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Le fasi della ricerca sperimentale 04 1

Ipotesi
Framework
03

02
Tema
Problema
01

G. Cappuccio
obiettivo di obiettivo di

Pedagogia generale,
Filosofia Metodologia della
dell’Educazione ricerca educativa
obiettivo di
Storia dell’Educazione e
dell’Educazione Comparata

2
L. Calonghi, Voce Pedagogia Sperimentale, in C. Nanni, J. M. Prellezo, G. Malizia (a cura di), Dizionario di
scienze dell’educazione, Ldc-Las-Sei, Torino 1997.
Ricerca empirica in educazione

3
La progettazione della ricerca segue e sviluppa
alcune semplici domande che dovrebbero
accompagnare il dirigente/docente/ricercatore nelle
distinte fasi:
Fasti della ricerca sperimentale

1. Identificazione del tema di ricerca


2. Individuazione del problema di ricerca
3. Formulazione obiettivi di ricerca
4. Rilevazione delle finalità della ricerca
5. Costruzione del quadro teorico
6. Formulazione delle ipotesi
7. Definizione del campione
8. Scelta delle tecniche e degli strumenti di
rilevazione dei dati
9. Rilevazione dei dati
10. Anali dei dati
11. Interpretazione dei risultati
12. Stesura del report di ricerca
Identificazione del tema di ricerca
Il tema include in una categoria più generale il
problema di ricerca (o i problemi di ricerca) che
guidano l’attività conoscitiva del ricercatore.
Esempi:
 Le competenze linguistiche dei bambini
stranieri nella scuola primaria
 Gli effetti della televisione sul
comportamento dei bambini di scuola
dell’infanzia provenienti da altre culture
Definire correttamente il tema di ricerca è
importante per identificare le parole chiave che
verranno utilizzate nella ricerca di materiali (on
line e cartacei) utili per costruire il quadro
teorico della ricerca
IDENTIFICAZIONE DEL PROBLEMA DI RICERCA
La ricerca educativa nasce nella maggior
parte dei casi da uno o più problemi
conoscitivi, ossia da una o più domande
che il ricercatore pone alla realtà.
Essendo un bisogno conoscitivo, il problema
di ricerca è spesso espresso in forma
interrogativa.

Quali competenze
di scrittura
possiedono gli
studenti alla fine
della scuola
primaria?
L’uso dei videogiochi incide sulla composizione del gruppo
amicale dei bambini?
Cosa spinge i docenti di scuola primaria ad aprire un Blog?
Perché i giovani spettatori prediligono un determinato
programma televisivo?
L’uso dei videogiochi incide sulla Presenza di difficoltà relazionali nei
composizione del gruppo amicale dei bambini che passano molto tempo di
bambini? fronte ai videogiochi
Cosa spinge i docenti di scuola I bisogni dei docenti di trovare forme
primaria ad aprire un Blog? di comunicazione dei propri vissuti
Perché i giovani spettatori I quadri valoriali sviluppati dai giovani
prediligono un determinato in seguito alla visione di determinati
programma televisivo? programmi televisivi

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L’uso dei videogiochi incide sulla Stabilire se esiste una relazione tra utilizzo
composizione del gruppo amicale dei di videogiochi e composizione del gruppo
bambini? amicale dei bambini

Cosa spinge i docenti di scuola primaria ad Identificare le ragioni alla base della scelta
aprire un Blog? di aprire un blog

Delineare il profilo degli spettatori che


Perché i giovani spettatori prediligono un
guardano un determinato programma
determinato programma televisivo?
televisivo.
Includere le ragioni alla base della scelta.
L’uso dei videogiochi incide sulla Videogiochi e socializzazione dei
composizione del gruppo amicale giovani
dei bambini?
Cosa spinge i docenti di scuola bambini e blog
primaria ad aprire un Blog?
Perché i giovani spettatori Preferenze televisive dei giovani
prediligono un determinato telespettatori
programma televisivo?

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Le finalità della ricerca

In questa fase si cerca di individuare il perché si sta


mettendo in atto il percorso.
Quali possono essere le finalità?
1. verificare/confrontare l’efficacia di metodi, interventi, soluzioni, teorie
2. predire esiti e risultanze
3. valutare e misurare prestazioni, o definire standard di livello
4. Descrivere una situazione o un contesto educativo
5. Esaminare studi e contesti per identificare collegamenti
6. Analizzare, implementare, monitorare un intervento.
Esercizio
• Leggi il seguente problema e riformulalo in modo più
preciso seguendo i criteri che ti vengono forniti:
• Quando si formano nei bambini le principali nozioni politiche?
1. Specificare età e luogo.
2. Aggiungere cosa si intende per «nozioni politiche».

• Dopo aver riscritto il problema conoscitivo formula un


obiettivo di ricerca, la finalità e identifica il tema di ricerca e
formula l’ipotesi.
IL QUADRO TEORICO DI RIFERIMENTO
Costruzione
del quadro prima fase Cercare
teorico informazioni

le fonti possono essere


reperibili attraverso

Pagine Web Motori di ricerca (es. Google, Yahoo)

Articoli su riviste on line Riviste on line (reperibili attraverso i motori di


ricerca)
Pubblicazioni cartacee Opac e MetaOpac (www.sbn.it, www.aib.it)

Articoli su riviste cartacee Riviste cartacee (reperibili attraverso gli


Opac)

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Valutare la qualità dell’informazione trovata su
Web attraverso
Autorevolezza delle fonti Citazioni che la pagina riceve da
altri siti
Prestigio scientifico degli autori
Presenza di informazioni
Autorevolezza dei riferimenti teorici sull’aggiornamento del materiale

Scientificità dell’esposizione

Chiarezza dell’esposizione

Possibilità di interazione con l’autore


Costruzione Identificare i
seconda
del quadro fase concetti
teorico principali e le
relazioni che li
legano

sintetizzandoli in una

Mappa
concettuale Trinchero R. (2004). Manuale di ricerca
educativa. Milano: Franco Angeli.
Costruzione
terza fase
del quadro Stesura Esempio

teorico
consiste nella

Secondo Liverta Sempio (1999) le principali cause


Descrizione testuale di dell’abbandono scolastico possono essere 4: 1) la
quanto sintetizzato nella situazione famigliare difficile; 2) la scarsa integrazione nel
mappa gruppo classe; 3) la scarsa autostima; 4) la scarsa
motivazione del ragazzo verso gli studi, la quale può
essere una conseguenza della mancanza di autostima.
La difficile situazione famigliare e la scarsa integrazione
corredata da
nel gruppo classe possono portare il ragazzo a non avere
punti di riferimento a cui rivolgersi per avere aiuto nelle
difficoltà legate allo studio.
Bibliografia/
Secondo Kaplan, Peck, Kaplan (1997), i non buoni risultati
Sitografia dovuti alle due difficoltà sopracitate portano il ragazzo a
rafforzare la propria percezione di essere rifiutato e
questo incide negativamente sull’integrazione nel gruppo
classe …
DALLE FINALITÀ E DAI RISULTATI DELLA
RICERCA DEL QUADRO TEORICO ALLE
DOMANDE/IPOTESI

L’operazionalizzazione è un processo di trasformazione


dal generale al particolare, dall’astratto al concreto.

Operazionalizzare significa individuare le domande e


gli strumenti necessari per trovare le giuste risposte.

Risposte concrete in termini di risultati di prestazioni,


di esiti o confronti per potere decidere sulla
funzionalità degli interventi o rilevazioni.
LE DOMANDE DI RICERCA Titolo della ricerca: ascoltare a scuola.
Indagine sulle abilità di ascolto nella
Attraverso la formulazione di
scuola primaria.
domande il ricercatore avanza
Domande della ricerca:
questioni spesso generali o
aperte per indirizzare la ricerca. 1.La motivazione ad ascoltare è attivata
dalla necessità di raggiungere uno
scopo? Se lo scopo è comune, l’ascolto
può diventare cooperativo?
2.Che peso ha il ruolo all’interno della
relazione di ascolto, tra alunno e
insegnante?
Se le domande rimandano ad approcci esplorativi e
descrittivi le ipotesi rimandano a modelli di ricerca
sperimentali e di studio delle relazioni tra le variabili

• Laformulazione di un’ipotesi è un
passaggio necessario e
fondamentale.
• Costringe il ricercatore a passare
dalla teoria al disegno di ricerca.
• Spinge il ricercatore alla traduzione
delle teorie in proposizioni operative
di controllabilità empirica.
FORMULAZIONE DELLE
IPOTESI

 un’aspettativa nei
confronti della realtà

 espressa in forma  Corbetta (2003) definisce


assertiva, cioè come l’ipotesi “una proposizione
un’affermazione che implica una relazione fra
dimostrabile come vera o due o più concetti, che si
falsa.
colloca ad un livello inferiore
di astrazione e di generalità
 Le ipotesi sono le possibili rispetto alla teoria e che
risposte che il ricercatore
da al problema di ricerca permette una traduzione
sulla base del quadro della teoria in termini
teorico adottato empiricamente controllabili”.
Prospettano possibili relazioni tra variabili o fenomeni.
Prefigurano rapporti di dipendenza e possibili legami
causali, prevedendo la manipolazione di interventi per
provocare cambiamenti controllati tra variabili.
Permettono di indicare quali risultati ci si aspetta dalla
ricerca.
Puntano a un livello sia di quantificazione che di
qualificazione.
Indotte
• quando scaturiscono dall’osservazione dei fatti (es.
differenza di giudizio fra diversi giudici rispetto alle
prove di riassunto)
Dedotte
•quando sono formulate in seguito a teorie,
all’elaborazione della conoscenza
Le ipotesi possono essere pregressa (es. idea
di accoglienza formulata partendo dalle teorie della
motivazione)
Le ipotesi non sono domande ma affermazioni formulate in modo
da poter essere verificate o falsificate.
• Queste affermazioni possono indicare l’esistenza di una relazione generica fra due
fenomeni oppure una relazione di causa effetto fra i due (possiamo dire che vi è
una relazione significativa fra titolo di studio dei genitori e successo scolastico ma
non possiamo provare che l’uno sia la causa dell’altro)

L’ipotesi deve essere verosimile (coerente con le teorie di cui


disponiamo) e verificabile (deve poter essere sottoposta a verifica
sul piano logico)
• Per essere verificabile deve essere definita in termini operativi (legata ad
operazioni osservabili)

LE IPOTESI DI RICERCA
Le variabili
Si definisce variabile
una caratteristica, una proprietà che può assumere
più stati diversi tra loro (ad esempio il voto di mario rossi
in matematica).

una variabile presenta almeno due valori che denominiamo


modalità
es.: il sesso è una variabile che possiede due modalità m/f

L’anno di frequenza alla scuola primaria quante modalità


possiede?
Nelle scienze umane
Le variabili sono abitualmente proprietà dei
soggetti:
• Intelligenza
• Genere
• Età
• Risultati scolastici
• Motivazione
Possono anche essere caratteristiche
dell’ambiente
• Scuole di città o di campagna
• Collocazione geografica della scuola
• Scuola con o senza biblioteca, aula
informatica…..
Le variabili sono grandezze

Che possono misurate a


Livello cardinale: peso, altezza, età….

Livello ordinale: gradi di scolarità, livello


sociale….
Le variabili si possono distinguere in base al

livello di
misurabilità

ruolo che oggetto a


assumono cui sono
nella ricerca associate
Rispetto al livello di misurabilità, le variabili si distinguono in
continue e discrete.

Continua è una variabile che può assumere qualsiasi


valore della serie numerica compresa tra due punteggi.
• L’altezza di una persona, ad esempio, può essere di 160 cm, 161 cm,
ma anche di 161,23 cm.

Discreta è una variabile che non può assumere


qualunque valore tra due punteggi.
• Il numero di figli di una famiglia può essere 3 o 4, ma non 3,25.
In base all’oggetto a cui sono associate le variabili
possono essere comportamentali o soggettive
La variabile • Esse riguardano comportamenti sia semplici sia
comportamentale si complessi.
riferisce ad ogni • Un esempio di variabile comportamentale può
risposta osservabile essere la pressione di un pulsante quando
compare una luce.
di un organismo.

Le variabili • Ad esempio, l’età, il genere…….


soggettive • Alcune sono direttamente osservabili ad esempio,
il peso o l’altezza; altre, invece, non si possono
riguardano le osservare direttamente, ma vengono inferite dal
caratteristiche della comportamento dei soggetti (costrutti), ad
persona. esempio, l’intelligenza o il razzismo

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In base al ruolo che assumono nella ricerca, le variabili si distinguono
in variabili dipendenti, indipendenti, moderatrici e intervenienti (o di
disturbo)

La variabili indipendente è una


caratteristica dei soggetti o
• che misura le variazioni
dell’ambiente fisico o sociale che del comportamento che
può essere manipolata dal si suppone dipendano
ricercatore in modo da poterne dalle modifiche della
studiare gli effetti sulla variabile
dipendente variabile indipendente.

Ipotesi: quando aumenta il


numero di ore trascorse
alla tv, si riducono i risultati
scolastici

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Il ricercatore ipotizza una relazione causale tra le variabili
indipendenti e dipendenti,

Manipola la V.I. in modo da poterne studiare gli effetti sulla V.D.

Non è possibile sostenere l’esistenza di una relazione causale tra due


variabili senza manipolare direttamente una di esse.
Variabili moderatrici
Sono variabili indipendenti che possono avere effetti
differenzianti o modificatori sulla relazione che intercorre
tra V.I. E V.D.

Ipotesi: il rendimento in matematica dipende


dall’intelligenza più nei maschi che nelle femmine
•Variabile indipendente
•Variabile dipendente
•Variabile moderatrice
Variabili intervenienti o di disturbo
Sono fattori che teoricamente influiscono sulla variabile
dipendente
ma che non possono essere osservate, controllate o
manipolate in un esperimento,
sono: eventi esterni, la storia, la maturazione, l'effetto
delle prove, la strumentazione, la regressione verso la
media, la selezione e la mortalità.

Ipotesi: il rendimento in matematica dipende


dall’intelligenza più nei maschi che nelle femmine
COME FORMULARE L’IPOTESI

•Esistono diverse modalità per formulare


l’ipotesi
•Nella formulazione si devono evincere
sempre le relazioni tra le variabili prese in
esame.
1° modalità di formulazione

Nell'ambito del progetto di ricerca abbiamo previsto che al termine


dell’azione sperimentale sarebbero aumentate significativamente
nel gruppo sperimentale prestazioni indicative dello sviluppo della
maturità personale e professionale.
•L'ipotesi di ricerca è stata così formulata: una serie di attività, costruite
utilizzando il metodo dell'attivazione personale e professionale (ADVP),
organicamente ordinate intorno all'esigenza dell’alunno di costruire la sua
identità personale, farà raggiungere all'alunno quella maturità personale e
professionale che gli permetterà di decidere autonomamente del suo avvenire.
2° modalità di formulazione

Ci siamo chiesti se un intervento educativo sui cartoni


animati, progettato e condotto insieme agli insegnanti,
potesse incrementare negli alunni di scuola dell’infanzia la
comprensione dei cartoni animati, vale a dire dei messaggi da
essi veicolati e del loro linguaggio, le capacità di elaborazione
dei messaggi dei cartoni e di scelta consapevole.
•Nell’ambito del progetto abbiamo previsto che, al termine
dell’intervento formativo, negli alunni coinvolti si sarebbe manifestato un
incremento della conoscenza, della comprensione e della capacità di
elaborazione dei messaggi dei cartoni animati.
3° modalità di formulazione

• La differenza di punteggio ottenuto in due prove parallele tra gli


studenti appartenenti a diversi contesti socio-economici e con
esperienze scolastiche ed estive differenti tende ad aumentare durante
le vacanze estive, evidenziando l’esistenza anche in Italia del fenomeno
SLL (Summer Learning Loss, perdita di apprendimento estivo).
• I bambini sordi inseriti in contesti socio-culturali ed educativi bilingui
otterranno nelle prove di valutazione della lingua italiana risultati
migliori dei bambini sordi inseriti in contesti socio-culturali ed educativi
oralisti.
4° modalità di formulazione
Nell’ambito della ricerca, abbiamo previsto che al termine dell’azione sperimentale
(condotta con la messa in campo sia di attività di brain-gym sia di attività basate
sugli habits of mind), sarebbero significativamente aumentate nel gruppo
sperimentale le prestazioni indicative dello sviluppo delle due competenze in
oggetto: la linguistico-pragmatica e la comunicativo-strategica.
Si è ipotizzato che la metodologia brain-based e le disposizioni della mente avrebbero
migliorato considerevolmente, negli studenti universitari frequentanti, la capacità di:
•Riflettere sul proprio processo di apprendimento
• Valutare criticamente il proprio lavoro
• Rielaborare un pensiero ed esprimerlo mediante con chiarezza espositiva e appropriatezza
terminologica
•Operare analisi e sintesi di testi verbali e non verbali di media e alta complessità
•Entrare in interazione dialogica secondo lo schema conversazionale del dibattito scientifico
•Descrivere e utilizzare diversi codici linguistici
5° modalità di formulazione
Nell’ambito del progetto di ricerca abbiamo previsto che al termine
dell’azione sperimentale (brain-based approach) sarebbero
aumentate significativamente nel gruppo sperimentale prestazioni
indicative dello sviluppo delle competenze riflessive, della
competenza narrativa e della rielaborazione critica.
Si è ipotizzato che la metodologia brain-based, utilizzata durante il corso di
pedagogia sperimentale e docimologia, avrebbe migliorato significativamente negli
studenti universitari frequentanti:
•la capacità di riflettere sul proprio processo di apprendimento;
•la capacità di valutare criticamente il proprio lavoro;
•la capacità di rielaborazione critica.
6° modalità di formulazione

Se riteniamo che esiste Una relazione tra insuccessi scolastici


e stima di sé

Possiamo così formulare l’ipotesi


 Quanto più numerosi sono i crediti di un alunno, tanto
più alte sono le sue aspettative di successo in futuro,
ossia tanto più alta sarà la sua stima di sé.

PEDAGOGIA SPERIMENTALE
DEFINIZIONE DEL CAMPIONE OGGETTO DI STUDIO E DELLA
POPOLAZIONE DI RIFERIMENTO
Per descrivere il comportamento di un determinato insieme di soggetti
Il metodo per farlo senza distorsioni è studiare tutti i soggetti del gruppo, nel
preciso istante in cui si manifesta il comportamento
Nella realtà è raramente possibile e si preferisce:
estrarre da gruppo sotto esame (la popolazione di riferimento), definito un
sottoinsieme limitato di soggetti (il campione)
e condurre la ricerca su quello, proiettando poi i risultati sull’intera popolazione di
riferimento.
 Tale sottoinsieme deve essere rappresentativo, ossia riprodurre in piccolo tutte le caratteristiche
della popolazione

PEDAGOGIA SPERIMENTALE
TIPO DI CAMPIONI
• Campionamento non-probabilistico
• Campioni di convenienza
•Viziati
•Scenario migliore o peggiore
• Campioni soggettivi
•Basati sulla conoscenza
•Tempo/risorse e vincoli
• Campionamento probabilistico
• consente di estrarre valide conclusioni circa la popolazione
• Ogni soggetto ha una nota probabilità di essere scelto
• Riduce la possibilità di vizio di selezione di soggett
IL RICERCATORE DEVE A QUESTO PUNTO SCEGLIERE GLI
STRUMENTI DI RILEVAZIONE DEI DATI PIÙ ADEGUATI AI SUOI
OBIETTIVI CONOSCITIVI.

DEFINIZIONE DELLE TECNICHE E DEGLI STRUMENTI DI


RILEVAZIONE DEI DATI
ESEMPI DI STRUMENTI DI RILEVAZIONE UTILIZZATI
NELLA RICERCA IN EDUCAZIONE SONO:

• questionario
• inchiesta: consiste nel porre un certo numero di domande nello stesso momento ad
un determinato gruppo di soggetti
• intervista completamente strutturata o
• intervista semistrutturata
• intervista con basso grado di strutturazione, che viene condotta in forma libera e
flessibile, costruendo le domande nel corso della conversazione, tra intervistatore/i e
un intervistato (i. faccia a faccia) o intervistatori/i e più intervistati (i. di gruppo).
• Osservazione, ossia la raccolta di dati effettuata annotando i comportamenti dei
soggetti studiati, in modo strutturato (attraverso guide di osservazione) o non
strutturato (annotando in modo libero quanto esperito).
ESEMPI DI STRUMENTI DI RILEVAZIONE UTILIZZATI
NELLA RICERCA IN EDUCAZIONE SONO:

 documenti prodotti (diari, quaderni, elaborati originali): possono


offrire dati sull’andamento scolastico, sul “clima di classe”, sulla
situazione familiare;
l’analisi dei documenti può essere guidata da strumenti simili a quelli usati per
l’osservazione (analisi dei documenti strutturata) oppure no.
 test di profitto o (prove oggettive di valutazione):indagano il
possesso di conoscenza ed abilità dei soggetti in un determinato
dominio conoscitivo;
sono costituiti da batterie di singole domande (dette item), formulate in modo da non
ammettere elementi soggettivi in fase di correzione.
 Le tecniche proiettive e i test di personalità, utilizzati per rilevare
tratti di personalità dei soggetti in questione
RILEVAZIONE DEI DATI

A questo punto il ricercatore deve pianificare la discesa sul campo


per la raccolta dei dati.
•La prima fase dell’attuazione dell’indagine consiste nel guadagnarsi
l’accesso al campione di soggetti su cui l’indagine verrà svolta, ossia
ai referenti dell’indagine.
• Se la ricerca avviene nella scuola questo significa, ad esempio, prendere
accordi con dirigenti scolastici e docenti, sulle modalità e i tempi
dell'indagine, la somministrazione degli strumenti, la restituzione dei
risultati alla scuola stessa.

•Una volta raccolti i dati sarà possibile trasferirli su supporto


informatico.
ANALISI DEI DATI

• Consiste nell’insieme di elaborazioni di ordine statistico o testuale che


portano a interpretare le informazioni raccolte.
• Le elaborazioni variano a seconda dello stile di ricerca adottato.
• Si possono quindi avere dati quantitativi e dati qualitativi.
ANALISI DEI DATI
• Quando le variabili in gioco
Il dato quantitativo viene sono due (analisi bivariata),
elaborato mediante tali tecniche ci dicono come
tali variabili risultano essere
tecniche statistiche, le associate tra di loro
quali ci dicono, per
ciascuna variabile (analisi
monovariata), • Quando le variabili sono più
di due, vi sono tecniche
statistiche che ci dicono come
tali variabili siano connesse
tra di loro e possano
La statistica ci aiuta descrivere, spiegare,
quindi a sintetizzare e prevedere i comportamenti
rappresentare quanto del sistema sotto esame
(analisi multivariata).
rilevato, trasformando il
dato grezzo in
informazione.
PIANO DI ANALISI
QUANTITATIVI
Le 3 dimensioni che definiscono e permettono di organizzare un
valido e coerente piano di analisi:

natura del rappresentatività finalità


dato da dei dati
conoscitiva della
ricerca
analizzare
1. La natura del dato da analizzare
Riconoscere la scala di misura di cui il dato è espressione
variabili Esempi dati elaborazioni
Scale nominali o categoriali: Variabili anagrafiche (M/F); il Calcoli: frequenze,
permettono di classificare in colore degli occhi, stato civile. proporzioni, percentuali
base all’appartenenza delle Presenza/assenza (check list)
singole variabili Statistiche: distribuzioni di
frequenza, moda, inferenza
Scale ordinali: consentono di Variabili anagrafiche: classe Calcoli: frequenze,
stabilire delle graduatorie • :
sociale, valutazione scolastica proporzioni, percentuali
Statistiche: distribuzioni di
frequenza, moda, inferenza,
correlazione
Scale cardinali/a intervalli
Misurazioni: età, peso, altezza, Calcoli: frequenze,
equivalenti: riguardano la
lunghezza.. proporzioni, percentuali
distanza tra tutti i punti/valori
Conteggio: n. libri a casa,
che è uguale e costante
operai in una fabbrica Statistiche: distribuzioni di
Scaling(tecnica delle scale): frequenza, moda, inferenza,
insieme di procedure per correlazione
PEDAGOGIA SPERIMENTALE
misurare concetti (Lickert)
2. La rappresentatività dei dati
Considerare le modalità di raccolta dei dati e la
relativa rappresentatività

• Ridurre l’interferenza e la distorsione che il rilevatore può


introdurre
• Individuare la rappresentatività (scelta campione
probabilistica/non probabilistica
La finalità Analisi monovariata Variabili analizzate
singolarmente
conoscitiva
della ricerca
Analisi bivariata Studio della relazione tra
due variabili
Grandi categorie in
base al numero di
Analisi multivariata Studio della relazione tra
variabili più variabili
- Derivano da una pluralità di fonti e si
presentano in forme diverse.
I DATI - Gli strumenti che raccolgono dati
QUALITATIVI qualitativi permettono oltre l’analisi
testuale di :
Visuali (foto, immagini,
•allestire una base di dati utile per la
video).
documentazione,
Ambientali/situazionali
(descrizioni di ambienti e
•arricchire le rilevazioni dirette,
situazioni). interpretare i risultati

Storici/temporali (narrazioni, •avviare riflessioni sul percorso di ricerca.


storie di vita, cronologie..).
PIANO DI ANALISI DATI QUALITATIVI

• Finalità di archiviazione, documentazioni, sistematizzazione….


• Analisi di contenuto, testuali, di discorso, conversazioni fino alla
Computrer-Assisted Analysis.
• Esplicitazione dei criteri guida di codifica e interpretazione dei dati
• Forza argomentativa
• Ricerca di omogeneità
INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI

 Tale momento è cruciale nel processo di ricerca dato che, essendo i


dati per loro natura carichi di teoria (theory laden),
 Un’errata interpretazione di quanto emerso dall’indagine empirica
potrebbe vanificare (anzi rendere dannosa, perché giunge a
conclusioni errate) tutta l’indagine.
 È qui che entra pesantemente in gioco il quadro teorico costruito
dal ricercatore (e il sua background conoscitivo ed esperienziale),
 Il quale consente di leggere l’evidenza empirica acquisita durante
l’indagine e di assegnare significato ai dati raccolti.
 Se l’evidenza empirica raccolta ed interpretata è compatibile con
l’ipotesi di partenza si dice che tale ipotesi è verificata.
STESURA DEL REPORT DI RICERCA ED INDICAZIONI
OPERATIVE

l'iter di una ricerca si conclude con un report di ricerca diretto al


committente o da pubblicarsi.
 Il rapporto di ricerca deve essere presentato in una forma quanto più
possibile comprensibile ad insegnanti ed educatori
 deve consentire la ricaduta sui contesti educativi dei risultati della ricerca

fine primario della ricerca in educazione