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Filodemo de morte IV, 38 e Seneca Ep. 101, 4 ss.

s. Author(s): Luigi Alfonsi Reviewed work(s): Source: Aegyptus, Anno 36, No. 1 (GENNAIO-GIUGNO 1956), pp. 27-28 Published by: Vita e Penseiro Pubblicazioni dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore Stable URL: http://www.jstor.org/stable/41215567 . Accessed: 17/04/2012 05:55
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Filodemo de morte IV, 38 e Seneca Ep. 101, 4 ss.


M. Gigante (Sa/ frammento Recentemente tragico presso Filodemo De Morte IV, 38, in Dioniso 1955, pp. 42-47) ha indicata la possibilit che Orazio - magari attraverso Filodemo - mostri conoscenza del frammento tragico ellenistico Nauck2, Fragm. adesp. 127, 866. p. Specialmentequi interessal'immagine della Necessit, di Xpscv che toglie le lunghe speranze (secondo la citazione libera di Filodemo) [aipofAsvov : e ritornain mente ^ Xpsciv Orazio I, 4, 15 vitae summabrevis spem nos vetatinchoarelongam. 6-7, et spatio brevispem longam reseces. Di solito dai commentatori (1) (si veda ad es. O. Tescari, in Orazio, / Carmi,Torino 19393, p. 28 ad loc.) si ricordala espressionedi Seneca, che non si Ep. 101, 4 quanta dementiaest spes longas inchoantium, nega possa essere stata attintaad Orazio (si veda anche a p. 134 n. 10 dell'edizione delle Epistulae Morales, a cura di A. Beltrami,volumen alterum,Romae, 1931). Ma tra il passo greco e Seneca ci sono altre consonanze: cominciamodal plurale spes longas (ma pur ammesso che sia determinato dal fattoche si parla di pi persone,lo stesso varrebbe per Orazio I, 4, 15, spem nos vetatinchoarelongam,dove per lo meno a Sestio oltre che al poeta stesso). Poi il motivo della ci si riferisce stoltezza: quam stultumest,., e quanta dementiaest in Seneca, e nel tragico, ai vv. 4/5 . . . cppoauva nonch toTavTey-[atp[/.evot, / il concetto generale di Filodemo nel commentareil passo, col. 38, rr. 3, ss. (2). Per di pi l'antitesiche manca in Orazio tra il grande affaccendarsi e il rapido,improvvisocedere alla necessit (stat quidem terminus nobis ubi inexorabilisfatorumnecessitas fixit, ep. 101, 7 ed ancora poco primaquid autemstultiusquam . . .) : cos in Seneca efficacis: quam stultumest aetatem disponere ne crastini quidem simamente dominm ! Ed in Filodemo,1. cit.,si parla proprio di coloro che vivono Fumana vita come stranieri, al punto che stabiliscono di passare tanti anni ad Atene,tanti. . ., tanti. . ., ed i rimanenti ... ma improvvisa tacita etitvtv vB'pwTttvov s'avanza (svtoi'outw, o c'ov 7>).;, ^uXooi avov, x.a tv <piXo<7o<petv &< xx ^ Stj ^syoj/ivcov, (1) Si veda ancheQ. Pasquali, Orazio lirico.Firenze1920,p. 713 e ss. da cui attingiamo : Herculanensium volumi num. (2) L'edizione quae superColi. Ili, Tomo I, a curadi D. Bassi, Milano1914,pp. 55-6. sunt,
Ed il motivo della lunga speranza da troncare ancora in I, 11,

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FILODEMO DE MORTE IV, 38 E SENECA EP. 101, 4 SS.

v ........ Se..., 'ASowjet <0aev stvi StaTpei<J/etv S ... Se Ioi7c. . . a<pvw . . . S'zxvtov ^ ) E cos nel frammento : ... cporva
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(t) S'aj/.<ptaXXei (Xpeeiv) (vv. 4 - 6 ed. Gigante). Tayrcouv Non basta: tra le attivit in cui di solito si esplica Fumana stoltezza Seneca ricorda aedificabo: ed altrettanto nel tragico: <ppovei3'7cep: 3 4 come (vv. ) per emani senechiano si / Swv xXXo(/.svob SfjLou; dal confrontare frammento pu sempre tragico: (cpovstxe) / v.od 1 2). [/.syXtov poupa(vv. Al passo filodemeo rimanda anche strutturalmente in Seneca la stoltezza del proposito di edificare,comprare ecc. per poi riposare: emam aedificabo, credam exigam, honores geram (e questo tratto et castrensium laboram tipico romano,come pure sotto al 6 militiam tarda manupretia,procurations officiorumque per officia processus), turn deindelassam et plenm senectutem in otiumreferam.E si ricordino In Filodemo appunto gli anni assegnati al soggiorno ad Atene,gli altri per visitareil mondo, gli altri per insegnare,infinei rimanenti ( Ss e amici ([ tv yvcopuwv) che varlonzi) per vivere con i famigliari rebbe ad un dipresso il passar tranquillo la vecchiaia. Alla medesima serie di idee si allinea anche il 6 della stessa Epistola di Seneca : navigatones longas et pererratis litoribus alienis seros in patriam . . . cum interimad latus mors est: e Filodemo:., reditus proponimus tanti anni per visitarela Grecia ecc. o' acpavTOv ... Xpscov. acpvo) Trpodea Abbiamo trovato quindi nello stesso testo senechiano una corrispondenza di concetti e di immagini e talvolta anche di parole con il passo di Filodemo e col frammento tragico da lui citato. Non si tratta di immaginiraccattate qua e l, ma di un organico e completo svolgimento.Che Seneca abbia tenuto presenteOrazio indiscutibile(basterebbe Vinchoare /): che abbia proprio conosciuto l'ignoto tragico e Fllodemo possibile,ma non fuoridi discussione.Meglio forse pensare a ttzoidiatribicicomunialle scuole filosofiche, centratisul grande tema della morte.E nello svolgimentodel luogo comune non sar mancata anche qualche reminiscenza letteraria,come sono presenti sviluppi personali e tradizionie costume romano (1). Luigi Alfonsi in rapporto a Properzio L. Alfonsi, (1) Si veda anchesul passo filodemeo 1956,pp. 367-8. diatribici in Properzio, in Convivium Spunti