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Orografia varia e articolata: 43% montagna, 26% pianura, 30% colline.

Clima continentale, ma ogni zona ha le proprie peculiarità in termini di temperature e precipitazioni.


Piemonte Terreni: 1) acidi e ricchi di minerali nella zona di Biella, Vercelli e Novara (finezza olfattiva, sapidità) 2) compatti, marnosi, gesso e argilla nelle Langhe (tannino, complessità, impatto balsamico) 3) ricchi di sabbia nel
Roero (immediatezza olfattiva, precoce bevibilità) 4) ricchi di sedimenti marini nel Monferrato (note fruttate) 5) di origine morenaica nel Canavese (mineralità)

VITICOLTURA
2,6M di hl, 81% DOP, No IGP; Sistema di allevamento più utilizzato è il guyot, ma nel Canavese e a Carema resiste la pergola; Vini soprattutto autoctoni o tradizionali (solo 5% di vini internazionali: chardonnay, cabernet sauvignon, pinot nero,
merlot, sauvignon blanc)

VITIGNI A BACCA ROSSA VITIGNI A BACCA BIANCA


BARBERA CORTESE
È il vitigno più coltivato (30%). Maturazione medio-tardiva, versatile (da beverini e frizzanti a strutturati). Vitigno di punta del Vitigno a bacca bianca più coltivato (Casalese, Colli Tortonesi e Gavi(zona di elezione)). Maturazione a fine
Monferrato astigiano (posizioni migliori riservate), ma coltivato anche nelle Langhe, nel Roero, Alessandrino e Tortonese. settembre, produttività elevata. Vini eleganti, freschi, sapidi. Anche base spumante
Acidità, intesità cromatica, rose, ciliegie, mirtillo, mora, sottobosco, tannini moderati ERBALUCE
DOLCETTO Terzo vitigno a bacca bianca. Centro di elezione nel Canavese (TO), ma è diffuso anche nelle province di
Secondo vitigno a bacca rossa più coltivato (12%). Coltivato soprattutto nel Sud della regione. Coltivato a Dogliani, Monferrato Biella, Vercelli e Novara (detto greco novarese). Buona acidità, versatile. Famoso per il passito, ottenuto a
astigiano, Acqui, Ovada, Tortonese (chiamato nibiò: più simile a Ormeasco). Ha un ciclo vegetativo precoce (bene per fasce Caluso con appassimento naturale dei grappoli per circa 4 mesi nei solai.
collinari più fredde). ARNEIS
Toni rubino violacei, profumi di mora e mirtillo, tannicità, limitata acidità. Varie sfaccettature Originario del Roero, ora diffuso anche nelle Langhe. Vendemmiato terza decade di settembre. Vini
•- Dogliani DOCG: coltivato nelle posizioni migliori. Ottima struttura, spesso evoluzione in legno floreari, frutta a polpa bianca e vegetali e sapidità
•- Diano d’Alba DOCG: stesse caratteristiche del Dogliani FAVORITA Nel Roero e ora parzialmente nelle Langhe. È un vermentino importato dalla Liguria (chiamato
•- Dolcetto di Ovada Superiore DOCG: maggiore finezza gusto-olfattiva, meno intensità cromatica un tempo furmentin)
•- Dolcetto d’Acqui DOC, Dolcetto d’Alba DOC e Dolcetto d’Asti DOC (poco diffuso): più semplici e beverini TIMORASSO Nel Tortonese. Seconda metà di settembre. Intensa mineralità, con sentori di pietra focaia e,
NEBBIOLO nel tempo, idrocarburi. Adatto all’invecchiamento. Forte contiguità genetica con il sauvignon
Occupa il 10%. Maturazione lenta, vendemmiato in epoca tardiva (anche oltre la metà di ottobre). Nelle Langhe si coltivano le VITIGNI AROMATICI
tre sottovarietà lampia, michet e rosè (raro), nell’Altro Piemonte si coltiva il biotipo spanna, a nord d’Ivrea prende il nome di Per lo più utilizzati per spumanti metodo Martinotti
picotendro. Vini complessi, austeri e longevi con tonalità granato, profumi frutti di bosco, viole e spezie, tannini graffianti che si MOSCATO BIANCO (o di Canelli)
levigano nell’evoluzione, quando il bouquet si arricchisce di sentori di liquirizia, cuoio e tabacco . Raggiunge il top nelle Langhe: Secondo vitigno (22%). Coltivato in un’ampia area che comprende Langhe e Monferrato Astigiano
• A nord di Alba, Barbaresco DOCG (4 comuni: Barbaresco, Neive, Treiso e San Rocco Seno d’Elvio). Primo ad introdurre le - DOCG Asti: Spumante e Moscato d’Asti: vino dolce, lievemente frizzante (mosto parzialmente
Menzioni Geografiche Aggiuntive fermentato). Deliziosamente aromatico. Tradizionale anche la versione passita, che ha zone di elezione
• A sud di Alba, Barolo DOCG (11 comuni: Cherasco, Verduno, Roddi, La Morra, Novello, Barolo, Grinzane, Castiglione Falletto, nell’Acquese (Strevi e Loazzolo) e nella Langa astigiana
Monforte, Serralunga e Diano). BRACHETTO
Il nebbiolo si esprime bene anche in altre zone: Roero (ricchezza fruttata e grande finezza), Alto Piemonte (terreni morenici e Zona di Acqui, esteso anche nel Monferrato astigiano. Vino aromatico a bacca rossa. Spumanti dolci, meno
argillosi, più sapidità e mineralità: Ghemme, Gattinara, ecc) e infine il Carema, alle soglie della Valle d’Aosta i passiti. Prime due decadi di settembre. Diffuso anche nel Roero per la produzione del Birbet (birichino)
FREISA Soprattutto nel Chierese e sulle colline ai confini di Torino e Asti; vendemmiato a fine settembre. Buona dotazione MALVASIE
cromatica, significativo corredo acido-tannico. Vini secchi o dolci, anche frizzanti •- Malvasia di Casorzo (ai confini tra astigiano e alessandrino). Vendemmiato a inizio ottobre
GRIGNOLINO Originario delle colline tra Asti e Casale Monferrato. Raccolto a fine settembre. Vini di moderata intensità •- Malvasia di Schierano (tra le provincie di Torino e Asti). Terza decade di settembre. Dà origine alla
cromatica, profumi di pepe bianco, chiodi di garofano e lamponi. Quasi inesistente al di fuori del Monferrato •malvasia di Castelnuovo Don
RUCHE’ Antico vitigno, originario di Castagnole Monferrato e dei comuni limitrofi, in provincia di Asti. Vendemmiato terza
settimana di settembre
PELAVERGA GROSSO Saluzzese e Chierese (limitatamente). Matura a inizio ottobre. Vini fruttati, delicatamente caldi
PELAVERGA PICCOLO Comune langarolo di Verduno. Maturazione medio-tardiva. Vini rubino-chiaro, lamponi, pepe, media
struttura, buona freschezza
Infine nell’Altro Piemonte sono coltivati complementari al nebbiolo: Vespolina, Uva rara (bonarda novarese),croatina
ELENCO DOCG (17)
• Alta Langa
• Asti
• Barbaresco
• Barbera d’Asti
• Barbera del Monferrato Superiore
• Barolo
• Brachetto
• Dolcetto di Dogliani Superiore
• Dolcetto di Ovada Superiore (o Ovada)
• Dolcetto di Diano d’Alba (Diano d’Alba)
• Gavi
• Erbaluce di Caluso
• Ghemme
• Gattinara
• Roero
• Ruché di Castagnole Monferrato
• Nizza.
AREA PEDOMONTANA TRA SALUZZO E TORINO
•- Colline Saluzzesi: rosso a base di pelaverga, barbera e nebbiolo, ma anche di chatus. In purezza sono prodotti il pelaverga grosso e il quagliano (vino rosso raro da dessert, anche spumante) NOTE
Salendo verso Torino, Pinerolese: nebbiolo, barbera, bonarda, freisa, dolcetto. Due chicche: 1) Vitigno dall’autoctono doux d’henry: rosato profumato di lampone 2) Ramie: rarissimo vino di
montagna, prodotto con le antiche varietà locali avanà, avarengo, neretto e becuet. Questo mix si ritrova anche nella vicina denominazione Valsusa
Più a nord, Canavese: rosso e rosato a base di nebbiolo, barbera, dolcetto, freisa, bonarda e neretto. Bianco a base di erbaluce -> DOCG Erbaluce di Caluso: bianco fermo, spumante, ma
soprattutto passito
Carema: molto a nord. Nebbiolo eroico. Pergole sostenute da pilun
Collina Torinese: solo vini rossi. Barbera, freisa, malvasia e il Cari (nome locale del pelaverga grosso): profumatissimo e raro vino dolce, malvasia di Castelnuovo Don Bosco; Freisa di Chieri

MONFERRATO ASTIGIANO
Si estende dalla provincia di Asti ai colli casalesi, fino a lambire la piana alessandrina. Si suddivide in 2 ulteriori macrozone
1.1) Nell’area settentrionale, tra Tanaro e Po, Monferrato Casalese. Barbera, grignolino, freisa e malvasia. Casale e le colline verso Alessandria, DOCG Barbera del Monferrato superiore, DOC
Grignolino del Monferrato Casalese e Barbera del Monferrato
2.2) A sud del Tanaro c’è l’altra macrozona. A ovest (confine con Roero Cisterna d’Asti (croatina) e Terre Alfieri (arneis e nebbiolo). Procedendo verso sud-est, quadrilatero Asti-Nizza Monferrato-
Castagnole Lanze-Canelli: Barbera d’Asti DOCG con le sue 3 sottozone: Tinella, Colli Astiani e soprattutto Nizza. Non solo barbera, ma nella denominazione Calosso gamba di pernice (speziato) e
nell’Acquese alba rossa
3.Infine il Moscato (DOCG Asti o Moscato d’Asti), il Loazzolo DOC (passito, piccola chicca).

ALTO MONFERRATO
•- Area Acquese: si coltiva dolcetto (dolcetto d’Acqui), ma è il “distretto degli aromatici”: ancora DOCG Asti, ma soprattutto DOCG Brachetto d’Acqui e, nella piccola denominazione Strevi,
moscato passito
•- Area Ovadese: Dolcetto di Ovada e bianchi freschi e sapidi nelle colline Gavi, Novi, ecc -> DOCG Gavi o Cortese di Gavi
•- Tortonese: denominazione Colli Tortonesi: barbera, dolcetto (detto nibiò), cortese, favorita e croatina. Ma soprattutto Timorasso

LANGHE
Delimitate da Tanaro, Alpi Liguri e dal Monferrato. Suoli calcareo-argillosi, adatti a produrre vini strutturati e complessi. Si identificano 2 zone
1) Area tortoniana, più recente, con maggiore presenza di sabbia: colline di Barolo e la Morra
2) Area elveziana, più antica e con terreni di maggiore struttura: colline di Monforte e Serralunga
La zona centrale, armonizza i due territori: zona di Castiglione Falletto. Il re è il nebbiolo, ma anche barbera, dolcetto, pelaverga e moscato.
Tra Barbaresco e Barolo c’è l’area del Dolcetto di Diano d’Alba DOCG e del Dogliani DOCG. Poi denominazioni Dolcetto d’Alba e Barbera d’Alba (genericamente tutto territorio Langhe). Ai margini
occidentali delle Langhe: denominazione Verduno Pelaverga: pelaverga piccolo.
Parte della Langa rientra nella zona della DOCG Asti e Moscato d’Asti
Vi sono infine due denominazioni di ricaduta: Langhe (internazionali, nebbiolo, arneis, freisa) e Alba (poco usata)

ROERO
Piccola e movimentata regione collinare sulla sinistra orografica del Tanaro (a destra le Langhe). Due mondi diversi. È un quadrato definito da Bra, Alba, Govone e Sommariva Bosco, con epicentro
produttivo a Canale d’Alba
DOCG Roero ha nebbiolo protagonista (Nebbiolo d’Alba), barbera (Barbera d’Alba), ma la peculiarità è l’arneis (Roero Arneis DOCG). Infine la denominazione Langhe Favorita (fermentino)

ALTO PIEMONTE
Area dei colli novaresi, vercellesi e biellesi che va fino ai piedi del Monte Rosa. Qui regna il nebbiolo (detto spanna), poi vespolina, croatina, uva rara (bonarda) e qualche vitigno a
bacca bianca (soprattutto erbaluce.
•- Lessona (sedimenti marini, sabbie): nebbiolo
•- Bramaterra (argilla e porfido, calcaree): nebbiolo
•- DOCG Gattinara (terreni poveri di humus, sottosuolo roccioso): vini potenti, austeri, speziati e
•tostati. Lo spanna esprime un’aristocratica mineralità e una longevità importante
•- DOCG Ghemme (morenici, sciolti, con presenza argillosa)
•- Sizzano e Fara (più a sud, denominazioni comunali): nebbiolo
•- Boca, Valli Ossolane e due di ricaduta: Coste della Sesia e Colline Novaresi
DENOMINAZIONE TRANSTERRITORIALI
Alta Langa DOCG, usata soprattutto per spumanti chardonnay, pinot nero, metodo classico (soprattutto province
Cuneo, Asti, Alessandria)
Piemonte DOC, estesissima zona di ricaduta