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APOLOGIA DELLA STORIA MARC BLOCH ( a cura di LUCIEN FEBVRE) Bloch nasce il 6 luglio 1886 a Lione, ebreo.

o. Suo padre, storico dellantichit il suo vero maestro. Dopo aver combattuto la 1 Guerra Mondiale, insegna. Linteresse per il passato nasce in lui dal senso e dalla sollecitudine della vita. Febvre afferma che voler separare in Marc Bloch lattivit del cittadino da quella dello storico, significherebbe erroneamente mutilare luomo e lopera. Caratterizza lo studio di Bloch il considerare la storia come una scienza umana. Oggetto di studio per lo storico devessere luomo con la sua mentalit. Quando scoppia la seconda Guerra Mondiale, Bloch padre di sei figli e insegnante della Sorbona, decide di non scappare e di restare dove si trova, fino a che non sar cacciato dalluniversit per via delle leggi razziali: si butter nella resistenza. Muore il 16 giugno 1944, trucidato dalla Gestapo, lasciando nel suo testamento spirituale unultima testimonianza dellamore per la sua patria, per la tradizione di cui si sente figlio. Apologia della storia scritto da Marc Bloch nel 1942, mai terminato; sar edito da Febvre. Punto di partenza di March Bloch la domanda sulla legittimit della storia; linteresse per il passato caratterizza la societ occidentale, ma nei momenti di crisi ci si domanda quale sia lutilit di questa ricerca. Bloch ci dice che il concetto di utilit pratica non coincide con il concetto di legittimit intellettuale di una ricerca. La storia non pu essere misurata in base alla sua utilit. Lo scopo della sua opera descrivere come e perch uno storico esercita il suo mestiere. La storia, per quanto antica come narrazione, invece in continua evoluzione se vista come un lavoro ragionato di analisi. Limpostazione degli studi storici oggi migliore: fino al XVII secolo si era convinti che la storia, come le altre scienze, dovesse portare a certezze, a leggi universali. Da questa convinzione si ricavavano due opposte tendenze: Alcuni studiosi cercavano di ricondurre la storia allideale scientifico, salvo non considerare tante realt umane non ascrivibili a tale principio. Altri studiosi classificavano la storia per la sua componente umana come non scientifica e quindi escludevano a priori che potesse dare certezze. Oggi al certo si sostituita la possibilit, alla misura il concetto di eterna relativit: in questo contesto la storia e le incertezze che porta con s, hanno preso un nuovo indirizzo, un inizio diverso. Ma Bloch non si sofferma pi di tanto su tale riflessione credendola pi consona ad un filosofo che ad un artigiano della storia, come egli stesso si definisce, senza pretese. LA SCELTA DELLO STORICO: davanti alla vastit del reale lo storico sceglie il suo oggetto di studio. E per questo che la parola storia trova specificazione nelle azioni dello storico. LA STORIA E GLI UOMINI: La storia per Bloch non un semplice studio degli eventi nel tempo, ma studio degli uomini, lunico soggetto che richiede lintervento della storia per essere compreso. IL TEMPO STORICO: Per lo storico il tempo una realt concreta in cui si verificano i fatti umani: continuit e mutamento del tempo costituiscono la difficolt affrontata dallo studioso per capire quali eventi possano essere messi in relazione di causa- effetto se pur diversi tra loro. (ES. comunismo/nazismo, il secondo per gli storici che sposano la teoria del secolo breve, viene visto come conseguenza del primo.) LIDOLO DELLE ORIGINI: La storia stata dominata dallossessione per le origini, inteso come un inizio che spiega. Ma nessun evento storico mai spiegato se si prescinde dal momento in cui avviene. Qualunque sia loggetto di studio si corre il rischio di confondere una filiazione con una spiegazione. LIMITI DELLATTUALE E DEL NON ATTUALE: Un tempo studiosi come LEIBNIZ rivendicavano lattualit del passato per la sua forza esplicativa. Oggi, a causa dei mutamenti soprattutto culturali, si pi portati a credere che per comprendere i problemi del presente, rimane utile solo quella fase poco lontana da noi e caratterizzata da una certa somiglianza con il presente. Il limite dellattuale diventa pi debole quando entrano in gioco sentimenti che legano presente e passato. (ES. nazionalismo italiano, sentimento patriottico dellunit dItalia.) COMPRENDERE IL PRESENTE MEDIANTE IL PASSATO: occorre sempre un confronto tra due realt che abbiano un minimo di condiviso, per non trascurare le creazioni sociali influenti sul presente, derivanti anche tra scambi di generazioni non contigue (nonno- nipote). Unesperienza isolata non pu fornire la sua auto- interpretazione. COMPRENDERE IL PASSATO MEDIANTE IL PRESENTE: Dalle conseguenze che viviamo nel nostro presente possiamo capire le cause del passato. Una delle facolt indispensabili allo storico linteresse per il presente e la capacit di apprendere ci che vive. Lattenzione per il solo passato di per s sterile. LOSSERVAZIONE STORICA: la conoscenza del passato e del presente DIRETTA, cio avviene attraverso tracce tangibili e interpretabili da noi stessi. Il passato si trasforma continuamente grazie ai progressi dellindagine storica, nonostante il passato sia visto come immobile e non modificabile. LE TESTIMONIANZE: Le testimonianze possono essere di due tipi: VOLONTARIE, come i testi scritti dagli storici per il pubblico e INVOLONTARIE come i reperti, i documenti. Le seconde risultano pi affidabili, perch non contengono errori indirizzati ai posteri e danno una migliore idea del contesto in cui sono state prodotte. Il lavoro dello storico quello di interrogare il passato e le sue tracce. La diversit delle testimonianze implica metodi di analisi diversi, i quali devono essere tutti in possesso dello storico. LA TRASMISSIONE DELLE TESTIMONIANZE: Il contenuto delle testimonianze determinante per guidare il lavoro dello storico ma casuale nel suo costruirsi. Strumento indispensabile per reperire testimonianze sono le fonti dellarchivio. Lassenza/presenza di testimonianze in archivio pu dipendere da problemi inerenti la loro trasmissione, legata al loro contenuto. Paradossalmente a volte sono le catastrofi ad assicurare la trasmissione di testimonianze. (ES. Pompei visibile grazie alleruzione del vulcano). ABBOZZO DI UNA STORIA DEL METODO CRITICO: Il metodo critico inizia a svilupparsi nel XVII secolo, dando senso alla parola DUBBIO, quale strumento di conoscenza e alla parola CRITICA, che diventa sinonimo di veridicit. Prima del metodo critico esistevano due atteggiamenti controproducenti entrambi:

Credulit Scetticismo programmatico Ma solo intorno al XIX secolo il metodo critico si perfeziona e ci sono ancora ricerche che si sviluppano senza una scelta ragionata sui punti dapplicazione e senza che al lettore vengano presentati risultati chiari. ALLA CACCIA DELLA MENZOGNA E DELLERRORE: Quando uno storico si trova davanti ad un falso creato appositamente, il suo compito di capire il motivo di tale creazione, che pu portare alla conoscenza di aspetti del contesto del tempo. La PSICOLOGIA DELLA TESTIMONIANZA, aiuta lo storico davanti ai falsi testimoni, parliamo di persone fisiche che possono confondersi per stanchezza o per emozione tradendosi. Non sono totalmente attendibili come testimoni nemmeno le societ. Molti falsi sono prodotto di una determinata atmosfera sociale per questo acquistano valore documentario. Spesso lerrore orientato in anticipo, cio coincide coi preconcetti della societ in cui si sviluppa: si pu quindi considerarlo lo specchio. Gli errori delle fonti possono essere accresciuti da: Trasmissione orale Comunicazione disordinata in momenti di crisi come guerre, o momenti di censura. SAGGIO DI UNA LOGICA DEL METODO CRITICO: La critica delle testimonianze si basa sulla psicologia delle testimonianze e sulla comparazione. Nella comparazione viene applicato il PRINCIPIO DI NON CONTRADDIZIONE AI DOCUMENTI: Verosimile = vero Identico = falso, indica che c stata una volont dimitazione altrimenti non possibile nella vasta variet della produzione umana di testi QUINDI ESISTE UNA SOMIGLIANZA CHE GIUSTIFICA E UNA CHE DISCREDITA. Il metodo comparativo ha dei limiti dovuti al principio di non contraddizione: Ogni novit inizialmente percepita come falso Non si considera che la coincidenza a volte storicamente possibile. La storia differisce dalle altre scienze del reale perch i gradi di probabilit sono pi sfumati. GIUDICARE O COMPRENDERE: il compito dello storico quello di comprendere il passato e non di dare un giudizio di valore. LA DIVERSITA DEI FATTI UMANI E LUNITA DELLE COSCIENZE: classificare i fatti umani equivale a mettere in luce le linee comuni utili alla spiegazione di un singolo fatto. Le classificazioni sono astrazioni intellettuali utili solo allo studioso per individuare il suo oggetto di studio, ma non appartengono alla realt. Ma non si deve mai perdere di vista lunit dellindividuo,quindi, una volta scomposta la realt in tanti elementi, per analizzarla, bisogna ricomporla descrivendo collegamenti interni e dinamicit. LA NOMENCLATURA: due sono le possibili scelte del linguaggio storico: Ricalcare il linguaggio del passato: ma le cose cambiano in fretta e ci comporta difficolt Viceversa accade anche che i nomi mutino nel tempo senza variazione di cose: accade per levoluzione della lingua o per il frazionamento sociale. Altro problema inerente al linguaggio per lo storico la TRADUZIONE. unoperazione difficile quando le categorie culturali di riferimento non sono condivise, in questo caso meglio conservare il termine originale. RAPPORTI CAUSA- EFFETTO: ricostruire tali rapporti un bisogno istintivo delluomo, ma ne consegue che la ricerca di tali nessi possa essere lasciata allistinto mentre, luso dei nessi causali come conoscenza storica, richiede incontestabilmente una presa di coscienza critica. Nel ragionamento storico gli antecedenti pi distanti rimangono sottointesi, essi sono a troppi fenomeni per meritare di apparire nella genealogia di qualcuno in particolare. La scelta che operiamo su comuni linee di forza non nientaltro che una scelta: c molto arbitrio nellidea di una causa per eccellenza, opposta alle semplici condizioni. Bisogna stare attendi che la ricerca della causa unica non si trasformi nellindividuazione di un responsabile e quindi nel giudizio di valore. Lo storico si limita a domandarsi perch? e accetta che la risposta non sia semplice. Indubbiamente i destini umani subiscono il peso del mondo fisico, ma unazione sempre orientata dalluomo e dalla sua mente. Si falserebbe gravemente il problema delle cause in storia se lo si riducesse a un problema di motivi: lerrore sta nellAPRIORISMO, cio acquisire quellipotesi in partenza, bisogna invece provarla. LE CAUSE IN STORIA NON SI POSTULANO SI CERCANO.