RIASSUNTO LA CHIMERA:
➜ All’inizio del 1590, negli anni della Controriforma, la
piccola Antonia viene abbandonata appena nata al
convento di San Michele, a Novara. Come cognome le suore
che la accolgono scelgono “Spagnoli”, per sottolineare i
colori scuri e marcati che la caratterizzano fin da
neonata. Antonia cresce dunque con altri orfani in un
ambiente estremamente protettivo, severo e religioso,
con cui il suo animo, pacato e generoso, si trova in
armonia.
➜ Passano gli anni e Antonia diventa sempre più bella,
decisamente più delle sue compagne: talmente bella che le
fanno recitare una poesia per dare il benvenuto al
vescovo Bascapè, appena giunto a Novara dopo essere
stato allontanato da Roma a causa del suo cattolicesimo
eccessivamente severo. Antonia tuttavia, per l’emozione e
per il pasto pesante appena fatto, sviene durante
l’esibizione, ma il vescovo si mostra magnanimo nei
confronti della bambina e la perdona.
➜ Quando ha ormai compiuto dieci anni, Antonia viene
adottata da due contadini, i coniugi Bartolo e Francesca
Nidasio: un destino peculiare rispetto a quello che
generalmente spettava alle esposte che tendevano a
diventare monache o serve in qualche casa, non certo
figlie adottive. Antonia si trasferisce dunque con la nuova
famiglia a Zardino, un paesino della Bassa ormai
scomparso.
Bellissima e di carattere amabile, Antonia non viene
apprezzata dagli abitanti di Zardino, che diffidano della
sua gentilezza e della sua scarsa attitudine al duro
lavoro della campagna. Inoltre molte donne sono invidiose
del suo aspetto. L’unica sua amica è Teresina, che la
introduce alle usanze e alle abitudini del luogo. È grazie a
Teresina, ad esempio, che Antonia scopre che i risaroli,
quegli uomini che per tutto il giorno si affaticano nelle
risaie, vengono scelti deliberatamente con qualche
problema fisico o mentale, per impedire che possano
ribellarsi e tentare la fuga. Questi sono controllati dai
cosiddetti Fratelli Cristiani, che giorno e notte
perlustrano il territorio per evitare defezioni.
➜ In questi anni il vescovo Bascapè, che già abbiamo
conosciuto, sta intraprendendo una vera e propria pulizia
del clero, allontanando tutti i preti che ritiene in qualche
modo corrotti, anche se molto spesso il suo giudizio è
eccessivamente severo.
In particolare per la diocesi di Zardino Bascapé sceglie, al
posto di Don Michele, accusato di stregoneria, un prete
estremamente rigido, Don Teresio che inizia a instaurare
nel paese un vero e proprio regime di obbedienza
pretendendo la partecipazione ai riti religiosi, le donazioni
e la cessione di parte delle produzioni.
Antonia, che si rende conto della inautenticità di un simile
pensiero religioso, non lesina critiche ai preti che si
comportano in tal modo, attirando in questo modo su di
sé l’antipatia delle pie signore di chiesa.
➜ Da questo momento una serie di situazioni accrescono
le antipatie nei confronti della ragazza: già invidiata dalle
donne del paese, Antonia peggiora la sua situazione
facendosi ritrarre da un giovane pittore che la usa come
volto per una riproduzione della Madonna su un’edicola,
suscitando, oltre a ulteriore invidia, anche l’accusa di
superbia: Don Teresio non benedirà nemmeno l’edicola
votiva, rendendola inutilizzabile.
Antonia, inoltre, rifiuta tutti i pretendenti che, essendo lei
ormai prossima ai vent’anni, cominciano a farsi avanti.
Tuttavia si mostra gentile nei confronti dell’unica persona
che viene allontanata da tutti: lo scemo del paese,
Biagio,che per questo motivo si invaghisce di lei e ostenta
il suo amore creando i disordini; le donne presso cui
presta servizio decidono di castrarlo per eliminare il
problema. Infine Antonia accetta persino di ballare con un
lanzichenecco durante uno dei frequenti passaggi dei
soldati. I lanzichenecchi sono luterani e per aver indugiato
a divertirsi con loro, ad Antonia verrà vietato di mettere
piede in chiesa.
Antonia viene insomma guardata con sempre maggior
fastidio e sospetto e spesso viene additata come
“strega”: il soprannome non tarderà a diventare una
completa identificazione.
➜ La situazione precipita quando Antonia si innamora di
un uomo che non ha fortune: un camminante, Gasparo, che
passa la propria esistenza vagabondando di paese in
paese. Gasparo, per la verità, è un mascalzone: infatti pur
promettendo alla ragazza un futuro insieme, non ha
nessuna intenzione di maritarsi e interrompere la sua
solitaria ma libera vita di vagabondo.
Non avendo dimora Gasparo incontra Antonia in un luogo
nei pressi di Zardino dove le donne raccontino sia solito
scendere il diavolo: il Colle dell’albera. I due, per di più, si
incontrano di notte, rendendo le scorribande di Antonia
ancora più sospette, soprattutto agli occhi dei Fratelli
Cristiani che montano la guardia.
L’incontro con il camminante, dunque, è per Antonia
davvero scellerato: infatti dà un appiglio tangibile a tutti
quei compaesani che nutrivano rancori nei suoi confronti.
➜ Questi cominciano così a parlare di Antonia con Don
Teresio, che si reca a sua volta a Novara per chiedere al
vescovado di procedere con un’accusa di stregoneria a
carico della ragazza. La situazione di Antonia non
potrebbe essere peggiore, infatti l’Inquisitore in carica a
Novara, Manini, è un uomo cinico e assetato di potere e
vede il processo come la tangibile possibilità di
aumentare il prestigio del proprio Tribunale a Roma.
➜ Cominciano così gli interrogatori, durante i quali gli
unici a difendere Antonia sono i suoi genitori e Teresina,
che cercano di convincere l’Inquisitore dell’innocenza della
ragazza, che non era solita incontrare il diavolo bensì il
proprio innamorato.
Quando tocca ad Antonia rilasciare una prima
testimonianza con i genitori, la ragazza inizialmente si
dichiara innocente, ma al secondo interrogatorio, dopo
ore e ore di terribili torture, pur di farle cessare, dichiara
il falso: ammette di aver incontrato il diavolo.
Dopo una lunga e atroce prigionia, durante la quale
Antonia viene nuovamente torturata e subisce anche delle
violenze, la ragazza viene dunque condannata colpevole.
A nulla valgono le suppliche di Bartolo Nidasio, che cerca
anche di corrompere l’Inquisitore.
➜ Antonia viene dunque arsa viva, sullo stesso colle dove
avrebbe dovuto aver incontrato il diavolo, l’11 settembre
1610. Dopo l’esecuzione, gli abitanti di Zardino danno luogo
ad una grande festa.
PERSONAGGI:
➜ Antonia: è una ragazza molto bella, con capelli e occhi
nerissimi. Abbandonata da piccola in un convento, è
stata in seguito adottata da una coppia di contadini
residenti a Zardino, e poi condannata dall'inquisizione
come strega e quindi bruciata sul rogo.
➜ Bascapè: fu vescovo di Novara e odiato profondamente
da papa Clemente VIII e dal suo successore e in generale
da tutto il clero. Infatti il suo progetto era quello di
rendere il mondo santo e di trasformare tutte le persone
intorno a lui in persone credenti e giuste. Diventato
vescovo di Novara impose dunque una serie di regole
molto rigide. Arrivato quasi al termine della sua vita si
rese conto, però, con grande amarezza, che il suo
progetto era irrealizzabile. Veniva chiamato il cadavere
vivente, perché aveva l'aspetto di un morto.
➜ Caccetta: in realtà si chiamava Giovan Battista Caccia
ed era un feudatario novarese. Approfittando dello
stretto controllo che gli spagnoli avevano su quel
territorio insieme ai suoi uomini compivano razzie,
rapimenti, delitti e incendi. Era un uomo malvagio,
abituato fin da piccolo ad ottenere tutto ciò che voleva e
con un'eccessiva stima della propria intelligenza e della
propria condizione.
➜ Biagio: era il nipote ritardato delle sorelle Borghesini,
vicine di casa dei Nidasio, che le due donne sfruttavano
facendogli fare i lavori più umili e pesanti e trattandolo
peggio di una bestia. Antonia fu la prima a considerarlo
un essere umano e proprio per questo motivo il ragazzo si
innamorò di lei, iniziando a comportarsi in modo strano. In
seguito le due sorelle denunciano Antonia come strega
all'Inquisizione perché credevano che gli avesse fatto
qualche magia.
➜ Gasparo: era il fidanzato di Antonia ed era chiamato
Tosetto, perché piuttosto basso di statura, biondiccio,
con gli occhi grigi e una faccia da briccone, senza barba
né baffi. Gasparo era un camminante, categoria di
persone completamente scomparsa al giorno d'oggi, che
si spostavano di luogo in luogo, conducendo una vita
molto libera e tentando di lavorare il meno possibile.
Gaspare era falso e ipocrita, era una persona che
prometteva senza mai mantenere e tanto superficiale ed
indifferente da non presentarsi neanche al processo di
Antonia per tentare di difenderla. Gasparo illudeva
sempre Antonia raccontandole frottole di ogni tipo:”
vedrai che tornerò presto,metterò la testa a posto, ci
sposeremo e andremo a vivere in una bella casa..”
➜ Manini: inquisitore incaricato di giudicare Antonia. Era
una persona alta e snella, dal colorito pallido e d'aspetto
gradevole, elegante nei gesti e nel modo di vestire,
caratterizzato da una pronuncia artificiosa e ricercata.
Aveva un modo particolare di parlare ed era molto
attento e pignolo in tutti i compiti che svolgeva. Secondo
la sua opinione la realtà non era reale ed esiste solo in
virtù di Dio e inoltre era ossessionato dall'idea e dalla
pratica della castità. Egli pensava infatti che il diavolo
potesse tentare l'uomo sotto varie forme ed una di
queste era la donna, che veniva considerata la sposa del
demonio. Manini giudicò Antonia colpevole di stregoneria a
priori e non prese neanche in considerazione altre
spiegazioni alle uscite notturne della ragazza se non
quella che si recava ai sabba. Questo perché l'inquisitore
credeva che un processo di stregoneria avrebbe ridato
una certa importanza al Sant'Uffizio. Manini agì dunque
secondo i propri interessi e uccise un innocente per il suo
desiderio di potere.
➜ Pietro Maffiolo: ex soldato del re di Spagna e nonno
adottivo di Antonia. Era un uomo alto e magro, che
camminava sempre con un bastone uncinato e aveva
gambe tanto lunghe e magre che quando sedeva sulla
mula gli arrivavano a terra. Portava legata al braccio una
scatola contenente i brevetti di soldato scelto, di
sergente e di alfiere oltre che a tutta una serie di
attestati di merito e al diploma di congedo. Pietro
Maffiolo cercherà di ripagare Antonia del fatto che non
l'aveva più fatto sentire tanto solo difendendola al
processo, ma invano.
➜ Il boia: l'unico uomo comprensivo con Antonia, che si fa
preparare un infuso di spezie di nascosto per avvelenarla,
prima di appiccare il fuoco al rogo che le hanno
preparato.
➜ Rosalina: orfana più grande di Antonia che è tornata in
Istituto dopo aver fatto la prostituta e insegna all'amica
come girano le cose del mondo, smaliziata, cinica,
abituata ad arrangiarsi. Antonia non la vuole ascoltare,
tanto orrore la spaventa.