Purgatorio (Divina Commedia)
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Struttura del Purgatorio
Dante incontra Matelda, litografia diCairoli (1889).
« e canterò di quel secondo regno
dove l'umano spirito si purga
e di salire al ciel diventa degno »
(Dante, Purgatorio I, 4-6)
Il Purgatorio è la seconda delle tre cantiche della Divina Commedia di Dante Alighieri. Le altre cantiche sono
l'Inferno ed ilParadiso.
Indice
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1 Struttura
2 Schema
3 Tematiche e contenuti
4 Bibliografia
5 Voci correlate
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni
Struttura[modifica | modifica wikitesto]
Il Purgatorio dantesco è diviso in Antipurgatorio, Purgatorio e Paradiso terrestre.
La struttura morale del Purgatorio segue la classificazione tomistica dei vizi dell'amore mal diretto, e non fa più
riferimento a singole colpe. Esso è suddiviso in sette cornici, nelle quali si espiano i sette peccati
capitali: superbia, invidia, ira, accidia,avarizia, gola, lussuria.
A questa fanno da cornice, in apertura, l'Antipurgatorio, e in chiusura il Paradiso terrestre. Costruito
specularmente all'Inferno, inteso quindi non più come voragine ma come montagna, anche l'ordine dei peccati
risulta capovolto: il cammino di Dante è infatti dal peccato più grave a quello più lieve (ancora una volta la
lussuria, ovvero l'amore che eccede nella misura).
Ogni cornice ha un custode angelico, e precisamente gli angeli dell'umiltà, della misericordia, della
mansuetudine, della sollecitudine, della giustizia, dell'astinenza e della castità; in ogni cornice, inoltre, gli
espianti hanno sotto gli occhi esempi del loro vizio punito e della virtù opposta. Giunto alle soglie del Paradiso
terrestre, Virgilio deve abbandonare il poeta; alla guida di Dante si pone il poeta latino Stazio, che lo condurrà
nel giardino celeste, dove lo accoglierà Matelda, a sua volta anticipazione dell'apparizione di Beatrice.
Le anime del Purgatorio sono già salve, ma prima di arrivare al Paradiso, per espiare i propri peccati, devono
salire il monte come facevano ai tempi di Dante i pellegrini che per far penitenza partivano per Roma o
per Santiago de Compostela. Ogni anima deve dunque percorrere tutto il cammino e purificarsi in ogni cornice
del peccato corrispondente; ma per facilitare l'incontro con determinati personaggi, il poeta li colloca nella
cornice propria del loro peccato più rilevante.
Il Purgatorio ha la funzione specifica di espiazione, riflessione e pentimento, ed è solo attraverso il cammino,
quindi il pellegrinaggio verso Dio, che l'anima può aspirare alla redenzione. Questo vale anche per Dante, che
all'inizio ha incise sulla fronte sette P, simbolo dei sette peccati capitali; alla fine di ciascuna cornice l'ala
dell'angelo guardiano cancella la P indicando così che quella specifica espiazione è compiuta. Virgilio, nel canto
XVII del Purgatorio (vv. 91-139), spiega l'ordinamento morale del secondo regno ultraterreno. Anche qui, come
nell'Inferno, i peccatori sono divisi in tre grandi categorie a seconda che la loro colpa sia stata determinata da:
malo obietto, cioè scelte rivolte al male (superbia, invidia, ira);
poco di vigore nel perseguire il bene (accidia);
troppo di vigore nel perseguire i beni materiali (avarizia e prodigalità, gola e lussuria).
Sulla cima della montagna Dante colloca il Paradiso terrestre la cui amena selva che lo ricopre è in posizione
simmetrica rispetto alla selva oscura dell'Inferno. Qui il ciclo di purificazione viene completato con l'immersione
nelle acque del fiume Letè, che annulla il ricordo delle colpe, e dell'Eunoè, che vivifica il ricordo del bene
compiuto nell'esistenza terrena.
Lo stesso argomento in dettaglio: Cornici del Purgatorio.
Schema[modifica | modifica wikitesto]
In grassetto i nomi dei personaggi effettivamente presenti in quella cornice (incontrati da Dante o semplicemente
citati da qualcuno come presenti), esclusi quelli dei quali si profetizza una venuta futura; gli altri sono solo
oggetto di varie perifrasi, citazioni e descrizioni. I luoghi citati tra parentesi sono in genere non nominati
direttamente ma presentati da perifrasi.
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II ugi gatori Giovanna da Montefeltro, Anconetana), Romagna, V
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no no a tanto Benincasa da Laterina, (Padova), Este, Mira, Oriago,
pen temp Ghin di Tacco, Guccio dei Tarlati, Federico Montefeltro, Campaldino,Arc
tirsi o Novello, hiano,
dell quant Gano degli Scornigiani (o forseFarinata), Marzucco Eremo di
e o degli Scornigiani, Orso degli Alberti, Camaldoli, Pratomagno,
loro durò Pierre de la Brosse, (Casentino), Siena, Maremma
col la Maria di Brabante, ,Mantova, Santa
pe; loro Sordello da Goito, Fiora, Atene,Sparta.
si vita. Giustiniano,
pen Alberto I d'Austria,
tiro famiglia Montecchi, famigliaCapuleti,
no famiglia Monaldi, famiglia Filippeschi,
solo Claudio Marcello (o forse Marco Claudio Marcello).
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sero la Gallura, Beatrice d'Este, Corrado Malaspina il us (IX)
all'u loro Vecchio, Aurora,Titone, Procne, Ganimede,Achille, C
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I porta Bolognese,Cimabue, Giotto, Guido Cavalcanti, Guido "ponte Rubaconte"). Beati
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Seracini), Briareo, Apollo, Atena,Marte, Nembrot, Ni spiritu
obe, Saul,Aracne, Roboamo, Alcmeone,Sennacherib, (XII)
Tamiri, Oloferne.
Pur Invi Indos Oreste, Sapia Salvani, Pietro di Campi, Circe, Guido Colle Val X Litanie
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rio i un Rinieri da Calboli, Fulcieri da Calboli, Lizio di o, Falterona, santi(X
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II cilici Valbona, monti III)
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ice hanno Guido di Carpegna, Fabbro dei mar Adriatico, Reno,
le Lambertazzi, Bernardin di Fosco,Guido da Prata, (Romagna),Bologna, Faenza,
palpe Ugolino d'Azzo, Bertinoro,Bagnacavallo, Cast
bre Federico Tignoso, famigliaTraversari, rocaro, Conio.
cucite famiglia Anastagi,Maghinardo Pagani, Ugolino dei
da Fantolini, Caino, Aglauro.
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Pur Irac Cam Pisistrato, Atene, Adige, Po, X Beati
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Pur Ava Diste Adriano V, Alagia Fieschi,Fabrizio, San Nicola, Ugo Douai, Lilla, Gand, Bruges,P X Beati
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rio pro bocco Tommaso d'Aquino, Carlo di Valois, Carlo II na, Anagni, Delo,Parnaso, La X lugent;
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ice legati. Saffira, Eliodoro,Polinestore, Polidoro, Crasso,Cleopa pavime
, Alcmeone, Stazio,Lachesi, Cloto, Iride, Taumante,T X nto
ito, Giovenale, Giocasta, Clio,Domiziano, Terenzio, C X anima
ecilio Stazio, Plauto, Varrone (o forseLucio Vario I mea
Rufo), Persio, Omero,Euripide, Antifonte, Simonide, (XIX)
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Agatone, Antigone, Deifile, Argia,Ismene, Ipsipile, Ti Gloria
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rio fame Donati, Bonagiunta Orbicciani, Martino sena, Forlì, Madian. III II)
VI e IV,Ubaldino degli Ubaldini,Bonifazio Beati
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rio osi no Guinizzelli, Licurgo,Toante, Euneo, Giraut de ange. V clement
VII e nel Bornelh, Guittone d'Arezzo,Arnaut Daniel, Piramo, iae
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Para han ovanni, Iacopo, Mosè, Elia,Temi, Sfinge, Naiadi (o III e
diso no forseEdipo?), Piramo. (XXVII
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(XXXII
I)
Tematiche e contenuti[modifica | modifica wikitesto]
[mostra]
V·D·M
Divina Commedia
Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]
Commenti della Divina Commedia:
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Wehle, Winfried: Ritorno all'Eden: sulla scienza di felicità nella "Commedia". In: L' Alighieri: rassegna
bibliografica dantesca 22 (2003), pp. 27-68. PDF