storia @ in peticolo, e cosi
| memoria collettva. Se la
funzione di entrambe & stata a
lungo quella di legittimare il
presente, oggi questa legittima-
Zione sembra non servire pi, ¢
il presente sembra cercare in se
stesso la propria identit
guendo exter legaall'icien-
za realizzatrice pit che allauto-
revolezza derivante dall’anti
chita. Lo stesso concerto di ve-
rita, che da sempre costituisce
Vaspirazione—se non il anone~
di chi si dedica a ricostrure il
passato, tende a perdersi nei
mmolti rivoli del relativismo,
Questo volume si propone co-
me un'agile introduzione allo
studio di una diseiplina che mo~
stra segni di cris impensabili so-
lo qualche decennio addietro,
ima che al tempo stesso & ogget-
to pitt che mai di acutissimo in-
teresse. Nato dalla concreta
esperienza della didatica nell’u-
niversita, e destinato alla didatti-
cai libro propone una riflessio-
ne. sui concetti fondamentali
della conoscenza storica,a parti-
re dal senso e dallutiit3 dello
studio del passato in relazione
alle esigenze del presente. Attra-
verso Fillustrazione dei proble-
mi relativi al confronto dello
storico con le fonti, dellateez
zatura concettuale ¢ dell atten
dibilita della ricostruzione del
passato, giunge alla proposta di
quadei incerpretativi delle grandi
epoche in cui tradizionalmente @
stata rip.
medioevo,
temporanea
ita Ia storia europea:
4 moderna, ett con-
Fstro Corrso insogm Stora
medieval allUniversita di Palermo
E autore di mumerosi sag mula
Sicilian med villa Corona
Aragon
théde volime Governare un reno.
do medioevo, non
Porere,societa eistituzioni in Sicilia
‘fra Trecento © Quattrocento, Ha
scritto il capitolo su Regn e princt
pati feudali peril Manuale di storia
‘medievale Donzelli
Paolo Viola insegna Storia mo-
dderna_all'Universita di Palermo.
Studioso del Settecento e della Riv
luzione frances, &autore di mumero-
si saggi e volumi, tra cui, per i tpi
della Donzelli, Ht crolle dellAntco
regime. Politce e antipoities nella
Francia dells Rivolzione
€ 930 L. 18,000
ISBN 88-7989-669-5
Nh
788879"'896096
Vietro Corrao e Paolo
INTRODUZIONE
AGLI STUDI DI STORIA
MS1 Relativitd, La storia come scienza sociale
1. «Come sono veramente andate le cose?
“Alle origini della cultura storica occidentale stanno
due capostipti appartenential mondo greco: Erodota.c.
Tucidide. Per Erodoto la storia @ come un viaggio i
‘una realta straniera, nella quale la conoscenza procede
dalla verifica delle similitudini e della
‘mondo che ci & familiares un viaggio che
‘uomini e Dei, fra fatie miti, gli uni e gli altri accredi
tia costituire parti della reat e dela sua rappresenta-
zione; un viaggio che ~ a partire dalla narrazione della
guerra — si svolge nel tempo come nello spazio. Tuci-
dide rappresenta invece un modello di storia che aspi-
ra al rigore di una narrazione «vera», ¢ indaga su
eventi direttamente percepibili, ordinandoli secondo
catene causali univoche. La prima concezione della
storia mira alla costruzione di una memoria, alla dife-
sa dalloblio, alla costruzione di identita fondate sulla
conservazione del ricordo. Laltra,rifiutando il rac~
conto altrui, ¢ considerando solamente cid che & og-
getto di osservazione diretta e certa, tende a fini «uti-
lis, alPaccertamento della natura umana e quindi delle
ragioni dell’agire dell’uomo, attraverso Tesame degli
, con lo scopo di identificare e portare alla
luce le permanenze di lunga durata delle abieudini che
strutturano il modo di produrre e di consumare, di abi-
tare e riprodursi, di comandare e obbedire, di immagi
nate e credere, propri di una data colletivita umana. Il
paraig eroote delle «Annales rn tral
sta», Cio’ ereava una sorta di ideale che costituiscono il portato unico
dell intreccio del differente peso del passato.
Fare storia significa sempre di pitt aprire campi di
indagine che nella prospettiva del positivismo erano
ela 31stati semplicemente ignorati dallo storico, in quanto
non considerati parte dell’oggetto della conoscenza
torica; dalla storia dell’alimentazione @ quélla delle
riigntalita collective, alle vicende dell’insediamento
umano in relazione al territorio ¢ all’ambiente, a quel-
le delle forme della famiglia, alla percezione dei senti-
‘ment tutti questi aspecti della realta del passato fini-
scono per sostituire (pitt che affiancarsi ad esso) Pinte-
resse dello storico tradizionale per le vicende politi-
che, militari, diplomatiche. I quadri istituzionali, le
realta statuali, i giochi della politica e della diploma-
zia, le biografie individuali perdono la centralita rive-
stita per secoli nella cultura storica fino quasi a seom-
parire di fronte a una conoscenza del passato che incli-
nna a configurarsi come una sociologia, un’economia,
tun‘antropologia rivolta a epoche trascorse, anche mol-
to lontane nel tempo.
Tn questo senso, la «nuova storia» incontra la cu~
riosita e il gusto di un’epoca in cui gli strumenti di let-
tura della realta si sono moltiplicati e specializzati,
ponendo al presente domande nuove: se, dopo Vaffer-
‘mazione delle scienze sociali nell’orizzonte della co-
noscenza del presente, era divenuto inconcepibile pre~
scindere dalla considerazione delle strutture demogra-
fiche o delle rappresentazioni simboliche collettive,
anche Pindagine sui momenti trascorsi dell’esperienza
collettiva non poteva rinunciare a partie da questo
genere di interrogativi. Da qui pure il suecesso anche
presso il grande pubblico delle opere degli storici: la
“nuova storia», soprattutto quella che pit! sottolinea~
va la centralita dei temi della mentalita o della quoti-
dianita, rispondeva all’esigenza di riflettere sugli
aspetti della realta svelati, per il presente e per gli indi
vidi, dallindagine sulPinconsco, dalla considerazio-
ne dei gesti ¢ delle attivita condivise da grandi molti-
‘udini, dai problemi del rapporto fra 'uomo ¢ il mon-
do della natura.
32 Irs lst sta
3. Tempo che conserva, tempo che trasforma.
Pia che antipositivista, la reazione delle «Annales»
‘era antistoricista. Non si negava la precisione scientifi-
cai tutvaltro. Anz, la storia diveniva a tutti gli effetti
‘una delle scienze social: ma una seienza sociale che si
confronta con qualche difficolta con il tempo, che &
ineviabilmens pid. unfattore di matamento che di
consolidamento; un’antropologia confrontata con la
‘rasformazione; una sociologia o un’economia in cui il
tempo non solo altera loggetto di studio, ma le leg
stesse, ¢1 metodi con cui affrontarlo, Lo sforzo posit
vista si spostava dalla certificazione degli ever
certificazione delle strutture, con qualche seria
colti ad integrare il cambiamento nella spiegazione. In~
vece ’antistoricismo era totale: le comuniti umane non
si spiegavano col loro passato, ma nel rapporto con
ambiente, nelle particolari soluzioni date ai problemi
sgenerali del rapporto con la natura
La differenza con le atre scienze sociali era peri) co-
stituita dalla centralita del fattore tempo. Questa diffe-
renza ha posto la storia in una posizione particolare
spetto alPeconomia, alla sociologia o all antropologia,
specie quando queste discipline hanno imboceato la
strada della progressiva formalizzazione ~ anche nel-
Vapparato concertuale e nel lessico specifieo. Lindeter-
minatezza caratteristica del pensiero storico ® apparsa
come fattore di allontanamento dal rigore ~ legato al
modello delle scienze della natura ~ cui queste scienze
si sono volute ispirare. Nell’analisi di Weber o di
Schumpeter, la prospettiva storiea della sociologia ¢
dell’economia era irvinunciabile, mentre Veconomia ¢ la
sociologia pid recenti adottano procedure e modelli di
conoscenza che prescindono quasi dl cutto dalla pro-
spettiva storica, Progressivamente, storia scienze so-
cial si sono allontanate, fino a portare al paradosso del-
Ja necessiti di un dibattto sul rapporto fra la prima e letime, come se si trattase di campi nettamente distin-
ti, Nella pratica della ricerca, gl storici hanno adottato
on successo categorie, concetti ¢ modelli generati in
altri campi delle scienze social, ma hanno sempre avu~
to fort resistenze o sono stati programmaticamente av-
versi a generare autonomamente dei paradigm inter~
pretativi rigorosi ¢ formalizzati, paragonabili a quelli
utilizzati dalle scienze social
“II modello proposto dalle «Annales» fra gli anni cin-
quanta e sessanta del nostro secolo si & affermato come
paradigma storiografico universalmente accettato ¢ col-
tivato, relegando la veechia concezione della storia al-
Perudizione locale, al dilettantismo e a pochi fier so-
stenitoriy Ma il grande sforzo di ricondurre per intero
la storia alle scienze sociali che ha indotto a privilegiare
Vindagine sulle strutture rispetto alla ricostruzione de~
ali avvenimenti, Panalisi quanttativa sulla valutazione
qualitatva, presenta il rischio di sopprimere il fattore
tempo e di impoverire la storia del suo contenuto pid
peculiare. Se metodi seriall e quantitativi hanno portato
nella storia maggiore capacita di comprendere le realta
del passato,rispetto allo stile impressionistico ed esem-
piificativo della storia narrativa, essi hanno condotto &
sottovalutare la dimensione del mutamento. La prefe-
renza per le strurcure di lunga dusata, che ha inserto la
storia fra le scienze sociali, ha rischiato di far perdere
Vinteresse per Meccezione, per V'irregolarita, Pindivi
dualit, ciot per una delle basi stesse dell'imeresse degli
studi storiei.
Una celebre metafora, proposta da Fernand Brau-
del, deseriveva attraverso il confronto con il mare la
coesistenza nel flusso del tempo di diversi livelli, con
diverse «lentezze»: quello delle profondita abissali,
quasi immobile, quello delle grandi correntisottomari-
ne, quello delle increspature della superficie. Le realtt
strutturali pia o meno profonde determinano con tem=
nellordine dei secoli ~ una realta che & pure movimen-
tata da rapide variazioni, ma che comunque dai movi-
‘menti strutturali viene plasmatae orientata.
immagine utilizzata da Braudel sottolineava la
compresenza dei diversi livelli nella realti del flusso
temporale, ¢ intendeva pure stimolare la riflessione sul-
le relazioniesisteni fra i divers livell di profondita da
considerare nello studio dei fenomeni storici. La forza
della polemica contro T'«événement», tuttavia, ha con-
orto a cogliere nella proposta delle «Annales» pit il
riferimento alle strutture profonde che quello al rap-
porto fra i diversi tempi e le diverse qualith del divenire
storico. Il nodo della relazione fra stabilita e mutamen-
to, pur oggetto di serratissimi dibattti metodologici, &
rimasto sostanzialmente irrisolto. L’indagine sulle
struttute ¢ sulle permanenze ha privilegiato la loro de-
setizione pit che Ia loro genesi la loro cris, cio il1o-
ro aspetto dinamico, quello che mostra la crsi di un
equilibrio e Vinterazione fra i differenti livelli della
realta, compresa quella del «tempo nervoso dell’even-
to». Il trionfo delle prospettive d’indagine strutturale €
lle metodologie connesse si & infatti aecompagnato
alla quasi totale esclusione di questo aspetto dal eampo
di indagine dello storico.