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veneto

Periodico informativo dellAssociazione Italiana Sommelier del Veneto www.aisveneto.it

Veneti da conquista
Cosa succede quando le aziende vinicole venete decidono di produrre vini fuori dal Veneto? Ce lo raccontano i protagonisti di questa avventura imprenditoriale, fra business e passione

RISOTTO DEL SOMMELIER

A Isola della Scala vince la delegazione Ais di Verona I sommelier si raccontano: il padovano Daniel Marzotto Viaggio nella regione di Re Porto

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UNO DI NOI

VALLE DEL DOURO

Anno 15 - Numero 3 - Ottobre 2013 - Periodico Trimestrale - Poste Italiane S.p.A./Sped.A.P. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) - art.1 comma1 - NE/TV - Contiene I.P. - Prezzo di copertina 2,5

Siamo presenti alla

25 Edizione del SIMEI

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Laboratorio Polo, Bioenologia 2.0 e Atecnos, tre realt sorte come evoluzione di un concetto cardine che sta alla base della nostra cultura professionale e scientica: niente pu essere migliore di quanto esista gi in natura. Per questa ragione orientiamo i nostri sforzi verso il perfezionamento continuo di metodi e strumenti che ci consentano di replicare i processi naturali, offrendo la pi completa competenza enologica: analisi accurate ed uniche, consulenza enologica ed agronomica, prodotti naturali e lieviti attivi in crema. Esiste un nuovo modo di fare enologia? Naturalmente s e solo naturalmente.

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ipsofactory.it

di Eddy Furlan

presidente@aisveneto.it

Un rinnovato entusiasmo
Abbiamo ripreso con serenit la navigazione. Sentire ognuno di voi vicino (anche con critiche costruttive) ha creato nel direttivo ed in me stesso un ritrovato entusiasmo per puntare con ottimismo a lidi lontani

Lestate alle spalle ma la squadra di Ais Veneto non ha fatto vacanza: luglio, agosto e settembre sono stati mesi intensi di lavoro: ristrutturazione, programmazione, riunioni e consultazioni di ogni genere; attivit non immediatamente appariscenti n percettibili nei loro effetti, ma che hanno consentito alla nave incagliata di rimettersi perfettamente in rotta. Siamo partiti dallistituzione di una segreteria amministrativa, con lindividuazione di unopportuna sede, un progetto e un metodo di lavoro, e lassunzione di una figura qualificata che ne sar la responsabile operativa. Sabina Mazzolato, giovane e dinamica signora con sedici anni di esperienza nel settore finanziario ed amministrativo, la prima nuova componente della nostra squadra organizzativa. Il suo recapito : amministrazione@aisveneto.it. Sono stati programmati _ e gi decollati _ 23 corsi, distribuiti capillarmente nelle nostre sette province. Tra ottobre e novembre svolgeremo i fondamentali seminari per Degustatori Ufficiali e sulla Comunicazione tenuti dagli specializzati relatori della sede centrale. Un altro grande progetto a cui unapposita commissione sta gi lavorando la ristrutturazione del nostro sito web: lobiettivo farlo diventare un vero e proprio navigatore del sommelier con informazioni in tempo reale sulla vita associativa e sulle opportunit offerte a chi desidera avvicinarsi al nostro meraviglioso mondo. Attraverso unarticolata esposizione dei nostri campi di operativit il visitatore potr conoscere esattamente cosa realizziamo, e, se lo vorr, potr iscriversi ad un corso, individuare la sede pi consona per accedere al tipo di livello, e infine, anche (eventualmente) pagare on line fornendo un unico passaggio tutti i dati richiesti. Il lavoro per le degustazioni e per lorganizzazione dellevento Il Veneto al 300x100, in programma per il prossimo marzo 2014, gi iniziato con rinnovato e sentito senso dellimpegno da parte delle commissioni preposte. Siamo stati e saremo sempre pi presenti nei grandi eventi della comunicazione del vino, dellenogastronomia e del settore agroalimentare, con lobiettivo ambizioso di farlo, appena pronti, anche in alcuni territori europei a noi pi vicini. Prioritaria lattivit di sviluppo dei progetti di delegazione anche con lobiettivo di inserire nellorganico operativo nuove e ben motivate risorse, soprattutto giovani, cos come definito nei nostri incontri dello scorso giugno. Abbiamo ripreso con serenit la navigazione; non stato facile, ma il sentire ognuno di voi vicino (anche con critiche costruttive) ha creato nel direttivo ed in me stesso un ritrovato entusiasmo per puntare con ottimismo a lidi lontani.

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lappunto
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le aziende informano

Vigna Rda: la tradizione dei Colli Euganei


Una realt emergente del territorio, che coniuga la ricchezza di terreni particolarmente vocati alla viticoltura con un lavoro attento e curato sin dalla vigna
Lazienda Vigna Rda, nata nel 2000, una delle realt emergenti dei Colli Euganei, terra generosa e molto mediterranea, particolarmente vocata alla viticoltura, che riesce a trasmettere ai vini, nei rossi in particolare, una solarit insolita a queste altitudini. A guidarla sono Gianni Strazzacappa e la moglie Elena che, dopo aver riconvertito i vigneti di famiglia, si sono posti da subito lobiettivo di produrre uve di alta qualit secondo un progetto innovativo che coniughi tradizione e modernit.

Sfruttando la ricchezza dei terreni calcarei tipici della zona, che consente lopportunit di coltivare in modo orientato e mirato le diverse variet di vite, stata, infatti, aumentata la densit di ceppi per ettaro per favorire la competizio-

ne naturale tra le singole piante e la conseguente produzione di una minore quantit di grappoli, condizione essenziale per ottenere uve perfette. Lazienda coltiva 18 ettari a vigneto, con variet come gli autoctoni Fior dArancio e Serprino oltre agli internazionali Merlot, Cabernet e Chardonnay, per una produzione annua di 70 mila bottiglie, molte delle quali destinate allexport, con mercati principali come Austria e Germania, e di recente con aperture di nuovi contatti anche verso il promettente Giappone. Pur essendo considerata unazienda di tipo convenzionale spiega Gianni Strazzacappa , dove parte delle uve vengono acquistate da fornitori della zona, curiamo con molta attenzione il lavoro in vigna, con concimazione a base di letame, la lotta integrata e riducendo al minimo il ciclo dei trattamenti fitosanitari in modo da coltivare la vigna sempre a bassissimo impatto ambientale. Vengono ridotte al minimo anche le operazioni di cantina, perch siamo convinti che il vino di alta qualit si ottenga prima di tutto in vigneto. Vigna Rda produce vini tipici della zona dei Colli Euganei, come il Fior dArancio, nelle variet spumante e passito, il Moscato

secco, il Serprino, nonch vini con uve di vitigni internazionali con cui produce lo Scarlatto (Merlot 60%, Cabernet 40%), vino di punta dellazienda, e il Ca Zamira (Chardonnay). La nostra necessit attuale continua Strazzacappa quella di potenziare la vendita sui mercati esteri, sia quelli nuovi come il Brasile che quelli dellest Europa come Polonia, Ungheria e Slovacchia. Per questo saremo presenti questanno al Vinitaly ed il prossimo allInternational Wine Festival in Austria. In ambito locale, invece, puntiamo molto sulleffetto trainante offerto sia dalla vicina zona turistico-termale di Abano e Montegrotto che dallo splendido scenario naturale del Parco dei Colli Euganei e per questo due anni fa abbiano aperto per i nostri ospiti una nuova sala di degustazione dove offriamo agli eno appassionati i nostri prodotti assieme a specialit del posto come il prosciutto di Montagnana ed il Grana Padano dop.

Azienda Vitivinicola Strazzacappa Gianni Via Monte Versa, 1569 35030 VO (PD) Tel e Fax 049 9940228 info@vignaroda.com www.vignaroda.com

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veneto
ottobre

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in questo numero
IL SOMMELIER VENETO PERIODICO DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER DEL VENETO PROPRIETARIO ASSOCIAZIONE ITALIANA SOMMELIER DEL VENETO VIA ROMA, 45/2 31044 MONTEBELLUNA (TV) DIRETTORE EDITORIALE EDDY FURLAN DIRETTORE RESPONSABILE DINO MARCHI EDITORE E CONCESSIONARIA PUBBLICITARIA EDIMARCA SAS STRADA COMUNALE DELLE CORTI, 54 31100 TREVISO TEL 0422 305764 FAX 0422 426343 info@edimarca.it IN REDAZIONE PAOLO COLOMBO redazione1@edimarca.it TEL 347 6987498 LAURA TUVERI lauratnews@gmail.com TEL. 338 3162365 GRAFICA MARIKA REGINATO IMMAGINI FOTOGRAFICHE TUTTI GLI ENTI E I CONSORZI CITATI NEI TESTI, GARDIN&MAZZOLI ANTONIO CAMPANELLA ANNO 15 - OTTOBRE 2013 PERIODICO TRIMESTRALE REGISTRAZIONE TRIBUNALE TREVISO N. 1042 DEL 23 OTTOBRE 1997 ISCRIZIONE R.O.C. N. 14021 POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. A.P. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N 46) ART. 1 COMMA 1 NE/TV

Le Opinioni
Lappunto di Eddy Furlan 3

Associazione
I top a Cortina Un Vino Vip con tante news Il risotto che non taspetti I dieci anni della Prosecco Cycling 12 14 16 20

Ais Veneto al tuo servizio 24

Focus
Fuori luogo di Paolo Colombo 26

Pagine AIS
Notizie, avvenimenti, curiosit dalle Delegazioni territoriali venete 35

Cronache dal Gusto


Alla scoperta di Nella valle del Douro di Carlos Veloso dos Santos 60

Rubriche
La bacheca Enovit a cura di Paolo Bortolazzi Mondo Olio a cura di Fabio Poli 6 8 11 22 57

Uno di noi: Daniel Marzotto, sommelier made in England Il Goloso Curioso: Lartigiano gourmet di Morello Pecchioli Lavorincorso: Vendemmia 2013, viti sotto stress, ma risultati promettenti

di Stefano Soligo ed Emanuele Serafin 58

LABACHECA

A TREVISO LARTE NEL PIATTO E COCOFUNGO


Fattorie didattiche, mostre, cicchetterie, cooking show, gare di cucina, orti urbani, degustazioni guidate e una cena da non perdere dedicata allArte nel Piatto. Ci sar tutto questo e molto altro nelle piazze del centro storico di Treviso durante Treviso: Dripping Taste 2013. Levento in programma il 19 e 20 ottobre 2013, organizzato dal Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana (Unascom-Confcommercio), trasformer lenogastronomia di qualit in un divertimento per grandi e piccini allinsegna dellarte. Piazze, salotti e atelier permetteranno di assaggiare o acquistare i prodotti a Km Zero in tutte le loro forme, seguendo un vero e proprio itinerario del gusto che attraverser il cuore del capoluogo della Marca. Il fungo invece lindiscusso protagonista della storica rassegna gastronomica Cocofungo, organizzata dai ristoranti del Cocofungo, che fanno parte del Gruppo Ristoratori della Marca Trevigiana (Unascom-Confcommercio). Grazie ad un fitto calendario di serate, partito il 2 ottobre, i sei ristoranti del gruppo (Da Celeste, Barbesin, Miron, Gigetto, Sansovino di Castelbrando da Palazzi e lOsteria Der Katzlmacher) racconteranno le infinite peculiarit di uno degli ingredienti pi gustosi della tradizione veneta. Ma il fungo diverr anche la materia prima di una serie di opere create dallartista Enrico Benetta che rielaborer il fungo attraverso la propria sensibilit, dando vita ad un gioco continuo tra reale ed irreale e tra diverse forme darte. Prossimi appuntamenti: il 16 e 17 ottobre allOsteria Der Katzlmacher di Monaco di Baviera (tel. +49 0 89333360), il 18, 19 e 20 ottobre al Ristorante Miron di Nervesa della Battaglia (tel. 0422/885185) e il 21, 24 e 25 ottobre al Ristorante Da Gigetto a Miane (tel. 0438/960020). Per informazioni: www.cocofungoradicchio.it.

PRANZO DEGLI AUGURI A VILLA DE WINCKELS


Per festeggiare insieme lanno appena concluso, Ais Veneto organizza il consueto appuntamento aperto a tutti in un prestigioso ristorante del territorio, che questanno si terr il 24 novembre al Ristorante Enoteca Villa de Winckels di Marcemigo di Tregnago (VR). Gestito dalla famiglia Merzari dal 1992, dopo il restauro dellantica villa costruita tra il 1100 ed il 1400, il ristorante propone piatti della tradizione locale e veneta ben interpretati e, fra laltro, risultato vincitore allultima edizione del concorso Il risotto del sommelier (vedi articolo a pag. 16). Rispetto agli altri anni, per la prima volta stata scelta la formula del pranzo anzich della cena, anche per agevolare i trasferimenti di chi si viene da molto lontano e poter rientrare in un orario pi consono. Lappuntamento quindi fissato alle ore 12. Men e costi sono in via definizione, per i vini invece la scelta (anche per stare sul pezzo con il nostro focus che potete leggere a pag. 26) cadr su vini di produttori veneti ma fatti fuori dal Veneto. Informazioni e iscrizioni presso le rispettive delegazione. Ristorante Enoteca Villa de Winckels, Via Sorio, 30 - Marcemigo di Tregnago (VR); tel. e fax: 045/6500133.

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LABACHECA
PEDEMONTANA VENETA: NASCE IL NUOVO BRAND TURISTICO
Dal progetto regionale realizzato dal Ciset, nasce il nuovo logo turistico ufficiale per la Pedemontana Veneta, area riconosciuta dalla recente Legge sul Turismo fra i tematismi veneti che dalla Lessinia arriva al Montello passando anche per i Colli Euganei. Una miniera doro turistica che il Veneto punta a valorizzare. Il primo passo di questo nuovo progetto stata la realizzazione di un concorso di idee per il logo della Pedemontana. Il vincitore Mauro Caoduro, graphic designer, 33 anni, lavora a Milano ma vicentino di nascita. La sua proposta, che ha sbaragliato gli altri 1665 progetti concorrenti, punta sulla semplicit: la diagonale Pedemontana diventa segno grafico, si arriccia e si colora per spiegare il carattere collinare e polivalente dellarea e delle sue ricchezze territoriali. Dopo aver individuato il brand con il nuovo logo, la fase due del progetto Pedemontana Veneta si rivolger alla raccolta di idee imprenditoriali innovative, con priorit per limprenditorialit giovanile. I temi del nuovo contest saranno la diffusione della cultura dimpresa turistica nel territorio della Pedemontana e la valorizzazione turistica e laumento della domanda turistica qualificata. Tre i filoni imprenditoriali: cultura e territorio, enogastronomia e sport-cicloturismo. La commissione esaminatrice sar composta da tre imprenditori che assegneranno i premi di tremila euro ciascuno allazienda che adotter lidea selezionata per garantire la realizzazione effettiva del progetto.

SAPORI ITALIANI, A LONGARONE VETRINA DELLE TIPICIT

Dal 12 al 14 ottobre la Fiera di Longarone ha ospitato latteso salone dei prodotti agroalimentari tipici e della gastronomia. Anche questanno i sommelier bellunesi sono stati in prima linea, a Sapori italiani e alpini, per comunicare con la complessa organizzazione del concorso enologico. E non sono mancati momenti dedicati alle degustazioni guidate per far conoscere il meglio della produzione enologica del Veneto. Imperdibili, poi, gli approfondimenti sulle produzioni in vetrina con interessanti convegni a tema. Un appuntamento che riscuote di anno in anno un successo sempre crescente da parte di critica e pubblico, cui vi rinviamo per un servizio pi dettagliato al prossimo numero del nostro giornale.

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Prosegue il nostro viaggio nel variegato mondo della produzione veneta. Le aziende che desiderassero segnalare i propri prodotti possono contattare i delegati provinciali o il curatore della rubrica. Hanno Collaborato: Alessandro Fiorini, Claudio Serraiotto, Fabio Poli, Matteo Guidorizzi
GROPPELLO 2011 Igt Rosso del Veneto - Ca Biasi Lazienda sorge sulla strada che porta allaltopiano di Asiago, immediatamente a nord di Breganze; Innocente, il titolare, un vignaiolo di esuberante cordialit di cui si percepisce da subito la grande esperienza e competenza tecnica. E sabato mattina e in cantina un continuo via vai di acquirenti: non abbiamo difficolt a credere quando ci racconta di non utilizzare distributori, ma di vendere il vino prodotto nei 12 ha di vigneto di propriet e tutti in zona collinare a estimatori e ristoratori. Degustiamo tutti i vini dellazienda, il Goggio 2012, un intrigante Charmat lungo da uve pinot bianco e incrocio manzoni, il Vespaiolo 2012 e infine tre annate di Torcolato (2007, 2008, 2009). Ci che per ci colpisce sono i vini rossi

a cura di Paolo Bortolazzi

ENOVITA
PICCOLI SORSI DI INNOVAZIONE

prodotti da uve autoctone, il Refosco e il Groppello. Il Groppello (nulla a che vedere con il groppello della riviera bresciana), che vinificato sia nella versione secca, sia in quella passita (in uvaggio con il cabernet), un vino che Innocente definisce schietto e tannico, ma grazie a unattenta scelta vendemmiale nella ricerca della piena maturazione fenolica i tannini sono invece polimerizzati e setosi pur di fronte ad un 2011. I sentori sono di prugna essiccata, di ginger, di pepe bianco, di cardamomo e dintensa mineralit. Sentori che si confermano in bocca, dove si scopre avvolgente, fine e con una lunga persistenza. Un vino che emoziona come emoziona il Sojo rosso, (la versione passita), Igt. Veneto di 14%, mai stucchevole. Prezzo: 4,80 Ca Biasi di Innocente Dalla Valle Via Fratte, 22 - 36042 Breganze - VI Tel. e Fax: 0445 851069 www.myspace.com/ca_biasi VALPOLICELLA SUPERIORE RIPASSO 2010 - Corte Cavedini Viticoltori da sempre, nonno e padre vendevano il vino sfuso per le osterie della citt, il signor Umberto Cavedini con i figli Marco, studente dagronomia, ed Elena, giovane enologa, ha deciso di valorizzare meglio la sua figura di produttore e nel 2011, in piena crisi economica, uscito con la prima annata di Corte Cavedini. Sono cinque gli ettari coltivati, tutti a bacca rossa tranne 4mila mq di vecchie vigne di garganega, testimoni di unantica tradizione anche nei bianchi. Abbiamo assaggiato tutta la produzione, anche le botti con le prossime annate, per

individuare le costanti date dal terreno calcareo, quindi la mineralit e sapidit, il sentore di cipria, sempre lottimo e attento uso dei legni, la complessit, leleganza dei tannini e la finezza piuttosto che la potenza del corpo. Segnaliamo questo fascinoso ripasso 2010, grande speziatura in un corpo nervoso e snello che regge senza incertezze i 14,5 gradi alcolici, un frutto che tende ad aprirsi quanto pi sta nel bicchiere, per accentuare cos le note morbide, molto lungo e persistente. Buono anche lAmarone 2008 (21,00 ), quasi didattico per comprendere le caratteristiche di questa vallata dellest veronese. Segnaliamo anche con simpatia la vitalit di chi guarda lontano e fa squadra con le giovani generazioni, come pure testimoniamo per questazienda bambinella un rapporto qualit-prezzo davvero conveniente. Prezzo: 10,00 Az. Agricola Cavedini Umberto Via Sottoriva 15 Marcellise 37036 San Martino Buon Albergo - VR Tel. e Fax: 045 8740467 cortecavedini@gmail.com

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VALPOLICELLA 2012 Valpolicella Doc - Latium Duemila anni di storia a testimonianza che gi i Romani, i Latii (Laziali) per i residenti di Illasi, intrapresero una fiorente attivit di coltivazione di alberi da frutto, tra cui la vite. Ecco svelato il nome della cantina Latium, situata a Mezzane di Sotto (VR) da circa cinquantanni. Oggi, a portare avanti la rubino vivace, olfatto fine e fragrante con sentori di fiori (rosa rossa, geranio e viola), frutta (pesca noce) e una gentile nota verde che bene si sposa con la mineralit del vino. Al gusto secco, abbastanza caldo e di piacevole morbidezza; ma la particolarit che lo rende elegante e armonico indubbiamente lequilibrio tra freschezza, sapidit e frutto. Prezzo: 5,00 Societ agricola Latium Morini: 37030 Mezzane di Sotto - VR Tel.: 0457834648 latiummorini@latiummorini.it www.latiummorini.it IL MIO FRANC 2012 Doc Breganze Le Vigne di Roberto Roberto Benazzoli nasce a Sandrigo (VI) da una famiglia con antiche tradizioni contadine, dopo gli studi e lesperienza lavorativa come promotore Olivetti avvia una propria azienda nel mondo del software diventando, di l a poco, un leader nel settore. Nel 2006 la svolta, Roberto decide di tornare alle origini, vende lattivit e, nel 2010, intraprende e sviluppa quel piccolo sogno da sempre racchiuso nel cassetto. Nasce lazienda agricola Le Vigne di Roberto, 3 ha di terreno dislocati a San Giorgio di Perlena, in provincia di Vicenza, terra di confine tra i comuni di Breganze e Fara Vicentino, nel cuore della Doc Breganze. Posizione ottimale per la coltivazione della vite, ben arieggiata e riparata a nord dalla catena montuosa. La morfologia del terreno si articola con formazioni vulcaniche minerali sulle colline e strati alluvionali verso valle. Le variet che attualmente Roberto coltiva sono: vespaiola, chardonnay, cabernet franc e pinot nero. In degustazione abbiamo preso in esame Il Mio Franc, cabernet franc in purezza, affinato in acciaio. Rosso rubino intenso, abbastanza consistente, con olfatto fine e fragrante. Sentori floreali e vegetali (geranio, viola mammola e peperone rosso) accompagnati nel finale da una sottile nota fruttata (ribes, marasca). Al gusto si ritrova tutto: secco, abbastanza caldo e abbastanza morbido. Buona la freschezza e il tannino che, se pur in evidenza, non disturba perch in armonia con mineralit e sapidit. Ottimo labbinamento con una tagliata al naturale. Prezzo: 6,00 Le Vigne Di Roberto un Brand di Emmesse Societ agricola Via Perlena - Fara Vicentino - VI Tel.: 345 7982799 roberto@levignediroberto.it www.levignediroberto.it

tradizione di famiglia, sono cinque fratelli e due cugini. 40 ha di terreno vitato, 12 dei quali adiacenti alla cantina e i restanti suddivisi tra i comuni di Grezzana e Illasi. I sistemi di allevamento principali sono il tendone e il guyot, anche se negli ultimi anni si sta affermando sempre pi la spalliera con un sistema dimpianto vicino ai 10.000 ceppi/ha e una produzione media di 7 hg per pianta. Tre le linee di produzione: Soave Doc, Valpolicella Doc (naturalmente con Superiore, Ripasso e Amarone) e i passiti. In cantina le fermentazioni avvengono esclusivamente in tini di acciaio con sosta sui lieviti e batonnage per i bianchi, movimentazione delle bucce, ossigenazione e rimontaggio per i rossi. In degustazione ci ha piacevolmente sorpreso il Valpolicella Doc 2012. Colore rosso

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CUVE DEL FONDATORE MONTPR 2009 Spumante Brut - Tenuta Chiccheri In una lingua di Lessinia che si propaga fino alla pianura, si pu cavalcare da Colognola ai Colli in direzione nord, oltrepassando casa Trabucchi, il castello di Illasi, Capitel S. Anna, ancora su, fino ad arrivare alla tenuta Chiccheri. Sul abbiamo riscontrato un cambio di passo netto e deciso. Il vino si presenta nel bicchiere di un bel giallo paglierino con riflessi platino, con naso snello e fine, caratterizzato dalle note di fiori bianchi, piccola pasticceria e agrumi canditi. Il sorso fresco, minerale e delicatamente fruttato per una bevibilit diretta, precisa e molto piacevole. Potenza e grazia anche per il Montpr brut Ros, 100% pinot nero. Prezzo: 17,00 Tenuta Chiccheri - Localit Chiccheri, 1 37039 Tregnago - VR Tel.: 045 8774333 Fax 045 8750489 www.tenutachiccheri.it info@tenutachiccheri.it ALTEMURA 2010 Primitivo di Manduria Doc - Zonin Nove realt situate in sette regioni con alta vocazione vitivinicola in Italia, alle quali si aggiunge la propriet Barboursville Vineyards in Virginia USA, questi i numeri di Casa Vinicola Zonin, una realt che ha saputo interpretare, valorizzare e fare cultura nel mondo del vino. Ultimo tassello dellazienda la Masseria Altemura, situata nel cuore del Salento nel territorio di Torre Santa Susanna in Puglia, equidistante tra i mari Ionio e Adriatico. Nei 130 ha vitati dei 300 complessivi si coltivano esclusivamente vitigni autoctoni quali, primitivo, negro amaro, aglianico e fiano, secondo il principio ad ogni regione la sua tradizione, ad ogni regione il suo vino. Terreni di origine calcarea, nei quali, attraverso la tecnica della frantumazione, i blocchi calcarei sono stati triturati e mescolati alla terra. Dei sette vini prodotti ci ha particolarmente colpito lAltemura 2010, uninterpretazione in chiave moderna del vino simbolo dellenologia pugliese, il Primitivo. Le uve raccolte a maturazione avanzata vengono diraspate e pigiate delicatamente e dopo la fermentazione il vino matura per 14 mesi in tonneaux da 350 l e in seguito per otto mesi in bottiglia. Di colore rosso intenso, si fa ricordare per le note delicate e decise di rosa rossa, geranio e composta di miele di castagno e fichi. Il sorso caldo e avvolgente impreziosito dal frutto scuro e dalla frutta secca. Tannino morbido, setoso e ancora vivo per un vino che fa della finezza e delleleganza le sue caratteristiche principali. Prezzo: 16,00 Casa Vinicola Zonin spa Via Borgolecco, 9 - 36053 Gambellara - VI Tel.: +39 0444 640111 info@zonin.it www.casavinicolazonin.it

versante est troviamo i vigneti di Valpolicella, pi in alto, a 500 m, quelli di chardonnay e pinot nero, volgendo poi il capo a ovest si apre la vista su una gola profonda che funge da scambiatore di calore. Tenuta Chiccheri, 16 ha per il ritiro estivo di un imprenditore veronese, il sig. Ruffo uomo di poche parole ha modi semplici e una mente veloce, precisa e pragmatica, da ingegnere. La passione per il vino nasce quasi per soddisfare un proprio sogno, ma poi si concretizza in 10 ha vitati e due enologi di rilevo, Bernabei per i vini Valpolicella e Cesare Ferrari per gli spumanti metodo Classico, nulla lasciato al caso. In questi ultimi anni lazienda ha attuato parecchi cambiamenti e tutti volti alla ricerca della qualit e delleleganza, nella nostra ultima visita ci ha colpito il nuovo metodo Classico, per il quale

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Hanno Collaborato: Matteo Guidorizzi

a cura di Fabio Poli

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NOVIT E APPROFONDIMENTI SULLEXTRAVERGINE DOLIVA

OLIO DI ROSSO Olio Extravergine di Oliva - Diesel Farm Siamo sulle ripide colline a nord di Breganze, un susseguirsi di saliscendi ricoperti di fitti boschi dai molti colori dautunno. Ecco Diesel Farm, 100 ettari in un unico corpo solo in parte coltivati, sei ettari a vigna, ancora meno a olivo, in piccole porzioni ben esposte alla luce del sole. quasi un ritorno alle origini di Renzo Rosso, quando i suoi genitori facevano i contadini, un tributo alla natura e alle tradizioni della campagna, con la fedele ristrutturazione della casa padronale, il ripristino dei pascoli per i bovini, le piante da frutto e lorto. Le cultivar di olivo sono soprattutto di leccino, poi frantoio e ascolana, su declivi a forte pendenza a circa 300 m di altitudine. Lazienda produce anche un olio Riserva con solo grignano. LOlio di Rosso ha spiccato profumo di verde al naso, poi note balsamiche e fresche che richiamano la menta, un fruttato medio-leggero. In bocca un amaro di media intensit e un piccante ampio e piuttosto lungo, ma non pungente, che insieme con la frutta secca costruiscono una buona persistenza. Prezzo: 21,00 - 500 ml Diesel Farm Societ Agricola s.r.l Via Angarano, 22 36061 Bassano del Grappa - VI www.dieselfarm.it

OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA PIANETTO 2012 Baglio di Pianetto Siamo in Sicilia, in una piccola colonia dellimprenditoria veneta, i Marzotto di Vicenza. Sono 3 ettari di oliveto e circa 80 di vigneti sulle montagne a sud di Palermo, ad unaltitudine di circa 600 metri con discrete pendenze, sbalzi termici e ventilazione eccellente. Le cultivar sono la Biancolilla e la Cerasuola, let media delle piante circa 30 anni. In questo ambiente, lontano dallinquinamento della civilt urbana e industriale, solo limperizia umana pu dare un olio discreto, ma in questa Sicilia vicentina niente affidato al caso: raccolta anticipata e manuale, frantoio di propriet. Lolio un fruttato medio, con una nota verde da frutto e foglie, leggermente speziato con ritorni di erbe aromatiche. Lingresso in bocca di mandorla dolce e nocciola, un amaro leggero ed un piccante rotondo, educato e non pungente, lungo e persistente, un olio davvero elegante in queste zone di frequenti carri armati. Prezzo: 10,00 - 500 ml Baglio di Pianetto S.r.l. Contr del Monte, 13 36100 Vicenza - Italy Tel.: 0444 32 36 88 Fax: 0444 32 34 07 www.bagliodipianetto.com a.buratto@bagliodipianetto.com

MondoOlio realizzato in collaborazione con AIPO www.aipoverona.it

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ASSOCIAZIONE

I top a Cortina

di Mario De Pra

E stata Maria Pia Montanari, visibilmente commossa, a dare il via, con la conferenza stampa allHotel de la Poste, alla seconda edizione di GustoCortina. Levento ha coinvolto il meglio dellalta enogastronomia made in Italy, riunendo una cinquantina di produttori di vino e le pi autorevoli firme dei media italiani e stranieri del settore. La manifestazione di Golden Moon ha coinvolto, oltre allHotel de la Poste, il Vittoria, con i banchi dassaggio di etichette italiane deccellenza, talvolta provenienti da viticoltura eroica, come quelli delle Cinque Terre, ma anche del giovane produttore bellunese De Bacco e Vigna 1350 di Cortina che, secondo lenologo Fabrizio Zardini, questanno potrebbe arrivare alla prima micro vinificazione (menzione speciale nei premi di GustoCortina). Nellarea food gli artigiani del gusto, produttori e selezionatori, hanno messo a disposizione del pubblico ricercati prodotti di nicchia. Unarea stata dedicata allenoturismo, ma la novit di questa edizione stato il premio di architettura destinato ai progetti delle cantine meglio integrate nel paesaggio agrario. Una due giorni, dunque, vetrina delle migliori espressioni del made in Italy, che ha visto, oltre alle degustazioni, con la presenza di Thibault Nguyen, direttore della pagina enologica di Le Figaro Vin, incontri e seminari correlati, cui hanno partecipato imprenditori del settore turistico e operatori commerciali dei mercati esteri, in primis Russia e Cina. Alla cerimonia dinaugurazione era presente il senatore bellunese Giovanni Piccoli. Levento stato patrocinato da Regione Veneto, Comune di Cortina, Regole dAmpezzo, Universit Ca Foscari di Venezia e Expo 2015. Un momento particolarmente

Seconda edizione di GustoCortina con pregiate degustazioni, incontri e seminari e la novit del premio di architettura
felice lOpen House Gala, la serata nelle case private di Cortina, con i vini in concorso e i piatti creati dagli chef con i prodotti delle aziende partecipanti. Alla serata erano presenti Graziano Prest del Tivoli, Daniele Zennaro del Vecio Fritoin di Venezia, Maurizio Alluotto, Gianfranco Faustini e Marco Balducci degli Hotel Europa, de la Poste e Cristallo, Alessandro Menardi di Baita Fraina, Fabio Pompanin de Il Camin e Gigi Da Riz del ristorante Da Aurelio. GustoCortina ha ottenuto il meritato successo, ma il suo punto di forza, a parere del sommelier che scrive, sono state le straordinarie degustazioni volute da Ian DAgata, che firma gli articoli sul vino su Le Figaro Vin, e dal direttore della prestigiosa testata. Analogo successo e importanza per quelle curate dal sommelier Alessandro Scorsone. Una chicca: la degustazione guidata da Egle Pagano del Secolo XIX, Vini no limits, dove stato presentato il vino del produttore spagnolo Lorenzo Valenzuela, il rosso Bodega Barranco Oscuro, da vigneti coltivati in Andalusia oltre i 1.300 metri. Pietro Lugano ha presentato il suo Abissi, metodo classico, affinato a 60 metri di profondit nella riserva marina di Portofino. Gianluca Bisol ha portato il suo Venissa, prodotto nellisola veneziana di Mazzorbo, dove i vigneti di Dorona sono spesso sommersi dalla acque.

I titolari dellazienda Maroneta

Da sinistra Roberto Ferro, Maria Pia Montanari, Alessandro Scorsone, Gerry Gaspari e Cristina Lot

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LE DEGUSTAZIONI DI GUSTO CORTINA

Da sinistra il senatore Giovanni Piccoli, Gherardo Manaigo e Maria Pia Montanari

I PREMI DI GUSTOCORTINA

A GustoCortina anche un premio di architettura per gratificare le realt architettoniche pi significative per la capacit di integrare architettura, enologia e paesaggio agrario. Due le sezioni del premio intitolato La cantina di Prometeo: spazio del lavoro e processi di vinificazione. Nella sezione architettura il primo premio stato assegnato ad Augusto Romano Burrelli e a Gianfranco Roccatagliata dellUniversit di Venezia per il progetto della Cantina Perusini di Ronco di Rosazzo (UD); il secondo andato alla cantina Dei di Montepulciano su progetto di Alessandro Bagnoli ed il terzo alla cantina Bortolomiol di Valdobbiadene su progetto di Wally Tom. Nella sezione paesaggio, premio agli architetti Giorgio e Luca Pedrotti con il maestro Pomodoro per il progetto della cantina Castelbuono di Montefalco. Secondo classificato il progetto della cantina Rondover di San Simone di Brisotto di Porcia (PN), realizzato dallarchitetto Massimo Augusto Redigonda, terzo il progetto della cantina Poggio San Polo di Montalcino degli architetti Dal Piaz e Giannetti.
I VINCITORI DEL CONCORSO ENOLOGICO

Il miglior spumante il Ferrari Perl 2006, miglior vino bianco il Friulano 2012 dellazienda Tomasella, miglior rosso il Pinot Nero Iperbole riserva 2008 della cantina C Boffenisio. Il premio per il miglior vino dolce andato a pari merito a Sciacchetr 2010 di Buranco e a Elba Aleatico Passito 2011 della cantina Cecilia.

Nella terrazza viennese dellHotel Ancora le grandi, si sono tenute le grandissime degustazioni messe in campo da Ian DAgata, wine writer e critico enologico, che ha voluto peraltro mettere a confronto Francia e Italia in due verticali storiche: la prima di Bordeaux, con sette annate di Chateau Branaire-Ducru, provenienti da vigneti di circa 45 anni, 70% di cabernet sauvignon, 22% di merlot, 5% di cabernet franc e 3% di petit verdot (annate 2010-2005-2003-2001-20001998-1995); la seconda con 15 annate di Brunello di Montalcino dellazienda Maroneta con la presenza del produttore Alessandro Mori, che ha messo in degustazione tutta la sua straordinaria produzione. Parimenti di livello la degustazione con Marcello Lunelli, Lo chardonnay secondo Ferrari, dove le bollicine trentine, peraltro vincitrici del premio per il miglior spumante, hanno trovato la massima espressione con la Riserva Ferrari 1995, definita annata del secolo dal produttore, con i suoi 18 anni sui lieviti. Nondimeno emozionanti le degustazioni di Alessandro Scorsone, con LAmarone e le sue declinazioni, un itinerario attraverso le aree di produzione nei 19 comuni in provincia di Verona. In rassegna Amarone Speri 2008, Corte SantAlda 2009, Campo Morar 2006, Ambrosan 2006, Massimago 2009, Venturini 2008 e Buglioni 2007. Un francese dal cuore italiano il titolo della degustazione di champagne Encry proposta dal celebre sommelier Enrico Baldin della Maison Veuve Blanche Estelle, prodotto a Mesnil sur Oger, comune classificato Gran Cru Blanche a 20 chilometri da Epernay. In degustazione: Grand Ros, Brut; Millesim 2005 e Zero Dosage. Bella anche la storia raccontata dal produttore sulla sua maison. Un plauso ai sommelier bellunesi stato pubblicamente fatto da Ian DAgata, da Alessandro Scorsone e Adua Villa, che a Cortina ha presentato il suo libro Una sommelier per amica.

I titolari dellazienda De Bacco con Alessando Scorsone e Dino Marchi

Thibault Nguyen e Ian dAgata con i sommelier di Belluno

I sommelier Ais con Adua Villa e Alessandro Scorsone

Ian DAgata e a destra Thibault Nguyen

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Un Vino Vip con tante news


Innovazione: questo il tema di fondo della 9 edizione di Vino Vip, e non solo per quanto riguarda il vino, ma anche per le numerose novit messe in campo da Alessandro Torcoli, di Civilt del bere, organizzatore dellevento. Innanzitutto lo spostamento della manifestazione a met luglio e, oltre ai consueti momenti di Vino Vip classic, da questanno si sono aggiunti Overture champagne, Vino Vip Challenge e la Blind tasting competition. Quindi, dal Rifugio Faloria, sede storica del Tasting delle Aquile, allaltro versante, sulle Tofane, con gli champagne protagonisti con nove aziende e ben 25 tipologie, hanno di fatto dato il benvenuto al Rifugio Col Drusci. E ancora pi in alto, fino ai 2.550 metri del Rifugio Ra Valles, con lo splendido panorama sullanfiteatro della conca ampezzana, le sfide dellenologia italiana, con aziende novit di questi ultimi anni. Anche qui nove produttori hanno fatto degustare i loro vini ai numerosi appassionati. Ancora sabato, le cene di Vino Vip gourmet, con il ristorante Tivoli A destra Luigi Pizzolato, delegato di Val del sommelier Graziano DElsa e vice presidente di Ais Toscana

Jancis Robinson

di Mario De Pra

Innovazione dalla vigna al marketing, il leit motiv di questa nona edizione. E molte le nuove proposte
Prest in trasferta a Col Drusci e poi a Baita Fraina, a Il Campanile (Golf Cortina) e al Vip Club dellHotel Europa. Qui i vini, con produttori e ospiti, hanno incontrato il meglio della proposta culinaria della provincia di Belluno. Domenica 15 si aperta con laltra novit di questa edizione: Blind tasting competition, la degustazione alla cieca con pochissime indicazioni prima della gara. Un gioco, secondo Alessandro Torcoli, per evidenziare la propria abilit di assaggiatori. Tra i cinquanta partecipanti il premio andato ai tre che hanno individuato le maggiori caratteristiche dei vini, per esempio la tipologia delle uve, larea di provenienza, ecc. Contestualmente si teneva nella Sala cristallo dellHotel Miramonti il convegno La futura vita della vite a cura dellAccademia italiana della vite e del vino, con lintervento del presidente, Antonio Cal. Nel pomeriggio, nel salone delle feste dello storico hotel, linaugurazione ufficiale della kermesse, con lintervento delle autorit e a seguire il talk show, con Jancis Robinson, una delle firme critiche pi rispettate del mondo del vino. Ad assistere moltissimi produttori e la stampa internazionale. La cena di gala ha visto la consegna del premio Pino Khail a Lucio Tasca dAlmerita, per i suoi meriti nella diffusione della cultura enologica italiana nel

Alcuni sommelier con Alessandro Lunelli di Ferrari

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Alessandro Torcoli, direttore di Civilt del bere, a sinistra, Roberto Ferro delegato Ais di Belluno

confronto un Frappato 2011 a fermentazione spontanea e uno con il lievito candida z. Lo stesso ha riguardato vini da uve Nero dAvola. Il progetto Valorizzazione di Linosa ha focalizzato lattenzione sulla reintroduzione di vitigni nellisola e in questo ambito stato possibile degustare lo Zibibbo passito frutto di un apposito studio, che ha ottenuto lunanime plauso dei presenti. Poi via verso il Rifugio Faloria per la conclusione straordinario Tasting delle Aquile, con il meglio dellenologia italiana.

mondo; a Silvia Baratta di Gheusis e a Tiziana Mori del Gruppo Italiano Vini, il premio Whos who in wine per la miglior comunicazione sul vino. Il sommelier Luigi Pizzolato, delegato di Val DElsa e vice presidente di Ais Toscana si aggiudicato il premio Blind tasting competition, mentre al secondo e terzo posto della degustazione alla cieca si sono piazzati rispettivamente Maria Gerari, studente del Master of wine, e il giornalista Luigi Salvo. In centro a Cortina, nel tardo pomeriggio alle enoteche di Gerry Gaspari e Sergio Manaigo, le degustazioni di vini naturali Riesling, Nikolaihof e Orange wines di confine (approfondimenti nella sezione del giornale dedicata della delegazione di Belluno). Il luned mattina era in programma il seminariodegustazione in collaborazione con lIrvos, guidato dallenologa Graziana Grassini e da Daniele Oliva, responsabile delle biotecnologie dellIstituto regionale della vite e dellolio di Sicilia dal titolo Tre ricerche sui solfiti, sui lieviti indigeni e su nuovi territori. Dunque, ancora la Sicilia protagonista del Masterclass. La prima parte della degustazione ha riguardato vini senza solfiti da uve Grillo e Nero dAvola. La seconda parte ha riguardato la ricerca sullimpiego nella produzione dei vini, del lievito candida zemplinina; a

LINTERVENTO DI JANCIS ROBINSON


La master of wine Jancis Robinson, uno dei massimi esperti mondiali del settore, ha introdotto il suo talk show sullequilibrio tra innovazione e tradizione. Innovazione, il filo conduttore di questa edizione, e alcune regole fondamentali cui devono attenersi oggi i produttori, sia in cantina, che nel mercato globale. Prima di tutto pi qualit e minor quantit: questo il concetto sottolineato pi volte dalla Robinson, con estrema attenzione alla costruzione del vino in vigna, anzich in cantina. Lutilizzo di importanti innovazioni tecnologiche, come il controllo satellitare, che consente la mappatura completa dei vigneti. La tecnologia consente precisione e risparmio nella produzione del vino, senza dimenticare per modifiche che possono apparire banali, come lutilizzo delle cassette di plastica al posto delle meno igieniche di legno. Basta, dunque, con le fermentazioni forzate, con i vini trasformati da lieviti da poco prezzo o dalla malolattica per la maturazione precoce del vino. E qui un plauso al vino italiano, che non viene messo in commercio prima del tempo. La Robinson ha poi continuato affermando come globalmente si assista a una importante riduzione delluso del legno per la maggior parte dei vini, specificando che con la tecnologia anche i vini giovani possono risultare eccellenti. Limportanza delletichetta per informare il consumatore e della retro-etichetta quale biglietto da visita dellazienda, dove il produttore pu raccontare la storia sua e del vino. Lavvento dellutilizzo del Dna, ha sottolineato lesperta, ha consentito lindividuazione delle variet 377 vitigni sui circa 2.000 sono italiani per rispondere al consumatore sempre pi istruito, anche se giovane. Una parte dellintervento ha riguardato i vini naturali, dei quali la Robinson ha precisato non essere fanatica, affermando che un vino devessere innanzitutto buono, meglio se biologico o biodinamico. Ha concluso il suo intervento affermando che il produttore italiano deve viaggiare molto per raccontare il suo vino, utilizzando inoltre i nuovi mezzi di comunicazione, sottolineando limportanza del marketing aziendale.

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Il risotto che non taspetti

Ha vinto la creativit, la voglia di tentare nuove strade e nuovi sapori. E, per una volta tanto, ha messo daccordo tutti quanti. Alla terza edizione de Il risotto del sommelier, lo scorso 15 settembre durante la 47 Fiera del Riso di Isola della Scala, forse anche un po a sorpresa, il risotto migliore stato quello proposto dai padroni di casa della delegazione veronese, con la complicit dello chef Roberto Merzari del Ristorante Villa De Winckels di Marcemigo di Tregnago (VR). Un risotto alle castagne di San Mauro, stracul di maiale e Grana della Lessinia, sapori molto diversi fra loro ma che

Ais Verona vince la terza edizione de Il risotto del sommelier, evento clou della Fiera del Riso di Isola della Scala, con un piatto innovativo che ha conquistato sia la giuria tecnica che quella popolare
Roberto ha saputo amalgamare sapientemente e che hanno colpito alla stesso modo la giuria tecnica, presieduta da Giancarlo Mondini (Ais Romagna) e composta da Mariano Francesconi, Fiorenzo Detti, Morello Pecchioli, Lucio Salgaro, Luciano Merlini e Lucio Ferrani, quella popolare del folto pubblico di appassionati. Poche, comunque, le differenze, fra il vincitore e gli altri, come ha spiegato Mondini, dimostrazione della grande professionalit degli chef partecipanti, tutti orientati su risotti di ricerca, non convenzionali. Presentazione, franchezza ed armonia dei profumi, cottura,
Lo chef vincitore Roberto Merzari

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PIATTI E VINI IN GARA AL RISOTTO DEL SOMMELIER


DELEGAZIONE DI BELLUNO Risotto ai sapori dei laghi dolomitici del Ristorante La Buona Tavola 2 (BL) Abbinamento: Col di Pietra 2011 igt delle Dolomiti di De March DELEGAZIONE DI PADOVA Risotto al Tartufo Scorzone dei Colli Euganei e Serprino doc dellAntica Trattoria Ballotta di Torreglia (PD) Abbinamento: Friularo Ambasciatore doc 2008 di Conselve Vigneti e Cantine DELEGAZIONE DI ROVIGO Risotto con le rane della Trattoria al Ponte Lusia (RO) Abbinamento: Vino da tavola Mattarella dellAzienda Agricola Campioni DELEGAZIONE DI TREVISO Risotto alle ortiche del Sile e ricotta stagionata di malga del Hotel Ristorante Fior di Castelfranco Veneto (TV) Abbinamento: Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry docg di Ruggeri DELEGAZIONE DI VENEZIA Risotto San Marco di Isola della Scala, al rag di faraona di cortile, mantecato al basilico, morbido di Casatella dop e polvere di olive nere del Ristorante alla Crosarona di Scorz (VE) Abbinamento: Pinot Grigio Lison Pramaggiore doc 2011 di De Stefani DELEGAZIONE DI VERONA Risotto alle castagne di San Mauro, stracul di maiale e Grana della Lessinia del Ristorante Villa De Winckels di Tregnago (VR) Abbinamento: Barricaia Brut Riserva Privata Rinaldo Rinaldi 1994 di Villa Rinaldi DELEGAZIONE DI VICENZA Risotto al toresan di Trattoria dalla Nana di Romano di Ezzelino (VI) Abbinamento: Breganze Marzemino igt Cornorotto 2011 di Maculan

armonia dei sapori, originalit e creativit della proposta: questi i cinque parametri della scheda di valutazione dei piatti della giuria (con voti da 1 a 10, ed il vincitore per la cronaca ha totalizzato 279 punti, una media di 7,9 per ogni parametro). Abbiamo voluto presentare un piatto che riuscisse ha conservare i sapori ha spiegato lo chef Roberto utilizzando per solo prodotti del territorio. Laltro premio delle kermesse, quello dedicato al miglior abbinamento, stato vinto dalla delegazione veneziana, che ha proposto assieme al risotto San Marco al ragout di faraona e morbido di Casatella preparato da Marco Salin del Ristorante alla Crosarona di

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Scorz (VE), un Pinot Grigio 2011 Lison Pramaggiore Doc dellazienda De Stefani. Ma i premi sono solo il corollario di una manifestazione che ha tutti gli ingredienti per continuare su questa strada, ossia la valorizzazione di un grande prodotto di pregio come il Riso Nano Vialone Veronese Igp. Si tratta di uno degli eventi pi belli e pi alti della nostra fiera, ha confermato il presidente dellEnte Fiera di Isola della Scala Massimo Gazzani. Grande merito, dunque, al lavoro ed allo spirito delle sette delegazioni venete di Ais, degli chef coinvolti, tutti giovani e preparati (fra cui anche una donna, Antonella Dal Bello della Trattoria dalla Nana di Romano dEzzelino, portata qui fra laltro dalla delegazione pi rosa della regione, quella vicentina capitanata da Roberta Moresco, nuova erede di Mariucia Pelosato), segno che la nostra ristorazione ha le carte in regola per crescere e modernizzarsi, e dei vignaioli che hanno portato qui i loro vini in abbinamento, spesso preparati proprio per loccasione. Come, ad esempio, il Barricaia Brut 1994 della Riserva Privata di Rinaldo Rinaldi abbinato al piatto vincitore, un 60% pinot grigio e 40% chardonnay, passato poi per 30 mesi in barrique a bassa tostatura e sboccato poi al volo: una rarit, portato qui ad hoc da Rinaldo, che ha riscosso molti consensi. In chiusura, a suggellare una giornata davvero riuscita, c da segnalare anche laf-

Il vincitore: Risotto alle castagne di San Mauro, stracul di maiale e Grana della Lessinia del Ristorante Villa De Winckels di Tregnago (VR) Premio al miglior abbinamento: Risotto San Marco di Isola della Scala, al rag di faraona di cortile, mantecato al basilico, morbido di Casatella dop e polvere di olive nere del Ristorante alla Crosarona di Scorz (VE) con Pinot Grigio Lison Pramaggiore doc 2011 di De Stefani

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fettuoso applauso che ha ricevuto lex-presidente di Ais Veneto Dino Marchi, presente in sala, a ringraziamento del suo grande impegno e lavoro svolto negli ultimi anni per valorizzare la professionalit e far crescere cos il riconoscimento verso i sommelier veneti.
La premiazione del miglior risotto del sommelier va alla Delegazione Ais di Verona Il premio come miglior abbinamento. Vince la Delegazione di Venezia

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I dieci anni della Prosecco Cycling

Un brindisi con i sommelier di Ais Veneto per festeggiare la decima edizione della Prosecco Cycling. La manifestazione che dal 2004 coniuga, in grande stile, ciclismo e promozione del territorio e che questanno, nonostante la pioggia che ha causato qualche defezione dellultima ora, ha visto lo scorso 29 settembre la partecipazione record di oltre 1.700 iscritti, provenienti da 18 nazioni. Per la cronaca, nel percorso lungo (114 chilometri) vittorie del veneziano Igor Zanetti, al suo primo successo, e Maria Cristina Prati. Nel corto (71 chilometri) successi del trevigiano Alessandro Bianchin, punta di diamante del team Prosecco Cycling, e di Michela Giuseppina Bergozza. Ma oltre allaspetto sportivo la Prosecco Cycling ha dimostrato soprattutto di essere un grande spettacolo che ha mescolato coriandoli e canzoni, bollicine e grandi ospiti, passione per la bicicletta e promozione del territorio. Dove i sommelier di Ais non mancano mai, ed anche questanno erano presenti sia nel brindisi finale che nelle varie attivit eno-

Grande spettacolo sulle colline valdobbiadenesi per ledizione, da record di iscritti, del decennale, che mescola bollicine, servite dai sommelier di Ais Veneto, e promozione del territorio
gastronomiche correlate allevento. La mattinata della Prosecco Cycling iniziata da Valdobbiadene con una torta e dieci candeline. E con i ciclisti ad alzare le mani, bene aperte, sulla linea di partenza: dieci dita per sintetizzare la voglia di esserci. Per contribuire a scrivere, ognuno, la decima pagina di un evento che ormai rappresenta il simbolo sportivo, e non solo, di un territorio sempre pi legato alle due ruote. E dove, al termine della salita pi attesa e temuta, il mitico Muro di Ca del Poggio, a San Pietro di Feletto, capita di essere accolti da un campione come lolimpionico della ginnastica Igor Cassina. Un testimonial deccezione per un ristoro deccezione: fasolari e Prosecco, il mare e la collina. Nulla di
Un passaggio davanti al castello di San Salvatore
(photo: Francesco Galifi)

Il brindisi al via con i sommelier Ais

(photo: FotoStudio3)

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Igor Cassina, Alberto Stocco e i ciclisti sul Muro di Ca del Poggio


(photo: FotoStudio3)

Ciclisti con i sommelier Ais

(photo: FotoStudio3)

sorprendente, in fondo, nel cuore del Giardino di Venezia. Dove questanno transitato anche il Giro dItalia. La Prosecco Cycling stata anche una passerella per alcuni ospiti noti. Tra questi il vicesindaco di Valdobbiadene, Pietro Giorgio Dav, il britannico Tony Purnell, ex amministratore delegato dei team di Formula 1 Jaguar e Red Bull ed ora consulente tecnico per la federazione ciclistica del suo paese, lolimpionico di canottaggio Rossano Galtarossa e lentusiasta presidente di Villa Sandi, Giancarlo Moretti Polegato. Una corsa stupenda anche con la pioggia, unesperienza che consiglio a tutti, ha

detto sul traguardo Moretti Polegato, tornato alla Prosecco Cycling dove nel 2012 aveva fatto il suo debutto in bicicletta. Dallestero poi sono giunti anche Mark Garnish e David Best, premiati con una pregiata opera in vetro di Murano, in rappresentanza del folto gruppo di partecipanti (una settantina di ciclisti) provenienti dalla Gran Bretagna. Che conferma come la Prosecco Cycling, grazie anche alla vivace partnership con il Consorzio di Promozione Turistica Marca Treviso, goda di fama crescente allestero. Il gran finale di stagione, per moltissimi appassionati, non solo italiani, qui: tra vigneti e cantine, tra saliscendi mai troppo impegnativi e la sincera ospitalit della gente. Qui, dove se pedali troppo forte, puoi rischiare di vincere, ma pure di smarrire la vera essenza di una domenica da assaporare a piccoli sorsi, come si farebbe con un buon calice di Prosecco. Poi, per tutti, chiusura in bellezza al Palagusto, il grande salone delle eccellenze enogastronomiche a km zero, sviluppato nellaccogliente cornice di Villa dei Cedri. Mentre, per gli stranieri, ha esordito, con successo, la Prosecco Lounge, unarea riservata, in Piazza Marconi, in cui si sono mescolate lingue e pensieri, con le bollicine del frutto pi pregiato delle colline trevigiane a rendere tutto pi frizzante. E indimenticabile. Arrivederci al 2014, con nuove emozioni.

Passaggio sul Colle della Tombola (photo: Francesco Galifi)

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UNO DI NOI

Sommelier made in England

Padova-Londra e ritorno. La strada professionale di un sommelier di successo passa anche da qui. Attraverso esperienze sempre pi gratificanti ed importanti, dove i contatti con altre realt ed sommellerie sono il cardine su cui espandere la propria crescita personale nel mondo del vino. Lui Daniel Marzotto, classe 1980 da Casalserugo, comune a poco pi di dieci chilometri a sud di Padova. Dalla piccola trattoria di famiglia, dove ha iniziato come cuoco dopo aver frequentato lalberghiero di Abano, diventato chef sommelier in un ristorante stellato londinese. Ed oggi riuscito a coronare il suo sogno: aprire, insieme allamico Marco Volpin, un proprio ristorante a Saonara, Padova. Lavvicinamento al mondo del vino, come spesso accade, arriva sotto la spinta di suo padre, che gi aveva frequentato i corsi Ais fra il 1997 e il 1998. Daniel li frequenta dal 2003 al Ristorante Il Bosco

Lavventura professionale di Daniel Marzotto, da Padova sino ai pi prestigiosi ristoranti londinesi, un percorso di formazione a tutto tondo

di Montegrotto, seguito dal delegato Ais di Padova Bruno Maniero, gi professore anche presso lalberghiero, e termina il terzo livello a maggio del 2005. Da l iniziata la mia vera carriera, prima con lattivit in sala del ristorante di famiglia poi, quando stato venduto al Tinello di Padova, dove ho cominciato a scrivere le mie prime carte dei vini. Ma il vero salto di qualit arriva nellestate del 2005 quando, assieme allamico Marco, si trasferisce a Londra per lavorare. Non sapevo una parola dinglese, cos ho iniziato a lavorare in ristoranti italiani, prima come aiuto cameriere poi come vero e proprio sommelier. Ho lavorato per un anno e mezzo al Ristorante Fiore, a St. James, con una carta dei vini composta sia di grandi nomi che di piccole realt
Marco Volpin e Daniel Marzotto

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UNO DI NOI

vinicole. Da qui sono poi passato in un ristorante stellato, lo Sketch, considerato uno dei migliori di Londra, dove head chef era il celebre cuoco francese Pierre Gagniere. Nel ristorante operavano circa una dozzina si sommelier ed io ero lunico italiano, fra francesi, spagnoli e scozzesi. Da semplice sommelier di sala pian piano sino a diventare chef sommelier e quindi matre. In pratica, conducevo io la brigata e stendevo la carta dei vini, che puntava molto soprattutto su vini francesi, Champagne e Bordeaux in particolare. Degli italiani cerano solo Chianti, Barolo e Pinot Grigio, ma con la mia esperienza e conoscenza sono riuscito a dare una bella spinta anche ai vini di casa nostra. Tanto che nel 2008 stata eletta come miglior carta dInghilterra. Lesperienza allo Sketch di Daniel non servita solo a farlo crescere professionalmente, ma anche ad arricchire il suo bagaglio di conoscenze del mondo del vino. Sicuramente il confronto con vini e sommelier di altri paesi mi servito per completare la mia preparazione. Ho imparato a conoscere meglio i vini francesi e quelli europei ma, grazie anche a un sommelier australiano, anche quelli emergenti del Nuovo Mondo. Dopo lo Sketch la volta di una nuova esperienza londinese, presso lOsteria dellAngolo, nei pressi di Westminster, a fianco di un altro grande chef, Michele Brogi, ex Pinchiorri. E in questoccasione vince, grazie alla sua carta dei vini, il Premio Internazionale Innovazione alla Professione. Quindi, nel 2009, il ritorno in Italia, per mettere in pratica quanto impa-

rato. Prima a La Cova a Padova, come base di partenza, e poi, finalmente, con lapertura del Ristorante Le Tentazioni: Daniel in sala e Marco in cucina. Curer, ovviamente, la carta dei vini e speriamo di poter ottenere un buon risultato al concorso di Ais Veneto. Ho gi partecipato con carte preparate da me nel 2009 per il Ristorante Qui per caso, arrivando terzo, e nel 2010 e 2011 per La Cova, ma arrivando lontano dal podio. Daniel ci tiene molto a sottolineare il suo stretto rapporto con lAis, anche quando si trovava a Londra. Ho sempre cercati di mantenere i legami con lassociazione, tanto che per molti anni mi sono assentato per una settimana per fornire il mio aiuto nellattivit di servizio al Vinitaly dal 2006 al 2011, dove ho servito il presidente Napolitano e il governatore Luca Zaia, e anche nel 2008 per il varo della Costa Pacifica. E lAis mi ha sempre appoggiato, grazie anche al supporto di Maristella Mangiarotti di Ais Milano. Qualche anno fa ho dato una mano ad organizzare persino i primi esami di terzo livello realizzati proprio qui a Londra. E ha anche portato un tocco di Ais anche nei suoi rapporti di lavoro. Il metodo Ais molto diverso da quelli utilizzati da altre sommellerie. Quella francese, ad esempio, segue labbinamento tradizionale, a differenza del nostro che si basa invece sulle contrapposizioni e le congruenze fra cibo e vino. Tanto che spesso ero visto dai miei colleghi un po come un marziano. Per tutto questo servito molto anche a confrontarmi con altre realt ed alla fine, facendo capire che il metodo Ais si basa su studi molto precisi, ho ricevuto anche molti apprezzamenti. Ma ora che tornato in Italia, cosa pensa Daniel della sua esperienza? Sicuramente stata fondamentale per la mia crescita. Anche perch allestero alla figura del sommelier data molta pi importanza che qui da noi. I ristoranti stellati sono molti di pi allestero, mentre da noi prevalgono le piccole realt. Ma non detto che questo sia un male, anzi. Lavorando in queste ultime si spesso costretti ad occuparsi di attivit anche diverse dalla sola sommellerie e questo aiuta a formare unesperienza lavorativa a tutto tondo.
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Ais Veneto, al tuo servizio


Fra le attivit principali di Ais Veneto c quella dei servizi, dove i nostri soci diventano il partner ideali e professionali per eventi speciali

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Da sempre gli incontri importanti si concludono a tavola. Che si tratti di un contesto pubblico o privato, istituzionale o daffari assolutamente necessaria la professionalit del servizio. Ais Veneto in grado di garantire un intervento puntuale, efficiente, ordinato. Grazie ai suoi sommelier, tutti di altissimo profilo professionale ed umano, in grado di trasformare ogni incontro in un evento speciale. Anche con un sorriso. Lattivit di sevizio di Ais Veneto vanta un successo che trae origine da una solida tradizione. Lassociazione, infatti, parte della grande famiglia dellAssociazione Italiana Sommelier, lorganizzazione di settore pi rappresentativa del nostro paese, con quarantanni di storia e oltre 30 mila soci. In Veneto si contano pi di 4 mila iscritti, costantemente impegnati in attivit di aggiornamento e formazione professionale. Da oltre trentanni Ais Veneto attiva nellorganizzazione di eventi, approfondimenti tematici e iniziative editoriali e si pone come il principale diffusore della cultura enologica e gastronomica veneta e del suo territorio: un vero punto di riferimento per tutti gli appassionati e gli operatori. Per richiedere i servizi di Ais Veneto necessario contattare, in forma scritta, a mezzo fax, e-mail o posta ordinaria, il Delegato o il Responsabile dei Servizi di ciascun territorio provinciale. Per la prestazione verr rilasciata fattura secondo uno specifico tariffario stabilito a livello regionale. Non consentita alcunaltra forma di compenso. Limpegno del servizio inteso fino a 6 ore giornaliere oltre le quali

va concordata una tariffa per prestazione straordinaria. Per un ottimale funzionamento del servizio, Ais Veneto invita a rispettare un adeguato rapporto tra sommelier e commensali. Ai sommelier fatto divieto di accettare qualsiasi servizio individuale al di fuori della procedura sopra indicata, pena sanzioni previste dallart. 14 dello statuto Ais.

PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI


BELLUNO Roberto Ferro - tel. e fax 0437/30673 cell. 333/5390369 - belluno@aisveneto.it PADOVA Bruno Maniero - tel. e fax 049/812038 cell. 333/5286277 - padova@aisveneto.it ROVIGO Dante Brancaleoni - tel. e fax 0425/701307 cell. 335/8138325 - rovigo@aisveneto.it TREVISO Arno Galleazzi - tel. e fax 0423/261385 cell. 349/4975311 - treviso@aisveneto.it VENEZIA Paolo Chinellato cell. 348/3040474 - venezia@aisveneto.it VERONA Marco Aldegheri cell. 392/9621016 - verona@aisveneto.it VICENZA Roberta Moresco cell. 335/7076689 - vicenza@aisveneto.it www.aisveneto.it

I SERVIZI OFFERTI
Preparazione e servizio dei vini Servizio dei distillati Consulenza nella stesura e compilazione della Carta dei Vini Conduzione di degustazioni Organizzazione di visite aziendali o presentazioni di prodotto Grazie allesperienza maturata in ambito internazionale, Ais Veneto in grado di fornire i propri servizi anche nelle principali lingue straniere.

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Fuori luogo
Ecco le storie dei produttori veneti che e allargare il proprio business

di Paolo Colombo

Per scelta, per convenienza, ma soprattutto per passione e amore del vino e dei suoi territori. hanno deciso di investire in tenute al di fuori della regione, per produrre vini di pregio

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In termini di strategia aziendale si chiama diversificazione. Ossia, allargare la propria gamma con nuovi prodotti con lo scopo di ampliare il mercato e incrementare le possibilit di scelta dei propri clienti. Nel caso del vino questa scelta si traduce spesso nellacquisizione di nuove tenute in zone vocate, spesso anche molto lontane e diverse da quella che larea storica di produzione originale di unazienda. Al primo posto la Toscana, ovviamente, ma anche in Sicilia, Puglia, Piemonte, Trentino. Per le aziende venete una strategia di espansione che ha radici lontane, ma che oggi si sta via via sviluppando. E cos che sono nati i grandi gruppi vinicoli, vere e proprie holding, trasformatesi negli anni in colossi enologici di tutto rispetto e fra le prime aziende italiane del vino. Nel Veneto il caso del Gruppo Italiano Vini, che ha sede a Villa Belvedere sul Lago di Garda, prima azienda vitivinicola italiana e tra le prime aziende al mondo, proprietaria di 15 cantine per 1340 ettari di vigneti di propriet situati nelle zone vitivinicole pi prestigiose dItalia, senza contare le moltissime societ partecipate, per 87 milioni di bottiglie prodotte lanno. Ma anche del vicentino Gruppo Zonin: 10 tenute in 7 regioni italiane ed una anche in Virginia, negli Stati Uniti, per 2000 ettari di vigneto, capaci di produrre 40 milioni di bottiglie lanno. E a Fossalta di Portogruaro c il Gruppo Vinicolo Santa Margherita della Holding Zignago: 9 tenute per 16 milioni di bottiglie. Oltre a questi imperi del vino, anche le aziende mediopiccole stanno pian piano capendo che la

strada delle acquisizioni pu essere lidea giusta per allargare i propri mercati e, quindi, la propria offerta. Certo, parlando del prodotto vino, ossia di un prodotto dietro al quale non ci pu essere solo una mera strategia aziendale decisa a tavolino, ma anche tanta passione, amore per la terra, sacrificio e soprattutto la capacit di adeguarsi e relazionarsi con terroir diversi, differenti metodi di coltivazione e produzione, e anche regole diverse, le cose non sono n cos semplici n cos immediate. Passare dal Veneto alla Toscana, o al Sud Italia, non cosa da tutti. I terreni, il clima, le stesse persone sono totalmente differenti. Cosa spinge, quindi, unazienda veneta a produrre vini fuori dalla propria regione? Quali sono gli obiettivi e le strategie dietro questa scelta e, soprattutto, quali le difficolt ed i risultati ottenuti? Abbiamo fatto queste domande ad un vero e proprio esperto del mondo del vino, veneto di nascita ( di Bassano del Grappa) ma toscano dadozione, con alle spalle numerosissime collaborazioni con cantine di ogni parte dItalia (e anche con lestero), il winemaker Roberto Cipresso, e a tre casi esemplari di aziende che hanno diversificato la propria produzione acquisendo tenute fuori regione: Il Gruppo Zonin, nella voce del suo vicepresidente Domenico Zonin, anche neo presidente dellU.Vi.Ve, il conte Paolo Marzotto, presidente della holding Zignago-Santa Margherita, dalla cui passione per il vino siciliano ha voluto creare nel 1997 sulle colline della provincia di Palermo la Baglio di Pianetto, e Pier Giorgio Tommasi, direttore commerciale della celebre azienda veronese Tommasi, proprietaria di due tenute in Toscana.

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ROBERTO CIPRESSO, winemaker

Passione, curiosit, ricerca gli elementi base per diversificare la produzione


Investire in altri territori ed altri vini. E una strategia di mercato scelta sempre pi spesso dalle aziende vinicole, ma che per quelle venete assume connotati e motivazioni particolari. Il Veneto anzitutto una regione con terreni in cui il lavoro viticolo difficile - per ci che riguarda soprattutto i fattori climatici - e le possibilit di scelta sono limitate. A ci, va poi aggiunto che gli imprenditori veneti sono personalit complesse, inquiete e frenetiche, sempre pronte a mettersi in discussione e costantemente alla ricerca di nuovi stimoli. Una volta conquistato un mercato, cercano subito di svilupparlo anche al di fuori della propria regione, per variare la produzione inserendo vini con requisiti diversi, ed ampliando cos lofferta da proporre alla propria clientela; la diversificazione dei vitigni coltivati e dei territori esplorati permette poi contemporaneamente di arricchire il proprio know how ed il bagaglio di esperienze, attraverso il confronto con una pi grande variet di

situazioni agronomiche e di comportamenti fisiologici e produttivi da parte dei vigneti. Anche dal punto di vista economico, una variabilit negli investimenti vitivinicoli permette di tutelarsi in una certa misura dalle oscillazioni della domanda che le diverse variet e le diverse tipologie di vino possono subire. Un tempo fare scelte di questo tipo era molto complesso. I numerosi progressi che negli ultimi decenni hanno interessato i fattori tecnici legati alla produzione e alla trasformazione hanno invece permesso di semplificare notevolmente i processi di diversificazione. Ad esempio, non neppure necessario avere una cantina in ogni distaccamento aziendale, ma sufficiente una unica struttura di trasformazione; luva pu esservi condotta anche da vigneti situati a notevole distanza grazie alla possibilit di disporre di ghiaccio secco, e di impiegarlo per mantenere gli acini perfettamente integri durante il trasporto. Resta comunque la necessit di lavorare con molta passione, con curiosit, con spirito di avventura e di ricerca, nonch con una buona dose di adattabilit agli ambienti diversi, alle condizioni dei suoli e dei climi, alle regole in gioco e alla natura delle persone.

CONTE PAOLO MARZOTTO, titolare Baglio di Pianetto

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Essere imprenditori significa avere delle responsabilit nei confronti del tessuto sociale nel quale si opera
Baglio di Pianetto nasce come una grande storia damore: prima ti innamori, magari per caso, poi c la fase di corteggiamento e poi, se amore, arriva il matrimonio. La mia prima volta in Sicilia fu da bambino con mio padre, per cui ne ho un ricordo affettuoso. Poi ci tornai altre due volte da giovane pilota per correre il giro di Sicilia. Quando poi mi sposai con mia moglie Florence, la Sicilia fu uno dei tanti posti che le feci conoscere della nostra bella terra, ma certamente tra quelli che pi la appassionarono. Cominciammo a tornarci sempre pi spesso, anche per ammirarne gli straordinari capolavori della storia, che sostenevamo con il gruppo di amici dellArpai (Associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano). Quindi, data la passione per il vino e lesperienza maturata, quando decisi di costruirmi il mio piccolo chateau vinicolo, mi sembr molto naturale unire due amori in un luogo. Che la Sicilia avesse un terroir particolarmente vocato, si sapeva da sempre, e finalmente lo si iniziava a vedere con le belle bottiglie che alcuni grandi produttori stavano dando al mercato internazionale. Certamente lesperienza con Santa Margherita, lazienda fondata dalla mia

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famiglia, stata molto importante per approfondire una conoscenza del settore, ma la Sicilia stato un desiderio mio: ho fatto la scelta precisa di andare al cuore di quella terra a raccoglierne i frutti, e non, viceversa, di travasarla altrove. Quindi diversificazione s, ma nel senso di esaltazione delle differenze e specificit di un territorio nella sua completezza, dallaria, allacqua, alle persone. Continuando infatti una tradizione di famiglia, non ho mai dimenticato che essere imprenditori significa anche avere delle responsabilit nei confronti del tessuto sociale nel quale e con il quale si opera. Comunque la parola diversificazione stata la chiave fin dalla scelta delle tenute: quella di Pianetto (100 ettari circa in provincia di Palermo) che con i suoi 650 metri di altitudine, le sue importanti escursioni termiche (giorno-notte, estate-inverno) e il suo terreno argilloso lideale per i bianchi come gli autoctoni Insolia e Catarratto ma anche il Viognier e per rossi che hanno bisogno di molta acqua, come il Merlot, ma anche di molto sole per ammorbidire i tannini, come il Petit Verdot. La tenuta di Baroni, invece, 60 ettari circa a pochi chilometri da Noto, zona vocata per gli autoctoni Nero dAvola, Moscato e Syrah. Insomma, diversificazione pedoclimatica, mare e montagna, ma anche varietale, Sicilia e Francia. Per un imprenditore la rete di persone e di servizi, la base di appoggio, il terroir per costruire e sviluppare la pro-

LOfficina A.R.I.R. presente sul mercato dal 1968 specializzata nellideazione, produzione e personalizzazione di secchielli, spumantiere, termobottiglie e accessori Made in Italy indispensabili per servire il vino, lo spumante o lo champagne.

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pria impresa in altre regioni. Esportarsi come imprenditore un po come ricominciare da capo. Ma le sfide mi hanno sempre attirato. Certo non si pu negare che le differenze tra due regioni come il Veneto e la Sicilia ci siano e influiscano sul fare impresa: basti pensare che per consegnare della merce da Aosta a Reggio Calabria servono 2 giorni, mentre per consegnarla in Sicilia 1 giorno in pi. Ma, come dicevo prima, se si crede nel terroir siciliano per un vino siciliano, allora non si pu che venire qui. In conclusione, il vero vantaggio di essere qui alla fine che il sole non lo devi andare a cercare per importarlo ma te lo trovi l fuori dalla porta di casa, gi pronto ad aiutarti a fare delle tue uve un gran vino.

PIER GIORGIO TOMMASI, direttore commerciale Italia Tommasi Viticoltori

Mantenere la riconoscibilit del brand con investimenti in aree mirate


La nostra famiglia lavora da quattro generazioni in Valpolicella, dove stata

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fondata nella zona classica nel lontano 1902. Nel 97 abbiamo acquistato un terreno di 80 ettari a cordone speronato a Pitigliano, nella Maremma toscana in provincia di Grosseto, dove produciamo quattro variet: Alicante, Rompicollo, che una variet del sangiovese, Cabernet sauvignon e Vermentino. Lidea nata dal fatto che la nostra azienda disponeva gi di una solida e ben strutturata rete commerciale, forte sia in Italia ma soprattutto allestero dove esportiamo il 70% della produzione, con unesperienza nel mercato statunitense che dura da ben 40 anni. Vista limportanza della Toscana nelle esportazioni vinicole, dove occupa il primo posto fra le regioni italiane, abbiamo scelto questo territorio per espandere la nostra produzione. Abbiamo fatto diversi sopralluoghi, fra Montalcino e Chianti, ma alla fine abbiano scelto la Maremma perch la riteniamo una zona in crescita e dalle forti potenzialit. La conduzione dellazienda fatta direttamente da noi, sfruttando anche la caratteristica della nostra famiglia, che molto numerosa, composta da quattro genitori e 9 figli. Per mantenere la riconoscibilit del nostro brand abbiamo aggiunto una fascetta indicante Tommasi di Toscana. A questo nostro primo investimento in altre aree produttive, successivamente ne abbiamo avviati altri due, sempre con lo stesso obiettivo. Tre anni fa abbiamo acquisito una tenuta nella zona del Prosecco Superiore, a Miane, dove per abbiamo declassato la produzione da Docg a Doc. E sei anni fa, ancora in Toscana, abbiamo acquisito un vigneto di 8 ettari a coltivazione biologica, la tenuta Doganella, dove produciamo il Tintorosso, da sangiovese e merlot, e il Cavaliere, 90% di vermentino e chardonney. Il bilancio di questi investimenti sicuramente positivo, anche perch siamo riusciti fortunatamente a trovare terreni in vendita, cosa gi molto difficile. E stato comunque in investimento che ha richiesto uno sforzo non indifferente: in Maremma abbiamo dovuto sbancare quasi unintera collina, rimettendo a posto tutto da zero. In pi abbiamo aggiunto anche la disponibilit di nove camere per lospitalit, vista la grande attrazione che la Toscana ha sul versante enoturismo.

DOMENICO ZONIN, vicepresidente Gruppo Zonin e presidente U.Vi.Ve.

Produrre vini che siano espressione autentica dellidentit del territorio


La scelta di produrre vini in tenute diverse in tutta Italia, dal Friuli, al Piemonte fino alla Sicilia, e anche una negli Stati Uniti in Virginia, ci d lopportunit di allargare la nostra offerta e rappresenta da sempre un punto di forza per il nostro gruppo vinicolo. Le tenute della famiglia Zonin si estendono complessivamente su oltre 4000 ettari di terreno, di cui circa 2000 coltivati a vigna. Altri 500 ettari, di cui 90 vitati, si trovano negli Stati Uniti, a Barboursville Vineyards, Virginia. Questa strategia ci permette di offrire

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alla nostra clientela un vasto ventaglio di vini. Rispetto a molte aziende, noi abbiamo sempre preferito controllare direttamente in zona tutti i processi produttivi, imbottigliando nelle stesse tenute di produzione. Tutti i vini prodotti dalla Casa Vinicola Zonin si ispirano a questo principio, sono rappresentativi dei singoli territori e ne custodiscono fortemente lidentit. I numerosi riconoscimenti ottenuti in questi ultimi decenni premiano la validit di questa filosofia aziendale. Si tratta di una filosofia che abbiamo sempre sposato, ossia di commercializzare con i marchi delle stesse tenute. La mano, comunque, rimane sempre quella Zonin, grazie anche allapporto dellenologo francese Denis Dubourdieu, gi professore di Enologia allUniversit di Bordeaux, che lavora con noi in tutte le nostre aziende, e al direttore tecnico Stefano Ferrante. Ma sempre nel totale rispetto dei diversi territori in cui operiamo, dello stile e della cultura dei vini, senza imporre nulla. Ad ogni modo, in ogni investimento laspetto importante che il territorio deve piacere, bisogna sentirselo un po gi proprio. Del resto la nostra azienda fu la prima in Italia a operare scelte di questo tipo, quando mio padre a met degli anni Settanta acquist delle vigne in Friuli e in Virginia. Siamo stati fra i primi a differenziarci, proseguendo poi con questa filosofia e facendo da esempio a un certo tipo di enologia. Certo si tratta di una strategia molto complessa e costosa, e non sempre detto che i risultati attesi siano quelli previsti. Sono invece pochi i casi di investitori stranieri che acquistino in Veneto. La zona pi appetibile, ovviamente, resta quella del Prosecco, dove hanno acquistato aziende la Henkell (Mionetto), la Schenk ed un imprenditore russo (Contarini Vini).

corsodiformazione del Sommelier

Il buongusto. O c lAis, o non ce lAis.

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Notizie, avvenimenti, curiosit dalle delegazioni territoriali venete

BELLUNO Il vino nellautunno bellunese I vip del vino A lezione dai Cecchetto PADOVA Germania, terra di vini ROVIGO Indimenticabile Portogallo TREVISO Sua maest, Pinot grigio, un mondo Un sommelier sul palco VERONA VICENZA Risotti Intensi A lezione in cantina VENEZIA

il Sangiovese di Romagna da scoprire con la Dandini a gog

Venezia, ecco i neo sommelier

La passione oltre lostacolo Tintilia: laltro Molise

sapori mediterranei Un saluto allestate

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Il vino nellautunno bellunese


Dalla Festa delluva di Fonzaso alla Fiera dei Sapori a Longarone, ripartono a pieno regime le attivit della delegazione
Risotto ai sapori dei laghi dolomitici Roberto Ferro ritira lattestato di partecipazione al concorso Il risotto del sommelier

di Roberto Ferro

Straordinario limpegno dei Gruppo Servizi, guidato di Nicoletta Ranzato, con lausilio di Ivan Del Puppo, a Gustocortina, lo scorso giugno. La manifestazione, alla sua seconda edizione, stata voluta da Maria Pia Montanari e da Gherardo Manaigo, titolare dellHotel de La Poste. Per i sommelier stato un momento di confronto, soprattutto durante le importanti degustazioni tenute nella terrazza viennese dellHotel Ancora da Ian DAgata de Le Figaro Vin e da Alessandro Scorsone. Proprio da loro giunto il plauso pubblico per la preparazione e la professionalit dei sommelier di Belluno. I servizi hanno riguardato, oltre lHotel Ancora, per le degustazioni tematiche della due giorni del gusto, lHotel de la Poste, sede principale dellevento, che con il Park Hotel Victoria, ha ospitato i banchi di degustazione dei vini dei nume-

Belluno Delegato Roberto Ferro


c/o Ristorante La Buona Tavola 2 Via Martiri del XIV Settembre 1944, 24 32100 Belluno Tel./Fax 0437/30673 belluno@aisveneto.it

rosi produttori presenti e della parte food, con straordinari prodotti di nicchia della penisola, dal tartufo al caviale, dai formaggi ai salumi, alla cioccolata. Analogo successo per la 9 edizione di Vino Vip, voluto da Alessandro Torcoli Da sinistra Nicoletta Ranzato, Alessandro Scorsone e Ivan Del Puppo di Civilt del bere, questanno spostata a luglio; molto innovata, ha moltiplicato gli eventi, aggiungendo al tradizionale Wine tasting delle aquile al Rifugio Faloria, Overture champagne e Vino Vip challenge sulla Tofana. La partecipazione alla 3 ediAl centro Franco Pavei e Roberto Ferro con Lara zione del Riso del sommeSaviane e Denise Casanova lier, a Isola della Scala, nellambito della notissima fiera dedicata riusciti a portare la vite, un tempo princia questo cereale, ha dato inizio alle attivipale attivit degli agricoltori soprattutto t autunnali della delegazione. Questanno nellarea del feltrino, a livelli moderni, abbiamo scelto di partecipare con un senza perdere di vista il rispetto della piatto a base esclusivamente di prodotti natura. Alcune aziende sono entrate nel della provincia di Belluno Il riso ai mercato vinicolo, anche se con numeri sapori dei laghi dolomitici sapientemenancora ridotti. Le forze sono state poi te preparato dallo chef Franco Pavei con dirette alla preparazione del concorso la collaborazione dei sommelier Lara enologico della Fiera dei Sapori Italiani Saviane, Denise Casanova e Massimo di Longarone, dedicato ai produttori del Favat: persico reale, pescato nei laghi del Triveneto. In tale contesto la delegazione Cadore, e i gamberi di fiume delle acque di Belluno ha allestito un apposito stand del Nevegal in abbinamento con lo charper le degustazioni tematiche, con una donnay dellazienda De March di giornata riservata ai prodotti del territorio. Cornolade di Ponte nelle Alpi. Inoltre, un padiglione stato allestito per Sempre i vini bellunesi sono stati i protai produttori che hanno voluto esibire i loro gonisti della Festa delluva di Fonzaso, vini direttamente al pubblico. Come semdove lAis Veneto ha giocato un ruolo pre rinnoviamo linvito a partecipazione fondamentale. Vero momento dincontro alle consuete degustazioni del luned e per i produttori che in questi anni sono agli eventi organizzati da Ais Veneto.

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I vip del vino


Lincontro con il Riesling e con quattro produttori innovativi, ma nel rispetto delle tradizioni

di Mario De Pra

Nella tre giorni del vino che ha invaso la regina delle Dolomiti a met luglio, alla sua IX edizione, diverse le novit volute da Civilt del Bere. Vino Vip, nello spirito evidente di coinvolgere quanto pi possibile le realt locali, ha organizzato, nella storica enoteca Cortina di Girolamo Gaspari (Gerry), una straordinaria verticale di Riesling austriaci di Nikolaihof (Wachau). Larea vitivinicola da cui provengono i vini particolarmente vocata e situata lungo il corso del Danubio, circa 80 chilometri a nord ovest di Vienna e proclamata patrimonio mondiale dellUnesco. Protagonisti della degustazione: Riesling Vom Stein Federspiel 2011, Riesling Vom Stein Smaragd 2009, Riesling Steiner Hund 2004, Riesling Klausberg 2005 e Riesling Vinoteque 1995. Ben 17 anni di affinamento per questo ultimo cam-

pione, a dimostrazione della straordinaria capacit di invecchiare questa variet prodotta dalla storica cantina Nikolaihof, che sorge sullantica fortezza romana di Flavinis. Allenoteca Brio di Vino del sommelier Sergio Manaigo abbiamo potuto incontrare, in unoccasione irripetibile, il meglio dei produttori di quello che oggi si ama definire orange wine, ovvero il quarto colore del vino. La tipologia prodotta nella zona di confine italosloveno, sul Collio, che vede la vinificazione di uve a bacca bianca con lunghe fermentazioni sulle bucce, come in quella in rosso. Un ritorno al passato, viene da pensare, ma entrando nella degustazione e nel dialogo con i produttori, si scopre che i vini sono frutto di attenta sperimentazione e innovazione. Niente lieviti selezionati e riduzione della solforosa fino a zero e, nel rispetto dellambiente, esclusione delluso di concimi chimici. Il colore spesso vicino allambra e allarancio, un naso estremamente complesso e un gusto persistente e sconosciuto fanno la differenza tra questi e i vini tradizionali. Ma

veniamo allincontro con Stanko Radikon dellomonima azienda di Oslavia, in prossimit di Gorizia, verso il colle di San Floriano, che dal 1995 mette in bottiglia i classici friulani prodotti con tini tronco-conici per le macerazioni delle uve bianche, gi utilizzati dai suoi avi per la produzione di vini. Stefano Novello di Ronco Severo, azienda di Prepotto (UD) ci racconta come sia nata la sua passione di produttore e come dopo il reimpianto del vecchio vigneto ha iniziato la produzione di vini naturali con lintento di trasmettere nel bicchiere lemozione del suo lavoro in vigna. Paraschos Evangelos coltiva la vite tra il Collio italiano e sloveno, su terreni con microclimi ideali. Equilibrio nella vigna e attenzione estrema in cantina sono la sua filosofia. Le cantine Movia, al confine tra il Collio e la ZGP Brda slovena, dal 1820 si estendono peri 22 ettari. Alex Movia ci racconta dei suoi vini, serviti in ampolle di vetro, della scelta di non effettuare filtrazioni e del suo spumante puro, metodo classico alla sua maniera, senza aggiunta di prodotti chimici o conservanti. Il filo conduttore per tutti il profondo rispetto della natura nella coltivazione della vite e altrettanto rispetto delluva in cantina, con riduzioni quasi maniacali di apporti esterni al vino. Esperienza davvero interessante incontrare assieme questi quattro produttori, i loro vini, i loro racconti di innovazione e allo stesso tempo di ritorno al passato.

Gerry e lo staff di Enoteca Cortina

Evangelos Paraschos con Mario De Pra, a destra

Da sinistra Alex Movia, Stefano Novello, Paraschos Evangelos e Stanko Radikon

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BELLUNO

I VINI DEGUSTATI

A lezione dai Cecchetto


Visita in azienda per gli allievi del primo corso. Dalla teoria alla pratica, un importante momento formativo

di Mario De Pra

Portare gli allievi del corso di primo livello in cantina sempre un momento particolare e la scelta dellazienda agricola di Giorgio Cecchetto risultata particolarmente felice per la disponibilit del titolare con il quale Ais Veneto e la delegazione di Belluno hanno un
EVENTI

AL VIA ALTOGUSTO La cucina bellunese nella sua massima espressione trova riscontro nello splendido programma di Altogusto, che da ottobre a giugno coinvolge lintera provincia. Ristoranti stellati con chef di livello, spesso sommelier, e altri che la stella la meriterebbero, dando lustro allinterpretazione del buon cibo, abbinato a vini delle migliori cantine della penisola. Il tema voluto da Mario Agostini questanno : Ciak, si gira. Il cinema in cucina. Le serate si svolgono il venerd: il 15 ottobre al Mondschein di Sappada (tel. 0435/469585), il 15 novembre Al Borgo di Belluno (tel. 0437/926755), il 29 novembre Al Capriolo di Vodo di Cadore (tel. 0435/489207), il 13 dicembre al Tivoli di Cortina (tel. 0436/866400), il 24 gennaio 2014 Da Aurelio Passo Giau 5, Colle S. Lucia (tel. 0437/720118), il 7 febbraio al Dolada di Plois di Pieve dAlpago (0437/479141), il 14 marzo al Baita Fraina di Cortina dAmpezzo (tel. 0436/3634), il 4 aprile Alle Codole di Canale dAgordo (tel. 0437/590396) il 9 e 10 maggio Al Laite di Sappada (tel. 0435/469070). Ultimo appuntamento il 6 giugno al San Lorenzo (tel. 0437/454048).

rapporto privilegiato. Giorgio Cecchetto, infatti, si pu definire il padre del Raboso, avendolo accompagnato nella sua evoluzione: da vino duro qual era alleccezionale prodotto che oggi possiamo degustare, giungendo al Gelsaia, preziosa perla nata nellambito del programma Borgo Malanotte, che ha portato il vino principe del Piave alla Docg. Il titolare Cecchetto e il figlio Simone sono piaciuti ai partecipanti soprattutto per la pazienza, la professionalit e lattenzione dedicata, prima nel vitigno, poi in cantina, dove si tenuta una lezione completa sul metodo classico: quel Rosa Bruna, declinazione dello spumante da uve Raboso, secondo i metodi Cecchetto. La degustazione che seguita stata un continuo di

Rosa Bruna spumante brut metodo classico. Colore rosa antico, brillante, con sentori di piccoli frutti di bosco, pulito ed elegante; davvero un altro modo di bere il Raboso, come aperitivo o a tutto pasto. Manzoni Bianco igt 2012. Con breve macerazione a freddo nelle bucce; delicato, floreale e delicato, con un bellequilibrio tra morbidezze e freschezze. Raboso del Piave doc 2009, 13%, da uve con lieve surmaturazione, in parte in barrique, in parte in botti da 30 hl., danno al vino un colore rubino intenso e sentori di marasca e mora; austero, con tipica acidit e tannicit. Sante Rosso igt delle Venezie 2010, da uve con leggera surmaturazione in pianta e macerazione in tini di rovere per 10 giorni in questo grande Merlot, dai sentori di prugna e ciliegia, persistente e armonico. Meritatamente al primo posto in diversi concorsi nazionali. Gelsaia 2009, 14%, raboso 100%, colore rubino fitto, con riflessi granati, molto consistente, si sente lappassimento delle uve e la nota del legno, che conferiscono sentori di confettura di ciliegia, di cacao, di spezie, in uneleganza unica. Meritati i numerosi riconoscimenti tributati a questo eccezionale rosso.

domande da parte dei corsisti e di risposte puntuali ed esaustive, che hanno trasformato la lezione in una festa in famiglia..

Giorgio Cecchetto e Roberto Ferro

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PADOVA

Germania, terra di vini


Immersione totale nella tradizione enologica tedesca, alla scoperta del loro gioiello: il Riesling

di Caterina Bazza

Pfalz, Rheinessen, Rheingaue, Nahe, le regioni vitivinicole pi importanti e antiche della Germania, protagoniste del viaggio organizzato dalla delegazione di Padova. Quattro giorni impegnativi che ci hanno permesso di conoscere il Riesling in tutte le sue espressioni. E un vitigno antico, che risale allanno Mille, ma di cui si parla gi dal IV-V secolo, che viene usato in prevalenza per produrre vini bianchi secchi, ma anche per amabili e dolci. Il terreno che lo nutre ricco di ardesia e presenta zone di ossidiana e ferro che danno una forte personalit e mineralit a tutti i vini della zona. Quasi la met dei vigneti si trovano su terreni con pendenze superiori al 30%. Il vitigno esprime, in modo specifico e complesso, composizione, natura, clima, carattere, storia, e habitat, che permettono di realizzare vini con uno stupefacente

equilibrio nellintreccio tra grande acidit, basso volume alcolico e residuo zuccherino naturale.
DREIDESHEIM, LA CAPITALE DEL RIESLING

Padova Delegato Bruno Maniero


Via Malachin, 5 35031 Abano Terme (PD) Tel./Fax 049/812038 Cell. 333/5286277 bruno.maniero@tiscali.it padova@aisveneto.it

Prima tappa Heidelberg, sulle rive del Neckar, definita citt sopravvissuta alla morte degli incanti, per i colori, la vivacit delle piazze, le chiese, i giardini e per il meraviglioso castello costruito con mattoni rossi, simbolo del romanticismo tedesco, Dopo il pranzo trasferimento a Dreidesheim, nella regione di Pfalz, un piccolo gioiello ben conservato con la sua adorabile piazza del mercato, il municipio del XVI secolo e la bellissima Chiesa in stile gotico. Dreidesheim giustamente considerata la capitale del vino della Germania. Primo incontro con il Riesling, nel giardino della cantina Von Winning, fondata nel 1849. Alexander Huetwohl ne ha illustrato la storia, facendoci degustare due tipologie di Riesling: Dr. Deinhard, dove la fermentazione avviene solo in cisterne di acciaio, e i vini Von Winning, che prevedono la fermentazione in botti di diverse dimensioni. Un vino carismatico elegante e allo stesso tempo maestoso. Giallo paglierino brillante, al naso il bouquet, complesso di aromi fruttati e floreali. Bella lacidit senza eccessi alcolici. Nel pomeriggio siamo stati accolti dal sindaco di Dreidesheim, Manfred Drr, che ci ha offerto una simbolica coppa di Riesling che ha voluto condividere con tutti noi in

segno amicizia e benevolenza. Dalla stessa coppa hanno bevuto i grandi della terra: Reagan, Thatcher, Gorbaciov, Eltsin. Questo perch Helmut Kohl, nato nella vicina Ludwigshafen, amava incontrarli qui. Lincontro successivo stato con Steffen Christmann, presidente del VDP, associazione di viticoltori nata nel 1904 per preservare la qualit dei loro vini dallindustrializzazione di massa. Christmann ci ha parlato della volont di produrre in modo biodinamico rispettando cos la natura. Abbiamo assaggiato tre dei suoi vini. Il Pfalz Riesling 2012, classificato come VDP, il Knigsbach 2011, classificato come VDP Ortswein e prodotto con uve provenienti solo da zone specifiche, e per ultimo un Pinot Nero Idig 2008, classi-

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PADOVA

Johannisberg diventata rapidamente il fulcro dellattivit vitivinicola della regione del Rheingau. Nel 1775, era consuetudine inviare un corriere ad ufficializzare linizio della vendemmia. Proprio in quellanno il corriere arriv con due settimane di ritardo, pertanto le uve furono attaccate dalla botritis cinerea. Ci nonostante il cantiniere le vinific e da qui nacque il famosissimo riesling ottenuto da vendemmia tardiva che ha reso Schloss Johannisberg famoso in tutto il mondo. Nel 1816, sulla scia della secolarizzazione napoleonica delle propriet ecclesiastiche, il palazzo fu ceduto al cancelliere di stato dellimperatore austriaco Clemens Wenzel Lothar Frst von Metternich, per il suo servizio al Congresso di Vienna lanno IL MITO JOHANNISBERG prima. Da questo momento fu stabilito Dallabbazia di Eberbach siamo giunti a che un decimo del raccolto annuale Schloss Johannisberg. Fondata come deve essere consegnato alla Casa dAmonastero benedettino, labbazia sburgo o ai suoi successori legali. La forza del Riesling di Johannisberg data dal connubio di belle sfumature di aromi e sapori, dal piccante alle erbe dolci, agli agrumi e alla frutta gialla. Inoltre, vi un grande gioco di acidit pronunciata ed eleganti note mineraIncontro col sindaco di Dreidesheim Manfred Drr li. Ha bisogno di tempo per esprimere al meglio la sua grandezza ed eleganza. Ancora oggi, in molte regioni viticole del Nuovo Mondo, il nome di Johannisberger

ficato come VDP Grosse Lage che si poteva tranquillamente considerare come un Grand Cru. In Germania la cultura biologica e biodinamica molto pi diffusa che in Italia. Il secondo giorno visita allAbbazia di Eberbach nella regione di Rheingau. E uno dei pi importanti monumenti fondato dai cistercensi nel 1136. Qui si sempre prodotto il vino fin dai tempi dei Benedettini. La degustazione qui avvenuta a lume di candela, condizione non ottimale per fare una valutazione visiva del vino, ma sicuramente molto suggestiva. Il filo conduttore tra tutti i Riesling che abbiamo assaggiato la sapidit e la freschezza. I sentori sono di frutta tropicale, agrumi e fiori di gelsomino, in bocca piacevolezza eleganza e persistenza.

sinonimo di Riesling. Cinque i vini in degustazione, presentati da R. Philip: un Schloss Johannisberg Riesling Gelblack Qualittswein 2012, un Schloss Johannisberg Riesling Silberlack Erstes Gewchs 2010, un Schloss Johannisberg Riesling Gelblack Qualittswein 2011, un Schloss Johannisberg Riesling Grnlack Sptlese 2011 e per finire un Schloss Johannisberg Riesling Rosalack Auslese 2010. Assaggiando questi vini abbiamo avuto la fortuna di conoscere una realt vitivinicola che, nonostante si possa definire unindustria per il numero di bottiglie prodotte, riuscita a mantenere la sua identit e personalit. Dopo pranzo ci siamo trasferiti a Rudeshaim per un giro in battello lungo il Reno. Belli e maestosi i castelli che sorgono lungo le rive del fiume. Alcuni sono visitabili, altri sono stati trasformati in alberghi. Al ritorno dalla gita in battello ci siamo trasferiti a Nierstein am Rhein dove abbiamo incontrato Felix Peters della cantina St. Antony. Abbiamo degustato dieci vini di cui quattro Riesling St. Antony del 2012 prodotti in zone diverse. Abbiamo iniziato con Rotschiefer Riesling QbA secco che prevede la fermentazione del 90% in acciaio e del 10% in botti grandi, le uve utilizzate per la produzione di questo vino provengono da cinque zone distinte; il secondo vino era un Niersteiner Pettenthal Riesling Grosses Gewchs prodotto da viti di 35 anni e fermentato in acciaio; 10morgen Riesling, la zona di produzione di que-

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sto Riesling ricca di calcare e anche per questo vino la fermentazione avviene in acciaio. Lultimo Riesling in degustazione stato Nierstein Orbel Riesling Grosses Gewchs 2012, un Riesling Gran Cru ottenuto dalla vinificazione di uve di una zona particolarmente vocata. Al gusto presentavano tutti una forte acidit e sapidit anche se le differenza tra le varie zone, soprattutto per quanto riguarda il terroir, erano percettibili. La degustazione continuata con lassaggio di due Riesling Heyl zu Herrnsheim. In questo caso la classificazione era la stessa e cio Grosse Lage; il primo presentava le caratteristiche tipiche che si cercano in una vendemmia tardiva pur accompagnata da un basso residuo zuccherino, il secondo, ottenuto da viti di 30 anni, era pi rotondo e con un residuo zuccherino superiore. A seguire due Pinot Nero St. Antony il primo del 2011 e il secondo 2011 Riserva. Questi due assaggi ci hanno sorpreso non poco. Il Pinot Nero un vitigno che viene definito lenfant terrible per la sua difficolt di adattamento ci nonostante qui ha dato risultati sorprendenti. La degustazione terminata con lassaggio di due Blaufraenkisch del 2011; il secondo, una riserva, ottenuto da viti di 34 anni.
BIRRA E RIESLING

Il giorno successivo ci siamo spostati nella zona del Rheinessen dove siamo stati ospitati da Gnter Wittmann che ci ha illustrato la sua cantina costruita nel 1663, passata di generazione in generazione. La propriet costituita da 30 ettari di cui due terzi coltivati a Riesling e i rimanenti a Sylvaner e Chardonnay. Dal 1839 utilizzano botti in legno

grandi e lavorano ogni vigneto separatamente. Nel Medioevo questa cantina era una prigione. Sette i vini degustati di cui due Sylvaner, interessanti al naso per il forte sentore di pietra focaia. La giornata proseguita visitando un produttore di birra. Siamo nella regione della Nahe e la birreria che ci ha ospitato si chiama Brauwerk. Dieter Stock ci ha illustrato le varie fasi per la preparazione della birra. Tre i tipi di birra degustati, abbinati a piatti tipici della zona. Nel pomeriggio il viticoltore Georg Rumpf ci ha accolto nel suo ristorante adiacente alla cartina per farci degustare 7 vini. Abbiamo iniziato con il primo vino, un Weisser Burgunder trocken del 2012 che prevede la fermentazione dell80% in acciaio e il rimanente 20% in botti grandi. Un vino minerale fresco e persistente. Il secondo vino era un Quarzit Riesling trocken, 90% in acciaio e il rimanente 10% in botti grandi. Il terreno ricco di quarzo da a questo vino una forte sapidit che lo rende quasi citrino. Il terzo era un Dorsheimer Riesling trocken, vinificato al 100% in botti di legno ma ci nonostante estremamente fresco e sapido. Quindi un Pittersberg Riesling trocken del 2012, 50% acciaio e 50% legno, e un Dautenpflnzer Riesling feinherb 2011, che per risultava disarmonico con le durezze che dominavano e non si armonizzavano con le morbidezze. La fermentazione avviene in botti di legno ottenuto con uve piantate in un suolo vulcanico. La degustazione continuata con lassaggio di Dautenpflnzer Riesling Sptlese per finire con un Pittersberg Riesling Auslese 2011. Lultimo giorno del tour inizia visitando Neustadt di origine romanica e molto rinomata per le sue sorgenti dacqua salata. Dieci i vini qui degustati, con Riesling, Pinot Nero e Eiswein di diver-

se cantine, per capire come le diverse tipologie di terroir determinino la personalit dei vini pur partendo dallo stesso vitigno. Terminata la degustazione ci siamo trasferiti nella cantina di Barbara AchamMagin. Qui la vite parla al femminile e la grinta e leleganza di Barbara si ritrovano nei suoi vini con un equilibrio sapientemente dosato. I vini in degustazione davano emozioni. Equilibrati e armonici pur rispettando la natura di questo vitigno che ama il freddo. Infine un grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questa esperienza: il delegato Bruno Maniero, la nostra guida in Germania Paola Tinello, Martin Franck per la competente assistenza enologica e lautista Massimo Giannati.
DAL DELEGATO

APPUNTAMENTI AUTUNNALI di Bruno Maniero Cari soci, mi auguro che tutti abbiate trascorso una bella e felice estate. Desidero ringraziare il past president, Dino Marchi, per il lavoro svolto e per il lungo tempo trascorso assieme e fare i migliori auguri al nuovo presidente Eddy Furlan. Passiamo ora agli eventi autunnali, appuntamenti importanti, ricchi, imperdibili, con personaggi e relatori a livello nazionale. Si cominciato gioved 26 settembre al Rifugio Monte Rua di Torreglia con Degustare e Incontrarsi, ben sette spumanti a base Pinot Nero, una serata condotta dal presidente Furlan. Il prossimo incontro in scaletta il 18 ottobre con la 2 edizione di Grandi Formaggi e Grandi Vini al ristorante Da Ballotta a Torreglia con sette vini e altrettanti strepitosi formaggi. Conducono Bruno Piccioni e Enrico Pansaraza. Serata da non perdere quella del 14 novembre al ristorante La Bulesca di Rubano per un entusiasmante incontro tra nove Pinot Neri francesi, tedeschi e italiani con Paola Tonello, Franck Martin e Roberto Gardini. E per finire venerd 6 dicembre, la cena del Grande Spiedo di Natale. Non mancate.

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Indimenticabile Portogallo
Un viaggio organizzato da Ais Veneto nella terra del Porto, alla scoperta di vini eccellenti e di paesaggi da favola, fra storia e cultura

giusto in tempo per salutare al tramonto le onde dellOceano e cenare in un ristorantino non lontano dal lungomare.
VINO E STORIA NELLA VALLE DEL DOURO

di Maristella e Alessandro Cibotto

Primi di maggio: indimenticabile viaggio quello che Ais Veneto ha organizzato sulle coste dellAtlantico alla scoperta di quintas, cantine e bellezze portoghesi. Partenza dallaeroporto di Bologna, destinazione Oporto, la seconda citt del Portogallo, da cui deriva il nome Portogallo e del famoso vino Porto. Si trova sulla riva settentrionale del fiume Douro, che solchiamo per ammirare i maggiori monumenti della citt. In serata visita allantica azienda Taylor 1642 a Vila Nova de Gaia, scoprendo da subito lenogastronomia locale. Sorseggiando un aperitivo a base di Porto (bianco extra dry), ci siamo accomodati nellelegante ristorante per gustare le prelibatezze culinarie, continuando a sorseggiare branco con gli antipasti e tinto con il piatto a base di carni. Il secondo giorno, visita ad alcune aziende, iniziando da Quinta

Rovigo Delegato Dante Brancaleoni


Via Carducci, 113 45027 Trecenta (RO) Tel./Fax 0425/701307 Cell. 335/8138325 brancadante-ais-ro@libero.it rovigo@aisveneto.it

da Aveleda a Penafiel dove abbiamo assaggiato alcuni formaggi di propria produzione sorseggiando il famoso Vino Verde. Appena lasciato Penafiel tappa a Cambres dove ci hanno accolto i caratteristici appezzamenti di terreni pi o meno vasti, incorniciati dai boschi di eucalipti e pini marittimi, contornati da ginestre e adibiti a vigneti dalle particolari coltivazioni in verticale. Un panorama indimenticabile: terrazzamenti ordinatamente coltivati a vigneti dove, durante la vendemmia, c la festa del raccolto per le aziende pi grandi che producono il vino della Valle del Douro. Allarrivo alla Quinta da Pacheca, circondati dai terrazzamenti adibiti a vigneti, sorseggiamo il branco e il tinto veramente ottimi, che hanno accompagnato e valorizzato nel sapore delle carni alla griglia. Un magnifico Porto bianco ha accompagnato una morbida crema al caramello. Nel pomeriggio abbiamo raggiunto la Quinta do Seixo a Tabuaco, dove abbiamo conosciuto le attrezzature davanguardia, soprattutto per quanto riguarda la pigiatura delluva, della Cantina Sandeman dove abbiamo degustato il rinomato Porto bianco e rosso. Inebriati dai profumi della vegetazione circostante siamo rientrati a Oporto,

Seconda giornata dedicata alla visita della Valle del Douro, dove si produce il celebre Porto. Tra tutti il momento pi magico e indimenticabile stato raggiungere la localit che ospita la Quinta da Pacheca, antica azienda vinicola dove, oltre al pranzo, abbiamo visitato la fattoria e scoperto alcuni segreti della produzione dellottimo vino. Siamo rientrati per Pinhao e Villa Real, che ospita il palazzo barocco del XVIII secolo che oggi figura in tutte le etichette del noto ros della zona, il Mateus. La mattina del terzo giorno, visita a Oporto con la stazione di San Bento, famosa per i suoi splendidi azulejos (maioliche), la bella Cattedrale dalle Torri Quadrate, le vivaci vie del centro come via Santa Caterina dove dobbligo una pausa-caff nel rinomato Majestic, storica caffetteria dai particolari e caratteristici arredi di cuoio intarsiati. La visita proseguita al Museo Etnografico del Vino. Dopo il pranzo in un caratteristico localino del quartiere in riva al fiume, abbiamo saluta-

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DEGUSTAZIONI ALLALIANCA

to questa grande citt cui centro storico stato dichiarato dallUnesco Patrimonio dellUmanit, per inoltrarci nella regione di Bairrada, storica zona di produzione di vini. Il viaggio ci ha portato allinterno di un bosco di 450 ettari situato a 400 metri sul livello del mare, e in serata siamo arrivati davanti ad unantica dimora di caccia dellultimo Re Portoghese, che ha ospitato, tra laltro, un convento di carmelitani scalzi e che oggi una struttura alberghiera di grande charme. Dopo uninteressante visita alla cantina privata del Bussaco Palace, cena nella sala ristorante molto elegante e suggestiva che ci ha riportati ai tempi della nobilt portoghese. La cena stata esaltata dalla scelta di due vini riserva della produzione vinicola di casa, Sao Domingo bianco per accompagnare una delicata minestra di asparagi e un tinto omonimo per assaporare un secondo composto da riso e prelibate polpe di anatra selvatica. Infine degustazione di un Porto doc Vintage 2000, gentilmente offerto da un socio per festeggiare un importante anniversario.

Sabato mattina raggiungiamo la vicina tenuta Caves Alianca, il cui proprietario uno dei pi grandi esportatori di vino del paese. Inserita nella zona vitivinicola di Bairrada, la loro produzione abbraccia anche le Doc di Alentejo, Dao Douro, Palmela, Beiras ed Estremadura con tenute sparse in tutte queste regioni. La visita stata guidata dalla professionale e simpatica enologa Silvia, che ci ha condotti lungo un percorso di attente degustazioni di almeno cinque vini: Angelus Escolha Branco Bairrada Angelus Escolha Tinto Bairrada Alabastro Branco Alentejo Alabastro Tinto Alentejo e un particolare vino con bollicina dalloriginale nome Danubio, che ben si accostato ai deliziosi antipasti proposti a buffet, a base di carne, baccal e gustose sardine fritte. Prima di pranzo, visita ad un particolarissimo museo inframmezzato alle cantine che gelosamente custodiscono le produzioni dellazienda Alianca. Al termine pranzo a base di specialit locali, in particolare dellottima porchetta sapientemente preparata con laccompa-

gnamento di una salsa pepata, hanno reso anche questa visita prettamente di studio una sosta piacevolissima e culturalmente esaltante. Alla partenza una chicca: un prelibato Moscatel de Setubal. Mantenendo alta lattenzione per la storia, la nostra guida Matilde ci ha portato nella vicina Coimbra, ridente localit nota per lUniversit, una delle pi antiche dEuropa. TUTTO IL FASCINO DI LISBONA Proseguiamo il nostro viaggio per raggiungere la capitale del Portogallo: Lisbona. Pernottamento in un prestigioso hotel del centro, non lontano dallAvenida de la Libert che attraversa la citt con i suoi viali alberati e parchi cittadini. La cena, in un caratteristico ristorante circondato da suggestivi ulivi e dalla struttura architettonica decisamente moderna e originale, ma dallanima tipica della tradizione culinaria portoghese, particolarmente curata nella preparazione di piatti a base di pesce. La domenica dedicata interamente a Lisbona, considerata una delle citt pi affascinanti dEuropa. Poggia su 7 colli lungo il fiume Tago (Tejo). Suddivisa in tre maggiori quartieri: il quartiere basso, il quartiere alto e il quartiere antico. I suoi colli rendono la citt un susseguirsi di discese e salite tra antiche e strette stradine, dalle quali si intravede la foce del fiume nelle acque delloceano. Raggiungiamo lo strategico quartiere di Belem sulla riva destra del fiume Tejo (Tago). Tappa veramente suggestiva al planisfero che decora lo spiazzo vicino al monumento, e riporta tutte le date delle esplorazioni portoghesi nel mondo. Per il pranzo decidiamo di immergerci completamente nelle atmosfere portoghesi, per la particolarit di questo locale dallaspetto

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A lezione in cantina
La formazione dallaula si sposta in azienda. Ospiti della famiglia Borin, gli allievi del primo corso
molto rustico ma altrettanto ambito. Degustiamo le loro specialit: i mariscos (frutti di mare). Freschissimi, preparati con gusto e ottimi da assaggiare nelle caratteristiche pentole di rame (irresistibile il sughetto che si sposava bene con il pane fragrante e casereccio propostoci), per non parlare della deliziosa portata di gamberi, scampi e aragosta accompagnata da una salsina locale. Chiusura in bellezza con un moscatel locale veramente delizioso. Lisbona ha saputo sorprenderci con le sue atmosfere, un misto di antiche culture che insieme hanno plasmato la sua gente, rendendola una delle capitali pi ricercate dEuropa. Ringraziamo Matilde la nostra guida, Tiziana lorganizzatrice e tutti i nostri amici di viaggio. Come di consueto, lultima lezione del primo corso per diventare sommelier, si tiene direttamente in cantina, che per loccasione lazienda Borin Vini & Vigne, a Monticelli di Monselice (PD). Fondata nel 1963, dispone di circa 30 ettari vitati, dislocati nella zona pi a sud dei Colli Euganei, fra Monticelli e Arqu Petrarca. Amore per la vigna, regole agronomiche rispettose dellambiente, cantina ineccepibile, osservanza di norme riconosciute internazionalmente, i valori che ispirano questazienda a conduzione familiare. Il padrone di casa, Gianni Borin, agronomo ed enologo, ha ospitato cordialmente e con ineccepibile competenza professionale lo staff della delegazione, gli allievi in particolare. Il professor Borin ha illustrato con cura, direttamente in cantina, tutto il processo produttivo dellazienda, dalla vigna alla cantina, con lobiettivo di trasmettere lintenso lavoro di unintera famiglia, impegno che consente di ottenere uve superiori da cloni selezionati, migliorando e perfezionando la tecnica di vinificazione, introducendo un uso moderato della barrique, senza mai dimenticare le origini e le tradizioni vinicole proprie della zona. Lazienda produce numerose tipologie di vino, utilizzando le uve tipiche della regione, come cabernet sauvignon e franc, merlot, chardonnay, pinot bianco, moscato

di Federica Fenzi

giallo, prosecco, incrocio Manzoni 6.0.13. Gli studenti hanno partecipato attivamente alla meticolosa lezione, cogliendo aspetti di un vissuto frutto di esperienza, professionalit e passione, il legame profondo col territorio e le radici storico-culturali di una famiglia, profondamente impegnata. Elementi che a volte possono sfuggire durante la tradizionale didattica in aula, ma che costituiscono un importante arricchimento del bagaglio formativo, grazie alla verifica sul campo di tutti quei fattori che possono influire positivamente e negativamente rispetto al raggiungimento della qualit dei vini. Fra i vini degustati: Fiore di Gaia 2010 (moscato secco), Corte Borin 2009 (Manzoni bianco), Vigna Bianca 2009 (chardonnay), Syrah, Zuan 2009 (cabernet sauvignon 50%, cabernet franc 35%, Merlot 15%), Fior dArancio Spumante Docg (moscato giallo).

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Sua maest, il Sangiovese di Romagna


Con Bruno Piccioni ad una Degustazione del luned a Villa Braida per conoscere uno dei protagonisti della viticoltura italiana

civilt etrusca caratterizza lorigine della viticultura. Recentemente ne d testimonianza la scoperta archeologica sul greto del fiume Tavollo di innumerevoli anfore e antichi contenitori di vino. Romagna significa piccola Roma centro dellaccoglienza della gastronomia e del vino, ma anche Rimini ha origini antichissime e addirittura si ipotizza lantichit di No. Il suffisso iano in greco significa vino ed presente in molte localit: Coriano,

di Marco Visentin foto di Ferdinando Trevisan

Unappassionante serata a Villa Braida per il tradizionale appuntamento con la Degustazione del luned, ancora una volta con un protagonista della viticoltura italiana, anzi un re: il Sangiovese. Ci accompagna in questavventura un grande amico e relatore Ais dellEmilia Romagna: Bruno Piccioni. Vita, musica, allegria e gusto sono le caratteristiche umane della Romagna. Raccontare il sangiovese per me passione, cultura, pane. Con queste parole Bruno Piccioni ci introduce nel cuore della Romagna, in un percorso emozionante. Il Sangiovese il re incontrastato dei vini rossi del centro Italia dove praticamente presente in ogni zona, e nelle sue diverse variet

Treviso Delegato Arno Galleazzi


Via Cirenaica, 13 31100 Treviso Tel./Fax 0422/261385 treviso@aisveneto.it

clonali continua a dare prova della qualit grazie anche alle varie espressioni dei territori in cui viene coltivato. Lorigine e la provenienza del Sangiovese incerta: le notizie sono frammentarie. Le prime informazioni risalgono al XVI secolo, quando Gioanvettorio Soderini nel 1590 descrive il Sangiogheto come vitigno sugoso e pienissimo di vino, ma si ritiene che fosse gi noto oltre 2000 anni fa, al tempo degli Etruschi. Anche lorigine del nome incerta e le ipotesi sono molte: chi dice che derivi da San Giovanni, chi da forme dialettali come san giovannina, uva primaticcia, e chi invece afferma possa discendere da sangue di Giove (Sanguis Jovis). Bruno ci racconta che la Romagna il centro dellospitalit e il vino ha in questo popolo antiche origini: da Verucchio a Bertinoro la

Da sinistra Eddy Furlan presidente Ais Veneto, Bruno Piccioni relatore Ais dellEmilia Romagna, e Arno Galeazzi delegato di Treviso

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Vergiano, Morgiano e molte altre. La tradizione del vino in Romagna ha quindi radici profonde. Nel 1970 le normative sul vino cambiano e tutta lItalia esce da un periodo di sofisticazioni e frodi ma per la Romagna inizia una nuova era. Nel 2005 una generazione di giovani enologi introduce la Romagna in vetta alle classifiche delleccellenza del vino. Diventa, dunque, fondamentale il rispetto della natura, leliminazione dei pesticidi, la cura maniacale del vigneto come un orto botanico, le rose abbelliscono i filari e la musica classica e gregoriana entra nei poderi e nelle stalle: il nuovo stile dellagricoltura in armonia con la natura prende il sopravvento sulla quantit. Rese basse, scelte strategiche, mappatura dei terreni; la Romagna caratterizzata da Doc molto estese introduce e valorizza le sottozone: Serra, Brisighella, Marzeno Oriolo Predappio Bertinoro, sono solo alcune delle localit della Romagna che oggi producono il vino deccellenza.
ECCO I SANGIOVESE

Arriva il momento di assaggiare i vini e in sala c molta attesa e curiosit. Otto i campioni in degustazione con un crescendo di profumi, colori ed eleganza. I vini presentati si caratterizzano con colori che virano dal rosso rubino fino al granato con sfumature che assumono

anche tonalit aranciate. I profumi sono orientati ai frutti rossi e neri come lamarena, la mora e la prugna. Fra gli aromi floreali spicca la violetta che risulta il profumo pi caratteristico seguito dalla rosa. Poi unelegante progressione di ribes, fragola, ciliegia, lampone e mirtillo. Eleganti speziature con vaniglia e liquirizia, leggere tostature come il caff e il cioccolato. Negli ultimi 4 campioni emergono le note di tabacco, sottobosco con aromi di cuoio e pelle a cui seguono lhumus, le spezie dolci e la china. Gli aromi balsamici aleggiano nel bicchiere con eucalipto, mentolo, timo e il mirto, con evoluzioni finali di graffite ed elegante mineralit. Infine i vini diventano strepitosi per moderna qualit, eleganza gusto olfattiva e potenza. Per finire il nostro relatore ci riassume il territorio con le caratteristiche G romagnole: Gentilezza, Generosit, Gioia, Gola, Gourmet, Golosit, Ghiottonerie e Gusto. Qualcuno chiede: Qual il confine tra lEmilia e la Romagna ? con simpatia Piccioni risponde ricordando che se si scende da Bologna e si chiede da bere, in Emilia ti daranno dellacqua mentre in Romagna ti daranno del vino: il Sangiovese che il re della Romagna.

I VINI DEGUSTATI

Sangiovese colli di Rimini Superiore 2012 Doc Montetauro (vino bio) - Podere Vecciano, Coriano (RN) Sangiovese di Romagna Superiore 2010 Doc Assiolo - Costa Archi, Castel Bolognese (RA) Sangiovese di Romagna Superiore riserva 2010 Doc Thea - Tre Monti, Imola (BO) Sangiovese di Romagna Superiore riserva 2009 Doc Le Grillaie - Celli, Bertinoro (FC) Sangiovese di Romagna Superiore riserva 2009 Doc Quartosole - Tenuta Casali, Mercato Saraceno (FC) Sangiovese di Romagna Superiore riserva 2009 Doc Michelangilo - Callonga, Forl Sangiovese di Romagna Superiore riserva.2009 Doc Predappio di Predappio - Vigna del Generale, Casetto dei Mandorli, Predappio (FO) Sangiovese di Romagna Superiore riserva 2009 Doc Domus Caia - Ferrucci, Castel Bolognese (RA)

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Pinot grigio, un mondo da scoprire


Degustazione del luned da tutto esaurito. Villa Braida, un interessante appuntamentolezione con Dino Marchi

I VINI DEGUSTATI

di Wladimiro Gobbo foto di Ferdinando Trevisan

Molti avranno esclamato: Degustazione di Pinot Grigio?. Una proposta diversa, in effetti, ma crediamo che solo lAis, grazie alla sua mission di comunicare conoscenza senza distinzione, tralasciando quindi mode e griffe, possa organizzare degustazioni alternative e originali e non solo per distinguersi dalla giungla di proposte. Se poi la degustazione condotta dal nostro amico Dino Marchi, dinamico, competente e ancora presidente nel cuore di tutti, la differenza evidente. La risposta degli associati stata netta: tutto esaurito nella sala Doge di Villa Braida. Autentico sommelier colui che capace di cogliere e amalgamare per finalit degustative quel che la storia, i territori e la tecnica tracciano in ogni vino. E Dino, se necessario, ha confermato con la sua esperienza e schiettezza tutto questo, inorgogliendoci. Ed eccolo dunque, ricordare la nascita di questo vitigno da una mutazione gemmaria del Pinot nero della Borgogna e il suo diffondersi serenamente quasi come precursore dellUnione Europea. Lo troviamo, dunque, in Ungheria come Szrkebarat, in Germania come Rulnder, nel Vallese come Malvoisie, Pinot gris in Francia e grigio in Italia. Si ben accasato in zone dal clima

abbastanza freddo, dove ha potuto esprimere le sue caratteristiche pur adattandosi alle diverse interpretazioni della vinificazione, non escludendo la macerata in rosato. Richiesto e molto apprezzato nel nord America, tanto da essere rivalutato anche nella vecchia Europa. Ricca e variegata la selezione cosmopolita, ben undici proposte, sapientemente scovate da Ferdinando Trevisan e servita con la consueta prostrale molto bevibile e paradossalfessionalit dal gruppo servizi di mente originale sia e per la ricchezza di Treviso in abbinamento ad appetizer. spessore superiore dellaltra. Serata Versioni dallineccepibile equilibrio interessante piacevole e dalla lunga tecnologico, ferme, ma anche spumante persistenza. metodo classico. Dal taglio istituzionale le versioni dOltralpe del Baden e del Balton; ammorbidite come da tradizione le proposte Alsaziane sia la secca che la Tardiv, comunque dallimpatto olfattivo importante. Altra nota per i due friulani, sia per quello in veste anceArno Galeazzi e Dino Marchi

Pinot Grigio Metodo Classico Brut A.A. Doc 2010 - S. Margherita, Fossalta di Piave (VE) Pinot Grigio A.A. Doc 2012 Impronta del Fondatore - S. Margherita, Fossalta di Piave (VE) Pinot Grigio A.A. Doc 2011 - C. Waldthaler, Ora (BZ) Pinot Gris V.D.A. Doc 2011 - Caves Coop. De Donnas, Donnas (AO) Pinot Grigio V.G. Igt 2009 Not - Paraschos, San Floriano del Collio (GO) Pinot Grigio Collio Doc 2011 Russiz Superiore - M. Felluga, Capriva del Friuli (GO) Grauburgunder Spat. 2011 Vum Steinriensen - Franz Keller, Vogtsburg, Baden Pinot Gris Cuve Rserve A. AOC 2011 - M. Schaetzel, Ammerschwir, Alsace Pinot Grigio Vend. T. Doc Dernier Soleil - Caves Coop. De Donnas, Donnas (AO) Pinot Gris Vend.Tardives A. AOC 2011 - M. Schaetzel, Ammerschwir, Alsace

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Un sommelier sul palco con la Dandini


LAis Venezia incontra il mondo dello spettacolo nellambito di Sorsi dautore, nello splendido scenario di Villa Venier Contarini

di Gianpaolo Breda

Sorsi dautore, giunta alla 14esima edizione, ha ormai assunto un importante carattere regionale valorizzando il territorio attraverso attivit di promozione culturale, storica, paesaggistica ed enogastronomica. Suo obiettivo la riscoperta delle origini e delle tradizioni venete, resa possibile dal connubio tra larte vitivinicola, che caratterizza da sempre la tradizione storica e culturale del Veneto, e il patrimonio architettonico e storico rappresentato dalle sue famose ville. Nel corso dellultima edizione sono stati ospitati personaggi della cultura nazionale allinterno di alcune prestigiose dimore come Villa Mosconi Bertani di Arbizzano di Negrar (VR), Villa Caffo di Rossano Veneto (VI), Villa Badoer di Fratta

Venezia Delegato Paolo Chinellato


Via Bambane, 14/p 30030 Martellago (VE) Cell. 348/3040474 aisvenezia@libero.it venezia@aisveneto.it

Polesini (RO) e, per questultima edizione, stata scelta Villa Venier Contarini, a Mira (VE). La manifestazione, svoltasi lo scorso 8 luglio, ha visto come protagonista Serena Dandini, nota conduttrice, autrice televisiva e scrittrice che con grande simpatia ha intrattenuto il pubblico presentando il suo ultimo lavoro editoriale in cui affronta temi di grande spessore, come il femminicidio. Responsabile del sorsi, invece, Gianpaolo Breda, relatore Ais, che ha aperto la serata descrivendo i vini in degustazione e trovando il connubio tra i sorsi e lautore nel carattere spumeggiante della serata. La scelta dei vini si orientata su due spumanti dellazienda Bisol: la cuve Jeio brut, da uve glera, chardonnay e sauvignon, e il Conegliano e Valdobbiadene Prosecco Superiore docg Salis. Il primo, un prodotto che cerca il gusto nellessenza, solo 6 gr./l. di zucchero, con nette sfumature fruttate, freschezze

agrumate evidenti e un finale piacevolmente vegetale. Il secondo, il principe delle terre della Marca trevigiana, accarezza il palato con suadenti note floreali e fruttate e una bollicina briosa fusa in una piacevole rotondit tipica della tipologia dry. La kermesse proseguita poi discutendo sulla scelta del vino, sulle preferenze della nostra ospite verso i vini rosati, sul suo interesse per i vini naturali o biologici, sul modo in cui il sommelier degusta. Si trattato di appuntamento caratterizzato da un modus operandi che esula dalla didattica tipica della scuola Ais, e che ha dato ampio spazio allimprovvisazione e agli interventi del pubblico, rendendo la serata unica e irripetibile. Un grazie quindi alla Regione del Veneto, allIstituto Regionale Ville Venete, allAssociazione Ville Venete e alla Fondazione Aida, che ha reso possibile questappuntamento e un arrivederci alla prossima edizione.

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Venezia, ecco i neo sommelier


Consegna del diploma, come sempre alla Berlucchi. Una festa con momenti di autentica commozione
Nella consueta e amichevole cornice della splendida azienda Berlucchi, i nuovi sommelier della provincia di Venezia, accompagnati dai colleghi di Verona, hanno ricevuto il sospirato diploma dalle mani del delegato Paolo Chinellato e, in rappresentanza dellazienda, da Marcello Avigo. Sono stati accompagnati a questo importante traguardo dai direttori e dagli assistenti dei corsi, ma anche da parenti e amici che si sono uniti alla loro gioia e soddisfazione. Nel salutare i neo diplomati, il dottor Avigo ha evidenziato il ruolo e limportanza della figura del sommelier, vero professionista della comunicazione del mondo del vino e punto di riferimento delle aziende per migliorare e allargare i propri orizzonti e la qualit dei prodotti. Da questa collaborazione ha sottolineato lesponente della Berlucchi pu nascere una nuova sinergia, certamente molto positiva per lo sviluppo dellintero settore. Anche il delegato Paolo Chinellato si associato ai complimenti, ribadendo che il diploma non un punto di arrivo, bens di partenza verso nuove e importanti esperienze di approfondimento e collaborazione con la delegazione, ma anche di crescita nella prospettiva di raggiungere sempre nuovi traguardi. Questo perch, risalendo alla sua espe-

rienza di studi, Chinellato ha voluto evidenziare che non si vive di sola rendita e che laggiornamento oggi pi che mai necessario per non rendere vana la fatica e limpegno profusi durante il percorso formativo. In questottica le manifestazioni organizzate dalla delegazione rivestono un ruolo fondamentale e sono di stimolo per ulteriori approfondimenti. La cerimonia di consegna dei diplomi stata, come sempre, una vera festa con momenti anche di commozione sincera, a suggellare unesperienza importante che premia limpegno e la passione che hanno accompagnato i corsisti in tutto il loro percorso e che continueranno ad animarli, ne siamo convinti, anche negli anni a venire.

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VENEZIA

La passione oltre lostacolo


Due non vedenti, protagonisti al corso di primo livello. Un esempio per tutti di come una passione possa far superare ogni ostacolo

di Paolo Chinellato

E bello poter andare in controtendenza quando la situazione generale in cui stiamo vivendo non offre di certo segnali rassicuranti in termini di serenit e prospettiva. Questo quanto successo a Venezia con lavvio del nuovo corso di primo livello, corso che ha registrato la partecipazione di oltre sessanta corsisti molto attenti e motivati ad approfondire conoscenze ed esperienze dellaffascinante mondo del vino. Tra i nostri corsisti questanno abbiamo il piacere di annoverare anche due nostri amici che con coraggio e determinazione si approcciano a questo mondo malgrado un loro handicap, ma che hanno deciso che ci non pregiudicher una loro passione. La vita per un non vedente non di certo semplice, ma per questi due amici le loro motivazioni sono sempre state una forza fondamentale che li ha anche portati a raggiungere un importante traguardo lavorativo: sono stati fisioterapisti nellOspedale di Noale (VE), acquisendo anche notevoli espe-

rienze in numerosi viaggi allestero, anche in terre lontane come il Per e, prossimamente, il Madagascar. In queste terre hanno anche avuto loccasione di conoscere e apprezzare le innumerevoli sfaccettature del mondo del vino. Accompagnati dal loro fedele caneguida, hanno superato le inevitabili difficolt con spirito e determinazione esemplari. Sappiamo che uno degli aspetti della degustazione quello visivo che naturalmente non sar da loro approfondito. Ma anche vero che la sensibilit sviluppata nellambito olfattivo e gusto-olfattivo e la collaborazione dei nostri assistenti, saranno in grado di offrire loro un valido supporto nel loro percorso formativo: anche per noi un riferimento per acquisire nuove e importanti sensibilit. La loro presenza costituisce per tutti noi uno stimolo ed stato bello aver assistito al loro ingresso in sala assieme ad Asia, il loro caneguida sempre tranquillo ed efficiente che si accomodato ai loro piedi con

assoluta naturalezza, mentre loro partecipano attivamente alla lezione. Grazie amici per quello che ci state facendo provare e per lesempio di come unautentica passione sappia far superare anche ostacoli significativi Avete saputo inserirvi con naturalezza nel nostro corso, diventando un esempio di impegno e attenzione per tutti, superando le barriere che spesso sono solo mentali. Ci avete anche ricordato che il mondo della sommellerie sa anche essere un mondo di solidariet.

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VERONA

Risotti a gog
A Isola della Scala in scena il concorso Risotto dOro dellIgp, una serata di riusciti abbinamenti tra riso e vino

di Maria Grazia Melegari

La collaborazione della delegazione veronese con la Fiera del Riso di Isola della Scala, giunta alla 47 edizione, anche questanno si concretizzata nellorganizzazione del Concorso Gastronomico, Risotto dOro dellI.G.P, che si tenuto lo scorso marted 12 settembre. Massimo limpegno dei nostri sommelier, sia nel servizio sia nella fase preparatoria, con lo studio degli abbinamenti ai risotti preparati dagli chef di numerosi ristoranti del territorio. Due le giurie del concorso: una tecnica, formata da giornalisti, critici gastronomici e ristoratori e laltra popolare, formata dai commensali presenti alla serata. Il premio della giuria popolare andato al Ristorante Peccati di Gola di Nogara con il Risotto con mele e formaggio Cimbro Dop, un piatto innovativo e caratterizzato da sapidit e freschezza, in abbinamento con il Bardolino Chiaretto 2012 dellAzienda Cavalchina. Il premio della giuria tec-

nica andato alla Trattoria dal Mantoan di Gazzo Veronese con il Risotto mantecato con germano reale e porcini, piatto equilibrato e di tradizione, abbinato al Valpolicella Ripasso Campo dei Ciliegi 2010 dellAzienda Latium. Il premio per il miglior abbinamento cibo-vino andato infine alla Trattoria La Mola di Casaleone con il Risotto al porro e Taleggio al sapor di liquirizia in abbinamento al Lugana del Lupo Ve n d e m m i a Tardiva 2010 dellAzienda C Lojera, un abbinamento davvero riuscito per equilibrio e sapore complessivo. Molto buoni e con abbinamenti convincenti

anche gli altri risotti in gara: il Ristorante il Ventaglio di Buttapietra ha presentato il Risotto con melanzane, porri e scamorza affumicata con aggiunta di porri e melanzane croccanti, abbinato al Soave 2012 dellAzienda Corte Adami, il ristorante di Tenuta Albertini di Zevio ha preparato il Risotto al sedano di Verona mantecato al formaggio Stracon con rag di agnello di pecora Brogna e ristretto di corvina veronese, in abbinamento a Cuve Etichetta Bianca Metodo Classico 2009 dellAzienda Fongaro. Infine, fuori concorso non poteva mancare il tradizionale Risotto allisolana, in abbinamento al Marzemino Vallagarina 2012 dellAzienda La Prebenda.

Verona Delegato Marco Aldegheri


Via Sasse 43A 37132 Verona Cell. 392/9621016 m.aldegheri66@gmail.com verona@aisveneto.it

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VERONA

Tintilia: laltro Molise


Una serata di degustazione di nove Tintilie autoctone molisane, presentate in tutte le possibili varianti, vini decisi e dalla forte aromaticit
La Tintilia del Molise stata per una sera la prestigiosa protagonista di una degustazione che si tenuta lo scorso maggio per la delegazione Ais di Verona presso lAgriturismo San Mattia sulle colline veronesi. Levento ha offerto la possibilit di apprezzare ben nove Tintilie, selezionate tra le eccellenze regionali dalla sommelier molisana Francesca Baranello. Lanalisi sensoriale stata condotta dalla presidente Ais Molise Giovanna di Pietro, che ha guidato i presenti attraverso i colori, i profumi e i sapori della Tintilia declinata in tutte le sue versioni, dallo spu-

I VINI DEGUSTATI

di Francesca Baranello

Da sinistra: Giovanna di Pietro, presidente Ais Molise e Francesca Baranello Ais Verona

mante al passito, dallaffinamento in acciaio a quello in legno. La degustazione ha evidenziato la versatilit e la complessit di un vitigno che rischiava di scomparire a causa della sua bassa produttivit e che rappresenta attualmente, uno dei vitigni di punta della regione, grazie al lavoro attento ed appassionato di produttori ed enologi molisani, rappresentati allevento da Angelo DUva, vignaiuolo in Larino. E stata unoccasione unica per promuovere e far conoscere le caratteristiche tecniche e ampelografiche del vitigno, grazie agli interventi del professor Massimo Iorizzo, agronomo e ricercatore presso lUniversit del Molise e del dottor Francesco Iapaolo, sommelier. Lintervento della dottoressa Alessandra Capocefalo, archeologa molisana, ha permesso inoltre di rileggere, in chiave inedita, culture umane, paesaggi e siti archeologici molisani. Fino ad un decennio fa, intorno allorigine e alla genetica di questo vitigno, cerano solo incertezza e confusione. Interessanti ricerche storiche e recenti studi sul Dna hanno stabilito una peculiare identit genetica esclusiva e autoctona della regione Molise, rafforzandone

Noviss Spumante Brut Ros - Cantina Catabbo Tintilia Del Molise Angelo DUva 2009 - Cantina Angelo Duva Tintilia Principe Delle Baccanti 2010 - Cantina Palazzo Embratur 2010 - Cantina Valtappino Uvanera Tintilia Del Molise 2009 - La Cantina di Remo Tintilia Macchiarossa 2008 - Cantina Cipressi Tintilia Del Molise Rutilia 2008 - Cantine Salvatore Tintilia Tenute Di Giulio 2008 - Cantine Di Giulio Passito Dulce Calicis 2006 - Cantina Cipressi

quindi il legame con il territorio. Coltivato principalmente lungo la fascia costiera della regione, il tintilia un vitigno rustico, resistente al freddo e alle malattie, di media vigoria e produttivit discreta, buccia pruinosa e spessa di colore nero-bluastro. La produttivit per ettaro piuttosto bassa con medie inferiori agli 80 q.li/ettaro. I vini degustati hanno mostrato grande intensit di colore, decisa aromaticit e consistenza, e un distinto profilo olfattivo caratterizzato da note di frutta sotto spirito, sentori minerali, sensazioni erbacee e note floreali. La trama tannica risulta marcata e vigorosa ma ben supportata e resa elegante dalla notevole componente alcolica e di struttura. Un sapiente affinamento in legno ha arricchito il bouquet con note di tabacco dolce, liquirizia, note speziate di pepe nero e soffi balsamici. Vini quindi di decisa personalit, sui quali scommettere in un interessante potenziale evolutivo.

Da sinistra: Angelo DUva (produttore), Marco Aldegheri (delegato Ais di Verona), Massimo Iorizzo, agronomo e ricercatore dellUniversit del Molise, Francesco Iapaolo, agronomo e sommelier, Giovanna Di Pietro, presidente Ais Molise, Francesca Baranello Ais Verona

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VICENZA

Intensi sapori mediterranei


Viaggio studio in Campania, alla scoperta delle sue prelibatezze enogastronomiche, con tappe nelle migliori cantine del territorio

costiera Amalfitana. La citazione parte di un libro di curiosit, storia e leggende, scritto dal primo cittadino del piccolo comune posto sulla parte meridionale della Penisola Sorrentina, volumetto che ci stato regalato dalla Cantina di Marisa Cuomo al termine di una visita guidata e di una degustazione di vini e chicche gastronomiche che

di Michael Flanigan

Napoli e la Campania sono state le destinazioni di un esaltante, e per qualche verso indimenticabile, viaggio studio. Prima tappa la Premiata Distilleria Russo di Cava de Tirreni, famosa per il limoncello, i liquori e i distillati a base di frutta, noci e tutte le delizie da cui la sapiente maestria dei distillatori riescono ad estrarre e concentrare lo spirito, dove siamo stati accolti con un occhio di riguardo ed una grande professionalit. Ne siamo usciti arricchiti di informazioni su alcuni prodotti che degustiamo normalmente, a volte con un po di sufficienza, ma soprattutto ci sono anche stati svelati

dei segreti per apprezzarne le doti pi nascoste e a volte irriconoscibili. Migliorati dallo spirito e nello spirito, siamo giunti a Gragnano per visitare La Fabbrica della Pasta, una delle tante strutture che in loco

Vicenza Delegato Roberta Moresco


Cell. 393/0020515 moresco.ais@alice.it vicenza@aisveneto.it

si occupa di questo prodotto. Paludati di indumenti di protezione, come medici che entrano in sala operatoria, abbiamo scoperto la vera essenza della gastronomia italiana, auscultato il sordo rumore delle impastatrici, il sibilo delle essiccatrici, il lento procedere di quella possente massa di acqua e farina di grano duro verso le trafile di bronzo, dove avviene il miracolo della trasformazione nelle centinaia di formati che ogni buon pastificio crea e manipola sapientemente. Il pranzo non poteva che essere consumato l, nel regno dellalimento pi buono del mondo. Poi via verso nuove avventure. Percorriamo strade e stradine, nelle quali si potrebbe quasi perdere la testa travolti dalla tortuosit dei percorsi, e come dincanto arriviamo a Furore, il paese che non c, incastonato tra i pendii della

personalmente reputo veramente di grande prestigio e di forte intensit. Dai terrazzamenti di viticoltura davvero eroica, ricavati da pareti di grande pendenza, dove dissodamenti e ingegnosit hanno creato nella roccia gli spazi dove vitigni di Falanghina e Biancolella tra i bianchi e Aglianico, Per e Palummo (Piedirosso) e Sciascinoso tra i rossi alimentano la leggenda vitivinicola della sottozona di Furore, parte di quella meravigliosa e ineguagliabile Costa di Amalfi Doc dove, per citare Veronelli, c un vino appassionato che sa di roccia e di mare. La roccia, appunto, dov stata scavata a colpi di piccone, di sudore e lavoro la cantina grande tesoro dei Cuomo. Qui, protette dal buio e dalla natura, riposano le botti dei loro pregiatissimi vini, per niente infastidite dalleco dei colpi di piccone

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VICENZA
che trafiggono ancora la memoria e il silenzio surreale che questa basilica del fare umano conserva gelosamente. Ospitalit, disponibilit, sorrisi: non si pu non restarne in qualche modo colpiti. Prodotti della terra e del mare sapientemente legati da creativit e tradizione. Tra le mille sfaccettature alimentari che ci hanno incuriosito rammento una particolarissima colatura di alici, una sferzata di mineralit, di salino, di mare e di pesce, un grande insaporitore che traccia un solco particolarissimo nel panorama dei sapori mediterranei.
NEL REGNO DEL TAURASI

Sul fare del tramonto, con gli occhi pieni del panorama ineguagliabile della Costiera Amalfitana e della Penisola Sorrentina, con i sensi del gusto eccitati dalle ricchezze enologiche e gustative della prima giornata di viaggio, ci siamo fermati a Castellamare di Stabia, quartiere designato al nostro riposo. Il secondo giorno era dedicato ad Avellino e al Taurasi, con spostamenti rapidi e mirati nel cuore vitivinicolo della Campania. Partendo da Taurasi, la cittadina rupestre che ha dato i natali a questa magnifica Docg, con visita alle Cantine Lonardo. Qui abbiamo potuto affrontare una degustazione verticale della produzione, di un 2008 ancora giovane ma promettente, con i tannini bisognosi ancora di essere levigati ma gi sul percorso della strada maestra, un 2007 nato da una stagione di matu-

razione quasi perfetta, un 2005 invece in pieno antagonismo, figlio di una piovosit che ne ha selezionato troppo la produzione, ed infine un 2003 che ci ha svelato cosa vuol dire un vino di vite vecchia coccolata dal vento costante, dove la lenta macerazione e lutilizzo di tecniche tradizionali hanno conferito una delicatezza di sapore dagli esiti in bocca di grande intensit, velati da tocchi di cioccolato. Unesperienza totale di Aglianico, un vitigno e un territorio diverso, completamente diverso, a poco pi di unora di strada dalla costiera Amalfitana, che il giorno prima ci aveva cos affascinato, un micro cosmo del vino con particolari diversit e caratteristiche. Seconda tappa allazienda Mastroberardino, la principale della zona. Durante il pranzo e il primo pomeriggio, dopo aver visitato questo gioiello di tecnologia e tradizione, siamo rimasti particolarmente colpiti dalle confidenze, dallesperienza, dalla sapiente maestria di Antonio Mastroberardino che ci ha raccontato la leggenda eroica della sua azienda, fondata dai suoi progenitori nel 1878 e riconosciuta in tutto il mondo, o per lo meno in quella parte che possiede il sapere del vino. Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino, di getto, come recitati davanti ad un attento esaminatore, descritti, assaporati e assimilati, con in parallelo un percorso alimentare e gustativo esperto e soddisfacente, naturale e tradizionale come richiedono le regole del buon vivere mediterraneo. Appunto il buon vivere mediterraneo nella sua massima espres-

sione: una cena indimenticabile, al ristorante Ai 4 Passi di Massa Lubrense. Non ci sono parole per descrivere quello che abbiamo assaporato, non c sintesi possibile per descrivere lincessante e progressiva assuefazione che si creava in noi con le prelibatezze, preparateci dalla brigata di cuochi capitanata dallo chef Tonino Mellino. Sublime e divino sarebbero forse i soli termini utilizzabili per ogni piatto servitoci, dallaperitivo fino ai dolci. E quella cantina, un sogno, una raccolta di etichette e di bottiglie, che non credo di aver mai visto se non l, tutte in una volta e tutte insieme. Il nostro pluripremiato collega Giancarlo Marena, maestro di cerimonia e sommelier di questangolo di paradiso, ci ha letteralmente tramortiti con la visita alla cantina, con il servizio e le descrizioni impeccabili, con la maestria che a persone come lui nascono naturali e sono decisive. Prima di intraprendere la via di casa, una breve e fugace visita al museo allaria aperta pi grande del mondo: gli scavi di Pompei. Un fuori programma in una giornata di sole campano. Un viaggio indimenticabile insomma, con un gruppo di persone che, partite alla spicciolata, sono diventate un gruppo coeso di amici e di irresistibili compagni di viaggio. Complici Napoli e la Campania, complici le sfogliatelle che hanno creato un effetto aggregante e partecipativo. Jamme, ia!

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VICENZA

Un saluto allestate
Scatti a base di Lambrusco e Tigelle per salutare larrivo della bella stagione
Album ricordo della festa organizzata dai sommelier vicentini per dare il benvenuto allestate. Tigelle e Lambrusco, il titolo dellevento che andato in scena lo scorso 14 giugno a Villa Mascotto, ad Ancignano di Sandrigo. Serata allinsegna dei prodotti tipici dellEmilia Romagna. Il Lambrusco di Sorbara e di Grasparossa ha ben accompagnato salamino, Parmigiano Reggiano e le Tigelle farcite di squaquerone, stracchino, prosciutto crudo di Parma, salame felino, mortadella. A rallegrare la serata, musica dal vivo e karaoke.

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CONEGLIANO VALDOBBIADENE PROSECCO SUPERIORE

CONOSCERE LA DIFFERENZA
LAcademy uno strumento di conoscenza. La conoscenza la via per comprendere ed apprezzare le differenze che rendono unico il Conegliano Valdobbiadene. Frutto dellunione perfetta tra preziosa composizione del terreno, del clima e sapienza degli uomini che hanno modellato nei secoli queste colline. Per conoscere il Prosecco Superiore e lorigine di questo straordinario vino partecipa al primo corso on line della Conegliano Valdobbiadene Academy visitando il sito www.coneglianovaldobbiadene-academy.it

www.prosecco.it

Il Goloso Curioso

Lartigiano gourmet

di Morello Pecchioli

Alla scoperta della bottega del veronese Remo Pasquini, produttore di oggetti darredamento in legno per lalta ristorazione fatti su misura
me di grande originalit e razionalit, leggiadri carrelli portaformaggio, signorili e tecnicamente perfetti bauletti humidor anche da viaggio per appassionati di sigari e scrigni porta tartufi, costruiti gli uni e gli altri, senza colla per non rovinare gli aromi del tabacco o del tuber magnatum. I gioiellini firmati a fuoco con la P di Pasquini, sono divenuti status symbol. Ma non irraggiungibili. Certo, costano pi degli oggetti industriali, ma sono alla portata di chi ama il bello anche senza essere un nababbo. Nascono su misura. Uno chef chiede un portaformaggi esclusivo? Marino ne interpreta lesigenza e lo costruisce. Un gourmet amante del prosciutto chiede di tagliare la coscia dallalto anzich in orizzontale? Pasquini crea la morsa che gira a 360 gradi. Nascono cos il tagliere in korean (impasto vegetale e rovere), la tavolozza dei salumi, le scatole di sigari da passeggio, il coppo da forno. In legno, naturalmente. Quella del coppo in terracotta racconta una cottura storica. Io lho fatto in un rosso legno tenero, il tiglio, molto elastico, senza odori n colle. Resiste bene in forno a 180 gradi. In sette minuti si cuociono perfettamente aragoste, scampi, verdure. Credetemi, tutto un altro sapore.

Fino a 25 anni era astemio, poi si convertito sulla via del Borgogna. Remo Pasquini, 48 anni, superlativo artigiano del legno di Bovolone, in provincia di Verona, adora Bordeaux, Chablis e Champagne. Ma ama pure i vini italiani, quelli di altissima qualit, a parecchi dei quali rimprovera per di essere disonesti, per il prezzo gonfiato, a paragone dei pari grado transalpini. Pasquini, che anche un gastronomo sopraffino, ha una memoria incredibile per i vini che gli hanno regalato emozioni. Ne ricorda i nomi, le annate, le etichette, le aziende produttrici e perfino le curve della strada che ha fatto per raggiungerle. Dallastemia si pu guarire afferma la vita riserva sempre sorprese ed troppo breve per bere male. Il pap di Remo, Marino Pasquini, produceva mobili in stile. Quando mor 26 anni fa lazienda pass nelle mani di Remo e della sorella Paola che la rivoluzionarono: stop a poltrone e trumeau dimitazione, sotto con la produzione di raffinatissimi oggetti in legno per lalta ristorazione. Unintuizione vincente, grazie alla quale i due giovani fratelli imprenditori (a completare il tris dassi si aggiunta Giovanna moglie di Remo) si sono fatti un nome in tutto il mondo. Il loro un altro dei miracoli del mitico nord est. La bottega artigiana dei Pasquini produce cantine, arredamenti, taglieri, morse per prosciutto, vasella-

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lavori in corso
Vendemmia 2013: viti sotto stress, ma risultati promettenti

di Stefano Soligo ed Emanuele Serafin - Veneto Agricoltura

Landamento stagionale ha evidenziato anche in questannata un evolversi non eccezionalmente favorevole per la coltivazione della vite. I periodi invernale e primaverile si sono caratterizzati per una forte piovosit e temperature particolarmente basse che hanno da una parte ritardato, rispetto al 2012, le fasi fenologiche e dallaltro impegnato i

(disformit), alla fioritura (acinellatura dei grappoli) ed allinvaiatura (particolarmente lunga per le variet a maturazione precoce). Lo stato sanitario ha destato allarmi per la peronospora che, viste le

Clima poco favorevole alle coltivazioni, ma migliore dellanno precedente, che per non ha intaccato le promesse per una produzione di qualit
viticoltori ad unattenta difesa verso le crittogame, in particolare contro la peronospora. Generalmente da luglio si assistito ad un aumento delle temperature, particolarmente evidenti nella provincia di Venezia, ed una drastica riduzione della piovosit. Il fenomeno ha causato in alcune zone problemi di stress idrici. Sono avvenute, in zone circoscritte ma di tutte le provincie, grandinate intense specialmente verso ferragosto. Il comportamento stagionale ha per influenzato meno dellannata 2012 la fisiologia della vite a parte alcune segnalazioni al germogliamento

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LAVORINCORSO

condizioni climatiche, ha obbligato i viticoltori ad una faticosa lotta per la difficolt ad intervenire tempestivamente. Oidio e botrite sono state sporadicamente segnalate ma controllate con facilit dai consueti interventi. Molto pi preoccupanti invece sono i sintomi a carico di Giallumi della vite (segnalati specialmente nel padovano e nel bellunese), ovunque si sono manifestati grossi problemi Escoriosi (per le basse temperature primaverili) e di di Mal dellEsca (per le alte temperature estive). In ogni caso alla vendemmia, cominciata nella prima settimana di settembre, lo stato sanitario delle uve era buono. Come momento di raccolta si manifesta un 10-15 giorni di ritardo rispetto al 2012 con, mediamente, una resa invariata per le uve rosse ed un incremento, quantificabile nel 5-10% per le uve bianche. Le gradazioni zuccherine sembrano confermarsi leggermente inferiori rispetto al 2012 ma entro la norma di una vendemmia promettente, specialmen-

te per quanto riguarda i vitigni a bacca rossa. I valori aromatici, vista la maggior escursione termica dellultimo mese di maturazione, sembrano essere pi netti e marcati quale frutto di un accumulo superiore da parte della vite nella bacca. Una considerazione finale va fatta in merito alle condizioni meteo: seppur molto diverse dalla scorsa annata, hanno posto le viti in condizioni pi critiche rispetto al classico andamento fisiologico. Indipendentemente dallattenzione alla lotta fitosanitaria, sembra quindi necessario apporre molta considerazione sulluso dellirrigazione, alla difesa dei grappoli dalleccessivo calore, che influisce specialmente nella sintesi di alcuni composti tra cui aromi e sostanze coloranti, e alle tecniche agronomiche in grado di conservare lumidit del terreno. Si conferma come interventi di post raccolta potrebbero diventare consuetudine per ripristinare le riserve allinterno della pianta provata dalle situazioni ambientali estreme a cui sottoposta.

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ALLA SCOPERTA DI

Nella Valle del Douro

di Carlos Veloso dos Santos

La Valle del Douro, situata nel nordest del Portogallo, uno dei luoghi pi incantevoli del paese ed considerata da diversi anni patrimonio mondiale dellUnesco. considerata una zona di viticoltura eroica, con i suoi vigneti terrazzati dove impossibile introdurre qualsiasi tipo di meccanizzazione. In totale ci sono circa 33.000 viticoltori con una media di 1 ettaro per produttore. Questa valle si trova circa a 100 chilometri della citt di Porto e si estende per 250.000 ettari, suddivisi in tre regioni minori: Basso Corgo, Cima Corgo e Douro Superiore (sotto regione che confina con la Spagna). una valle con caratteristiche uniche, circondata da montagne che le danno caratteristiche morfologiche e climatiche particolari. La catena montuosa del Maro impedisce il passaggio delle correnti daria provenienti dallOceano Atlantico rendendo questa valle molto calda destate e fredda dinverno. La temperatura varia durante

Viaggio nella storica terra del vino di Porto, uno dei pi noti vini al mondo, in un territorio che diventato una delle mete enoturistiche pi apprezzate
chie arrivano a toccare fino a 25 metri di lunghezza. Questo fattore risulta determinante per la qualit del prodotto perch, nonostante il caldo torrido, la radice resta sempre fresca.
IL VINO DI PORTO

Il vino di Porto stato reso famoso con larrivo degli inglesi che, in guerra con francesi e olandesi, erano alla ricerca di nuovi paesi produttori di vino. Per questo sono arrivati in Portogallo ma non solo, anche in Spagna, nellisola portoghese di Madeira ed in Sicilia. Questa tipologia di vino inizia ad esse-

lanno da -2 a +45C. Queste condizioni, alleate alla natura del suolo, predominantemente scistoso e granitico e a una bassa piovosit, contribuiscono in modo determinante alle caratteristiche del vino di Porto. Basti pensare che le radici delle vigne vec-

re prodotta a fine Settecento inizio Ottocento. Uno dei pi vecchi trattati commerciali tra i due stati europei il Trattato di Methuen del 27 dicembre 1703 che prevedeva anche lo scambio di merci: il Portogallo importava i tessuti dellInghilterra ed in

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ALLA SCOPERTA DI

cambio forniva il pregiato vino fino agli inglesi. A met dell800 il Marchese di Pombal, primo ministro del Portogallo, responsabile per la ricostruzione di Lisbona dopo il devastante terremoto e maremoto del 1755, decise di creare lanno seguente, seppur inconsapevolmente, la prima Doc al mondo. Lo fece per mettere ordine a tutta una serie di truffe, perch ormai il vino di Porto veniva prodotto indiscriminatamente in tutto il paese. Cos il 10 settembre 1756 istitu la Compagnia Generale di Agricoltura dei Vigneti dellAlto Douro col compito di definire le regole su quali fossero i territori adatti alla produzione del vino fino, delimitando la zona con 335 blocchi in pietra. Tuttavia larrivo della filossera e delloidio sterminarono quasi completamente la vigna in questa regione e lunica soluzione fu di estendere la regione fino ai confini con la Spagna, limiti che ancora oggi sono rispettati. Approfittando dellimportante richiesta di questa tipologia di vino, anche altri paesi cominciarono a produrre vino di Porto. Tipologie come Hamburg Port, French Port o Tarragona Port erano abbastanza comuni allepoca. importante notare che il nome vino di Porto induce il consumatore che un vino prodotto a Porto, invece deve il suo nome solo perch veniva spedito dalla citt omonima. I magazzini dellaltra sponda del Douro, il terzo fiume pi lungo della Penisola Iberica con 897 chilometri di lunghezza, servirono per due secoli come punto di stoccaggio e imbottigliamento. Dalla fine del secolo scorso,

invece, diventata unattrazione turistica per le migliaia di turisti che ogni giorno arrivano in questa bellissima citt, dove si intrecciano quasi 1000 anni di storia e una tradizione culturale e enogastronomica unica nel suo genere.
LE CARATTERISTICHE

Il vino di Porto un vino fortificato. La logica della fortificazione nacque per evitare che il vino si rovinasse durante tutto il tragitto in barca dalla citt di Porto fino ai porti inglesi. Si pensa che siano stati gli arabi intorno al decimo secolo ad introdurre lutilizzo dellalcol per evitare che lacqua potesse marcire con il tempo. Due secoli dopo, nella Catalunya francese, anche un produttore vinicolo pens di utilizzare lalcol per assicurare una miglior conservazione del vino dando origine a questo metodo. Laggiunta di acquavite per arrestare la fermentazione ha conferito a questo tipo di vino un carattere dolciastro, particolarmente

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apprezzato dagli inglesi. per questo motivo un vino con una gradazione alcolica tra 19 e 22 gradi anche se la maggior parte dei vini ha 20 gradi. Pochi sano che il vino di Porto non solo rosso ma anche bianco e rosato. Il vino di Porto bianco da sempre usato come aperitivo nelle sue versioni secco e dolce. Uno dei cocktail di aperitivo pi conosciuti nel nord del Portogallo il Porto Tonic, 1/3 di Porto Seco, 2/3 di acqua tonica, ghiaccio, qualche goccia di limone e un foglio di menta. Tuttavia nella sua versione bianca viene consumato puro, ma sempre a bassa temperatura. La versione rosata adottata da poche cantine ed destinata a nuovi mercati. il prodotto ros particolarmente apprezzato dal mondo femminile e anche lindustria del Porto si adeguata a questa nuova tendenza.
LE VARIETA

Quando parliamo di Porto parliamo soprattutto di variet rosse. Le variet usate nel vino di Porto sono 76, quasi tutte autoctone. Quelle maggiormente consigliate sono 29, quindici rosse e quattordici bianche. Le tipologie principali sono Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinta Roriz, anche conosciuta come Tempranillo, Tinta Barroca e Tinto Co. La pi pregiata senza dubbio la tipologia Touriga Nacional. Parlare di vino di Porto non vuol

dire parlare di un unico vino ma di una serie di prodotti molto complessi. Si dividono in due grande famiglie di vini rossi. Lo stile Ruby, vino di una singola annata prodotto in riduzione perch tutto il suo affinamento avviene nelle grandi vasche in acciaio o in legno, dove si notano di pi i frutti rossi, frutti di bosco, lamponi, more e cioccolato. E lo stile Tawny, prodotto in ossidazione, messo in barrique da circa 560 litri dove viene favorito il contatto con lossigeno. In questo caso parliamo in generale di un blend di varie annate che vengono commercializzate come vini con indicazione di et 10, 20, 30 e 40 anni. Esiste anche la tipologia Colheita che corrisponde ad un vino di annata ma invecchiato nelle barrique di 560 litri, Alla domanda frequente di quale sia la miglior categoria di vino di Porto la risposta pi corretta il Vintage. In ogni decade una cantina pu produrre al massimo 2/3 annate Vintage e spetta allIstituto del Vino di Porto lultima decisione. Il Porto Vintage un vino di una sola annata, e a volta di ununica tenuta, che invecchia per circa due anni nei grossi tini e viene messo in bottiglia subito senza filtrazione. Tranne qualche eccezione lu-

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ALLA SCOPERTA DI

nico Porto che invecchia in bottiglia e dovrebbe essere consumato dopo circa 10/12 anni dellannata dichiarata. Ma Porto non vuol dire solo tradizione. Giovani e dinamiche aziende nel panorama vinicolo della Valle del Douro stanno cercando di dare una nuova veste a questo prodotto pregiato. Il Cl un buon esempio di qualit di prodotto alleato a un packaging accattivante e pi internazionale. Si tratta di un Ruby Reserve offerto al mercato con tre vestiti diversi.
LENOTURISMO

vendemmia durante i mesi di settembre ed ottobre. La gastronomia della regione particolarmente ricca, dove imperano i piatti di carne e cacciagione. Una delle specialit pi presenti il famoso cabrito assado, il ben conosciuto capretto che confezionato nel forno a legna e servito con le patate arrosto e le verdure.

Comunque la Valle del Douro oggi molto di pi del solo Vino di Porto. Negli ultimi 10 anni sono nate nuovi tipologie di vino che stanno conquistando i mercati internazionali. Vini Doc Douro bianchi e rossi dove spuntano i mono-vitigni come il famoso Touriga Nacional. Inoltre la Valle sta avendo un enorme successo a livello dellenoturismo. Realt come Quinta Nova de Nossa Senhora do Carmo si sono moltiplicate negli ultimi anni. Unaltra realt turistica che ha avuto unenorme sviluppo negli ultimi anni il turismo fluviale. Ci sono diverse aziende ben strutturate che offrono delle crociere lungo il fiume Douro che possono aver una durata fino a sette giorni. Di recente sono state battezzate due nuovi nave dalle star hollywoodiane Sharon Stone e Andy MacDowell. Nellambito dellenoturismo le aziende locali hanno a disposizione dei pacchetti fatti su misura dove inclusa anche la

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INFORMAZIONE PUBBLICITARIA

Il rosso di nonno Marino


MARIN ROSSO IGT
Il nome del vino richiama quello di Marino Cecchetto, da cui nata la prima forma dellazienda attuale. E un blend di merlot (50%), cabernet sauvignon (30%) e raboso (20)%, questultimo con appassimento in fruttaio. Lultima annata, il 2010, stata lavorata lasciando un maggior residuo zuccherino. Le uve sono vinificate separatamente, prima con fermentazione sui tini e poi in acciaio, con malolattica e alcolica separata, per finire con laffinamento di 12 mesi in botti di legno per cabernet e merlot e di 14-16 mesi in barrique per il raboso passito.
LE DEGUSTAZIONI

Grande corpo, ma non aggressivo, per il blend di merlot, cabernet sauvignon e raboso di Ca di Rajo. Ecco nel dettaglio la degustazione realizzata da Ais Veneto

Annata 2010 - Di colore rosso rubino acceso, vivace ed omogeneo; poco trasparente per estrazione convincente di materia colorante. Forma fitti archetti sul bicchiere con goccioline spesse, segno di buona consistenza. Morbido/acido al naso, di concreta intensit, denota complessit di aromi secondari. Erbaceo e fruttato, viaggia fra piccole more, mirtillo rosso e vegetale maturo, sorretto da una sapiente mineralit e leggeri ricordi speziati. In bocca si presenta secco con una vena di freschezza contenuta; abbondante il tannino, ma non aggressivo. Il carattere di media morbidezza; la sua persistenza aromatica denota subito quanto gi si era percepito allolfatto. E un vino pronto,

sostenuto da un grande tenore alcolico che trover la sua piena armonia in divenire. Adatto soprattutto con carni rosse e selvaggina nobile, piccione, fagiano al forno o al melograno, petti danatra. La verticale (2006, 2007, 2009) - Per capire levoluzione del Marin abbiamo degustato anche le annate precedenti, che denotano la strada qualitativa intrapresa. Il 2006, lavorato con un maggior

Simone Cecchetto

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Non venditori di vino, ma di territorio. E questa la filosofia di Ca di Rajo, azienda familiare di origini antiche ma che con lultima generazione ha dato una svolta moderna alla produzione, che si concentra soprattutto con gli autoctoni Raboso e Manzoni Bianco. Lazienda si trova a Rai di San Polo di Piave, in un antico borgo medievale e dispone di 25 ettari di vigneti di propriet, cui si aggiunge il lavoro di vari conferitori di uve. Annualmente produce circa 800 mila bottiglie distribuite nel canale HoReCa. Molto forte la fetta dellexport, che arriva al 60%, con un orientamento soprattutto verso i nuovi mercati asiatici, quali il Giappone (che rappresenta lo sbocco principale per lexport), la Cina, Hong Kong, lIndonesia e la Corea, ma con presenze importanti anche in Europa (in particolare in Svizzera) e nelle Americhe (Usa, Canada, Brasile e Messico).
I PRODOTTI

La gamma di produzione prevede sia vini bianchi che rossi. Si tratta principalmente di vini che derivano da uve tipiche dellarea del Piave, cabernet sauvignon e franc, merlot, chardonnay e pinot grigio, con una produzione importante anche di Prosecco, sia Doc che Docg. Ma i gioielli dellazienda sono quelli prodotti con i vitigni autoctoni: Raboso Piave, realizzato in due versioni, una classica e una pi moderna, e Manzoni bianco. Il fondamento della mission aziendale, infatti, si basa soprattutto sulla valorizzazione delle espressioni pi tipiche del territorio. Ed su questa strada, che lega storia, territorio e prodotti di qualit, che Ca di Rajo punta per espandersi, soprattutto in quei mercati emergenti dove il vino sta diventando una forma di status symbol.
LA STORIA

appassimento delle uve, testimonia gi della longevit di questo vino, mantenendo le sue caratteristiche fruttate, di ottimo equilibrio nella sua maturit. Nel 2007 e 2009, dove lappassimento stato meno evidente, si dimostra un percorso verso vini dinamici, evidenziando ancora di pi tutte le caratteristiche territoriali dei vitigni usati. Un cambio di rotta estremamente positivo.

La storia della Ca di Rajo parte da radici lontane, iniziate dalla famiglia Cecchetto, viticoltori da generazioni. Una prima svolta avviene negli anni Settanta quando, sfruttando le possibilit offerte dalla mezzadria, vengono acquistati 15 ettari di terreno di propriet dallazienda Giol, per la quale i Cecchetto lavoravano appunto come mezzadri. Da l si muovono i primi passi dellattivit di produzione diretta, grazie soprattutto a Marino Cecchetto, classe 1931. Solo in anni pi recenti si concretizzato lacquisto di altri 10 ettari nel 2000 e la ristrutturazione dellazienda con i nuovi impianti di vinificazioni, affinamento e imbottigliamento del 2005. Sfidando la crisi, ulteriori investimenti per migliorare le potenzialit produttive arriveranno nel 2013, con un nuovo impianto dimbottigliamento, la creazione di una nuova ala per laffinamento in legno e unaltra come centro di appassimento. Oggi in azienda lavora la terza generazione dei Cecchetto, con i figli Simone, Alessio e Fabio, che hanno dato impulso allespansione produttiva portandola a diventare una delle pi interessanti realt vinicole della zona del Piave.
GLI EVENTI

Nella sua strada per esprimere al meglio la sua forte presenza territoriale, Ca del Rajo ha sviluppato anche una forte attivit di comunicazione, che si concretizzata nella realizzazione di una serie di eventi periodici, prima fra le aziende della zona, quali lorganizzazione in cantina di mostre darte. Lobiettivo di questo stretto legame fra arte, territorio e vino di far comprendere alla clientela che lazienda non solo limitata alla produzione di vino ma parte vitale del tessuto culturale ed economico dellarea del Piave. Questo modo di presentarsi sul mercato si rispecchia in pieno sulla struttura aziendale, racchiusa nellantica borgata medievale di Ca del Rajo, da cui lazienda prende appunto il nome. Oltre a questo lazienda per promuovere i propri prodotti partecipa a numerose fiere di settore in tutto il mondo. Azienda Agricola Ca di Rajo di Cecchetto Bortolo & S. s.s. Via del Carmine, 2/2 - 31020 San Polo di Piave (TV) Tel 0422 855885 - Fax 0422 805627 - info@cadirajo.it - www.cadirajo.it

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le aziende informano

Serafini & Vidotto: la viticoltura intelligente


Dal 1986 lazienda di Nervesa della Battaglia produce vini eco-compatibili nel modo pi naturale possibile, unendo ricerca, sperimentazione e qualit delle uve
Francesco Serafini e Antonello Vidotto, enologi e agricoltori, fondano lazienda agricola nel 1986 a Nervesa della Battaglia, sotto i ruderi dellAbazia dove, tra il 1551 e il 1555, Monsignor della Casa scrisse il Galateo, nei territori della Serenissima

Repubblica di Venezia, da sempre votati alla produzione di vini rossi. La particolare costituzione del terreno e la fortunata esposizione climatica hanno generato condizioni idrogeologiche ottimali per la cultura dei grandi vigneti di Cabernet, Merlot e Prosecco, che disegnano pendii e pianure dellarea. Qui, Serafini & Vidotto coltivano i loro vigneti secondo etica, ricercando il gusto, osservando i ritmi e i criteri di unagricoltura compatibile e intelligente. Dal 1986 nei 25 ettari dellazienda danno il loro frutto le migliori uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot. Dal 2004, nelle vigne sulla collina vicina allazienda, viene coltivato il Prosecco per il Progetto Bollicine, implementato grazie alla partnership con Eataly. proprio dallattento lavoro in vigna che nasce la qualit del vino: uve mature e sane, grazie alla giusta densit dimpianto (circa 6 mila piante/ettaro) e basse rese, pi o meno una bottiglia per ceppo. Vengono prodotte circa 120 mila bottiglie di vini rossi allanno e circa 14/15 mila bottiglie di vini bianchi, a seconda delle annate. A queste si aggiungono 180/200 mila bottiglie di Bollicine di Prosecco e Bollicine Ros. Da sempre attenti al territorio e allecosistema, in Serafini & Vidotto si iniziato un percorso virtuoso verso un sistema naturale di coltivazione delle uve e

di vinificazione. Da diversi anni si sperimenta lutilizzo delle micorrize per stimolare il sistema di autodifesa della pianta e due ettari e mezzo di vigneto di Cabernet Franc, Sauvignon e Merlot vengono coltivati con il metodo della filiera con micorrize. Il procedimento consiste nelliniettare alle radici della vite un consorzio di microrganismi, ognuno con una propria funzione, per favorire lo sviluppo nellapparato radicale della pianta e stimolare le autodifese. Il metodo, ad oggi in fase di ricerca e sperimentazione, ha permesso di ridurre limpiego della chimica del 90%, semplicemente ricostruendo lequilibrio che la natura avrebbe fatto da sola, prima dellintervento della mano delluomo. Serafini & Vidotto fa parte di VinoLibero, il progetto che riunisce quelle aziende che coltivano la vigna e producono vino nel modo pi naturale possibile, cercando di ridurre al massimo i sistemi e i processi chimici della produzione pi convenzionale, adottando tecniche naturali per abbattere anche luso dei solfiti. Tutto questo per riscoprire la vera natura del vino Serafini & Vidotto.

Serafini & Vidotto Via Luigi Carrer, 8/12 31040 Nervesa della Battaglia (TV) Tel. 0422 773281 Fax 0422 879069 serafinievidotto@serafinievidotto.com www.serafinievidotto.com

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P. La Tipografica