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Novembre/Dicembre 2010
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Novembre/Dicembre 2010

>> La gazzetta degli Istruttori


08. IBS Gallery
11. Albo degli istruttori
12. Il cuore del Mediterraneo
24. IBS News

>> Secret World


26. Gallery

>> Dal mondo del Bonsai & Suiseki


30. L'acqua nel giardino giapponese
34. Club-Laboratorio "Bonsai Sensei"

>> Bonsai-Do: Pratica e sapere


36. Vita e Bonsai: in memoria di Marco
Boccardo

>> Mostre ed Eventi


38. Crespi Cup 2010
46. Kokoro-No Bonsai Ten 2010
64. L'innovativa didattica nel bonsai
68. Premio "Bonsai & Suiseki magazine"
70. Premio "Io difendo l'ulivo".
Il perché di una scelta
74. Bonsai & Friends 2010
82. Bonsai & Friends... le origini

>> In libreria
91. L'arte del Bonsai. Storia, estetica,
tecniche e segreti di coltivazione
92. Suiseki: qseki 2009
93. Chrysanthemum Stones:
The story of Stone Flowers
95. Bonsai. Tecniche speciali

>> A lezione di Suiseki


96. Tanseki Koo

>> Noi... di Bonsai Creativo School


119. "Il bosso Spacca Scalpelli"

>> L’opinione di...


140. Roberto Raspanti

>> Note di coltivazione


150. Kiryu e lapillo - II parte
>> Il Giappone visto da vicino
152. "Lo Zen e l'arte di disporre i fiori"
di Gusty Herrigel

>> Malattie e parassiti


154. I raggi UV ed i loro effetti negativi.
II parte

>> BCI News


156. Bonsai News
di
Luca Bragazzi
Antonio Ricchiari
Carlo Scafuri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PIETRA PAESAGGIO
PIETRA OGGETTO
I
l percorso bonsaistico su que-
sto esemplare di Mirtus
communis siciliano risale
alla primavera del 2006 mo-
mento in cui venne raccolto in
natura e dopo pochi mesi entrato in
mio possesso.
Da li in poi la sua evoluzio-
ne ha visto varie fasi dalla selezio-
ne dei germogli utili atti ad
ottenere il risulato prefissato in fa-
se progettuale, alle concimazioni
sostenute, alle potature drastiche,
di mantenimento o selezione, ai
rinvasi atti ad ispezionare il pane
radicale ed al cambio di granulo-
metria del terriccio in funzione del
livello di maturità raggiunto e de-
gli obiettivi ancora da raggiungere.
Le immagini che segui-
ranno vogliono essere uno spunto
per descrivere fasi di progettazio-
ne, coltivazione e rinvasi che
hanno preceduto la creazione di
questo esemplare.
Già nella fase di studio
dell'esemplare vennero approntate
una serie di soluzioni progettuali
per vedere graficamente i possibili
risultati ed una volta identificato
quello che più gratificava
l'esemplare si è iniziato il percorso
educativo.
Vennero selezionati i rami
utili, direzionati e non potati, la-
sciandoli liberi di cresce-
re sotto un sostenuto regi-
me di concimazione.
Dopo diverse sta-
gioni vegetative con
impostazioni parziali e
rinvasi si giunse ad un li-
vello di maturità tale da
poter pensare di dare una
prima impronta alla si-
lhouette che il futuro
bonsai avrebbe dovuto
avere.
Le cure ed il
mantenimento ovvia-
mente seguirono l’anda-
mento stagionale e
continuano tutt’ora vista
la grande vigoria dell’es-
senza.
Ne seguì il rinvaso in
un vaso appositamente pro-
gettato e realizzato a mano
da Milan Klika e la sua
esposizione al Congresso
IBS – So Saku Bonsai
Award di Nole (TO) nel
Settembre 2009, al
Congresso Andolfo Stu-
dent's Trophy di Cambia-
go (MI) a Novembre 2009,
al Congresso UBI di San
Marino nell’Aprile 2010 ed
è ora con grande soddisfa-
zione è stato selezionato per
partecipare al Congresso
Europeo EBA di Zurigo a Giugno 2010. deliziosi mirtilli, si può facilmente
Mi piace considerare questo esemplare comprendere ciò che intendo. Infatti in un
come quello della mia collezione che meglio tutt'uno difficilmente descrivibile racchiude
identifica l'areale Mediterraneo in cui vivo e la bellezza della mia terra, la rusticità dei luo-
di cui sono figlio. ghi, le condizioni difficili di vita e la deli-
Esaminandolo attraverso le emozioni catezza delle stagioni.
che riesce a trasmettermi, tramite ad esempio Dedicato a tutti i Siciliani, popolo ge-
la bellezza dei colori che lo caratterizzano dal neroso e pieno di vita!!!
rosso aragosta della corteccia, al verde
intenso del minuto fogliame, al bianco candi-
© RIPRODUZIONE RISERVATA
do dei delicatissimi fiori, al blu/violaceo dei
Secret
WorlD
"Fine ultimo della scienza è la verità,
fine ultimo del bonsai è il piacere"
- A. ACAMPORA -
L'nelACQUA
giardino
giapponese di Gian Luigi Enny
I
giardini più antichi erano costituiti da un sizione centrale raggiungibile con ponti.
grande lago navigabile, chiamati "giardi- L’uso del ponte risale senz’altro ai più
no-isola”, che rappresentavano, un’au- antichi giardini con la presenza di acqua, dove
tentica espressione del tipico paesaggio in quell’epoca erano realizzati prevalente-
costiero. Nei secoli seguenti, l’acqua, senza mente in legno nella tipica forma curva
perdere la sua importanza simbolica fonda- d’influenza cinese, spesso laccati in rosso, so-
mentale, si riduce a poco a poco, fino a prattutto utili per superare corsi d’acqua di no-
raggiungere talvolta, le dimensioni di uno sta- tevole larghezza.
gno molto ridotto, o addirittura essere rappre- Dove c'erano più ponti nello stesso
sentata semplicemente in una vasca di pietra. giardino, questi dovevano essere di forma
L’isola era considerata una delle parti inte- sempre diverse, mai ripetendosi e sopratutto
granti classiche del giardino giapponese. di aspetto armonioso. Nel caso in cui il corso
Con il nome "giardino-isola" era solito d’acqua avesse avuto una limitata profondità,
chiamarsi un tipo specifico di giardino di epo- il ponte sarebbe stato realizzato con grosse pie-
ca antica costruita con l’intenzione di ripro- tre per consentire un agevole e divertente gua-
durre in miniatura un autentico paesaggio do.
marino. La cascata, altro elemento compositivo
L’acqua aveva anticamente un preciso si- del giardino, veniva a rafforzare il paesaggio
gnificato religioso: i laghetti della venerazione riprodotto cercando di non evidenziare alcuna
scintoista avevano parecchie isole ognuna traccia di artificiosità. Per questo erano uti-
delle quali usata per venerare una divinità. lizzati schermi vegetali, composizioni di pie-
Anche nel "giardino-paradiso" la disposi- tre che associno la cascata a reconditi luoghi
zione delle isole prevedeva che il padiglione di montagna, pertanto, erano inseriti alberi dal
principale contenente la divinità massima, il fogliame colorato in autunno per favorire pre-
Buddha, fosse eretto sull’isola più grande in po- gevoli effetti cromatici sull’acqua cercando in
questo modo di sviare l’occhio da difetti, alcu- zione e la particolare forma delle pietre usate
ne volte troppo vistosi. e la ghiaia sapientemente rastrellata sono suffi-
La pietra tutt’oggi rimane comunque il cienti a suggerire simbolicamente l’immagine
principale elemento costitutivo e indispensabi- di onde che s’infrangono sulla roccia.
le per la costruzione di una cascata forse più Lo specchio d’acqua, quando è inserito
della stessa acqua che è invece contenuta nel nel paesaggio del giardino, possiede in genere
volume e nella portata, anche per ovvi proble- un punto focale rappresentato da una ca-
mi di manutenzione. scatella che lo alimenta. Tranne che nel caso
L’acqua, ritenuta tradizionalmente fonda- di giardini domestici molto piccoli, in cui è
mentale nella realizzazione di un giardino, è consentita una simbologia più contenuta, co-
sempre presente; anche nei giardini zen, dove me per esempio il “kakehi”, una canna di
non esiste fisicamente. bambù che trasporta l’acqua nello tsukubai, la
La riprova della non necessità, a volte, classica vasca di pietra.
dell’elemento acqua, si trova nelle realizzazio-
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ni aride del giardino karesansui, dove l’imposta-
L
'Istruttore Stefano Friso- portandole al top e
ni da alcuni anni ha all'avanguardia. Il numero limi-
fondato il Laboratorio tato permette una maggior qualità
Bonsaisensei con lo sco- e attenzione verso chi si appresta
po di dare spazio a collezionisti e a fare un percorso più dettagliato
altri appassionati in cerca di un ve- e personale. Quindi un laboratorio
ro punto di riferimento nella rimo- aperto a chi vuole fare del bonsai
dellatura e preparazione su bonsai il proprio punto di riferimento pro-
di pregio per la presentazione a mo- fessionistico ed artistico.
stre d’alto livello europeo. Da questa base si è sentita
Fa spazio anche ad un nume- oggi la necessità di creare il Club
ro di persone “limitato” che Bonsaisensei che è fondato sulle
intendono affinare ed esaltare la persone, sulla qualità del lavoro e
propria tecnica e artisticità nella del gruppo. Le radici risiedono
creazione del bonsai. Queste perso- nella motivazione, nella passione
ne dovranno possedere già un’ade- e nella capacità d’ogni individuo
guata esperienza, maturata in di saper trasformare in concreto le
scuole o club, permettendo così di idee migliori.
migliorare esclusivamente le pro- Le piante e le tecniche
prie carenze e le proprie capacità, bonsaistiche sono cose di poca
importanza se alla base non vi è un team di perso- 2010 potendo contare già su una ventina
ne che seguono una filosofia ed un percorso che d’iscritti. Da subito abbiamo voluto aderire
accomuni traguardi e risultati. Ogni persona deve all’UBI associazione seria e competente, fonda-
avere la consapevolezza che la propria crescita mentale per la crescita del bonsai in Italia.
personale indica un passaggio fondamentale per Non siamo interessati e nemmeno abbia-
l’accrescimento del gruppo nel quale nessuno rico- mo la pretesa di raggiungere un numero di soci
pre un ruolo secondario, ma è bensì parte attiva che ci porti in cima alle classifiche dei club più
del Bonsaisensei Club. L’obiettivo è incentrato numerosi, tanto meno abbiamo la pretesa di esse-
sulla formazione mirata e specializzata di un ri- re uno dei club più importanti nel settore, ma ci
stretto numero di persone le quali seguendo co- auspichiamo vivamente che il nostro gruppo pos-
stantemente l’Istruttore possono intraprendere un sa essere motivo d’orgoglio per chiunque deside-
percorso selettivo di crescita, ed apprendere non ri farne parte. Non fisseremo appuntamenti sul
solo le tecniche ma lo spirito ed i principi di que- calendario o programmi d’incontri settimanali a
sta arte affascinante. serate fisse, perché sappiamo che il bonsai ed il
Nasce così a Reggio Emilia nel Gennaio bonsaista hanno necessità ed esigenze che devo-
no essere rispettate.
Avremo la possibilità di trovare spazio in
avvenimenti, mostre, e lavorazioni offrendo a chi
frequenta il laboratorio la possibilità di integrarsi
e confrontarsi con realtà esterne sperando che
queste esperienze si trasformino in stimoli che ci
permettano di migliorare nel tempo.
Parlavamo di idee, di traguardi, e quindi
come non avere in programma qualche preziosa
iniziativa come work shop con personaggi di ri-
lievo, dimostrazioni, e magari l’organizzazione
di una mostra.
Crediamo che solo col tempo e col nostro
lavoro si possano meritare consensi altrui, e per
questo che spinti dall’entusiasmo continueremo
nel lavoro che giorno dopo giorno ci auguriamo
possiate apprezzare.

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IN MEMORIA DI MARCO BOCCARDO

L
a tragica scomparsa di Marco, lo scorso settembre, colpisce
profondamente per l’inaccettabile grado di fatalità. Certo
Marco lo conoscevamo tutti come amico e persona di grande
profilo da ogni punto di vista: umanamente, culturalmente,
intellettualmente e bonsaisticamente.
Tra i migliori allievi che abbia mai avuto, Marco mi è sempre
stato molto vicino anche in progetti e studi bonsai: un grande insegna-
mento che ci lascia la sua testimonianza è stata proprio la capacità di fa-
re bonsai per divertirsi e crescere, senza secondi fini, e soprattutto, cosa
rara tra i bonsaisti, essere amico di tutti.
Con lui ho disegnato vasi, impostato Bonsai, fatto progetti, fatto
fotografie,viaggiato, visitato mostre e fatto ziativa, ma imita il suo maestro rispondendo
escursioni, per non parlare delle mitiche cene con instancabile diligenza al suo sforzo per
allietate da sua moglie Daria. farne un esperto.
Con lui ho condiviso le gioie della sua Il maestro non si perde in lunghe spiega-
grande Laurea in Architettura da centodieci e lo- zioni o precise istruzioni e non si aspetta do-
de e la magnifica festa del matrimonio. mande. L’uno non corre, l’altro non spinge, ma
Elemento di punta alla FKB, colleziona- un giorno la conoscenza diventa manifesta nella
va bonsai nello stile Bunjin, riflesso del suo reciproca soddisfazione.
approccio sublime al Bonsai, ma soprattutto riu- Persona di grande spiritualità, legato
sciva a conciliare un grande lavoro di studio e moltissimo agli ambienti salesiani di Torino,
cultura, con il carattere di esperienza dell’inse- esperto di Medio Evo europeo, è sempre stato
gnamento giapponese. molto affascinato dal sacro; un particolare che
La trasmissione dell’insegnamento nella ricordo con emozione è una sua osservazione in
cultura giapponese è tradizionalmente espe- una galleria d’arte di Torino dove eravamo
rienza diretta e vissuta in completa unione e co- andati per comprare una Acquatinta di soggetto
munione di intenti con il proprio maestro. Con egittologico da regalare a Kimura sensei. Ad
lui l’allievo stringe uno dei legami più una parete era appesa una magnifica tavola
importanti della vita, ne condivide la quotidiani- quattrocentesca di un San Francesco: sperava
tà, assorbe giorno dopo giorno la sua arte os- un giorno di poterla acquistare perché per il
servando i suoi movimenti, i suoi sguardi, Santo d’Assisi aveva una particolare devozione.
l’azione scelta di momento in momento, in un Caro Marco, un giorno credo che ci rive-
continuo adattamento all’attimo presente. dremo!
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L’allievo non si impone autonomia, né ini-
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L
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a 9ª edizione del Raduno Internazionale e
del Bonsai e Suiseki, l’appuntamento più
importante nel mondo bonsaistico euro-
peo, si è concluso a Parabiago (Mi) dome-
nica 19 settembre con un bilancio al di sopra delle
aspettative.
Dieci le intense giornate in cui si sono susse-
guiti conferenze, dimostrazioni e spettacoli dedicati
al bonsai, al suiseki e alle tradizioni orientali. Ideato
nel 1995 il Raduno prosegue, edizione dopo edizio-
ne, nel suo obiettivo di diffondere in Europa la cultu-
ra del bonsai e del suiseki, un obiettivo centrato
anche quest’anno vista l’affluenza di pubblico che
ha sfiorato la soglia dei 25.000 visitatori.
Grande successo di pubblico dunque, ma
anche di partecipazione da parte degli
espositori, che giunti da tutta Europa
hanno esposto i pezzi migliori delle loro
collezioni.
Le mostre concorso sono state:
Crespi Bonsai Cup, Crespi Shohin
Cup, Amatori a Confronto, Crespi
Suiseki Cup, Crespi Pot Cup. Gli
esemplari esposti hanno confermato una
costante crescita nel livello tecnico e qua-
litativo del bonsai europeo. La presenza
di grandi personaggi del mondo del
bonsai e del suiseki, provenienti da di-
versi paesi d'Europa quali Spagna, Germa-
nia, Repubblica Ceca, Svizzera, Francia
ecc. è stata una nuova testimonianza della
volontà di riunirsi e cooperare per un
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obiettivo comune: approfondire le conoscenze e
attraverso lo scambio di esperienze e migliorare
la conoscenza dell'albero nelle sue esigenze fisio-
logiche e come specie nel suo ambiente naturale.
Il denso programma di attività attinenti al
bonsai e più in generale alla cultura giapponese
ha consentito a tutti i visitatori di spaziare dagli
incontri didattici alle dimostrazioni, dalle confe-
renze alla degustazione di cibi giapponesi, go-
dendo appieno il tempo trascorso nella struttura
di Crespi Bonsai a Parabiago, che ha impecca-
bilmente organizzato l'evento.
Gli ospiti giapponesi, i maestri Kentaro
Shino e Nobuyuki Kajiwara ed il dottor Masaku-
ni, presidente della rinomata azienda produttrice
di attrezzi, hanno conquistato il pubblico con le
dimostrazioni didattiche che hanno visto nascere
nuovi splendidi esemplari avviati alla formazione
come bonsai e hanno risposto con disponibilità e
precisione alle numerose domande.
Buona la partecipazione anche ai corsi te-
nuti da Kentaro Shino, Masakuni Kawasumi III,
Alberto Lavazza, Gaetano Settembrini, Ales-
sandra Bonecchi. Quest'anno, oltre alla carta wa-
shi di Miyako Kato e agli origami di Agnés
Paganelli, i visitatori hanno potuto avvicinare il
mondo del fumetto giapponese con Keiko Ichigu-
chi e Andrea Baricordi, il tatuaggio giapponese
presentato da Rossella Marangoni, le carpe koi di
Koi-garden, la cucina giapponese secondo l'espe-
rienza di Graziana Canova Tura, la spada giappo-
nese e le antiche tecniche di forgiatura spiegate
dal dottor Masakuni e supportate dall’ottima di-
mostrazione degli atleti del dojo Shumpukan.
L'esperto tedesco Willi Benz ha parlato del giardi-
no giapponese e dell'arte di apprezzare le pietre,
mentre il maestro Kajiwara ha tenuto un’inedita
conferenza sull'evoluzione delle specie nel pro-
prio ambiente naturale di crescita.
Antonio Ricchiari ha presentato in antepri-
ma il suo libro, edito da Crespi Bonsai, dal titolo
“BONSAI – tecniche avanzate”. Alla presentazio-
ne ha preso la parola anche Luca Bragazzi che ha
collaborato con l’Autore alla preparazione del vo-
lume.
Luigi Crespi ha ricevuto da Gianni Picella
il premio “Io difendo l’Ulivo”, diventando
membro effettivo del Comitato per la difesa
dell’Ulivo, insieme ad altri notissimi personaggi
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e
del mondo italiano della cultura,
della musica, del cinema, ecc.
Durante la premiazione di sa-
bato 18 settembre, Edoardo Rossi e
Lorenzo Agnoletti hanno conse-
gnato a Luigi Crespi la tessera di
socio onorario dell’Associazione
Sakka Kyookai Europe, un’associa-
zione di grande prestigio il cui
obiettivo primario è la divulgazione
in Europa delle antiche tradizioni
della cultura giapponese legata al
bonsai.
L’aria che si è respirata du-
rante le giornate della manifestazio-
ne era veramente positiva,
rilassante, direi rassicurante, se pos-
so usare questo termine. Un’aria
conviviale, di collaborazione e di
amicizia. Non è stata solamente mia
questa sensazione ma è stata regi-
strata dalle persone con le quali ho
avuto modo di parlare. Credo che
manifestazioni di questo tipo do-
vrebbero essere circondate da un cli-
ma uguale. A prescindere dai miei
rapporti personali di amicizia e
collaborazione con Luigi e Susanna
Crespi, il livello di ospitalità,
cordialità e signorilità della fami-
glia Crespi va sottolineato e puntua-
lizzato. Questa la chiamerei classe,
e non è cosa da poco!
La famiglia Crespi, che
anche quest'anno ha dedicato ampio
impegno all'organizzazione della 9ª
edizione dell'evento internazionale
rinomato in tutto il mondo, ha chiu-
so la manifestazione domenica 19
settembre salutando con ricono-
scenza tutti i numerosi ospiti ed i
partecipanti che, con i propri
esemplari, hanno ripreso il cammi-
no del ritorno, in alcuni casi lungo
ed impegnativo. "Massimo Bande-
ra, Edoardo Rossi, Antonio Ricchia-
ri, Gianni Picella e tutti gli
esponenti italiani ed europei del mondo del soltanto per la loro profonda esperienza nel
bonsai hanno reso l'occasione davvero specia- campo del bonsai, ma per la simpatia e la
le. Ma soprattutto devo esprimere la mia disponibilità che hanno dimostrato nelle loro
grande stima per i personaggi giapponesi che performance.", dice Luigi Crespi, fondatore di
ci hanno regalato momenti intensi, non Crespi Bonsai.
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e

E ora? "Una breve pausa di riposo e poi Crespi Bonsai.


cominciamo ad organizzare la decima edizio- Appuntamento quindi nel 2012 per la
ne, per la quale vogliamo davvero stupire i no- decima edizione del Raduno Internazionale
stri sostenitori...", così ci saluta Susanna del Bonsai & Suiseki!
Crespi, responsabile delle relazioni esterne di © RIPRODUZIONE RISERVATA
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e

consolidamento dei rapporti.


Incontrarsi vuol dire ricono-
scersi, prima ancora di conoscersi,
e questa volta erano veramente
tanti! Non nascondo, oggi, che ero
molto impensierito per l’ esito della
mostra, temevo che intercorrendo
parecchi anni dalla manifestazione
precedente, si era persa la voglia,
l’entusiasmo, la dedizione, la pas-
sione, elementi indispensabili per
organizzare una mostra, e che ve-
nisse condizionata sfavorevolmente
dalle ultime peripezie che il club ha
dovuto superare negli ultimi mesi.
Invece no! Venerdì 5 novembre,
con il passare delle ore ho visto la
fonderia “Righetti” di Villa Bruna
sede della mostra popolarsi di soci,
ho visto arrivare facce conosciute,
care, e facce non note di nuovi ami-
ci (come quella di Sergio Guerra
conosciuto sul forum del NBC, del
Club Bonsainsieme di Torino). Be-
ne gli stand sono stati allestiti nello
spazio esterno alla fonderia, per
ospitare il Centro Bonsai Iodice, lo
stand del Bonsai & Suiseki magazi-
ne, quello dei vasi di Tiberio
Gracco e quello dedicato all’edito-
ria, ed infine quello degli scambi di
araki, un’apertura di “caccia” per
tutti.
Gli spazi espositivi (sekikazari)
nella giornata di venerdì piano pia-
no, sotto lo sguardo attento di Mau-
rizio Di Maio, il nostro “deus ex
machina” e con la partecipazione

Q
uest’anno a Novembre è arrivata la dei soci più attivi hanno preso
“nostra” festa, dico nostra perché la forma.
mostra Kokoro-No Bonsai Ten (patro- Poi è arrivato il sabato e con l’inaugura-
cinata dall’UBI con la presenza del zione della mostra, hanno iniziato le loro di-
consigliere Antonio Gesualdi e del presidente mostrazioni Roberto Raspanti, Federico
Marino Nikpal, e dall’IBS con la presenza del Springolo, e i nostri soci Antonio Marino (ta-
presidente Sandro Segneri) è stata un mo- lento italiano 2010) e Mario Siano (vincitori
mento conviviale di incontro e, perché no, di trofeo Arcobonsai per Club).
Ogni volta che si ha modo di imparare Essa possiede un proprio qi, una specifica
qualche cosa di nuovo, si deve essere infinita- energia che si rivela nella sua consistenza.
mente grati a questi insegnanti che non esitano Poi è arrivato il momento di Tiberio
a condividere le loro conoscenze con noi. Que- Gracco con la costruzione per la prima volta in
ste demo sono state accompagnate dalle confe- diretta in una mostra di un vaso bonsai che ha
renze di Francesco Santini, Luca Bragazzi e emozionato tutti, facendo vedere come da una
Marco Tarozzo, su alcuni temi poco illustrati massa informe di gres, uscisse fuori un magni-
come “shu, ha, ri, o il senpai, il kohai e il fico vaso, perfetto esempio di arte dove natura-
dorryo”. O ancora a parlare del rapporto con le lezza, bellezza, e sentimento si fondano
piante inteso come percorso personale verso il insieme.
loro perfezionamento che viene a sovrapporsi Tiberio ha spiegato che la scelta del
ad un approfondimento del rapporto di ciascu- contenitore riveste una grande importanza
no di noi con noi stessi. perché il vaso non solo permette di coltivare
Sul palco inoltre si sono avvicendati Fa- l'albero in buone condizioni ma lo mette anche
brizio Buccini con la costruzione di un daiza, in mostra sottolineandone la bellezza poiché
con uno splendido movimento che ha contribui- ogni bonsai è unico. Il bonsaista, attraverso la
to a rendere la pietra montagna più affasci- sua scelta, potrà così donare un significato alla
nante e rappresentativa. Egli ha ricordato che sua creazione. Potrà creare un'atmosfera parti-
una pietra oltre a poter condensare tutte le va- colare in relazione sia al luogo dove vive abi-
lenze simboliche della montagna, possiede no- tualmente la specie o ad una stagione, sia a un
nostante le apparenze, una propria vita sentimento, un ricordo che gli è proprio.
intrinseca. I mutamenti al suo interno e sulla Questo aspetto poetico raramente viene
sua superficie si esplicano in tempi lentissimi. sviluppato ma è un elemento importante ed i
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Maestri giapponesi amano insistere su questo una visuale completa dei bonsai e dei suiseki
punto. in esposizione. Molte persone hanno visitato
Ed infine una dimostrazione di shodo te- diverse volte l’esposizione, per riuscire a co-
nuta dalla maestra calligrafa Daniela Di Perna gliere le emozioni che i bonsai sanno tra-
che attraverso i kanji e quindi la sua arte ha smettere.
espresso una gamma di sentimenti che tutti Essere in contatto con tanti appassionati
anche non esperti hanno potuto rilevare. Ha è stato un grande piacere, così come risponde-
attratto l’interesse del numeroso pubblico affa- re alle loro numerose curiosità. Speriamo di es-
scinato da questa antica ed avvincente arte. sere riusciti a trasferire a tutti i visitatori della
Colori, suoni,spazi e pacifiche invasio- mostra, l’amore per la natura. I complimenti,
ni, solo queste parole non possono esaurire l’interesse, le parole di elogio per i bonsai
l’articolata esperienza vissuta alla Kokoro-No esposti e per l’abilità dei dimostratori ci fanno
Bonsai Ten 2010, ma riescono a presentare essere soddisfatti e appagati per lo svolgi-
con effetto l’impatto che la manifestazione ha mento della mostra.
suscitato al primo colpo d’occhio. La colloca- Parlando dei premi che i bonsai ed i sui-
zione dei sekikazari ha permesso di sfruttare al seki in esposizione hanno ottenuto dalla giuria
meglio le dimensioni della fonderia offrendo composta da Ricchiari, Picella, Acampora,
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e
occorre sottolineare che quest’anno sono
stati undici per il bonsai e sei per i suiseki.
Il premio targa kokoro no bonsai ten 2010
è stato assegnato al cipresso di Francesco
Santini, il secondo premio al tasso baccato
di Angelo Santoriello. Il terzo al pino
pentaphilla di Giovanni Vegliandi. La
targa migliore latifoglia al mirto di France-
sco Sellito. Premio UBI all’acero deshojo
di Shi Zhong Uan. Premio IBS all’ulivo di
Carlo Scafuri.
Per i suiseki primo premio con una
pietra paesaggio ad Angelo Santoriello, se-
condo premio “la semplicità” di Geppino
Mauriello, terzo premio “all’isola non tro-
vata” di Daniela Schifano. A questi si sono
aggiunti i due premi "Bonsai & Suiseki ma-
gazine". Quello per il miglior bonsai è
andato al pino nero di Enrico Sallusti,
mentre quello per il miglior suiseki è
andato a Daniela Schifano con la sua pietra
"L'isola non trovata".
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In qualità di presidente del Napoli e
Bonsai Club desidero rivolgere i miei più
sentiti ringraziamenti a tutti quei soci ed ospiti
che hanno dedicato del tempo a questa ini-
ziativa, contribuendo con la loro presenza a
diffondere la passione che ha dato vita alla no-
stra associazione.

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roprio durante l’ultima esposizione Ko-
koro-No Bonsai Ten tenutasi a No-
vembre a San Giorgio a Cremano (NA)
con la magistrale regia del Napoli
Bonsai Club e del Centro Bonsai Iodice, si è vi-
sto come la didattica dedicata all’insegnamento
del bonsai abbia avuto negli ultimi anni uno
slancio verso l’individuazione di figure alta-
mente specializzate.
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Il lavoro svolto in quell’occasione,
ha visto protagonista Sandro Segneri e gli
istruttori della Bonsai Creativo School
nelle persone di Luca Bragazzi, Marco Ta-
rozzo, Francesco Santini, Roberto Raspanti
e Federico Springolo. I temi trattati hanno
spaziato da demo pratiche sino a lezioni
teoriche tramite presentazioni in Po-
werpoint, toccando il bonsai nella sua tota-
lità come argomenti.
Nella fattispecie, Roberto Raspanti
ha dimostrato su un Juniperus Sabina
opportunamente preparato per l’occasione,
mostrando delle tecniche altamente spetta-
colari di piega, in cui il concetto di prepara-
zione dell’esemplare è emerso come perno
principale nella cura di esemplari da mo-
dellare.
Federico Springolo ha provveduto
alla trattazione di un tema interessantissi-
mo come la legna secca e di come questa
possa essere gestita in un esemplare
vecchio come quello su cui ha dimostrato.
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Nelle lezioni teoriche, comprensiva di un argo-


Francesco Santini ha provve- mento molto approfondito e
duto ad erudire il pubblico non del tutto diffuso in ambi-
su quelle che sono nozioni di to bonsaistico, ovvero
estetica delle chiome e forma- dell’organizzazione che rego-
zione dei palchi dal punto di la il rapporto tra allievo e
vista estetico, tema tra l'altro maestro in Giappone.
molto sentito per Gli interventi nella lo-
l’importanza che riveste ro totalità sono risultati ben
l’estetica dell’albero amalgamati tra loro ed è
nell’arte bonsai. stato evidente come un orga-
Luca Bragazzi, nelle nizzazione didattica alta-
sue ben note esposizioni su mente specializzata come
complicati argomenti di pato- quella della Bonsai Creativo
logia e fisiologia, ha parlato stia gettando le basi in ma-
in quell’occasione di batteri niera del tutto pioneristica
fitopatogeni e del loro ruolo per il futuro dell’insegna-
nella coltivazione bonsai. mento bonsai in Italia e all’e-
Infine, Marco Ta- stero.
rozzo, che con la sua prepara-
zione in estetica classica
giapponese, ha parlato in ma-
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niera del tutto semplice e
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È
Con grande piacere che
annunciamo l’istituzione del
"Premio Bonsai&Suiseki ma-
gazine”. L’idea nasce dalla vo-
lontà di attribuire un riconoscimento ad
appassionati di bonsai e suiseki non pro-
fessionisti che, con la loro presenza nelle
mostre, arricchiscono quel patrimonio di
cultura bonsai e suiseki di buon livello
sempre presente ad oggi nelle varie mani-
festazioni.
Il premio costituito da una targa di
merito per ognuna delle due categorie,
verrà assegnato nelle manifestazioni na-
zionali e locali, il cui comitato orga-
nizzatore ne farà richiesta… ebbene si, lo
si potrà richiedere in redazione diretta-
mente a Luca Bragazzi.
Il bonsai e il suiseki insigniti del ri-
conoscimento avanno l'opportunità di es-
sere ospiti nelle pagine del magazine con
la loro storia e del loro rispettivo proprie-
tario.
Pertanto, attendiamo le vostre ri-
chieste con l’augurio che questo premio
possa contribuire ad una partecipazione
sempre più numerosa.

Le richieste dovranno pervenire al


seguente indirizzo e-mail:

magazine luca.bragazzi@bonsaiandsuisekimagazine.eu
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ella cartella ci sono due incisioni ce sul tronco grigio cenere. Una chioma
"io difendo l'ulivo", in mostra giovane con rami a scalare vuole illuderci
due ulivi maestosi. Due esemplari d'una ricchezza di vegetazione che ora la
complementari l'uno all'altro, se- pianta non ha, ma che promette di avere. E'
condo l'idea che si va maturando nel riconosci- giovane vegetazione impostata col filo, ma vi-
mento da assegnare ad un ulivo bonsai. gorosa e ben orientata, tanto da coprire e sco-
L'uno, troneggia in uno spettacolare va- prire il taglio di formazione che è all'origine di
so verde bruno con colature più scure, di raffi- questo bonsai.
nata produzione italiana. Lava rossa è il letto E' un ulivo che è una buona simulazio-
da cui sorge il tronco poderoso, spaccato già ne e attende d'impreziosirsi col tempo. Ne so-
da subito, così come l'immagine di "io difendo no pronubi la sensibilità dell'autore che ha
l'ulivo" e, adesso che lo guardo un raggio di so- piantato l'albero in questo vaso, che ne ha cu-
le scava in quello spaccato e inventa ombre e lu- rato la presentazione discreta e raffinata con
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questo ricciolo di corteccia d'ulivo più scura. è affascinante.


Ad maiora signor Scafuri. I grossi frutti tondi e lucenti rivelano
Il secondo ulivo bonsai è in un vaso una varietà da mensa e sono quasi tutti pre-
rettangolare di gres marrone scuro con angoli senti sul lato dell'albero protetto dai venti
rientranti. Un tronco di vecchia pianta, con freddi. La pianta bonsai ha raggiunto la stabili-
parte morta caratterizzata da funghi. Negli tà di una pianta matura, di un vecchio
anfratti del tronco si celano foglie e residui patriarca. La raccolta dei frutti è lì in un picco-
organici. La vena che dà vita alla pianta è se- lo tondo di paglia intrecciata, foglioline e
gnalata da radici turgide affioranti dalla lava frutti.
che forma il suolo. Da questa vena parte la ve- Da quanti anni hai in coltivazione que-
getazione vigorosa che, sola,forma l'albero ma- st'albero, Gerardo? O da quante generazioni
gnifico, ricco di frutti. E' il primo ulivo mi verrebbe voglia di chiederti?
coltivato come in pieno campo che conosco ed
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he barba, pure quest’anno arriva il mo andati alla grande.
Natale… si è proprio così: anche Una due giorni di Cultura, Bonsai, Ami-
quest’anno ci saranno le feste natali- ci e Festaaaa……… si perché proprio questo è
zie; che rabbia che noia! Che noia lo spirito che contraddistingue quest’incontro
che rabbia!!! da tutti gli altri che esistono in giro per l’Italia,
Sapete che c’è invece che fa si che que- e, a renderlo ancora più speciale, quest’anno ci
sto periodo sia speciale? Il panettone? Il torro- sono stati gli interventi di Lorenzo Agnoletti e
ne? Lo spumante? No! Non lo sapete? Ma dai, Carlo Cipollini. Scusate se è poco.
suvvia!! C’è che c’è la BONSAI & Beh, vi ricordate com’era andata lo
FRIENDS!!!!! scorso anno? La chiamata di Sandro al sotto-
Alla grande amici, anche quest’anno sia- scritto per condividere l’idea… le telefonate
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tra di noi e i vari Bragazzi, Santini, Springolo in carico qualcosa da fare, Carlos “primero”
e Raspanti l’organizzazione… la festa… le de- Scafurio la diretta sul forum e la presentazione
mo… la diretta sul forum e infine saluti con la del magazine, Bragazzi, Raspanti, Springolo e
promessa di ritrovarci tutti insieme l’anno do- Santini le conferenze, gli ospiti Cipollini e
po. La promessa di ritrovarci? Detto fatto! Agnoletti il racconto delle proprie esperienze,
Quest’anno l’organizzazione è partita i Bandera (si moltiplicano sapete, ora sono
tardi e in sordina, in occasione della Kokoro- due: Massimo e Massimiliano e in quella fami-
No Bonsai Ten di Napoli la conferma che ci sa- glia c’è ‘na fantasia sui nomi che ha dell’incre-
rebbe stata la festa e da lì è partita l’organizza- dibile) le conferenze per gli accademici e il
zione. pubblico silente.
Ognuno di noi, come al solito si è preso E tu, caro Marco, cosa ti sei preso in
carico vi verrà da chiedere? Anch’io ho
avuto il mio bel da fare: ho portato tre
bottiglie di Grappa... quella veneta...
quella DOC!!!
Sapete, conosco bene i polli e so
che se non arriva il carburante la sera
questi cedono e si affidano velocemente
alle braccia di Morfeo, quindi, per far si
che ciò non accada il “rifornimento” è
iniziato già il venerdì sera dopo la cena
con coricata alle tre di notte ed è conti-
nuato il sabato sera, dopo la bisteccata,
con coricata alle tre di notte. Una consi-
derazione: napoletani e romani buttano
giù la “veneta” come fosse acqua.
A proposito di Napoli e Roma
anche in questo evento sono rappre-
sentate tante regioni d’Italia, infatti ci
hanno raggiunto amici dal Veneto, Friu-
li, Trentino, Emilia, Liguria, Marche,
Puglia, Campania, Lazio, Calabria e,
immancabilmente, gli amici della Tosca-
na.
Ora, più seriamente, lo svolgi-
mento “della due giorni”.
Venerdì mattino inizia Massimo
Bandera con una dotta e piacevole lezio-
ne sui vasi, le ore sono volate veloce-
mente e oltre agli studenti c'è molto
pubblico che inizialmente era silente e
poi via via ha interagito molto con
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Massimo; a seguire il mente la sera, una doccia


pranzo e alle 14,30 si ri- e ci si trova per l’aperiti-
prende con Massimiliano vo e la cena. Sorpresa,
(Bandera 2 “il ritorno”) Bruno Proietti ha veloce-
con una conferenza sui mente installato la sua po-
giardini giapponesi. stazione e ci accoglie con
In contemporanea, un sottofondo di musica
nella torre, iniziano a da vero e proprio esperto
raccontare le proprie espe- di DJ Set.
rienze Agnoletti prima e Inutile raccontare
Cipollini dopo. la cena se non per citare
Durante queste l’omaggio fatto da
conferenze, così come il Sandro, agli ospiti confe-
giorno dopo, il MI-TTI- renzieri intervenuti, si è
CO Carlos Primeros Scafu- trattato di un disegno au-
rio ha bruciato grassi tografato e ben incorni-
saltando da una stanza ciato.
all’altra per scattare foto Sul dopo cena
e “postare” la diretta sul sorvoliamo perché quello
Napoli Bonsai Club Fo- che è successo fa parte
rum, frantumando, lui il dell’esperienza filosofica,
guinness dei chili persi in culturale e spirituale che
una giornata, e il forum ogni presente porterà con
quello dei contatti on-line se per il resto della pro-
in un solo momento che pria vita (questa m’è ve-
sono stati più di 170 con nuta proprio bene, hi hi
oltre 700 visite nel solo po- hi...).
meriggio del sabato. Il mattino e il po-
E’ arrivata veloce- meriggio della domenica
hanno avuto luogo le lavorazioni degli studenti del materiale.
e le contemporanee conferenze di Federico, Il tutto si è concluso poco dopo le 17 e
Francesco e Luca. fino a quell’ora erano presenti molti amici
Ogni studente ha lavorato con una intenti a vedere lo svolgimento dei lavori, pri-
pianta e queste erano volutamente preparate a ma dei saluti finali, foto di rito e il ringrazia-
stadi di coltivazione e lavorazione diverse, mento di tutti verso tutti per l’esperienza
dalla prima impostazione (Mario, Cosimo ed il vissuta.
sottoscritto), alla seconda (Marcelo, Geppino e A questo punto che dire se non: appunta-
Francesco), terza (Luca, Roberto e Fulvio) fino mento al 2011, non mancate!
alla rifinitura pre-esposizione (Federico), que-
sto per far vedere le metodologie di approccio
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alla lavorazione in base allo stadio evolutivo
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...le origini
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on l’occasione dello svolgimento
della Bonsai & Friends credo sia giu-
sto che io dia le motivazioni di un ta-
le e importante appuntamento,
dividendo la parte ludica, che è necessaria e ba-
silare, da quella prettamente didattica; inoltre
vorrei spiegare il perché la scuola che ho
fondato si avvale di un metodo didattico che
non ha precedenti e che sta lasciando dei segni
importanti e tangibili in tutto il movimento
bonsaistico occidentale.
Per correttezza temporale ritengo sia giu-
sto partire dal secondo argomento per poi pas-
sare, prima delle conclusioni, a parlare
dell’appuntamento annuale che abbiamo appe-
na avuto nella sede storica Accademica di
Cerreto Guidi in provincia di Firenze.
Alcuni anni fa, stanco di una metodolo-
gia stereotipata e ormai banale, ho pensato che
dovevo fare qualcosa di diverso, più composto,
per elevare l’informazione didattica e culturale
all’interno della mia scuola e di conseguenza
portare il mio contributo d’innovazione nel
mondo del bonsai occidentale.
Ciò accadde al mio rientro dal Giappone
dopo la permanenza nel giardino del M° Koba-
yashi.
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Ho quindi pensato e formalizzato una Questo però l’ho ritenuto ancora ridutti-
metodologia d’insegnamento che non é più vo perché non dava la possibilità alle persone
svolta dal singolo, il capo scuola, ma da più “esterne” al mondo della Bonsai Creativo
persone specializzate e che abbraccia in manie- School di godere della nuova formula didatti-
ra profonda e professionale tutti i campi che so- ca, innovativa e unica; ecco quindi che ho
no coinvolti nella strutturazione, coltivazione, intrapreso l’avventura, diventata in seguito un
estetica e progettazione, mantenimento ed espo- successo, di usare una forma complessa di
sizione delle piante che via via passano “formazione” anche quando sono chiamato, in
all’interno del “mondo scuola” della Bonsai maniera personale o come scuola, a partecipa-
Creativo. re ad eventi o dimostrazioni sul territorio na-
Per fare questo mi sono rivolto, oltre zionale ed internazionale.
che all’interno della struttura che dirigo, anche Di che cosa si tratta?
all’esterno aprendo la mia scuola a colleghi In poche parole quando sono chiamato
che in tempi definiti e per periodi determinati a fare una dimostrazione quello che propongo
sono intervenuti per portare la propria espe- agli organizzatori non è solo l’ormai consunta
rienza e il proprio contributo alla formazione lavorazione tecnica ma un pacchetto completo
dei miei allievi. che si compone di informazioni che riguarda-
Ho aperto quindi le porte della scuola ai no la tecnica di lavorazione, lo studio botanico
vari colleghi Invernizzi, Andolfo, Genotti, Pa- dell’essenza in questione, il mantenimento e la
drini, Bandera, Marc Noelanders oltre che ai coltivazione dell’esemplare in post lavorazio-
Maestri giapponesi Kunio Kobayashi e Shinji ne, lo studio estetico della forma ricercata, la
Suzuki, ognuno di loro ha dato il proprio contri- discussione della metodologia d’esposizione
buto su tematiche specifiche. dell’esemplare tramite l’analisi estetica
giapponese. Ecco, definito questo, andiamo a vede-
Per fare ciò mi avvalgo d’istruttori nazio- re la valenza della Bonsai & Friends in un
nali appartenenti al collegio IBS che si sono contesto didattico di questo tipo.
formati all’interno della struttura didattica che Essa è l’apice di tale metodologia di-
dirigo. dattica accademica perché, oltre alla partecipa-
La prima esperienza di questo tipo di di- zione degli studenti e istruttori della Bonsai
mostrazione è avvenuta in occasione della Creativo School – Accademia, al pubblico pre-
VIII edizione della So-Saku Bonsai Award a sente, sia esso composto da appartenenti alla
Roma nel 2007 e da allora si sono succedute scuola, amici o semplicemente curiosi, offria-
tante altre dimostrazioni nelle quali abbiamo mo la possibilità di godere della sapienza e
potuto affinare e consolidare il metodo. della cultura di amici Bonsaisti di fama nazio-
Ad oggi sono quindi moltissime le occa- nale ed internazionale che per spirito di amici-
sioni in cui il pubblico ha potuto godere di que- zia e di comprensione del progetto si sono resi
ste perfomances sia in Italia che in congressi disponibili in questi anni a partecipare e condi-
europei, esso ha potuto interagire direttamente videre per uno o due giorni la didattica e la fe-
con i dimostratori che, man mano che il lavoro sta che programmiamo a Cerreto; dove
sulla pianta procedeva, si sono succeduti nelle l’evento, oltre a fare proselitismo, diventa
conferenze approfondendo gli argomenti che anche didattica live per gli allievi stessi.
sopra ho riportato. Ora mi preme porre l’accento alcune si-
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tuazioni che possono venirsi a sviluppare nel fu- ma non si hanno le capacità d’inventarne una
turo. altrettanto funzionale, rimanere immobili e
Parto con il porre alcune domande: non farsi prendere dal quel “copia e incolla”
Chi è stato il primo uomo che ha messo il pie- come si usa al computer per, evidentemente,
de sulla luna?........ fare meno fatica e limitare i propri rischi al mi-
E il secondo? ...e il terzo? nimo.
Chi è stato il primo uomo a volare? Credo anche che quando ciò accadrà as-
E il secondo? ...e il terzo? sisteremo a una svolta epocale nel bonsai: ci
Chi il primo uomo ad abbattere il muro dei 10 renderemo conto che oltre alle borse Louis
secondi sui 100 metri? Vuitton, Valentino, Armani sarà sancita la ta-
E il secondo?...e il terzo? roccatura di performances e iniziative del
Direte che sono diventato pazzo, invece bonsai.
no; le mie domande sono legittime poiché mi Beh, quando succederà, noi della
chiedo quanto tempo passerà prima che la Bonsai Creativo School saremo contenti di es-
formula didattica che ho sviluppato possa esse- sere ricordati come Neil Amstrong, Orville
re copiata da altri, e quanto ancora dovrà pas- Wright e James Ray “Jim” Hines, essere ri-
sarne prima che un appuntamento importante cordati quindi come i primi perché dei secondi
come la Bonsai & Friends sia copiata e magari e dei terzi, normalmente, non si ricorda mai
pubblicizzata come esclusiva da chi ha mezzi nessuno.
e risorse più importanti di quelle che oggi Un abbraccio e Buon Bonsai.
abbiamo noi.
Beh, non lo so quanto ne passerà, ma so- Sandro Segneri
no sicuro che accadrà perché è impossibile che
quando si nota che una cosa funziona e, os-
servandola, copiandola e magari invidiandola, © RIPRODUZIONE RISERVATA
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STORIA, ESTETICA, TECNICHE
E SEGRETI CI COLTIVAZIONE

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uesta è la ventesima pubblicazione di Antonio Ricchiari
che sarà presentata in libreria a dicembre. Libro di grande
formato, molto “bello da vedere”, libro da leggere e da
sfogliare continuamente poiché ha contenuti assolutamente
innovativi. Si apre con la prima parte tutta dedicata all’anaisi e alla
critica estetica di esemplari di grande rilievo che sono stati curati
anche da un maestro come Massimo Bandera. La seconda parte è
dedicata alla progettazione alle tecniche di impostazione e di
mantenimento.
Libro ricco di splendide fotografie e di disegni di Antonio.
Balza evidente l’originalità del libro. L’esperienza editoriale
dell’autore si apprezza nell’originalità e nell’impostazione non
usuale del lavoro. Insomma, non è il “solito” libro dedicato ai
bonsai. La Casa Editrice Giunti-De Vecchi apre, con il volume sui
bonsai, una nuova collana ed una veste editoriale molto curata e
ricercata. Devo dire che il prezzo è molto contenuto rispetto al
valore del libro ed alla cura che l’autore e i grafici hanno messo nel
realizzare questo che è un bellissimo volume dai contenuti
veramente innovativi.
Ancora una volta Antonio ha centrato l’obiettivo. Credo che
dobbiamo a lui il fatto che in Italia la diffusione e la didattica del
bonsai hanno raggiunto un livello veramente invidiabile!

© RIPRODUZIONE RISERVATA
J
esus Quintas, socio ESA, ha appena pubblicato “Suiseki: qse-
ki 2009”, un libro in cui svela la sua personale visione sulle
pietre paesaggio, ispirata nello stile Giapponese (suiseki). Il li-
bro contiene 210 foto a coloro che consentono di apprezzare i
33 lavori eseguiti nel corso del 2009, nel suo ventesimo anno quale
collezionista di pietre paesaggio.
Ciascuna pietra è presentata dalla sia vista frontale, ma ulte-
riori foto più piccole consentono di vederla dal retro o dall'alto,
dalla sua vista frontale, ma ulteriori foto più piccole consentono di
vederla dal retro o dall'alto, senza daiza come anche vedute del dai-
za dall'alto e dal fondo. È anche incluso un breve commento per cia-
scuna pietra. Inoltre il libro contiene brevi articoli su diverse
edizioni di suiseki e perfino degli haiku (brevi poemi nello stile
Giapponese).

Il libro è scritto in Inglese e Spagnolo ed è composto da 88


pagine. Il prezzo (incl. spese postali) entro l'Europa è 27,00 € (per
ordini oltre 5 copie 22,00 € cad.).
Per gli ordini prego rivolgervi direttamente a lui all'indirizzo e-mail:
jqb@analisisasesores.com

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THE STORY OF STONE FLOWERS

Q
uesto è il primo libro in inglese su queste rare e straordinariamente belle pietre con forma-
zioni di minerale rassomiglianti a fiori di crisantemo. Una messa a fuoco specializzata
dell'arte di apprezzamento delle pietre che è sbocciata in Asia da oltre 2000 anni, le pie-
tre crisantemo sono regolarmente là esibite, dove esse sono altamente apprezzate tra le
pietre artisticamente naturali.
Malgrado siano state inizialmente trovate in Cina e Giappone, più recentemente sono noti
esempi dalla Corea e dagli Stati Uniti occidentali. Gli autori hanno viaggiato estensivamente in Ci-
na e Giappone per mettere insieme informazioni storiche con gli attuali nuovi dati, ed il loro esau-
riente lavoro mette a punto un nuovo modello per libri inerenti l'arte di apprezzamente della pietra,
dei loro vari tipi, forme e località di origine. Questa informazione è ampiamente integrata con oltre
130 fotografie illustranti l'intera gamma delle pietre crisantemo, dalle più rare e di maggior valore
a quelle incontrate più di frequente nei mercati. È inclusa una biblio-
grafia, la più completa lista di referenze sull'argomento mai riunita
in una pubblicazione.

Il Dr. Thomas S. Elias è un bonsaista e precedente direttore


dell'Arboretum Nazionale degli Stati Uniti a Washington, Distretto
Columbia. Uno specialista sui Giardini Asiatici e l'uso ed apprezza-
mento delle pietre Asiatiche, egli ha viaggiato e lavorato in Cina e
Giappone per oltre trenta anni. Tre dei suoi precedenti libri furono
selezionati dall'Associazione Libraria Americana tra i migliori 100 li-
bri di scienza e tecnologia negli anni in cui furono pubblicati.
La Dr.sa Hiromi Hakaoji è nativa di Kyoto, Giappone, ed è
una laureata della Università George Washington a Washington, Di-
tretto Columbia. Ella ha lavorato quale interprete Inglese – Giappo-
nese, traduttrice, e ricercatrice per oltre venti anni.

Indirizzo postale: 2447 San Mateo Court, CLAREMONT California


91711-1652 – U.S.A.
E-mail address: tselias@msn.com

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TECNICHE SPECIALI

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ome si suole dire: “nelle migliori librerie”, nei garden
center e in tutti i centri bonsai viene distribuito l’ennesimo
lavoro di Antonio Ricchiari. Libro presentato alla Crespi
Cup 2010 dall’Autore che esce con un lieve ritardo, devo
dire abbastanza atteso poiché per la prima volta nel mondo bonsai sti-
co un intera pubblicazione è dedicata alla lavorazione della legna
secca e a quelle tecniche particolari che hanno determinato l’afferma-
zione della corrente d’avanguardia.
E’ un libro estremamente ricco di contenuti tecnici, di nozioni
sul legno degli alberi, corredato da una quantità veramente notevole
di fotografie e disegni dell’Autore. Non voglio anticipare altro perché
sarà una gradevole sorpresa per tutti i bonsaisti e sul piano nozionisti-
co una fonte preziosa per le lavorazioni speciali.
Leggo nella prefazione di Luigi Crespi: “…l’ennesimo lavoro
di questo prolifico autore che tanto intensamente contribuisce alla
diffusione del bonsai e alla sua didattica tratta in maniera profonda ed
esaustiva di tecniche avanzate, che riguardano la lavorazione della le-
gna secca. Un lavoro quindi prettamente tecnico ma Ricchiari trova lo
spunto per approfondire tutti i concetti di estetica che poi sono alla ba-
se di tutto il bonsai e che sono oggetto di studio da molti anni da parte
dell’Autore.
Troppo spesso si danno per scontato concetti e regole che sono
ignorati o addirittura sconosciuti. Il successo degli scritti di Ricchiari
è racchiuso proprio nella sua capacità di fare didattica sempre in ma-
niera estremamente chiara. Didattica che peraltro una carriera lunga
oltre trent’anni ha reso più efficace e più immediata. E questo enorme
bagaglio di esperienza, messo di peso a disposizione di tutti gli appas-
sionati, si trasforma in un forte stimolo per chi fa già bonsai e in un
incoraggiamento per tutti quelli che hanno voglia di avvicinarsi a que-
sta affascinante arte che oramai da molto tempo ci vede protagonisti
della scena internazionale.”
Non resta altro che acquistare quello che si annuncia come un
prezioso ed estremamente utile testo e… buona lettura!
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l’arte di andare nella Natura
alla ricerca (selettiva) di pietre suggestive
"Attraverso la Tanseki Koo, approfondire la
conoscenza e l’amore per la Natura"
P
otrebbe sembrare strano a noi,
principianti italici, che per un
Giapponese e non solo, il sui-
seki per eccellenza sia una pie-
tra di fiume... strano per noi fortunati,
ricchi di tutto quel ben di Dio che è il
Palombino...
La scoperta prima, la notorietà
dopo, di questo materiale, ha però spes-
so condizionato il nostro andare alla ri-
cerca, portandoci a focalizzare la nostra
attenzione sul Palombino e limitando di
molto il nostro modo di “vedere”,
interpretare, vivere il suiseki.
Anche in Giappone, come in
ogni dove, possono essere raccolte
differenti tipologie di calcare tipo il pa-
lombino; ne è fratello, quello scuro, de-
scrittivo, a rughe e guglie, della regione
di Furuya, al quale spesso ci riferiamo:
molti Meiseki storici, illustrati su presti-
giosi Cataloghi, sono infatti pietre di
Furuya, tradizionalmente posizionate
su daiza corposi e panciuti; suiseki in
gran voga presso i literati, ma
apprezzati sin dal 18° secolo.
Sì, in Giappone le pietre di fiume, chiamate vuole tosta durezza, per opporre coraggiosa re-
"Sawa-ishi", sono le preferite. La superficie li- sistenza alla corrente, allo sfregamento contro
sciata dalla costanza dell'acqua e dal tempo, bancali di sabbia; per vincere nella lotta corpo
dalle morbide forme e dal duro cuore, ben a corpo con le altre pietre. Ci vuole bontà di
rappresenta lo spirito del Suiseki; al contrario, materiale e giusto percorso di trasformazione
non sono molti i luoghi di montagna che dia- in grado di smorzare gli speroni, senza perdere
no buone pietre. l'identità della forma. Tra la vita lunga di una
Il cuore. Ogni strato morbido, ogni pietra e la vita breve di un uomo ci si deve, nel
strato degradato esterno è stato tirato via ed il giusto momento, incontrare sulle rive del fiu-
cuore, l'anima dura della pietra, è rimasta. Ci me.

L’azione dell’erosione idrica modella la pietra


di fiume: sia, con debole flusso, lasciandola
incastrata sul fondo a subire l’usura del pas-
saggio ruvido della sabbia; sia correndo a pie-
no carico, trasportando fango e sabbia ed
investendo la roccia, smuovendola e rotolando-
la. Succube dello sfregamento con altre pietre
e con la sabbia, la materia più debole cede di
fronte alla durezza delle più compatte.
Poi, la varietà dei materiali: i fiume
raccoglie per km, tra montagne e valli, tra
affioramenti di fasce geologiche diverse.
Quanto cammino risparmiato, per noi! Noi
scendiamo al fiume nel punto giudicato più age- Ma io, voi, lungo il fiume, allenati alle
vole, dove la riva non sprofonda ripida facilmente riconoscibili forme del Palombino,
nell’acqua, ma dove anse ed allargamenti siamo coscienti di ciò che stiamo cercando,
favoriscono il deposito di bancate di sassi. oppure raccogliamo ciò che “sembra assomi-
Scendiamo e... passeggiamo accanto, dentro gliare a” o “guarda che colore insolito, che me-
quelle acque fresche e scorrenti che hanno depo- raviglia”, “ che strano disegno...”?
sitato ai nostri piedi il risultato del proprio Si raccolgono soprattutto pietre per Bi-
millenario lavoro. seki... perdendo parecchio di vista il suiseki.
Andiamo piano, occhi a terra, cercando Lo so: un po’ tutto il mondo sfoglia la
la FORMA, prima di tutto. nostra rivista. Loro sanno bene come si guarda
Va da sé che se il fiume ci porta palombi- e si raccoglie nel fiume: è la loro fonte di ri-
no o arenaria su percorsi di relativamente bre- fornimento principale. Mentre noi, italiani Pa-
ve percorrenza, possiamo aspettarci che una lombino-dipendenti...
qualche forma sia rimasta; anzi, è possibile La mia intenzione, su queste pagine,
rinvenire forme stondate anche da quei palombi- era di raccontarvi l’esplorazione di un mio fiu-
ni dallo zoccolo talmente duro, da resistere me, cercando di suddividere con voi (non ho
anche alla più drastica sabbiatura: l’erosione scritto “per” voi!) le prede a seconda di una
entra nelle fessure, allargandole ed esalta le du- classificazione.
re vene di quarzo in consistenti cascate. Poi, ho cambiato idea. Forse, guardare
Ecco: la forma a capanna è per me una cosa si raccoglie in Giappone nei fiumi giappo-
delle più suggestive ed intriganti da cercare, as- nesi... chissà: potrebbe aprirci qualche
sieme alle pietre a pozza o lago. Forse, anche orizzonte; darci qualche suggerimento, farci
una delle più facili da trovare. meglio valutare. Convincerci a... caricare
Anche in spiaggia i sassi a strati: nero- la macchina con un poco di bramosia frettolo-
bianco-nero (es: ardesia, quarzo, ardesia, dove sa in meno.
il bianco è la parete della capanna) sono abba- I Fiumi del Giappone sono caratte-
stanza frequenti. rizzati da una lunghezza relativamente breve e
dalla forte pendenza, deri-
vante da una stretta e montuo-
sa topografia del paese.
Proverò a mostrarvi le
rive più a monte, lontano dalle
grandi città e solamente
qualche fiume tra i più famosi.
Troverete quelle rive molto fa-
miliari: tutti, fiumi o torrenti,
sono pressappoco uguali, da
piccoli!
Bene ragazzi: come sa-
pete (meglio di me che
viaggio emulatrice di una pre-
sunta “fantasia verniana”) il Giappone propria-
mente detto, è costituito dalle quattro grandi
isole di Hokkaido (la più settentrionale),
Honshu (la più estesa e più popolata), Shikoku
(la più piccola) e Kyushu (la più probabilmente faremo spazio,
meridionale) per un totale di n°... attorno a quelli che avranno supe-
fiumi: non sono stata a contarli, rato l’esame. Se siamo teneri di
ma solo in Hokkaido ce ne sono cuore, troveremo un angolino
316. ancora libero e fuori mano ove di-
Non credo perciò deside- menticarli senza dolore.
riate che ve li presenti tutti... in Non perdiamoci d’animo:
fondo... son fiumi... ed anche noi molte rive vergini attendono. Che
ne siamo pieni e ricca e varia è la aspettate, allora?
geologia del nostro territorio, Armiamoci e... partite!!!
egualmente montagnoso, ricco di Il prossimo appuntamento...
coste scoscese e vulcanico. a casa nostra ;-)
Con gli occhi pieni di tali
esempi, proviamo ora a riguardare
alle nostre prede. Se siamo forti,
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www.tiberiogracco.it
"Il bosso Spacca Scalpelli" Francesco Santini
Bonsai Creativo School-Accademia

www.bonsaicreativo.it
A
nno 2001!!! Ricevo
una telefonata di un
amico alle 23,30:
"Francesco, vicino
casa mia, con le ruspe, stanno
buttando all'aria un giardino di
un mio amico. Ci sono dei bossi
di grosse dimensioni, andiamo a
dare un'occhiata? Dobbiamo
farlo adesso perché domattina
portano via tutto!"
"Il solito esagerato"
pensai. Ma nel dubbio, meglio
non rischiare! 10 minuti dopo
sono già sul posto.
In effetti il mio amico
aveva ragione. Davanti ai miei
occhi c'era un cumulo di terra
incredibile e tronchi, tanti
tronchi....di bosso!!!
Purtroppo l'escavatore era andato po- via a rinvasare. Alle 4 di notte abbiamo fini-
co per il sottile e molti di questi tronchi era- to!!! I nostri bossi sono tutti in vaso. Tra
no completamente rotti, spezzati o senza questi, ce n'era uno di dimensioni "genero-
radici. se"... eccolo!!!
Con una torcia cerchiamo di individuare L’ho chiamato il bosso "spacca
almeno qualche bosso con un minimo di pa- scalpelli”. Vi lascio immaginare il perché!!!
ne radicale. Le piante sono grosse... Le prime foto risalgono al 2003 ad attecchi-
vecchie... e pesanti! mento avvenuto!
Carichiamo quello che ci è possibile e Nella prima fase di coltivazione, la
mia attenzione è stata rivolta all'ingrossamento attendere il raggiungimento di una ramificazione
dei rami. Il bosso tende a fare molte gemme con diametri corretti, per poter prendere in mano
concentrate in pochi punti. Se si lasciano tutti i ra- gli scalpelli! ...ed è qui che nasce il nome di que-
metti e non si fa selezione, si rischia di ottenere sta pianta!!!
solo tanti rami giovani e di consistenza erbacea. Il legno del bosso, si sa, è molto duro e
E’ bene quindi lasciarne pochi, ben distri- compatto. Il modo migliore per spaccare i nostri
buiti lungo il tronco e farli ingrossare e lignifica- scalpelli è farli entrare nel legno con una bella
re! Lasciateli crescere liberamente, coltivate al martellata e poi illudersi di farci leva per alzare i
sole e con abbondanti concimazioni. Vedrete che fasci linfatici... ERRORE!!!
risultati!!! Con il bosso bisogna fare attenzione. Se,
Vista la consistenza del legno di bosso sa- come me, non amate il lavoro con la fresa elettri-
rebbe bene dare una piccola impostazione ai ra- ca, la prima sgrossatura avviene con l'utilizzo di
mi fin da giovani. Consiglio un filo di alluminio una fessuratrice. Una volta che la pinza entra
da applicare lasciando larghe le spire. Servirà so- dentro, il legno si spacca facilmente. Meglio non
prattutto per abbassare il tratto iniziale del ramo esagerare con il "morso". Meglio "addentare"
prima che diventi troppo duro per essere pie- piccole porzioni di legno!
gato!La presenza del filo sul tronco non mi Una volta ridotto il volume di legno è il
permetteva la lavorazione del legno. Ho dovuto momento di approfondire il lavoro con gli
scalpelli. Anche qui vale
la stessa regola: piccole
porzioni di legno.
L'occhio deve
leggere i segnali che il
legno ci suggerisce.
Piccole fessure sono se-
gni importantissimi: una
piccola crepa indica il
punto esatto in cui un le-
gno comincerà a de-
comporsi. Sarà in quella
fessura che entrerà
acqua, minuscoli anima-
li, aria... sarà da lì che
comincerà quel lungo
processo naturale di de-
composizione che con il
tempo darà vecchiaia al
legno...e sarà proprio da
qui che lo scalpello ini-
zierà il suo percorso!
L’utilizzo di
attrezzi manuali, per
quanto lungo, permette
di poter leggere conti-
nuamente questi segnali,
cosa che la fresa elettri-
ca tende a cancellare.
Dopo anni di
coltivazione, arriva
anche il momento del
rinvaso.
Ecco il fatidico
momento in cui bisogna
togliere la vecchia zolla,
quella orribile argilla
che ormai è diventata ce-
mento! E’ un rinvaso
senza compromessi.
Tolgo tutta la terra con
un bastoncino e poi una
bella lavata di radici!
Il bosso viene po-
sizionato in un vaso provvisorio. Mi curo molto stante 30% con terriccio universale. Entrambi gli
del suo ancoraggio al punto di usare un puntello elementi sono stati setacciati per eliminare le
improvvisato! particelle più piccole.
La pianta non accenna a muoversi ed è un Nel corso di questi anni ho applicato più
tutt'uno con il vaso. Non resta che mettere il nuo- volte il filo in modo da aprire e abbassare la ra-
vo terriccio: una miscela composta dal 70% circa mificazione primaria. Con la pinzatura invece ho
di pomice (anche di grossa granulometria) e il re- ottenuto un buon infoltimento dei rami. E’ il mo-
mento di procedere alla disposizione di tutti vegetazione. Consiglio di pulire il rametto più
questa vegetazione. o meno come facciamo per i ginepri: togliere
Questa lavorazione è oggetto della dimo- la vegetazione alla base delle biforcazioni, le
strazione fatta al congresso IBS 2010 di Arco. foglie presenti sul primo tratto di tutti i ra-
Il lavoro svolto è stato essenzialmente metti e così via.
di selezione e distribuzione della vegetazione. In questo modo passare con il filo è più
Visto il periodo (maggio) ho deciso di non agevole. E poi non ci dimentichiamo che in
intervenire in modo radicale, escludendo po- tutti gli alberi la vegetazione è solo sulle
tature o pieghe drastiche. Niente rafia quindi, punte dei rami. Non ha senso tenere le foglie
ammesso che ce ne fosse stato bisogno! Solo sulle parti interne.
tanto filo in modo da distribuire tutti i numero- Durante il posizionamento dei rami, so-
si rametti. prattutto quelli di medie dimensioni, bisogna
La modellatura puntava soprattutto fare molta attenzione. La rotazione durante la
all'apertura della ramificazione cercando di piegatura è un ottimo sistema per ridurre i ri-
conferire una buona costruzione della chioma schi di rottura. Non piegare eccessivamente.
a 360°. Se facciamo un giro intorno alla pianta Molto meglio posizionare i rami dritti e alla
possiamo percepire una chioma abbastanza luce, senza movimenti troppo stretti; al limite
ordinata e naturale da tutte le angolazioni. accorciarli se risultano troppo lunghi.
Durante l’avvolgimento dobbiamo chia-
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ramente fare attenzione a non danneggiare la
bobrasp@libero.it
"Un sognatore di alberi...
un innamorato romantico del susseguirsi
delle stagioni..."
Allora... iniziamo con il rompere il ghiaccio e naturalmente. Il mio lavoro mi assorbe per cinque
ti chiedo subito di descrivere Roberto Ra- giorni la settimana con sveglia mattutina alle 5:45,
spanti quando è a casa con la sua famiglia. tre volte fino alle 15:00 del pomeriggio e altre due
Beh....uno che deve andare sempre di fino alle 19:00. Per il bonsai solitamente lascio de-
corsa! La famiglia è per un padre il bene più prezio- gli spazi nei fine settimana; che vanno dal lavora-
so, e anche se talvolta il tempo non è moltissimo re sulle mie piante o su quelle di qualche cliente,
cerco di passarlo nel migliore nei modi insieme a ospitare dei bonsaisti che partecipano ai laborato-
Claudia, la mia compagna che da 11 anni ormai mi ri. Per lavorazioni che richiedono più tempo dilui-
sopporta e insieme a Serena e Viola le nostre due fi- sco il lavoro, specialmente quello di filatura,
glie che da otto e sette anni ci accompagnano in durante la settimana nel dopo cena, e quando c'è la
questo lungo viaggio che è la vita. La famiglia è possibilità anche nel pomeriggio.
per me un bene irrinunciabile
Sempre a proposito di lavoro, visti i moltepli-
La domanda può apparire scontata, ma tra fa- ci impegni ed il tempo dedicato, hai l'impres-
miglia e lavoro, come riesci a trovare il sione che il bonsai sia quasi un secondo
tempo da dedicare al bonsai? lavoro, o lo consideri ancora una grande pas-
A rifletterci così, subito dopo aver letto la sione?
domanda, articolare una risposta è una cosa da pani- Il bonsai è la mia grande passione. E' inne-
co, ma nella realtà la cosa mi riesce abbastanza gabile però che visto il tempo e l'impegno che gli
dedico, sia anche un'opportunità che
può offrire una giusta remunerazione.

Ed ora veniamo a noi... il tuo


curriculum parla chiaro, sei uno
dei più bravi bonsaisti italiani/eu-
ropei. Tu cosa pensi del Roberto
Raspanti bonsaista?
Un sognatore di alberi sicura-
mente... un innamorato romantico
del susseguirsi delle stagioni... un acu-
to osservatore (forse troppo). Uno che
cerca sempre di essere corretto e
talvolta ci riesce ( e questo nel bonsai
odierno è talvolta una magia). Un po'
troppo buono (anche se ho l'impres-
sione che in molti pensino il contra-
rio). Sicuramente non sono
un'opportunista, forse sono troppo di-
retto e poco ruffiano non mi
accontento mai, cercherò sempre di
migliorarmi e di vivere il bonsai con
l'entusiasmo del primo giorno!

Una curiosità mia, tu credi che


alla lunga, dedicare tanto tempo
al bonsai, magari facendo i salti
mortali per far coincidere orari ed
esigenze diverse, possa portare ad
una perdita di interesse?
No, perché allo stato attuale
delle cose non potrei perdere interes-
se per una cosa che mi dà così tanto.
Le cose sono più belle quando si lotta
per ottenerle, anagraficamente sono
di una generazione che apprezza anco-
ra il lavoro per l'ottenimento di un ri-
sultato. Era il 1997 quando ho
iniziato a frequentare i corsi tenuti da
Sandro in concomitanza dell'accensio-
ne di un mutuo per l'acquisto della
mia casa. Ricordo anni durissimi di ri-
nunce e di sacrifici per poter avere
una buona formazione bonsaistica.
Gli attrezzi comprati uno per volta, le
trasferte in autostrada e i panini per ri-
sparmiare il ristorante. Adesso non ho
più il mutuo: ho due figlie ed una
compagna, un giardino dal quale rica-
vo molte soddisfazioni, un buon lavo-
ro... come potrei perdere l'interesse?
L'unica cosa che si può rischiare di
perdere è il provare piacere nel farlo,
ma io mi diverto tantissimo!!!
Tanto per rimanere in tema, molti ti conside- arricchiscono il bagaglio dell'attento osservatore!
rano come il naturale erede di Sandro Segne- Seguire la formazione di un bonsaista per alcuni
ri, che effetto ti fa questo accostamento? anni e vederlo rendersi autonomo anche al di fuori
Ma che domande fate?!? Arrossisco per que- dei laboratori, avere la fiducia di chi lavora con te
sto iniquo accostamento... Sandro oltre che un ami- e ti mette a disposizione le proprie piante è vera-
co di lunga data è stato finora il mio unico mente una grande soddisfazione, che però va vissu-
Maestro... posso solo dire che prima didattica- ta con grande responsabilità.
mente e poi artisticamente mi considero un di-
vulgatore ed un sostenitore dei suoi insegnamenti, A proposito di didattica e scuole, secondo te
ed il sapere che talvolta nei miei lavori trasparisce è necessario regolamentare l'attività di do-
il suo lavoro non può che inorgoglirmi. Ricordo cenza o è superfluo?
ancora quando gli telefonai dalla Repubblica Ceca Le regole servono a mantenere la chiarezza
per informarlo di aver vinto il Talento Europeo.... e a dare un'indicazione, oltre che a garantire i re-
la gioia che ci scambiammo quella sera la sento quisiti necessari all'insegnamento. Ma anche il
ancora dentro! E' un bellissimo ricordo, e appro- buonsenso è necessario...
fitto dello spazio per ringraziare ancora Lo Zio!
Dal tuo sito si vede chiaramente che i tuoi
Leggendo di te, una cosa che salta all'occhio interessi per le arti che vengono dal Giappo-
è il tuo grande impegno nella didattica. ne vanno oltre il bonsai, pensi che siano un
Quanta soddisfazione ti da insegnare a fare necessario completamento all'arte principale
bonsai? o possono essere indipendenti?
Tutte le arti si fondano sulla didattica. Per Se ti riferisci all'altra delle mie malattie, le
imparare un'arte e farla propria occorre imparare la koi, posso dirti che possono essere abbinate ma
tecnica, e la didattica è imprescindibile. La tecnica possono anche non esserlo. A chi tuttavia ha a
è lo strumento che fa scaturire l'arte, questo è es- disposizione un po' di spazio nel proprio giardino
senzialmente il mio credo. Il senso estetico è e sta pensando da tempo di cimentarsi nella cura
dentro di noi, ma senza la tecnica non può uscire e di questi splendidi animali posso solo consigliare
non può essere realizzato. Se uno capisce questo di farlo. Ad oggi esistono impianti di filtraggio ad
concetto può affrontare una bonsai do ricca di alta efficienza che riducono le manutenzioni a
soddisfazioni. Insegnare però non è una cosa circa un'ora a settimana, producendo un'acqua ido-
semplice. I gruppi talvolta possono essere molto va- nea alla splendida visione delle koi. Unici consi-
riegati e aventi livelli cognitivi e di preparazione gli: rivolgetevi ad esperti del settore (ce ne sono
differenti. E' comunque oltremodo stimolante riusci- diversi anche in Italia) e non improvvisatevi "ma-
re a trasmettere nozioni e sensazioni in una seduta ghi del fai da te",
di lavoro nel quale vengono affrontate situazioni
operative di differente entità. Insegnando si impara Le prime notizie che ti accostano all'arte
maggiormente: le esperienze e le piante degli altri bonsai risalgono al 1997, è quella la data di
nascita della tua passione o c'era stato stanza consolidati: alcuni di loro sono con me da
qualche approccio precedente? svariati anni. Generalmente il bonsaista che si
Ho iniziato nel 1997: ero iscritto al Club avvicina ad un istruttore sa già cosa vuole.
Prato Bonsai, quando venne organizzato un Talvolta ci si trova davanti a giovani veramente
WorkShop con Sandro Segneri, di cui avevo già vi- promettenti, ma che per qualche motivo e loro
sto svariati lavori sulle riviste del settore, malgrado sono costretti a mollare un po' con il
apprezzandoli oltremodo, da lì è partito il tutto. bonsai per motivi vari e tutti degni del massimo ri-
Tuttavia il mio primo approccio col bonsai risale a spetto ( lavoro, casa, moglie , figli etc etc)
qualche anno prima: durante un viaggio in Olanda
visitai Floriade e vi acquistai un olmo cinese che Come vedi il futuro del bonsai italiano?
seccò miseramente pochi mesi dopo! A mia Con curiosità.... ciclicamente il bonsaismo
discolpa va detto che mai prima di allora avevo avu- italiano viene investito da rinnovamenti e nuovi
to la curiosità di coltivare un vegetale! personaggi, oltre che a nuove idee. Sono abba-
stanza disilluso sul fatto che il movimento del
In un tempo relativamente breve sei arrivato bonsai italiano possa "guarire" da tutti i
ad essere considerato uno dei più quotati malcontenti che attualmente esprime. Un movi-
bonsaisti italiani, quanto ti è costato arrivare mento che sappia attirare nuovi appassionati, che
a questi livelli? sappia fare divulgazione e didattica, che apra le
Come ti ho accennato prima gli sforzi so- porte ai giovani e che sappia accrescere il proprio
no stati tanti, anche se inconsciamente ho sempre patrimonio bonsaistico anno dopo anno. Al bonsai-
saputo quello che potevo ottenere applicandomi smo italiano non manca nulla per intraprendere
con costanza. Il tempo in parte mi ha dato ragione, questo cammino, ci vuole solo un po' di applicazio-
e anche se sono incappato in alcune cocenti delusio- ne.
ni, sono consapevole che ciò fa parte di questo me-
raviglioso gioco che per me è il bonsai. Veniamo ora ai tuoi gusti, cos'è per te il
bonsai?
Ed ora, a che punto ti senti della tua bonsai- A livello visivo per me il bonsai è pura
do? forma, eleganza viva, vibrante emozione. A livello
Nel tempo di mezzo... tutto passa così velo- personale vivo il bonsai quasi o come una discipli-
cemente, le mie figlie crescono, ho sempre più na: apprezzo molto la quotidianità, la routine
sonno e penso che negli ultimi anni mi si sia abbas- semplice ma difficile dell'annaffiatura, il lento
sata la vista, ma ho sempre una maledetta voglia di scorrere delle stagioni in un giornaliero confronto
bonsai... nel mio giardino è come se il tempo si fos- tra me e i mei alberi, silenziosi amici e compagni
se fermato. di viaggio. Per me il bonsai è un bisogno di forma-
zione continua: osservare per capire, docu-
Ora una domanda che ho già rivolto ad un mentarsi, scambiare opinioni ed esperienze,
tuo collega alla BCS, tale Marco Tarozzo... costruttivo confronto.
quanta amicizia vera hai trovato nel mondo
del bonsai? A proposito dell'annoso problema araki si -
Penso che il mondo del bonsai racchiuda le araki no, qual è il tuo punto di vista in meri-
stesse tipologie di individui che si possono incontra- to?
re nella vita reale. Tuttavia quando si ha la fortuna Una domandina da poco! E' come dire:"
di poter condividere un'amicizia vera, la vita è più Ape Piaggio o Harley Davidson?". Le mie conside-
leggera. razioni a riguardo sono molteplici: premesso che
ci si dovrebbe dedicare agli araki quando si sono
Tra tutte le persone che hai visto accostarsi acquisite le necessarie capacità operative di base.
alle tue lezioni, quanto interesse vero hai tro- La pratica per acquisire tali capacità operative la si
vato e quanto dettato da una moda passegge- dovrebbe sviluppare lavorando prevalentemente
ra? materiali di interesse vivaistico, per evitare di
C'è sempre una percentuale di persone che combinare guai e per dare il necessario rispetto ad
si affacciano al mondo del bonsai per poi decidere un albero sicuramente unico e cresciuto in condi-
che non fa per loro. Personalmente posso dire che i zioni del tutto casuali in natura. Talvolta si vedono
gruppi che frequentano i miei laboratori sono abba- amatori che hanno raccolto materiali di buon pre-
gio, ma che si accingono ad effettuare step di lavo-
razioni che non sono in grado di gestire non
avendo la preparazione necessaria. Personalmente
amo lavorare gli araki perché offrono situazioni
sempre diverse e irripetibili, mettendo alla prova le
capacità di chi le lavora e le coltiva. Seguire in toto
lo sviluppo di un albero, dalla raccolta (responsabi-
le e fatta con giudizio, il bosco non è un su-
permarket!) all'esposizione, è una esperienza molto
gratificante, un lungo cammino che può essere
affrontato solo se lo si fa seriamente, disponendo
delle conoscenze e della sensibilità necessarie.

Com'è composta la tua collezione? È formata


sempre dalle stesse piante o pratichi una spe-
cie di turnover?
La composizione della mia collezione...
dunque... facciamo l'inventario insieme!!! Allora
ad oggi 9 settembre 2010 nel mio giardino ci sono:
8 pini silvestri, 4 cipressi, 3 sughere, 2 sabina, 2
filliree, 3 olivastri, 2 itoigawa, 2 pini neri (uno
giapponese, l'altro italiano), 1 ginepro taiwan,1 gi-
nepro sargentii, 1 ginepro fenicio, 1 ginepro oxice-
drus, 2 taxus baccata, 1 acer buergerianum, 1
quercus ilex. Sarebbe bello tenere tutte le piante
che si lavorano anche quando hanno partecipato a
tutte le mostre possibili! Ma di difficile realizzazio-
ne poiché il lavoro aumenterebbe in maniera espo-
nenziale di anno in anno, quindi anche se a
malincuore, ogni tanto qualche pezzo lascia aiko
en, non senza prima aver già individuato il sostitu-
to.

La tua pianta preferita? Qual è quella che ti


da più soddisfazione nel lavorarla?
Non ho un'essenza preferita da lavorare,
anzi, amo spaziare e variare, anche se apprezzo la
duttilità delle conifere e la complessità della loro
coltivazione. Tuttavia alla lunga, si hanno grosse
soddisfazioni anche dalle caducifoglie, al patto di
saperle aspettare!!!

Augurandoti un futuro pieno di successi e


soddisfazioni, ti salutiamo ringraziandoti per
il tempo che ci hai dedicato.
Grazie degli auguri! E' stato un piacere ri-
spondere alle vostre domande, ed è stato pure di-
vertente! Sicuramente ne sono uscito arricchito, ho
fatto molta introspezione per rispondervi! Un caro
saluto a tutti voi, augurandovi: "Buon Bonsai!"

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Kiryu e
Lapillo

C
onsiderando le essenze mediterranee della crescita. Come infatti, in Giappone, la
latifoglie da un punto di vista pura- coltivazione di pinaceae in kiryu pura, viene
mente fisiologico, queste sono quasi adottata solo su esemplari ormai finiti e con
per la maggior parte delle specie molti anni di coltivazione in vaso, proprio per
sempreverdi (Quercus Suber, Quercus Ilex, Pi- ottenere un equilibrio della vigoria tendente al
stacia Lentiscus, Olea Oleaster, Mirtus spp., minimo di crescita, senza scompensi ed eccessi
Arbutus Unedo, ecc.), che richiedono per il lo- di sviluppo.
ro sostentamento giornaliero riferito all’appa- L’inserimento in fase di formulazione
rato fogliare, una continua presenza di elementi della miscela, deve tener conto, non solo
ferrosi per la costante biosintesi della cloro- dell’essenza botanica, ma anche e soprattutto
filla. del grado estetico e di rifinitura dell’esempla-
I risultati ottenuti dall’inserimento in mi- re: opteremo per una maggior % di Kiryu per
scela di percentuali di Kiryu e/o Lapillo mai su- esempio su Quercus Suber, inquanto accostata
periori al 30%, hanno consentito agli esemplari alla presenza di Kanuma al 20% e di pomice
di svilupparsi in maniera omogenea sia nella scura al 50%, (foto 1) non solo renderà il pH
quantità che nella qualità della ramificazione e ulteriormente acido, ma renderà ricco il
fogliame senza scompensi di vigore. substrato nella sua interezza di elementi ferrosi
E’ consigliabile non superare il 30% in prontamente disponibili.
miscela di kiryu e/o Lapillo per il fatto che un Consiglio l’aggiunta di Kiryu e Lapillo,
eccesso di questi provocherebbe un risultato anche nella formulazione di miscele riferite a
esattamente opposto, ovvero un rallentamento acidofile quali azalee, gardenie ed essenze da
frutto utilizzate in bonsai per il maggior
apporto di microelementi nei periodi antece-
denti la fioritura e fruttificazione. Già in pas-
sato, durante l’esposizione di argomenti
inerenti l’importanza dei microlementi nella
coltivazione bonsai, si è data enfasi a questi nu-
trienti che essendo poco considerati, assumono
invece un ruolo preponderante nelle varie fasi
fenologiche degli esemplari.
Scegliere in fase di formulazione una
percentuale anziché un’altra, è un passo che de-
ve considerare se dobbiamo aumenare o dimi-
nuire la spinta vegetativa: in linea generale se
siamo in fase di formazione l’aggiunta sarà mi-
nima (10%) (foto 2, 3, 4), se siamo in fase di
perfezionamento allora si arriva al 30%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
E L'ARTE DI DISPORRE I FIORI

http://bibliotecagiapponese.wordpress.com

D
ietro le ruvide e spesse pagine de Lo Zen e l'arte di
disporre i fiori di Gusty Herrigel (ed. SE, pp. 112, €
13), si cela la storia della ricerca di un'armonia. Non
geometrica, razionale, calcolata, ma gentile ed ineffabi-
le: giapponese.
La scrittrice - moglie del celebre professore di filosofia, auto-
re de Lo zen e il tiro con l'arco - ha tentato, con questo libretto, di
avvicinare i lettori occidentali a qualcosa che sfugge sempre
all'intelletto, vale a dire gli equilibri segreti e fragili dell'ikebana. Il
felice risultato raggiunto è ben differente da una guida al giardi-
naggio o – peggio - dall'ennesimo manuale sulla falsariga dell'inse-
gnamento zen applicato con superficialità a qualsivoglia ambito.
Durante un soggiorno in Giappone, Gusty scoprì e si applicò
all'ikebana, arte complessa tradizionalmente trasmessa in modo ora-
le da padre a figlio e da maestro ad allievo; nel volume, possiamo
leggere i primi, scoraggianti passi della donna alla ricerca di un equi-
librio impossibile da cogliere con una mente rigida e sorda alla
bellezza. I fiori, le gemme, i rami custodiscono infatti una grazia
profonda, sfuggente a un occhio distratto, che perciò va allenato con
pazienza a cogliere i chiaroscuri delle foglie, le ombre dei petali, le
forme racchiuse nel legno.
Prima di essere un'arte, l'ikebana è però, senza dubbio, una
disciplina dello spirito, che richiede costanza, impegno e umiltà, poi-
ché <<la sola bellezza è insufficiente: essa può realizzarsi se è asso-
ciata al sentimento "giusto">>. Questo stato d'animo è raggiungibile
attraverso la pratica del buddhismo zen, in grado di aiutare l'indivi-
duo a entrare in sintonia con se stesso e con la Totalità universale, in
quanto <<senza pace, senza calma, senza distacco da sé non c'è sere-
nità né libertà reale, e la "via dei fiori" rimane chiusa e inaccessibi-
le>>.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L
’esposizione di diversa durata
all'irraggiamento solare di diversi
esemplari esposti in foto può darci
un’idea del grado di influenza che
il sole esercita sul filloplano dei nostri bonsai.
Come si è detto la scorsa volta, sia ge-
neri di conifera che di lati-
foglie ne sono soggetti
(foto 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7) e
la schermatura tramite
ombreggianti diventa
obbligatoria non solo
nelle regioni del Nord do-
ve impiegheremo
percentuali di schermatu-
ra non oltre il 50%, ma
soprattutto nelle regioni
del Sud dove si arriva a
schermare per i periodi a cavallo tra Luglio e
Agosto (due-tre settimane) anche al 100%
ovvero in ombra completa.
La depigmentazione è oltretutto un
grande stress che determina una mancata effi-
cienza fotosintetica, che potrebbe ripercuo-
tersi sulla capacità di accumulare energie
frutto dalla fotosintesi.