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2 MARZO 2007 ONCOLOGIA Prof.

Columbano

Emanuela Loi
Nel corso di questo mese vedremo:
• Epidemiologia dei tumori  ovvero tutte le associazioni tra incidenza tumorale e varie
situazioni come età, sesso, abitudini alimentari etc.
• Caratteristiche dei tumori  quindi le alterazioni biochimico-metabolico e le alterazioni
comportamentali delle cellule tumorali, ovvero, tutta quella serie di meccanismi mediante i
quali, tutte le cellule tumorali riescono a fare delle cose che le cellule normali non fanno,
tipo diventare indipendenti dai fattori di crescita, cosa che conferisce loro la capacità di
proliferazione autonoma, oppure la capacità di superare la barriera endoteliale, sfruttando i
meccanismi classici sfruttati dai granulociti durante il processo infiammatorio.
• Come crescono i tumori  cioè osservare quali sono le caratteristiche e i comportamenti
che li rendono diversi dalle cellule normali di un particolare tessuto.
• Effetti degli agenti cancerogeni sull’uomo  (chimici, fisici, biologici). Gli agenti
chimici costituiscono l’80% delle cause di cancro.
• Meccanismo d’azione degli agenti cancerogeni  in modo da capire perché questi agenti
sono considerati cancerogeni e perché possiedono attività genotossica (molte di queste
sostanze hanno,infstti, la capacità di danneggiare il materiale genetico e di determinare delle
mutazioni che sono un evento irreversibile) questo ci spiega il perché queste cellule si
allontanino da quello che è il loro comportamento in situazioni fisiologiche.
• Siti bersaglio nel DNA  non tutte le regioni del DNA sono sensibili a questi agenti
eziologici, ci sono delle regioni HOT ovvero dei punti caldi in cui più facilmente il Dna può
essere irreversibilmente modificato. Ci sono, però, anche cellule dotate di un sistema di
riparo piuttosto efficiente; questo spiega perché, con tutti gli agenti genotossici ai quali
siamo esposti, il cancro è comunque un evento relativamente raro.
• Modelli di cancerogenesi  Il processo tumorale è un processo multifasico, come lo è la
maggior parte delle malattie (l’aterosclerosi, l’artrite reumatoide, cirrosi…). Queste
patologie multifasiche, sono dovute ad una serie di diverse situazioni che devono progredire
secondo un ordine prestabilito (prima la fase A, a cui segue la fase B, a cui segue la fase C e
così via…La fase C non può precedere la A etc.). Generalmente si considerano tre fasi:
iniziazione, promozione e progressione. L’iniziazione è dovuta a una mutazione del Dna,
però da sola non basta: ci deve essere, infatti, anche tutta una serie di fattori che favoriscono
l’espansione clonale delle cellule che sono state irreversibilmente alterate.
• Alterazioni Molecolari  Negli ultimi anni sono stati studiati dei geni la cui alterazione è
associata spesso all’insorgenza di tumori. Tra questi geni abbiamo: gli oncogeni che in
condizioni fisiologiche stimolano la proliferazione cellulare ma che sono soggetti a dei
meccanismi di regolazione (una volta, però, che il gene è mutato questi geni continuano a
stimolare la proliferazione senza essere soggetti ai meccanismi di inibizione) e gli
oncosoppressori che, invece, in condizioni fisiologiche servono per arrestare il ciclo, ma
che una volta mutati, non riescono più a inibirlo e permettono alla cellula di proliferare in
modo incontrollato.

Tutto ciò rappresenta la sequenza di argomenti cosi come la svolgeremo nel corso del mese.

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TERMINOLOGIA

L’ oncologia è la disciplina che studia il cancro. Oncos = tumore, pertanto l’oncologia è lo


studio dei tumori. Il termine TUMORE significa rigonfiamento, infatti, Celso descriveva nei 4
punti cardine dell’infiammazione, il tumor per spiegare la formazione di edema, che non è altro
che un rigonfiamento dovuto all’ accumulo di liquidi. Naturalmente in questo caso il temine ha
un’accezione differente. Per tumore, infatti, si intende una massa anomala che non è presente in
situazioni fisiologiche. Si parla quindi di NEOPLASIA (nuova formazione).
Il termine CANCRO (karkinos), al contrario degli altri due, identifica i tumori maligni.

Pertanto bisogna prestare particolare attenzione alla terminologia.


• La neoplasia può essere benigna o maligna
• Il tumore è aspecifico
• Il cancro è un tumore maligno.

I tumori non colpiscono solo l’uomo, ma anche tutto il regno animale e vegetale.

È una convinzione generale che i tumori in questo secolo stiano aumentando perché gli
individui sono più esposti agli agenti cancerogeni (scarichi industriali, prodotti farmaceutici
etc.).
In realtà, è vero che in quest’ultimo secolo si stima che due persone su tre avranno un tumore,
ma è anche vero che questo è dovuto al fatto che la vita degli individui si è allungata. Bisogna
considerare, infatti, che il tumore è un processo multifasico e, a parte qualche eccezione,
necessita di tempo per svilupparsi e generalmente tende a colpire generalmente individui che si
trovano in una fascia d’età superiore ai 50 anni. Appare chiaro, quindi, che la bassa incidenza
dei tumori in passato sia strettamente correlata con l’età di sopravvivenza di gran lunga inferiore
all’attuale.
Quindi non è che non si sviluppavano tumori perché non esistevano le cause, ma perché non
c’era tempo affinché il processo tumorale si manifestasse. Va da sé quindi, che man mano che si
vivrà più a lungo, aumenterà il rischio di incorrere in un tumore.
Il tumore alla prostata, ad esempio non compare prima dei 50-60 anni ma il rischio aumenta
notevolmente al superamento di quest’età.
Bisogna tenere presente che, però, non tutti i tumori sono età dipendenti anche se nella
stragrande maggioranza dei casi l’età è sicuramente un fattore importante.
I tumori non sono una malattia odierna, ne è prova anche la crescita cellulare patologica che è
stata riscontrata nelle ossa dei dinosauri, che sicuramente non erano esposti agli scarichi
industriali! (Sicuramente i processi cancerogeni erano all’epoca legati alla presenza di sostanze
cancerogene, che si trovavano e si trovano normalmente nell’ambiente, all’esposizione di
radiazioni, che potevano essere più violente di quelle di adesso). Ne sono prova anche i sarcomi
ossei ritrovati nella mandibola di ominidi, o ancora la descrizione delle neoplasie risalenti
all’antico Egitto, Babilonia e Grecia.
Oggi è solo aumentata l’incidenza dei tumori, ma non possiamo definire i tumori, alla luce di
quello affermato in precedenza, una malattia di oggi.

La definizione di neoplasia che vi darò non è molto caratterizzante e precisa, infatti, è molto
difficile generalizzare nel cancro e se si va troppo sullo specifico si rischia di dire cose inesatte.
La NEOPLASIA la definiremo, quindi, come una massa anomala, abnorme di tessuto la cui
crescita è scoordinata rispetto a quella del tessuto normale e persiste anche dopo la
cessazione dello stimolo che ne ha provocata la comparsa. Questo è importante perché anche
l’iperplasia è caratterizzata dalla crescita dell’organo in risposta a determinati stimoli, ma

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appena questi stimoli, che possono essere fattori di crescita, cessano l’organo regredisce di
dimensioni fino a raggiungere nuovamente le sue dimensioni originali. Esiste quindi uno stretto
meccanismo di controllo che riconosce le dimensioni come anormali, che permette, appena
viene rimossa la causa, all’organo di tornare alle sue normali dimensioni. Non è cosi con il
tumore. Si è osservato, infatti, che 18 operai che lavoravano in una fabbrica per la produzione di
un colorante (che conteneva una sostanza cancerogena) 18/18 hanno avuto il tumore alla
vescica. La cosa curiosa è che questi operai avevano lavorato per due tre anni in questo cantiere
e poi erano andati a fare altri lavori e nonostante ciò avevano sviluppato la malattia. Questa è la
dimostrazione che anche se era stata rimossa la causa ormai il processo era avviato e non poteva
più regredire.

Il cancro è un problema mondiale, planetario, ma è bene sottolineare che la distribuzione dei


tumori non è uniforme.
Ad es. l’incidenza del tumore allo stomaco è maggiore negli asiatici e nei giapponesi, mentre gli
americani sono i più resistenti. Non bisogna fare, però, un discorso di tipo genetico, perché se
effettuiamo gli studi sugli immigrati ci rendiamo conto che se un giapponese va a vivere in
America il rischio di tumore allo stomaco si abbassa notevolmente.
Questo significa che probabilmente c’è qualcosa nelle abitudini di vita dei Giapponesi che
predispone al tumore allo stomaco.
Tutto questo per dire, che quando stiamo parlando di epidemiologia dei tumori dobbiamo sapere
di che tipo di tumore stiamo parlando, altrimenti non ci capiremo niente.
Il motivo di questa eterogeneità sono diversi:
• predisposizione genetica (per alcuni tipi di tumori).
• parassiti (che determinano dei danni meccanici in alcuni organi, permettendo
l’insorgenza di cancro in seguito ad un cronico processo infiammatorio che favorisce
l’insorgenza di mutazioni con formazione di cellule mutagene).
• Agenti chimici
• Agenti virali (il virus dell’epatite B e C favoriscono l’insorgenza di tumori epatici).
• Abitudini alimentari (gli obesi tendono ad andare incontro ad una maggiore mortalità
da tumore rispetto ai magri).
• Età (la maggior parte dei tumori tende a svilupparsi all’aumentare dell’età, fatta
eccezione per: i tumori ereditari che si sviluppano da subito, entro due anni dalla nascita
dell’individuo e i tumori in età giovanile come l’osteosarcoma che è legato
all’allungamento delle ossa: si registra un picco d’incidenza intorno ai 17-18 anni poi
scompare.
• Altre situazioni ancora ignote che potrebbero spiegarci perché la distribuzione dei
tumori non è uniforme.

CAUSE D’INSORGENZA DELLE NEOPLASIE UMANEla risposta ci viene fornita dagli


studi epidemiologici. Infatti, l’epidemiologia ci consente, con un’indagine retrospettiva, di stabilire
la correlazione tra un aumento di determinati tumori e la loro causa.
• Hill, un medico inglese, condusse il primo studio epidemiologico degno di nota. Egli mise
in relazione l’abitudine delle classi più alte di sniffare il tabacco con la presenza dei polipi
nella mucosa nasale.
• Pott, un medico inglese, fece uno studio ancora più significativo: mise in relazione il tumore
allo scroto degli spazzacamini con la fuliggine, senza sapere che questa contenesse sostanze
cancerogene come catrame e idrocarburi policiclici (benzopirene). La trascurata igiene degli
spazzacamini favoriva il deposito della fuliggine per lungo tempo sui tessuti e favoriva

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l’insorgenza del tumore. Studi effettuati su animali, dimostrò, successivamente, che il
catrame spennellato nella pelle degli animali portava dopo un anno all’insorgenza di tumori.
• L’ agenzia internazionale sullo studio del cancro (IARC) è oggi la principale
organizzazione che si occupa di epidemiologia e quindi della rilevazione di dati di oncologia
a livello mondiale. Ha sede a Lione. È un’agenzia dell’OMS (organizzazione mondiale
della salute) e il suo compito è di aggiornare i dati su scala mondiale per stabilire quali
sostanze possono essere cancerogene e eliminarle se possibile dall’ambiente, dal mercato
etc. Lo IARC ad esempio dimostrò che l’amianto era cancerogeno.

Quando si parla di tumori bisogna distinguere tra:


• INCIDENZA cioè quante persone vanno incontro a sviluppo tumorale
• MORTALITA’  cioè quante persone muoiono per il tumore
Questa distinzione è importante perché ci sono dei tumori la cui incidenza è alta ma la mortalità è
bassa, ma è anche vero che ci sono tumori in cui l’incidenza è bassa e la mortalità è elevata.

Dati ottenuti negli USA e riferiti al 1998, indicano che il 23% dei decessi è correlato a un tumore.
1/4 della mortalità degli USA appare correlata a processi tumorali. Bisogna aggiungere a questo il
1.000.000 di tumori curabili. È stato anche stimato che, 1/3 si ammalerà di cancro, ma è anche vero
che grazie alla diagnosi precoce il tasso di mortalità dovrebbe diminuire. Tutti i tumori presi in fasi
precoci possono essere curabili, mentre se arrivano a stadi avanzati non si può più intervenire con
efficacia, al massimo si può protrarre la vita del paziente per qualche anno.

In USA i tumori rappresentano la seconda causa di morte dopo le patologie cardiovascolari.


In Italia la situazione mortalità è identica agli USA (i tumori sono la seconda causa di morte dopo le
patologie cardiovascolari). Questo pare sia correlato in parte al cambio di abitudini alimentari. La
dieta mediterranea, infatti, che veniva associata ad una ridotta incidenza di tumori nelle popolazioni
mediterranee, oramai non la segue più nessuno: viene consumata infatti molta più carne e molti più
grassi, come negli USA.

Andiamo ora ad osservare l’incidenza per tipo di tumore.


Per quanto riguarda il sesso maschile il tumore che ha un’incidenza maggiore è quello alla prostata,
incidenza che è destinata probabilmente ad aumentare; segue poi il tumore polmonare, che ha una
prognosi infausta e il tumore al colon-retto.
Ci sono dei tumori, come quello al fegato, che negli USA è raro, mentre è frequente in Asia e Africa
per la presenza di agenti virali. Questo tumore ha prognosi infausta: non esiste terapia.
Per quanto riguarda il sesso femminile il tumore con maggiore incidenza è quello alla mammella,
poi segue il tumore al polmone, che si sta avvicinando all’incidenza maschile (anzi mentre
nell’uomo questa è in diminuzione, nelle donne sta progressivamente aumentando).
Poi abbiamo il tumore del colon, che non mostra differenze significative di incidenza con il sesso
maschile, e infine i tumori sesso-specifici, come i tumori a utero e ovaio la cui incidenza è
diminuita per via di frequenti test diagnostici (pap-test).

Andiamo ad osservare ora la mortalità per tipo di tumore.


Per quanto riguarda il sesso maschile, il tumore al polmone ha la mortalità maggiore, segue il
tumore alla prostata, mentre per i tumori al colon-retto la percentuale è simile a quella
dell’incidenza.
Anche nel sesso femminile la mortalità maggiore è correlata con il tumore polmonare, segue il
tumore alla mammella.

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Per correlare un tipo di tumore e quello che lo sta causando, i dati attuali non dicono niente è molto
più utile andare a studiare le modificazioni nel tempo associate a determinati fattori come stile di
vita, ambiente..etc.

MORTALITA’ UOMINI
• Se andiamo al 1930 i tumori polmonari erano rari perché il fumo era limitato a certe classi
sociali, poi l’abitudine al fumo si estese anche alle altre classi e la mortalità è andata ad
aumentare fino al 1980, poi iniziò a decrescere. Il decremento fu dovuto al fatto che, intorno
agli anni 70, ci fu una campagna sostenuta negli USA per sensibilizzare l’opinione pubblica
sui danni correlati al fumo. Questa campagna fu talmente massiccia che vennero introdotti
divieti, multe etc. un fumatore veniva quasi considerato un tossico e correva il rischio di
essere isolato socialmente. Questa campagna fu efficace, perché considerando che gli effetti
di una campagna antifumo non si possono osservare prima di un certo tempo (generalmente
il tumore compare dopo i 50 anni), osserviamo che dopo i 30 anni si osserva un decremento
proprio perché meno gente fuma negli Usa rispetto a prima.
• I tumori allo stomaco agli inizi del 1930 rappresentavano la prima causa di mortalità. Questa
incidenza di mortalità con il tempo è diminuita sempre di più perché è stato ottimizzato il
metodo di conservazione degli alimenti. Prima si usava, infatti, la salatura, l’affumicatura
che contenevano sostanze cancerogene per lo stomaco.
• Tumori colon-retto non ci sono grosse differenze tra incidenza e mortalità.
• Tumore alla prostata la mortalità è in leggero aumento.

MORTALITA’ DONNE
• Il tumore al polmone inizia ad aumentare in questo caso intorno agli anni 70, il fumo infatti
è una conquista degli anni 70, differentemente dal sesso maschile non si osserva il plateau
ma la curva è in continua crescita, perché le donne ci sono arrivate tardi alla conquista del
fumo e realizzeranno pertanto più tardi gli effetti nocivi ad esso correlati.
• Il tumore allo stomaco : vale lo stesso discorso trattato sopra per gli uomini.
• Il tumore dell’utero è in calo, grazie al test di Papanicolau, meglio noto come PAP-TEST.
Questo test è stato utilizzato a partire dal 1941. Papanicolau indagò sulla causa di
sanguinamento in certi animali da laboratorio, notò così delle cellule neoplastiche. Gli venne
l’idea di effettuare uno striscio vaginale nelle donne, questo test funziona perfettamente ed è
uno screening efficacissimo per la prevenzione del tumore alla cervice uterina.

Abbiamo visto come i tumori aumentino con l’allungamento della vita, ma un dato incoraggiante è
che sta aumentando anche la sopravvivenza e sta diminuendo conseguentemente anche la mortalità.
La sopravvivenza degli uomini è aumentata del 7% rispetto a sette anni fa, mentre la sopravvivenza
delle donne è aumentata del 6%.
Quindi o l’identificazione precoce dei tumori è aumentata o magari è aumentata l’efficacia delle
terapie o entrambe le cose. Quindi, sta aumentando l’incidenza ma sta diminuendo la mortalità.

Abbiamo osservato prima come l’incidenza di determinati tipi di tumore aumenti in corrispondenza
di determinate aree geografiche. Ciò fa pensare che i fattori geografici possano avere un ruolo.
Vediamo alcuni esempi:
• Per i carcinomi alla mammella abbiamo delle incidenze differenti se la donna vive negli
USA o viva ad Israele (naturalmente in quest’ultimo caso dobbiamo precisare che le donne
a cui ci riferiamo sono non ebree, cosi da escludere eventuali correlazioni genetiche). Ci
sono poi in relazione all’insorgenza del tumore alla mammella numerose ipotesi che
possono giustificare l’insorgenza del tumore come: età del menarca, età della prima
gravidanza, peso corporeo. L’età bassa della prima gravidanza diminuisce il rischio di

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tumori, mentre l’età precoce del menarca ne favorisce l’insorgenza, secondo alcuni anche
l’altezza e il peso favoriscono l’insorgenza di tumori.
• Il carcinoma cervicale ha un’incidenza piuttosto bassa nelle donne ebree, questo è stato
correlato alla pratica della circoncisione effettuata nei primi giorni di vita nei maschi ebrei,
pratica non consueta nel continente Europeo. La causa di tutto pare essere lo smegma,
(combinazione di cellule epiteliali esfoliate, secrezioni della pelle e materiali umidi che si
possono accumulare sotto il prepuzio, nei maschi, e nella zona della vulva nelle femmine).
La sua presenza è meno comune nei maschi circoncisi. Questa secrezione, infatti, pare
contenere qualche sostanza cancerogena. Questo tipo di tumori è basso in un’altra coorte di
persone, le suore, fatta eccezione per la monaca di Monza, della quale non si è ancora
certi! Il numero dei rapporti sessuali, accoppiato all’aumentato rischio di contrarre malattie
virali aumenta il rischio di insorgenza di carcinoma.
• Carcinomi cutanei : l’Australia è il continente che ha la percentuale più elevata di tumori
cutanei perché gli anglosassoni, trasferiti in Australia, non avevano abbastanza melanina per
schermare le radiazioni solari (e qui le radiazioni solari sono particolarmente violente). Gli
aborigeni, invece, non manifestano tumori della pelle.

È impossibile isolare i fattori geografici da quelli ambientali. In Giappone, ad esempio, ha


un’altissima incidenza di tumori allo stomaco, mentre gli USA hanno una bassa incidenza di tumori
allo stomaco e un’elevata incidenza di tumori al colon-retto.
L’ipotesi che è stata fatta per prima è stata quella genetica. Ma questa ipotesi non è valida. Ne sono
prova gli studi fatti su popolazioni migranti. Gli studiosi, infatti, hanno studiato l’incidenza di
tumori allo stomaco di:
• giapponesi che vivevano in Giappone,
• giapponesi che vivevano alle Hawai e in California.
Gli studiosi osservarono che i giapponesi che vivevano in Giappone avevano un’elevata incidenza
di tumori allo stomaco (incidenza 7 volte superiore) rispetto ai bianchi americani, ma osservarono
anche che i giapponesi trasferiti in California mostravano una diminuzione di tumori allo stomaco,
incremento che dopo la prima generazione (quindi i figli degli immigrati) arrivava al 50%. Il che
vuol dire che non è un fattore genetico. Infatti, il fattore genetico non si fa imbrogliare da un
trasferimento da un continente all’altro! L’elevata incidenza in Giappone di questo tipo di tumore è
stata, pertanto, ricondotta a fattori ambientali, sicuramente di tipo alimentare. Un’altra cosa
importante che gli studiosi osservarono fu che in questi individui si era si ridotta l’incidenza di
tumori allo stomaco, ma era aumentata quella di tumori al colon (che non erano elevati nei
giapponesi!) e l’incidenza aumenta ancora di più nei loro figli. Le incidenze si sono quindi invertite.
Alla luce di questo, sta a voi decidere se preferite un tumore allo stomaco o al colon e orientarvi!
È uscito il mese scorso un lavoro che dimostra che anche in Giappone si sta sviluppando il tumore
al colon, questo pare dovuto al fatto che anche in Giappone, i giovani, preferisco un’alimentazione
di tipo occidentale.
Questo studio non vale solo per il tumore del colon e dello stomaco ma possiamo applicarlo anche
ad altri tipi di tumori. Ad es. in Italia il carcinoma alla mammella aveva un’incidenza bassa, ma
quando c’è stata l’immigrazione italiana in Australia, con il cambiamento dell’alimentazione è
aumentata l’incidenza di tumore alla mammella; questo vale anche per le polacche migrate in USA.
Il carcinoma alla mammella è raro nelle giapponesi ma quando queste si trasferiscono in USA
manifestano il tumore entro due generazioni.

I fattori ambientali e nutrizionali sono la causa più importante che porta all’insorgenza di diversi
tipi di tumore. Tra i fattori di rischio abbiamo:
• OBESITA’ aumenta la mortalità nei diversi tipi di tumore. Un obeso recupera molto più
difficilmente da un’operazione rispetto ad un individuo magro, complica la vita al chirurgo

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e all’anestesita. Ci possono essere quindi problemi nella rimozione del carcinoma a livello
operatorio, complicazioni che possono portare alla morte dell’individuo.
• ALCOOL aumenta l’insorgenza di carcinomi a laringe, esofago e fegato in particolaa
modo. Segue, in quest’ultimo caso, le fasi di steatosi, steatoepatite, cirrosi e carcinoma.
• FUMO aumenta l’insorgenza di carcinomi al polmone, vescica, pancreas, esofago, laringe e
faringe.
• RAPPORTI SESSUALI aumentano il rischio di carcinoma cervicale, perché tanti più
rapporti si hanno, tanto più si può incorrere in infezioni virali. Conta anche l’età del primo
rapporto (aumenta il rischio di tumore tanto più questo è precoce). Quindi numero di
rapporti e età del primo.
• DIETE RICCHE DI GRASSI SATURI aumentano il rischio di carcinoma alla prostata,
vescica, mammella.
La conclusione di tutto ciò è che “ogni cosa che ciascuno fa per godersi la vita fa ingrassare, è
illegale, immorale o induce cancro”.
Tutti questi dati suggeriscono che per tutte queste cose è necessaria la moderazione.

La maggior parte dei tumori hanno un’incidenza età dipendente, fatta eccezione per i tumori
dell’infanzia e per quei tumori che non hanno un picco legato all’età.
I tumori che meglio rendono l’idea della dipendenza dall’età sono:
• I tumori alla prostata che prima dei 50 anni generalmente non si manifestano ma che
superata quest’età hanno un’aumentata incidenza.
• Tumori al colon sono rari prima dei 50 anni e poi aumentano con l’aumentare dell’età.
Questo vale sia per il sesso maschile che per quello femminile.
• I tumori del polmone hanno il picco intorno ai 65-75 anni, poi tendono a diminuire, ciò
significa che chi non l’ha sviluppato prima di quest’età difficilmente andrà incontro a un
tumore polmonare. Questo discorso si può fare per entrambi i sessi.
• I tumori alla mammella vanno aumentando con l’età.
Tra i tumori che invece non hanno insorgenza dopo i 50 anni abbiamo:
• Il seminoma (cancro ai testicoli) che compare intorno ai 27-30 anni, ma non oltre.
• Malattia di Hodgkin ha un picco in età giovanile, poi va calando e poi ci può essere un altro
picco intorno ai 40 anni, ma non alto come il primo.
• La leucemia, che può avere un picco in giovane età, poi tende a calare e poi risale.
• L’osteosarcoma, compare durante l’adolescenza dopo i 15 anni e si ha il picco intorno ai 17-
18 anni, picco legato all’accrescimento dell’osso. L’osteosarcoma è il tumore che più
frequentemente colpisce i cani di grossa taglia.

CANCRO DELL’ESOFAGO  L’incidenza più alta è in Cina, Brasile, Giappone. Negli USA
colpisce più i neri dei bianchi e più i maschi delle femmine. Può essere:
• un carcinoma a cellule squamose ( il più frequente)
• adenocarcinoma (in aumento soprattutto nei bianchi)
I fattori di rischio sono fumo e alcool per quanto riguarda il carcinoma a cellule squamose e
l’obesità per quanto riguarda l’adenocarcinoma.
Anche il reflusso gastroesofageo, esofagite di Barrett e le ulcere rappresentano importanti fattori di
rischio del cancro all’esofago.
I fattori protettivi: si è visto che l’aspirina protegge dai tumori all’esofago. Una possibile
spiegazione pare legata all’inibizione da parte dell’aspirina della cicloossigenasi, che sono quegli
enzimi che portano alla formazione di prostaglandine e altri fattori infiammatori. Il processo
infiammatorio viene mantenuto così a livelli bassi. Il processo infiammatorio è in genere associato a
processi tumorali. Tra i fattori protettivi abbiamo anche delle vitamine come la A e la C

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CANCRO AL FEGATO Praticamente assente in determinate aree, ma molto presente in Africa.
Ci sono diversi tipi di tumore al fegato come:
• Carcinoma epato-cellulare (più frequente). I principali agenti eziologici sono i virus
dell’epatite B, che determinano un aumento di 10 volte il rischio di tumore. Il tutto è stato
dimostrato da uno studio svolto in Africa in zone dove l’esposizione al virus dell’epatite B
era alta. Si è fatta un’intensa campagna di vaccinazione che ha portato all’eradicazione del
virus e di conseguenza dei tumori in quella determinata zona. Il vaccino veniva chiamato
anti-cancro, ma in realtà non è contro il cancro, ma contro l’agente che determina
l’insorgenza del cancro. Ora il carcinoma epato-cellulare pare essere associato al virus
dell’epatite C, per il quale non è stato ancora trovato un vaccino efficace. Tra l’altro questo
virus induce un processo di tipo cirrotico. Nei paesi occidentali, nord europei-americani, non
è tanto il virus ma l’alcool la principale causa di carcinoma epatocellulare e cirrosi.
• Angiosarcoma (più raro, dovuto ad agenti cancerogeni come cloruro di vinile, arsenico
inorganico)
• Colangiocarcinoma (dovuto all’azione di un parassita il Clonorchis sinensis, che distrugge
aree del fegato producendo una colangite massiva che poi degenera a carcinoma).

Adenomi determinati dai vecchi contraccettivi orali che difficilmente progredivano a carcinomi.

CANCRO DEL COLON è la seconda causa di mortalità in America e si trova al quarto posto
per incidenza negli USA. La maggior incidenza si riscontra in Nord America, seguono l’Europa e
l’Asia.
I fattori di rischio sono:
• Fattori genetici, come il FAP, (poliposi adenomatosa familiare) che è una alterazione
genetica che porta nel 100% degli individui all’insorgenza del cancro al colon, è una
malattia in cui viene deleto un gene.
• Alterazioni genetiche che portano a un non funzionamento dei meccanismi di riparo del
DNA, determinando un aumento dell’incidenza dei tumori del colon.
• Cause non genetiche, come colite ulcerosa e morbo di Crohn che favoriscono lo sviluppo del
carcinoma del colon.
• Cause alimentari come il consumo eccessivo di carni rosse, di grassi e proteine e alcol
specie associato a un deficit di folati.
Fattori protettivi: Anche per il tumore del colon sono stati fatti degli studi che dimostrano che la
ciclossigenasi svolge un ruolo importante nel favorire l’insorgenza del tumore. Le prostaglandine
inducono, infatti, danno cronico con conseguente proliferazione cellulare. Anche in questo caso,
sono stati fatti degli studi sugli inibitori della cicloossigenasi e si è visto che l’inibizione di queste
porta ad una riduzione delle prostaglandine, ridotta proliferazione cellulare e minore incidenza di
cancro del colon. Altri fattori protettivi oltre all’aspirina e ibuprofene inibitori delle cicloossigenasi,
abbiamo: antiossidanti, folati, vitamina D e calcio.

CANCRO DELLO STOMACO Nel 1930 era al primo posto per la mortalità, ora è al secondo
posto dopo il cancro al polmone. In certe zone ha ancora un’elevata incidenza. Il declino è
spiegabile con modificazioni dell’esposizione da agenti esogeni.
Tra i fattori di rischio abbiamo: i nitrosocomposti che sono dei cancerogeni (che si possono
formare anche in maniera endogena a partire da precursori non nocivi come i nitrati associati ad
ammine secondarie presenti nelle verdure ad esempio) fa si che all’interno del nostro organismo
vengano formato dei cancerogeni potenti. Là dove il consumo di nitrosocomposti per la
conservazione degli alimenti è elevato si ha un’elevata incidenza di tumori allo stomaco. Anche
l’affumicatura e la salatura sono dei metodi di conservazione sconsigliati, perché il sale è in grado
di danneggiare la mucosa con conseguente proliferazione, a questo dobbiamo aggiungere

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l’Helicobacter Pilory che danneggia la parete e rappresenta un fattore di rischio molto importante
per il cancro allo stomaco. Fattori protettivi: vitamina C e antiossidanti, ma sicuramente il
frigorifero ha contribuito alla diminuzione del cancro perché questo ha permesso la conservazione
degli alimenti senza ricorrere a altre tecniche.

CANCRO DEL POLMONE la correlazione tra fumo e tumori polmonari esiste per tutti i tipi
di tumore polmonare tranne uno: l’adenocarcinoma, tumore che sta aumentando notevolmente negli
ultimi anni. Si stanno facendo degli studi per osservare se c’è una predisposizione genetica per
questo tumore visto che gli individui vengono colpiti senza essere mai stati esposti ai possibili
fattori di rischio come fumo di sigaretta, asbesto etc.

MELANOMA è un tumore molto aggressivo che preso oltre un certo diametro è difficilmente
curabile. Il fattore di rischio è rappresentato dalle radiazioni solari intermittenti e soprattutto le
bruciature in età giovanile. Non è tanto l’abbronzatura presa in maniera intelligente che è pericolosa
ma la classica scottatura. Anche il numero di nei e la pelle chiara sono dei fattori di rischio
importanti. È preoccupante l’aumento negli ultimi anni, dal 3 al 7%, di individui affetti da
melanoma. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che un numero più elevato di persone va al mare,
(prima abbronzarsi era considerata una cosa poco dignitosa, la pelle doveva apparire bianca ecco
perché le signore giapponesi giravano con l’ombrello..) oppure può essere dovuto, come ritengono
alcuni, al buco dell’ozono e conseguente maggiore esposizione ai raggi UV.

CANCRO DELLA MAMMELLA L’incidenza è molto bassa in Giappone più elevata in Usa e
Italia. La mortalità è stabile negli ultimi 30 anni; questo può essere dovuto alla diagnosi precoce.
I fattori di rischio sono:
• menarca precoce
• menopausa tardiva
• nulliparità (questo è un po’ in discussione; si è infatti osservato un aumento di cancro alla
mammella nelle suore rispetto alla popolazione normale)
• contraccettivi orali (anche questo è in discussione)
• dieta ricca in grassi
• obesità in post menopausa
• alcol (ma da un punto di vista statistico non c’è il tanto per affermarlo)
• altezza (maggiore è l’altezza maggiore è l’incidenza).

Tra i fattori protettivi abbiamo:


• vitamina A
• frutta e vegetali
• olio d’oliva
• obesità in pre-menopausa.