Sei sulla pagina 1di 64

Free Press - Anno XV - Num. 150 aprile 2011

Free Press - Anno XV - Num. 150 aprile 2011 made in Italy STEPHANIESAYMOUR nel suo
Free Press - Anno XV - Num. 150 aprile 2011 made in Italy STEPHANIESAYMOUR nel suo
Free Press - Anno XV - Num. 150 aprile 2011 made in Italy STEPHANIESAYMOUR nel suo

made in Italy

Free Press - Anno XV - Num. 150 aprile 2011 made in Italy STEPHANIESAYMOUR nel suo
Free Press - Anno XV - Num. 150 aprile 2011 made in Italy STEPHANIESAYMOUR nel suo
Free Press - Anno XV - Num. 150 aprile 2011 made in Italy STEPHANIESAYMOUR nel suo

STEPHANIESAYMOUR

nel suo salotto letterario di Perugia

Picasso Mirò Dalì

i “Giovani e arrabbiati” in mostra a Firenze

Mirò Dalì i “Giovani e arrabbiati” in mostra a Firenze GenovARTE2011 Venezia itinerando SLOW FOOD BOLOGNA

GenovARTE2011

Venezia

itinerando

SLOW FOOD BOLOGNA

Vinitaly, i dati

Venezia itinerando SLOW FOOD BOLOGNA Vinitaly, i dati Franca Valeri: "bugiardano, reticente" le mostre:

Franca Valeri:

"bugiardano, reticente"

le mostre: Potager Royal e Artieri Domani

Era2000 1

1 hotel, 2 anime Gli opposti che attraggono Catania Via del Bosco, 62 - tel.
1 hotel, 2 anime Gli opposti che attraggono Catania Via del Bosco, 62 - tel.
1 hotel, 2 anime
1 hotel, 2 anime
Gli opposti che attraggono
Gli opposti che attraggono
Catania Via del Bosco, 62 - tel. +39 095 7335100 - fax: +39 095 7335103
Catania
Via del Bosco, 62 - tel. +39 095 7335100 - fax: +39 095 7335103
2 ERA2000
www.hotelvilladelbosco.it - www.hotelvdbnext.it - info@hotelvilladelbosco.it - eventi@hotelvdbnext.it
ERA2000 promuove il “Made in Italy” Era2000 3 www.era2000online.it
ERA2000
promuove il “Made in Italy”
Era2000 3
www.era2000online.it

RIALE

EDITO

RIALE EDITO «Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo
RIALE EDITO «Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo
RIALE EDITO «Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo
RIALE EDITO «Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo
«Sempre caro mi fu quest'ermo colle, e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte
«Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare»
(Giacomo Leopardi)
Con queste stupende parole Giacomo Leopardi celebrava la
bellezza della sua terra e del suo angolo di infinito. Così l'arri-
vo della primavera rende ancora più meravigliose le dolci col-
line umbre che mi circondano e mi soffermo a pensare quanto
la nostra natura sia impagabile. Felice di poter anch'io cele-
brare con Era2000 la nostra splendida Italia. Anche questo
mese abbiamo voluto sottolineare le realtà più importanti del
Made in Italy, soffermandoci sui prodotti tipici, e sugli artisti
e talenti italiani. Abbiamo dato luce agli itinerari turistici per
pemettere a chi ancora non li conosce di percorrere luoghi
ricchi di cultura e di bellezze naturali. E come sempre, con
passione e orgoglio, abbiamo sottolineato l'importanza della
cultura che è patrimonio di grandi popoli e prepara l'uomo a
compiere imponenti imprese e raggiungere notevoli traguardi.
Il Direttore,
Stefania Legumi

***Con

la

banda

porpora

“dimore

di

charme”

ERA2000

Cultura&Turismo

intende segnalarVi la presen-

za

di

specifici

redazionali

avuto

pubblicitari

diretta!

esperienza

realizzati

ERA2000

per

esaltare

promuove

la

singolare

Voi

le

qualità

migliore

di

quelle strutture ricettive territoria-

li

di

4 ERA2000

cui

ha

per

rappresentanze del savoir faire italiano!

Num.150 Anno XV aprile 2011
Num.150 Anno XV aprile 2011

Direttore Editoriale

Antonio Guerrieri

Direttore Responsabile Stefania Legumi

Caporedattore

Caterina Guerrieri

Hanno Collaborato:

Sara Paradisi, Renato Rovetta, Cassandra Nail, Maria Scoscia, Cinzia Mortolini, Rossana Furfaro, Franco Baccarini, Agata Preziosa, Francesco Fiumarella, Maria Stella Oddi Michele De Luca, Umberto Zonin, Armando Zonin, Luciana Iannaco, Luisa De Salvo, Silvia Antonini

Progetto Grafico/Impaginazione Caterina Guerrieri

Direzione e Amministrazione Via Hanoi, 2 06083 • Bastia Umbra (PG) Tel. 075 8005389 Fax.075 8004270

redazione@era2000online.net

Marketing e Pubblicità Altea Natalino Aprea Carmela

Editore E.G.I. s.r.l. Reg. Tribunale di Perugia N. 24 del 18/07/1996

Stampa Properzio srl di Bastia Umbra (PG)

Le opinioni espresse impegnano solo la responsabilità dei singoli autori. Tutto il materiale inviato, anche se non pubblicato, non sarà restituito e resterà di proprietà dell’editore.

SOMMARIO

NAZIONALE

Stephanie Seymour

pag. 08

Alessandro Costantini

pag. 14

Franca Valeri

pag. 18

Giordano Bruno

pag. 20

Monnalisa sepolta

pag. 24

Genovarte 2011

pag. 25

Talenti Emergenti

pag. 27

Glue cinema

pag. 28

Elogio del dubbio

pag. 29

Giovani e arrabbiati

pag. 30

Arcimboldo

pag. 31

Lorenzo Lotto

pag. 34

Piero Leonardi

pag. 38

Fosco Giulianelli

pag. 39

LeitMotiv

pag. 40

Euroflora 2011

pag. 41

Memorie dalla Cambogia

pag. 42

Artigianato e Palazzo

pag. 45

Artieri Domani

pag. 46

Slow Food Bologna

pag.48

Potager Royal

pag. 49

Mortadella Bologna igp

pag. 50

Vinitaly

pag. 51

Soldoro

pag. 52

Bonton educational AIS

pag. 53

Agricola Romanelli

pag.56

Degustando il Canada?

pag.58

Vermiglio di Rosciate

pag.59

Venezia itinerando

pag.61

Onorio Bravi in mostra

pag.60

Vermiglio di Rosciate pag.59 Venezia itinerando pag.61 Onorio Bravi in mostra pag.60 Era2000 5
Vermiglio di Rosciate pag.59 Venezia itinerando pag.61 Onorio Bravi in mostra pag.60 Era2000 5
Vermiglio di Rosciate pag.59 Venezia itinerando pag.61 Onorio Bravi in mostra pag.60 Era2000 5
Vermiglio di Rosciate pag.59 Venezia itinerando pag.61 Onorio Bravi in mostra pag.60 Era2000 5
Vermiglio di Rosciate pag.59 Venezia itinerando pag.61 Onorio Bravi in mostra pag.60 Era2000 5
U na suggestiva ed aristocratica dimora dove riposare e vivere bene, godendo il lusso della
U na suggestiva ed aristocratica dimora dove riposare e vivere bene, godendo il lusso della

U na suggestiva ed aristocratica dimora dove riposare e vivere bene, godendo il lusso della discrezione

Gubbio (PG) in Via Galeotti, 19 Tel: 075 9220157 Fax: 075 9220159 info@relaisducale.com

6 ERA2000

della discrezione Gubbio (PG) in Via Galeotti, 19 Tel: 075 9220157 Fax: 075 9220159 info@relaisducale.com 6
Relais Ducale Il fascino del tempo di Stefania Legumi A Gubbio una dimora d'altri tempi
Relais Ducale
Il fascino del tempo
di Stefania Legumi
A Gubbio una dimora d'altri
tempi alberga in piazza della Signo-
ria. Nel centro storico del “libero
comune” prende forma la magnifi-
cenza del Relais Ducale; struttura-
to in un edificio del'300, offre una
splendida vista sulla vallata, servizi
e
comfort di alto livello quali came-
re arredate con cura, un giardino,
un ottimo snack bar, 3 sale riunio-
ni dotate delle ultime novità tecno-
logiche, un internet point ADSL e
una deliziosa terrazza panoramica.
Tra i palazzi gotici senza tempo e le
strette vie medievali si respira un'at-
mosfera magica e sognante. Le suites
e
le camere del Relais sono arreda-
te con gusto e rispettano i parame-
tri storici e architettonici dell'epo-
ca. Le volte maestose accolgono con
dolcezza l'ospite che coglie fin dalla
prima occhiata la bellezza dell'arre-
do. Per un soggiorno di charme e re-
lax. Per chi ama le dimore d'epoca
accoglienti e lussuose. Per un tuffo
nel morbido sapore del passato che
risveglia l'animo e riscalda il cuore.
Era2000 7
ERA 2000 promuove le “Dimore di Charme”redazionale
pubblicitario

Il mondo di

Stephanie

L'artista poliedrica Stephanie Seymour

di Stefania Legumi

promuove la

cultura

L o scorso 15 marzo mi trovavo nel salotto lettera-

rio di Stephanie Seymour a Perugia sorseggiando

un ottimo bicchiere di vino. Mi circondavano le

opere d'arte ironiche e originali di Stephanie che raccon- tano la sua idea di donna e il suo modo davvero unico di leggere la vita e svelare la sua anima. Intorno a me artisti, poeti, musicisti e amici che amabilmente discutevano di cultura. Un vero e proprio salotto letterario che ripropone come un tempo un simposio tra sostenitori della sapienza che si ritrovano a trattare di lettere e poesia. La padrona di casa, ottimo anfitrione, ci rivela la sua forte volontà di svi- luppare questi incontri per amore della cultura ma anche

per far sollevare il nostro spirito dalla routine quotidiana. Osservando Stephanie parlare ci si rende subito conto della sua unicità, che emerge anche dalle sue innumerevoli pro- duzioni artistiche. Fotografa, pittrice, creatrice di scarpe- scultura, le strabilianti Delishoes, illustratice e scrittrice. Tutto questo si nasconde in una splendida signora ama- bile, appassionata e imprevedibile che da sempre si dedica all'arte e alla cultura. Attenta al differente, al diverso, sof- ferma il suo sguardo nell'irregolare che trasmette energia e fa pensare. Utilizza l'ironia come arma trascinandola nelle sue opere e trasportandola nella sua vita per rendere ogni cosa più soffice e raffinata.

Foto di Cesare Cenci 8 ERA2000
Foto di Cesare Cenci
8 ERA2000
più soffice e raffinata. Foto di Cesare Cenci 8 ERA2000 Intervistando Stephanie Come nasce la tua

Intervistando Stephanie

Come nasce la tua passione per l'arte ? Fin da giovanissima ho sempre sentito

la necessita di esprimermi con qualsiasi

mezzo dall’arte alla musica alla scrittu- ra, al teatro. Crescendo questa passio-

ne è sempre diventata più forte. Ho la necessità di comunicare chi sono io e come vedo il mondo. Amare la vita e comunicare è per me naturale, la pas- sione è diventata sempre più una neces- sità di vita.

Che tipo di ispirazioni guidano il tuo

estro creativo? Ho vissuto i primi anni

di vita a Los Angeles, città libera men-

talmente, aperta, pazzesca. Ho sempre amato questa libertà, il clima caldo spingeva anche l'arte ad essere più ap- passionata, aperta, fuori dagli schemi. I media per me sono stati sempre senza limiti, e cresciuta in mezzo a tante per-

sone creative in California, ero stimola-

ta ad essere me stessa, senza mai essere

giudicata fuori dalle righe ma una delle

tante persone creative. Artisti come Ge- Da giovane, fotografare per me significa- mi soffermo su

tante persone creative. Artisti come Ge-

Da

giovane, fotografare per me significa-

mi

soffermo su un’unica tecnica, TUT-

orgio O’Keefe, Andy Warhol, Elizabeth

va

“copiare” dal vero, una cosa che non

TO è arte, non faccio limiti, mi esprimo

Peyton, mi hanno ispirato, anche se non

mi

è mai piaciuto, volendo essere sem-

con spontaneità. E’ bellissimo risolvere il

ho

mai provato a dipingere o creare come

pre

originale nelle mie opere. Dopo un

problema di inventare una scatola o bor-

altri. Conservare la mia originalità è sem- pre stato l'obiettivo primario. Ho scelto

di vivere in Europa, però, perchè amo

molto la bellezza storica, artistica e cul- turale: i palazzi, il panorama, la ricchezza

soggiorno in Cina nel 2007, dopo aver

fotografato le persone e ricevuto sorri-

so dopo sorriso senza poter comunicare

verbalmente, ho scoperto una grande passione per la fotografia: sia del ritratto

sa originale, oppure creare uno slogan e

marchio per un evento, o titolo e alle- stimento per una mostra. Non riesco a

concepire di avere un unico e solo mezzo

per esprimermi, per sentire libera. E an-

culturale, e soprattutto tutto ciò che è

che

mi appassiona (la mia sfida è spesso

cora, ho un animo ribelle, lo sono sem-

naturale. Cerco da sempre la genuinità

di

poter fotografare le persone che dico-

pre

stata. E’ piacevole toccare e lavorare

sia

nelle cose che nelle persone, e spesso

no

che non vengono bene in foto) e di

con la carta, vedere il potere che hanno

la

mia arte prende in giro ciò che non

creare delle fotografie artistiche, spesso

se

mostre fotografiche negli ultimi anni,

certi colori uno vicino all’altro, ed è bella

è naturale, che comunque, mi attrae, mi incuriosisce. La bellezza mi ispira, come

utilizzando le mie opere. Ho avuto diver-

anche la solitudine quando scatto delle fotografie. Amo avere una sfida per risol-

un bosco colorato che diventa cornice

anche abbinate ai miei dipinti. Giorni fà

vere problemi di design anche tecniche,

per un vestito che creo con la carta, ed

ho

saputo che una mia fotografia è sta-

perché amo l’inventare, sia dal disegno

il tutto diventa alla fine, un quadro, in

ta

selezionata per una mostra, autunno

di

un oggetto da regalare, ad uno slogan

forma fotografica. Il viso affascinante di

2011, presso la Fondazione Sandretto

pubblicitario; da una borsa ad un tema

una persone mi può spingere a fotogra-

Re

Rebaudengo (Torino) durante il VI

per un evento. Non riesco a pensare a

farla in un setting che si abbina bene ad essa. I miei dipinti e fotografie diventa- no sfondo per un collage che confonde

Concorso Letterario Nazionale Lingua Madre.

seguire un unico mezzo per esprimermi, cambiare costantemente, sentirmi libera nella mia creatività. E poi, sono ribelle,

lo

spettatore che non capisce bene cosa

Inventore, pittore, designer, fotografa,

lo

sono sempre stata. Amo trovare so-

sta

guardando, foto o dipinto. Amo sor-

vignettista, scrittrice,quale è la defini-

luzioni creativi per problemi “difficili”

prendere, provocare. E più di tutto, amo

Tu che ora sei appassionata della foto-

zione che ti appartiene di più? Forse

sperimentare con materiali, inventare

l’ironia, i doppi sensi visivi e verbali.

creativo ma forse anche pittrice: amo variare, esprimermi con libertà. Come amo conoscere persone di tutto il mon-

oggetti d’arte che muovono. Ma amo anche scrivere…di esperienze vissute in

viaggio, oppure di piccoli problemi di

grafia dici che una volta la odiavi….

do,

così è la mia passione per l’arte – non

ogni giorno, sempre con ironia però, e

www.stephanieseymour.it

Era2000 9

10 ERA2000 Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei
10 ERA2000 Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei
10 ERA2000 Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei
10 ERA2000 Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei
10 ERA2000 Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei
10 ERA2000 Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei
10 ERA2000 Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei
10 ERA2000 Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei
10 ERA2000 Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei

10 ERA2000

Nel caso in cui il giorno del compleanno coincida con la chiusura dei luoghi, l’ingresso omaggio sarà valido per il giorno successivo a quello di

c

Era2000 11 di chiusura. Le categorie già destinatarie di agevolazioni riceveranno un ingresso omaggio per

Era2000 11

di chiusura. Le categorie già destinatarie di agevolazioni riceveranno un ingresso omaggio per un accompagnatore che non goda degli stessi benefici.

12 ERA2000
12 ERA2000

spesso illustrato con le mie vignette.

Come affronti da Americana la vita in

gli

ha

la

so

si

ti

ed

la

a

da

La tua sfida più grande, artisticamente

è

lo

è

va

in

di

Le

ad

vertita tanto a disegnare dieci personaggi diversi, proprio per avvicinarmi a questa persona, ed alla mia sorpresa, dopo che

Umbria, ti senti accettata?

ho mandato la vignetta mi ha risposto

Quando pensi fuori dagli schemi, devi trovare altri che vedono la vita e il mon- do un po’ come te, solo così puoi sentir-

per la prima volta, anzi, ringraziandomi per la mia arguzia! Credo che l’umori- smo ha una fortissima capacità qualcuno

ti accettata completamente. Ma se non

perso la capacità di ridere a causa di

sono come te, magari sono affascinati da

circostanze della vita. A me piace aiutare

un modo di vivere, vedere, esprimersi

gente ad alleggerirsi, a sorridere. Spes-

completamente diverso…e fanno bene!

è una grandissima sfida, ma quando

Perché gli artisti hanno molto da dire, e

eliminano le barriere, e finalmente le

qualche volta, vedono soluzioni nuove, che non hanno a che fare con l’arte, pro- prio perché sono creativi. Credo davvero che gli artisti, messi insieme potrebbero risolvere tanti problemi del mondo. Pro- prio perché sono creativi. Ho amici che mi capiscono veramente, ma non tutti. Forse accetto più facilmen-

persone si fanno conoscere per quello che sono, comprese le loro debolezze, per me è un’enorme soddisfazione. Una sfida grande spesso è far capire alla gente che il sorriso ha un’enorme potere. Mi dicono da sempre che sono coraggiosa. Non temo di affrontare anche le persone “difficili” pensando che anche loro sono

te il vivere in una piccola realtà perché c’è quel lato di me che ama aiutare gli altri a scoprire cose diverse: alle persone

persone con anima, anche se delle volte difficili da comprendere. Amo far sorri- dere la gente con la mia arte: se l’arte non

timide, mi piace aiutarle ad essere più

fa stare bene, per quale ragione uno lo

aperte, alle persone che vogliono fare

vorrebbe davanti agli occhi ogni mattino

qualcosa ma ne hanno paura, provo ad aiutarle a capire quanto è facile provare.

quando si sveglia? Le sfide, mi piacciono, ma spesso essere sensibile davanti all’arte

Sono dell’idea che le cose che vogliamo

il mondo, è difficile far capire a chi ha

dobbiamo provare a conquistarle. Non

testa troppo quadrato, chi non riesce

trovo la necessità di avere paura di perso-

lasciarsi andare…. Vedo che ho molto

ne o cose, la paura non porta a niente, e le persone sono più o meno tutti uguali dentro di loro.

parlando, quale è stata? La vita d’arti- sta è difficile, piena di sfide, un’artista,

dire in riguardo alla parola “sfida”! La

vita da artista è un’enorme sfida di per sé. Devi lavorare da solo, organizzare la pro- prio vita privata mentre vai avanti con l’arte, trovare sempre delle idee nuove (per me, la parte più affascinante), pro- muovere quello che fai. La sfida spesso

se non avesse sfide costanti si occupe- rebbe solo della sua arte senza nessuna

trovare chi ti dà supporto, incoraggia- mento, aiuto quando necessità. Se non

difficoltà, ma non è proprio così. Invece,

ricevi, vai avanti lo stesso perché credi

le sfide esistono e bisogna anche saperle

(lo devi) in te stesso. La strada non è non

affrontare, delle volte in modo creativo. Negli ultimi anni ho scoperto il potere

facile. E’ proprio una sfida, continua, sempre.

che hanno le vignette. Tramite queste vi- gnette sono riuscita delle volte ad avvici- narmi a persone che all’inizio sembrano avversari ed alla fine, riesco a farle ridere, sorridere. Tramite qualche vignetta sono

Le tue Delishoes , un marchio brevet- tato e un successo enorme per queste “scarpe deliziose”, come è nata l'idea della collezione di scarpe? A vent'anni

riuscita ad ottenere risposte, avere quello

circa ho vinto un concorso dove si dove-

che cercavano altri ma non riuscivano ad

disegnare scarpe, in un grande nego-

avere, e avere il rispetto di certe perso-

zio a Los Angeles. Ho sempre mille idee

ne che all’inizio non mi ascoltavano. E’

testa, perciò disegnare una collezione

incredibile! La gente vuole sorridere, ed

scarpe per me era puro divertimento.

a qualcuno viene fuori anche ridendo di

Delishoes sono state create proprio su

se stessi. In una vignetta ho disegnato il protagonista (una persona vera) comple-

vere scarpe, così uno stilista molto cono- sciuto a New York mi ha commissionato

tamente diverso in ogni scena, perché

utilizzare le sue bellissime scarpe per

non conoscevo il suo aspetto; mi sono di-

creare un’altra collezione da esporre nelle

vetrine delle sue boutique a New Yorke a Chicago. Le scarpe, in generale, sono sempre

vetrine delle sue boutique a New Yorke a Chicago. Le scarpe, in generale, sono sempre state presenti in molte mie opere (come le Cactus Ladies) ma come base, potrei inventare ventisei scatole, macchi- nette, forchette, ognuno diversa; quan-

do un artista disegna, le idee ci sono, la

base non importa. E’ possibile disegnare qualsiasi oggetto, basta che uno abbia le idee, le soluzioni vengono fuori.

Tra le altre tue “opere d'arte” crei an- che splendidi libri per bambini, quale sarà il tuo prossimo obiettivo edito- riale? E’ vero, ho creato dei libri scritti e illustrati da me. Uno di questi l'ho ven- duto ad un editore giapponese, poi ho fatto un libricino sponsorizzato da Mu- lino Bianco. Ho tante idee di libri che vorrei produrre: un libro delle mie De- lishoes, racconti della mia vita in Italia , illustrato con le mie vignette, un libro scritto in rima, in due lingue (ho anche

che nella tua vita, questo è il segreto del tuo successo? Se uno ama l’umori-

smo, vive meglio. Senz’altro aiuta anche

gli altri a vivere con più leggerezza. Sono

stata parecchio seguita dalla stampa, e

hanno fatto anche diverse riprese televi- sive delle mie mostre. L'Umbria ancora,

a mio avviso, non è pronta a capire l’i-

ronia, perciò spero di potare sempre più

spesso le mie opere fuori, in altre regioni

o altri paesi dove sono capite meglio.

Umbria, New York, Toscana, Chicago, la tua arte valica i confini degli Stati ma è davvero così facile vivere d'arte oggi? Non è facile vivere d’arte oggi! Co- munque, “fare arte” nel mondo di oggi

ti aiuta a vivere. Fare arte aiuta a soprav-

vivere in un mondo così difficile; è dav- vero un’enorme aiuto poter esprimersi, sperimentare, comunicare. Non posso immaginare una vita senza la possibilità

di creare.

un

blog scritto in Italiano e Inglese, See

 

More Worlds (http://stephanieseymour- delishoes.blogspot.com/) Amo abbinare la parola con il disegno,

Dal mese di febbraio hai cominciato

a fare delle serate letterarie nella tua casa, hai inaugurato la nascita di un

mi

piace molto l’illustrazione, ma sem-

nuovo circolo culturale, che ti aspetti

pre

mi esprimo meglio me stessa quando

da questo progetto? Adoro stare insieme

c’è

un tocco di ironia…

a

gente interessante, amo mettere insieme

L'umorismo e la creatività sono ingre- dienti essenziali nella tua arte ma an-

persone differenti tra loro e passare delle

ore in modo piacevole e divertente, ho

cominciato queste serate per stare bene, per allontanarsi dai soliti problemi, con- vivendo dei momenti di cultura -- una

volta ascoltando un pianista, un’altra sera

a fare improvvisazioni teatrali, un’altra

volta con amici di madre lingue inglese.

Non so proprio che cosa possa succedere,

ma nel frattempo vedo tantissima gente e

ci sto bene. Senz’altro da cosa nasce cosa,

ma soprattutto mi piace circondarmi con

gente che ama la cultura, che è creativa,

e che apprezza l'arte e la cultura. Questo

mi

arricchisce la vita.

 

La

cosa più bella che potrebbe regalar-

mi

questa esperienza ? Ci devo riflettere

un

attimo

potrei

essere commissionata

a scrivere un libro di idee di “Come stare

insieme in modo originale, non la solita cena, ma in modo divertente, interessan- te”. Ho mille idee per feste, eventi, in- contri completamente diverse da come la gente si incontra, la solita cena con discorsi banali o noiosi. Invece, con uno spunto diverso, la gente potrebbe vera- mente rilassarsi, o divertirsi con qualche idea completamente nuova. Da sempre

organizzo feste, cene, ma ora con un tocco più culturale, è ancora più bello, anche per me.

www.stephanieseymour.it

Era2000 13

ALESSANDRO COSTANTINI A lessandro Costantini nasce a Roma nel 1965. Inizia a suonare il pianoforte
ALESSANDRO COSTANTINI A lessandro Costantini nasce a Roma nel 1965. Inizia a suonare il pianoforte

ALESSANDRO COSTANTINI

A lessandro Costantini nasce a Roma nel 1965.

Inizia a suonare il pianoforte all'età di 4 anni e

manifesta immediatamente un talento non co-

mune per la musica, che viene subito assecondato dalla sua famiglia. Studia al Conservatorio di Perugia dove si diploma in pianoforte nel 1987. Viene premiato in con-

corsi di interpretazione classica pianistica nazionali e in- ternazionali come il “Premio Friederic Chopin” di Roma, primo premio assoluto al “Città di Locorotondo”, “Città

di

Genova”, “Città di Velletri” e il “Premio internazionale

di

Sigonella”. Contemporaneamente studia all’Ars Aca-

demy di Roma con il noto Maestro Fausto Di Cesare, e composizione con il Maestro Valentino Di Bella. Nel 2003, con il suo progetto Akkallàramah, è finalista del concorso “DEMO” indetto da Rai Radio1, condotto da

Michael Pergolani e Renato Marengo, e su più di 7.000 partecipanti, con l’unico brano interamente musicale del-

la rassegna (Dakiwuta), si piazza al 47° posto. Nel 2004

il suo brano “Il Dizionario” fa parte della colonna sonora del film “Volevo solo dormirle addosso” (Warner Chappel

Music Italiana) per la regia di Eugenio Cappuccio, che partecipa al Festival del Cinema di Venezia, e che vince

il premio FEDIC. Sue composizioni sono state utilizzate

dal noto critico cinematografico Mario Sesti, come colon-

na sonora dei contenuti extra dei films “Provincia Mecca-

nia” di Stefano Mordini, con Stefano Accorsi, e “Se devo

essere sincera” di Davide Ferrario, con Luciana Littizzetto

e Neri Marcorè. E’ autore delle musiche del documenta-

rio “Battiti, il respiro del Vesuvio”, per la regia di Maria Totaro, che vince il premio “Napoli Filmfestival” come miglior documentario nel 2005. E' di recente pubblica- zione il suo ultimo lavoro “LINPHA”, edito dalla Warner Chappel Musica Italiana e distribuito in tutto il mondo dalla Halidon. Linpha è un lavoro di pianoforte solo,

dove l'autore firma la quasi totalità dei brani, ad eccezio-

ne di due brani firmati da Fiorenzo Carpi, autore della

celebre colonna sonora dello sceneggiato tv “Le avventure

di Pinocchio” di Luigi Comencini (1972). Il cd è stato

presentato al MIDEM di Cannes 2011, la fiera mondiale delle etichette discografiche. Costantini è stato il primo,

e sinora l'unico al mondo, ad incidere le celebri musiche

del famoso sceneggiato. I suoi video relativi ai due brani, sono risultati i più visti su YouTube, con più di 100.000 visualizzazioni complessive in un anno. Un vero record per un video autoprodotto e non ufficiale.

Stefania Legumi intervista Alessandro Costantini

Ho avuto il piacere di ascoltare il suo ultimo lavoro

E' riuscito

a creare un' opera innovativa che regala a chi ascolta

“Linpha” e mi ha decisamente sorpreso.

14 ERA2000

nuova linfa vitale, ti avvolge e coinvolge, ti conduce nell'intima anima dell'autore che con grazia e sensibili-

tà accoglie e disvela con semplicità il suo mondo. Facile

e gradevole, per tutti, le sue note placano gli spiriti

agitati e innalzano quelli imperfetti. Da ascoltare e ri- ascoltare.

Fin da piccolo si dedica alla musica, dopo tanti anni che tipo di rapporto ha con essa? Ho scoperto da

qualche anno che la musica per me è una “terapia” vera

e

propria. Avevo interrotto per circa 12 anni lo studio

e

il rapporto con essa per motivi personali. Sono stato

davvero male, finchè non ho capito che il malessere che sentivo era dato da quell'assenza che si era fatta insop- portabile. Posso tranquillamente affermare che la musi- ca per me è assolutamente vitale, e come tutti i rapporti vitali sono composti da amore e odio, ma sicuramente più amore.

Quali sono stati i suoi maestri e punti di riferimen- to? Ho iniziato a credere di poter fare il compositore

verso i 15 anni, ascoltando i Preludi per pianoforte di Debussy. Ho l'inimitabile incisione di Arturo Benedet-

ti Michelangeli, che ascoltavo per giorni interi. Ecco,

quella forma armonica e strutturale così libera mi ha aperto la mente. Ho capito che si poteva scrivere della musica libera dagli schemi rigidi dei classici, che pur apprezzo moltissimo, ma che fosse più rappresentativa del mio essere musicista un po'

Nelle sue composizioni è molto libero, senza legami commerciali o di piaggeria, è per questo che sono così godibili e piacevoli? Quando scrivo musica non penso mai a quello che potrebbe piacere o no. Ho senz'altro rispetto per l'eventuale ascoltatore, e mani- festo questo mio rispetto con quella che credo sia “one- stà intellettuale” da parte mia mentre scrivo. Non mi nascondo. Non faccio finta. Faccio quello che amo e sono sempre esposto. In parole povere non sono ruffia- no. Forse è questa la risposta. Poi ognuno ha i suoi gusti musicali, e sono ben consapevole che non a tutti può piacere la mia musica.

Il suo imprinting classico non lo ha trasformato nel perfetto e troppo ingessato pianista di Conservato-

di musicista? Ne ho incontrate tantissime. Questo è

stato il motivo principale per il quale decisi di lasciare la musica nel 1996. A partire da quelle economiche. Quando non insegnavo e non collaboravo con gli allievi del conservatorio, per sbarcare il lunario d'estate facevo il “busker”, il musicista di strada esattamente. Quelli che per la maggior parte delle persone sono considerati mendicanti, per intenderci. A volte attaccavo il mio pia- no digitale alla corrente di un bar e mi mettevo a suo- nare in mezzo alla strada. Era un bel lavoro, conoscevo tantissime persone e a volte guadagnavo bene. Ma non ero ben visto dalle “istituzioni” che mi creavano qual- che problemino. Una volta, un vigile urbano sulla costa marchigiana, mi fece una multa di 2 milioni di lire per “esercizio di mestiere ambulante senza permesso”. Poi, proponendo musica mia, non trovavo molti spazi per potermi esibire dal vivo. I luoghi dove potevo suonare erano principalmente pub. E in un pub era dura suona- re quel tipo di musica. A quei tempi non esistevano gli studi di registrazione digitali casalinghi che ci sono ora, e per registrare un demo bisognava spendere parecchio in studio, pagare i musicisti, spostarsi per le prove. Era diventato un mestiere veramente troppo difficile.

Quali sono i suoi prossimi obiettivi? Promuovere il mio lavoro dal vivo e dargli visibilità. La cosa che pre- ferisco di questo mestiere è il concerto. Voglio andare all'estero. Al momento mi interessa molto la Francia e la Germania.

Il gotha italiano della musica come promuove nel

giusto modo i suoi artisti? Il gotha italiano della mu- sica è molto condizionato dalle direttive imposte dal governo e dal taglio dissennato dei fondi. Credo che sia dura fare una giusta promozione artistica se non si hanno i soldi per farlo. Le case discografiche non az- zardano nessuna operazione se non sono già sicure del successo, e quindi producono soltanto copie dell'origi- nale famoso. Non investono sull'artista sconosciuto. Se non ci fossero i cosiddetti mecenati dell'arte, credo che la promozione del nuovo artista sarebbe ridotta a zero. Quale musica consiglia di ascoltare a un giovane per formarsi culturalmente? La musica è tutta buona e fa sempre bene a mio avviso. Ma se parliamo di forma- zione culturale, sono convinto che la musica classica sia qualcosa di più elevato. Educare i bambini a questo ascolto è sicuramente pedagogico. Ma ripeto, ognuno ha la sua musica a lui più congeniale, e di musica ce n'è per tutti i gusti, l'importante è che si ascolti.

rio, quale è il suo segreto? Se di segreto si può parlare, credo che sia
rio, quale è il suo segreto? Se di segreto si può parlare,
credo che sia il fatto di essere stato permeato da tutte
le espressioni musicali. Sin da piccolissimo ho ascoltato
veramente di tutto. Mi piace la techno così come la
musica etnica. I cantautori italiani come il rock duro
o progressivo. A me basta che sia musica onesta e vera,
che non sia il prodotto confezionato da produttori che
pensano soltanto ai numeri e a classificare tutto. Credo
che da quello che scrivo si percepisca tutto questo.
Quali difficoltà ha incontrato nel fare il mestiere
Tra una buona cena, una bella donna e un buon con-
certo cosa lascia cadere dalla torre? Sicuramente una
buona cena!
Era2000 15
www.borgobrufa.it In Umbria, su una collina che domina a 360 gradi uno scenario d’incomparabile bellezza,
www.borgobrufa.it In Umbria, su una collina che domina a 360 gradi uno scenario d’incomparabile bellezza,
www.borgobrufa.it In Umbria, su una collina che domina a 360 gradi uno scenario d’incomparabile bellezza,
www.borgobrufa.it In Umbria, su una collina che domina a 360 gradi uno scenario d’incomparabile bellezza,
www.borgobrufa.it In Umbria, su una collina che domina a 360 gradi uno scenario d’incomparabile bellezza,
www.borgobrufa.it In Umbria, su una collina che domina a 360 gradi uno scenario d’incomparabile bellezza,

www.borgobrufa.it

In Umbria, su una collina che domina a 360 gradi uno scenario d’incomparabile bellezza, nasce il Relais & spa Resort Borgo Brufa pensato per offrire ai propri ospiti il massimo delle attenzioni e dei servizi.

BORGROBRUFA SPA RESORT

delle attenzioni e dei servizi. BORGROBRUFA SPA RESORT Era2000 17 Via del Colle 38 - Brufa

Era2000 17

Via del Colle 38 - Brufa di Torgiano (PG) Tel. +39 075 985267 - Cell. 349 67 09 526

di Maria Stella Oddi “Ho parlato abbastanza, considerando che parlo da sola» 18 ERA2000 FRANCA

di Maria Stella Oddi

“Ho parlato abbastanza, considerando che parlo da sola»

18 ERA2000

FRANCA VALERI:

BUGIARDA NO, RETICENTE

I l 17 marzo Franca Valeri assieme a Pino

Strabioli ha presentato ad Ancona il suo

ultimo libro “Bugiarda no, reticente”.

Grande successo di pubblico al Ridotto del Te - atro delle Muse dove la meravigliosa e sempre energica artista ha accolto amici, fans e colleghi attori. Strabioli ha raccontato al pubblico pre- sente l'opera di Franca che in circa 100 pagine

racconta la sua vita, con ironia e semplicità, re- galando a chi lo leggerà i suoi più cari ricordi, i genitori, gli amici, il trasferimento da Milano a Roma, i suoi primi passi nel mondo dello spet- tacolo e gli amori.L’incontro con Franca Valeri,

è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del

Comune di Ancona con la collaborazione della Libreria Feltrinelli ed è curato da Gabriella Pa- pini e Lucio Benenati. Uno spaccato di storia anche del nostro paese nella storia personale di un incredibile personaggio che ha ricevuto dal Presidente della Repubblica lo scorso 8 marzo il titolo di Cavaliere di Gran Croce per i suoi me- riti artistici e culturali. Da leggere subito, Bu- giarda no, reticente. Edito da Giulio Einaudi.

«Mi ribello all'affermazione corrente che sia un dono di natura. La comicità è un lavoro di cervello».

«Francamente trovare idee per la mia vita mi sembrerebbe troppo, avendola anche vissuta». Più che un'autobiografia, Bugiarda no, reticente

è un vitale, indisciplinato, liberissimo confidarsi

di Franca Valeri come fa la notte con se stessa, o

con i suoi cani. I ricordi di un'esistenza febbri-

le si fanno strada a modo loro sgomitando nel

buio. E Franca Valeri è lì, pronta a infilzarli uno ad uno con l'ironia puntuta e l'intelligenza sin- tetica e spiazzante, per trasformarli in racconto. Quando si ha da restituire una vita e non una

scansione ordinata di fatti, le priorità di un'intera esisten- za si possono anche riassumere in
scansione ordinata di fatti, le priorità di un'intera esisten- za si possono anche riassumere in

scansione ordinata di fatti, le priorità di un'intera esisten- za si possono anche riassumere in poche splendide righe, se si possiede l'etica disciplinare della sintesi: «A vent'anni era affondare il fascismo, a trenta avere in pugno il teatro, a quaranta tutto, a cinquanta occhiali e quasi tutto, e eccomi». Fra una virgola e l'altra, e disseminati in queste pagine, ci sono naturalmente i fatti, gli affetti, gli eventi:

i genitori, gli amici, la scuola, le leggi razziali, la guerra, il trasferimento da Milano a Roma; gli episodi più im- portanti della lunga carriera, dagli inizi in Francia, con il Teatro dei Gobbi, all'ultima commedia appena scritta. La nascita dei personaggi più celebri, dalla Signorina Snob alla signora Cecioni. E gli amori, anche: due uomini da raccontare senza imbarazzi come grandi traditori. E, net- tissimo, il ritratto di una generazione di donne libere e anticonformiste, uscite dalla guerra ventenni con una sto- ria tutta da inventare. Ma quello che conta, e che resta, è il sorriso storto con cui Franca Valeri commenta e valuta ogni episodio, è la qualità dello sguardo, la grana della voce che trasfigura tutto, l'incontro con Charlie Chaplin dietro le quinte di un teatro come la descrizione di un vestito di georgette. Capita, leggendo questo libro, di tor- nare indietro. Si sorvola su una frase e mentre si legge quella successiva si è colpiti da una freccia sulla nuca. È una sensazione bellissima seguire un'intelligenza che va dove vuole, capace di sorridere sui grandi e sui piccoli eventi senza compiacimenti e senza retorica, offrendo ai nostri tempi ridondanti una irripetibile lezione di stile.

LA BIOGRAFIA

Franca Valeri nasce a Milano il 31 luglio 1920 da una famiglia borghe-

se con padre di origine ebraica e madre cattolica. A carriera già avviata,

cole e una lunga serie di commedie, spesso al fianco di Alberto Sordi o

di Totò. Le ultime apparizioni cinematografiche di Franca Valeri sono

verrà poi scoperta nell'albero genealogico della famiglia la presenza di

dopo aver rivelato le sue doti satiriche nei salotti mondani e intellet-

da posizionare tra gli anni settanta e gli anni ottanta, quando figura

una attrice vissuta nel XVIII secolo di nome Fanny Norsa. Franca Va-

in

alcune pellicole minori che fanno parte degli ultimi fuochi della

leri inizia recitando delle caricature per parenti ed amici, già prima

commedia all'italiana. Oltre che attrice famosa è autrice di commedie

della guerra, durante l'adolescenza. Il nome d'arte Franca Valeri viene

di

successo, come Lina e il cavaliere, Meno storie, Tosca e altre due

scelto solo più tardi, nei primi anni cinquanta, su suggerimento dell'a- mica Silvana Ottieri, che in quel periodo stava leggendo un libro del

(portata anche sul grande schermo nel 2003) e Le Catacombe, ma si è cimentata anche come regista di melodrammi. Franca Valeri è colonna

poeta Paul Valéry, e su spinta del padre ingegnere che non era convinto della carriera d'attrice della figlia. Approda in teatro quasi per caso,

tuali milanesi, dove dà vita a personaggi ispirati al costume contem- poraneo, fatto di frivolezze e ipocrisie, fedeli specchi di un ambiente borghese. Cresce nella trasmissione radiofonica "Il rosso e il nero",

portante anche del varietà televisivo dagli anni sessanta, spesso diretta da Antonello Falqui in trasmissioni come Le divine (1959), Studio Uno (1966) e Sabato sera (1967). Durante gli anni settanta parteci- pa alla fertile stagione degli sceneggiati televisivi della RAI. Nel 1995 è stata co-protagonista con Gino Bramieri della sit-com di Canale 5 "Norma e Felice" e, un anno più tardi con la fiction "Caro maestro". Nel 2000 è stata protagonista accanto a Nino Manfredi di "Linda,

dalla quale tra l'altro nasce una generazione di attori della cosiddetta "commedia all'italiana". È qui che Franca Valeri per la prima volta fa

il

brigadiere e

",

fiction di successo di Raiuno, e del film tv "Come

conoscere al grande pubblico il personaggio della "Signorina Cesira",

quando fuori piove", diretto da Mario Monicelli. Nel 2001 è tra i

che passando successivamente dalla radio alla televisione, diventa la

protagonisti di "Compagni di scuola" (RaiDue). La Valeri è anche

"Signorina Snob", nevrotica signora milanese, ritratto delle ipocrisie della borghesia contemporanea. Più tardi fa la sua comparsa la "Si- gnora Cecioni" (nel programma "La regina ed io", 1960), popolana romana perennemente al telefono con "mammà" e caratterizzata da bigodini giganti: il personaggio riscuote un successo enorme. Il suo esordio teatrale risale al 1951, quando il "Teatro dei Gobbi" (da lei

scrittrice: il suo primo libro “Il diario della signorina snob”, pubblicato nel 1951 dalla Mondatori, fortemente sostenuto dal suo amico Indro Montanelli, è frutto della celebrità ottenuta dal personaggio della "si- gnorina snob" alla radio, alla fine degli anni Quaranta. Nel 2005 ha pubblicato “Animali e altri attori”. Nel dicembre 2010 Franca Valeri pubblica il libro autobiografico “Bugiarda no, reticente”, un racconto

fondato con Alberto Bonucci e Vittorio Caprioli, diventato poi suo

di

un centinaio di pagine nel quale traccia i principali avvenimenti del-

marito), recita negli spettacoli "Carnet de notes n.1" e "Carnet de no- tes n.2", che proponevano senza ausilio di scene e costumi, una serie

la

come autodidatta. L’8 marzo 2011 il Presidente della Repubblica Gior-

sua esistenza, che l'hanno portata a intraprendere la carriera artistica

di

sketch satirici sulla società contemporanea. Nello stesso anno recita

gio Napolitano l’ha insignita dell’onorificenza di Cavaliere di Gran

nel suo primo film "Luci del varietà", di Alberto Lattuada e Federico Fellini (al suo esordio come regista); a questo seguono molte altre pelli-

Croce per la maestria e l’intelligente ironia che hanno caratterizzato la sua lunga carriera teatrale, cinematografica e televisiva.

GIORDANO BRUNO E LA CULTURA ROSACROCIANA IN ITALIA E IN EUROPA Alla fine del 2010

GIORDANO BRUNO E LA CULTURA ROSACROCIANA IN ITALIA E IN EUROPA

Alla fine del 2010 è stato dato alle stampe dalla casa ed. Di Renzo la Summa terminorum metaphysicorum, uno dei te- sti latini più importanti, dettato da Giordano Bruno al suo allievo Raphael Egli. Il traduttore e curatore , Guido Del Giudice, introduce il testo di Bruno con un saggio: “Bru- no in Svizzera, tra alchimisti e rosacroce”. E’ proprio questo scritto a riaprire un dibattito sui rapporti tra Bruno e gli illuminati, attraverso la ricostruzione degli spostamenti del filosofo tra la Svizzera e la Germania e i contatti che riuscì ad intessere con esponenti della Confraternita che “proba- bilmente” si stava già formando in Germania. La tavola ro- tonda che si è tenuta a Perugia il 12 marzo, ha cercato, anche confrontandosi con i testi appena citati che hanno elaborato una riflessione profonda delle opere di Giordano Bruno, e

con le pubblicazioni rosacrociane, di attraversare dubbi, aggiungere conoscenze. La speculazione filosofica si è aperta, necessariamente, alla riflessione sulle drammatiche situazioni storiche che insanguinarono l’Europa del ‘500, le guerre

di religione del tempo di Bruno e la guerra dei trent’anni (1618-1648) del tempo dei Rosacroce, ma ha cercato anche di

entrare nel profondo della filosofia del grande Nolano per meglio comprendere, forse, il nostro tempo di conflitti, molti dei quali ancora religiosi, e la battaglia delle idee per cui il filosofo sacrificò la sua vita.

Presentazione della Tavola Rotonda

Nel 1972 Frances A.Yates nel suo testo “L’illu-

minismo dei Rosa-Croce”, uno stile di pensiero nell’Europa del Seicento, aprì una stagione di studi sul movimento rosacrociano o meglio sui Fratelli della Rosa Croce. La studiosa inglese, nonostan-

lasciasse aperta la ricerca ad altre fonti, per lei in quel momento indisponibili, espresse spesso alcune riserve sulle “pessime associazioni di idee” che seguono, in maniera acritica, l’uso del termi- ne “rosacrociano”, un modo di pensare, secondo

te

la

Yates , nato dall’incontro tra il Rinascimento e

la

prima fase, nel ‘600, della rivoluzione scientifi-

ca. Il movimento, attraverso i suoi ispiratori, come

John Dee in Inghilterra e i suoi sostenitori come Naudé in Francia, ebbe un grande successo in Ger- mania dove il manifesto della Fama, presentava i Rosa Croce come una confraternita di illuminati.

20 ERA2000

Rosa Croce come una confraternita di illuminati. 20 ERA2000 E’ proprio questo termine che dà luogo

E’ proprio questo termine che dà luogo ai possibili collega- menti, operati tra l’altro proprio dal francese Naudè, con gli ispiratori del movimento, tra cui Giordano Bruno. In effetti potrebbe essere proprio la tradizione ermetica rinascimentale

a cui appartenevano non solo filo-

sofi ma anche matematici, lette- rati, musicisti, a rendere possibile

lo sviluppo della cultura rosacro-

ciana. Questo il pensiero di Fran- ces A. Yates che nel 1964 pubbli- cò un’importante monografia su Giordano Bruno e la tradizione er- metica. Si trattava, però, di un’in-

terpretazione che, risolvendo il pensiero di Bruno nell’ermetismo-

il complesso di testi e di posizioni,

attribuiti all’antichissima sapienza

di

Ermete Trismegisto, scritti tra il

e II° secolo d.C-, non valutava la

tra il I° e II° secolo d.C-, non valutava la lunga e complessa riflessione di Bruno

lunga e complessa riflessione di Bruno intorno alla magia e soprattutto sul rappor-

to che la lega alla “nova filosofia” e alla concezione di Vita-materia infinita da cui

essa teoricamente è fondata. Alla luce della riforma della “magia” e delle cosiddette

opere “magiche” pubblicate nel 1891, segnalate già da Abraham Noroff nel 1868,

è possibile cogliere il valore che il Nolano attribuisce alla politica e alla religione. Per comprendere in maniera più profonda il progetto di una riforma del sapere e

le radici teoriche dell’interesse bruniano per la prassi magica come si evolve dal

Sigillus sigillorum (1583) alle ultime opere, bisognerà considerarne alcune che scrisse durante il suo soggiorno ad Helmestedt. Per conoscere l’originalità del pensiero di Bruno occorrerà attendere il 2000, anno in cui uscirà la nuova edi- zione delle opere magiche (con la traduzione italiana a fronte) curate da S.Bassi, E.Scapparone e N.Tirinnanzi per Adelphi. Nel 2010 viene dato alle stampe dalla casa ed. Di Renzo la Summa terminorum metaphysicorum, uno dei testi latini più

importanti, dettato dal No- lano al suo allievo Raphael

Egli. Il traduttore e curato-

re G.Del Giudice, introdu-

ce il testo di Bruno con un

saggio “Bruno in Svizzera,

tra alchimisti e rosacroce”. E’ proprio questo scritto

a riaprire un dibattito sui

rapporti tra Bruno e gli il- luminati, attraverso la rico- struzione degli spostamenti del filosofo tra la Svizzera e

struzione degli spostamenti del filosofo tra la Svizzera e la Germania e i contatti che riuscì

la Germania e i contatti che riuscì ad intessere con

esponenti della Confraternita che “probabilmente” era già attiva in Germania. La tavola rotonda che si è tenuta a Perugia il 12 marzo al Tempio Maggiore del Collegio dei Maestri Venerabili dell'Umbria, Grande Oriente d?Italia- Palazzo Giustiniani - Corso Cavour, 97 - Perugiaorganizzato da - Antico e Primitivo Rito

di Misraim e Memphis - Accademia dei Filaleti di Pe-

rugia, di Ancona e di Roma-Associazione culturale Giordano Bruno filosofo del divenire, ha cercato, an- che confrontandosi con i testi appena citati che han-

no elaborato una riflessione profonda delle opere di Giordano Bruno, e con le pubblicazioni rosacrociane, di attraversare dubbi, aggiungere conoscenze. La speculazione filosofica si è aperta, necessariamente, alla riflessione sulle drammati- che situazioni storiche che insanguinarono l’Europa del ‘500, le guerre di religione del tempo di Bruno e la guerra dei trent’anni (1618-1648) del tempo dei Rosacroce. Si è cercato nel profondo della filosofia del grande Nolano per meglio comprendere, forse, il nostro tempo di conflitti, molti dei quali ancora religiosi, e la battaglia delle idee per cui il filosofo sacrificò la sua vita.

Prof.ssa Luciana Iannaco

Tel 0732.21965 22 ERA2000 a Fabriano, nella provincia di Ancona

Tel 0732.21965

22 ERA2000

a Fabriano, nella provincia di Ancona

Tel 0732.21965 22 ERA2000 a Fabriano, nella provincia di Ancona
Tel 0732.21965 22 ERA2000 a Fabriano, nella provincia di Ancona
Tel 0732.21965 22 ERA2000 a Fabriano, nella provincia di Ancona
ROMA www.mencarelligroup.com & Catering Banqueting in tutta Italia Carlo Repetto Cell. 335.737.15.91 Tel.

ROMA

www.mencarelligroup.com

ROMA www.mencarelligroup.com & Catering Banqueting in tutta Italia Carlo Repetto Cell. 335.737.15.91 Tel.
ROMA www.mencarelligroup.com & Catering Banqueting in tutta Italia Carlo Repetto Cell. 335.737.15.91 Tel.
ROMA www.mencarelligroup.com & Catering Banqueting in tutta Italia Carlo Repetto Cell. 335.737.15.91 Tel.
ROMA www.mencarelligroup.com & Catering Banqueting in tutta Italia Carlo Repetto Cell. 335.737.15.91 Tel.

&

Catering

Banqueting

in tutta Italia

& Catering Banqueting in tutta Italia Carlo Repetto Cell. 335.737.15.91 Tel. 06.669.26.88 • FAX
& Catering Banqueting in tutta Italia Carlo Repetto Cell. 335.737.15.91 Tel. 06.669.26.88 • FAX
& Catering Banqueting in tutta Italia Carlo Repetto Cell. 335.737.15.91 Tel. 06.669.26.88 • FAX

Carlo Repetto

Cell. 335.737.15.91 Tel. 06.669.26.88 • FAX 06.661.83.757 carlorepetto@hotmail.it

Mencarelli Group

www.mencarelligroup.com

catering@mencarelligroup.com

mencarelli@mencarelligroup.com

Era2000 23

alla ricerca della Monnalisa sepolta di Rossana Furfaro C’è una donna di nome Lisa, vissuta

alla

ricerca

della

Monnalisa

sepolta

di Rossana Furfaro

C’è una donna di nome Lisa, vissuta nella Firenze rinascimentale, che a distanza di secoli tiene ancora alta l’attenzione su di sé. Lisa Gherardini, moglie del mercante fiorentino Francesco del Giocondo (per questo detta anche “la Gioconda”), sarebbe la protagonista del dipinto a olio su tavola di pioppo (77x53 cm, databile 1503-1514 circa, conservato al Museo del Louvre a Parigi) secondo una ormai accreditata versione di Giorgio

24 ERA2000

Vasari. Il Vasari, contemporaneo della donna e autore

tra l’altro di un famoso trattato sulle biografie dei grandi artisti italiani, afferma che il quadro fu commissionato proprio dal marito di lei al grande Leonardo Da Vinci. Il condizionale è d’obbligo perché alcuni studiosi

nutrono ancora delle riserve sull’identità della modella ritratta. Anche per dissolvere questi dubbi il 27 aprile si procederà al primo atto di un progetto più ampio che ha l’ambizione di riportare alla luce i resti della nobildonna per farne oggetto di un attento studio. Attraverso lo strumento avanzato del georadar, che consente di individuare eventuali reperti sotto la pavimentazione, si setaccerà il sottosuolo dell’ex convento di Sant’Orsola a Firenze dove si ritiene riposino le spoglie di Monna Lisa. Mille metri quadrati circa sotto esame, 12.000 euro il costo sostenuto dalla Provincia di Firenze (proprietaria dell’edificio) per realizzare l’iniziativa coordinata da un team di esperti riuniti nel Comitato nazionale per

la

valorizzazione dei beni storici culturali e ambientali

di

Roma, il cui presidente è lo storico dell’arte Silvano

Vinceti, già cacciatore delle ossa del Caravaggio. Grazie alle ricerche condotte dallo studioso Giuseppe Pallanti

presso l’Archivio di Stato di Firenze sappiamo che Lisa Gherardini ha passato gli ultimi due anni di vita tra le mura del convento di Sant’Orsola (dove la figlia divenuta Suor Ludovica, se ne prese cura fino alla morte sopraggiunta il 15 luglio 1542) e qui fu seppellita. Sempre dalle ricerche del Pallanti apprendiamo che la tomba di Francesco del Giocondo si trova nella chiesa fiorentina della Santissima Annunziata, dove vennero sepolti in seguito anche i figli Bartolomeo e Piero. Il suo contributo però si ferma qui. Giuseppe Pallanti, biografo di Lisa Gherardini, ha commentato: ‘’Non partecipo alla ricerca in S.Orsola che tuttavia mi sembra legittima, nonché molto complessa. Aspettiamo i risultati di queste verifiche’’. Il professore Francesco Mallegni, paleopatologo dell’Università di Pisa,

a

cui già si devono le identificazioni delle ossa di Giotto

e

del conte Ugolino, ha affermato che “verrà ricercato

lo

scheletro di una donna di 63 anni con particolari

caratteristiche storico-documentarie e qualora fosse

ritrovato sarà restaurato, consolidato e sottoposto a vari test tra i quali la comparazione del Dna con le spoglie

dei figli per stabilirne la familiarità. Successivamente si

ipotizza anche la ricostruzione fisiognomica del volto in modo da confrontare la vera Monna Lisa con il quadro

di Leonardo”. Ma c’è chi ritiene inutile la ricerca. Da

Liverpool il giornalista inglese Chris Johnson afferma che i resti, qualora vi fossero stati, sarebbero andati perduti in seguito ai lavori che hanno interessato l’edificio negli anni ‘80 allo scopo di ospitare una caserma militare con un connesso posteggio sotterraneo proprio in corrispondenza

di un chiostro. I detriti sono stati portati in una discarica,

probabilmente quella di Case Passerini, e attualmente non rimarrebbero che le mura esterne e qualche arco del XIV secolo. Le diverse destinazioni d’uso dell’ex

convento lasciano poco spazio all’ottimismo: fin dal ‘300

fu un luogo religioso e tale rimase fino al 1810 quando

venne trasformato in una manifattura per tabacchi.

Negli anni ’40 e ’50 del ‘900 ospitò sfollati di guerra

definitiva nell’identificazione della misteriosa modella di

e

aule universitarie fino a raggiungere l’attuale stato di

Leonardo? La caccia ai resti è aperta e senza dubbio il

abbandono. Ma Vinceti replica prontamente che ogni avvenimento intervenuto nella storia della costruzione ha

lasciato intatto il sottosuolo, dove si troverebbero anfratti,

fascino emanato dal quadro più ammirato del Louvre non smetterà di ammaliare le generazioni future qualora venissero alla luce elementi nuovi. Nel bene e nel male

nascondigli, sepolcreti che il georadar potrebbe facilmente

si

continuerà a parlare di lei, del suo sottile sorriso, dei

individuare. I discendenti non sono esattamente entusiasti

suoi occhi che nasconderebbero simboli misteriosi a detta

dell’iniziativa. Sul sito adnkronos.it viene riportata la

di

Luigi Borgia, membro del Comitato. Difatti Leonardo

dichiarazione di una di loro, Natalia Strozzi Guicciradini,

vi

lavorò anni e anni ritornando più volte con nuove

datata 5 aprile: “Lasciate in pace Monna Lisa, la sua

pennellate quasi a ricercare la perfezione, inducendo

storia, il suo passato. Lasciate alla Gioconda quel mistero

a

pensare che ogni ritocco equivale ad un nuovo

che l’ha resa famosa in tutto il mondo”. E poi aggiunge:

messaggio del genio- artista. Dal canto suo Monna Lisa

“Da anni la mia famiglia sapeva che i resti di Monna Lisa potevano essere nell’ex convento di Sant’Orsola a Firenze, ne parlavamo spesso con mia nonna. Un racconto affascinante per noi bambine, come del resto tutta la storia della nostra famiglia”. Scavare nel passato

chiunque ella sia continuerà a seguire con lo sguardo

ogni ammiratore dietro il vetro a cui l’hanno costretta per proteggerla da ladri, vandali e flash invadenti. Con quella tranquillità nel volto così disteso da provocare invidia e al tempo stesso mistero, con le braccia adagiate sul grembo

o

di

quell’edificio, rintracciare le ossa di ignari soggetti che

e le mani sciolte come a godersi uno spettacolo, in attesa

dovrebbero riposare in pace, porterà davvero ad una svolta

paziente che qualcuno faccia luce sulla sua storia.

GenovARTE 2011

di Caterina Guerrieri

P resto ”La Suprema” si presterà nuovamente da scenario alla biennale d’arte contemporanea Ge- novArte 2011; capitale europea della cultura nel

2004, Genova ha saputo affermarsi come uno tra i più

ricchi centri artistici, storici, scientifici, industriali e tu-

ristici del Bel Paese

più vivido fermento per la valorizzazione e la celebrazio-

ne delle prestigiose risorse del proprio patrimonio. Vicoli

caratteristici, il Porto Antico, il Polo Museale di Via Ga- ribaldi ed alcuni tra i palazzi storici più belli d’Europa, molti dei quali sono stati dichiarati patrimonio mondiale

dell’umanità dall’UNESCO; si tratta di una città che, oltre a vantare il prestigio di opere architettoniche moder- ne d’avanguardia firmate Renzo Piano, è la preziosa te- stimonianza tanto dell’epoca medievale quanto di quella barocca e risorgimentale. Genova racconta di una “storia

ed è proprio in virtù di

dell’arte” in continuo divenire

questo che il centro per la diffusione e la promozione del-

sviluppando negli anni un sempre

le

arti Satura Art Gallery di Genova - con il patrocinio

di

strutture pubbliche e private - sostiene questa bien-

di strutture pubbliche e private - sostiene questa bien- più per esporre all’analisi critica e all’indagine

più per esporre all’analisi critica e all’indagine popolare gli approcci sperimentali della produzione artistica con- temporanea.

nale, per promuovere l’interesse comune per l’arte, crea-

re

contatti e sinergie interessanti, offrire un’opportunità

di

scambio interculturale e, se vogliamo, di educazione

al

linguaggio alternativo; GenovArte offre un motivo di

confronto tra artisti e cifre stilistiche ed un’occasione in

REGOLAMENTO

Con il Patrocinio di Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova, Mu- nicipio 1 Centro Est, SATURA art gallery, con sede in Genova, indice la IV Biennale d’Arte Contemporanea GenovARTE 2011.

Art. 1 Destinatari del concorso Il concorso è rivolto ad artisti di tutte le nazionalità operanti in Italia, nelle discipline di: pittura, scultura, fotografia.

Art. 2 Tecniche, formato e tema Ciascun artista può partecipare con una sola opera, in piena libertà stilistica e tecnica (tempera, olio, inchiostro, acrilico, vinile, acquerello, grafite, collage, fotografia, etc.) e su qualsiasi supporto (tela, carta, legno, ferro, plastica, etc.) Le dimensioni sono libere purché dentro le misure massime di cm. 200hX150. Le sculture non dovranno superare cm. 50X50X120h e 40 Kg di peso. Il tema è libero.

Art. 3 Come partecipare E’ necessario inviare una fotografia a colori di dimen- sioni non inferiori a cm. 12X18 e non superiori a cm. 24X30 o tramite CD.

La fotografia potrà essere inviata anche per posta elettronica in formato jpeg

(almeno 300 dpi).

briche dedicate al premio.

Il montepremi complessivo sarà arricchito da premi istituzionali che saran-

no resi noti il giorno della premiazione. Il Comitato Organizzatore si riser-

va di individuare, tra i partecipanti, artisti emergenti, cui proporre possibilità

espositive personalizzate. Le esposizioni sopra indicate sono comprensive di allestimento, vernice e comunicati stampa che verranno realizzati a cura della segreteria organizzativa del premio. Le spese di trasporto (andata e ritorno) e le eventuali assicurazioni delle opere saranno a carico e cura degli Artisti. Le opere rimarranno di proprietà degli Artisti.

Art. 7 Catalogo Tutti gli artisti che supereranno la prima selezione (Art. 4) saranno ammessi alla IV Biennale d’Arte Contemporanea GenoARTE 2011,

dovranno versare un contributo di € 60,00 a parziale copertura delle spese per

 

il

catalogo della mostra e per quelle organizzative, con le medesime modalità

Il

modulo di partecipazione, la fotografia, la ricevuta dell’avvenuto paga-

elencate all’art.4. Una copia del catalogo sarà data gratuitamente a ogni artista

mento ed eventuale materiale documentario/biografico dovrà pervenire en- tro il 30 aprile 2011 a: SATURA art gallery, piazza Stella 5/1 16123 Ge- nova o all’indirizzo di posta elettronica info@satura.it Dal momento che

partecipante che potrà essere ritirata durante i giorni dell’esposizione; l’even- tuale spesa di spedizione postale del catalogo nei giorni successivi alla chiusura della rassegna sarà a carico dell’artista.

la

selezione avverrà sulla base delle fotografie ricevute, si consiglia l’invio di

fotografie professionali. Le fotografie e tutto il materiale documentativo non

Art. 8 Premiazione La premiazione dei vincitori avverrà alle ore 17.O0 del 18

sarà restituito. Per consentire un coordinamento organizzativo adeguato s’invita

giugno 2011 in concomitanza con l’inaugurazione della rassegna, alla presenza

ad

inviare nel più breve tempo possibile il modulo di partecipazione. Il modulo

delle Autorità e di personalità di spicco del mondo artistico e culturale.

di

partecipazione è scaricabile dal sito: www.satura.it o www.facebook.com/

satura.genova oppure può essere richiesto presso la segreteria del premio.

Art. 4 Prima selezione La selezione di tutte le fotografie ricevute avviene attra-

verso il vaglio della Giuria del concorso, il cui giudizio è insindacabile ed i cui nomi saranno resi noti il giorno dell’inaugurazione. Le opere così selezionate parteciperanno alla IV Biennale d’Arte Contemporanea GenovARTE 2011 ospitata negli splendidi locali di Palazzo Stella. Alla rassegna parteciperanno, inoltre, artisti invitati direttamente dal comitato organizzatore, per i quali non

è prevista alcuna selezione. La rassegna s’inaugurerà sabato 18 giugno 2011 e

rimarrà aperta fino al 02 luglio 2011. Data la natura spiccatamente culturale del Concorso, è richiesto un contributo di € 20,00 per spese di segreteria ed or- ganizzative, che dovrà avvenire unitamente alla spedizione del materiale. Il ver- samento potrà essere effettuato con bonifico bancario intestato a: Associazione Culturale Satura, Banca Intesa, Piazza Leonardo da Vinci 9/R Genova (C/C numero 59630260158 codice ABI 3069 codice CAB 1495 IBAN IT37 G030 6901 4950 5963 0260 158) o tramite vaglia postale intestato a: Associazione Culturale Satura, piazza Stella 5/1 16123 Genova, oppure assegno circolare non trasferibile inviato all’indirizzo dell’Associazione.

Art. 5 Presentazione delle opere Agli artisti selezionati sarà richiesta l’opera

originale. L’opera dovrà essere senza vetro, senza cornice e provvista di un’uni-

ca attaccaglia (le opere fotografiche potranno essere presentate con vetro). Le

opere dovranno giungere presso SATURA art gallery, (piazza Stella 5/1 16123 Genova) entro la data che sarà successivamente comunicata agli artisti selezio- nati. Le opere inviate per corrispondenza saranno accettate solo con spese e rischio a carico del partecipante, sia per l’andata sia per il ritorno (restituzione).

Art. 6 Premi Sarà individuato tra i partecipanti un primo premio assoluto

nelle diverse sezioni: pittura, scultura, fotografia, cui sarà offerto una mostra personale nel corso del 2012, un servizio ad hoc di tre pagine, con intervista

e pubblicazione delle opere, sulla rivista SATURA arte letteratura spettacolo.Al

secondo e al terzo classificato saranno dedicati, nel corso del 2012, una mostra collettiva presso la sede dell’Associazione e un servizio di due pagine, con intervista e pubblicazione delle opere, sulla rivista SATURA arte letteratura spettacolo. La rivista SATURA arte letteratura spettacolo dedicherà ampie ru-

Art. 9 Restituzione delle opere ammesse Le opere ammesse alla mostra po-

tranno essere ritirate personalmente dall’artista, o da un suo incaricato munito

di delega, a partire dal 2 al 9 luglio 2011 durante l’orario di apertura della se-

greteria. Gli artisti che faranno pervenire le loro opere tramite corriere espresso, dovranno richiederne la restituzione incaricando un loro corriere di fiducia ed a proprie spese. Le opere dovranno essere inviate in un’ apposita cassa con viti riutilizzabile per il ritorno. Le opere non ritirate entro i termini stabiliti saranno considerate lascito degli artisti all’Associazione Culturale Satura.

Art. 10 Liberatoria Gli organizzatori, pur avendo la massima cura delle opere ricevute, non si assumono alcuna responsabilità per eventuali danni di traspor- to, manomissioni, incendio, furto o altre cause durante il periodo della mani- festazione, del magazzinaggio, dell’esposizione e della giacenza. Agli artisti è

demandata la facoltà di stipulare eventuali assicurazioni contro tutti i danni che

le opere potrebbero subire.

Art. 11 Accettazione delle condizioni Gli artisti sono garanti dell’originalità dell’opera che presentano e partecipando alla IV Biennale d’Arte Contempora- nea GenovARTE 2011 accettano implicitamente tutte le norme contenute nel presente regolamento, nessuna esclusa.

Art. 12 Immagine delle opere Il Premio sarà largamente pubblicizzato sia in ambito locale sia nazionale e, a tal fine, lo sfruttamento delle immagini delle opere esposte resterà ad esclusivo vantaggio degli organizzatori.

Art. 13 Privacy Le informazioni custodite nel nostro archivio verranno utiliz- zate per la partecipazione al concorso e per l’invio del materiale informativo. È prevista la possibilità di richiederne la rettifica o cancellazione, come previsto dalla legge 675/96 sulla tutela dei dati personali.

Organizzazione Generale: SATURA art gallery associazione culturale – centro per la promozione e divulgazione delle arti Riferimenti telefonici: 010.246.82.84 – 010.66.29.17 cell.338.291.62.43 E-mail: info@satura.it http://www.satura.it

26 ERA2000
26 ERA2000









di Umberto Zonin
di Umberto Zonin

A l Centro di Cultura contemporanea Strozzina,

Fondazione palazzo Strozzi di Firenze fino a mag-

gio la mostra poliedrica e caleidoscopica di giovani

talenti italiani. La particolarità dell'evento riguarda una visione dell'arte a 360 gradi. Pittura,disegno, scultura, vi- deo, installazione, fotografia saranno presenti in differen- ti forme e comunicazioni per rappresentare al meglio la ricerca di 16 talenti italiani.Gli artisti in mostra saranno

Giorgio Andreotta Calò, Meris Angioletti, Riccardo Be- nassi, Rossana Buremi, Ludovica Carbotta, Alessandro Ceresoli, Loredana Di Lillo, Patrizio Di Massimo, Va- lentino Diego, Luca Francesconi, Invernomuto, Mar- gherita Moscardini, Giovanni Ozzola, Luigi Presicce, Antonio Rovaldi, Alberto Tadiello. Insieme alla mostra un premio per aiutare nel loro percorso artistico non sempre facile i giovani emergenti.Il vincitore riceverà il finanziamento della Fondazione Palazzo Strozzi per una monografia dedicata al suo lavoro, pubblicata da Sil- vana editoriale. “Il CCCS - sottolinea Franziska Nori, direttore della Strozzina - coerentemente con la sua po- litica, vuole essere un punto di riferimento per lo stato dell’arte italiano e internazionale, non solo organizzan- do mostre ed eventi, quanto promuovendo il lavoro di giovani artisti. In quest’ottica s’inserisce il premio bien- nale Talenti Emergenti che vogliamo riproporre dopo il successo della prima edizione. In un panorama artistico così ricco di riconoscimenti, Talenti emergenti si distin- gue per la sua formula innovativa che garantisce serietà e qualità della scelta, attraverso una doppia selezione fatta, in prima battuta, da una giuria italiana, e in segui- to da una internazionale, coinvolgendo personalità di primo piano del panorama artistico europeo e mondia- le. La novità di quest’anno risiede nella possibilità che verrà data al premiato di poter pubblicare una propria monografia, che permetterà al pubblico e alla critica di conoscere e apprezzare la sua ricerca”. Il vincitore del premio Talenti Emergenti è Luigi Presicce, è stato giu- dicato da professionisti internazionali come Achim Bor- chardt-Hume (Whitechapel Gallery, Londra), Barbara Gordon (Hirshhorn Museum, Smithsonian Institution, Washington D.C.) e Adam Szymczyk (direttore della Kunsthalle Basel).Tutti gli artisti presenti nel percorso espositivo sono stati scelti dopo un accurata selezione da importanti curatori italiani: Luca Massimo Barbe- ro (MACRO, Roma), Chiara Bertola (HangarBicocca, Milano), Andrea Bruciati (GC.AC, Monfalcone) e Gia- cinto Di-PietrantonioGAMeC,Bergamo).

Info: Orari: martedì – domenica 10.00 - 20.00, giovedì 10.00 - 23.00. Lunedì chiuso. Speciale biglietto congiunto con la mostra Picasso, Mirò, Dalì - Giovani e arrabbiati. La nascita della modernità: 10 euro website: www.strozzina.org www.palazzostrozzi.org

Tel: 070 658206 Era2000 27 P.zza Costituzione, 10 Cagliari
Tel: 070 658206
Era2000 27
P.zza Costituzione, 10 Cagliari

www.gluefirenze.com www.gluefirenze.comwww.gluefirenze.com

www.gluefirenze.com www.gluefirenze.comwww.gluefirenze.com il Glue, l’Alternative Concept Space di Firenze presenta: IN

il Glue, l’Alternative Concept Space di Firenze presenta:

IN UN MONDO MIGLIORE…

- nuova rassegna cinematografica -

D opo il ciclo “interattivo” eccoci di nuo- vo a proporre una serie di film “a tema” con un pizzico di ottimismo… Quello che

è successo al Glue in questa prima stagione è una pic- cola magia ed è per questo che si è pensato ad un ci- clo che parlasse di un atteggiamento che ci ha portati fino a questo punto… l’ottimismo! Non aspettatevi film

CONTATTI: Ufficio stampa Glue: Tiziana ufficiostampa@gluefirenze.com | 340 6448689
CONTATTI: Ufficio stampa Glue: Tiziana ufficiostampa@gluefirenze.com | 340 6448689

programmazione

Giovedì 14 aprile 2011

Mr. Nobody di Jaco Van Dormael (versione in inglese con sottotitoli

in spagnolo)

Uno dei film che i distributori italiani hanno deciso di non farci ve-

dere… Un bambino è in piedi sulla banchina della stazione. Il treno

sta per partire. Sarebbe meglio che andasse con la madre o che rima-

nesse con il padre? Una decisione che racchiude uno spettro infinito

spensierati e divertenti (o perlomeno non solo spensie- rati e divertenti). Aspettatevi degli ottimi film che, ol- tre a portare un messaggio “positivo” (più o meno tra le righe), vi “aiutino” ad essere ottimisti, almeno verso il mondo del Cinema che, nonostante la chiusura delle sale fiorentine, continua a regalarci belle sorprese… Vi aspettiamo al Glue sperando in un mondo migliore…

Dalla mente, ormai, maniacale di David Fincher la storia della nascita dell’ormai “indispensabile” Facebook…

Giovedì 28 aprile 2011 Una lunga domenica di passioni di Jean-Pierre Jeunet Un’originalissima favola romantica ambientata ai tempi della Prima guerra mondiale dal “visionario” Jean-Pierre Jeunet Un piccolo gio- iello ingiustamente poco conosciuto.

Giovedì 05 maggio 2011

Animal Kingdom di David Michod

Il film con la storia meno ottimista della rassegna. Un opera prima

potente e già matura. Dall’Australia uno dei più bei film della scorsa stagione vincitore del Sundance Film Festival nella categoria World

Cinema Dramatic.

Giovedì 12 maggio 2011 Departures di Yojiro Takita Vincitore dell’Oscar come Miglior Film Straniero nel 2010. Una sor-

presa che arriva dal Giappone. Un film minimalista che racchiude in

sé una dolcezza ottimistica…

Giovedì 19 maggio 2011 American Life di Sam Mendes Dal regista premio Oscar Sam Mendes un film (che rischiava di rima- nere invisibile) delicato e divertente scritto dalla coppia Dave Eggers e Vendela Vida.

di

possibilità. Finché non sceglie, tutto è possibile, ogni vita merita

Giovedì 26 maggio 2011

di

essere vissuta…

In un mondo migliore di Susanne Bier

Giovedì 21 aprile 2011 The Social Network di David Fincher

A chiusura del ciclo il film da cui prende spunto l’intera rassegna.

L’ennesima grande prova dell’ormai riconosciuta Susanne Bier pre- miata con l’Oscar 2011 per il Miglior Film Straniero.

28 ERA2000 Lungomare Trieste - Roseto (TE) - Tel: 085.8944163 085.8936126
28 ERA2000
Lungomare Trieste - Roseto (TE) - Tel: 085.8944163 085.8936126

Venezia, Punta della Dogana: “Elogio del dubbio”

Venezia , Punta della Dogana: “Elogio del dubbio” di Caterina Guerrieri D al prossimo 10 aprile

di Caterina Guerrieri

della Dogana: “Elogio del dubbio” di Caterina Guerrieri D al prossimo 10 aprile fino al 31
della Dogana: “Elogio del dubbio” di Caterina Guerrieri D al prossimo 10 aprile fino al 31

D al prossimo 10 aprile fino al 31 dicembre del 2012, la Punta della Dogana a Venezia ospiterà la mostra curata da Caroline Burgeois per la Fon-

dazione François Pinault “Elogio del dubbio”. Punta della Dogana, come saprete, è uno splendido edifico seicentesco a pianta triangolare tra il Ca-

nal Grande ed il Canale della

Giudecca

Palazzo Grassi, sede di mo-

stre d’arte di particolare inte- resse nonchè palazzo tra i più prestigiosi di Venezia; l’opera

dazione Pinault; inoltre vi saranno alcune opere assoluta-

mente inedite, appositamente realizzate “site specific” per l’occasione da due giovani artiste contemporanee: l’etiope Julie Mehretu e la francese Tatiana Trouvè. Tra gli altri artisti coinvolti ci sono sia nomi noti alla critica che già godono di grande approva-

che talenti per lo più

emergenti, ancora sconosciu-

ti al grande pubblico: Mau-

rizio Cattelan, Jeff Koons

e Jeff Bauman, anche Adel

Abdessemed, Marcel Brood- thaers, Dan Flavin, Subodh Gupta, David Hammons, Roni Horn, Thomas House- ago, Donald Judd, Edward Kienholz, Paul McCarthy,

Sigmar Polke, Thomas Shut- te, Elaine Sturtevant, Chen

ed altri ancora. Pur

conservando identità distinte

e programmazioni di diverso

tipo, la sinergia tra Palazzo Grassi e Punta della Dogana rappresenta un grande mo- tore culturale per Venezia un’interessantissima intera- zione complementare tra una realtà destinata, per lo più, ad esposizioni temporanee ed un’altra che si presta invece alle permanenti della collezione François Pinault. Per in- formazioni o prenotazioni chiamate l’199139139 o visita- te il sito www.palazzograssi.it

l’199139139 o visita- te il sito www.palazzograssi.it zione ed è collegato a di recupero commissionata dal

zione

ed è collegato a

di

recupero commissionata

dal

magnate François Pinault

nel

2009 ha reso anche Punta

della Dogana uno splendido centro d’arte contempora- nea. Le opere dell’ “Elogio del dubbio”, tra capolavori storici e produzioni di più attuale realizzazione, saranno

sessanta e circa 20 gli artisti coinvolti. Il percorso indaga

il sentimento dell’inquietu-

dine, l’identità individuale

nella crisi delle certezze non-

chè l’intensità del legame che

intercorre tra l’opera d’arte e l’intimità del suo stesso au-

tore

poetica del dubbio . Più della metà della ricca selezione

di opere esposte in occasione di questa mostra, non sono

mai state mostrate nelle precedenti esposizioni della Fon-

sul cui stato d’animo, appunto, va a strutturarsi la

Zen

in corso a Firenze

Picasso, Miró, Dalí

“Giovani e arrabbiati, la nascita della modernità”

di Cassandra Nail

F ino al 17 luglio Palazzo Strozzi ospiterà la mo- stra Picasso, Miró e Dalí. Giovani e arrabbia- ti: la nascita della modernità. La mostra par-

te da una idea contemporanea della comunicazione

differente dalla maggior parte delle esposizioni in cui sono stati protagonisti i tre artisti. L'obbiettivo è soprattutto quello di far conoscere al visitatore in maniera approfondita il periodo dei primi del no- vecento dove iniziavano a muoversi artisticamente Miró, Dalí e Picasso. Si inizia infatti con un film che racconta i vari incontri e approcci dei tre fa- mosi Spagnoli. Tutti e tre condividono un interesse comune, l'anarchia verso le istituzioni, le classi più abbienti, tutti e tre rivoluzionari che a loro modo sconvolsero l'arte e la cultura dell'epoca. Nel per- corso espositivo è possibile ammirare 60 opere di Picasso, Dalí e Miró, cento schizzi picassiani pro- venienti da collezioni private e dai più famosi musei spagnoli. Organizzata dall'Ente cassa di Risparmio

di Firenze e dalla Fondazione Palazzo Strozzi con la

collaborazione della Soprintendenza del Polo mu- seale fiorentino. Curata da Eugenio Carmona, pro-

fessore di Storia dell'arte all'università di Malaga e Christoph Vitali,direttore dello Shirn Kunsthalle

di Francoforte, della Fondation Bayeler di Basilea e

della Kunst-und Ausstellungshalle der Bundesrepu-

blik Deutschaland di Bonn. Il visitatore attraversa

la mostra tra spazi chiamati “pensieri”da fil rouge

tra le varie opere il famoso “Cahier n.7”, si percor- rono 5 sezioni che comprendono quasi 30 anni nei quali si sottolineano i vari incontri tra i tre artisti. Il primo incontro, la visita di Dalí a Picasso a Parigi nel 1926, ed ancora l'incrocio tra Miró e Picasso nel 1917, si conclude con l'arrivo del giovane Pi- casso a Parigi nel 1900. Al termine del percorso tre opere fondamentali dei splendidi maestri spagnoli che sconvolsero la visone della storia dell'arte : il capolavoro cubista di Picasso Donna che piange del 1937, la Composizione geometrica di Miró del

1933, l'Arlecchino di Dalí del 1926.

di Picasso Donna che piange del 1937, la Composizione geometrica di Miró del 1933, l'Arlecchino di

Arcimboldo, artista milanese

IL GRANDE PITTORE “TORNA” NELLA SUA CITTÀ IN UNA BELLA MOSTRA AL PALAZZO REALE

di Michele De Luca

V ista come una singolare anticipazione di certi aspetti

del surrealismo, la sua opera ha trovato nel Nove-

nista del Cinquecento milanese viene idealmente collocato nella mostra “Arcimboldo. Artista milanese tra Leonardo

e Caravaggio”, curata da Sylvia Ferino-Pagden ed allestita

nelle sale di Palazzo Reale (superbo il catalogo realizzato da Skira). La curatrice dirige la Pinacoteca del Kunshistorisches Museum di Vienna, cui si deve il prestito del nucleo più corposo di opere che vengono esposte in un’articolazione in

nove sezioni che introduce e coinvolge il visitatore nella Mi- lano cinquecentesca, in un percorso affascinante tra disegni, pittura e preziosi oggetti usciti dalle officine artigianali milanesi, all’epoca

rinomatissime per la qualità e l’eccel- lenza dei propri manufatti artistici, inteso a restituire Arcimboldo al suo contesto d’origine. Si parte dall’ana- lisi dei poli principali attorno ai quali ruota la cultura artistica milanese del Cinquecento: da un lato il genio leo- nardesco, dall’altro le grandi officine artistiche milanesi, con una scelta di disegni grotteschi di Leonardo ac- compagnati da disegni e dipinti di seguaci come Girolamo Della Porta, Bernardino Luini, Francesco Melzi, Giovanni Paolo Lomazzo e Giovanni Ambrogio Figino, che attestano l’in- fluenza di Leonardo nello studio della fisionomia caricata e della figura, della natura, della flora e della fauna; per passare poi al a stupendi cammei, vasi, scudi, preziose armi e armature, tessu-

raffinati, libri, medaglie, sculture, stampe, tutte opere di

cento – a distanza quindi di ben quattro secoli – ha

incontrato una particolare fortuna. Parliamo di Arcimboldo

(al secolo Giuseppe Arcimboldi (Milano, 1527 – 1593), ar-

tista ormai da tutti conosciuto e celebrato per la sua pittu-

ra illusionistica, insieme fantastica e minuziosa, legata sia al manierismo sia all’allegorismo tardocinquecentesco; caratte-

ristici i suoi ritratti caricaturali e allegorici realizzati con l’ac- costamento di fiori, frutta, ortag-

gi e animali, che rivelano un suo

stretto rapporto con il manierismo nordico. Artista profano e bizzarro, Arcimboldo deve la sua “fortuna”

profano e bizzarro, Arcimboldo deve la sua “fortuna” ti all’ambiente delle corti europee, in particolare quella

ti

all’ambiente delle corti europee, in particolare quella di Rodolfo II di Boemia, che a quello lombardo,

anche se a Milano è radicata formazione, all’inizio come

boratore del padre Biagio, maestro

di

bito lombardo, realizzò nel 1558 i

vetrate del Duomo e, nell’am-

cartoni per una serie di arazzi per il Duomo di Como e collaborò poi

con Giuseppe Meda nella

razione del transetto meridionale

del Duomo di Monza. Celebrato

come emblema dell’artista di cor-

te,

nuovo riproposta al centro grande evento espositivo nel

la figura di Arcimboldo viene di

luogo lombardo, teso a mettere nuovamente a fuoco la sua

opera in relazione con la realtà artistica della Milano del suo tempo per evidenziare e far comprendere come le invenzioni fantastiche da lui realizzate a Vienna e a Praga possano es- sere spiegate solo alla luce della tradizione lombarda che, a partire da Leonardo aveva incominciato ad interessarsi alla rappresentazione degli aspetti fisiognomico-caricaturali e a volgersi con nuova attenzione all’universo variegato della na- tura. Un’indagine che, com’è noto, culminerà alla fine del secolo e gli inizi del successivo con Caravaggio e con la na- scita del genere della “natura morta”. Va anche ricordato che, come Leonardo, Arcimboldo fu anche ideatore di costumi e

di scenografie per le feste di corte, a testimonianza del genio

inventivo ed innovativo dell’arte lombarda del Cinquecento,

al cui tessuto artistico l’opera di Arcimboldo appare stretta-

mente connessa, benché svolta per lunghi anni lontano dalla città natale. Tra il genio toscano, creatore della “Gioconda”, e i “cesti di frutta” di Michelangelo Merisi, questo protago-

artisti e artigiani milanesi. Si entra poi nel vivo della mostra con la sezione “Arcimboldo a Milano”, che presenta le opere giovanili dell’artista e dei suoi maestri, a confronto con esem- pi rappresentativi dell’illustrazione naturalistica in Italia. Seguono le intricate composizione di fiori, frutti e animali che celano un complesso significato allegorico, cui maggior- mente è ricondotta l’originalità fantasiosa e per certi versi stravagante di Arcimboldo, il quale svolse inoltre un’intensa attività di inventore, animatore e regista di feste e tornei, ed inventore di prodigiose attrezzature e strabilianti mascherate. L’ottava sezione si concentra sul ritorno di Arcimboldo a Mi- lano dopo i successi all’estero e si apre con un “Autoritratto” del maestro del 1587 in cui si raffigura come “testa cartacea”, quasi a volersi “eternare”, più che come pittore, in veste di letterato e poeta. Chiude la mostra la strepitosa serie delle “teste reversibili” e delle nature morte, con alcuni capolavori assoluti della pittura italiana ed europea del secolo XVI.

domo spa & resort 12 ampie camere hi-tech dotate di ogni comfort: climatizzazione, tvsat, internet,
domo spa & resort 12 ampie camere hi-tech dotate di ogni comfort: climatizzazione, tvsat, internet,
domo spa & resort 12 ampie camere hi-tech dotate di ogni comfort: climatizzazione, tvsat, internet,
domo spa & resort 12 ampie camere hi-tech dotate di ogni comfort: climatizzazione, tvsat, internet,
domo spa & resort 12 ampie camere hi-tech dotate di ogni comfort: climatizzazione, tvsat, internet,
domo spa & resort 12 ampie camere hi-tech dotate di ogni comfort: climatizzazione, tvsat, internet,
domo spa & resort 12 ampie camere hi-tech dotate di ogni comfort: climatizzazione, tvsat, internet,

domo

spa & resort

domo spa & resort 12 ampie camere hi-tech dotate di ogni comfort: climatizzazione, tvsat, internet, telefono,

12 ampie camere hi-tech dotate di ogni comfort: climatizzazione, tvsat, internet, telefono, frigobar, cassaforte, arredi vintage e

domotica biocompatibile

cassaforte, arredi vintage e domotica biocompatibile straordinario centro benessere Tel 075.6211600 Fax
cassaforte, arredi vintage e domotica biocompatibile straordinario centro benessere Tel 075.6211600 Fax

straordinario centro benessere

Tel 075.6211600 Fax 075.5055821

A Perugia in Via dell’Ingegneria, 19

- già Via Dei Cappuccinelli

-

32 ERA2000

e-mail: domo@domo.bz

www.domo.bz

ff

ff

NUN Assisi Relais & SPA Museum NUN, un esclusivo Relais nel cuore spirituale di Assisi
NUN
Assisi Relais
& SPA Museum
NUN, un esclusivo Relais
nel cuore spirituale di Assisi
di Cassandra Nail
L’
antico monastero di Santa Caterina si
trasforma in resort a 5 stelle e in splen-
dida SPA museo. Ai piedi del Monte
Subasio nella città mistica per eccellen-
za, il resort con le sue 18 suite domina
la
vallata umbra dall'alto della affasci-
nante cittadina di Assisi. Già nota per
aver dato i natali a San Francesco, nel
1275 ospita il convento delle benedet-
tine, che a distanza di anni, dopo aver
subito un accurato restauro, diventa Il
NUN Relais & Spa Museum. Rispetta-
ti i canoni architettonici dell'epoca nel-
le
suite si colgono gli inserti tecnologici
tra affreschi, nicchie e volte a botte. Leit
motiv della struttura unica nel suo ge-
nere è il colore candido che avvolge nel
design ogni forma dell'antico monaste-
ro. Il centro benessere del Nun si sposa
magnificamente con le testimonianza
archeologiche di un anfiteatro romano.
Dalla piscina si può ammirare un'anti-
ca
scala in calcare rosa, sulla quale sorge
un podio rettangolare porta di accesso
di
un tempio dedicato alle acque, opera
di
antiche maestranze romane del I se-
colo D.C. Inoltre all'interno del percor-
so termale si incontrano due cisterne
romane con volta a botte che ospitano
sala massaggi e hammam del centro be-
nessere. Per dedicare spazio anche ai sa-
pori il ristorante NUN capitanato dallo
chef Mirko Nocchetti regala piatti pre-
libati e accattivanti legati alla tradizione
del territorio umbro. Il Nun vi aspetta
per ritemprare l'anima e il corpo in un
ambiente elegante e accogliente.
Via Eremo delle Carceri, 1A06081 Assisi (PG)
T.075.8155150
Era2000 33
reception@nunassisi.com
redazionale pubblicitario
ERA 2000 promuove le “Dimore di Charme”
34 ERA2000 LOTTO, INQUIETO E “CONTRO CORRENTE” La grande mostra alle Scuderie del Quirinale a
34 ERA2000 LOTTO, INQUIETO E “CONTRO CORRENTE” La grande mostra alle Scuderie del Quirinale a
34 ERA2000 LOTTO, INQUIETO E “CONTRO CORRENTE” La grande mostra alle Scuderie del Quirinale a

34 ERA2000

LOTTO,

INQUIETO E “CONTRO CORRENTE”

La grande mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma

di Michele De Luca

Gli occhi dell’Annunciata di

Recanati, si pensa di poter dire siano i più commoventi del- la pittura. Spalancati, con le pupil- le grandi come laghi cupi nel buio; laghi del cuore, dove un’anima s’af- faccia e spaura, timida di confessarsi, torbida quasi per troppa innocenza. Capolavoro della trepidazione, della tristezza: i sentimenti inevitabili del Lotto”. Sono parole di Francesco Arcangeli, che meglio non potrebbe- ro introdurci nel vivo della vicenda artistica di Lorenzo Lotto (Venezia 1480 – Loreto 1556), in cui si pone tra l’altro, come culmine della sua potenza pittorica, un’opera che uno dei più grandi protagonisti del nostro Cinquecento realizzò nel 1508 (“Po- littico di Recanati”) nella città che sa- rebbe poi diventata famosa in tutto il mondo per aver partorito il genio as- soluto della poesia lirica italiana, cioè Giacomo Leopardi. Nella sua città natale il giovane artista si scontra ben presto con un ambiente dominato da Tiziano, troppo lontano dal suo modo di concepire l’arte. Scontro che pagò con una sorta di “ostraci- smo” che lo emarginò da importanti committenze ( basti pensare che in vent’anni riceverà la richiesta di tre soli dipinti) nonché dalla considera- zione dovutagli dalla critica d’arte più prestigiosa ed influente, che lo terrà nel dimenticatoio addirittura fino al XX secolo. Solo nel1895, infatti, grazie a Bernard Berenson (il quale scrisse: “Per capire bene il Cinque- cento, conoscere Lotto è importante

quanto conoscere Tiziano”), i critici e gli storici dell’arte hanno osato ri- scoprire un maestro che, nel passato,

è stato considerato un esempio nega-

tivo, da additare per mostrare come non bisognava dipingere; grazie allo studioso americano, tra i più grandi

amanti ed esperti dell’arte italiana si

è potuto assistere al grande recupero

del Lotto, da considerare sicuramen- te come una delle maggiori conqui- ste del Novecento: le composizioni religiose e, soprattutto, i ritratti sono

oggi considerati dagli studiosi e dal pubblico tra i dipinti più emozio- nanti del XVI secolo. Più che delle tendenze pittoriche venete a lui con- temporanee va detto che Lotto risen- te dell’inquieto influsso di Albrecht Durer e di quelle voci pur presenti in area veneta ma estranee alla predomi- nanza creativa e stilistica segnata da Giorgione e dal grande Cadorino a cui si era adeguata la maggioranza di artisti locali; fin dall’inizio della sua carriera Lotto manifesta una sorta di insofferenza per questo “andazzo” e per l’atteggiamento riverenziale verso costoro manifestando una personali- tà artistica spiccatamante autonoma. Non si hanno notizie precise circa la sua formazione, che dovette comun- que avvenire nella Città Lagunare e a Treviso, dove il pittore eseguì le sue prime opere documentate, fra cui il ritratto del “Vescovo Bernardo de’ Rossi” (1505), già indicativo del suo originale orientamento che da subito trascura le novità tonali della pittura veneziana per ricollegarsi piuttosto alla tradizione figurativa, anch’essa veneziana, che da Giovanni Bellini risale ad Alvise Vivarini e ad Anto- nello: tale tradizione offre al giovane Lorenzo spunti linguistici antitetici rispetto alla pittura senza disegno del

Giorgione, e più consoni ad espri- mere la caratteristica inclinazione del pittore all’indagine penetrante della
Giorgione, e più consoni ad espri- mere la caratteristica inclinazione del pittore all’indagine penetrante della
Giorgione, e più consoni ad espri- mere la caratteristica inclinazione del pittore all’indagine penetrante della

Giorgione, e più consoni ad espri- mere la caratteristica inclinazione del pittore all’indagine penetrante della realtà. Già nei primi lavori, infatti, i suoi colori concorrono ad una defini- zione plastica della forma, ritagliata nei suoi contorni da un segno niti- do ed incisivo; anche la trasparenza della luce, lontana dalle vibrazioni atmosferiche dei dipinti dell’autore della “Tempesta” , viene sfidata per una cruda descrizione di ogni aspet- to della vita reale, con il risultato – come nel ritratto citato – di rendere nella lucida e tesa immagine fisica la verità psicologica del personaggio, contro ogni forma di idealizzazione classicheggiante. Costretto a svolgere il proprio lavoro lontano da Venezia, Lotto ottenne la commissione di un grande polittico per la chiesa di San Domenico a Recanati, in cui egli giunge ad una compiuta sintesi delle diverse componenti del proprio ori- ginale linguaggio; pur ritrovandovi, infatti, l’ambientazione architettoni- ca dei dipinti di Giovanni Bellini, è l’influsso di Durer a prevalere, por- tando il pittore a sovvertire l’ordine armonico delle composizioni tipi-

camente belliniane e ad introdurre accenti dinamici ed emozionali che sottraggono il quadro religioso a

quella tradizionale e rassicurante cal- ma contemplativa. Nel 1509 Lotto si recò a Roma, attirato dai grandi avve- nimenti artistici del momento; il suo soggiorno nella Città Eterna fu ricco

di esperienze, ma di esse purtroppo

non rimangono tracce se non in do- cumenti che testimoniano della sua collaborazione con l’Urbinate nelle stanze vaticane. Circostanze scono- sciute lo riconducono nelle Marche, dove porta a conclusione, nel 1512,

una pala per la chiesa di San Floria- no a Jesi rappresentante la “Depo- sizione”; molto importante perché appartiene ad un momento di vivace sperimentazione che approda – sulla base anche delle esperienze matu- rate a Roma – ad un più libero ed armonico ritmo compositivo basato

su un’articolazione più duttile delle

forme, mentre anche il colore sembra come ammorbidirsi grazie alla lezio- ne raffaellesca. Ciononostante, alla base dell’ispirazione dell’artista re- sta, ed affascina, una interpretazione emozionata e patetica, generata dal

suo forte sentimento religioso (passò gli ultimi anni della sua vita, in po- vertà, come “oblato” nella Santa Casa

di Loreto). La vita di Lorenzo Lotto

è stata spesso segnata da un’inquie-

tudine dovuta all’incapacità di cedere

a compromessi in campo artistico o

anche spirituale. Non cercò mai il facile successo e perciò si trovò ripe- tutamente in difficoltà economiche. Piuttosto che tradire i propri ideali preferì una vita raminga in cerca di

committenti che potessero capirlo ed apprezzarlo. Una grande mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma (otti- mo catalogo edito da Silvana), curata da Giovanni Carlo Federico Villa,

attraversa tutta la produzione artisti-

ca di questo straordinario e solitario

maestro del Rinascimento italiano che si autoproclamava “solo, senza fedel governo e molto inquieto nella

mente”. In tutto ben cinquantasette opere fondamentali per comprende-

re pienamente il percorso artistico e

biografico di Lorenzo Lotto ed esal- tarne la visione e la poetica. Da non perdere, assolutamente.

31

al Vicario

ristorante

Piazza Montecitorio, 131 • 00186 Rome (Italy) Ph: +39 06.695001 Fax: +39 06.6786677 E-mail: info@hotelnazionale.it

Piazza Montecitorio, 131 • 00186 Rome (Italy) Ph: +39 06.695001 Fax: +39 06.6786677 E-mail: info@hotelnazionale.it
Piazza Montecitorio, 131 • 00186 Rome (Italy) Ph: +39 06.695001 Fax: +39 06.6786677 E-mail: info@hotelnazionale.it
CARAIBI Anguilla, Cuba, Santo Domingo VILLAGGI ITALIANI NEL MONDO
CARAIBI
Anguilla, Cuba, Santo Domingo
VILLAGGI ITALIANI NEL MONDO
Anguilla, Cuba, Santo Domingo VILLAGGI ITALIANI NEL MONDO GRATO VIAGGI E VACANZE Agenzia di Foligno (Pg)

GRATO VIAGGI E VACANZE

Agenzia di Foligno (Pg) - Via Garibaldi 32 - Tel: 0742.35.15.15

Piero Leonardi

Stili di Vista e la loro relazione con la pittura

La Calligrafia Fotografica® identifica il proprio Stile di Vista®: può essere, questo nuovo approccio, lo spunto per una possibile risoluzione del contrastato rapporto tra Pittura e Fotografia?

Il fotografo romano Piero Leonardi parlerà del suo approccio concettuale verso la Fotografia nella Conferenza che terrà Sabato 9 Aprile 2011 alle ore 16,30 presso l'Auditorium Il Sole 24h a Milano. Introdurrà il tema il filosofo Franco Campegiani. L'incontro è una delle tappe di riflessione e confronto di AAM.

L'approccio innovativo che Piero Leonardi illustrerà nel corso della sua Conferenza, e che lo condurrà alla rifles- sione sul rapporto dicotomico tra Pittura e Fotografia, poggia sui concetti di Calligrafia Fotografica® e Stile di Vista®, individuati, elaborati e argomentati da Leonar- di stesso che sintetizza così i concetti fondanti della sua ricerca: il mio dialogo con la Fotografia si caratterizza attraverso un continuo percorso di indagine quasi episte- mologica: sono certo occorra acquisire la consapevolezza di una propria Calligrafia Fotografica per rappresentare il nostro modo di vedere il mondo: è questo nuovo ap- proccio alla Fotografia, che passa attraverso la scoperta del proprio Stile di Vista, ad aver segnato le tappe nello sviluppo della mia ricerca.

Piero Leonardi ci spiega:

“Seguo ed inseguo L'Anima delle Cose allo scopo di sve- lare legami impercettibili tra il mondo e chi lo osserva, nel tentativo artistico, e prima ancora filosofico, di cat- turare aspetti che vanno oltre al comune vedere. Come

Fotografo, prima dello scatto, proietto nell'immagine la mia visione, per vestirla di sensazioni e stato d'animo: il mio Stile di Vista. La Fotografia, dunque, per me non è mai una foto-copia della realtà, ma la sua trasfigurazione attraverso il media della mia percezione.” Il pensiero di Leonardi sembra quindi ricondurre al bisogno-finalità dell'Arte di sublimare l'accessibilità.

I panorami surreali di Leonardi rivelano, una nuova per- cezione del paesaggio apuano, incline all'individuazione dei valori pittorici della pietra penetrata da simboliche pennellate di matrice geologica. Con queste parole la fo- tografia di Piero Leonardi è stata apprezzata dal critico d'arte Sabrina Falzone.

www.pieroleonardi.com Ufficio Stampa Sabrina Falzone: info@sabrinafalzone.info www.sabrinafalzone.info

Leonardi
Leonardi

Stefania Legumi intervista Piero

Lei spiega che negli oggetti parte della nostra anima vie- ne trasportata in essi, quale è il segreto per fermarla e tra- sportarla in una fotografia? Per “fermarla” è certamente la sensibilità che abbiamo nell’osservare, ma soprattutto la sensibilità che abbiamo nel comprendere non tanto ciò che vediamo ma come lo vediamo. Konrad Fiedler teorizzava alla fine dell’800 che l’arte è un mezzo di co- noscenza ed espressione di un mondo mediato dalla vista, non una semplice fotografia della realtà ma espres- sione di forme, la cosiddetta “pura visibilità”, secondo Benedetto Croce. Siamo tutti in grado di ….“puramen- te di vedere”, la differenza sta nel capire, noi stessi, come lo facciamo. Il resto è tecnica fotografica. Quali sono le differenze più importanti tra fotografia in- terpretativa e fotografia documentativa? La fotografia documentativa è una foto-copia della real- tà, la fotografia interpretativa è l’immagine della realtà interpretata dal fotografo, c’è poi quella che io chiamo “fotografia percettiva”, con la quale cerco di fotografare non la materia, piuttosto il messaggio che ricevo da que- sta. Il messaggio non è altro che il transfer emozionale tra me e l’oggetto-soggetto. Nella fotografia documen- tativa non faccio altro che trasportare l’immagine, ad esempio di un fiore, da una realtà tridimensionale ad una a due dimensioni, se invece voglio mostrare la mia interpretazione del fiore, parto dal concetto che intorno ad esso ho uno spazio a disposizione, scelgo l’angolazio- ne che mi è più congeniale, scelgo l’illuminazione che preferisco e fotografo il mio fiore. In tutti e due i casi ho la foto di un fiore. Nella fotografia percettiva l’oggetto della mia foto è il messaggio tra me e il fiore ed il risulta- to non è necessariamente il fiore, può essere altro se quel fiore per me è altro, se vedo altro. Nel 2006 nasce il programma didattico “Calligrafia fo- tografica”, ce ne vuole parlare brevemente? Così come nella scrittura, solo dopo aver conosciuto e sviluppato una graduale capacità e competenza per com- porre un testo, comincia ad emergere la calligrafia, quale "segno" inconfondibile ed univoco della propria scrittu- ra, anche nella Fotografia può essere tracciato un simile percorso. Al contrario di altri corsi, dove il livello del programma si basa sulle conoscenze tecniche dei par- tecipanti, il format di “Calligrafia Fotografica”, pur af- frontando e premettendo in maniera esaustiva l’aspetto tecnico, comunque approcciato in modo ‘creativo’, ana- lizza e propone un aspetto filosofico indispensabile per raggiungere la conoscenza e quindi la competenza della propria chiave di lettura del mondo, il proprio “Lin- guaggio del Vedere”: la propria "Calligrafia Fotografica".

38 ERA2000

Come si è avvicinato alla fotografia e quali sono i suoi maestri? Nel 1979, passeggiando per una via di Roma vidi in una vetrina una Nikon FM, non sapevo nulla di foto- grafia, quell’”oggetto” mi affascinò per la forma, per tutti i numerini colorati che c’erano sull’obiettivo, lo acquistai più come oggetto che come macchina fotografica, poi usandolo mi resi conto che la fotografia era un hobby co- stoso, così decisi che o smettevo o trasformavo l’hobby in una professione. Tra i miei maestri c’è sicuramente Tazio Secchiaroli, che frequentavo spesso, mi aiutò nella scelta delle foto della mia prima mostra: la ricostruzione dell’Ir- pinia ad un anno dal tragico terremoto; da lui ho appreso un aspetto filosofico della fotografia che mi era sconosciu- to e che ha influenzato l’approccio della mia ricerca. Tra gli autori che apprezzo ci sono sia pittori come An- selm Kiefer, Sam Francis, Jackson Pollok, che fotografi come Aron Siskind, Franco Fontana, Mario Giacomel- li… sarebbe lungo però citarli tutti. Quanto tempo occorre per sviluppare il personale lin- guaggio del vedere ? Non si può dire: ci sono persone predisposte a sognare ed altre che fanno più fatica. Ai miei corsi si iscrivono persone che fotografano con il telefonino, fotoamatori e professionisti. La tecnica foto- grafica è fatta di numeri, si impara, ciò che invece abbia- mo tutti è proprio la capacità di percepire, dobbiamo solo

prendere coscienza di questa capacità. Da lì alla consape- volezza del nostro “Stile di Vista” il passo è breve. Che tipo di rapporto c'è , secondo lei, tra pittura, foto-

grafia e filosofia? Credo che la filosofia sia uno stile di pensiero trasversale a tutte le attività dell’uomo, quindi anche alla fotografia e alla pittura. Tutti possono sperimentare la calligrafia fotografica? Tutti abbiamo capacità di instaurare un feeling con gli oggetti. Qualsiasi cosa ci appartiene porta con sé un po’

di noi, scegliamo il cover per il telefonino, i nostri abiti,

attacchiamo ciondoli nella nostra auto, sono tutti gesti

che ci aiutano a sentirli nostri. Queste operazioni traspor- tano in essi un po’ della nostra anima. In questo modo riconosciamo loro una personalità. Esserne consapevoli è il primo passo verso una lettura di quest’anima. C’è poi chi la rappresenta con una poesia, chi con un quadro, io

lo faccio con la fotografia e credo possano farlo tutti.

La fotografia è comunicazione. Quanto questo linguag- gio ha influenzato la nostra società? Qualsiasi immagine è comunicazione e l’uomo ha da sempre usato le immagini per rappresentare il suo rapporto con il mondo, dai graf-

fiti nelle caverne, alla fotografia. Più viviamo circondati

da immagini, più queste condizionano la nostra vita e le

nostre scelte, perciò esserne consapevoli è già un antidoto.

C'è dell'Umbria nella televisione finlandese

di Stefania Legumi

F osco Giulianelli, fotografo di origini umbre, nei giorni della Milano Fashion Week 2011 è stato protagonista quale coau- tore e conduttore di un documentario-reality sulla vita delle

modelle a Milano prodotto dalla Fremantle Media per la televisione finlandese. Sotto i riflettori delle telecamere, nel lavoro di condu- zione, è stato affiancato dalla bellissima modella finlandese Saimi Hoyer. Il programma televisivo ha visto la prestigiosa partecipazio- ne di Leonardo Vecchiarelli, Renzo Rosso, Giovanni Gastel, Elio Fiorucci, Franca Sozzani, Diego Dolcini, Lapo Elkan ed Alessia Giacobino. Fosco, nato a Perugia, 17 anni fa si è trasferito a Stoc- colma, dove ora vive con la moglie svedese e 4 splendidi bambini, rimanendo tuttavia sempre legato alla sua terra natia. Oltre a svolge- re l'attività di fotografo, è un volto per spot pubblicitari nelle televi- sioni scandinave, uno showman del piccolo schermo ed un seguito cool hunter con il suo blog The Fashionist ( www.thefashionist.se ). Per la sua propensione a scoprire novità nel mondo della moda, oltre che per l'innata disinvoltura dietro le telecamere Fosco è stato l'anima del programma, muovendosi con naturalezza e professiona- lità tra i grandi nomi presenti alla settimana di moda milanese. Tra gli stilisti coinvolti nel programma citiamo Juan e Fabio del brand rivelazione Leitmotiv, che Giulianelli stima tra le realtà giovanili di maggior livello. Linee, forme e giochi cromatici della loro collezione sono stati un irresistibile stimolo per l'arte fotografica di Fosco. Le creazioni ricche di stampe vive, quasi in movimento, dedicate ai

viaggiatori della mente, indossate da Alessia di Paolo, dalla model- la e conduttrice televisiva finlandese, Saimi Hoyer e dalla scrittri- ce perugina Marta Cassieri, sono state immortalate dagli scatti di Fosco durante tutta la Milano Fashion Week. Leitmotiv trova la sua origine nel vincente sodalizio di Juan Caro e Fabio Sasso. Juan, colombiano di nascita, si trasferisce in Europa specializzandosi in arte visuale; Fabio, cresciuto artisticamente al Dams di Bologna, si forma come sarto; dal loro incontro sboccia una nuova forma di co- municazione che stupisce e sollecita la mente dei fruitori delle loro creazioni. La gamma completa dei colori, dal verde delle piante, all’azzurro dei ruscelli, alle tonalità dei fiori, è il motivo dominante della stagione F-W 2011-12, con uno spiccato richiamo alle storie fiabesche e surreali.( www.leit-motiv.com ). Fosco Giulianelli con il suo lavoro è grande motivo di vanto per l'Umbria. Nella foto Juan Caro e Fabio Sasso, Leitmotiv, con la scrittrice perugina Marta Cassieri.

di vanto per l'Umbria. Nella foto Juan Caro e Fabio Sasso, Leitmotiv, con la scrittrice perugina
per l'Umbria. Nella foto Juan Caro e Fabio Sasso, Leitmotiv, con la scrittrice perugina Marta Cassieri.
Leitmotiv www.leit-motiv.com I l successo dei Leitmotiv, al secolo Juan Caro e Fabio Sasso, dimostra

Leitmotiv

www.leit-motiv.com

I l successo dei Leitmotiv, al secolo Juan Caro

e Fabio Sasso, dimostra almeno tre cose,

che dovrebbero essere di buon auspicio per

i giovani designer che vogliono tentare la strada della moda. Primo: si può emergere anche sen-

za vivere e lavorare nell'epicentro del Made in

Italy, Milano. Fabio e Juan vivono (felicemente)

a Bologna, e non hanno nessuna intenzione di

milioni di pixel, mentre i bassorilievi diventa-

no software sofisticati in grado di convertire

la biosfera in cyber-natura. La gorgiera appog-

giata su un lineare abito dalla stampa mosaico pixellata sintetizza il mood di una collezione multidimensionale e atemporale a cavallo

tra passato e futuro. Cappotto aureo aperto

e mani nelle tasche della gonna per metter in

lasciare portici e tagliatelle. Secondo: non sono

evidenza il dettaglio prezioso ed inaspettato

le

scorciatoie, le amicizie e gli "agganci" l'uni-

della fodera in seta printed multicolor. Gold

ca

strada per farsi notare e conoscere. I due ra-

connection a tutto tondo. La ricerca materica

gazzi mantengono, nonostante i tanti successi

sul

tessuto approda sulla pelle dei guanti. Per

che hanno maturato nel giro di una manciata

un

total look dal tocco aureo. L’effetto stampa

di

anni, uno spirito incredibilmente naif, quasi

stralunato. Eppure la stampa specializzata più attenta li segue, li pubblica e non risparmia complimenti nei loro confronti. Terzo: le com- mistioni culturali non possono che generare frutti interessanti. Colombiano l'uno, italia- nissimo l'altro, percorsi formativi decisamente

mosaico destrutturato e multicolor abban- dona le fodere e trionfa sull’abito a strascico

che verticalizza la silhouette femminile. Sfila- ta d'eccezione oggi con quei due geniacci dei Leitmotiv che hanno portato ad AltaRoma la loro moda fantasiosa e colorata. Come hanno spiegato alla stampa, "la fiaba è un racconto

diversi alle spalle, Fabio e Juan sono la dimo-

di

meraviglie. In essa l'elemento fantastico

strazione che il mix and match (non solo come trend!) è sempre una forza, mai una debolezza.

ha

come ordinario e naturale. Nella fiaba uomini,

la prevalenza sul reale, pur essendo vissuto

A

Roma i Leitmotiv sfilano, per la prima volta

animali, esseri fantastici e strani condividono

nella loro storia, da soli in pedana. Emoziona-

tutti il medesimo universo, vivono nello stesso

Molto. Ma la collezione riscuote applausi a

scena aperta, e tutti i timori del pre-show svani- scono nel backstage, dove amici e giornalisti si

ti?

mondo, nella medesima dimensione. La no- stra "Light-Motiv" è una fiaba moderna, un territorio onirico intessuto di colte rivisitazio-

accalcano per complimentarsi. «La città è stata

ni

del passato, di febbrile fantasia e sospeso

l'ispirazione per questa collezione, una città in-

in

una dimensione temporale immobile ed

tesa come luogo nel quale si incontrano passa-

acronica, in cui formule quali "c'era una vol-

to

e futuro» racconta Juan, «ma non ci sono le

ta"

e "vissero tutti felici e contenti" sono or-

nevrosi della vita urbana contemporanea. Qui

mai inattuali". Ed è questo viaggio misterioso

ci

sono solo positività e colore». La collezione

che Fabio Sasso e Juan Caro, le due anime

ha un grosso pregio: quello di essere portabi-

del

brand Leitmotiv, oggi ci hanno invitato a

lissima e - di conseguenza, vendibilissima. Ma

compiere insieme a loro con silhouette, forme

i

Leitmotiv la vorrebbero vedere indossata da

e

colori metropolitani, dalle forme avvolgenti

una donna «colta, eclettica, raffinata, come Ch-

e

fluide, ma anche corpose e tridimensionali.

loe Sevigny». Immancabili le stampe, da sempre

Leitmotiv seducono con la loro verve ed ener-

"leitmotiv" delle collezioni dei Leitmotiv: «na-

 

gia

che piace e coinvolge a livello profondo.

sco da studi artistici» continua Juan, «l'amore

C'è molta poesia underground nelle loro crea-

per le stampe è nel mio dna: l'immagine dise- gnata e dipinta è sempre stata una parte molto importante del mio essere». La passerella di Lei- tmotiv ad AltaRoma è un viaggio, un' avven- tura, un cammino misterioso che Fabio Sasso

zioni al contempo eleganti, sensuali, giocose e vivaci. Anche le stoffe assecondano le esigenze della donna dinamica e contemporanea che nel suo guardaroba quotidiano alterna volut- tuose sete, morbidi velour e innovativi tessuti

e

Juan Caro ci invitano a compiere insieme a

tecnici. Semplicemente uniche le borse in jac-

loro. Un viaggio tra passato e futuro, tra storia e

quard ricoperto di poliuretano e le collane con

modernità lungo il quale i mosaici brillano con

i microchip racchiusi nelle gocce di cristallo.

40 ERA2000

Dal 21 aprile al 1° maggio sboccia EUROFLORA 2011. A Genova percorsi spettacolari tra fiori
Dal 21 aprile al 1° maggio sboccia EUROFLORA 2011. A Genova percorsi spettacolari tra fiori

Dal 21 aprile al 1° maggio sboccia EUROFLORA 2011. A Genova percorsi spettacolari tra fiori e piante da cinque continenti.

C onto alla rovescia per Euroflora 2011, in pro- gramma in Fiera a Genova dal 21 aprile al 1° maggio prossimi. L’edizione di quest’anno, la

decima nella storia della manifestazione che ha cadenza

quinquennale, è stata presentata oggi a Milano, al 31° piano del Grattacielo Pirelli, da Paolo Lombardi e Rober-

to Urbani, rispettivamente presidente e amministratore

delegato di Fiera di Genova SpA, con gli interventi del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni,

del presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e

della sindaco di Genova Marta Vincenzi. Piante, fiori, colori ed essenze in arrivo da ogni angolo d’Italia e

da cinque diversi continenti trasformeranno il quartiere

fieristico in un grande giardino affacciato sul mare, capa- ce di stupire, di sensibilizzare e di appassionare visitatori

provenienti da tutto il mondo. Euroflora 2011 attraverso percorsi altamente spettacolari offrirà stimolanti spunti di conoscenza e metterà in luce le eccellenze produttive del settore presentando novità in anteprima a fianco di esem- plari di valore assoluto. Più di 800 le aziende florovivai- stiche presenti nelle collettive o singolarmente, cinque- cento i concorsi estetici e tecnici che ne valorizzeranno

le capacità e l’impegno professionale, con un montepre-

mi di quattrocentoventimila Euro. Oltre al Palasport, da

sempre cuore scenografico dell’evento, al padiglione C,

e ai grandi spazi all’aperto, per la prima volta anche il

nuovo padiglione Blu progettato da Jean Nouvel e inau- gurato nel 2009 – contribuirà, con i suoi ventimila metri

gurato nel 2009 – contribuirà, con i suoi ventimila metri quadrati affacciati sul mare, all’impatto di

quadrati affacciati sul mare, all’impatto di colori, riflessi e fragranze naturali. Euroflora è la manifestazione floro- vivaistica internazionale più prestigiosa del Mediterraneo, la più importante al coperto e presenta tutte le specificità del settore: dalla ricerca all’ibridazione, dal fiore reciso alle fronde, dalle piante in vaso all’arboricoltura, dal giardi- naggio al paesaggismo. E’ riconosciuta dall’AIPH – As- sociation Internationale des Producteurs Horticoles, e fa parte di AIF – Association of International Floralies. Per questa edizione Euroflora ha ottenuto l’adesione del Presidente della Repubblica. Euroflora fornirà anche l’oc- casione per fare il punto sulla situazione del settore floro- vivaistico, che in Italia, seppure in un contesto ancora de- bole, ha saputo cogliere nel 2010 gli stimoli provenienti dalla domanda internazionale, giocando con successo la carta dell’export (+9% rispetto al 2009). Qualche ulte- riore difficoltà è emersa invece sul mercato interno, per un settore che, secondo l’Ismea, sta ancora accusando i condizionamenti determinati da un inasprimento dei co- sti di produzione.

www.euroflora2011.it

42 ERA2000 Memorie dalla Cambogia di Silvia Antonini La Cambogia e il suo popolo rappresenta-
42 ERA2000 Memorie dalla Cambogia di Silvia Antonini La Cambogia e il suo popolo rappresenta-

42 ERA2000

Memorie dalla Cambogia

di Silvia Antonini

La Cambogia e il suo popolo rappresenta- no uno dei più grandi esempi di forza di volontà e forza dello spirito di sopravviven- za, contro tutto, contro le condizioni av- verse, contro il destino, contro il terrore e l’orrore di una delle dittature più spietate e violente che la storia ricordi. Lasciati gli splendori della piana di Angkor, dopo un viaggio della speranza di sei ore, mi sono vista l’accesso interdetto alla zona del Phra Wiehar, situata a nord, al confine con la Thailandia, per via di scaramucce tra i due eserciti Thai e Khmer, quindi per la sicu- rezza ho dovuto fare dietro front e rimedia- re verso la zona di Kokher. L’Area nord occidentale del paese è piuttosto remota ed è nota essere una delle zone più minate al mondo. Qui i cartelli rossi col teschio bian- co con sotto scritto MINE sono dissemi- nati un po’ ovunque nelle campagne su paletti di cemento o nelle foreste inchioda- ti ai tronchi degli alberi. Spesso qualche vacca salta per aria e i contadini che accor- rono per recuperare le sue carni fanno la stessa fine. Le mine spesso e volentieri sono state disseminate a grappoli e dove ce n’è una ce ne sono altre due o tre, vicine vici- ne, pronte a detonare in gruppo per sortire effetti migliori. Spesso succede che piccole mine superficiali inneschino detonazioni a catena di mine più grandi sepolte più pro- fondamente nel sottosuolo. A Kokher ho visto parecchi cartelli rossi e sono passata a visitare un campo di sminamento. Ogni area bonificata è catalogata e viene segnala- ta con un enorme cartello blu della CMAC Cambodian Mine Action Center che ri- porta i metri quadrati in cui è stata fatta la bonifica, le mine per metroquadro rinvenu-

te e le mine totali raccolte. Dove ci sono i

cartelli della CMAC è sicuro. Altrimenti è

severamente proibito allontanarsi dai sen- tieri tracciati. Non si può neanche andare

dietro le frasche per i bisognini. Meglio far-

si vedere con le mutande calate piuttosto

che vestiti ma al proprio funerale. La CMAC è una delle maggiori organizzazioni che con sovvenzioni e donazioni internazio- nali si occupa delle bonifiche dei territori

minati in tutta la Cambogia: http://maic.

jmu.edu/journal/5.1/Focus/CMAC-

Mouly/cmacmouly.htm Un caro amico di Phrom, il mio inseparabile driver, faceva lo sminatore in un campo di sminamento proprio vicino a Kokher. Avevano finito la bonifica di una vasta area. Il camioncino era sullo sterrato e tutti stavano caricando le mine recuperate e disinnescate. La strada

era “pulita”. La Cambogia è un paese dove piove un sacco. Sono più i mesi di pioggia che quelli secchi. Il terreno è inzuppato in

profondità e spesso e volentieri la pioggia fa riaffiorare ciò che non dovrebbe. Il suo pie-

de di fianco alla ruota e l’amico di Phrom è

saltato per aria. Ha perso entrambe le gam-

be ed è morto dopo poco tempo. Al tempo

della guerra del Vietnam gli Stati Uniti han- no seminato tonnellate di mine con i loro ruggenti B52. I cambogiani avevano fatto il grande errore di ospitare nei propri territori

di confine i vietcong. Gli USA negli anni

settanta coi loro B52 hanno bombardato la Cambogia facendo 250.000 vittime. Que-

sti fatti sono stati purtroppo determinanti

per il cupo futuro che ebbe di lì a poco il paese che un tempo aveva dato luce ai fasti dell’impero Khmer, innescando la miccia della rabbia popolare contro il governo a

mondoracconti

favore dei Khmer Rossi, creduti allora essere difensori dei popoli. La sera nello sperduto villaggio ai piedi della collina del Phra Wie- har ceniamo in un punto di ristoro locale a due passi dalla casa della famiglia khmer che ci ospita. Phrom e io ordiniamo due

piattoni di noodles saltati con pollo e verdu-

re e ci mettiamo in un tavolino a parte, lon-

tano dalla luce dei neon che sono infestati

da insetti di ogni tipo. Finalmente c’è una

bella brezza fresca. E’ una manna visto il

clima afoso e umido che c’è da queste parti. Phrom divora i suoi noodles e mentre man- gia avidamente inizia a raccontare in modo animato il suo vissuto durante gli anni bui

di Pol Pot. Tra gli undici e i quindici anni

Phrom ha vissuto in un campo per bambini

solo bambini ma-

schi. Perché poi c’erano i campi delle bam- bine femmine, quelli degli adulti maschi e quelli delle adulte femmine, quelli dei vec- chi anche loro divisi per sesso. Mamme se- parate dai figli, mogli separate dai mariti, nonni separati dai nipoti. La famiglia, come noi siamo abituati a pensarla, non esisteva

più, la famiglia era l’Angkar, ed era nel cam- po dove appunto l’Angkar stesso forniva alloggio, cibo e tutto ciò che era strettamen-

te necessario ai suoi abitanti secondo i suoi

canoni. Sottolineo “strettamente”. Tutte le persone avevano una divisa nera, i colori erano superflui e non erano permessi. La sveglia alle 6 con una campana appesa a un albero portava tutti nei campi. Donne, uo- mini, vecchi e bambini, tutti dovevano la- vorare ed essere operosi per l’Angkar. Chi non poteva lavorare era inutile, un peso. Non era concesso non essere produttivi. La- vorare è un dovere di tutti per il benessere di tutti, tutti dovevano essere impegnati nella coltivazione dei campi. Non era ammesso non lavorare. Il pasti erano cucinati dall’An- gkar e consistevano in tre cucchiai di riso al giorno accompagnati da un brodo. Il resto era superfluo. Non era permesso cucinarsi il cibo da se, il popolo non aveva questo com-

maschi dell’Angkar. Già

pito. Doveva essere umile e dignitoso e ac- cettare come più che sufficiente quello che l’Angkar offriva. Chi veniva sorpreso a cuci- nare o a procurarsi del cibo era in evidente disaccordo col sistema e quindi andava rie- ducato. I bambini avevano il compito di assicurarsi che tutti seguissero le regole e dovevano riferire alle autorità eventuali in- frazioni commesse dalle persone. Phrom si occupava di raccogliere il fertilizzante per i

campi e di far si che rendesse il più possibile.

Le persone, erano obbligate a lasciare sulla

porta dei propri alloggi, delle camerate, le pentole con gli escrementi che venivano ri- tirate ogni mattina. Sì le pentole. Perché non potendole utilizzare per cucinare l’An-

gkar aveva disposto che la gente le utilizzas-

se per raccogliere gli escrementi “domestici”

perché tutto doveva avere un’utilità per esi- stere. Phrom, al suono della campana, face-

va il suo giro di raccolta, poi recuperato

tutto, mescolava i rifiuti umani con il leta-

me vero e proprio e si assicurava che il ferti- lizzante fosse dosato nel modo migliore, perché l’Angkar per i campi voleva il meglio

e disponeva che i suoi compagni lavoratori addetti ai fertilizzanti tastassero con mano e gusto il prodotto del lavoro che avrebbe fat-

to crescere raccolti rigogliosi. Tutti i giorni

Phrom, finiti i lavori di produzione del fer- tilizzante, vomitava di nascosto. Una sera

arrivò da lui un bimbo più piccolo con un

serpente in mano. la fame dev’essere una gran brutta cosa. Un bimbo guardiano ov- viamente se ne accorse. Fu così che il bim- betto del serpente, spaventato, disse che Phrom lo aveva mandato a caccia di serpen-

ti, disse che Phrom era il suo comandante.

Phrom fu arrestato. Lasciato qualche giorno

in una cella angusta e buia senza cibo e poi

interrogato sulla sua disobbedienza. Lui negò ogni responsabilità in merito. La sua unica colpa era stata dar retta a un bimbo più piccolo di lui e affamato. Lo portarono

fuori, davanti a tutti i compagni del campo. Venne legato su una grossa asse di legno e

gli dissero che se non avesse confessato lo

avrebbero torturato. Io ascoltavo Phrom nelle sue descrizioni così precise e vivide che sembrava gli fossero successe il pomeriggio appena passato. Gli spaghetti oramai erano freddi. Lui negò ancora una volta. Allora i

gerarchi cosparsero il suo corpo di chilli tri- tato, glielo misero nel naso, nelle parti inti- me, ovunque. Lui resistette ancora. Allora

gli tapparono il naso e gli cacciarono giù a

forza quasi due chili di chilli. Fu allora, sen-

tendosi morire, che dichiarò il falso, che si dichiarò colpevole di aver chiesto al bimbo

di procurare del cibo per entrambi, che di-

chiarò di essere pentito e di aver sempre creduto nei precetti dell’Angkar. Così da-

vanti a tutti fu slegato, fatto alzare a forza e legato nuovamente con le braccia al tronco

di un albero, affinché meditasse sul suo

comportamento deviato. Lo legarono tal- mente stretto che pian piano gli si fermò la circolazione delle braccia e poi, con tutto il peperoncino ingerito, presto svenne, sem- brando quasi morto. Il bimbo che lo aveva

accusato pensò che fosse morto a causa sua

e non resse il colpo. Confessò le sue respon- sabilità e Phrom allora venne slegato e libe- rato. Ci impiegò molti giorni per riprender-

si, mi disse mostrandomi i segni delle corde

che porta tutt’ora sui bicipiti. Del bimbo non seppe più nulla. Era stato rieducato, aveva fatto la fine che avrebbe fatto lui stes- so, se la verità non fosse saltata fuori. L’ulti- mo boccone di spaghetti mi va giù un po’ a forza. Ordiniamo il tea. Phrom ha perso sei fratelli. Non sa più che fine abbiano fatto. Rieducati, dispersi, uccisi, eliminati. Non

voleva più fare il raccoglitore di fertilizzante. Così si è inventato di essere un provetto massaggiatore. E’ stata la sua salvezza. Il ge- rarca del suo campo lo prese in simpatia, anche per la forza con cui si era ripreso dalle torture. Una volta all’anno, in occasione dell’anniversario della liberazione dai colo- nizzatori francesi l’Angkar permetteva alle famiglie di riunirsi. Un giorno solo all’anno. Ma non sempre era possibile. A volte le fa- miglie erano troppo distanti per riuscire in un solo giorno a raggiungersi. Quando il padre di Phrom era in fin di vita, lui non ha fatto in tempo a vederlo per l’ultima volta, neanche il fatto di essere apprezzato dal ge- rarca del suo campo aveva potuto essergli d’aiuto. Suo padre morì di stenti ucciso dal-

la malaria in un campo di lavoro e Phrom

non lo vide mai più. Di sua madre seppe

che, essendo troppo vecchia e priva di forze, quindi inutile, venne lasciata spegnersi sen-

za cibo ne acqua presso il suo campo di la-

voro con altre donne anziane e, quando fu- rono quasi tutte morte in fin di vita,

vennero gettate nella foresta in pasto ai cani. Phrom mi racconta tutto questo con con- citazione, con gli occhi vitrei, sgranati, an- cora scosso, dopo tutto questo tempo, dalla crudeltà infinita di quegli anni. La nostra serata continua fino a notte fonda con al-

tri agghiaccianti aneddoti. Quando rientro

alla casa khmer penso che ho avuto davve-

ro una gran fortuna a incontrare un uomo

come lui. Phrom è la storia del suo paese in persona, un esempio più unico che raro di forza, determinazione, un uomo che è so- pravvissuto, che è rinato, che ha perso tutto ma si è reinventato. Phrom e la Cambogia sono una cosa sola. I suoi occhi sono gli oc-

chi della Cambogia, il suo corpo è la sua

terra, il suo vissuto, è quello di altri milioni

di persone che hanno visto sotto i loro oc-

chi sparire altri tre milioni di connazionali nel nulla.

dal

44 ERA2000

44 ERA2000

ARTIGIANATO E PALAZZO XVII edizione

MAGGIO 2011: PER TRE GIORNI FIRENZE TORNA CAPITALE DELL’ARTIGIANATO

UNA NUOVA SELEZIONE DI OLTRE OTTANTA MAESTRI DI BOTTEGA PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA E DALL'ESTERO

DI BOTTEGA PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA E DALL'ESTERO Ministero per i Beni e le Attività Culturali
DI BOTTEGA PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA E DALL'ESTERO Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Ministero per i Beni e le Attività Culturali Ministero Sviluppo Economico Ministero della Gioventù Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze Ente Cassa di Risparmio di Firenze Associazione Giardino Corsini

L a XVII edizione di AR-

TIGIANATO E PA-

LAZZO - atteso ap-

puntamento fiorentino con i protagonisti della manualità e degli antichi mestieri - si terrà nel seicentesco Giardino Cor- sini e nelle sue Limonaie da venerdì 13 a domenica 15 maggio 2011. La mostra, nata nel 1995 da un’idea di Neri Torrigiani e promossa dalla principessa Giorgiana Corsini, è unica nel suo genere. Essa in- fatti seleziona rigidamente e riu- nisce per tre giorni oltre ottanta maestri artigiani provenienti da

tutta Italia e dall'estero che, ri- costruendo un angolo delle loro botteghe, eseguono dimostra- zioni pratiche su come realizza- no i loro manufatti. Ogni anno

il pubblico fiorentino può così

scoprire ed interessarsi a deci- ne di lavorazioni “nuove” e or- dinare oggetti su misura unici, innovativi e personalizzati sulle proprie esigenze. Il pubblico ad esempio potrà ammirare la lavo- razione del vetro, l'intaglio del legno, del ferro e del cuoio; la

realizzazione di tessuti stampati,

di scarpe su misure, di penne re-

alizzate in profumati legni eso- tici, di gioielli di foggia antica e moderna. Queste ed altre mera- viglie si potranno ammirare dal vivo in questa rara occasione per

avvicinarsi ai segreti delle lavo- razioni artigianali e alla prezio- sità del fatto a mano. Per capire e conoscere ancora di più que- sto mondo ARTIGIANATO

E PALAZZO ha prodotto - in

collaborazione con la Fonda- zione per l’Artigianato Artistico

di Firenze - la mostra di foto-

grafie di Juri Ciani “Mani che raccontano”: 15 ritratti di al- cuni protagonisti della più alta manualità immortalati mentre lavorano nelle loro botteghe, luoghi magici e pieni di fascino dove si tramandano i segreti che hanno reso Firenze una Capita- le, famosa e unica nel mondo. Per i visitatori più attenti sono previste delle VISITE GUIDA- TE GRATUITE con gli storici dell’arte dell’Associazione Città

Nascosta al Giardino Corsini, considerato uno dei più in- teressanti esempi di giardino all’italiana della Toscana, opera seicentesca di Gherardo Silvani. Vari punti di sosta e ristoro sa- ranno a disposizione dei visita- tori e il ristorante “Sotto i tigli” offrirà nel corso della giornata prelibatezze toscane rigorosa-

mente di produzione casalin- ga. Da questo anno sarà possi- bile acquistare in prevendita sul sito www.boxol.it il biglietto di ingresso allo speciale prezzo di 6 euro.

ARTIERI DOMANI di Caterina Guerrieri S embrerebbe fu proprio a Tori- no che, in occasione

ARTIERI DOMANI

di Caterina Guerrieri

S embrerebbe fu proprio a Tori- no che, in occasione del cente- nario dell’Esposizione Interna-

zionale di Arte Decorativa Moderna

del 1902, si prese coscienza delle re-

ali potenzialità dell’artigianato come

modello produttivo; l’intelligenza delle mani si afferma come avanguar-

dia, come garanzia occupazionale per le nuove generazioni nonchè come nuovo orizzonte di crescita economica sospinta dall’esigenza di un la-

voro alternativo, fatto ad arte. “Il Futuro nelle mani. Artieri Domani”, l’origina-

le mostra laboratorio

allestita alle Officine Grandi Riparazioni

di Torino nell’ambito

del ricco calendario Esperienza Italia 150, è un’iniziativa che, in tutta ri- sposta all’aggressività delle economie

massificate, esorta a riflettere sull’al-

to valore qualitativo, estetico e cul-

turale del lavoro fatto ad arte

con

le mani. Un vetrina spalancata sulle

eccellenze dell’artigianato italiano

Un percorso emozionante tra quella

materia che, nell’intelligenza delle

un

panorama delle conquiste dell’arti-

gianato ad oggi. La mostra si articola

in tre sezioni espositive. La Galleria

delle Botteghe è la sezione che ospita l’eccellenza dell’artigianato italiano

mani, ha trovato il suo senso

lestimento multimediale piuttosto suggestivo, che va ad esaltare quello

che è l’artigianato sofisticato rappre- sentato dalle tecnologie digitali. Le Nuove Officine infine presentano progetti e manufatti di noti artigiani

di fama mondiale esponendone le

avanguardie nel campo della tecno- logia meccanica, dei mo- tori, degli effetti speciali,

di artefatti tradizionali e

sperimentazioni musica- li. Di grande contribu-

to per l’iniziativa sarà la

presenza del carrozziere meccanico italo svizzero Franco Sbarro - che ha saputo conquistare l’at- tenzione dei grandi pro- duttori di automobili con prototipi di auto e moto dalle soluzioni geniali e

dalle forme uniche, quasi futuristiche - e quella dell’italo ame- ricano Giancarlo de Astis - speciali-

sta nella creazione futurista di arredi

ottenuti impiegando nell’assemblag- gio componenti di aeroplani - . “Il Futuro nelle mani. Artieri Domani” si protrarrà fino a novembre 2011. Per informazioni o prenotazioni chiamate pure lo 011.4992333 o vi- sitate il sito web www.officinegran- diriparazioni.it

o vi- sitate il sito web www.officinegran- diriparazioni.it moderno, in rappresentanza della nostra cultura materiale e

moderno, in rappresentanza della nostra cultura materiale e del pro-

getto, delle nostre risorse territoriali e della forza innovativa delle diverse aree del paese; una mostra mercato

di arti e mestieri

dove osservare e

comprare articoli di qualità garan- tita anche unici, prestigiosamente

fortemente legato alle tradizioni cer-

lavorati

anche secondo le specifi-

to,

ma anche animatamente proietta-

che dell’acquirente magari. Il Tunnel

to

verso il futuro e l’internazionalità.

del Treno Fantasma propone un al-

Hotel Colombo**** Hotel Brioni**** Hotel Cesare Augustus**** Hotel Christian***S 46 ERA2000 Menazza Hotels Group -
Hotel Colombo****
Hotel Brioni****
Hotel Cesare Augustus****
Hotel Christian***S
46 ERA2000
Menazza Hotels Group - Venezia Jesolo - Tel: 0421.370906 - info@menazzahotels.it - www.menazzahotels.it
DOVE VAI AL MARE QUEST’ANNO? MARE, ANIMAZIONE, NATURA, GASTRONOMIA, PER LA TUA VACANZA IDEALE! CUOCA
DOVE VAI AL MARE QUEST’ANNO? MARE, ANIMAZIONE, NATURA, GASTRONOMIA, PER LA TUA VACANZA IDEALE! CUOCA
DOVE VAI AL MARE QUEST’ANNO?
DOVE VAI AL MARE
QUEST’ANNO?
DOVE VAI AL MARE QUEST’ANNO? MARE, ANIMAZIONE, NATURA, GASTRONOMIA, PER LA TUA VACANZA IDEALE! CUOCA

MARE,

ANIMAZIONE,

NATURA, GASTRONOMIA,

PER LA

TUA

VACANZA

IDEALE!

NATURA, GASTRONOMIA, PER LA TUA VACANZA IDEALE! CUOCA ANNAMARIA FELICIONE ROSETO E PINETO LOCATION DA
NATURA, GASTRONOMIA, PER LA TUA VACANZA IDEALE! CUOCA ANNAMARIA FELICIONE ROSETO E PINETO LOCATION DA
NATURA, GASTRONOMIA, PER LA TUA VACANZA IDEALE! CUOCA ANNAMARIA FELICIONE ROSETO E PINETO LOCATION DA
NATURA, GASTRONOMIA, PER LA TUA VACANZA IDEALE! CUOCA ANNAMARIA FELICIONE ROSETO E PINETO LOCATION DA
NATURA, GASTRONOMIA, PER LA TUA VACANZA IDEALE! CUOCA ANNAMARIA FELICIONE ROSETO E PINETO LOCATION DA
NATURA, GASTRONOMIA, PER LA TUA VACANZA IDEALE! CUOCA ANNAMARIA FELICIONE ROSETO E PINETO LOCATION DA
CUOCA ANNAMARIA FELICIONE
CUOCA
ANNAMARIA FELICIONE

ROSETO E PINETO LOCATION DA BANDIERA BLU, NELLA REGIONE PIÙ VERDE D’EUROPA

Hotel Felicioni

Soggiorno weekend in pensione completa euro 45 al giorno.

Residence Felicioni

Appartamento bilocale con 4 posti letto soggiorno di 2

notti euro 100.

Info e prenotazioni Hotel Felicioni Tel. 085 9491512 - 085 9493259 Fax 085 9492053 Residence

Info e prenotazioni

Hotel Felicioni Tel. 085 9491512 - 085 9493259 Fax 085 9492053

Residence Felicioni Tel. 085 8944163 - 085 8936126 Fax 085 8932846

tutta la tua natura
tutta la tua natura

info@vacanzefelicioni.com

www.vacanzefelicioni.com

BOLOGNA di Caterina Guerrieri N e avrete già sentito parlare nell’ambito di “top events” come
BOLOGNA di Caterina Guerrieri N e avrete già sentito parlare nell’ambito di “top events” come
BOLOGNA di Caterina Guerrieri N e avrete già sentito parlare nell’ambito di “top events” come
BOLOGNA di Caterina Guerrieri N e avrete già sentito parlare nell’ambito di “top events” come
BOLOGNA di Caterina Guerrieri N e avrete già sentito parlare nell’ambito di “top events” come

BOLOGNA

di Caterina Guerrieri

N e avrete già sentito parlare nell’ambito di “top events” come Il Salone Internazionale del Gusto di Torino , la biennale dei formaggi di qualità che si tiene a Cuneo Cheese, Terra

Madre e ancora Slow Fish di Genova

Slow Food è un’associazio-

ne attiva a livello internazionale per la promozione della cultura del

del cibo come identità ed educazione, come rispetto dell’eco-

cibo

sistema e delle tradizioni, come piacere dotto

e responsabile, come diritto di tutti i popoli. Una filosofia spessa quella dell’Associazione

Slow Food che - senza fini di lucro - sostie-

doveri di tutela

terra che abbiamo sotto i piedi. Tra gli eventi Slow Food Bologna che

ogni sabato

mattina dalle 9 alle 14 infatti, nel cortile del Cinema Lumière di Bolo- gna in via Gardino, verranno allestiti stand per oltre 20 agricoltori che venderanno prodotti stagionali nostrali di qualità, a kilometri zero. Questo mercato fa parte di una rete internazionale

per il nostro personale benessere e per quello della

voglio segnalarvi c’è anzitutto “Il Mercato della Terra”

segnalarvi c’è anzitutto “Il Mercato della Terra” di mercati, gli “Earth Markets”, che oltre ad essere

di mercati, gli “Earth Markets”, che oltre ad essere

centri spesa, vogliono rappresentare un’occasione

di

incontro culturale, di confronto e di educazio-

ne

al gusto. Un interessantissimo master al Centro

Natura di via degli Albari invece, vi condurrà attra- verso un percorso di addestramento all’identifica- zione delle caratteristiche organolettiche dell’olio extravergine d’oliva e al riconoscimento della sua qualità; un docente, Cristiano de Riccardis, illu- strerà ai presenti le tecniche di coltivazione e di produzione dell’olio, la classificazione merceologi- ca, le proprietà nutrizionali, gli impieghi e gli ac- costamenti in cucina. “L’appetito vien leggendo” è invece uno dei numerosi piacevoli eventi conviviali

in programma; si svolgerà dalle 20.30 del 14 aprile

presso l’Alce Nero Caffè Bio di via Petroni e con

una quota di massimo 28 euro per i non soci, avre-

te

modo di partecipare ad una “tavola di primave-

ra

in cerca d’autore” dove il menù verrà creato in

ne

sinergie internazionali per la realizzazione

di

piccole economie locali nei paesi in via di

sviluppo (“Mille Orti in Africa” ad esempio);

difende l’ambiente e sostiene la biodiversità

delle colture affinchè venga tutelata la prezio-

sa varietà di prodotti tipici di tutto il mondo; promuove iniziative che coinvolgono agricol-

tori, ristoratori e consumatori nell’esaltazione

di prodotti ed elaborazioni di qualità, nella va-

lorizzazione - attraverso specifici presidi (ga- ranzie di qualità)che coinvolgono oltre 1300 piccoli produttori - di produzioni, distribu- zioni e consumi buoni, puliti e giusti. Tuttavia

Slow Food è anche un insieme di realtà locali che, dislocate tanto in Italia quanto all’estero, operano nel medesimo interesse. Indagando

un pochino, ci siamo resi conto che Slow Food Bologna ad esempio è

soprattutto per la

una delle Condotte più attive in assoluto in Italia

base alle sublimazioni di quegli autori che, in onore del cibo, hanno

speso ed impresso parole memorabili

parole che verranno lette per i

consistenza degli eventi programmati. Per quanto riguarda l’anno in corso, gli appuntamenti hanno avuto inizio a febbraio e termineranno

commensali durante la cena, nel tentativo che questi ne individuino la penna. Nell’invitarvi a consultare bene il calendario con tutte le pro-

a

maggio. Si tratta di un vivido e degno omaggio al nostro ineguagliato

poste di Slow Food Bologna, vi ricordo che - nonostante gran parte

Made in Italy

a quell’italianità tipica che è sinonimo mondiale di un

degli eventi siano destinati indistintamente a soci e non, con quote di

savoir faire inevitabilmente oggetto di continue contraffazioni. E Bo-

partecipazione comprese tra i 20 ed i 40 euro - ci sono anche appun-

logna, per iniziativa di Slow Food

invita, soci e non, ad approfondire

tamenti esclusivi riservati ai soli tesserati. Nel caso in cui facciate parte

la

cultura enogastronomica tipica attraverso degustazioni, laboratori,

dei tanti appassionati dell’ambito e vogliate ricevere maggiori infor-

mercati a kilometri zero, cene con prodotti presidiati Slow Food, valo-

mazioni circa l’attività della Condotta Slow Food Bologna, o deside-

rizzazione delle piccole produzioni di filiera corta, orti urbani, lezioni

riate prenotare alcuni eventi, tesserarvi o anche solo collaborare come

di

cucina e di storia delle pietanze, master in olivicoltura ed enologia

volontari, visitate pure il sito www.slowfoodbologna.it o contattate i

ed

altro ancora. Un’occasione da non perdere

in virtù di quel piace-

seguenti referenti: Roberto Ferranti Tel. 051522516; Artemio Assiri

re

di cui abbiamo si diritto, ma verso il quale abbiamo anche dei seri

Tel. 051227129; Laura De Merciari Cell. 335 7977983.

48 ERA2000

TORINO ED IL SUO STRAORDINARIO POTAGER ROYAL di Caterina Guerrieri D al prossimo 16 aprile

TORINO ED IL SUO STRAORDINARIO

POTAGER ROYAL

di Caterina Guerrieri

D al prossimo 16 aprile a Torino, nell’ambito della pro- grammazione Esperienza Italia 150, aprirà il Potager Royal dei Giardini della Reggia Venaria. Circondati da

boschi del Parco La Mandria e dalla catena montuosa delle Alpi,

gli 80 ettari dei Giardini della Reggia sono di una vastità e di una magnificenza che non ha precedenti fra i giardini storici italiani.

La grande opera di restauro iniziata nel 2000 e conclusasi nel

2008 ne ha permesso il recupero degli originari segni storici non-

chè la loro perfetta coniugazione con prestigiose opere contem-

produrre piantine proprie; il Compostaggio è un percorso che insegna cos’è e come si prepara quel “compost” che è preziosa so- stanza organica per il nutrimento del terreno; il Noccioleto infine è una passeggiata tra le piante di nocciole che illustra le proprietà del frutto ed il suo potenziale impiego. Un viaggio conoscitivo che dalle tecniche di coltivazione, alle proprietà dell’alimento,

fino alle tec-

niche di trasformazione che si sviluppano in cucina. Si tratta di

che guarda al

vera e propria educazione alimentare e del gusto

alla scelta sensoriale dello stesso, al suo assaggio

poranee. Il Potager è un’area di 10 ettari a sud dei Giardini della Reggia, destinata
poranee. Il Potager è un’area di 10 ettari a sud dei Giardini della
Reggia, destinata alla produzione agricola dall’800 circa. Un’at-
tenta lettura delle testimonianze storiche in fase di restauro, ha
permesso di desti-
nare l’area alle me-
cibo come nutrimento, ma anche come cultura, piacere e convi-
vialità. Potager Royal organizza 4 ulteriori incontri
“Educazio-
ne Sensoriale” è una guida all’analisi sensoriale degli alimenti e
delle
loro qualità
organolettiche;
desime coltivazioni
di
un tempo. In
questi 10 ettari si
alternano prati, or-
“Orticoltura Eco-
logica” è invece
un incontro volto
all’insegnamen-
taggi e cereali tipici
to delle pratiche
del
territorio a col-
di
realizzazione
ture estensive, oltre
e
mantenimento
1700
alberi da frut-
di
un orto senza
to
di diversa specie
l’impiego di so-
autoctona (pesco,
susino, albicocco,
pero, melo), gio-
chi d’acqua, spazi