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La vera storia di Jack oLantern
































































































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Giovanna S. 2013, 2014

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La vera storia di Jack oLantern














Se la notte nera, perch nulla possa distrarci dai nostri incubi.

(Bill Watterson)






















1

1700 B.C. - Piana dei Morti.
Un piccolo villaggio senza nome nei pressi della Grande
Cattedrale.
E' notte fonda.
Krud, il vecchio Sacerdote, versa ancora birra forte nelle tazze
degli undici anziani. Hanno accettato di seguirlo nonostante
la notte senza stelle. A loro insaputa lo Sciamano ha aggiunto
un succo scuro, tratto da certi licheni che crescono sugli
umidi bordi delle Grotte Proibite.
Quando gli "Anziani" cominciano a ridacchiare e a ruotare gli
occhi, come seguissero un volo d'uccelli, Krud fece un segno
a tre prostitute e il consiglio segreto si trasform in orgia.
Mangiavano frutta secca, bevevano, e intanto si accoppiavano
come bestie, con le puttane. Krud le aveva comprate da una
trib del nord.
All'alba, quando a stento gli uomini riuscivano a tenersi in
piedi, Krud li ferm e intim loro la Scelta. Stanchi e storditi
dalla droga, pur di tornare alle loro capanne, fecero ci che
desiderava. Scelsero tutti un sassolino nero, invece che uno
bianco, e lo lasciarono cadere in una tazza votiva, ricavata da
un cranio umano.
Quando si allontanarono, Krud verific, col suo assistente,
contarono dodici sfere di ossidiana, nere. Il sacerdote
gongolava dentro di s, il destino di Jak, il Cacciatore, era
segnato!
La sua vendetta si sarebbe compiuta; ancora tre giorni poi, la
notte del Samhain, Jak avrebbe incontrato il suo destino! Un
destino nuovo, diverso: niente pi allori, solo sangue e
dolore.
Krud godeva; grazie all'eclissi predetta e alla condiscendenza
dei "saggi", aveva convinto tutti che il sacrificio era
necessario, urgente. Gli dei dovevano essere placati; il loro
mondo era minacciato! La mano di un eroe, come Jak, doveva
donare sangue innocente.
Krud, si accost alle tre donne addormentate, e spacc loro il
cranio con la mazza, una dopo laltra. Le sventurate non
videro mai l'alba.
Il vecchio era prudente e spietato.





















2

Nella piccola capanna l'aria era intrisa d'odore di cibo
avanzato e sudore ma non disturbava il naso di Jak n
turbava il sonno di Shi e di sua figlia, Schy.
Jak osserv le stelle dal buco sul soffitto, l'alba era prossima:
il momento migliore!
Scivol dal pagliericcio, dove dormivano abbracciati. Dopo
un ultimo, amorevole, sguardo usc nella bruma del mattino.
Poco dopo era appostato, invisibile, su un punto riparato,
dove il fiume faceva ansa, e l'acqua, trasparente. Arm con la
selce la lunga lancia e aspett. Aveva negli occhi l'immagine
dei suoi amori addormentati. La piccola Schy, con i suoi stessi
occhi; come lui, era viva solo grazie alla forza. Aveva voglia di
battersi il petto, orgoglioso, ma rimase in silenzio.
Jak era stato trovato nella foresta di Ston, debole, provato,
allattato da un'orsa. I cacciatori, spaventati, uccisero
l'animale e Mhol, il costruttore di armi, lo port al villaggio.
Se fosse dipeso da Krud, lo Sciamano, lo avrebbero ucciso, lui
odiava qualsiasi cosa nuova. I Saggi videro nella sua
sopravvivenza un segno divino, mentre l'orsa era un animale
sacro. Mhol lo prese con s, non aveva avuto figli dalla
moglie, Khaal.
Cos ebbe salva la vita e, da grande, si rivel una benedizione
per la trib. Erano un gruppetto di semi-uomini, quasi nani,
mentre Jak proveniva da una razza lontana. Divenne cos
alto, astuto e forte, da essere considerato un semidio: i suoi
incredibili occhi azzurri, incutevano timore reverenziale.
Aveva potuto sposare Shi, poi era nata una bambina
meravigliosa con gli occhi del colore del ghiaccio.
Jak era un punto di riferimento per tutti; cacciatore e
combattente senza pari.
Un rumore lo distolse, lontano un gruppo di anziani
barcollanti, tornava verso casa. Jak sorrise:
"Vecchi ubriaconi..." pens, nell'alba.

























3

Mezzogiorno. Il Capo e gli anziani riuniti nel cerchio
megalitico, il monumento costruito dagli Dei: lo chiamavano
la Cattedrale!
Al sole, le enormi pietre, gettavano ombre nette sull'erba
umida dell'autunno.
- Ci siamo scordati degli Dei: ora sono stanchi! - recitava
Krud, in piedi su una pietra, presso l'Ara sacrificale.
- L'estate scorsa la terra ha tremato, mentre dinverno il
raccolto gelato. Adesso, un altro segno! Dinanzi a voi, il
giorno divenuto notte! gli uomini rabbrividirono alle sue
parole - Solo grazie alle mie preghiere, avete rivisto la luce:
verit! Tutti assentirono e provarono disagio.
Certe volte, una calma piatta fa paura pi dun cataclisma,
come se contenesse la promessa di una futura catastrofe.
- E' giunta l'ora di dimostrare la nostra sottomissione, il
nostro rispetto! E' giunta l'ora del sacrificio supremo! - lo
sciamano li fiss negli occhi, uno per uno.
Un gesto teatrale. Fece comparire dallAra, la coppa del
cranio, con dentro i dodici sassi neri. Tutti arretrarono,
involontariamente, le pietre sacre riflettevano, cupe, la luce
solare.
- Non temete - li incalz Krud Organizzer io la cerimonia
ma, il sacrificio dovr essere celebrato da Jak! E' lui l'eletto, lo
sapete tutti! Lui segnato dagli Dei!
Le tremende intenzioni di Krud erano note agli anziani. I capi
delle famiglie sapevano ma nessuno parlava.
Il vecchio, attore consumato, lasci che gli occhi gli si
velassero di lacrime:
- Lo so, terribile... ma necessario. Solo il sacrificio di un
fiore raro potr convincere gli Dei della nostra obbedienza.
Solo cos ci risparmieranno! Non temete, sapr approntare
tutto, anche se con la morte nel cuore. -

La sera era fredda ma intorno al fuoco si stava bene.
Tutti si erano rimpinzati, avevano arrostito i grossi pesci
catturati da Jak, il Cacciatore.
Lo Sciamano, quella sera, era stato fin troppo cordiale, il
cacciatore non si fidava troppo. Krud lo convinse a sorbire un
nettare speciale tratto dalle bacche di ginepro. Jak bevve
avidamente; la pozione era deliziosa. Ora, drogato, assisteva
con la mente ovattata, ai preparativi di una cerimonia che
non conosceva.
Solo i maschi partecipavano ai riti. Quattro tozzi indigeni,
salmodiando, portarono Jak, come in trionfo. Arrivarono
spediti alla piana della Cattedrale col favore della luna piena.
Alcuni fal ravvivavano l'ocra, tingendo di sangue i megaliti
che si stagliavano sul cielo cobalto. L'assistente di Krud, copr
lo ierofante con una pelle d'orso e il vecchio inizi una
complessa danza rituale.
Altri, intorno, eccitati e ubriachi, si dimenavano come
ossessi, mentre i musici percuotevano attrezzi fatti di pelle,
ossa e legni sacri. Un solo, cupo ritmo palpitava all'unisono e
riecheggiava nella valle. A Jak girava la testa ma non poteva
svenire. Ad un gesto di Krud venne portato, di peso, all'altare
sacrificale. Krud arm la sua mano con una lama nera,
ricavata da una Pietra di Cielo.
Intorno, una ridda di luci, scintille, urla e tamburi. Tutto
vorticava in modo indistinto. Krud gridava qualcosa sulla
necessit del sacrificio, sul volere degli Dei e sul destino!
Sopra la pietra, una figura sottile: possibile fosse umana?
In testa un cappuccio con i tratti dun coniglio.
- Uccidi! Uccidi! - urlavano intorno gli anziani.
Jak era sconcertato, non capiva pi niente mentre suoni e
grida lo incalzavano. Krud gli strillava nella mente,
rendendolo pazzo.
- Uccidi! Uccidi! - la mano di Jak, infine, scese implacabile: la
pietra affilata affond nella carne tenera. Poco sangue caldo e
scuro disset, ancora una volta, quel luogo di dolore.






















4

Le urla strazianti di Jak, alla sera del giorno dopo, erano
ridotte ad un rantolo sordo. Il dolore si rinnovava appena
abbassava la testa e rivedeva il corpo senza vita di Schy.
Nel petto, infisso come una lapide, lo stesso grosso pugnale
con cui il padre, ignaro, le aveva dato la morte.
Immota, trasfigurata, la bambina sembrava un cencio bianco
e aveva perso tutta la sua bellezza. Solo gli occhi, azzurro
chiaro, specchiavano immobili il cielo stellato.
- Lasciamolo legato - disse maligno Krud - il dolore lo rende
aggressivo! Lasciamolo un paio di giorni senza cibo, finch
non diventa debole, poi lo faremo ragionare! - lo sciamano si
fingeva addolorato, ma in cuor suo gioiva per la sua vendetta.
Lontana, nascosta da un masso, la bella Shi assisteva
impotente. Se si fosse avvicinata alla zona sacra, l'avrebbero
lapidata per sacrilegio. Krud finse di non vederla ma si lecc i
baffi: la voleva pi che mai ma se ne sarebbe appropriato con
calma.
Era tutto pianificato: tra un paio di giorni "qualcuno" avrebbe
rifocillato Jak (con cibo avvelenato) e per volere degli Dei
anchegli avrebbe lasciato questa valle di lacrime.
Il suo assistente si assicur che i legacci fossero ancora saldi,
poi si allontan da Jak che scartava furioso, stando attento a
evitarne lo sguardo.
Venne la notte. Shi, si era addormentata per terra, impotente.
Le stelle brillavano sulla piana. Il cielo era buio, la luna era
gi tramontata. Misteriosamente, solo gli occhi di Schy,
brillavano di luce fredda.
A un certo punto, le stelle si fermarono e nel buio si stagli
una figura pi oscura della notte.
- Vuoi davvero vendetta con tutta l'anima, Jak? - disse il
Faken, con la voce che sibilava come vento tra le porte dei
sepolcri.
- Allora facciamo un patto e rise maligno - tu mi dai
l'anima, adesso, e io ti do questa... - e, sciogliendogli i legami,
gli pose tra le mani una strana lancia di metallo bruno.
























5

1700 B.C. Piana dei Morti.
Una volta libero, reso folle dal dolore Jak riusc, a stento, a
sotterrare la bambina l, dove la malvagit di Krud aveva
sostituito il volere degli Dei. Il grande cacciatore era senza
forze come un otre vuoto. Vag tra i boschi per giorni, senza
scopo, incapace di ogni sentimento.
Quando finalmente si riprese, speriment i magici poteri
dell'asta del Faken; l'aveva pagata assai cara! Aveva ceduto
l'anima. Per la lancia degli Dei poteva renderlo invisibile se
impugnata nel modo esatto.
Ripreso vigore, pensando solo alla vendetta, una notte torn
al villaggio senza farsi vedere.
Da allora, uno a uno, notte dopo notte, i corpi dei cospiratori
vennero trovati decapitati tra le capanne. Le loro teste,
invece, infisse su alti pali, sembravano comparire
magicamente nellalveo del tempio megalitico.
Ad ogni esecuzione, Krud era sempre pi sgomento e
terrorizzato, la sua paura non si placava neppure tra le
braccia della giovane Shi.
In un anno undici teschi, comparsi dal nulla, circondarono
lAra della Cattedrale. E, alla fine di ottobre, allalba di
Ognissanti, anche il corpo di Krud giacque smembrato tra le
capanne ma la sua testa non si ritrov mai.

***

Ancora oggi, la notte di Ognissanti, non sono pochi i bambini
che giurano di aver incontrato uno strano uomo vestito di
stracci. Portava una lanterna legata a una pertica. Era tonda,
era liscia e da due buchi che sembravano orbite vuote, vi
scaturiva la luce di una fiamma. Pareva un teschio, ma tutti
sapevano che era solo una zucca, intagliata apposta per
spaventarli.
Da allora i bambini ridono e scherzano durante la notte di
Halloween, ma con un pizzico di paura dentro il cuore.
E qualcuno, per un attimo, si gode la carezza di quel vecchio
matto di Jack O'Lantern.
Perch lui vaga ancora per il mondo senza meta. La piccola
Schy gli scalda il cuore con gli occhi di cielo, e il teschio del
vecchio Krud gli illumina la strada senza tempo.


FINE















Giovanna S. 2013, 2014

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