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Lezione 6 Marzo 2023

ARCHITETTURA GRECA
(ripetizione: A causa del concetto greco di individuo e per la loro aspirazione alla perfezione, applicavano al
sistema delle correzioni ottiche, non perché ci fossero degli errori, ma erano talmente precisi che l’occhio umano
non riusciva a cogliere tale perfezione; quindi, venivano modificate alcuni elementi affinché si vedesse la
perfezione così come concepita da loro.)
Analisi e descrizione della struttura
Elementi da cogliere quando si studia un
edificio greco
È l’edificio o l’oggetto che si vuol studiare a dettare il metodo e le modalità giuste per studiarlo,
quest’ultimo inoltre può essere applicato anche ad edifici successivi con dovuti accorgimenti.
Tempio di Zeus a Olimpia:
Si tratta di tempio santuario dedicato al Dio Zeus edificato intorno al 400 A.C,
E’ fondamentale capire quale tipologia di tempio abbiamo davanti attraverso lo studio della:
pianta: è un periptero esastilo, di ordine dorico. Sorge sul santuario ad Olympia ed è stato edificato
grazie ai proventi di un bottino di guerra. I resti più importanti sono conservati nel museo di Olimpia.
Dimensioni: largo 24,6, e alto 20 m, occupando una superficie di 1560 m2.
Materiale: calcare conchifero, il quale era stato ricoperto. Questo non era stato utilizzato solo per
stuccare tutte le colonne o gli spigoli vivi come anche il doppio spigolo, ma anche per coprire le
imperfezioni, come in uso in tutti i templi greci. Lo stucco era poi stata la base necessaria per apporre il
colore delle eventuali decorazioni. Il manto di copertura del tetto era in marmo.
Per il frontone e le metope il materiale utilizzato era sempre il marmo, il quale anch’esso era
rigorosamente dipinto.
Descrizione della struttura
6 colonne sui lati brevi e 13 sui lati lunghi, le colonne erano doriche e molto tozze. Probabilmente il
rapporto utilizzato per la costruzione era vicino al 4 rispetto al più canonico 6.
Lo spazio interno risultava autonomo rispetto all’esterno: sia perché le colonne delle navate interne
presenti nella cella non corrispondevano a quelle della peristasi; sia perché all’interno era rialzato
rispetto al pavimento del deambulatorio.
Questo rialzo serviva per preparare il visitatore alla colossale statua di Zeus criselefantina, realizzata in
oro e avorio da Fidia e rappresentava Zeus seduto in trono. La quale statua apparteneva alle 7
meraviglie del mondo antico.
Frontoni:
La decorazione delle metope, oltre alle correzioni ottiche che vedevano le colonne inclinate di 60 mm
circa (appartenenti al deambulatorio nella parte esterna ), rimanevano inalterate le colonne d’angolo.
Questo serviva per evitare una distorsione ottica per cui le colonne stagliate sul vuoto potessero
apparire più sottili.
Prospetto principale: FOTO
Nel pronao sono state riportate anche le metope proprio sull’ingresso che dava accesso alla cella
(questo particolare è presente anche nel Partenone).
Prospetto laterale: FOTO
(aspetti importanti) Sezione trasversale
Nella sezione trasversale, in cui è possibile vedere la cella (con rappresentazione delle fondamenta) sono
presenti colonne doriche sovrapposte, senza la presenza di capriate. Le colonne doriche erano
sovrapposte una all’altra, con l’utilizzo del sistema trilitico per cui sopra ogni elemento verticale trovava
posto un elemento orizzontale. Le finalità dell’utilizzo di questo sistema sono due: sostenere il gravoso
peso della copertura ed elemento decorativo la cui funzionalità principale era dare dignità e lustro
all’interno della cella, sede della divinità.
1
Acropoli di Atene

L’acropoli sorgeva sul punto più alto


della città di Atene, identificato proprio
come luogo sacro.

Pianta:
Non sono presenti assi che
possano mettere gli edifici uno
di fronte all’altro, per quanto
alcuni edifici possano sembrare
messi frontalmente rispetto
all’ingresso. Dobbiamo tener
presente che l’Acropoli si
raggiunge seguendo una salita
molto ripida, il cui percorso tiene conto dell’andamento impervio del pendio della collina e il
progettista tiene conto di questo andamento, anzi lo integra nella progettazione stessa. Gli edifici
dovevano essere scoperti a poco a poco con visuale diversa. Per gli architetti greci era
importante il rapporto bilaterale tra l’edificio e la natura, cioè il paesaggio circostante, in modo
tale che le strutture potessero integrarsi bene in quest’ultimo e arricchirlo, ma far in modo che
anche la natura stessa potesse dar risalto alla costruzione. Inoltre, gli edifici essendo stati
progettati per poter esser fluiti esternamente, il loro posizionamento doveva metter in risalto ma
anche servire a valorizzare questo aspetto fondamentale. Il posizionamento sulla via sacra
permetteva di cogliere sia il prospetto frontale che quello laterale, in modo tale da coglierne il
fascino e permettere la fruibilità necessaria all’edificio. I teatri erano posizionati lungo i pendii
della collina, questo è l’aspetto fondamentale che li distingue dalle costruzioni romane. l
Partenone è posto rispetto all’ingesso in modo tale che l’osservatore entrando nell’acropoli
potesse coglierne la visione del prospetto principale e del prospetto laterale.
L’Eretteo e i propilei sono stati realizzai dopo il Partenone, che invece fu costruito al tempo di Pericle da
Fintino e Fidia.
Fidia per le sculture utilizzò la tecnica del tessuto bagnato. Questa tecnica permetteva di risolvere il
problema del “nudo”, poiché il formoso corpo era coperto dalle molte pieghe di un panneggio
particolarmente articolato, ma molto aderente alla dea rappresentata, in modo tale da evidenziare
comunque la figura rappresentata. Per alcune parti del tempio la scultura si fondeva con
l’architettura, basti pensare ai triglifi che da elemento strutture ed architettonico si trasformano in
elemento anche decorativo e scultoreo. Il confine tra architettura e scultura era molto sottile, ed è
complicato distinguere l’una dall’altra.

STATUA DI ATENA: alta 7 metri, nonostante le colossali dimensioni, anche quest’ultima era stata
posizionata in modo tale che potesse esser scoperta attraverso il proseguimento del percorso sulla via
sacra.
Tempio di Atena Nike
Tempio piccolo ed elegante, come tutti i templi di ordine ionico. È presente un fregio continuo, cioè che
si sviluppo lungo tutti i lati. La base del tempio si discosta da quelle di origine ionico e si avvicina più alle
varianti asiatiche. Del frontone rimangono solo alcuni resti. È presente un elemento caratteristico
dell’evoluzione dei templi ionici, cioè il capitello d’angolo, presente anche sulle colonne d’angolo
dell’Eretteo. Anche in questa struttura è presente una statua con l’effetto di bagnato, posizionata nel
parapetto.
2
Eretteo
Realizzato in marmo, l’Eretteo presenta una forma
insolita, come nei Propilei
è formato da tre blocchi. L’ordine è Ionico, e il
tempio sorge su due diversi livelli collegati
essenzialmente da una scalinata a nord del portico
occidentale.
La parte orientale del corpo rettangolare principale e
la loggia delle cariatidi sorgono sul livello superiore,
la parte occidentale è dedicata al culto di Eretteo, ed
è costituita da un vestibolo e da due parti adiacenti,
il portico nord e il recinto in cui cresceva il sacro
olivo di Atene. La parte mediana è stata tamponata
per motivi statici, e aveva un fine sacro. Le finestre,
così come il muro, sono state aggiunte dopo. La
loggia delle cariatidi è decorata con colonne
costituite da figure femminili con vesti drappeggiate,
che esprimono con grazia la resistenza al peso. Il
capitello dell’Eretteo è arcaico e le statue originali
sono conservate in un museo per preservarle, sul
luogo sono presenti delle copie.

Partenone
Il Partenone fu al centro di numerose trasformazioni, fu prima trasformato in chiesa cristiana, in seguito
in moschea e poi in ripostiglio per armi e un’esplosione di bombe lo distrusse quasi completamente. Ci
fu una ricostruzione attenta con le parti che sono riusciti a recuperare.

Pianta: octastilo e periptero, circondate


da colonne di ordine dorico rastremate
e alte quasi sei volte il diametro della
base; quindi, il rapporto è più vicino
quello consueto di 6.
Sezione:
Sulla sezione del Partenone sono state
fatte diverse ipotesi, soprattutto per
quanto riguarda l’illuminazione
interna della cella stessa. Sappiamo
sicuramente che nella cella c’era una
doppia fila di colonne. Si ipotizza che
il tetto della cella fosse a cassettoni
oppure che fosse coperta con una sorta di capriata con tetto fisso in legno, dove però lateralmente
entrava presentava delle aperture per far entrare la luce naturale, ma sono solo delle ipotesi!!!
3
Al centro era posta la preziosa statua di
Athena in oro e avorio creata da Fidia. I
frontoni erano ornati delle sculture dello
stesso Fidia. Sulle pareti esterne della cella è
presente il famoso fregio Panathenaico, il
quale si estendeva anche sulle testate sopra le
colonne del pronao e dell’opistodomo
completamente dipinte. Lo spazio interno era
pensato per accogliere due spazi tra loro non
comunicanti uno maggiore e uno minore.
Il Partenone era stato costruito secondo la
proporzione del rettangolo aureo.
Correzioni ottiche: La struttura e soprattutto lo
stilobate, cioè il pavimento su cui
appoggiavano le colonne doriche, era
talmente perfetto che per una distorsione
dell’occhio umano sembrava quasi non
perfettamente rettilineo. Di conseguenza lo
stilobate fu leggermente curvato ma questo
provocava uno spostamento delle lastre del pavimento le quali erano fermate in posizione mediante
delle “farfalle” di piombo. Quest’ultime erano due trapezi posti uno di fronte all’altro

Teatro greco di Epidauro


Il Teatro greco, viene pensato come uno spazio non come uno spazio chiuso, ma come un’architettura
che vive completamente nello spazio naturale. Esso viene posto lungo i pendii di un colle, inserendosi
perfettamente in quest’ambiente. Al centro del teatro c’è l’orchestra attorno alla quale si sviluppano tutte
le gradinate, addossate direttamente al pendio della collina, collegate mediante degli scalini. La parte al
limite dell’orchestra è il proscenio, poi vi è il parsacene e poi il portico, questi sono gli elementi
fondamentali che caratterizzavano il teatro greco. Era Particolarmente famoso questo teatro per l’acustica
perfetta e per la visibilità che offriva.
Il teatro di
Dionisio
Il teatro di Dionisio sta più in basso e sfrutta anche lui il
pendio, nella cavea lo schienale della seduta è scolpito.
La scena è rivolta verso la città, è realizzata in pietra ed
essa è fissa rispetto al teatro di Epidauro. Nel tempio di
Erate Attico nelle aperture ad arco nelle quali erano
collocate delle statue.

Propilei

4
Bouleuterion
Particolare teatro non all’aperto che presentava una porzione di
tempio.

L’ abitazione greca
La struttura delle abitazioni greche non si allontanava dalle domus
romane. Nella casa greca le stanza si aprono su un cortile interno.
Questa configurazione evidenzia come ci sia un carattere di
chiusura dell’abitazione rispetto al mondo esterno. I greci volevano
conservare gelosamente la propria individualità e la loro vita
privata, poiché erano presenti edifici specifici per quella che era la
vita sociale.

5
ARCHITETTURA ROMANA

SISTEMA ARCO E SISTEMA VOLTE


Vi è un superamento del sistema trilitico, il quale era caratterizzato da un sistema di forze
verticali, a favore del sistema arco, il quale presenta una forza obliqua. Le forze oblique che
scaturiscono dall’arco sono le risultanti delle componenti di: una forza orizzontale e una forza
verticale.
Lo spessore di un arco può dare origine a un tipo di volta e a seconda della sua inclinazione
può essere considerata obliqua. Ad esempio le volte a botte nascono da uno spessore
eccessivo dell’arco.

L’arco
Un arco è un’apertura che permette, come una porta, di oltrepassare un muro, una parete.
L'arco, considerato dal punto di vista costruttivo, è una struttura curva con la quale si
supera uno spazio.
Elementi
Luce: larghezza dell’arco, o distanza tra i
due piedritti (primo elemento su cui poggia
l’arco)
Piano d’imposta: il piano su cui poggia
l’arco, se un arco è a tutto sesto.
Concio: blocco di pietra sagomato,
realizzato in diversi materiali che costituisce
l’arco.
Concio in chiave, o chiave di volta: ultimo
concio che viene inserito nella parte
mediana, posizionato dunque sull’asse
verticale dell’arco, che permette all’intero
sistema arco di autosostenersi.
Centina: è una sorta di impalcatura in legno,
che riproduce la curvatura dell’arco ed
fondamentale in quanto la posa dei concio
inizia contemporaneamente sia da destra
che da sinistra, lasciando l’ultimo spazio
vuoto che ospiterà il concio in chiave.
Intradosso e l’estradosso, i rinfianchi (che
possono essere anche sagomati).
Freccia (o monta) (che è il raggio del sesto,
6
ovvero l’intradosso dell’arco), La freccia è uno dei parametri fondamentali dell’arco ed è
funzione del suo sesto: nell’arco a tutto sesto la freccia è uguale al raggio di curvatura ovvero a
metà della luce; negli archi ribassati è inferiore a metà della luce e negli archi acuti ne è
superiore.
Giunto alle reni ( la semiretta che parte dal centro dell’intradosso con l’apertura di 30 gradi e
che incontra l’arco), definisce la porzione di arco e, per estensione anche di volta compresa fra il
piano d’imposta e una retta di inclinazione circa 30° dall’orizzontale (nel caso di archi a tutto
sesto, è circa 45° per gli archi acuti). Fino al giunto ai reni si sprigiona la forza obliqua che nasce
dalle reazioni di muto contrasto trai i conci superiori.
Sotto il giunto alle reni, l’arco non si comporta più come descritto prima, ma come piedritto, non
partecipando più staticamente al sistema arco.
Terzo medio al piede, è la porzione del piedritto in cui dove necessariamente ricadere la
forza obliqua che si sprigiona dal sistema arco, la quale forza si disperderà sulle fondamenta.
Per esser garantito l’equilibrio, la risultante obliqua deve cadere all’interno della parte
mediana del piedritto, definita dalla divisione in tre parti della lunghezza di quest’ultimo. La
misura della larghezza del piedritto non è fissa ma varia in base al posizionamento della
risultante della forza obliqua.
Sesto: non si deve confondere la parola sesto come indicativo di una tipologia di arco specifico,
ma il sesto indica solo il profilo e non il tipo di arco. SESTO=PROFILO

Tipologie di Archi
 Arco a tutto sesto, la freccia e la semiluce hanno uguale valore; infatti il centro O
dell’arco è posto nel punto medio della corda. Se la freccia è maggiore di ½ si ha
un arco rialzato su piedritti.

 Arco a sesto acuto, l’intradosso è formato da due archi di cerchio che si


incontrano a cuspide, principale invenzione del periodo gotico. La sua forma
diminuisce sensibilmente la spinta ai reni.

 Arco parabolico, L'arco catenario o arco di catenaria o arco parabolico (termine


improprio) è un arco la cui curva ricorda quella di una lunga catena tenuta dalle
due estremità e lasciata pendere, la catenaria appunto, che somiglia ad una
parabola.

 Arco a sesto ribassato o scemo, Il centro dell’arco è situato sull’asse della corda,
ma al di sotto della corda stessa. La sua forma determina forte spinte.

7
Comportamento statico degli archi e delle volte
Nella porzione di arco compresa tra i due conci alle reni si sprigionano quella che è la forza peso dell’arco
stesso e della struttura che deve sostenere. La forza peso nei pilastri, relativa alle sovrastrutture murarie,
ricade esattamente all’interno del terzio medio della lunghezza del pilastro. La forza verticale si scarica
dunque nella parte centrale del pilastro.

Se viene aggiunta al forza obliqua proveniente dall’arco e dalla sovrastruttura che sostiene, si
rischia che la forza risultante non cada più sul terzo medio.

Per ovviare a questo si aggiunge un carico addizionale, definito peso aggiuntivo, verticale che
permetta di ottenere una risultante delle forze centrata nel terzo medio, e andando ad allargare
quello che il piedritto e il pilastro stesso. Il
parallelogramma che descriverà la forza
risultante sarà costituita dalle forze P1 e R.
Nelle architetture gotiche, il peso

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aggiuntivo sarà determinato dai pennacchi, che sembrano apparentemente decorativi come le
stesse guglie ma che hanno un ruolo importantissimo all’azione di rinfianco.

Tirante o Catena: è quell’elemento strutturale


che permette di evitare che l’arco si possa
“aprire”. Esso esercita una forza vincolare F1 che
bilancia e si oppone a quella spinta obliqua che
non è capace di intrappolare e sostenere il
piedritto. Di fatto si assiste ad un parallelepipedo
delle forze per cui da R si passa a R1, avvicinando
la risultante sempre di più a terzo medio. In
sintesi si riduce così l’inclinazione della forza
obliqua.

9
Piattabanda: La piattabanda laterizia, si comporta
staticamente come un arco, in particolare come un arco a
tutto sesto con forze oblique particolarmente forti.
Spesso queste venivano ricoperte con intonaco. I filari di
mattoni per la costruzione sono posizionati in base al
peso che quest’ultima deve sostenere, se il carico è
maggiore i mattoni sono fatti leggermente convergenti,
nel pezzo sarà posizionato il triangolo di chiave. Se il
carico è particolarmente pesante si utilizzano conci di
pietra. La piattabanda viene utilizzata principalmente per
la realizzazione di aperture quadrate e spesso al di sopra
di questa è posizionato un arco che supporta il vero peso
della muratura. In questo modo la piattabanda dovrà
sorreggere solo il peso del materiale di riempimento, la
tamponatura, dello spazio.

Costruzione archi
La costruzione parte dalla posa della centinatura, cioè
l’armatura provvisoria che serve a sostenere i materiali
che verranno posati finche quest’ultimi non saranno
capaci di sostenere il proprio peso, più il peso aggiuntivo,
autonomamente. La parte inferiore della centina è
chiamata ossature, essa è più robusta. La parte superiore
è chiamata manto, cha dà luogo alla superficie convessa
esattamente corrispondente all’intradosso dell’arco.

Nelle arcate di notevole spessore e


peso, data la divergenza dei filari,
acquisterebbero eccessiva grossezza. Si
può ovviare all’inconveniente con
l’inserimento di conci di pietra tagliati a
cuneo.

Per aumentare la robustezza dell’arco,


così che possa sopportare carichi ancora
più gravosi, si può aggiungere un altro
arco al di sopra dell’estradosso del primo.

Per stabilire più saldamente l’imposta di due o più arcate sopra un


pilastro, si impiegano conci di pietra, detti Pulvini, tagliato in modo
tale da essere esso stesso origine degli archi.

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VOLTE

La volta è una struttura curva posta a copertura di un’ambiente e sostenuta o da muri perimetrali o da
pilastri. Gli elementi che costituiscono la volta sono analoghi quelli dell’arco.

Volte semplici: si possono considerare come generate da un’unica superficie rigata o di rotazione
 Volta a botte; è la volta più semplice. L’intradosso è una
superficie cilindrica generata da una retta, la quale
partendo dalla posizione corrispondente alla imposta, si
muove parallelamente a se stessa, in modo da lambire
costantemente una data curva.

 Volta conica;
utilizzate per la
copertura di
ambienti a
pianta
trapezoidale, è
semplicemente
un
ristringimento di
una volta a botte
, definendo un
tronco di cono.

 Volta anulare;
Deriva da una volta a botte che gira intorno a 1 0 2
vertici, a secondo del profilo della figura. Tecnicamente,
la volta anulare è generata da un semicerchio giacente
in un piano verticale che ruota intorno ad un asse
verticale e descrive pertanto un semianello o
“toro” destinato a coprire l’area adi una corona
circolare.

 Volta a vela; può essere su pianta rettangolare,


quadrata e poligonale. La calotta sferica viene
intersecata da 4 piani verticali, quindi tagliata in 4
parti se parliamo di un quadrato e in 8 se parliamo di
un ottagono. Questa volta non poggia su dei lati,
come le altre, ma su dei punti. Se il vano è
rettangolare si otterrà una cupola ovale. I pennacchi
sferici su pianta quadrata, si ottengono segando col
piano orizzontale tangente ai 4 archi la vela. I
pennacchi solo l’elemento di trapasso dal quadrato
al cerchio per impostarvi una cupola o un tamburo.

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Volte composte:
Sono costituite dall’intreccio di due o più superfici.

 Volta a Padiglione: L’intradosso si compone di tanti fusti


cilindrici che si impostano su ciascuno dei lati del quadrato,
rettangolo o poligono regolare che la volta ricopre e si
intersecano a due a due secondo spigoli piani ellittici ad
angolo rientrante. Se la pianta è regolare tutti i fusti sono
uguali tra di loro e si incontrano sue a due nei piani bisettori
degli angoli. La volta a padiglione su pianta quadrata o
rettangolare può essere considera come la risultante di due
volte a botte che si incontrano ad angolo retto

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 Volta a Crociera; se immaginassimo di
incrociare a 45 gradi delle volte a botte,
otteniamo delle parti distinte. Una parte
è definita come fuso o spicchi, l’altra
parte è costituita da unghie. Se
utilizziamo gli spicchi e le unghie
otteniamo la volta a crociera, la quale
copertura poggia su 4 singoli punti.

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 Volta a botte con lunette; è una volta a botte in un ambiante rettangolare dove vengono
introdotte queste unghie, che vengono chiamate lunette, per far entrare la luce. Non bisogna
confondere i pennacchi sferici, i quali poggiano su di un punto, quindi triangolari, rispetto ad
elementi trapezoidali cioè le trombe sferiche, che sono elementi di solo di raccordo.

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