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ISTITUTO MOD.QAS.030 Rev. 004 PRT.PSSAL.

005
ZOOPROFILATTICO
SPERIMENTALE DELL’UMBRIA PROCEDURA OPERATIVA
E DELLE MARCHE
TECNICA METODO NORMATO DI SISTEMA Pagina 1 di 15

CAMPIONAMENTO SUPERFICI

METODO ORIZZONTALE PER IL CAMPIONAMENTO DA SUPERFICI


MEDIANTE TAMPONI E SPUGNE
[ISO 18593: 2018]

QUESTO DOCUMENTO E’ DI PROPRIETA’ DELL’ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELL’UMBRIA E DELLE


MARCHE E NE E’ VIETATA LA RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE NON AUTORIZZATA
IL POSSESSORE E’ RESPONSABILE DEL SUO IMPIEGO, DELLA RISERVATEZZA E DELLA CONSERVAZIONE.

MOTIVO DELLA REVISIONE

Si è proceduto ad una revisione della procedura al fine di adeguare i contenuti alla norma ISO 18593:2018

APPROVATO: VERIFICATO AUTORIZZATO


REDATTO DA DATA N. REVISIONE
Resp. Art. Org. QA DG
A.Petruzzelli F.Tonucci M.Capuccella S.Severini 08.10.2018 002

SPAZIO RISERVATO AL RESPONSABILE DELL’ARTICOLAZIONE ORGANIZZATIVA PER ATTESTARE


L’AVVENUTA DISTRIBUZIONE DEL PRESENTE DOCUMENTO
DATA FIRMA
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ELENCO REVISIONI PRECEDENTI

REVISIONE NUMERO DATA MOTIVO DELLA REVISIONE


000 13.09.2011 N.A.
001 01.10.2014 Si è proceduto ad una revisione della procedura al fine
di adeguare il format alla nuova revisione del
MOD.QAS.030 inoltre è stato inserito un nuovo
sistema di rilevazione delle temperature di trasporto
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INDICE

1. SCOPO......................................................................................................................... 4

2. CAMPO DI APPLICAZIONE ......................................................................................... 4

3. TERMINI, DEFINIZIONI, ABBREVIAZIONI .................................................................. 4

4. RIFERIMENTI ............................................................................................................... 5

5. PRINCIPIO ................................................................................................................... 6

6. RAPPRESENTAZIONE SCHEMATICA DEL PROCEDIMENTO ................................. 6

7. REAZIONI ..................................................................................................................... 6

8. MODALITÀ OPERATIVE .............................................................................................. 6

9. ESPRESSIONE DEI RISULTATI ................................................................................ 12

10. RAPPORTO DI PROVA ............................................................................................. 13

11. ARCHIVIAZIONE ....................................................................................................... 13

12. RESPONSABILITA’ ................................................................................................... 13

13. ALLEGATI .................................................................................................................. 13


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1. SCOPO

Questa procedura descrive le modalità operative di campionamento delle superfici degli


ambienti alimentari mediante tamponi e spugne al fine di rilevare la presenza o il numero
di microrganismi vitali, come batteri patogeni e non o lieviti e muffe.
Definisce inoltre le responsabilità del personale coinvolto.

2. CAMPO DI APPLICAZIONE

La procedura operativa si applica al campionamento e trasporto di materiale prelevato da


superfici in ambienti alimentari e attrezzature di lavorazione degli alimenti mediante le
modalità previste dai punti 7 e 8 della norma ISO 18593:2018 (Microbiology of the food
chain–Horizontal method for surface sampling), escluso il punto 7.5.2 (piastre da contatto).

Questa procedura non si applica alla validazione delle procedure di pulizia e disinfezione.

Questa procedura non si applica alle tecniche di campionamento su campioni della


produzione primaria, per le quali si rimanda alla ISO 13307. Per il campionamento su
carcasse si rimanda alla ISO 17604. Per le tecniche di campionamento per l’analisi di
norovirus e virus dell’epatite A si rimanda alla ISO 15216-1.
Questa procedura non riporta consigli sulla frequenza di campionamento, il numero di
punti per il campionamento o la necessità di turnazione di tali punti, poiché questi aspetti
verranno decisi caso per caso.

NOTA Nel piano di campionamento allegato alle convenzioni stipulate tra l’IZSUM e gli
Utenti pubblici o privati o nell’ambito di documenti all’uopo predisposti, vengono indicate le
procedure tecniche o le determinazioni richieste correlate al campionamento effettuato.

3. TERMINI, DEFINIZIONI, ABBREVIAZIONI

Ambiente alimentare: qualsiasi superficie a contatto con il prodotto alimentare o atta a


rappresentare la sorgente di contaminazione o ricontaminazione, per esempio materiale,
locali, operatori.

Delimitatore di superficie/area o sagoma: materiale resistente alla corrosione (ad


esempio uno scheletro in acciaio inossidabile che racchiude un’area di 20-100 cm2) che
possa essere facilmente pulito e sterilizzato, oppure materiale monouso, con il quale è
possibile delimitare una superficie di area nota.

Frigorifero portatile/borsa termica: contenitore isolato termicamente che consente di


mantenere i campioni a bassa temperatura durante il trasporto in laboratorio.

Sistema Evisense: è un sistema costituito da un Data Logger munito di sonda per la


registrazione automatica di temperatura, con funzionamento ad onde radio e con
interfaccia di lettura installata sul PC.
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Spugna: superficie assorbente sterile, con o senza manico, priva di sostanze inibitorie,
impacchettata singolarmente in involucri di plastica sterili, utilizzata per il campionamento
di ampie superfici (≥ 100 cm2).

Tampone: asticella, contenuta in tubo o involucro, costituita ad un’estremità da cotone o


materiale sintetico (come alginato o rayon) sterile.
Il materiale utilizzato deve essere documentato come sterile e privo di sostanze inibitorie,
e protetto singolarmente.

4. RIFERIMENTI

I seguenti documenti sono citati nel testo e il loro contenuto costituisce in tutto o in parte
requisito di questa procedura. Per i riferimenti indicati di seguito provvisti di data, si applica
solo l’edizione indicata; negli altri casi si applica l’edizione più recente, comprese eventuali
modifiche.
4.1 Regolamenti tecnici e norme collegate
ISO 18593/2018: “Microbiology of the food chain–Horizontal method for surface
sampling”
ISO 6887-1: “Microbiologia della catena alimentare - Preparazione dei campioni di
prova, sospensione iniziale e diluizioni decimali per analisi microbiologica- Parte 1:
Regole generali per la preparazione della sospensione iniziale e delle diluizioni
decimali.”
ISO 6887-5 “Microbiologia di alimenti e mangimi per animali - Preparazione dei
campioni di prova, della sospensione iniziale e delle diluizioni decimali per l’analisi
microbiologica - Parte 5: Regole specifiche per la preparazione di latte e prodotti
derivati”
ISO 7218: “Microbiologia dei prodotti alimentari e degli alimenti ad uso zootecnico-
requisiti generali e linee guida per esami microbiologici”.
ISO 11133: “Microbiologia di alimenti, mangimi per animali e acqua - Preparazione,
produzione, immagazzinamento e prove di prestazione dei terreni colturali”

4.2 Procedure collegate


PRQ.006: “Gestione delle apparecchiature di misura e prova”
PRQ.007: “Manutenzione delle apparecchiature di misura e prova”
PRQ.008: “Taratura delle apparecchiature di misura e prova”
PRQ.014 “Gestione dei controlli in regime di convenzione con Enti Pubblici e
Privati”.
PRQ.021 “Gestione dei Campionamenti derivanti dalle attività di Autocontrollo”
PRT.PGACREF.001 “Movimentazione dei campioni”.
PRQ.QAS.018 “Gestione delle non conformità’ e delle azioni correttive e
preventive”.
PRQ.QAS.005: “Gestione e smaltimento dei rifiuti”
PRQ.S.001: “Rischio biologico”
PRT.ANMICALI.035: “Decontaminazione microbica dei laboratori”
PRT.PGTECO.004: “Modalità di produzione dei terreni colturali”
PRT.PGTECO.005: “Modalità di gestione dei terreni colturali”
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4.3 Modulistica collegata


MOD.Q.028: “Scheda di prelievo in regime di autocontrollo presso impresa
alimentare”.

5. PRINCIPIO

Il campionamento ha lo scopo di valutare i livelli di contaminazione microbica delle


superfici negli ambienti della catena alimentare, al fine di implementare azioni correttive
volte ad evitare la contaminazione microbica degli alimenti. Programmi o tecniche di
campionamento inefficaci possono portare alla mancata rilevazione dei microrganismi, se
presenti.
Questa procedura fornisce raccomandazioni sui luoghi e le aree da sottoporre a
campionamento e sulla tempistica migliore per il campionamento stesso.
In base all’attrezzatura e al microrganismo da ricercare o numerare, la determinazione
della contaminazione microbica superficiale viene condotta tramite campionamento della
superficie e analisi secondo specifici standard.

6. RAPPRESENTAZIONE SCHEMATICA DEL PROCEDIMENTO

Non applicabile

7. REAZIONI

Non applicabile

8 MODALITÀ OPERATIVE

8.1 Condizioni ambientali

Non applicabile

8.2 Misure di sicurezza

Nell’esecuzione della presente procedura applicare i livelli di contenimento previsti nella


PRQ.S.001. Per lo smaltimento del materiale utilizzato seguire quanto descritto nella
PRQ.QAS.005.

8.3 Materiali

Delimitatori di superficie sterili monouso o riutilizzabili


Forbici sterili
Guanti sterili
Pinze sterili
Sacchetti sterili
Spugne sterili
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Spugne sterili preinumidite


Tamponi sterili
Salviette sterili inumidite con alcol.
Contenitori (bottiglie, tubi o fiasche) sterilizzabili per lo stoccaggio dei terreni di coltura
Tubi vuoti (per tamponi a secco)
Borsa termica o altro contenitore isolato per il trasporto di campioni in condizioni di
refrigerazione (frigorifero portatile)

(NOTA: per alcuni tipi di superficie i residui di cotone dei tamponi possono contaminare le
parti interne di tali superfici a seguito del campionamento)

Materiali “usa e getta” sono un’accettabile alternativa alla vetreria riutilizzabile, se dotati di
specifiche tecniche simili.

8.4 Apparecchiature

Frigorifero per trasporto (+5 -4/+3°C)


Frigorifero stoccaggio (in attesa di prova) (+3 ± 2°C)

Per la gestione, manutenzione e taratura delle apparecchiature attenersi a quanto indicato


nelle PRQ.006, PRQ.007 e PRQ.008.

8.5 Reagenti e Soluzioni di lavoro

8.5.1 Neutralizzanti

Nel caso in cui il campionamento riguardi superfici sanificate e si preveda la presenza


di residui di disinfettanti, al fine di prevenire l’effetto inibitorio sullo sviluppo dei
microrganismi, è necessario prima del campionamento aggiungere al diluente del
tampone uno o più neutralizzanti appropriati o utilizzare una spugna preinumidita con
soluzione neutralizzante.

Non aggiungere neutralizzanti al diluente se non si sospetta la presenza di disinfettanti


residui; tali composti utilizzati per attenuare i disinfettanti possono avere un lieve
impatto negativo sui batteri, ed è probabile che tale effetto sia maggiore se le cellule
sono stressate.

Non esiste un “neutralizzante universale” adatto a tutte le situazioni; alcuni esempi di


neutralizzanti sono indicati nell’Allegato A.

8.6 Materiali di Riferimento

Non applicabile

8.7 Campioni di riferimento

Non applicabile
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8.8 Terreni colturali

In generale il diluente da utilizzare nel campionamento può essere:


• Acqua Peptonata Tamponata (BPW) sterile
• Soluzione Sale Peptone (PS) (come specificato nella ISO 6887-1)

A tali diluenti se necessario è possibile aggiungere neutralizzante/i (Soluzione sale


Peptone con neutralizzante SPN)

Nota: Per la composizione dei terreni colturali si rimanda alle specifiche schede tecniche
consultabili sul sito web dell’Istituto.

I terreni sono preparati e gestiti in conformità a quanto descritto nelle PRT.PGTECO.004 e


PRT.PGTECO.005. Per l’utilizzo dei terreni attenersi alle indicazioni riportate nella ISO
7218. Per i test di performance dei terreni attenersi a quanto riportato nella ISO 11133.

8.9 Campionamento

8.9.1 Generale

I luoghi e le aree da sottoporre a campionamento, le tempistiche e le tecniche


dovrebbero essere selezionati in base al rischio, e dovrebbero indirizzarsi verso le
superfici con più alta probabilità di rilevare contaminazioni durante la lavorazione degli
alimenti, sia nel caso si monitori il livello di igiene di specifiche fasi produttive o l’intero
processo. È opportuno mantenere sempre la stessa modalità operativa per
campionamenti di routine in modo da permettere la valutazione dell’andamento dei
dati.

8.9.2 Punti di campionamento

I microrganismi sono presenti su superfici visivamente pulite, ma più frequentemente


si ritrovano in luoghi umidi e sporchi in cui i batteri possono crescere e persistere.
Punti difficili da raggiungere, quali fori o fessure in attrezzature fibrose, porose o difficili
da pulire, materiali cavi e soggetti a ruggine, sono potenziali siti di contaminazione che
andrebbero campionati.
Può risultare difficile raggiungere particolari punti in cui si puà depositare del cibo; in
tal caso potrebbe essere necessario smontare l’apparecchiatura.
La scelta del punto di campionamento deve essere fatta in base allo storico dei dati
relativi ad ognuno dei punti possibili e in seguito all’esame di ogni fase dell’intero
processo.

Di seguito si indicano esempi di potenziali punti di campionamento.


- Superfici non a contatto con gli alimenti: tubature di scarico, pavimenti, pozzetti
per lo scarico dell’acqua su pavimento, attrezzi per la pulizia, aree di lavaggio,
bilance da pavimento, tubi di gomma, cilindri cavi per i trasporti, trasportatori,
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struttura delle attrezzature, pannelli interni delle attrezzature, vasche di raccolta


condensa, carrelli elevatori, carrelli a mano, carrelli merci, ruote dei carrelli,
secchi dell’immondizia, congelatori, macchine per la produzione del ghiaccio,
ventole di raffreddamento di condensatori, grembiuli, pareti, soffitti, punti freddi
in cui l’acqua si condensa, isolamento umido nelle pareti o intorno alle tubature,
unità refrigeranti, guarnizioni di gomma di porte (specialmente nei frigoriferi),
aspirapolveri, maniglie di porte e rubinetti.
- Superfici a contatto con alimenti: nastri trasportatori, affettatrici, taglieri,
cubettatrici, tramogge, sminuzzatori, frullatori, pelapatate, macchine di
assemblaggio, attrezzature di farcitura e confezionamento, contenitori, altri
utensili, guanti e mani.

8.9.3 Area di campionamento

Identificare una specifica area della superficie da analizzare.


Il campione deve essere rappresentativo della superficie testata e non deve aver
subito modifiche durante il campionamento e trasporto o a causa di residui di
disinfettanti.
L’area in oggetto può non sempre essere definita numericamente; in tal caso riportare
una descrizione chiara dell’area di campionamento.
Se, al contrario, l’area è definita da un numero, seguire quanto riportato
successivamente.
Per quanto riguarda l’identificazione (presenza/assenza) di microrganismi su superfici
accessibili, l’area totale del campionamento deve essere la più ampia possibile per
incrementare la probabilità di ritrovamento del microrganismo. A tal proposito, si
raccomanda, quando possibile, di campionare un’area compresa tra 1000 e 3000 cm2
(cioè tra 0,1 e 0,3 m2).
In caso di campionamento per la numerazione di microrganismi, l’area non deve
essere necessariamente così ampia ma può essere ad es. ≤ 100 cm2.

8.9.4 Tempistica di campionamento e frequenza

Il campionamento può essere eseguito durante/dopo la produzione oppure in seguito


a pulizia e disinfezione.

La tempistica di campionamento deve essere specificata nel piano di campionamento


di ciascun produttore, in base agli scopi del campionamento stesso.

La rilevazione di certi microrganismi può risultare difficile se i campioni sono prelevati


immediatamente o poco dopo la pulizia e disinfezione; le cellule potrebbero essere
ancora vitali ma non coltivabili, come conseguenza del danno causato dagli agenti
chimici impiegati nella disinfezione, pertanto la loro presenza potrebbe non essere
facilmente osservabile. Per incrementare la probabilità di individuare tali germi, il
campionamento dovrebbe essere effettuato durante il processo produttivo (dopo
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almeno 2 ore dall’inizio della produzione oppure al termine delle sessioni di


produzione cioè prima delle operazioni di pulizia e disinfezione).

Se il campionamento non viene eseguito quotidianamente, non dovrebbe essere


eseguito nel/negli stesso/i giorno/i della settimana.
Può essere opportuno prelevare campioni di superficie in seguito a riparazioni della
strumentazione, implementazione e incremento della capacità produttiva poiché questi
fattori possono aumentare il rischio di contaminazione microbica.

Il campionamento deve essere eseguito frequentemente nelle aree in cui l’alimento è


esposto alla contaminazione; potrebbe essere comunque interessante campionare,
con minore frequenza, le aree in cui non è esposto a contaminazioni (aree di
stoccaggio).

8.9.5 Tecniche di campionamento

Per il campionamento di aree piccole difficili da raggiungere (≤ 100 cm2), utilizzare


tamponi sterili

Per il campionamento di aree ampie (> 100 cm2), utilizzare spugne sterili

Il campionamento può essere eseguito con o senza l’utilizzo del delimitatore.

- prelievo con delimitatore: da utilizzare per superfici piane, sufficientemente ampie e


lisce; l’area della superficie che deve essere esaminata viene identificata con un
delimitatore sterile di superficie nota. L’area del delimitatore espressa in cm2, verrà
riportata nella “Scheda di prelievo” (MOD.Q. 028).

- prelievo senza delimitatore: da utilizzare generalmente per superfici non piane o non
sufficientemente ampie, sulle quali non è possibile l’uso del delimitatore. La superficie
campionata dovrà essere rappresentativa dell’utensile.
Il prelievo farà riferimento al tampone/spugna e non alla superficie; tale informazione è
riportata nella “scheda di prelievo” (MOD.Q. 028).

Dopo il campionamento, se necessario, la superficie va pulita e/o disinfettata, per


evitare che tracce di nutrienti, umidità, elementi fisici e chimici derivanti dal
campionamento stesso rimangano sulla superficie campionata. A tal scopo si possono
utilizzare salviette sterili inumidite con alcol.

8.9.5.1 Metodo con tampone

I tamponi sterili andrebbero utilizzati per il campionamento di aree piccole (≤ 100 cm2),
difficili da raggiungere (ad es. cilindri cavi o alloggiamenti di motori).
Si raccomanda l’utilizzo di un delimitatore per evitare il trasferimento di contaminanti
e/o composti disinfettanti. L’ampiezza dell’area campionata deve essere nota e il
punto di prelievo ben descritto.
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Nel caso in cui l’area da campionare sia umida, si può utilizzare un tampone a secco,
a meno che non siano necessari neutralizzanti.
Nel caso in cui l’area sia asciutta si può utilizzare un tampone umido.
• Rimuovere il tampone dalla confezione sterile.
o Nel caso di utilizzo del tampone secco (quindi superficie umida) campionare
la superficie da esaminare.

o In caso di tampone umido (o tampone secco da inumidire con diluente)


(quindi superficie asciutta), inumidire la parte di cotone del tampone
immergendolo in una provetta contente il diluente/neutralizzante. In
particolare considerare l’SPS-neutralizzante per superfici sanificate, Premere
il cotone del tampone contro la parete della provetta per rimuovere l’eccesso
di liquido.

• Appoggiare la punta del tampone asciutto o inumidito sulla superficie da analizzare


e strofinare un’area stimata ad es. ≤ 100 cm2 ruotando il tampone tra il pollice e
l’indice in due direzioni tra loro perpendicolari.
o Per superfici piatte il campionamento va eseguito orizzontalmente e
verticalmente, ad es. 10 volte in ciascuna direzione.
o Per piccole superfici difficili da raggiungere assicurarsi di effettuare il prelievo
sull’intero punto di campionamento, incluso fessure, aperture, punti di
connessione, ecc.
• Riporre il tampone nella provetta vuota (tampone a secco) o contenente il
diluente/neutralizzante (tampone umido) e rompere l’asta in modo asettico (è
possibile utilizzare forbici sterili).
• Infine richiudere la provetta e assicurarsi che resti chiusa (e che mantenga l’umidità
del tampone, se è il caso) fino all’analisi.
• Indentificare in modo univoco la provetta.
• Indicare nel foglio di prelievo l’eventuale quantità di diluente presente nella provetta
in cui è stato riposto il tampone.

8.9.5.2 Metodo con spugna

Le spugne sterili devono essere utilizzate per campionare superfici ampie (> 100 cm2).
A differenza dei tamponi, possono essere strofinate più vigorosamente e possiedono
un’area altamente assorbente.

o In caso di superfici umide, si utilizza per il campionamento una spugna a secco,


a meno che non siano necessari neutralizzanti.

o Nel caso in cui l’area sia asciutta si può utilizzare una spugna precedentemente
inumidita con una quantità sufficiente di diluente/neutralizzante, senza eccessi.

• Aprire la confezione della spugna.


• Rimuovere asetticamente la spugna, ad es. con pinze sterili e/o con guanti sterili,
oppure afferrare la spugna attraverso la sua confezione e rovesciare la busta
stessa sopra la mano.
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• Campionare la superficie da analizzare in due direzioni perpendicolari, esercitando


con la spugna una pressione costante e uniforme e cambiando il lato della spugna.
Assicurarsi che l’intera superficie venga campionata.
• Riporre la spugna in un sacchetto sterile nuovo e, in caso di spugne umidificate,
assicurarsi che la spugna all’interno rimanga umida fino al momento dell’analisi.

Se sono necessari neutralizzanti, nel caso in cui la spugna non sia già preinumidita
con essi, subito dopo il campionamento strizzare la spugna e lasciarla in ammollo
nel diluente con i neutralizzanti affinché reagiscano completamente con gli agenti
sanificanti.
• Chiudere il sacchetto in modo tale da evitare perdite e contaminazione crociata.
• Indentificare in modo univoco il sacchetto.
• Indicare nel foglio di prelievo la quantità di diluente presente nella spugna.

Le frequenze di campionamento, il numero di campioni e/o la tipologia delle prove da


effettuare sono riportate nel piano di campionamento allegato alle convenzioni stipulate
tra l’IZSUM e gli Utenti pubblici o privati o nell’ambito di documenti all’uopo predisposti.
Al momento del campionamento, il personale incaricato del prelievo deve compilare la
“Scheda di prelievo” (MOD.Q.028).

8.10 Trasporto e Stoccaggio

I campioni dovrebbero essere preferibilmente refrigerati prima di essere posti in un


contenitore isolato per il trasporto, e trasportati ad una temperatura compresa tra 1°C e
8°C.
I campioni devono essere inviati ai laboratori di competenza nel rispetto della
PRT.PGACREF.001.

Il tempo che intercorre tra il campionamento l’analisi deve essere il più breve possibile.
I campioni devono essere analizzati preferibilmente entro 24 h dal campionamento;
qualora ciò non sia possibile, al ricevimento in laboratorio i campioni devono essere
mantenuti a 3°C ± 2°C per un massimo di 48 h dal campionamento.

9. ESPRESSIONE DEI RISULTATI

Si rimanda alle relative procedure tecniche

9.1 Validazione del metodo di prova ed incertezza di misura

Si rimanda ai DV delle relative procedure tecniche


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10. RAPPORTO DI PROVA

Nel rapporto di prova emesso andranno riportate le seguenti informazioni:

− Data di inizio analisi e metodo di prova utilizzato, con riferimento alla normativa ISO
18593;
− identificazione del punto di campionamento e attrezzatura utilizzata per il prelievo;
− data e ora del campionamento;
− l’identificativo dall’operatore che ha effettuato il campionamento;
− dettagli di eventuali avvenimenti che potrebbero avere influenzato il/i risultato/i
analitici;
− tutte le informazioni necessarie alla completa identificazione del campione;
− i risultati ottenuti, espressi in accordo con la superficie campionata (dimensione o
denominazione).

11. ARCHIVIAZIONE

Non applicabile

12. RESPONSABILITA’

Il Responsabile dell’articolazione organizzativa deputata all’applicazione della procedura


ha la responsabilità di:
• garantire la corretta applicazione della presente procedura;
• affidare l’esecuzione della presente procedura a personale opportunamente addestrato;

Il personale incaricato di applicare la presente procedura ha la responsabilità di:


• garantire che tutte le operazioni di prelievo, trasporto e consegna del campione in
Accettazione siano svolte nel rispetto della presente procedura.

13. ALLEGATI

Allegato A
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Allegato A. Neutralizzanti (Informativa)


NOTA BENE: i composti che neutralizzano l’attività antimicrobica residua dei
disinfettanti chimici e antisettici devono essere validati in accordo con le
prescrizioni dello standard appropriato (ad esempio EN 13697).

La lista riportata in Tabella A.1 intende fornire esempi e non è esaustiva (EN
1276:2009, Annex B).
Altre miscele di neutralizzanti potrebbero essere richieste per prodotti contenenti più
agenti antimicrobici.
Le concentrazioni dei diversi composti neutralizzanti o dei neutralizzanti come tali
potrebbero non essere adeguati a neutralizzare alte concentrazioni di prodotti.

Tabella A.1 – Esempi di neutralizzanti


Agenti chimici in grado di
Esempi di neutralizzanti
Agente antimicrobico neutralizzare l’attività
adattia
antimicrobica residua
- Polisorbato 80, 30 g/l +
saponina, 30 g/l + lecitina,
3 g/l
Lecitina, Saponina,
Composti dell’ammonio Polisorbato 80, Sodio - Polisorbato 80, 30 g/l +
sodio dodecil solfato, 4 g/l
quaternario e ammine dodecil solfato, condensati + lecitina, 3 g/l
lipidiche ossietilenici di alcoli lipidici
(surfattanti non-ionici)b - Condensati ossietilenici di
alcoli lipidici, 3 g/l +
lecitina, 20 g/l + polisorbato
80, 5 g/l.

Lecitinac, Saponina, - Polisorbato 80, 30 g/l +


Biguanidi e composti simili saponina, 30 g/l + lecitina,
Polisorbato 80 3 g/l

Sodio tiosolfatod - Sodio tiosolfato, da 3 g/l a


Composti ossidanti (cloruri, 20 g/l + Polisorbato 80, 30
ioduri, perossido di Catalasi o perossidasi [per g/l + lecitina, 3 g/l
idrogeno, acido peracetico, perossido di idrogeno o - Polisorbato 80, 50 g/l +
ipocloriti, ecc.) prodotti che rilasciano catalasi, 0,25 g/l + lecitina,
perossido di idrogeno]e 10 g/l
- Polisorbato 80, 30 g/l +
lecitina, 3 g/l + L-istidina, 1
g/l (o glicina, 1 g/l)
Aldeidi L-istidina o glicina - Polisorbato 80, 30 g/l +
saponina, 30 g/l + L-
istidina, 1 g/l (o glicina, 1
g/l
MOD.QAS.030 Rev. 004
ISTITUTO PRT.PSSAL.005
ZOOPROFILATTICO
PROCEDURA OPERATIVA
SPERIMENTALE DELL’UMBRIA Rev. 002
E DELLE MARCHE TECNICA METODO NORMATO DI SISTEMA
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CAMPIONAMENTO SUPERFICI

Agenti chimici in grado di


Esempi di neutralizzanti
Agente antimicrobico neutralizzare l’attività
adattia
antimicrobica residua

Fenoli e composti correlati: - Polisorbato 80, 30 g/l +


ortofenilfenolo, lecitina, 3 g/l
Lecitina, Polisorbato 80,
fenossietanolo, triclosan, condensati ossietilenici di - Condensati ossietilenici di
feniletanolo, ecc. alcoli lipidicib alcoli lipidici, 7 g/l +
lecitina, 20 g/l + polisorbato
Anilidi 80, 4 g/l

Lecitina, Saponina, - Polisorbato 80, 30 g/l +


Alcoli saponina, 30 g/l + lecitina,
Polisorbato 80f 3 g/l
- Sodio tioglicolato, da 0,5
Composti del mercurio Sodio tioglicolato
g/l a 5 g/l
aIn base al pH del prodotto testato, il pH del neutralizzante o del liquido di risciacquo può essere
aggiustato ad un valore adeguato o preparato in buffer fosfato [es. tampone fosfato 0,25 mol/l: potassio
diidrogeno fosfato (KH2PO4) 34 g; acqua distillata (500 ml); aggiustare a pH 7,2 ± 0,2 con idrossido di
sodio (NaOH) 1 mol/l; portare a volume di 1000 ml con acqua distillata].
b La lunghezza della catena di atomi di carbonio varia da C12 a C18.
c Uova e soia; preferibilmente uova.
d l’effetto tossico del sodio tiosolfato differisce da organismo a organismo.
e Una unità di questi enzimi catalizza la decomposizione di 1 µmol di perossido di idrogeno al minuto a

25°C a pH 7.
f Per la neutralizzazione di alcoli a corta catena (meno di C5) può essere appropriata la semplice
diluizione. Bisogna fare attenzione se i prodotti a base di alcol contengono agenti microbici addizionali.