi per poterla farla ascoltare agli altri. Forse lo faccio per motivi pimetafisici, credo, ma ancora non me ne son reso conto.

7) Il rap si notevolmente evoluto in questi anni. A differenza del passato, oggi attraverso questa musica si riesce a conquistare un grandissimo numero di ascoltatori. Le major, inoltre, mettono sotto contratto diversi artisti anche fuori dagli USA (Francia in primis), segno che forse questa musica si sta globalizzando. Cosa pensi della situazione odierna del rap, in

particolare in Italia? Credi che questo crescente interesse delle major sia un bene o un male? Che risultati si sono prodotti finora? La visibilit del rap in Italia ha sempre avuto un andamento ciclico, dai primi interessi mediatici per le posse, al fenomeno Jovanotti, al 1996 con gli Articolo 31, i Sottotono e Neffa, per poi crollare in un baratro da cui ci siamo risollevati solo in seguito alleffetto Eminem. Negli ultimi anni ci sono stati vari segnali di cambiamento, in primis una maggior tolleranza generale accompagnata dalla crescente disponibilit ad accettare rappers con liriche pi controverse (droga, delinquenza, esaltazione o meno delle stesse e cos via,) e/o con mezzi tecnici limitati. Non pensiamo sia strettamente un bene o un male, ma un dato di fatto di cui bisogna tener conto. Cos come negli USA, dove fino a qualche anno fa sarebbe stata impensabile lascesa di personaggi come Lil Wayne o Rick Ross, i quali, non avendo evidentemente le capacit di Big Daddy Kane o di Rakim, hanno impostato per forza di cose il loro approccio stilistico su di un altro piano, e la cosa ha funzionato. Per quanto ci tocca pi da vicino, riteniamo che di buono ci sia senza dubbio il fatto che le major abbiano iniziato a vedere il rap nostrano con maggior cognizione di causa rispetto a prima, mettendo sotto contratto gli artisti con un buon seguito a livello di nicchia, artisti che quindi rappresentano qualcosa per almeno una parte della scena. Anni fa ci si imbatteva di frequente, anche su MTV, in video di perfetti sconosciuti, parvenus dellhip hop usciti da chiss dove, poi spariti alla stessa velocit con la quale erano apparsi. Oltretutto ,se andiamo ad ascoltare i singoli di rap italiano pi fortunati degli ultimi periodi, notiamo la quasi totale assenza di quella che era la prerogativa del singolo mainstream: il ritornello cantato e lapproccio pop italiano. Nei locali puoi sentire la musica black, la gente per strada non ti scimmiotta pi n ti fa pi il gesto con le corna gridando Yo Fratello!, non solo il rap si integrato, ma contagia altri stili diversi dal suo. E il livello medio si sta sempre pi alzando, specie quello delle produzioni, o forse solo il nostro standard che si sta abbassando, chi pu dirlo! Chiaramente le major puntano al guadagno, a battere il ferro finch caldo, attraverso meccanismi che noi non conosciamo direttamente ma dei quali possiamo immaginare la portata, ma se il rap in qualche modo tira ci son le possibilit anche per noi rappers misconosciuti, se non di arrivare alle grandi masse grazie a un contratto discografico, perlomeno di avere un bacino dascolto potenziale sempre pi ampio. Anche se le vendite dei tuoi cd non aumenteranno in maniera esponenziale, avere pi gente interessata al rap significa aver le potenzialit di esser pi conosciuto, magari pi apprezzato, e ci pu sempre comportare una maggior presenza di pubblico ai tuoi live.

8) Sparra, oltre ad essere un mc sei anche un beatmaker. Parlaci del tuo modo di lavorare e delle tue preferenze in fatto di produzioni (sampling, hardware, software etc). Hai qualche produttore che o stato fonte di ispirazione per te? Come vedi il passaggio dal classico sampling con macchine analogiche alle nuove tecniche di produzione in voga in questi ultimi anni?

Sparra: Sinceramente la strumentazione che ho in dote non un granch, lavoro con un pc con 512 mega di ram e una scheda audio USB (la US-122 della Tascam), assieme allimmancabile tastiera muta per suonare i vari pattern in modo meno artificioso che col mouse. I samples li acquisisco con Cool Edit Pro (la vecchia versione dellattuale Adobe Audition), programma che utilizzo anche per registrare le parti vocali; infine eseguo la composizione dei beats tramite Reason, in rewire con Cubase, col quale effettuo i mixaggi e carico i vari plugins e VST del caso. Per quanto riguarda la fonte dei campioni, cerco sempre di acquisire da vinile e cd, che mi garantiscono una qualit audio oggettivamente pi alta, ma non ho problemi ad ammettere di campionare anche da canzoni in formato mp3, cosa che comunque faccio sempre meno e se possibile tendo ad evitare. la solita vexata questio, c chi sostiene che il campionamento da mp3 (ma anche da cd, o da vinile ristampato) sia il male assoluto, mentre io credo che abbia dei lati negativi soltanto per motivi di resa sonora, nonch per il fatto di non possedere il supporto originale, perdendo cos gran parte del gusto, della sorpresa e di un certo spirito che sta dietro al maniacale reperimento dei dischi. Se campioni da un mp3 in quanto il pezzo autentico quasi impossibile da trovare, o con prezzi di mercato proibitivi, e quel campione qualcosa che senti tuo, che ti fa vibrare determinate corde, non vedo quale sia il male, non vedo gli estremi per la scomunica, insomma. una questione di onest: non apprezzo un metodo di lavoro basato sullo scaricare musica in quantit industriale, musica da ascoltare per minuscoli frammenti di canzone, al fine di crearsi una libreria infinita di campioni tratti da artisti che nemmeno si conoscono, con lunico criterio del fare pi beats possibili. Poi se domandi: Di chi il campione?, ti vedi fare facce strane, spallucce e cambi di discorso. Io per lo meno so dove vado a parare, cerco di informarmi sui gruppi che non conosco, e prima di tutto ascolto le canzoni, le apprezzo, le assimilo, tentando solo in seguito un approccio in termini di campionamento. Aggiungo per completezza che campiono tutte le parti ritmiche dei miei beats, a parte talvolta qualche particolare percussione, e comunque non faccio mie le batterie gi pronte dei software, o addirittura degli altri produttori, cosa, questultima, a mio modo di vedere davvero senza senso. Parlando poi degli aspetti tecnologici nel campo del beatmaking, pur producendo da dieci anni riconosco di non saper molto al riguardo dei campionatori, non avendone mai visto dal vivo uno in azione. So per che chi affezionato al metodo non se ne separer mai, cos come certi campionatori hanno un suono peculiare che li rende unici, e posso immaginare la sensazione di programmare con i tasti di un MPC. Il bypassare la fase del taglia e cuci tramite campionatore sveltisce senza dubbio il lavoro, rendendolo daltro canto meno romantico, diciamo, e se prima occorreva sostenere dei sacrifici per potersi permettere di costruire delle basi, ora sufficiente un semplice computer. Io sono assolutamente contrario ad ogni concezione elitaria della musica e della sua espressione: senza internet occorreva avere delle conoscenze umane per poter acquisire una conoscenza dei rudimenti della produzione, mentre adesso ci sono tanti software e tutorials online, cosicch anche un quattordicenne di un qualche paese sperduto mettendosi sotto pu capire certi meccanismi e certe filosofie. Dico questo perch ho brancolato nel buio per anni, ed solo grazie alle informazioni che ho acquisito attraverso la rete che ho capito certe cose e migliorato la qualit dei miei lavori.

I miei produttori preferiti allinizio sono stato fortemente ispirato dai beats che sentivo fare da Neffa, Deda, El-P, i Beatnuts, Havoc e Rza, passando poi per Necro, The Alchemist e Agallah. Ultimamente mi piacciono molto le produzioni di Scott Storch, J.R. Rotem, Kanye West, Cool & Dre, nonch lintramontabile Timbaland. 9) Asthra Gubba sinonimo di grandi session di freestyle. Avete vinto diversi contest a livello locale e siete indubbiamente conosciuti nel panorama sardo tra i c.d. maestri dell'improvvisazione. Parlateci di questa vostra passione e della personale concezione riguardo all'improvvisazione. Grazie per il maestri, non sappiamo se siamo degni di cotanta stima! Fare freestyle un modo di stare assieme, di confrontarsi, di evolversi, di provare nuove soluzioni metriche e tecniche, portando ovunque lo spirito della jam, dai parcheggi alle piazze, dai bagni di un locale al piazzale sotto casa tua. Ma, prima di tutto questo, fare freestyle un divertimento, sia per chi lo fa che per chi sta ad ascoltare. E infatti noi durante i nostri live cerchiamo sempre di dedicare uno spazio a questa pratica, e di salire sul palco ogniqualvolta ci sia open mic, senza mai tirarci indietro, anche nelle situazioni pi modeste, anche davanti a 5 anime e non soltanto se sotto ce ne sono trecento, il rapper italiano famoso di turno ha appena finito il concerto e tu smani per fargli vedere quanto ci stai dentro. Non per spocchia, non per barrosa, ci esibiamo in freestyle sui palchi perch ci piace e vediamo che piace anche agli ascoltatori, anche grazie a soluzioni quali il domandare ad un membro del pubblico un argomento su cui improvvisare, gioco che, oltre a mettere alla prova noi stessi, rende anche maggiormente partecipe la gente sotto il palco. Siamo consci del fatto che nel momento in cui, per un motivo o per un altro, non saremo pi in grado di intrattenere degnamente il pubblico in questo senso, quando non saremo pi competitivi avendo esaurito le nostre cartucce, smetteremo di esibirci in freestyle un giorno molto lontano, si spera! 10) Che idea avete dei contest di freestyle che si tengono odiernamente? L'abbondanza di queste "sfide" ha solo dei risvolti positivi o credete che possa averne anche qualcuno negativo? Nel nostro paese questi eventi son riusciti ad attirare lattenzione di un incredibile numero di persone, basta andare a chiedere in giro ai ragazzi, moltissimi che se ne fregano del rap conoscono il 2 The Beat e si prendono bene quando ci sono le sfide. E sempre grazie a queste sfide vari mcs emergenti hanno potuto farsi un nome e portare a casa, oltre alla gloria, anche un po di soldi sotto forma di premi per il vincitore. Proprio lidea del contest di freestyle come trampolino di lancio ci ha fatto decidere di non partecipare alle semifinali regionali del Tecniche Perfette, tenutesi per altro nella nostra citt. Anche se la finale nazionale sarebbe stata una bella vetrina, non lo neghiamo, abbiamo scelto di non voler pi ricercare la visibilit tramite limprovvisazione, bens attraverso le canzoni e il supporto della diffusione tramite internet. Inoltre, se partecipi ad una qualsiasi competizione lo fai per vincere, e la prospettiva di andare a Roma per scambiare insulti reciproci (perch alla fine l che si va a parare) con rappers mai visti prima, magari di quasi dieci anni pi giovani, non ci convinceva appieno. Sia chiaro che questo solo un nostro punto di vista, non ci sentiamo superiori a nessuno in quanto pi anziani, n tantomeno critichiamo i nostri

coetanei che hanno partecipato, come il nostro amico Beks che ha vinto meritatamente e al quale per scaramanzia non diciamo nulla! Sarebbe diverso se ci chiamassero al 2 The Beat, nel caso di una sua resurrezione: l andremo di corsa, avendo la possibilit di fare uno showcase di fronte ad una bella folla come vedi queste scelte son relative, tutto dipende dalle aspettative personali. Discorsi da dietro le quinte a parte, i contest presentano indubbiamente degli aspetti controversi. Non sempre la giuria popolare equa, e bisogna far affidamento sulla sua onest che talvolta va a farsi benedire, lasciando vita facile per il partecipante provvisto di un maggior numero di supporters. Non scordiamo il fatto che la gente pretenda spesso il sangue dei partecipanti, esaltandosi per insulti stupidi e senza un minimo di stile, e magari snobbando i casi in cui i contendenti evitano di cercare il rispettivo parentado, preferendo di sfruttare argomentazioni e soluzioni differenti durante il proprio turno. Sembra quasi che per partecipare a un contest sia imprescindibile il saper dire Tua mamma ha unalta sudorazione anale pi forte dellavversario. Ci dispiace anche vedere che, finita la festa, iniziano le rivalit, i fastidi, le rimostranze, e anche tensioni pi gravi, nel caso in cui qualcuno non labbia presa particolarmente bene. 11) Parlateci brevemente della scena hip hop sassarese. Collaborate con altri gruppi? Seguite anche le altre "discipline" dell'hip hop? A Sassari il movimento vivo, sia sotto il profilo della partecipazione e aggregazione artistica che da quello dellinteresse da parte del pubblico; questo grazie anche a chi si messo sotto ad organizzare gli eventi negli ultimi tempi, eventi che hanno visto anche la partecipazione di ospiti di un certo rilievo nazionale, situazione che in precedenza era pi unica che rara per la nostra citt. Magari alcune serate non sono andate esattamente come avrebbero dovuto, leggasi non c stata molta affluenza, ma abbiamo senzaltro il potenziale affinch ad un evento hip hop venga trascinato un buon numero di persone. Sassari ha avuto dei problemi quando qualche anno fa ci fu un ricambio generazionale, con labbandono da parte di molti praticanti, compresi alcuni fra quelli pi esperti e capaci della scena. Si dovette ricostruire un po da capo il movimento, sia i suoi membri attivi che i suoi sostenitori, fino ad arrivare alla situazione attuale, pi continua e solida sotto tanti aspetti. Ora come ora abbiamo un buon numero di elementi validi, pi qualche innegabile talento in ognuna delle quattro arti, basti pensare a un dj come Ganga, ai Sirbones e ora la Dimonios Crew nel breaking, e a un nutrito elenco di writers, come Flier, giusto per citarne uno. Purtroppo a volte qualcuno si perde per strada, inizia a mancare di continuit o a perdere la mano, ma crediamo che ci sia una costante di un po tutte le citt, che non essendo una scena molto grossa magari ne risentiamo in misura maggiore. Noi come rappers siamo per certi versi pi in vista degli altri artisti, e anche se le ultime tendenze vedono il rap un po sviato dal resto dellhip hop siamo ben consci che tutte le discipline debbano essere rappresentate, rispettate e avere la loro visibilit; nonostante dalle nostre parti le jam vecchio stile siano un po latitanti per vari motivi, non ultimo quello logistico, bisogna sempre ricordare che facciamo tutti parte di un qualcosa che molto pi connesso e unito di quanto noi ci possiamo accorgere.

Un lato positivo dei nostri mcs la loro unicit. Rigantanti e Giocca sono diametralmente opposti dai Morto Che Parla, i quali sono ben differenti dalla Gremi Flow e cos via. Non siamo una citt di rappers fatti con lo stampino, della serie sentito uno, sentti tutti, ogni gruppo ha la propria individualit marcata e la sua particolare sonorit. Da parte nostra c da dire che non siamo esattamente iperproduttivi, quindi pur avendo buoni rapporti con tutti i nostri concittadini abbiamo compartecipato ad un numero esiguo di canzoni. Ultimamente siamo a stretto contatto umano con la Dirty Game, stiamo finendo un pezzo per il loro prossimo cd e sicuramente collaboreremo ancora con loro in futuro. 12) Che idea avete delle nuove leve della vostra citt? Noi siamo sempre interessati ai rappers esordienti delle nostre parti, se possibile diamo loro dei consigli, delle dritte, li incoraggiamo ad andare avanti, tutto sempre con molta onest e sulla base di un rapporto paritario. Non abbiamo mai sentito di nessuno che abbia detto in giro che Sparra o Nepa siano due che se la tirano o che facciano i sostenuti; poi chiaro che con le persone debba esserci un minimo di empatia e di interesse ad instaurare dei rapporti. Siamo esseri umani, mica il tutorato pubblico degli mcs emergenti. Per fare un esempio, con Sfogo e Shipo della Dirty Game abbiamo legato da subito (Blade lo conoscevamo gi da prima). Loro hanno fatto indubbiamente dei grossi passi avanti, soltanto negli ultimi mesi. Non stiamo a fare discorsi del genere la bomba, definitivo, spaccheranno il mondo etc. perch non il nostro stile, non pompiamo cos manco noi stessi, figurati. Possiamo giusto dire di tenerli docchio perch in futuro potrebbero riservare sorprese, sia loro che i Raighinas. Vorremmo citare anche Pherro, giovine beat maker, che con Nose forma il team BloodPastor, il quale ha prodotto un pezzo sul cd di Nepa prossimo alluscita, con tutti quei suoni belli pastorizzati che tanto ci piacciono in questo periodo. 13) Il pi grosso pregio e il peggior difetto del panorama rap attuale. C una considerazione da fare, anche se la fanno tutti, tanto che ormai diventata un luogo comune: il rap un genere immediato e, almeno superficialmente, facile da fare, e per praticarlo non sei obbligato a seguire lezioni o ad esercitarti 8 ore al giorno. un bene perch permette a molte persone, spesso senza alcun particolare talento musicale, di poter essere un musicista, un cantante, quello che volete voi, provando ad esprimere s stessi. Questo diventa controproducente quando si crea un inflazione di artisti rap, o pseudo-tali, e se vero che prima o poi quelli con pi talento spiccano, daltro canto chi ascolta il genere ha difficolt a destreggiarsi nel mare magnum di myspace e di mixtapes in freedownload. Ormai non puoi perdere tempo manco a scaricarti un mp3, se proprio non arriva qualche tuo amico a proporti un gruppo che a suo parere merita. Ma questa ormai non pi una tendenza del periodo, bens una realt con cui dobbiamo imparare a convivere. Come si dice, abtuati. Se proprio dobbiamo vedere i lati positivi e negativi del momento, limitandoci allItalia (anche perch negli USA la situazione , almeno dallesterno, sempre pi o meno stazionaria, cambiano solo alcuni attori), possiamo dire che c stato un ampliamento

di vedute da parte dei rapper, che stanno sempre pi parlando alla gente di cose a cui la gente interessa sentire, non tanto adeguandosi alla massa, ma portando a poco a poco la massa ad adeguarsi agli stilemi del rap, alle sue sonorit e, se vogliamo, anche ai suoi clich. Non ci piace invece la crescente tendenza al supereroismo, la corsa agli armamenti della spacconeria e del dover essere a tutti i costi i pi pazzi, i pi grossi, i pi rispettati, i pi capi. Anche noi facciamo canzoni di rappresentanza, per cos dire, ma non stiamo sempre a ribadire quanto siamo fighi o quanto la gente ci stende i tappeti rossi davanti ai blocchi quando passiamo. Non vero, punto. Se si ascoltano i nostri pezzi nel complesso si capisce benissimo. C in giro poca umilt e poco interesse a dimostrarsi uomini a tutto tondo, con le proprie paure e le proprie fragilit, tutto esagerato, tutto ipertrofia dellego rapper. Non diciamo di diventare emo, solo che ci si sta uniformando troppo a stereotipi, gli mcs rischiano di diventare macchiette. Se uno vive certe cose fa bene a parlarne, la vita vera la vita vera, ma non sei un pusher se dai quattro joint agli amici, non sei un pappone se ti fai un paio di razzi in locali orrendi, e magari non sei nel club e non stappi Moet, ma Von Wunster. 14) Saluti, critiche, fanculizzamenti vari, quello che volete! Salutiamo le persone che ci stanno vicino, tutte le nostre greffe, tutti quelli che credono in noi, che ci sono, che ci son stati, che ci saranno, che non ci sono pi. Grazie alla redazione di Nuorohiphop per averci fatto la prima intervista della nostra vita, a tutta la scena che ci vuole bene dellintera Sardegna e non solo, e una citazione doverosa va a C Brownz, un produttore di Rimini che sta collaborando con noi producendo diversi beats per le nostre cose, e che attualmente ci sta dando una grossa mano lavorando sul mixaggio del cd di Nepa, Strettamente Confidenziale, che anche se nessuno ci creder sta davvero per arrivare. Per tutto il resto c www.myspace.com/asthragubba. Che la croccantezza sia con voi.