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Come si produce un videoclip musicale?

Il testo che segue intende dare indicazioni sintetiche e generali su come affrontare,
insieme al gruppo classe, l’elaborazione di un prodotto multimediale di elevatissima
attualità e diffusissimo consumo (il videoclip musicale). Le fasi di preparazione si
intendono applicabili a qualsiasi gruppo di lavoro (studenti di una o più classi)
appartenente alla scuola dell’obbligo. Più che in unità didattiche vere e proprie, il
percorso si articola attraverso passi successivi organizzabili secondo criteri
soggettivi che lo stesso insegnante potrà valutare, in base ai prerequisiti verificati.
Due fasi principali, “pensare” e “fare”.

“pensare” il videoclip musicale


1) Leggere il cinema “musicale”: dal testo filmico alla sua analisi (il rapporto tra racconto,
“testo”, partitura, immagini e sequenze, il ruolo del ballo, il movimento della macchina da
presa). In questa fase, l’insegnante propone la visione analitica di alcuni tra i più importanti
film o videoclip musicali (da Michael Jackson a Vasco Rossi, da “Cantando sotto la
pioggia” a “Hairspray”…), evidenziando i passaggi narrativi in cui testo, musica e immagini
interagiscono.
2) Approfondimento sulla struttura narrativa del videoclip, che solitamente ha la
durata del brano musicale. Nel videoclip solitamente non vi sono dialoghi, ma
viene presentata una storia per immagini, ispirata alla canzone oggetto del
clip. Tale storia, proprio perchè non ha dialoghi, deve essere di facile
interpretazione da parte del pubblico, o perchè segue il testo della canzone, o
perchè ne interpreta in modo diretto I sentimenti. Possono esistere anche
videoclip astratti, dove protagonista non è la storia ma una successione di
immagini astratte che si muovono a ritmo della canzone. Non esiste una
tecnica da privilegiare.

2) Individuare il progetto: finalizzare il percorso 1 con la scelta del testo musicale (una
canzone o un brano strumentale) da utilizzare per la creazione del videoclip. Naturalmente
il genere musicale ed il testo scelto influenzeranno successivamente la creazione della
sceneggiatura.
3) Modulare l’intervento: cosa si vuole comunicare attraverso le immagini (Ironia, tristezza,
etc…?) Quale relazione (metaforica o diretta) tra testo ed immagini si vuole scegliere?
·
“Fare” il videoclip musicale

1)Costruire una storia: la sceneggiatura

Fase 1: Pensiamo ad un'idea.

Fase 2: Scriviamo una sinossi, ovvero ad una decina di righe al massimo dove
descriviamo brevemente la nostra idea

Fase 3: Scegliamo i personaggi e le loro caratterizzazioni

Fase 4: Passiamo alla scrittura della sceneggiatura.

Fase 5: Lasciamo riposare la sceneggiatura e la nostra mente per qualche giorno


Fase 6: Riprendiamo la sceneggiatura e rileggiamola criticamente

Fase 7: Apportiamo tutte le modifiche necessarie. Anche più di una volta, se necessario.

2) Disegnare la storia: lo storyboard Lo storyboard è il disegno delle inquadrature di


un'opera filmata, Potrebbe essere definito sceneggiatura disegnata, oppure
visualizzazione di un'idea di regia.
Si tratta di una serie di disegni, in genere diverse centinaia, che illustrano, inquadratura
per inquadratura, ciò che verrà girato sul set. In genere sotto i disegni vengono indicati i
movimenti della macchina da presa, ad esempio: panoramica a destra, oppure carrello in
avanti, e delle frecce ne indicano la direzione. Spesso altre frecce, poste all'interno
dell'inquadratura, indicano i movimenti dei personaggi e degli oggetti. A volte viene
descritta la scena e vengono riportati brani del dialogo, oppure si scrive il tipo di obiettivo
che si intende usare, la luce o l'atmosfera che si vuole avere e, certe volte, si segnala
addirittura il costo di un'inquadratura
3) Le macchine per raccontare: telecamera, luci, microfoni. Non di secondaria
importanza è la fase dell’approccio tecnico, durante il quale si dovrà venire a contatto con
le tecnologie necessarie alla realizzazione del videoclip. Se si vuole, si potrà limitare l’uso
delle tecnologie alla sola videocamera, ma la realizzazione dell’intero videoclip prevede,
per l’insegnante, il possesso di un fondamentale prerequisito tecnico: la padronanza
sufficiente per utilizzare un buon software di montaggio audio video!
4) Il lavoro di gruppo: organizzare una troupe. L’analisi dei ruoli da affidare a singoli o
gruppi di studenti si dovrà avvalere della piena consapevolezza dei compiti che ogni figura
professionale svolge all’interno della cosiddetta “troupe” di cinema: il produttore, cui
spetta il compito di trovare i soldi necessari alla realizzazione del film e di curare tutti gli
aspetti tecnici e organizzativi. Lo scenografo che ha il compito di ideare gli ambienti in cui
si svolge la vicenda narrata nel film. Il direttore della fotografia, che si occupa
dell’illuminazione della scena, decidendo come illuminare i luoghi, gli ambienti e gli attori. Il
regista che durante le riprese dirige gli attori e coordina e controlla il lavoro dei tecnici. Lo
sceneggiatore: a partire dal soggetto (idea) del film, scrive la sceneggiatura, cioè
stabilisce, inquadratura per inquadratura, i dialoghi e le immagini del film. Il macchinista
(cameraman) che ha il compito di manovrare la macchina da presa, cioè di riprendere tutte
le scene. Il fonico che si occupa della registrazione della colonna sonora del film. Il
costumista, che disegna i vestiti degli attori che recitano nel film, controlla l’esecuzione e
collabora con sarti, truccatori, parrucchieri. Il ciacchista che, al momento di iniziare la
ripresa, va davanti alla cinepresa a battere il ciak; questa è un’operazione indispensabile
per sincronizzare le immagini del film con il sonoro. Il montatore: al termine delle riprese
del film, in sala di montaggio, “cuce insieme i pezzi”, cioè procura unità al film secondo
l’ordine stabilito dalla sceneggiatura. La segretaria di edizione, che ha il compito di
annotare su un diario giornaliero (il foglio di lavoro) ciò che è stato fatto e ciò che resta da
fare. Devo essere precisissima, perché rappresenta la “memoria vivente” del film.