1
CORSO
DI
TEORIA,
RITMICA
E
PERCEZIONE
MUSICALE
CLASSE
DEL
PROF.
LEONARDO
PIANELLI
CORSO
BASE:
Anno
1°
ARGOMENTI
DI
TEORIA
DELLA
MUSICA
DEFINIZIONI
MUSICA:
Il
linguaggio
dei
suoni
-‐
L’arte
che
si
serve
degli
elementi
essenziali
del
suono
e
del
ritmo.
SUONO:
fenomeno
acustico
prodotto
da
vibrazioni
(oscillazioni)
periodiche
uguali
(o
regolari:
ciò
avviene
quando
le
molecole
oscillano
simultaneamente
nella
massa
del
corpo)
di
un
corpo
elastico
che
viene
denominato
sorgente
o
corpo
sonoro.
Le
oscillazioni
si
propagano
allargandosi
in
forma
sferica
fino
a
raggiungere,
attraverso
l’aria,
il
nostro
orecchio.
RUMORE:
fenomeno
acustico
prodotto
da
vibrazioni
disuguali
(o
irregolari)
e
non
periodiche
(per
deficienza
di
coesione
delle
molecole
oscillanti
disordinatamente)
di
un
corpo
elastico.
PARAMETRI
(o
caratteristiche)
DEL
SUONO:
Intensità:
è
la
forza,
il
volume
del
suono.
Essa
dipende
dall’ampiezza
delle
vibrazioni,
cioè
dall’energia
impiegata
per
produrre
il
suono
e
dalla
distanza
tra
lo
strumento
generatore
e
l’ascoltatore.
I
termini
usati
per
indicare
i
vari
livelli
di
intensità
sono:
pp,
p,
mp,
mf,
f,
ff.;
Altezza:
caratteristica
che
permette
di
distinguere
i
suoni
in
acuti,
medi
e
gravi.
Essa
dipende
dal
numero
di
vibrazioni
che
il
nostro
orecchio
percepisce
in
1
secondo.
Timbro:
è
il
colore
del
suono,
cioè
la
caratteristica
che
ci
permette
di
distinguere
uno
strumento
dall’altro.
Dipende
dalla
forma
delle
vibrazioni,
dalla
conformazione
del
corpo
sonoro,
dal
materiale
con
cui
è
costruito
e
dal
modo
di
produrre
il
suono.
Durata:
è
il
prolungarsi
del
suono
nel
tempo
(breve,
corto,
lungo).
Graficamente
viene
rappresentata
dalla
forma
di
segni
chiamati
Figure.
PULSAZIONE
(o
battito)
(P):
Scansione
regolare
di
una
durata
(battito)
assunta
come
unità
di
misura,
in
relazione
alla
quale
vengono
distinti
i
suoni
in
multipli
e
sottomultipli
dell’unità
base.
A
differenza
dei
secondi,
che
vengono
scanditi
dall’orologio
alla
stessa
velocità
(60
in
1
minuto),
le
pulsazioni
possono
essere
eseguite
a
velocità
diverse.
Una
pulsazione
veloce
conferisce
vivacità
ed
energia
alla
musica,
mentre
una
pulsazione
lenta
da
una
sensazione
di
calma
e
di
minore
dinamismo.
Nella
concezione
moderna
della
musica
la
P
corrisponde
al
valore
ritmico
di
un
quarto
(semiminima)
e
può
essere
abbreviata
con
il
simbolo
(P)
;
ad
es.
il
quarto
è
uguale
a
1P,
la
metà
è
uguale
a
2P,
la
metà
col
punto
è
uguale
a
3P,
ecc..
METRONOMO:
è
lo
strumento
che
serve
per
stabilire
la
velocità
di
esecuzione
di
un
brano
musicale,
in
quanto
è
in
grado
di
scandire
un
numero
variabile
di
pulsazioni
al
minuto.
E’
costituito
da
un
congegno
ad
orologeria
basato
sul
principio
del
pendolo.
Il
metronomo
tradizionale
(meccanico)
è
in
grado
di
eseguire,
attraverso
un
cursore
(o
peso)
mobile
posto
su
un’asticella,
un
numero
di
pulsazioni
al
minuto
compreso
tra
40
e
208.
Quanto
più
il
cursore
è
vicino
all’estremità
dell’asticella
tanto
più
lente
sono
le
oscillazioni
della
stessa.
Oggi
esistono
anche
versioni
elettroniche
del
metronomo
in
grado
di
battere
un
numero
maggiore
di
pulsazioni.
VALORI
DI
DURATA:
VALORE
RITMICO
(o
figura
musicale):
singola
entità
di
durata
del
suono,
priva
di
specifico
senso
musicale
.
Intero,
metà,
quarto,
ottavo,
sedicesimo,
trentaduesimo,
sessantaquattresimo,
centoventottesimo.
La
posizione
sul
rigo
definisce
l’altezza
del
valore
ritmico,
mentre
la
sua
1
2
forma
ne
definisce
la
durata
(relativa
e
non
assoluta).
Nella
notazione
moderna,
l’Intero
rappresenta
l’unità
di
misura
delle
altre
figure,
ciascuna
delle
quali
vale
metà
della
precedente
e
il
doppio
della
successiva.
Gli
elementi
che
costituiscono
la
figura
musicale
vengono
indicati
con
i
nomi
testa
(la
parte
rotonda),
gambo
o
stelo
(dalla
metà
in
poi)),
coda
o
codette
o
uncini
o
cediglie
(dall’ottavo
in
poi).
Il
gambo
si
scrive
a
sinistra
della
testa
e
verso
il
basso
se
la
testa
sta
sopra
la
3^
linea
del
pentagramma;
a
destra
e
verso
l’alto
se
la
testa
sta
sotto
la
3^
linea.
Se
la
nota
sta
sulla
3^
linea,
è
più
frequente
il
gambo
all’ingiù.
Se
sullo
stesso
rigo
si
devono
scrivere
2
voci,
è
possibile
distinguerle
con
la
direzione
opposta
dei
gambi
(la
voce
superiore
con
i
gambi
tutti
all’insù,
quella
inferiore
con
i
gambi
all’ingiù).
La
codetta
o
le
codette
di
figure
isolate,
si
scrivono
sempre
a
destra;
quando
invece
le
figure
sono
di
seguito,
solitamente
si
raggruppano
per
unità
di
tempo
o
pulsazione,
unendole
con
tante
barre
o
tratti
paralleli
quante
sarebbero
le
codette.
VALORI
DI
DURATA
DEL
SILENZIO
(PAUSE):
le
pause
sono
momenti
di
silenzio
–
i
valori
di
durata
del
silenzio
sono
rappresentati
da
simboli
grafici.
I
vari
simboli
delle
pause
sono
associati
ai
valori
ritmici
(figure
musicali)
corrispondenti:
pausa
dell’intero,
della
metà,
del
quarto
,
dell’ottavo,
del
sedicesimo,
ecc.
PUNTO
DI
VALORE:
(punto
semplice):
puntino
posto
a
destra
di
un
valore
ritmico
(figura
o
pausa)
che
ne
prolunga
la
durata
della
sua
metà.
Il
valore
puntato
vale
in
pratica
3
unità
del
sottovalore
immediatamente
successivo.
Utile
per
rappresentare
un
valore
ternario
(o
triplo);
con
il
punto
di
valore,
infatti,
qualsiasi
figura
o
pausa
,
che
nella
moderna
notazione
ha
una
suddivisione
binaria,
può
essere
scomposta
in
3
parti
uguali.
Può
essere
anche
doppio
e
triplo.
DURATA
DEL
SUONO:
il
tempo
che
intercorre
tra
l’inizio
e
la
fine
di
un
suono.
Il
prolungarsi
del
suono
nel
tempo.
Graficamente
viene
rappresentata
dalla
forma
di
segni
chiamati
Figure.
Non
dovrebbe
far
parte
dei
caratteri
fisici
del
suono,
ma
di
solito
viene
considerata
insieme
ad
essi,
poiché,
assieme
all’altezza,
costituisce
una
caratteristica
fondamentale
dell’impiego
musicale
del
suono.
ALTEZZA
DEL
SUONO:
caratteristica
del
suono
determinata
dalla
frequenza
delle
vibrazioni
al
secondo.
I
segni
che
riguardano
l’altezza
si
dicono
diastematici
(dal
greco
diastema
=
intervallo),
poiché
grazie
al
rigo,
possono
indicare
con
precisione
le
distanze
fra
i
suoni.
Comprendono
righi
e
tagli
addizionali,
chiavi,
figure,
accidenti.
Le
scritture
antiche
e
quelle
moderne
prive
di
rigo,
e
pertanto
imprecise
riguardo
all’altezza,
si
dicono
invece
adiastematiche.
FREQUENZA
:
numero
di
vibrazioni
che
un
corpo
sonoro
compie
in
1
minuto
secondo.
Se
il
numero
delle
vibrazioni
in
1
secondo
è
più
di
16
e
meno
di
27,
si
avverte
un
rumore
più
che
un
suono;
se
invece
il
numero
delle
vibrazioni
varia
tra
27
e
4500
si
avrà
un
suono
che
rientra
nell’uso
comune
della
musica.
–
L’unità
di
misura
della
frequenza
è
l’Hertz
(Hz).
RIGO
MUSICALE
(O
PENTAGRAMMA)
:
da
(penta
=
5
e
gramma
=
linea,
o
riga).
E’
un
sistema
di
5
linee
parallele
orizzontali
tra
le
quali
risultano
4
spazi.
Sulle
linee
e
sugli
spazi
vengono
disposte
le
note
che,
a
seconda
della
posizione,
rappresentano
l’altezza
dei
suoni.
La
prassi
di
utilizzare
stabilmente
il
pentagramma
viene
fissata
durante
il
1600.
Può
essere
semplice,
doppio,
triplo,
multiplo.
NOTA:
segno
grafico
di
forma
ovale
che
serve
a
rappresentare
graficamente
l’altezza
di
un
suono
sul
pentagramma.
Può
avere
7
denominazioni.
In
Italia
e
negli
altri
paesi
latini
(Francia,
Spagna,
Portogallo)
si
usano
le
sillabe
convenzionali
DO,
RE,
MI,
FA,
SOL,
LA,
SI
che
corrispondono
a
7
dei
12
suoni
di
un’ottava
temperata.
(In
Francia
al
posto
del
DO
viene
2
3
impiegata
la
sillaba
UT).
In
tutti
gli
altri
paesi
si
usano
le
prime
7
lettere
dell’alfabeto:
C,
D
E,
F,
G,
A,
B
(nei
paesi
tedeschi
la
lettera
B
indica
il
Sib,
mentre
per
il
si
naturale
viene
impiegata
la
lettera
H).
CHIAVE:
segno
grafico
posto
all’inizio
del
pentagramma
(e
in
ogni
capoverso)
che
serve
a
stabilire
il
nome
e
l’altezza
delle
note.
Le
chiavi
sono
7
(divise
in
3
gruppi
con
3
segni
grafici
che
derivano
dalle
trasformazioni
calligrafiche
delle
lettere
G
(Sol),
C
(Do),
ed
F
(Fa)
della
notazione
alfabetica
ancora
in
uso
nei
paesi
di
origine
anglosassone.
LA
CHIAVE
DI
VIOLINO
O
DI
SOL
:
è
la
chiave
più
usata
sia
per
il
canto
che
per
la
maggior
parte
degli
strumenti
e
stabilisce
che
sulla
2^
linea
del
pentagramma
si
trova
la
nota
SOL3.
Spesso
viene
trasportata
per
renderla
più
idonea
alla
tessitura
propria
della
voce
o
dello
strumento:
la
voce
del
Tenore
e
la
Chitarra,
ad
esempio,
la
ottavizzano,
cioè
la
leggono
un’8^
sotto.
Strumenti
molto
acuti,
come
flauti
dolci
e
gli
ottavini,
leggono
invece
la
chiave
di
violino
un’8^
sopra.
L’ottavizzazione
può
essere
sottintesa
o
indicata
con
opportuni
segni,
come
ad
es.
il
n.
8
sopra
o
sotto
il
segno
della
chiave.
TAGLI
ADDIZIONALI
(o
linee
supplementari):
sono
piccoli
frammenti
di
linea
che
servono
a
rappresentare
i
suoni
che
per
la
loro
acutezza
o
gravità,
superano
l’estensione
del
pentagramma.
INTERVALLO:
distanza
fra
2
suoni
di
differente
altezza.
La
classificazione
di
un
intervallo
viene
stabilita
innanzi
tutto
da
un
numero
ordinale
che
si
determina
contando
i
suoni
compresi
all'interno
dell'intervallo
ed
aggiungendo
i
2
suoni
limite:
2^,
3^,
4^,
5^
ecc.
(Es.
Do
Sol
=
intervallo
di
5^:
re-‐mi-‐fa
+do-‐sol).
L’intervallo
più
piccolo
fra
2
suoni
nel
nostro
sistema
musicale
si
chiama
Semitono.
SEMITONO:
minima
distanza
fra
2
suoni
di
diversa
altezza
(o
frequenza)
del
sistema
temperato.
Può
essere
diatonico
(se
i
2
suoni
hanno
nome
diverso:
es.
mi-‐fa;
si-‐do)
e
cromatico
(se
risulta
dall’alterazione
della
stessa
nota:
es.
do-‐do#;
mi-‐mib).
Il
semitono
diatonico
viene
classificato
anche
come
intervallo
di
2^
min.
TONO
:
nel
sistema
temperato
è
l’intervallo
formato
dalla
somma
di
2
semitoni
consecutivi,
di
cui
uno
cromatico
e
l’altro
diatonico
(o
viceversa)
e
viene
classificato
come
intervallo
di
2^M
SCALA:
successione
graduale
di
suoni
diversi
con
la
ripetizione
del
1°
suono
all’8^
superiore
(scala
ascendente)
o
inferiore
(scala
discendente).
Il
nome
della
scala
è
dato
dal
1°
suono,
mentre
il
tipo
di
scala
dall’organizzazione
dei
toni
e
dei
semitoni
al
suo
interno.
SCALA
MAGGIORE:
la
successione
di
2Toni
-‐1S
-‐
3T
–
1S
(struttura:
T
T
S
T
T
T
S)
SCALA
DI
DO
MAGGIORE:
la
successione
delle
7
note
naturali
a
partire
dal
DO:
do-‐re-‐mi-‐fa-‐
sol-‐la-‐si-‐do.
SOLFEGGIO:
termine
derivato
da
SOL-‐FA,
1^
e
7^
nota,
dal
grave,
della
scala
su
cui
era
praticata
la
SOLMISAZIONE.
Con
il
termine
S.
si
intende
la
lettura
ritmica
(S.
parlato)
o
intonata
(S.
cantato)
della
notazione,
osservando
l’esatto
valore
delle
figure,
il
fraseggio
e,
se
il
S.
è
cantato,
anche
l’intensità
e
l’altezza.
MISURA
(o
BATTUTA):
gruppo
di
pulsazioni
nello
spazio
delimitato
da
una
stanghetta
verticale
che
divide
il
rigo
musicale,
in
uso
a
partire
dal
XVII
secolo.
Serve
a
indicare
il
tipo
di
Metro
(o
tempo)
su
cui
è
costruito
un
brano
musicale.
All’inizio
del
brano
(nella
1^
battuta)
si
pongono
2
cifre
sovrapposte:
la
cifra
superiore
indica
il
numero
di
pulsazioni
contenute
in
3
4
ogni
battuta,
mentre
la
cifra
inferiore
indica
la
durata
di
ciascuna
pulsazione
(2
per
il
mezzo,
4
per
il
quarto,
8
per
l’ottavo,
e
così
via)
.
STANGHETTA:
barra
verticale
che
separa
le
varie
battute
(o
misure)
per
indicare
il
tipo
di
metro,
in
uso
a
partire
dal
XVII
secolo.
La
doppia
stanghetta
indica
il
passaggio
fra
parti
diverse
ma
consecutive
dello
stesso
brano,
oppure
(quando
la
2^
stanghetta
è
più
marcata
della
1^),
la
fine
del
brano
o
parte
di
esso.
METRO
(o
tempo):
in
generale,
raggruppamento
di
pulsazioni
(battiti)
–
il
raggruppamento
può
essere
basato
su
coppie
di
pulsazioni
(metro
binario)
oppure
su
terne
(metro
ternario).
I
2
tipi
di
raggruppamento
(binario
e
ternario)
costituiscono
i
metri
base.
Esistono
3
tipi
di
metro:
binario
(o
doppio)
con
accento
ogni
2
pulsazioni,
ternario
(o
triplo)
con
accento
ogni
3
pulsazioni,
Misto
(combinazione
di
metri
binario
e
ternario:
misure
a
4,
5,
7,
8,
9,
10,
11,
13
ecc.
pulsazioni).
METRO
(o
tempo)
SEMPLICE:
in
generale
quando
ciascuna
pulsazione
è
rappresentata
da
un
valore
semplice
e
quindi
ha
una
suddivisione
binaria
INDICAZIONE
DI
TEMPO:
è
il
segno
con
cui
si
esprime
la
specie
del
tempo
o
metro
musicale.
Si
trova
all’inizio
del
rigo
(dopo
la
chiave
e
le
eventuali
alterazioni)
e
consiste
in
2
numeri
sovrapposti
(eventuali
cambiamenti
di
tempo
nel
corso
dello
stesso
brano,
vengono
scritti
in
qualsiasi
punto
del
rigo).
Il
numero
superiore
indica
il
numero
delle
pulsazioni
(o
tempi
o
movimenti)
contenute
nella
misura,
mentre
quello
inferiore
indica
il
valore
di
durata
da
eseguire
ad
ogni
pulsazione
cioè
l’unità
di
movimento
o
di
tempo
(2
per
1/2,
4
per
1/4,
8
per
1/8
ecc.).
Il
numero
inferiore
può
essere
sostituito
dalla
figura
relativa
che
può
essere
semplice
o
composta
,
cioè
puntata
(per
i
tempi
o
metri
composti).
Il
tempo
4/4
può
essere
rappresentato
anche
da
una
C
(tempo
ordinario),
mentre
il
tempo
2/2
può
essere
rappresentato
da
una
C
tagliata
(tempo
tagliato
o
a
cappella).
LEGATURA:
in
generale,
è
una
linea
curva
che
lega
2
o
più
suoni
della
stessa
altezza
o
di
altezze
diverse.
LEGATURA
DI
VALORE:
simbolo
costituito
da
una
linea
curva
posta
sopra
o
sotto
2
figure
musicali
della
stessa
altezza
(stesso
suono),
con
la
funzione
di
sommarne
la
durata.
In
questo
modo
è
possibile
prolungare
un
suono
oltre
la
stanghetta.
I
2
valori
compresi
all'
interno
della
legatura
vengono
detti
legati.
La
legatura
va
posta
fra
le
teste
delle
2
note,
e
non
fra
i
gambi.
LA
CHIAVE
DI
BASSO
(o
chiave
di
Fa)
si
scrive
sulla
4^
linea
del
pentagramma
e
determina
l’altezza
del
Fa2
.
Serve
anche
per
leggere
la
parte
degli
strumenti
traspositori
in
Mib
(Corno,
Clarinetto,
Tromba,
Sassofono
sopranino,
Sassofono
contralto,
Sassofono
baritono,
Sassofono
contrabbasso)
quando
questa
è
scritta
in
chiave
di
violino.
Anche
la
chiave
di
basso
viene
ottavizzata,
cioè
letta
un’8^
sotto
da
strumenti
molto
gravi,
quali
il
contrabbasso
e
il
controfagotto.
ACCENTO:
Il
rafforzamento
d’intensità
di
una
pulsazione
(di
un
suono,
di
un
battito)
rispetto
ad
altre
in
una
serie
di
battiti
regolari.
Può
essere
principale
(o
forte)
con
segno
(
>
),
oppure
secondario
(o
debole)
con
segno
(–
)
.
In
genere
si
considerano
principali
gli
accenti
dei
singoli
movimenti
o
tempi
della
misura
(cioè
delle
divisioni),
mentre
si
considerano
secondari
quelli
che
cadono
sulle
suddivisioni
all’interno
dei
movimenti.
ACCENTO
Metrico:
l’accento
che
si
riferisce
ai
raggruppamenti
binari
o
ternari
di
pulsazioni
(nel
raggruppamento
binario
la
1^
pulsazione
avrà
l’accento
forte
,
la
2^
pulsazione
avrà
4
5
l’accento
debole;
nel
raggruppamento
ternario
la
1^
pulsazione
avrà
l’accento
forte,
la
2^
e
la
3^
l’accento
debole)
;
ANACRUSI:
si
ha
quando
i
modelli
metrici
binario
e
ternario
vengono
realizzati
iniziando
con
un
accento
diverso
da
quello
principale
(o
forte)
,
causando
uno
sfasamento
ritmico
rispetto
all’accento
principale.-‐
E’
una
nota
o
un
gruppo
di
note
che
precedono
la
1^
battuta
completa
di
una
composizione
musicale.
CELLULA
RITMICA:
La
maniera
in
cui
viene
scomposta
ritmicamente
l’unità
di
tempo
o
movimento
(o
pulsazione).
La
cellula
ritmica
ha
lo
scopo
di
facilitare
la
lettura
e
la
comprensione
mettendo
in
evidenza
la
struttura
del
tempo
(o
movimento).
CELLULA
BASE:
cellula
elementare
(o
gruppo
generatore)
non
riconducibile
ad
altri
raggruppamenti
(es.:
2
ottavi,
3
ottavi),
costituita
da
un
numero
di
durate
uguali
pari
a
un
numero
1°,
cioè
divisibile
solo
per
l’unità
o
per
se
stesso.
(2,3,5,7,
ecc.).
CELLULA
DERIVATA:
cellula
costituita
da
un
numero
di
durate
diverso
da
un
numero
1°,
e
quindi
riconducibile
a
una
cellula
base
(4
sedicesimi,
6
sedicesimi,
10
trentaduesimi,
14
trentaduesimi,
ecc.).
SINCOPE:
effetto
ritmico
che
si
verifica
quando
un
suono
comincia
su
una
parte
debole
della
battuta
e
si
prolunga
su
una
parte
forte,
causando
uno
spostamento
di
accento.
La
parte
della
durata
che
precede
l’accento
forte
può
essere
chiamata
di
preparazione,
mentre
la
parte
del
suo
valore
dall’accento
in
poi
può
essere
definita
come
percussione.
La
Sincope
può
essere:
Regolare
(se
la
durata
della
preparazione
è
uguale
a
quella
della
percussione);
Irregolare
(se
la
durata
della
preparazione
è
diversa
da
quella
della
percussione);
Semplice
(se
si
sposta
un
solo
accento);
Composta
o
prolungata
(se
si
spostano
più
accenti).
INTERVALLO
DI
3^
M:
è
il
rapporto
fra
2
suoni
la
cui
distanza
è
pari
a
2
Toni
(o
4
semitoni).
INTERVALLO
DI
4^
G:
è
il
rapporto
fra
2
suoni
la
cui
distanza
è
pari
a
2
Toni
e
1
Semitono
diatonico
(o
5
semitoni).
INTERVALLO
DI
5^
G:
è
il
rapporto
fra
2
suoni
la
cui
distanza
è
pari
a
3
Toni
e
1
Semitono
diatonico
(o
7
semitoni).
INTERVALLO
ASCENDENTE
E
DISCENDENTE:
L’intervallo
è
ascendente
se
viene
misurato
dalla
nota
più
grave
alla
nota
più
acuta,
discendente
nel
caso
contrario.
I
NOMI
STORICI
DELLE
FIGURE
MUSICALI:
Semibreve
(intero),
Minima
(metà),
Semiminima
(quarto),
Croma
(ottavo),
Semicroma
(sedicesimo),
Biscroma
(trentaduesimo),
Semibiscroma
(sessantaquattresimo).
ABBREVIAZIONI
(Ripetizione
di
misure)
:
I
segni
di
abbreviazione
sono
simboli
vari
che
servono
a
semplificare
la
scrittura
musicale.
Il
segno
di
ripetizione
di
misure
è
rappresentato
da
una
linea
obliqua
con
2
puntini
laterali;
si
scrive
al
centro
della
misura
ed
indica
che
la
misura
precedente
deve
essere
ripetuta
per
intero.
PULSAZIONE
METRICA:
(Pm)
scansione
(o
accento)
su
un
raggruppamento
di
pulsazioni
anziché
sulla
singola
pulsazione.
Ad
es.
in
un
6/4
oppure
in
un
6/8
veloce,
l’orecchio
tende
a
percepire
una
scansione
(o
accento)
ogni
singolo
metro
base,
data
la
velocità
delle
pulsazioni
semplici
5
6
6