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1) Metodi di analisi elastico-lineari

1.a) Analisi statica (per edifici regolari in altezza e con periodo proprio T<2.5 Tc): si applicano forze statiche equivalenti
determinabili assimilando la struttura ad un oscillatore semplice.
1.b) Analisi modale con spettro di risposta: si studia la risposta di sistemi a pi gradi di libert facendo riferimento ai
modi di vibrare.

2) Metodi di analisi non lineare: in genere opzionali, non obbligatori


Scopo dei metodi non lineari:
- confronto tra duttilit richiesta e disponibile negli elementi strutturali
- metodo adeguato per la verifica sismica di edifici esistenti
2.a) Analisi statica non lineare: analisi statica svolta con un modello non lineare della
struttura incrementando le forze in modo da fare crescere lo spostamento orizzontale di
un punto di controllo (spostamento in sommit) fino al raggiungimento del collasso
2.b) Analisi dinamica non lineare: si applica un accelerogramma alla struttura e si integrano
direttamente le equazioni del moto considerando un modello non lineare della struttura

Analisi statica
Consiste nel considerare un unico insieme di forze, che rappresentano (in modo semplificato) leffetto del primo modo
Il periodo proprio pu essere valutato con
formule semplificate
T 1 C1 H 3 / 4
Le forze possono essere ridotte con =0.85 se
ledificio ha almeno 3 piani e periodo non troppo
alto
Lanalisi statica fornisce risultati attendibili ed
cautelativa purch:
- la struttura abbia comportamento piano (basse rotazioni planimetriche)
- la struttura abbia periodo non eccessivamente alto
- la stima del periodo proprio sia affidabile (o, meglio, corretta con la formula di Rayleigh)
Luso del coefficiente riduttivo rende i risultati dellanalisi statica non particolarmente gravosi rispetto a quelli dellanalisi
modale.

ANALISI STATICA LINEARE

Si valuta in modo approssimato il periodo proprio della struttura:


Indicazione norma, per

(1)

edifici con altezza

3/4

H dal

T1 C1H

Si valuta la forza sismica totale, cio il taglio alla base :

Fh Sd (T1)

Sd(T1) = ordinata dello spettro di progetto in funzione di T1 W =


peso totale delledificio
g = accelerazione di gravit
= 0.85 per edifici con almeno tre piani e T1<2 Tc (pari a 1 negli
altri casi)

Fh=Accelerazione x Massa

Telai in c.a. C1=0.075


Altri edifici C1=0.05

piano di fondazione < 40 m

Telai in acciaio C1=0.085

Si ripartisce Fh tra i vari piani:

Fi Fh

Wi h i

hi e hj = altezze dei piani i e j rispetto alle fondazioni


Wi e Wj = peso delle masse ai piani i e j

[7.2.6.]

Per tenere conto della variabilit spaziale del moto sismico, nonch di eventuali incertezze nella localizzazione delle masse, al
centro di massa deve essere attribuita una eccentricit accidentale rispetto alla sua posizione quale deriva dal calcolo. Per i soli
edifici ed in assenza di pi accurate determinazioni leccentricit accidentale in ogni direzione non pu essere considerata
inferiore a 0,05 volte la dimensione delledificio misurata perpendicolarmente alla direzione di applicazione dellazione sismica.
Detta eccentricit assunta costante, per entit e direzione, su tutti gli orizzontamenti.
[7.3.3.2.] (nel caso di ANALISI STATICA LINEARE)

Per gli edifici, se le rigidezze laterali e le masse sono distribuite simmetricamente in pianta, gli effetti torsionali accidentali di
cui al 7.2.6. possono essere considerati amplificando le sollecitazioni su ogni elemento resistente, calcolate con la distribuzione
precedente, attraverso il fattore (d) risultante dalla seguente espressione:
d = 1 + 0,6 x / Le
dove:
x = la distanza dellelemento resistente verticale dal baricentro geometrico di piano, misurata perpendicolarmente alla direzione
dellazione sismica considerata;
Le = la distanza tra i due elementi resistenti pi lontani, misurata allo stesso modo.
come se il centro di massa si spostasse lungo X (per sisma lungo Y) e lungo Y (per sisma lungo X) di quantit pari a:
*) eX =0,05*Y
*) eY=0,05*X
Servono 4 diverse combinazioni di carico infatti oltre alla forza Fx si deve considerare anche una coppia torcente Mz= FYeX (in
x e y) e di conseguenza le combinazioni di base per lazione sismica sono 8 (4 in direzione x e 4 in y).
[7.3.5]

Se la risposta viene valutata mediante analisi statica o dinamica in campo lineare, essa pu essere calcolata separatamente per
ciascuna delle tre componenti; la risposta a ciascuna componente, ove necessario, combinata con gli effetti pseudo-statici
indotti dagli spostamenti relativi prodotti dalla variabilit spaziale della componente stessa, utilizzando la radice quadrata della
somma dei quadrati (SRSS). Gli effetti sulla struttura (sollecitazioni, deformazioni, spostamenti, ecc.) sono combinati
successivamente, applicando la seguente espressione:
3/6

1,00Ex + 0,30Ey + 0,30Ez


con rotazione dei coefficienti moltiplicativi e conseguente individuazione degli effetti pi gravosi.
La componente verticale verr tenuta in conto ove necessario.

[7.3.3.1.] (nel caso di ANALISI DINAMICA LINEARE)

Per gli edifici, gli effetti della eccentricit accidentale del centro di massa possono essere determinati mediante lapplicazione
di carichi statici costituiti da momenti torcenti di valore pari alla risultante orizzontale della forza agente al piano, determinata
come in 7.3.3.2, moltiplicata per leccentricit accidentale del baricentro delle masse rispetto alla sua posizione di calcolo,
determinata come in 7.2.6.
Di conseguenza, le combinazioni di base per lazione sismica in analisi dinamica sono 4, 2 in direzione X e 2 in direzione Y:
Nota:
le combinazioni (per lANALISI DINAMICA) sono in numero inferiore rispetto al caso statico perch lanalisi dinamica contempla
automaticamente il sisma nei due versi opposti [ad esempio: [Dyn. X] inviluppa il caso di sisma in direzione X con verso positivo
(+X) e negativo (-X)].

Analisi lineare: controlli sugli spostamenti


[7.3.1]
Le non linearit geometriche sono prese in conto, quando necessario, attraverso il fattore sotto definito. In
particolare, per le costruzioni civili ed industriali esse possono essere trascurate nel caso in cui ad ogni
orizzontamento risulti:

P dr

0,1

Vh

dove:
P = il carico verticale totale della parte di struttura sovrastante lorizzontamento in esame
dr = lo spostamento orizzontale medio dinterpiano, ovvero la differenza tra lo spostamento orizzontale dellorizzontamento
considerato e lo spostamento orizzontale dellorizzontamento immediatamente sottostante;

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V= la forza orizzontale totale in corrispondenza dellorizzontamento in esame;


h = la distanza tra lorizzontamento in esame e quello immediatamente sottostante.
Quando compreso tra 0,1 e 0,2 gli effetti delle non linearit geometriche possono essere presi in conto incrementando gli
effetti dellazione sismica orizzontale di un fattore pari a 1/(1- ); non pu comunque superare il valore 0,3.
[7.3.3.3]

Gli spostamenti dE della struttura sotto lazione sismica di progetto allo SLV si ottengono moltiplicando per il fattore
d i valori dEe ottenuti dallanalisi lineare, dinamica o statica, secondo lespressione seguente:
dE d * dEe
dove:

d = q
d =

1 q 1 Tc / T1

se T1 TC
se T1 < TC

Analisi non lineare statica


[7.3.4.1]

Questo tipo di analisi pu essere utilizzato soltanto se ricorrono le condizioni di applicabilit nel seguito precisate per le distribuzioni
principali (Gruppo 1); in tal caso esso si utilizza per gli scopi e nei casi seguenti:
valutare i rapporti di sovraresistenza au/a1;
- verificare leffettiva distribuzione della domanda inelastica negli edifici progettati con il fattore di struttura q;
- come metodo di progetto per gli edifici di nuova costruzione sostitutivo dei metodi di analisi lineari;
- come metodo per la valutazione della capacit di edifici esistenti.
-

[7.3.4.1]

Si devono considerare almeno due distribuzioni di forze dinerzia, ricadenti luna nelle distribuzioni principali
(Gruppo 1) e laltra nelle distribuzioni secondarie (Gruppo 2) appresso illustrate.
Gruppo 1 - Distribuzioni principali:
- distribuzione proporzionale alle forze statiche, applicabile solo se il modo di vibrare fondamentale nella direzione considerata ha
una partecipazione di massa non inferiore al 75% ed a condizione di utilizzare come seconda distribuzione la 2a) (Gruppo 2);
- distribuzione corrispondente ad una distribuzione di accelerazioni proporzionale alla forma del modo di vibrare, applicabile solo
se il modo di vibrare fondamentale nella direzione considerata ha una partecipazione di massa non inferiore al 75%;
Gruppo 2 - Distribuzioni secondarie:

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a) distribuzione uniforme di forze, da intendersi come derivata da una distribuzione uniforme di accelerazioni lungo laltezza
della costruzione;
b) distribuzione adattiva, che cambia al crescere dello spostamento del punto di controllo in funzione della plasticizzazione
della struttura.
[7.3.4.1] Analisi non lineare statica
Quindi le due distribuzioni da esaminare sono:
1) distribuzione corrispondente alla distribuzione dei tagli di piano calcolati in una analisi dinamica lineare
2) distribuzione uniforme di forze, da intendersi come derivata da una distribuzione uniforme di accelerazioni lungo laltezza
della costruzione
Nota:
nella Circolare, nel commento relativo allanalisi non lineare statica, alla fine c il capoverso:
Gli effetti torsionali accidentali sono considerati nel modo previsto al 7.2.6 delle NTC
(al 7.2.6 si afferma che ... in assenza di pi accurate determinazioni leccentricit accidentale in ogni direzione non pu
essere considerata inferiore a 0,05 volte la dimensione delledificio misurata perpendicolarmente alla direzione di applicazione
dellazione sismica). Sembrerebbe quindi di dover applicare non due distribuzioni in ogni direzione, ma quattro, considerando
anche lo spostamento del centro di massa nelle due posizioni previste.
Perch due distribuzioni di carico?
- Man mano che lazione esterna aumenta, la struttura si danneggia, diminuendo la sua rigidezza.
- Se si aggiornassero le forze da applicare in funzione delle riduzioni di rigidezza, in modo da ottenere lo stesso
diagramma di spostamenti, ci si accorgerebbe che la distribuzione (che inizialmente, in dinamica, quella relativa alla
risposta prevalentemente lungo il primo modo) tende a divenire uniforme lungo laltezza

Occorrerebbe quindi utilizzare un metodo adattivo, che aggiorna la distribuzione delle forze al passo, o almeno , linviluppo
delle due distribuzioni estreme, quella vicina al primo modo e quella sostanzialmente uniforme

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