Sei sulla pagina 1di 7

Analisi del prodotto mediatico:

”Il videoclip musicale”


di Luppi Claudio
-Introduzione-

Il videoclip musicale è un breve filmato, dai due ai quattro minuti, prodotto allo scopo di
promuovere un brano audio.
Ai suoi inizi, fine degli anni '60, il videoclip nasce come una semplice registrazione di una
performance live dell'artista. A seguito della nascita dei canali televisivi a palinsesto interamente
musicale, prima fra tutte MTV nel 1981, il videoclip acquisisce sempre più importanza come mezzo
di diffusione del brano fino a diventare il più importante canale di promozione per una nuova hit.
Come diretta conseguenza dell'importanza conquistata, il videoclip acquisisce un linguaggio proprio
fino ad affermarsi come una nuova forma comunicativa con una sua dignità artistica, pur
mantenendo un doppio legame con la canzone che vuol promuovere: in primo luogo un legame
artistico, nel senso che il videoclip viene sempre e comunque dopo la canzone ed è quindi
strettamente connesso al testo e al ritmo, in secondo luogo un legame promozionale, in quanto,
grazie all'uso delle immagini vengono messe in risalto determinate caratteristiche del brano e
dell'artista.
Presentando le caratteristiche generali del videoclip arriverò ad analizzare il video Virtual Insanity
dei Jamiroquai mettendo in evidenza quei tratti che sono riscontrabili in tutti i videoclip musicali.

-Lo scopo del videoclip-

Dall'analisi di un videoclip è evidente che il suo principale scopo è la promozione del brano che gli
fa da colonna sonora. Per questo motivo il videoclip è strutturato in modo da attirare l'attenzione
dello spettatore e far si che quest'ultimo, anche se non è prettamente un fan del gruppo, si soffermi
ad ascoltare la canzone perchè incuriosito dalle immagini. Questo permette di avere un pubblico
molto più vasto di quello che si avrebbe senza l'ausilio delle immagini: se pensiamo alla radio, ad
esempio, quando viene trasmessa una canzone che non ci piace siamo portati a cambiare stazione
perchè la nostra attenzione è focalizzata esclusivamente sul brano, nel videoclip invece la nostra
attenzione è rivolta principalmente alle immagini e quindi siamo più portati ad ascoltare anche brani
su cui altrimenti non ci soffermeremmo.
Un altro scopo, forse meno scontato, del videoclip musicale è la promozione dell'immagine
dell'artista. Oggi sappiamo che l'immagine mediatica di un personaggio pubblico è molto
importante. Un cantante oggi è quindi trattato al pari di qualsiasi altro prodotto commerciale, tutto
di lui è studiato, il look, le sue espressioni, i suoi comportamenti, in generale tutto ciò che lo può
caratterizzare è curato con scrupolo. Se osserviamo vari videoclip dello stesso cantante notiamo
che, anche a distanza di molto tempo, si mantengono caratteristiche comuni; in questo modo il
cantante è subito riconoscibile dal pubblico. Queste caratteristiche evolvono con l'evolvere delle
mode; Le Adidas del primo video dei Run d Mc non sono certo quelle dell'ultimo ma l'importante è
che ci siano e sopratutto che vengano sottolineate delle inquadrature. Il videoclip è quindi anche
uno spot che ha come oggetto il cantante.
L'esasperazione dell'uso del canale video per promuovere l'immagine mediatica ha reso possibile la
nascita di gruppi che altrimenti non sarebbero potuti esistere, le cosiddette Boy Band. Questi sono
gruppi creati a tavolino che rimangono sulla cresta dell'onda per un tempo relativamente corto per
poi sciogliersi. Il loro successo è più connesso alla bravura di chi promuove la loro immagine che
alla musica che fanno. In un contesto simile il videoclip gioca un ruolo fondamentale perchè è il
mezzo con cui l'immagine del gruppo raggiunge il pubblico e di conseguenza permette la vendita di
più copie.

-Le tecniche-

Come dicevamo il videoclip serve ad attirare l'interesse di chi guarda facendo sì che l'attenzione
ricada più sulle immagini che sulla canzone.
In primo luogo il videoclip deve incuriosire, colpire, stupire lo spettatore per questo vengono
utilizzate immagini reali, irreali, divertenti, tristi, atte a far riflettere, vengono rappresentate
situazioni che appartengono a contesi diversi da quelli comuni.
Per lo stesso motivo, nei videoclip, vengono usate le più svariate tecniche: accelerazione e
rallentamenti delle immagini, passaggio dal colore al bianco e nero, cartoni animati e sequenze
digitali. Inoltre per via della sua lunghezza il videoclip si presta alla sperimentazione di nuove
tecniche di rappresentazione che in un contesto più lungo, per esempio quello cinematografico,
potrebbero risultare noiose invece proprio per la loro particolarità contribuiscono a rendere il
videoclip curioso.
Le immagini del video musicale non rappresentano fedelmente il testo, ma si limitano a richiamarlo
sottolineandone alcune parti facendo sì che, in determinati punti, l'attenzione dello spettatore ricada
sulla canzone e allo stesso tempo l'immagine venga sottolineata dalla musica. Spesso infatti le
immagini non hanno nulla a che fare con il testo della canzone ciò nonostante grazie al montaggio
si riesce a creare una sorta di armonia fra suoni e immagini questo fa si che per lo spettatore sia più
facile ricollegare il video alla canzone e quindi ricordare chi sia il cantante e qual'è il titolo.
La stretta connessione tra videoclip e TV musicali ha portato alla creazione di regole cui i videoclip
si devono attenere: i cosiddetti Edit. Questi impongono principalmente regole di durata, per questo
motivo le canzoni del video sono spesso più corte rispetto a quelle che poi troveremo all'interno
dell'album(Single Version/Full Version).
Possiamo quindi osservare come il mezzo abbia superato, in quanto a importanza, il messaggio
stesso imponendogli addirittura delle regole. Infatti nella sua intenzione il videoclip dovrebbe
mettere in risalto la canzone di per se stessa mentre si è capito che è più importante far sì che questa
viene ascoltata anche distrattamente per questo il videoclip non è più solo la rappresentazione di
una performance live del gruppo ma si configura come un piccolo film con una sua trama
indipendente dalla canzone stessa.
Un altro aspetto da analizzare sono i costi. Quando il videoclip si diffuse si pensò che tanto più
questo fosse stato simile ad un film maggiore sarebbe stata la sua spettacolarità e di conseguenza la
sua efficacia. Questo fece levitare i costi, si arrivò infatti ad avere videoclip che non avevano nulla
da invidiare ad un film vero e proprio sia come trama che come costi, si pensi ad esempio a Thriller
di Michael Jackson che dura 15 minuti e è diretto da John Landis famoso regista cinematografico.
Oggi invece si è capito che l'efficacia del video è altro rispetto alla sua lunghezza e quindi al costo:
si vedono infatti videoclip che pur non essendo molto costosi riescono a suscitare quel sentimento
di curiosità nello spettatore che fa si che questo non cambi canale.

-Il pubblico e come lo si raggiunge-

Avendo come scopo la promozione di un brano musicale, il videoclip deve poter suscitare interesse
in chiunque lo osservi. In primo luogo ci sono i fan ma subito dopo vengono tutti coloro che
potrebbero comprare l'album.
Per raggiungere un pubblico così vario il principale mezzo di diffusione è la televisione. Esistono a
questo scopo numerosi canali tematici, le cosiddette Music Television, che nel loro palinsesto
prevedono esclusivamente, o principalmente, la trasmissione di programmi a tema musicale e
quindi videoclip.
Lo strumento che permette ad un videoclip di raggiungere una vastissima fetta del mercato
discografico è certamente la classifica. Questo formato è certamente il miglior mezzo di
promozione per un album, in quanto ingloba svariati generi musicali e di conseguenza permette alla
canzone che si vuol lanciare di arrivare anche a persone non del tutto interessate a quel determinato
cantante o genere. La classifica fa sì, quindi, che anche chi non è prettamente un fan del gruppo
trasmesso in quel momento, si soffermi a guardare quel videoclip nell'attesa che passino il suo
video preferito e questo permette una grandissima visibilità al brano che si vuole promuovere.
Ed è proprio in questi casi che il videoclip raggiunge il suo scopo, infatti se riesce a non far
cambiare canale allo spettatore questo inconsapevolmente assimilerà delle informazioni riguardanti
la hit e il cantante e sarà capace, in seguito, di riconoscerlo.
Ma il canale musicale, pur essendo il principale, non è l'unico mezzo utilizzato per trasmettere il
videoclip infatti grazie al fatto che sono pensati per colpire spesso vengono usati come Video Wall e
così anche nei locali e nei negozi spesso ci capita di vedere che, i videoclip musicali, vengono
riprodotti senza audio, ma grazie alle informazioni che abbiamo assimilato in precedenza riusciamo
ad identificare il cantante e il brano.

-Analisi di “Virtual insanity” dei Jamiroquai-

Nel 1996 uscì il terzo album dei Jamiroquai. Questo gruppo era già famoso in Inghilterra
principalmente per il testo delle sue canzoni che affrontano temi d'attualità principalmente
ambientalisti. Nel loro album precedente “The return of the Spacecowboy” era presente una
canzone, Spacecowboy, che diventò un cult in Inghilterra. Per quanto riguarda il panorama europeo
invece questo gruppo era pressoché sconosciuto. Il problema era quindi riuscire a far conoscere il
gruppo in tutta Europa, questo però non poteva avvenire tramite l'esaltazione del testo delle
canzoni, non tutti conoscono l'inglese. La soluzione a questo problema fu la creazione di un video
che fosse indubbiamente originale, che non sottolineasse particolarmente il testo della canzone ma
la musica e che, allo stesso tempo, riuscisse ad imprimere negli spettatori l'immagine del cantante
del gruppo.
Fu contattato un famoso regista di videoclip Johnathon Glazer.
Per lanciare l'album fu scelta quindi la canzone Virtual insanity. Per prima cosa fu accorciata per
renderla conforme agli standard televisivi(da 5:40 minuti a 3:43 minuti) e leggermente cambiate per
far sì che il motivo musicale venisse meglio sottolineato e quindi assimilato.
Il videoclip è di concezione molto
semplice: il leader del gruppo, Jay Kay,
balla all'interno di una stanza in cui si
muove il pavimento.
Il movimento del pavimento della stanza è
pensato per rendere l'idea di Travelling
Without Moving, cioè viaggiare senza
muoversi, che è il titolo dell'album. La
coreografia eseguita da Jay Kay è
strettamente legata all'idea di viaggiare
senza muoversi infatti in molti punti lui è
fermo ed è il pavimento a trasportarlo,
quest'idea è accentuata dal fatto che nella stanza ci sono due divani, oggetti che sono inanimati e
che rappresentano l'immobilità perchè sono fatti per sedersi, nel contesto del video invece è come se
si animassero partecipando, se così si può dire, attivamente alla coreografia.
In alcuni punti il testo della canzone è
sottolineato da immagini particolari. Infatti
ogni volta che il testo recita:...for we all
live underground... viene inquadrato un
scarafaggio che appunto è simbolo del
vivere sottoterra, nella sporcizia. Inoltre nel
testo della canzone sono presenti riflessioni
su come la terra non è curata dall'uomo e su
come l'uomo non “capisce” la natura,
quest'immagine è resa, all'interno del video,
da un'inquadratura su una pozza di sangue.
Altri richiami al testo della canzone sono
dati dai gesti dalla coreografia pensata per il video che, in alcuni casi, mimano le parole della
canzone
Un'altra cosa che è stata curata e pensata per colpire il pubblico è l'immagine del cantante.
Innanzitutto l'attenzione è tutta rivolta al cantante in quanto è lui il centro della scena, è solo in una
stanza semivuota.
Jay Kay si presenta vestito in maniera sportiva quasi banale ma l'attenzione su di lui è attirata
dall'enorme cappello a cilindro che indossa. Il cappello è una caratteristica che ritroviamo in tutti i
suoi video, certo varia e è mai lo stesso ma rimane una peculiarità che lo caratterizza.
Un'altra tecnica usata per imprimere l'immagine del cantante nello spettatore è l'uso dei primi piani,
infatti non essendo ancora famoso anche attraverso le inquadrature si vuole imprimere l'immagine
del suo volto in chi guarda.
Il video ebbe un enorme successo diventando un classico degli anni '90 e di conseguenza fece
vendere numerosissime copie dell'album in tutto il mondo.

-Conclusione-

L'importanza che ha acquistato il videoclip col passare del tempo lo ha fatto diventare uno
strumento indispensabile nel campo discografico, infatti oggi è di fatto impossibile lanciare un
album senza il suo videoclip, che oltre a fare da spot per il disco presenta il cantante e il gruppo
rendendoli immediatamente riconoscibili al pubblico.
Possiamo inoltre sottolineare come il videoclip sia entrato nella nostra cultura venendo trasmesso su
qualunque canale possibile e diventando parte della nostra vita quotidiana accompagnandoci in
molte delle attività che svolgiamo nel tempo libero dallo shopping al bere in un pub.
-Bibliografia-

– Boni Federico, Teorie dei media, il Mulino, Bologna 2006.


– Paccagnella Luciano, Sociologia della comunicazione, il Mulino, Bologna 2004.

-Siti consultati-
– http://www.associazionesemiotica.it/ec/pdf/peverini_11_4_04.pdf