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CITTA’ DI BACOLI

( Provincia di Napoli )

“Bacoli si compo(s)ta meglio


insieme all’impresa Agricola”
Progetto sperimentale di riduzione della frazione
organica dei rifiuti

Kyme.
Coordinamento Aaaaaa
Amici di Proteggiamo
Flegreo
Miseno l’ambiente
2

Premessa
Obiettivo del progetto è ristabilire una gerarchia nelle attività di gestione dei rifiuti preferendo il
riutilizzo e il riciclaggio alle fasi di termodistruzione e avvio in discarica, con particolare attenzione
alla riduzione del rifiuto biodegradabile.

La frazione organica dei rifiuti se da un lato costituisce un problema e rappresenta un costo per
lo smaltimento, dall’altro può essere utilizzata per produrre compost. Il compost restituisce al suolo
la sostanza organica permettendo un ritorno di fertilità a medio e lungo termine. Il contenuto di
elementi nutritivi come azoto, fosforo e potassio presenti nel compost determina un apporto
energetico non trascurabile e conseguentemente il recupero della fertilizzazione organica dei suoli e
del territorio lottando contro la desertificazione incipiente anche nel nostro Paese.

L’incremento dell’attuale percentuale di Raccolta Differenziata raggiunta dal Comune di Bacoli,


pari nel mese di giugno al 25%, è ostacolata dalle difficili ed antieconomiche condizioni di
smaltimento della frazione organica.

La presenza sul territorio di Bacoli di oltre 250 attività di somministrazione di alimenti e


bevande comporta la necessità di smaltire una quantità di materiale organico di gran lunga superiore
alla percentuale media del 30% di rifiuto prodotto.

Tenuto conto della caratterizzazione del territorio della Città di Bacoli, formato in gran parte da
edifici costituiti da una, due o tre abitazioni dotate di giardini e/o orto, con una forte presenza di
attività di ristorazione e di attività agricole di tipo interstiziale, si ritiene efficace incentivare e
promuovere l’adozione di forme di autosmaltimento come il “compostaggio domestico” e di
smaltimento alternativo come il “compostaggio rurale”, laddove il territorio si caratterizza per la
vocazione agricola e la tipologia estensiva delle residenze.

Il compostaggio domestico è un’importantissima risorsa per la riduzione dei rifiuti, che ha fatto
sì che fino ad alcuni decenni or sono, nel nostro territorio praticamente non esistessero i rifiuti. I
contadini delle nostre campagne con le concimaie realizzavano una forma di compostaggio,
mescolando ad un materiale umido e ricco di azoto come le deiezioni animali, un materiale asciutto
e ricco di carbonio come la paglia; allo stallatico così ottenuto si aggiungevano i rifiuti della
preparazione dei cibi ed altri scarti organici.

Essendo la frazione organica in media più del 30% dei rifiuti, la raccolta differenziata degli
scarti organici ed il loro compostaggio (comodamente praticabile anche in città, è sufficiente avere

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un giardino), permetterebbe quindi di sottrarre allo smaltimento fino a un terzo dei rifiuti prodotti
dalla famiglia.

A Bacoli esistono molte attività agricole di piccola e media dimensione che potrebbero trarre
vantaggio dal progetto in esame e contemporaneamente svolgere un servizio utile per la collettività.

Le aziende agricole sono costrette per conservare la fertilità dei propri terreni ad acquistare
sostanza organica confezionata, non sempre di buona qualità. La lavorazione del compost presso
l’impresa ne garantisce la qualità, riduce la quantità di rifiuto da smaltire in discarica e il trasporto
dello stesso.

Tutti gli scarti organici derivanti dalle attività di somministrazione di alimenti e bevande uniti a
quelli di origine agricola come i residui colturali, le ramaglie di potature dei fruttiferi e le deiezioni
animali possono essere compostati in azienda impiegando tecnologie semplici ed economiche a
basso impatto ambientale; il compost che si ottiene dalla loro trasformazione potrà essere
riutilizzato come ammendante nell’azienda stessa.

Il sistema di raccolta differenziata domiciliare presso le attività di somministrazione di alimenti


e bevande con la raccolta dello scarto umido separatamente dalle altre tipologie di rifiuto, previene
la contaminazione degli stessi con materiali o sostanze inquinanti e favorisce il recupero a scopo
agronomico. In particolare, il programma prevede di raccogliere differenziatamente le seguenti
frazioni allo scopo di sottoporle al processo di compostaggio rurale:

• Scarti alimentari di ristoranti, bar, cantine, mense scolastiche o aziendali, ecc;


• Scarti mercatali;
• Scarti verdi e legnosi da privati così come da parchi, giardini e simili.

Gli obiettivi che questo progetto si pone sono riassumibili nei seguenti punti:

• Promuovere la partecipazione attiva dei Cittadini nella riduzione dei rifiuti da smaltire
attraverso la tecnica del compostaggio domestico;
• Verificare gli aspetti tecnico-gestionali del trattamento di compostaggio di scarti
alimentari in quantità significative presso le aziende agricole interessate a diversificare la
propria attività: compostaggio rurale;
• Mettere a punto una soluzione decentrata di trattamento degli scarti verdi, in grado di
sottrarne flussi significativi dal circuito urbano con recupero e valorizzazione finale del
compost ottenuto direttamente sul suolo agricolo;

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• Dimostrare con un esempio in scala reale la semplicità e la validità della tecnica proposta.

Dati relativi al servizio di raccolta rifiuti


La tabella che segue sintetizza alcuni dati riguardanti il servizio di raccolta RSU nella Città
di Bacoli:

Dati Generali U.M. Valore


Abitanti (pop. Residente) 2007 n. 27.296 ca.
Superficie Kmq 13,29 ca.
Utenze n. 9.361 ca.
Rapporto abitanti/famiglia n. 3 ca.
Densità abitativa n. ab/Kmq 2053 ca.
Attività commerciali n. 533 ca.
Attività ristorazione/bar/lidi/alberghi n. 228 ca.

Dati servizi igiene urbana U.M. Valore


RSU totali 2007 t/anno 16.160,058
RSU raccolti giornalmente t/giorno 44,27
Raccolte Differenziate 2007 % 2,08 % ca.
RSU pro-capite Kg/ab.anno 592
RSU pro-capite Kg/ab.gg 1,62
RSU pro-capite residenti * Kg/ab.gg 1,33
RSU pro-capite flusso turistico Kg/ab.gg 0,29
* rispetto alla media regionale

Osservazioni: La produzione giornaliera pro-capite di rifiuti si discosta sia dalla media


regionale ( 485 kg/ab.anno nel 2005: fonte APAT – ONR) che da quella nazionale in quanto il
territorio è a forte vocazione turistica.

Volendo, quindi, applicare al Comune di Bacoli la media regionale (485 kg/ab.anno x 27.296 ab
= 13.238,560 t) ne discende che il quantitativo di scarto rispetto a quanto prodotto, 16.160,058 t.,
ammonta a 2.921,498 t che costituisce appunto l’apporto alla produzione di rifiuti da parte dei
turisti.

I rifiuti prodotti dalla presenza turistica sono da imputare nei mesi di aprile, maggio, giugno,
settembre e ottobre ai clienti della ristorazione e dei bar e quindi è maggiormente concentrata nei
fine settimana e i rifiuti prodotti devono essere raccolti essenzialmente presso ristoranti e bar e
saranno caratterizzati da organico, vetro, plastica e lattine . Al contrario nei mesi di luglio e agosto i
flussi turistici sono dovuti al pendolarismo balneare, la presenza è giornaliera e la raccolta va
effettuata principalmente presso i lidi, con un forte incremento di multimateriale pesante.

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Tipologia dei RSU prodotti (analisi merceologica )


Come dato di riferimento si può assumere la quantità di rifiuti raccolti nel mese di giugno 2008,
durante il quale il servizio di Raccolta Differenziata “porta a porta”, vede coinvolte circa 2070
famiglie (22% del totale), 90 attività commerciali e circa il 70% delle attività di somministrazione
di alimenti e bevande.

C.E.R. Descrizione kg %
150101 imballaggi in carta e cartone 32.400 2,46%
150106 imballaggi in materiali misti 57.220 4,35%
200101 carta e cartone 18.490 1,40%
200108 rifiuti biodegradabili di cucine e mense 179.750 13,65%
200301 rifiuti urbani non differenziati 1.024.440 77,80%
200307 rifiuti ingombranti 4.500 0,34%
TOTALE 1.316.800 100,00%

Si può di conseguenza stimare una produzione di rifiuti biodegradabili pari a circa 6000
ton/anno, di cui 4100 provenienti dalle famiglie e 1900 dalla ristorazione.

Progetto di compostaggio rurale

Premessa
Con una serie di incontri informativi, con il massimo coinvolgimento delle parti sociali e delle
imprese agricole operanti sul territorio, è stato avviata una lunga attività di concertazione.

La principale difficoltà riscontrata nel predisporre il presente progetto è che in Italia non esiste
una norma di riferimento per il compostaggio rurale, unico esempio è quello della Provincia di
Bolzano.

Il modello progettuale, in questa delicata fase, può assumere, quindi, esclusivamente


connotazione di prototipo e si spera possa diventare pioniere per un modello di gestione futura di
più ampia ed articolata dimensione.

Riteniamo, di conseguenza, che l’unica strada percorribile per l’avvio del Progetto pilota sia
quella dell’accordo di programma tra il Comune, il ristorante e l’impresa. Si potrà raggiungere una

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maggiore garanzia per il corretto funzionamento del modello di gestione, se aderirà all’accordo
anche l’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania.

L’idea progettuale sposa in pieno il concetto di multifunzionalità in agricoltura, introdotto dalla


Politica Agricola Comunitaria (PAC) con la Riforma Fischler del 2003.

Il termine multifunzionalità indica la capacità dell’impresa di svolgere più funzioni, in questo


caso specifico ambientale e sociale.

L’impresa assolve ad una funzione ambientale perché essa si fa parte attiva di processo ritenuto
prioritario ed ineludibile in una moderna gestione dei RSU (Rifiuti Solidi Urbani).

Svolge una funzione sociale in quanto la gestione integrale e razionale dei rifiuti rappresenta, in
questo momento, uno step fondamentale per il ripristino di un’adeguata governance ambientale
orientata al recupero di una migliore qualità della vita dell’intero territorio regionale.

Articolazione del progetto di compostaggio rurale


Con il contributo delle Associazioni che partecipano al Tavolo:

• Movimento popolare KYME. Proteggiamo il territorio – Coordinamento Civico Flegreo


– Ass. Natour – Ass. Falco – Comunità evangelica – Attivamente – Comitato tutela e
salute - Amici di Miseno
e della Coldiretti sono state redatte le seguenti Linee Guida per il Compostaggio Rurale:

1. Redazione di un “disciplinare per una raccolta differenziata di qualità” che servirà da


guida per i ristoratori e per il personale della struttura. Tale disciplinare dovrà essere
affisso in tutti i luoghi del ristorante e dovrà recare una rigida catalogazione dei rifiuti
organici destinati alla filiera del compost.
2. Autorizzazione regionale allo svolgimento dell’attività di compostaggio per le imprese
agricole aderenti al progetto pilota.
3. Fornitura in comodato d’uso gratuito da parte del Comune delle attrezzature necessarie
(compostiera, biotrituratore, ecc.) alle imprese agricole. Oltre agli scarti agricoli
aziendali, verranno trattati scarti organici della ristorazione ben selezionati. I
quantitativi di materia organica da avviare a compostaggio si calcolano in base alla
necessità di compost per ettaro necessari per il reintegro di sostanza organica dei suoli
dell’azienda agricola.

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4. Se gli scarti agricoli aziendali sono insufficienti a garantire la giusta proporzione per la
lavorazione degli scarti alimentari, questi possono essere integrati con scarti verdi e
legnosi da parchi e giardini.
5. Gemellaggio dell’impresa agricola con una o più attività di ristorazione, in funzione della
quantità di materiale organico necessario ad ottenere un volume di compost sufficiente al
reintegro di sostanza organica dei suoli dell’azienda. Il gemellaggio si rende necessario al
fine di garantire la tracciabilità del prodotto.
6. I ristoratori, che vogliono fornire materiale organico alle aziende agricole, hanno
l’obbligo di:
a) individuare i membri del personale che assumono la responsabilità della selezione e
che dovranno seguire un breve corso di formazione, non più di 18 ore, istituito
dall’Amministrazione Comunale
b) selezionare il materiale secondo il disciplinare
c) accumulare il materiale selezionato secondo il disciplinare per trasferirlo
all’impresa agricola, la quale ultima avrà compiti ispettivi ed il diritto di rifiutare il
carico se non corrispondente al disciplinare. (Nel caso di contestazione reciproca è
l’Amministrazione Comunale che funge da arbitro ed ha il diritto di comminare
multe)
d) aggiungere al menu una sezione che preveda l’utilizzo dei prodotti dell’azienda
agricola gemellata
e) fornirsi sin all’origine di prodotti con imballaggi ridotti
f) per chi fornisce catering o cibo da asporto provvedere ad usare materiale
riciclabile,.
4. Costituzione di una commissione di valutazione che assicuri un costante controllo di
qualità della frazione organica che perverrà all’impresa agricola e del compost prodotto.

Struttura e ruolo delle imprese agricole aderenti al progetto.


Al progetto aderiscono 3 imprese agricole le cui specifiche sono riportate in allegato.

Secondo quanto contenuto al punto 3) del precedente paragrafo, il numero di ettari (circa 10)
rappresenta un dato fondamentale per il progetto, o meglio, per poter operare la scelta relativa al
numero e alle dimensioni delle compostiere .

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Risultati attesi
Uno dei principali risultati che ci si attende da questo intervento è la sensibilizzazione delle
imprese rispetto al ruolo che possono rivestire in una moderna gestione dei rifiuti.

Ci si auspica inoltre:

• Un arricchimento delle relazioni tra i due attori principali della filiera: impresa agricola e
ristoratore. L’ipotesi è quella di poter fornire ai ristoranti i prodotti delle coltivazioni
agricole ammendate con compost prodotto in azienda. Una sorta di filiera corta che sia
garanzia di qualità del prodotto nel rispetto della convenienza dei prezzi.
• Una campagna di educazione ambientale anche tra le scuole della Città di Bacoli.
• …………………
• ………………………..

Piano di comunicazione e programma di formazione


Una forte azione di divulgazione è essenziale per far comprendere ai cittadini ed agli addetti del
settore agricolo l’opportunità che viene loro offerta e il ruolo importante che possono svolgere nella
gestione dei rifiuti.

Di conseguenza il progetto sarà preceduto da un convegno di apertura e, dopo il primo anno di


sperimentazione, da un seminario conclusivo, che si propone quindi come un ottima occasione di
incontro per illustrare sia i risultati ottenuti dal punto di vista tecnico (processo e qualità del
prodotto finale), sia le valutazioni di tutti i soggetti coinvolti, in particolare l’azienda agricola che
ha verificato in prima persona la fattibilità della tecnica proposta.

La formazione relativa al progetto per lo smaltimento della frazione umida dei RSU per il
Comune di Bacoli, è propedeutica a tutta l’attività ed è rivolta a tutti gli attori coinvolti direttamente
nel progetto. Essi sono:

1. i ristoratori che devono preparare l’umido per gli imprenditori agricoli


2. gli imprenditori agricoli che devono lavorare la sostanza organica per recuperarla come
fertilizzante e/o ammendante
3. gli operatori che assolveranno al compito di ritirare l’umido presso i ristoratori e
consegnarlo agli imprenditori agricoli

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La partecipazione alla formazione sarà obbligatoria. Si prevede un primo modulo di carattere


generale uguale per tutti, in cui, oltre al piano comunale, saranno fornite informazioni di base sulla
composizione e sui meccanismi biologici e chimico-fisici relativi alla decomposizione della
sostanza organica e saranno illustrate le norme di legge e le pratiche attinenti le attività di
trattamento dei RSU.

Successivamente la formazione proseguirà con moduli specifici in funzione delle mansioni che
ciascuna categoria coinvolta sarà tenuta a svolgere per una corretta attuazione del piano. Nello
specifico:

Ristoratori che dovranno fornire l’umido ai coltivatori

Questi, già in fase di adesione al piano, avranno indicato il nominativo della persona
responsabile che sarà il referente dell’Ente e dell’imprenditore agricolo che ne utilizzerà l’umido.
Questi dovrà seguire il corso di formazione al fine di conseguire una preparazione teorico-pratica
che lo abiliti al trattamento dei rifiuti. Il corso consisterà nell’individuazione e definizione puntuale
delle procedure e delle modalità di selezione, predisposizione e consegna dell’umido. Per questo
gruppo si prevede un’attività corsuale di 18 ore, di cui una parte effettuata in co-presenza degli
operatori addetti al trasporto che avranno il compito di movimentare i rifiuti.

Imprenditori agricoli che devono lavorare la sostanza organica

Gli imprenditori agricoli, tramite la formazione, dovranno:

• conoscere la composizione ed i meccanismi biologici e chimico-fisici relativi alla


decomposizione della sostanza organica
• acquisire le competenze per l’organizzazione del sito di compostaggio
• conoscere le procedure e le pratiche del compostaggio
• saper valutare le quantità di materiale umido che possono trattare e riutilizzare
• saper valutare la qualità del materiale che ricevono e del prodotto finale ottenuto.
La durata della loro formazione deve essere di almeno 18 ore, con possibilità di successive
verifiche e integrazione di formazione in itinere.

Operatori che assolveranno al compito di ritirare l’umido e consegnarlo alle


aziende agricole

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Gli operatori devono essere messi in condizione di ottemperare al loro incarico in una
condizione nuova, dove il compito di controllo e sorveglianza del processo è molto diverso da
quello tradizionale. Il loro percorso formativo oltre alla parte specifica relativa alle proprie
mansioni, prevede una fase in comune con i responsabili referenti delle attività di ristorazione. La
durata della formazione sarà di 10 ore con eventuali aggiornamenti in itinere.

Attrezzature necessarie
Per garantire il corretto svolgimento di tutte le fasi del processo di compostaggio rurale:

RACCOLTA E TRASPORTO MATERIE PRIME – TRITURAZIONE – MISCELAZIONE –


FORMAZIONE DEL CUMULO O INSERIMENTO NELLA COMPOSTIERA

è necessario che l’azienda agricola sia munita di una serie di attrezzature funzionali alle attività
da svolgere:

Raccolta. Per la raccolta della frazione organica presso le attività di ristorazione si opererà con
un automezzo furgonato con il quale si trasporteranno i contenitori del ristorante presso l’azienda
agricola. I contenitori saranno muniti di targhetta identificativa del ristorante al fine di garantire la
tracciabilità degli scarti umidi.

Triturazione. Ha lo scopo di ridurre la pezzatura dei materiali più grossolani (branche legnose e
potature in genere) al fine di ottenere un prodotto di consistenza tale da garantire la giusta porosità
all’aria della massa favorendone il contatto con i microrganismi che sovrintendono il processo di
compostaggio. Con la triturazione si attua inoltre una riduzione volumetrica del materiale in
ingresso; essa è indispensabile in presenza di residui legnosi di medio-grandi dimensioni, mentre
non è necessaria per la paglia, gli sfalci e le ramaglie minute.questa operazione viene attuata con i
trituratori, si può utilizzare un trituratore-miscelatore a coclee azionato da trattore.

Miscelazione. La miscelazione ha significato soprattutto quando il materiale da sottoporre a


compostaggio è costituito da più componenti che differiscono sensibilmente fra di loro per il
contenuto in umidità, pezzatura e consistenza. In assenza di specifiche attrezzature la miscelazione
può essere attuata con un trattore munito di pala frontale, sia al momento della formazione del
cumulo che successivamente, durante il rivoltamento della massa.

Formazione del cumulo o inserimento nella compostiera. Il materiale destinato al


compostaggio, dopo un’eventuale triturazione e miscelazione, viene infine posto in cumulo o in

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compostiera dove vi rimarrà fino ad avvenuta stabilizzazione. Si preferisce l’utilizzo della


compostiera sia per motivi estetici che educativi

La compostiera sarà formata da tre elementi come quella descritta nel progetto allegato. Il
modulo a tre compostiere, con carichi a rotazione ed in funzione dei tempi di maturazione degli
scarti organici, permetterà di distribuire al terreno materiale utile ogni ottanta giorni.

Rivoltamento. Il rivoltamento ha la funzione di disgregare il materiale in cumulo in modo da


ripristinare la porosità della massa favorendo la ripresa degli scambi gassosi interno-esterno. In
ambito aziendale il rivoltamento viene di norma attuato con pale meccaniche.

Vagliatura. Sottoponendo il compost grezzo a vagliatura si ottiene il compost raffinato.


L’operazione è indispensabile in presenza di materiali indesiderati (plastiche, corpi estranei, ecc.) e
di parti legnose indecomposte, come avviene nel caso in cui siano impiegati gli scarti di
manutenzione del verde pubblico.

Il limite di carico per ogni azienda agricola è dato dalla produzione di sostanza vegetale
utilizzabile nel processo di compostaggio, si ipotizza una produzione complessiva, fra sfalci e
residui di potatura, pari a 45.000 / 60.000 kg. Annui per ettaro, pertanto il carico di umido di
provenienza esterna non deve superare i 45.000 kg. Annui per Ha.

Monitoraggio delle attività


Trattandosi di un progetto pilota è necessario effettuare un monitoraggio del processo di
compostaggio che garantisca sia la qualità del prodotto ottenuto che il rispetto delle normative
vigenti. Al fine di garantire i risultati del monitoraggio ci si avvarrà del contributo della Facoltà di
Agraria dell’Università degli Studi che svolgerà le seguenti attività

• Consulenza per l’allestimento di un manuale pratico operativo per il corretto


compostaggio ed utilizzo del compost.
• Definizione di parametri operativi e individuazione delle proporzioni ottimali tra i
materiali coadiuvanti da utilizzare nella realizzazione del compost.
• Formazione degli imprenditori agricoli
• Valutazione delle caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche dei compost ottenuti.
• Valutazione della fitotossicità dei compost ottenuti.
• Valutazione, nel lungo periodo, degli effetti della somministrazione di diverse quantità e
qualità di compost su terreni.

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• Valutazione, nel breve periodo, degli effetti della somministrazione di diverse quantità e
qualità di compost su terreni investiti a colture ortive a ciclo breve.

Articolazione del progetto di compostaggio


domestico
L’obiettivo è quello di intercettare a monte un congruo quantitativo di rifiuti organici e da
giardino( avanzi da cucina, residui da potatura ecc.) altrimenti destinati all'immissione nei circuiti
di raccolta e di successivo trattamento, trasporto e smaltimento, con i conseguenti costi economici
ed ambientali associati.

Caratterizzazione dell'insediamento abitativo sul territorio


L'insediamento abitativo nel Comune di Bacoli è disposto in 5 frazioni: Baia, Bacoli,
Miseno/Miliscola, Cappella/Torregaveta, Fusaro/Cuma ed in altre località /contrade, un tempo
antiche masserie agricole.

Esso è organizzato sui vecchi nuclei abitati, piccoli agglomerati intorno ai tradizionali
campanili delle chiese/parrocchie, e su una molto diffusa presenza di edificazione su aree agricole.

Gli edifici sono dislocati lungo gli antichi assi viari dai quali si diparte una fitta rete di vie che
un tempo erano di collegamento tra i fondi agricoli ed oggi, invece, raggiungono le abitazioni.

Le mappe aeree, che seguono nelle pagine successive , rilevate da Google Earth, confermano le
contenute volumetrie degli edifici, evidenziando che questi , in gran parte, sono circondati da aree
verdi e quindi nelle condizioni allocative ideali per la pratica dell'auto-compostaggio domestico.

Caratterizzazione del patrimonio abitativo - tipologia degli edifici


Gli abitanti di Bacoli, secondo i dati Istat - censimento 2001, alloggiano in n.4.122 edifici/uso
abitativo che comprendono n. 9.677 abitazioni con un indice abitazioni/edificio di
2,35.

Per quanto concerne le altezze delle costruzioni e le loro volumetrie i dati di seguito riportati
evidenziano che si tratta prevalentemente di piccoli edifici. Infatti per numero di piani fuori terra
essi sono così ripartiti:

Tipologia edifici n

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un solo piano fuori terra 1.191


due piani f.t. 2.141
tre piani f.t. 645
quattro piani f.t. 145
totale 4.122
Fonte: Istat - Censimento 2001

Le contenute dimensioni, per altezza e per volume, degli edifici è confermata anche dalla
tabella seguente che illustra la ripartizione degli edifici per numero di interni:

unità abitative per edificio n


ad un solo interno ( edifici mono-familiari) 1.690
a 2 interni 1.139
da 3 a 4 interni 794
da 5 a 8 interni 393
da 9 a 15 interni 81
da 16 e più 25
totale 4.122
Fonte: Istat - Cernsimento 2001

In buona sostanza con una netta prevalenza degli edifici uni-familiari, l'87,89% è
rappresentato da piccole unità abitative, frequentemente utilizzate da famiglie legate tra loro da
vincoli di parentela o di semplice " buon vicinato" intessuto da rapporti di proficua e reciproca
collaborazione.

Attrezzature necessarie
Al fine di garantire che il copmpost prodotto sia effettivamente utilizzato, si prevede di
coinvolgere le famiglie residenti in edifici costituiti da uno o al più tre abitazioni muniti di giardino
e/o orto pertinenziale, che sono circa 3000.

E’importante rilevare che il successo della pratica di compostaggio domestico, ha raggiunto


punte elevate in quelle realtà ove è stata adottata una politica tariffaria, pur in vigenza della
TARSU, che incentivi e premi tale attività.

Le compostiere verranno assegnate in comodato d’uso gratuito ed ai cittadini aderenti che


dimostreranno, a seguito delle azioni di monitoraggio e controllo che saranno effettuate dal

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personale addetto, di aver effettivamente praticato il compostaggio, verrà riconosciuta una riduzione
percentuale della Tarsu.

Le compostiere che hanno capacità di litri 300, sono sufficienti per insediamenti anche
quadrifamiliari o bifamiliari con area verde sino a 600÷800 mq.

Piano di comunicazione e formazione


Fornire le compostiere non è che la parte “manuale” di un servizio che ovviamente non può
esaurirsi in ciò ma deve invece prevedere lo svolgimento di tutte le attività necessarie a rendere
agevole e familiare l’uso di tali contenitori e l’ottenimento di un prodotto effettivamente
impiegabile nella manutenzione del verde privato, senza che possano derivarne nocumento alla
salute, cattivi odori ecc.

Occorre allora puntare fortemente sulla formazione ed informazione circa l’utilizzo delle
compostiere in modo da dare ad ogni utente gli strumenti per governare al meglio il semplice ma
delicato processo di compostaggio, programmando i seguenti interventi:

- consegna, unitamente alla compostiera di materiale informativo di facile lettura

- programmazione di una serie di incontri formativi con la partecipazione di esperti del settore in
grado di illustrare le corrette operazioni da svolgere per la realizzazione del processo di
compostaggio domestico e rispondere a domande, esigenze di chiarimenti, richieste di supporto;

- verifica periodica sull’andamento del processo, sul riutilizzo del prodotto, sulle qualità dello
stesso, al fine di correggere eventuali anomalie, realizzata con la collaborazione di esperti in
agronomia e compostaggio;

- fornitura di ogni supporto all’utenza, incluse le analisi sulla qualità del prodotto, al fine di
correttamente informarla sulla rispondenza dello stesso ai parametri di corretto utilizzo;

- rilascio di attestazione di conformità del prodotto, sia rispetto ai parametri necessari per
l’impiego, sia rispetto all’effettivo e corretto utilizzo, anche ai fini delle determinazioni tariffarie.

Piano di comunicazione
Prevede la realizzazione di un opuscolo informativo contenente le informazioni necessarie per la
corretta differenziazione degli scarti organici ed il loro compostaggio. L’opuscolo sarà distribuito ai
cittadini che parteciperanno al corso di formazione.

Assessorato alla Visibilità


Via Lungolago 4 – 80070 – Bacoli (NA)
sito: www.comune.bacoli.na.it e-mail: r.gambardella@comune.bacoli.na.it Telefono: 0039 081 855 32 23 – fax: 0039 081 855 32 67
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Al fine di garantire il massimo coinvolgimento delle famiglie si attiveranno anche nelle scuole
progetti didattici di compostaggio domestico.

Programma di formazione
La formazione relativa al progetto di compostaggio domestico sarà costituita da un incontro con
i cittadini coinvolti nel progetto della durata massima di 4 ore, durante il quale si spiegheranno le
corrette modalità per differenziare i rifiuti, i principi base del compostaggio, l’utilizzo corretto della
compostiera, il riutilizzo del prodotto ottenuto, i benefici sociali ed individuali dell’attività svolta.

Assessorato alla Visibilità


Via Lungolago 4 – 80070 – Bacoli (NA)
sito: www.comune.bacoli.na.it e-mail: r.gambardella@comune.bacoli.na.it Telefono: 0039 081 855 32 23 – fax: 0039 081 855 32 67