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ELOGIO ALVINO

Stefano Buso

Indice

Introduzione Oltre il vino Una bottiglia, un bicchiere e La prima volta del vino Lera oscura del vino Come si apprezz il vino Dove dimora il vino Quasi un vino Chiss perch La volpe e luva Decanter, decantare, decantazione Le nozze del vino Miti da sfatare: ostriche e champagne Foglia di vite, foglia di vita Lardua sentenza La grammatica del vino Proverbi sul vino Sorseggiando un calice

Introduzione
Elogio al vino, quindi ancora sul vino e a proposito di vino. La sua storia complicata da narrare, infatti, sin dalla notte dei tempi ha continuamente affiancato l'uomo, la sua vita, le gioie e i dolori. Racconti, citazioni, aneddoti e proverbi hanno accompagnato senza sosta la dorata-scarlatta bevanda. Vini blasonati, austeri ma anche vini semplici, umili, pur tuttavia forieri di genuinit e di fervido piacere. Il vino, nella storia o semplicemente nella vita di tutti i giorni, ha cavalcato con l'uomo e contribuito a caratterizzare parecchi momenti della sua esistenza. Il rapporto di reciprocit tra uomo e vino ben espresso dall'efficace metafora creata da Baudelaire: due lottatori amici si combattono con fervore per la supremazia ma, alla fine, si riappacificano per suggellare un sodalizio destinato a durare per sempre!

E poi dove vi piace andate, acque turbamento del vino andate pure dagli astemi: qui c' il fuoco di Bacco (Catullo)

Oltre al vino

Una sera qualunque, un istante, un pensiero e... un vino! Non tutte le cene sono uguali e non parlo solo del menu. La cena per certi aspetti la sintesi della giornata, dei bilanci fugaci. Momento di confronto con i familiari, con le persone che ami e biasimi. anche l'attimo in cui assapori un bicchiere di vino con soddisfazione, scrutando tra le sue criptiche sfumature, cercando di intravedere qualcosa che forse non c', n ci sar mai. Amo, come poche cose al mondo, degustare un calice di rosso in compagnia del rumore del fuoco e dei fantasmi del passato. Ricordi, dubbi, pensieri, ossessioni e gioie che il vino aiuta a materializzarsi dal nulla, dagli oblii del tempo. Con poco sforzo, rivivo attimi di vita perduta e oramai rimossa. Uno strano effetto questo; indescrivibile, maledettamente irreale, fortunatamente effimero. Una sorta di diabolica possessione che con le tenebre diventa palpabile. A tratti rievocazione, in altri, stato di vera sublimazione. Spettatore passivo di ricordi ed episodi che oramai niente e nessuno potr mai mutare. E ancora, ricco e folto campionario di sensazioni mai assaporate! Proprio come quel rosso che ora immobile davanti a me. Questo vino che deve essere sicuramente buono se ha questa forza, questa capacit di andare oltre il tempo, gli uomini e il presente. Grazie al calice colmo di "dolce licore", meraviglioso dono di Madre Natura, si assaporano due aspetti molto simili ma differenti tra loro: il disprezzo e l'amore. Seguono movimenti mistici, eventi trascendentali e ancora potenza, senso d'immortalit. Alzo la mia coppa al nulla perch oltre il vino c' l'inizio, quindi vedo ancora vita.

Guardare il sole impregnato in ogni bottiglia (Euripde)

Una bottiglia, un bicchiere e...

Ecco tra le mani un calice di vino. In quell'istante percepiamo sensazioni che solo questa bevanda pu trasmettere: estasi, piacere, delicato appagamento! Elogiato e reso immortale in moltissime rappresentazioni artistiche, il vino sin dall'inizio dei tempi regala gioia e calore, gratificando l'olfatto, il gusto e la mente. Tutto questo provocato dall'alchimia offerta dalle sue caratteristiche e dalle intense colorazioni apprezzabili da ogni attento degustatore, che potr cogliere proprio osservando con attenzione un calice di vino. Per quanto riguarda i colori accennati, "corteggiando" certi rossi si materializzano sfumature che ricordano vere e straordinarie opere d'arte. Sembra incredibile poter "carpire" al vino questi aspetti cos discreti, intimi e allo stesso tempo, affascinanti. Altra peculiarit del vino il forte legame con la terra di produzione, con la regione di provenienza. Come non ricordare infine, i momenti magici e pi espressivi che vengono festeggiati proprio con l'aiuto di una bottiglia di vino.

Il vino il canto della terra verso il cielo (Luigi Veronelli)

La prima volta del vino

C' sempre una prima volta, anche nel vino. Il vino stato molto spesso figura caratteristica di racconti, ataviche leggende e, in diversi periodi storici, le civilt giacch tali, hanno avuto inizio proprio con una vigna... Quindi a ragione, il vino collocato in situazioni ed eventi particolari che lo hanno reso un elemento importante della vita e delle relazioni di popolazioni antichissime, citato persino nell'Antico Testamento, dove si descrive un episodio che riguarda il vino e No subito dopo il tremendo Diluvio Universale. Il vecchio No con tutta la sua famiglia riesce a sfuggire alla forza delle acque e, una volta eluso il pericolo, per magnificare la sorte e ringraziare la Provvidenza decide di impiantare una vigna. Questo evento merita attenzione in quanto seppur alla buona, offre un monito sugli effetti di uso smodato del vino che porta alla perdita della ragione e ad inquietanti dipendenze. Perci, non certo per demonizzare il vino che vi offro la cronaca di quest'arcano racconto, ma altres, per inserirlo degnamente nella storia e tradizioni popolari che sussistono da sempre tra uomo e vino. No si mette all'opera preparando il terreno che dovr accogliere la futura vigna ed molto provato dalle pesanti fatiche del lavoro quando, improvvisamente, gli appare il diavolo sotto mentite spoglie che si offre di aiutarlo nel suo ambizioso progetto. Lusingato della proposta del demonio, accetta. Il maligno compie allora uno strano rituale: sgozza prima una pecora, poi uccide un leone infine un maiale e con il loro sangue cosparge tutto il terreno che No stava lavorando! Il significato di questo gesto palese, giacch, chiunque berr il vino in maniera eccessiva sar mansueto come una pecora, forte ed impavido come un leone, lercio come un maiale. Purtroppo lo stesso No ad esagerare con il vino e, dopo essersi ubriacato, si denuda davanti al figlio Cam che lo deride per questo suo momento di debolezza. Poi, pentito, chiama i suoi fratelli Sem e Jafet, i quali coprono il vecchio con un mantello, camminando a ritroso per non vedere la nudit del povero padre. Dopo aver smaltito la sbornia No lancia un tremendo anatema contro la sua

progenie: sia maledetto Canaan, sar schiavo degli schiavi dei fratelli suoi. La collera di No resta apparentemente senza motivo ma si potrebbe interpretare come monito a non perdere mai il rispetto per i genitori, anche se questi sbagliano. In ogni caso, gli eccessi del vino andrebbero sempre giustificati o perdonati? Bella domanda! La risposta non certo nella storia o nelle leggende ma nel buon senso di ogni individuo.

L'era oscura del vino

Per gli antichi romani il vino aveva raggiunto unimportanza preminente, al tal punto che celebravano assiduamente una divinit dedicata (Bacco). Altro aspetto comprovato fu la diffusione massiva del vino in tutte le province dellImpero. Un momento aulico per la dorata-scarlatta bevanda come in ben poche altre civilt. Occasionalmente avviene di discutere relativamente al vino e alla cornice che lo racchiude, auspicandone cultura e fervida ricerca omettendo per che proprio nellantica Roma tutto ci avvenne ante litteram e in modo centralizzante. Con il depauperamento della civilt romana e il suo inevitabile tracollo - la dionisiaca bevanda entr in un periodo di pesante calvario. Se per i Romani il vino aveva assunto aspetti culturali-propiziatori che andavano ben oltre quelli effimeri del piacere, dopo la capitolazione dellImpero, il Cristianesimo limit il vino e il suo consumo, reo di trascinare luomo in uno stato di estasi e stolta dissennatezza distaccandolo in tal modo dai problemi mondani e dalla religiosit. La condizione di visibilio provocata da un uso smodato del vino era in grado di indurre luomo a ragionamenti destabilizzanti cagionando cos dubbi e perplessit relative alla sua situazione! In poche parole, il vino era un elemento di interferenza che andava contrastato con ogni provvedimento. Altro risvolto storico saliente che contribu alla limitazione enologica fu la diffusione dellIslamismo nel bacino del Mediterraneo. LIslam band la produzione e sviluppo del vino, e soprattutto ne ostacol la ricerca.

In questo tormentato periodo che dur secoli iniziando approssimativamente dopo il 700 d.C. intere comunit di monaci - in modo discrezionale - continuarono la coltivazione della vite investendo tempo, passione e rischiando persino la loro testa. Il vino serviva inoltre agli audaci frati per i loro riti religiosi, diventando cos aspetto irrinunciabile. Tutto ci appare come un macro paradosso considerato che inizialmente fu il Cristianesimo a contrastare luso del vino. Tuttavia, grazie alla caparbiet dei baldi prelati, il vino super ogni restrizione e attravers i secoli giungendo sino allet moderna.

Come si apprezz il vino

Attorno alle mura del proprio castello ogni nobile medievale possedeva una o pi vigne di valore. In et feudale il vino delle vigne patrizie era chiamato ''nobile'', e questo non certamente a caso. Bevanda elitaria proibita al popolino che doveva appagarsi con vini dozzinali e bevande come il sidro o l'idromele. Alcune leggende narrano di poveracci che si consolavano con misture d'acqua e aceto. Talvolta i nobili concedevano ai plebei l'accesso alle loro cantine con risultati facilmente realizzabili. Dopo il feudalesimo l'Europa si apr ai mercati del mondo. Molti alimenti preziosi (come le spezie) ma anche vino cominciarono a circolare con maggior facilit. Si evidenzi quindi una distinzione tra i vini detti ''latini'' e quelli ''greci'', i primi assai diffusi, e i secondi pi esclusivi, apprezzati per l'alta gradazioone e consistenza. Tra questi anche dolcissimi, come i moscati e la malvagia, conosciuta meglio come la malvasia. I vini greci non provenivano solo dalla Grecia ma anche dal sud della penisola italica. Vessilli a parte, il vino cominci ad esser apprezzato, noto e diffuso e, cosa importante non pi esclusiva dei nobili bens di tutti.

Il bronzo lo specchio del volto, il vino quello della mente (Eschilo)

Dove dimora il vino

Pi di qualcuno afferma che la dimora del vino sta nel cuore. Nei fatti il vino ha una collocazione geografica che trova la sua sede naturale in tutto il bacino del Mediterraneo. Da anni lItalia si contende il primato nella produzione enologica con la Francia. In ogni caso l'Italia o Enotria sin dai tempi antichi considerata un luogo consacrato alla vite e produzione del vino, per motivi storici e anche per ragioni contestuali, giacch la Penisola compresa in quella fascia che va dal quarantottesimo al trentacinquesimo parallelo. Con tutte queste prerogative come non considerare questa splendida terra il contesto ideale per il vino e il suo mondo. Il vino ha per diritto di vessillo internazionale e ogni realt del pianeta ha una sua produzione enologica. Dovunque amore, passione, tenacia, duro lavoro e sacrificio per realizzare alla fine il generoso vino. Rosso, rosato o bianco, secco o bollicine possiamo tradurlo con un'unica parola: emozione!

Mesci pi puro (il vino), da la sua coppa a ciascuno: son qui sotto il mio tetto gli uomini a me pi cari (Omero)

Quasi un vino

Quando nulla si gettava e dalle poche vinacce residue con il conforto di poca acqua si otteneva il vin piccolo. C'era una volta il duro lavoro, i sacrifici e i pochi danari. Il mangiare non brillava per quantit n per qualit. Un tempo dove non si gettava nulla e si cercava di fare economia anche risparmiando su aspetti che ora sembrerebbero risibili ed inimmaginabili. La storia del vin piccolo in verit ha una sua collocazione in diverse aree del Triveneto ed storia di stenti e privazioni. In particolare nel Veneto Orientale detto appunto vin piccolo. Il vino buono che veniva realizzato pi o meno bene a seconda della perizia di chi lo faceva, doveva bastare fino all'anno successivo, cos nel frattempo si beveva il sopraddetto che veniva preparato aggiungendo dell'acqua alle vinacce rimaste, poco zucchero (non sempre) e rifermentando il tutto. Ne usciva un vino leggero, poco o nulla alcolico che veniva consumato in famiglia in particolare con alcuni piatti tipici autunnali come il riso con la zucca, l'aringa con polenta, radici e fasioi (radicchio e fagioli), la gallina in umido e vari salumi.

Vino o vinello che antidoto alla lussuria e conforto alla temperanza (Petrarca)

Chiss perch
L'uomo e il vino, un rapporto di reciprocit che dura da secoli, da sempre. Spesso si perdono di vista, senza mai dimenticarsi per ritrovarsi in momenti insoliti o particolari della vita... Il rapporto tra uomo e vino perpetuo, conflittuale e totalizzante. Il vino presente nella nostra quotidianit, nella storia, nella letteratura, nelle arti, ma soprattutto nel nostro cuore. Una sorta di possessione demoniaca che non si esaurisce dopo il primo calice, anzi, continua ed impera sotto forma di delicata sensazione che scorre attraverso le nostre vene sino ad arrivare al cervello, quasi fosse un'esperienza vissuta, strappata ai ricordi e dove il vino, celebra un mariage tra il razionale e il non, tra la vita ed il primordiale stato di natura che da sempre in noi. Di fatto, una vera forza che riesce a oltrepassare gli oceani del tempo, rendendo attuali esperienze di vita relegate altres per sempre, all'oblio. Sensazioni cos intense ed evocative e, cosa importante, tutte in una sola volta, le provai nella vigna di un vecchio contadino che viveva in solitudine, mentre curvo e dolorante si accingeva a raggiungere il traguardo della sua esistenza. Il suo volto era consumato dal sole e segnato da rughe profondamente scavate; dalle sue mani, ruvide e callose, si poteva percepire una vita votata al lavoro e ai pi duri sacrifici. Pass tutta la giornata a parlarmi della sua vita, dei figli, del lavoro, della stalla, di incredibili privazioni, ma di vino non si parl. Verso sera, quando finalmente stavo sorseggiando il suo vino, un bianco secco, se non ricordo male, il vecchio mi disse: sino ad ora ho parlato io, ma ora ascolta il mio vino. Inizialmente dubitai sulla sua lucidit, ma poi realizzai. Capii, infatti, mentre ero in uno stato di lieve ebbrezza vicino al surreale, che non vi era differenza tra uomo e vino ma un'unica gratificante esperienza di vita percorsa assieme, perch il vino simile all'uomo, e se ami il primo non puoi disprezzare o non comprendere il secondo. Mi emozionai molto, quasi come un bambino, perch in quel poco vino che tenevo tra le mani, c'era la storia di un uomo vero e delle sue umane aspettative, destinate forse a rimanere per sempre tali, mentre il suo sogno

pi bello era imprigionato nei nostri bicchieri e lo stava volutamente condividendo con me. Una vera forza senza precedenti che ti toglie ogni respiro e parola. Sono passati tanti anni da quell'incontro, ho bevuto tanti vini, nobili e meno, austeri ed importanti, ma spesso ritorno in quei luoghi dimenticati dal tempo, trascinato da una forza sconosciuta, dove rimasta una parte di me e guardo la vigna sapendo che quel vecchio non c' pi, mentre sono rimaste le sue viti come guardiani del nulla ma anche a fervida testimonianza di quel vino onesto.

Fabulae de vulpe et uva La volpe e l'uva

Fame coacta vulpes alta in vinea uvam adpetebat summis saliens viribus. Quam tangere ut non potuit, discedens ait: "Nondum matura est; nolo acerbam sumere". Qui facere quae non possunt verbis elevant, adscribere hoc debebunt exemplum sibi... Un giorno una volpe affamata pass vicino ad una vigna e scorse dei bellissimi grappoli d'uva che scendevano da una pergola. Bella quell'uva! disse la volpe, e fece un balzo per cercare di prenderla, senza riuscirci, perch era troppo alta. Salt diverse volte ma invano. Quando si accorse che tutti i suoi sforzi non servivano a nulla esclam: quell'uva non ancora matura, non mi piace. (Traduzione libera)

Dedicata a chi disprezza ci che non pu avere

Decanter, decantare, decantazione

Assaporando un bicchiere di vino tralasciamo particolari importanti che andrebbero osservati con scrupolosit, al fine di godere al meglio dell'estasi e piacere che dona. C' pi filosofia in una bottiglia di vino che in tutti i libri, diceva Louis Pasteur. Sicuramente l'approccio con il vino sempre emozionante. Esaltiamo questo "incontro" con un'adeguata decantazione e con tutti quegli accorgimenti che il vino merita! importante accostarsi al vino con osservanza, e quindi rammentare che sia i rossi, che i bianchi, vanno stappati qualche minuto prima per permettere al vino di ossigenarsi. Odorare il tappo: se il sughero andato a male si sentir subito e vi avvertir che anche il vino molto probabilmente sapr di tappo. Assaggiare il vino versandone una modesta quantit nel vostro bicchiere. Se il vino non presenta alterazioni potrete servirlo anche ai vostri ospiti, scegliendo di rimanere in sua "compagnia" per tutta la durata del pasto. Per una degustazione qualificata, versare una piccola parte di vino nel primo bicchiere ruotandolo in modo da bagnarne le pareti e, prima di sorseggiarlo, annusare, lasciandovi conquistare dal gusto come se fosse un abbraccio con il vostro amore. Infatti, alcuni sommelier, in fase di degustazione chiudono gli occhi. I vini vanno gustati con l'aiuto di un prezioso alleato: il decanter. un contenitore vitreo per la decantazione (delicato travaso del vino), un'operazione necessaria nei vini rossi che hanno subto un lungo riposo. I vini invecchiati, infatti, possono presentare un naturale deposito sul fondo della bottiglia che, se mescolato al vino, ne comprometterebbe la limpidezza e il gusto. Il vino dalla bottiglia decantato nel decanter. Ce ne sono di tante forme da accostare con vari tipi di vino.

il buon vino un bravo spiritello se bene usato (W. Shakespeare)

Le nozze del vino

Gli esperti concordano nell'affermare che gli abbinamenti vino-piatto non sono solo convenzionali, ma anche interpretazioni soggettive; quindi le scelte sono

evidentemente discutibili e non "dogmatiche". L'opzione di abbinare un vino a un piatto ha indubbiamente molteplici motivazioni e possiamo definirla una scelta voluta. L'abbinamento in molti casi accuratamente studiato dai professionisti con lo scopo sia di esaltare i sapori del piatto che quello di valorizzare sempre di pi il "prodotto" vino. Sono molti gli elementi da tener presente per la scelta del cosiddetto vino "giusto". E' importante considerare l'aroma, la sapidit, la composizione della pietanza, degli ingredienti e persino dei grassi presenti nella ricetta. Il vino, infatti, viene servito con lo scopo di creare un rapporto "armonico" con il cibo, senza subirne il "condizionamento". Anzi, deve esaltarne il gusto! Ci sono poi delle peculiarit tecniche per cui fondamentale farsi consigliare da un sommelier. Nel mondo della gastronomia non deve esserci alcuna improvvisazione. Anche per l'abbinamento del vino, nel caso di dubbi, rivolgiamoci agli esperti i quali ci consiglieranno per il meglio, offrendoci l'opportunit di gustare il piatto con il vino pi idoneo. Oltre agli abbinamenti soggettivi sussistono alcuni abbinamenti classici, "universali". Termino, affermando che ogni accostamento vino-piatto deve essere vissuto come una scelta solenne, un momento irrinunciabile legato indubbiamente al nostro palato ma anche alla sensibilit professionale di chi consiglia. Un scelta che alla fine dovr regalarci ricordi indimenticabili.

Miti da sfatare: non solo ostriche e champagne

Le ostriche abbinate allo champagne sono un blasonato intrigo ostentato dai libri e anche dai media; tutto questo cos dogmatico o in verit possibile affiancare all'aristocratico mollusco altre tipologie di vino bianco? Dalla Valle della Loira in prossimit dell'Atlantico ecco un vino che si accompagna egregiamente con le ostriche, il Muscadet. Trattasi di un bianco secco, poco elaborato, che proviene dal vitigno Melon de Bourgogne. un vino vivace adatto anche all'invecchiamento (Muscadet-sur-lie). Tre sono le tipologie, ma il migliore il Muscadet de Svre-etMaine. Non un vino molto richiesto, tuttavia per caratteristiche tende ad esaltare le ostriche. Non si deve scordare che la Francia il maggior produttore del prezioso mollusco e le pi rinomate sono quelle di Belon che possono arrivare oltre i 15 cm. I veri intenditori di ostriche apprezzano molto le bretoni dette Marennes ma sono praticamente introvabili, e certamente non a buon mercato. Come degustare un'ostrica? Per antonomasia un cibo regale, per palati fini. Se non siete avvezzi al mollusco, non mangiatene mai in quantit industriali! Devono, inoltre, esser freschissime e aperte con un coltello adeguato. Allo scopo, pulirle con acqua corrente, senza trascurare la parte esterna. Una volta aperte adagiarle su una base di ghiaccio contornate di limoni tagliati a spicchi. Non usare altre decorazioni o guarnizioni banali che servirebbero solo a minimizzare il pregiato mollusco.

La foglia di vite, foglia di vita


La vite reputata da moltissime studiosi come la pi nobile delle piante. La sua storia ha radici che si perdono nella notte dei tempi ed presente nel bacino del mediterraneo da sempre. Come possibile menzionare il vino senza evocare la forza e la seduzione di questa pianta? Essa viene coltivata in parecchie variet (vitigni) e da ognuna di queste si ricava un vino. Tanti sono gli aspetti che condizionano il gusto e qualit del nettare di Bacco: il terreno, il clima e l'esposizione alla luce solare. Tutti i

vini di pregio sono regolamentati dalle "disciplinari" che indicano per ogni area enologica il tipo di uvaggio e la coltivazione. I vini sono suddivisi in DOC (Denominazione di Origine Controllata) e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e IGT (Indicazione Geografica Tipica). Dal 1 agosto 2009 sono arrivate anche le denominazioni DOP e IGP. Dalla vite si ricava il frutto, l'acino (o chicco). L'insieme dei chicchi, sostenuto dal raspo (o graspo) alla pianta, forma il grappolo. I chicchi sono costituiti dalla buccia, dalla polpa e dai vinaccioli. Insomma un vero viaggio che parte dal terreno, poi la pianta e infine il frutto. E proprio dal frutto con amore e il lavoro dell'uomo nascer il vino buono... almeno cos si spera!

Lardua sentenza
Come si valuta un vino? una domanda che rincorre ogni appassionato e la risposta non affatto semplice. Bisognerebbe separare l'aspetto emozionale che pu scatenare la degustazione di un vino, con ci che una reale valutazione dello stesso. Nell'analisi sono coinvolti la vista, l'olfatto e il gusto. Un vero e proprio esame che coinvolge tutti i sensi in riferimento a dei veri e propri parametri. Il colore l'aspetto che colpisce subito, poi l'odore e quindi il sapore. Un compito delicato, di responsabilit perch questo esame (la somma dei tre) pu essere influenzato da diverse condizioni, ambientali e soggettive, ivi compreso lo stato psico-fisico (es. una leggera indisposizione). Oltre al giudizio, ai punteggi e alle personali sensazioni, anche nell'enologia c' l'esigenza di attribuire un valore al vino, in relazione a sistemi formali che esperti ed istituzioni di ricerca da lustri annoverano. Ecco alcune definizioni che esaltano il vino o, semplicemente, lo descrivono. Il vino tuttavia non ha bisogno di essere schedato o aggettivato, ma soprattutto compreso! Sono deduzioni personali, e non certo standardizzate. Il tempo le ha consacrate come linguaggio del vino.
et per credo che molta felicit sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni (Leonardo da Vinci)

La grammatica del vino

acerbo riferito ad un vino acido, sferzante; amabile riferito ad un vino dolce; armonico riferito ad un vino ben equilibrato; asciutto regala una sensazione di secco in bocca; brillante riferito ad un vino cristallino, limpido; corposo riferito alla struttura; delicato riferito al sapore inequivocabile; equilibrato riferito ad un vino con caratteristiche proporzionate; gradevole appagante e seducente all'assaggio; leggero di basso tenore alcolico; morbido riferito ad un vino che esprime un sapore scorrevole; pieno un vino che abbonda di alcol e corpo; rotondo pieno e morbido allo stesso tempo; sapido riferito alla presenza di sali minerali; sottile vino ermetico; tannico riferito ad un vino ricco di tannini; vecchio oltre lo status di maturazione; vivace riferito ad un vino brioso e piacevole

Proverbi e aneddoti sul vino

A chi non piace il vino, il Signore faccia mancare lacqua A chi piace il bere, parla sempre di vino A Natale, mezzo pane; a Pasqua, mezzo vino A San Martino ogni mosto vino Amicizia stretta dal vino non dura da sera a mattino Amico e vino vogliono esser vecchi Anche il vino cha la muffa, simpara a bere Bellezza senza bont come vino svanito Bevi del buon vino e lascia andare lacqua al mulino Chi ha buona cantina in casa non va pel vino allosteria Chi ha pane e vino, sta me che il suo vicino Chi vuole tutta luva non ha buon vino Dottobre il vino nelle doghe Del vino il primo, del caff il secondo, della cioccolata il fondo Dir pane al pane e vino al vino Dove regna il vino non regna il silenzio Femmine, vino e cavallo, mercanzia di fallo Il buon vino fa gromma e il cattivo muffa Il cuore come il vino: ha il fiore a galla Il vino che si pasteggia non imbriaca Il vino in casa non ubriaca Il vino buono per chi lo sa bere Il vino la poppa (o il latte) dei vecchi

Sorseggiando un calice di vino...

appassionante guardare un film, ascoltare un brano di musica, leggere un buon libro o un quotidiano e, se qualcuno ha una fortuna immensa, godere di una vecchia fiaba sospesa tra il reale e l'immaginario, narrata da una persona speciale...

Fonti, bibliografia
A. Pavone, Bacco Divino Ed. Scipioni 2001 H. Johnson, Il Vino, Storia Cultura Tradizioni Ed. Muzzio 1991 L. Venzano, Cibo Vino e Religione Ed. Erga 2010 G. Vaccarini, Manuale degli abbinamenti Ed. Giunti 2009 Veronelli, Matrimoni dAmore Ed. Veronelli 2005 A. Bevilacqua, Gocce di vino francese manuale dei vini di Francia Ed. Pironti 2007 Taccuini Storici rivista multimediale di tradizioni enogastronomiche Il Cronista del vino giornale on line Vinit magazine guida enogastronomica

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