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Modulo 1 Anatomia e fisiologia del sistema stomatognatico

Unità 6 Masticazione e deglutizione

Contenuti
Masticazione
Masticazione bilaterale e unilaterale
Afferramento del cibo con i denti
anteriori
composta da più
Movimento a goccia
Funzione dei tessuti molli e della saliva
Fasi della deglutizione
Importanza clinica della deglutizione cicli masticatori
sistema nervoso centrale
Abilità
Saper distinguere tra masticazione
unilaterale e bilaterale, sapendo riceve informazioni coordina eseguiti con diversi
definire quali vantaggi offre la attraverso
masticazione bilaterale
Saper descrivere i movimenti della
mandibola durante lÕafferramento
propriocezione movimenti
del cibo e la masticazione, indicando
i denti coinvolti nelle diverse fasi
Saper indicare le funzioni dei tessuti
molli e della saliva durante eseguiti dai della di tipo
la masticazione
Saper descrivere le tre fasi della
deglutizione
muscoli mandibola misto
Sapere quali sono le posizioni
mandibolari individuabili in fase
di deglutizione composti da

movimenti orizzontali movimenti verticali

Masticazione

La masticazione è tra le principali funzioni dell’apparato stomatogna-


tico ed è un atto volontario attraverso il quale l’organismo si nutre,
trasformando il cibo in bolo alimentare. Alla masticazione succede la
deglutizione, con la quale il bolo inizia il percorso interno all’apparato
digerente che lo porterà ad essere trasformato e poi utilizzato in vari
modi: la digestione.

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Unità 6 Masticazione e deglutizione

Deglutizione

divisa in

fase orale fase orofaringea fase esofagea

durante la quale si ha avvengono durante la quale si ha

relazione centrica posizione di riposo

generalmente non
contatti in occlusione
prevedono

in

massima intercuspidazione

Durante la masticazione, va sottolineato che i denti entrano raramente in Contatti dentali


contatto tra loro: i contatti dentali, infatti, non esistono durante i primi cicli
masticatori, ma compaiono per 30 millesimi di secondo quando il cibo è stato già
sminuzzato adeguatamente. Inoltre, sebbene il sistema usi i denti per incidere,
lacerare e triturare il cibo, nello stesso tempo evita general-
Foto: www.dentistrysanfrancisco.net

mente che tutte queste azioni avvengano attraverso il contatto


diretto continuo tra gli antagonisti, che ne determinerebbe una
maggiore usura. Si tratta di un importante meccanismo di ot-
timizzazione delle risorse disponibili: durante la masticazione,
infatti, i denti comprimono il cibo ma non loro stessi; in
fase di deglutizione, invece, i denti antagonisti entrano in
occlusione, stabilizzando la mandibola affinché i tessuti
coinvolti nella deglutizione possano muoversi con maggiore
facilità per spingere il bolo nell’esofago senza che la mandi-
bola ne “disturbi” l’azione coordinata.

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Modulo 1 Anatomia e fisiologia del sistema stomatognatico

Ciclo masticatorio

Ciclo masticatorio Il movimento masticatorio è composto da una serie di movimenti (un


ciclo masticatorio) che in media si ripete per 10-15 volte prima che il
bolo venga deglutito.

Il movimento compiuto dalla mandibola durante la masticazione non si limi-


ta però alla semplice apertura e chiusura della bocca, ma avviene secondo
dinamiche molto complesse e prevalentemente con movimenti misti (non
puramente verticali o orizzontali), composti da un mix di movimenti di
apertura, chiusura, lateralità e protrusione.
Il coordinamento di tutte queste azioni avviene ad opera del sistema
nervoso, che attraverso i nervi motori coordina e dirige la contrazione
dei muscoli che azionano il movimento, mentre attraverso il meccanismo
della propriocezione dispone sempre di un immediato e costante “quadro
di insieme” della posizione spaziale dei vari organi del sistema.
Il movimento avviene ad opera dei muscoli, la cui azione concomitante e
contrapposta genera il movimento della mandibola nelle varie direzioni. Anche
la postura del capo influenza la masticazione: è facile constatare, semplice-
mente spostando la testa in avanti (flessione) o all’indietro (estensione),
come in concomitanza con questi movimenti si verifichi un’occlusione ante-
riorizzata (in flessione) o posteriorizzata (in estensione). La forza mastica-
toria, inoltre, diminuisce notevolmente in fase di iperestensione (la posizione
che si raggiunge, per esempio, bevendo le ultime gocce da un bicchiere).

Cranio

Mascellare superiore
Muscolatura
posteriore del
Muscoli masticatori collo

Mandibola
Muscoli sopraioidei Colonna
vertebrale
Osso ioide

Muscoli sottoioidei Scapola-clavicola

La postura influenza notevolmente la masticazione, e ne è a sua volta influenzata. Il rapporto tra cranio e scheletro, infatti, si regge su una serie
di delicati equilibri osteo-muscolari che possono essere riassunti e schematizzati come in figura. Al variare di uno o più elementi, anche gli altri
dovranno modificarsi, per ripristinare l’equilibrio di tutto il complesso.

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Unità 6 Masticazione e deglutizione

Le diverse componenti del ciclo masticatorio sottopongono i denti a forze che Forze masticatorie
si sviluppano secondo direzioni e versi differenti, con una miscela delle com-
ponenti orizzontali e verticali, nelle quali la componente orizzontale risulta
sempre più dannosa per il sistema rispetto a quella verticale. La fisiologia, co-
munque, durante l’evoluzione si è sviluppata con una decisa prevalenza delle
forze verticali.
In una masticazione fisiologicamente corretta le cuspidi e i solchi
antagonisti si trovano quindi morfologicamente strutturati sia in modo da
non interferire con il movimento della mandibola, sia in modo da sop-
portare le forze muscolari senza subire danni, sia in modo da favorire la
stabilità dell’occlusione ma – nello stesso tempo – evitare le interferen-
ze durante le fasi di movimento.
Se a tutto questo aggiungiamo le caratteristiche proprie dell’anatomia
delle due ATM, otteniamo un ambiente di enorme complessità, sottoposto a
dinamiche di difficile comprensione, delle quali proveremo tuttavia a descri-
vere le particolarità più evidenti.

Masticazione

è un se è

può essere
meccanismo appreso fisiologicamente corretta

unilaterale obbligata bilaterale

unilaterale preferenziale prevede che

cuspidi e solchi antagonisti

favoriscano sopportino non interferiscano con

occlusione stabile forze masticatorie movimenti mandibolari

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Modulo 1 Anatomia e fisiologia del sistema stomatognatico

Masticazione bilaterale e unilaterale


Generalmente il ciclo masticatorio viene distinto in due tipi: movimento bi-
laterale e movimento unilaterale, a seconda che si mastichi su entrambi i
lati (destro e sinistro) o su uno solo dei due.

Indifferentemente dal tipo, il lato in cui avviene la masticazione è sem-


pre il lato di lavoro.

Masticazione bilaterale Il movimento bilaterale è in realtà un movimento unilaterale alternato


che può essere più o meno preferenziale, cioè si mastica su un solo lato, ma i
due lati vengono alternati indifferentemente o con una certa preferenza per
l’uno anziché per l’altro, per cui la masticazione si esercita sia a destra che a
sinistra. Questo tipo di masticazione è ideale per mantenere una corretta puli-
zia dei denti e dei tessuti molli (autodetersione) e la corretta efficienza delle
articolazioni e dei tessuti parodontali (si ha una “spremitura” e poi un ritorno
dei fluidi del legamento parodontale, con conseguente mantenimento della
salute tissutale), perché le forze vengono scaricate nella giusta proporzione
su tutti i denti (destri e sinistri) e l’azione muscolare si esplica correttamente.
Masticazione unilaterale Nel movimento unilaterale, invece, la masticazione avviene su un
solo lato, spesso a causa dell’impossibilità dell’altro lato di garantire la ne-
cessaria efficienza funzionale, per esempio perché mancano elementi dentari
o sono presenti elementi sensibili, precontatti, malocclusioni o qualsiasi altra
situazione non fisiologicamente corretta. In questi casi, l’organismo “si ras-
segna” a masticare solo da una parte, ma questo causa al lato di lavoro uno
stress eccessivo, che nel tempo si rifletterà immancabilmente sull’efficienza
dell’intero sistema.

In questa bocca
presumibilmente la
masticazione avviene
alternativamente su
entrambi i lati.

In questa bocca, invece,


presumibilmente la masticazione
avviene in prevalenza sul lato sinistro,
nel quale è più evidente la curvatura di
Spee, indice di maggiore lavoro.

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Unità 6 Masticazione e deglutizione

Afferrare il cibo

In una bocca anatomicamente funzionale per afferrare il cibo ci si ser-


ve dei denti anteriori.

In questo movimento, la mandibola si abbassa e si protrude leggermente, quin- Denti anteriori


di gli incisivi superiori e quelli inferiori si chiudono a forbice in posizione di
testa a testa – ma senza contatto! –, bloccando il boccone al loro interno
mentre la trazione del capo e delle mani (o, più abitualmente, delle posate)
tira il cibo in direzione opposta finché il boccone si stacca e la rima labiale si
chiude per impedire che il cibo possa fuoriuscire all’esterno della bocca.

Movimento degli incisivi centrali durante


l’afferramento del cibo.

L’afferramento del cibo avviene con la con-


temporanea chiusura a forbice dei denti
anteriori e la trazione in verso opposto del
capo e delle mani.

Anche afferrando il cibo i denti anteriori generalmente non entra-


no mai in contatto e quando ciò avviene (per esempio perché un
cibo duro cede improvvisamente) si tratta sempre di un’esperienza
traumatica. I denti infatti non sono strutturati per “masticarsi tra
loro” ma per lavorare sinergicamente con un’azione combinata,
riducendo gli attriti al minimo indispensabile.
Al termine del movimento, i denti anteriori ritornano nella po-
sizione iniziale descrivendo un tragitto antero-posteriore che li
riporta alla posizione iniziale.

Movimento a goccia Il morso dato a questa mela evidenzia chiaramente


Lo sviluppo del movimento masticatorio inizia con la comparsa dei che i denti anteriori antagonisti non sono entrati in
primi denti da latte, che stimolano un primo elementare meccani- contatto per strappare il boccone.
smo neuromuscolare che definirà il ciclo masticatorio durante la
crescita e lo sviluppo dell’individuo.

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Modulo 1 Anatomia e fisiologia del sistema stomatognatico

Efficienza masticatoria La masticazione è un meccanismo appreso in grado di riadattarsi costan-


temente alla situazione anatomico-funzionale del momento: in questo modo
– durante l’eruzione dei denti decidui, la loro sostituzione da parte della den-
tatura permanente e le varie situazioni della vita in cui si hanno alterazioni
del sistema (danneggiamento e perdita di elementi dentari, traumi, usura di
denti e articolazioni, problemi parodontali ecc.) – l’organismo risulta sempre
in grado di garantirsi la maggiore efficienza masticatoria disponibile in quel
momento, assicurando al corpo la possibilità di nutrirsi con il minimo di-
spendio di energie e la migliore masticazione possibile in quel momento.
Dipendendo dalla storia dell’individuo, il ciclo masticatorio risulta quin-
di definito a livello individuale, cioè diverso per ogni essere umano, di-
pendendo dall’anatomia degli organi coinvolti (denti, ATM ecc.), ma anche
dalla postura, dal tipo di alimentazione, dal tipo di occlusione e da tutte le
determinanti e le caratteristiche individuali descritte nelle Unità precedenti.

Durante la masticazione, il movimento della mandibola avviene lungo


un percorso individuale, che esaminato sul piano frontale e su quello
sagittale è in entrambi i casi simile ad una goccia.

Questa goccia può essere più o meno piccola, media o grande a seconda della
distanza intercondilare e dell’altezza delle cuspidi.

4 – ritorno alla posizione 1 – occlusione abituale


iniziale
Movimento a goccia esaminato
sul piano sagittale.

1 – occlusione abituale

3 - spostamento laterale verso il lato di lavoro 2 – apertura

4 – ritorno alla
posizione iniziale

Movimento a goccia esaminato 2 – apertura


sul piano frontale.
3 - spostamento laterale verso il lato di lavoro

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Unità 6 Masticazione e deglutizione

Visto in visione frontale, il ciclo masticatorio può essere definito secondo un


percorso ellittico a goccia, la cui ampiezza distingue un tipo di movimento
a triangolo (o a tre segmenti) o a losanga (a quattro segmenti), che
differiscono tra loro in base al movimento di rientro, più lineare e verticale
nel movimento a triangolo e più ampio e sviluppato in senso orizzontale in
quello a losanga.
L’ultima parte del movimento è sottoposta anche alla forte influenza della Funzione dei canini
morfologia dei canini, in particolare della zona palatale del canino supe-
riore del lato di lavoro, che grazie alla propria morfologia, all’inclinazione
e alla forte sensibilità propriocettiva funge da vera e propria “guida” per gli
antagonisti durante il movimento di rientro della mandibola, agendo per
presenza e non per contatto: il rientro dalla masticazione è infatti re-
golato (engramma) sulla posizione del canino, generalmente più inclinato
vestibolarmente (rotazione esterna) dalla parte in cui il paziente – mastica-
tore bilaterale – preferisce masticare.

Movimento a triangolo Movimento a losanga

Infuenza di alcune condizioni sul ciclo masticatorio


Condizione Efetto
Cibo morbido Movimento più rettilineo
Cibo duro Movimento più laterale e più lungo
Denti usurati Movimento più a losanga

Progenismo (III classe) Movimento più verticale

Portatore di protesi totale Movimento più piccolo e più verticale

Bambini fino a 8-9 anni Movimento inverso (apertura verso il lato di lavoro, rientro su quello bilanciante)

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Modulo 1 Anatomia e fisiologia del sistema stomatognatico

Funzione dei tessuti molli

Durante il ciclo masticatorio, la funzione della lingua e delle guance è


molto importante per riportare il cibo sul tavolato occlusale dei denti
posteriori e far sì che possa essere ricompresso nuovamente dai denti
grazie al movimento mandibolare.

Movimento del cibo Per garantire questa funzione è decisiva la forma dei denti a livello dell’equa-
tore del dente: infatti, l’azione masticatoria genera un movimento circolare
del cibo, che scivola lungo le pareti dentali e, grazie sia alla loro inclinazione,
sia al movimento della lingua e alla continuità e curvatura dei tessuti sotto-
stanti il dente, compie un percorso circolare che lo riporta sulla superficie
occlusale per essere nuovamente masticato.
Nella zona vestibolare avviene lo stesso, ma al posto della lingua l’azione
muscolare viene svolta dai muscoli di labbra e guance (soprattutto orbi-
colare e buccinatore).

Proprio per garantire questa funzione, è molto importante che nella realizza-
zione delle protesi (soprattutto di quelle mobili) la morfologia della flangia
Grazie al movimento combinato della lingua venga correttamente disegnata, rifinita e lucidata, in modo da ripristinare la
e della muscolatura delle guance, durante funzione originale svolta dai tessuti naturali e che i denti si trovino tra la zona
la masticazione il cibo compie un percorso
circolare che lo riporta sulla superficie occlu-
utile al movimento della lingua e quella necessaria ai muscoli delle labbra e
sale. delle guance (zona neutra).

Funzione della saliva

Per ridurre il cibo in bolo, durante la masticazione il cibo viene misce-


lato con la saliva, un liquido secreto dalle ghiandole salivari.

Le ghiandole salivari si distinguono in maggiori e minori: le maggiori sono


le parotidi, le sublinguali e le submandibolari (dette anche submascel-
lari), mentre le minori sono le numerose ghiandole poste un po’ dappertutto
su labbra, guance, palato e lingua.
Le ghiandole maggiori non si trovano direttamente nella cavità orale,
ma secernono la saliva riversandola nel cavo orale attraverso specifici dotti
escretori. Le loro secrezioni salivari possono essere sierose (ricche di ptia-
lina), mucose o miste.
La secrezione della saliva è un processo automatico che dipende da nu-
merosi fattori stimolanti: olfattivi, visivi, tattili, o anche dal solo pensiero.
Non a caso, pensando ad un buon cibo, si dice che “fa venire l’acquolina
in bocca”.
Funzioni della saliva Una volta secreta, la saliva esercita sul cibo in masticazione una doppia
azione, fisica e chimica. Dal punto di vista fisico, agevola la masticazione
in quanto lubrifica e umidifica il cibo facilitandone la riduzione in polti-

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Unità 6 Masticazione e deglutizione

glia. Dal punto di vista chimico, invece, inizia una prima fase digestiva, ad
opera di alcuni enzimi in essa contenuti (come accade agli amidi cotti, che
vengono attaccati dalla ptialina, il principale enzima salivare).

La ghiandola sublinguale si trova nella fossa


sublinguale, al di sopra della linea miloioidea,
La parotide è la ghiandola direttamente al di sotto della mucosa del
salivare più grande e si pavimento orale. La sua secrezione di
trova anteriormente e tipo misto, a prevalenza mucosa, viene
inferiormente all’orecchio. convogliata da numerosi dotti escretori che
Secerne la saliva sfociano nel solco alveolo-dentale, oppure
attraverso il dotto di dal dotto di Bartolini, che sfocia nell’area
Stenson, che decorre della caruncola come quello di Wharton.
sopra il massetere e
attraversa il muscolo
buccinatore, sfociando
in corrispondenza della
papilla parotide,
all’altezza della zona
vestibolare del secondo
molare superiore. La sua
secrezione è sierosa.

La ghiandola submandibolare si trova nella


fossa submandibolare della mandibola,
al di sotto della linea miloioidea del corpo
mandibolare, ma una parte della ghiandola si
estende inferiormente verso il collo. Secerne la
saliva attraverso il dotto di Wharton, che sfocia
lateralmente al frenulo linguale, nell’area della
caruncola. È una ghiandola a secrezione mista,
con prevalenza sierosa.

Deglutizione

La deglutizione è un riflesso acquisito che si ripete istintivamente, ma


che può anche essere interrotto volontariamente.

Durante la deglutizione, il bolo passa attraverso il cavo orale e viene spinto


nel faringe, nella laringe e poi entra nell’esofago, lungo il quale scorre
fino ad arrivare al cardias, la valvola attraverso la quale potrà accedere allo
stomaco.
In genere vengono quindi distinte tre fasi della deglutizione: Fasi della deglutizione
• fase orale;
• fase orofaringea;
• fase esofagea.

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Modulo 1 Anatomia e fisiologia del sistema stomatognatico

Fase orale
Nel cavo orale, dopo una serie di cicli masticatori compresi tra 10 e 15, la
lingua si alza e si comprime verso il palato, spingendo il bolo all’indietro.
Questo movimento è volontario.

Fase orofaringea
Massima intercuspidazione Per far arrivare il bolo nel faringe, l’istmo delle fauci si apre con la dilata-
zione degli archi palatini, mentre il velo palatino e l’osso ioide si sollevano
per evitare che il bolo possa entrare accidentalmente nel naso. Contempora-
neamente, la mandibola viene stabilizzata in posizione di massima inter-
cuspidazione per lasciare che l’attività muscolare possa concentrarsi sulla
deglutizione, con la quale il bolo viene spinto dai muscoli costrittori nella
parte più alta del canale esofageo. In questa fase non è possibile interrompere
il movimento del bolo volontariamente.

Fase esofagea
Posizione di riposo Il sollevamento dell’osso ioide e il movimento dell’epiglottide chiudono la
laringe, per cui il bolo non può entrare nella trachea ed è obbligato ad entra-
re nel canale esofageo, dilatandolo. Il bolo passa quindi nell’esofago grazie
a movimenti peristaltici involontari e quando arriva circa all’altezza della
clavicola (poco sopra allo sterno) si ha un abbassamento del velo palatino
e dell’epiglottide, e mandibola e lingua si riportano in posizione di riposo.

Importanza clinica
La deglutizione non si ha solo successivamente alla masticazione del cibo, ma
avviene per circa 800/1000 volte al giorno anche a vuoto, inghiottendo sem-
plice saliva. Questa deglutizione a vuoto serve a mantenere il tubo digerente
sempre sufficientemente umido.
Ora, poiché in queste 800/1000 occasioni si verifica un contatto tra denti
antagonisti in posizione di massima intercuspidazione, si può facilmente
immaginare quale possa essere l’importanza protesica di garantire sempre
una corretta e stabile occlusione nell’esecuzione di ogni dispositivo prote-
sico, indipendentemente dalla masticazione.
Non è raro che in pazienti con forti disturbi occlusali, o con un’intercu-
spidazione instabile, durante la deglutizione si noti l’interposizione della
lingua tra i denti, che ha la funzione di stabilizzare la mandibola, altrimenti
instabile a causa del disturbo.
Registrazione della
relazione centrica La deglutizione rappresenta anche un momento importante a livello di
registrazione clinica, poiché la mandibola, durante le prime fasi e in as-
senza di contatti dentali, si porta in relazione centrica: nel caso delle
riabilitazioni, quindi, la deglutizione rappresenta quindi il momento ideale
per rilevare questa importante posizione mandibolare.

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Unità 6 Masticazione e deglutizione

TEST DI AUTOVERIFICA

1. Quali sono le funzioni della masticazione?


2. Che cosa è un ciclo masticatorio?
3. Che cosa si intende per masticazione bilaterale?
4. Che cosa distingue la masticazione unilaterale preferenziale e quella unilaterale obbligata?
5. Descrivi il movimento compiuto dai denti anteriori nell’afferrare il cibo, esaminandolo sul
piano sagittale.
6. Che cosa si intende per movimento a goccia della mandibola durante il ciclo masticatorio?
7. Che cosa differenzia un movimento masticatorio a triangolo da uno a losanga?
8. Descrivi la funzione dei tessuti molli durante la masticazione.
9. Qual è il principale enzima salivare e su quali alimenti interviene?
10. Descrivi le tre fasi della deglutizione.
11. Quale importante rilevazione clinica viene eseguita facendo deglutire il paziente?
12. Completa il disegno seguente, indicando il nome delle varie ghiandole e dei rispettivi dotti
escretori.

ghiandola .............................................................................
dotto di ......................................................................................

ghiandola ...................................................................................

dotto di .......................................................................................

dotto di ........................................................................................

ghiandola ...................................................................................

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Modulo 1 Anatomia e fisiologia del sistema stomatognatico

AUTOVERIFICA MODULO

1. Descrivi lÕistologia dentale, dando le principali informazioni che riguardano ogni tessuto.
2. Spiega lÕimportanza del parodonto.
3. Descrivi lÕanatomia del cranio, indicando le principali ossa di interesse protesico dentale.
4. Descrivi i muscoli della masticazione, indicandone origine, inserzione e descrivendone lÕazione.
5. Descrivi lÕanatomia e la fisiologia dellÕATM, con particolare riferimento ai movimenti del condilo.
6. Indica i piani di Francoforte e di Camper.
7. Spiega che cosa sono gli angoli di eminenza e di Bennett.
8. Indica le principali posizioni della mandibola definite dal poligono di Posselt.
9. Spiega che cosa • lÕarco gotico e come partecipa alla definizione del solido di Posselt.
10. Spiega come la propriocettivitˆ interviene nel mantenimento della salute dei denti.
11. Descrivi la morfologia dei vari denti, mettendola in relazione alle funzioni svolte.
12. Spiega perchŽ i denti anteriori risultano pi• indicati dei posteriori a sopportare le forze oriz-
zontali e perchŽ i denti posteriori risultano pi• indicati degli anteriori a sopportare le forze
verticali.
13. Descrivi i rapporti volumetrici delle varie parti del dente e lÕimportanza dei punti ABC di Stuart.
14. Spiega lÕimportanza della disclusione per il corretto mantenimento della salute del sistema
stomatognatico.
15. Spiega lÕimportanza dellÕallineamento dei denti, dei punti di contatto e delle cuspidi sui tre
piani di riferimento (frontale, sagittale, orizzontale).
16. Descrivi le curve di Spee e di Wilson.
17. Spiega come i fattori determinanti verticali incidono sullÕaltezza cuspidale.
18. Spiega come i fattori determinanti orizzontali incidono sullÕinclinazione dei solchi e delle creste.
19. Che cosa si intende per Bennett immediato? E per Bennett progressivo?
20. Che cosa • la distanza intercondilare?
21. Quale relazione intercorre tra angolo di eminenza e guida incisiva?
22. Che cosa sono overjet e overbite?
23. Qual • la differenza tra occlusione unilaterale bilanciata e occlusione bilaterale bilanciata? A
livello protesico, quali indicazioni ha ognuna?
24. Che cosa si intende per occlusione mutualmente protetta, o occlusione a guida anteriore?
25. Qual • il tipo di occlusione generalmente indicato per la realizzazione della protesi fissa? E per
quella mobile? Motiva la risposta.
26. A che cosa serve la classificazione di Angle? Quali criteri utilizza per distinguere i vari casi?
27. Spiega i criteri di classificazione utilizzati da Ackermann per distinguere i casi edentuli.
28. Descrivi il ciclo masticatorio e spiega la differenza tra masticazione bilaterale, unilaterale pre-
ferenziale e unilaterale obbligata.
29. Qual • la differenza tra movimento masticatorio a triangolo e a losanga?
30. Indica le varie fasi della deglutizione, spiegandone anche lÕimportanza clinica in fase di registra-
zione dellÕocclusione.

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