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ELIOGABALO

ORIGINE:
Eliogabalo nacque nel 203 col nome di Vario Avito Bassiano; era figlio di Sesto Vario
Marcello e di Giulia Soemia Bassiana. Sua madre era la figlia maggiore di Giulia
Mesa, vedova del console Giulio Avito, sorella dell'imperatrice Giulia Domna e
cognata dell'imperatore Settimio Severo; Giulia Soemia era dunque cugina
dell'imperatore Caracalla, il quale aveva estinto, alla propria ascesa al trono, la
discendenza maschile diretta della dinastia per timore di essere rovesciato. El il
nome della principale divinit semitica, mentre Gabal, che legato al concetto di
"montagna" (si confronti con l'ebraico gevul e l'arabo jebel), la sua manifestazione
ad Emesa.

CONTROVERSIE SESSUALI DI ELOGABALO:


L'orientamento sessuale di Eliogabalo e la sua identit di genere sono stati origine di
controversie e dibattiti; va notato, per, che in Eliogabalo l'aspetto religioso e quello
sessuale erano profondamente intrecciati, come normale nella cultura orientale, ma
la societ romana non comprese questo aspetto a essa alieno e dunque consider
stravaganti e scandalose le pratiche sessuali del proprio imperatore, tra cui le orge, i
rapporti omosessuali e transessuali, la prostituzione, all'interno delle quali va intesa
la ricerca dell'androginia e della castrazione. Eliogabalo spos, per poi divorziare,
cinque donne, delle quali solo tre sono conosciute. Cassio Dione scrisse inoltre che
Eliogabalo si dipingeva le palpebre, si depilava e indossava parrucche prima di
prostituirsi nelle taverne e nei bordelli, e persino nel palazzo imperiale: Infine,
riserv una stanza nel palazzo e l commetteva le sue indecenze, standosene sempre
nudo sulla porta della camera, come fanno le prostitute, e scuotendo le tende che
pendevano da anelli d'oro, mentre con voce dolce e melliflua sollecitava i passanti.
(Cassio Dione Cocceiano, Storia romana)

CADUTA E MORTE:
Entro il 221, le eccentricit di Eliogabalo, in particolare la sua relazione con Ierocle,
causarono il progressivo scollamento tra l'imperatore e la guardia pretoriana. Inoltre
l'imperatore fece anche alcune scelte politiche poco felici, come l'assunzione del
consolato per tre volte Consecutive (218, sostituendo Macrino, 219 e 220).
Quando Giulia Mesa si accorse che il sostegno popolare ad Eliogabalo stava
crollando rapidamente, decise che lui e sua madre Giulia Soemia dovessero essere
rimpiazzati da qualcuno di pi affidabile e popolare. Eliogabalo fu convinto ad

associare il cugino al potere per lasciare a lui le cure secolari e meglio dedicarsi a
quelle religiose. Alessandro fu adottato dal cugino (21 giugno 221), da cui ricevette il
titolo di cesare e col quale condivise il consolato per quello stesso anno (222).
Sempre nell'ottica di riguadagnare il consenso va visto il divorzio dalla vergine
vestale Aquilia Severa e il matrimonio con la nobile Annia Faustina.
Eliogabalo, per, si rese conto che i soldati, il Senato e il popolo gli preferivano il
cugino, e decise di cambiare le cose. Dopo aver tentato ripetutamente di far
assassinare Alessandro, protetto dalla nonna Giulia Mesa, l'imperatore ordin al
Senato di annullare l'elezione a cesare del cugino e di ricoprire di fango le sue
statue, ma i soldati si ribellarono ed Eliogabalo si salv a malapena dalla loro rabbia;
l'ordine non fu eseguito. L'imperatore si present al campo dei pretoriani l'11 marzo
222, assieme al cugino e alla propria madre Giulia Soemia; al suo arrivo i pretoriani
iniziarono ad acclamare il loro favorito Alessandro, ignorando Eliogabalo, che ordin
allora l'arresto e l'esecuzione sommaria di coloro che sostenevano Alessandro, con
l'accusa di ribellione. In risposta, i pretoriani assalirono l'imperatore e poi sua
madre: Fece un tentativo di fuggire, e sarebbe riuscito a raggiungere un qualche
luogo nascosto in una latrina, se non fosse stato scoperto e ucciso, all'et di diciotto
anni. La madre, che lo abbracci e lo strinse fortemente, mor con lui; le loro teste
furono spiccate dal busto e i loro corpi, dopo essere stati denudati, furono prima
trascinati per tutta la citt, e poi il corpo della madre fu gettato in un posto o in un
altro, mentre il suo venne gettato nel fiume.