Letteratura
Il medioevo de nito anche come età di mezzo tra l’età antica e l’età moderna è diviso in due
periodi storici: l’ Alto Medioevo, periodo storico che va dalla caduta dell'Impero Romano
d'Occidente (476 d.C.) no al X secolo, caratterizzato dalla frammentazione politica, dalle
invasioni barbariche e dall'emergere del feudalesimo e il Basso Medioevo, periodo storico che va
dall'XI al XV secolo, caratterizzato dalla rinascita delle città, dallo sviluppo economico e culturale,
dal consolidamento delle monarchie nazionali e dalle crisi come la peste e le guerre.
Nel 476 d.C. dopo già diverse invasioni barbariche, l’Impero Romano d’Occidente crollò
de nitivamente quando il generale barbaro Odoacre depose l’ultimo imperatore, Romolo
Augustolo. Questo evento è generalmente considerato la ne u ciale dell’Impero d’Occidente,
anche se, in realtà, l’impero era già profondamente frammentato e preceduto da un climax
discendente.
Occupando così gran parte dell’impero romano d’Occidente, ma essendo in minoranza in
confronto ai romani, decisero di convivere con essi, ma si posero diversi problemi poiché i barbari
a di erenza dei romani, erano un popolo nomade ovvero un popolo senza leggi e senza una
residenza ssa.
I principali problemi che si posero furono:
La religione: i barbari erano ariani e quindi negavano la natura divina di Gesù, a di erenza dei
romani che erano cristiani.
Il matrimonio: i germani vietarono i matrimon misti per difendere la propria identità culturale.
Ma nel 496 d.C. colo Veo re dei franchi si converte al cattolicesimo e abolisce il divieto di
matrimonio, favorendo l’integrazione.
I poteri: i romani si occupavano del potere amministrativo, abituati già a gestire un impero.
Mentre i barbari si occupavano delle cariche militari e giuridiche.
La lingua: come lingua u ciale rimase in latino, ma si divideva in due tipi:
Scritto: classico e uguale ovunque, parlato specialmente dai colti.
Parlato: de nita anche come lingua viva poiché subiva continui cambiamenti sia negli anni, sia dà
luogo al luogo e veniva anche chiamato volgari, collegato al termine Volgus che in latino signi ca
popolo.
La letteratura italiana nasce in volgus poiché, la scelta del volgare mirava alla formazione di una
"Cultura Laica" (chi non appartiene allo stato clericale) e quindi condivisa da un pubblico più
ampio che non si limitasse al clero e alle persone colte.
Tra il VI-VIII si cominciarono a formare i primi regni barbarici:
- Regno dei Visigoti (418 d.C.) – Re Vallia
- Regno dei Vandali (429 d.C.) – Re Genserico
- Regno degli Anglosassoni (dal 450 d.C. circa) – Re Hengist (uno dei primi leader leggendari
secondo i miti e le leggende, ricordato come un ero fondatore e per le sue gesta)
- Regno degli Ostrogoti (493 d.C.) – Re Teodorico il Grande
- Regno dei Franchi (481 d.C., consolidato intorno al 509 d.C.) – Re Clodoveo I e
successivamente nel 768 d.C. Carlo Magno
Carlo Magno non è un successore diretto di Clodoveo perché il potere passò dalla dinastia
merovingia a quella carolingia con l’ascesa di Pipino il Breve. Quando Pipino il Breve (padre di
Carlo e Carlomanno) nel 768 d.C., il regno dei Franchi fu diviso tra i suoi due gli, Carlo (poi
conosciuto come Carlo Magno) e Carlomanno. Dopo la morte prematura di Carlomanno nel 771
d.C., Carlo Magno divenne l’unico re dei Franchi.
Nel 800 d.C. Carlo, re dei franchi viene in Italia facendo un patto con desiderio, re dei longobardi
(Italia settentrionale), sposando sua glia Ermengarda.
Carlo Magno sposò Ermengarda per ra orzare i legami con il Regno longobardo e
consolidare il proprio potere attraverso un'importante alleanza matrimoniale.
in quel periodo dopo diversi con itti, il potere politico e culturale passò alla chiesa.
Infatti, durante la messa della notte di Natale, il Papa Leone III incorona Carlo proclamandolo
imperatore sacro, cosicché viene sancita la superiorità del potere [Link] così, un
nuovo impero, detto Sacro impero Romano, con capitale Aquisgrana, dove fece costruire il
proprio palazzo e la cappella palatina.
Avviene così la ricomposizione del regni romano barbarici favorendo sempre di più l’integrazione.
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DIVISIONE DEL SACRO IMPERO ROMANO
Il Trattato di Verdun del 843 sancì la divisione dell'Impero Carolingio tra i tre gli di Ludovico il Pio,
nipoti di Carlo Magno, ponendo ne ai con itti di successione e segnando l'inizio della
frammentazione dell'impero in entità che avrebbero costituito la Francia, la Germania e il Regno di
Lotaringia.
Divisione tra i gli di Ludovico il Pio:
-Lotario I**: Imperatore, ottenne la parte centrale (Regno di Lotaringia) con Italia e Provenza.
-Carlo il Calvo**: Ottenne la parte occidentale, futura Francia.
-Ludovico il Germanico**: Ottenne la parte orientale, futura Germania.
LA LINGUA
Nel 813, il Concilio di Tours riconobbe u cialmente la separazione linguistica tra il latino e la
lingua volgare parlata dai fedeli, indicando che ormai esisteva una distanza signi cativa tra il latino
liturgico e le nuove lingue. Questo segna un momento chiave nella nascita delle lingue romanze.
Le lingue romanze nacquero dalla fusione tra il latino volgare regionale, parlato nelle varie
province dell’Impero Romano, e le lingue dei popoli invasori (le lingue di superstrato), come quelle
germaniche, che si sovrapposero al latino con l’arrivo di gruppi come Franchi, Visigoti, e
Longobardi. Dopo la caduta dell’impero, il latino volgare continuò a evolversi in contesti
frammentati e in uenzato dalle lingue dei conquistatori, portando alla nascita delle diverse lingue
romanze:
• Italiano: Italia
• Francese: Francia (incluso Belgio e parte della Svizzera)
• Provenzale: Francia meridionale
• Spagnolo: Penisola iberica (Spagna e parte del Portogallo)
• Catalano: Catalogna (Spagna), Andorra, parte della Francia
• Portoghese: Portogallo e Brasile
• Romeno: Romania e Moldova
Inizialmente, queste lingue erano utilizzate esclusivamente in forma orale per la comunicazione
quotidiana. Solo successivamente iniziarono a essere impiegate in opere letterarie, inizialmente in
francia, dando vita alle letterature moderne d’Europa e segnando una rivoluzione culturale.
Il più antico di questi documenti è rappresentato dai “Giuramenti di Strasburgo”, datati al 14
febbraio 842. Questo documento fu redatto da due successori di Carlo Magno: Carlo il Calvo, re
della parte occidentale dell’Impero, e Ludovico il Germanico, re della parte orientale. I giuramenti
rappresentano un importante esempio di lingua volgare, poiché i due sovrani si impegnarono in
un’alleanza contro un terzo fratello, Lotario I, utilizzando una forma primitiva di lingua romanza
francese e di tedesco (cosicché i militari delle due nazioni quando veniva letto dai re opposti
potessero capire).
Per il volgare italiano, uno dei documenti più antichi è “l’Indovinello veronese”, nel 1924 in un
codice della biblioteca capitolare di Verona fu scoperto il testo di un indovinello risalente alla ne
dell’VIII secolo a principio del IV secolo.
Se pareva boves,
alba pratalia araba,
et albo versorio teneba;
et negro semn seminaba.
Gratias tibi agimus omnipotens sempiterne Deus.
indovinello allude all’attività dello scrivere e si può rendere. “spingeva avanti i buoi (le dita), arava
bianchi prati (i fogli di pergamena), teneva un aratro bianco (la penna d’oca) e seminava un seme
nero (l’inchiostro)”.
il documento ci dà l’immagine di una fase di transizione di una lingua che non è più latino, ma che
non è ancora italiano vero e proprio poiché sono presenti alcune frasi in volgare e altre in latino,
come l’ultima frase di ringraziamento a Dio.
Un documento, giuridico per la precisione, più recente e famosissimo è il “Placito capuano“ un
verbale scritto per lo più in volgare, quando a Capua, un giudice dal nome Arechisi per una
accusa da parte del monastero di montecassino, di appropriazione e invasione dei terreni di
proprietà dell’abbazia.
Nonostante fosse un documento giuridico e quindi redatto in latino contiene una parte in volgare
italiano che include testimonianze dei contadini e testimoni locali.
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