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IMPIANTI DI SCARICO DEI RIFIUTI LIQUIDI E DI VENTILAZIONE I fabbricati con presenza continua di persone devono essere dotati di un sistema

di scarico delle acque usate che deve essere distinto rispetto al sistema di smaltimento delle acque meteoriche, almeno sino al punto di recapito. Il fine principale di un sistema di scarico lallontanamento controllato delle acque usate per evitare pericoli alla salute (UNI 9184-87). Su dette acque pu essere fatta una distinzione tra: acque nere, provenienti dagli apparecchi igienico-sanitari dei bagni, in particolare vasi e orinatoi, acque saponose bianche, prodotte in apparecchiature nelle quali vengono utilizzati detersivi come lavelli da cucina, lavabi, lavabiancheria ecc., acque grasse derivanti dalle grandi cucine. I1 modo di recapito delle acque usate deve essere conforme alle prescrizioni delle autorit competenti. In caso di recapito in corsi d'acqua a cielo aperto il trattamento preventivo delle acque di scarico obbligatorio. Il trattamento pu aver luogo in una vasca tipo Imhoff oppure in un depuratore di tipo biologico in relazione alle diverse situazioni e comunque sempre in conformit alle prescrizioni delle autorit competenti. Per gli scarichi con presenza di olii (per esempio autorimesse) prima del recapito deve essere previsto un separatore; analogamente verranno previsti serbatoi nel caso di scarichi con forte presenza di grassi (per esempio grandi cucine). Qualunque sia il punto di recapito, in prossimit di questo il sistema deve essere dotato, nel senso del flusso dell'acqua, di ispezione, sifone e derivazione. Il sifone deve essere ventilato con tubazione di comunicazione verso l'esterno.

Materiali e componenti Tutti i componenti di un sistema di scarico quali tubi, raccordi, esalatori, pozzetti, vasche di raccolta, pompe e simili devono essere di tipo normalizzato (nei casi in cui esista una norma nazionale o internazionale). I materiali con i quali sono costruiti i componenti di un sistema di scarico devono rispondere alle seguenti caratteristiche qualitative:

minima scabrezza, al fine di opporre la minima resistenza al movimento delle acque; impermeabilit all'acqua e ai gas per impedire i fenomeni di trasudamento e di fuoriuscita degli odori; resistenza all'azione aggressiva esercitata dalle sostanze contenute nelle acque di scarico; resistenza all'azione termica delle acque aventi temperature sino a circa 90 C; opacit alla luce per evitare i fenomeni chimici e batteriologici favoriti dalle radiazioni luminose; resistenza alle radiazioni UV, per i componenti esposti alla luce solare; resistenza agli urti accidentali.

I componenti di un sistema di scarico devono inoltre rispondere alle seguenti caratteristiche:


conformazione senza sporgenze all'interno per evitare il deposito di sostanze contenute o trasportate dalle acque; stabilit di forma sia in senso longitudinale che trasversale; sezioni di accoppiamento con facce trasversali perpendicolari all'asse longitudinale; minima sonorit; durabilit compatibile con quella dell'edificio nel quale sono montati.

SIFONI DI SCARICO Gli apparecchi sanitari sono dotati di un dispositivo di scarico denominato "sifone" Il sifone mediante una chiusura idraulica impedisce l'ingresso nell'ambiente dei cattivi odori provenienti dalla rete di scarico. Qualunque sia il tipo di sifone impiegato indispensabile che esso sia reso facilmente ispezionabile in quanto soggetto a ostruirsi per l'accumulo di materiali che aderiscono alle pareti. Lo scarico dei lavabi eseguito normalmente con sifoni a bottiglia, mentre per i bidet si impiega il sifone a S o a U. Per lo scarico dei lavelli i sifoni possono essere semplici o doppi a seconda del numero delle vasche e raccordati agli scarichi di lavatrici o lavastoviglie. Per gli scarichi indipendenti di lavastoviglie o lavatrici sono previsti dei dispositivi speciali di scarico che vengono incassati nella parete. Per la chiusura idraulica di scarichi di apparecchi sanitari con uscita rasente a pavimento (vasche, docce) sono previsti sifoni a pavimento. Per motivi estetici non sono praticamente pi utilizzate le scatole a pavimento che consentivano la completa ispezione attraverso la rimozione di un coperchio.

Alcuni apparecchi come ad esempio i vasi hanno il sifone esterno incorporato nell'apparecchio stesso. Nella figura 1 sono riportati alcuni esempi di sifone mentre la figura 2 illustra degli schemi di installazione.

A) a bottiglia B) sifone a P B) sifone a pavimento a piletta D)vaso ad aspirazione Esempi di installazioni

2) sifone 4) attacchi scarico Il tappo idraulico che si forma all'interno del sifone garantisce che non si verifichi la fuoriuscita di cattivi odori. La rimozione del tappo idraulico pu avvenire nel caso in cui si verifichino delle sostanziali differenze di pressione a monte e a valle del sifone stesso. La variazione della pressione in uno dei due lati pu provocare la fuoriuscita dell'acqua verso l'apparecchio, nel caso in cui la pressione a monte sia superiore, oppure la fuoriuscita dell'acqua verso lo scarico se in questo si crea una depressione. Viene definito "sifonaggio" il fenomeno che provoca la rimozione del tappo idraulico a causa di una depressione causata dallo scarico improvviso dell'acqua nella colonna di scarico cui collegato l'apparecchio. Il problema risolvibile provvedendo alla ventilazione della colonna di scarico mediante comunicazione con l'atmosfera, in modo da sfogare verso l'esterno le variazioni di pressioni che si verificano. L"autosifonaggio" il fenomeno che provoca la rimozione del tappo idraulico nel caso in cui l'apparecchio collegato alla colonna di scarico con una diramazione lunga e di diametro
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limitato che pu provocare un risucchio d'acqua, ovvero una pressione relativa negativa. Tubazioni Per la realizzazione delle reti di scarico la UNI 9183 prevede la possibilit di utilizzare i seguenti materiali:

tubazioni in acciaio zincato; tubazioni in acciaio rivestite; tubazioni in ghisa; tubazioni in piombo; tubazioni in grs; tubazioni in calcestruzzo; tubazioni in materiale plastico.

L'utilizzo di tubazioni e raccordi in materie plastiche, considerato ormai uno standard, ha senza dubbio agevolato e accelerato le fasi di posa dei componenti con i vantaggi economici prevedibili. Non sempre per la conoscenza dei materiali impiegati, dei loro limiti applicativi e delle loro prestazioni sufficiente. Il termine "plastica", infatti, troppo generico per definire materiali simili tra loro solo in apparenza. La norma UNI 9183 fornisce una prima classificazione delle materia plastiche che possono essere utilizzate definendo sia le modalit d'impiego sia i riferimenti normativi:

policloruro di vinile (PVC) per condotte all'interno dei fabbricati (UNI 7443); policloruro di vinile (PVC) per condotte interrate (UNI 7447); polietilene ad alta densit (PE ad) per condotte interrate (UNI 7613); polipropilene (PP) (UNI 8319); polietilene ad alta densit (PE ad) per condotte all'interno dei fabbricati (UNI 8451).

Si possono naturalmente utilizzare altri materiali purch siano garantite le caratteristiche generali indicate in precedenza.
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Le materie plastiche pi utilizzate sono tre: il polietilene ad alta densit il PVC il polipropilene. A questi materiali se ne sono aggiunti, in tempi pi recenti, altri quali le leghe di ABS-ASA-PVC. Nella tabella seguente sono riportate le caratteristiche dimensionali di tubazioni in PVC per condotte di scarico e ventilazione (UNI 7443).

Reti di scarico Un sistema di scarico suddivisibile, dal punto di vista funzionale, in cinque parti delle quali le prime due sono sempre presenti e le altre possono esserci o meno in relazione alle esigenze da soddisfare: parti destinate al convogliamento delle acque (raccordi, diramazioni, colonne e collettori); 1) parte destinata alla ventilazione primaria; 2) parte destinata alla ventilazione secondaria; 3) raccolta e sollevamento delle acque sottoquota; 4) trattamento delle acque. Un sistema di scarico deve essere progettato e installato in modo da consentire:

facile e rapida manutenzione periodica di ogni sua parte; possibilit di sostituzione, anche a distanza di tempo, di ogni parte senza interventi distruttivi nei confronti degli elementi della costruzione; estensione del sistema, quando richiesto, e il suo facile collegamento ad altri sistemi analoghi.

Una rete di scarico si divide in tre parti e precisamente: diramazioni, colonne collettori .

Diramazioni di scarico. Sono le parti di impianto di scarico a sviluppo orizzontale di connessione fra i raccordi dei singoli apparecchi e le colonne. Colonne di scarico. Sono le parti di impianto di scarico a sviluppo verticale che, raccogliendo le acque usate dalle diramazioni, le convogliano nei collettori.

Collettori di scarico. Sono le parti di impianto di scarico a sviluppo suborizzontale sulle quali si inseriscono le colonne che raccolgono le acque usate.
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Per quanto riguarda l'installazione delle reti di scarico la UNI 9183 fornisce le seguenti prescrizioni di posa: I raccordi e i pezzi speciali da impiegare devono essere tali da consentire la corretta connessione, senza discontinuit negli allineamenti e nelle pendenze, fra le diverse parti; le curve ad angolo retto non devono MAI essere impiegate nelle tubazioni orizzontali ma solamente per la connessione fra tubazioni orizzontali e verticali Le tubazioni orizzontali devono essere installate in perfetto allineamento secondo il proprio asse, parallele alle pareti con la pendenza di progetto; il percorso delle tubazioni deve essere tale da non passare al di sopra di apparecchiature o materiali per i quali una possibile perdita possa provocare pericolo o contaminazione (per esempio tubazioni di acqua potabile, apparecchiature elettriche e simili); quando questo non sia evitabile, occorre realizzare una protezione a tenuta al di sotto delle tubazioni con proprio drenaggio in posizione defilata, connessa con la rete generale di scarico. le tubazioni verticali devono essere montate in perfetto allineamento secondo il proprio asse e parallele alle pareti.

I terminali delle colonne fuoriuscenti verticalmente dalle coperture devono avere il bordo inferiore a non meno di 0,15 m oppure di 2,00 m sopra il piano delle coperture a seconda che le stesse siano o non frequentate da persone; inoltre i terminali devono distare non meno di 3,00 m da ogni finestra a meno che non siano almeno 0,60 m pi alti del bordo superiore delle finestre. I tratti inattivi di tubazioni montanti anche per eventuali estensioni future non devono avere lunghezza superiore a 0,50 m per evitare il deposito di fanghi, muffe e funghi non rimovibili. Devono essere previste ispezioni di diametro uguale a quello del tubo sino al diametro di 100 mm e del diametro di 100 mm per tubi di
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diametro superiore, nelle seguenti posizioni: al termine della rete interna di scarico insieme al sifone e a una derivazione;

a ogni cambio di direzione con angolo maggiore di 45; ogni 15 m di percorso lineare per tubi con diametro sino a 100 mm ogni 30 m per tubi con diametro maggiore; a ogni confluenza di due o pi provenienze; alla base di ogni colonna.

Tutte le ispezioni devono essere accessibili: se necessario devono essere prolungate sino al pavimento o sino alla parete vicino alla quale si trovano; I supporti devono essere studiati in relazione al fissaggio alle strutture portanti e alla natura del materiale delle tubazioni

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RETI DI VENTILAZIONE L'importanza della rete di ventilazione in un impianto sanitario, ai fini della igienicit dei servizi, risulta ben evidente poich il prodursi del sifonaggio significa immissioni di esalazioni mefitiche attraverso le chiuse idrauliche rese inefficienti. Riguardo ai materiali impiegati per l'esecuzione delle reti di ventilazione essi non sono sostanzialmente dissimili da quelli impiegati per le reti di scarico, anche se la loro resistenza deve limitarsi all'aria umida che ossida facilmente le pareti interne della conduttura. Le reti di ventilazione sono costituite da tubazioni verticali correnti parallelamente alle colonne di scarico, cui sono allacciate le diramazioni di ventilazione provenienti da un attacco a valle di ogni sifone. Una colonna di ventilazione mette in collegamento la base della colonna di scarico e le diramazioni di ventilazione con l'esalazione della colonna di scarico, o direttamente con l'aria esterna. Lo scopo della rete di ventilazione quello di evitare il formarsi di pressioni e depressioni nella rete di scarico che causano fenomeni di "sifonaggio" e "autosifonaggio", ristabilendo l'equilibrio delle pressioni a valle delle chiusure idrauliche nei sifoni. La silenziosit degli scarichi indice di una buona esecuzione della rete di ventilazione, poich in caso contrario si possono avvertire rumori provocati da fenomeni di risucchio (sifonaggio per aspirazione) o gorgoglio (sifonaggio per compressione).

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Il pi semplice sistema di scarico quello che prevede la sola esalazione della colonna (ventilazione primaria). Questo tipo di ventilazione costituito da una colonna di scarico il cui diametro viene mantenuto costante dalla base della colonna stessa sino all'estremit posta fuori dalla copertura con apposito esalatore . Il sistema di maggiore efficacia, ventilazione parallela secondaria o a maglia anche se il pi costoso, consiste nell'applicare un condotto di ventilazione di diametro adeguato a ogni sifone nonch alla base di ogni colonna di scarico e di allacciare tali condotti a una colonna verticale di ventilazione Sistemi pi semplici ma meno efficaci sono rappresentati dalla, (ventilazione parallela diretta: vedi fig. seguente). costituita da una colonna affiancata a quella di scarico con collegamento tra le due colonne a ogni piano

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esempio di rete di scarico con ventilazione primaria

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fig B

fig C

fig B ) rete di scarico con ventilazione secondaria a maglia fig C) rete di scarico con ventilazione parallela diretta

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IMPIANTI DI SCARICO DELLE ACQUE METEORICHE

Tutti gli edifici, di qualunque natura, con eccezione di quelli storicoartistici, devono essere dotati di un sistema di smaltimento delle acque meteoriche. Il sistema di smaltimento delle acque meteoriche deve essere indipendente da quelli che raccolgono e smaltiscono le acque usate. La norma di riferimento la UNI 9184. Un sistema di raccolta e smaltimento in genere costituito da 4 parti cos suddivisibili nel senso di deflusso dell'acqua: - converse di convogliamento e canali di gronda; punti di raccolta nelle aree interessate: bocchettoni da terrazzo, gronde, pozzetti di drenaggio ecc. ; Tubazioni di raccordo fra i punti di raccolta e i punti di smaltimento verticali e orizzontali; - punti di smaltimento nei corpi recettori: fognature pubbliche, corsi dacqua naturali e artificiali, sistemi di dispersione diretta nel terreno. - Le grondaie e le colonne di scarico possono essere realizzate con sistemi diversi a seconda delle esigenze estetiche e/o strutturali degli edifici. Le grondaie e le colonne di scarico possono essere realizzate con sistemi diversi a seconda delle esigenze estetiche e/o strutturali degli edifici. I materiali utilizzati pi comunemente per l'esecuzione di gronde e pluviali sono la lamiera zincata, il PVC rigido, il rame e l'acciaio inossidabile. Per proteggere alla base i pluviali esterni da urti accidentali che potrebbero deformare il materiale vengono impiegati dei tubi di ghisa per un'altezza, di regola, non inferiore a 2 m. Per un corretto deflusso delle acque meteoriche opportuno che i pluviali non distino tra loro pi di 25 m e che vi sia un pluviale almeno ogni 60 m2 di tetto. I pluviali sono collegati ai canali di gronda con un tubo denominato
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"bocchettone" connesso alla bocca di scarico e avente lo stesso diametro del pluviale; per evitare che foglie secche e altri detriti vadano a ostruire il pluviale, si protegge la bocca di scarico del canale di gronda con una robusta griglia a fungo che deve poter essere tolta agevolmente. Per i canali di gronda opportuno che la pendenza minima non sia inferiore a 5 mm/m (0.5%) e il diametro delle grondaie semicircolari non sia inferiore a 75 mm, mentre per quelle di sezione rettangolare la larghezza minima non dovr risultare inferiore a 100/120 mm. Per abitazioni isolate con modeste superfici di copertura a falde I collettori orizzontali di scarico, correnti negli scantinati degli edifici, che raccolgono le acque meteoriche provenienti dai pluviali devono presentare una pendenza minima dell'1%. Spesso, per ragioni economiche, la rete orizzontale dei collettori di scarico delle acque piovane e quella di scarico delle acque provenienti dall'impianto sanitario sono coincidenti cosicch prendono la denominazione di collettori di scarico misti. Nel caso in cui i pluviali vengano innestati negli stessi collettori di scarico dell'impianto sanitario, occorre accertarsi che nessuno di essi venga innestato a monte di un apparecchio che non si trovi a una quota di almeno 1,5 m superiore a tale collettore, in modo da evitare che in caso di forti precipitazioni l'acqua possa vincere la resistenza del sifone e traboccare dall'apparecchio stesso. vengono impiegati generalmente dei pluviali esterni il cui tratto terminale sfocia al livello del piano di campagna con un caratteristico gomito Nel caso di coperture piane con gronde a sbalzo o interne al muro perimetrale, il canale di gronda ricavato direttamente nel getto in cemento armato e il suo rivestimento costituito da un getto in calcestruzzo retinato con opportuni giunti di bitume che consentono la dilatazione degli elementi in calcestruzzo e sono interposti in corrispondenza dell'attacco fra il canale di gronda e la copertura

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Il collegamento tra il canale di gronda e il pluviale viene realizzato, come per le coperture inclinate, attraverso un bocchettone di piombo o di rame posto in apposito foro previsto nel getto e munito alle sommit di griglia parafoglie. Per i pluviali interni, incassati nel muro perimetrale, vengono impiegati in preferenza il PVC o il Pe che, al contrario della ghisa, presentano una posa in opera pi agevole ed economica.

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IMPIANTI DI SMALTIMENTO DELLE ACQUE SANITARIE E PIOVANE Le acque usate, sanitarie e piovane, raccolte dagli impianti di scarico devono essere allontanate dall'edificio. Nei centri abitati le acque usate vengono conferite alla rete fognaria; nel caso in cui questa non sia disponibile si devono adottare altre soluzioni che, in funzione della tipologia del terreno e dello spazio disponibile, possono essere lo smaltimento per dispersione o lo smaltimento con vasche a svuotamento periodico. Per la realizzazione degli impianti di smaltimento vengono utilizzati gli stessi materiali impiegati per le reti di scarico; i pozzetti e le fosse vengono invece realizzati in elementi prefabbricati (o a volte costruiti in opera) in conglomerato cementizio armato.

Smaltimento con rete fognaria La tecnica da adottare dipende dalla tipologia della di rete fognaria disponibile che pu essere statica o dinamica. Le fognature di tipo statico convogliano i liquami a un corso d'acqua superficiale. I liquami, prima ancora di essere conferiti alla rete di raccolta, devono essere parzialmente depurati passando attraverso delle fosse settiche. Lo schema tipico di un impianto di smaltimento per fognatura di tipo statico quello riportato in figura. Nello schema, in cui viene utilizzata la simbologia stabilita dalla norma UNI 9511/89, si notano due reti di raccolta, una per le acque nere (scarichi provenienti dai bagni e dai servizi in genere) e una per le acque piovane.

Le acque provenienti dai WC scaricano in una fossa settica (acque luride), quelle provenienti dagli altri apparecchi sanitari (acque saponose) passano attraverso un pozzetto di decantazione, mentre
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quelle provenienti dalle cucine, dette anche acque saponose, sono convogliate in un pozzetto degrassatore. In corrispondenza di ogni pluviale posizionato un pozzetto di raccolta che, collegato attraverso una tubazione, conferisce le acque, attraverso un pozzetto di raccordo, alla rete di raccolta delle acque piovane. Le acque provenienti dai cortili prima di essere convogliate alla rete di raccolta delle acque piovane passano attraverso un apposito pozzetto di raccolta. Nel caso in cui esistano due reti fognarie, una per le acque piovane e una per le acque luride, si dovranno effettuare due collegamenti distinti. Lo schema della figura mostra come le due reti di raccolta convoglino in uno stesso punto. In questo caso, infatti, la rete fognaria unica. In corrispondenza del punto d'immissione viene installata una valvola di non ritorno che garantisce che, in caso di sovrappressione della rete fognaria, non avvengano delle inversioni di flusso. In corrispondenza del collegamento con la rete fognaria deve essere installato un sifone. L'allontanamento delle acque avviene per gravit; perci necessario che per le tubazioni sia prevista una pendenza. La fossa settica pi diffusa la fossa tipo Imhoff . All'interno di questa avvengono due processi: uno meccanico di sedimentazione e uno biologico di digestione. La parte superiore della fossa, a forma di tramoggia, consente la sedimentazione delle sostanze contenute nel liquame, mentre la parte inferiore destinata in parte all'accumulo progressivo (i depositi che inevitabilmente si fermano sul fondo devono essere svuotati ogni 7-8 anni) e in parte alla digestione del fango. Per un corretto funzionamento della fossa indispensabile scaricare al suo interno le sole acque provenienti dal WC

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FOSSA BIOLOGIGA TIPO IMHOFF

La vasca Imhoff della figura distinta in due scomparti : uno superiore di sedimentazione ed uno inferiore di accumulo e digestione anaerobica dei fanghi sedimentati. I solidi sospesi sedimentabili presenti nei liquami, catturati nel comparto di sedimentazione. precipitano attraverso le fessure di comunicazione nel sottostante comparto di accumulo e di digestione, dove le sostanze organiche subiscono una fermentazione anaerobica determinando la trasformazione di parte delle stesse in prodotti quali acqua, anidride carbonica e gas metano, con conseguente Smaltimento senza rete fognaria Negli edifici non serviti dalla rete fognaria, e con quantit limitate di terreno a disposizione, lo scarico delle acque luride pu avvenire direttamente nel sottosuolo prevedendo comunque una fossa settica secondo uno schema simile a quello della Figura. Le acque piovane, opportunamente raccolte potranno essere disperse in superficie.
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Se si dispone di modeste quantit di terreno, lunico sistema alternativo di utilizzare vasche a svuotamento periodico, denominate pozzi neri, che accumulano gli scarichi dopo essere passati dalla fossa settica. I pozzi neri devono essere svuotati per aspirazione.

Le fognature di tipo dinamico convogliano tutti gli scarichi a un depuratore. In questo caso non sono previste delle fosse settiche; la rete di raccolta delle acque luride si dovr allacciare direttamente alla rete fognaria predisposta mentre quella delle acque piovane si allaccer alla rete fognaria per le acque piovane. La prima rete sar convogliata al depuratore mentre la seconda sar convogliata direttamente nei corsi d'acqua. La mancanza di fosse settiche comporta la presenza di elementi solidi; Per evitare intasamenti i raccordi tra le tubazioni devono essere realizzati con curve o innesti a 45.

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Schema di rete di smaltimento delle acque sanitarie verso una fogna di tipo statico

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Schema di rete di smaltimento delle acque sanitarie verso una fogna di tipo dinamico

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