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Il brano è tratto dalla Costituzione degli Ateniesi, breve scritto polemico di

argomento politico di cui si ignora l’autore, e che fu per secoli attribuito a


Senofonte. Scritto nel periodo della guerra del Peloponneso, esso illustra
gli aspetti del regime democratico allora vigente ad Atene, evidenziando
una posizione fortemente critica, di matrice aristocratica. In questo brano
in particolare è evidenziato il trattamento permissivo nei confronti degli
schiavi e dei meteci (immigrati residenti nella polis ma privi della
cittadinanza, spesso con attività redditizie per lo più commerciali) e la
tolleranza della loro insolenza; di esso l’autore fornisce realisticamente una
spiegazione che risiede nelle necessità derivanti dal sistema di economia
della polis.

τῶν δούλων δ᾽ αὖ καὶ τῶν μετοίκων πλείστη1 ἐστὶν Ἀθήνησιν2 ἀκολασία3,


καὶ οὔτε πατάξαι4 ἔξεστιν αὐτόθι5 οὔτε ὑπεκστήσεταί6 σοι ὁ δοῦλος. οὗ δ᾽
ἕνεκέν7 ¹ ἐστι τοῦτο ἐπιχώριον ἐγὼ φράσω8. εἰ νόμος ἦν² τὸν δοῦλον ὑπὸ
τοῦ ἐλευθέρου τύπτεσθαι ἢ τὸν μέτοικον ἢ τὸν ἀπελεύθερον, πολλάκις ἂν
οἰηθεὶς9³ εἶναι τὸν Ἀθηναῖον δοῦλον ἐπάταξεν10 ἄν: ἐσθῆτά11 τε γὰρ οὐδὲν
βελτίων ὁ δῆμος αὐτόθι ἢ οἱ δοῦλοι καὶ οἱ μέτοικοι καὶ τὰ εἴδη 12 οὐδὲν
βελτίους εἰσίν.
¹Prolessi dell’interrogativa dipendente da φράζω.

²Protasi di periodo ipotetico dell’irrealtà, con indicativo di tempo storico

³ἂν οἰηθεὶς… ἐπάταξεν: οἰηθεὶς è participio aoristo di οἴω. I due ἂν sono in realtà uno solo, da accompagnare a
ἐπάταξεν che assume così valore di apodosi del periodo ipotetico.

1
πλεῖστος -η -ο:superlativo di πολύς molteplice, numerosissimo, più frequente, più diffuso, prevalente.
2
Ἀθήνησι(ν): avv. ad/in Atene.
3
ἀκολασία: (dal verbo κολάζω): “intemperanza, smoderatezza”, opposto a σωφροσύνη (Rocci); intemperanza, licenza
(GI).
4
πατάσσω: battere, percuotere, (in senso allargato) punire; attivo aoristo ottativo singolare terza.
5
αὐτόθῐ avv. proprio lì, qui, nel luogo stesso
6
ὑπεξίστημι: tirarsi indietro, ritirarsi, cedere il posto o il passo; mediopassivo futuro indicativo singolare terza.
7
ἕνεκα e ἕνεκε(ν): a che scopo? perché? PLAT. Prot. 310b; τὸ οὗ ἕ. la causa finale ARISTOT. Phys. 194a 27, al.
8
φράζω: spiegare, dichiarare, est. dire, esporre, riferire.
9
οἴομαι: articipio mediopassiva aoristo passivo maschile singolare nominativo
10
πατάσσω: percuotere; attivo aoristo indicativo singolare terza.
11
ἐσθής -ῆτος, ἡ: vestito.
12
εἶδος -εος: aspetto; neutro plurale nominativo.
La sfrontatezza degli schiavi e dei meteci è massima ad Atene, tuttavia lì
non è possibile punirli, e lo schiavo non cederà il passo davanti a te. Io
esporrò per quale motivo ciò è tipico del paese. Se fosse stabilito per legge
che uno schiavo o meteco o liberto può essere punito da uno libero, spesso
si percuoterebbe un cittadino ateniese, pensando che sia uno schiavo: là il
popolo non è affatto migliore nel modo di vestire, né schiavi e meteci sono
migliori nell’aspetto.
Se ci si meraviglia anche di questo, che là consentono agli schiavi di
vivere bene e talvolta anche nel lusso, anche questo potrebbe apparire che
lo facciano a ragion veduta. Dove infatti esiste una potenza navale, a causa
delle ricchezze è necessario essere schiavi dei servi (τοῖς ἀνδραπόδοις
δουλεύειν), per ragioni economiche perché io prenda i proventi dalle cose
prodotte dallo schiavo. Dove gli schiavi sono ricchi, allora non è più utile
che il mio schiavo ti tema. A sparta il mio schiavo ti teme, ma se il tuo
schiavo mi temesse (qui), correrebbe il rischio di dare il suo denaro per
non mettere a rischio la sua vita. […]
(διὰ τοῦτ᾽ οὖν ἰσηγορίαν καὶ τοῖς δούλοις πρὸς τοὺς ἐλευθέρους
ἐποιήσαμεν—καὶ τοῖς μετοίκοις πρὸς τοὺς ἀστούς, διότι δεῖται ἡ πόλις
μετοίκων διά τε τὸ πλῆθος τῶν τεχνῶν καὶ διὰ τὸ ναυτικόν: διὰ τοῦτο οὖν
καὶ τοῖς μετοίκοις εἰκότως τὴν ἰσηγορίαν ἐποιήσαμεν.)
Dunque, per questo motivo abbiamo concesso agli schiavi diritti pari a
quelli degli uomini liberi, e ai meteci diritti pari a quelli dei cittadini,
perché la città ha bisogno di meteci, per il grande numero di mestieri e per
la flotta; per questo motivo dunque abbiamo concesso opportunamente
piena libertà anche ai meteci.

1) Individua i passaggi e le espressioni che sottolineano maggiormente


la condizione privilegiata degli schiavi e dei meteci nella polis di
Atene, evidenziando anche gli elementi lessicali e retorici che
enfatizzano il concetto, e spiegando in particolare il senso
dell’espressione apparentemente paradossale “τοῖς ἀνδραπόδοις
δουλεύειν”. (massimo 12 righi)
2) Quale posizione dell’autore emerge dal passo, rispetto al trattamento
riservato ai mitici e gli schiavi di Atene? Quale spiegazione ne offre?
(massimo 10 righi)

3) L’età della democrazia ateniese vede una notevole fioritura letteraria,


in cui spesso si manifesta, in modo diretto o implicito, la posizione
dell’autore rispetto a questa forma di governo. Prova a citare alcuni
testi o autori che ne esprimono da una parte l’esaltazione, dall’altra la
critica negativa. (massimo 12 righi)