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Etty Hillesum, Diario HO IMPARATO CHE UN PESO PU ESSERE CONVERTITO IN BENE SE LO SI SA SOPPORTARE 1.

Abbiamo lasciato il campo cantando Nata nel 1914 a Middelburg in Olanda, in una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, Etty Hillesum, laureatasi in giurisprudenza, si iscrisse alla facolt di lingue slave. Agostino, Rilke, Dostoevskij erano le sue letture preferite. Ebbe unintensa relazione con Julius Spier, allievo di Jung, iniziatore della psicochirologia. Lavor nellospedale del campo di smistamento di Westerbork dallagosto 1942 al settembre 1943. Di lei e della sua esperienza sappiamo soprattutto dal Diario e dalle Lettere, parole organicamente inserite in una grande silenzio, altissima testimonianza di un amore per la vita che diventa, nella fedelt, amore per Dio e per gli uomini, esemplificazione di come possano esistere teodidatti che, al di fuori di qualunque forma religiosa, incontrano il Dio che vive nel profondo del cuore: Dentro di me c una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c Dio. A volte riesco a raggiungerla, pi sovente essa coperta di pietre e sabbia: allora Dio sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo. 2. Continuo a lodare la creazione malgrado tutto

Guidata da Spier, Etty impar a nominare quella fonte che portava nel cuore. Il Diario diventa gradualmente la storia di una resa gioiosa davanti a Dio, scoperto come Amore, secondo linsegnamento giovanneo. Etty matura un atteggiamento fiducioso proprio nel momento in cui diventa lucidamente consapevole del destino di distruzione cui lei e il suo popolo sono chiamati: Ho una fiducia cos grande: non nel senso che tutto andr sempre bene nella mia vita esteriore, ma nel senso che anche quando le cose mi andranno male, io continuer ad accettare questa vita come una cosa buona. E aggiunge: Mi meraviglio di quanto io mi stia gi orientando verso la prospettiva di una campo di lavoro. Non rassegnazione, ma resa (per citare Bonhoeffer) allineluttabile, unita alla consapevolezza che non ci possono togliere nulla. La resa a Dio ha come conseguenza lapplicazione letterale di un precetto giovanneo (Chi ama suo fratello, dimora nella luce []. Ma chi odia suo fratello nelle tenebre), cio lamore per il nemico, che in questo caso , coscientemente, il proprio carnefice. il momenti di mettere in pratica il detto: ama i tuoi nemici. E se lo diciamo noi, bisogner pur credere che sia possibile 3. Un piccolo pezzo deternit con un largo colpo dala

Come in molti esseri che trovano Dio, la Hillesum ha sentito la tentazione della clausura (A volte vorrei essere nella cella di un convento, con la saggezza di secoli sublimata sugli scaffali), per poi sentire come il tempo che si trovava a vivere (che il nostro tempo) imponesse lascolto di Dio nel mondo, per il mondo: Devo buttarmi e ributtarmi nella realt, devo confrontarmi con tutto ci che incontro nel mio cammino, devo accogliere e nutrire il mondo esterno col mio mondo interno e viceversa. La clausura permette di annullare le contraddizioni, di tentare il solus ad Solum. E invece

le numerose contraddizioni della vita devono essere accettate [] tutte come sue parti integranti. La sintesi ci sar donata altrove. Non ora, non qui, nel mondo eracliteo. Perch qui ci deve essere posto per tutto: Per una fede in Dio e per una misera fine. Solo la preghiera deve diventare la cella in cui chiudersi per non sfasciarsi di fronte alla crudelt del mondo. La vena profonda del Diario il rapporto col tempo. Continuamente la Hillesum si forza di abitare lattimo: non lattimo possibilit/potenza teorizzato da Nietzsche, ma lattimo che accettazione/cura, anche se lapprodo lo stesso amor fati/amen, e il dono il piccolo pezzo deternit che scende su di noi. Non a caso ritorna spesso il precetto evangelico di non curare il domani (Vorrei vivere come i gigli dei campi scrive durante linternamento). Una volta che si sperimenta la resa a Dio, non si ha pi paura della dissoluzione del proprio corpo n della sofferenza fisica: Mi sento soltanto nelle braccia di Dio per dirla con enfasi; e sia che ora mi trovi qui, a questa scrivania terribilmente cara e familiare, o fra un mese in una nuda camera del ghetto o forse anche in una campo di lavoro sorvegliato dalle SS, nelle braccia di Dio credo che mi sentir sempre. Forse mi potranno ridurre a pezzi fisicamente, ma di pi non mi potranno fare. il modello di una vita che integra in s la morte: se si esclude la morte non si ha mai una vita completa. Gli altri doni che la Hillesum ci ha fatto: credere che il bene non vada mai perso (Qualcun altro continuer la mia vita dovessa rimasta interrotta); sapere che nellatroce storia del mondo bisogna combattere prima di tutto dentro di se, con i propri demoni, perch lunico modo che abbiamo di preparare [i] tempi nuovi di prepararli fin dora in noi stessi. Il 7 settembre 1943 Etty, suo padre, sua madre e il fratello furono caricati sul treno dei deportati diretto in Polonia. Salirono cantando. Etty mor ad Auschwitz il 30 novembre 1943, esempio altissimo di ci che potrebbe e dovrebbe diventare il cristianesimo (con o senza Cristo) del nuovo millennio, riscoperta incarnata della perfetta letizia che Francesco di Assisi indicava come compiuta imitatio Christi. Il gelsomino dietro casa completamente sciupato dalla pioggia e dalle tempeste di questi ultimi giorni, i suoi fiori bianchi galleggiano qua e l sulle pozzanghere scure e melmose che sono formate nel tetto basso del garage. Ma da qualche parte dentro di me esso continua a fiorire indisturbato, esuberante e tenero come sempre, e spande il suo profumo tuttintorno alla tua casa, mio Dio.